Psicopatologia

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Psicopatologia

  1. 1. ESAME PSICHICO
  2. 2. • aspetto • espressione • atteggiamento • comportamento e attività Psicomotoria DATI RILEVABILI ALLA SEMPLICE OSSERVAZIONE
  3. 3. DATI RILEVABILI AL COLLOQUIO • eloquio • mimica • coscienza e orientamento • percezione • ideazione • affettività • memoria • intelligenza e informazione • critica e giudizio • comprensione • volontà • fattori psicodinamici • attenzione
  4. 4. COSCIENZA
  5. 5. COSCIENZA insieme dei processi psichici elementari (vigilanza e attenzione) e complessi (memoria, affettività e ideazione), che si presentano nell’unità di tempo e che consentono la conoscenza e la consapevolezza della propria individualità e di quella degli oggetti esterni. Si tratta quindi di una funzione psichica complessa, che permette di acquisire engrammi, riconoscerli, valutarli ed utilizzarli in associazioni concrete ed astratte. (Cazzullo, 1993)
  6. 6. STATO DI COSCIENZA insieme dei processi psichici presenti in un determinato istante Grado di lucidità Campo di coscienza
  7. 7. DISTURBI QUANTITATIVI DELLO STATO DI COSCIENZA
  8. 8. AUMENTO DELLO STATO DI COSCIENZA Condizioni di aumentata consapevolezza in cui esiste sensazione soggettiva di più ricca percezione, alterazione del tono dell’umore, sensazione soggettiva di allerta aumentata, di maggiori prestazioni intellettuali, memoria e comprensione
  9. 9. DIMINUZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA Condizioni di alterato stato di coscienza a prevalente sintomatogia negativa I sintomi negativi possono essere sintetizzati come una riduzione o perdita della capacità di • elaborare gli stimoli • direzionare l’attenzione • controllare la comunicazione • autocollocazione nel tempo e nello spazio • finalizzare il comportamento.
  10. 10. OTTUNDIMENTO aumento della soglia sensitiva e percettiva (fenomeno transitorio e reversibile) OBNUBILAZIONE perturbamento della coscienza, lieve sonnolenza con o senza agitazione, difficoltà di attenzione concentrazione, grado più o meno pronunciato di disorientamento TORPORE paziente rallentato nelle azioni, impacciato nell’eloquio, torpido nelle intenzioni, assonnato nelle esperienze soggettive, presente reazione di evitamento agli stimoli dolorosi riflessi e del tono muscolare ridotti
  11. 11. SOPORE paziente incosciente (può tornare momentaneamente alla coscienza con stimoli particolarmente vigorosi) assenza di risposte verbali o reazione a stimoli riflessi e tono muscolare fortemente ridotti COMA paziente fortemente incosciente può presentare diversi gradi di profondità
  12. 12. DISTURBI QUALITATIVI DELLO STATO DI COSCIENZA
  13. 13. STATO CREPUSCOLARE restringimento del campo di coscienza ad un circolo di idee cui viene mantenuto un certo nesso logico e sequenzialità STATO ONIROIDE il paziente non riesce più a controllare la realtà esterna, per la presenza di allucinazioni, vissute con intensa partecipazione affettiva, e di ideazione delirante CONFUSIONE MENTALE o DELIRIUM sconvolgimento di tutte le attività psichiche, sia affettive che ideative
  14. 14. DELIRIUM Si tratta di una alterazione di coscienza, manifestata da una riduzione della lucidità della percezione dell'ambiente, per cui la capacità di focalizzare, mantenere, o spostare l'attenzione è compromessa A causa di questi problemi, può essere difficile (o impossibile) impegnare la persona in una conversazione
