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4 Livello Ip Parte4

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  • 1. Parte 4 Modulo 10: Problematiche del routing su scala geografica e in reti aziendali di grandi dimensioni Routing gerarchico • Nella realtà, i router di Internet: – non rappresentano un insieme omogeneo di risorse – non eseguono lo stesso algoritmo di routing • Diversi motivi: – Scalabilità: all’aumentare del numero di router, l’overhead degli algoritmi di routing diviene proibitivo  occorre ridurre la complessità del calcolo del cammino – Autonomia amministrativa: un’organizzazione dovrebbe/vorrebbe scegliere autonomamente come amministrare il traffico tra i propri router Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.211 1
  • 2. Autonomous Systems per il routing • I router vengono aggregati in “regioni” o sistemi autonomi (AS) • In pratica, un AS è un insieme di nodi e router gestiti da un’unica entità di controllo centrale (es., stesso ISP) • Ciascun AS ha un numero identificativo assegnato da una authority di registrazione Internet: – Il numero è compreso fra 1 e 64511 – I numeri di AS compresi nell’intervallo 64512-65535 sono riservati Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.212 Autonomous Systems per il routing (2) • Per il routing all’interno di un AS (routing Intra-AS) i router utilizzano qualche Interior Gateway Protocol dove i router di un AS possono possedere un’informazione completa su tutti gli altri router dell’AS • Per il routing verso altri AS (routing (Inter-AS) viene utilizzato qualche Exterior Gateway Protocol (prima EGP, oggi BGP) • Ciascun AS può usare metriche multiple per il routing interno, ma appare come un unico AS ad altri AS Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.213 2
  • 3. Esempio con 5 AS AS1 AS2 IGP 2.1 2.2 IGP BGP 1.1 1.2 2.2.1 BGP BGP BGP 4.1 4.2 BGP IGP IGP AS4 AS5 3.1 3.2 IGP AS3 5.1 5.2 Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.214 Politiche di routing negli AS • Le politiche di routing sono le regole per decidere come instradare il traffico – Se sono un AS, quale traffico accetto di far passare per la mia rete? – Ci sono spesso accordi commerciali alla base di queste decisioni (RICORDARE: peering point e IX) • Ogni AS vuole poter decidere le proprie politiche e potrebbe anche non volerle fare conoscere agli altri AS Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.215 3
  • 4. Tipi di AS AS1 AS3 AS1 AS2 AS1 AS3 AS2 AS2: Transit AS connesso a diversi AS che AS2: Stub consente di fare da tramite per gli AS2 AS con una sola AS a cui è collegato (accetta sia connessione traffico locale sia traffico in transito) ad un altro AS AS2: Multi-homed AS connesso con diversi AS, ma non permette traffico che non è generato o diretto verso l’AS Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli dilocale) (accetta solo traffico Internet 4.216 Protocolli di routing: inter-AS, intra-AS • Principale protocollo di routing inter-AS – Border Gateway Protocol (BGP)  Algoritmo di routing distribuito  E’ oggi lo standard de facto per il routing tra AS • Principali protocolli di routing intra-AS – Routing Information Protocol (RIP)  Algoritmo di routing distribuito (Distance vector protocol) – Open Shortest Path First (OSPF)  Algoritmo di routing centralizzato (Link state protocol)  Successore di RIP Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.217 4
  • 5. Protocolli di routing: inter-AS, intra-AS BGP RIP OSPF Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.218 Parte 4 Modulo 11: Protocollo RIP (Intra-AS) 5
  • 6. Origini del RIP • E’ il primo storico protocollo per il routing intra-AS, utilizzato per molti anni in Internet • Definito in [RFC 1058] • La sua diffusione fu determinata soprattutto dal fatto che era implementato in modo nativo nel sistema operativo Unix BSD (daemon routed), primo ad avere tutto il software per supportare l’intero stack TCP/IP • E’ un protocollo distribuito basato sull’algoritmo Distance Vector Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.220 Routing Information Protocol • Basato sul protocollo Distance Vector • Metrica di costo (semplificata) = numero di hop  ipotesi: tutti i link hanno costo unitario • Costo massimo di un percorso = 16 hop  limite massimo del diametro di un AS u v Destinazione Hop Numero di hop u 1 A B dal router A v 2 w alle varie w 2 x sottoreti x 3 z destinazione y 3 C D z 2 y Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.221 6
