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  • 1. DSA la normativa gli strumenti dispensativi e compensativi la didattica
  • 2. EPIDEMIOLOGIA - di quanti casi stiamo parlando? Ad oggi si stima che in Italia tra la 3a primaria e la 3a classe della secondaria di primo grado il valore medio della prevalenza dei DSA vari dal 3 al 4%. in realtà le ricerche epidemiologiche sono ostacolate da assenza di marker biologico, difficoltà di definizione del cut off, dalla natura dimensionale e multifattoriale del disturbo. è poi presente un’assenza di consenso sul parametro discrepanza
  • 3. CONSENSUS CONFERENCE MILANO 26 GENNAIO 2007: DEFINIZIONE, CRITERI DIAGNOSTICI, EZIOLOGIA DEFINIZIONE, CRITERI DIAGNOSTICI, EZIOLOGIA SPECIFICITA’ RESISTENZA E INNATIVITA’ EVOLUTIVITA’ ESPRESSIVITA’, COMORBIDITA’, ORIGINE NEUROBIOLOGICA CRITERI DIAGNOSTICI SEGNI PRECOCI, CORSO EVOLUTIVO E PROGNOSI DIFFICOLTA’ VS DISTURBO L’IMPATTO SULL’ADATTAMENTO SCOLASTICO
  • 4. 4 BASI NEUROPSICOLOGICHE Deficit di processazione fonologica: Deficit visivo/uditivo Deficit cerebellare dell'automatizzazione Deficit di memoria di lavoro verbale Deficit di focalizzazione dell’attenzione Deficit di apprendimento implicito: imparo facendo difficoltà nel collegare le rappresentazioni fonologiche con quelle grafiche e nel generalizzare le rappresentazioni
  • 5. 5 LEGGE 170/10 GAZZETTA UFFICIALE N. 244 DAL 18 OTTOBRE 2010 Articolo 1: fornisce la definizione di dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia, e pone l'accento sulla SPECIFICITA’ di tali disturbi Articolo 2: declina le finalità della legge: garantire il diritto all’istruzione e all’inclusione sociale favorire il successo scolastico e promuovere lo sviluppo delle potenzialità ridurre i disagi emozionali adattare le verifiche alle necessità formative preparare gli insegnanti e sensibilizzare le famiglie favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi incrementare l’interazione scuola-famiglia-servizi sanitari
  • 6. 6 LEGGE 170/10 GAZZETTA UFFICIALE N. 244 DAL 18 OTTOBRE 2010 Articolo 3: la diagnosi:  è effettuata dal SSN, comunicata alla famiglia che la riferisce alla scuola  è possibile prevedere l’esecuzione della stessa da parte di strutture accreditate o specialisti  è effettuata dietro sollecitazione della scuola, dopo che questa ha verificato persistenti difficoltà nonostante ATTIVITA’ DI RECUPERO DIDATTICO MIRATO  le scuole di tutti gli ordini hanno il compito di attivare, previa INFORMAZIONE alle famiglie, interventi tempestivi finalizzati a identificare casi sospetti di DSA  le norme di questi interventi fanno riferimento alle norme applicative regionali  l’esito di tali attivita’ NON COSTITUISCE DIAGNOSI
  • 7. 7 LEGGE 170/10 commento all’articolo 3 - L’ Articolo 3 chiarisce che gli interventi di recupero e di individualizzazione dell’insegnamento sono obbligatori PRIMA di inviare in bambino ai test tali interventi devono essere specifici e quindi competenti la segnalazione alla famiglia, atto dovuto da parte della scuola, avviene quando queste attività hanno come risultato pochi miglioramenti o nessun miglioramento rispetto allo sforzo prestato E’ quindi urgente che il sistema scolastico si mobiliti in questo senso per trovare strumenti condivisi e validati
  • 8. 8 LEGGE 170/10 commento all’articolo 3 le attività per individuare precocemente le possibili aree di difficoltà di un bambino fanno parte del lavoro scolastico tali attività non costituiscono in alcun modo una “diagnosi” che resta di esclusiva competenza medica o psicologica le attività (in senso lato e non soltanto quelle comunemente definite di “screening”) devono essere rigorosamente programmate e monitorate a livello regionale, insieme alla Sanità Pubblica, per evitare sovrapposizioni, esasperazioni, eccessi, e soprattutto interventi impropri di privati con interessi economici forti.
