Valutazione scuola infanzia

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  • 1. VALUTAZIONE E OSSERVAZIONI NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA Di Vincenzo Riccio Osservare il bambino per programmare gli interventi educativo-didattici nella scuola dell’infanzia. Prima bozza In corso di completamento
  • 2. 2 Quando e come effettuare le osservazioni e le verifiche 3 Come effettuare le osservazioni e le verifiche 4 Colloquio con i genitori. 5 Osservazioni generale: dinamiche relazionali 6 Prove oggettivi con i bambini: primo mese di scuola. 7 Prove oggettivi con i bambini: verifiche trimestrali 8 LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO: sviluppo psicomotorio dai 3 ai 4 anni 9 LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO: sviluppo psicomotorio dai 4 ai 5 anni 10 LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO: sviluppo psicomotorio dai 5 ai 6 anni 11 LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO: lo sviluppo del bambino secondo JEAN PIAGET 12 LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO: lo sviluppo del bambino secondo LEV SEMENOC VYGOTSKIJ 19 LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO: lo sviluppo del bambino secondo JEROME SEYMOUR BRUNER 22
  • 3. 3 SCHEMA RIEPILOGATIVO: TEMPI E MODALITÀ PER LE OSSERVAZIONI E LE VERIFICHE CHE COSA QUANDO RIVOLTO A OGGETTI Colloquio conoscitivo del bambino Inizio anno scolastico Con i genitori Scheda guida Osservazione ambientale “dinamiche relazionali del bambino”. Primo mese dell’anno. Successivamente osservazione occasionale. Tutti i bambini e alle persone che accompagno i bambini, agli ambienti scolastici, alle attività. Scheda guida. Verifica prerequisiti educativi e di apprendimento. Inizio anno, primo mese. Tutti i bambini. Schede di osservazione. Verifica andamento scolastico. Ogni tre mesi: fine novembre; fine febbraio, metà maggio. Tutti i bambini. Schede di verifica. Disegno da: www.asilonidolaculla.it
  • 4. 4 COME EFFETURARE LE OSSERVAZIONI E LE VERIFICHE NOTE. La verifica di maggio dovrebbe servire per predisporre la relazione da inviare alla scuola primaria. ma anche per dare indicazioni ai genitori che volessero anticipare l’obbligo scolastico. L’anticipo di bambini che entro gennaio non compiono i 6 anni è DA SCORAGGIARE. Vedi scheda di valutazione sui pro e contro sull’anticipo scolastico. Per fare una buona osservazione del bambino occorre necessariamente sapere: CHE COSA OSSERVARE, COME, E I PARAMENTRI DI RIFERIMENTO, conoscere cioè le fasi di sviluppo e di crescita del bambino nelle diverse aree di apprendimento della scuola dell’infanzia. Valutare senza conoscere le fasi di sviluppo e di apprendimento del bambino è pericoloso, meglio non farlo. Osservare, valutare senza conoscere il retroterra di sviluppo del bambino (l’ecosistema famiglia e ambientale) è fuorviante soprattutto nei casi di bambini fragili o a rischio.
  • 5. COLLOQUIO APPROFONDITO E ANALITICO CON I GENITORI DELBAMBINO. NON SI PUÒ OSSERVARE O CONOSCERE IL BAMBINO SENZA UN APPROFONDITO COLLOQUIO CON I DUE GENITORI. PRIMA FASE COLLOQUIO CON I GENITORI Usare una scheda che faccia da guida al colloquio. ATTENZIONE: Compito del docente non è quello di diventare “un amico” del genitore. Mantenere il proprio ruolo professionale Si dia del Lei, il tu è pericoloso. Evitare atteggiamenti di approfondimento di aree che non sono di competenza del docente. Il docente non è uno psicologo. Il colloquio ha l’obiettivo di conoscere lo stato evolutivo del bambino/a, verificare la presenza di eventuali patologie che possono incidere sull’andamento scolastico, verificare la presenza di allergie, intolleranze, ecc. Vedi Schede da 1,1 a 1,5 NOTA. Al colloquio va dedicato un momento specifico in un ambiente, anche di classe, ma che rispetti la privacy; va fatto davanti ad una scrivinia. Il colloquio e l’ambiente devono essere professionali. Non banalizzare l’incontro.
  • 6. Dedicare uno specifico spazio all’osservazione spontanea del bambino in momenti diversi della giornata: A scuola in tre momenti diversi: a) gioco spontaneo, b) attività strutturate, c) mensa SECONDA FASE OSSERVAZIONE RELAZIONALE DEL BAMBINO Usare la scheda 2 per l’osservazione. Questa osservazione serve ad avere una conoscenza dell’ecosistema relazionale del bambino in contesti e momenti diversi. Vedi Scheda 2
  • 7. Presentazioni di specifiche attività per verificare il livello evolutivo del bambino rispetto ad alcuni prerequisiti necessari nella scuola dell’infanzia. TERZA FASE OSSERVAZIONE PREREQUISITI SCOLASTICI Usare le schede strutturate per le diverse aree. ATTENZIONE: Compito del docente non è quello di valutazioni diagnostiche o definire un tracciato psicologico del bambino, ma quello di osservare le competenze del bambino per meglio definire la programmazione educativo-dadattica, condividendo tali osservazioni con genitori al momento dei colloqui. Questo tipo di rilevamento ed osservazione rappresenta il momento critico del lavoro del docente/i, giacché la valutazione che deriva condiziona la programmazione e gli interventi educativo/didattici da mettere in atto. Vedi Scheda allegata 3
  • 8. Verifica dei progressi realizzati dal bambino in uno specifico arco di tempo. Tale verifiche andrebbero realizzate ogni tre mesi. QUARTA FASE OSSERVAZIONE VERIFICA TRIMESTRALE Usare specifiche schede o procedure di verifica. Le verifiche sopra indicate dovrebbero rappresentare la base per il colloquio di comunicazione ed interscambio con i genitori sull’andamento didattico con il bambino. Anche tali incontri andrebbero tenuti ogni tre mesi. Il colloquio di verifica con i genitori deve essere l’occasione per consegnare anche oggetti (disegni, collage, ecc.) elaborati dal bambino. Predisporre una cartellina con un campionario significativo degli oggetti. Non consegnare decine di lavori. Più sono i lavori meno si valorizzano. Vedi Scheda allegata 4 Usare come sistema di archiviazione dei lavori e delle attività una fotocamera digitale e preparare un CD ROM.
