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Ctm verso altrobilancio-2010
 

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Bilancio Sociale Ctm-Altromercato

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    Ctm verso altrobilancio-2010 Ctm verso altrobilancio-2010 Document Transcript

    • Consorzio CTM altromercato Verso l’Altrobilancio 2010/2011Una nuova modalitàdi rendicontazione
    • Consorzio CTM altromercato Verso l’Altrobilancio 2010/2011Produttrice di Navdanya, India. Foto Valeria Calamaro Una nuova modalità di rendicontazione 1
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    • Indice Introduzione Indice Lettera del Presidente del Consorzio CTM altromercato Premessa metodologica 5 7 8 Cap. 1 Il Consorzio CTM altromercato 11 1.1 Il Consorzio CTM altromercato 12 1.2 Chi sono i soci del Consorzio 12 1.3 Il Gruppo Altromercato 14 1.4 Altromercato e la rete internazionale 15 1.5 Alcuni cenni storici 16 1.6 La storia di “un’utopia concreta”: 17 Altromercato raccontata da Rudi Dalvai 1.7 La Nuvola di Valori e la Mission 19 1.8 I partner di Altromercato: i produttori 21 Cap. 2 Perimetro e stakeholder 25 2.1 Descrizione di Perimetro e stakeholder 25 2.2 Coinvolgimento stakeholder e questionari 27 2.3 La formazione dei soci 29 2.4 Il tour produttori 32 Cap. 3 Sostenibilità economica 35 3.1 Analisi dell’andamento e del risultato di gestione 35 3.2 Ripartizione del Valore Aggiunto 38 3.3 Quando le vicende del Globo passano per il tuo piatto 41 Cap. 4 Sostenibilità sociale 43 4.1 Focus lavoratori 43 4.2 La rete dei Responsabili Educazione verso 46 un processo di miglioramento 4.3 Attività di assistenza verso i soci 49 4.4 Il rapporto con i Produttori: assistenza, prefinanziamenti 50 4.5 Attività Area Ricerca Sviluppo e Assicurazione Qualità 57 Cap. 5 Sostenibilità ambientale 61 5.1 Alcuni esempi di innovazione prodotto 61 5.1.1 Il packaging del caffè e il Café del Sur 61 5.1.2 Natyr. Il benessere sempre più sostenibile 62 5.2 Lo sviluppo dei nuovi format Botteghe Altromercato 63Vietnam, Accessori realizzati usando colori tipici della cultura locale. Foto di Tommaso Cinti 5.3 La nuova linea di detergenza per la casa: 64 Safylla, in armonia con l’ambiente Cap. 6: Il sistema di controllo 65 6.1 Il Comitato Progetti 65 6.2 Altromercato e AGICES 67 Cap. 7: Progetti in corso e futuri 69 7.1 Il marchio Solidale Italiano Altromercato 69 7.1.1 PEC - Prodotti derivanti dall’Economia Carceraria 69 7.1.2 PASS - Produzione Agricola Sociale e Sostenibile 71 7.2 Lavorando sulle filiere tessili 73 7.2.1 La filiera del cotone indiana 73 7.2.2 La filiera della canapa vietnamita 74 7.3 La revisione della strategia di comunicazione 75 7.4 La terza edizione di Equopertutti 78 3
    • The English version of the balance report will be available soon at www.altromercato.it La vérsion espagnola del informe explicativo de balance serà publicado en el sitio web www.altromercato.it Foto copertina: Coltivatrici di tè, India. Foto Archivio Ambootia Tea Gardens elenco delle abbreviazioni AC (Azioni Correttive) WFTO (World Fair Trade Organization) AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale) ATO’s (Alternative Trade Organizations) CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) COMES (Commercio equo e solidale) Consorzio CTM altromercato: nei testi all’interno di questo volume d’ora in poi solo Altromercato CP (Comitato Progetti) CQ (Controllo Qualità) CSR (Coordinatore Sviluppo Rete) EFTA (European Fair Trade Association) FSC (Forest Stewardship Council) GBS (Gruppo di studio per la statuizione dei principi di redazione del Bilancio Sociale) GRI (Global Reporting Iniziative) HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point) LCA (Life Cycle Assessment) NC (Non Conformità) ONG (Organizzazione Non Governativa) PES (Piano per l’Economia Solidale) RE (Responsabile Educazione)4
    • Introduzion introduzione L a necessità di definire chi siamo, cosa facciamo o dove andiamo è da sempre una delle esigenze dell’essere umano sia nella sua forma individuale sia aggregata sotto forma di mo- vimento, gruppo, organizzazione, cooperativa. Il senso di identità è alla base del nostro essere. La finalità del presente documento è pertanto quella di aiutare il nostro Consorzio a iniziare il percorso di identificazione del proprio essere, raccontando, sotto forma di narrazione numerica, chi è, cosa sta facendo, con quali finalità e al contempo dare una rappresentazione di sé stesso reale, fedele e descrittiva che, ci auguriamo, possa aiutare anche il lettore nel capire la dimensione Altromercato. Siamo consapevoli di non essere riusciti a raccontare tutto quello che siamo, ma la speranza è quella di aver scattato una fotografia nitida e chiara della nostra realtà, dei risultati ottenuti e dei progetti futuri. Questo documento si presenta con una formula diversa e sperimentale rispetto alle precedenti edizioni; ovvero si è cercato di dare una forma ed un impianto apprezzabili e comparabili a livello nazionale e internazionale secondo linee guida riconosciute strutturate sui tre grandi temi della sostenibilità economica, sociale ed ambientale. L’intento è quello di compiere i primi passi e trac- ciare un nuovo percorso con l’obiettivo di approdare ad un prossimo Bilancio di Sostenibilità, da qui il titolo “Verso l’Altrobilancio”. Abbiamo diviso il bilancio in due volumi: nel primo abbiamo raccolto le informazioni necessarie ad esplicitare la nostra identità, seguendo le Linee Guida chiarite nella Nota Metodologica e tenendo per il momento come raggio di indagine la sola Altromercato. Nel secondo volume, troverete il Bilancio d’esercizio del Consorzio CTM Altromercato e il Bilancio Consolidato che abbraccia le realtà di CTM altromercato, Ctm Agrofair, Inventa e Altromercato Argentina. La direzione presa vuole quindi favorire una maggiore trasparenza verso tutti gli stakeholder, in- terni ed esterni all’organizzazione; in virtù di questa trasparenza si è operata la scelta di realizzare questo documento. Uno strumento di passaggio che, come tale, andrà integrato e migliorato grazie anche ai vostri preziosi suggerimenti, ovvero ai risultati della cosiddetta “attività di ascolto” dei portatori di interesse che ci impegneremo a sviluppare ulteriormente nel prossimo futuro. Buona lettura AjQuen, comunità Chaquijya, Guatemala. Foto di Lorenzo Boccagni 5
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    • Apprende Apprendere anche in tempo di crisi Lettera del Presidente del Consorzio CTM altromercato L ’annata economica che si chiude è stata globalmente definita tra le peggiori degli ultimi cin- quant’anni. Se in Italia a pagarne il prezzo più salato sono state le famiglie, con redditi sempre più schiacciati e precari, nel mondo sono stati i Paesi più poveri a subire gli effetti più duri; perfino il raggiungimento degli obiettivi del millennio, stilati nel 2000 e da raggiungere per il 2015, appaiono ormai drasticamente ridimensionati. Gli ultimi dati ci dicono che con la crisi è cresciuto nel mondo il numero degli affamati. In questo contesto macroeconomico dal quale, almeno al momento, è difficile vedere una via d’uscita, quali sono le motivazioni e gli intenti che portano Altromercato a proporre un Bilancio Sociale? Noi crediamo, peraltro non solo da oggi, che in questa situazione abbia davvero ancora più senso l’impegno per un’economia equa e solidale, come quella che Altromercato pratica ormai da oltre un ventennio; probabilmente proprio questo è il momento, vero e sentito, di impegnarsi ancora di più per rendere visibile e comunicare che queste “buone prassi” sono alla portata di tutti e sono pratiche sostenibili per tutta l’umanità e per il nostro pianeta. Sono tutte attività che meritano di essere rendicontate con trasparenza, divulgate e valorizzate; è questo il motivo che ci spinge a creare un documento di sintesi che possa illustrare ciò che fac- ciamo, ovvero: l’impegno a gestire una “filiera corta” dal produttore al consumatore, che mantiene nei suoi rapporti interni quelle attenzioni e quelle regole del Fair Trade riferibili ad una partnership di lunga durata tra le organizzazioni, un prezzo equo e concordato tra le parti, la possibilità di effet- tuare prefinanziamenti all’ordine delle merci, le attività di cooperazione finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita, sociali ed ambientali, nonché di quelle tese al miglioramento delle capacità produttive e della qualità intrinseca dei prodotti, in Italia l’instancabile lavoro per il rafforzamento della rete delle Botteghe del Mondo, di educazione al consumo sostenibile e di in-formazione con il coinvolgimento delle istituzioni. La finalità è poter dimostrare che l’Economia, quella vera con la E maiuscola, può essere fatta anche in tutt’altro modo rispetto a quel mondo di cartapesta oggi rappresentato dalla finanza internazionale e dal circo mediatico delle Borse globali. Non vuole essere un documento che vuole autoincensare ciò che facciamo, non ha secondi fini, ma vuole definire il punto a cui siamo arrivati, aperto al dialogo ed al confronto con i portatori di interesse anche per capire dove e cosa ancora migliorare le nostre attività e le nostre prassi, a partire dal rendere sempre più sostenibile il nostro impatto ambientale (trasporti, CO2, pack, energie rinnovabili), così come la capacità di innovare la proposta del commercio equo, cogliendo nuove sfide, nuovi linguaggi e nuove opportunità. Il lancio della linea “Solidale Italiano Altromerca- to”, prodotti dalle terre confiscate alle mafie, da cooperative dell’economia carceraria e presto da agricoltura sostenibile vuole essere una risposta concreta per l’innovazione ma anche per i tanti “sud” che abitano anche il nord del pianeta, ed in particolare l’Italia.Produttrice tessile di Pachamama, Bolivia. Foto di Giulia Azzaini Infine, quest’anno abbiamo anche gettato le basi per rendere più stabili e durature alcune delle relazioni con i nostri partner strategici, come ad esempio la Coop. Manduvirà di Esteros Y Arroyo Paraguay - neo socia del Consorzio. è un modo nuovo e coinvolgente di ampliare la base sociale nel tentativo di avvicinare sempre di più produttori, importatori e Botteghe del mondo. Vogliamo continuare a camminare sulla strada del commercio equo e solidale: il viaggio, per quanto lungo e faticoso, non ci spaventa. Il Presidente Altromercato Guido Vittorio Leoni 7
    • Premessa metodologica 1. La scelta di un modello di rendicontazione Anche se Altromercato si trova all’inizio del percorso e quello che avete in mano è un documento di avvicinamento a ”L’Altrobilancio”, ciononostante è stato profuso, già in questa fase, un signifi- cativo sforzo per cercare di seguire Linee Guida riconosciute. Il lettore esperto sa che, almeno in Italia e per imprese come Altromercato, non sono state definite dal legislatore norme o standard obbligatori per la costruzione di un Bilancio di Sostenibilità; ovvero un’impresa può non solo de- cidere di redigere volontariamente il proprio Bilancio di Sostenibilità, ma anche di procedere ad una stesura di propria inventiva e sviluppare i contenuti che più ritiene opportuni. Tuttavia a livello nazionale ed internazionale sono presenti, e disponibili a tutti, numerosi documenti che aiutano l’impresa nella redazione del proprio Bilancio di sostenibilità; in pratica forniscono delle vere e proprie linee guida che stabiliscono ambiti, percorsi e indicatori di rendicontazione. L’effetto finale dovrebbe essere di maggior chiarezza di lettura, maggior completezza di informazioni e, di conse- guenza, maggior trasparenza. Inoltre, adottando le stesse modalità di rendicontazione, potrebbe essere possibile confrontare bilanci di imprese diverse, nel tentativo di agevolare un vero e proprio “benchmark” di sostenibilità. E’ questo il motivo che ha spinto il gruppo di lavoro a seguire una Linea Guida nella presente stesura. 2. Le Linee Guida seguite Anche se ancora a livello embrionale, per questo “Verso l’Altrobilancio” al gruppo di lavoro è parso opportuno seguire le seguenti Linee Guida: 1. Global Reporting Initiative (GRI) per la struttura e l’impianto generali, la definizione dei confini del Bilancio e gli indicatori di misura; si tratta di un documento redatto da un network multi-stakeholder composto da migliaia di esperti, in decine di pae- si in tutto il mondo, che partecipano a gruppi di lavoro e il cui organo di governo è composto da esponenti di grandi società internazionali di revisione contabile (KPMG, Deloitte&Touche, Ernst&Young), istituzioni internazionali (tra cui UNEP, agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente, che si occupa di Sviluppo sostenibile), esponenti della società civile e altri. Il G3, terza e ultima versione delle linee guida emanate dal GRI nel 2006, si compone di Linee guida e Protocolli, ed è disponibile e scaricabile dal link http://www.globalreporting.org. 2. Gruppo di studio per la statuizione dei principi di redazione del Bilancio Sociale (GBS)) per la parte economica di ripartizione del Valore Aggiunto al fine di rendere evi- dente la sua distribuzione per tipologia di stakeholder; si tratta di un documento redatto da un gruppo di lavoro composto da 28 componenti provenienti da Università e enti di ricerca, società di revisione contabile e altre organizzazioni tra cui l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, l’Istituto Europeo per il Bilancio Sociale, la Fondazione Soda- litas promossa nel 1995 da Assolombarda, di riferimento per le imprese che vogliono realizzare progetti di Sostenibilità, per lo sviluppo di partnership tra impresa e non profit, e tra l’impresa e la scuola nonchè partner italiano dell’Unione Europea per l’attuazione dell’Agenda in materia di Sostenibilità. Le linee guida sono state emanate nel 2001 e sono composte da un unico documento disponibile al link http://www.gruppobilanciosociale.org. 3. l’AccountAbility1000 (AA1000) sulla declinazione della mission/valori nel processo di rendicontazione e l’approccio multi-stakeholder (coinvolgimento delle parti interessa- te); l’organo di governo attualmente è composto da 7 componenti tre cui esponenti 8
    • Premessa di Group Corporate Sustainability, TATA, India, la Rockefeller Foundation (operante in 52 paesi e nove isole nei sei continenti, allo scopo di promuovere il benessere del ge- nere umano in tutto il mondo), la Trobe University (Melbourne, Australia), Net Balance Foundation (specializzata in tutti gli aspetti della sostenibilità e responsabilità sociale, con sedi a Melbourne, Sydney, Brisbane, Hobart, Londra). Sono attivi anche Tavoli Tec- nici composti da esponenti di grandi gruppi di revisione contabile e controllo di gestione (tra cui PricewaterhouseCoopers, Ernst&Young, ShinNihon), singoli gruppi di aziende, società di consulenza specializzate nel settore della sostenibilità, associazioni di catego- ria (come Confederation of Indian Industry), ma anche organizzazioni non profit (come il WWF) presenti in tutto il mondo. Le linee guida sono disponibili al link http://www.accountability.org.Il processo di costruzione è stato seguito dal Gruppo di lavoro e le caratteristiche finali di questo documento sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione; sono comunque molti gli interlocutori interni che hanno contribuito alla stesura delle parti di loro competenza e che è ne-cessario ringraziare per la collaborazione.A tale scopo Altromercato si impegna ad attivare spazi per sollecitare il dialogo e ricevere stimoli di ritorno sul documento e nei suoi contenuti, sulla sua efficacia informativa, diffusiva e comunicativa nei confronti di tutte le parti interessate. La presente relazione, ai sensi dell’art. 2545 e dell’art 2 legge 59/92, integra la relazione al Bilancio d’Esercizio chiuso al 30.06.2011 ai fini dell’illustrazione degli aspetti connessi al perseguimento dello scopo mutualistico.Gruppo di lavoro:Coordinamento: Cinzia CapuzzoSupervisione generale: Carlo Brugnoli, Paolo PalombaSupporto metodologico: Adriana Ramella, Alessandro Galardi Contributi di: Adriana Ramella, Alessandro Galardi, Alberto Anfossi, Cinzia Capuzzo, Carlo Brugnoli, Cosetta Zane, Daniela Barbato, Daniela Dardari, Elisa Damoli, Elisa Dolci, Elisa Salvi, Francesca Ottaviani, Francesca Serra, Giorgio Dal Fiume, Giulia Sitton, Giulia Zanetti, Ilaria Favè, Inge Mairhofer, Lorenzo Boccagni, Luca Palagi, Luisa Calcina, Maria Moretti, Michela Ferrarese, Paolo Palomba, Rita Albertin, Roberta Pietropoli, Rossella Franchi, Rudi Dalvai, Sara Baratta, Valentina Cherubini, Valeria Calamaro, Vittorio LeprouxGrafica: Marco Ceschi Stampa: Publistampa Arti Grafiche 9
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    • il consorzio Cap. 1: Il Consorzio CTM altromercato La nostra carta d’identità Nome: Consorzio CTM altromercato Anno di fondazione: 1988 Segni particolari: no profit Amici: circa 170 gruppi di produttori in Africa, Asia, Sud e Centro America, Europa Compagni di viaggio: 124 soci, di cui 5 esteri, (cooperative e associazioni) che gestiscono circa 300 Botteghe Altromercato Prodotti: Alimentari confezionati e freschi (molti biologici) Tessili, abbigliamento e accessori Cura della casa e della persona Professione: Commercio equo e solidale, cooperazione internazionale, informazione e sensibilizzazione, formazione Specialità: Filiere equosolidali corte e trasparenti per commercializzare prodotti di alta qualità e contenuto valoriale “buoni per chi li produce e per chi li consuma”. Creare rapporti diretti e continuativi coni produttori del Sud e del Nord del mondo, prezzi equi e trasparenti, prefinanziamento, cooperazione e assistenza tecnica, salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, qualità e sicurezza per il consumatore Interessi particolari: Consumo sostenibile e responsabile, realizzare un’economia che metta al centro le persone, coltivazione e produzione ecocompatibile, solidarietà con il prossimo, rispetto dei diritti dell’infanzia, delle donne e delle minoranze Associato a: WFTO (World Fair Trade Organization), AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale), EFTA (European Fair Trade Association)Bottega Altromercato di via Mercato, Milano 11
    • Cap. 1 Il Consorzio CTM altromercato 1.1 Il Consorzio CTM altromercato Il Consorzio CTM altromercato è la prima organizzazione del commercio equo e solidale in Italia e tra le principali al mondo. Fondato nel 1988, da più di vent’anni si occupa di commercio equo e solidale ed è impegnato nella diffusione di un modello di economia basato su regole giuste, che metta al centro le persone e l’ambiente. Realizza quindi rapporti commerciali diretti e continuativi con produttori del Sud e del Nord del mondo per dare loro l’opportunità di una vita dignitosa. Altromercato è formata da 124 soci (associazioni e cooperative) che gestiscono oltre 300 Botte- ghe Altromercato impegnate nella vendita di prodotti del commercio equo e solidale, nella sensi- bilizzazione, formazione e promozione del fair trade sul territorio. Gestisce inoltre rapporti internazionali con circa 170 organizzazioni di produttori del Sud e del Nord del mondo (decine di migliaia di soggetti) in Africa, Asia, America Latina ed Europa per la realizzazione di progetti di cooperazione. All’interno della centrale Altromercato sono occupate un centinaio di persone, suddivise tra la centrale operativa di Verona (all’interno della quale sono impiegate 68 persone), la sede legale di Bolzano (con 7 persone), i magazzini di artigianato e alimentari di Vallese di Oppeano (con 15 persone), e altre 5 persone sono impiegate nelle Botteghe gestite direttamente dal Consorzio. Inoltre circa 6000 volontari in tutta Italia sono attivi presso le Botteghe Altromercato in cui lavora- no circa 400 persone. Questa struttura organizzativa forma per sua natura una rete nella quale si confrontano competenze ed esperienze di una governance democratica ed efficiente che dialoga con un sistema di organizzazioni di commercio equo e solidale europeo e mondiale. 1.2 Chi sono i soci del Consorzio I soci Altromercato sono una rete di 124 fra associazioni e cooperative che condividono i valori del Consorzio, partecipano direttamente alla sua governance, contribuiscono allo sviluppo del sistema Altromercato. I soci gestiscono una rete di circa 300 Botteghe Altromercato in Italia e 3 all’estero, la quale costituisce l’elemento chiave del progetto di economia solidale di Altromerca- to: quindi, per il Consorzio, è prioritario un suo costante sviluppo dal punto di vista geografico, comunicativo ed economico finanziario. Si possono distinguere due tipologie di soci in funzione della loro natura organizzativa-societaria: associazioni o società cooperative, tutte impegnate nella diffusione dei principi del commercio equo e solidale sul territorio locale. Le Botteghe aperte all’estero permettono al Consorzio di pro- muovere anche al di fuori dei confini nazionali il marchio Altromercato. I soci sono coinvolti nell’ampliamento delle opportunità di diffusione dell’offerta di Altromercato gestendo delle attività di promozione locale e sostenendo il centro operativo con servizi di suppor- to. Possono anche avviare dei percorsi di gemellaggio con i produttori del Sud del mondo: questa è una proposta che interessa maggiormente il settore dell’artigianato e costituisce un panorama molto marginale. Soci per posizione geografica Nord Ovest 22 Lombardia 32 Nord Est 27 Centro 20 Sud e Isole 18 Estero 5 (Malta, Argentina, Portogallo, Grecia, Paraguay)12