  • 7. RIP advertisement e RIP request • I router adiacenti si scambiano i vettori di distanze ogni 30 secondi utilizzando un messaggio di RIP advertisement • Ogni messaggio contiene fino a 25 sottoreti di destinazione all’interno dell’AS con le relative distanze in hop • Un router può anche chiedere informazioni sul vettore di distanze dei router adiacenti, tramite messaggi di RIP request Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.222 RIP: esempio z w x y A D B C Tabella di routing in D Sottorete Router Numero di hop destinazione successivo verso destinazione w A 2 y B 2 z B 7 x -- 1 Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.223 7
  • 8. RIP: esempio Dest Next hop w - 1 RIP advertisement x - 1 da A a D (“io arrivo a z con 4 hop”) z C 4 z w x y A D B C Sottorete Router Numero di hop destinazione successivo verso destinazione w A 2 y B 2 z B A 7 5 x -- 1 Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura Tabella Internet e Protocolli di di routing in D 4.224 Link failure • Se un router non riceve messaggi dal suo vicino dopo 180 secondi  lo considera irraggiungibile – I percorsi passanti per il router vicino vengono invalidati (si setta il flag U) – Nuovi RIP advertisement vengono inviati agli altri router vicini – A loro volta, i vicini inviano RIP advertisement se le loro tabelle subiscono cambiamenti  Rapida propagazione delle informazioni sui link failure (permanenti o temporanee) della rete Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.225 8
  • 9. Pro e contro del RIP • Come algoritmo Distance vector, RIP funziona bene per reti non grandi, stabili e piuttosto veloci • Ciascun router comunica ai vicini il percorso “migliore” misurato in numero di hop • Nel momento in cui c’è instabilità, il RIP “soffre” – Poiché ciascun router comincia a inviare la propria nuova tabella, prima di arrivare a convergenza, non c’è una visione unitaria sullo stato della rete e sui percorsi migliori – Non c’è intrinseca protezione dai loop e c’è il rischio del “count-to-infinity” – Proprio per questa mancata protezione, si usa un “infinito” piccolo (16) che tuttavia impedisce al RIP di essere utilizzato su reti grandi Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.226 Parte 4 Modulo 12: Protocollo OSPF (Intra-AS) 9
  • 10. Open Short Path First • Definito nell’RFC 1131 • “open” = disponibile pubblicamente (a differenza del protocollo EIGRP della Cisco) • E’ un link state protocol, quindi • Ha varie funzioni migliorative rispetto a RIP e quindi è più adatto a reti grandi, il cui stato tende a cambiare dinamicamente • Attualmente, si tende a utilizzare: – RIP nell’ambito di AS di secondo livello e di reti aziendali molto grandi – OSPF all’interno di AS di primo livello Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.228 Open Short Path First • Il routing si basa sull’algoritmo centralizzato Link State (“tell the world about the neighbors”) – Topologia della rete e costi noti ad ogni nodo – Calcola l’albero dei cammini di costo minimo mediante l’algoritmo di Dijkstra – Memorizza tale albero nel cosiddetto “link state database” che viene distribuito a tutti i router – Invia in broadcast eventuali aggiornamenti di costo con i vicini ai router dell’intero AS (flooding) – I messaggi OSPF viaggiano direttamente su IP – Il “link state database” viene inviato periodicamente (almeno ogni 30 minuti) anche se non è cambiato Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.229 10
  • 11. Caratteristiche di OSPF (non in RIP) • Sicurezza: autenticazione dei messaggi OSPF con algoritmi di crittografia • Percorsi multipli con costo uguale: possibilità di usare più percorsi per instradare il traffico (mentre è solo uno in RIP) • Supporto integrato per instradamento unicast e multicast: multicast OPSF (MOSPF) usa lo stesso database di collegamenti usato da OSPF • Struttura gerarchica degli AS: possibilità di strutturare grandi domini di instradamento in gerarchie di AS Però anche OSPF non è perfetto perché il broadcast costa … Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.230 Gerarchia OSPF in grandi aziende • Consente una suddivisione dei router di grandi organizzazioni in aree • Ad esempio, in un’azienda con 500 router, la possibilità di creare 10 aree ciascuna con 50 router significa che ogni router ha bisogno di memorizzare e tenere aggiornate informazioni solo su 50 router, invece di 500 • Quindi, si avranno: – Internal router che applicano OSPF all’interno della propria area – Area border router che comunicano i percorsi verso altre aree ai router di quell’area. Questi router non usano i dettagli, ma solo i prefissi come fanno gli switch per i numeri telefonici o i CAP da una città all’altra (411- Modena, 401-Bologna; poi le altre due cifre per le zone) Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.231 11