  • 9. 9 LEGGE 170/10 GAZZETTA UFFICIALE N. 244 DAL 18 OTTOBRE 2010 Articolo 4: prevede che siano assicurate attività formative al personale dirigente e docente delle scuole di ogni ordine e grado, circa le strategie di individuazione precoce e di didattica adeguata. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata una spesa pari a un milione di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011. Articolo 5: stabilisce per gli alunni con diagnosi di DSA il diritto all'utilizzo di mezzi compensativi e dispensativi di flessibilità didattica, l'uso di tecnologie informatiche, tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove e la possibilità di esonero dallo studio della lingua straniera. Articolo 6: misure per i familiari: prevede la flessibilità di orario di lavoro per i genitori di alunni con DSA fino alla terza media, per permettere l'assistenza di attività scolastiche a casa.
  • 10. 10 LEGGE 170/10 commento all’articolo 4 Articolo 4: in ER è attualmente è in corso la formazione legata al protocollo AID-TELECOM. L’USR ER farà una formazione specifica sugli strumenti compensativi informatici del comodato d’uso di cui alla Delibera 108/2010. Dovrà essere cura degli insegnanti aggiornare la propria formazione, dei Dirigenti Scolastici assicurare la possibilità per i docenti di partecipare alle varie occasioni di formazione.
  • 11. 11 LEGGE 170/10 GAZZETTA UFFICIALE N. 244 DAL 18 OTTOBRE 2010 Articolo 7: prevede che il Ministero dell'Istruzione - d'intesa con quello della Salute - emani entro 4 mesi le Linee Guida per la predisposizione di protocolli regionali per l'individuazione precoce dei casi di DSA. Lo stesso articolo prevede che sempre il Ministero emani decreti relativi alla formazione dei docenti e all'individuazione di forme di verifica e valutazione, finalizzate ad evitare condizioni di svantaggio. Articolo 8: riguarda le Regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome di Trento e Bolzano, che entro tre mesi debbono emanare norme per l'attuazione dei princìpi indicati nella legge. Articolo 9: introduce la clausola di salvaguardia circa il divieto di nuove o maggiori spese a carico dell'erario per l'attuazione della legge, divieto già più volte anticipato negli articoli precedenti.
  • 12. 12 articolo 3- come verificare le competenze e i casi a rischio?  un interessante esempio applicativo di screening è CoPS (Cognitive Profiling System) per bambini tra 4 e 7 anni  ogni prova è presentata come gioco n memoria sequenziale visivo/spaziale n memoria sequenziale visivo/verbale n memoria associativa uditivo/visiva n memoria sequenziale uditivo/verbale n apprendimento associativo visivo/verbale n consapevolezza fonologica n discriminazione uditiva n discriminazione cromatica n velocità di processo motorio n velocità di processo delle informazioni
  • 13. 13 articolo 3- come verificare le competenze e i casi a rischio?  CMF test metafonologico (Erickson)  La prevenzione e il trattamento delle difficoltà di lettura e scrittura (OS qualifica A1): n analisi visiva n lavoro seriale visivo n discriminazione uditiva e di ritmo n memoria uditiva sequenziale n fusione uditiva n globalità visiva  PRCR2 Prove di prerequisito per la diagnosi delle difficoltà di lettura e scrittura (OS qualifica A1) n capacità di analisi visiva n lavoro seriale da sinistra a destra n discriminazione uditiva e del ritmo n memoria uditiva sequenziale e fusione uditiva n integrazione visivo-uditiva n globalità visiva
  • 14. 14 Articolo 3: AL TERMINE DEL PRIMO ANNO LA SCUOLA SEGNALA: difficoltà nell’associazione grafema-fonema e fonema-grafema mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile riconoscimento di piccole quantità lettura e scrittura di numeri entro 10 calcolo orale entro la decina con supporto concreto 11
  • 15. 15 Articolo 3: quali esercizi nel primo ciclo? esercizi percettivo-motori: discriminazione visiva e sviluppo di pattern motori che stanno alla base della motricità grossolana; esercizi di discriminazione spaziale dei grafemi, lavoro sulle immagini mentali come ad esempio le rotazioni e le simmetrie; sviluppo della metafonologia esercizi di scrittura con ricerca e correzione di errori, composizione e scomposizione di parole; trattamento lessicale con parole isolate: presentazione tachistoscopica di parole a computer; automatizzazione del riconoscimento sublessicale e lessicale: esercizi per favorire l’automatizzazione nel riconoscimento di gruppi di grafemi linguisticamente rilevanti sempre più complessi, come le sillabe. esercizi computerizzati di attenzione divisa, resistenza alla distrazione, attenzione selettiva visiva e uditiva esercizi di memoria a breve termine e di lavoro verbale.