  • 9. 9 LINEE DI SVILUPPO PSICOMOTORIO dai 3 ai 4 anni PSICOMOTRICITA’: Orientamento-temporale Capacità da parte del bambino di comprendere le relazioni temporali e casuali intercorrenti tra eventi che si svolgono in successione: prima-dopo, prima- adesso-dopo,ecc PSICOMOTRICITA’: Orientamento-spaziale Prendere consapevolezza che gli oggetti, i diversi elementi dell’ambiente,se stessi e il proprio corpo sono correlati gli uni rispetto agli altri secondo rapporti topologici:dentro-fuori, sotto-sopra, avanti-indietro, vicino-lontano,ecc. PSICOMOTRICITA’: Schema corporeo La consapevolezza che il bambino assume sul proprio corpo:di quali e quante parti è formato, a cosa servono le diverse parti del corpo, a livello motorio, grafico e mentale PSICOMOTRICITA’: Lateralizzazione Come il bambino acquisisce la consapevolezza che il suo corpo è costituito da due parti simmetriche e che è portato ad usare in modo dominante un lato del corpo: destro o sinistro MOTORIA Dimensioni evolutiveDIMENSIONE Salgo e scendo le scale,ma quando ho un po’ di paura allora le scendo un po’ male Comincio a saper lanciare la palla verso un compagno però quasi sempre sbaglio e lui la deve rincorrere So costruire una torre con dei pezzi di costruzioni, però devo guardare quella costruita da un altro Per prendere la matita, i colori, il cucchiaio e le cose in genere uso quasi sempre la stessa mano Anche quando gioco a pallone uso quasi sempre lo stesso piede, naturalmente quando riesco a colpire il pallone Se faccio il gioco del cannocchiale uso quasi sempre lo stesso occhio Quando disegno un omino faccio un testone enorme con gli occhi e la bocca grandi. Le braccia e le gambe, se mi ricordo, le attacco dove capita. Sono diventato grande: so dire come mi chiamo e se sono maschio o femmina Pensate so dire il nome delle parti del mio corpo, se mi impegno riesco a dire quante bocche e nasi ho E’ facile, quella scatola è aperta, l’altra è chiusa; ma so anche che vuol dire sotto e sopra … vicino e lontano, lungo e corto … davanti e dietro e di fianco, sono proprio bravo Mamma crede che non capisca quando dice:”Prima devi mangiare e dopo giocare”, io capisco … Ma io so che vuol dire prima e dopo solo che non mi va di aspettare perché ho sempre voglia di giocare Solo quando la mamma mi promette qualcosa di veramente importante riesco ad aspettare, ma giusto un momento Comincio a saper lanciare la palla verso un compagno però quasi sempre sbaglio e lui la deve rincorrere APERTO CHIUSO LONTANO VICINO DIETRO DAVANTI VOGLIO PRIMA LA CARAMELLA NO! L’AVRAI DOPO … VA BENE NASO, MANI, BOCCA MI CHIAMO MARIO ROSSI E SONO UN MASCHIO
  • 10. 10 dai 4 ai 5 anni PSICOMOTRICITA’: Orientamento- temporale Capacità da parte del bambino di comprendere le relazioni temporali e casuali intercorrenti tra eventi che si svolgono in successione: prima-dopo, prima- adesso-dopo, ecc. PSICOMOTRICITA’: Orientamento-spaziale Prendere consapevolezza che gli oggetti, i diversi elementi dell’ambiente, se stessi e il proprio corpo sono correlati gli uni rispetto agli altri secondo rapporti topologici: dentro-fuori, sotto-sopra, avanti- indietro, vicino-lontano,ecc. PSICOMOTRICITA’: Schema corporeo La consapevolezza che il bambino assume sul proprio corpo:di quali e quante parti è formato, a cosa servono le diverse parti del corpo, a livello motorio, grafico e mentale PSICOMOTRICITA’: Lateralizzazione Come il bambino acquisisce la consapevolezza che il suo corpo è costituito da due parti simmetriche e che è portato ad usare in modo dominante un lato del corpo: destro o sinistro MOTORIA Dimensione evolutiveDIMENSIONE Sono padrone del corpo, so stare in equilibrio su di un piede per 6-7 secondi Infilo un filo in un ago da ricamo Calcio sempre con lo stesso piede L’occhio dominante è lo stesso Comincio a dire quante mani e quanti occhi ho So chiamare le varie parti del corpo in modo sempre più preciso, anche le più piccole Prendo gli oggetti sempre con la stessa mano Disegno un omino sempre con la testa grande, occhi, bocca, naso e un corpo Copio un cerchio, una croce, un quadrato Copio un cerchio, una croce, un quadrato e anche un triangolo seppure in modo deformato So anche dipingere una pallina dentro o fuori di un cerchio, sotto e sopra un tavolo o davanti e dentro una casa So dire guardando le figure quel che è successo prima e quel che è successo dopo DENTRO MANI POLLICE DOMANI SONO STATO AL CINEMA Uso le forbici con una certa destrezza:non so seguire un percorso obbligato Comincio a usare le parole ieri, domani, l’altro giorno ma non le capisco molto LINEE DI SVILUPPO PSICOMOTORIO
