MEMORY OF TASTE OR TASTE OF MEMORY? Analisi antropologico-culturale della mnemotopica urbanistica e corporea ellenistico-alessandrina by Davide Polovineo
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Si può affermare che la mnemotecnica alessandrina è la storia della nascita del piano regolatore, di una cultura che ha saputo fare i conti con le implicazioni macrourbanistiche che governano la ...

Si può affermare che la mnemotecnica alessandrina è la storia della nascita del piano regolatore, di una cultura che ha saputo fare i conti con le implicazioni macrourbanistiche che governano la crescita dello spazio e con le implicazioni microstrutturali che governano i parametri della cura del corpo. In tal senso spazio urbanistico e spazio corporeo vivono in simbiosi, colonne portanti di ciò che è definito il gusto colossale del bello ellenistico.

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MEMORY OF TASTE OR TASTE OF MEMORY? Analisi antropologico-culturale della mnemotopica urbanistica e corporea ellenistico-alessandrina by Davide Polovineo MEMORY OF TASTE OR TASTE OF MEMORY? Analisi antropologico-culturale della mnemotopica urbanistica e corporea ellenistico-alessandrina by Davide Polovineo Document Transcript

  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ MEMORY OF TASTE OR TASTE OF MEMORY?Analisi antropologico-culturale della mnemotopica urbanistica e corporea ellenistico-alessandrina DI DAVIDE POLOVINEO L’arte della memoria opera servendosi di spazi immaginari, la cultura del ricordo di punteggiature nello spazio naturale. (J. Assmann)1 INTRODUZIONE: LA MNEMOTECNICA ELLENISTICA PER LA CURADEL BELLO “Non esiste alcuna memoria -affermava Halbwachs-possibile al di fuori dei quadri di cui gli uomini che vivononella società si servono per fissare e ritrovare i lororicordi”1 e si può asserire, parafrasando, che con il mitodi Alessandro il Grande nasce un nuova tecnica dimemorizzazione, testimoniata dal linguaggio artistico earchitettonico, per una nuova ricerca del gusto per“anime belle”. Alessandro il Grande è stato davvero uno dei pochial mondo che ha testimoniato, con opere di grandequalità architettonica, la partecipazione del gusto tra“anime belle”. Ma soprattutto Alessandro ci costringe ameditare sulla nascita di una nuova tecnica dimemorizzazione per popoli di diverse razze ed estrazionisociali , una mnemotecnica che pone “l’individuale” alcentro del lavoro tecnico. La Paesaggistica davvero1 M.HALBWACHS, Les cadres sociaux de la mémoire, Paris 1952(2ed.), p.79 1
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________nell’ellenismo ruota intorno all’ individualità2. Ma si può affermare, ancor più, che lamnemotecnica alessandrina è la storia della nascita delpiano regolatore, di una cultura che ha saputo fare iconti con le implicazioni macrourbanistiche chegovernano la crescita dello spazio e con le implicazionimicrostrutturali che governano i parametri della cura delcorpo. In tal senso spazio urbanistico e spazio corporeovivono in simbiosi, colonne portanti di ciò che è definito ilgusto colossale del bello ellenistico.2The Cambridge Companion to the Hellenistic World, ed. Glenn R.Bugh, Cambridge 2006. 2
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________2 LA COSTRUZIONE DELLA MNEMOTOPICA DEL “BEL POTERE” ALIVELLO MACROSTRUTTURALE: IL PIANO REGOLATORE DELLOSPAZIO L’Idealtypus del piano regolatore ellenistico in modoindiscutibile è certamente il piano regolatore diAlessandria studiato accuratamente da Günter Grimm : 3
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ Alessandria d’Egitto- come sottolinea WinthropLindsay Adams- è il mito della pianificazione, dellacultura ambientalista capace di cogliere il nuovo cheavanza preservando i centri storici delle città ecostruendone di nuovi rispettando l’impianto storicoesistente ma soprattutto le esigenze di ogni cittadino3:3 WINTHROP LINDSAY ADAMS,The Hellenistic Kingdoms in TheCambridge Companion to the Hellenistic World cit. p. 41. 4