  • 16. 16 sollecitazione sublessicale www.impararegiocando.it/WinABC50.htm www.impararefacile.it/occhio/occhio.html Favorire la progressiva AUTOMATIZZAZIONE nel riconoscimento di gruppi di grafemi linguisticamente rilevanti sempre più complessi, come ad esempio le sillabe e i morfemi: Se si usa un software si comincia con presentazione sillabica e a scansione manuale così da perseguire l’obiettivo della correttezza di lettura. Solo in un secondo momento, per favorire l’automatizzazione dei processi di decodifica, si passa a una modalità di scansione temporizzata per arrivare all’obiettivo di velocità previsto dalla classe di appartenenza del soggetto. Si affianca alla lettura di brani, anche la presentazione tachistoscopica di sillabe, parole non-parole e frasi così da favorire le operazioni di elaborazione visiva che portano a un RAPIDO RICONOSCIMENTO PRIMA DELLE SILLABE, POI DELLE PAROLE In caso di difficoltà nell’analisi visiva, si propongono esercizi di discriminazione visiva di lettere e figure simili, diversamente orientate, mirati a esercitare i processi di codifica visiva e a favorire la discriminazione percettiva di grafemi simili. 25
  • 17. 17 LEGGE 170/10 GAZZETTA UFFICIALE N. 244 DAL 18 OTTOBRE 2010 La presente Legge 170/10 dà un valore definitivo e di norma primaria a tutte le norme amministrative precedentemente emanate e alle Circolari relative a misure compensative e dispensative, poi confluite nell'articolo 10 del DPR 122/09. Interessanti sono i provvedimenti sulla diagnosi di DSA, che ricordano quelli sulla documentazione necessaria per il riconoscimento del diritto allo studio degli alunni con disabilità. Senza tale diagnosi, infatti, gli alunni con DSA non possono avvalersi delle misure compensative e dispensative, né di apposite prove di valutazione. L'articolo 1 esclude inoltre che agli alunni con DSA possa essere assegnato un insegnante per attività di sostegno, a meno che tali disturbi non si accompagnino a una disabilità certificata ai sensi della Legge 104/92. Perplessità, invece, suscita l'articolo 5, comma 2, circa la possibilità di esonero dalla lingua straniera degli alunni con DSA. Infatti, la normativa generale ha sempre vietato agli alunni che svolgano esami di Stato l'esonero da prove ufficiali, consentendo - con norma speciale - a quelli con disabilità l'uso di prove equipollenti a quelle ufficiali, ma non l'esclusione da esse. Occorrerà dunque attendere l'emanazione dei regolamenti ministeriali, che chiariscano questo aspetto problematico. E ancora, mentre la norma sull'inserimento lavorativo rimane piuttosto sul vago, più puntuale è quella sulla flessibilità dell'orario di lavoro dei genitori, che è comunque sempre rimessa ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e pertanto senza immediata efficacia. Per quanto riguarda infine la formazione dei docenti, prevista dagli
  • 18. 18 Delibera della Giunta Regionale n. 108/2010 definisce come le diagnosi (chiamate “segnalazioni”) debbono essere redatte. Gli accordi con la Regione prevedono che il Servizio Pubblico riveda nel più breve tempo possibile tutte le diagnosi non conformi al modello approvato. Ciò non significa “conformi” nell’aspetto formale ma nella sostanza (le informazioni richieste ci devono essere). I privati debbono a loro volta provvedere e questo è però compito della famiglia. diagnosi che non riportano le informazioni essenziali non consentono il riconoscimento degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalla Legge e dalla Delibera 108/2010 (ed altre che eventualmente seguiranno) La scuola, entro il secondo mese dell’anno scolastico, deve redigere, consegnare alla famiglia ed eventualmente al ragazzo il Piano Didattico Personalizzato, consultabile da parte di tutti i docenti, anche supplenti
