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L’azienda ideale per i giovanio emerso da quest’area di indagine (fig. 11) appare del tutto simile a quello rilevato dalde...
Le abitudini nell’uso dei media‣ Molto meno televisione (indice 85) e molto più internet (indice                          ...
Se non si colma il gap tra giovani emanager, cosa perdono le aziende?‣ Freschezza nellapproccio ai problemi di marketing, ...
Cerchiamo di colmare la distanza‣ Il marketing ha bisogno di cambiare, e il cambiamento non è facile  per molti manager og...
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Conseguenze delle difficoltà di occupazione giovanile sulle strategie di marketing

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Presentazione di Renzo Rizzo all'incontro: Le nuove generazioni sono bloccate? organizzato il 14 aprile 2012 dal Marketing Club di Parma.

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Conseguenze delle difficoltà di occupazione giovanile sulle strategie di marketing

  1. 1. Conseguenze delle difficoltà di occupazione giovanile sulle strategie di marketingwww.istud.it
  2. 2. Trasformazioni‣ Evidenze qualitative • il contributo essenziale dei giovani (che non sono tutti uguali!) nella mia esperienza in azienda, nei master, in consulenza • la similitudine tra i nuovi consumatori e i giovani - desiderio di auto espressione, difficoltà con le relazioni verticali, “always on”‣ I nuovi consumatori rivoluzionano la relazione con le imprese e le marche, e vogliono più vicinanza e trasparenza‣ Le nuove generazioni si aspettano aziende diverse, con un ruolo sociale più forte; vogliono imparare, sono curiosi e hanno meno pazienza delle generazioni che le hanno precedute‣ Tutti e due i gruppi sono accomunati da una forte conoscenza e coinvolgimento nelle tecnologie di comunicazione sociale‣ Le aziende e le marche sono lente e esitanti nell’abbracciare il cambiamento dei consumatori e quello dei giovani‣ Solo le aziende che sapranno andare incontro a queste esigenze avranno successo nel futuro... Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  3. 3. Consumatori e clienti che cambiano‣ “Just as X-rays transformed medicine by letting doctors see through human tissue, so the new information and communication technologies are revolutionising business by letting customers and citizens peer through corporate walls. As a result, the relationship between people and the institutions that serve them is changing dramatically”‣ “Consumers’ expectations are rising. They want better products and services, more choice and more value. And they expect organisations to act in a socially and environmentally responsible manner. Business customers are also buying more carefully, haggling harder over prices, demanding greater customization and looking for opportunities to pass risk back to their suppliers” IBM survey of 1700 CMO’s globally, 4Q 2011 Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  4. 4. Aziende e brand che non cambiano‣ Consumers are social • 80% say friends suggestions make products more likely to be tried, • 74% use social media to suggest products to friends • 72% use social media to stay engaged with brands • 51% share product advice on Facebook • 40% want more engagement from brands online‣ Brand are not • less than 50% brands use social media to drive awarness • only 1/4th of brand say word of mouth is top priority • 1/10th of brands say social media is among top 3 priorities • 7% of brand are satisfied of their social media effort • 67% claim no time, 50% absence of measure, and 42% absence of competency in relation to social mediaLithium CMO council, survey with 120 executives and 1000 consumers, September 2011 Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  5. 5. Le nuove generazioni hanno una visione Millennial survey 2011, Deloitte (elaborazione grafica dalla frequenza di citazione) Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  6. 6. I manager ne hanno un’altra Millennial survey 2011, Deloitte (elaborazione grafica dalla frequenza di citazione) Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  7. 7. Le caratteristiche necessarie per i giovani Millennial survey 2011, Deloitte Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  8. 8. Le caratteristiche necessarie per i manager What will keep future leaders a step ahead? 45% Anticipating future challenges and opportunities 38% Ability to manage change 32% Ability to communicate a broader sense of purpose for their company 6% Put shareholders first Business Leader responses Millennial survey 2011, Deloitte Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  9. 