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    • Cap. 1 Il Consorzio CTM altromercato 1.3 Il Gruppo Altromercato Elenchiamo brevemente le altre società che fanno parte del Gruppo Altromercato: Ctm Agrofair Italia S.r.l. Inventa S.r.l. Uninominale Altromercato Argentina S.A. Consorzio CTM altromercato Soc. Coop. Capogruppo 100% 90% 50% 10% Inventa S.r.l. Altromercato S.A. CTM Agrofair Italia S.r.l. Collegata Controllata Controllata Partecipazione Paritetica CTM Agrofair Italia S.r.l., joint-venture tra il Consorzio CTM Altromercato ed il principale attore europeo per la gestione dei prodotti freschi, Agrofair Europe B.V.. La Società distribuisce frutta tropicale sul mercato Italiano nei settori della grande distribuzione, della ristorazione collettiva e nelle Botteghe del Mondo. Inventa srl, società uni-personale è stata costituita il 21/07/2006 per gestire una filiera tessile “equa e solidale” e per la commercializzazione di prodotti con altri marchi ed al di fuori del canale rappresentato dalle Botteghe del Mondo. Altromercato S.A., con sede a Buenos Aires (Argentina), società che si occupa della gestione della filiera per la produzione e commercializzazione all’estero di abbigliamento. La partecipazione è stata acquistata per una quota pari al 90% del capitale e, indirettamente, per il restante 10%, attraverso la controllata Inventa S.r.l14
    • Produttrici di olio di Argan, Gie Targanine, Marocco. Foto di Alessandra Governa 1.4 Altromercato e la rete internazionale Altromercato è membro di: 1. EFTA (European Fair Trade Association) Associazione costituita da 10 importatori fair trade, di 9 paesi (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Svizzera, Regno Unito). Svolge attività di supporto dei suoi membri; identifica e sviluppa delle connessioni fra progetti diversi; organizza dei seminari formativi. Il suo obiettivo generale è quello di rendere le pubbliche autorità e le istituzioni più sensibili e attente agli attori dello sviluppo sostenibile. 2. AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale) AGICES è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le espe- rienze e la cultura dei suoi soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un’economia di giustizia. AGICES offre alle proprie Organizzazioni socie un sistema di garanzia, sottoposto a verifica ester- na da parte di un Organismo di Certificazione, che non ha eguali al mondo: infatti organizzazioni di diversa natura (Botteghe del Mondo e importatori) si sono date un sistema di tutela per garan- tire il rispetto dei valori del Commercio Equo, descritti nella Carta Italiana dei Criteri di cui AGICES è depositaria. 3. WFTO (World Fair Trade Organization) E’ l’autorità internazionale nell’ambito del fair trade. WFTO è l’organizzazione mondiale nata con lo scopo di tutelare e diffondere i criteri e le pratiche del commercio equo e solidale e di verificarne l’applicazione da parte dei propri 400 soci. Per essere membri di questa organizzazione bisogna dimostrare un impegno al 100% nel campo del fair trade. Tra i suoi compiti vi è quello di monito-Produttore di caffè, Cecocafen, Nicaragua. Foto di Ilaria Favè rare il rispetto dei 10 principi WFTO da parte dei suoi membri. L’attuale Responsabile dell’Unità di Cooperazione Produttori, e storico fondatore di Altromercato e del commercio equo e solidale in Italia, Rudi Dalvai, è il presidente dell’Organizzazione dal 26 maggio 2011. Ai fini della sua elezione è stato rilevante il sostegno di numerosi produttori di tutti i continenti, con i quali spesso Dalvai ha lavorato fianco a fianco nel corso degli anni. Inoltre Giorgio Dal Fiume, attuale Responsabile Formazione Soci di Altromercato, è il Presidente di WFTO Europe, che aggrega tutti i soci della organizzazione mondiale che risiedono nel continente europeo. 15
    • Cap. 1 Il Consorzio CTM altromercato 1.5 Alcuni cenni storici Anni ’80: il commercio equo e solidale è poco conosciuto in Italia dove sono attive solo 2 Botteghe, una a Bressanone ed una a Bolzano che si appoggiano alla rete di fair trade d’oltralpe. 1987: nasce una società a nome collettivo fondata da Rudi Dalvai, Heini Grandi e Antonio Vaccaro. 1988: la società viene trasformata in cooperativa con l’acronimo di Ctm (Cooperativa Terzo Mondo), formata da 9 soci (3 lavoratori e 6 Botteghe). Si occupa di importazioni dirette e di sviluppo del commercio equo sul territorio in cui operano. 1988: Ctm diventa socio di EFTA. 1989: Ctm è co-fondatore di IFAT (l’attuale WFTO) e fonda CTM Mag. Anni ’90: la cooperativa cresce arrivando ad includere 50 soci. 1997: apertura della distribuzione dei prodotti a nuovi canali quali la grande distribuzione, negozi biologici, alimentari, ecc. 28 giugno 1998: Ctm compie un passaggio importante. Da cooperativa si trasforma in Consorzio di Botteghe del Mondo garantendo maggiore partecipazione alle Botteghe, una crescita dei servizi per lo sviluppo qualitativo dei soci. 1998-2004: Il Consorzio vede un incremento massiccio sia del fatturato che dei soci, che diventano 150. Aumentano anche le collaborazioni con i produttori: 150 organizzazioni. 2004: Viene fondata Ctm Agrofair, una joint-venture tra il consorzio Altromercato e l’Olandese Agrofair Europe. 2006: nascono Inventa S.r.l. Uninominale e Altromercato Argentina S.A. 2008: Altromercato ha festeggiato i suoi primi vent’anni di vita.16
    • Rudi Dalva 1.6 La storia di “un’utopia concreta”: Altromercato raccontata da Rudi Dalvai Come e quando è iniziata la tua avventura nel mondo del commercio equo? “La mia avventura è iniziata nel 1975, durante gli studi di Economia ad Innsbruck in Austria, quan- do da semplice consumatore andavo a comprare il miele in una Bottega del Terzo mondo e il caffè nel panificio del mio compagno di studi, Heini Grandi. Qualche anno dopo aprirono una Bottega del mondo a Bressanone e nell’85 decisi di fare altrettanto e assieme ad un amico aprimmo una Bottega a Bolzano, in via Alto Adige dov’è ancora oggi dopo 26 anni. La svolta è avvenuta negli anni tra l’85 e l’88, quando abbiamo iniziato ad acquistare i prodotti dal- le altre centrali europee come Gepa o Heza e io continuavo ad affiancare il mio lavoro nel campo alimentare all’attività di volontariato. Poi nell’86 assieme all’associazione di Sir Jhon, un’organizzazione di Morbegno in Valtellina, sono stato in Bangladesh dove ho conosciuto padre Giovanni Abbiati e i produttori con cui lui lavorava; fu in quell’occasione che decisi di dedicarmi interamente al fair trade. Tornato dal viaggio ho deciso di coinvolgere i miei amici e compagni di studi a Innsbruck Heini Grandi e Antonio Vaccari con i quali ho fondato, nell’agosto dell’87, una società a nome collettivo, CTM s.n.c., che l’anno dopo diventò una cooperativa. Io mi occupavo di formazione, tra l’altro ero l’unico che avesse compiuto studi economici, mentre Heini si rivelò sin da subito un ottimo imprenditore e Antonio uno scrupoloso amministratore.” Quali sono stati i primi prodotti importati e poi i primi progetti realizzati nel Sud del mondo? I primi prodotti importanti provenivano da un ordine realizzato durante il mio viaggio in Bangla- desh. Al tempo esistevano solo una serie di gruppi dai quali comperai un totale di 12 milioni delle vecchie lire di prodotti artigianali, soprattutto in juta. Non fu proprio un affare, tant’è che i prodotti in juta rimasero a lungo tempo in magazzino, ma l’aspetto positivo fu che quando del resto non restava più nulla c’era sempre la juta da vendere. All’inizio importammo, come unici distributori nazionali, prodotti di artigianato da Gepa; a breve acquistammo direttamente dal Sud del mondo altri prodotti artigianali. In un secondo momento, era l’89, iniziammo ad importare il caffè dal Nicaragua e da Uciri del Messico. In pochi anni quindi riuscimmo ad importare da una ventina di produttori e organizzazioni diverse. In quegli anni ci furono le prime assunzioni. Fu assunto anche Fabio Salviato che da responsabile dell’artigianato passò ad occuparsi di Ctm Mag, poi di Etimos e infine di Banca Etica. Da allora Altromercato è cresciuta sino a diventare una delle principali organizzazioni di commercio equo e solidale europee. Come può “un’utopia” diventare “concreta”, riprendendo uno dei nostri slogan del passato? Un fattore determinante è stato senz’altro riuscire a coinvolgere tante persone e organizzazioni diverse nello stesso progetto. Quindi a condividere un’ideale, a collaborare e a fare rete con entusiasmo a livello nazionale per ben quattro anni, fino cioè all’uscita di coloro che poi hanno fondato Commercio Alternativo. Tuttora Altromercato può contare su questa capacità aggrega- trice e sulla volontà delle persone di mettersi in gioco e di lavorare in modo strutturato anche se come volontari. Secondo punto di forza è stata la creazione di Ctm Mag e quindi il poter utilizzare Caffè Altromercato il microcredito per finanziarie i nostri progetti. 17
    • Ci sono dei momenti della storia di Altromercato che vuoi ricordare per la loro particola- rità, perché hanno segnato qualche passaggio cruciale e di cambiamento importante? Personalmente senz’altro il momento che ha cambiato la mia vita è stato il viaggio in Bangladesh al cui ritorno ho deciso di lavorare nel sociale. Altro passaggio importante è stata la creazione di Ctm Mag, nell’85 e poi l’ingresso in Altromer- cato di Paolo Brichetti che ne è stato il direttore dal 96 sino al 2000, dando un contributo impor- tantissimo alla crescita economica senza però perdere di vista i nostri ideali. E la decisione di vendere alla Grande distribuzione? La decisione di vendere alla Grande distribuzione è stato in realtà un processo durato diversi anni, a partire dal ‘95, che si è innescato a seguito dell’idea di Mandacarù di vendere a “Sait consorzio cooperative Trentine”. La discussione interna si è chiusa con la delibera favorevole dell’ Assem- blea soci. Io stesso ero convinto della necessità di dover affrontare questo passaggio. Era una tappa obbligata da percorrere con attenzione, senza perdere di vista la meta. Oggi, a più di vent’anni dalla nascita di Altromercato, le cose sono molto cambiate per il commercio equo in Italia. È decisamente più conosciuto e cresciuto in volumi, ma deve inevitabilmente fare i conti con la crisi globale. Il commercio equo e solidale è una storia di successo. Credo che nel giro di dieci anni qualcuna delle centrali inevitabilmente non ci sarà più e che sarà sempre più necessario tenere in equilibrio l’aspetto economico e quello degli ideali, farli convivere. Anzi noi dovremo distinguerci sempre più da coloro che sul Comes vorranno speculare. Dovremo fare da vigilanti e promuovere i valori forti che stanno dietro il fair trade. Immagino che anche a livello mondiale, penso alla tua carica a presidente di WFTO, stiate monitorando la situazione. Avete messo in atto qualche azione particolare? Anche a livello globale si sente l’esigenza di promuovere fortemente il commercio equo e solidale e di dare un’identità pregnante sia al movimento nel suo complesso che alle singole centrali la cui attività è esclusivamente quella di occuparsi di fair trade. Questa è un’esigenza sia delle 150 organizzazioni europee che di quelle che compongono le 5 regioni a livello globale. In Italia Agices realizzerà un’alleanza per promuovere il commercio equo e solidale e distinguerlo dalle attività similari intraprese dalle aziende dell’economia tradizionale. Dobbiamo ripensare alla nostra strategia per non essere schiacciati dal nostro successo o esserlo il più tardi possibile. 18
    • 1.7 La Nuvola di Valori e la Mission I valoriCiliegie di caffè, Cecocafen, Nicaragua. Foto Archivio Cecocafen La Nuvola di Valori sui quali Altromercato fonda la cultura d’impresa e articola la propria attività sono suddivisi in: VALORI UNIVERSALI Onestà: sincerità, trasparenza e linearità sono la declinazione del valore “onestà” inteso non solo nel senso tradizionale del termine ma anche come onestà intellettuale, cioè la capacità di ricono- scere le proprie possibilità, potenzialità e responsabilità, ma anche i propri limiti. Nella comunica- zione significa volontà di non ingannare, autenticità e consapevolezza. Correttezza: correttezza e conformità del sistema di gestione alla legislazione, alle norme e alle convenzioni vigenti, nei riguardi sia delle componenti interne sia esterne all’Organizzazione sia nei confronti della propria base sociale. Democrazia: in virtù della dimensione strutturale a rete del Consorzio, la democrazia non può che essere il valore garante della partecipazione collettiva e comune ai processi decisionali; è il presupposto del senso di appartenenza all’interno della base sociale delle Botteghe del mondo; la democrazia, come valore e come prassi, è incoraggiata e sostenuta anche presso le realtà dei produttori partner. VALORI TIPIZZANTI Rispetto: l’attenzione all’essere altro è parte fondante di una vita che fa dell’alterità un tema vita- le. Ciò si tramuta essenzialmente in un articolato tessuto di relazioni basato sul rispetto: della persona concepita in tre dimensioni: 1) come produttore del sud del mondo, cui viene riconosciuta una parità di relazione che culmina con la determinazione del prezzo equo 2) come dipendente, quindi attenzione ai bisogni e alle aspettative legittime dei propri lavoratori al fine di generare un clima di riconoscimento, appartenenza e di soddisfazione, 3) come umanità/cittadinanza e quindi interrelazione con la collettività e con le sue componenti rap- presentative, per un dialogo partecipativo di scambio e di arricchimento sociale, finalizzato al miglioramento della qualità della vita di tutti. dei clienti/consumatori: attenzione ai bisogni ed alle aspettative di chi utilizza i nostri prodotti in una logica di miglioramento continuo della qualità del servizio percepito e di gusto/estetica del prodotto acquistato. dell’ambiente: attenzione e rispetto verso un attore importante ma silenzioso, quale l’am- biente che ci circonda al fine di garantire alle generazioni future la possibilità di soddisfare le proprie esigenze così come lo è stato, indicativamente, per la nostra. Giustizia: intesa come valore da ricercare sempre e comunque, da vivere non sono nei rapporti con i produttori ma anche nelle relazioni con tutti i portatori di interesse; giustizia come equa sud- divisione delle risorse, dell’ambiente, della parola e dei pensieri. Innovazione: nell’ambito dei prodotti del commercio equo è possibile portare elementi di miglio- ramento e di innovazione sotto tutti i punti di vista, dall’ambito ambientale all’efficienza-ottimizza- zione della filiera, dal format di vendita all’ideazione di nuovi canali di vendita, dall’originalità dei prodotti alla spinta verso una società diversa in una logica di sostenibilità ambientale ed econo- mica. 19
    • Cap. 1 Il Consorzio CTM altromercato La Nuvola dei Valori di Altromercato Correttezza Onestà Democrazia Rispetto Innovazione Giustizia La nostra Mission Offrire una concreta opportunità commerciale ai produttori marginalizzati delle economie interna- zionali e nazionali, di entrare nel mercato cercando soluzioni innovative, rispettose dell’ambiente, economicamente sostenibili e funzionali; diffondere i principi ed i prodotti del commercio equo e solidale, favorire il cambiamento sociale, soprattutto attraverso la Rete di Botteghe nostre socie, per promuovere una maggiore e migliore equità delle regole e delle pratiche del commercio inter- nazionale. 20
    • I produttor 1.8 I partner di Altromercato: i produttori Garantire un accesso diretto al mercato ai produttori con lo scopo di favorire il miglioramento delle loro condizioni di vita e delle comunità in cui vivono, passando da una situazione economica precaria ad una di autosufficienza. Questo è l’obiettivo primario di Altromercato incluso nella sua Mission. Per raggiungerlo Altromercato agisce costruendo una relazione paritaria e diretta con i produttori svantaggiati, garantendo loro un prezzo equo che si stabilisce con il dialogo e lavorando con un sistema di pre-finanziamento degli acquisti (che può raggiungere il 50% del valore d’acquisto stesso). Le decine di migliaia di produttori con cui collabora, (circa 170, organizzazioni in Asia, Africa, America Latina ed Europa), possono essere semplici famiglie, gruppi familiari o informali, asso- ciazioni e cooperative più o meno strutturate. Nei rapporti con questi partner Altromercato ha costruito negli anni relazioni paritarie e dirette, consolidate attraverso rapporti commerciali e le diverse attività previste nel Programma di Partnership.Produttrici di tè, Bombay Burmah Trading Corporation, India. Foto di Stefano Magnoni Elemento imprescindibile è comunque il concetto del prezzo equo che Altromercato riconosce ai produttori: si paga un prezzo giusto, più alto rispetto a quello che viene riconosciuto dal mercato tradizionale per permettere al produttore di vivere e di non sopravvivere. Ma come si forma un prezzo equo? - Viene concordato tra le parti; - deve poter essere sostenibile dal mercato; - è indicato in prima battuta dal produttore; - è modificabile dalle parti in seguito ad una valutazione congiunta della sua adeguatezza a sostenere l’impresa del produttore e degli effetti che tale misura produce sulla filiera produttiva; - deve essere idoneo a coprire il “premio sociale”, cioè gli investimenti sociali e il “premio bio logico” che viene utilizzato per coprire i costi di produzione secondo il metodo biologico. - deve essere rispettoso del Fair Trade Minimum Price posto da FLO, cioè del prezzo minimo pagato da chi acquista al produttore per essere certificato secondo gli standard Fair trade. 21
    • I produttori nel Mondo22
    • La freccia rossa indica la presenza di produttori nel Paese 23
    • Cap. 1 Il Consorzio CTM altromercato Tabella di sintesi delle organizzazioni divise per area geografica e tipologia di prodotti AREA NUMERO PRODOTTI ORGANIZZAZIONI Africa 33 Uva sultanina, rooibos tisana, honeybush tisana, olio essen- ziale olio di garofano, bacche di vaniglia bio, sculture, gioielli, cesti, t-shirt, borse in cotone, grembiuli, tappeti, felpe, zainet- ti, arachidi, oggetti in terracotta, artigianato in ebano, caffè verde, caffè solubile, tessili, zucchero demerara, strumenti musicali tipici, bigiotteria, oggetti in legno e pietra sapona- ria, cartoline, cesti in fibra di banano, camomilla, carcadè, marmellata, caffè arabica bio, caffè robusta, olio di argan, zafferano, frutto del baobab in polvere, burro di karitè, olio di palma, mango e papaya secco. America 41 Tappeti, ceramica, bigiotteria, noci del brasile, estratto di del Sud maca, purea di mango, abbigliamento in alpaca e lana, tessili, cesti, specchi, oggetti in vetro, fagioli, riso, banane, strumenti musicali, marmellate, funghi secchi e torrone, zucchero di canna, arachidi, oli essenziali, saponette, artigianato, cacao, quinoa, tisana alla frutta, gioielli in argento e pietre, pupazzi in lana, miele Valdivia Centro 30 Oggetti da tavola in vetro soffiato, abbigliamento, borse, America astucci, zainetti, caffè, zucchero raffinato, ananas, legno laccato, cartapesta, cesti, bigiotteria, caffè bio, caffè arabica, miele, miele fiori d’arancio bio, amaranto, artigianato in legno dipinto, ceramica gress, amache, mobili, sesamo, olio di se- samo, arachidi, cacao, zucchero raffinato bio, succhi di frutta India 24 Tessili casa, prodotti in pelle, ceramica, argento, tappeti, co- smetici, bigiotteria, abbigliamento, incensi, bigiotteria argento e pietre, prodotti in cartapesta laccata, ricamo su abbiglia- mento e accessori casa, prodotti uncinetto, seta, candele , cartoline, tappeti e zerbini in fibra di cocco, tè, riso basmati, amaranto, giochi in legno, prodotti in legno, pietra saponaria, vetro, pelletteria Asia 36 Carta, terracotta, fibra, juta, abbigliamento, tessili ricamati, candele, accessori, decorativi, tessili casa, feltro, oli essenzia- li, accessori personali, giochi tessili, ceramica, abbigliamento lana, feltro, giochi, sorprese uova di Pasqua, giochi di stoffa, tè, cocco essiccato, spezie, bambù, fibra, carta riciclata, vimi- ni, gelatine, strumenti musicali, bigiotteria argento, artigianato vario, borse e zainetti, ananas fette in latta, riso, aloe vera, prodotti bambù, banana chips, mango secco, olio di cocco, cocco essiccato, accessori in fibra, articoli religiosi in legno, cous cous, olio d’oliva, mandorle, datteri, sapone in scaglie Europa 8 Prodotti alimentari di Solidale Italiano e rosa canina24