  • 11. 11 dai 5 ai 6 anni PSICOMOTRICITA’: Orientamento-temporale Capacità da parte del bambino di comprendere le relazioni temporali e casuali intercorrenti tra eventi che si svolgono in successione:prima-dopo, prima- adesso-dopo, ecc. PSICOMOTRICITA’: Orientamento-spaziale Prendere consapevolezza che gli oggetti, i diversi elementi dell’ambiente, se stessi e il proprio corpo sono correlati gli uni rispetto agli altri secondo rapporti topologici: dentro-fuori, sotto-sopra, avanti-indietro, vicino-lontano, ecc. PSICOMOTRICITA’: Schema corporeo La consapevolezza che il bambino assume sul proprio corpo: di quali e quante parti è formato, a cosa servono le diverse parti del corpo, a livello motorio, grafico e mentale PSICOMOTRICITA’: Lateralizzazione Come il bambino acquisisce la consapevolezza che il suo corpo è costituito da due parti simmetriche e che è portato ad usare in modo dominante un lato del corpo:destro o sinistro MOTORIA Dimensione evolutiveDIMENSIONE Uso bene la matita Sono coordinato nei movimenti, riesco a fare il salto in lungo Mi allaccio le stringhe delle scarpe da solo Su me stesso distinguo la destra dalla sinistra … … ma mi confondo se devo riconoscere la mano alzata di una persona che mi sta davanti So dire se un oggetto è a destra o a sinistra Ormai sono diventato bravissimo nel dominare le varie parti del corpo Adesso so anche dire quante dita ho in una mano e in tutte e due Nel riprodurre un disegno mantengo le distanze tra le figure Copio bene le figure geometriche So dire dove abito So dire la mia età So usare in modo giusto i concetti di ieri, oggi, domani So riordinare una serie di vignette LA PALLA E’ A DESTRA Nel disegno dell’omino disegno tutte le parti MANI, DITA .. ABITO IN VIA ASTI N. 33 AL II° PIANO UNA MANO 5 DITA, 2 MANI 10 DITA HO 5 ANNI LINEE DI SVILUPPO PSICOMOTORIO
  • 12. dai 2 AI 6 ANNI LINEE DI SVILUPPO DEL LINGUAGGIO ETA’ MODALITA’ ESPRESSIVA COMPRENSIONE CONOSCENZA 6-7 mesi Intonazione, melodia. Iterazione sillabica: papapa -dadada Pianto differenziato. Inizio Vocalizzi Dimostra di sapere attraverso gesti: offre, indica, prende, ecc. 9-13 mesi Usa prime parole in modo personalizzato. Lallazione comunicativa. Fase inziale dell’imitazione. Comprende tra 75 e 300 parole Usa le parole per indicare padre/madre/cibo. I fonemi si caricano di significato affettivo ed indicativo: servono sia per esprimere sentimenti che per indicare un oggetto specifico. 18 mesi Appaiono le prime parole. Interiezioni, esclamazioni, parole inventate rappresentano il patrimonio espressivo del bambino. 2 anni Il bambino parla in terza persona. Usa circa 200 parole in modo . Usa parole frase (una parola al posto di una frase); frase nucleare: 2 parole per una frase (mamma là) Comprende tra 300 e 650 parole Tra i 2 e 3 anni Usa circa 800 parole. Frase nucleare espansa (soggetto-verbo-oggetto) coordina due frasi, usa genere, plurale, articoli, aggettivi, pronomi.. E’ il periodo della prima persona «IO». Il linguaggio è telegrafico Comprende il significato di sopra/sotto, davanti/dietro. Comprende frasi che si riferiscono ad oggetti e situazioni, anche non presente visivamente. L’arricchimento linguistico è legato al livello di stimolazione e di comunicazione dell’ambiente che lo circonda: fa miliare, scolastico. 3-4 anni Il periodo dei perché. Comincia l’assimilazione delle forme grammaticali e sintattiche. Arricchisce il vocabolario attraverso l’incessante chiedere. La comprensione diventa sempre più estesa. 4-5 anni Usa circa 2000 parole. Usa frasi subordinate, forme interrogative, forme passive. 5-6 anni Si dice per definizione che un bambino ha problemi di linguaggio quando per una qualunque causa egli presenti un ritardo significativo nella espressione e/o comprensione linguistica rispetto ai bambini di pari età. Dai 3-4 anni in poi il bambino dovrebbe raggiungere una normalità espressiva. Tale sviluppo dipende più di ogni altro momento dalla stimolazione dei genitori e dalla situazione ambientale.Il modello linguistico dei genitori, la frequenza serena della scuola materna, il feedback affettivo e verbale con i genitori, rappresentano fattori catalizzatori di questa maturità verbale. Il bambino diventa capace di padroneggiare strutture linguistiche complesse, come l'uso dell'imperativo, del condizionale, ecc. La progressiva comprensione e produzione delle frasi interrogative manifesta la maturazione del linguaggio. A rilento invece procede l'apprendimento delle frasi negative rispetto a quelle affermative, pur sottolineando che nella fase olofrastica il bambino esprime normalmente la sua volontà negativa e il suo rifiuto.
  • 13. LINEE DI SVILUPPO DEL LINGUAGGIO Che cosa si deve osservare nel processo di comunicazione tra bambini, bambino adulti? CIAO, GIOCHI CON LE BOLLE CON ME? ASPETTO ESPRESSIVO ARTICOLATORIO. Corretta pronuncia delle parole e scorrevolezza e ritmo della frase. Struttura della frase. PALLI ME? (Parli con me?) Ma che dice, non ho capito niente. ASPETTO SEMANTICO E CONOSCITIVO. Le parole conosciute e cariche di significato per il bambino. Ricchezza lessicale. Sia a livello espressivo, quelle che usa, che a livello ricettivo, quelle che comprende. I bambini conoscono molte più parole di quelle che usano. ASPETTO RELAZIONALE Capacità del bambino di utilizzare la comunicazione verbale per stabilire rapporti, chiedere e dare spiegazioni, raccontare. IO TUTTI I GIORNI USO IL TELECOMANDO AD INFRAROSSI DELLA TV. Infrarossi! E che vuol dire. CIAO, IO SONO MARIO, VUOI GIOCARE CON ME? GIOCHIAMO CON LA MIA SUPER AUTO. CHE BELLO! ME LA FAI GUIDARE?
