Ciampolillo note critiche al ctu 271213 (2)
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Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza? ...

Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Lo Bello e Capilli nelle due audizioni a giustificazione del Piano copiato? Che ha prodotto "effetti" (amministrativi). Purtroppo, devo darvi la brutta notizia che avevano ragione. Il Piano copiato ha prodotto "effetti", e... che "effetti": ECCOLI !!!
a) D.A. 168/GAB del 18/09/2009 - zonizzazione metalli e IPA
b) D.A. 169/GAB del 18/09/2009 - zonizzazione ozono

MA, C'E' SEMPRE UN MA. PER LA LO BELLO E CAPILLI LA BRUTTA SORPRESA E' PER LORO; SE LEGGIAMO LE ZONIZZAZIONI (per brevità allego le "conclusioni", che già bastano e assuvecchiano), SCOPRIAMO CHE:

a) per quanto riguarda la zonizzazione dei metalli sul territorio regionale, a guardare la carta tematica riassuntiva, niente paura, tutto a posto, eccetto per i Comuni
sorpresa che leggerete: altro che aree a rischio (p.e. nella valle del Mela ci si può fare l'aerosol !!! (come al solito lo studio, oltre ai 3/4 di capitoli e paragrafi
riempitivI sulle solite generalità, conclude rimandando all'effettuazione di un altro studio per individuare - udite, udite - le aree critiche; vuoi vedere che ancora non se
ne sono accorti dove sono ?)
b) purtroppo, c'è sempre un purtroppo, in un altro allegato del Piano si afferma tutto l'opposto, con tonnellate/anno di metalli emessi in atmosfera, salvo a non dire
dove queste tonnellate si vanno a depositare (di sicuro chi ha scritto l'uno ha dimenticato cosa ha scritto nell'altro, e nessuno dei "redattori" si è letto i due
documenti)
c) per quanto riguarda l'ozono, leggerete nelle conclusioni l'ammissione che lo studio è carente e che si rimanda alla...previsione di un altro studio per identificare -
le correlazioni tra danno fogliare e le concentrazioni di ozono (come dire, altro giro, altra corsa).


http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/2014/01/audizione-assessore-lo-bello-dr-capilli.html

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Ciampolillo note critiche al ctu 271213 (2) Document Transcript

  • 1. Avv. Giacomo Cirincione Corso Calatafimi 487 90129 PALERMO Tel./fax 0916571800 - 3200332451 e-mail cirincionegiacomo@libero.it P.E.C.: giacomocirincione@pecavvpa.it R.G. 9916/2011 TRIBUNALE CIVILE DI PALERMO SEZ. I – DR. GIULIO CORSINI NOTE CRITICHE ALLA RELAZIONE DEL C.T.U., disposta dal G.I. nel proc. civile iscritto al n. R.G.A.C.C. 9916/2011 tra le parti: Ciampolillo Giuseppe, convenuto, rapp.to e difeso dall’ avv. Giacomo Cirincione, -convenutoC/ ANZA’ SALVATORE, rapp.to e difeso dagli avv.ti Salvatore Ferrara e Giuseppe Ugo Abate – attore• Premessa la relazione del C.T.U. trasmessa il 17 novembre 2013 all’ indirizzo di posta elettronica certificata <giacomocirincione@pecavvpa.it>, intestata allo Scrivente avvocato,; • esaminata la medesima da parte dello Scrivente e da parte del dr. Alberto Lombardo, consulente di parte nominato dal convenuto Ciampolillo Giuseppe, si sottopongono con il presente atto rilievi e richieste di chiarimento al C.T.U. che rendano meglio edotto il Giudice sui quesiti che Egli stesso ha posto. Il C.T.P. prof. Albero Lombardo, preliminarmente ricorda gli aspetti generali della controversia che vede opposto il convenuto Ciampolillo Giuseppe, responsabile del comitato ambientalista cittadino “Isola Pulita”, all’ attore che lo accusa di avergli arrecato un danno alla reputazione di dirigente regionale: precisa- acc. Giacomo Cirincione - 1-
  • 2. mente il Ciampolillo, con molteplici articoli comparsi su Internet, lo avrebbe indicato come responsabile della contraffazione del “Piano Regionale Di Coordinamento Per La Tutela Della Qualità Dell'aria Ambiente Della Regione Siciliana” -pubblicazione istituzionale della regione Sicilia- consistente nella copiatura dell'analogo documento pubblicato 7 anni prima dalla regione Veneto. In quanto opera priva di originalità, ottenuta ricalcando il Piano regionale del Veneto, essa appare senza rigore scientifico, non fornisce dati attendibili riferiti alla regione Sicilia ma più spesso al Veneto e in definitiva è inutile alle istituzioni della Sicilia come strumento verso soluzioni dirette a meglio tutelare la salute dei cittadini. Nel giudizio in corso, il convenuto ha precipuamente l'interesse a dimostrare l'infondatezza delle accuse mossegli dall’ Anzà, confermandosi incidentalmente la sostanziale copiatura del Piano Sicilia da quello Veneto. Egli dunque insiste nel dimostrare la forte similarità dei due documenti, convergendo con la tesi di altri soggetti -estranei a questo procedimento- quasi tutti chiamati in giudizio dall’ Anzà, in sede civile o penale, per rispondere del danno alla sua reputazione e della diffamazione da lui subita. Per esempio, il Ciampolillo, pur in procedimenti diversi, si trova a dover resistere ad analoghe doglianze che l’ Anzà muove ai dirigenti dell'associazione Legambiente. Egli nel suo blog si fa difensore del danno che subisce l'intera popolazione isolana per la mancanza di un Piano valido che tuteli la qualità dell'aria ambiente della regione, e, peggio ancora, mentre ufficialmente esiste quello odierno, oggetto di esame del CTU, che per la sua mancanza di scientificità, originalità, ed autenticità può solo creare confusione e incertezza in chi voglia utilizzarlo: in acc. Giacomo Cirincione - 2-
  • 3. massima parte amministratori locali e responsabili di pubblici uffici destinati alla tutela della salute pubblica. Il quesito posto dal G.I. al C.T.U., e cioè « accertare il grado di similitudine tra il P.R.C. Sicilia per la tutela della qualità dell'aria dell'anno 2007 ed il P.R.C. Veneto approvato nell'anno 2000, evidenziando se le analogie riscontrate abbiano carattere necessitato (perché i piani si attengono ad un medesimo schema) ovvero costituiscono mera riproposizione nel secondo (in ordine di tempo) di peculiarità, caratteristiche, strutture tipiche del primo (sempre in ordine di tempo) valutandone il grado di attinenza con le eventuali connotati propri e della regione Sicilia“, impone l’ esame comparativo del Piano Regionale Di Coordinamento Per La Tutela Della Qualità Dell’aria Della Regione Siciliana, approvato con il D.A. n. 176/GAB del 9 agosto 2007, con quello della regione Veneto redatto nell’anno 2000 e respinto, perché inadeguato, dall’ Unione Europea. 1a RICHIESTA DI CHIARIMENTI AL C.T.U. : sull’ estensione dell’ indagine sul Piano Regionale Di Coordinamento Per La Tutela Della Qualità Dell'aria Ambiente Della Regione Siciliana” e dell’ analogo della regione Veneto, anche agli Allegati. A questo punto sorge il primo dubbio e dissenso sulle conclusioni del C.T.U. a proposito dell’ ambito di applicazione della consulenza: essa deve riguardare soltanto i Piani Regionali di Coordinamento della Regione Sicilia e della Regione Veneto; non anche gli allegati al Piano. Ciò è coerente al fatto che nel giudizio in corso si deve accertare se Ciampolillo Giuseppe, mediante l'utilizzo di siti Internet, abbia o meno realizzato danno alla acc. Giacomo Cirincione - 3-
  • 4. reputazione dell'attore e -come afferma lo stesso attore nella narrazione del suo atto introduttivo- che la supposta attività denigratoria del Ciampolillo ha avuto per oggetto solamente il piano regionale di coordinamento della Sicilia e quello del Veneto senza mai estendersi agli allegati. Se dunque azione denigratoria vi fu, oggi bisogna cercarne riscontro nel documento oggetto di critica da parte del Ciampolillo, non anche in opere allegate che, sebbene connesse, egli mai neppure citò. Ciò posto, il convenuto ritiene che l' estensione dell'indagine agli allegati del Piano operata dal C.T.U. non fa venir meno il fumus di opera non originale, non autentica, abbondantemente ricalcata dall'analogo documento istituzionale della regione Veneto. Anzitutto per il contenuto degli stessi che riguardano : • Allegato 1) Il sistema dei trasporti in Sicilia; • Allegato 2) Parchi e riserve in Sicilia; • Allegato 3) Parco veicolare in Italia; • Allegato 4) Parco veicolare in Sicilia; • Allegato 5) Vendita di carburante per autotrazione in Italia e in Sicilia ne-gli anni 1997-2005; • Allegato 6) Valutazione preliminare e zonizzazione (redatta nel 2005 dai precedenti responsabili del Servizio “Inquinamento Atmosferico” e dell’U.O. “Qualità dell’aria”, rispettivamente, dott. Gioacchino Genchi e dott. Salvatore Cammarata); • Allegato 7) Convenzione per la fornitura di software; acc. Giacomo Cirincione - 4-
