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DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO E DSA
Progetto finanziato dal Comune di Prato
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La pericolosità del fenomeno delle "mode"
didattiche sta nel fatto che, come tutte le mode,
anche queste si sono insinuat...
L’unico modo per interrompere la diffusione
delle “mode didattiche” è quella di formare
insegnanti che siano disposti ad ...
acquisire, come proprio bagaglio metodologico,
quelle abilità necessarie alla gestione delle
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COSA PUO’ FARECOSA PUO’ FARE
L’INSEGNANTE?L’INSEGNANTE?
 fare all’occorrenza una ricerca bibliografica per
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La letteratura scientifica rappresenta un insieme
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I metodi di insegnamento spesso
- lasciano molti aspetti impliciti
- si affidano troppo alla creatività e all’impegno
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L’azione non può giustificarsi solo in base ad una
supposta coerenza con un modello teorico (Cubelli,
2002). Un modello te...
1. Individuare i processi che determinano la prestazione
attesa e che consentono un’adeguata acquisizione della
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 Esigenza di conoscere i processi di apprendimento per
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La dislessiaLa dislessia
1. 1. NON E’ UNA MALATTIA
2. 2. E’ UNA DISFUNZIONE
LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI
FIRENZE
La rilevanzaLa rilevanza
La ricerca sull’apprendimento
di lettura e scrittura
Appare rilevante, sia dal punto di vista te...
RilevanzaRilevanza
L’acquisizione
strumentale di
lettura e scrittura e
calcolo costituisce,
per una
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Insegnare a leggere e a scrivere diventa allora un
obiettivo di primaria importanza, e la misura in cui
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Il problema della scuola sono quel 30% di
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Oltre ai bambini e ragazzi che non imparano
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Per un buon rendimento scolastico
memoria,
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metacognizione,
capacità inferenziale,
pensiero critico,
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delle capacità di lettura e scrittura riguardano
soprattutto:
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 L’autostima. cioè l’immagine che il bambino costruisce di sé come
individuo capace di capire e controllare il mondo este...
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dell’insegnante, quale figura deputata ad
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AlfabetizzazioneAlfabetizzazione
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continuità nei processi cognitivi e linguistici
alla base dell’acquisizione del linguaggio ...
Studi di coorte prospettici che hanno
coinvolto circa 1000 bambini di Circoli
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CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA
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PROVE FONOLOGICHEPROVE FONOLOGICHE
Riconoscimento e produzione pattern
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New didattica dislessia prato 24 novembre 2012

  1. 1. GIORNATA DI FORMAZIONE IN TEMA DI DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO E DSA Progetto finanziato dal Comune di Prato e progettato in Team dai Dirigenti Scolastici, UST-Prato, USL4 Metodologie di insegnamento: una didattica efficace per alunni con difficoltà di apprendimento e DSA. Lucia Bigozzi Dipartimento di Psicologia PRATO sabato 24 Novembre 2012 Istituto “Tullio Buzzi” viale della Repubblica 9
  2. 2. Cosa fare?Cosa fare? DIFFIDARE DELLE MODE DIDATTICHEDIFFIDARE DELLE MODE DIDATTICHE proliferare di "mode" didattiche, cioè il diffondersi di atteggiamenti, contenuti e metodi didattici che sono stati applicati in moltissime realtà scolastiche e che sono divenuti quasi delle prassi abituali, ma di cui si è quasi completamente perso il fondamento psicologico. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  3. 3. La pericolosità del fenomeno delle "mode" didattiche sta nel fatto che, come tutte le mode, anche queste si sono insinuate nelle abitudini degli insegnanti, senza che a questi fosse dato modo di sceglierle in modo consapevole. Molto spesso queste "mode" nascono come opposizione alla "moda" precedente. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  4. 4. L’unico modo per interrompere la diffusione delle “mode didattiche” è quella di formare insegnanti che siano disposti ad attuare solamente percorsi fondati teoricamente e sperimentalmente validati. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  5. 5. acquisire, come proprio bagaglio metodologico, quelle abilità necessarie alla gestione delle conoscenze: deve conoscere l’esistenza e deve saper leggere alcune riviste specialistiche per venire a conoscenza delle novità (scanning); LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  6. 6. COSA PUO’ FARECOSA PUO’ FARE L’INSEGNANTE?L’INSEGNANTE?  fare all’occorrenza una ricerca bibliografica per un problema specifico che si trova ad affrontare in classe; saper usare il computer per il suo aggiornamento (banche-dati, internet con i suoi siti specifici). LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  7. 7. La letteratura scientifica rappresenta un insieme di ricerche empiriche volte alla verifica di determinate ipotesi teoriche. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  8. 8. I metodi di insegnamento spesso - lasciano molti aspetti impliciti - si affidano troppo alla creatività e all’impegno del docente - sono rivolti ad allievi normalmente dotati, non adatti ad un pubblico vasto ed eterogeneo LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  9. 9. L’azione non può giustificarsi solo in base ad una supposta coerenza con un modello teorico (Cubelli, 2002). Un modello teorico è un modello esplicativo, non prescrittivo, non indica soluzioni operative. L’EFFICACIA NON E’ GARANTITA SOLO DALLA FONDATEZZA TEORICA Una pratica educativa, mirata a favorire l’apprendimento, a prevenire la difficoltà e a superarla, necessita di PROVE EMPIRICHE DI EFFICACIA. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  10. 10. 1. Individuare i processi che determinano la prestazione attesa e che consentono un’adeguata acquisizione della competenza e la sua espressione. 2. Verificare se l’efficienza di elaborazione del processo predice il livello della prestazione criteriale in un tempo successivo. 3. Verificare se i processi cognitivi di cui sia stata individuata la predittività siano potenziabili. 4. Verificare se potenziando i processi cognitivi nella loro fase emergente si migliorano le prestazioni criteriali. AI PRODOTTI ATTRAVERSO I PROCESSI LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  11. 11.  Esigenza di conoscere i processi di apprendimento per potenziare quelli poco efficienti Spesso l’atipicità di un processo cognitivo, come la lettura e la scrittura, non si spiega grazie a ciò che sappiamo circa l’andamento normale di tale processo ed in molti casi è proprio il funzionamento anomalo di un processo che contribuisce a far luce sul suo dispiegarsi normale. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  12. 12. La dislessiaLa dislessia 1. 1. NON E’ UNA MALATTIA 2. 2. E’ UNA DISFUNZIONE LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  13. 13. La rilevanzaLa rilevanza La ricerca sull’apprendimento di lettura e scrittura Appare rilevante, sia dal punto di vista teorico che applicativo, indagare sul modo in cui i processi di alfabetizzazione prendono avvio, sugli ostacoli ad un loro adeguato dispiegarsi e sulle modalità di prevenzione dell’insuccesso. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  14. 14. RilevanzaRilevanza L’acquisizione strumentale di lettura e scrittura e calcolo costituisce, per una significativa percentuale di bambini all’inizio della scuola primaria , un ostacolo rilevante in tre direzioni a breve termine incide sulla motivazione ad apprendere e sull’autostima a lungo termine ostacola la comprensione e la produzione del testo e le abilità di studio per alcuni bambini si può configurare come un vero e proprio disturbo di apprendimentoLUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  15. 15. Insegnare a leggere e a scrivere diventa allora un obiettivo di primaria importanza, e la misura in cui tale obiettivo è raggiunto costituisce un importante parametro di giudizio circa lo stato di benessere della collettività. Ciononostante, in Italia percentuali rilevanti di bambini incontrano serie difficoltà nei percorsi di alfabetizzazione iniziale, sperimentando l’insuccesso nell’impadronirsi del sistema della lingua scritta, già nei primi anni della scuola elementare. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  16. 16. Il problema della scuola sono quel 30% di studenti che pur non avendo patologie certificabili non imparano sufficientemente. Le difficoltà di apprendimento scolastico sono di tipo diverso e presentano diversi livelli di gravità. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  17. 17. Oltre ai bambini e ragazzi che non imparano sufficientemente perché hanno una disabilità che ostacola i processi di apprendimento (disabilità mentale, autismo, menomazioni sensoriali, disturbi del comportamento, disturbi specifici dell’apprendimento) esiste un numero molto elevato di alunni che non ha sufficienti risultati a scuola. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  18. 18. Per un buon rendimento scolastico memoria, attenzione, metacognizione, capacità inferenziale, pensiero critico, atteggiamento strategico, controllo esecutivo, abilità di ragionamento e di transfer, cambiamento concettuale.LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  19. 19. Dai risultati dell’ultimo Programme for International Student Assessment (PISA) emerge come il 23,9% degli studenti italiani abbia una competenza insufficiente per utilizzare la lettura come strumento di acquisizione di informazioni. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  20. 20. Il problema assume dimensioni ancor più preoccupanti se si guarda alle conseguenze a lungo termine dell’insuccesso nella prima alfabetizzazione: la probabilità che un lettore scadente alla fine della prima elementare rimanga tale alla fine della quarta sono, infatti, elevatissime. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  21. 21. Gli effetti negativi del mancato conseguimento delle capacità di lettura e scrittura riguardano soprattutto: La motivazione ad apprendere (con lo svilupparsi di atteggiamenti negativi verso la lettura e la scrittura); LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  22. 22.  L’autostima. cioè l’immagine che il bambino costruisce di sé come individuo capace di capire e controllare il mondo esterno (forti aspettative sui processi di apprendimento). Un disturbo o una difficoltà di apprendimento può talora rappresentare una esperienza traumatica in grado di indebolire Sé accademico insieme di credenze e convinzioni sulle proprie competenze scolastiche che fa parte di una più ampia rappresentazione delle proprie capacità di comprendere e controllare la realtà esterna ed interna con i propri processi di pensiero che chiamiamo sé cognitivo LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  23. 23. Queste considerazioni mettono in rilievo il ruolo dell’insegnante, quale figura deputata ad accompagnare il bambino alla conquista del linguaggio scritto. L’aspetto professionalizzante della funzione educativa diventa, allora, proprio la capacità di realizzare adeguatamente questo percorso, tanto più laddove si evidenzino situazioni di svantaggio e difficoltà. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  24. 24. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Studiare le transizioniStudiare le transizioni Indagare sul modo in cui i processi di alfabetizzazione prendono avvio; sugli ostacoli ad un loro adeguato dispiegarsi; sulle modalità di prevenzione dell’insuccesso.
  25. 25. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto AlfabetizzazioneAlfabetizzazione integrazione di processi cognitivo-linguistici sociali culturali
  26. 26. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto ponendosi in continuità evolutiva con lo sviluppo dei sistemi di rappresentazione e di simbolizzazione.
  27. 27. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto acquisizione di capacità progressivamente più complesse di rappresentarsi e rappresentare oggetti, eventi e stati.
  28. 28. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Ogni sistema di rappresentazione si sviluppa secondo una progressione: conoscenza delle forme proprie di quel codice, flessibilità nella loro applicazione, comprensione e controllo delle regole del sistema
  29. 29. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Imparare a leggere e scrivere è dunque parte del processo di acquisizione infantile della capacità di comunicare per simboli, che comprende tutti i sistemi simbolici espressi nel linguaggio, nei gesti e nella notazione.
  30. 30. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Anni ‘70, l’alfabetizzazione era considerata un fenomeno “tutto o niente”: si riteneva che solo quando il bambino avesse conquistato una sorta di idoneità alla lettura (reading readiness), fatta di abilità percettive e cognitive, sarebbe stato in grado di trarre vantaggio dall’apprendimento formalizzato della lingua scritta.
  31. 31. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto READING READINESSREADING READINESS Da questo approccio scaturì tutta una serie di strumenti (R-R-test), volti a misurare le abilità necessarie alla lettura e scrittura: idoneità visiva; idoneità uditiva; acuità e coordinamento visivo; orientamento e lateralizzazione. inizio della scolarizzazione infantile tra i 6 e i 7 anni.
  32. 32. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto superamento di questa prospettiva visione diversa, le abilità connesse alla lingua scritta che compaiono nel periodo prescolare parte integrante dei processi di alfabetizzazione: linguaggio orale, lettura, scrittura abilità interdipendenti, sin dal primo momento in cui il bambino entra in contatto con l’ambiente “alfabetizzante”.