  • 19. 19 Il piano didattico personalizzato PDP analisi della situazione dell’alunno (riporta i riscontri della diagnosi, della famiglia, delle osservazioni) livello degli apprendimenti nelle diverse materie obiettivi e contenuti di apprendimento per l’anno scolastico per ciascuna materia metodologie per assicurare l’apprendimento in ciascuna materia strumenti compensativie dispensativi per sostenere l’allievo compiti a casa e rapporti con la famiglia come vengono assegnati (fotocopie, registrazioni...) in che quantità con quali scadenze come devono essere realizzati
  • 20. 20 Articolo 5: gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. NON SARA’ PIU’ POSSIBILE che una scuola o un singolo insegnante si rifiutino di adattare la propria didattica, di rivisitare i contenuti della propria disciplina, di fornire ogni forma di supporto, di concedere l’uso degli strumenti informatici in classe e a casa, di attivare forme di verifica idonee. la legge indica l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata,con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
  • 21. 21 evoluzione naturale delle funzioni apprendimento implicito componenti “alte”, linguistiche automatizzazione del modulo apprendimento esplicito componenti percettive interessamento dei sistemi centrali cerebrali nella gestione procedurale nei DSA il sistema procedurale (modulo) non si organizza il sistema centrale è continuamente coinvolto e perde energia, “resta sempre acceso” l’esercizio non modifica la prestazione
  • 22. 22 evoluzione dei bisogni lavoro sulle componenti “alte”, linguistiche accesso alla comprensione e alla gestione dei contenuti identificazione di compensi e dispense consolidamento funzioni di base lavoro sulle componenti “basse”
  • 23. 23 Ricordiamo che
  • 24. 24 Strumenti
  • 25. 25 Articolo 5: gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. STRUMENTO COMPENSATIVO E’ SOLTANTO CIO’ CHE INTEGRA FUNZIONI DEFICITARIE O SOSTITUISCE FUNZIONI MANCANTI. Ad esempio la sintesi vocale e il lettore di testi anche PDF sono strumenti compensativi. Le mappe concettuali sono uno strumento didattico e non compensativo. gli strumenti compensativi sono strumenti che semplificano l’attività svolgendo una serie di operazioni automatiche che il bambino fa fatica a svolgere la ricerca del miglioramento della padronanza delle abilità strumentali deve essere condotta nei limiti di ciò che è modificabile attraverso insegnamento e apprendimento ciò che non è modificabile va “aggirato” con strumenti e misure di compenso o dispensa
  • 26. 26 Articolo 5: gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. le misure dispensative riguardano i tempi di realizzazione delle attività e la valutazione delle prestazioni dell’allievo: assegnare compiti più brevi a casa concedere più tempo per le verifiche accettare la persistenza di difficoltà ortografiche limitare la lettura in classe privilegiare le verifiche orali identificare le verifiche più adatte al singolo bambino ridurre, organizzare e calendarizzare le verifiche resta in sospeso la possibilità e l’opportunità dalla dispensa allo studio delle lingue comunitarie
  • 27. 27 Abilitare (diversi significati nelle diverse fasi) training fonologico training della via di lettura lessicale lavoro sulla comprensione del testo (cloze, anafore, highliter) l’esposizione alla lettura come forma di abilitazione: libri cartacei indici testuali leggere insieme audiolibri carlomobile: trasforma in file audio (audiolibri personalizzati da testi digitali) software con sintesi vocale (hanno in più la sottolineatura del testo)