  • 5. • Allegato 8) Decreti dell’Ufficio speciale per le aree a rischio (N.B.: le aree e gli impianti industriali non sono neppure citati nel “Piano regionale di coordinamento per la qualità dell'aria”); Gli argomenti e i contenuti degli allegati, dunque, non attengono mai direttamente alla funzione principale del Piano che è quello di tutela della qualità dell'aria fornendo dati e supporti scientifici a soggetti, come amministratori locali e dirigenti di uffici ed enti pubblici, che riferendosi a tali dati possono meglio calibrare le loro funzioni e i loro provvedimenti in vista della difesa della salute pubblica. È ad attestare la non significatività degli allegati può ancora ricordarsi il fatto che essi non sono mai stati citati o presi in considerazione neppure da chi, come Legambiente, da subito criticò e denunciò il Piano Regionale di Coordinamento per la Sicilia come documento inattendibile e sostanzialmente copiato, additando il dirigente Anzà Salvatore come responsabile del grave abuso. Così avvenne nella Conferenza stampa di Legambiente del 22/11/2007, seguita poi dalle critiche e dai dubbi di organi di stampa come la Rai (si vedano i due supporti audiovisivi su DvD, prodotti in atti di causa con relativa trascrizione, che riproducono interviste e commenti del Giornale Radio Rai per la Sicilia), cui fece seguito perfino un pamphlet (“Sdisonorata, storie di ordinaria deregulation e straordinarie incazzature”) di Gianpiero Caldarella per i tipi di Navarra Editore edito nel 2010. Sulla scia i tali critiche si inserì anche il convenuto Giuseppe Ciampolillo, consapevole di esercitare il diritto di critica garantito dalla legge, in primo luogo dall’ art. 21 della Costituzione. acc. Giacomo Cirincione - 5-
  • 6. Ancora : l' irrilevanza degli allegati de quo è confermata dal fatto che si tratta di documenti redatti, in anni precedenti al Piano Regionale del 2007, da altri Enti ed Uffici, e dunque in essi non potrebbero rintracciarsi gli elementi per provare le colpe dell’ Anzà. Come pure è vero che il Team di autori del Piano regionale del 2007 non si dilunga sulle motivazioni della presenza, della funzione e dell’utilizzo degli allegati nel Piano Regionale Sicilia. Essi, infatti, non sono citati né nel capitolo 8 del Piano (“Elenco dei documenti utilizzati – documenti di riferimento”) e neppure nel capitolo “Bibliografia”; • La presenza di questi “allegati” risulta avere, oggettivamente, una mera funzione riempitiva, in quanto essi sono riportati senza alcuna loro connessione funzionale al Piano. Concludendo: poiché l’ attività del C.T.U. deve dare utili chiarimenti al Tribunale per determinare non la sola oggettiva similarità del Pino Sicilia a quello Veneto, ma anzitutto la soluzione al quesito se Ciampolillo arrecò danno alla reputazione dell’ attore, solamente dall’ insieme delle espressioni e dai giudizi diffusi attraverso Internet (giudizi critici secondo il Ciampolillo, frasi infamanti secondo l’ Anzà) potrà il Giudice ricavare la sua decisione di accoglimento o rigetto delle domande dell’ attore, e non anche dagli “allegati al piano”. <<DICA il C.T.U. se l’ ambito di applicazione della sua indagine al fine di rispondere ai quesiti posti dal Giudice non debba essere limitato alla sola parte del testo principale dei documenti Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana anno 2007 e Piano di acc. Giacomo Cirincione - 6-
  • 7. Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Veneto anno 2000, non estendendo l’ indagine agli allegati in quanto essi solo sono oggetto –secondo le domande e le eccezioni delle parti in causa- del presunto fatto di danno alla reputazione dell’ attore.>> 2a RICHIESTA DI CHIARIMENTI AL C.T.U. : sul carattere necessitato di forme e contenuti dei documenti Piano Regionale Di Coordinamento Per La Tutela Della Qualità Dell'aria Ambiente Della Regione Siciliana” e dell’ analogo della regiobe Veneto. Il G.I. chiede poi che il C.T.U. <<… evidenzi se le analogie riscontrate abbiano carattere necessitato (perché i piani si attengono ad un medesimo schema) ovvero costituiscono mera riproposizione nel secondo (in ordine di tempo) di peculiarità, caratteristiche, strutture tipiche del primo (sempre in ordine di tempo) valutandone il grado di attinenza con le eventuali connotati propri e della regione Sicilia>>. La questione non è da poco e anzi ha carattere decisivo, tant’è che è stato addirittura anticipata dallo stesso Anzà già dal suo atto introduttivo allorché dichiara a sua difesa (excusatio non petita) che l’ art. 5 del D.M. 1 ottobre 2002 n. 261 recita: <<…i piani sono redatti secondo l'indice riportato nell'allegato 3 e contengono una scheda tecnica che riporta le informazioni di cui all'allegato V del medesimo decreto legislativo. L'allegato 3 al sopracitato D. M. 261/02, avente per titolo “Indice del documenti di piano”, riporta meticolosamente il titolo dei capitoli che devono costituire il piano nonché l'elenco, il titolo ed i contenuti dei paragrafi che ne costituiscono i diversi capitoli. Pertanto è di tutta evidenza che il legislatore obbliga le regioni a definire i piani ed i programmi di cui all'articolo 8 del D. Lgs 351/99 secondo una struttura ed una sequenza logica predefinita a livello ministeriale che non lascia acc. Giacomo Cirincione - 7-
  • 8. margini interpretativi e/o possibilità di discostarsi da tale struttura. In altri termini il Ministero ha definito il contenitore di informazioni e dati che le regioni devono riempire con gli elementi specifici di ogni regione. E così ha operato l' Assessorato Regionale al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana.>> Ciò che suona come voce di autoassoluzione è in realtà conferma della spropositata copiatura del documento siciliano da quello Veneto. Di vero infatti c’è soltanto che predisposto è il titolo degli indici dei documenti regionali. Questo solo avrebbe dovuto accomunare i documenti della Sicilia e del Veneto. Il C.T.P. bene evidenza che, a parte l'obbligo del solo nome degli indici non vi era necessità di comunanza di porzioni di testo. Il D.M. 261/2002 non poteva giustificare una simile identità perché esso detta solo una traccia esemplificativa per la redazione dei Piani e non un obbligo da rispettare per il quale vi sarebbe un espresso richiamo di legge che invece manca. D’altronde altre regioni nel redigere l’ analogo documento di coordinamento per la qualità dell’aria se ne sono discostate, ed alcune, riconoscendo solo il carattere indicativo della norma, non ne hanno tenuti di fatto conto. L’ allarme destato al momento della pubblicazione del Piano Siciliano per la mancanza degli attesi contenuti, dati e informazioni, e l’ inutilità sostanziale di esso, si giustifica in quanto risultano uguali non solo gli indici ma intere porzioni di testo fino a rendere parossistica la presenza di intere frasi assolutamente mai riferibili alla regione Sicilia (p.es. : clima rigido già a settembre con avvio degli impianti di riscaldamento, argini dei fiumi e canali ricadenti nei centri storici cittadini, abbondanza di piste ciclabili, comunità montane, regione con ordinamento a statuto ordinario, ecc). acc. Giacomo Cirincione - 8-
  • 9. Come si vede, cade del tutto il carattere necessitato dietro cui vorrebbe difendersi l’ attore allorché per negare la similarità e/o identità dei due documenti. La relazione del C.T.U. risulta sull’ argomento assai poco esaustiva e non affronta il cuore del problema. Se, come anche afferma nei sui atti di causa l’ Anzà, la legge determina solo il contenitore, allora è al contenuto che bisogna guardare per riconoscere se la similarità è sostanziale o solo formale. E a questo punto il confronto fra i due documenti, riga per riga non può neppure essere sufficiente. L’ oggettività “ad ogni costo” presente nella relazione del C.T.U. finisce per perdere di vista la sostanza di quanto quelle righe dicano: se cioè è solo una comunanza di forme, dietro cui permane l’ originalità e la scientificità dell’ opera, ovvero se il documento firmato da Anzà è privo di quella originalità di dati scientifici attesi da amministratori locali, enti pubblici e privati, dirigenti e altri soggetti ancora per calibrare politiche e provvedimenti a tutela della salute pubblica. Questa ipotesi risulta vera guardando alla sostanza dei contenuti più che al conteggio di righe: essa non è neppure contraddetta dall’ Anzà che si limita a parlare degli “indici”. Aveva dunque ragione chi, come Ciampolillo, ha detto che aver fornito alla comunità un documento non originale e autentico: dove per originalità e autenticità non si intendono quelle del “libero pensare”, appartenenti al mondo delle idee, ma la novità e autenticità dei dati scientifici rispondenti alla funzione che questo documento istituzionalmente ha per la salvaguardia e la tutela della salute dei cittadini siciliani. Questa originalità manca e il danno è altissimo, senza possibile risarcimento per i cittadini i cui sindaci ed amministratori in tema di salute pubblica si trovano faccia a faccia con analisi che riguardano il Veneto e non la Sicilia. Poco importa che la percentuale di righe copiate sia del 40, o del 50, o del 60 per cento: più importante è sapere dove acc. Giacomo Cirincione - 9-