  33. 33. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Il processo di alfabetizzazione è un continuum inizia prima dell’insegnamento formalizzato si radica in quei comportamenti e atteggiamenti che il bambino prescolare manifesta nei confronti della lettura e della scrittura.
  34. 34. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto 4 mesi4 mesi
  35. 35. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto 3 anni e 9 mesi3 anni e 9 mesi
  36. 36. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto continuità nei processi cognitivi e linguistici alla base dell’acquisizione del linguaggio orale e della lingua scritta. natura sociale dei processi di trasmissione delle conoscenze sui sistemi simbolici Alfabetizzazione emergente Clay(1979;1993)
  37. 37. Studi di coorte prospettici che hanno coinvolto circa 1000 bambini di Circoli didattici della Provincia di Firenze.  le componenti del costrutto di alfabetizzazione emergente e le loro relazioni  la rilevanza predittiva di tali componenti
  38. 38. CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA capacità di decentrarsi dal significato delle parole orali e rendersi conto che esse costituiscono anche patterns di suoni, suddivisibili intenzionalmente in unità sub-lessicali quali le sillabe o i fonemi. Lucia Bigozzi
  39. 39. ESEMPI DI PRODUZIONI INFANTILIESEMPI DI PRODUZIONI INFANTILI (5 anni)(5 anni) La mamma va al mercato e compra un bel gelato, con sopra tanta panna prima di far la nanna (Marco). Mi piaccion le farfalle, azzurre rosse e gialle, mi piaccion le ciambelle e meno le sorelle (Lisa). Lascia lascia andare lo sciatore (Stefano). Fruscian nel fresco frigo le frecce (Matteo).
  40. 40. PROVE FONOLOGICHEPROVE FONOLOGICHE Riconoscimento e produzione pattern sonori  Ora ti racconto una filastrocca, poi prova tu a raccontarne una simile alla mia. Ascolta bene: “Il gatto Martino / uscito un mattino cascò per le scale / sentì tanto male”. Adesso vuoi raccontarmene una tu?  Ora ti racconto una filastrocca, poi prova tu a raccontarne una simile alla mia. Ascolta bene: “Lo sciatore scivola e lascia una scia sciando sente la neve sciogliersi”. Adesso vuoi raccontarmene una tu? Riconoscimento fonemico Ascolta bene il suono di queste parole e trova quella che non sta bene con le altre:  Fonema iniziale PALO - PESCA - NOTTE STIVALE - FARFALLA - FONTANA SALE - BANCA - SIRENA  Fonema finale BORSA - PRATO - TRENO OCCHIALI - MARE - CANE BOCCA - SPAZZOLA - NOCE  Fonema intermedio AGO - UGO - EVA ERA - OLA - ALI GRU - PIO - FRALUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  41. 41. CONSAPEVOLEZZA TESTUALE Testo dal latino textus "intreccio, tessuto"
  42. 42. superare il piano della singola unità di significato veicolata dalla parola per costituire quella rete di relazioni tra parole che è il testo; il quale è un insieme dotato di coesione e coerenza locali e globali, secondo le configurazioni canoniche dei vari generi testuali.
  43. 43. Lucia Bigozzi CONSAPEVOLEZZA NOTAZIONALE concettualizzare un rapporto tra segni e suoni sulla base della corrispondenza tra ciascun segno grafema e ciascun segmento sonoro fonema.
