Logopedia

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  • Classificazione delle logopatie infantili
  • Logopedia

    1. 1. LA FILOGENESI E’ POSSIBILE TROVARE RUDIMENTI DI LINGUAGGIO IN ALTRE SPECIE MA IN NESSUNA SPECIE LA CAPACITA’ DI LINGUAGGO è SVILUPPATA COME L’UOMO. FORSE La caratteristica più distintiva del linguaggio umano risiede nella capacità di creazione di un sistema di simboli il cui significato si configura soprattutto nella relazione reciproca, più che in realtà concrete.
    2. 2. è la capacità tipicamente umana di codificare il pensiero, grazie alla costituzione di rapporti semantici fra contenuti mentali e un codice simbolico.
    3. 3. •“….DAL CERVELLO E SOLTANTO DAL CERVELLO NASCONO IL PIACERE E LA GIOIA, IL RISO E LO SCHERZO, IL DOLORE E LE LACRIME. •SOLO ATTRAVERSO DI ESSO PENSIAMO ED UDIAMO, VEDIAMO E DISTINGUIAMO IL BELLO DAL BRUTTO ….. E LA LINGUA PARLA IN ACCORDO CON LE COSE VISTE E UDITE” IPPOCRATE
    4. 4. ARISTOTELE PREGIUDIZIO
    5. 5. Sordomutismo ed educazione Pedro Ponce de LeònPedro Ponce de Leòn Metodo: insegnamento della scrittura e poi articolazioneMetodo: insegnamento della scrittura e poi articolazione Charles Michel de L’Epèe aprì a Parigi la prima scuola pubblica per sordi nel 1771 Metodo:orale e dattilologia In Italia:In Italia: Silvestri, Cozzolino, Assarotti, Tarra, PendolaSilvestri, Cozzolino, Assarotti, Tarra, Pendola Congresso Internazionale di Milano (1880)Congresso Internazionale di Milano (1880) Metodo OraleMetodo Orale Gerolamo Cardano (1500)Gerolamo Cardano (1500) medico, stabilì il rapporto di causa ed effetto tra sordità e mutolezzamedico, stabilì il rapporto di causa ed effetto tra sordità e mutolezza
    6. 6. Broca Wernicke Jackson A partire dalla seconda metà dell’ottocento che, grazie alle ricerche di eminenti scienziati come Broca, Wernicke, Jackson su pazienti neurolesi , si riaccendono definitivamente e su base scientifica gli interessi per il linguaggio, mentre comincia a farsi strada l’ipotesi di un intervento riabilitativo
    7. 7. SCUOLA DI VIENNA FROESCHELS ROTHE LOGOPEDIA GERMANIA Patologia e terapia del linguaggio Ortofonia
    8. 8. FONIATRIA Inizio del secolo scorso SEGRE FERRERI DAL PUNTO DI VISTA EPISTEMOLOGICO SI PROCEDE VOCE PAROLA LINGUAGGIO Comunicazione Fisiopatologia della Comunicazione Umana DEGLUTIZIONE
    9. 9. ……il governo clinico logopedico deve ricercare evidenze scientifiche attraverso una rigorosità metodologica che pone in primo piano la definizione di linee guida, percorsi diagnostico- terapeutici, protocolli , l’implementazione di studi epidemiologici e di ricerche scientifiche per una efficace gestione del bisogno di salute dell’individuo.