  • 10. ha colpito la falsità ed inutilità dei dati, allorché verranno a mancare i provvedimenti necessari per zone con vero inquinamento atmosferico, ma descritte nel Piano come aventi l’ aria fine delle Dolomiti, o i centri storici attraversati da fiumi e canali. La mancata originalità del Piano Sicilia tradisce dunque l’ attesa di tutela della salute per la quale i cittadini eleggono i loro amministratori e questi nominano attorno a se dirigenti e funzionari (come per l’ appunto il dr. Anzà) per mirare al bene comune della salute pubblica. Bene fa dunque il C.T.P. a suggerire per l’ esame dei due documenti, e di quello siciliano in particolare, l’ introduzione un criterio di qualità anziché solo di quantità. Dall’ esame del contenuto sostanziale delle parti identiche o simili dei due documenti, il Giudice potrà meglio giungere al convincimento incidenter tantum sul plagio reprimibile del Piano più recente rispetto a quello più antico, sebbene né le domande dell’ attore, né le eccezioni del convenuto espressamente lo chiedano, tendendo le une all’ affermazione del danno alla reputazione personale e le altre alla non colpevolezza in vista dell’ esercizio del diritto di critica. Evidenziando la qualità delle parti simile o identiche può così emergere quella mancanza di originalità ampia e diffusa che la giurisprudenza ritiene caratterizzante del plagio allorché I riferimenti all'opera originaria sono elemento caratterizzante dell'opera derivata e la loro presenza in altra opera si inserisce in un contesto globale che non consente di riconoscere, nell'opera derivata successiva, originalità e carattere creativo, intendendosi che <<…l'elaborazione creativa si differenzia dalla contraffazione, in quanto, mentre quest'ultima consiste nella sostanziale riproduzione dell'opera originale, con differenze di mero dettaglio che sono frutto non di un apporto acc. Giacomo Cirincione - 10 -
  • 11. creativo, ma del mascheramento della contraffazione, la prima si caratterizza per un'elaborazione dell'opera originale con un riconoscibile apporto creativo; ciò che rileva, pertanto, non è la possibilità di confusione tra due opere, alla stregua del giudizio d'impressione utilizzato in tema di segni distintivi dell'impresa, ma la riproduzione illecita di un'opera da parte dell'altra, ancorché camuffata in modo tale da non rendere immediatamente riconoscibile l'opera originaria. (Cass. Civ. sez. I. 15/06/2012 n. 9854). Il mascheramento dell’ opera originaria è stato ottenuto sovente con la tecnica del “copia e incolla” e del “trova e sostituisci”, ma il risultato è stato pressappochistico tant’è che ancor oggi esistono incongruenze di ogni genere nel Piano siciliano che lo rendono privo di originalità, per esempio, rispetto anche a talune tabelle in esso inserite riportanti dati a loro volta copiati, frutto di altre elaborazioni, per esempio dall’ A.R.P.A.-Sicilia (nel fascicolo del convenuto, il Piano Regionale Di Coordinamento Per La Tutela Della Qualità Dell'aria Ambiente Della Regione Siciliana” evidenzia in giallo le parti testualmente identiche nei due Piani, laddove il team di autori siciliani si sono limitati alla semplice sostituzione di parole: “Veneto” con “Sicilia”, “A.R.P.A.V.” con “A.R.P.A.” , ecc.; mentre altri elementi del plagio accertabile “incidenter tantum”consistono, per esempio, nel fatto che parecchie Direttive Comunitarie e normative nazionali, all’epoca della redazione del Piano Veneto (anno 2000) ancora invia di emanazione o già vigenti, sono riferite come tali pure al 2007, nonostante esse siano state nel frattempo emanate, ma solo successivamente, recepite e persino abrogate da altre successivamente intervenute dopo. Ancora: documenti che si riferiscono a strutture, attività ed atti di programmazione della Regione Veneto (p.e. il bollettino COP, il DOCUP, ecc.) sono inseriti nel Piano Siciliano come se in realtà fossero e facessero parte del contesto siciliano; come pure condizioni ambien- acc. Giacomo Cirincione - 11 -
  • 12. tali proprie del Veneto, quali “il bacino aerologico padano”, ”limitazione degli orari di riscaldamento degli impianti termici civili”, “l’intero territorio pianeggiante”, le “comunità montane”, queste ultime, per inciso, abolite in Sicilia da quasi 20 anni, ecc. figurano nella descrizione del piano siciliano; e per ultimo l’assetto amministrativo di regione a statuto ordinario del Veneto appare avere sostituito le prerogative dello statuto speciale della Regione Siciliana allorché si fa riferimento, ad esempio, al Consiglio Regionale al posto dell’Assemblea Regionale, a competenze della Giunta Regionale al posto di quelle dell’Assessore al ramo, ecc.). Il team di autori del Piano non si è astenuto neppure dal copiare la “Bibliografia” (presa pressoché per intero dall’Annuario Arpa del 2005) ed il “Glossario”, tanto che in quest’ultimo vengono riportati acronimi e sigle di organismi, strutture e documenti inesistenti in Sicilia (CIS-Comitato di Indirizzo e Sorveglianza, DOCUP- Documento Unico di Programmazione 2000-2006 della Regione Veneto, SFMR-Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, TTZ-Tavoli Tecnici Zonali) e, di contro, non vengono inclusi acronimi e sigle citati nel testo siciliano (TOFP-Tropospheric Ozone Forming Potentials, PGTL-Piano Generale dei Trasporti e della Logistica, ecc.). Ciò posto, si chiede al C.T.U. di rispondere al seguente quesito: <<DICA IL C.T.U. SE PER RISPONDERE AL QUESITO POSTO DAL G..I. SULLA ANALOGIA RISCONTRABILE FRA I PIANI PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITÀ DELL'ARIA AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIANA” E QUELLO DELLA REGIONE VENETO, E SULL’ EVENTUALE CARATTERE NECESSITATO DI TALE ANALOGIA, AL CRITERIO DELL’ EVIDENZIAZIONE DELLE RIGHE IDENTICHE O SIMILI NON DEBBA INTEGRARSI IL CRITERIO DEL acc. Giacomo Cirincione - 12 -
  • 13. CONTENUTO FONDATIVO DELLE PARTI RISCONTRATE SIMILI O IDENTICHE ?>> 3a RICHIESTA DI CHIARIMENTI AL C.T.U. : sulla determinazione percentuale delle parti riscontrate simili e/o identiche fra i documenti Piano Regionale Di Coordinamento Per La Tutela Della Qualità Dell'aria Ambiente Della Regione Siciliana ed il suo analogo della regione Veneto Anche da un punto di vista strettamente computistico non si può essere d’accordo con il C.T.U. allorché conclude che <<… l’ analisi dei due Piani Regionali per la determinazione della similitudine ha evidenziato la mera riproposizione con carattere non necessitato di 1769 righe corrispondenti ad una percentuale del 34,3%, che diviene 24,8% considerato negli allegati al piano numero 16 tabella corrispondente a una percentuale del 11,9% che diviene 9,9% considerato gli allegati al piano; numero tre figure corrispondenza una percentuale del 3,7% che diviene 3,0% considerati gli allegati al piano.>> Lungi dal ripetere le notazioni e le riserve anzidette, pur volendo utilizzare il criterio seguito dal C.T.U., si perviene ad una percentuale nettamente superiore che il C.T.P. riporta in allegato alla sua relazione. In essa egli fa il computo di ogni singolo capitolo riportando il totale delle righe e poi il totale di quelle risultanti simili o identiche, per cui il primo valore fa da denominatore di una frazione che ha per numeratore il numero delle righe “incollate”. Risulta così che il capitolo 1 totalizzi il 57,26% di righe identiche/o simili; il capitolo 2 il 25,97%; il capitolo 3 il 66,91%; il capitolo 4, che include solo un elencazione di acc. Giacomo Cirincione - 13 -