9. Generazione di passaggio (X)‣ «A differenza dei boomers, le grandi opportunità sono state solo sulla carta: non abbiamo raccolto in pieno i frutti dell’investimento negli studi»‣ «Rispetto alle generazioni precedenti abbiamo avuto meno ideali e ideologie, meno condizionamenti, ma anche meno punti di riferimento cui affidarci»‣ «Siamo cresciuti nel benessere, ma non ci manca la capacità di sacrificarci»‣ «Abbiamo vissuto alcune grandi trasformazioni (globalizzazione, ICT, società dei consumi), a cui siamo sopravvissuti adattandoci»‣ «Ci viviamo come una generazione di passaggio, vorremmo più spazio/responsabilità che i più anziani non mollano (“se non ora, quando?”)» ISTUD, ricerca annuale giovani, 2011 - (focus groups, totale 60 manager) Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  10. 10. Desiderio di nuovo e di espressione,frustrazione con le aziende (Y)‣ «Siamo flessibili e multitasking, ci caratterizza l’apertura al nuovo, l’essere desiderosi di fare cose sempre diverse per accrescere la professionalità e per non stufarci»‣ «Informatizzati e always on!»‣ «Siamo impazienti vogliamo tutto subito, senza gavetta»‣ «Ci contraddistingue una certa insofferenza verso il formalismo e la gerarchia»‣ «Siamo anche disillusi di fronte a un futuro con meno certezze»‣ «Ci prendono in considerazione solo per gli stage, soprattutto per quegli stage di cui si sa già che non ci sarà un seguito»‣ «Nelle inserzioni ... si chiedono sempre almeno due anni di esperienza ma come facciamo se non abbiamo la possibilità di cominciare?».‣ «Occorrerebbe un po’ più di coraggio da parte delle imprese. Dovrebbero scommettere un po’ di più su di noi»ISTUD, ricerca annuale giovani, 2011 - (focus groups, 50 studenti) Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  11. 11. no nel presente limitando in modo selettivo i propri investimenti emotivi. E l’ambito lavorativo sem- bra appunto essere uno di quelli sacrificati da questo punto di vista”25.I manager vedono i giovani così Tali considerazioni sono rafforzate da un ulteriore dato che riguarda la disponibilità al sacrificio: i giovani sono percepiti meno disponibili nel 96% dei casi. A parere di chi scrive, sembra oppor- tuno qui richiamare quanto già osservato lo scorso anno: pur circoscrivendo la presente riflessio- ne al tema del lavoro e dell’occupazione, “per le imprese e più in generale per chi ha responsa-‣ Meno disposti ai sacrifici e più individualisti e disincantati, ma bilità di definire le politiche del lavoro, si aprono grandi interrogativi su quali meccanismi atti- vare per recuperare il capitale di motivazione ed energia delle nuove generazioni, ad oggi larga- più aperti e informati, decisamente più ecologisti mente inespresso”26. Curiosi 53% 47% Disposti a compromessi 51% 49% Ottimisti 90% 10% Soddisfatti 92% 8% Disincantati 27% 73% Consumisti 12% 88% Meno Disposti a sacrifici 96% 4% Più Arrivisti 60% 40% Ecologisti 17% 83% Attenti al sociale 55% 45% Informati 29% 71% Aperti 29% 71% Individualisti 36% 64% 0% 20% 40% 60% 80% 100%‣ Le qualità persone carenti28: Risposte alla domanda d’oggi siano piùio manager sono «Rispetto alle più della sua generazione, giovani secondo meno…» Figura nei pensa che i giovani l’umiltà (48%),sintetizzati nella Figura 28 sono stati confrontati con quelli emersi da una Anche quest’anno i dati l’impegno e la volontà (34%) la adattabilità (28%) e la richiede una certa cautelaquestionario somministrato ai giovani. Va tenuto presente che il paral- curiosità (27%) analoga domanda inserita nel lelo dal momento che ai giovani era chiesto un confronto sugli stessi item, ISTUD, ricerca annuale giovani, 2011 - (questionari a 422 manager) Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  12. 12. Giovani e lavoro: dall’inserimento alla gestione del Generation Mix 1. Gli orientamenti verso il mondo del lavoro dei giovani universitariI giovani vedono i genitori così‣ Molto meno curiosi, meno aperti e informati; più soddisfatti e disposti ai sacrifici • nota: gli intervistati non hanno esperienze con i manager, l’unico riferimento “generazionale” sono i genitori, la cui età nel campione è simile a quella dei manager) cursioso 93,3% 6,7% disposto a compromessi 50,4% 49,6% ottimista 59,1% 40,9% soddisfatto 39,4% 60,6% disincantato 50,8% 49,2% consumista 67,8% 32,2% disposto a sacrifici 41,9% 58,1% più dei propri genitori arrivista 57,2% 42,8% meno dei propri genitori ecologista 68,3% 31,7% attento al sociale 71,3% 28,7% informato 85,8% 14,2% aperto 92,6% 7,4% individualista 68,4% 31,6% 0% 25% 50% 75% 100% ISTUD, ricerca annuale giovani, 2011 - (questionari a 1600 studenti) Figura 13: Risposte alla domanda "Rispetto ai tuoi genitori, pensi di essere più MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it Renzo Rizzo - o meno..."