  • 14. SCHEDA: COLLOQUIO CON GENITORI ANAGRAFICA BAMBINO/A C. N. Nato a Il Residente a Via Vive con (2 Genitori. M o P se separati) IN CASO DI NECESSITÀ SI È AUTORIZZARE A CHIAMARE TEL DI (indicare referente) TEL DI (indicare referente) TEL DI (indicare referente) TEL DI (indicare referente) EVENTUALI AVVERTENZE SANITARIE E DI TRATTAMENTI DI CUI TENER CONTO A SCUOLA Assume particolari farmaci che richiedono particolari precauzione a scuola? (SI/NO Se SI, indicare precauzione da osservare a scuola Presenta ALLERGIE che richiedono particolari precauzione a scuola? (SI/NO Se SI, indicare tipo allergie e precauzione da osservare a scuola Presenta particolati MALATTIE O PATOLOGIE che richiedono particolari precauzione a scuola? (SI/NO Se SI, indicare tipo allergie e precauzione da osservare a scuola Ci sono altre notizie riguardanti il bambino/a che la scuola dovrebbe conoscere e che possono influire sull’andamento scolastico, o sullo stato di salute del bambino/a a scuola?(SI/NO Se SI, indicare quali Firma del dichiarante/i
  • 15. SCHEDA: COLLOQUIO CON GENITORI ANAGRAFICA GENITORI: PADRE C. N. Nato a Il Residente a Via Convivente Lavoro note ANAGRAFICA GENITORI: MADRE C. N. Nato a Il Residente a Via Convivente Lavoro note ANAGRAFICA FRATELLI/SORELLE N. FRATELLI N. SORELLE 1) (C/N)_____________________________________Età_______ SCUOLA_________________ 2) (C/N)_____________________________________Età_______ SCUOLA_________________ 3) (C/N)_____________________________________Età_______ SCUOLA_________________ 4) (C/N)_____________________________________Età_______ SCUOLA_________________ ALTRI CONVIVENTI 1) (C/N)_____________________________Età_______ PARENTELA_______________________ 2) (C/N)_____________________________Età_______ PARENTELA_______________________ 3) (C/N)_____________________________Età_______ PARENTELA_______________________
  • 16. SCHEDA: COLLOQUIO CON GENITORI ANAGRAFICA NONNI PATERNI C. N. Vivente Età note C. N. Vivente Età nonnononna ANAGRAFICA NONNI MATERNI C. N. Vivente Età note C. N. Vivente Età nonnononna ANIMALI IN CASA 1) CHE ANIMALE NOME RAPPORTO DEL B CON ANIMALE 1) CHE ANIMALE NOME RAPPORTO DEL B CON ANIMALE
  • 17. SCHEDA: COLLOQUIO CON GENITORI CON CHI PASSA DI SOLITO LA GIORNATA IL BAMBINO 1) (C/N)_____________________________Età_______ RUOLO____________________________ 1) (C/N)_____________________________Età_______ RUOLO____________________________ (distinguere mattino/pomeriggio/sera) ATTIVITÀ SVOLTE LA BAMBINO (PALESTRA, PISCINA, ECC.) 1) Tipo di attività Livello di interesse 2) Tipo di attività Livello di interesse GIOCHI PREFERITI DEL BAMBINO (indicare tipo di giochi , con li fa e dove, Indicare gioco preferito) INTERESSI TELEVISIVI (Chiedere quali sono le trasmissioni televisive preferite, quando guarda la TV e con chi) note EVENTUALI INTERESSI PER VIDEOGAMES (Chiedere quali sono le trasmissioni televisive preferite, quando guarda la TV e con chi)
  • 18. SCHEDA: COLLOQUIO CON GENITORI LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO/A DEAMBULA IN MODO COORDINATO SALTA, CORRE (in modo coordinato) VA IN BICI COORDINAZIONE FINE. MANO DOMINANTE CONTROLLO PIPÌ CONTROLLO CACCA ALIMENTAZIONE (cosa mangia) SONNO (quanto dorme, regolare,) MNGIA DA SOLO VESTE DA SOLO (cosa sa fare) Mettere crocetta se tutto normale Indicare eventuali osservazione A U T O N O M I E C O O R D I N A Z I O N E
  • 19. SCHEDA: COLLOQUIO CON GENITORI LINEE DI SVILUPPO DEL BAMBINO/A VERSO CHE ETÀ HA DETTO PRIME PAROLE LEPRIME FRASI IN QUAL ETÀ LE HA UTILIZZATE USA IL LINGUAGIO IN MODO ADEGUATO PRONUNCIA IN MODO GIUSTO LE PAROLE HA BUONA COMPRENSIONE DELLE PAROLE, DELLE FRASI ATTENZIONE MEMORIA SI RENDE CONTO DEI PERICOLI QUALI SONO GLI INTERESSI DEL BAMBINO/A SA USARE IL TECOMANDO TV IN CASA CONOSCE IL POSTO DEGLI OGGETTI. Mettere crocetta se tutto normale Indicare eventuali osservazione C O G N I T I V I T A ’ L I N G U A G G I O
  • 20. 20 SCHEDA DI OSSERVAZIONE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI Integrato nel gruppo e leader Integrato nel gruppo gregario Non ancora integrata, fase esplorativa di inserimento, È attratto dal gruppo. Non ancora integrato, fase di osservazione aspetta di essere accettato. Ha timore del gruppo. Non è integrato. Rifiuta il gruppo. E’ lui che si isola, Il gruppo lo accoglierebbe. Non integrato, è il gruppo che lo rifiuta. Lui vorrebbe integrarsi. Integrato in un piccolo sottogruppo. Cerca sempre gli stessi compagni Integrato. Tende ad avere rapporti esclusivi solo con un compagno/a in un piccolo sottogruppo. Data osservazione Tempo osservazione dalle ore Alle ore Luogo di osservazione (classe, palestra, ecc.) Osservatore Se il bambino/a presenta difficoltà di inserimento ripetere osservazione più volte, in ambienti diversi e in diverse attività Nei rettangoli scrivere proprie osservazioni. (Fare fotocopie o stampare modulo di osservazione.) Nel rettangolo in basso a destra l’osservatore potrà personalizzare l’osservazione disegnano i pallini (alunni). n o t e n o t e n o t e Mettere la crocetta nel quadratino tratteggiato, scrivere breve osservazione nello spazio «note». Nel riquadro in basso a destra è possibile personalizzare l’osservazione
  • 21. 21 FANTASIA E CREATIVITA’ RAZIONALITA' E FANTASIA POSSONO COESISTERE? Sicuramente sì: non solo coesistono, ma si integrano in un costante processo che facilita e promuove i due tipi di pensieri: La fantasia supporta la razionalità nel raggiungimento dei suoi obiettivi, anzi la facilità “proponendo” percorsi creativi,alternativi, nuovi, originali. E’ la fantasia al servizio della ragione. La razionalità supporta la fantasia: la conquista del pensiero logico, facilita l'uso della “non logica” della fantastica. Si pensi, come già detto, alle scoperte ed invenzioni che nascono proprio dal supporto dell'immaginazione fantastica. Si pensi all'invenzione di favole, filastrocche, ecc. che si generano proprio da un uso "consapevole" delle non regole della fantasia in contrapposizione con le regole della logica.. Jean Piaget Lev Semenoc Vygotskij Jerome Bruner
  • 22. 22 Ogni età è caratterizza da un proprio modello di pensiero, di logica, di emotività, di affettività; e queste fasce di età sono state studiate e definite con denominazioni di tipo psicologico: Prima infanzia (da 0 a 2 anni) Seconda infanzia (da 3 ai 6 anni) Fanciullezza (o terza infanzia) (da 6 ai 12 anni) Preadolescenza (da 12 anni fino alla pubertà) Adolescenza (dalla puberà a 18 anni) Età adulta (da 18 a 65 anni) Terza età (da 65 anni in poi). E ognuna di esse è caratterizzata da un proprio modo di rapportarsi, comprendere, elaborare, reagire, introiettare le proprie ed esterne esperienze. L’incontro con i “diversi mondi” del reale e dello psichico è diversamente vissuto nelle diverse fasce di età. PRIMA (0-2) E SECONDA INFANZIA (3-6) É ormai evidenza scientifica, ma anche consapevolezza comune, il riconoscere che il bambino piccolo ha delle sue “regole” particolari per scoprire, conoscere, elaborare, manipolare le esperienze che vive. Usando un termine psicologico si dice che il bambino usa un pensiero prelogico, con delle regole di elaborazione ed organizzazione dei dati e delle informazioni che non sono confrontabili con quelle usate dagli adulti. 22FANTASIA E CREATIVITA’ SCHEDA Considerazioni preliminari. MA VEDIAMO CHE COSA CI POSSONO DIRE I NOSTRI ESPERTI PSICOLOGI.