  15. 15. DELIRIUM Si accompagna • una modificazione cognitiva deficit della memoria disorientamento alterazioni del linguaggio • lo sviluppo di alterazioni percettive Il disturbo si sviluppa in un breve periodo di tempo tende a fluttuare durante il corso del giorno La modificazione cognitiva non può essere meglio giustificata da una demenza stabilizzata o in evoluzione È una conseguenza fisiologica diretta di una condizione medica generale, di una Intossicazione o Astinenza da Sostanze o di una combinazione di questi fattori
  16. 16. DISTURBI DELLA COSCIENZA SOGGETTIVA (DEPERSONALIZZAZIONE - DEREALIZZAZIONE)
  17. 17. coscienza soggettiva (o coscienza del Sé) indica la coscienza della propria persona, del proprio corpo e della propria posizione rispetto all’altro e al mondo esterno coscienza dell’Io indica il modo nel quale l’Io è consapevole di se stesso attraverso la sua unità (essere “uno”), identità (essere “lo stesso”) e contrapposizione rispetto alla realtà esterna coscienza del corpo indica l’insieme delle sensazioni del corpo e dei sentimenti dello stato corporeo
  18. 18. DEPERSONALIZZAZIONE AUTOPSICHICA i contenuti di coscienza vengono vissuti “come se” non appartenessero all'Io DEPERSONALIZZAZIONE SOMATOPSICHICA parti di sé non sono più riconosciute come proprie DEPERSONALIZZAZIONE ALLOPSICHICA O DEREALIZZAZIONE il soggetto avverte come estraneo il mondo esterno, con sensazione di trasformazione della realtà anomalia del senso di limitazione spaziale
  19. 19. PSICOPATOLOGIA DEL PENSIERO E DELL'IDEAZIONE
  20. 20. PENSIERO attività operativa della psiche che, attraverso processi di associazione, correlazione, integrazione, astrazione e simbolizzazione dei dati informativi, permette la valutazione della realtà e la formulazione di giudizi intelligenza per impostarlo ed elaborarlo in modo valido ed economico memoria per richiamare i contenuti di coscienza sui quali si esplicano i processi ideativi
  21. 21. PENSIERO DISTURBI • FORMALI • DEL CONTENUTO
  22. 22. PSICOPATOLOGIA PSICOPATOLOGIA DEL PENSIERO E DELL'IDEAZIONE DISTURBI FORMALI DEL PENSIERO PENSIERO DISSOCIATO (psicosi schizofreniche) PENSIERO INCOERENTE (psicosi confusionali e organiche)
  23. 23. DISTURBI FORMALI PENSIERO DISSOCIATO (psicosi schizofreniche) perdita dei comuni nessi associativi tra le singole idee in assenza di alterazione dello stato di coscienza pensiero frammentario, illogico, bizzarro e sconclusionato linguaggio slegato e contorto, distorto o incomprensibile • Fusioni • Iperinclusioni • Deragliamenti • Intoppi (blocchi, omissioni o barrages) • Tangenzialità • Illogicità
  24. 24. fusioni concetti originali e insensati risultanti dalla condensazione di due o più idee eterogenee iperinclusioni inserimento nel corso del pensiero logico di un concetto non appropriato digressioni o deragliamenti deviazioni del corso del pensiero da un tema a un altro senza rapporti apparenti intoppi (blocchi, omissioni o barrages) interruzione temporanea del corso del pensiero dovuta all'eclissarsi dalla coscienza dei suoi contenuti
  25. 25. DISTURBI FORMALI PENSIERO INCOERENTE (psicosi confusionali o organiche) disgregazione del corso del pensiero in frammenti sconnessi, eterogenei, e fugaci a causa della modificazione dello stato di coscienza ACCELERAZIONE FLUSSO EIDETICO FUGA DELLE IDEE l’attività associativa è accelerata fino al punto in cui le idee di sovrappongono l’una all’altra senza concludersi (logorrea, frasi incomplete e frammentarie)