  13. 13. L’azienda ideale per i giovanio emerso da quest’area di indagine (fig. 11) appare del tutto simile a quello rilevato daldel 201011 ed evidenzia quanto il “mito” della grande impresa (82,1%), tecnologi ‣ Grande, professionale, tecnologica, dove si giovani studenti., professionale (86,9%) e globale (83,3%) sia radicato neilavora insieme ‣ Sfiducia nei confronti della media e piccola impresa (solo 7% la vedono come destinazione preferita) Grande 82,1% Globale Regolata 83,3% 55,0% Professionale Tecnologica 86,9% 89,7% Audace Orizzontale 69,5% 54,5% Alla Moda Flessibile 60,5% Noi 54,2% 87,1% ISTUD, ricerca annuale giovani, 2011 - (questionari a 1600 studenti)gura 11: Risposte alla domanda "Lorganizzazione ideale inRizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it Renzo cui vorresti lavorare è..."
  14. 14. Le abitudini nell’uso dei media‣ Molto meno televisione (indice 85) e molto più internet (indice 01_44 Ricerca Giovani2011 CAP 1 CAP 2:ott11 15/10/11 19:13 Pagina 19 192) caratterizzano le abitudini media dei giovani GfK Group La multimedialità in Italia - EMM 2011 Giovani e lavoro: dall’inserimento alla gestione del Generation Mix Maggio 2011‣ Internet media Tempo di esposizione nel giorno medio 1. Gli orientamenti verso il mondo del lavoro dei giovani universitariEsposizione ai è per- comunicare e per esprimersi, per informarsiAnalisi per età 65 Valori in minuti TV Gen. Pay TV. DTT Radio Quotidiani Tot minuti Periodici Internet Outdoor esposizione Popolazione 100% 182 22 11 27 107 24 129 3,9% 5,6% 4,5% Italiana 283 17,9% 37,9% 28,5% 34,2% 75% Fino 17 anni 137 28 12 22 2 30 3 234 116 18-24 anni 156 31 11 24 65 46 279 129 >3 h 50% 25-34 anni 150 21 11 30 55 39 261 137 da 1 a 3 h 50,2% 77,6% 35-44 anni 142 30 14 33 75 31 262 141 67,6% mai/< 1 h 60,2% 25% 45-54 anni 173 22 12 32 9 7 22 277 143 55-64 anni 302 217 1310 25 14 8 15 124 11,9% 0% 313 Siti internet Giornali TV Radio Oltre 64 anni 238 15 9 21 16104 112 Figura 14: Risposte alla domanda "Quanto tempo dedichi giovani ai seguenti mezzi?" Ricerca al giorno ISTUD Dati dal seminario annuale 2011 Eurisko (quanto tempo dedichi ai seguenti mezzi?) Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  15. 15. Se non si colma il gap tra giovani emanager, cosa perdono le aziende?‣ Freschezza nellapproccio ai problemi di marketing, proveniente sia da una grande curiosità, sia da uno sguardo più orientato al cliente - maggiore vicinanza al mondo reale che a quello aziendale, e quindi libertà dagli schemi in cui spesso le aziende si limitano‣ Per quelli con formazione post universitaria, anche l’ampiezza di conoscenze, casi e esempi da aziende molto diverse‣ La possibilità per il management di trasferire e confrontare la propria expertise con persone che hanno grande voglia di imparare, in uno scambio che porta innovazione e miglioramento‣ Utilizzo delle tecnologie e visione del ruolo dell’impresa simile a quello dei nuovi consumatori, quindi maggiore vicinanza e capacità di creare una relazione‣ Energia di cambiamento, insoddisfazione (sana) con il presente e desiderio di migliorare Sintesi di discussione tra i partecipanti al master di Marketing Management & Innovation di ISTUD Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
  16. 16. Cerchiamo di colmare la distanza‣ Il marketing ha bisogno di cambiare, e il cambiamento non è facile per molti manager oggi. Inserire le nuove generazioni nel marketing è essenziale perché l’azienda e la marca siano al passo con il cambiamento della società e del mercato‣ Le nuove generazioni possono contribuire ad aumentare tutte le componenti di una marca forte: • la conoscenza della marca - attraverso l’uso dei media digitali • la fiducia nella marca - attraverso un rapporto più paritario e una condivisione sincera dell’importanza del ruolo sociale dell’impresa e della marca • la rilevanza della marca - attraverso una maggiore vicinanza al mondo reale e ai consumatori, e una maggiore freschezza nell’approccio ai problemi e alle opportunità di marketing • l’energia di cambiamento della marca - attraverso una sana insoddisfazione con l’esistente e il desiderio di fare qualcosa di nuovo e di importante‣ Riferimenti • sito ricerca giovani ISTUD - http://www.giovaniallavoro.it/ • blog marketing ISTUD http://marketingpotential.it Renzo Rizzo - MKclubPR - millennial and marketing - rrizzo@istud.it
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