  • 23. 23 FANTASIA E CREATIVITA’ SCHEDA Jean Piaget MI VUOI INTERVISTARE? VA BENE. COSA PENSO DEI BAMBINI? I bambini sono meravigliosi. E’ grazie ai miei figli che ho capito il loro modo di pensare. E’ tutto molto semplice. Basta ascoltarli, guardarli con i loro occhi, e il gioco è fatto. Loro non pensano come noi. Per loro tutto è più semplice. Però senza il loro pensiero non si diventerebbe mai grandi. Questa è la prima cosa che ho capito: l’uomo per maturare deve attraversare delle fasi di sviluppo diverso. Io ne ho indicate 4, ma potrebbero essere di più. Nella prima fase di sviluppo, quella più semplice, che io ho chiamato SENSOMOTORIA, il bambino pensa con la bocca, con le mani, con il movimento. In questo periodo, che va fino ai 2 anni e mezzo il bambino pensa attraverso il movimento, scopre il mondo attraverso il fare. Guai a non farlo muovere, giocare, gattonare! Sarebbe una vera violenza. Mi vengono i brividi a pensare come una volta i bambini venivano fasciati credendo che così sarebbero cresciuti forti e dritti; sembravano delle piccole mummie. Brrr.!... E’ stato un periodo terribile per i bambini. E intanto, mentre si misurano con il mondo attraverso spintoni, cascatoni, giochi di movimento, la rottura di oggetti e tante altre cose, i bambini cercano di spiegare il mondo, le loro sensazioni ed emozioni, usando un tipo di pensiero particolare, che io ho chiamato PREOPERATORIO; un pensiero diverso da quello di noi adulti. Il pensiero dei bambini somiglia di più al pensiero dei primitivi . L’animismo è uno degli aspetti del pensiero del bambino che più colpisce: gli oggetti, ma anche la luna , le nuvole, sono animate, “pensano e agiscono”. Gli eventi, le azioni non sono regolate dai rapporti di causa-effetto. Nel mondo del bambino l’acqua può allo stesso tempo entrare nella bottiglia o uscire da questa senza essere capovolta. Il pensiero del bambino è il regno dove tutto è possibile, anche l’impossibile, e quello che è vero in un momento subito dopo può essere cambiato nel suo esatto contrario. Questo tipo di pensiero è tipico del pensiero fantastico. E’ per questo che le favole, le fiabe hanno una così forte attrazione per i bambini. L’intervista virtuale
  • 24. 24 FANTASIA E CREATIVITA’ RAZIONALITA' E FANTASIA POSSONO COESISTERE? SCHEDA Jean Piaget Proprio le sfide! Io le ho chiamate così proprio perché il bambino cresce, si sviluppa, scopre il mondo grazie alle continue sfide che deve affrontare e superare. La sfida è rappresentata dalla difficoltà, dall’ostacolo che il bambino incontra lungo il suo cammino. E di ostacoli, di sfide troppe ne dovrà affrontare! E’ per questo che i grandi lo devono addestrare, abituare a superare le difficoltà nel modo giusto. E il modo giusto si realizza rispettando due regole fondamentali: Uno. Le sfide, le difficoltà , non debbono essere eccessive, superiori alle capacità di superarle da parte del bambino. Se al bambino sono presentate sfide eccessive il bambino non le affronta, le evita. RICORDATE, lo dico ai genitori, agli educatori, i bambini di successo sono quelli che sono stati abituati a superare sfide superabili in modo graduale e con gioia. E questa è la secondo regola: le sfide , gli ostacoli presentati al bambino nei primi anni di vita, devono essere automotivanti e autogratificanti. Il superarle deve contenere in sé la gratificazione. Come è possibile? Pensateci bene e da soli troverete tanti esempi. Per aiutarvi vi faccio l’esempio di un novello sciatore, ma vale per tutti gli sport. Per migliorare il proprio stile, imparare a sciare senza cadere, raggiungere traguardi significativi, ha bisogno di superare continue e graduali sfide. Se venisse messo all’inizio su una pista nera, ripetutamente, il risultato sarebbe il suo abbandono, nella migliore delle ipotesi; nelle peggiore finirebbe in ospedale. Tutto qua, la cosa è semplice. Il bambino scopre, conquista il mondo attraverso continue sfide che richiedono continui accomodamenti. L’esempio che faccio sempre è quello della digestione. Per crescere il bambino ha bisogno di mangiare cibo, quindi lo deve ASSIMILARE attraverso la digestione. Quando poi si introduce un alimento nuovo all’inizio il bambino è un po’ schizzinoso, si deve abituare al nuovo cibo; si dice che deve ACCOMODARSI a questa novità. Quando lo ha ormai accettato, quando lo gusta come gli altri cibi, il bambino si è ADATTATO al nuovo alimento: ha fatto una nuova conquista. Il cibo dell’apprendimento dei bambini sono le sfide motivanti, il gioco, l’attività motoria, nel rispetto sempre del suo modo di pensare; anzi, meglio ancora, occorre imparare a pensare con il suo pensiero. Gli schemi appresso riportati dovrebbero essere un aiuto a chiarire quanto fin qui detto, almeno spero! L’intervista virtuale UN’ALTRA COSA IMPORTANTE E’ IL NUTRIMENTO. BISOGNA NUTRIRE I BAMBINI. IL PRIMO NUTRIMENTO E’ IL LATTE MATERNO, MA IL SECONDO, NON MENO IMPORTANTE, SONO LE SFIDE.