  26. 26. DISTURBI FORMALI RALLENTAMENTO FLUSSO EIDETICO BLOCCO DEL PENSIERO l’attività associativa avviene con lentezza e difficoltà, pur mantenendo correttezza logica (lunghe pause, esitazioni, tematiche monotone e rapidamente esauribili) arresto del flusso associativo con arresto brusco e inaspettato dell’eloquio PERSEVERAZIONE tendenza alla ripetizione degli stessi contenuti, idee, o argomenti, anche in risposta a stimoli diversi
  27. 27. DISTURBI FORMALI TANGENZIALITÀ modalità di risposta non diretta, per cui le risposte non risultano del tutto pertinenti con le domande PROLISSITÀ pensiero che raggiunge la meta in modo indiretto, attraverso l’interferenza di idee secondarie che ne pregiudicano il decorso CIRCOSTANZIALITÀ discorso molto articolato (pedante e barocco) ed esitante nel raggiungere l’idea finale, per la presenza di dettagli irrilevanti che vengono sviluppati abnormemente
  28. 28. DISTURBI FORMALI CONCRETISMO riduzione o assenza della capacità di operare astrazioni e generalizzazioni IMPOVERIMENTO ideazione (ed eloquio) scarna e ridotta sia dal punto di vista quantitativo (contenuti) che qualitativo (modalità formali) DISTRAIBILITÀ ideazione del soggetto costantemente sollecitata in molte direzioni da stimoli di varia natura che allontanano da una linea ideativa principale
  29. 29. PSICOPATOLOGIA PSICOPATOLOGIA DEL PENSIERO E DELL'IDEAZIONE DISTURBI FORMALI DEL PENSIERO DISTURBI DEL CONTENUTO DEL PENSIERO IDEAZIONEIDEAZIONE PREVALENTEPREVALENTE (DOMINANTE)(DOMINANTE) IDEAZIONEIDEAZIONE INTERPRETATIVAINTERPRETATIVA IDEAZIONEIDEAZIONE ANANCASTICAANANCASTICA IDEAZIONEIDEAZIONE DELIRANTEDELIRANTE
  30. 30. DISTURBI DEL CONTENUTO IDEAZIONE PREVALENTE O DOMINANTE un’idea o un insieme di idee, sostanzialmente di per sé normali, vengono privilegiate ad occupare il campo di coscienza (in modo quasi coattivo nell’ideazione dominante), in ragione della forte carica affettiva ad esse collegata Condizioni fisiologiche Depressione Anoressia Dismorfofobia
  31. 31. DISTURBI DEL CONTENUTO IDEAZIONE INTERPRETATIVA utilizzazione di elementi della realtà con associazioni che avvengono secondo illazioni; più frequentemente si esprime con tendenza all’autoriferimento Disturbo paranoide di personalità Disturbo schizotipico di personalità
  32. 32. DISTURBI DEL CONTENUTO IDEAZIONE ANANCASTICA (OSSESSIVA) l’ossessione riguarda idee, sentimenti o condotte che assediano la coscienza, si impongono al soggetto e lo vincolano a una lotta inesauribile, sebbene egli continui a ritenere tale incoercibile parassitismo come qualcosa di assurdo Disturbo ossessivo-compulsivo Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini persistenti, sono vissute come intrusive e inappropriate, e causano ansia o disagio marcati Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali il cui obiettivo è quello di prevenire o ridurre l'ansia o il disagio, che accompagnano un'ossessione o per prevenire qualche evento o situazione temuti
  33. 33. DISTURBI DEL CONTENUTO IDEAZIONE DELIRANTE convinzione personale falsa, a cui il paziente aderisce in modo assolutamente dogmatico e senza possibilità di critica, nonostante elementi contrari di realtà Psicosi