  • 14. norme, presenta l’ analogia di una sola riga; il capitolo 5 il 50,81%; il capitolo 6 il 91,73%; il capitolo 7 l’ 11,00%; il capitolo 8 il 50,00%; il capitolo 9 il 100%; il capitolo 10 il 100%; il glossario il 67,32%. In totale le righe dell'intero Piano Sicilia ammontano a 4585 ed il totale delle righe del piano Veneto riproposte nel piano Sicilia (incollate) ammonta a 2167. L’ incidenza percentuale di similitudine o di identità di righe è per ciò 47,26%. Lo stesso consulente di parte, per maggiore precisione, riporta la specifica di ognuna delle righe copiate con l'indicazione della pagina e del suo posizionamento all'interno di essa, e di esse all'interno di ogni singolo capitolo. Si propone perciò l'ultimo quesito: <<Dica il C.T.U. se il computo delle righe di cui egli ha accertato la identicità o la similitudine risulta inferiore a quanto accertato dal consulente tecnico di parte per mero errore di calcolo ovvero per l'adozione di un criterio che considera intere righe del Piano Regionale di Coordinamento per la Sicilia esente da similitudine o copiatura mentre le medesime lo sono secondo il criterio di mero confronto per giustapposizione adottato dal professor Alberto Lombardo, consulente tecnico di parte.>> Tanto si doveva per fini di giustizia nell'interesse del convenuto Giuseppe Ciampolillo, restando in attesa dei chiarimenti richiesti al signor consulente tecnico di ufficio. Palermo 27 dicembre 2013 avv. Giacomo Cirincione acc. Giacomo Cirincione - 14 -
  • 15. ALLEGATO : RELAZIONE DEL CONSULENTE TECNICO DI PARTE, PROF. ALBERTO LOMBARDO CONTENENTE N. 1 ALLEGATO Tribunale civile di Palermo Sezione I – Dott. Corsini Relazione del Consulente tecnico di Parte Prof. Alberto Lombardo, consulente tecnico di parte del convenuto, sig. Ciampolillo Giuseppe nel procedimento civile R.G. 9916/2011 di codesto Tribunale di Palermo Il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana: aspetti generali, di merito e quantitativi circa la copiatura dal Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Veneto (anno 2000) e da altre fonti documentali 1. Alcuni aspetti generali e di merito Il Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, approvato con il D.A. n. 176/GAB del 9 agosto 2007 e che costituisce “piano di settore del Piano regionale di tutela e risanamento ambientale”, risulta frutto per la maggior parte di un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni. Non sarebbe neppure il caso di ricordare che nella redazione di un qualsiasi documento pubblico, quando si riportano testualmente frasi o brani di altro autore, è regola generale, non solo per ovvi motivi di correttezza deontologica e professionale, l’uso di forme di evidenzia- acc. Giacomo Cirincione - 15 -
  • 16. zione, quali la virgolettatura, il carattere corsivo, ecc., accompagnate dalla citazione in maniera puntuale e precisa della fonte originale da cui si è attinto. Nel caso in oggetto gli autori hanno presentato il Piano nella forma di un documento originale, corredato sì della consueta sezione di riferimenti bibliografici, ma come se il contenuto fosse il frutto ex novo del proprio personale contributo elaborativo, quando invece si è in presenza di un mero “assemblaggio”, operato con un “copia e incolla”, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente superati. Gli autori hanno utilizzato come riferimento principale il Piano Regionale di Tutela e Risanamento della Regione Veneto, datato anno 2000 e cioè “vecchio” di 7 anni, con ovvie e disastrose conseguenze derivanti principalmente dal divario temporale tra i due documenti, dalle differenti caratteristiche ambientali e dal diverso assetto amministrativo delle due Regioni, nonché dalla non conoscenza, giusto il caso, che il Piano del Veneto era stato già bocciato dalla Comunità Europea (vedasi l’interrogazione presentata il 2 maggio 2006 al Consiglio Regionale del Veneto dal consigliere regionale verde Gianfranco Bettin). Del tutto inconsistente appare la pretesa giustificazione della parte accusante secondo cui la “comunanza” di porzioni di testo – a dire il vero di notevole entità, come si dimostrerà appresso – tra il documento “siciliano” e quello “veneto” consistente nell’identicità della sequenza e dei titoli dei capitoli e dei paragrafi è stata una scelta obbligata dal dover rispettare lo schema riportato nel DM n. 261 dell’ottobre 2002, per almeno due evidenti motivi: 1) lo schema del citato DM si rivela solo una traccia esemplificativa per la redazione dei Piani e non certamente un obbligo da rispettare, in quanto, altrimenti, ci sarebbe stato un espresso richiamo; in ogni caso, per fugare ogni possibile dubbio è sufficiente rifarsi alla lettura degli indici dei Piani redatti dalle altre Regioni (facilmente rintracciabili in rete), laddove la traccia ministeriale è stata sviluppata in vari casi in modo autonomo ed originale nella strutturazione dei documenti, ma, soprattutto, laddove non si riscontrano anomale “comunanze” tra Piani; 2) quel che emerge in tutta e preoccupante evidenza non è tanto che i titoli dei capitoli e dei paragrafi del Piano siciliano e del Piano veneto risultano uguali, quanto, piuttosto, che ad essere identici sono in porzioni più o meno estese i loro contenuti. Ø Vi sono parti che risultano testualmente identiche nei due Piani, laddove gli “autori” siciliani si sono limitati alla semplice sostituzione di parole del tipo “Veneto” , “ARPAV” , ecc., con “Sicilia”, “ARPA”, ecc.; acc. Giacomo Cirincione - 16 -
  • 17. Ø e parti che, oltre ad essere in comune, segnalano anche macroscopiche incongruenze determinatesi con la trasposizione testuale dal Piano Veneto a quello Siciliano. Per brevità, qui di seguito si citano solo alcune tra le più eclatanti, mentre per le altre si rimanda alla lettura del testo: a) parecchie Direttive Comunitarie e normative nazionali, all’epoca della redazione del Piano Veneto (anno 2000) riportate in via di emanazione o vigenti, sono riferite come tali pure al 2007, nonostante esse siano state nel frattempo emanate, recepite e persino abrogate da altre successivamente intervenute; b) documenti (p.e. il bollettino COP, il DOCUP, ecc.) che si riferiscono a strutture, attività ed atti di programmazione della Regione Veneto sono inseriti come se in realtà fossero e facessero parte del contesto siciliano; c) caratteristiche e condizioni ambientali proprie del Veneto, (p.e. “il bacino aerologico padano”, ”limitazione degli orari di riscaldamento degli impianti termici civili”, “l’intero territorio pianeggiante”, le “comunità montane”, queste ultime, per inciso, abolite in Sicilia da quasi 20 anni, ecc.) figurano nella descrizione di quelle siciliane; d) tra le misure da adottare per il decongestionamento del traffico urbano da e verso i centri storici è prevista la realizzazione di “percorsi ciclabili protetti…utilizzando gli argini di fiumi e canali” (inesistenti nei centri storici dei Comuni siciliani !); e) l’assetto amministrativo di regione a statuto ordinario del Veneto appare avere sostituito le prerogative dello statuto speciale della Regione Siciliana (p.e. si fa riferimento al Consiglio Regionale al posto dell’Assemblea Regionale, a competenze della Giunta Regionale al posto di quelle dell’Assessore al ramo, ecc.); Ø Gli “autori” non si sono astenuti neppure dal copiare la “Bibliografia” (presa pressoché per intero dall’Annuario Arpa del 2005) ed il “Glossario”, tanto che in quest’ultimo vengono riportati acronimi e sigle di organismi, strutture e documenti inesistenti in Sicilia (CIS-Comitato di Indirizzo e Sorveglianza, DOCUP- Documento Unico di Programmazione 2000-2006 della Regione Veneto, SFMRSistema Ferroviario Metropolitano Regionale, TTZ-Tavoli Tecnici Zonali) e, di contro, non vengono inclusi acronimi e sigle citati nel testo siciliano (TOFPTropospheric Ozone Forming Potentials, PGTL-Piano Generale dei Trasporti e della Logistica, ecc.); Ø Alla luce di quanto sopra, appare evidente che le parti suddette non siano state neppure riviste dagli “autori”, anche considerato che risultano presenti gli stessi refusi acc. Giacomo Cirincione - 17 -