  • 25. 25 IL PROCESSO DI ADATTAMENTO: dall’assimilazione all’accomodamento Il bambino impara ad adattarsi all’ambiente attraverso un processo che prevede una fase in cui utilizza uno SCHEMA (un comportamento, una competenza),che già conosce, che già padroneggia, per esplorare, manipolare un nuovo oggetto; che essendo nuovo (quindi un po’ più difficile da usare) richiede per essere utilizzato, delle nuove capacità rispetto a quelle già possedute. A questo punto il bambino, attraverso una serie di prove, di tentativi, cercherà di adattare il proprio schema, quello che già padroneggia, alla nuova situazione. Quando avrà raggiunto tale accomodamento il bambino sarà in grado di manipolare, prendere, gestire, il nuovo oggetto. Si è realizzato l’ADATTAMENTO, e allo stesso tempo il bambino ha elaborato un nuovo schema di comportamento, più raffinato e più adatto ad affrontare l’ambiente. Il bambino appena nato possiede una serie di schemi innati (comportamenti, abilità, competenze) che immediatamente usa per soddisfare i propri bisogni Schema suzione Che usa per: Succhiare il latte, Questo è una schema semplice, unitario. Schema prensione Poi anche per “conoscere il mondo” Porta tutto in bocca. Uno schema diventa Mobile: quando viene applicato (usato) per stimoli diversi e in occasioni diverse Che usa per: afferrare, Questo è una schema semplice, unitario. Poi anche per “afferrare tutto” Estendere lo schema della prensione a tutti gli oggetti non vuol dire che il risultato del prendere sia immediatamente adeguato. All’inizio la prensione degli oggetti è goffa, solo dopo molti tentativi e con il passare dei mesi riuscirà ad afferrare in modo adeguato oggetti di forma, peso, dimensione diversa. LO SCHEMA INIZIALE SI E’ EVOLUTO. Schema locomozione Che usa per: Muoversi, spostarsi Questo è una schema semplice, unitario. Poi anche per strisciare, gattonare, ecc. 25 FANTASIA E CREATIVITA’ SCHEDA
  • 26. 26 Schema prensione 1 Il b. sa afferrare bene un oggetto piccolo e rotondo. Si dice che l’oggetto è ASSIMILATO. Voglio afferrare quel cubo, ma non ci riesco, come faccio? Il bambino prova tante volte nel tempo. Si avvede che lo schema della prensione che usa è inadeguato. A questo punto modifica lo schema lo ACCOMODA al nuovo oggetto, fino a quando il nuovo schema che si è creato non soddisfa in pieno il bambino. Si è formato un nuovo schema che è più raffinato e complesso di quello precedente. Nuovo Schema prensione 2 Il nuovo schema si perfeziona fino a diventare uno schema ASSIMILATO, cioè il bambino lo usa in modo spedito, inconsapevole, senza più nessuno sforzo. Nuovo Schema Prensione 3 Nuovo Schema prensione 4 SFIDA (2 prendere un bicchiere) SFIDA (3 tagliare) SFIDA (1 prendere un cubo)) è un alimento Nuovo Schema prensione 4 Nuovo Schema Prensione 3 Nuovo Schema prensione 2 Schema prensione 1 EVOLUTUZIONE DEGLI SCHEMI: lo schema ultimo contiene le competenze di tutti gli schemi precedenti. Lo schema ultimo è uno schema complesso giacché è il risultato di più accomodamenti. Un insieme di schemi mentali forma un insieme più grande che possiamo definire STRUTTURA attraverso un processo che possiamo definire integrazione gerarchica degli stadi. Tipologia degli schemi Senso-motori (schemi di azione) Suzione, prensione, deambulazione, ecc Cognitivi (schemi mentali) Sistema numerico, raggruppamenti, classificazione, Leggi della logica Gli schemi cognitivi derivano da quelli senso-motori attraverso un processo di interiorizzazione: Il bambino prima fa con l’azione, il movimento, poi “fa” con la mente. SCUOLA: osservazioni. L’IMPORTANZA DELLA SFIDA: le attività presentate al bambino debbono essere tali che il bambino le sappia gestire per un 70/80%, quindi non troppo difficili altrimenti non si motiva e abbandona; e neppure troppo facili altrimenti non è motivato. La giusta difficoltà rappresenta un ALIMENTO, la motivazione per impegnarsi in un lavoro. L’importanza del movimento: base per lo sviluppo dei concetti astratti. L’importanza dell’osservazione: capire il rapporto tra stimoli presentati e competenze del bambino. SCHEDA Dalla SFIDA tra quello che sa fare e quello che di nuovo vuole fare nasce la motivazione ad impegnarsi a formare nuovi schemi Nuovo oggetto da manipolare Gli schemi sono i comportamenti, le competenze, quello “che il bambino sa fare” sia dal punto di vista pratico (schemi senso motori) sia dal punto di vista mentale (schemi cognitivi). FANTASIA E CREATIVITA’
  • 27. 27 MA COME VEDE, ELABORA, ORGANIZZA IL MONDO IL BAMBINO? QUAL E’ IL SUO MODO DI RAGIONARE? SCHEDA Abbiamo visto che il bambino impara, scopre attraverso il fare. Tutte queste azioni pratiche sono immagazzinate nella sua mente come AZIONI INTERNE, INTERIORIZZATE. Nella mente del bambino è come se si formassero tanti video clips dell’esperienza reale. Ma queste clips all’inizio sono isolate, non sono messe in relazioni le une con le altre, non le mette in relazione logico- temporale. L’EGOCENTRISMO INTELLETTUALE, Questo tipo di egocentrismo si evidenzia nel fatto che il bambino non riesce ad avere punti di vista diversi dal suo; il bambino non riesce a concepire che altri possano vedere le cose in modo diverso, provare emozioni ed avere pensieri diversi da quelli che ha lui. Solo più tardi verso 5/6/7 anni si comincia a sviluppare la consapevolezza che esistono punti di vista diversi dal proprio, capacità che si afferma in modo certo verso 9/10 anni. Gli altri sono, per il bambino, un mezzo per giocare, un pretesto per parlare a ruota libera. Le altre persone non hanno diritto ad avere proprie idee o a pensarla in modo diverso: “tutti zitti fino a quando lo dico io.”; gli altri hanno la stessa funzione di un giocattolo vivente. L’egocentrismo intellettuale lo porta ad elaborare delle spiegazioni del mondo del tutto personale. Tali spiegazioni sono organizzate