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  • 1. 1 PARADIGMI &PARADIGMI & DEFINIZIONIDEFINIZIONI PARADIGMI &PARADIGMI & DEFINIZIONIDEFINIZIONI
  • 2. 2 PARADIGMIPARADIGMI PRIMA DI AFFRONTARE GLIPRIMA DI AFFRONTARE GLI SPECIFICI ARGOMENTI DEL CORSOSPECIFICI ARGOMENTI DEL CORSO SI RICHIAMANO BREVEMENTESI RICHIAMANO BREVEMENTE ALCUNI PARADIGMIALCUNI PARADIGMI CARATTERIZZANTI LACARATTERIZZANTI LA PROFESSIONE DEGLI INGEGNERIPROFESSIONE DEGLI INGEGNERI
  • 3. 3 PARADIGMAPARADIGMA UN PARADIGMA È UNO SCHEMA DIUN PARADIGMA È UNO SCHEMA DI RIFERIMENTO COSTITUITO DA:RIFERIMENTO COSTITUITO DA: MODELLI CULTURALIMODELLI CULTURALI PRINCIPIPRINCIPI TECNICHETECNICHE BESTBEST PRACTICESPRACTICES
  • 4. 4 COMPITO SPECIFICOCOMPITO SPECIFICO DELL’INGEGNERIA È ILDELL’INGEGNERIA È IL PROBLEMPROBLEM SOLVINGSOLVING (IL FARE) NELLE AREE DI(IL FARE) NELLE AREE DI COMPETENZACOMPETENZA CIVILECIVILE INDUSTRIALEINDUSTRIALE INFORMAZIONEINFORMAZIONE PARADIGMIPARADIGMI
  • 5. 5 PER SVOLGERE TALE COMPITO GLIPER SVOLGERE TALE COMPITO GLI INGEGNERI SI “APPOGGIANO” AIINGEGNERI SI “APPOGGIANO” AI PARADIGMI CARATTERISTICIPARADIGMI CARATTERISTICI DELLA LORO PROFESSIONEDELLA LORO PROFESSIONE NELL’AMBITO PERÒ DI UNNELL’AMBITO PERÒ DI UN METAPARADIGMAMETAPARADIGMA PARADIGMIPARADIGMI
  • 6. 6 SOLO NELL’AMBITO DI UNSOLO NELL’AMBITO DI UN METAPARADIGMAMETAPARADIGMA STABILESTABILE SISI POSSONO INFATTI UTILIZZAREPOSSONO INFATTI UTILIZZARE SPECIFICI E CORRETTI PARADIGMISPECIFICI E CORRETTI PARADIGMI "DINAMICI“ OVVERO NUOVI E/O"DINAMICI“ OVVERO NUOVI E/O MIGLIORI PARADIGMI CHE LAMIGLIORI PARADIGMI CHE LA SCIENZA E LA TECNOLOGIASCIENZA E LA TECNOLOGIA RENDONO CONTINUAMENTERENDONO CONTINUAMENTE DISPONIBILIDISPONIBILI PARADIGMIPARADIGMI
  • 7. 7 ILIL POSITIVISMO,POSITIVISMO, METAPARADIGMAMETAPARADIGMA TIPICO DELLE SCIENZE APPLICATE,TIPICO DELLE SCIENZE APPLICATE, È IL TRADIZIONALEÈ IL TRADIZIONALE METAPARADIGMA UTILIZZATOMETAPARADIGMA UTILIZZATO DAGLI INGEGNERIDAGLI INGEGNERI PARADIGMIPARADIGMI
  • 8. 8 IL POSITIVISMO, INIL POSITIVISMO, IN CONTRPPOSIZIONE ALLACONTRPPOSIZIONE ALLA METAFISICA, CON SI BASA SUMETAFISICA, CON SI BASA SU “FATTI” VERIFICABILI“FATTI” VERIFICABILI SPERIMENTALMENTE OVVERO SU:SPERIMENTALMENTE OVVERO SU:  PRINCIPI/TEORIEPRINCIPI/TEORIE  TECNICHETECNICHE  METODOMETODO  STRUMENTISTRUMENTI  MODELLIMODELLI POSITIVISMOPOSITIVISMO
  • 9. 9 METAPARADIGMAMETAPARADIGMA POSITIVISTICO EDPOSITIVISTICO ED “INGEGNERIA INFORMATICA“INGEGNERIA INFORMATICA PER LA GESTIONEPER LA GESTIONE D’AZIENDA”D’AZIENDA” METAPARADIGMAMETAPARADIGMA POSITIVISTICO EDPOSITIVISTICO ED “INGEGNERIA INFORMATICA“INGEGNERIA INFORMATICA PER LA GESTIONEPER LA GESTIONE D’AZIENDA”D’AZIENDA”
  • 10. 10 L’INGEGNERIA INFORMATICA PER LAL’INGEGNERIA INFORMATICA PER LA GESTIONE D’ AZIENDA ÈGESTIONE D’ AZIENDA È QUELLA SPECIFICAQUELLA SPECIFICA INGEGNERIA CHE, NELL’AMBITOINGEGNERIA CHE, NELL’AMBITO “INFORMAZIONE”, HA COME MISSIONE :“INFORMAZIONE”, HA COME MISSIONE : PROGETTARE, REALIZZARE E GESTIRE LEPROGETTARE, REALIZZARE E GESTIRE LE ENTERPRISE APPLICATION SOLUTIONSENTERPRISE APPLICATION SOLUTIONS ((EASEAS)) OVVERO (VISIONE DUALE)OVVERO (VISIONE DUALE) PROGETTARE, REALIZZARE E GESTIRE LEPROGETTARE, REALIZZARE E GESTIRE LE AZIENDE (I PROCESSI) UTILIZZANDO LEAZIENDE (I PROCESSI) UTILIZZANDO LE EASEAS PIÙPIÙ ADATTEADATTE INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 11. 11 INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE APPLICAZIONI, NON I SW PER GESTIREAPPLICAZIONI, NON I SW PER GESTIRE LE INFRASTRUTTURE E/O I DEVICESLE INFRASTRUTTURE E/O I DEVICES INFORMATICIINFORMATICI È OVVIO DALTRONDE CHE UNÈ OVVIO DALTRONDE CHE UN INFORMATICO GESTIONALE NON PUÒINFORMATICO GESTIONALE NON PUÒ PRESCINDERE DALL’AVERE ADEGUATEPRESCINDERE DALL’AVERE ADEGUATE CONOSCENZE SULLE INFRASTUTTURE ECONOSCENZE SULLE INFRASTUTTURE E SUI DEVICES PER UTILIZZARLI ALSUI DEVICES PER UTILIZZARLI AL MEGLIO PER LE APPLICAZIONIMEGLIO PER LE APPLICAZIONI
  • 12. 12 LELE EASEAS,, OGGIGIORNO,OGGIGIORNO, SONO UNASONO UNA LEVA (STRUMENTO) STRATEGICALEVA (STRUMENTO) STRATEGICA FONDAMENTALE PER IL CORRETTOFONDAMENTALE PER IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLE AZIENDEFUNZIONAMENTO DELLE AZIENDE OVVERO DEI “PROCESSI INTER EDOVVERO DEI “PROCESSI INTER ED INTRA AZIENDALI”INTRA AZIENDALI” INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 13. 13 SI DEFINISCE “PROCESSO” UN INSIEME DISI DEFINISCE “PROCESSO” UN INSIEME DI ATTIVITA’ SVOLTE IN AZIENDA INATTIVITA’ SVOLTE IN AZIENDA IN RELAZIONE AD UN QUALCHERELAZIONE AD UN QUALCHE OBIETTIVOOBIETTIVO AZIENDALE ESPLICITOAZIENDALE ESPLICITO UTILIZZANDO LEUTILIZZANDO LE RISORSE DISPONIBILI O ACQUISIBILIRISORSE DISPONIBILI O ACQUISIBILI AD ESEMPIO:AD ESEMPIO:  SERVIRE UN CLIENTESERVIRE UN CLIENTE  PROGETTARE UN NUOVO PRODOTTOPROGETTARE UN NUOVO PRODOTTO  ………… I PROCESSII PROCESSI
  • 14. 14 COMPITO DI UN INGEGNERECOMPITO DI UN INGEGNERE INFORMATICO AZIENDALE E’ ALLORA:INFORMATICO AZIENDALE E’ ALLORA: INNOVARE, PROGETTARE, MIGLIORARE EINNOVARE, PROGETTARE, MIGLIORARE E GESTIRE LEGESTIRE LE EASEAS IN RELAZIONE ALLE ATTUALIIN RELAZIONE ALLE ATTUALI CONOSCENZE SUI PROCESSI OVVEROCONOSCENZE SUI PROCESSI OVVERO PROGETTARE (PROGETTARE (ENGINEERING)ENGINEERING) E/OE/O RIPROGETTARE (RIPROGETTARE (REENGINEERING)REENGINEERING) E/OE/O GESTIRE I PROCESSI AZIENDALI IN RELAZIONEGESTIRE I PROCESSI AZIENDALI IN RELAZIONE AGLI SVILUPPI E ALLE POTENZIALITÀ DELLEAGLI SVILUPPI E ALLE POTENZIALITÀ DELLE EASEAS INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 15. 15 L'ETICA PROFESSIONALE IMPONEL'ETICA PROFESSIONALE IMPONE PERÒ AD OGNI INGEGNERE DIPERÒ AD OGNI INGEGNERE DI UTILIZZARE, NELL’AMBITO DELUTILIZZARE, NELL’AMBITO DEL METAPARADIGMA, I “MIGLIORI”METAPARADIGMA, I “MIGLIORI” PARADIGMI ATTUALMENTEPARADIGMI ATTUALMENTE DISPONIBILI (I MIGLIORIDISPONIBILI (I MIGLIORI POTREBBERO ANCHE NON ESSERE IPOTREBBERO ANCHE NON ESSERE I PIÙ RECENTI)PIÙ RECENTI) INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 16. 16 I MIGLIORI PARADIGMI SONO QUELLII MIGLIORI PARADIGMI SONO QUELLI SCIENTIFICAMENTE E TECNOLOGICAMENTESCIENTIFICAMENTE E TECNOLOGICAMENTE AGGIORNATI E TESTATI SULLE MIGLIORIAGGIORNATI E TESTATI SULLE MIGLIORI REALIZZAZIONI REALI (REALIZZAZIONI REALI (BEST PRACTICESBEST PRACTICES)) COME PER UN PRODOTTO (AD ESEMPIOCOME PER UN PRODOTTO (AD ESEMPIO UN'AUTOMOBILE)UN'AUTOMOBILE) COSI’ PER LE EAS ED I PROCESSI AZIENDALICOSI’ PER LE EAS ED I PROCESSI AZIENDALI INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 17. 17 ESEMPIO DI PARADIGMAESEMPIO DI PARADIGMA “DELL’INGEGNERIA CLASSICA” OGGI“DELL’INGEGNERIA CLASSICA” OGGI INADEGUATO:INADEGUATO: ESSERE AUTOREFERENZIALIESSERE AUTOREFERENZIALI OVVERO PRIVILEGIARE, NELLAOVVERO PRIVILEGIARE, NELLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI, NON ISOLUZIONE DEI PROBLEMI, NON I DESIDERI DEI CLIENTI E DEGLI ALTRIDESIDERI DEI CLIENTI E DEGLI ALTRI STAKEHOLDERSSTAKEHOLDERS MA “LE MACCHINE”MA “LE MACCHINE” (E/O IL SOFTWARE) E/O LE PROPRIE(E/O IL SOFTWARE) E/O LE PROPRIE CONOSCENZECONOSCENZE INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 18. 18 GLI STAKEHOLDERSGLI STAKEHOLDERS SONO I PORTATORI DI INTERESSISONO I PORTATORI DI INTERESSI OVVERO TUTTEOVVERO TUTTE LE PERSONELE PERSONE INTERESSATE AL FUNZIONAMENTOINTERESSATE AL FUNZIONAMENTO DELL’AZIENDADELL’AZIENDA SONO:SONO: CLIENTICLIENTI DIPENDENTIDIPENDENTI PROPRIETARIPROPRIETARI FORNITORIFORNITORI POPOLAZIONEPOPOLAZIONE PUBBLICI AMMINISTRATORIPUBBLICI AMMINISTRATORI ……..