  • 18. del documento del Veneto e, soprattutto, perché al cap. 1, § 1.6, sotto § 1.6.1, pag. 26, dopo l’ultimo capoverso che recita “Per una trattazione di maggiore dettaglio sulla normativa inerente la qualità dell’aria e le emissioni in atmosfera si rimanda al Cap. 4” è stato “dimenticato” il link http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, che è giusto il collegamento (interno) web al cap. 4 del Piano del Veneto. Per accedere dall’esterno al capitolo basta anteporre www. all’indirizzo sopra riportato <servizigenerali.org/…. >; Ø Vi sono parti che risultano “prelevate” integralmente, con lo stesso sistema del “copia ed incolla”, da varie pubblicazioni (ALLEGATO) quali, per citarne alcune: a) Annuari ARPA, capitolo “Atmosfera” (2004, 2005, 2006, ecc.), b) Relazione sullo stato dell’ambiente della città di Palermo (2006, Agenda 21), c) Carta climatica ed atlante climatologico della Sicilia, ecc., che gli “autori” riportano tra le fonti bibliografiche o i documenti di riferimento. Come già detto, tuttavia, non si è in presenza di spunti o di citazioni bibliografiche, ma di un vero e proprio copiato di interi brani e capitoli. Altre parti, ancora, risultano “prelevate” persino da altri testi di facile reperimento in rete, che però non figurano tra le fonti indicate. Ø Alcuni Progetti da attuarsi in regime di convenzione, elaborati già negli anni passati da Istituti Universitari e proposti all’Assessorato Territorio e Ambiente al fine di fornire “Attività di supporto tecnico-scientifico” per la “redazione” del Piano, risultano inseriti, pur rimasti del tutto invariati i soggetti proponenti ed il contenuto della proposta, non già per le finalità originarie, bensì per la “revisione” e l’attuazione del Piano stesso. I soggetti proponenti, che figurano tra gli “autori” del Piano, si sono limitati a ritoccare il titolo del Progetto, sostituendo la parola “redazione” con “revisione”. Per qualche altro Progetto non si è persino ritenuto di cambiare il titolo. Inoltre, fanno parte dell’elenco dei Progetti - non si comprende a quale titolo e finalità - un Progetto della Regione Lombardia, corredato di tanto di stralcio di Decreto di approvazione del 2004 e di citazione di varie Delibere della Giunta lombarda, un Progetto messo sulla carta dal Comune di Palermo nel 2006 ed abortito già all’epoca ed un presunto Progetto “Analisi della Climatologia Urbana e Qualità del Clima”, presunto nel senso che non è dato a comprendere di cosa effettivamente si tratti, dato che si limita ad una sintetica spiegazione delle modalità e dei criteri per classificare i climi della terra. Insomma, brani inseriti integralmente, tout court, e nulla più. Ø Se c’è un capitolo che più di altri lascia esterrefatti per via del livello di copiatura pedissequa e acritica mostrato dagli autori questo è probabilmente il sesto. Il capitolo, trasposto tal quale, parola per parola, da quello del Piano del Veneto, riporta “Le acc. Giacomo Cirincione - 18 -
  • 19. azioni del Piano”, ossia gli interventi e le misure da adottare per contenere e contrastare i fenomeni di inquinamento sul territorio siciliano ed avviare le opere di risanamento. Il risultato è che ne scaturisce un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni venete. Ø Tra le innumerevoli perplessità, a chi legge non può non sorgere una ovvia domanda: dove sono, nel Piano, gli impianti industriali della Regione? Dove sono i Petrolchimici, le Centrali Termoelettriche, i Cementifici, la Distilleria più grande d’Europa, ecc. per finire agli impianti di minori dimensione e impatto sulla qualità dell’aria? All’esame dei fatti il Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana risulta monco degli elementi fondamentali e costitutivi, ad iniziare dall’inventario delle emissioni, dalla modellistica e, ovviamente, degli strumenti finanziari e della previsione delle risorse economiche relative. acc. Giacomo Cirincione - 19 -
  • 20. 2. Il mandato che viene dato dal Giudice al CTU Nell'incarico che il giudica ha dato al CTU si chiede di evidenziare : «se le analogie [quindi non solo le parti pedissequamente riprese] riscontrate abbiano carattere necessitato (perché i piani si attengono a un medesimo schema) … valutandone il grado di attinenza con eventuali connotati propri della Regione Sicilia» Quindi compito del CTU non è solo quello di contare il numero delle righe coincidenti, ma anche quello di entrare nel merito. Il CTU ha interpretato questa definizione di "necessitato" in modo restrittivo, ossia se riportanti norme cogenti. D'altro lato il CTU interpreta anche il "grado di attinenza" alla realtà siciliana in modo restrittivo, ossia se ha un'attinenza anche solo formale con la Sicilia e non se tale attinenza ha poi una ricaduta sulle finalità del piano. Il "grado di similitudine" viene valutato quindi solo come una frazione, una percentuale di righe riproposte e righe totali (non si sa tra queste quanti provenienti da altre fonti), mentre la richiesta del magistrato è di valutare anche il grado di attinenza con la realtà siciliana. Non basta per fare un piano di intervento di qualsiasi genere, prendere uno schema, buono o cattivo che sia, cambiare i dati relativi senza assicurarsi come cambiano conseguentemente gli interventi prescrittivi. In sostanza, se si misurano solo le righe esattamente coincidenti col piano Veneto e non con tutte le altre fonti del copiato (ma questo è stato il mandato del magistrato), se tra queste si escludono quelle che anche nel piano veneto si riferiscono a tabelle o norme "necessitate" si ottiene un risultato largamente sottostimato. In realtà in questo modo si perde la possibilità di far capire al giudice quello che egli ha invece la necessità di acquisire da un tecnico: non solo qual è il grado di sovrapposizione, ma qual è il grado di originalità. acc. Giacomo Cirincione - 20 -
  • 21. 3. Analisi per Capitolo Capitolo 1 A pag 11 righe 9/10, il CTU comincia correttamente a valutare che non solo le righe non hanno carattere necessitato, ma che non sono neanche correttamente contestualizzate. Questo è esattamente quello che ha chiesto il magistrato. Invece successivamente a righe 14/15 si dice "essendo nozioni di carattere generale sono attinenti anche alla regione Sicilia". Ci si chiede: le misure e risultati previsti come potrebbero essere attinenti alla regione Sicilia se non conseguenti ad un'analisi specifica siciliana, come detto a proposito del paragrafo precedente? Pag 13, qui il CTU non poteva fare altrimenti in quanto il compito affidatogli dal magistrato riguarda solo il confronto col piano veneto. Tuttavia la mera definizione di "necessitato" non accompagnata dalla valutazione sulla sua utilità e funzionalità all'interno del piano e della funzione del piano resta priva di utilità per chi legge. Il riepilogo quindi nella tabella 1.1 a pagina 15 non fa capire del rimanente non dichiarato "simile" che grado di attinenza, e quindi di utilità, ha. Ciò lo si potrebbe capire solo per contrasto valutando invece il grado di originalità. Capitolo 2 In questo capitolo il grado di sovrapposizione con quello della regione Veneto è rilevato come molto basso. In effetti la maggior parte è una riproposizione di norme generali, che pertanto hanno attinenza con qualunque territorio italiano e non solo, ma che non possono essere di utilità per l'obiettivo che si prefigge il committente del piano. Il fatto che vi sia un riferimento a pag 17 riga 19/20 in cui si rileva che si citano "Comunità montane" non esistenti o abrogate in Sicilia, destituisce di ogni fondamento tutto il paragrafo perché è indicativo del fatto che la riproposizione è puramente meccanica e non attualizzata al contesto siciliano. Ciò dimostra ancora una volta che il grado di attinenza non può essere valutato come mera percentuale delle righe coincidenti, ma se ne deve valutare la misura in termini di impatto sull'utilità del piano stesso. Ne consegue che la mera lettura delle tabella di sintesi 2.1 a pag 24 nasconde la vera situazione di questo piano che ripetiamo accosta a prescrizioni di carattere generale, e quindi generiche, semplici dati relativi al territorio siciliano, senza operare una sintesi prescrittiva che è quello che si richiede a un piano operativo Capitolo 3 acc. Giacomo Cirincione - 21 -