    10. 10. PENSIER O FUNZIONI MOTORIE COGNITIVO
    11. 11. PEDAGOGIA PSICOLOGIA N.Linguistica FONETICA LINGUISTICA N.PSICHIATRIA N. FISIOLOGIA LOGOPEDIA
    12. 12. PRAGMATICA Fonetica Fonologia Grammatica generativa e trasformazionale SEMANTICA
    13. 13. Il programma logopedico
    14. 14. La Competenza Logopedica LA Comunicazione La Fonazione La Parola Il Linguaggio Il Flusso La Deglutizione Gli apprendimenti curriculari e non Miscellanea
    15. 15. Profilo Professionale del Fisioterapista E' individuata la figura del fisioterapista con il seguente profilo: il fisioterapista è l'operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita. 2. In riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell'ambito delle proprie competenze, il fisioterapista: a) elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all'individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;
    16. 16. IL CORPO PARLA LINGUAGGIO DEL CORPO LINGUAGGIO GESTUALELINGUAGGIO DELL’AZIONE
    17. 17. LA REALTA’ MENTALE PENSIER O FUNZIONI MOTORIE COGNITIVO LOGOS
    18. 18. IL MOVIMENTO COME REALTA’ MENTALE PENSIERO FUNZIONI MOTORIE COGNITIVO LOGOS
    19. 19. Il protolinguaggio Madre-Bambino nel periodo prenatale • ………una vita dove si riscontra un certo tipo di utilizzo dei suoni e dei movimenti per stabilire tra i due membri della coppia una primordiale intima comunicazione-relazione
    20. 20. Il cammino verso il linguaggio ……….questa fase protolinguistica …….è preludio al periodo neonatale ……….intriso di esperienze di un sentire fisico, corporeo…………  un linguaggio accompagnato e mescolato al gesto,  al toccare,  al movimento,  a tutto un complesso comunicazionale corporeo
    21. 21. Il neonato Sincronia interattiva • Micromovimenti in risposta alla voce, al ritmo della lingua.
    22. 22. Il cammino verso il linguaggio La coincidenza con l’inizio dell’attività ritmica in altri organi del corpo, come la MANO,suggerisce che la lallazione è parte dello sviluppo senso-motorio del bambino, ed è regolata da quegli stessi meccanismi funzionali che sono alla base di altri tipi di coordinazioni senso-motorie
    23. 23. Le parole -azioni Dai Mostra Metti Prendi Dimmi
    24. 24. IL CAMMINO DEL LINGUAGGIO
    25. 25. IL MOVIMENTO NELLA COSTRUZIONE DEL LINGUAGGIO LE METAFORE • SALE LA TENSIONE • CROLLANO I PREZZI • RAGGIUNGERE IL VERTICE
    26. 26. Il cammino verso il linguaggio • L’0peratività cognitiva si nutre dell’attività motoria del bambino precedendo la produzione e la comprensione.
    27. 27. Postura verticale Altezza del suono -postura verticale Ascolto stereofonico Profondità
    28. 28. Altezza tonale Altezza tonale della voce P muscoli obliqui dell’addome F retti dell’addome R coordinamento energico della respirazione
    29. 29. Il grafismo fonetico Motricità fine fono- articolatori Motricità fine mano e dita
    30. 30. Mano - Ritmo Linguaggio • Il comportamento del corpo umano come un tutto, l’insieme della massa corporea determina la distribuzione della intensità e dell’intonazione. • La frase, l’unità espressiva globale, analogica, dipende essenzialmente dalla distribuzione dell’intensità e dell’intonazione
    31. 31. Mano ritmo linguaggio • L’organizzazione ritmica sillabica, • basata sui rapporti di apertura e di chiusura laringo-buccale all’interno delle strutture frastiche elementari Corrisponde Agli arti, alla capacità di organizzare i movimenti successivi degli arti
    32. 32. Mano Ritmo Linguaggio La produzione dei fonemi corrisponde alla nostra digitalità, alla nostra capacità di organizzare la motricità fine delle dita e , naturalmente, delle labbra e della lingua.