    • Stakeholde Cap. 2: Perimetro e stakeholder 2.1 Descrizione di Perimetro e stakeholder Perimetro La struttura societaria di Altromercato comprende anche le partecipate CTM Agrofair Italia srl, Inventa S.r.l e Altromercato Argentina S.A. Normalmente il perimetro di un Bilancio di sostenibi- lità dovrebbe essere esteso anche alle società controllate, o comunque partecipate, in quanto ricadenti nel campo di influenza della società controllante. Il Bilancio economico, infatti, presenta anche i dati consolidati delle tre società. Tuttavia, almeno in questa prima stesura, i dati espressi e presentati nelle successive pagine saranno limitati solo ad Altromercato. Nella prossima edizione sarà possibile evidenziare sia i dati di tutte le altre organizzazioni sia i dati consolidati. Stakeholder Gli stakeholder rappresentano una molteplicità complessa e variegata di soggetti portatori di interesse. Gli stakeholder sono soggetti che hanno un interesse diretto o indiretto sulle attività di Altro- mercato e/o hanno investito capitale umano, economico, finanziario, risorse in genere, oppure partecipano direttamente alla produzione o fruiscono dei prodotti/servizi o ne determinano le caratteristiche. Lo stakeholder è un soggetto (una persona, un’organizzazione o un gruppo di persone) che de- tiene un “titolo” per entrare in relazione con Altromercato; un soggetto le cui opinioni o decisioni, i cui atteggiamenti o comportamenti, possono oggettivamente favorire od ostacolare il raggiungi- mento degli obiettivi. Lo stakeholder può essere “Primario” o “Secondario” in base al suo coinvolgimento nelle attività economiche, negli investimenti o anche solo nelle relazioni, ma anche nell’influenza che esso esercita sull’attività (ad esempio le associazioni dei consumatori, le organizzazioni di commercio nazionale e internazionale, i Governi, le istituzioni ecc.). Per rilevare le categorie degli stakeholder di Altromercato è stato analizzato il contesto e la collet- tività di riferimento. I portatori di interesse sono stati individuati sulla base del ruolo che Altromer- cato gioca tra le parti sociali e dell’esperienza. Per questa prima edizione sono state identificate queste categorie di stakeholder: CATEGORIE COMPOSIZIONE VALORE AGGIUNTO DI STAKEHOLDER DEL GRUPPO OFFERTO PRIMARIProduttori oli essenziali, Himalayan bio trade, Nepal. Foto di Rudi Dalvai Organizzazioni Circa 170 organizzazioni di produttori, • Partnership di alto valore di fair trade distribuite in quattro aree geografiche: per l’autosviluppo del Sud Asia, Africa, America Latina e Europa. • Maggiore equità e solidarietà Possono essere: famiglie, gruppi di pro- nelle regole e pratiche di com- duttori familiari, gruppi di produttori mercio internazionale informali; associazioni di produttori, cooperative o grandi strutture di servizi alla produzione, commercializzazio- ne o all’esportazione,imprese private e pubbliche, ONG 25
    • Cap. 2 Perimetro e stakeholder CATEGORIE COMPOSIZIONE VALORE AGGIUNTO DI STAKEHOLDER DEL GRUPPO OFFERTO PRIMARI Organizzazioni I soci di Altromercato: Possibilità di essere parte di fair trade una rete di 124 fra associazioni e coopera- attiva nella costruzione di del Nord tive che condividono i valori del Consorzio, un modello di fair trade partecipano direttamente alla sua gover- basato sulle organizzazioni nance, concorronoì allo sviluppo del siste- ma Altromercato attraverso la gestione di circa 300 Botteghe del Mondo sul territorio italiano e 3 all’estero. Tutte le organizzazioni nazionali e internazionali che si occupano di commercio equo (es.: EFTA, WFTO, AGI- CES, ecc.). Altre Cooperative sociali coinvolte nel Solidale Valori condivisi, trasparenza, Organizzazioni Italiano, Libera accordi commerciali chiari, partner sinergie commerciali Consumatori Acquirenti dei prodotti: con le loro scelte Strumenti e opportunità per di consumo, partecipano attivamente alla concretizzare uno stile di costruzione di un’economia più giusta vita socialmente responsabile ed essere parte attiva nella co- struzione di un’economia solidale Lavoratori Tutto il personale dipendente, Correttezza di rapporti e rispetto collaboratori, stagisti, tirocinanti, del diritto del lavoro società di servizio in appalto CATEGORIE COMPOSIZIONE VALORE AGGIUNTO DI STAKEHOLDER DEL GRUPPO OFFERTO SECONDARI Pubbliche Enti locali: con i loro uffici pubblici, mense Opportunità di contribuire amministrazioni scolastiche, ecc. attivamente alla promozione e diffusione del commercio equo e solidale Istituti di Istituzioni deputate al controllo quali Asl, Conformità legislativa controllo NAS, Ispettorati provinciali del lavoro, ARPAV Trasformatori di prodotto, GDO, imprese di Prodotti o iniziative di comunica- Imprese produzione, negozi, imprese di ristorazione, zione che supportino lo sviluppo distributori di ristorazione automatica. del commercio equo e solidale Le imprese che costituiscono un canale Promuovere la finanza etica e Istituti finanziari di distribuzione di prodotti del Consorzio solidale e il microcredito Tutti i soggetti finanziari che collaborano con Altromercato nel campo della finanza solidale Rapporti commerciali chiari e Fornitori Organizzazioni presso le quali sono approvvi- condivisi gionati beni e servizi per lo svolgimento della normale attività gestionale e operativa26
    • 2.2 Coinvolgimento stakeholder e questionariAltromercato aderisce agli intenti di AccountAbility, l’organizzazione internazionale che ha emesso linee guida per il coinvolgimento degli stakeholder al fine di impegnarsi nel dialogo con gli sta-keholder, inclusi quelli cosiddetti “senza voce” (stakeholder deboli, cioè coloro che hanno alto interesse ma bassa o nulla influenza tra cui, per esempio l’ambiente). Questa categoria è rappre-sentata da soggetti che non hanno i mezzi e gli strumenti per poter esprimere in modo forte e omogeneo i propri interessi. Il coinvolgimento deve assicurare il diritto di essere ascoltati a coloro che sono influenzati o possono influenzare le attività di un’organizzazione “e obbligare quest’ulti-ma a farsi carico di queste aspettative”, al fine di aiutarla ad agire meglio. In quest’ottica , nel corso del 2010-2011 Altromercato ha attivato alcuni canali di dialogo i quali, ancorchè incompleti e diffusi per tutti gli stakeholder, hanno rappresentato una significativa forma di ascolto e di comunicazione; si tratta dei questionari a seguito di “Equopertutti”, Questionario ai soci, Questionario a seguito delle attività formative.Equopertutti 2010Le domande riguardavano in generale la scelta dei prodotti testimonial, l’efficacia dell’iniziativa nel sensibilizzare le persone, le tempistiche, il supporto di Altromercato, l’adeguatezza e l’utilità dei materiali per la comunicazione, il livello di apprezzamento da parte dei clienti, l’utilità dei materiali di supporto per organizzare l’iniziativa, la soddisfazione degli organizzatori nelle botteghe, la loca-lizzazione dei banchetti per l’iniziativa (stazione, cinema, Forum FNAC).Analisi dei questionari di gradimento Equopertutti Hanno inviato i questionari compilati 17 botteghe, (campione parziale). In breve i risultati.Opinioni generaliA tutte le Botteghe è piaciuta molto l’idea di utilizzare due prodotti “testimonial” come lo zucchero e il caffè, mentre la maggior parte credono che l’iniziativa Equopertutti sia efficace per sensibiliz-zare rispetto alle nostre tematiche, alcuni credono che sia mediamente efficace e due botteghe non ritengono che l’iniziativa possa essere efficace a questo scopo.La maggior parte credono sia efficace la durata di due settimane, mentre alcuni suggeriscono che la campagna possa anche durare di più per avere un’efficacia maggiore.La maggior parte delle Botteghe danno una valutazione positiva sul fatto che quest’anno sia an-dato meglio dello scorso anno. In due rispondono invece che è andata peggio e alcuni non hanno dato risposta poiché è stata la prima volta che hanno aderito ad Equopertutti.In generale il supporto di Altromercato nella gestione di Equopertutti è stato valutato positiva-mente, ma spesso ci si lamenta della poca chiarezza e confusione nelle varie comunicazioni che arrivavano. Non si riesce ad esprimere un singolo giudizio sul supporto di “comunicazione in lista RE”, “coordinatore RE d’area” e “CSR” perché solo un piccolo numero di botteghe ha dato una valutazione singola ai tre soggetti, mentre si è sempre valutata in termini generali.Materiali di comunicazioneTutte le botteghe hanno utilizzato i materiali forniti. I problemi si sono riscontrati solo per quel che riguarda le cartoline “tazzina” personalizzabili, perché alcune botteghe hanno affermato di non aver mai ricevuto la cartolina o aver avuto dei ritardi, questo è uno dei punti più criticati.Per tutti è stata molto utile la locandina generale (tranne una bottega che ha affermato che non è stata molto utile); la cartolina “tazzina” ha avuto un riscontro positivo per tutte le botteghe che l’hanno ricevuta, le altre sottolineano il fatto che non l’hanno mai avuta o che ne sono entrati in possesso in ritardo; il libretto informativo è stato ritenuto utile o molto utile da tutti tranne da una bottega; la locandina omaggi è stata ritenuta nel complesso molto utile da tutti.I materiali ordinati sono stati utilizzati quasi tutti. 27
    • Cap. 2 Perimetro e stakeholder Per la maggior parte delle botteghe il fatto di poter personalizzare la cartolina è ritenuto molto utile, Produttrice del Venezuela. Foto di Simonetta Lorigliola ma alcuni informano che non sono stati contattati per la personalizzazione e altri lamentano il fatto che è un po’ difficile personalizzare la cartolina con gli eventi con così tanto anticipo. I suggerimenti per la personalizzazione che più spesso vengono dati sono quelli relativi ad una semplificazione della procedura, all’anticipare i tempi e avere i materiali per tempo, mentre una bottega chiede di farla il più tardi possibile in modo che si riescano a definire più in dettaglio che eventi organizzare. Spot radio e video Possiamo rilevare dei pareri discordanti, infatti poco più della metà crede che gli spot abbiano avuto un impatto mentre gli altri non sono d’accordo su questo. Un dato da rilevare è che la metà delle botteghe che hanno compilato i questionari non hanno inserito gli eventi sul sito, ma la maggior parte di queste perché non hanno organizzato eventi da comunicare o perché ritenevano che non fossero eventi da comunicare sul sito, una bottega ha dichiarato che non è stato possibile inserire gli eventi. Avere un modello di comunicato stampa è ritenuto molto utile dalla maggior parte delle botteghe. Più della metà delle botteghe ha dichiarato di aver prodotto dei materiali propri per promuovere Equopertutti. Parlando della promozione in bottega tutte le botteghe rispondono che i clienti hanno apprezzato la promozione, tranne una bottega che afferma che non riescono a capire se è stato apprezzato poiché non hanno strumenti per potersi esprimere in un senso o nell’altro ma che il messaggio della locandina non era troppo chiaro e immediato e le richieste di saperne di più non sono state molte. Nessuna bottega ha trovato complicata la gestione della promozione. In pochi affermano di aver notato un considerevole aumento a seguito della promozione, mentre gli altri non hanno notato un aumento particolarmente rilevante o non l’hanno notato affatto. Per la maggior parte delle botteghe è stato utile avere un allestimento della vetrina nel periodo di Equopertutti. Le proposte trovate nel vademecum sono state considerate in linea di massima abbastanza rea- lizzabili. Hanno realizzato eventi in bottega meno della metà delle botteghe che hanno compilato i questionari, mentre la maggior parte hanno realizzato eventi non in bottega. La maggior parte delle botteghe si ritiene soddisfatta della partecipazione agli eventi e di essere riusciti a raggiungere persone nuove. Nessuna delle botteghe che ha risposto al questionario ha preso parte alle iniziative di Fnac e Centostazioni, mentre solo una ha partecipato agli eventi nei cinema ma non si ritiene soddisfatta. Questionario per Valutazione soddisfazione del socio Nel mese di gennaio 2011 è stato inviato un primo Questionario sul livello di soddisfazione del socio relativamente al servizio di assistenza clienti e a seguire lo stesso questionario è stato ripro- posto nel mese di luglio 2011 per verificare se ci sono state delle variazioni sul livello dei servizi. Un altro passo importante per migliorare il servizio verso il socio, rendendo più facile e immediato il contatto con la sede operativa è rappresentato dalla riorganizzazione dell’area assistenza clienti. Dal mese di settembre 2011 quindi l’area è stata riorganizzata in modo da prevedere un’assi- stenza alle botteghe del mondo e ai responsabili promozione suddivisa per area geografica. Ogni socio quindi avrà un solo referente a cui rivolgersi per tutti gli aspetti di carattere operativo. Il progetto naturalmente è in continua evoluzione anche grazie al continuo scambio di opinioni/ informazioni tra operativo e i soci. 28
    • Formazion 2.3 La formazione dei soci “Il Consorzio riconosce il valore strategico della formazione e dello sviluppo delle risorse umane (lavoratori e volontari) e intende innovare e potenziare le attività di supporto ai soci (…). Per questo intende costituire una vera e propria regia di tutta la formazione…” dal Piano Economia Solidale 2007 - 2011 Gli obiettivi del piano di formazione L’investimento di Altromercato nella formazione dei propri soci resta uno dei temi portanti del- la propria attività. L’obiettivo generale che persegue con questa consistente azione formativa è semplice e complesso al tempo stesso: contribuire alla sostenibilità dei soci. Sostenibilità che per le Botteghe deriva dall’interagire di competenze tecniche e motivazionali. Il Piano di Formazione presenta quindi un mix di contenuti diversi, pensati per coinvolgere sia i ruoli tecnici, che gli ammi- nistratori, che i volontari delle Botteghe. Aumentare competenze tecniche e relazionali, alimentare il senso di appartenenza, promuovere una partecipazione informata, favorire il dialogo tra i soci e lo scambio di buone prassi, costituiscono altrettanti obiettivi impliciti. Mentre il proporre ad inizio anno l’insieme delle attività formative annuali ha come obiettivo l’evitare sovrapposizioni nel fitto calendario di eventi promossi da Altromercato o che coinvolgono i soci, permettendo loro di pro- grammare gli impegni. Ma il “servizio formativo” offerto ai soci non si esaurisce nell’organizzare direttamente corsi “nazionali”: convinta che essi non possano esaurire la domanda di formazione ed aggiornamento, Altromercato intende promuovere l’attività formativa dei soci anche a livello locale offrendo anche collaborazione per progettare percorsi formativi a livello territoriale, per or- ganizzare percorsi formativi locali, per docenze. Fonti di finanziamento e criteri di partecipazione I costi del personale che lavora sulla Formazione Soci sono al 100% coperti da Altromercato. I costi “vivi” (vitto/alloggio, docenze, aule…, in totale 50.210 €) sono stati nel 2010/11 quasi tutti coperti da risorse esterne derivante da progetti finanziati da istituzioni italiane, cui si sono aggiunti 10.420 € derivanti dalle quote di iscrizione (25 € a persona) pagate dalle Botteghe. Corsi di formazione soci organizzati nel 2010/11“Giro intorno al mondo del caffè” Momento di formazione per i volontari Altromercato a Lecce. Foto di Francesca Serra Totale eventi 8 Totale partecipanti 568 Totale Botteghe coinvolte 320 (molte hanno partecipato a più Corsi) Totale sedi 5 (Verona, Verbania, Milano, Riccione, Roma) DATA TITOLO CORSO PRESENZE 9/10 ottobre Milano La promozione dei volontari nelle botteghe 68 30/31 ottobre Verona Ventanni di consumo responsabile 72 16/17 gennaio Verbania Solidale italiano 105 16/17 gennaio Verbania Corso per responsabili promozione 32 29/30 gennaio Riccione L’economia delle donne 120 5/6 marzo Verona Corso sulla certificazione 38 2/3 aprile Roma Re-inventiamoci! 47 27/28 giugno Milano Corso per responsabili bottega 86 Oltre a questi Corsi nell’anno 2010/11 il Responsabile Formazione del Consorzio ha collaborato ad organizzare il Seminario “Il futuro dell’acqua. Per un uso equo e solidale dell’acqua, bene comune” (Milano, 28 Maggio), ed il primo Corso lanciato dalla Fondazione Solidarete sul tema “L’internazionalizzazione dell’Impresa Sociale”, che ha visto la partecipazione congiunta di soci provenienti dai consorzi Cgm, Focsiv e CTM altromercato. 29
    • Cap. 2 Perimetro e stakeholder Analisi della partecipazione (nota: i dati che seguono derivano dall’analisi dei Questionari consegnati a fine Corso che rappre- sentano l’83,4% dei partecipanti totali) oltre i 55 I partecipanti tra i 45 e 55 21% 8% Età: i Corsi confermano i dati degli anni precedenti rispet- meno di 30 to alla capacità di coinvolgere i “giovani” che frequentano le 31% Botteghe del Mondo: quasi un iscritto su 3 ai Corsi (il 31%) ha infatti meno di trent’anni. Addirittura il Corso che registrato il record di iscritti (120, tra i 31 e 45 “L’Economia delle Donne”) ha registrato il 43,9% dei parteci- 40% panti con meno di trent’anni! Complessivamente il 70,5% di tutti gli iscritti ai Corsi del 2010/2011 ha al massimo 45 anni. Genere: la frequenza ai Corsi conferma che la maggioranza delle persone attive nelle Botteghe sono donne: il 73,6% de- gli iscritti sono donne, il 26,4% uomini. RB=Responsabili Bottega 21,0% RE=Responsabili Educazione Ruolo in Botteghe: la partecipazione ai Corsi è assai arti- 17,0% mercoledì 26 ottobre 2011 colata, dimostrando l’interesse esistente - anche in chi nelle Altro (volontari, lavoratori…) 37,4% RP= Responsabili Promozione Botteghe riveste ruoli specifici - su temi “trasversali”. Infatti 7,0% dei 403 partecipanti ai 5 Corsi a carattere generale svolti nel Membri CdA 2010/11 il 21% ricopriva la funzione di “Responsabili Botte- 17,6% ga”, il 17% di Responsabile Educazione, il 17,6% era Presi- dente o membro del CdA. Il gradimento dei corsi I Questionari di valutazione distribuiti alla fine di ogni Corso hanno una “scala di gradimento” che va da 1 (minimo/pessimo) a 10 (massimo/ottimo). Contengono tutti le stesse domande rispetto al gradimento generale del Corso, e domande specifiche relative ai vari docenti/relazioni. E’ quindi possibile ottenere il valore medio del gradimento di tutti i Corsi svolti nel 2010/2011, analizzando i dati dei 474 Questionari raccolti a fine Corso relativamente alle domande che sono sempre uguali: giovedì 3 novembre 2011 DOMANDA GRADIMENTO MEDIO (1min.-10max.) Il Corso ha soddisfatto le vostre aspettative? 8,07 Ritenete il Corso utile per la vostra attività in Bottega? 8,56 Il vostro giudizio complessivo sul Corso è: 8,51 Altri dati di dettaglio confermano questa valutazione assai positiva; in 7 Corsi su 8 i voti “ottimo” sono sempre stati non meno del 32%, arrivando in 3 casi ben oltre il 50%, mentre le “bocciature” (voti inferiori a “6”) sono sempre inferiori al 5%, in alcuni casi sotto l’1% di tutti i voti espressi dai partecipanti. 30
    • Valore e limite della formazione soci di Altromercato E’ certamente necessario “pesare” l’investimento economico ed organizzativo che il Consorzio (ed i soci) fanno rispetto ad essa. Come spunto in tal senso è possibile, tenendo conto dei dati ottenuti, presentare le seguenti riflessioni: La formazione soci appare risorsa strategica ai fini di:  migliorare la competenza tecnica delle Botteghe sui temi “imprenditoriali”  attrarre giovani/favorire il ricambio nelle Botteghe (>40% di “giovani” ai Corsi che affrontano temi di fondo o di attualità)  creare/rafforzare il senso di appartenenza/fidelizzazione al Consorzio  favorire una base culturale comune tra chi gestisce le Botteghe socie (i dati presentano una buona miscela di presenze tra “esperti” e “nuovi” operatori di Botteghe)Coltivatore di zucchero di Coopeagri, Costa Rica. Foto di Ilaria Favè  dibattere/promuovere verso i soci scelte strategiche/politiche del Consorzio (vedi Corsi “Solidale Italiano!”, o Certificazione), favorire dialogo CdA/soci  aggiornare/motivare il gruppo dirigente dei soci (vedi il buon numero di membri CdA-RB). Limiti attuali della formazione soci:  difficoltà ad attrarre la partecipazione sui temi “tecnici”  squilibrio geografico nella partecipazione dei soci (Sud poco rappresentato, sedi dei Corsi quasi tutte al Nord)  calendario fitto, intreccio complicato con gli altri eventi organizzati dal Consorzio  probabile scarsa diffusione dei contenuti tra coloro che non hanno partecipato ai Corsi. 31
    • 2.4 Il tour produttori “Ospitare un produttore è un’occasione unica per una Bottega Altromercato. I volontari e i clienti hanno la possibilità di conoscere il viso e la storia che c’è dietro il prodotto equo, e avere così l’esperienza diretta della filiera produttiva equo solidale” Alessia, Il Sicomoro, L’Aquila Il tour produttori nel 2010/2011, organizzato dall’Unità Cooperazione e Partnership in collabo- razione con l’Unità Comunicazione e grazie al prezioso supporto dei coordinatori RE, ha visto la partecipazione di sei rappresentanti dei produttori. Carlos Valle di Fedecocagua (Guatemala), Edmundo Quezada di Soppexcca (Nicaragua)e Ruth Salditos di Pftc (Filippine) sono stati ospiti d’onore dell’edizione 2010 di Equopertutti e hanno approfondito la storia e la lavorazione di caffé e zucchero. Durante la campagna di maggio, dedicata alla Giornata Mondiale del Commercio equo e alle donne, sono state invitati alcuni rappresentanti di produttori, o meglio di produttrici, d’artigianato, tutti provenienti dall’India: Sr. Silvia Aranha di St. Mary’s Mahila Shikshan Kendra, Mala Sinha di Bodhi, e Sambuddha Ghosh e Amiyo Ranjan Naskar di Sasha. I produttori hanno girato l’Italia in lungo e in largo, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Puglia al Veneto, visitando molti soci che con grande passione hanno organizzato incontri di tutti i tipi: dal classico incontro pubblico, a molti incontri con le scuole, a momenti di conoscenza con le istituzioni (sin- daci, assessori), a inaugurazioni di nuove Botteghe e momenti ludici come cene, feste, gare di torte e sfilate di moda. Le città visitate sono state circa un centinaio, ma gli incontri ancora di più, perché spesso in una giornata vi era più di un evento organizzato. Non a caso Carlos, al rientro in Guatemala ci ha con- sigliato di aggiungere alla lista delle cose da portare “scarpe molto comode”. Tutti i produttori sono rimasti colpiti dall’accoglienza calorosa, dall’ospitalità e dall’entusiasmo 32