  • 22. Stesse considerazioni fatte a proposito del Capitolo 2 posso essere fatte per il Capitolo 3 Capitolo 4 Nel Capitolo 4 non vi sono riproposizioni dal piano veneto, ma la semplice lettura della tabella conclusiva sarebbe fuorviante. Infatti di originale non c'è dichiaratamente nulla, ma si ha solo una riproposizione della normativa che deve servire ai redattori del piano per redigere il piano e non a dire come andrebbe redatto. Capitolo 5 Anche nel Capitolo 5 si ha la stessa situazione dei capitoli precedenti. O si riportano norme generali valide per tutti i territori italiani o si ripropongono dati senza commenti e indicazioni. Capitolo 6 Questo è il capitolo dove si dovrebbero leggere le prescrizioni valide per la Sicilia, che in alcun modo possono essere le riproposizioni di altri piani, altrimenti il legislatore non avrebbe previsto dei piani regionali, ma un unico piano nazionale. Invece qui si ha il massimo di riproposizione rispetto al piano veneto. Gli interventi proposti (come commenta il CTU a pag 30, riga 5/6) ripropongono pedissequamente quelli veneti, fino al paradosso di riprodurre programmi di intervento per aree inesistenti (il celebre "bacino aerologico padano"). Ciò non può essere classificato solo come un banale refuso, ma è anche il sintomo del fatto che è molto limitato il tentativo di rielaborare proprio nella parte più delicata, che è quella prescrittiva, idee e indicazioni originali. Particolarmente efficace è l'analisi del CTU a pag 31 quando si dice (riga 4 e seguenti): "Si precisa che la Regione Sicilia riporta, differentemente dalla Regione Veneto, delle misure per la riduzione delle concentrazioni di ozono e dei suoi precursori con carattere peculiare. Nel medesimo capitolo sono riportati gli interventi a breve, medio e lungo termine, che risultano coincidenti". Si deve quindi sottolineare al magistrato, che poi farà le sue valutazioni, che è proprio nella parte prescrittiva, che si rileva questo massimo grado di sovrapposizione. Capitolo 7. Nel capitolo 7, nonostante il basso grado di similitudine riscontrato con PRC veneto, occorrerebbe evidenziare se i progetti presenti nel PRC siciliano sono originali o anche questi ripresi da altre fonti. acc. Giacomo Cirincione - 22 -
  • 23. Capitolo 8 Questo è un capitolo che rappresenta un mero elenco di documenti consultati e quindi non serve a capire il grado di similitudine reale e non solo formale tra i due piani Capitolo 9 Il capitolo 9 è una riproposizione al 100% del piano veneto. A parte le considerazioni già fatte sulle metodologie di citazione che avrebbero dovute essere messe in atto, ci si chiede se una tale sovrapposizione in un punto così delicato possa essere semplicemente inserito poi in un computo percentuale venendo a fare quasi una media semplice con tutto il resto del Piano. Ammesso che le prescrizioni venete siano ottimali, ma non sarebbe stato necessaria un'opera di contestualizzazione? Capitolo 10 Nel capitolo 10 si ha la riproposizione delle azioni di coordinamento tra le regioni e con le ARPA delle regioni limitrofe. Questi problemi che possono interessare maggiormente regioni che condividono con altre importanti elementi territoriali, come per esempio la regione Veneto col fiume Po e le altre regioni del Triveneto, invece non sembrano giustificati per la Sicilia che è un'isola e che condivide al massimo un piccolo tratto di mare con la Calabria. Quindi anche qui, più del grado di sovrapposizione formale tra i due piani, andrebbe valutato il grado di attinenza non come mera percentuale di righe riproposte. Capitolo 10 Essendo il capitolo 10 meramente un elenco non si ritiene che sia invece cruciale ai fini della valutazione della valutazione nella sostanza della sovrapposizione dei due piani. Allegati al PRC Gli allegati riguardano atti e documenti che non sono dichiaratamente originali. Quindi sono strumenti di cui i redattori si sono serviti per redigere il PRC ma che non apportano nulla alla lettura del piano stesso. Non sono lì le analisi, le valutazioni, le prescrizioni, Pertanto voler inserire nel mero calcolo percentuale della sovrapposizione tra i due piani quanta parte significa solo voler aumentare ingiustificatamente il denominatore (numero di righe prese in considerazione) di una frazione al fine di abbassarne il valore totale e oscurare l'entità del numeratore (numero di righe che si sovrappongono). acc. Giacomo Cirincione - 23 -
  • 24. Tabella conclusiva La tabella conclusiva riportata dal CTU a pag 41 (con il cui tra l'altro il nostro calcolo differisce come riportato dettagliatamente in ALLEGATO) non può in alcun modo costituire una sintesi del grado di similitudine, così come richiesto dal magistrato. Né tanto meno si può accettare l'annacquamento operato con l'immissione degli Allegati al PRC. Ribadiamo che il CTU dovrebbe valutare il grado di similitudine entrando nello specifico e quindi dare la propria valutazione sull'attinenza di ogni paragrafo alle finalità del Piano stesso e non limitarsi a un mero conteggio. Sarebbe invece necessario (ma questo andrebbe al di là del mandato dato dal Magistrato) valutare non solo il grado di similitudine, ma il grado di originalità, per capire davvero qual è l'apporto specifico del piano Sicilia in oggetto. Le conclusioni che si riportano nella relazione del CTU a pag. 43 (da riga 20 e seguenti) recitano: "Le mere riproposizioni sono risultate essere di carattere nozionistico e di argomentazioni generiche e pertanto attinenti anche alla regione Sicilia". Nelle righe seguenti si riportano gli elementi più vistosi che platealmente non sono proprio applicabili alla regione Sicilia e che hanno dato luogo anche agli episodi che hanno caratterizzato le sintesi giornalistiche pubbliche. Noi non concordiamo con questa conclusione che è in contraddizione con la stessa lettura analitica che ha fatto il CTU dei singoli Capitoli. Infatti sembra che tale "incidenti" siano puramente causali e limitati nell'entità e nelle conseguenze. Invece è da rilevare che sono la punta di un iceberg, ossia testimoniano una sostanziale carenza nell'originalità delle misure proposte. acc. Giacomo Cirincione - 24 -
  • 25. 4. Conclusioni Con queste premesse il mero calcolo che facciamo noi, non conteggiando le pagine dell'elenco delle normative e della bibliografia, nonché ovviamente degli Allegati al PRC, che per i motivi su esposti non possono fare parte del calcolo, arriviamo a valutare (vedi ALLEGATO) 4.585 righe totali del PRC da prendere in considerazione di cui ben 2.167 righe risultano copiate esclusivamente dal PRC veneto, ossia il 47,26%. Questa valutazione è circa il doppio di quella a cui è pervenuto il CTU, ma la difformità non è solo quantitativa, è qualitativa, in quanto crediamo che sia più adeguata alla richiesta del Magistrato. In conclusione ci sentiamo di affermare che l'interpretazione di "necessitato" dato dal CTU non sia conforme con lo spirito della richiesta di indagine del magistrato. Per valutare due componimenti naturalmente il titolo sarà uguale, e quindi è necessario che – se dovesse essere riportato – esso sia uguale, ma verrebbe naturalmente escluso dalla valutazione di conformità o di similitudine dei due testi. Necessitato significa che è necessario che ci sia, mentre il fatto che tutti, ma proprio tutti, gli altri piani regionali seguano altri schemi, è la prova provata che di necessitato nella redazione dei PRC regionali non c'è proprio nulla, né lo schema, né il contenuto. Palermo, 26 dicembre 2013 Prof Alberto Lombardo acc. Giacomo Cirincione - 25 -
  • 26. N. 1 ALLEGATO ALLA RELAZIONE DEL CONSULENTE TECNICO DI PARTE, PROF. ALBERTO MANGANO: Viene talvolta non ho capito cos'è il discorso di fare leva. Dall'altra, iNUMERO DELLE RIGHE DEL PIANO REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA DELLA REGIONE VENETO (approvato con delibera 452 del 15 febbraio 2000 ed adottato con deliberazione 57 del CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO dell’11.11.2004, BOCCIATO DALLA COMMISSIONE AMBIENTE D’EUROPA (DUMAS) NELL’APRILE 2006) COPIATE NEL PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA APPROVATO CON Decreto Assessoriale 176/GAB Regione Sicilia del 9 Agosto 2007 Nel conteggio del numero delle righe SI SONO ESCLUSI : Titoli dei paragrafi e sottoparagrafi, tabelle, grafici e figure per ogni capitolo. Il conteggio si riferisce solo al raffronto con il Piano della Regione Veneto e non comprende le altre fonti copiate. Capitolo 1 Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE) 564 nel Piano Sicilia 323 Incidenza percentuale 57,26% Capitolo 2 Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE) 2002 nel Piano Sicilia 520 Incidenza percentuale 25,97% Capitolo 3 Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 396 nel Piano Sicilia 265 Incidenza percentuale 66,91% Capitolo 4 [include solo un elenco di norme; non conteggiato] Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 222 nel Piano Sicilia 1 Capitolo 5 Totale delle righe del piano Sicilia acc. Giacomo Cirincione 61 - 26 -
