2 lezione la floric in amb protetto

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  • 1. Ambiente di coltivazioneLa floricoltura in ambiente protetto e le colture floricole protette Apprestamento protetto: un ambiente confinato ed isolato da quello esterno, nelquale si vengono a determinare, prevalentemente per gli apporti di energia solare,condizioni climatiche adatte alla coltivazione dei fiori e delle pianteColture ProtetteSi denominano “protette“ quelle colture per le quali, con l’impiego di mezzi diversi,si attua, durante l’intero loro ciclo, un condizionamento più o meno completo delclima.Tale condizionamento si rende necessario quando si vogliano coltivare 1) fiori e piante originarie da zone con clima molto diverso da quello locale e che all’aperto non potrebbero essere allevate che per brevi periodi dell’anno, 1
  • 2. 2) fiori e piante di normale coltura in piena aria, delle quali però si intenda ottenere la produzione in epoca più o meno anticipata o ritardata rispetto a quella normale, 3) quando si vogliano ottenere migliori caratteristiche qualitative.In floricoltura ci interessano le coltivazioni forzateSi attuano all’interno di particolari apprestamenti, fissi o mobili (serre, serre-tunnels)e beneficiano per l’intera durata del loro ciclo di condizioni climatiche researtificialmente favorevoliCon la “forzatura”, le piante possono esplicare completamente la propria capacitàproduttiva, anche in un periodo stagionale ad esso avverso; e ciò con produzioniextrastagionali, anticipate (precoci) o ritardate (tardive).Attualmente la progettazione e costruzione di serre è regolata dalla norma UNI13031-1:2004I principali tipi di serre per la floricolturaIn una serra riscaldata del Nord Europa si potranno quindi coltivare piante chesolitamente si sviluppano in paesi dal clima tropicale; ugualmente, in serre fredde sipotrà ottenere lo scopo opposto.Le serre quindi hanno la prerogativa di poter creare lambiente microclimatico idealeper il tipo di piante che si vuole coltivare.Lorientamento più favorevole è a est-ovest con i raggi del sole che attraversano ilrivestimento formando allinterno il ben noto "effetto serra"; i raggi vengono assorbitidalle piante e dalla copertura della serra che, imprigionandoli al suo interno, provocaun innalzamento della temperatura.Le serre sono suddivise in diverse tipologieNumerosi sono i criteri di classificazione; quelli più validi sono i seguenti: 2
  • 3. Tenendo conto dellindirizzo colturale, le serre si raggruppano in: 1. Serre di forzatura o coltivazione. Si impiegano per la coltivazione di fiori recisi e piante da foglia e da fiore. 2. Serre di propagazione o moltiplicazione. Si impiegano per la radicazione di piante da fiore e da frutto.Tenendo conto del numero delle campate, le serre si raggruppano in: 1. Serre singole o isolate. Sono serre ad unica campata. 2. Serre accoppiate o gemellate. Sono serre a campata doppia senza parete divisoria. 3. Serre multiple. Sono serre a batteria.Tenendo conto del substrato utilizzato, le serre si raggruppano in: 1. Serre normali. Sono serre in cui si utilizza normale terreno agrario come substrato. 2. Serre per coltivazioni fuori suolo. Sono serre in cui si utilizza come substrato un materiale inerte, poroso, sterile, che si fa attraversare da una soluzione nutritiva preventivamente preparata. Ad esempio: vermiculite, perlite, pomice, lapillo lavico, lana di roccia, fibra di cocco. 3
  • 4. Tenendo conto della presenza e della tipologia dellimpianto di climatizzazione,le serre si raggruppano in: 1. Serre fredde. Non climatizzate. 2. Serre temperate. Sono serre capaci di mantenere costantemente una temperatura tra i 10°C e i 14°C nelle ore notturne. 3. Serre calde. Sono serre in grado di mantenere la temperatura notturna tra i 16 C ed i 20°C. Serre e serre tunnelSERRELe serre vere e proprie sono invece costruzioni fisse dotate di una componentestrutturale più importante rispetto ai tunnel. Non è possibile descrivere una serra tipo 4