  34. 34. CARATTERISTICHE DEL DELIRIO • assoluta certezza soggettiva • assenza di influenzabilità e di correggibilità di fronte ad ogni esperienza e confutazione logica • assurdità (impossibilità) di contenuto (Karl Jaspers)
  35. 35. CLASSIFICAZIONI DEL DELIRIO IN BASE ALLO STATO DI COSCIENZA DELIRIO CONFUSODELIRIO CONFUSO vissuto in uno stato di coscienza alterato DELIRIO LUCIDODELIRIO LUCIDO vissuto in uno stato di coscienza vigile • sistematizzato ben organizzato, costituito da idee strutturate, collegate con modalità apparentemente logiche fra di loro e con il resto della vita psichica • non sistematizzato frammentario, costituito da idee scarsamente elaborate, semplici, incostanti, poco strutturate e correlate fra loro
  36. 36. IN BASE AI CARATTERI GENETICO-FORMALI DELIRIO PRIMARIODELIRIO PRIMARIO indipendente da qualsiasi esperienza psichica; fenomeni primari inderivabili, psicologicamente indeducibili e quindi incomprensibili per gli altri DELIRIO SECONDARIODELIRIO SECONDARIO O DELIROIDEO DELIROIDE derivabile psicologicamente da un dato psicologico abnorme e quindi comprensibili per gli altri (particolare stato affettivo, eventi traumatici intensi, particolari situazioni ambientali, turbe della percezione)
  37. 37. Per le teorie psicoanalitiche il delirio non presenta carattere d'inderivabilità e diventa l'espressione difensiva, psicodinamicamente comprensibile, di pulsioni inconsce inaccettabili o la manifestazione regressiva di conflittualità arcaiche. Quindi il concetto di incomprensibilità del delirio primario non si deve riferire al contenuto, ma alla modalità con cui il delirio si instaura: è questa che appare non intuibile, che può sfuggire alla capacità di immedesimazione e comprensione.
  38. 38. Percezione delirante: percezione di per sé corretta, cui viene attribuito un significato abnorme Intuizione delirante: convinzione che insorge con i caratteri della subitaneità, dell’illuminazione improvvisa e della assoluta certezza soggettiva Atmosfera delirante: il soggetto esperisce il cambiamento della realtà che lo circonda; tutto appare sconcertante, incomprensibile, terrifico, determinando uno stato di perplessità e di angoscia, destinato a risolversi soltanto con la strutturazione completa del delirio Rappresentazione delirante: rappresentazione o immagine mnesica che vien investita (come la percezione) di un significato abnorme
  39. 39. IN BASE AL CONTENUTO DELIRI DI PERSECUZIONEDELIRI DI PERSECUZIONE convinzione delirante che l'ambiente sia ostile: il soggetto identifica i suoi persecutori e le modalità con le quali questi esplicano la loro persecuzione nocumento convinzione delirante di essere osteggiato o danneggiato da "tutti" veneficio convinzione delirante di attentato alla propria vita mediante avvelenamento influenzamento convinzione delirante che il proprio pensiero e/o il corpo siano "agiti" dall'esterno riferimento convinzione delirante che le situazioni e gli avvenimenti siano riferiti in modo specifico a sé rivendicazione o querela pensiero, affettività e attività polarizzatu su uno specifico tema, per cui sono intraprese azioni legali
  40. 40. DELIRI DIDELIRI DI TRASFORMAZIONETRASFORMAZIONE ... CONTENUTO idee deliranti di modificazione sia dell'ambiente esterno sia delle propria persona (questi ultimi spesso embricati con tematiche di influenzamento) DELIRIO MISTICODELIRIO MISTICO il paziente esperisce, sente o si identifica con la divinità DELIRIO DI GELOSIADELIRIO DI GELOSIA convinzione di essere traditi dal proprio partner