  • 12. Gerarchia OSPF in AS • Consente una suddivisione dei router degli AS in aree così da avere una gerarchia interna a due livelli: 1. aree locali 2. area backbone Si usa l’algoritmo Link State all’interno di ogni area • Area backbone – Instrada il traffico tra le aree del sistema autonomo – Contiene tutti i border router (router di confine) • Border router: gestiscono l’instradamento verso altri AS ( implementano l’algoritmo di routing inter-AS) • Backbone router (non border): effettuano l’instradamento all’interno dell’area backbone • Area border router: comunicano i percorsi verso altre aree locali dell’AS ai router di quell’area Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.232 Sistema autonomo OSPF gerarchico Border router Backbone router Area border router Router interni Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.233 12
  • 13. Parte 4 Modulo 13: Protocollo BGP (Inter-AS) Un po’ di storia… • Fino agli anni ’80: EGP – Storicamente il primo protocollo ad essere usato per il routing inter-AS – Presuppone una rete con topologia ad albero senza cicli (come la vecchia ARPANET) – Limiti nella massima dimensione delle reti gestibili – Entra in crisi con l’introduzione delle dorsali Internet e dei cammini multipli tra nodi • BGP viene introdotto per sostituire EGP • BGP è un algoritmo distribuito di tipo “distance vector (“tells all neighbors about the world”) Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.235 13
  • 14. BGP • Border Gateway Protocol (versione 4): RFC 1771 • E’ un protocollo complesso, ma fondamentale per il funzionamento di Internet, in quanto è il protocollo delle dorsali Internet per muoversi da un AS ad un altro in modo completamente decentralizzato • Utilizzato dagli ISP e non dai piccoli-medi utenti • Può essere utilizzato anche come protocollo intra-AS nel caso di AS molto grandi (in quanto il protocollo intra-AS OSPF non scala molto bene) Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.236 BGP e tipi di AS NON NECESSARIO NECESSARIO AS1 AS1 AS3 AS1 AS3 AS2 AS2 AS2 AS2: Stub AS2: Multi-homed AS2: Transit • In generale, BGP non serve nei casi di: Single homed network (stub), AS non fornisce downstream routing, AS usa un default route 14
  • 15. Funzioni BGP e prefissi • Funzioni principali 1. Scambiare informazioni di raggiungibilità tra AS confinanti, detti peer (configurando manualmente i router) 2. Propagare le informazioni di raggiungibilità a tutti i router all’interno di un AS  meccanismo distribuito basato sull’algoritmo Path Vector (della classe Distance Vector Protocol) 3. Determinare i percorsi migliori in base a informazioni di raggiungibilità e policy di routing (non solo metriche!) • Le destinazioni sono indicate con prefissi che rappresentano una o più sottoreti (ampio utilizzo di aggregazione di indirizzi per ridurre le entry della routing table) Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.238 Sessioni BGP • BGP fa uso di connessioni TCP [si vedrà in seguito] semi-permanenti per far comunicare i router confinanti (BGP peers) • I due peer BGP che si scambiano messaggi sulla connessione TCP formano una sessione BGP – Sessione esterna (E-BGP) tra router di AS diversi – Sessione interna (I-BGP) tra router dello stesso AS 3c 3a 2c 3b 2a AS3 2b 1c AS2 E-BGP session 1a 1b I-BGP session 1d AS1 Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.239 15
  • 16. Router e BGP • Transit router: router che gestiscono traffico I-BGP all’interno dell’AS • I transit router devono essere configurati a maglia (mesh), cioè tutti devono essere peer di tutti gli altri. Questo pone dei problemi di scalabilità, risolti mediante confederazioni • Border router (o edge router) router che gestiscono traffico E-BGP tra diversi AS • La scelta dei peer di un border router dipende dalle policy del gestore dell’AS Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.240 Connettere diversi AS I router di confine (edge router) hanno la responsabilità di inoltrare pacchetti a destinazioni esterne all’AS C.b B.a A.a b Host A.c c a C a h2 b a B Host d Intra-AS routing c h1 A b entro AS B Intra-AS routing entro AS A Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.241 16