    • tour produ delle tante persone conosciute. Sempre Carlos ci racconta “Non sapevo che esistessero le Botteghe Altromercato e i volontari. Una sorpresa molto piacevole; è davvero impressionante sapere quanto lavorano per promuovere il commercio equo. Lo racconterò ai soci di Fedeco- cagua”. Anche Mala, rientrata in India ci conferma di conoscere meglio il modello italiano di commercio Realizzazione di cesti in fibra di banana, Ebuyangu women group, Kenya. Foto di Luca Palagi equo: “La mia ultima visita in Italia mi ha aperto gli occhi. Ho incontrato volontari, responsabili di Botteghe e tante persone del pubblico e adesso devo dire che credo di capire ancora me- glio lo spirito che anima il commercio equo”. Oltre a ringraziare per l’ospitalità, i produttori ci danno utili consigli su strategie da implemen- tare per diffondere il commercio equo in Italia. Sister Silvia ha apprezzato molto gli eventi creativi, tra cui la sfilata di moda a Milano, in cui ha visto gli abiti tessuti in India portati con eleganza in passerella. Ruth, storica produttrice di zucchero che più volte ha visitato l’Italia, ci ha detto che è interes- sante vedere come il commercio equo si evolva e crei nuove sinergie ed alleanze, come quelle con il mondo del biologico e della ristorazione. Ruth è rimasta favorevolmente colpita dal pro- getto Il Circolo del cibo e ha imparato da un cuoco italiano come si fa la passata di pomodoro. Come ringraziamento gli manderà ricette filippine con l’utilizzo di zucchero Mascobado! Ruth ha incontrato parecchi studenti, incantandoli con le sue mille storie, il suo sorriso, la sua voce e il suo canto. Ci ha spronati a studiare una strategia specifica per gli incontri con le scuole, con un utilizzo mirato delle immagini e le nuove tecnologie. Se il tour produttori è un modo per far conoscere ai partner come operano Altromercato e le Botteghe, altrettanto importante è il ponte che si crea tra i produttori e i consumatori italiani. I clienti hanno l’occasione di conoscere, chiedere e informarsi, come difficilmente avviene nel modello di consumo dominante. Sono moltissimi, infatti, gli argomenti che suscitano interesse durante gli incontri del tour pro- duttori e spaziano dall’impatto del commercio equo sulla vita dei produttori, delle donne e delle famiglie, alle tecniche produttive, a come i produttori sono organizzati e come partecipa- no alle decisioni delle loro organizzazioni, al ruolo delle donne nelle organizzazioni, all’utilizzo del premio Fair Trade, ai benefici sociali, alla cultura e ala storia del paese di provenienza del produttore. Molti di questi argomenti vengono rimarcati anche nelle interviste delle Tv e dei giornali locali che spesso riportano con entusiasmo una storia che racconta il commercio equo in prima persona. Ultimo, ma non certo meno fondamentale, è il forte impatto sugli operatori e sui volontari, come raccontano molti questionari di valutazione del tour: “La testimonianza è molto importante e rinforza la nostra motivazione. Gli incontri con i produt- tori servono per gli operatori perché vedi e senti dalla voce dei protagonisti che l’impegno e il lavoro dei volontari cambia davvero la vita delle persone” e ancora “è stata un’ottima occasio- ne per capire meccanismi, problemi ma anche le soddisfazioni dei produttori”. Anche i prodotti non sono più dei semplici oggetti con un valore aggiunto ma “grazie alla presenza del produttore tocchiamo con mano la storia di ciò che vendiamo in Bottega , il pro- dotto acquista un significato particolare. E’ molto bella la conoscenza personale. Ai produttori va il merito di rinnovare il senso di quello che facciamo e a farci sentire davvero in una rete di relazioni umane”. I prodotti diventano reali e concreti e sono la presenza tangibile di una rete che attraversa i mari e i continenti. Una rete di giustizia, di equità come scrivono i ragazzi di un liceo di Cuneo in una lunga relazione che termina così: “Ruth Salditos, una donna dalla parlata coinvolgente e dai tratti caratteristici di una zona della Terra che non vuole arrendersi davanti alle difficoltà, ci ha salutati cantando una canzone: I want to live in a friendly world. Una speranza che ognuno di noi ha: che ogni differenza scompaia dalla faccia della terra”. 33
    • 34
    • Sostenibilit Cap. 3: Sostenibilità economica 3.1 Analisi dell’andamento e del risultato di gestione Ai fini della presentazione di informazioni che permettano di rappresentare in modo fedele, equi- librato ed esauriente la situazione della società, si è provveduto a riclassificare il bilancio d’eser- cizio e a calcolare degli indicatori finanziari, sulla base delle indicazioni contenute nel documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti del marzo 2004 “Il sistema delle informazioni aziendali alla luce di Basilea 2 e del nuovo diritto societario”. Schema di Stato Patrimoniale finanziario Raffronto tra il Bilancio al 30/06/2011 con quelli relativi al 2010 e 2009: ANNO 30/06/2011 30/06/2010 30/06/2009 MISURE €/000 % €/000 % €/000 % ATTIVO ATTIVO FISSO 6.580 20,9 6.641 21,0 6.904 25,2 Immobilizzazioni Immateriali 22 0,1 91 0,3 167 0,6 Immobilizzazioni Materiali 5.236 16,6 5.316 16,8 5.619 20,5 Costo Storico 8.239 26,2 7.971 25,2 7.950 29,0 Fondi Ammortamento (3.003) (9,5) (2.655) (8,4) (2.331) (8,5) Immobilizzazioni Finanziarie 1.322 4,2 1.235 3,9 1.118 4,1 ATTIVO CIRCOLANTE 24.896 79,1 24.939 79,0 20.478 74,8 Magazzino 13.578 43,1 10.702 33,9 10.805 39,5 Liquidità Differite 8.280 26,3 8.281 26,2 6.520 23,8 Liquidità Immediate 3.038 9,7 5.956 18,9 3.153 11,5 CAPITALE INVESTITO 31.476 100,0 31.580 100,0 27.382 100,0 MEZZI PROPRI E PASSIVITà MEZZI PROPRI 11.224 35,7 10.512 33,3 8.976 32,8 Capitale Sociale 3.869 12,3 3.459 11,0 2.725 10,0 Riserve 7.029 22,3 6.229 19,7 5.517 20,1 Perdita a nuovo 0 0,0 0 0,0 0 0,0 Utile (Perdita) 326 1,0 825 2,6 734 2,7 PASSIVITà CONSOLIDATE 955 3,0 1.297 4,1 1.584 5,8 Finanziarie 425 1,3 766 2,4 1.085 4,0 Non finanziarie 530 1,7 531 1,7 499 1,8 PASSIVITà CORRENTI 19.297 61,3 19.771 62,6 16.822 61,4 Finanziarie 13.047 41,5 12.778 40,5 10.759 39,3 Non finanziarie 6.250 19,9 6.993 22,1 6.064 22,1 CAPITALE DI FINANZ.TO 31.476 100,0 31.580 100,0 27.382 100,0Ciliegie di caffè, Cecocafen, Nicaragua. Foto di Luca Palagi La situazione patrimoniale evidenzia l’equilibrio della società con Mezzi Propri che raggiungono il 35% del capitale investito. Il magazzino cresce in modo sensibile per effetto dell’aumento dei prezzi di acquisto, per effetto dell’aumento dell’offerta ed anche per precisa scelta operativa tesa a garantire la disponibilità di materie prime strategiche. L’incidenza aumenta passando dal 33,9% dello scorso esercizio al 43,1% alla chiusura del bilancio al 30/06/2011. Le passività correnti Finanziarie sono rappresentate per oltre il 97% da finanziamenti soci, le pas- sività verso il sistema bancario sono limitate al 3%, rispetto al 9% dell’esercizio precedente. 35
    • Cap. 3 Sostenibilità economica Rendiconto Finanziario dei flussi di cassa ANNO 2010/2011 2009/2010 2008/2009 MISURE €/000 €/000 €/000 CASSA E BANCHE A BREVE INIZIALI 5.224 2.461 (1.846) Utile Netto 326 825 734 Ammortamenti 406 435 482 Variazione netta fondi vari (165) (136) (97) Totale rettifiche non monetarie 240 299 384 FLUSSO DELLA GESTIONE CORRENTE 567 1.124 1.118 Variazione rimanenze (2.787) 507 400 Variazione crediti clienti (481) (1.508) 1.850 Variazione anticipi a fornitori (89) (479) 1 Variazione fornitori 21 916 (494) Variazione altre attività/passività correnti (213) 10 (31) Variazione capitale circolante netto (3.549) (554) 1.726 FLUSSO DI CASSA OPERATIVO (2.982) 570 2.843 Variazione immobilizzazioni (294) (110) (4) Accensione/(Rimborso) finanziamento soci 677 1.909 1.739 Accensione/(Rimborso) fin.ti medio lungo termine (330) (316) (314) Variazione indeb.to finanziario a M/L termine 347 1.592 1.425 Variazioni di capitale e riserve 386 711 43 FLUSSSO GESTIONE INVESTIMENTI 439 2.194 1.463 FLUSSO DI CASSA NETTO (2.543) 2.763 4.307 CASSA E BANCHE A BREVE FINALI 2.681 5.224 2.461 L’attività caratteristica ha generato un flusso di cassa netto negativo per € 2.5 ml, in decisa con- trotendenza rispetto agli esercizi precedenti. Il grosso assorbimento è da ascriversi al magazzino, come già evidenziato in precedenza. 36
    • Principali dati Economici ANNO 30/06/2011 30/06/2010 30/06/2009 MISURE €/000 % €/000 % €/000 % Ricavi delle vendite 36.946 94,7 35.200 97,9 32.003 97,7 Altri ricavi 812 2,1 686 1,9 673 2,1 Produzione interna 1.259 3,2 62 0,2 90 0,3 VALORE DELLA PRODUZIONE 39.017 100,0 35.947 100,0 32.766 100,0 Costi esterni (33.742) (86,5) (29.586) (82,3) (26.475) (80,8) Costo del venduto (28.524) (73,1) (25.907) (72,1) (22.695) (69,3) Altri costi operativi esterni (5.218) (13,4) (3.679) (10,2) (3.780) (11,5) VALORE AGGIUNTO 5.276 13,5 6.361 17,7 6.291 19,2 Costo del personale (3.493) (9,0) (3.511) (9,8) (3.104) (9,5) MARGINE OPERATIVO LORDO 1.783 4,6 2.850 7,9 3.187 9,7 Ammortamenti (406) (1,0) (435) (1,2) (482) (1,5) Accantonamenti (37) (0,1) (102) (0,3) (85) (0,3) RISULTATO OPERATIVO 1.340 3,4 2.313 6,4 2.620 8,0 RISULTATO AREA EXTRACARATTERISTICA 216 0,6 324 0,9 (142) (0,4) Proventi extra-caratteristici 265 0,7 360 1,0 69 0,2 Oneri extra-caratteristici (49) (0,1) (36) (0,1) (212) (0,6) RISULTATO ORDINARIO DELLE GESTIONE PRODUTTIVA 1.556 4,0 2.637 7,3 2.478 7,6 RISULTATO DELL’AREA STRAORDINARIA (289) (0,7) (763) (2,1) (744) (2,3) Proventi straordinari 53 0,1 85 0,2 140 0,4 Oneri straordinari (41) (0,1) (48) (0,1) (34) (0,1) Ristorni fine anno (300) (0,8) (800) (2,2) (850) (2,6) RISULTATO DELLA GESTIONE PRODUTTIVA 1.267 3,2 1.874 5,2 1.734 5,3 FINANZIAMENTO DELLA PRODUZIONE (704) (1,8) (609) (1,7) (588) (1,8) Oneri finanziari (704) (1,8) (609) (1,7) (588) (1,8) RISULTATO LORDO 563 1,4 1.265 3,5 1.146 3,5 Imposte sul reddito (237) (0,6) (440) (1,2) (413) (1,3) RISULTATO NETTO 326 0,8 825 2,3 734 2,2 La riclassifica è esposta al lordo dei ristorni (€ 300.000 al 30/06/2011, € 800.000 al 30/06/2010 e € 850.000 al 30/06/2009) per comprendere l’evoluzione della gestione. Il valore delle produzione cresce di oltre € 3 mil rispetto all’esercizio precedente, mentre il mar- gine operativo lordo segna una diminuzione in valore (€ 1 mil) e anche in percentuale (da 9,7% Convegno “Contadini, sostenibilità e sviluppo: Commercio equo e solidale, al 30/06/2009 a 4,6% al 30/06/2011), tale riduzione è da ascriversi sia alla forte tensione sui prezzi di acquisto di materie prime e merci registrate nel corso dell’esercizio (costo del vendu-modelli virtuosi per tutti” in occasione di Kuminda 2010, Milano to), sia per gli importanti investimenti effettuati in ambito marketing di prodotto e canale, che in comunicazione commerciale e di sensibilizzazione sui temi del commercio equo e solidale (costi operativi esterni). Il risultato ordinario della gestione produttiva peggiora di € 1 mil rispetto all’esercizio precedente. Gli oneri finanziari mantengono un incidenza contenuta e su livelli sostenibili. Le imposte dimi- nuiscono per effetto della minore base imponibile e della riduzione delle riprese fiscali connesse ad accantonamenti non deducibili effettuati negli esercizi precedenti. 37
    • Cap. 3 Sostenibilità economica 3.2 Ripartizione del Valore Aggiunto La descrizione del calcolo e della distribuzione del valore aggiunto prodotto ha preso come riferi- mento il prospetto di riparto del Valore Aggiunto proposto dal modello GBS (Gruppo di studio per il Bilancio Sociale) ai fini della riclassificazione del bilancio civilistico. Secondo le linee guida GBS il bilancio civilistico viene riclassificato in due diversi prospetti: - nel primo prospetto viene determinato il Valore Aggiunto; - nel secondo prospetto viene esposta la ripartizione del Valore Aggiunto sugli interlocutori interni ed esterni all’azienda (stakeholder). Gli stakeholder di riferimento sono: - il personale, dipendente e non dipendente, attraverso le retribuzioni dirette, trattamento di fine rapporto (TFR), benefit e agevolazioni aziendali, e i costi aziendali per il personale (contributi); - la Pubblica Amministrazione, con le imposte dirette e indirette e le ritenute costo di esercizio); ( - i finanziatori (fornitori di capitale di credito), i fornitori di capitale a cui spettano gli oneri maturati e la restituzione del capitale a breve e a lungo termine; - i soci attraverso l’istituto giuridico del Ristorno, ove presente; - la collettività con le liberalità esterne, ovvero le erogazioni liberali; - l’azienda stessa, attraverso gli utili accantonati a riserva. Determinazione del Valore Aggiunto e confronto con i due anni precedenti: ANNO 30/06/2011 30/06/2010 30/06/2009 MISURE €/000 % €/000 % €/000 % Ricavi Soci 20.429 52,7 18.623 51,9 18.004 55,1 Ricavi Non Soci 16.517 42,6 16.576 46,2 13.999 42,9 Ricavi caratteristici 36.946 95,4 35.200 98,2 32.003 98 Altri ricavi 530 1,4 601 1,7 560 1,7 Variazione rimanenze 1.259 3,3 62 0,2 90 0,3 Ricavi della produzione tipica 38.735 100 35.863 100 32.653 100 Materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (22.583) (58,3) (19.597) (54,6) (15.551) (47,6) Costi per servizi (9.892) (25,5) (8.778) (24,5) (9.664) (29,6) Godimento beni di terzi (579) (1,5) (593) (1,7) (601) (1,8) Accantonamenti per rischi 0 0 (89) (0,2) (85) (0,3) Oneri diversi di gestione (125) (0,3) (126) (0,4) (120) (0,4) Costi intermedi della produzione (33.178) (85,7) (29.183) (81,4) (26.022) (79,7) Valore aggiunto caratteristico lordo 5.557 14,3 6.680 18,6 6.631 20,3 Saldo gestione accessoria 105 0,3 116 0,3 -156 0,5 Saldo gestione straordinaria 85 0,2 190 0,5 135 0,4 Valore aggiunto globale lordo 5.747 14,8 6.986 19,5 6.610 20,2 Ammortamenti e accantonamenti (406) (1,0) (435) (1,2) (482) (1,5) Valore aggiunto globale netto 5.341 13,8 6.551 18,3 6.129 18,838
    • Ripartizione Il Valore aggiunto globale netto, secondo la definizione del GBS, è l’indicatore che evidenzia la capacità di una società di creare di creare ricchezza da distribuire tra gli stakeholder. Evidenziamo che per Altromercato uno degli stakeholder principali è rappresentato dai produttori che in questo schema sono esclusi dalla ripartizione del Valore aggiunto in quanto ricompresi nella voce di costo “Materie prime, sussidiarie, di consumo e merci”, in altre parti della presente relazione viene pre- sentato diffusamente l’impatto economico di Altromercato verso i produttori (capitolo Produttori). Il Valore aggiunto globale netto è in diminuzione passando da 6,1 milioni di euro al 30/06/2009, ai 5,3 mil di euro al 30/06/2011 Ripartizione del Valore aggiunto globale netto e confronto con i due anni precedenti: ANNO 30/06/2011 30/06/2010 30/06/2009 MISURE €/000 % €/000 % €/000 % Valore aggiunto globale netto 5.341 100 6.551 100 6.129 100 Personale dipendente (3.593) (67,3) (3.609) (55,1) (3.201) (52,2) Personale non dipendente (367) (6,9) (353) (5,4) (374) (6,1) Remunerazione del personale (3.960) (74,1) (3.962) (60,5) (3.575) (58,3) Contributi su progetti 279 5,2 132 2,0 117 1,9 Imposte correnti (290) (5,4) (488) (7,4) (454) (7,4) Remunerazione della Pubblica Amministrazione (11) (0,2) (355) (5,4) (337) (5,5) Oneri per capitali a lungo termine (61) (1,1) (43) (0,7) (81) (1,3) Oneri per capitali a breve termina (674) (12,6) (606) (9,3) (576) (9,4) Proventi finanziari 45 0,8 50 0,8 70 1,1 Remunerazione del capitale di credito (690) (12,9) (599) (9,1) (588) (9,6) Ristorno ai Soci (300) (5,6) (800) (12,2) (850) (13,9) Liberalità (54) (1,0) (10) (0,2) (46) (0,8) Remunerazione dell’azienda 326 6,1 825 12,6 734 12,0 Nell’esercizio al 30/06/2011 il valore aggiunto generato da Altromercato è così distribuito: - 74,2% ai lavoratori e collaboratori che garantiscono il raggiungimento dei risultati di Altromer- cato; - 12,9% ai finanziatori, rappresentati dai Soci che aderendo alla proposta di Finanza Solidale di Altromercato soddisfano il 97% del fabbisogno di risorse finanziarie di breve termine; - 5,6% ai Soci a titolo di ristorno, l’istituto giuridico attraverso il quale si realizza la mutualità, ov- vero il vantaggio economico commisurato al grado di partecipazione di questi alla vita e all’attività della cooperativa; - 6,1% ad Altromercato a titolo di utile mantenuto all’interno di Altromercato e destinato all’auto- finanziamento di attività correnti o ad incremento della capacità produttiva Nel corso dell’ultimo triennio si nota una diminuzione del Valore aggiunto in termini assoluti e un contestuale aumento della Remunerazione del personale. La Remunerazione della Pubblica Amministrazione nell’ultimo anno è stata fortemente ridimen- sionata grazie al combinato di riduzione imposte per effetto della minore base imponibile e della riduzione delle riprese fiscali connesse ad accantonamenti non deducibili effettuati negli esercizi precedenti, nonché dal livello dei contributi pubblici collegati alla partecipazione a progetti di svi- luppo, di formazione, sviluppo delle competenze ecc. derivanti da Unione Europea, Regione e Ministero della Gioventù che hanno compensato quanto versato all’erario o alla Pubblica Ammini- strazione in genere. Ristorno ai soci e Remunerazione dell’azienda si sono ridotti di quasi il 50%. 39
    • Cap. 3 Sostenibilità economica Graficamente la suddivisione in % del Valore Aggiunto globale netto Remunerazione del personale 74,2% Remunerazione della Pubblica Amministrazione 0,2% Liberalità 1,0% Remunerazione del capitale di credito 12,9% Remunerazione dell’Azienda 6,1% Ristorno ai Soci 5,6% mercoledì 26 ottobre 201140
    • Quando le 3.3 Quando le vicende del Globo passano per il tuo piatto Dopo l’annata che è appena trascorsa si dovrebbe poter vedere nei nostri piatti gli effetti di listini ballerini, tensioni finanziarie, gli immancabili guai climatici e lo zampino di decisioni governative più o meno opi- nabili nei paesi produttori, che sono calati sulla produzione di cibo come orme pesanti di un esercito distruttore. Eppure si consumano i pasti come se nulla fosse, e non pare che il pane abbia un altro sapore, il latte un altro colore o il caffè un differente profumo. Avventurarsi nel complesso panorama della finanziarizzazione dell’economia reale, che dopo lo scoppio della bolla del 2008 ha preso nuovi e imprevedibi- li risvolti, non è cosa facile. Ma se c’è una cosa che la Globalizzazione sta insegnando, a caro prezzo, è che non si può più prescinde- re dalla farfalla che sbatte le ali a Pechino, per comprendere il temporale di New York. Così, è stato chiaro già dai primi giorni di Gennaio che un altro anno terribilis si annunciava. Dallo scoppio della bolla del 2008, infatti, i listini di Borsa delle Materie Prime Alimentari (Cd soft commodities) non hanno pace: oscillano di molti, troppi punti, per motivi non sempre chiari e soprattutto imprevedibili. Secondo alcuni accreditati studio- si, la ragione risiede nel progressivo e massiccio spostamento di molti attori del sistema finanziario dai listini azionari, carta straccia dopo la crisi del 2008, ai listini alimentari. Con l’entrata di questi soggetti, non interessati all’approvvigionamento sul mercato di materie prime disponibili, le logi- che di spostamento dei prezzi hanno smesso di dipendere esclusivamente da previsioni di raccolti o crisi politiche locali, e hanno preso a dipendere da movimenti di pressione sul listino al rialzo o al ribasso, con manovre mirate esclusivamente alla raccolta di profitti finanziari (comunemente conosciute come speculazioni) . Il caos creato da questo cambiamento ha portato molte aziende che producevano generi alimentari a diverso titolo sull’orlo del fallimento, e i nostri partner produt- tori non hanno fatto eccezione. Si immagini cosa può voler dire per una cooperativa di produttori andare a stipulare degli accordi con i propri soci per la produzione di una certa quantità di materia prima, versare un prefinanziamento, e ritrovarsi dopo qualche mese, al momento della raccolta, a dover versare per forza il 30 - 40 - 50 o 100% in più del previsto per poter avere il prodotto stesso, atteso dai compratori dall’altro lato dell’Oceano. Dove reperire i fondi? Come spiegare ai compra- tori che il prodotto non costerà più il prezzo immaginato mesi prima, ma più del doppio? La scelta è tra la perdita finanziaria secca, per soddisfare produttori e clienti, o l’inadempienza contrattuale e le penali conseguenti. In entrambi i casi, il mercato penalizza le organizzazioni che si trovano in balia di queste forze, o in termini di sostenibilità, o di difficoltà finanziaria. Se poi questa situazio- ne si ripete per 3 o 4 anni di seguito, le prospettive di stare a galla si riducono al lumicino. Molti prodotti per la colazione Altromercato. Foto Luca Morandini piccoli torrefattori, cioccolatieri, produttori europei e statunitensi si sono trovati quindi a chiudere, o quasi, e così molte associazioni di produttori dei paesi emergenti o dei paesi più marginalizzati. E Altromercato? Altromercato si è trovato nel bel mezzo della tempesta, primo importatore e produttore in Italia nel COMES e tra i più importanti a livello europeo, con quasi un centinaio di partner produttori di beni alimentari, ciascuno con le proprie esigenze e differenze di cui tenere conto. Tra la perdita secca dei nostri partner e le penali per inadempimento da caricare loro addosso si è scelta una terza via: si è deciso di condividere tutte le informazioni, e pagare il prezzo richiesto, anche se molto alto, incrementando anche la percentuale di prefinanziamento a tasso zero erogata su richiesta del 41