    33. 33. LA RITMICA CORPOREA TENSIONE K T MOVIMENTI RAPIDI, TONICI RILASSAMENTO MA BA MOVIMENTI AMPI E DISTESI
    34. 34. Il verbo-tonale
    35. 35. IL VERBO-TONALE
    36. 36. Patologia del linguaggio infantile Disturbi del linguaggio o di Competenza  da Sordità  da Cecità  da Ins. Mentale  da Psicosi inf.  da Neurolesioni  Disfasie evolutive  Dislessie Disturbi della parola o di Esecuzione  Disartrie  Dislalie  Disfluenze  Disfonie
    37. 37. FONAZIONE Voice Produzione di un suono da parte delle corde vocali Produzione di una sonorità (suono e/o rumore ) anche da strutture viciniori che serva da supporto energetico per la creazione della parola o speech Produzione di un suono che consente informazioni aggiuntive alla parola parlata mediante le caratteristiche soprasegmentarie
    38. 38. La disfonia è un’alterazione della voce (in senso prevalentemente qualitativo) La disfonia è una costellazione sintomatica, con sintomi acustici e non acustici quali: tensione muscolo scheletrica, alterazioni della respirazione, alterazione del ritmo, dell’eloquio, della postura La disfonia è un’alterazione del processo di produzione dell’atto vocale con l’allontanamento dall’ideale di economia ed efficacia, anche in assenza di alterazione di segnale
    39. 39. LA DINAMICA DEL SOFFIO LA VOCALITA’ ALLINEAMENTO E VERTICALITA’ VOCAL TRACT
    40. 40. Respirazione Fonazione ARTICOLAZIONE CO-ARTICOLAZIONE
    41. 41. PAROLA FONETICA FONOLOGIA Insieme delle sequenze sonore prodotte nell’atto locutorio Studia la realizzazione concreta dei suoni L’articolazione Le caratteristiche fisiche dei suoni Le sue unità minime sono i foni Studia la funzione dei suoni nella lingua La sua unità minima è il fonema
    42. 42. DISARTRIE Lesioni del sistema nervoso che determinano una riduzione del controllo neuromuscolare degli apparati di respirazione, fonazione, articolazione Dislalie ORGANICHE FUNZIONALI
    43. 43. Educazione – rieducazione olistica e specifica Attività di meta-cognizione Allenamento funzionale passivo degli organi articolatori Esercitazioni prassiche verbali fonatorie fonemiche e non Correzione Sigmatismo Rotacismo
    44. 44. Disfagia . Alterazione funzionale della deglutizione Deglutizione La deglutizione è la propulsione dei cibi dalla bocca allo stomaco Megendie (1808) Meccanismo della deglutizione adulta preparazione orale stadio orale stadio faringeo stadio esofageo Ciò che è determinante nella definizione di ciascun quadro clinico, ai fini riabilitativi, è quale fase della funzione sia alterata e in che modo incide sulla dinamica della deglutizione
    45. 45. Valutazione logopedica Bedside examination test deglutizione acqua determinazione con ossimetro della saturazione ossigeno 2% 5% tosse prova indice, medio, anulare Obiettivo: Deglutizione funzionale Rieducazione Area generale Area settoriale Area specifica COMPENSI Posture facilitanti Manovre vol. difesa vie aeree Artifici dietetici Recupero Tono Forza Motilità Correzione saliva
    46. 46. trasmissione del messaggio rmittente canale ricevente canale Risposta al messaggio
    47. 47. Nel linguaggio comune utilizziamo i concetti di tempo e ritmo sovrapponendoli, interscambiandoli o attribuendo all'uno e all'altro significati diversi da quelli reali. Il tempo è la scansione, il movimento…quello che spontaneamente battiamo con il piede quando ascoltiamo un brano musicale. Il ritmo è lo scorrere dell'azione, la sua organizzazione. Con il vocabolo ritmo si indica la successione (regolare, periodica, irregolare) nel tempo, di "forme di movimento" Questa successione può essere percepita dall'udito e dalla vista oppure può essere colta dalla mente; il ritmo si può sentire (suono-silenzio) vedere (luce - buio) o … si può avere "il ritmo nel sangue". RITMO: ORDINE E PROPORZIONE NEL TEMPO E NELLO SPAZIO
    48. 48. C'è poi un di ritmo fondamentale per la vita dell'uomo: è il ritmo cardiaco, il succedersi regolare di sistole e diastole del nostro cuore. Un aspetto significativo della percezione del suono è l'accentuazione ritmica. Analizziamo alcune parole : L'accentuazione può modificare il senso della parola stessa, un ritmo differente diversifica il messaggio. Pà - pa , pa - pà fòr - mica, formì - ca cà - pitano, capità - no àn - cora , ancò - ra
    49. 49. Corpo-ritmo-suono-Corpo-ritmo-suono- movimentomovimento
    50. 50. Corpo-ritmo-suono-movimentoCorpo-ritmo-suono-movimento IO-CORPO-SUONOIO-CORPO-SUONO Il bambino comincia aIl bambino comincia a scoprire che ilscoprire che il proprioproprio corpocorpo può sviluppare suoni epuò sviluppare suoni e rumori :rumori : Battute di mani ,di piediBattute di mani ,di piedi Soffi,balbettamentiSoffi,balbettamenti Rumori interni del corpoRumori interni del corpo
    51. 51. IO-OGGETTI-SUONOIO-OGGETTI-SUONO Il suono diventa unoIl suono diventa uno strumento di conoscenzastrumento di conoscenza e die di esplorazioneesplorazione della realtà.della realtà. L’orecchio dominante percepisceL’orecchio dominante percepisce i suoni che hanno un valorei suoni che hanno un valore simbolico,mentre quello nonsimbolico,mentre quello non dominante ricevedominante riceve rumori,musiche, ed in seguitorumori,musiche, ed in seguito informazioni in rapporto alleinformazioni in rapporto alle strutture ritmichestrutture ritmiche
    52. 52. Corpo-ritmo-suono movimentoCorpo-ritmo-suono movimento •IO-ALTRI-SUONO •La conoscenza dell’altro avviene anche attraverso il suono, sia mediante la percezione di rumori del corpo dell’altro , sia mediante giochi ed attività in cui, tramite il •suono, •la musica, •il ritmo, •uso della voce e della parola sia possibile avvicinare l’altro e conoscerlo.