intorno a tre modalità di vedere il reale: FINALISMO: esiste un ordine prestabilito, tutti i fenomeni hanno uno scopo e loro esistono per realizzare quello scopo, e tutti gli scopi sono finalizzati a realizzare la felicità dell’uomo. Se una pallina rotola su di un piano inclinato (dal punto di vista del bambino che la guarda scorrere) è perché “vuole andare verso il bambino”. La fiamma scotta il bambino perché è stato cattivo. ANIMISMO: le cose sono viventi e dotate di intenzionalità. ARTIFICIALISMO: tutto quello che esiste è stato costruito secondo le modalità di costruzione dell’uomo: i fiumi, i laghi sono stati scavati, le montagne sono state costruite. Non esiste il concetto di eterno, di esistenza senza l’intervento dell’uomo. Il pensiero pre-logico del b. è detto anche INTUITIVO perché la soluzione ai problemi pratici viene trovata utilizzando le immagini mentali che riguardano le percezioni e i movimenti, non coordina più schemi logici mettendoli a confronto: le soluzioni vengono trovate per corrispondenza visiva non logica. FANTASIA E CREATIVITA’
  • 28. 28 A QUESTO PUNTO TORNA UTILE SENTIRE ANCHE IL PUNTO DI VISTA DEL RUSSO LEV SEMENOC VYGOTSKIJ SULLA RILEVANZA CHE L’AMBIENTE SOCIO-CULTURALE HA SULLO SVILUPPO DELLA PERSONA. SCHEDA Forse Piaget ha dato poca importanza all’influenza che l’ambiente ha sullo sviluppo del bambino. Nessuno può negare l’importanza che ha l’ambiente socio-culturale, dove un bambino nasce e cresce , sul suo sviluppo. L’uomo è protagonista della sua storia. Le sue azioni, quello che fa, come agisce, determinano il suo sviluppo e il suo destino. Basta considerare le tragiche conseguenze a cui portano le condizioni di deprivazione alimentare ed igienica in cui vivono molti bambini del terzo mondo. Aver cura dell’ambiente socio-culturale, dell’ ambiente fisico, di quello psicologico, familiare e scolastico è di primaria importanza. L’avere cura del bambino si esprime attraverso l’attenzione che si ha per i suoi ambienti di vita. Non ultimo va ricordata l’importanza che il linguaggio ha per lo sviluppo del pensiero del bambino. L’intervista virtuale L’AMBIENTE SOCIO-CULTURALE E’ TUTTO PER IL BAMBINO. E’ importante notare che la cultura e l’ambiente possono “agire” sulla persona solo se trovano un organismo “normale” dal punto di vista biologico. Vale a dire che la maturazione organica rappresenta la condizione che consente all’ambiente di determinare i cambiamenti sull’individuo. Conoscere la cultura di provenienza di una persona, di un bambino e’ fondamentale. Lo sviluppo della persona è diverso da un luogo ad un altro, da una società ad un’altra proprio per il fatto che la formazione e lo sviluppo della persona sono condizionati dall’ambiente in cui vive e si sviluppa. Va fatta rilevare l’importanza della contestualizzazione degli interventi e il rispetto dell’ambiente di vita di provenienza del bambino per impostare la programmazione e l’attività scolastica. FANTASIA E CREATIVITA’
  • 29. 29SCHEDA Diciamo che se mi trovassi a vivere all’improvviso nel vostro mondo, quello di oggi, occidentale, ultra tutto, mi verrebbe un gran mal di testa. Una cosa è certa che in un mondo dove il bambino nasce all’interno di sistemi logici informatici, che si trova ad usare tutti i giorni come normali elettrodomestici (cellulari, telecomandi, cd-rom, lettori, videogames, computer, internet, giocattoli robot ,e chi più ne ha più ne metta), il condizionamento dell’ambiente sullo sviluppo del bambino ha assunto un nuovo e fondamentale ruolo. Io credo che vi troviate di fronte alla fase iniziale di un cambiamento “evolutivo” della specie umana. Nuovi sistemi di codificazione si stanno affermando, nuovi codici e linguaggi sostituiscono quelli passati, l’immagine la fa da padrona, i media rappresentano le nuove biblioteche culturali della singola persona, la gestione del sapere è diventata un prodotto di libero consumo usa e getta. In questo nuovo ecosistema multimediale i cambiamenti che il bambino subisce non sono facilmente definibili, ma sicuramente lo sviluppo logico del bambino subisce dei cambiamenti e delle accelerazioni che sono tutte da studiare. A queste modificazioni delle strutture cognitive non sembra che si associno dei cambiamenti positivi nello sviluppo emotivo-affettivo nelle nuove generazioni. Nella società si stanno presentando dei nuovi disagi, dei nuovi disadattamenti, si sta sviluppando una società inquieta, frettolosa, senza tempo; non più abituata a gustare l’attesa, a lasciare spazio ai tempi dell’affetto e delle emozioni condivise. Considerando la vostra società attuale, con Piaget sono costretto a condividere, seppure non fino in fondo, la sua teoria dello sviluppo: le tappe di sviluppo di un bambino sicuramente si possono modificare e accelerare, ma occorre stare attenti a non superare la soglia di criticità delle capacità umane a sopportare accelerazioni e cambiamenti. Oltre una certa soglia inizia il disadattamento, il disagio, la nevrosi dell’uomo. Il bambino è un cucciolo d’uomo e come tale ha bisogno nei modi giusti, nei tempi giusti, negli ambienti giusti, di cure materne/paterne. COSA PENSO DEL VOSTRO AMBIENTE ULTRA TECNOLOGICO? FANTASIA E CREATIVITA’ L’intervista virtuale
  • 30. 30SCHEDA Ue, che bell’ambiente: qui divento intelligente e creativo. Per quel che mi riguarda ho tutto quello che mi serve: occhi mano, naso, pisello… Ho tutti i fattori biologici a posto, sono proprio sano! Adesso tocca a me saper sfruttare l’ambiente. Speriamo che qualcuno mi aiuti! Magari la mamma, il papà, la maestra. Forse ancora è presto per la scuola. E se fossi un genio? Ma se tutto dipende dall’ambiente, allora tutti possono diventare geni! E se non geni sicuramente molto intelligenti. FANTASIA E CREATIVITA’ Usando la vostra tecnica dei fumetti, il mio pensiero si può così sintetizzare.