  • 19. 19 GLI STAKEHOLDERSGLI STAKEHOLDERS LE AZIENDE NON ESISTONO IN NATURA:LE AZIENDE NON ESISTONO IN NATURA: SONO SISTEMI CREATI DALL’UOMO PERSONO SISTEMI CREATI DALL’UOMO PER SODDISFARE I PROPRI BISOGNISODDISFARE I PROPRI BISOGNI OGNI AZIENDA, PERCHÉ SIAOGNI AZIENDA, PERCHÉ SIA GIUSTIFICATA LA SUA ESISTENZA,GIUSTIFICATA LA SUA ESISTENZA, DEVE, QUINDI, SODDISFARE LEDEVE, QUINDI, SODDISFARE LE ESIGENZE DEI CLIENTI E DI TUTTI GLIESIGENZE DEI CLIENTI E DI TUTTI GLI INTERESSATI ALLA SUA ESISTENZA E,INTERESSATI ALLA SUA ESISTENZA E, QUINDI, DEGLI STAKEHOLDERSQUINDI, DEGLI STAKEHOLDERS DA CUI: …..DA CUI: …..
  • 20. 20 ESSERE AUTOREFERENZIALIESSERE AUTOREFERENZIALI TRASCURANDO /TRASCURANDO / SOTTOVALUTATANDO NELLASOTTOVALUTATANDO NELLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI LESOLUZIONE DEI PROBLEMI LE ESIGENZE DELLE PERSONE È UNESIGENZE DELLE PERSONE È UN ERRORE “MORTALE”!!ERRORE “MORTALE”!! E QUESTOE QUESTO DOVREBBE ESSERE NELDOVREBBE ESSERE NEL DNA DI OGNI INGEGNEREDNA DI OGNI INGEGNERE INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 21. 21 SPESSE VOLTE GLI INGEGNERISPESSE VOLTE GLI INGEGNERI (COMPRESI GLI INFORMATICI),(COMPRESI GLI INFORMATICI), TROPPO PRESI DAGLI ASPETTITROPPO PRESI DAGLI ASPETTI “TECNICI”, NON RIESCONO AD“TECNICI”, NON RIESCONO AD ALZARE GLI OCCHI ... EALZARE GLI OCCHI ... E GUARDARSI DINTORNOGUARDARSI DINTORNO INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 22. 22 ““CAPIRE E PUNTARE SULLECAPIRE E PUNTARE SULLE PERSONE” PUÒ RISOLVERE MOLTIPERSONE” PUÒ RISOLVERE MOLTI PROBLEMI IN MODO MIGLIORE DIPROBLEMI IN MODO MIGLIORE DI QUALUNQUE MACCHINA (O DIQUALUNQUE MACCHINA (O DI QUALUNQUE SW) !!QUALUNQUE SW) !! NON SARÀ FORSE CHE ILNON SARÀ FORSE CHE IL DNADNA DEGLI INGEGNERI “CLASSICI” È UNDEGLI INGEGNERI “CLASSICI” È UN PO’ OBSOLETO?PO’ OBSOLETO? INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 23. 23 DI SEGUITO SI AFFRONTERANNO LEDI SEGUITO SI AFFRONTERANNO LE TEMATICHE DELLETEMATICHE DELLE EASEAS IN OTTICAIN OTTICA DEGLI STAKEHOLDERS E DEIDEGLI STAKEHOLDERS E DEI PROCESSI LASCIANDO AD ALTRI ILPROCESSI LASCIANDO AD ALTRI IL COMPITO DI AFFRONTARE LECOMPITO DI AFFRONTARE LE TEMATICHE (PER ALTROTEMATICHE (PER ALTRO FONDAMENTALI) DELLEFONDAMENTALI) DELLE TECNOLOGIE UTILIZZATE DALLETECNOLOGIE UTILIZZATE DALLE EASEAS INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE
  • 24. 24 INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE È OVVIA L’ESTREMA CORRELAZIONE FRAÈ OVVIA L’ESTREMA CORRELAZIONE FRA TECNOLOGIE ICT E SOLUZIONI AZIENDALITECNOLOGIE ICT E SOLUZIONI AZIENDALI AD ESEMPIO:AD ESEMPIO: I DATABASE A 64 BITI DATABASE A 64 BIT LE ARCHITETTURE SOALE ARCHITETTURE SOA INTERNET 2.0INTERNET 2.0 PROBABILMENTE RIVOLUZIONERANNOPROBABILMENTE RIVOLUZIONERANNO NEI PROSSIMI ANNI IL MONDO DELLE EASNEI PROSSIMI ANNI IL MONDO DELLE EAS COME PRECEDENTEMENTE LO HANNOCOME PRECEDENTEMENTE LO HANNO RIVOLUZIONATO I DATABASE E LERIVOLUZIONATO I DATABASE E LE ARCHITETTURE CLIENT/SERVERARCHITETTURE CLIENT/SERVER
  • 25. 25 INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE ED È QUINDI CHIARA L’ESIGENZA DIED È QUINDI CHIARA L’ESIGENZA DI FIGURE PROFESSIONALI CHE RIESCANOFIGURE PROFESSIONALI CHE RIESCANO A CONIUGARE OTTIMEA CONIUGARE OTTIME (ACCONTENTIAMOCI DI BUONE)(ACCONTENTIAMOCI DI BUONE) COMPETENZE INFORMATICHE CONCOMPETENZE INFORMATICHE CON OTTIME (COME SOPRA) COMPETENZEOTTIME (COME SOPRA) COMPETENZE AZIENDALI PER RIUSCIRE A COGLIEREAZIENDALI PER RIUSCIRE A COGLIERE LA “GIUSTA” (PER GLI STAKEHOLDERS)LA “GIUSTA” (PER GLI STAKEHOLDERS) EVOLUZIONE DELLE ICTEVOLUZIONE DELLE ICT
  • 26. 26 INGEGNERIA INFORMATICO-INGEGNERIA INFORMATICO- AZIENDALEAZIENDALE SI RICORDI PERALTRO CHE NELLESI RICORDI PERALTRO CHE NELLE UNIVERSITÀ, PROPRIO PER GLIUNIVERSITÀ, PROPRIO PER GLI ASPETTI DI RICERCA EDASPETTI DI RICERCA ED INNOVAZIONE CHE LEINNOVAZIONE CHE LE CARATTERIZZANO, SPESSO SICARATTERIZZANO, SPESSO SI TRATTANO PARADIGMI MOLTO DELTRATTANO PARADIGMI MOLTO DEL “FUTURO” NEL SENSO CHE NON“FUTURO” NEL SENSO CHE NON DIVENTERANNO MAI DELDIVENTERANNO MAI DEL “PRESENTE”“PRESENTE”
  • 27. 27 DURANTE IL CORSO SIDURANTE IL CORSO SI ANALIZZERANNO “ALCUNI”ANALIZZERANNO “ALCUNI” PARADIGMI COERENTI CON:PARADIGMI COERENTI CON: ILIL METAPARADIGMA POSITIVISTICOMETAPARADIGMA POSITIVISTICO LE ATTUALI CONOSCENZE SCIENTIFICO/LE ATTUALI CONOSCENZE SCIENTIFICO/ TECNOLOGICHETECNOLOGICHE LE MIGLIORI PRASSI NELLA SOLUZIONELE MIGLIORI PRASSI NELLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI AZIENDALI UTILIZZANDODEI PROBLEMI AZIENDALI UTILIZZANDO LELE EASEAS LE EASLE EAS
  • 28. 28 ““I PRINCIPI”I PRINCIPI”““I PRINCIPI”I PRINCIPI”
  • 29. 29 PRINCIPIPRINCIPI I PRINCIPI LE TEORIE DEVONO,I PRINCIPI LE TEORIE DEVONO, SECONDO IL POSITIVISMO,SECONDO IL POSITIVISMO, BASARSI SU FATTI VERIFICABILIBASARSI SU FATTI VERIFICABILI SPERIMENTALMENTESPERIMENTALMENTE SI RIGETTA QUINDI IL MONDOSI RIGETTA QUINDI IL MONDO DELLA METAFISICADELLA METAFISICA
  • 30. 30 PRIMA DI REALIZZARE UN QUALUNQUE INTERVENTO (ANCHE TRAMITE LE EAS) SI DEVONO: IDENTIFICARE TUTTI GLI INTERESSATI (STAKEHOLDERS) IN PARTICOLARE I CUSTOMER (I CLIENTI, I SOLI CHE PAGANO) DEFINIRE LE SPECIFICHE (IL PERCHE’ DELL’INTERVENTO) CORRELANDOLE A CIÒ CHE PENSANO/DESIDERANO GLI STAKEHOLDERS PER RAGGIUNGERE LA STAKEHOLDER SATISFACTION PRINCIPIPRINCIPI
  • 31. 31 PROGETTARE RICORDANDO CHEPROGETTARE RICORDANDO CHE PER ESSEREPER ESSERE EFFICACI EDEFFICACI ED EFFICIENTIEFFICIENTI NON SI DEVONONON SI DEVONO TRASCURARE GLI ASPETTI UMANITRASCURARE GLI ASPETTI UMANI (CULTURALI, SOCIALI, PSICOLOGICI(CULTURALI, SOCIALI, PSICOLOGICI ED .... ERGONOMICI) DEGLIED .... ERGONOMICI) DEGLI STAKEHOLDERSSTAKEHOLDERS PRINCIPIPRINCIPI
  • 32. 32 L’EFFICACIAL’EFFICACIA MISURA LA CAPACITA’ DIMISURA LA CAPACITA’ DI RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DELRAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO (LE SPECIFICHE OVVERO LAPROGETTO (LE SPECIFICHE OVVERO LA STAKEHOLDER SATISFACTIONSTAKEHOLDER SATISFACTION)) L’EFFICIENZAL’EFFICIENZA MISURA LA CAPACITA’MISURA LA CAPACITA’ DI ESSERE EFFICACI CON IL MINIMODI ESSERE EFFICACI CON IL MINIMO SPRECO DI RISORSESPRECO DI RISORSE PRINCIPIPRINCIPI