    • Cap. 3 Sostenibilità economica produttore alla firma dei contratti, per garantire entrate costanti e periodiche ai partner e dar loro il tempo di organizzarsi per far fronte a queste nuove sfide che il mercato impone. Si è trasferito sul consumatore solo una parte del maggior costo così pagato, cercando di mantenere sostenibile la catena del valore e i prodotti a dei prezzi accettabili, e la nostra natura di ente totalmente dedito al Commercio equo e solidale e alla Cooperazione con i partner produttori ci ha aiutato a poter prendere delle decisioni che per il mercato sarebbero quantomeno illogiche. Qualche numero può dare la cifra di quello che si è affrontato: il prezzo del caffè è cresciuto del 115% nei 6 mesi di maggiore attività, per poi decrescere del 26% nei 3 mesi successivi, il cacao ha visto una ripida crescita di prezzo del 41% in 6 mesi - ugualmente quelli più intensi per quanto riguarda le partenze - per poi ricadere ai livelli di partenza. Lo zucchero grezzo dal settembre del 2010 ha continuato incessantemente a crescere fino a raddoppiare il proprio valore. Queste ma- terie prime valgono da sole quasi il 50% degli acquisti alimentari COMES di Altromercato, dunque l’impatto è stato esteso e profondo, almeno quanto è stato sorprendente la capacità di risposta di Altromercato, che ha saputo rispettare i suoi impegni tanto con i partners produttori, quanto con i consumatori. Situazioni di simile complessità si sono verificate per materie prime come la quinoa, gli olii, e le materie prime non provenienti dal Commercio equo e solidale che utilizziamo per completare le nostre ricette laddove è necessario. L’impatto economico è stato magari meno evidente, ma sono stati seguiti con la stessa professionalità e attenzione per gli impegni presi, e l’approccio di condivisione delle informazioni e sovvertimento delle regole di mercato in favore di un progetto comune ha pagato. La conclusione dell’anno fiscale non ha portato maggiori sicurezze o prospettive di stabilità, ma ha indicato la via da seguire per cavalcare queste logiche indomabili senza essere disarcionati. E a chi legge, non rimane che fare attenzione a tutto quello che passa per il suo piatto, per non per- dersi nemmeno un’opportunità di decidere quale economia vuole raccogliere con il suo cucchiaio. Prezzi pagati a Sidama nel triennio considerato, per il suo caffè verde arabica Data Cons Mag Prezzo CTM per 100 libbre per 100 lbs$ (USD / 100 lb) 24/09/2009 235 150 09/04/2010 230 150 29/06/2010 230 150 11/08/2010 225 175 18/04/2011 310 300 01/07/2011 380 275 Fonte dei grafici: Altromercato e www.mfglobalfutures.com Ciliegie di caffè, Uciri, Messico. Foto di Elisa Damoli giovedì 27 ottobre 201142
    • Sostenibilit Cap. 4: Sostenibilità sociale 4.1 Focus lavoratori Questo focus sui lavoratori è finalizzato a presentare l’evoluzione nel tempo dei dati relativi il per- sonale di Altromercato. Negli ultimi tre anni il numero dei dipendenti non ha subito variazioni sostanziali, mantenen- do costante la prevalenza di lavoratrici donne, suddivisi nelle tre sedi di Bolzano (sede legale) Verona,(centrale operativa con il maggior numero di dipendenti) e Vallese di Oppeano (logistica/ magazzini). Totale dipendenti e divisione per sesso ANNO TOTALE UOMINI DONNE 2009 93 41 52 2010 92 41 51 2011 95 43 52 Divisione dipendenti per sede al 30 giugno 2011 BOLZANO VERONA VALLESE BOTTEGHE DIRETTE 7 68 15 5 Tra le tipologie contrattuali adottate da Altromercato, prevale nettamente con un 90% il contratto di lavoro a tempo indeterminato, mentre il restante 10% è suddiviso tra contratto a tempo deter- minato, adottato principalmente nei casi di sostituzione maternità, apprendistato e collaborazione a progetto, nei casi di richiesta di specifica competenza su progetti o ambiti ben definiti. Tipologia contrattuale % TEMPO DETERMINATO TEMPO INDETERMINATO 90% 4% TEMPO DETERMINATO 4% APPRENDISTA 2% COCOPRO CO.CO.PRO. 4% 4% Negli ultimi tre anni si registra una forte e costante APPRENDISTA 2% riduzione del turnover generale, che si attesta per il fiscale 2010/2011 al 7,6% totale, dove il 5,4% registra personale in ingresso (turnover positivo) e solo il 2,2% TEMPO INDETERMINATO di personale in uscita (turnover negativo). 90% Dimissioni/assunzioni per anno ANNO TERMINE DIMESSI ASSUNTI CONTRATTO 2008 2 9 7 2009 7 13 8 2010 1 2 5 giovedì 3 novembre 2011 43
    • Cap. 4 Sostenibilità sociale Evoluzione del personale nel tempo Totale dipendenti Full time equivalent 100 99 97 94 93 95 91 90 92 89 88 80 86 85 83 81 77 75 72 69 60 55 52 40 45 41 39 42 20 0 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Percentuale donne e part-time % donne sul totalemercoledì 26 ottobre 2011% part-time sul totale donne % part-time sul totale dipendenti 60% 56% 55% 55% 50% 51% 48% 40% 42% 30% 28% 26% 20% 24% 10% 0% 2009 2010 2011 2011: donne sul totale 52/95 - pt sul totale donne 25/52 - pt sul totale dipendenti 25/95 (maggioranza richieste pt da dipendenti) 2010: donne sul totale 51/92 - pt sul totale donne 26/51 - pt sul totale dipendenti 26/92 2009: donne sul totale 52/93 - pt sul totale donne 22/52 - pt sul totale dipendenti 22/93mercoledì 26 ottobre 2011 Nell’anno fiscale 2010/2011 l’incidenza dei lavoratori part-time è stata pari al 26% sul totale dipendenti, incidenza che si registra in crescita negli ultimi anni. Questo, incrociando i dati sulla composizione tra i sessi e sull’età delle lavoratrici e lavoratori, porta ad evidenziare la maggior richiesta e concessa nella totalità da lavoratrici donne, per esigenze di conciliazione tempo lavoro -famiglia e spesso seguite al rientro dalla maternità.44
    • Percentuale donne e part-time ANNO % DONNE SUL % PART-TIME SUL % PART-TIME SUL TOTALE DIPENDENTI TOTALE DONNE TOTALE DIPENDENTI 2009 56% 42% 24% 2010 55% 51% 28% 2011 55% 48% 26% Turnover percentuale ANNO TURNOVER TURNOVER TURNOVER GENERALE POSITIVO NEGATIVO 2008 22,5% 14,1% 8,1% 2009 16,8% 7,2% 9,3% 2010 7.5% 5,4% 2,2% Scolarità dei dipendenti al 30 giugno 2011 LAUREA 50% DIPLOMA 41% LICENZA MEDIA 9% Fascia età dipendenti Percentuale dipendenti Dai 21 ai 33 anni 21% Dai 34 ai 41 anni 51% Dai 42 ai 50 anni 20% Più di 50 anni 8% L’età media dei dipendenti Altromercato è di 40 anni, in graduale aumento negli ultimi 3 anni. Questo dato ben si correda a quello sull’anzianità media, diventata ora di 8 anni e al forte incre- mento di personale registrato nel periodo 2004 / 2006. La lettura del dato ci evidenzia una buona fidelizzazione dei dipendenti. Anzianità lavorativa dei dipendenti ANZIANITà LAVORATIVA Percentuale DIPENDENTI Minore di 2 anni 9%Produttrice di Infusi e Confetture, Meru Herbs, Kenya. Foto di Guido Marini Tra 3 e 5 anni 32% Tra 5 e 10 anni 42% Maggiore di 10 anni 17% L’anzianità di lavoro media è di 8 anni, in graduale aumento negli ultimi 3 anni. Permessi particolari Oltre ai normali ROL spettanti a ciascun lavoratore, vi è l’utilizzo di altre tipologie di permesso, previste dal CCNL del Commercio, quali permesso per carica pubblica e permesso L. 104. Inoltre nella maggioranza dei casi di rientro dalla maternità, i lavoratori, sia uomini che donne, fru- iscono del periodo di congedo parentale in maniera frazionata, in alcuni casi utilizzando anche un 45
    • Cap. 4 Sostenibilità sociale periodo di aspettativa seguita alla maternità, sempre in un’ottica di maggiore conciliazione tempo lavoro - tempo famiglia. Stage Altromercato continua ad avvalersi di una buona collaborazione con Università italiane e centri di formazione, attraverso l’attivazione di convenzioni finalizzate a favorire l’attivazione di stage aziendali, che attraverso lo studio di un chiaro progetto formativo, permettono allo stagista di acquisire competenze e ad Altromercato di sviluppare un progetto ad hoc. La durata media degli stage è di 4/6 mesi e mediamente Altromercato prevede l’attivazione mediamente di 6/8 stage all’anno e negli ultimi 4 anni diversi di questi sono stati trasformati in rapporto di lavoro proprio anche alla luce della serietà con cui questi percorsi vengono seguiti dal tirocinante e supportati da Altromercato. Altromercato oltre al contratto primario di riferimento, CCNL del Commercio per dipendenti da aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi, ha stipulato dal 01/01/2003 un Contratto Integrativo Aziendale, risultato di proficua contrattazione tra Direzione, Risorse Umane e Rappre- sentanza Sindacale Aziendale, con validità quadriennale. Il contratto agisce garantendo condizio- ne migliorative per i dipendenti di Consorzio sia in ambito di conoscenza dei produttori (affianca- mento ad un collega in missione presso i produttori per conoscerne da vicino la realtà) che per migliorie normative a favore della maternità/assistenza figli e per permessi studio/anticipo TFR. Viene garantita inoltre a tutti i lavoratori una copertura assicurativa sanitaria, attraverso la collabo- razione con Fondo Est, Hygeia ed Ente Bilaterale Veneto, che permette di fruire di servizi sanitari di prevenzione gratuiti e di ottenere il rimborso totale o parziale di spese mediche, oltre a partico- lari servizi di supporto alla vita famigliare. Il Consorzio ho inoltre attivato un pacchetto di convenzioni con negozi e associazioni del territorio che permettono a tutti i lavoratori di godere di sconti e agevolazioni per l’acquisto di prodotti di vario genere (abbigliamento, editoriali, alimentari…). 4.2 La rete dei Responsabili Educazione verso un processo di miglioramento La rete degli RE come previsto dal PES ha potuto contare sul supporto di un coordinatore in ogni area: - S ilvia Bergamo, per l’area Nord Ovest; - O mbretta Sparacino, per l’area Lombardia; - G iorgio Scandiuzzo, per l’area Nord Est; - G aga Pignatelli, per l’area Centro; - L aura Prinzi, per l’area Sud. I cinque coordinatori hanno avuto relazioni costanti con l’operativo di Altromercato anche attra- verso incontri mensili di coordinamento con la coordinatrice RE, Elisa Dolci, e momenti di confron- to continui sulle principali attività proposte. Il coordinamento si è occupato dell’ideazione delle iniziative di sensibilizzazione, in modo parti- colare di Equopertutti (ottobre 2010) e della Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale (maggio 2011). Inoltre ha rappresentato un supporto fondamentale nell’implementazione delle iniziative proposte, offrendo un prezioso servizio di sostegno ai soci di ciascuna area. In stretto coordinamento con l’Unità Cooperazione con i produttori ha elaborato e seguito i due tour di produttori proposti nel corso dell’anno. Inoltre, nel suo ruolo di supporto ai soci, ha progettato insieme a Giorgio Dal Fiume, responsabile 46
    • Educazion della formazione soci, i momenti di approfondimento principalmente pensati per le figure che all’interno delle cooperative e associazioni seguono le attività di comunicazione, sensibilizzazione ed educazione. L’argomento approfondito quest’anno è stato “Donne e Fair Trade: riflessioni ed esperienze delle donne nell’economia globale e nel Fair Trade”. L’occasione ha permesso anche di consolidare la relazione con Elena Sisti, la co-autrice del libro “Le donne reggono il mondo”, edito da Altrecono- mia, che si è resa disponibile per un intenso tour tra i soci per presentare e approfondire il tema da noi preposto in molte città italiane. Il tradizionale incontro primaverile, con l’intera rete, ha avuto luogo a Roma ed ha preso la forma di un momento di riflessione e confronto, con l’obiettivo di guardare al futuro pensando alle luci e alle ombre che caratterizzano il ruolo degli RE oggi alla luce del processo di cambiamento che questa figura ha vissuto negli ultimi anni. Giornata Mondiale del Commercio Equo dedicata alle donne Nel 2011, Altro- mercato ha de- dicato la giorna- ta Mondiale del commercio equo e solidale, che si è tenuta il 14 maggio, al mondo femminile. Con la scelta di questo tema, si sono volute ricor- dare tutte le pro- duttrici, le lavora- trici e le volontarie che, ogni giorno, giocano un ruolo fondamentale nell’economia globale sia al Sud che a Nord del mondo e come siano la colonna portante del movimento del commercio equo e solidale. Altro- mercato con questa iniziativa ha voluto offrire un riconoscimento all’universo femminile, motore pulsante nello sviluppo del commercio equo e solidale, in cui le donne rappresentano il 70% dei produttori. Per un’intera settimana, dal 7 al 15 maggio, le nostre Botteghe hanno animato centina- ia di piazze d’Italia con cene, aperitivi, concerti e incontri di approfondimento. Tra le proposte più significative, alcuni soci Altromercato hanno avuto la possibilità di organizzare eventi pubblici con la presenza di due rappresentanti di organizzazioni di commercio equo e solidale nostre partner: Mala Shina di Bodhi e Sister Silvia di St. Mary’s Mahila, entrambe dall’India. Attraverso la loro voce centinaia di persone hanno avuto la possibilità di ascoltare da chi lo sperimenta ogni giorno sulla propria pelle, il significato che il commercio equo e solidale ha per molte donne, come strumento di riscatto, emancipazione ed empowerment. Per trasmettere questa forza dirompente a favore di molte donne, Altromercato ha scelto la frase pronunciata da Maria Del Carmen De La Fuente, una produttrice di Allpa, Perù, in occasione di una sua visita presso la nostra sede di Verona. Maria Del Carmen ci ha detto: “Grazie al commercio equo e solidale, ora il nostro unico limite è il cielo”. L’impegno a favore dell’acqua pubblica In occasione dello storico referendum del 12 e 13 aprile 2011, in cui il paese è stato chiamato ad esprimesi tra le altre cose sulle modalità di gestione di una risorsa preziosa come l’acqua, Altro- 47
    • Cap. 4 Sostenibilità sociale mercato ha deciso di sostenere la Campagna Referendaria “L’Acqua non si vende”. Tra le varie attività a sostegno della campagna, il Consorzio ha organizzato un momento di ap- profondimento e confronto a sostegno del referendum contro la privatizzazione dell’acqua e per discutere di un uso equo e solidale delle risorse idriche che si è svolto il 28 maggio 2011 a Milano. Questo seminario, aperto a tutti i cittadini, ha visto la partecipazione di esperti ed esponenti della società civile, come Ugo Mattei dell’Università di Torino, Paola Brambilla, Presidente WWF Lom- bardia e Roberto Fumagalli del Comitato Promotore Referendum Acqua Pubblica. Altre attività di comunicazione, informazione e sensibilizzazione Fiera Quattro Passi, svoltasi il 25 e 26 settembre 2010 presso la sede della Provincia di Treviso. La cooperativa Pace e Sviluppo, promotrice dei questa manifestazioni di grande successo, ha scelto come titolo della sesta edizione “Reti Liberatutti, scopriamo l’economia delle relazioni”, con l’obiettivo di mettere in rete i soggetti economici, i produttori e i consumatori per condividere le buone pratiche dell’economia sostenibile. Tutti nelle stesso piatto tenutasi a Trento dal 10 novembre al 10 dicembre grazie all’attività del socio Mandacarù. Oltre ai cortometraggi e lungometraggi, si è parlato della “Finanza che Affama il mondo” grazie alla partecipazione di Francesco Terreri, giornalista economico dell’Adige e (da Londra) Loretta Napoleoni, economista ed esperta di finanza internazionale. Il Premio speciale di Altreconomia viene assegnato a Fair Tales di Giovanni Pompili e Nicola Moruzzi, per aver saputo raccontare in un coinvolgente on the road le realtà del mondo arabo del commercio equo e solidale, in Nord’Africa e in Medio Oriente, attraverso la melodia di uno sguardo femminile. XXX Festival del Cinema Africano, Verona. Il festival, uno storico appuntamento che anima con il calore del continente le fredde giornate d’autunno, quest’anno si intitolava “Generations. Ieri, oggi e domani del sogno indipendente africano”. Altromercato ha partecipato e vinto alla categoria con il documentario “Fair Tales”, realizzato da Giovanni Pompili e Nicola Moruzzi nel quadro del progetto FRAME. Fà la Cosa Giusta, Milano, a marzo. in cui Altromercato ha partecipato con due stand istitu- zionali, uno volto a valorizzare la nuova linea tessile proveniente dalla filiera india, e uno dedicato al progetto a sostegno del nostro storico partner di caffè, la cooperativa UCIRI del Messico, e la nuova linea di prodotti “Solidale Italiano”. Inoltre sono state molte le iniziative promosse dal Con- sorzio per animare le fiera. Fiera del Distretto di Economia Solidale di Varese, a Saronno, dal 4 all’8 maggio 2011. Gra- zie al socio locale, il Sandalo di Saronno, in quel contesto è stata allestita la mostra fotografica Fair Lands. Inoltre Altromercato ha attivamente partecipato alla tavola rotonda “Verso un’economia solidale: testimonianze e fatti concreti”, portando l’esperienza del commercio equo come elemen- to di sviluppo sociale ed economico. Coffee Ladies on tour. Alla luce delle numerose richieste pervenute dai soci, Altromercato ha dato vita ad un piccolo tour dedicato al caffè, per approfondire l’immenso e complicato mondo di questa materia prima così importante per il commercio equo. Questa bella iniziativa organizzata con l’obiettivo principale di raccontare ai volontari, ai lavoratori e ai consumatori delle Botteghe Altromercato l’affascinante viaggio del caffè, ha coinvolto le colleghe dell’operativo Maria Moretti, Elisa Damoli e Valentina, esperte di caffè Altromercato a 360°. Le tappe del tour 2010-2011 si sono svolte a Genova e Roma.48
    • 4.3 Attività di assistenza verso i soci Dallo scorso giugno 2010 Altromercato ha intrapreso un percorso di ascolto verso il socio con la volontà di approfondire la conoscenza e le esigenze delle singole realtà. Un’organizzazione in ascolto riconosce il valore della comunicazione e dell’ascolto vero e parte- cipato tra le persone. La comunicazione è uno degli ambiti in cui la Centrale e i soci intendono dare una rilevanza maggiore e su cui si sta lavorando per rendere disponibili sempre più maggiori informazioni sui produttori, i prodotti, gli eventi e tanto altro ancora. Comunicazione è organizzazione, coordinamento, complementarietà dei ruoli e riguarda tutti, non solo le funzioni dedicate o i coordinatori, Responsabili educazione o i Coordinatori sviluppo rete. L’obiettivo che si pone ora Altromercato è di rivedere i processi comunicativi, individuarne le cri- ticità e apportare delle innovazioni che rendano ancor più efficace il canale di comunicazione / ascolto, per poter rispondere al meglio alle esigenze dei soci. Sulla base di questa premessa, l’Area assistenza soci e clienti si è impegnata per riuscire a ga- rantire e soprattutto migliorare il livello del servizio di assistenza tenendo conto delle diversità dei soci, nel rispetto comunque delle procedure operative essenziali per una buona organizzazione e ottimizzazione dei costi. Un primo strumento utile realizzato per dare un supporto informativo in bottega è stato la “Guida operativa per le Botteghe” inviata lo scorso settembre 2010 , e contenente tutte le informazioni utili riguardanti l’invio degli ordini, la ricezione, i reclami e tante altri approfondimenti di carattere pratico. Nel mese di gennaio 2011 è stato inviato un primo Questionario sul livello di soddisfazione del socio relativamente al servizio di assistenza clienti e a seguire lo stesso questionario è stato ripro- posto nel mese di luglio 2011 per verificare se ci sono state delle variazioni sul livello dei servizi (per approfondimento vedere Coinvolgimento degli stakeholder e questionari).Rocchetti di lana, Nepal. Foto di Liliana Sartori. Un altro passo importante per migliorare il servizio verso il socio, rendendo più facile e immediato il contatto con la sede operativa è rappresentato dalla riorganizzazione dell’area assistenza clienti. Dal mese di settembre 2011 l’area è stata riorganizzata in modo da prevedere un’assistenza alle botteghe del mondo e ai responsabili promozione suddivisa per area geografica. Ogni socio quin- di avrà un solo referente a cui rivolgersi per tutti gli aspetti di carattere operativo. Il progetto naturalmente è in continua evoluzione anche grazie al continuo scambio di opinioni/ informazioni tra operativo e i soci. 49
