Prof. olga capirci vygotskij

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Prof. olga capirci vygotskij

  1. 1. Vygotskij (Lez. 2) O. Capirci
  2. 2. Lo sviluppo dell’individuo può essere descritto come un processo di interiorizzazione di attività che hanno favorito lo sviluppo della vita sociale e la mediazione tra le persone.
  3. 3. Linguaggio: principale di queste attività;  Il processo per cui i segni acquistano progressivamente una funzione interna è emblematico del processo di interiorizzazione delle forme culturali del comportamento. 
  4. 4. Il punto di vista di Vigotskij può essere considerato opposto a quello di Piaget:    la prima forma di attività intellettuale non è “autistica” ma è attiva, pratica, rivolta verso il reale; socialità come dato primario: il bambino fin dall’inizio è oggetto e protagonista di relazioni sociali; all’inizio il linguaggio assolve solo ad una funzione sociale, ma progressivamente si sviluppa anche una funzione intrapersonale;
  5. 5.  Come il pensiero, che da un nucleo originario si differenzia per assolvere a funzioni diverse come quella razionale e fantastica, così anche il linguaggio segue due percorsi, uno esteriore e uno interiore, partendo da un’unica funzione sociale.
  6. 6. Prima di diventare interiore il linguaggio attraversa una fase egocentrica:  nel corso dell’attività il bambino commenta linguisticamente le proprie azioni; successivamente questo linguaggio perde la sua manifestazione esteriore e diventa completamente interiorizzato.
  7. 7. anche nello sviluppo di altre funzioni, prima di raggiungere una completa interiorizzazione il bambino usa segni esteriori:   ad esempio, prima che la memoria diventi logica, cioè governata dal pensiero, c’è una fase in cui vengono usati segni esteriori (es. nodo al fazzoletto); prima che il calcolo diventi mentale, c’è una fase in cui il bambino conta sulle dita.
  8. 8. Il linguaggio egocentrico è uno strumento del pensiero come il linguaggio interiore:    guida l’elaborazione di piani per l’attività pratica; favorisce la presa di coscienza della situazione; sottomette l’azione ad un’intenzione e ad un progetto, innalzandola ad un livello superiore.
  9. 9. Linguaggio egocentrico strutturalmente diverso da quello sociale:   poiché non deve essere esplicito per un interlocutore esterno è ricco di omissioni; la sua funzione è chiara se si considera che aumenta nelle situazioni cognitivamente più difficili (quando nel corso dell’azione si presentano degli ostacoli).
  10. 10. Il linguaggio interiore   Forma di pensiero che si struttura utilizzando le regole della lingua, le parole e i loro significati; È un pensiero verbale al quale il linguaggio conferisce una forma logica, analitica e sequenziale.
  11. 11.   L’acquisizione del sistema linguistico e la sua interiorizzazione riorganizzano le funzioni preesisteni e le trasformano in funzioni psichiche superiori; Il linguaggio accompagna l’azione, la guida e la riorganizza svincolandola dalla situazione concreta: le parole che il bambino usa per riferirsi ad uno stimolo esterno sono a loro volta stimoli che modificano la situazione oggettiva, e diventano strumenti per la soluzione del problema pratico.
  12. 12. Nel processo di interiorizzazione:  Il linguaggio diventa sempre meno dipendente dall’azione in corso, perde il carattere di commento dell’attività pratica e acquisisce la funzione di guida e di anticipazione del comportamento, precede l’azione, sorregge un piano che deve essere ancora realizzato.
  13. 13. Così il linguaggio segue una doppia evoluzione:   da un lato serve alla comunicazione e all’interazione sociale; dall’altro, in quanto strumento di controllo del proprio agire, si interiorizza, cioè diventa uno strumento interno che guida il comportamento e il pensiero.