  44. 44. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Conoscenza delle regole che permettono al codice scritto di costituire una simbolizzazione della lingua parlata scrittura inventata
  45. 45. PROVA DI SCRITTURA INVENTATAPROVA DI SCRITTURA INVENTATA  “Vuoi provare a scrivere il tuo nome?”  “Vuoi provare a scrivere le parole che conosci?”  Viene invitato a disegnare un bambino e una bambina; successivamente gli viene chiesto: “Vuoi provare a scrivere bambino e bambina”?  “ “Vuoi provare a scrivere la parola più lunga che ti viene in mente?” Vuoi provare a scrivere la parola più corta che ti viene in mente?”  Dopo ciascun item, a scrittura effettuata, viene chiesto: “Vuoi provare a leggere quello che hai scritto seguendolo col dito?” LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  46. 46. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto ESEMPIO DI SCRITTURA INVENTATAESEMPIO DI SCRITTURA INVENTATA (livello 1)(livello 1)
  47. 47. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto ESEMPIO DI SCRITTURA INVENTATAESEMPIO DI SCRITTURA INVENTATA (livello 4)(livello 4)
  48. 48. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto UnUn modellomodello di alfabetizzazione emergente per ladi alfabetizzazione emergente per la lingua italianalingua italiana ConsapevolezzaConsapevolezza fonologicafonologica ConsapevolezzaConsapevolezza testualetestuale ConsapevolezzaConsapevolezza notazionalenotazionale individuare le unità sonore che costituisconoindividuare le unità sonore che costituiscono saper superare il piano della singola unità disaper superare il piano della singola unità di capacità di elaborare forme di scrittura similicapacità di elaborare forme di scrittura simili ’’ortografia convenzionaleortografia convenzionale Pinto, G., Bigozzi, L., Accorti Gamannossi, B., Vezzani, C. (2008). L’alfabetizzazione emergente: validazione di un modello per la lingua italiana. Giornale Italiano di Psicologia, XXXV (4), 961-978.
  49. 49. Predittività dei modelliPredittività dei modelli Whitehurst e Lonigan (1998; 2002): – consapevolezza fonologica predittiva della decodifica di parole nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura – conoscenza concettuale predittiva dei processi di comprensione in lettura nei gradi successivi alla prima elementare. Sénéchal, LeFevre, Smith-Chant e Colton (2001): – conoscenza dell’alfabeto predittiva della lettura in prima elementare – consapevolezza fonologica predittiva dell’acquisizione della lettura in prima elementare – conoscenza concettuale circa il sistema scritto non predittiva dell’alfabetizzazione formalizzata. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  50. 50. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto LaLa predittività del modellodel modello ConsapevolezzaConsapevolezza FONOLOGICAFONOLOGICA ConsapevolezzaConsapevolezza NOTAZIONALENOTAZIONALE Pinto, G., Bigozzi, L., Accorti Gamannossi, B., & Vezzani, C. ( 2009). Emergent literacy and learning to write: a predictive model for Italian language. European Journal of Psychology of Education, XXIII (4). Decodifica (lettura) Scrittura di testi Codifica (scrittura) ConsapevolezzaConsapevolezza testualetestuale
  51. 51. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE
  52. 52. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto LECITO ESTENDERE PER ANALOGIA AI CASI ATIPICI? Pochi studi in letteratura su popolazione normale Difficoltà a reperire il campione Studi longitudinali
  53. 53. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Lo scopo dello studio è stato quello di verificare come si colloca nelle abilità di alfabetizzazione emergente e nelle abilità iniziali di lettura e scrittura quell’esigua porzione di alunni che non imparano a leggere e che sembrano impermeabili all’insegnamento, per individuare in quali competenze i bambini dislessici si differenziano dai normali lettori.
  54. 54. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Studio di coorte prospettico  Abbiamo ipotizzato gli eventuali predittori  Abbiamo reperito un campione abbastanza ampio da lasciar prevedere la presenza di bambini che manifesteranno dislessia 450 bambini 228 maschi 222 femmine Età media 5 anni e 1 mese sono stati seguiti fino al termine della III elementare (follow-up complessivo 3 anni e 9 mesi)
  55. 55. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto SCUOLA COMPETENZE PROVE Abilità cognitivo-linguistiche T.C.R. Produzione e comprensione di storie Consapevolezza fonologica Riconoscimento e produzione di pattern sonori Riconoscimento fonemico PER L’INFANZIA Conosapevolezza notazionale Prova di scrittura inventata PRIMA ELEMENTARE Scrittura iniziale Lettura iniziale Autodettato Scrittura di numeri Dettatura di parole e di non parole Lettura di parole
  56. 56. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Abbiamo individuato i bambini con un disturbo specifico dell’apprendimento della lettura, nel II quadrimestre della III elementare; abbiamo atteso tale periodo per essere certi che anche i bambini più lenti avessero raggiunto un livello sufficiente di apprendimento della lettura ed avessero staccato il gruppetto dei bambini dislessici rendendo più attendibile e chiara la valutazione.