  41. 41. DELIRI DEPRESSIVIDELIRI DEPRESSIVI ... CONTENUTO tematiche connesse alla emergenza delle angosce esistenziali primordiali delirio di colpa o di autoaccusa convinzione di aver commesso gesti riprovevoli e imperdonabili delirio di rovina convinzione di essere economicamente rovinati delirio nichilistico o di negazione negazione dell'esistenza di singoli organi o della propria persona oppure della altre persone, delle cose e del mondo delirio ipocondriaco convinzione di essere portatore di qualche terribile malattia, di essere condannato a sicura morte
  42. 42. DELIRI DI GRANDEZZADELIRI DI GRANDEZZA convinzione delirante di possedere doti particolari, in relazione a una esagerata autovalutazione ... CONTENUTO delirio erotomanico convinzione di essere in possesso di straordinarie attrattive sessuali oppure di essere amati da altra persona di livello sociale e culturale superiori delirio di potenza il soggetto si identifica con personaggi famosi delirio genealogico il soggetto si ritiene diretto discendente di qualche personaggio illustre delirio inventorio autoattribuzione di invenzioni di notevole portata
  43. 43. LA PRESENZA DI UN DELIRIO NON IMPLICA LA PRESENZA DI ALCUN DEFICIT INTELLETTIVO
  44. 44. PSICOPATOLOGIA DELL'AFFETTIVITA'
  45. 45. L'affettività, da un lato affonda le sue radici nel biologico e, dall'altro ha rapporti fondamentali con la strutturazione personologica e le motivazioni assunte dall'ambiente. L'affettività indirizza, colora e giustifica la vita psichica e quindi l'esistenza umana: i suoi disturbi non sono solo presenti in tutte le malattie mentali, ma compenetrano la vita quotidiana. "Le influenze affettive giocano nella psicopatologia un tale ruolo dominante che in pratica tutto il resto è puramente accessorio". (Eugen Bleuler)
  46. 46. SENSAZIONISENSAZIONI elementi della percezione del mondo circostante o del proprio corpo EMOZIONIEMOZIONI stati rapidi e spesso improvvisi, a grossa carica affettiva, spesso collegati a processi esterni SENTIMENTISENTIMENTI stati dell'Io, "coloriti soggettivi" dei processi psichici, indipendenti da processi esterni UMOREUMORE disposizione sentimentale perma-nente che dà un colorito particolare all'intera vita psichica TEMPERAMENTOTEMPERAMENTO umore fondamentale collegato ai tratti di personalità
  47. 47. modalità di espressione esteriore dei propri contenuti affettivi. variabilità intensità instabilità sintonia EMOTIVITÀ
  48. 48. TONO DELL'UMORE stato affettivo prevalente e prolungato o disposizione affettiva DEPRESSIONE spostamento del tono dell'umore verso il polo negativo
  49. 49. SINTOMI GENERALMENTE CORRELATI A UNA DIMINUZIONE DEL TONO DELL'UMORE IDEAZIONE ED ELOQUIO COMPORTAMENTO E VOLONTÀ inibizione ideativa (riduzione flusso idee, rallentamento eloquio) contenuti depressivi (autosvalutazione, disistima, sfiducia, colpa) inibizione motoria (inerzia, incuria di sé) riduzione della volontà (disinteresse, abbandono, rifiuto)
  50. 50. LA DIMINUZIONE DEL TONO DELL'UMORE È SOLO UNO DEI SINTOMI DELLA SINDROME DEPRESSIVA, LA CUI DIAGNOSI PREVEDE IL RICONOSCIMENTO DI UNA SERIE DI ALTRI ELEMENTI A CARICO DELLE DIVERSE FUNZIONI PSICHICHE. IN QUANTO TALE, UNA DEFLESSIONE TIMICA PUÒ ESSERE PRESENTE NELL'AMBITO DI ALTRE DIAGNOSI PSICHIATRICHE E PUÒ ANCHE RAPPRESENTARE UNA FISIOLOGICA RISPOSTA REATTIVA AGLI EVENTI DELL'AMBIENTE.
