Piralide 13032007

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Piralide: studi e ricerce, anche sul peperone

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Piralide 13032007

  1. 1. I.T.A. “C.Gallini”, 13-03-2007 G. Camerini Ostrinia nubilalis, un insetto …eclettico
  2. 2. Un insetto polifago <ul><li>La Piralide è una piccola farfalla notturna che allo stadio di larva è in grado di nutrirsi a spese di oltre 200 diverse specie vegetali, tra le quali il mais, il sorgo, la canapa ed il peperone. </li></ul>
  3. 3. Mais e Ostrinia: amore a prima vista <ul><li>Dopo la introduzione del mais dal continente americano la piralide si è adattata così bene al mais da da diventare in Europa il suo principale parassita. </li></ul>
  4. 4. L’importazione (accidentale) negli U.S.A. <ul><li>Nel 1913 la Piralide è stata accidentalmente introdotta negli USA, provocando ingenti danni all'agricoltura delle grandi pianure statunitensi. </li></ul>
  5. 5. … danni incalcolabili <ul><li>Fu una catastrofe: la “corn belt” americana subì danni incalcolabili. Nelle piantagioni statunitensi si contavano decine di larve per pianta. </li></ul>
  6. 6. Alla ricerca di nemici naturali…. <ul><li>Da qui la necessità di intervenire….ma come? La strada seguita fu quella della lotta biologica (strategia inoculativa) . Una task force di agronomi ed entomologi sotto la guida di Thompson fu inviato in Europa (in foto la Lydella thompsoni ). </li></ul>
  7. 7. Importazione in USA dei nemici naturali <ul><li>Furono identificati i nemici naturali più efficaci che partirono per gli USA e dopo un periodo di quarantena furono liberati nelle campagne americane. Il lavoro durò anni e fu premiato da ottimi risultati. </li></ul>
  8. 8. MAIS transgenico contro la piralide <ul><li>Oggi negli Stati Uniti la piralide viene combattuta utilizzando mais transgenico (brevetto ) che sfrutta la tossicità di una proteina prodotta dal Bacillus thuringiensis . </li></ul>
  9. 9. La piralide in provincia di Pavia <ul><li>1. Biologia e nemici naturali in Oltrepo </li></ul><ul><li>2. Lotta biologica: Bereguardo (PV) </li></ul><ul><li>3. Piralide e picchio nel mais </li></ul><ul><li>4. Piralide e peperone </li></ul><ul><li> (Bastida P.) </li></ul>
  10. 10. 1. Una o due generazioni? <ul><li>Il primo problema da chiarire era il seguente: in Oltrepo’Pavese il ciclo della piralide prevede una o due generazioni? (a lato la curva di volo ricavata Da Suss e altri,1983 vicino a Milano). </li></ul>
  11. 11. 1. Biologia in Oltrepo Pavese <ul><li>La curva di volo ottenuta catturando i maschi con le trappole a feromoni sembra indicare che in Oltrepo’ Pavese le generazioni siano due, al contrario di cio’ che era emerso nelle campagne del milanese (1 generazione) </li></ul>
  12. 12. 1. Attrattività dei feromoni <ul><li>Nella popolazione studiata a Castelletto B. i maschi rispondono principalmente all’isomero E e alla miscela Z del feromone attrattivo sessuale emesso dalla femmina. </li></ul>
  13. 13. 1. Un isomero: il tetradecenil acetato cis…e trans <ul><li>CIS TRANS </li></ul>
  14. 14. 1. I parassitoidi della generazione svernante <ul><li>I parassitoidi della generazione svernante sono stati studiati in una serie di località della pianura e della collina dell’Oltrepo’ Pavese. </li></ul>
  15. 15. 1. Metodo di allevamento delle larve <ul><li>Dopo avere prelevato gli stocchi del mai, essi sono stati aperti e le larve sono state trasferite entro ricoveri fatti di cartone immerso in cera trattato con sorbato di potassio. </li></ul>