  • 33. 33 SPERIMENTARESPERIMENTARE LE SOLUZIONI PRIMALE SOLUZIONI PRIMA DI APPLICARLE RICORDANDO PERÒDI APPLICARLE RICORDANDO PERÒ CHE LE IMPRESE SONO "MACCHINE"CHE LE IMPRESE SONO "MACCHINE" COMPLESSE ED IRREVERSIBILICOMPLESSE ED IRREVERSIBILI PER TALE MOTIVO I PROBLEMIPER TALE MOTIVO I PROBLEMI AZIENDALI DOVREBBERO ESSEREAZIENDALI DOVREBBERO ESSERE RISOLTI, PREFERIBILMENTE, CONRISOLTI, PREFERIBILMENTE, CON TECNICHE DITECNICHE DI PICCOLOPICCOLO MIGLIORAMENTO CONTINUO (MIGLIORAMENTO CONTINUO (KAIZENKAIZEN)) PRINCIPIPRINCIPI
  • 34. 34 IN CASO DI GRANDI INTERVENTIIN CASO DI GRANDI INTERVENTI (KAIKAKU) SI DOVREBBE(KAIKAKU) SI DOVREBBE RICORRERE A:RICORRERE A: PROGETTI PILOTAPROGETTI PILOTA SIMULAZIONESIMULAZIONE SOLUZIONI GIÀ SPERIMENTATESOLUZIONI GIÀ SPERIMENTATE PRINCIPIPRINCIPI
  • 35. 35 LE TECNICHELE TECNICHELE TECNICHELE TECNICHE COME FARE PER RAGGIUNGERE LO SCOPO
  • 36. 36 LA TECNICALA TECNICA UNA TECNICA È, SECONDO ILUNA TECNICA È, SECONDO IL VOCABOLARIO DELLA LINGUAVOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, UN’INSIEME DIITALIANA, UN’INSIEME DI “REGOLE” PER IL CONCRETO“REGOLE” PER IL CONCRETO SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀSVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ MANUALI, INTELLETTUALI OMANUALI, INTELLETTUALI O SPORTIVESPORTIVE
  • 37. 37 L'UTILIZZAZIONE DI TECNICHEL'UTILIZZAZIONE DI TECNICHE ADEGUATE (AD ESEMPIO “ILADEGUATE (AD ESEMPIO “IL VALUE STREAM COSTINGVALUE STREAM COSTING”” NELL’AMBITO DEL PARADIGMANELL’AMBITO DEL PARADIGMA DELDEL LEAN ACCOUNTINGLEAN ACCOUNTING) È) È ESSENZIALE ANCHE NELLAESSENZIALE ANCHE NELLA SOLUZIONE DELLESOLUZIONE DELLE PROBLEMATICHE AZIENDALI INPROBLEMATICHE AZIENDALI IN PARTICOLARE DEI PROCESSIPARTICOLARE DEI PROCESSI TECNICHETECNICHE
  • 38. 38 TECNICHETECNICHE RICORDO CHE SPESSO NELLE MATERIERICORDO CHE SPESSO NELLE MATERIE GESTIONALI, PROPRIO PERGESTIONALI, PROPRIO PER L’INFLUENZA DI “CULTURE NONL’INFLUENZA DI “CULTURE NON INGEGNERISTICHE”, VI È UN PÒ DIINGEGNERISTICHE”, VI È UN PÒ DI CONFUSIONECONFUSIONE SPESSO LE TECNICHE VENGONOSPESSO LE TECNICHE VENGONO CHIAMATE “STUMENTI” CHE PER LACHIAMATE “STUMENTI” CHE PER LA LINGUA ITALIANA SONO INVECE GLILINGUA ITALIANA SONO INVECE GLI ATTREZZI ED I DISPOSITIVIATTREZZI ED I DISPOSITIVI UTILIZZATI PER SVOLGERE IL LAVOROUTILIZZATI PER SVOLGERE IL LAVORO
  • 39. 39 TECNICHETECNICHE NON È BENE CONFONDERE LONON È BENE CONFONDERE LO STRUMENTO (AD ESEMPIO ILSTRUMENTO (AD ESEMPIO IL BISTURI) CON LA TECNICA CHE LOBISTURI) CON LA TECNICA CHE LO UTILIZZA (LE REGOLE PREVISTEUTILIZZA (LE REGOLE PREVISTE PER ASPORTARE L’APPENDICE)PER ASPORTARE L’APPENDICE) PER RIFERIMENTO SI CERCHI SUPER RIFERIMENTO SI CERCHI SU INTERNET “I SETTEINTERNET “I SETTE STRUMENTISTRUMENTI DELLA QUALITÀ (ISHIKAWA)”DELLA QUALITÀ (ISHIKAWA)”
  • 40. 40 È OPPORTUNO EVIDENZIAREÈ OPPORTUNO EVIDENZIARE INOLTRE CHE L'USO DI TECNICHEINOLTRE CHE L'USO DI TECNICHE ADEGUATE NON GARANTISCE AADEGUATE NON GARANTISCE A PRIORI IL SUCCESSOPRIORI IL SUCCESSO QUALITÀQUALITÀ ≠≠ TECNICITÀTECNICITÀ UN’ADEGUATAUN’ADEGUATA PROFESSIONALITÀPROFESSIONALITÀ RICHIEDE SOLUZIONI DI QUALITÀ ERICHIEDE SOLUZIONI DI QUALITÀ E CIOÈ EFFICACI ED EFFICIENTICIOÈ EFFICACI ED EFFICIENTI TECNICHETECNICHE
  • 41. IL METODOIL METODOIL METODOIL METODO CODURRE CON “ORDINE” IL RAGIONAMENTO
  • 42. 42 METODOMETODO SI POSSONO UTILIZZARE DUE METODI: IL METODO SCIENTIFICO (MATEMATICO) O INGEGNERISTICO CLASSICO O “RAZIONALE” O CARTESIANO IL METODO MODERNO O “A RAZIONALITÀ LIMITATA”
  • 43. 43 IL METODO INGEGNERISTICO CLASSICO OPERA SECONDO DUE SCHEMI LOGICI : DIMENSIONALE TEMPORALE METODO CLASSICOMETODO CLASSICO
  • 44. 44 PER RISOLVERE UN PROBLEMAPER RISOLVERE UN PROBLEMA COMPLESSO SI DEVE SCOMPORLO INCOMPLESSO SI DEVE SCOMPORLO IN PROBLEMI PIÙ SEMPLICI (PROBLEMI PIÙ SEMPLICI (PROBLEMPROBLEM BREAKDOWNBREAKDOWN) FINO AD ARRIVARE A UN) FINO AD ARRIVARE A UN GRADO DI DETTAGLIO CHE SIAGRADO DI DETTAGLIO CHE SIA RISOLUBILERISOLUBILE IL PROCEDIMENTO (L’ANALISIIL PROCEDIMENTO (L’ANALISI CARTESIANA) VIENE DEFINITOCARTESIANA) VIENE DEFINITO TOP-DOWNTOP-DOWN O AD ALBEROO AD ALBERO SCHEMA DIMENSIONALESCHEMA DIMENSIONALE
  • 45. 45 OVVIAMENTE PER VERIFICARE DI AVEROVVIAMENTE PER VERIFICARE DI AVER FATTO LE COSE CORRETTAMENTE SIFATTO LE COSE CORRETTAMENTE SI DEVONO CONDURRE OPERAZIONI DIDEVONO CONDURRE OPERAZIONI DI RICOMPOSIZIONE DAL PICCOLO VERSORICOMPOSIZIONE DAL PICCOLO VERSO IL GRANDE E DI CONTROLLOIL GRANDE E DI CONTROLLO IL PROCEDIMENTO (LA SINTESIIL PROCEDIMENTO (LA SINTESI CARTESIANA) VIENE DEFINITOCARTESIANA) VIENE DEFINITO BOTTOM-BOTTOM- UPUP SCHEMA DIMENSIONALESCHEMA DIMENSIONALE
  • 46. 46 SOLO LO SCHEMA DIMENSIONALESOLO LO SCHEMA DIMENSIONALE (AD ALBERO), SE CORRETTAMENTE(AD ALBERO), SE CORRETTAMENTE SEGUITO, PERMETTE DISEGUITO, PERMETTE DI RISOLVERE “RAZIONALMENTE” IRISOLVERE “RAZIONALMENTE” I COMPLESSI PROBLEMI AZIENDALICOMPLESSI PROBLEMI AZIENDALI GARANTENDO IL MANTENIMENTOGARANTENDO IL MANTENIMENTO DELL'UNITARIETÀDELL'UNITARIETÀ SCHEMA DIMENSIONALESCHEMA DIMENSIONALE
  • 47. 47 PER RISOLVERE IL PROBLEMAPER RISOLVERE IL PROBLEMA DELL’EVIDENZA RAZIONALE, ADDELL’EVIDENZA RAZIONALE, AD OGNI LIVELLO DIMENSIONALE, SIOGNI LIVELLO DIMENSIONALE, SI DEVONO PERÒ SVOLGERE UNADEVONO PERÒ SVOLGERE UNA SEQUENZA DI ATTIVITÀSEQUENZA DI ATTIVITÀ (L’ENUMERAZIONE COMPLETA DI(L’ENUMERAZIONE COMPLETA DI CARTESO) TEMPORALMENTE INCARTESO) TEMPORALMENTE IN SERIESERIE SCHEMA TEMPORALESCHEMA TEMPORALE
  • 48. 48 GLI ASPETTI DELLO SCHEMAGLI ASPETTI DELLO SCHEMA TEMPORALE (DEL METODOTEMPORALE (DEL METODO SCIENTIFICO) SONO AMPIAMENTESCIENTIFICO) SONO AMPIAMENTE TRATTATI ANCHE IN AZIENDA ADTRATTATI ANCHE IN AZIENDA AD ESEMPIO NELL’AMBITO DEL TQMESEMPIO NELL’AMBITO DEL TQM ((TOTAL QUALITY MANAGEMENTTOTAL QUALITY MANAGEMENT)) SONO CONOSCIUTI COME:SONO CONOSCIUTI COME: METODO P.D.C.A.METODO P.D.C.A. ((PLAN-DO-CHEK-ACTION)PLAN-DO-CHEK-ACTION) O "RUOTA DI DEMING"O "RUOTA DI DEMING" SCHEMA TEMPORALESCHEMA TEMPORALE
  • 49. 49 IL PLAN SI COMPONE DI DUEIL PLAN SI COMPONE DI DUE SOTTOFASISOTTOFASI 1° - IL “1° - IL “PROBLEM SETTINGPROBLEM SETTING”” SCELTA ED ESPLICITAZIONE DELSCELTA ED ESPLICITAZIONE DEL PROBLEMAPROBLEMA IDENTIFICAZIONE E ANALISI DEI FATTORIIDENTIFICAZIONE E ANALISI DEI FATTORI PERTINENTI (DEL CONTESTO)PERTINENTI (DEL CONTESTO) IDENTIFICAZIONE E VALORIZZAZIONEIDENTIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE CAUSE E DEGLI EFFETTIDELLE CAUSE E DEGLI EFFETTI IL PLANIL PLAN