  51. 51. MANIA spostamento del tono dell'umore verso il polo positivo TONO DELL'UMORE stato affettivo prevalente e prolungato o disposizione affettiva
  52. 52. SINTOMI GENERALMENTE CORRELATI A UN RIALZO DEL TONO DELL'UMORE IDEAZIONE ED ELOQUIO COMPORTAMENTO accelerazione ideativa (aumento flusso idee, logorrea ) contenuti di grandezza (sentimenti di potenza, sovrastima di sé) iperattività motoria (affaccendamento, aumento iniziativa)
  53. 53. LA CONDIZIONE DI RIALZO TIMICO PUÒ PRESENTARSI CON DIVERSE GRADUALITÀ • MANIA VERA E PROPRIA (disturbo bipolare): COMPROMISSIONE MARCATA NEL FUNZIONAMENTO LAVORATIVO O NELLE ATTIVITÀ SOCIALI USUALI O NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI • IPOMANIA (ciclotimia) NON MARCATA COMPROMISSIONE
  54. 54. PSICOPATOLOGIA DELLE PERCEZIONI
  55. 55. RAPPRESENTAZIONE SENSAZIONE PERCEZIONE
  56. 56. ILLUSIONE ALLUCINAZIONE percezione sensoriale distorta di uno stimolo esterno realmente presente percezione sensoriale in assenza di oggetto, vissuta con netta rilevanza e precisa localizzazione nello spazio PSEUDOALLUCINAZIONE dispercezione percepita come interna al soggetto ALLUCINOSI fenomeni analoghi alle allucinazioni, ma attivamente criticate dal soggetto
  57. 57. I FENOMENI ALLUCINATORI SI POSSONO RISCONTRARE, OLTRE CHE IN TUTTI I TIPI DI CONDIZIONE PSICOTICA, ANCHE NELL'AMBITO DI PATOLOGIA SU BASE ORGANICA (LESIONI DEL LOBO TEMPORALE) E POSSONO ESSERE INDOTTI DA SOSTANZE ESOGENE DI NATURA TOSSICA (ALCOOL, DROGHE)
  58. 58. CLASSIFICAZIONE DELLE ALLUCINAZIONI
  59. 59. RELATIVAMENTE ALLA FORMA SEMPLICI O ELEMENTARI (suoni, rumori, luccichii) COMPLESSE (oggetti, parole, frasi, persone)
  60. 60. RELATIVAMENTE ALLO STATO DEL SOGGETTO FISIOLOGICHE (sonno, dormiveglia, eidetismo) PATOLOGICHE (psicotiche, stati confusionali, sostanze)
  61. 61. RELATIVAMENTE ALLE MODALITA' DI MANIFESTAZIONE UDITIVE rumori, suoni, fruscii imperative colloquio di voci commento degli atti eco del pensiero VISIVE lampi, luci, bagliori persone, animali, cose, scene - schizofrenia - depressione maggiore - delirium - disturbi cognitivi - schizofrenia - disturbi da sostanze - delirium - disturbi cognitivi OLFATTIVE, GUSTATIVE cattivi odori cattivi sapori - schizofrenia - disturbi deliranti - epilessia temporale
  62. 62. TATTILI sentirsi toccare sentirsi bruciare - schizofrenia - disturbi da sostanze RELATIVAMENTE ALLE MODALITA' DI MANIFESTAZIONE CENESTOPATICHE trasformazione possessione - schizofrenia - disturbi deliranti - disturbi da sostanze
  63. 63. ANSIA
  64. 64. ANSIA NORMALE attivazione generalizzata delle risorse psicofisiche dell’individuo di fronte ad uno stimolo reale, a contenuto potenzialmente pericoloso per l’individuo ANSIA PATOLOGICA attivazione generalizzata delle risorse psicofisiche, quantitativamente e qualitativamente abnorme rispetto allo stimolo e comunque fautrice di una condizione di inibizione o menomazione psicologica e fisica
  65. 65. ANSIA DI TRATTO espressione di un caratteristica della “personalità ansiosa” tendenza abituale e costante all’apprensione ANSIA DI STATO legata a una situazione particolare e specifica attuale percepita come imminente minaccia e che si traduce in vari livelli di attivazione e allarme
  66. 66. ANSIA GENERALIZZATA • presenza di ansia e preoccupazione (attesa apprensiva) eccessive, che si manifestano per la maggior parte del tempo per almeno 6 mesi, nei riguardi di una quantità di eventi o attività (Criterio A) • la persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione (Criterio B)