  • 27. Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 31 Incidenza percentuale nel Piano Sicilia 50,81% Capitolo 6 Totale delle righe del piano Sicilia 617 Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 566 Incidenza percentuale nel Piano Sicilia 91.73% Capitolo 7 Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 659 nel Piano Sicilia 73 Incidenza percentuale Capitolo 8 11% Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 46 nel Piano Sicilia 23 Incidenza percentuale 50% Capitolo 9 Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 30 Incidenza percentuale 30 nel Piano Sicilia 100% Capitolo 10 Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 8 Incidenza percentuale 8 nel Piano Sicilia 100% Glossario Totale delle righe del piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) 136 Incidenza percentuale 202 nel Piano Sicilia 67,32% BIBLIOGRAFIA RIGHE DEL PIANO SICILIA 76 TOTALI Totale (*) 4.585 delle righe dell’INTERO Piano Sicilia Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 2.167 Incidenza percentuale 47,26% acc. Giacomo Cirincione - 27 -
  • 28. (*) non conteggiate le pagine dell’elenco delle normative e della bibliografia Palermo, 26 dicembre 2013 Prof Alberto Lombardo acc. Giacomo Cirincione - 28 -
  • 29. POSIZIONAMENTO DELLE RIGHE COPIATE DAL PIANO ARIA DEL VENETO INCOLLATE SUL PIANO SICILIA: CAPITOLO 1 PAG PAG PAG 52° PAG PAG PAG PAG PAG PAG PAG 9 dalla 16° alla 50° riga 10 dalla 1° alla 10° riga; dalla 12° alla 31° riga 11 dalla 1° alla 24° riga; dalla 26° alla 31°; dalla 34° alla 39°; dalla 42° alla 12 13 25 26 27 28 29 dalla 1° alla 26° riga; dalla 30° alla 33°; dalla 39° alla 39° dalla 43° riga dalla 1° alla 6° riga dalla 1° alla 42° riga dalla 1° ; dalla 5° alla 16°; dalla 21° alla 25° dalla 1° alla 32° riga dalla 1° alla 46°; dalla 48° alla 50° dalla 1° alla 8° riga CAPITOLO 2 PAG 30 dalla 25° alla 26° riga; dalla 33° alla 53° PAG 31 dalla 1° alla 14° riga; dalla 16° alla 25° PAG 33 dalla 13° alla 14° riga PAG 49 dalla 9° alla 25° riga; 31° PAG 70 dalla 1° alla 29° riga PAG 72 dalla 18° alla 23° riga PAG 74 dalla 1° alla 24° riga PAG 90 dalla 18° alla 28°; dalla 31° alla 32°; dalla 38° alla 40° PAG 91 dalla 14° alla 24° riga PAG 99 dalla 7° alla 10° riga; dalla 27° alla 43° PAG 100 dalla 34° alla 35° riga PAG 101 dalla 10° alla 15° riga PAG 111 dalla 1° alla 8° riga; dalla 11° alla 13° PAG 112 dalla 5° alla 7° riga PAG 114 dalla 3° alla 7° riga; dalla 11° alla 17°; dalla 20° alla 25° PAG 116 dalla 1° alla 9° riga; dalla 17° alla 27°; 34° PAG 121 dalla 22° alla 24° riga PAG 122 dalla 1° alla 15° alla 22° riga PAG 126 dalla 1° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°; dalla 30° alla 39°; dalla 42° alla 44°; dalla 48° alla 49° PAG 127 dalla 3° alla 17° riga; dalla 26° dalla 36° alla 40° riga PAG 128 dala 17° alla 22° riga; dalla 46° alla 57° PAG 129 dalla 1° alla 50° riga PAG 130 dalla 1° alla 10° riga; dalla 15° alla 17°; dalla 31° alla 50° PAG 131 dalla 1° alla 11° riga PAG 132 dalla 1° alla 18° riga PAG 133 dalla 1° alla 29° riga PAG 135 dalla 8° alla 9° riga PAG 140 dalla 1° alla 14° riga PAG 141 dalla 50° alla 51° riga acc. Giacomo Cirincione - 29 -
  • 30. PAG 142 dalla 2° alla 3° alla 9° riga CAPITOLO 3 PAG 169 dalla 1° alla 20° riga; dalla 24° alla 52° PAG 170 dalla 16° alla 26° riga PAG 172 dalla 1° alla 5° riga PAG 173 dalla 12° alla 14° riga PAG 174 dalla 1° alla 15° riga PAG 175 dalla 1° alla 4° riga; dalla 11° 14° riga PAG 177 dalla 8° alla 10° riga; dalla 11° alla 12° PAG 178 dalla 1° alla 8° riga PAG 180 dalla 1° alla 6° riga PAG 181 alla 2° alla 9° riga PAG 185 dalla 1° alla 4° e la 6° riga PAG 186 dalla 7° alla 16° riga PAG 189 dalla 1° alla 2°; dalla 4° alla 5° PAG 190 dalla 1° alla 44° riga PAG 191 dalla 1° alla 40° riga PAG 192 dalla 1° alla 27° riga PAG 193 dalla 1° alla 10° riga PAG 195 dalla 3° alla 10° riga; dalla 12° alla 14° CAPITOLO 4 PAG 196 34° RIGA CAPITOLO 5 PAG 202 dalla 9° alla 12° riga; 15° PAG 203 dalla 1° alla 20° riga; dalla 25° alla 29° CAPITOLO 6 PAG 204 dalla 4° alla 7° riga; dalla 13° alla 16°; dalla 20° alla 22°; dalla 37° alla 44° PAG 205 dalla 1° alla 46° riga PAG 206 dalla 1° alla 51° riga PAG 207 dalla 1° alla 36° riga PAG 208 dalla 1° alla 42° riga PAG 209 dalla 1° alla 36° riga PAG 210 dalla 1° alla 3°; dalla 4° alla 8° PAG 211 dalla 1° alla 48° riga acc. Giacomo Cirincione - 30 -
  • 31. PAG 212 dalla 1° alla 41° riga PAG 213 dalla 1° alla 46° riga PAG 214 dalla 1° alla 42° riga PAG 215 dalla 1° alla 39° riga PAG 216 dalla 1° alla 53° riga PAG 217 dalla 1° alla 17° riga; dalla 19° alla 42° PAG 218 dalla 1° alla 10°; 16°; 17°; dalla 20° alla 26°; dalla 28° alla 36° CAPITOLO 7 PAG 219 dalla 1° alla 17° riga; dalla 20° alla 25° PAG 220 dalla 5° alla 15° riga; dalla 21° alla 26° PAG 232 dalla 19° alla 45° riga PAG 233 dalla 1° alla 6° riga CAPITOLO 8 PAG 234 dalla 3° alla 4° riga; dalla 15° alla 16°; dalla 20° alla 21°; dalla 26° alla 40°; dalla 43° alla 44° CAPITOLO 9 PAG 235 dalla 1° alla 29° riga CAPITOLO 10 PAG 236 dalla 1° alla 8° riga CAPITOLO 11 PAG 237 dalla 1° alla 59° riga GLOSSARIO PAG 238 dalla 1° alla 61° riga PAG 239 dalla 1° alla 5° riga acc. Giacomo Cirincione - 31 -
  • 32. Numero delle righe COPIATE dalle altre 28 fonti (+PIANO VENETO) e INCOLLATE nel PIANO SICILIA 1. FONTE DEL COPIATO: Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera della Regione Veneto N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 1.975 2. FONTE DEL COPIATO: http://www.globalgeografia.com.pdf N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano N° Sicilia 7 3. FONTE DEL COPIATO: Programma Pluriennale regionale attuativo regolamento CEE 2080/92 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 75 4. FONTE DEL COPIATO: Il turismo in Sicilia 200-2001 pag 312 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano N° Sicilia 21 5. FONTE DEL COPIATO: http://www.sinanet.apat.it/it/sinanet/progetti/pri_clc2000/ilprogetto-iclc2000-in_italia/metodologia/iv_livello_clc acc. Giacomo Cirincione - 32 -
  • 33. N° Righe N° COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia 10 6. FONTE DEL COPIATO: Agenda 21, Relazione sullo stato dell’ambiente, Città di Palermo N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 61 7. FONTE DEL COPIATO www.provincia.torino.it/ambiente/inquinamento/aria/qualita/parametri/b_z olfo N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 28 8. FONTE DEL COPIATO www.provincia.torino.it/ambiente/inquinamento/aria/qualita/parametri/b_ azoto N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 8 9. FONTE DEL COPIATO Dipartimento Chimica Università Palermo N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 56 10. FONTE DEL COPIATO AMIA, Il rilevamento dell’inquinamento acustico ed atmosferico nel Comune di Palermo, Agosto 1997-Dicembre 1998 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 65 11. FONTE DEL COPIATO AMIA, 3a Relazione N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 4 12. FONTE DEL COPIATO AMIA, 4a Relazione N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia 13. FONTE DEL COPIATO AMIA, 5a Relazione N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 75 14. FONTE DEL COPIATO . Drago "Carta climatica e Atlante climatologico della Sicilia" N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 318 15. FONTE DEL COPIATO E. Golfieri e G. Silvestri “Progetto di residenze con l’utilizzo di sistemi solari passivi e di raffrescamento naturale ad Alfonsine (RA), Tesi di Laurea, Università di Ferrara, 1997-1998 acc. Giacomo Cirincione - 33 -
  • 34. N° N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia 8 16. FONTE DEL COPIATO ENEA 1999 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 40 17. FONTE DEL COPIATO A. Drago “I processi di desertificazione e i possibili interventi di mitigazione” N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 6 18. FONTE DEL COPIATO Istituto Veneto Tesi di Laurea N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 22 19. FONTE DEL COPIATO http://dirvit1.interfree.it/inqatmos.htm N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 212 20. FONTE DEL COPIATO Piano Provinciale Tutela Qualità aria Provincia Trento N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 9 21. FONTE DEL COPIATO APAT BIOMONITORAGGIO N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 140 22. FONTE DEL COPIATO Linee guida per la formazione del “Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela”, 2005 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 76 23. FONTE DEL COPIATO ARPA Laboratorio mobile, Comune di Milazzo, 2005-2006 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 121 24. FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA 2004 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 186 25. FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA 2005 acc. Giacomo Cirincione - 34 -