  • 50. 50 2° - IL “2° - IL “PROBLEM SOLVINGPROBLEM SOLVING”” IDENTIFICAZIONE DI ALCUNE SOLUZIONIIDENTIFICAZIONE DI ALCUNE SOLUZIONI PRELIMINARIPRELIMINARI SCELTA DI UNA SOLUZIONE, IN BASE ASCELTA DI UNA SOLUZIONE, IN BASE A QUALCHE CRITERIO DI MERITO (FUNZIONEQUALCHE CRITERIO DI MERITO (FUNZIONE OBIETTIVO)OBIETTIVO) SVILUPPO DETTAGLIATO/OPERATIVOSVILUPPO DETTAGLIATO/OPERATIVO DELLO SCHEMA RISOLUTIVO OVVERODELLO SCHEMA RISOLUTIVO OVVERO SCOMPOSIZIONE DEL PROBLEMA INSCOMPOSIZIONE DEL PROBLEMA IN SOTTOPROBLEMI (RITORNO ALLO SCHEMASOTTOPROBLEMI (RITORNO ALLO SCHEMA DIMENSIONALE)DIMENSIONALE) IL PLANIL PLAN
  • 51. 51 SOLO QUANDO SI E' IDENTIFICATOSOLO QUANDO SI E' IDENTIFICATO UN PIANO (PROGETTOUN PIANO (PROGETTO PRELIMINARE) SI PUÒ PASSAREPRELIMINARE) SI PUÒ PASSARE ALLE FASI DELLA:ALLE FASI DELLA: REALIZZAZIONE SPERIMENTALE (REALIZZAZIONE SPERIMENTALE (DODO)) ANALISI DEI DATI SPERIMENTALI (ANALISI DEI DATI SPERIMENTALI (CHECKCHECK)) PROGETTO DEFINITIVO OVVEROPROGETTO DEFINITIVO OVVERO STANDARDIZZAZIONE DELLA SOLUZIONESTANDARDIZZAZIONE DELLA SOLUZIONE ((ACTIONACTION)) IL PDCAIL PDCA
  • 52. 52 PER SVOLGERE OGNUNA DELLEPER SVOLGERE OGNUNA DELLE FASI IL PDCA IMPONE DIFASI IL PDCA IMPONE DI RICORRERE AL PDCA STESSORICORRERE AL PDCA STESSO LAVORANDO IN MODOLAVORANDO IN MODO RECURSIVORECURSIVO IL PDCAIL PDCA
  • 53. 53 ENTRAMBI GLI SCHEMI PREVISTIENTRAMBI GLI SCHEMI PREVISTI DAL METODO CLASSICO SONO:DAL METODO CLASSICO SONO: CICLICICICLICI IN QUANTO PER EFFETTOIN QUANTO PER EFFETTO DELLA VERIFICA È NECESSARIODELLA VERIFICA È NECESSARIO RIPERCORRERE I PASSI PREVISTIRIPERCORRERE I PASSI PREVISTI AD IMBUTOAD IMBUTO IN QUANTO IL NUMEROIN QUANTO IL NUMERO DELLE POSSIBILI SOLUZIONI TENDE ADELLE POSSIBILI SOLUZIONI TENDE A RIDURSI CON LE SCELTE FATTE E LORIDURSI CON LE SCELTE FATTE E LO SCHEMA RISOLUTIVO AD IRRIGIDIRSISCHEMA RISOLUTIVO AD IRRIGIDIRSI IL METODO CLASSICOIL METODO CLASSICO
  • 54. 54 IL METODO CLASSICOIL METODO CLASSICO OGGI SI FANNO TRE CRITICHE ALOGGI SI FANNO TRE CRITICHE AL METODO RAZIONALE:METODO RAZIONALE: È TROPPO LUNGOÈ TROPPO LUNGO È TROPPO COSTOSOÈ TROPPO COSTOSO È TROPPO RISCHIOSOÈ TROPPO RISCHIOSO PER QUESTO, QUANDO POSSIBILE, SIPER QUESTO, QUANDO POSSIBILE, SI PREFERISCE RICORRERE AL METODOPREFERISCE RICORRERE AL METODO MODERNO “A RAZIONALITÀ LIMITATA”MODERNO “A RAZIONALITÀ LIMITATA”
  • 55. 55 IL METODO MODERNOIL METODO MODERNO IL METODO A RAZIONALITÀIL METODO A RAZIONALITÀ LIMITATA SI BASA SU DUELIMITATA SI BASA SU DUE PRINCIPI:PRINCIPI: COINVOLGERE NELLA SOLUZIONECOINVOLGERE NELLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA GLI STAKEHOLDERSDEL PROBLEMA GLI STAKEHOLDERS (EVITARE CIOÈ LA “TORRE(EVITARE CIOÈ LA “TORRE D’AVORIO” = AUTOREFERENZIALITÀD’AVORIO” = AUTOREFERENZIALITÀ TIPICA DEI PROGETTISTI)TIPICA DEI PROGETTISTI) UTILIZZARE, SE POSSIBILE, “BUONE”UTILIZZARE, SE POSSIBILE, “BUONE” SOLUZIONI GIÀ ESISTENTISOLUZIONI GIÀ ESISTENTI
  • 56. 56 COINVOLGERE STAKEHOLDERSCOINVOLGERE STAKEHOLDERS IL PRINCIPIO SI BASA SUIL PRINCIPIO SI BASA SU UN’EVIDENZA EMPIRICA:UN’EVIDENZA EMPIRICA: SE GLI STAKEHOLDERS SONOSE GLI STAKEHOLDERS SONO COINVOLTI FIN DALL’INIZIO IN TUTTECOINVOLTI FIN DALL’INIZIO IN TUTTE LE FASI DI RISOLUZIONE DELLE FASI DI RISOLUZIONE DEL PROBLEMA I TEMPI SI RIDUCONO (SIPROBLEMA I TEMPI SI RIDUCONO (SI EVITA IL TOP-DOWN / BOTTOM-UPEVITA IL TOP-DOWN / BOTTOM-UP TIPICO DEL METODO RAZIONALE) ED ITIPICO DEL METODO RAZIONALE) ED I RISCHI DI INSUCCESSO SONO MINORIRISCHI DI INSUCCESSO SONO MINORI
  • 57. 57 ““BUONE” SOLUZIONIBUONE” SOLUZIONI ANCHE QUESTO PRINCIPIO SI BASAANCHE QUESTO PRINCIPIO SI BASA SU UN’EVIDENZA EMPIRICA:SU UN’EVIDENZA EMPIRICA: UTILIZZANDO BUONE SOLUZIONIUTILIZZANDO BUONE SOLUZIONI PREESISTENTI I TEMPI ED I COSTI SIPREESISTENTI I TEMPI ED I COSTI SI RIDUCONO E LA QUALITÀ “TECNICA”RIDUCONO E LA QUALITÀ “TECNICA” È MAGGIORMENTE GARANTITAÈ MAGGIORMENTE GARANTITA
  • 58. 58 IL METODOIL METODO VEDREMO MEGLIO QUESTIVEDREMO MEGLIO QUESTI ASPETTI METODOLOGICIASPETTI METODOLOGICI (CLASSICI E MODERNI) PARLANDO(CLASSICI E MODERNI) PARLANDO PIÙ IN DETTAGLIO DIPIÙ IN DETTAGLIO DI “PROGETTAZIONE” (FASE DEL“PROGETTAZIONE” (FASE DEL PLAN)PLAN)
  • 59. 59 GLI STRUMENTIGLI STRUMENTIGLI STRUMENTIGLI STRUMENTI
  • 60. 60 GLI “STRUMENTI” (DA NONGLI “STRUMENTI” (DA NON CONFONDERE CON LE TECNICHE)CONFONDERE CON LE TECNICHE) ATTI A RISOLVERE I PROBLEMIATTI A RISOLVERE I PROBLEMI DELLA GESTIONE AZIENDALE SONODELLA GESTIONE AZIENDALE SONO LE ICTLE ICT SIA COME SUPPORTO ALLASIA COME SUPPORTO ALLA SPERIMENTAZIONE - PROGETTAZIONE -SPERIMENTAZIONE - PROGETTAZIONE - REALIZZAZIONE DEI PROCESSIREALIZZAZIONE DEI PROCESSI SIA INGLOBATE NELLA STRUTTURA DEISIA INGLOBATE NELLA STRUTTURA DEI PROCESSI STESSIPROCESSI STESSI GLI STRUMENTIGLI STRUMENTI
  • 61. 61 LE ICT SONO INDISPENSABILI PER FARLE ICT SONO INDISPENSABILI PER FAR FUNZIONARE I PROCESSI OPERATIVI (EASFUNZIONARE I PROCESSI OPERATIVI (EAS OPERATIVE) QUALI:OPERATIVE) QUALI: SISTEMI ERP (SISTEMI ERP (ENTERPRISE RESOURCE PLANNINGENTERPRISE RESOURCE PLANNING)) SISTEMI PLM (SISTEMI PLM (PRODUCT LIFECYCLEPRODUCT LIFECYCLE MANAGEMENTMANAGEMENT)) SISTEMI e-COMMERCESISTEMI e-COMMERCE SISTEMI CRM (SISTEMI CRM (CUSTOMER RELATIONSHIPCUSTOMER RELATIONSHIP MANAGEMENTMANAGEMENT)) .................. GLI STRUMENTIGLI STRUMENTI
  • 62. 62 LE ICT SONO ANCHE INDISPENSABILI PER FORNIRE SISTEMI DI CONTROLLO COMPLESSI DEI PROCESSI (EAS GESTIONALI) QUALI: IL SISTEMA CONTABILE IL SISTEMA DEI PERFORMANCE INDICATORS ........ GLI STRUMENTIGLI STRUMENTI
  • 63. 63 I MODELLII MODELLII MODELLII MODELLI
  • 64. 64 I MODELLII MODELLI L‘UTILIZZAZIONE DI MODELLI PERL‘UTILIZZAZIONE DI MODELLI PER VALUTAZIONI SPERIMENTALI (FASEVALUTAZIONI SPERIMENTALI (FASE DEL DO) È SEMPRE STATADEL DO) È SEMPRE STATA CARATTERISTICA DELL’INGEGNERIACARATTERISTICA DELL’INGEGNERIA STORICAMENTE SI SONO UTILIZZATISTORICAMENTE SI SONO UTILIZZATI SIA MODELLI MATERIALI (ANCHE INSIA MODELLI MATERIALI (ANCHE IN SCALA) CHE IMMATERIALI DI TIPOSCALA) CHE IMMATERIALI DI TIPO QUANTITATIVOQUANTITATIVO