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ Ma soprattutto l’ellenismo architettonico è la storiadell’evoluzione del colore nell’architettura. In tale ottica è da rispettare la grande lezione diArgan che afferma che non è possibile rappresentarevisivamente lo spazio se non nella profondità, nelmovimento, nella variazione del colore o, infine, nellastruttura della percezione del fatto coloristico4. L’architettura dell’ellenismo nasce dalla grecitàarchitettonica e dal suo uso del colore: l’architetturagreca in genere era ipercolorata poiché tutto il corpodoveva essere ricettivo e vibrare alla vista del colore. Ineffetti i greci avevano compreso che ogni variazionedintensità e colore può influire sullumore. Ma l’ellenismo architettonico enfatizza questoaspetto. Fare architettura significava far “sentire bene” il4 Cfr. le innumerevoli pagine sul tema nel primo volume ( e non solo)di GIULIO CARLO ARGAN, Storia dellarte italiana I, Collana: Bibliotecaaperta, Firenze 2002; Cfr anche Studies in the History of Art, Vol 10:Symposium Series I: Macedonia and Greece in Late Classical andEarly Hellenistic Times [Paperback], Beryl Barr-Sharrar (Editor),Eugene N. Borza (Editor), national Gallery (U.S.)1982. 5
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________cittadino nel proprio habitat con tonalità morbide esoffuse e al contempo creando atmosfere calde e variate. La relazione ecologica del destinatario col prodottovisivo si accrebbe in modo inaspettato grazie al concettodel piano regolatore alessandrino, che trasformò il mondodella mezzaluna fertile in una delle società più iconichedel mondo antico5. Le necessità ultime- necessità chepotremmo chiamare le radici antropologiche del pianoregolatore alessandrino- restarono le stesse di ogni etniadel mondo mediorientale perché nascevano dal desideriocosciente o incosciente di privilegiare il mnemotopos equindi la comunicazione ottica rispetto agli altri codicinon verbali, sebbene, specialmente per quanto riguarda ilprodotto della propaganda alessandrina, il fenomeno piùnormale fosse il desiderio di impressionare il pubblicocon l’ostentazione della celebrità di Alessandro il Grande. Il medium primigenio di ogni mnemotecnica- afferma Jan Assmann è la spazializzazione. Sulle sue tecniche si basano sia l’arte della memoria occidentale studiata da Frances Yates, sia le mnemnotecniche dell’antichità e dell’Islam (Eickelmann). Significativamente lo spazio ha il ruolo principale anche nella mnemotecnica collettiva e culturale, nella “cultura del ricordo”; a tale scopo si presenta naturalmente il concetto dei luoghi di memoria, non inconsueto in francese è usato come titolo da Pierre Nora per il suo progetto (les Lieux de mémoire). L’arte della memoria opera servendosi di spazi immaginari, la cultura del ricordo di punteggiature nello spazio naturale. Addirittura (e anzi proprio) interi paesaggi possono fungere da medium della memoria culturale, in questo caso essi non vengono tanto accentuati mediante dei segni (“dei5J.E. YOUNG, Memory and Monument, in G.H. HARTMAN ( a cura di),Bitburg in Moral and Political Perspective, Bloomington Ind., pp.103-113. 6
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ monumenti”), quanto piuttosto elevati globalmente essi stessi al rango di segni, ossia vengono semiotizzati6. Come per la cultura ellenica, la costruzione deitempli era elemento rappresentativo della perpetuacelebrità del dio-uomo Alexandros e nasceva dalproposito deliberato di creare una determinata risposta disottomissione e ammirazione nei membri della collettivitàtrasmettendo un certo tipo di sentimento disottomissione. Ogni altra costruzione, prevista dal pianoregolatore alessandrino, doveva ruotare otticamenteintorno all’oggetto ostensivo