  • 28. 28 Compensare tabelle dei mesi, dell’alfabeto e dei vari caratteri tavola pitagrica tabella delle misure e delle formule geometriche calcolatrice registratore computer con programmi di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale
  • 29. 29 Strategie didattiche di facilitazione mantenere la routine giornaliera richiedere tempi di attenzione contenuti e intervallare le attività con pause rispettare tempi di riposo usare procedure di insegnamento ESPLICITE usare strategie didattiche ATTIVE: brain storming, conversazione guidata, circle time,... procedere PER PUNTI nell’insegnamento/apprendimento fornire istruzioni “PASSO-PASSO” proporre i dati suddivisi in UNITA’ MINIME favorire la REGISTRAZIONE delle lezioni (o sintesi) illustrare la SCALETTA della lezione e consegnare una copia degli APPUNTI/schema/mappa concettuale della lezione scrivere chiaramente e in stampato maiuscolo alla lavagna e lasciare che le cose scritte restino a lungo utilizzare testi con rientro giustificato e caratteri senza grazie rispettare i tempi dell’apprendimento, selezionando i contenuti delle materie e privilegiando i concetti alla quantità dei contenuti evitare (o limitare) la lettura ad alta voce in classe suggerire sempre l’uso della videoscrittura con correttore ortografico
  • 30. 30 Strategie didattiche di facilitazione utilizzare materiale audiovisivo e sussidi NON VERBALI o NON SCRITTI utilizzare mediatori didattici: schemi e visualizzazioni, tracce e parole chiave alla lavagna o su lucidi da distribuire poi agli alunni incoraggiare in classe e a casa l’uso del computer con sintesi vocale incoraggiare in generale l’uso di strumenti compensativi incoraggiare l’uso di dizionari digitalizzati ricordare che lo studio della grammatica in senso classificatorio comporta GROSSE DIFFICOLTA’, per cui: non abusare della grammatica funzionale, selezionare gli aspetti più significativi privilegiare l’uso corretto delle forme grammaticali alle acquisizioni teoriche dispensare dall’uso del vocabolario tradizionale e incentivare l’uso di dizionari digitalizzati e parlati evitare la scrittura sotto dettatura evitare di far prendere appunti, ricopiare testi o espressioni matematiche
  • 31. 31 Strategie didattiche di facilitazione  utilizzare le pareti, che possono rinforzare, suggerire: n pareti con scritte chiare, in stampato maiuscolo coi nomi dei bimbi, gli spazi, il menu, il calendario,...(sc. Infanzia); n pareti attrezzate per la scrittura con riferimenti chiari, visivi per ogni lettera (I ciclo); n una parete per i numeri con tutti i numeri ben visibili (I ciclo); n pareti attrezzate con spazi di riferimento visivi per la lingua, la matematica, la storia, la geografia,...non solo scrittura, ma anche grafici, schemi, foto, ...(II ciclo e secondaria)  utilizzare sempre simboli chiari e intuitivi
  • 32. 32 Strategie didattiche di facilitazione relative alla scrittura  insegnare a scrivere con un metodo che utilizzi la sillaba e non la lettera  proporre giornalmente giochi linguistici per migliorare la competenza fonologica e metafonologica  iniziare ad insegnare a scrivere con lo stampato maiuscolo  evitare di presentare più caratteri contemporaneamente  passare allo stampato minuscolo solo quando tutti i suoni, compresi quelli complessi, sono stati presentati  fermare il lavoro più tempo sui suoni difficili  far manipolare le lettere  introdurre il corsivo con molta lentezza, meglio se in seconda