  • 31. 31SCHEDAFANTASIA E CREATIVITA’ Anche un altro grande studioso della psicologia, l’americano Jerome Seymour Bruner , condivide, seppure con i dovuti distinguo, le caratteristiche del pensiero del bambino così come l’abbiamo fin qui descritte attraverso Piaget e Vygotskij. Non posso che essere d’accordo. Il pensiero del bambino è sicuramente diverso da quello degli adulti. Egli ha un modo “originale” e del tutto personale di “vedere” il mondo e rapportarsi ad esso. Per il bambino conta il reale, il movimento, il fare , il gioco. Tutto il primo anno di vita è dominato dall’attività prassica, anche le immagini che si formano nella sua mente sono immagini di movimento , che io chiamo rappresentazioni prassiche. Anche nelle fasi successiva, alla base della sua attività, c’è la scoperta, il gioco, la manipolazione. Le stesse parole della lingua parlata all’inizio sono semplici oggetti da esplorare, oggetti con cui giocare. La fase che va dai 2 ai 6 anni è caratterizzata dalla formazione di immagini nella mente del bambino. E’ come se il bambino creasse nella sua mente un immenso archivio di esperienze trasformate in “icone” . Tutto questo immenso archivio il bambino lo usa per interpretare, mettere in relazione le diverse esperienze, solo che all’inizio fa un po’ di confusione, e come se non riuscisse a mettere nel giusto ordine, nella giusta relazione le icone, e cade così spesso in contraddizione, confonde la causa con l’effetto, ecc. Con Piaget possiamo dire che il bambino ha un pensiero prelogico. Questa fase io l’ho definita della Rappresentazione Iconica. In questo periodo di vita il bambino dovrebbe ricevere il massimo di attenzioni e di cure, giacché se in questo periodo si forma l’archivio delle esperienze tanto più l’ambiente sarà adeguato, ricco, stimolante, tanto più il bambino avrà un “patrimonio” ricco di potenzialità e di sviluppo. E i genitori, e i familiari, e la scuola dovrebbero far tesoro delle osservazioni appena dette.
  • 32. 32 FANTASIA E CREATIVITA’ Le riflessioni fin qui esposte, seppur brevi, ci portano ad affermare che esiste un stretto rapporto tra: SCHEDA MOVIMENTO, IL FARE CON IL CORPO, E… SCOPERTA, CONOSCENZA, COMPRENSIONE OPERATIVA DEL MONDO E DELLE COSE. GIOCO, COME ATTO SPONTANEO, COME IMITAZIONE (fare finta di essere…), COME AZIONE SENZA UN PRECISO SCOPO, E… SCOPERTA, CONOSCENZA, COMPRENSIONE OPERATIVA DEL MONDO E DELLE COSE, SCOPERTA DELLA RELAZIONE DEGLI ALTRI, COME ESISTENZA DI ALTRO E DI ALTRI. Soprattutto da 0 a 3 anni Soprattutto da 0 a 6 anni ATTIVITA’ DI FANTASIA: “GIOCARE” CON IL MONDO, CON I PENSIERI, CON LE PAROLE, CON LE EMOZIONI ATTRAVERSO IL SUO MODO DI PENSARE (semplice, diretto, immediato, prelogico), E… SCOPERTA DELLE RELAZIONI TRA OGGETTI, ESPERIENZE, AVVENIMENTI; RIFLESSIONE INTERNA (mentale) DEL MONDO ESTERNO; CONTESTUALIZZAZIONE DELLE EMOZIONI, DEI SENTIMENTI IN RELAZIONI AI FATTI (“la sua generosità aveva permesso di…”, “la cattiveria della strega aveva reso infelice…” . Soprattutto da 0 a 6 anni LINGUAGGIO VERBALE E NON VERBALE, E… SCOPERTA DELLA FUNZIONE RELAZIONALE E SOCIALE DELLA LINGUA (attraverso il linguaggio è possibile far capire, chiedere, comprendere, ecc.), SCOPERTA DELLA RELAZIONE TRA SIGNIFICATO (la casa reale) E SIGNIFICANTE (la parola formata da 4 lettere: casa); SCOPERTA DELLA FUNZIONE CREATIVA E GENERATRICE DI PENSIERO DELLA LINGUA (il raccontare e l’ascoltare abitua il bambino a riorganizzare il linguaggio per rispettare il pensiero: quello che vuole effettivamente comunicare). Soprattutto da 0 a 6 anni CREATIVITA’:COME CAPACITA’, ABITUDINE, STILE COMPORTAMENTALE, A SAPER RIORGANIZZARE, “GUARDARE” GLI OGGETTI, LE ATTIVITA’, IN MODO DIVERSO, DA PUNTI DI VISTA DIVERSI, E… SCOPERTA DELLA MULTIFUNZIONALITA’ DEGLI OGGETTI (con gli stessi oggetti si possono costruire cose diverse), CAPACITA’ DI OSSERVAZIONE CHE UN OBIETTIVO SI PUO’ RAGGIUNGERE IN MODI DIVERSI (la palla finita dietro al divano si può recuperare: girando intorno al divano, spostandolo, chiedendo a mamma di riprenderla); CAPACITA’ DI OTTENERE RISULTATI DIVERSI MODIFICANDO L’ORDINE DEGLI OGGETTI. Soprattutto da 0 a 6 anni
  • 33. 33 SCHEDA OSSERVAZIONE PREQUISITI SCOLASTICI Sale le scale a piedi alterni p s i c o m o t r i c i t à ++++++ ------ OSSERVAZIONI Salta su una gamba sola, sta una gamba per pochi secondi Sa lanciare e prendere una palla Corre in modo coordinato Sa costruire una torre con dei blocchi 5/6 blocchi Sa strappare fogli di carta usando le due mani. (annotare la mano dominante) (annotare la mano dominante) (annotare la mano dominante) (annotare la gamba dominante) Calcia una palla (annotare la gamba dominante) Sa usare le forbici per tagliare (annotare la mano dominante) Afferra nel modo giusto la matita, il pennarello. (annotare la mano dominante) 3 Età di riferimento in cui è presente competenza 4 4 3 3 Inizia dai 2 anni Inizia dai 2 anni
  • 34. 34 SCHEDA OSSERVAZIONE PREQUISITI SCOLASTICI Sale le scale a piedi alterni p s i c o m o t r i c i t à ++++++ ------ OSSERVAZIONI Frasi nucleari Sa lanciare e prendere una palla Corre in modo coordinato Sa costruire una torre con dei blocchi Sa strappare fogli di carta usando le due mani. (annotare la mano dominante) (annotare la mano dominante) (annotare la mano dominante) (annotare la gamba dominante) Calcia una palla (annotare la gamba dominante) Sa usare le forbici per tagliare (annotare la mano dominante) Afferra nel modo giusto la matita, il pennarello. (annotare la mano dominante) 3 Età di riferimento in cui è presente competenza Tra 18/24 mesi 4 3 3 3