  • 5. in quanto ne esistono numerosissime varianti; si passa infatti da semplici costruzionirealizzate con materiali e tecniche locali a notevolmente complesse di tipoindustriale, altamente meccanizzate con numerosi sistemi al loro interno.Classificazione 1) caratteristiche della costruzione, 2) il materiale di copertura 3) i materiali della struttura portante. I materiali più usati per le parti strutturali sono il legno, l’acciaio e l’alluminio che si è andato sempre più diffondendo negli ultimi tempi. Il tipo di materiale usato per realizzare la struttura determina ovviamente la geometria e l’altezza massima dal momento che l’uso di materiali differenti porta ad una diversa capacità di resistere ai carichi. Le serre più alte (con altezze superiori ai 5 m) in grado di resistere quindi ai grandi carichi determinati principalmente dal vento, sono state sviluppate grazie all’impiego di materiali più resistenti.Larghezzem. 5,25 - 7,00 - 7,60 - 8,52 - 9,27 - 9,64 - 10,24 - 11,31 - 12, 46Lunghezze Multipli di mt. 3,10Altezza a richiesta 5
  • 6. • Struttura in acciaio (Fe360, Fe430) completamente zincate a caldo • Profili portavetro in alluminio con clips in acciaio inox e relative guarnizioni in Endoflex • Sportellature di serie al colmo con una gamma di profili in alluminio con guarnizioni per consentire una chiusura perfetta. • Aperture laterali a sporgere o Ghigliottina (saliscendi) • Porte in alluminio a richiesta scorrevoli manuali o automatiche, ad ante con maniglie antipanico e molla di chiusura e portoni. • conformi alle normative vigenti del D.M. n. 19 del 16.01.1996, la quale viene garantita una portata di 140 Kg. mq. Più il peso proprio. • Installazione impianto coibentazione e ombreggio interno automatizzati con teli Svensson . • Struttura antigrandine esternaSerreTunnelUna delle tipologie maggiormente diffuse in ambiante mediterraneo è quella delleserre tunnel con struttura ad arco metallico e copertura con film plastico.all’interno è possibile il passaggio degli operatori e spesso anche dei mezzi meccanicie sono dotati di semplici aperture sui lati ottenute tramite arrotolamento del film dicopertura o tramite soluzioni più complesse.Questo permette almeno parzialmente di evitare temperature e livelli di umiditàeccessivi.I vantaggi maggiori di questa tipologia di strutture è sicuramente la loro semplicitàed economicità che le rende adatte specialmente a colture di basso-medio reddito e inquelle situazioni dove non si disponga di grandi capitali iniziali da poter investire.Larghezzem 8,80 ad arcatam 6 - 8 - 9 - 10 se a gamba drittaSerra tunnels e multitunnels a gamba dritta o ad arcata. 6
  • 7. Realizzati con colonne in tubo zincato a caldo, arcate in tubi di ferro zincatoSendzimir da Ø 60 e tiranti in tubo da Ø 27 singole o rinforzate gli archi vengonoposizionati ogni m 1,50 o 2 • Aperture • Laterali avvolgibili o sporgere, manuali o automatizzate. • Al colmo singole o doppie, automatizzateMateriali di coperturaPer quanto riguarda i materiali di copertura, il vetro tradizionalmente usato fin dallarealizzazione delle prime serre riveste ancora oggi un’importanza non trascurabile.Oltre alle tipologie classiche negli ultimi decenni sono apparse sul mercato diversevarianti. Interessanti risultano ad esempio i vetri a doppia parete, nella cuiintercapedine viene inserita anidride carbonica o aria secca e che presentano ottimeprestazioni ai fini dell’isolamento termico.Altrettanto interessanti appaiono i vetri in grado di schermare la radiazionedell’infrarosso lontano, grazie ad un sottile strato di ossidi metallici deposti sullafaccia esterna per mezzo dei quali è esaltato l’effetto serra.Tra le materie plastiche quelle flessibili (film plastici), hanno permesso larealizzazione di serre circolari con una migliore performance per quanto concerne latrasmissione della radiazione incidente.Tra questi i tre materiali più ricorrenti sono il polietilene (PE), Il cloruro di polivinile(PVC) e l’etilenvinilacetato (EVA). Vengono estrusi in film sottili dello spessorevariabile da 0,05 a 0,20 mm e possono essere incolori o colorati (fotoselettivi).Ciascuno di questi composti presenta caratteristiche diverse.Il PVC ad esempio ha ottime caratteristiche di resa termica tuttavia non si è maidiffuso largamente in Europa a seguito di alcuni suoi difetti. 7