    53. 53. Appoggio ed equilibrio Ad un'area di appoggio maggiore corrisponde un maggiore equilibrio. Quando siamo in posizione eretta, il baricentro si trova più o meno in linea con l'ombelico, pochi centimetri davanti alla terza vertebra lombare, ma basta variare la posizione di un segmento nello spazio, perché questo cambi. Siamo in equilibrio quando la verticale del nostro baricentro passa per il poligono di appoggio e la nostra forza peso è equilibrata dalla reazione del suolo. Quotidianamente sperimentiamo, quasi senza accorgercene, la nostra capacità di equilibrio: in piedi sull'autobus, camminando per strada, sul ghiaccio o sulla neve, salendo le scale… Addirittura, pattinando, andando in bicicletta o sciando, trasformiamo in gioco la nostra capacità di controllo dell'equilibrio. Dal cervelletto, in modo del tutto naturale e secondo un meccanismo automatico, dipende la capacità di mantenere il nostro corpo, oppure oggetti e attrezzi collegati ad esso, in una posizione controllata e stabile. Utilizziamo, in pratica, dei movimenti di compensazione che si oppongono alla perdita di equilibrio stesso. Un migliore coordinamento e controllo dell'equilibrio conferisce alla nostra espressione corporea più armonia
    54. 54. Il suono delle parole Gioco espressivo Gioco di animazione teatrale Gioco di respirazione e voce GIOCO ESPRESSIVO GIOCO DI ANIMAZIONE TEATRALE RESPIRAZIONE E VOCE
    55. 55. Descrizione del gioco: I partecipanti in cerchio si preparano con un riscaldamento del viso, muovendo la bocca e la mascella in tutti modi possibili . Si comincia tutti insieme a fare discorsi a vanvera utilzzando una lingua assurda (senza parole, ma fatta solo di suoni) e cercando di essere il piùespressivi possibile, accompagnando la voce con gesti e atteggiamenti appropriati. Poi ogni partecipante inizia a camminare in lungo e in largo per la stanza parlando con la medesima lingua incomprensibile come se fosse molto arrabbiato. Fa poi evolvere la situazione e il suo discorso a vanvera secondo una sequenza di emozioni stabilita. Ad esempio: : da arrabbiato a triste, a innamorato che sogna la persona amata , a felice.