  • 65. 65 L'EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIAL'EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA INFORMATICA HA MIGLIORATO DI VARIINFORMATICA HA MIGLIORATO DI VARI ORDINI DI GRANDEZZA LA CAPACITÀ DIORDINI DI GRANDEZZA LA CAPACITÀ DI COSTRUIRE MODELLI IMMATERIALICOSTRUIRE MODELLI IMMATERIALI FORMALIZZATI DI TIPO DESCRITTIVO EFORMALIZZATI DI TIPO DESCRITTIVO E PREDITTIVOPREDITTIVO NEI MODELLI ICT SI POSSONO INOLTRENEI MODELLI ICT SI POSSONO INOLTRE UTILIZZARE MOTORI INFERENZIALI NONUTILIZZARE MOTORI INFERENZIALI NON MATEMATICI (LOGICHE FUZZY,MATEMATICI (LOGICHE FUZZY, NEURONALI, CAOTICHE, ...)NEURONALI, CAOTICHE, ...) I MODELLII MODELLI
  • 66. 66 LE TECNICHE INFORMATICHE ATTELE TECNICHE INFORMATICHE ATTE ALLA COSTRUZIONE DI MODELLIALLA COSTRUZIONE DI MODELLI COMPLESSI, DESCRITTIVI/PREDITTIVI,COMPLESSI, DESCRITTIVI/PREDITTIVI, SONO PARTE DI UN SISTEMA DI EASSONO PARTE DI UN SISTEMA DI EAS CONOSCIUTO COMECONOSCIUTO COME BUSINESSBUSINESS INTELLIGENCEINTELLIGENCE I MODELLII MODELLI
  • 67. 67 LA CAPACITÀ DI COSTRUIRE MODELLI,LA CAPACITÀ DI COSTRUIRE MODELLI, IN PARTICOLARE QUANTITATIVI, E'IN PARTICOLARE QUANTITATIVI, E' MOLTO IMPORTANTE PER GLIMOLTO IMPORTANTE PER GLI INGEGNERIINGEGNERI L'USO DI ADEGUATI MODELLI ÈL'USO DI ADEGUATI MODELLI È FONDAMENTALE ANCHE PER LAFONDAMENTALE ANCHE PER LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI AZIENDALISOLUZIONE DEI PROBLEMI AZIENDALI I MODELLII MODELLI
  • 68. 68 MENTRE PER UN PROGETTISTA ELETTRONICOMENTRE PER UN PROGETTISTA ELETTRONICO PREDIRE L’ANDAMENTO QUANTITATIVO DIPREDIRE L’ANDAMENTO QUANTITATIVO DI UN SEGNALE È FATTIBILE E UTILEUN SEGNALE È FATTIBILE E UTILE PREDIRE IL COMPORTAMENTO DISCONTINUOPREDIRE IL COMPORTAMENTO DISCONTINUO DEL MERCATO, ANCHE CON SOFISTICATIDEL MERCATO, ANCHE CON SOFISTICATI MODELLI DI BUSINESS INTELLIGENCE, ÈMODELLI DI BUSINESS INTELLIGENCE, È OGGIGIORNO PRATICAMENTE POSSIBILE MAOGGIGIORNO PRATICAMENTE POSSIBILE MA PUÒ ESSERE MOLTO PERICOLOSO SE NONPUÒ ESSERE MOLTO PERICOLOSO SE NON FILTRATO DAL GIUDIZIO DELLE PERSONE !FILTRATO DAL GIUDIZIO DELLE PERSONE ! I MODELLII MODELLI
  • 69. 69 SPESSE VOLTE, DATA LA COMPLESSITÀSPESSE VOLTE, DATA LA COMPLESSITÀ DEI PROBLEMI AZIENDALI NEI QUALIDEI PROBLEMI AZIENDALI NEI QUALI GENERALMENTE SONO COINVOLTE LEGENERALMENTE SONO COINVOLTE LE PERSONE, SONO MOLTO UTILI MODELLIPERSONE, SONO MOLTO UTILI MODELLI QUALITATIVI E DESCRITTIVI (Quel ramoQUALITATIVI E DESCRITTIVI (Quel ramo del lago di Como che volge …) MENTREdel lago di Como che volge …) MENTRE QUELLI QUANTITATIVI (f = m a)QUELLI QUANTITATIVI (f = m a) POTREBBERO NON ESSERE UTILIZABILIPOTREBBERO NON ESSERE UTILIZABILI RIUSCIRESTE A DECRIVERE ILRIUSCIRESTE A DECRIVERE IL COMPORTAMENTO DELLE PERSONE CONCOMPORTAMENTO DELLE PERSONE CON UN’EQUAZIONE DIFFERENZIALE?UN’EQUAZIONE DIFFERENZIALE? I MODELLII MODELLI
  • 70. 70 MENTRE NELLE ALTRE INGEGNERIE IMENTRE NELLE ALTRE INGEGNERIE I RISULTATI DI UN MODELLO POSSONO SPESSORISULTATI DI UN MODELLO POSSONO SPESSO ESSERE PRESI A BASE PER IL PROGETTOESSERE PRESI A BASE PER IL PROGETTO FINALE (FASE DELL’ACTION)FINALE (FASE DELL’ACTION) NELL’INGEGNERIA INFORMATICA PER LANELL’INGEGNERIA INFORMATICA PER LA GESTIONE D’ AZIENDA SERVONO SOLO PERGESTIONE D’ AZIENDA SERVONO SOLO PER FORNIRE ULTERIORI INFORMAZIONI (ECCOFORNIRE ULTERIORI INFORMAZIONI (ECCO PERCHÉPERCHÉ BUSINESS INTELLIGENCEBUSINESS INTELLIGENCE) A COLORO) A COLORO CHE DEVONO PRENDERE LE “DECISIONI” PERCHE DEVONO PRENDERE LE “DECISIONI” PER IL FUNZIONAMENTO DEI PROCESSIIL FUNZIONAMENTO DEI PROCESSI I MODELLII MODELLI
  • 71. 71 IL CHECKIL CHECK L’ANALISI DEI DATI SPERIMENTALI (ILL’ANALISI DEI DATI SPERIMENTALI (IL CHECK) È OVVIAMENTECHECK) È OVVIAMENTE FONDAMENTALE (L’EVIDENZAFONDAMENTALE (L’EVIDENZA RAZIONALE DI CARTESIO)RAZIONALE DI CARTESIO) IL PROBLEMA È CHE AI NOSTRIIL PROBLEMA È CHE AI NOSTRI INGEGNERI SI INSEGNANO TANTE COSEINGEGNERI SI INSEGNANO TANTE COSE MA NON AD ANALIZZARE I DATIMA NON AD ANALIZZARE I DATI SPERIMENTALI CHE È UN TIPICOSPERIMENTALI CHE È UN TIPICO ARGOMENTO TRATTATO IN STATISTICAARGOMENTO TRATTATO IN STATISTICA
  • 72. 72 IL CHECKIL CHECK SAPETE:SAPETE: COSTRUIRE UNA RETTA DICOSTRUIRE UNA RETTA DI REGRESSIONE?REGRESSIONE? CALCOLARE IL GRADO DICALCOLARE IL GRADO DI CORRELAZIONE FRA DUE VARIABILI?CORRELAZIONE FRA DUE VARIABILI? COS’È LO SMORZAMENTOCOS’È LO SMORZAMENTO ESPONENZIALE?ESPONENZIALE? COME FUNZIONA IL TEST DELCOME FUNZIONA IL TEST DEL χχ22 ??
  • 73. 73 LE VARIABILILE VARIABILILE VARIABILILE VARIABILI
  • 74. 74 IL CONCETTO DI VARIABILE (E QUINDIIL CONCETTO DI VARIABILE (E QUINDI QUELLO DI FUNZIONE/ALGORITMO), FRAQUELLO DI FUNZIONE/ALGORITMO), FRA I PIÙ USATI NELL’INGEGNERIA, ÈI PIÙ USATI NELL’INGEGNERIA, È PESANTEMENTE CONDIZIONATO DALLAPESANTEMENTE CONDIZIONATO DALLA SPECIFICITÀ DELLE PROBLEMATICHESPECIFICITÀ DELLE PROBLEMATICHE AZIENDALIAZIENDALI LE VARIABILILE VARIABILI
  • 75. 75 ESISTONO MOLTISSIME VARIABILI SUESISTONO MOLTISSIME VARIABILI SU CUI SI PUÒ OPERARE E SU CUI SI MISURACUI SI PUÒ OPERARE E SU CUI SI MISURA LA VALIDITÀ DI UN INTERVENTOLA VALIDITÀ DI UN INTERVENTO GESTIONALEGESTIONALE PER OPERARE SUL SISTEMA AZIENDA ÈPER OPERARE SUL SISTEMA AZIENDA È MOLTO DIFFICILE POTER UTILIZZAREMOLTO DIFFICILE POTER UTILIZZARE VARIABILI E FUNZIONI QUANTITATIVE EVARIABILI E FUNZIONI QUANTITATIVE E MISURABILIMISURABILI LE VARIABILILE VARIABILI
  • 76. 76 AD ESEMPIO:AD ESEMPIO: SODDISFAZIONE DEI CLIENTI E DEGLI ALTRISODDISFAZIONE DEI CLIENTI E DEGLI ALTRI STAKEHOLDERSSTAKEHOLDERS QUALITÀ PRODOTTI / PROCESSIQUALITÀ PRODOTTI / PROCESSI SOLIDITÀ FINANZIARIASOLIDITÀ FINANZIARIA REDDITIVITÀ ECONOMICAREDDITIVITÀ ECONOMICA COMPETENZE E KNOW HOW ....COMPETENZE E KNOW HOW .... SONO SOLO IN PARTE VARIABILISONO SOLO IN PARTE VARIABILI QUANTITATIVE E MISURABILIQUANTITATIVE E MISURABILI LE VARIABILILE VARIABILI
  • 77. 77 LE VARIABILILE VARIABILI È COMUNQUE IMPORTANTEÈ COMUNQUE IMPORTANTE RIUSCIRE AD ESPRIMERE IRIUSCIRE AD ESPRIMERE I FENOMENI IN MODOFENOMENI IN MODO QUANTITTATIVO ANCHE SEQUANTITTATIVO ANCHE SE APPROSSIMATOAPPROSSIMATO NEL NOSTRO CASO SI POSSONONEL NOSTRO CASO SI POSSONO UTILIZZARE SISTEMI AUTILIZZARE SISTEMI A PUNTEGGIO, SEMAFORICI, FUZZY,PUNTEGGIO, SEMAFORICI, FUZZY, ….….