  • 8. L’EVA presenta caratteristiche variabili a seconda del contenuto percentuale diacetato di vinile che aumenta l’impermeabilità alla radiazione IR lontana, latrasparenza al visibile, la resistenza a rottura e perforazione ma provoca ancheelasticità e sensibilità alla dilatazione. A seconda delle caratteristiche desiderateesistono quindi miscele differenti.Il PE infine ha in generale caratteristiche termiche non eccezionali ma garantisceottima resistenza meccanica e durata, per questo risulta il più diffuso nei nostri arealianche perché meno costoso.Le materie plastiche per la produzione di lastre rigide sono altrettanto importanti ediversificate.Le più diffuse sono sicuramente il poliestere (UP), il polimetacrilato di metile(PMMA) e il policarbonato (PC).Le lastre di poliestere presentano scarsa trasparenza nel visibile tuttavia i moltiaspetti positivi tra cui l’elevata resistenza meccanica, la notevole elasticità eleggerezza e una bassa conducibilità termica hanno reso questo materiale il piùutilizzato e conosciuto da anni.Il polimetacrilato ha molte caratteristiche che lo renderebbero un ottimo materiale dicopertura, infatti è dotato di elevata trasmittanza alla radiazione solare (addiritturasuperiore al vetro), ridottissima conducibilità termica, forte resistenza agli agentiatmosferici e leggerezza, ma presenta purtroppo anche scarsa durezza ed elevatasuscettibilità alla dilatazione che ne ridimensionano notevolmente il suo valore.Copertura • Copertura e Aperture laterali in doppio nylon Patilux Eva 33 mesi (trasparente o bianco avorio) il cui montaggio viene effettuato con profili in alluminio con relative plastiche; 8
  • 9. • Copertura, testate e parti fisse e aperture (secondo richiesta) in FILON VITA (ondulato) a base di vetroresina trattato o in ONDEX in P.V.C. trasparente o colorato bianco, verde, grigio;• Copertura, testate e parti fisse e aperture in POLICARBONATO 9
  • 10. Materiali da copertura per serreLa scelta del materiale più idoneo alla serra che vogliamo coprire è una cosa moltoimportante, ogni materiale ha delle caratteristiche proprie, conoscere e saper sceglierequello che più è giusto alle nostre condizioni climatiche ed aspettative vuol direessere a metà dellopera.In questa pagina vengono spiegati e dettagliati i vari materiali maggiormente usati percoprire le nostre serre...I materiali da copertura si suddividono in 2 tipologie: • film plastici • lastre rigideEsistono inoltre lastre semirigide, per serre a tunnel o con archi e curvature, ma usateraramente in quanto viene preferito il film plastico.Leffetto Serra.Le nostre piante traggono la loro energia dalla luce (spettro solare visibile λ=360-760nm), assorbendo le lunghezze donda comprese tra 400nm e 700nm e in particolare: • regioni del blu: clorofilla a (430nm), clorofilla b (480nm) carotenoidi (400- 500nm) • regioni del rosso: clorofilla a (660nm), clorofilla b (650nm)Per lattività biologica sono necessarie radiazioni dello spettro invisibile infrarosso(IR), in particolare infrarossi ad onde medie (IRM) e infrarossi ad onde corte (IRC)con lunghezze donda comprese fra 1.200 e 2.500 nm.Ogni oggetto irradiato da IRC e IRM riemette infrarossi ad onde lunghe calorifiche(IRL) lunghezza donda compresa da 2.500 ed oltre 15.500nm.Leffetto serra è la capacita dei materiali da copertura trasparenti di farsi attraversareda IRC e IRM (onde non calorifiche) e di trattenere allinterno della serra leradiazioni IRL, creando così un microclima controllato.I materiali da copertura devono avere queste caratteristiche: • assorbimento delle radiazioni in entrata (IRC e IRM) • trattenimento delle radiazioni in uscita (IRL)I film plastici 10