    • Cap. 4 Sostenibilità sociale 4.4 Il rapporto con i Produttori: assistenza, acquisti, prefinanziamenti Comunità andine e nepalesi, donne artigiane palestinesi e mesoamericane: l’attività di coopera- zione tecnica con i partner produttori è stata sviluppata anche nell’anno 2010-11 fino a raggiun- gere la cifra di 414.314 Euro di contributi a fondo perduto. In cosa si è tradotto l’impegno di fornire assistenza tecnica ai nostri partner del Sud del mondo? Due esempi per tutti. Alcune organizzazioni da cui compriamo materie prime della linea Natyr sono storicamente state caratterizzate da acquisti di importo limitato, a causa della cattiva qua- lità del prodotto. Un progetto di assistenza tecnica è stato preparato dalla Coop Ponte Solidale di Perugia e, grazie al contributo della Tavola Valdese, ha permesso di migliorare la qualità del sapone grazie ad un tecnico che ha lavorato insieme alle donne di AOWA in Palestina: il risultato finale è che è stato quadruplicato il valore medio degli acquisti precedenti e nel prossimo fiscale verrà quintuplicato Questo progetto, contabilizzato nell’anno precedente, ha dato i suoi frutti nell’anno in corso ed è un esempio di come risorse numericamente modeste sono moltiplicate dall’entusiasmo dei volontari che lo hanno portato a termine. Al lato opposto in termini di risorse impiegate c’è il progetto triennale che la ONG IPSIA ha da poco concluso, a favore di Coopsol in Argentina. Il finanziamento del governo italiano ha permes- so la costruzione di un impianto per la lavorazione del miele che viene già utilizzato da Coopsol; le temperature elevate (superiori ai 40 gradi) che si raggiungono nella zona adesso non saranno più un problema per la qualità del miele, e inoltre il progetto ha permesso di consorziare molti più produttori e di offrire loro servizi di qualità. Un discorso a parte merita il partenariato con la coop Manduvira in Paraguay. L’impressionante impatto che la “rivoluzione calma” di questa cooperativa di produttori di canna da zucchero sta avendo in Paraguay ha da tempo convinto il Consorzio a dare loro tutto l’appoggio possibile, e i risultati formali sono adesso evidenti nell’accettazione di Manduvira come socio di Altromercato e nella prossima associazione di Altromercato come socio di Manduvira. In Paraguay l’affranca- mento dagli storici “padroni latifondisti” che Manduvira ha osato fare per la prima volta sta già facendo scuola ed è probabile che in futuro non lontano vedremo cooperative di produttori sedute nei CdA degli zuccherifici paraguagi, se non addirittura alla guida di propri zuccherifici come sta per fare Manduvira.50
    • Tabella di sintesi del Progetti di Cooperazione attivi nel fiscale Obiettivo e titolo del Progetto Beneficiario Ampliamento e miglioramento della produzione agricola delle comunità Camari, Ecuador andine supportate da Camari, Ecuador Trasferimento di valore aggiunto nella produzione di noci amazzoniche Candela, Peru all’organizzazione Candela, Peru Riabilitazione delle coltivazioni di canna da zucchero dei soci Coopeagri, Costa Rica Campagna “Nuove radici per Uciri” Uciri, Messico Miglioramento oli essenziali Salinas, Ecuador Salinas, Ecuador Comarte Aj Quen, Guatemala Trabajamos juntas Pacha Mama, Qantati, Asarbolsem - Bolivia Miele per lo sviluppo - Inserimento sociale e lavorativo attraverso lo Coopsol, Argentina sviluppo dell’apicoltura stanziale. Anno 3 di 3. Sostegno alle organizzazioni di commercio equo e solidale impegnate PARC nello sviluppo economico delle aree rurali in Cisgiordania, Palestina Ampliamento strutture e infrastrutture Meru Herbs, Kenya Meru Herbs Supporto al mantenimento delle tradizioni, al benessere economico ed Craft Link, Vietnam alla partecipazione politica delle minoranze indigene nella provincia di Lao Cai - Supporto allo sviluppo della filiera della canapa Anno 1 di 2 Sviluppo della filiera tessile cotoniera equa e solidale in India and Nepal Il Fair Trade Forum India, Anno 1 di 3 Fair Trade Group Nepal, organizzazioni contadine del Maharshtra e imprese di Tirupur - Tamil NaduProduttrici di BaSE, Bangladesh. Foto di Elisa Zanini 51
    • Cap. 4 Sostenibilità sociale Nelle tabelle seguenti sono riportati i dettagli dei progetti di cooperazione, suddivisi per paese e per beneficiario: la maggior parte dei progetti di cooperazione si è svolta in America Latina, impegnan- do ca 300.000 Euro, in Asia per 80.000 Euro e in Africa/Medio Oriente per i rimanenti 35.000 Euro Area N. progetti N. Paesi Organizzazioni beneficiarie America 8 7 Camari, Ecuador Latina Candela, Peru Coopeagri, Costa Rica Uciri, Messico Salinas, Ecuador Aj Quen, Guatemala Pacha Mama, Qantati, Asarbolsem - Bolivia Coopsol, Argentina Africa e 2 2 Parc, Palestina Medio Meru Herbs, Kenya Oriente Asia 2 3 Craft Link, Vietnam Il Fair Trade Forum India, Fair Trade Group Nepal, organizzazioni contadine del Maharshtra e imprese di Tirupur - Tamil Nadu TOTALE 12 12 16 La totalità dei contributi è stata ottenuta presentando agli Enti Pubblici i progetti di cooperazione, che sono stati esaminati e valutati positivamente anche grazie alla diretta conoscenza che Altro- mercato ha dei propri partner e alla relazione commerciale esistente, che di fatto costituisce un elemento a favore della sostenibilità dell’intervento. Il dettaglio dei contributi per donatore è riportato nella tabella seguente; tra tutti si evidenzia la continuità della collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano e con la Regione Trentino Alto Adige, ai cui bandi Altromercato può accedere direttamente per avere la propria sede a Bol- zano. In tutti gli altri casi, i contributi sono stati richiesti dai soci presso i rispettivi Enti Locali, o in network con ONG, come nel caso della Commissione Europea e del Ministero Affari Esteri. Tra le collaborazioni che si rinnovano o nuove, vanno segnalate quelle con la Regione Liguria e con i Comuni di Pescare e di Nembro (BG), al cui bando per la cooperazione internazionale è stato possibile accedere grazie rispettivamente al socio Zucchero Amaro, alla coop. Il Mandorlo e all’Associazione Gherim, che fa parte della coop. Amandla di Bergamo. Inoltre si segnala l’attività intrapresa assieme al socio Mandacarù per due progetti già attivi nel fiscale: “Cesa- Cooperazione Equosolidale in Africa”, per riprendere il lavoro con i partner in East Africa e “Promozione della micro impresa femminile nell’ambito del commercio equo solidale nel dipartimento di Sololà, Gua- temala”. La solidarietà dell’intero network di botteghe ha raggiunto ottimi livelli con la Campagna “Nuove radici per Uciri”, che attraverso l’attenta informazione sul progetto ha permesso di inviare ai produttori messicani oltre 26.000 Euro, dando un forte contributo concreto per il rinnovo delle coltivazioni oltre che dimostrando nei fatti il significato Tabella di contributi e fondi ricevuti nel corso dell’anno Donor Importo (Euro) Provincia autonoma di Bolzano 60.935,00 Provincia autonoma di Trento 14.000,00 Commissione dell’Unione Europea 76.592,20 Ministero Affari Esteri 184.592,00 Regioni 46.000,00 Comuni 5.300,00 Botteghe 26.895,00 Totale 414.314,20 52
    • La conoscenza diretta dei produttori e la frequente necessità di risolvere problemi di ogni tipo sono tra gli obiettivi che rendono indispensabili le visite presso i produttori. Nel corso dell’anno appena chiuso il personale dell’Unità Cooperazione Produttori ha svolto circa 35 missioni presso i produttori per avviare nuovi progetti o per seguirne altri già aperti. Il valore degli acquisti cresce quest’anno in modo consistente e si concentra in primis sui pro- duttori e poi sulle Cooperative Sociali italiane, confermando l’impegno di Altromercato a fornire uno sbocco commerciale ai propri partner privilegiati. Come evidenziato dal grafico sottostante la voce “produttori Commercio equo” vede un incremento del 40% rispetto allo scorso fiscale. Tipologia 2009-2010 2010-2011 Delta % Produttori Commercio Equo 9.208.748 12.913.548 40% Centrali importazione europee commercio equo 2.789.704 2.790.660 0% Cooperative Sociali 412.736 887.194 115% Produttori Commercio Equo Totale Centrali importazione europee commercio equo 12.411.188 16.591.402 34% Cooperative Sociali 15.000.000 12.500.000 12.913.548 10.000.000 Produttori Commercio Equo Centrali importazione europee commercio equo 7.500.000 Cooperative Sociali 5.000.000 9.208.748 2.500.000 15.000.000 887.194 0 2.790.660 12.500.000 2.789.704 412.736 2010/2011 12.913.548 10.000.000 2009/2010 7.500.000 5.000.000 9.208.748 La tabella seguente invece mette in luce gli acquisti presso i soli produttori suddividendoli per 2.500.000 area geografica: l’aumento del valore degli acquisti è avvenuto in tutte le aree dove Altromercato 0 887.194 2.790.660 sviluppa la sua partnership. mercoledì 2 novembre 2011 2.789.704 412.736 2010/2011 2009/2010 Tipologia 2009-2010 2010-2011 Delta % Africa 742.882 772.974 4% America del Sud e Centro America mercoledì 2 novembre 2011 4.068.308 6.642.656 63% Asia 4.389.494 5.488.702 25% Est Europa Africa America del Sud e Centro America 8.064 9.216 14% Asia Est Europa Totale 9.208.748 12.913.548 40% 7.000.000 6.000.000 Africa America del Sud e Centro America 5.488.702 5.000.000 Asia Est Europa 4.389.494 4.000.000 3.000.000 6.642.656 4.068.308 2.000.000 7.000.000 1.000.000 742.882 6.000.000 0 8064 772.974 2009/2010 5.488.702 5.000.000 9216 4.389.494 2010/2011 4.000.000 3.000.000 53 6.642.656 4.068.308 2.000.000 1.000.000 742.882
    • Cap. 4 Sostenibilità sociale Il grafico successivo scorpora la voce acquisti suddividendola nelle diverse categorie merceologi- che. Le materie prime alimentari crescono oltre il 100% in valore, a fronte di un “minore” 49% in quantità, a conferma dell’effetto aumento prezzi delle commodities alimentari. Merceologia Valore acquisti 2009-2010 2010-2011 delta% alimentari prodotti finiti 2.757.189 2.878.098 4% artigianato 3.093.440 3.250.666 5% materie prime alimentari 3.317.762 6.725.588 103% cura casa - cura persona 40.357 59.195 ALIMENTARI PRODOTTI FINITI 47% ARTIGIANATO Totale 9.208.748 12.913.548 MATERIE PRIME ALIMENTARI 40% CURA CASA - CURA PERSONA 6.725.588 ALIMENTARI PRODOTTI FINITI ARTIGIANATO MATERIE PRIME ALIMENTARI CURA CASA - CURA PERSONA 3.317.762 2.757.189 2.878.098 6.725.588 3.093.440 3.250.666 40.357 59.195 Il grafico seguente sottolinea la crescita di valore degli acquisti confermata anche in riferimento alle 3.317.762 quantità, con la sola eccezione dell’artigianato. 2.757.189 2.878.098 mercoledì 2 novembre 2011 3.093.440 3.250.666 Merceologia Quantità acquisti 2009-2010 2010-2011 delta% 40.357 59.195 alimentari prodotti finiti 3.146.713 3.592.301 14% artigianato 3.412.947 3.203.035 -6%mercoledì 2 novembre 2011 materie prime alimentari 2.865.499 4.280.825 49% cura casa - cura persona 4.387 18.063 312% Totale 9.429.546 2009/2010 11.094.223 2010/2011 18% 4.500.000,00 4.000.000,00 3.500.000,00 3.000.000,00 2.500.000,00 2009/2010 2010/2011 4.280.825 2.000.000,00 3.592.301 3.203.035 1.500.000,00 4.500.000,00 1.000.000,00 4.000.000,00 500.000,00 3.500.000,00 18.063 3.146.713 3.412.947 2.865.499 4.387 0 3.000.000,00 54 2.500.000,00 mercoledì 2 novembre 2011 4.280.825 2.000.000,00 3.592.301 3.203.035 1.500.000,00
    • I prefinanziamenti crescono coerentemente con il volume degli acquisti e rappresentano oltre il 50% del valore degli acquisti stessi, confermando l’impegno e la consapevolezza di Altromercato dell’importanza di questa fonte finanziaria per i produttori. Nessun tasso di interesse viene richiesto da Altromercato per questo anticipo di risorse economiche. Prefinanziamenti produttori 2009-2010 2010-2011 delta% Importo 4.987.000 7.078.801 42% Numero 417 486 17% Incidenza su acquisti 54% 55%  Produttori oli essenziali, Himalayan bio trade, Nepal. Foto di Rudi Dalvai 8.000.000 6.000.000 4.000.000 7.078.801 4.987.000 2.000.000 0 2009/2010 2010/2011 mercoledì 2 novembre 2011 55
    • Cap. 4 Sostenibilità sociale56
    • 4.5 Attività Area Ricerca Sviluppo e Assicurazione Qualità Nel 1998 Altromercato ha assunto il primo Responsabile Qualità che riceveva dai consumatori telefonate del tipo “sono felice di contribuire alla causa del commercio equo acquistando i vostri prodotti, ma in tutta sincerità mi dica: sono prodotti sicuri?” Da allora è stata fatta un po’ di strada ed oggi si può contare su una struttura di quattro figure professionali specializzate che si occupano di assicurare la qualità dei prodotti alimentari dal mo- mento in cui vengono formulati, durante la fase di Ricerca e Sviluppo dei nuovi prodotti, sino alla loro produzione, stoccaggio e commercializzazione. Il costante contatto con i gruppi di produttori permette di sviluppare prodotti che rispettino le re- strittive norme alimentari europee. Nel corso del fiscale 10/11 è stato avviato il progetto “HACCP Produttori” che si prefigge di sviluppare un programma di analisi dei pericoli e controllo dei punti critici condiviso e specifico per le realtà considerate. Per tutti i prodotti alimentari viene adottato il protocollo di Qualità concordato con produttori e trasformatori. Al ricevimento dei materiali si esegue il controllo e l’analisi su parametri di riferimento che riguar- dano sia il prodotto alimentare che l’imballaggio primario, a diretto contatto con l’alimento. Tali controlli avvengono sia presso il laboratorio interno di Altromercato che presso Laboratori esterni selezionati tra quelli proposti dal Ministero della Sanità. Molti dei nostri produttori aderiscono ai principi dell’Agricoltura biologica. In questo caso veri- fichiamo che la normativa volontaria venga rispettata attraverso la raccolta di documentazione che attesti l’assoggettamento al controllo biologico. Inoltre ai prodotti viene applicato un rigido protocollo di controllo prevedendo anche analisi chimiche che attestino l’assenza di residui di fitofarmaci. Lo sviluppo dei nuovi prodotti avviene seguendo una sequenza fatta di procedure formali e modi di operare consolidati nel tempo. Il punto di inizio è la stesura del piano sviluppo nuovi prodotti che avviene incrociando le esigenze di Marketing con le proposte che raccogliamo dai produttori e input da fiere, terzisti e mercato in generale. Il piano sviluppo annuale, discusso con il Commerciale ed approvato dalla Direzione, diventa un piano operativo definito con tempistiche di realizzo per ciascun progetto. Una volta completato lo sviluppo del prodotto e fatta la prima produzione, la referenza diventa standard ed affidata alla Qualità nel suo monitoraggio. Nel fiscale 2010/2011 sono stati inseriti 36 nuovi prodotti a marchio di cui 9 con il nuovo marchio Solidale Italiano. L’attività di Controllo Qualità mostra un incremento del numero dei controlli che passa dai 1077 CQ Ctm Terzista Reclami dell’anno precedente a 1250 con un incremento del 13%, dovuto all’aumento del numero di referenze commercializzate. Le non conformità sono state rilevate per la gran parte dal CQ Ctm CQ (55%) e dai terzisti (9%), questo ha permesso di iden- 55% Terzista tificare l’origine per arrivare ad una soluzione del problema 9% senza che questo arrivasse al consumatore. Le non con- formità rilevate dai clienti, 36% sono state trattate e risolte. Produttore del Nepal. Foto di Rudi Dalvai Reclami 36%27 ottobre 2011 57
    • Coop Soc Estero Interne Produttori Terzisti Cap. 4 Sostenibilità sociale L’analisi delle non conformità per origine mostra che la parte maggiore spetta ai terzisti che trasformano Terzisti i nostri ingredienti per farne semilavorati e prodotti 47% finiti, il dato è in linea con quello degli anni scorsi. Produttori Gli altri valori sono in linea con le aspettative (este- 37% ro significa acquisto da altre ATO’s). Le NC da co- operative sociali comprendono i produttori Solidale Italiano, ci aspettiamo questo dato in crescita data Interne 4% Coop Soc la particolarità delle realtà produttive e la numerosità delle referenze. Estero 4% 7% giovedì 27 ottobre 2011 Analizzando infine le non conformità per tipologia di prodotto, come lo scorso anno la famiglia che ha presentato maggiori problemi è stata quella delle Materie Prime con 53 segnalazioni dovute principalmente alla presenza di corpi estranei. Interessante vedere come la famiglia cioccolato, che è molto importante per numero di referenze e quantità e fatturato, resta una famiglia che crea pochissimi problemi. Nel grafico seguente si illustra l’incidenza delle tipologie di non conformità sul totale dei casi rilevati snack salati e frutta secca 2% cacao e budini 2% cioccolato 3%e frutta secca 2% snack salati 8% miele 3% budini 2% cacao e 7% 6% biscotti e cereali 3% cioccolato 3% 6% 10% prodotti3% ricorrenza 3% miele da 7% 8% sostituti delcereali3% 4% 6% biscotti e pane 3% 6% 10% infusi 4% da ricorrenza 3% prodotti 4% cereali, legumi 4% 3% sostituti del pane 4% pasta 4% 4% 20% infusi 4% 4% alimentarilegumi 4% cereali, da coop sociali 4% 4% caffè tostato 4% pasta 4% 4% 20% 4% zucchero 4% coop sociali 4% alimentari da 4% confetture e creme spalmabili 6% caffè tostato 4% 4% 2% 2% tèzucchero 4% 6% 4% 3% 3% 3% 3% 3% snack dolci 7% confetture e creme spalmabili 6% 4% 2% 2% bevande analcoliche 8% tè 6% 3% 3% 3% 3% 3% varie 10% snack dolci 7% materie prime 20% 8% bevande analcoliche varie 10% materie prime 20% Sulla base delle indicazioni che emergono dall’analisi delle non conformità si elabora il piano Coltivatrice di riso, Navdanya. Foto di Beatrice de Blasi annuale di Qualità che comprende audit ai fornitori, proposte di sostituzione e piani di migliora- mento. giovedì 3 novembre 2011 Il piano delle attività del prossimo anno tiene anche conto di importanti cambiamenti a livello nor- giovedì 3 novembre 2011 mativo che interverranno rispetto all’etichettatura dei prodotti alimentari. Particolare attenzione alla leggibilità delle etichette, con adeguata altezza dei caratteri e introduzione dell’etichettatura nutrizionale estesa, che tiene anche conto delle linee guida sull’assunzione giornaliera dei princi- pali nutrienti. 58
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    • Ambientale Cap. 5: Sostenibilità ambientale 5.1 Alcuni esempi di innovazione prodotto 5.1.1 Il packaging del caffè e il Café del Sur Nella ricerca di prodotto si è data molta importanza alla tutela dell’ambiente sia nello sviluppo di nuovi packa- ging a “basso impatto ambientale”, sia nell’impiego di materie prime biologiche, sia nell’utilizzo di ingredienti e materiali poco conosciuti, ma di elevate proprietà, che concorrono alla salvaguardia della biodiversità. Così per le proposte dedicate all’abbigliamento e acces- sori, alla casa e ai decorativi, la direzione è stata quella di valorizzare come sempre l’artigianalità tradizionale e la naturalità delle materie prime locali, garantendo comun- que un’alta qualità del prodotto finito e un continuo sup- porto al produttore. Gli esempi da poter citare sarebbero molti, ma mentre per la categoria dell’abbigliamento si dedica un paragrafo di ap- profondimento alla filiera tessile, per la categoria food si è ritenuto di citare il caffè come prodotto simbolico della so- stenibilità ambientale. Infatti, oltre ad essere uno dei primi prodotti importati da Altromercato, era il 1989, rappresenta il 10% del fatturato del Consorzio e occupa ad oggi in Italia una quota notevole di mercato, soprattutto se si considera il segmento del biologico. Altromercato è stato il primo in Italia a proporre un pack eco- logico e innovativo “Solidale con l’ambiente”, in materiale pla- stico senza alluminio e compatibile con la raccolta differenziata della plastica. Infatti, il nuovo pacchetto protegge in maniera efficace la qualità del caffè e garanti- sce un “sottovuoto” assolutamente paragonabile a quello degli imballi tradizionali ma, a differenza di questi ultimi impossibili da riciclare, a fine vita può essere destinato al circuito del riciclo delle plastiche miste. Questo progetto, che riguarda già tutti i pacchetti di caffè macinato e ora coinvolge anche cialde e grani, permette di ridurre del 16% il peso della confezione e consente un risparmio di oltre 4.400 kg di alluminio l’anno. Altromercato dialoga direttamente con il produttore e adotta filiere corte che, oltre ad eliminare inutili intermediazioni, garantiscono trasparenza e tracciabilità del prodotto, dalla prima fase di produzione sino all’arrivo in bottega. A questo proposito, a fine giugno è stato proposto alle Bot- teghe Altromercato il Café del Sur, un caffè monorigine 100% arabica, che ha la caratteristica di essere raccolto, torrefatto, macinato e confezionato interamente nel Paese di origine. Lo sposta- mento dell’intera filiera al Sud del mondo, nella Repubblica Dominicana, garantisce un maggior valore aggiunto al produttore, che in tal modo può beneficiare non solo del valore del caffè ver- de, ma anche dell’utile che risulta dai processi di lavorazione e confezionamento. Coopracasine (Cooperativa de Productores de Café de Calidad de la Sierra de Neyba), è l’organizzazione che garantisce accesso diretto al mercato a circa 500 piccoli produttori dominicani di caffè, tutelan-Foto di Marco Ceschi doli dalle speculazioni degli intermediari. Il progetto di Café del Sur è stato realizzato grazie alla collaborazione con Oxfam Italia. 61