ovvero il Tempio del dio-uomo Alexandros. Nell’atto percettivo del tempio,tradizione e mutamento coinvolgevano il cittadino e lacollettività dando luogo alla mnemotecnica del pianoregolatore che diviene il prototipo della celebrità e il puntodi riferimento per raggiungere variegate sfaccettature diconoscenza; è un prototipo che annulla la separazione odistinzione tra memoria-conoscenza-spiegazione aprendole porte del paradigma ottico: conoscere è vedere. Il mito è una costruzione dell’immaginazione perLevi Strauss, ma nel mito dobbiamo saper cogliere lecomponenti di ordine intellettuale o più in generale lecomponenti che presiedono ad una vera e propriaorganizzazione del mondo: esse si presentano comeimmagini, figure, storie, ma vanno considerate comemomenti e relazioni intellettuali generali7.6J.ASSMANN, La memoria culturale. Scrittura, ricordo e identità politicanelle grandi civiltà antiche, Torino 1997, pp.33-34.7C.LEVI STRAUSS,Myth and meaning, Toronto 1978, trad. it. a cura diC.Segre, Il Saggiatore,Milano 1960;IDEM, Anthropologie structurale,Paris 1958, trad. it. di P. Caruso, Il Saggiatore, Milano 1966. 7
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ La delineazione del piano regolatore alessandrino eraprincipio latente che agiva in tutta la strutturazionesocio-letteraria della koiné come trasposizione delconcetto della grandiosità monumentale e della celebrità.Nasce il gusto per il colossale ovvero il gusto ellenisticoche richiamava i canoni mitici delle culture dellamezzaluna fertile. In questa prospettiva bisogna guardare lenarrazioni mitopoietiche o i cenni che leggiamo neimonumenti come ad esempio nei monumenti di Pergamo. Sovrapponendo mitema e realtà gli architetticomunicavano il sentimento di sottomissione con irichiami mitici donando alla sensibilità civile “la bellezza”:la forza di Alexandros il figlio del dio, è proprio labellezza. Il gusto del colossale è mito-forma del bello, incui gli esempi incorporati nella trama della realtà creanoun repertorio di “belle figure” che ruotano intornoall’Idealtypus di Alexandros. 8
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ Una tale costruzione figurale esige un orientamentodi sottomissione assoluta da parte del soggetto: Sottomissione e sovranità-afferma Walter Burkert- abitano la stessa struttura gerarchica. La dipendenza da poteri invisibili rispecchia la reale struttura di potere, ma ne è considerata il modello e la fonte della sua legittimazione. Quella che si stabilizza tramite tale struttura è una sovranità a due piani o gradi; il dio sta ai sovrani come il sovrano sta ai sudditi. Ciò da sostegno ideale al sovrano, che non è più solitario al vertice della piramide come bersaglio di potenziali aggressioni. Nella realtà mentre i giochi di potere si svolgono in una continua dialettica di aggressione e ansia, nelle stabilizzate strutture di potere del mondo mentale umano questo dualismo si è bellamente dissociato, producendo timore della divi nità insieme ad una costante disposizione ad attaccare e distruggere gli inferiori umani col conforto della buona coscienza fornita dalla 9
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ pietà religiosa8. Il gusto per il colossale chiave di accesso allacomprensione del piano regolatore alessandrino èun’attualizzazione dei sentimenti di sottomissione edipendenza, un’attualizzazione dei sentimenti disottomissione e dipendenza dal “bello”. La superficiegrafica è un flusso della tradizione del Bello, una memoriadepositrice e una memoria in funzione della “bella figura”per una strutturazione connettiva della società. Il piano regolatore alessandrino è un ingegnosogioco figurale del “bello”: proprio la mito-forma è lacelebrazione della “Bella Figura” della struttura diattenzione ottica al Bello e dell’orecchio educato cheascolta il Bello.8.W.BURKERT, La creazione del sacro. Orme biologiche nell’esperienzareligiosa, Milano 2003 (ed. orig. Creation of the Sacred. Tracks ofBiology in Early Religions, Harvard University Press, Cambridge,Massachusetts, London 1996), cit. pp.128-129 10