  • 78. 78 GALILEOGALILEO MISURA TUTTO CIÒ CHE ÈMISURA TUTTO CIÒ CHE È MISURABILE RENDI MISURABILE CIÒMISURABILE RENDI MISURABILE CIÒ CHE NON LO ÈCHE NON LO È
  • 79. 79 LORD KELVINLORD KELVIN SOLO QUANDO POTETE MISURARESOLO QUANDO POTETE MISURARE CIÒ DI CUI STATE PARLANDO EDCIÒ DI CUI STATE PARLANDO ED ESPRIMERLO IN NUMERI SAPETEESPRIMERLO IN NUMERI SAPETE QUALCOSA SU DI ESSO; MA QUANDOQUALCOSA SU DI ESSO; MA QUANDO NON POTETE MISURARLO, QUANDONON POTETE MISURARLO, QUANDO NON SIETE IN GRADO DI ESPRIMERLONON SIETE IN GRADO DI ESPRIMERLO IN CIFRE, LA VOSTRA CONOSCENZA ÈIN CIFRE, LA VOSTRA CONOSCENZA È BEN CARENTE ED INSODDISFACENTEBEN CARENTE ED INSODDISFACENTE
  • 80. 80 LA PROGETTAZIONELA PROGETTAZIONELA PROGETTAZIONELA PROGETTAZIONE
  • 81. 81 PRIMA DI AGIRE PER RISOLVERE UNPRIMA DI AGIRE PER RISOLVERE UN PROBLEMA, COME SI È DETTO, GLIPROBLEMA, COME SI È DETTO, GLI INGEGNERIINGEGNERI PROGETTANOPROGETTANO GLIGLI INTERVENTI (FASE DEL PLAN)INTERVENTI (FASE DEL PLAN) DA ALCUNI ANNI, IN RELAZIONE ALLEDA ALCUNI ANNI, IN RELAZIONE ALLE NUOVE TECNOLOGIE CAD (NUOVE TECNOLOGIE CAD (COMPUTERCOMPUTER AIDED DESIGNAIDED DESIGN), SI E' SENTITA LA), SI E' SENTITA LA NECESSITÀ DINECESSITÀ DI RENDERE PIÙRENDERE PIÙ SISTEMATICOSISTEMATICO IL PROCESSO DIIL PROCESSO DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE LA PROGETTAZIONELA PROGETTAZIONE
  • 82. 82 SONO STATI FORMULATI DEISONO STATI FORMULATI DEI PRINCIPIPRINCIPI,, DELLE LINEE GUIDA DI PROGETTAZIONEDELLE LINEE GUIDA DI PROGETTAZIONE ALCUNI NASCONO DA ASSIOMI ALTRI DAALCUNI NASCONO DA ASSIOMI ALTRI DA CONSIDERAZIONI SPERIMENTALI E DACONSIDERAZIONI SPERIMENTALI E DA BUON SENSOBUON SENSO LA PROGETTAZIONE ASSIOMATICA ÈLA PROGETTAZIONE ASSIOMATICA È ANCHE DEFINIBILE PROGETTAZIONEANCHE DEFINIBILE PROGETTAZIONE CLASSICACLASSICA L’ALTRA È DEFINIBILE MODERNAL’ALTRA È DEFINIBILE MODERNA LA PROGETTAZIONELA PROGETTAZIONE
  • 83. 83 PROGETTAZIONE CLASSICAPROGETTAZIONE CLASSICA RAZIONALE O CARTESIANA
  • 84. 84 UN PRIMO PRINCIPIO ASSIOMATICOUN PRIMO PRINCIPIO ASSIOMATICO AFFERMA CHE PER PROGETTAREAFFERMA CHE PER PROGETTARE CORRETTAMENTE UN “OGGETTO” E'CORRETTAMENTE UN “OGGETTO” E' NECESSARIONECESSARIO IDENTIFICARNE IL COMPITOIDENTIFICARNE IL COMPITO (O UN INSIEME DI COMPITI ) IN(O UN INSIEME DI COMPITI ) IN QUANTO QUESTO È L'UNICO MEZZOQUANTO QUESTO È L'UNICO MEZZO LOGICO PER DEFINIRELOGICO PER DEFINIRE REALISTICAMENTE L'OGGETTOREALISTICAMENTE L'OGGETTO PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 85. 85 LA TECNICA PER APPLICARE ILLA TECNICA PER APPLICARE IL PRINCIPIO È LA DEFINIZIONE DELPRINCIPIO È LA DEFINIZIONE DEL COMPITOCOMPITO COMPITO = VERBO + NOMECOMPITO = VERBO + NOME DOVE IL VERBO DENOTA L'AZIONEDOVE IL VERBO DENOTA L'AZIONE MENTRE IL NOME DEVE ESSEREMENTRE IL NOME DEVE ESSERE L'OGGETTO DI TALE AZIONEL'OGGETTO DI TALE AZIONE IL VERBO DEVE ESSERE GENERICOIL VERBO DEVE ESSERE GENERICO MENTRE IL NOME SPECIFICOMENTRE IL NOME SPECIFICO PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 86. 86 VERBIVERBI SOSTANTIVISOSTANTIVI QUANTITATIVI QUALITATIVIQUANTITATIVI QUALITATIVI SOSTENERESOSTENERE INCREMENTAREINCREMENTARE PESOPESO STILESTILE TRASMETTERETRASMETTERE STABILIRESTABILIRE COPPIACOPPIA BELLEZZABELLEZZA PORTAREPORTARE CAPIRECAPIRE CARICOCARICO VALOREVALORE INCLUDEREINCLUDERE CONTROLLARECONTROLLARE CALORECALORE COMPONENTECOMPONENTE ISOLAREISOLARE PROVVEDEREPROVVEDERE ENERGIAENERGIA MECCANISMOMECCANISMO PROTEGGEREPROTEGGERE DIVIDEREDIVIDERE PEZZOPEZZO CIRCUITOCIRCUITO PREVENIREPREVENIRE UNIREUNIRE PRODOTTIPRODOTTI RITORNORITORNO AMPLIFICAREAMPLIFICARE MISURAREMISURARE COSTICOSTI DANNODANNO CORREGGERECORREGGERE PROVVEDEREPROVVEDERE SCARTISCARTI RIPARAZIONERIPARAZIONE PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 87. 87 PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE LA DEFINIZIONE DEL COMPITO ÈLA DEFINIZIONE DEL COMPITO È ANCHE ALLA BASE DELLAANCHE ALLA BASE DELLA MODERNA “PROGETTAZIONE” DIMODERNA “PROGETTAZIONE” DI UN’AZIENDA COME INSIEME DI:UN’AZIENDA COME INSIEME DI: ““PROCESSI PRIMARIPROCESSI PRIMARI  SODDISFARESODDISFARE (VERBO) I CLIENTI (SOSTANTIVO)”(VERBO) I CLIENTI (SOSTANTIVO)”
  • 88. 88 SE NON SI RIESCE AD IDENTIFICARE UNSE NON SI RIESCE AD IDENTIFICARE UN OGGETTO “FISICAMENTE CAPACE” DIOGGETTO “FISICAMENTE CAPACE” DI SVOLGERE IL COMPITO PREVISTO SISVOLGERE IL COMPITO PREVISTO SI DEVE SUDDIVIDERE IL PROBLEMA INDEVE SUDDIVIDERE IL PROBLEMA IN SOTTOPROBLEMI PIÙ SEMPLICISOTTOPROBLEMI PIÙ SEMPLICI ((PROBLEM BREAKDOWNPROBLEM BREAKDOWN) OVVERO IN) OVVERO IN “SOTTO COMPITI”“SOTTO COMPITI” L'APPLICAZIONE DEL METODOL'APPLICAZIONE DEL METODO TOP-TOP- DOWNDOWN PORTA QUINDI A COSTRUIRE UNAPORTA QUINDI A COSTRUIRE UNA GERARCHIA DEI COMPITI (NEL NOSTROGERARCHIA DEI COMPITI (NEL NOSTRO CASO DI PROCESSI)CASO DI PROCESSI) PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 89. 89 LA LOGICA BOTTOM-UP PERMETTE DILA LOGICA BOTTOM-UP PERMETTE DI VERIFICARE LA CONGRUENZAVERIFICARE LA CONGRUENZA NEL PROCEDERE DALL'ALTO IN BASSONEL PROCEDERE DALL'ALTO IN BASSO LA DOMANDA ÈLA DOMANDA È COME?COME? NEL PROCEDERENEL PROCEDERE DAL BASSO IN ALTO LA DOMANDA ÈDAL BASSO IN ALTO LA DOMANDA È PERCHÈ?PERCHÈ? PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 90. 90 POSSONO VERIFICARSI SITUAZIONI IN CUIPOSSONO VERIFICARSI SITUAZIONI IN CUI ALCUNI COMPITI, ALLO STESSO LIVELLO,ALCUNI COMPITI, ALLO STESSO LIVELLO, SONO INDIPENDENTI GLI UNI DAGLI ALTRISONO INDIPENDENTI GLI UNI DAGLI ALTRI TALI COMPITI INDIPENDENTITALI COMPITI INDIPENDENTI RISPONDONO, GENERALMENTE, ALLARISPONDONO, GENERALMENTE, ALLA DOMANDADOMANDA QUANDO?QUANDO? PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 91. 91 Compito Compito indipendente Compito indipendente Compito di ordine superiore Compito di ordine inferiore Come ? Perchè ? Quando ? Quando ? PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 92. 92 UN SECONDO PRINCIPIO ASSIOMATICOUN SECONDO PRINCIPIO ASSIOMATICO STABILISCE CHE UN PROGETTOSTABILISCE CHE UN PROGETTO OTTIMALE DEVE, ALLO STESSO LIVELLOOTTIMALE DEVE, ALLO STESSO LIVELLO GERARCHICO, BASARSI SU COMPITI FRAGERARCHICO, BASARSI SU COMPITI FRA LORO INDIPENDENTI OVVERO, NEL CASOLORO INDIPENDENTI OVVERO, NEL CASO DI PROCESSI,DI PROCESSI, DI PROCESSI FRA LORODI PROCESSI FRA LORO INDIPENDENTIINDIPENDENTI È IL PRINCIPIO BASE DEL LEANÈ IL PRINCIPIO BASE DEL LEAN THINKINGTHINKING PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 93. 93 SONO STATE MESSE A PUNTOSONO STATE MESSE A PUNTO SPECIFICHE TECNICHE PER LASPECIFICHE TECNICHE PER LA CONCRETA APPLICAZIONE DICONCRETA APPLICAZIONE DI QUESTI PRINCIPIQUESTI PRINCIPI FRA LE TECNICHE PIÙ NOTE :FRA LE TECNICHE PIÙ NOTE : LA F.A.S.T. (LA F.A.S.T. (FUNCTION ANALYSIS ANDFUNCTION ANALYSIS AND SYSTEM TECHNIQUESYSTEM TECHNIQUE)) L'ANALISI DEL VALOREL'ANALISI DEL VALORE PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 94. 94 PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE NELLA DEFINIZIONE DELL'ALBERO DEINELLA DEFINIZIONE DELL'ALBERO DEI COMPITI E DEI MEZZI PER SODDISFARLICOMPITI E DEI MEZZI PER SODDISFARLI ELEMENTO CENTRALE DEVE ESSERE ILELEMENTO CENTRALE DEVE ESSERE IL COSTANTE RIFERIMENTO ALCOSTANTE RIFERIMENTO AL “VALORE”“VALORE” (CAPACITÀ DI SODDISFARE) CHE IL(CAPACITÀ DI SODDISFARE) CHE IL COMPITO HA PER GLICOMPITO HA PER GLI STAKEHOLDERSSTAKEHOLDERS
  • 95. 95 SIA NELLA PROGETTAZIONE DI UNSIA NELLA PROGETTAZIONE DI UN PRODOTTO CHE NEL REENGINERING DIPRODOTTO CHE NEL REENGINERING DI UN PROCESSO AZIENDALE E’ CIOÈUN PROCESSO AZIENDALE E’ CIOÈ NECESSARIO RICERCARE IL MASSIMONECESSARIO RICERCARE IL MASSIMO “VALORE”“VALORE” OVVERO UTILITÀ PER GLIOVVERO UTILITÀ PER GLI STAKEHOLDERSSTAKEHOLDERS PRINCIPI ASSIOMATICI DIPRINCIPI ASSIOMATICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 96. 96 PROGETTAZIONE “MODERNA”PROGETTAZIONE “MODERNA” A RAZIONALITÀ LIMITATA