  16. 16. 1. Farfalle e parassitoidi <ul><li>Successivamente i rifugi delle larve sono stati alloggiati in apposite gabbiette di sfarfallamento e si è tenuto conto delle farfalle e dei parassitoridi sfarfallati. </li></ul>
  17. 17. 1. Lydella thompsoni e Sinophorus turionus <ul><li>I parassitoidi emersi appartengono a due specie: Lydella thompsoni e Sinophorus turionus . Il solo parassitoide che riesce a dare un contributo significativo alla lotta contro la piralide è la Lidella. </li></ul>
  18. 18. 1. Pianura e collina: due mondi diversi <ul><li>Scorrendo i dati emerge la diversa incidenza di questi parassitoidi in relazione all’ambiente in cui è coltivato il mais. La efficacia dei parassiti in collina è superiore rispetto alla pianura. </li></ul>
  19. 19. Perché? <ul><li>La differenza potrebbe essere dovuta al tipo di varietà di mais coltivate (mais per foraggio in pianura, mais per polenta in collina) oppure al differente grado di diversificazione ambientale. </li></ul>
  20. 20. 1….e parassitoidi delle uova <ul><li>Oltre ai nemici naturali delle larve, si sono studiati anche i parassitoidi delle uova. Esiste un parassitoide specie-specifico (Imenottero) che attacca le uova della piralide: il Trochogramma. </li></ul>
  21. 21. 1. Il Tricogramma <ul><li>In linea generale il Tricograma è più attivo contro le ovature di seconda generazione della piralide che non su quelle di prima generazione. I Tricogrammi vengono utilizzati anche per programmi di lotta biologica. </li></ul>
  22. 22. 2. Lotta biologica con Tricogramma <ul><li>Nel 1988 è stata effettuata una prova di lotta biologica con Trcogramma (allevato in Francia) presso l’azienda agricola “Cascina Orsine” di Bereguardo (Pv). </li></ul>
  23. 23. 2. Esperimento a Bereguardo (Pv) <ul><li>Sono stati esaminati due appezzamenti coltivati a mais varietà “Merano” sufficientemente distanti per evitare interferenze dovute ai “lanci” di Tricogramma. </li></ul>
  24. 24. 2. L’allevamento del Tricogramma <ul><li>Il Tricogramma viene allevato sulle uova di un ospite sostitutivo: la tignola della farina ( Ephestia ). </li></ul>
  25. 25. 2. La distribuzione di Tricogramma <ul><li>Successivamente le pupe dell’Imenottero (presenti nell’uovo dell’ospite) vengono fissate all’interno di capsule cerate e infine distribuite (in genere con un velivolo ultraleggero). </li></ul>
  26. 26. 2. Parcella di trattamento e testimone <ul><li>Furono scelte e controllate sistematicamente 160 piante in un appezzamento di controllo e 160 in quello ove si svolgeva il trattamento. </li></ul>
  27. 27. 2. Le differenze rilevate <ul><li>Anche a Bereguardo la piralide sembra sviluppare due generazioni. La parassitizzazione in prima generazione è elevata e con l’immissione dei Tricogrammi raggiunge il 100% in seconda generazione. </li></ul>
  28. 28. 2. Lotta biologica con Tricogramma <ul><li>Da rilevare la vitalità dei Tricogrammi selvatici, sicuramente favoriti da un mosaico ambientale quanto mai ricco e vario. </li></ul>
  29. 29. 2. La riduzione del danno finale <ul><li>Grazie al lancio dei Tricogrammi il danno finale è significativamente ridotto rispetto alla parcella di controllo, come evidenzia la tabella a lato. </li></ul>
  30. 30. 3. Piralide e picchio <ul><li>In golena spesso il mais è coltivato in consociazione al pioppo. In questi casi le larve di piralide vengono predate dal Picchio rosso maggiore. </li></ul>
  31. 31. 3. Il foro di predazione <ul><li>Per estrarre le larve il picchio scava (con facilità) il tipico foro squadrato che testimonia della avvenuta predazione. </li></ul><ul><li>Una ricerca svolta a Bastida P. ha evidenziato che la percentuale di predazione non era trascurabile: 10%. </li></ul><ul><li>La percentuale di parassitizzazione era pari al 33% (generazione svernante). </li></ul>