  • 33. 33 Strategie didattiche di facilitazione relative alla scrittura  dare indicazioni molto precise per la scrittura: movimento della mano, direzione del gesto, altezze  per lo stampato maiuscolo è consigliabile l’uso di quaderni con quadretti centimentrati  per lo stampato minuscolo vanno bene le righe di prima o i quadretti di mezzo centimetro  per il corsivo sono più adatte le righe di I/II  esperire occasioni motivanti per scrivere  lavorare molto sull’ortografia in modo vario e divertente  evitare la scrittura sotto dettatura  suggerire sempre l’uso della videoscrittura con correttore ortografico
  • 34. 34 Strategie didattiche di facilitazione relative alla lettura  In fase di apprendimento della lettura lasciar leggere per anticipazione  non utilizzare libri di lettura uguali per tutti, ma predisporre una biblioteca di classe con libri di vario tipo, formato, difficoltà, caratteri  organizzare, per l’apprendimento della tecnica di lettura, un lavoro molto graduato e all’inizio puntare sulle sillabe e non sulle lettere (metodo fonologico o fonematico)  tener diviso l’allenamento alla lettura dalla comprensione dei testi e dall’uso della biblioteca di classe  leggere a voce alta a tutti fiabe, favole, racconti, romanzi e accettare che ci sia chi ascolta senza seguire sul testo
  • 35. 35 Strategie didattiche di facilitazione relative alla lettura  limitare la lettura ad alta voce in classe, soprattutto su testi specifici delle varie materie  organizzare la lettura ad alta voce con “appuntamenti” e comunque non imporla a tutti  usare testi stampati con ampia interlinea e con spaziatura maggiore fra le parole  usare strumenti facilitatori a bassa tecnologia o strumenti informatici (parole una alla volta)  usare audiolibri e libri digitali
  • 36. 36 La comprensione del testo  nella scelta del testo fare attenzione alla leggibilità (caratteristiche morfosintattiche e lessicali) e alla comprensibilità (organizzazione delle informazioni)  operare semplificazioni testuali (alleggerimento del carico informativo, riduzione del testo)  avviare all’utilizzo dei dispositivi extratestuali (titolazioni, sommari, immagini,...)  riconoscere il ruolo indicatore degli elementi grafici (neretto, sottotitoli, ...)  creare aspettative rispetto all’argomento  avviare una discussione preventiva suicontenuti  esplicitare gli obiettivi  sollecitare le conoscenze pregresse (lessicali, inerenti l’argomento)  costruire piani di lavoro per l’esplorazione del testo (anticipazioni, extratesto, lessico)
  • 37. 37 La comprensione del testo  segmentare il testo in parti più brevi  distribuire e concentrare l’attenzione sugli aspetti del testo più importanti (focalizzazione – attenzione selettiva)  monitorare continuamente il livello di comprensione  evidenziare idee-chiave  identificare personaggi e nuclei narrativi  operare anticipazioni, inferenze, seriazioni  suggerire strategie per collegare, organizzare, immagazzinare e recuperare le informazioni (ripetizione – mnemotecniche - schemi)  tenere sempre conto delle variabili metacognitive  disincentivare la lettura ad alta voce nei compiti di comprensione
  • 38. 38 Il calcolo  utilizzare metodi basati sull’uso di materiale concreto sia strutturato sia non strutturato  non proibire l’uso delle mani come supporto al calcolo  usare carta con spazi predisposti per favorire l’incolonnamento e l’allineamento  utilizzare il codice colore  usare filastrocche per favorire l’apprendimento della sequenza dei numeri, memorizzare...  consentire l’uso del pallottoliere, dell’abaco, della tavola pitagorica, della calcolatrice, del computer  usare modelli visivi di rappresentazione dei passaggi fondamentali: (diagrammi di flusso, mappe concettuali,...)