  67. 67. ANSIA GENERALIZZATA • L'ansia e la preoccupazione sono associate con tre (o più) dei sei sintomi seguenti (con almeno alcuni sintomi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi 6 mesi)(Criterio C): 1) irrequietezza, o sentirsi tesi o con i nervi a fior di pelle 2) facile affaticabilità 3) difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria 4) irritabilità 5) tensione muscolare 6) alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno inquieto e insoddisfacente) • disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti (Criterio E) L'intensità, la durata, o la frequenza dell'ansia e della preoccupazione sono eccessive rispetto
  68. 68. ATTACCO DI PANICO Un periodo preciso di intensi paura o disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti: • palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia • sudorazione • tremori fini o a grandi scosse • dispnea o sensazione di soffocamento • sensazione di asfissia • dolore o fastidio al petto • nausea o disturbi addominali • sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento • derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi) • paura di perdere il controllo o di impazzire • paura di morire • parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio) • brividi o vampate di calore
  69. 69. FOBIA è il timore morboso, riconosciuto come tale dal paziente, di situazioni o oggetti, ecc., di per sé non pericolosi o solo potenzialmente tali
  70. 70. AGORAFOBIA • ansia relativa all'essere in luoghi o situazioni dai quali può essere difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali può non essere disponibile aiuto in caso di Attacco di Panico o sintomi tipo panico (Criterio A) • L'ansia determina tipicamente l'evitamento pervasivo di una varietà di situazioni “potenzialmente a rischio”; oppure esse vengono sopportate, ma con considerevole paura o solo in presenza di un accompagnatore (Criterio B) • L'evitamento delle situazioni da parte dell'individuo può compromettere la capacità di recarsi al lavoro o di portare avanti le incombenze domestiche
  71. 71. FOBIA SPECIFICA • paura marcata e persistente, eccessiva e irragionevole, di oggetti o situazioni specifiche, chiaramente discernibili (Criterio A): › Animali (esordisce generalmente nell'infanzia) › Ambiente naturale, come per es.: altezze, acqua (esordisce generalmente nell'infanzia) › Sangue-Iniezioni-Ferite (spesso caratterizzato da un'imponente risposta vasovagale) › Situazioni, come per es.: trasporti, tunnel, ponti, ascensori, volare, guidare o luoghi chiusi (ha una distribuzione dell'età di esordio bimodale, con un picco nell'infanzia e un altro picco verso i 25 anni) › Altri stimoli
  72. 72. FOBIA SPECIFICA • l'esposizione allo stimolo fobico provoca quasi invariabilmente un'immediata risposta ansiosa immediata che può prendere la forma di un Attacco di Panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione (Criterio B) • il livello di ansia o paura di solito varia in funzione sia del grado di vicinanza allo stimolo fobico che del grado di limitazione della possibilità di allontanarsi dallo stimolo fobico • mentre gli adolescenti e gli adulti con questo disturbo riconoscono che questa paura è eccessiva o irragionevole (Criterio C), questo può non essere il caso nei bambini
  73. 73. FOBIA SPECIFICA • Più spesso lo stimolo fobico viene evitato, ma talvolta sopportato con intensa ansia o disagio (Criterio D) • La diagnosi è appropriata solo se evitamento, paura, o ansia anticipatoria di affrontare lo stimolo fobico interferiscono significativamente con la normale routine, il funzionamento lavorativo o sociale della persona, o se l'individuo è marcatamente afflitto dalla presenza della fobia (Criterio E) • Il contenuto delle fobie, così come la loro prevalenza, varia con la cultura e l'etnia