  14. 14. Le prime forme di intelligenza hanno origini precedenti al linguaggio e si manifestano nell’attività pratica   Fase prelinguistica dello sviluppo intellettivo: il bambino è in grado di usare e inventare strumenti per adattarsi all’ambiente (scimpanzè di Kohler); Fase preintellettuale del linguaggio: uso di suoni e delle prime parole per esprimere emozioni e affetti.
  15. 15. Durante il secondo anno di vita:  intelligenza non ancora verbale e linguaggio non ancora razionale si integrano e convergono in una “unità dialettica”, il linguaggio dotato di significato.
  16. 16. La relazione tra pensiero e linguaggio si manifesta nel significato della parola:   Appartiene sia all’ambito linguistico perché parole senza significato non sono parole della lingua; Appartiene all’ambito del pensiero, perché il significato non si riferisce a singole entità ma a classi e dunque deriva da un’attività di generalizzazione.
  17. 17.  L’ipotesi di un passaggio dagli strumenti esterni ai segni per il controllo del comportamento e delle attività intellettuali ha portato Vigotskij a definire un concetto estremamente rilevante nella psicologia e psicopedagogia odierne: il concetto di Zona di Sviluppo Prossimale.
  18. 18. Zona di Sviluppo Prossimale:  differenza tra il livello di sviluppo di un bambino nel risolvere un compito da solo – che definisce lo sviluppo effettivo – e il livello di sviluppo potenziale (abilità che esibisce quando affronta un compito con il sostegno di un adulto o in collaborazione con coetanei più capaci).
  19. 19.  se nella situazione di sviluppo potenziale il bambino ha delle prestazioni migliori è perché la guida di un esperto gli consente di acquisire conoscenze nuove e di utilizzare funzioni non ancora mature.
  20. 20. Il processo attraverso il quale questa acquisizione si realizza è l’interiorizzazione del dialogo   Il bambino può riflettere su quanto è stato detto nel corso dell’interazione con l’adulto, può ripensare ai concetti espressi e usare questa riflessione per riformulare il proprio pensiero; l’apprendimento attraverso l’interazione con gli adulti e con i coetanei mette in moto una varietà di processi evolutivi.
  21. 21. Il concetto di ZSP consente di definire il rapporto tra sviluppo spontaneo e apprendimento:  la ZSP di un bambino in un dato momento della sua evoluzione è evidenziata da situazioni di apprendimento e dunque indica le tappe dello sviluppo che non sono state ancora raggiunte ma che sono in via di maturazione;
  22. 22. ne deriva che:   l’apprendimento anticipa lo sviluppo naturale e dunque fornisce all’adulto importanti indicazioni sul corso normale dell’evoluzione individuale; questo concetto è molto utile nella diagnosi delle possibilità di sviluppo dei bambini;
  23. 23.   l’adulto può modulare il proprio intervento a seconda della quantità di supporto di cui il bambino ha bisogno, differenziandolo in funzione della velocità di apprendimento; può infatti verificarsi che bambini con lo stesso livello di sviluppo effettivo ricavino un vantaggio diverso dall’insegnamento in quanto dispongono di ZSP più o meno ampie.
  24. 24. Vygotskij - La scuola storico culturale Influenza del contesto socio-culturale sui processi cognitivi Lo sviluppo consiste nell’appropriarsi dei significati della cultura da parte dell’individuo INTERIORIZZAZIONE DI FORME CULTURALI Zona di sviluppo prossimale Distanza tra il livello di sviluppo effettivo e il livello di sviluppo potenziale
  25. 25. Rapporto tra pensiero e linguaggio Piaget Nelle prime fasi di sviluppo il pensiero e il linguaggio sono “egocentrici”, ovvero non adattati alla realtà e non comunicabili agli altri Vygotskij Il primo uso del linguaggio è di tipo sociale e comunicativo. In seguito il linguaggio attraversa una fase egocentrica (il bambino commenta verbalmente le proprie azioni). Infine si trasforma in linguaggio interiore o pensiero verbale

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