    56. 56. Descrizione del gioco Ogni partecipante occupa un posto sulla scena: in questa sua porzione di spazio potrà muoversi a proprio piacere, concentrandosi su di se e sulla propria voce. L'esercizio consiste nel ripetere la parola che l'animatore suggerisce accompagnandola con un gesto liberamente associato al suono e al senso della parola. Ritmo, tono, volume di voce e movimento saranno dettati istintivamente dall'emozione che quel termine suscita o richiama in ciascuno dei partecipanti. Le parole potranno essere scelte non solo tra le innumerevoli onomatopee ( tonfo, spruzzo, scricchiolio, ..), ma anche tra termini riferibili alle sfere sensoriali (brillante, puzza, zucchero, velluto) o a concetti ( vita, morte, speranza, follia). Non appena il conduttore avrà pronunciato la parola ognuno la ripeterà secondo la sua interpretazione . Si avranno contemporaneamente molte interpretazioni diverse
    57. 57. Descrizione del gioco: I partecipanti (che devono essere abbastanza numerosi)si dispongono in due file compatte e girate in modo che ogni fila dia le spalle all'altra: formano così una barriera, il muro. Due partecipanti si mettono rispettivamente da una parte e dall'altra del muro. Uno dei due deve trasmettere al compagno oltre il muro , nel minor tempo possibile, una frase che gli verrà suggerita all'inizio del gioco. Con suoni, movimenti, rumori ecc.., i partecipanti che compongono il muro devono ostacolare la comunicazione. Vanno rispettate le seguenti regole: - i partecipanti che compongono il muro non possono muovere i piedi - i due comunicanti non possono oltrepassarlo ai lati.
    58. 58. Descrizione del gioco: In piedi, in cerchio. Su un ritmo in due tempi: piede sinistro in avanti , si oscilla da un piede all'altro, mentre il braccio destro oscilla avanti e indietro, come se si lanciasse una palla. L'animatore inizia: nel momento in cui il suo braccio è in avanti, lancia una parola. Il suo vicino, due tempi dopo, nel momento in cui il braccio destro è in avanti , lancia un'altra parola, in associazione a quella precedente. Si procede così, sempre per associazione di idee, con l'ultima parola lanciata. Ogni volta che il ritmo s' interrompe, si ricomincia con la persona successiva
    59. 59. Descrizione del gioco: I partecipanti si dispongono in cerchio. uno di loro va al centro ed esegue un movimento qualsiasi accompagnato da un suono o rumore, su un ritmo che inventa. Tutti gli altri lo seguono e cercano di riprodurre esattamente il medesimo movimento e il medesimo suono seguendo il ritmo. Chi conduce il movimento poi, si pone davanti ad un altro partecipante che lentamente va al centro del cerchio e cambia il movimento, il rumore e il ritmo.Il gruppo si adegua alla nuova proposta. I due si scambiano di posto. Chi va al centro deve ogni volta inventare un ritmo musicale e corporeo che sia possibilmente diverso da quelli che gli sono più abituali, senza temere di essere ridicolo. Chi imita deve tentare di riprodurre fedelmente la proposta di chi è al centro. Quest'imitazione ci consente infatti di rompere i nostri abituali meccanismi di movimento e scoprire nuove possibilità. Osservazioni: È importante che il gruppo non interrompa mai il movimento, passando da una proposta all'altra, bensì continui a ripetere il ritmo che sta seguendo fino a che se ne istaura uno nuovo.
    60. 60. Descrizione del gioco I partecipanti si dispongono a due a due in piedi. Uno dei due finge di aprire una valvola posta sul corpo del partner che si sgonfia come una bambola gonfiabile. La valvola può essere immaginata su un ginocchio, l'orecchio, un dito. Chi si sgonfia deve immaginarsi di svuotarsi fino a cadere a terra come una bambola di gomma vuota. In seguito il compagno lo rigonfierà, partendo da un punto qualsiasi. Chi viene rigonfiato deve fare i movimenti e i rumori di un corpo che si gonfia, fino a raggiungere di nuovo la posizione eretta.
    61. 61. Descrizione del gioco: Tutti i partecipanti segnano un ritmo con la voce , le mani e le gambe. Dopo alcuni minuti lo modificano lentamente fino a che un nuovo ritmo si impone in tutto il gruppo. Si procede così per diversi minuti. L'intesa va trovata senza prendere accordi prima. Variante: Ogni attore fa un suo ritmo . Dopo qualche minuto il conduttore lancia un segnale prestabilito: i partecipanti devono unirsi in gruppetti secondo le loro affinità ritmiche. Lentamente poi, i singoli gruppetti cercano di unificare il proprio ritmo e il proprio movimento.