  • 11. Pro: • economici • leggeri e sottili, in commercio da 0,05 a 0,20 mm • richiedono strutture più leggere e quindi meno costose • maneggevoli • richiedono poca manutenzione • incolori o colorati (fotoselettivi)Contro: • durata limitataI maggiormente usati sono: • cloruro di polivinile (PVC) • polietilene (PE) • etilenvinilacetato (EVA)Polietilene (PE)Si tratta di un polimero fabbricato in film, il più usato per coprire le serre in Italia. Incommercio è disponibile fino a 18mt di larghezza.Pro: • economico • poco deformabile nel tempo • ottime radiazioni in entrata, ma che cambiano in base allo spessore del film.Contro: • bassa durata • Dispersione del calore (non trattiene IRL)Si sconsiglia luso di polietilene a bassa densità (PEBD-LDPE), sono più luminosi,ma trattengono meno calore (meno effetto serra), a meno che non siano trattati conadditivanti.Cloruro di polivinile (PVC) 11
  • 12. Si tratta di un polimero fabbricato in film, addittivato con sostanze stabilizzanti cheaumentano resistenza e flessibilità. In commercio è disponibile anche anticondensa eanticondensa a lunga durata.Pro: • radiazioni in entrata 90% • radiazioni in uscita 32%Contro: • deformazione (necessita di essere messo in trazione spesso) • rotture da forte ventoEtil vinile acetato (EVA)Materiale intermedio tra PE e PVC, ha caretteristiche ottimali per radiazioni inentrata e in uscita, ottimo effetto serra.Pro: • radiazioni in entrata ottime • radiazioni in uscita minime (trattiene IRL per un maggior effetto serra) • ottima resistenza agli UV • anticondensa • quasi indeformabile • Lunghissima durata (garantido fino a 33 mesi)Contro: • costo elevato rispetto ad altri film plasticiIn commercio esistono varie tipologie di EVA, il migliore è senza dubbio il"multieva" prodotto da EIFFELLe lastre rigidePro: • lunga durata • ottima resistenza agli UV • ottima resistenza alle intemperie 12
  • 13. • rigidi • buone radiazioni in entrata • dispersione termica minore rispetto a qualsiasi altra copertura • semplice assemblaggio • richiedono poca manutenzioneContro: • costo elevato • diminuzione della trasparenza (solo in alcuni tipi) • formazione di alghe sui pannelliI maggiormente usati sono: • policarbonato alveolare • polimetilmetalacrilato(vedril)(PMMA)(plexiglass) • vetroPolicarbonato alveolare (PCA)Il policarbonato è un poliestere dellacido carbonico. Viene venduto in pannelli divario spessore e ha la peculiarità di presentare delle camere daria allinterno che lorendono particolarmente isolante. Spesso viene usato in alternativa al vetro a causadella sua leggerezza, facilità di montaggio e resistenza alle intemperie.Pro: • peso (circa 10 volte meno del vetro) • resistenza alle intemperie • elevato punto di rottura • buona durata (perdita di trasparenza del 10% in 5 anni) i nuovi pannelli anti UV garantiscono la trasparenza per 10 anni. • bassa dispersione termica (la più bassa rispetto alle altre coperture)Contro: • costo elevato • elevata dilatazione dovuta al calore • minor trasparenza alle PAR (photosynthetically active radiation) rispetto alle altre coperture (a seconda del tipo da 78-89%)Polimetilmetacrilato (PMMA) (Plexiglas)E un polimero del metalacrilato di metile (MMA) che viene usato in alternativa alvetro per le sue peculiari caratteristiche. 13
  • 14. Pro: • radiazione in entrata ottima (IRC IRM) • radiazione fotosinteticamente attiva (PAR photosynthetically active radiation), più del vetro • radiazione in uscita (IRL) 2% circa • buona rigidità (punto di rottura inferiore al policarbonato ma superiore al vetro) • scarsa conducibilità del calore • ottima durata (15 anni) • di facile montaggioContro: • costo molto elevato • necessitano pannelli di elevato spessore (10mm) per una bassa conducibilità termica (pari al PCA da 4mm) • peso elevato • elevata dilatazione dovuta al caloreNomi commerciali: Acrivill, Deglas, Limacryl, Lucite, Oroglas, Perclax, Perspex,Plexiglas, Resartglass, Vitroflex e Trespex.VetroNe esitono di varie tipologie e spessore a seconda delluso che si intende farne. Oltreal normale vetro esiste per esempio il vetro retinato che posside un punto di rotturapiù elevato del normale vetro. La migiore tecnologia oggi in commercio è il vetro"hortiplus" che presenta sulla faccia esterna un sottilissimo foglio di ossido di stagno.Questo abbassa pesantemente la capacità di trasmettere calore allesterno al punto daessere paragonabile a un doppio vetro con intercapedine di 6mm. (stima su pannellida 4mm)Pro: • radiazione in entrata ottima (IRC IRM) • radiazione fotosinteticamente attiva (PAR photosynthetically active radiation) 91% circa • radiazione in uscita (IRL) 1% circa • lunghissima durata • indeformabile nel tempo • costo non eccessivamente elevatoContro: 14