  • 35. N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 248 26. FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA 2006 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 264 27. FONTE DEL COPIATO D:M. 261/2002 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 14 28. FONTE DEL COPIATO 158-168 Genchi Cammarata N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 34 29. FONTE DEL COPIATO Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti “Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità”, Piano Direttore, 2002 N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 34 TOTALI RIGHE PRESE-COPIATE DALLE 28 FONTI E INCOLLATE SUL “PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA” 2206+2.167 4373 N° TOTALI Totale 4.882 delle righe dell’INTERO Piano Sicilia Righe COMPLESSIVE DELLE 28 FONTI riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 4.373 Incidenza percentuale 89,57% COPIATO NON SOLO DAL PIANO VENETO ma..: FONTI DEL COPIATO E INCOLLATO SUL PIANO SICILIA CAPITOLO 1 fonti del copiato sul Piano Sicilia Global Geografia PAG 15 dalla 1° alla 5° riga acc. Giacomo Cirincione - 35 -
  • 36. Programma Pluriennale PAG 15 dalla 5° alla 9° riga; Turismo in Sicilia pag 312 PAG 16 dalla 1° alla 13° riga; Programma Pluriennale PAG 17 dalla 4° alla 15° riga; SINANET PAG 18 dalla 1° alla 13° riga Relazione sullo stato dell’ambiente Agenda 21 pag 26-27 e 113-117 PAG 20 dalla 1° alla 12° riga PAG 21 dalla 1° alla 21° riga PAG 22 dalla 1° alla 25° riga Programma Pluriennale PAG 23 dalla 1° alla 23°; CAPITOLO 2 fonti del copiato sul Piano Sicilia Annuario ARPA 2005 PAG 2.2 e 2.6 PAG 30 dalla 8° alla 25° riga; dalla 37° alla 49° riga; Annuario ARPA 2004 PAG 2.26 -2.30 PAG 31 dalla 26° alla 34° riga; dalla 21° alla 25° riga; PAG 32 dalla 3° alla 5° riga; Prov Torino AZOTO PAG 35 dalla 16° alla 24° riga Prov Torino ZOLFO PAG 35 dalla 5° alla 15° riga Annuario ARPA 2004 PAG 2.14 -2.25, 2.8-2.13,2.36-2.40 PAG 35 dalla 1° alla 4° riga, 16, dalla 25° alla 37° riga, PAG 36 dalla 1° alla 18° riga, PAG 38 dalla 1° alla 13° riga, dalla 15° alla 30° riga, dalla 32° alla 37° riga, PAG 39 dalla 1° alla 38° riga, PAG 41 dalla 1° alla 7° riga, PAG 42 dalla 1° alla 14° riga, dalla 17° alla 27° riga, PAG 46 dalla 11° alla 12° riga, PAG 47 dalla 1° alla 17° riga Annuario ARPA 2005 PAG 2.7 PAG 49 dalla 30° alla 34° riga Annuario ARPA 2006 PAG 2.6 e 2.28 PAG 49 dalla 41° alla 42° riga PAG 50 dalla 1° alla 9° riga PAG 50 dalla 10° alla 24° riga PAG 51 dalla 1° alla 2° riga PAG 52 dalla 1° alla 49° riga PAG 53 dalla 1° alla 15° riga Annuario ARPA 2004 PAG 2.42 PAG 70 TABELLA Annuario ARPA 2005 PAG 2.18 e 2.19 PAG 71 dalla 24° alla 26° riga PAG 72 dalla 1° alla 8° riga AMIA Palermo relazione 97/98 pag 44-47 PAG 81 dalla 5° alla 29° riga PAG 81 dalla 38° alla 99° riga PAG 81 dalla 5° alla 29° riga PAG 82 dalla 1° alla 4° riga acc. Giacomo Cirincione - 36 -
  • 37. PAG 82 dalla 7° alla 8° riga PAG 83 dalla 1° alla 7° riga PAG 83 dalla 8° alla 9° riga PAG 83 dalla 11° alla 12° riga PAG 83 dalla 13° alla 159° riga AMIA Palermo III relazione pag 278-284 PAG 84-86 TABELE Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112 PAG 93 dalla 1° alla 31° riga, PAG 93 dalla 32° alla 40° riga Università Ferrara tesi laurea “l’AMBIENTE NATURALE” capitolo 2° PAG 96 dalla 10° alla 15° riga Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112 PAG 99 dalla 7° alla 11° riga, dalla 1° alla 21° riga Programma Pluriennale PAG 99 dalla 1° alla 6° riga, dalla 11° alla 26° riga Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113 PAG 101 dalla 7° alla 10° riga PAG 103 dalla 1° alla 4° riga, ENEA 1999 PAG 105 dalla 5° alla 40° riga Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113 PAG 106 dalla 1° alla 3° riga, PAG 106 dalla 4° alla 17° riga, I Processi di desertificazione e i possibili rimedi pag 1 PAG 109 dalla 1° alla 5° riga, Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113 PAG 110 dalla 1° alla 7° riga, PAG 110 dalla 8° alla 24° riga Istituto Veneto pag 20-21 PAG 111 dalla 14° alla 25° riga PAG 112 dalla 1° alla 3° riga Piano Provinciale Tutela Aria Provincia Trento pag 38 PAG 114 dalla 15° alla 17° riga, dalla 25° alla 27° riga; Annuario Arpa 2006 pag 2.29 2.31-2.32 PAG 115 dalla 1° alla 29° riga Annuario Arpa 2006 pag 2.31-2.32 PAG 118 dalla 1° alla 8° riga Annuario Arpa 2005 pag 2.23-2.24 PAG 124 dalla 34° alla 46° riga DIRVIT PAG 126 dalla 16° alla 20° riga; dalla 23° alla 25° riga; dalla 36° alla 37° riga; dalla 41° alla 44° riga; dalla 47° alla 51° riga; PAG 127 dalla 1° alla 2° riga; dalla 18° alla 35° riga; dalla 40° alla 47° riga; dalla 48° alla 52° riga; PAG 128 dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla 31° riga; dalla 32° alla 46° riga; PAG 129 dalla 1° alla 19° riga; PAG 130 dalla 11° alla 14° riga; Annuario Arpa 2006 pag 2.25-2.39 PAG 133 dalla 32° alla 45° riga; PAG 134 dalla 9° alla 22° riga; PAG 136 dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla 26° riga PAG 137 dalla 1° alla 19° riga; acc. Giacomo Cirincione - 37 -
  • 38. PAG 138 dalla 1° alla 22° riga; PAG 139 dalla 1° alla 18° riga; AMIA V relazione pag 276-284 PAG 138 E PAG 139 TABELLE APAT Biomonitoraggio 2005 PAG 140 dalla 15° alla 34° riga, Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 69-70 PAG 140 dalla 35° alla 36° riga, PAG 141 dalla 1° alla 24° riga, ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pag 14, 22-24,32-42 PAG 151 dalla 8° alla 11° riga, PAG 152 dalla 1° alla 32° riga, PAG 153 dalla 1° alla 40° riga, PAG 154 dalla 1° alla 11° riga, AMIA III IV V Relazione PAG 157 dalla 17° alla 29° riga, AMIA III Relazione PAG 157 TABELLA CAPITOLO 3 fonti del copiato sul Piano Sicilia Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26 PAG 157 dalla 17° alla 29° riga, AMIA Acidità Piogge acide pag 32 PAG 157 dalla 14° alla 23° riga, AMIA V Relazione pag 276 PAG 157 dalla 17° alla 29° riga, GENCHI-CAMMARATA PAG 158 dalla 1° alla 46° riga, PAG 159 dalla 1° alla 24° riga, Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26 PAG 170 dalla 1° alla 12° riga, PAG 171 dalla 1° alla 12° riga, AMIA V Relazione pag 276 PAG 172 TABELLE Annuario ARPA 2005 PAG 2.33-2.34 PAG 173 dalla 6° alla 10° riga, PAG 173 dalla 1° alla 3° riga, PAG 173 dalla 7° alla 18° riga, AMIA V Relazione pag 283-284 PAG 174 e pag 175 TABELLE Annuario ARPA 2004 PAG 2.58 -2.69 PAG 173 e pag 173 TABELLE Annuario ARPA 2005 PAG 2.29 e 2.30 PAG 175 dalla 5° alla 10° riga, dalla 15° alla 25° riga; Annuario ARPA 2004 PAG 2.64 PAG 176 TABELLE AMIA V Relazione pag 281 PAG 176 TABELLE Annuario ARPA 2005 PAG 2.31-2.32 PAG 177 dalla 1° alla 7° riga, dalla 11° alla 16° riga, PAG 178 TABELLE Annuario ARPA 2004 PAG 2.67 acc. Giacomo Cirincione - 38 -
  • 39. PAG 178 TABELLE AMIA V Relazione pag 279-280 PAG 179 TABELLE AMIA V Relazione pag 279-280 PAG 180 TABELLE Annuario ARPA 2005 PAG 2.27 PAG 181 dalla 10° alla 16° riga; dalla 18° alla 25° riga; PAG 182 dalla 1° alla 6° riga; Annuario ARPA 2004 PAG 2.64 PAG 182 TABELLE AMIA V Relazione pag 276-278 e 284 PAG 182 TABELLE Annuario ARPA 2005 PAG 2.35 PAG 186 dalla 17° alla 33° riga; Annuario ARPA 2004 PAG 2.72 PAG 187 TABELLE AMIA V Relazione pag 281-283 PAG 187 TABELLE Annuario ARPA 2004 PAG 2..44-2.46 PAG 201 dalla 1° alla 17° riga; PAG 202 dalla 1° alla 8° riga; CAPITOLO 4 fonti del copiato sul Piano Sicilia Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 196 PAG 196 dalla 1° alla 20° riga DM 261/2002 PAG 196 dalla 21° alla 34° riga Normativa PAG 196 dalla 35° alla 47° riga PAG 197 dalla 1° alla 60° riga CAPITOLO 5 fonti del copiato sul Piano Sicilia Annuario ARPA 2004 PAG 2..44-2.46 PAG 201 dalla 1° alla 17° riga PAG 202 dalla 1° alla 8° riga CAPITOLO 7 fonti del copiato sul Piano Sicilia Piano Direttore Assessorato Turismo e Trasporti Sicilia pag 4-6 PAG 233 dalla 7° alla 27° riga CAPITOLO BIBBLIOGRAFIA fonti del copiato sul Piano Sicilia Bibliografia Annuario ARPA pag 2.37-2.39 PAG 240 dalla 1° alla 59° riga PAG 241 dalla 1° alla 21° riga acc. Giacomo Cirincione - 39 -
  • 40. acc. Giacomo Cirincione - 40 -