    62. 62. LA POSTUROLOGIA • È una branca trasversale della medicina moderna, con basi di neurofisiologia, biomeccanica ed ergonomia. • La postura è l’atteggiamento possibile in relazione alla forza di gravità, cioè la posizione che l’uomo assume rispetto all’ambiente che lo circonda
    63. 63. IL PIANO TRASVERSO DIVIDE
    64. 64. LA MIOTERAPIA ORO-FACCIALE CRANIO-CERVICALE POSIZIONE LINGUALE DI RIPOSO DEGLUTIZIONE FONAZIONE DISTURBI TUBARICI MASTICAZIONE-MALOCCLUSIONE-PROBLEMI A.T.M. PROBLEMI MUSCOLARI, IN PARTICOLARE ALLE LABBRA, ALLA LINGUA ED AI MUSCOLI MASTICATORI RESPIRAZIONE ORALE
    65. 65. discorsi a vanvera PROTOCOLLO A ESERCIZI DI RILASCIAMENTO PROTOCOLLO B ESERCIZI DI RESPIRAZIONE TRAINING AUTOGENO AUTOPOSTURE RESPIRATORIE MUSICOTERAPIA TECNICA YOGA
    66. 66. ESERCIZI DI RILASCIAMENTO PAZIENTE DISTESO COMODAMENTE SOPRA UN TAPPETO CON GAMBE FLESSE E/O UN CUSCINO SOTTO LE GINOCCHIA, BISOGNA CHE LA POSIZIONE CONSENTA UN APPOGGIO AI VARI SEGMENTI VERTEBRALI IN MODO DA ELIMNARE OGNI STATO DI TENSIONE RILASCIARE FRONTE PALPEBRE MUSCOLI FACCIALE APRIRE LA BOCCA LEGGERMENTE LINGUA TOCCA IL PALATO E SI RILASCIA GOLA COLLO
    67. 67. LATO DESTRO – SINISTRO DEL CORPO SCAPOLA BRACCIO AVAMBRACCIO MUSCOLI FLESSORI ED ESTENSORI DELLA MANO E DELLE DITA GLUTEO COSCIA POLPACCIO PIEDE
    68. 68. ESERCIZI DI RESPIRAZIONE INSPIRARE LENTAMENTE ATTRAVERSO IL NASO ESPIRARE DALLA BOCCA CON LA LINGUA APPIATTITA VICINO AI DENTI INFERIORI E CON LIEVE SOFFIO TRA I DENTI PAUSA LUNGA………MOLTO LUNGA INSPIRARE………PAUSA……ESPIRARE
    69. 69. Profilo Professionale del Fisioterapista E' individuata la figura del fisioterapista con il seguente profilo: il fisioterapista è l'operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita. 2. In riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell'ambito delle proprie competenze, il fisioterapista: a) elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all'individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;
    70. 70. . E' individuata la figura professionale dell'educatore professionale, con il seguente profilo: l'educatore professionale è l'operatore sociale e sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, attua specifici progetti educativi e riabilitativi, nell'ambito di un progetto terapeutico elaborato da un'equipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana; cura il positivo inserimento o reinserimento psico-sociale dei soggetti in difficoltà. . L'educatore professionale: a) programma, gestisce e verifica interventi educativi mirati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia; c) programma, organizza, gestisce e verifica le proprie attività professionali all'interno di servizi socio-sanitari e strutture socio-sanitarie-riabilitative e socio-educative, in modo coordinato e integrato con altre figure professionali presenti nelle strutture, con il coinvolgimento diretto dei soggetti interessati e/o delle loro famiglie, dei gruppi, della collettività
    71. 71. RIABILITAZIONE CENTRALITA’ DELLA PERSONA UNITA’ BIO-PSICO-SOCIALE DEL PAZIENTE RIABILITAZIONE “OUT-COME - BASED” TEAM INTERPROFESSIONALE
    72. 72. Progetto riabilitativo Programma riabilitativo Piano educativo personalizzato SETTING
    73. 73. Setting Ambulatorio Domiciliare RSA Malattia di Alzheimer Training memoria procedurale R.O.T.
    74. 74. Programma di comunicazione funzionale Routine di comunicazione sociale Informazioni sulla propria identità Abilità linguistiche di base Espressione linguistica dei concetti di base Propedeutica al lavoro
    75. 75. I profili professionali Logopedista •Svolge attività di prevenzione e trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva •Attività di educazione e rieducazione dei disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi •Utilizza terapie logopediche di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio, verbali e non verbali •

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