  • 15. • fragilità• peso (10 volte più del PCA)• difficoltà di montaggio• pulizia superficie esterna periodica 15
  • 16. Impianti di riscaldamento più utilizzati in floricoltura1 impianti a termosifoneA circolazione forzata di acqua calda2 generatori di aria calda anche con canalizzazione con guaine di plastica, con fori,lunghi anche sino a 50mRegolazione e controllo della temperaturaPossibilmente automatica: tempestività e massima economia di funzionamentoIl termostato ambiente è il mezzo comunemente impiegato per regolareautomaticamente l’accensione dell’impiantoI sistemi elettronici si stanno diffondendo rapidamenteCome è possibile conseguire risparmi di energia del 20-30%1 ACCUMULO TERMICO SERALE: il controllo elettronico attiva la chiusuraanticipata delle finestrature per realizzare un accumulo termico di 2-3°C2 ATTUAZIONE DI REGIMI TERMICI DIFFERENZIATI DURANTE LA NOTTESi suddivide la notte in due periodi: un primo breve ad alte T per favorire iltrasferimento degli elaborati , ed uno più lungo a basse T3 CONTENIMENTO DELLA U.R. NOTTURNACon interventi limitati di riscaldamento, inserendo una breve fase di ventilazione,dopo la fase pomeridiana di accumulo-Riscaldamento basaleRiscaldamento del substrato a mezzo di tubazioni ad acqua calda . Si usa nei bancalidi radicazione e nella coltivazione di piante ornamentali 16
  • 17. RAFFRESCAMENTOEliminare l’eccesso di T o prevenirne l’aumentoSistemi per contenere la T in serra: - ombreggiamento (tinteggiatura con miscuglio di calce e gesso in esterno; reti ombreggianti in plastica al 30, 50 e 70% in esterno; tessuto non tessuto di fibre plastiche per ombreggiamento interno) - ventilazione naturale e /o forzata (apertura delle sportellature laterali e di colmo con effetto camino) - evaporazione di acqua : con ventilatore elicoidale impiegato per il ricambio dell’aria in un impianto di raffreddamento tipo cooling, sulla parete opposta della serra si trova un pannello poroso mantenuto costantemente umido 17
  • 18. UMIDIFICAZIONESi ricorre essenzialmente nel periodo estivo quando l’UR in serra raggiunge valorimolto bassi- impianti di umidificazione ad acqua compressa o a vapore con apposita rete didistribuzioneIndirizzi colturali e caratteristiche delle serreFiori recisi (rosa, crisantemo e gerbera)Piante in vaso da fogliame e da fioreSerre per orchideeNella coltivazione in serra i risultati migliori si possono conseguire soltantoattraverso un contemporaneo ed armonico condizionamento del duplice ambiente incui le piante svolgono la loro attività vitale.Bisognerà quindi conoscere con la maggiore esattezza possibile, da un lato lecaratteristiche fisiche e climatiche del terreno e la sua dotazione di elementi nutritivi(azoto, fosforo, potassio, ecc.), dall’altro il microclima della zona, in modo da saperequanti siano gli elementi climatici ed i loro fattori limitanti che per mezzo della serraè necessario modificare o “condizionare”.Questo condizionamento potrà così riguardare: la temperatura dell’aria e del terreno il grado igrometrico dell’aria (umidità relativa) - la “qualità”, intensità e durata della luce - il tenore di anidride carbonica (CO 2 ) dell’aria.L’interazione di tali fattori regola il processo fotosintetico delle piante. Benchè lamodificazione dei primi due elementi influisca in modo preminente sulla 18