    • Cap.5 Sostenibilità ambientale 5.1.2 Natyr. Il benessere sempre più sostenibile Nell’evoluzione della gamma Natyr, l’anno è stato decisamente rivolto a rendere massimo l’impe- gno e l’investimento nella sostenibilità su più fronti. Tutti i nuovi sviluppi si sono svolti nel comparto dei cosmetici biologici, che costituiscono oltre il 35% del fatturato rispetto alla categoria nel canale Botteghe. L’ampliamento della gamma bio verso segmenti non coperti, qualificanti ed efficaci, offre infatti una vera alternativa a chi sia esigente in termini di sostenibilità, in tutte le proprie scelte quotidiane, anche nella cosmesi. Tra le linee più interessanti quelle corpo, quelle home spa, quelle più specia- lizzate dedicate all’uomo, alla prima infanzia fino all’ anticellulite. Due passi principali hanno segnato il percorso, intrapreso per altro a fine 2008 , con i primi 7 pro- dotti certificati Bio Natyr giunti oggi ad essere quasi un terzo dell’intera gamma, con prospettive di crescita nei prossimi fiscali. La certificazione natrue per i prodotti Bio Natyr, standard europeo voluto dai grandi marchi della cosmesi naturale, tra i più restrittivi e seri nel garantire al consumatore attento e sensibile ciò che davvero si aspetta da una cosmetico naturale e bio. Più di una ventina di prodotti certificati Natrue sono stati protagonisti della Fiera Biofach a Norimberga in anteprima come prima linea di prodotti bio, fair trade e certificati natrue, made in Italy. La ricerca di sempre maggiore ecologia anche negli imballaggi: se il 100% degli imballi è riciclabi- le, ormai oltre il 30% degli imballi è anche riciclato; flaconi, tubi, scatole, sono in materiali riciclati o in PLA, bioplastica biodegradabile e compostabile industrialmente, o in materiali FSC misto. Natyr significa anche sostenibilità sociale, per le donne palestinesi di Aowa, ad esempio, che hanno fatto parte del progetto coordinato dalla Cooperativa equo solidale Ponte Solidale di Peru- gia, finanziato dalla Chiesa Valdese e sostenuto da Altromercato, che ha portato questo gruppo a essere in grado, nonostante le difficoltà legate alla particolare situazione di costrizione in quei territori, di elaborare saponi artigianali di ottima qualità, e di realizzarne interamente anche le confezioni nei loro laboratori di Jenin. Una conquista in termini economici (l’acquisto è stato di un importo significativamente più elevato rispetto alle piccole quantità che il Consorzio riusciva ad acquistare in passato, a causa della scarsissima qualità del sapone) e soprattutto una vittoria in termini di capacità e fiducia acquisita, nell’utilizzo di una materia prima come l’olio d’oliva altamen- te disponibile in Palestina, nella fierezza di appartenere a un circuito internazionale che le rispetta e le riconosce. 62
    • 5.2 Lo sviluppo dei nuovi format Botteghe AltromercatoL’idea di sviluppare un nuovo format di punto vendita Altromercato nasce con il Piano di Econo-mia Solidale 2007-2011. Si inizia a parlare di Altromercato Store già 2007. A differenza dello store iniziale identificato nel PES (Piano per l’Economia Solidale), con le varie analisi si ipotizza un’offerta di prodotti Altromercato che risponda a tre tipologie di bisogni delle persone potenzialmente coinvolte, a cui rispondere attraverso 3 formati di botteghe diversi: una “Bottega abbigliamento e accessori”, una “Bottega spesa quotidiana e alimentare” ed una “Bot-tega Regalistica casa e ricorrenze”. Nel 2009 si costituisce un gruppo di lavoro misto, formato da operativo e soci. Ad oggi si è arrivati all’apertura della prima Bottega specializzata: “Abbigliamento e accessori” a Trento il 7 maggio 2011. Con questo primo test si stanno sperimentando in un’ot-tica di miglioramento, l’immagine generale, la comunicazione, le strutture, l’offerta di prodotto e l’esposizione dello stesso. Il concept base che guida la progettazione delle varie soluzioni è quello del “viaggio del prodotto che parte dalle mani dei produttori e arriva nelle mani del nostro cliente”. La “nuova” promessa di questi negozi consiste nello spostare l’attenzione da una logica preva-lentemente centrata sulla produzione (quindi i produttori, logica che pure resta presente e fonte di autorevolezza, credibilità e distintività) ad una più centrata sul concetto di filiera, che mette in re-lazione chi consuma (con i suoi bisogni) e chi produce (con le sue capacità). Accanto al concetto generale gli altri concetti che sottendono al progetto sono:• Il viaggio, l’esperienza, dal brand stesso “Altromercato”, come scoperta di qualcosa di diver- so e di nuove realtà, alla molteplicità di popoli che producono i nostri prodotti;• La varietà e la scoperta : l’offerta articolata e variegata trova nello spazio e nelle attrezzature espositive la forma migliore per stimolare il senso della curiosità e della scoperta;• L’accessibilità: poter toccare, provare, assaporare con facilità;• L’originalità e l’unicità: percezione di trovarsi in un luogo diverso dall’ordinario e senza eguali;• La leggibilità: caratteristiche e valori sono tradotti in una lingua comprensibile a tutti, in un luogo dove è facile muoversi e capirne la natura;• L’informazione, la sensibilizzazione, l’educazione: un’attrezzatura/esposizione “parlante”; è la Bottega che spiega, con reparti attrezzati per dare messaggi, spiega le partnership con i produttori che riescono a garantire la filiera ed i suoi valori per tutta la sua offerta;• Un punto di incontro e/o ritrovo: invitante, accogliente e coinvolgente, dove poter pensare di organizzare eventi ed incontri;• La relazione personale: il personale della Bottega può e deve accompagnare, se richiesto, il cliente nel suo percorso di scoperta e di acquisto.Infine i concetti di naturalità, artigianalità, matericità completano il messaggio che il progetto vuole dare. Per comunicare questo si è utilizzato il legno come elemento di base. Si è cercato di prediligere legno di frassino o pioppo coltivato nella pianura padana, per cercare coerenza anche con i nostri valori, come filiere corte, uso di materie prime locali, certificazioni FSC (Forest Stewardship Council) dove possibile. Anche nella scelta del fornitore delle attrezzature la scelta è caduta su una piccola azienda locale a conduzione famigliare, nel rispetto del concetto di dare ai piccoli produttori un maggior accesso al mercato.Dove sarà possibile, alcuni elementi di comunicazione saranno realizzati direttamente dai produt-tori, come nel caso di scritte pensate per realizzare le vetrine fatte con lettere di feltro o canapa, o dove riusciremo nella presenza fisica di campioni di stoffe, di carte o materie prime (caffè, zucche-ro e altro) da poter toccare, vedere da vicino, odorare, assaggiare. La stimolazione dei sensi è un altro punto chiave che proponiamo all’interno di questi punti vendita con assaggi, sperimentazioni e, se possibile attività ludiche o di relax. Anche sul fronte del risparmio e del minor spreco si è cercato di porre attenzione all’uso di sistemi di illuminazione con queste caratteristiche o della progettazione di strutture espositive con determinate misure per ridurre gli scarti. 63
    • Cap.5 Sostenibilità ambientale 5.3 La nuova linea di detergenza per la casa: Safylla, in armonia con l’ambiente Safylla è il nome della nuova linea per la detergenza casa Altromercato. Il nome nasce dall’in- contro di “safi” che significa pulito in lingua swahili e “fylla” che significa riempire in alcune lingue nordiche: “Pulito per la casa, pulito socialmente, pulito per l’ambiente” Si tratta di uno sviluppo iniziale di tre prodotti: superfici, piatti e bucato, con la possibilità di rica- ricare e riutilizzare i flaconi presso le botteghe che hanno aderito al progetto “punti eco-ricarica Safylla”. Oltre a fornire un nuovo sbocco sul mercato per le materie prime dei produttori e quindi un sostanziale aumento dei prodotti importati, il progetto Safylla rappresenta la forte attenzione che Altromercato rivolge sempre di più alle tematiche ambientali. L’intero progetto ruota infatti intorno ad un obiettivo di sostenibilità ambientale a 360°: Safylla è prodotto con tensioattivi solo da materie prime equosolidali di origine vegetale altamente e facilmente biodegradabili, con coloranti naturali , con profumazioni da oli essenziali puri, senza conservanti aggressivi, testati dermatologicamente e certificati ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) e LAV (lega antivivisezione) I tensioattivi che lo compongono sono vegetali: olio di cocco (gruppo Spftc ,dalle filippine), Olio di sesamo bio (Coop del Campo dal Nicaragua,), il sapone di Ramallah in scaglie (AOWA dalla Pa- lestina). I coloranti sono la Spirulina, prodotto che porta con se una precisa scelta ecologica e la Curcuma prodotta da PODIE, in Sri Lanka. Le profumazioni derivano dagli Olii essenziali di menta e Lemongrass di Himalayan bio trade in Nepal, mentre l’Aloe Vera viene da Green Net, Thailandia. La vera innovazione dell’intero progetto è la progettazione e realizzazione di un esclusivo flacone in eco-design. Questo significa che la forma dei flaconi utilizzati per il progetto Safylla è stata progettata con l’obiettivo di risparmiale spazio nel trasporto. La facilità nell’impilabilità consente infatti di risparmiare circa il 35% dello spazio nel trasporto, questo significa che ogni tre pallet di un flacone tradizionale, grazie al flacone Safylla uno è risparmiato. O più precisamente invece che tre automezzi immessi su strada per un flacone tradizionale, per Safylla ne utilizziamo solamente due. La proprietà salva spazio può così ritornare utile anche nelle botteghe e nella gestione delle scorte. Inoltre il flacone e le etichette sono realizzati con materiale riciclato post consumo PE al 50%. Gli obiettivi per il futuro? Per verificare il reale risparmio di CO2 immesso nell’ambiente grazie al sistema Safylla e ai punti eco-ricarica stiamo conducendo alcuni studi sulla LCA (Life Cycle Assessment) con alcune realtà universitarie. L’obiettivo è quello di realizzare in ogni minimo dettaglio una filiera sostenibile rispet- tosa dell’uomo e della natura.64
    • il sistema d Cap. 6: Il sistema di controllo 6.1 Il Comitato Progetti Nell’arco dell’anno il Comitato Progetti, sulla base del Piano Viaggi 2009-10, ha svolto la propria attività di valutazione e monitoraggio. Nella tabella seguente l’elenco dei viaggi effettuati suddivisi per continente con i dettagli del nome del produttore, la data della visita, la data della valutazione del CP e le note. continente paese produttore visita valutazione note marocco taliouine mag-09 ott-10 positivo mauritius mss set-10 mar-11 positivo con note africa mauritius craft aid set-10 mar-11 positivo madagascar ravinala set-10 mag-11 positivo con note kenya mcu gen-11 mar-11 positivo burkina cds Claro* nov-11 positivo tot africa 6     mcch ecuador dic-10 mag-11 positivo camari ecuador dic-10 mag-11 positivo america latina mieles del sur messico gen-11 mar-11 positivo majomut messico gen-11 mar-11 positivo bajo el volcan messico gen-11 mar-11 positivo Popocatepetl messico gen-11 mar-11 positivo tot america latina 6      Ciliegie di caffè, produttore Sidama Union, Etiopia.Foto di Luca Palagi indonesia mitra bali giu-10 ott-10 positivo indonesia pekerti giu-10 feb-11 positivo con AC asia indonesia lombok giu-10 ott-10 positivo india st mary ago-10 nov-10 positivo con note india ema ago-10 nov-10 positivo con note india bodhi ago-10 nov-10 positivo con note tot asia 6     TOTALE 18 * verifica effettuata dalla centrale svizzera Claro i cui risultati sono recepiti e riconosciuta da Altro- mercato sulla base dei nuovi accordi di armonizzazione tra centrali europee in sede EFTA. 65
    • Cap.6 Il sistema di controllo In totale il gruppo del CP ha effettuato 18 visite ripartite equamente tra i tre continenti; il tempo medio intercorso tra visita e valutazione finale del CP è di circa 4,5 mesi compreso il tempo utilizzato dal produttore per proporre l’Azione Correttiva. A queste si devono sommare le visite effettuate ma il cui report non è ancora chiuso: tempo data continente Paese produttore stimato missione note Kenya undugu lug-11 gen-11   Kenya bega kwa bega lug-11 gen-11   africa Kenya ebuyangu lug-11 gen-11   Kenya machina pottery lug-11 gen-11   kenya meru herbs set-11 gen-11   etiopia sidama set-11 mag-11   tot 6         repubblica dominicana fedecares   feb-10   chiusa repubblica organizzazione /relazione america latina dominicana mons romero   feb-10 ctm bolivia anapqui   mag-11   bolivia naturaleza   mag-11   bolivia samampay   mag-11   bolivia tajzara   mag-11   tot 6         india potong lug-11 mag-11   india ambootia lug-11 mag-11   asia india rajalskjimi lug-11 mag-11   india crc sospesa ago-10   bangladesh aarong lug-11 mag-11   tot 4         TOTALE 16 In totale quindi il CP ha effettuato 34 missioni nell’arco dell’anno 2010-11. Da segnalare inoltre che: 1) nell’arco dell’anno è stata rivisitata e completamente riscritta la procedura di valutazione, 2) le griglie di valutazione sono state rivisitate e alcune voci meglio specificate, 3) è stata definita la procedura di gestione delle emergenze a fronte di una rottura di stock che prospetti una potenziale perdita di continuità di mercato con danno rilevante per il consorzio e/o per il partner produttore, 4) è stata sperimentata la griglia EFTA in ottica di armonizzazione europea dei sistemi e, tramite la coordinatrice, si è attivamente partecipato al Monitoring Group di EFTA. Artigiano di SANA HASTAKALA, Nepal. Foto di Martina Madella66
    • 6.2 Altromercato e AGICESAltromercato ha sempre seguito con grande partecipazione e coinvolgimento il percorso che negli anni ha portato in un primo tempo alla formalizzazione dell’associazione e all’approvazione della Carta dei Criteri e, più recentemente, al consolidamento del ruolo di AGICES nell’ambito del commercio equo e solidale italiano e internazionale, in particolare come soggetto depositario della Carta stessa e del Sistema di Monitoraggio e Garanzia.Oltre ad una costante presenza negli organi elettivi di AGICES (Consiglio Direttivo, Comitato di Gestione del Registro), Altromercato si impegna ad una partecipazione attiva all’assemblea dei soci e alla promozione dell’adesione ad AGICES presso i propri associati: l’essere soci AGICES è valorizzato a livello di parametri di partecipazione sociale.Dal momento in cui AGICES ha attivato il proprio sistema di monitoraggio, Altromercato ha ricevu-to due visite di verifica. Tali visite hanno rappresentato un’occasione di revisione di alcuni processi interni (ad esempio di comunicazione tra la struttura centrale e i produttori) e di miglioramento organizzativo. Concretamente, dopo la prima visita nell’Ottobre 2008, si è ad esempio deciso di nominare un referente interno all’operativo per tutto quello che riguarda la compilazione dei moduli di autovalutazione e la relativa gestione dei flussi di dati e di informazioni. Si è anche colta l’occasione delle visite per suggerire alcuni spunti di miglioramento per quanto riguarda l’applica-zione di alcuni Criteri, partendo dall’esperienza quotidiana di relazione con i produttori e, sempre ad esempio, di commercializzazione di quantità non trascurabili di materie prime. La seconda visita nel luglio 2010 ha mostrato i frutti di questa implementazione, con rilievi dell’Audit relativi soltanto a non conformità minori e in parte determinate dall’assenza per ferie di alcune persone dell’operativo. Inoltre le osservazioni e risposte del consorzio a tali rilievi sono state trasmesse ad AGICES in tempi celeri, anche con l’obbiettivo di giungere ad una più chiara formulazione di alcuni aspetti interpretativi del regolamento di gestione del registro. Nel corso del 2010/2011 Altromercato ha partecipato attivamente, condividendone le finalità, a due tavoli di lavoro istituiti dal Consiglio Direttivo dell’associazione:• un primo tavolo volto a condividere maggiormente gli strumenti di valutazione e monitoraggio dei produttori, al fine di meglio garantire il sistema e a ridurre l’impatto negativo di molteplici visite, spesso non coordinate, per i nostri partner del Sud;• un secondo tavolo volto a favorire una maggior condivisione delle problematiche e delle op- portunità con gli altri soci importatori che fanno parte dell’associazione e facilitarne eventuali collaborazioni.Per il futuro, Altromercato intende confermare la propria scelta di impegno e di adesione ad AGI-CES, consapevoli del ruolo di responsabilità che discende dall’esserne il primo socio per dimen-sioni e fatturato. Sarà necessario adoperarsi per favorire il rafforzamento di AGICES dal punto di vista economico e garantire la stabilità nel medio periodo del sistema di monitoraggio e garanzia. Inoltre, in un momento di crisi, non solo economica, del nostro territorio AGICES potrà giocare un ruolo importante di stimolo favorendo il confronto di tutto il movimento su i temi fondanti del commercio equo di oggi e, soprattutto, di domani. 67
    • 68
    • Progetti in Cap. 7: Progetti in corso 7.1 Il marchio Solidale Italiano Altromercato Il marchio Solidale Italiano Altromercato nasce per valorizzare i prodotti re- alizzati da cooperative, consorzi e/o organizzazioni di carattere nazionale, attive in aree problematiche del Paese, coerenti con valori obiettivi e pras- si del commercio equo di solidarietà, cooperazione e inclusione sociale. L’obiettivo di Altromercato è guardare anche all’interno del territorio italia- no, sostenere realtà produttive impegnate in aree marginalizzate e proble- matiche, sviluppare un concetto di solidarietà più ampio applicandolo ai problemi e disequilibri anche delle realtà nazionali. Ad oggi le due macro aree alle quali si rivolge il consorzio sono le organizzazioni che lavorano all’interno delle strutture di detenzione e che sostengono un modello di agricoltura alternativo nel rispetto dell’ambiente e del lavoro dell’uomo. 7.1.1 PEC - Prodotti derivanti dall’Economia Carceraria on il marchio Solidale italiano - Economie Carcerarie, Altromercato intende sostenere e dare visibilità al lavoro di organizzazioni che operano all’interno di strutture carcerarie, impegnandosi quotidianamente in programmi di alto valore sociale nella realizzazione di produzioni alimentari caratterizzate da materie prime di qualità e dall’artigianalità delle lavorazioni. In questo modo Altromercato apre un canale che permette a tutte le Botteghe e a tutti i propri clienti di inserire prodotti dell’economia carceraria nella propria vetrina e di interrogarsi, quindi, sulla necessità di far nascere, a livello locale, reti sempre più forti tra chi lavora “dentro le mura” e il mondo fuori, per promuovere il miglioramento del sistema e dare vita a una collaborazione significativa. I soggetti che partecipano alla realizzazione del progetto Solidale italiano - Economie Carcerarie sono: Le cooperative sociali realizzano i prodotti Strutture carcerarie Cooperative sociali impiegando mano- dopera carceraria, sviluppando ricette Artigiano dell’organizzazione Xochipilli – Xochiquetzal, Messico. Foto di Rudi Dalvai tradizionali e/o ga- rantendo l’utilizzo dei prodotti che rispettino le caratteristiche di sostenibilità. Le strutture carcerarie collaborano CTM altromercato attraverso la messa a disposizione Promuove lo sviluppo delle strutture e/o attrezzature dei prodotti a marchio e alla gestione del personale Solidale Italiano e ne garantisce la distribu- zione Botteghe del mondo 69
    • Cap.7 Progetti in corso Al fine di dare garanzia al marchio Solidale italiano - Economie Carcerarie è stato definito lo standard PEC che stabilisce i requisiti applicabili ai partecipanti al progetto che operano sul territorio italiano per la realizzazione di prodotti aventi come caratteristiche principali l’essere stati realizzati da manodopera carceraria e di rispettare la tradizione locale. Le cooperative con le quali abbiamo iniziato a collaborare sono state inizialmente 4: - Cooperativa Divieto di Sosta: casa circondariale di Verbania e Saluzzo (damotti e polentine) - Cooperativa Gulliver: casa circondariale di Terni (tozzetti) - Cooperativa Campo dei Miracoli: casa circondariale di Trani (taralli) - Cooperativa L’Arcolaio: casa circondariale di Siracusa (Mandorle) Abbiamo iniziato la collaborazione anche con la cooperativa Pausa Cafè che lavora presso le case circondariali di Torino e Saluzzo. Risultati economici fatturato 000120 damotti - frollini bicolore 250-000120 25.634 000129 polentine - biscotti al mais 250 g-000129 25.999 000225 tozzetti alle mandorle - 250 g-000225 15.604 000570 mandorle tostate e salate - bio 100 g-000570 16.768 000569 mandorle tostate - bio - 100 g-000569 19.047 000220 taralli all’olio extravergine d’oliva 250 g-000220 9.410 000222 taralli ai semi di finocchio - 250 g-000222 8.98270