  57. 57. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Abbiamo chiesto alle insegnanti di segnalarci tutti i casi di bambini italiani con difficoltà di lettura non associata a problemi sociali, ritardo mentale anche lieve diagnosticato o sospettato soggettivamente dall’insegnante, altre disabilità anche se motorie, assenze prolungate da scuola. Sono stati segnalati 35 casi.
  58. 58. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto colloqui individuali con le insegnanticolloqui individuali con le insegnanti esclusi 9 soggetti.  3 bambini - nati in Italia - entrambi i genitori stranieri non chiaro quale fosse la lingua parlata fino all’ingresso nella scuola dell’infanzia ed anche , al momento, in casa.  1 bambino gravi deprivazioni ambientali.  1 bambina aveva avuto una patologia oculare curata e guarita  3 bambini avevano registrato un eccessivo numero di giorni di assenza durante il primo anno di scuola.  1 bambina aveva forti emicranie dalla prima elementare
  59. 59. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Ai 26 bambini individuati e alle loro classi, abbiamo somministrato le prove Mt di velocità e correttezza (Cornoldi 1981) per avere una misura oggettiva della velocità di lettura e per verificare l’attendibilità del giudizio soggettivo dell’insegnante.
  60. 60. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto CASICASI Abbiamo adottato come criterio di inclusione nel nostro campione di “casi” quello che è indicato nel DSM IV e nell’ICD 10: sono stati inclusi tutti i bambini che avevano una velocità di lettura due deviazioni standard sotto la media e/o una quantità di errori nella lettura due deviazioni standard
  61. 61. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Dopo la somministrazione delle prove di velocità e correttezza sono stati esclusi 11 soggetti, i quali, pur leggendo lentamente, non soddisfacevano il criterio delle due deviazioni standard dalla media.
  62. 62. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto A questi 15 bambini è stata somministrata una batteria di prove specifica per la valutazione delle dislessia (Sartori, Job, Tressoldi 1995).
  63. 63. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Dopo la somministrazione della batteria sono stati eliminati dal campione 3 bambini, i quali, pur dando delle prestazioni scadenti, non risultavano significativamente al di sotto della media.
  64. 64. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto E’ anche stata fatta agli insegnanti questa domanda: “Se esistesse la possibilità di promuovere o bocciare un ragazzino in una singola area di apprendimento ed indipendentemente da aspetti generali psicopedagogici relativi all’opportunità e l’utilità effettiva di farlo, lei questo bambino, come prestazione in lettura, lo considererebbe da promuovere o da bocciare?” Le insegnanti hanno promosso questi tre bambini, concordando ancora con il risultato alle prove.
  65. 65. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Individuato 12 alunni dislessici (3 femmine 9 maschi) Siamo andati a controllare le loro prestazioni nei compiti da noi ipotizzati come possibili predittori, rilevate quando questi 12 bambini frequentavano la scuola dell’infanzia per vedere se erano significativamente diverse da quelle dei bambini che non hanno manifestato dislessia.
  66. 66. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto In cosa sono diversi a 5 anni?In cosa sono diversi a 5 anni? ConsapevolezzaConsapevolezza fonologicafonologica ConsapevolezzaConsapevolezza testualetestuale ConsapevolezzaConsapevolezza notazionalenotazionale
  67. 67. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto  Nella prova di scrittura inventata alla valutazione iniziale (inizio ultimo anno scuola dell’infanzia), i bambini normali lettori che risultavano con il punteggio 4 erano solo 112 (26.17%) contro 231 (54.09%) alla prova finale; i bambini “dislessici” non mostrano invece un’analoga tendenza.
  68. 68. Lucia Bigozzi - Giuliana Pinto Consapevolezza notazionale Fattore ortografico Questo fattore ha in sé integrazione di componenti: Aspetti linguistici rappresentativi Visuo spaziali Grafo motori Culturali Affettivi motivazionali Sistema unico e diverso dalle altre forme di notazione (non correlazione tra disegno e scrittura e tra musica e scrittura). Studi di potenziamento
  69. 69. LUCIA BIGOZZI UNIVERSITA' DI FIRENZE

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