  • 17. Architettura di un edge router Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.242 Distribuzione di informazioni per la raggiungibilità • 3a annuncia a 1c i prefissi di rete raggiungibili da AS3 attraverso una sessione E-BGP • 1c usa I-BGP per distribuire le informazioni di raggiungibilità a tutti i router in AS1 (1a – 1d – 1b) • 1b annuncia a 2a i prefissi raggiungibili da AS3 e AS1 attraverso una sessione E-BGP • Quando un router viene a conoscenza di un nuovo prefisso, crea una nuova riga nella propria tabella di routing 3c 3a 2c 3b 2a AS3 2b 1c AS2 E-BGP session 1a 1b I-BGP session 1d AS1 Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.243 17
  • 18. Prefissi e attributi BGP • “Annunciare un prefisso” equivale alla “promessa” di inoltrare i pacchetti su un percorso verso il prefisso di destinazione • L’annuncio di un prefisso comprende anche attributi BGP, tra cui i più importanti sono: – AS-PATH: elenco degli AS attraverso cui è passato l’annuncio del prefisso (strada attraversata) – NEXT-HOP: lo specifico router nel next-hop AS da cui giunge l’annuncio (possibili più collegamenti tra gli AS) Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.244 Selezione del percorso • Un router può venire a conoscenza di più di un percorso verso un prefisso  deve selezionarne uno • Quando un border router riceve un annuncio utilizza le policy locali per decidere se accettare/scartare l’annuncio • Varie possibili regole: 1. Valore di preferenza locale: policy 2. AS-PATH più breve 3. Router di NEXT-HOP più vicino 4. Altri criteri Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.245 18
  • 19. Path Vector: esempio path alternativi tra AS1 e AS4 151.16.0.0/16 AS3 AS2 80.128.0.0/12 AS1 AS4 AS5 Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.246 Algoritmo Path Vector • BGP usa Path Vector, una variante dell’algoritmo distribuito Distance Vector Protocol • Ogni routing update contiene informazioni sull’intero cammino verso la destinazione attraverso gli AS • Individuazione dei loop: – Quando un AS riceve un update riguardo un percorso, controlla se il percorso contiene se stesso come info  Se sì, scarta l’update  Se no, aggiunge se stesso e (eventualmente) propaga l’update • Vantaggi: – Uso di metriche e policy locali nelle decisioni – Il protocollo garantisce che non ci siano loop Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.247 19
  • 20. Path Vector: esempio 151.16.0.0/16 151.16.0.0/16 AS3 151.16.0.0/16 AS3 AS3 AS2 151.16.0.0/16 AS3 AS2 AS2 80.128.0.0/12 151.16.0.0/16 AS1 AS3 AS4 80.128.0.0/12 AS2 AS1 AS1 AS2 80.128.0.0/12 AS2 scarta AS1 l’update Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.248 Criteri di selezione dei percorsi Attributi sui percorsi + politiche esterne Esempi: – hop count – politiche – presenza o assenza di certi AS – origine del percorso (EGP, IGP) – dinamismo dei link dynamics (“flapping”, “stable”) Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.249 20
  • 21. Politiche e BGP • BGP fornisce funzionalità per implementare diverse “politiche di routing” – Si può definire come scegliere un percorso nel momento in cui ci sono più alternative – Si possono limitare le informazioni che vengono mandate a tutti gli altri AS – Si possono modulare le informazioni che vengono mandate a ciascun AS • IMPORTANTE: Le politiche non sono parte del BGP, ma sono fornite come modalità di cofigurazioni Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.250 Esempi di politiche disponibili • A multi-homed AS refuses to act as transit – limit path advertisement • A multi-homed AS can become transit for some AS’s – only advertise paths to some AS’s • An AS can favor or disfavor certain AS’s for traffic transit from itself Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.251 21
  • 22. Quando il BGP non serve • Single homed network (stub) • AS non fornisce downstream routing • AS usa un default route Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.252 Parte 4 Modulo 14: Altri protocolli a livello 3 22
  • 23. Altri protocolli di livello 3 • Il protocollo IP è la “vita” della clessidra, unico protocollo per il routing su Internet a differenza dei due protocolli trasporto (UDP e TCP) e dei molteplici protocolli H2N (Ethernet, WiFi, PPP, Token ring, ATM, FDDI, SLIP, WiMAX, ecc.) • D’altro canto, IPv4 non è l’unico protocollo operante a livello 3. Esistono anche: – IPv6 – ICMP (protocollo accessorio per la gestione del routing) – IGMP (Internet Group Management Protocol è un protocollo per la gestione dei gruppi multicast) – IPSec, cifrato per realizzare Virtual Private Network (VPN) su scala geografica Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.254 ICMP Internet Control Message Protocol [prima idea: RFC 792, Jon Postel] • E’ un protocollo di “servizio” relativo alla gestione di reti, alla verifica di raggiungibilità di host ovvero al riscontro di malfunzionamenti • E’ il protocollo alla base dei protocolli applicativi ping e traceroute Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.255 23