  • 39. 39 Lo studio  identificare lo stile di apprendimento individuale  per gli alunni dislessici non prevedere la stessa quantità di esercizi e materiale di studio previsti per la classe  limitare /evitare lo studio mnemonico  predisporre percorsi sulle tecniche per prendere appunti, eseguire schemi e mappe concettuali  presentare il materiale di studio organizzato in categorie, se possibile semplificato o rielaborato con mediatori iconici  selezionare i contenuti del testo da studiare  individuare pochi concetti-chiave in relazione tra loro  attivare strategie di memorizzazione e di collegamento  aiutare ad organizzare le esposizioni (inizio,concetti principali, conclusione, ...)  non far studiare su propri scritti
  • 40. 40 Le lingue straniere  privilegiare lingue ad ortografia regolare  intraprendere lo studio della lingua dopo che il ragazzo ha raggiunto la massima sicurezza possibile nella lingua madre  privilegiare la lingua orale  analizzare la lingua in situazioni comunicative e non grammaticalmente  limitare la richiesta di traduzioni scritte  non far imparare a memoria i verbi irregolari  separare sempre la comprensione dalla produzione  far uso del vocabolario elettronico e di software specifici in grado di leggere anche lingue straniere  partire sempre da ciò che si sa per arrivare a ciò che non si sa
  • 41. 41 Le verifiche e le valutazioni  organizzare interrogazioni e verifiche programmate (non più di una verifica al giorno)  predisporre verifiche scalari: la parte iniziale deve essere più semplice e anche leggermente ingrandita, poi più difficile  far eseguire a casa un fac simile della prova  il testo deve essere chiaro graficamente (stampato o digitale - arial 14 o 12), possibilmente su un unico argomento  per le verifiche scritte leggere sempre all’alunno più volte il testo e le eventuali successive domande  privilegiare, per le verifiche, domande a risposta chiusa – scelta multipla  leggere i problemi, registrare il testo, scindere la soluzione del problema dal calcolo  fornire strutture e spunti per organizzare i testi  fornire schemi - mappe parzialmente costruiti pe ricostruzioni, riassunti, ...  proporre domande suddivise per argomento  sottoporre testi segmentati in parti brevi con idee chiave evidenziate (colori, evidenziazioni, sottolineature, figure,...)
  • 42. 42 Le verifiche e le valutazioni  fornire input cadenzati  accettare le difficoltà ortografiche  lasciare più tempo per le verifiche scritte  lasciare usare o sollecitare l’uso di strumenti compensativi  somministrare meno verifiche scritte e più orali, consentendo l’uso di mappe durante l’interrogazione  nello studio della lingua straniera privilegiare l’orale
  • 43. 43 Favorire i processi metacognitivi  capacità di autosservazione e automonitoraggio mentre si apprende e ci si esercita  capacità di autoregolazione consapevole  uso di strategie di autodirezione e autoistruzione  controllo consapevole di alcuni processi cognitivo-emozionali- motivazionali che incidono sull’apprendimento
  • 44. 44 Software CARLO II : è un lettore in ambiente lettura e scrittura Carlo Mobile: sintesi vocale da vari programmi (internet, word, powerpoint ecc.); traduttore; registratore in file audio di testi digitali; clipboard su cui vengono salvati i testi letti; calcolatrice parlante Personal reader: lettore portatile contenuto in ciavetta USB; visualizzatore di supermappe SuperQuaderno: sintesi vocale, calcolatrice parlante, scrittura con appaiamento immagine e ritorno in voce. Usa canale uditivo e visivo; per la lettura ha le funzioni di Carlo II, CM e PR; apre direttamente i pdf, si può sottolineare il testo. Gli appunti possono essere presi al margine del libro digitale, si può sottolineare, aggiungere frecce Supermappe. costruisce mappe multimediali e può usare la sintesi vocale. Permette collegamenti a documenti, immagini siti, calcolatrice: fare operazioni, ascoltare i numeri e i segni, correggerli, mantenere in memoria operazioni, copiare e incollare operazioni svolte
  • 45. 45 fonti  http://www.istruzioneer.it  www.aiditalia.it  www.dislessia.it  www.libroparlato.org  www.anastasis.it  www.erickson.it  www.osnet.it  www.airipa.it  http://dsanotizie.it  biblioteca@cepdi.it ; info@cepdi.it