  32. 32. 3. Fenologia della predazione <ul><li>La facilità dell’atto </li></ul><ul><li>di predazione ne giustifica anche la fenologia. A lato la fenologia di predazione delle larve del legno del pioppo (Saperda, Cossus). </li></ul>
  33. 33. 4. La piralide e il peperone <ul><li>Tra i vegetali coltivati che la larva può utilizzare come cibo vi è il peperone. La soglia di danno in questo caso è molto bassa. </li></ul>
  34. 34. 4. Piralide e peperone di Voghera <ul><li>Nel corso dell’estate 2006, in unn appezzamento sperimentale di Bastida P. è stata messa a confronto la sensibilità agli attacchi della piralide di tre varietà: Cuneo, Voghera, Asti. </li></ul>
  35. 35. 4. La disposizione delle parcelle <ul><li>Le parcelle erano 12, ciascuna delle quali composta da 30 piante, per un totale di 360 piante delle tre varietà: 12+120+120. </li></ul>
  36. 36. 4. Esiste una “piralide del peperone”? <ul><li>Non sembra esistere una “piralide specializzata” che colpisce il peperone, ma piuttosto una funzione accessoria del peperone che attira la piralide quando viene meno il mais. </li></ul>
  37. 37. 4. Dal mais secco al peperone verde <ul><li>Lo dimostra il fatto che la deposizione di ovature, malgrado la vicinanza del campo di mais, ha avuto carattere sporadico fino alla terza decade di Luglio, per poi registrare un forte incremento a partire da Agosto. </li></ul>
  38. 38. 4. Esistono differenti sensibilità fra le cultivar esaminate? <ul><li>La risposta è sì, la varietà di Voghera è certamente meno colpita rispetto alle altre due. In compenso le varoetà Voghera e Astri appaiono più sensibili agli avvizzimenti dovuti a patologie che colpiscono la radice. </li></ul>
  39. 39. 4. Grafico di ripartizione delle ovideposizioni <ul><li>Come mostra il grafico a lato, è il peperone di Cuneo a richiamare in misura maggiore le femmine di piralide per l’ovideposizione.Le ovature esaminate sono 169. </li></ul>
  40. 40. 4. L’attività dei Tricogrammi <ul><li>L’azione dei Tricogrammi si è fatta sentire inizialmente con debolezza, diventando più intensa con il procedere della infestazione. </li></ul>
  41. 41. 4. Lo scopo del lavoro <ul><li>La sperimentazione non aveva il solo scopo di saggiare la sensibilità di queste tre cultivar alla piralide, ma più in generale di raccogliere dati di tipo fitopatologico e morfologico. </li></ul>
  42. 42. 4. Pregi e difetti del peperone di Voghera <ul><li>La minore appetibilità del peperone di Voghera nei confronti della piralide è un pregio, così come la precocità e dalla produttività. Tallone d’Achille rimane la suscettibilità alle fitopatie che colpiscono la radice ( in foto avvizzimento peperone Asti). </li></ul>
  43. 43. 4. L’avvizzimento <ul><li>La cultivar che mostra una maggiore sensibilità all’avvizzimento è il peperone di Asti. Nel caso del peperone di Cuneo l’avvizzimento interviene molto tardivamente. </li></ul>
  44. 44. 4. La morfologia del frutto <ul><li>Asti: n= 71 </li></ul><ul><li>Voghera: n=115 </li></ul><ul><li>Cuneo: n = 45 </li></ul><ul><li>In grafico le differenze rilevate tra le medie delle dimensioni dei peperoni delle tre cultivar. </li></ul>
  45. 45. 4. Il peso <ul><li>Asti: n= 71 </li></ul><ul><li>Voghera: n=115 </li></ul><ul><li>Cuneo: n = 45 </li></ul><ul><li>In grafico le differenze rilevate tra la media del peso dei frutti. </li></ul>
  46. 46. Il Prof.Cavagna in visita a Ghiaie di Corana

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