  74. 74. FOBIA SOCIALE • paura marcata e persistente che riguarda le situazioni sociali o prestazionali che possono creare imbarazzo (Criterio A) • l'esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l’ansia, che può assumere le caratteristiche di un Attacco di Panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione (Criterio B) • la persona adulta riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole (Criterio C)
  75. 75. FOBIA SOCIALE • più spesso la situazione sociale o prestazionale viene evitata, sebbene venga talvolta sopportata con intensa ansia o disagio (Criterio D) • la diagnosi è appropriata solo se l'evitamento, la paura o l'ansia anticipatoria concernente la situazione sociale o prestazionale interferiscono significativamente con la routine quotidiana, con il funzionamento lavorativo o con la vita sociale dell'individuo, o se la persona presenta un disagio significativo derivante dalla presenza della fobia (Criterio E)
  76. 76. FOBIA SOCIALE • la paura o l'evitamento devono interferire significativamente con la routine normale dell'individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico, o con le attività o relazioni sociali, oppure la persona deve provare disagio marcato determinato dal fatto di avere la fobia • la presentazione clinica e la menomazione conseguente possono differenziarsi tra le varie culture, a seconda delle richieste sociali
  77. 77. IL COMPORTAMENTO
  78. 78. COMPORTAMENTO DI PREVISIONE è l’insieme delle manifestazioni che un soggetto compie dopo aver progettualmente analizzato tutte, o quasi, le possibili evenienze cui, in determinate circostanze può andare incontro (Rado, 1950) COMPORTAMENTO DI EMERGENZA è espresso di fronte alla improvvisa ed imprevista comparsa di eventi che possano destabilizzare l'equilibrio psico-somatico del soggetto
  79. 79. DISTURBI DELLA VOLONTÀ ABULIA inibizione della volontà, incapacità di prendere decisioni IMPULSIVITÀ azioni improvvise, tumultuose, disinibite ed apparentemente afinalistiche
  80. 80. DISTURBI DELLA PSICOMOTRICITÀ AUMENTO ATTIVITÀ MOTORIA da irrequietezza fino a eccitamento psico-motorio RALLENTAMENTO PSICOMOTORIO coinvolge anche la mimica, i gesti, l'eloquio ARRESTO PSICOMOTORIO assenza di reazione a qualunque stimolo (stupor)
  81. 81. DISTURBI DELLA PSICOMOTRICITÀ TICS movimenti involontari, rapidi, a manifestazione improvvisa CATALESSIA O FLESSIBILITÀ CEREA possibilità di far assumere posizioni corporee anche scomode, mantenute lungo CATATONISMO stato di immobilità con assenza di reazione e con tensione persistente in alcuni gruppi muscolari (resistenza ai tentativi di modificarli)
  82. 82. DISTURBI DELLA PSICOMOTRICITÀ STEREOTIPIE frammenti di attività motoria che si ripetono iterativamente per lunghi periodi di tempo PALEOCINESIE iterazione più o meno ritmica e stereotipa di movimenti arcaici (paleomimie: es. dondolare) o di parole o frasi pronunciate (palilalie) o scritte (paleografie) MANIERISMI modalità di espressione motoria artificiose ed eccentriche, sono la caricatura di atteggiamenti normali
  83. 83. DISTURBI DELLA PSICOMOTRICITÀ NEGATIVISMO resistenza all'esecuzione di qualsiasi atto richiesto dall'esterno motivato da bisogni interni AUTOMATISMO esecuzione automatica di qualunque comando o suggerimento può configurarsi come automatismo di imitazione, sotto forma di eloquio (ecolalia), scrittura (ecografia) o comportamento motorio (ecoprassia) PARACINESIE simili ai movimenti coreo-atetosici, ma differenziabili da questi per una maggiore variabilità e per il valore simbolico, talora individuabile
  84. 84. AGGRESSIVITÀ
  85. 85. attiva passiva diretta fisica verbale fisica indiretta verbale diretta indiretta diretta indiretta diretta indiretta colpi ferite colpi vs sostituto insulti maldicenze impedire comportamento vittima rifiuto impegnarsi comportamento rifiuto parlare rifiuto acconsentire Buss 1961 MODALITÀ CONDOTTA AGGRESSIVA

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