  • 19. climatizzazione di una serra, anche la variazione degli altri assume rilevanteimportanza per non poche coltivazioni. L’essenziale è che tutti i fattori climatici sianofatti variare non incontrollatamente, ma secondo precisi rapporti, in modo da renderliperfettamente rispondenti alle esigenze della coltura.Tali esigenze possono essere diverse, oltre che da specie a specie e da varietà avarietà, anche per piante della stessa varietà, in rapporto allo stadio di sviluppo, allefinalità della coltura (allevamento, moltiplicazione, radicazione, ecc.), alle esigenzefito-sanitarie, al tipo di prodotto ed all’epoca in cui lo si intende conseguire.I criteri di scelta dei rapporti per ottenere la migliore climatizzazione debbonoovviamente derivare da una esatta conoscenza delle condizioni termiche,igrometriche, ecc. ritenute ottimali per ciascuna specie e varietà.La “climatizzazione” ovvero il “controllato condizionamento del clima” potrà essereeffettuata tanto più affinatamente quanto migliori saranno le caratteristiche costruttivedella serra e più completa la sua dotazione di efficienti impianti sussidiari(riscaldamento, umidificazione, carbonicazione, ecc.).Le serre vere e proprie possono essere dotate di svariati sistemi tra i quali quelli per ilcontrollo climatico, per l’irrigazione, la fertilizzazione, i trattamenti fitosanitari,l’arricchimento della CO2, la cui complessità come ricordato in precedenza èovviamente variabile in dipendenza delle esigenze della coltura e delle disponibilitàfinanziarie. I sistemi interni per il controllo climatico possono essere svariati,comprendendo quelli atti a regolare la temperatura, l’umidità, e la radiazioneincidente sulla coltura. Tra questi quello che sicuramente riveste l’importanzamaggiore ed è più di frequente presente è il sistema di climatizzazione. Esistonosistemi complessi che garantiscono un controllo costante del regime termico eimpianti più semplici, cosiddetti “di soccorso” (talvolta presenti anche nei tunnel), 19
  • 20. che intervengono invece solo in caso di bisogno evitando blocchi della crescita oaddirittura solo alla soglia del danno alla coltura.Per aumentare la temperatura dell’ambiente interno alla serra è possibile utilizzarevarie fonti energetiche quali quelle geotermiche (ove disponibili), eventuali refluiindustriali, l’energia solare, o più comunemente i combustibili. Differenti fontienergetiche ovviamente implicano anche forti differenze, negli impianti presentiall’interno della serra, per la distribuzione del calore. Per la riduzione delletemperature invece la tecnica maggiormente diffusa è quella della ventilazione,attraverso un apposito sistema di finestre posizionate sul tetto e/o sulle pareti laterali.La ventilazione permette contemporaneamente alla riduzione degli eccessi ditemperatura, l’abbassamento dell’umidità dell’aria e il riequilibrio dellaconcentrazione di CO2, che talvolta all’interno raggiunge livelli troppo bassi per unabuona attività fotosintetica della coltura (se non è presente un sistema diarricchimento). Anche le finestre per la ventilazione possono presentare livelli dicomplessità variabili passando da semplici finestre ‘fatte a mano’ con aperturamanuale, ad estremamente complesse e a controllo computerizzato nelle serreindustriali. Qui sono spesso presenti sistemi automatici di apertura controllati da unitàdi controllo climatico che regolano numerosi parametri: temperatura, umidità,ventosità, etc. Un altro sistema per il controllo del clima molto diffuso è quello perl’ombreggiamento che consente di ridurre l’irraggiamento solare all’interno dellaserra quando la radiazione solare risulta eccessiva; la tecnica può essere attuata conschermi esterni o interni. I primi sono i più efficaci ma più complessi nel montaggio;vengono per questo motivo preferiti i secondi. Anche questo sistema può esserecompletamente manuale o più o meno automatizzato. Un altro sistema presente nelleserre industriali adatte in particolare a determinate specie floricole, ma anche orticolenel Nord Europa è quello dell’illuminazione artificiale, che interviene al contrariodell’ombreggiamento in caso di scarsa illuminazione o al fine di soddisfaredeterminati fabbisogni fotoperiodici. 20
  • 21. Esistono due trend generali di sviluppo nella realizzazione delle serre. Il primo puntaverso serre semplici, con bassi consumi energetici, dove si preferisce che la coltura siadatti all’ambiente esistente.Il secondo trend è indirizzato invece alla costruzione di serre sofisticate, con un altogrado di meccanizzazione e robotizzazione, dove le condizioni climatiche sonoinvece adattate ai fabbisogni della coltura; queste sono le serre che troviamo più difrequente nel Nord Europa. 21