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ Per questo il gusto del colossale diviene unprocesso formativo vero e proprio: la polarità di memoriaculturale e memoria comunicativa in tal senso, impone lastruttura di partecipazione e la forma di partecipazionepolitica. Attraverso l’essere presenti individualmente ocollettivamente alla presenza di Alexandros si pone nonsoltanto la forma di sottomissione ma la forma primariadi organizzazione come configurazione del servizio al bellocolossale. Per questo il piano regolatore alessandrino nonè solo un medium organizzativo del Bello ma anche unavia salvifica; aprendo il cittadino ad un dialogo con glieterni, l’opera architettonica offre l’occasione di afferrarel’eternità: In altre parole -afferma Assmann- la memoria individuale si struttura in una determinata persona in virtù della sua partecipazione ai processi comunicativi; essa è una funzione del suo coinvolgimento nei diversi gruppi sociali, dalla famiglia fino alla comunità religiosa e a quella nazionale. La memoria vive e si mantiene nella comunicazione: se questa si interrompe, ovvero se spariscono o cambiano i quadri di riferimento della realtà comunicata, la conseguenza è l’oblio9.3 LA COSTRUZIONE DELLA MNEMOTOPICA DEL “BEL POTERE” ALIVELLO MICROSTRUTTURALE: IL PIANO REGOLATORE DEL CORPO Come trasposizione sul piano regolatore delconcetto economico di mercato dei popoli della mezzalunafertile in cui convergono le merci che si impongono per laloro qualità e il sistema pubblicitario per la vendita cosìla delineazione della pubblicità alessandrina è un9 J.ASSMANN, La memoria culturale,p.35 11
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________principio latente che agiva in tutta la strutturazionesociale della civiltà alessandrina. La pubblica opinione è il fattore politico interagentesulla sfera pubblica e privata come è evidenziabile daglielementi scultorei. Inoltre la stessa operazione socio-culturale è analizzabile all’interno dei meccanismi cheregolarono l’analisi dei fattori di passaggio dalla societàellenica a quella ellenistica. Se la peculiarità della società ellenica consistevanel legame esistente tra i membri del pubblico (le fratrie)su un “mutuo interesse”, la Società ellenistica èidentificabile invece nella negoziazione del mutuointeresse. Si passa dall’otium al negotium e ciòfondamentalmente scaturiva dall’attuazione dei fattoriche strappano i popoli dal provincialismo. La forma in cui si stabiliva il comportamento dellemasse avveniva paradossalmente grazie al negotium comeattività concordata principalmente in forma di scelte chesi realizzavano in risposta a impulsi e sentimenti destatiappositamente dall’oggetto d’interesse delle masse ovverodi Alessandro il Grande. Qui si fonda la trascendenza politica alessandrina:le basi per la materializzazione delle opinioni eranoorganizzate dal gusto del colossale come per le cultureegizie e mediorientali in cui la costruzione di sculture emonumenti giganteschi era elemento rappresentativodella immortalità del reggente e nasceva dal propositodeliberato di creare una determinata risposta disottomissione e ammirazione nei membri dellacollettività, trasmettendo un certo tipo di sentimenti e digusto. In tal senso il gusto per il colossale è tradizione e 12
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ mutamento evidenziabile daiparadigmi artistico architettonici ma soprattutto daglistili dell’ornarsi maschile e femminile, dalle fattezzecorporee, dell’acconciatura dei capelli che rivestono in talsenso un paradigma nuovo e al contempo legato ad uno“status”, ad un“sapere”,prettamente alessandrino: lacondivione del gusto tra le anime belle. Se a livello macrostrutturale la posizione diAlessandro il Grande era convalidata dal piano regolatoreurbano, dalle vaste realizzazioni di opere pubbliche e dimonumenti nelle città principali e nelle province, a livellomicrostrutturale la cura del corpo servì a rafforzare lebasi ideologiche del gusto del colossale, consolidando al 13