  • 24. Esempi codici di ICMP 0 Destination network unreachable 1 Destination host unreachable 2 Destination protocol unreachable 3 Destination port unreachable 4 Fragmentation required 5 Source route failed 6 Destination network unknown 7 Destination host unknown 8 Source host isolated 9 Network administratively prohibited 10 Host administratively prohibited 11 Network unreachable for TOS 12 Host unreachable for TOS 13 Communication administratively prohibited … Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.256 Internet Control Message Protocol (2) • Utilizzi principali: - congestione e controllo di flusso dei datagram - comunicare periodicamente cambiamenti nelle tabelle di routing - determinare cammini circolari o eccessivamente lunghi - stimare il tempo di trasmissione da mittente a destinatario • Programmi per il testing che usano ICMP: - ping: usato per testare la raggiungibilità e lo stato di un host; utilizza il messaggio echo request e echo reply dell’ICMP (es., ping 160.80.1.5) - traceroute: usato per tracciare il cammino da un host all’altro: usa il campo TTL del datagram IP; se TTL=0 l’host comunica al mittente l’errore usando ICMP Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.257 24
  • 25. ICMP Utilizzato dagli host, router e gateway per comunicare informazioni riguardanti il livello di rete, in particolari errori Es. Il messaggio “Destination host is unreachable” nel protocollo HTTP ha origine dall’ICMP Il messaggio ICMP è incapsulato in un datagram IP: ICMP header ICMP dati Header del datagram Area dati del datagram Header del frame Area dati del frame Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.258 Relazione tra ICMP e IP icmp hdr icmp data ip header ip data frame header frame data trailer Regola 1: nessun messaggio ICMP viene generato a seguito di eventuali errori rilevati su messaggi ICMP Regola 2: se il pacchetto viene frammentato, solo il primo frammento può generare messaggi di errore ICMP Regola 3: i broadcast e multicast non generano ICMP Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.259 25
  • 26. Messaggi di errore Questi messaggi di errore seguono un pacchetto scartato: • TIME_ EXCEEDED (tempo scaduto) – il pacchetto ha TTL=0 • DESTINATION_UNREACHABLE – un gateway vede la rete destinazione a distanza infinita (net unreachable) – l'host non risponde ad una chiamata ARP (host unreachable) – l'host destinazione non conosce il protocollo nel pacchetto (protocol unreachable) – il pacchetto non può essere frammentato (fragmentation needed and DF set) • PARAMETER_PROBLEM (problema con i parametri). – Il gateway non riesce ad interpretare il pacchetto ricevuto a causa di un valore errato, possibile errore software • SOURCE_QUENCH obsoleto (rallentamento, soffocamento della sorgente) – congestione di un gateway intermedio – host destinazione lento nell’acquisizione Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.260 Messaggi di servizio Es., Routing redirect • Si supponga che HostA debba inviare a HostB un pacchetto. Poiché i due host non sono nella stessa subnet, HostA invia il pacchetto al suo default router (es., R1) • R1 ha nella sua tabella di instradamento una regola che indica di instradare i pacchetti destinati alla rete 132.16.0.0/16 tramite R2. Poiché R2 è raggiungibile anche da HostA, R1 comunica questo fatto a HostA tramite un messaggio di redirect • HostA invia i successivi pacchetti destinati a HostB tramite R2 tramite un meccanismo di caching • Nota: contrariamente a quanto indicato dalla RFC 1122 (standard), non tutti gli end-system considerano le indicazioni di redirect • Ulteriori approfondimenti in: RFC 792, 1812, 1122 Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.261 26
  • 27. traceroute • Il comando traceroute permette di capire per quali router passano i pacchetti IP quando sono diretti ad una data destinazione. • traceroute è compreso nella dotazione standard di tutti i sistemi *nix • Nei sistemi Windows il comando ha il nome tracert e sintassi leggermente differente. • traceroute trova utilizzo anche nell’ambito dell’amministrazione della rete per isolare guasti o incoerenze nelle tabelle di routing • E’ utile anche per mostrare il percorso dei pacchetti svelando un po’ della topologia nascosta di Internet • Ci sono interessanti versioni grafiche Reti di Calcolatori 2009/2010 – Architettura e Protocolli di Internet 4.262 27

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