  • 97. 97 OGNI OPERA UMANA HA VITA LIMITATA:OGNI OPERA UMANA HA VITA LIMITATA: IL CICLO DI VITAIL CICLO DI VITA CHE E’ IL TEMPO INTERCORRENTE FRACHE E’ IL TEMPO INTERCORRENTE FRA CONCEPIMENTO E MESSA FUORICONCEPIMENTO E MESSA FUORI SERVIZIOSERVIZIO PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 98. 98 IL CICLO DI VITA PUÒ ESSERE SCOMPOSTO IN:IL CICLO DI VITA PUÒ ESSERE SCOMPOSTO IN: DEFINIZIONEDEFINIZIONE DEL COMPITODEL COMPITO (SPECIFICHE)(SPECIFICHE) CONCEPIMENTO (PROGETTAZIONE)CONCEPIMENTO (PROGETTAZIONE) INDUSTRIALIZZAZIONEINDUSTRIALIZZAZIONE REALIZZAZIONEREALIZZAZIONE VENDITA ED INSTALLAZIONEVENDITA ED INSTALLAZIONE ESERCIZIOESERCIZIO MIGLIORAMENTOMIGLIORAMENTO MANUTENZIONEMANUTENZIONE RADIAZIONERADIAZIONE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 99. 99 UN PRINCIPIO EMPIRICO IMPONEUN PRINCIPIO EMPIRICO IMPONE ALLORA DI COINVOLGERE, FIN DALLAALLORA DI COINVOLGERE, FIN DALLA DEFINIZIONE E CONCEPIMENTODEFINIZIONE E CONCEPIMENTO INIZIALE, TUTTI GLIINIZIALE, TUTTI GLI STAKEHOLDERSTAKEHOLDER INTERESSATI ALLE DIVERSE FASI DELINTERESSATI ALLE DIVERSE FASI DEL CICLO DI VITA OPERANDO INCICLO DI VITA OPERANDO IN PARALLELO NELL'AMBITO DI UN TEAMPARALLELO NELL'AMBITO DI UN TEAM PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 100. 100 MODALITÀ SERIALI DI LAVORO DIMODALITÀ SERIALI DI LAVORO DI SPECIALISTI DIVERSI DILATANO INFATTISPECIALISTI DIVERSI DILATANO INFATTI I TEMPI E PEGGIORANO I RISULTATI INI TEMPI E PEGGIORANO I RISULTATI IN QUANTO LE DECISIONI DI CHI VIENEQUANTO LE DECISIONI DI CHI VIENE PRIMA CONDIZIONANO PESANTEMENTEPRIMA CONDIZIONANO PESANTEMENTE L'INTERVENTO DI CHI VIENE DOPOL'INTERVENTO DI CHI VIENE DOPO RIDUCENDONE LE POSSIBILI SCELTE EDRIDUCENDONE LE POSSIBILI SCELTE ED AUMENTANDO I COSTI DEGLIAUMENTANDO I COSTI DEGLI INTERVENTIINTERVENTI PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 101. 101 SOLO DI RECENTE, GRAZIESOLO DI RECENTE, GRAZIE ALL'INTEGRAZIONEALL'INTEGRAZIONE ICTICT - RISORSE- RISORSE UMANE SI È AVVIATA LAUMANE SI È AVVIATA LA REVISIONE DEL PARADIGMAREVISIONE DEL PARADIGMA CLASSICO (GERARCHICO) PERCLASSICO (GERARCHICO) PER ADOTTARE MODALITÀ PARALLELEADOTTARE MODALITÀ PARALLELE DI PROGETTAZIONEDI PROGETTAZIONE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 102. 102 TALE NUOVO PARADIGMA DITALE NUOVO PARADIGMA DI PROGETTAZIONE PRENDE IL NOMEPROGETTAZIONE PRENDE IL NOME DIDI CONCURRENTCONCURRENT (SIMULTANEOUS)(SIMULTANEOUS) ENGINEERINGENGINEERING MOLTO UTILIZZATO, AD ESEMPIO,MOLTO UTILIZZATO, AD ESEMPIO, NELL’INFORMATICA OPEN SOURCENELL’INFORMATICA OPEN SOURCE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 103. 103 UNA SECONDA CONSIDERAZIONEUNA SECONDA CONSIDERAZIONE EMPIRICA RIGUARDA LEEMPIRICA RIGUARDA LE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEIMODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEI PROCESSI DI PROGETTAZIONE EPROCESSI DI PROGETTAZIONE E DI REALIZZAZIONEDI REALIZZAZIONE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 104. 104 SI POSSONO AVERE TRE CASI :SI POSSONO AVERE TRE CASI : ENTRAMBI I PROCESSI AD IMPULSO (ADENTRAMBI I PROCESSI AD IMPULSO (AD ESEMPIO PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONEESEMPIO PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI COMMESSE)DI COMMESSE) PROGETTAZIONE AD IMPULSO EPROGETTAZIONE AD IMPULSO E REALIZZAZIONE A FLUSSO (AD ESEMPIOREALIZZAZIONE A FLUSSO (AD ESEMPIO PROGETTAZIONE E PRODUZIONE DI UNA LINEAPROGETTAZIONE E PRODUZIONE DI UNA LINEA DI PC)DI PC) ENTRAMBI I PROCESSI A FLUSSO (AD ESEMPIOENTRAMBI I PROCESSI A FLUSSO (AD ESEMPIO PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI UNAPROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI UNA RETE A BANDA LARGA)RETE A BANDA LARGA) PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 105. 105 PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE DATA L’ATTUALE VARIABLITÀDATA L’ATTUALE VARIABLITÀ DEGLI SCENARI STANNODEGLI SCENARI STANNO DIVENTANDO SEMPRE PIÙDIVENTANDO SEMPRE PIÙ IMPORTANTI I PROCESSI ADIMPORTANTI I PROCESSI AD IMPULSO OVVERO ILIMPULSO OVVERO IL MANAGEMENT BY PROJECT MODELMANAGEMENT BY PROJECT MODEL
  • 106. 106 NEI PROCESSI DI PROGETTAZIONE ENEI PROCESSI DI PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE A FLUSSO ASSUMONOREALIZZAZIONE A FLUSSO ASSUMONO MOLTA IMPORTANZA LE FASI DELMOLTA IMPORTANZA LE FASI DEL REENGINEERINGREENGINEERING TALI INTERVENTI POTREBBERO INFATTITALI INTERVENTI POTREBBERO INFATTI NON CAMBIARE LA TIPOLOGIA DELNON CAMBIARE LA TIPOLOGIA DEL PROCESSO OVVERO POTREBBEROPROCESSO OVVERO POTREBBERO CAMBIARLA IN MODO SOSTANZIALECAMBIARLA IN MODO SOSTANZIALE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 107. 107 PER CONDURRE ATTIVITÀ DIPER CONDURRE ATTIVITÀ DI REENGINEERINGREENGINEERING SENZA FERMARE LASENZA FERMARE LA NORMALE ATTIVITÀ È NECESSARIONORMALE ATTIVITÀ È NECESSARIO CAMBIARE DELLE PARTI “IN CORSA”CAMBIARE DELLE PARTI “IN CORSA” PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 108. 108 UN SISTEMA COMPLESSO, AD ESEMPIOUN SISTEMA COMPLESSO, AD ESEMPIO UNA RETE ELETTRICA O UN’AZIENDA OUNA RETE ELETTRICA O UN’AZIENDA O UN ENTE DELLA PA, DOVREBBE ESSEREUN ENTE DELLA PA, DOVREBBE ESSERE CONCEPITO ALLORA IN FORMACONCEPITO ALLORA IN FORMA MODULARE CON LEGAMI SEMPLICI EMODULARE CON LEGAMI SEMPLICI E DEBOLI PER RIUSCIRE A SOSTITUIRE IDEBOLI PER RIUSCIRE A SOSTITUIRE I SINGOLI MODULI SENZA RIPERCUSSIONISINGOLI MODULI SENZA RIPERCUSSIONI SULLE ALTRI PARTISULLE ALTRI PARTI PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 109. 109 IN RELAZIONE A QUESTEIN RELAZIONE A QUESTE CONSIDERAZIONI UNO DEI PIÙCONSIDERAZIONI UNO DEI PIÙ IMPORTANTI PRINCIPI DIIMPORTANTI PRINCIPI DI PROGETTAZIONE DEI SISTEMIPROGETTAZIONE DEI SISTEMI COMPLESSI È LACOMPLESSI È LA SEMPLIFICAZIONESEMPLIFICAZIONE CONSEGUENZA LOGICA DI TALECONSEGUENZA LOGICA DI TALE PRINCIPIO È LAPRINCIPIO È LA STANDARDIZZAZIONESTANDARDIZZAZIONE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 110. 110 OLTRE AGLI ASPETTI DELLAOLTRE AGLI ASPETTI DELLA STANDARDIZZAZIONE SONOSTANDARDIZZAZIONE SONO IMPORTANTI ANCHE QUELLIIMPORTANTI ANCHE QUELLI DELLADELLA UNIFICAZIONEUNIFICAZIONE E DELLAE DELLA NORMALIZZAZIONENORMALIZZAZIONE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 111. 111 PRINCIPIO CONSEGUENTE È LAPRINCIPIO CONSEGUENTE È LA RIDUZIONE DELLA VARIETÀ DEI CODICIRIDUZIONE DELLA VARIETÀ DEI CODICI DI PRODOTTO/PROCESSODI PRODOTTO/PROCESSO ESISTONO TECNICHE (V.R.P.) PERESISTONO TECNICHE (V.R.P.) PER APPLICARE TALE PRINCIPIOAPPLICARE TALE PRINCIPIO PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 112. 112 L'UTILIZZAZIONE A BASSA VARIETÀ DIL'UTILIZZAZIONE A BASSA VARIETÀ DI OGGETTI PREDEFINITI (STANDARDIZZATI,OGGETTI PREDEFINITI (STANDARDIZZATI, UNIFICATI E NORMALIZZATI)UNIFICATI E NORMALIZZATI) PERMETTE DI:PERMETTE DI: RIDURRE TEMPI E COSTI DI PROGETTAZIONERIDURRE TEMPI E COSTI DI PROGETTAZIONE RIDURRE I COSTI (PER ECONOMIE DI SCALA)RIDURRE I COSTI (PER ECONOMIE DI SCALA) AVERE ADEGUATI LIVELLI DI QUALITÀAVERE ADEGUATI LIVELLI DI QUALITÀ (ESISTENZA DI UNA CASISTICA SPERIMENTALE)(ESISTENZA DI UNA CASISTICA SPERIMENTALE) PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 113. 113 LA PROGETTAZIONE “MODERNA” SILA PROGETTAZIONE “MODERNA” SI CONCRETIZZA ALLORA NEL:CONCRETIZZA ALLORA NEL: SELEZIONARE E SCEGLIERE I MODULI FRASELEZIONARE E SCEGLIERE I MODULI FRA QUELLI DISPONIBILIQUELLI DISPONIBILI PROGETTARE I MODULI NON DISPONIBILI PROGETTARE I LEGAMI FRA I MODULI PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 114. 114 LA PROGETTAZIONE COME SOPRALA PROGETTAZIONE COME SOPRA DELINEATA È CONOSCIUTA COMEDELINEATA È CONOSCIUTA COME CARRY-OVERCARRY-OVER LA TENDENZA AD UTILIZZARELA TENDENZA AD UTILIZZARE "OGGETTI" PREDEFINITI ED ESISTENTI"OGGETTI" PREDEFINITI ED ESISTENTI IN UNO “SCAFFALE” PER PROGETTAREIN UNO “SCAFFALE” PER PROGETTARE SISTEMI COMPLESSI STA DIVENTENDOSISTEMI COMPLESSI STA DIVENTENDO DI NORMALE USODI NORMALE USO PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 115. 115 "OGGETTI" SOFT PER LA REALIZZAZIONE"OGGETTI" SOFT PER LA REALIZZAZIONE DI SOFTWARE COMPLESSI (SOA –DI SOFTWARE COMPLESSI (SOA – SERVICESERVICE ORIENTED ARCHITECTUREORIENTED ARCHITECTURE)) "OGGETTI" HARD (O.E.M. ="OGGETTI" HARD (O.E.M. = ORIGINALORIGINAL EQUIPMENT MANUFACTUREEQUIPMENT MANUFACTURE) PER) PER REALIZZARE PRODOTTI COMPLESSIREALIZZARE PRODOTTI COMPLESSI ““OGGETTI” PROCESSI AZIENDALIOGGETTI” PROCESSI AZIENDALI AUTONOMI O “AUTONOMI O “VALUE STREAMVALUE STREAM” PER” PER REALIZZARE IMPRESE COMPLESSEREALIZZARE IMPRESE COMPLESSE PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 116. 