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________tempo stesso la posizione personale di Alessandro ilGrande: anche il corpo di ogni individuo eratestimonianza del Colossale, del gusto colossale. La cura del corpo diviene in tal senso coscienzaidentitaria, che pur mutando di contenuti, conservavauna incidenza concreta. Come il piano regolatore a livellomacrostrutturale organizzava lo spazio alessandrino, cosìogni lineamento del corpo, organizzato da un pubblicità eda una pubblica regolamentazione (dalla moda, dallo stileper intenderci), era a sua volta lo specchio dellamacrostruttura: potremmo dire che macrocosmo emicrocosmo erano davvero speculari. 14
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________ La duplice connotazione, autocratica e legalitaria,della ideologia e della prassi politica alessandrina èrilevabile chiaramente nella mappatura dello spazioalessandrino a livello mascrostrutturale e nellamappatura corporea a livello microstrutturale. Macrostruttura e microstruttura in tal modo vivono in simbiosi,macrocosmo e microcosmo vivono in modo specularemappatura e mappa corporea rivelano la stessa funzione:il gusto ellenistico per il colossale. Sembra che non vi siaalcuna distanza – fisica o spirituale – dentrol’organizzazione dello spazio alessandrino, tra lamediazione esterna macrostrutturale e la mediazioneesterna microstrutturale: tutto deve essere espressionedell’ostentazione della bellezza, della iconografia delpotere. Non si può in conclusione non porre la lapidariacitazione di Andrew Stewart10:10ANDREW STEWART, Hellenistic Art.Two Dozen Innovations, in TheCambridge Companion to the Hellenistic World, cit. p.159 15
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________4 DAVVERO IN MODO SINTETICO Lo spazio macrostrutturale e microstrutturalealessandrino sono estetizzazione topografica dellamitopoiesi del Bello. Riallacciandoci con la semioticaculturale russa, potremmo definire il piano regolatoremacrostrutturale e microstrutturale una “grammaticaculturale iconica” un’esplicitazione normativa non informa verbale ma figurativa; una conoscenza, posta comerivelazione, che non si articola in proposizioni ma informe, punto di convergenza del mito e della Storia, dellafantasia e del regno, canonizzazione delle forme naturalicreate, controllate e mantenute dal mito di Alessandro ilGrande. Il paradigma che prende vita da questa operazionedi correlazione è da intendere come l’origine primadell’estetica ellenistica che ha un suo fondamentoantonomo, ma non contradditorio, dall’estetica ellenica. A questo proposito non deve essere tralasciato ilfatto che negli ellenismi le configurazioni del Bello, inquanto trasfigurazioni della realtà concreta, sono 16
  • Mediterranea April-September 2013_____________________________________strettamente legati alla storicità e che molti simboli chefurono vivi nella cultura ellenica, si sono fatti nell’etàalessandrina ed ellenistica simboli “morti” in ragione delcorso degli eventi. Ma la grande lezione che l’ellenismoaccoglie dalla cultura ellenica resta davvero la cura per ilbello, la cura degli stili dell’ornarsi maschile e femminile,descritti dei poeti e scultori, delle fattezze corporee,dell’acconciatura dei capelli che rivestono in tal sensovalore complementare con il monumentale colossale.Monumento e corpo divengono mezzi di trasmissione diun sapere ma soprattutto divengono mezzi di una nuovatecnica di memorizzazione del gusto e, ancor più, delgusto per la memorizzazione del Bello. Davide Polovineo info@davidepolovineo.eu 17