    • Solidale Ita 7.1.2 PASS - Produzione Agricola Sociale e Sostenibile Solidale italiano - Produzione Agricola Sociale e Sostenibile è un’estensione della visione e pratica del commercio equo e solidale di Altromercato. Il modello proposto si basa su un prin- cipio fondamentale: l’agricoltura contadina, che si fonda sulle cooperative di piccoli produttori organizzati e che beneficia di un commercio equo su misura, non è solo in grado di sostenere gli agricoltori dalle loro terre, ma anche di preservare il saper fare tradizionale, i territori e le varietà locali e di generare forti trasformazioni economiche, sociali e ambientali. Con il marchio Solidale italiano - Produzione Agricola Sociale e Sostenibile, Altromercato so- stiene la stessa esigenza e la stessa visione di un potere non standardizzato, che unisce il piacere e la sostenibilità. Per la realizzazione del progetto Solidale Italiano - Produzione Agricola Sociale e Sostenibile i soggetti che vi fanno parte sono Realizzano le materie prime rispettando i Produttori requisiti di sostenibilità sociale e ambientale, o organizzazioni privilegiando le produzioni tipiche del territorio di produttori in cui operano. Si privilegiano le realtà che operano su terre conquistate alla mafia Realizzano i prodotti sviluppando ricette tra- Trasformatori dizionali e/o garantendo l’utilizzo dei prodotti che rispettino le caratteristiche di sostenibilità sociale e ambientale Promuove lo sviluppo dei prodotti a marchio CTM altromercato Solidale Italiano e ne garantisce la distribuzione Botteghe del mondo Al fine di dare garanzia al marchio Solidale Italiano- Produzione Agricola Sociale e Sostenibile è stato definito lo standard PASS che stabilisce i requisiti applicabili ai partecipanti alla filiera che operano sul territorio italiano per la realizzazione di prodotti aventi come caratteristiche la sostenibilità sociale ed ambientale con un’attenzione particolare alla tradizionalità delle produ-Prodotti di Solidale Italiano Altromercato zioni. Il soggetto che ne fa parte è attualmente la cooperativa Pietra di Scarto di Cerignola(Fg). La cooperativa, già socia del consorzio Altromercato, ha rimesso in uso un terreno agricolo confi- scato alla mafia locale e iniziato la produzione di olive della varietà “Bella di Cerignola”. 71
    • Cap.7 Progetti in corso Risultati economici (vendite luglio 2010 - giugno 2011) fatturato 000226 solidale italiano - olive verdi bella di cerignola - 590 g-000226 7.643 000507 rocce di pietra longa - grillo - bianco - sicilia - igt - da uve bio 19.154 000508 argille di tagghia via - nero davola - rosso - sicilia - igt - da uve bio 37.401 000510 albarelli de la santa - rosato - salento - igt - da uve bio 7.531 000506 terre rosse di giabbascio - catarratto - bianco - sicilia - igt -da uve bio 27.141 000509 filari de santantoni - rosso - salento - igt - da uve bio 26.345 000547 centopassi - bianco - sicilia - igt - da uve biologiche-000547 43.335 000548 centopassi - rosso - sicilia - igt - da uve bio -000548 46.585 000241 centopassi - rosso - edizione dedicata a placido rizzotto - sicilia - 16.240 000543 pasta libera terra bio- caserecce - 500 g-000543 8.788 000544 pasta libera terra bio - maglie siciliane - 500 g-000544 11.550 000539 pasta libera terra bio - spaghetti - 500g-000539 17.764 000540 pasta libera terra bio - fusilli - 500 g-000540 18.975 000541 pasta libera terra bio - penne rigate - 500 g-000541 20.477 000542 pasta libera terra bio - rigatoni - 500 g-000542 18.473 000545 olio extra vergine dìoliva libera terra - sicilia- 500 ml-000545 44.964 000546 olio extra vergine d’oliva - libera terra - sicilia - 250 ml-000546 18.761 000574 paccheri libera terra - pasta di gragnano - 500 g-000574 15.516 000155 limoncello libera - sicilia - 500 ml-000155 48.871 000517 salsa biologica di pomodorini di puglia - 680 g-000517 8.655 000173 salsa di pomodorini fiaschetto libera terra bio - puglia - 420 g- 34.118 000190 carciofi sottolio violetto brindisino libera terra bio - puglia - 290 - 13.367 000199 ceci lessati libera terra bio - sicilia - 360 g-000199 11.019 Nello stesso contesto si inserisce la collaborazione con Libera, con la quale il Consorzio condi- vide l’impegno nel diffondere una cultura della legalità attraverso la distribuzione e promozione dei prodotti a marchio Liberaterra come la pasta, l’olio, i vini, etc.. Stiamo iniziando a collaborare con il consorzio Goel di Gioiosa Jonica che raccoglie piccole cooperative che producono agrumi e olio.72
    • 7.2 Lavorando sulle filiere tessili Lavorare sulla costruzione o sul rafforzamento delle filiere produttive, dal punto di vista della loro tracciabilità e della sostenibilità sociale ed ambientale del maggior numero di attori in esse coinvolti, significa dare profondità al Commercio Equo e Solidale. Per Altromercato ciò sta assumendo sempre più rilevanza, tanto nello sviluppo di nuove nuovi partenariati relativi a mercati e prodotti innovativi, quanto in iniziative portate avanti con partner storici per quanto concerne le filiere di prodotti tradizionalmente Commercio Equo e Solidale. 7.2.1 La filiera del cotone indiana Artigiana durante la lavorazione della Juta, CORR, Bangladesh. Foto archivio Altromercato L’industria del cotone rappresenta un’importante parte del PIL indiano, e la maggioranza dell’export indiano del settore è rivolto verso paesi europei. Il settore fornisce diretto impiego a circa 30 milioni di persone, ma spesso al costo di misere condizioni lavorative e salariali dei contadini e lavoratori coinvolti nella catena produttiva, nonché provocando sovente ingenti danni ambientali. I coltivatori di cotone, principalmente contadini di piccole o medie dimensioni, devono com- battere con prezzi al limite della possibilità, per coprire le spese di produzione e far fronte ai propri bisogni primari e le forti fluttuazioni dei prezzi poi spesso li spingono nella trappola del debito. Inoltre, i pericolosi pesticidi usati nella coltivazione mettono a rischio la loro salute ed impoveriscono il suolo, riducendone la fertilità e danneggiando l’ambiente. Senza considerare che oramai la gran parte del cotone coltivato in India è OGM con disastrosi impatti sulla biodi- versità e sull’indipendenza economica dei piccoli coltivatori. I lavoratori coinvolti nelle fasi di sgranatura, filatura, tessitura, colorazione, taglio e confezio- namento spesso devono invece sopportare condizioni lavorative estreme. Diverse fabbriche infatti fanno lavorare i propri lavoratori in condizioni insalubri e con salari estremamente bassi. Gli effetti poi di processi produttivi non attenti alla responsabilità ambientale minano fortemente i sistemi acquiferi e danneggiano irreparabilmente la fertilità del suolo. D’altra parte, il mercato 73
    • Cap.7 Progetti in corso per prodotti ecologici ed equo solidali vede grandi potenziali di sviluppo in Italia ed in Europa, ma al momento non vi è una idonea fonte di approvvigionamento di prodotti in cotone dall’ India tale da assicurare i necessari standard sociali ed ambientali in tutte le componenti della filiera produttiva. Il progetto”Fair Trade Supply Chain development in India and Nepal”, gestito da Altromercato assieme al Formaper, al Fair Trade Forum India ed al Fair Trade Group Nepal mira principal- mente all’individuazione e al rafforzamento di una intera filiera produttiva che possa sostenere produttori svantaggiati in India e Nepal e permettere lo sviluppo di nuovi prodotti e l’apertura di nuovi mercati. I criteri che si stanno seguendo son quelli giungere ad avere una filiera tracciabile, biologica e solidale, questo attraverso attività di formazione, consulenza tecnica e facilitazione dei proces- si di integrazione sul campo. Nel corso dell’anno fiscale 2010-2011 sono stati innanzitutto individuati i soggetti, organiz- zazioni ed imprese, con le quali cooperare ai fini del progetto e si è formato lo staff locale coinvolto nelle attività. Per quanto concerne la parte relativa alla coltivazione del cotone si sta lavorando in Maharashtra, nel cuore dell’India, coinvolgendo alcune centinaia di piccoli coltivatori appartenenti a tre differenti reti locali: Chetna, IIRD e KVS. Con questi si è anche iniziato un programma di supporto tecnico che mira a rafforzarne le capacità ed a migliorare le performance nello sviluppo delle loro attività di agricoltura organica. Queste azioni rivesto- no un’importanza cruciale perché realizzate in un contesto di difficoltà estrema, in primis dal punto di vista ambientale, che negli anni passati a spesso ridotto i contadini alla miseria ed alla disperazione. Per quanto concerne i passaggi industriali della filiera si è invece operato a Tiru- pur, Tamil Nadu. Qui si sono individuate imprese di differenti dimensioni e caratteristiche con le quali abbiamo iniziato volti a migliorarne la gestione dal punto di vista della responsabilità sociale, della corretta gestione dei prodotti biologici e della tracciabilità. Portare questi temi, in nostri valori ed il Commercio Equo e Solidale, in uno dei centri nevralgici della produzione globale di abbigliamento è qualcosa che riveste di per sé un valore enorme e che ci spinge a confrontarci problematiche nuove e con nuovi orizzonti e possibilità. Nella pratica, nel corso del 2010/2011 si è iniziato fattivamente a collaborare con Assisi Garments, a facilitarne l’in- gresso del Fair Trade Forum India ed pianificare un inizio di relazione commerciale. 7.2.2 La filiera canapa vietnamita Ma anche per quanto concerne prodotti tradizionali è possibile ed auspicabile lavorare sulla profondità del Commercio Equo e Solidale. In Vietnam, anche attraverso un progetto gestito assieme ad Oxfam Italia e Craft Link (nostro storico partner), stiamo lavorando al raf- forzamento dell’intera filiera dei prodotti in canapa, al fine di ridurne l’impatto ambientale e massimizzarne il positivo impatto sociale. In questo caso è stata individuata una filiera tale che potesse includere almeno 4 diversi gruppi appartenenti a Craft Link: un centro di so- stegno ai disabili ad Hanoi per il taglio, cucito e confezionamento, un villaggio tradizionale di tessitori Kinh ove tingere in maniera sostenibile e sopratutto gruppi delle minoranze del Nord (in questo caso Hong Bianchi, Hmong Neri e Dzao Rossi) che da sempre rappresentano le fasce più povere della popolazione vietnamita per la parte di coltiva- zione, filatura, tessitura e ricamo. Nel corso del 2010/2011 si sono portate avanti attività volte a raffor- zare la capacità del nostro partner Craft Link di gestione e controllo della filiera, nonché attività volte sviluppare prodotti idonei a coinvol- gere perciò tutti i suddetti attori.74
    • Comunica7.3 La revisione della strategia di comunicazione La comunicazione, per una organizzazione come Altromer-cato, è un elemento cruciale e allo stesso tempo complesso essenzialmente per due fattori: le specificità legate alla propria identità e il numero e la diversità di stakeholder con i quali si relaziona. In base ai destinatari (a chi ci rivolgiamo), agli obiettivi (con quale scopo) e ai contenuti della comunicazione, è possibile distinguere:la comunicazione istituzionale: • destinatari: tutti i pubblici del Consorzio (consu- matori, dipendenti, media, istituzioni, associazio- ni, partner, ecc) • obiettivi: comunicare l’identità e i valori di Altro- mercato e quindi cosa fa il Consorzio, cosa sono e cosa fanno le Botteghe socie; sensibilizzare sulle tematiche del commercio equosolidale e su come si distingue dal mercato tradizionale, sulle cause ed effetti del commercio tradizionale, ecc. • contenuti: in questo ambito rientrano le pubbliche relazioni, le campagne su temi del commercio equo solidale, gli eventi pubblici e molte altre attività di comunicazioneLa comunicazione di prodotto/bottega: • destinatari: i consumatori/acquirenti finali, oltre che gli influenzatori del mercato (es. mass media, leader di opinione, ecc.) • obiettivi: sostenere lo sviluppo dell’attività commerciale del Consor- zio rendendo esplicito al mercato il valore della propria offerta (filiera equa, sostenibilità sociale ed ambientale) ed i vantaggi rispetto agli altri prodotti, per chi produce e per chi consuma • contenuti: informazioni sui prodotti, sulla specificità delle Botteghe Altromercato e sui progetti correlati (produttori). Comunicati, fiere ed eventi, materiale bottega, packaging, ecc.La comunicazione economico sociale: • destinatari: tutti i soggetti (produttori, soci, soci dei soci, volontari, dipendenti, colla- boratori, consumatori, media, partner) • obiettivi: informare sui risultati delle attività svolte e dei risultati raggiunti, sia in ter- mini economici che di risultati di costruzione di un altro mercato, in coerenza con la mission; promozione del cambiamento sociale e individuale • contenuti: relazioni periodiche (la relazione annuale), ricerche di impatto sui produt- tori, impegno in campagne di advocacy, ecc.La comunicazione interna: • destinatari: produttori, soci, soci dei soci, volontari, dipendenti e collaboratori • obiettivi: prioritariamente migliorare la coesione sociale e poi consolidare e diffonde- re i valori guida e la cultura del Consorzio, condividere le strategie • contenuti: informazioni su chi siamo, quali sono i nostri valori, le linee guida sul no- stro modo di operare 75
    • Il Consorzio negli ultimi anni ha dato particolare attenzione alla propria strategia di marketing, che è stata decisamente sviluppata e qualificata, con conseguente rafforzamento soprattutto della comunicazione di prodotto ed ultimamente di Bottega Altromercato attraverso il progetto formati; in questo percorso si è ridotto l’impegno verso altri ambiti della comunicazione che nel passato erano stati di prioritario interesse. Nel contempo lo scenario internazionale sta evolvendo con mutati equilibri economici tra i Pa- esi, nuova divisione mondiale del lavoro, crescente ruolo del capitalismo asiatico, crisi anche in Europa e in Italia, che spingono il commercio equosolidale a superare l’alterità terzomondista legata ad un’analisi datata e ad andare aldilà del ruolo di aiuto solidale ai Paesi del sud del mondo. L’azione Altromercato è meno alternativa in termini di canali di vendita e di strumenti (utilizzo di pubblicità e di altri strumenti del mercato tradizionale), mentre sul fronte dei pro- duttori si è toccato con mano che ne esistono di marginali e non ben inseriti nel mercato a tutte le latitudini. Il commercio equosolidale è quindi sempre più chiamato a proporsi come una possibile risposta all’impoverimento generalizzato delle popolazioni, e come strumento di riequilibrio economico e di superamento della concorrenza salariale al ribasso in atto sullo scenario internazionale. L’obiettivo generale della revisione strategica della comunicazione intrapresa dal CdA è quindi quello di definire un indirizzo ed un piano operativo di messa in opera, che consideri i valori di riferimento e i vari aspetti dell’identità Altromercato, l’evoluzione dello scenario internazionale e che comprenda e riequilibri tutti gli ambiti della comunicazione, definendo obiettivi, contenuti, attività, stile, pianificazione da perseguire con determinazione e costanza e in modo coerente da parte di tutti gli ambiti operativi del Consorzio. In particolare si intende: - definire e condividere coi soci una visione su noi stessi che diventi patrimonio comune di tutto il Consorzio, e una strategia forte e coerente di comunicazione, sia interna che esterna, stabilendo contenuti, stile, mezzi, ecc. con l’orizzonte temporale del prossimo triennio - definire uno stile, un mood della comunicazione che diventi proprio, quotidiano e immedia- tamente riconoscibile per tutte le funzioni della centrale, dei soci oltre che dei nostri partner - individuare un piano di implementazione della strategia ed una modalità organizzativa a tutti i livelli efficiente e coordinata; collegata alla revisione strategica è infatti in corso una revisione organizzativa che riguarda in particolare il rafforzamento dell’Unità Comunicazione e il miglio- ramento della sua integrazione con le altre Unità del Consorzio e con i Soci - dare chiarezza alle priorità e soprattutto ai criteri in base ai quali assegnare la priorità nelle scelte operative; troppo spesso ci troviamo sollecitati da mille richieste di partecipazione, ade- sione a “tutto e di più”, e non solo per la comunicazione, ma anche sul piano manageriale, tale aspetto crea dispersione, sprechi e scarsa efficacia nel trasmettere la propria identità. Si tratta in sintesi di rafforzare e far evolvere in modo coerente la percezione dell’identità e dei valori correlati dell’organizzazione e del marchio, lo spirito di appartenenza del movimento, la notorietà e l’immediata riconoscibilità distintiva del posizionamento, sia che si tratti di prodotti, punti di vendita (Botteghe Altromercato), campagne informative, attività di advocacy, eventi, raccolta di firme e campagne promozionali. Un ultimo ambito, forse da definire e formalizzare in ambito rinnovo PES, riguarda il coordina- mento tra soci e centrale a supporto della riuscita della strategia di comunicazione; ci si riferi- sce in particolare ad alcune regole minime di base condivise sul piano della comunicazione (es. uso del marchio Altromercato, elementi di coordinamento d’immagine, ecc.).76
    • Foto di Luca Morandini77
    • 7.4 La terza edizione di Equopertutti Altromercato ha organizzato, dall’8 al 23 ottobre 2011, per il terzo anno consecutivo l’evento Gazebo della Cooperativa Mondo Nuovo a Torino Equopertutti che si sta affermando come la più grande manifestazione dedicata al commercio in occasione della manifestazione Equopertutti equo e solidale allestita in Italia, nata per sensibilizzare i cittadini e le imprese ad un modello di consumo più attento alla persona e alla sua dignità, all’ambiente e alle sue risorse. Equopertutti è inoltre l’occasione per promuovere un concetto molto caro ad Altromercato, ovvero quello di filiera trasparente ed equosolidale, che in tutti i suoi passaggi, dal produttore al consumatore, è costruita sull’equità e il dialogo tra i soggetti coinvolti. L’obiettivo principale della manifestazione è quello di far conoscere al maggior numero di persone il mondo del commercio equo e solidale, rafforzare il legame con molti consumatori abituali e di incontrarne di “nuovi”. La protagonista di quest’anno è stata la colazione equosolidale. Questo è un tema che riporta alle origini del commercio equo e pone l’accento su una proposta di stile di vita consapevole e responsabile per i nostri consumatori. Rappresenta infatti l’inizio della giornata, la prima occa- sione che ciascuno di noi ha per mettere in pratica un modello di consumo consapevole. Un esempio di momento quotidiano conviviale che coinvolge tutta la famiglia, dal più grande al più piccolo, permettendo di fare delle scelte più responsabili tutti i giorni, fin dal mattino. E proprio a partire dai prodotti della colazione Altromercato ha raccontato le storie di riscatto e di dignità che si celano dietro l’acquisto di un prodotto del commercio equo, realizzato con materie prime di alta qualità e ricche di sostanze nutrienti. Durante Equopertutti l’intera rete nazionale delle Botteghe Altromercato e molti supermercati 78
    • hanno lanciato una promozione speciale per far conoscere l’ampia offerta dei prodotti per la colazione.Inoltre i soci, hanno organizzato un’articolata maratona di eventi: incontri con i produttori, volto e voci del commercio equo; colazioni in piazza o in bottega e nelle principali stazioni.Per il secondo anno consecutivo, Altromercato, ha collaborato con il circuito Centostazioni e per la prima volta con il circuito Grandistazioni per far giungere il messaggio ad un pubblico sempre più ampio.I soci Altromercato sono stati presenti con stand e gazebo in 16 stazioni del circuito Cento-stazioni e in 5 delle principali stazioni italiane del circuito Grandistazioni, dove le persone che transitavano per la stazione hanno potuto assaggiare e acquistare alcuni prodotti simbolo della colazione equosolidale. Diversi sono stati gli eventi organizzati a Verona, città in cui Altromercato ha la sua sede ope-rativa. Da ricordare, a questo proposito, la collaborazione con Paluani, main sponsor della manifesta-zione, che ha reso possibile il 17 ottobre, un aperitivo organizzato dalla coop. La Rondine con Sergio Pellissier, capitano del Chievo-Verona e Bernard Ranaweera, rappresentante dell’orga-nizzazione Sofa, produttrice di tè equosolidale dello Sri Lanka.Un altro appuntamento importante è stato il tour produttori, che ha permesso ai soci e a tutte le persone che hanno avuto il piacere di incontrarli, di conoscere alcuni produttori che rappre-sentano i veri “testimonial” dell’intera manifestazione.Il piano media è stato sviluppato su diversi fronti e con l’utilizzo di differenti mezzi di comu-nicazione: la campagna radio nazionale e locale ha permesso di amplificare il messaggio ed estendere la conoscenza di Altromercato presso il grande pubblico. Allo scopo di aumentare ulteriormente la visibilità dell’iniziativa sono stati predisposti passaggi televisivi in selezionate trasmissioni ed emittenti (La7, Rai, Sky) e sulla stampa nazionale (Internazionale, La Repubbli-ca, Il Corriere della Sera, Leggo) e locale.Rilevanti sono state le azioni realizzate sul web, con il perfezionamento del sito Equopertutti creato lo scorso anno ed investimenti importanti sui social media, in particolare riguardanti la campagna Facebook e la realizzazione dell’applicazione “altrogusto”, e la campagna Google con annunci testuali-annunci banner e video. 79
    • Produttrici K.T.S., Nepal. Foto Archivio Kumbershwar
    • Consorzio CTM altromercatoInformazioni e segreteria generalevia Francia 1/c - 37125 Veronainfo@altromercato.itwww.altromercato.it