116 L'APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELL'APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DEL CARRY-OVERCARRY-OVER RIESCE A SUPERARE LARIESCE A SUPERARE LA TRADIZIONALE CONTRADDIZIONE FRATRADIZIONALE CONTRADDIZIONE FRA ANALISI RAZIONALE (CON METODOANALISI RAZIONALE (CON METODO TOP-DOWN) E SINTESI A RAZIONALITÀTOP-DOWN) E SINTESI A RAZIONALITÀ LIMITATA (CON METODO BOTTOM-UP)LIMITATA (CON METODO BOTTOM-UP) PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 117. 117 QUESTI ASPETTI SI RICOLLEGANO AQUESTI ASPETTI SI RICOLLEGANO A QUANTO DETTO SULL’IMPORTANZA DIQUANTO DETTO SULL’IMPORTANZA DI RICORRERE OGGIGIORNO AD EASRICORRERE OGGIGIORNO AD EAS STANDARD E NON PERSONALIZZATESTANDARD E NON PERSONALIZZATE (PROGETTATE AD HOC) SULLE(PROGETTATE AD HOC) SULLE NECESSITÀ DEI CLIENTI MAGARINECESSITÀ DEI CLIENTI MAGARI RICORRENDO A “SERVIZI” OTTENIBILIRICORRENDO A “SERVIZI” OTTENIBILI DALLA RETE (DALLA RETE (CLOUD COMPUTINGCLOUD COMPUTING)) PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 118. 118 UN'ULTIMA CONSIDERAZIONEUN'ULTIMA CONSIDERAZIONE RIGUARDA INFINE L'IMPORTANZARIGUARDA INFINE L'IMPORTANZA DI SUPERARE IDI SUPERARE I TRADE-OFFTRADE-OFF (COMPROMESSI FRA DUE O PIÙ(COMPROMESSI FRA DUE O PIÙ VARIABILI) SIA NEI PROBLEMI DIVARIABILI) SIA NEI PROBLEMI DI PROGETTAZIONE CHE, COMEPROGETTAZIONE CHE, COME VEDREMO, NEI PROBLEMI DIVEDREMO, NEI PROBLEMI DI GESTIONE DEI PROCESSIGESTIONE DEI PROCESSI PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 119. 119 DICE SKINNER (SKINNER 1969)DICE SKINNER (SKINNER 1969) "NON È PENSABILE REALIZZARE UN AEREO"NON È PENSABILE REALIZZARE UN AEREO CHE VOLI A VELOCITÀ SUPERSONICA,CHE VOLI A VELOCITÀ SUPERSONICA, POSSA PORTARE 500 PASSEGGERI, CONSUMIPOSSA PORTARE 500 PASSEGGERI, CONSUMI POCO E SIA IN GRADO DI ATTERRARE SUPOCO E SIA IN GRADO DI ATTERRARE SU UNA PORTAEREI"UNA PORTAEREI" SI DEVONO RICERCARE (E QUESTO È ILSI DEVONO RICERCARE (E QUESTO È IL TIPICO ABITO MENTALE DELL’INGEGNERETIPICO ABITO MENTALE DELL’INGEGNERE CLASSICO) I GIUSTICLASSICO) I GIUSTI TRADE-OFFTRADE-OFF PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 120. 120 RISPOSERO I GIAPPONESI E'RISPOSERO I GIAPPONESI E' INDISPENSABILE SUPERARE IINDISPENSABILE SUPERARE I TRADE-TRADE- OFFOFF SIA PER UN PRODOTTO COME PERSIA PER UN PRODOTTO COME PER UNA IMPRESA PER ANDARE AUNA IMPRESA PER ANDARE A POSIZIONARSI NELLA ZONA DELPOSIZIONARSI NELLA ZONA DEL “VANTAGGIO COMPETITIVO”“VANTAGGIO COMPETITIVO” SPOSTANDOSI IN UNO SPAZIOSPOSTANDOSI IN UNO SPAZIO MULTIDIMENSIONALE ALLA RICERCAMULTIDIMENSIONALE ALLA RICERCA DELL'ECCELLENZA !!!DELL'ECCELLENZA !!! PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 121. 121 SI DOVRANNO CIOE' MIGLIORARESI DOVRANNO CIOE' MIGLIORARE CONTINUAMENTE ECONTINUAMENTE E CONTEMPORANEAMENTE TUTTI ICONTEMPORANEAMENTE TUTTI I PARAMETRI DI FUNZIONAMENTOPARAMETRI DI FUNZIONAMENTO RICERCANDO LA COMPATIBILITÀ FRARICERCANDO LA COMPATIBILITÀ FRA PRESTAZIONI OTTIMALI DIVERSEPRESTAZIONI OTTIMALI DIVERSE LA “RICERCA DELL’ECCELLENZA” ÈLA “RICERCA DELL’ECCELLENZA” È UNO DEI PRINCIPI BASE DELUNO DEI PRINCIPI BASE DEL PARADIGMA LEANPARADIGMA LEAN PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE
  • 122. 122 PRINCIPI EMPIRICI DIPRINCIPI EMPIRICI DI PROGETTAZIONEPROGETTAZIONE Y X Frontiera delle prestazioni Zona del vantaggio competitivo Zona di inefficienza B C I M E A
  • 123. 123 UN PRIMO ESEMPIOUN PRIMO ESEMPIO
  • 124. 124 SI DEBBA DECIDERE LA DIMENSIONE XSI DEBBA DECIDERE LA DIMENSIONE X DEI LOTTI DI APPROVVIGIONAMENTODEI LOTTI DI APPROVVIGIONAMENTO X/2 X Esistenza tempo UN PRIMO ESEMPIOUN PRIMO ESEMPIO
  • 125. 125 Cp, CrCp, Cr CtCt CrCr CpCp XXXX11 ** PER IL PARADIGMA CLASSICO:PER IL PARADIGMA CLASSICO: Cp = COSTO ANNUO DI POSSESSO = X/2Cp = COSTO ANNUO DI POSSESSO = X/2 xx PP xx rr Cr = COSTO ANNUO DI RICOSTITUZIONE = a x D/XCr = COSTO ANNUO DI RICOSTITUZIONE = a x D/X QUAL’È LA SCELTAQUAL’È LA SCELTA MIGLIORE?MIGLIORE?
  • 126. 126 PER IL PARADIGMA “MODERNO”:PER IL PARADIGMA “MODERNO”: FARE TENDERE aFARE TENDERE a →→ 0 IN MODO CHE Cr = COSTO0 IN MODO CHE Cr = COSTO ANNUO DI RICOSTITUZIONE = a x D/XANNUO DI RICOSTITUZIONE = a x D/X →→ 00 IN TAL CASO ANCHE Cr E CtIN TAL CASO ANCHE Cr E Ct →→ 0 E, QUINDI, X*0 E, QUINDI, X* →→ 00 QUAL’È LA SCELTAQUAL’È LA SCELTA MIGLIORE?MIGLIORE? Cp, CrCp, Cr CtCt CrCr CpCp XXXX11**XX22**
  • 127. 127 PER UN INGEGNERE “MODERNO”:PER UN INGEGNERE “MODERNO”: SUPERARE CON IL KAIZEN IL TRADE OFF FRASUPERARE CON IL KAIZEN IL TRADE OFF FRA COSTI DI POSSESSO E DI RICOSTITUZIONECOSTI DI POSSESSO E DI RICOSTITUZIONE AGENDO SUL COSTO UNITARIO DIAGENDO SUL COSTO UNITARIO DI RICOSTITUZIONERICOSTITUZIONE LA DIMENSIONE DEL LOTTO ORDINATO È UNALA DIMENSIONE DEL LOTTO ORDINATO È UNA MISURA DELLE CAPACITÀ INGEGNERISTICHEMISURA DELLE CAPACITÀ INGEGNERISTICHE DI SUPERARE IL TRADE OFF È : PIÙ È PICCOLODI SUPERARE IL TRADE OFF È : PIÙ È PICCOLO MEGLIO È STATO SUPERATO IL TRADE OFFMEGLIO È STATO SUPERATO IL TRADE OFF PICCOLE DIMENSIONI DEL LOTTO DIPICCOLE DIMENSIONI DEL LOTTO DI RICOSTITUZIONERICOSTITUZIONE →→ JUST IN TIME (LEANJUST IN TIME (LEAN PRODUCTION)PRODUCTION) QUAL’È LA SCELTAQUAL’È LA SCELTA MIGLIORE?MIGLIORE?
  • 128. 128 UN SECONDO ESEMPIOUN SECONDO ESEMPIO
  • 129. 129 I costi della qualità: un secondo esempio di trade-off In un famoso e ponderoso Manuale sul “Controllo della Qualità” del 1965 si legge a pagina 18 “A parità di ogni altra condizione, il costo di produzione aumenta man mano che aumenta la qualità. ….. In linea generale, la maggior parte delle caratteristiche del prodotto, per assumere configurazioni qualitative migliori, richiedono mezzi produttivi più costosi, lavorazioni più delicate, materie prime di più difficile reperibilità, maggior cura nelle manipolazioni e nei trasporti, imballaggi più impegnativi, ecc. ….. Volendo esprimere il valore del costo di produzione in funzione della qualità si ottiene una relazione del tipo di quell’indicata in Figura. Il trade-off costi/qualità Qualità (%)100 % 0 Costo
  • 130. 130 QUALE QUALITÀ?QUALE QUALITÀ? A QUALE LIVELLO DI QUALITÀA QUALE LIVELLO DI QUALITÀ POSIZIONARSI ?POSIZIONARSI ? C / PC / P QQ Qualità 100% Costo = ∞ PP CC Trad off Qualità/Prezzo (Costo)
  • 131. 131 LIVELLOLIVELLO SI DEVE SUBORDINARE IL LIVELLOSI DEVE SUBORDINARE IL LIVELLO DI QUALITÀ AL TRADE OFF CON ILDI QUALITÀ AL TRADE OFF CON IL PREZZO (TARGET) A CUI SI VUOLPREZZO (TARGET) A CUI SI VUOL VENDERE E, QUINDI, AL COSTOVENDERE E, QUINDI, AL COSTO CHE SI VUOLE/PUÒ OTTENERECHE SI VUOLE/PUÒ OTTENERE (COSTO TARGET)(COSTO TARGET)
  • 132. 132 I COSTI DELLA NON QUALITÀI COSTI DELLA NON QUALITÀ IN EFETTI ESISTE UN ALTRO COSTOIN EFETTI ESISTE UN ALTRO COSTO OVVERO IL COSTO DELLA NONOVVERO IL COSTO DELLA NON QUALITÀ LEGATO SIA AI COSTIQUALITÀ LEGATO SIA AI COSTI ESPLICITI DI RILAVORAZIONE E DEGLIESPLICITI DI RILAVORAZIONE E DEGLI SCARTI SIA A QUELLI IMPLICITI DISCARTI SIA A QUELLI IMPLICITI DI PERDITA DI IMMAGINE CON I CLIENTIPERDITA DI IMMAGINE CON I CLIENTI E QUESTI COSTI SONO MOLTO ALTIE QUESTI COSTI SONO MOLTO ALTI
  • 133. 133 IL TRADE OFFIL TRADE OFF C totaleC totale C nonC non qualitàqualità CC qualitàqualità QQOTTIMO Qualità 100% Costo = 0
  • 134. 134 PER ESSEREPER ESSERE CONCORRENZIALICONCORRENZIALI È NECESSARIO SUPERARE I TRADE OFFÈ NECESSARIO SUPERARE I TRADE OFF RAGGIUNGENDO LIVELLI QUALITATIVIRAGGIUNGENDO LIVELLI QUALITATIVI MOLTO ALTI E SEMPRE IN CRESCITAMOLTO ALTI E SEMPRE IN CRESCITA IL PARADIGMA TRAMITE IL QUALE SIIL PARADIGMA TRAMITE IL QUALE SI RIESCE A SPOSTARE LA SOLUZIONERIESCE A SPOSTARE LA SOLUZIONE VERSO IL PUNTO DI OTTIMO ÈVERSO IL PUNTO DI OTTIMO È CONOSCIUTO COMECONOSCIUTO COME 66σσ (3/4 DIFETTI SU UN MILIONE)(3/4 DIFETTI SU UN MILIONE)
  • 135. 135 DPMO -DPMO - Defective parts per million opportunities (parti difettose per milione)
  • 136. 136

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