Biomonitoraggio dell'area a rischio ambientale comprensorio del mela biomonitoraggio mela unipa (1)
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Biomonitoraggio dell'area a rischio ambientale comprensorio del mela biomonitoraggio mela unipa (1)

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    Biomonitoraggio dell'area a rischio ambientale comprensorio del mela biomonitoraggio mela unipa (1) Biomonitoraggio dell'area a rischio ambientale comprensorio del mela biomonitoraggio mela unipa (1) Document Transcript

    • BIOMONITORAGGIO DELL’AREA A RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE DEL COMPRENSORIO DEL MELA 112 L’analisi così condotta ha confermato che la distribuzione degli elementi chimici monitorati è influenzata dalla morfologia del territorio e dalla circolazione atmosferica registrata per l’area di studio. Figura 44 - Fattore di Concentrazione Standardizzato distribuito su modello tridimensionale del terreno
    • BIOMONITORAGGIO DELL’AREA A RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE DEL COMPRENSORIO DEL MELA 113 6.0 - CONCLUSIONI Sulla base delle informazioni ottenute nel periodo di gestione della rete di monitoraggio biologico ambientale mediante l’utilizzo di licheni come bioaccumulatori, nell’area dichiarata a rischio ambientale del comprensorio del Mela, si può affermare che l’andamento della qualità dell’aria mostra delle particolari condizioni di alterazione o disturbo. La fase di Gestione della rete ha previsto una serie di campionamenti divisi in due cicli, uno in periodo asciutto e uno in periodo umido al fine di valutare la dipendenza tra la distribuzione degli inquinanti e le variazioni stagionali. Dai risultati ottenuti dal bioaccumulo lichenico si è visto che esiste la tendenza per le concentrazioni massime degli elementi a superare i valori considerati di naturalità o di background4 conosciuti per l’Italia. In generale questo comportamento si riscontra nell’area di studio esposta più a nord, dal margine costiero fino a 5-6 Km verso l’entroterra dove le altitudini iniziano a farsi maggiori (500-600 m s.l.m.). I limiti considerati di naturalità sono oltrepassati dalle concentrazioni di alcuni valori massimi riscontrati in singole stazioni di campionamento. Questo fa si che si registrino in alcune stazioni di campionamento e per qualche elemento chimico monitorato, valori di concentrazioni elevati ma puntiformi. Nella fattispecie, i risultati che seguono descrivono in dettaglio il comportamento delle stazioni di monitoraggio che hanno restituito valori di concentrazioni maggiori per taluni elementi chimici: - Arsenico, le tre stazioni che hanno restituito le concentrazioni maggiori nello studio complessivo sono state rispettivamente la n° 39, n°46 e n° 4; 4 I valori di background, sono valori conosciuti per l’Italia, derivanti da centinaia di prelievi e di studi fatti sul territorio nazionale. Non devono essere intesi come valori soglia o limiti di naturalità, vengono utilizzati quando non sono conosciuti i limiti di naturalità per una determinata tipologia di biosensore.
    • BIOMONITORAGGIO DELL’AREA A RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE DEL COMPRENSORIO DEL MELA 114 - Boro, questo elemento chimico ha restituito i sui massimi di concentrazione in due stazioni di campionamento la stazione 3 e la stazione 9; - Cadmio, anche per questo elemento chimico si riconoscono due stazioni principali di accumulo, la stazione 35 e la stazione 14; - Cromo, le maggiori concentrazioni per questo elemento chimico si riscontrano in tre stazioni di campionamento, rispettivamente la n°9, la n°41 e la n°21; - Rame, si mettono in evidenza per il rame due principali punti di accumulo riscontrabili nella stazione 9 e nella stazione 41; - Mercurio, le maggiori concentrazioni per questo elemento chimico si riscontrano lungo la regione costiera nelle stazioni n°4, n°7 e n°16; - Nichel, per questo elemento chimico si riconoscono due stazioni di grande accumulo, rispettivamente le stazioni n°9 e n°11; - Piombo, sono state individuate tre stazioni di accumulo per il piombo, rispettivamente la n°9, la n°41, e la n°47; - Vanadio, questo elemento chimico ha restituito i sui massimi di concentrazione in due stazioni di campionamento la stazione 9 e la stazione 11; - Zinco, le tre stazioni che hanno restituito le concentrazioni maggiori nello studio complessivo sono state rispettivamente la n° 9, n°32 e n°41; Dai risultati sopra esposti si evince che le stazioni sono diversamente contaminate dai singoli elementi chimici monitorati. È interessante notare come la stazione n°9, quella più prossima al comparto en ergetico-produttivo, è la stazione che maggiormente risulta interessata dalla contaminazione degli elementi monitorati. Se si prende in considerazione la diversa natura degli elementi chimici monitorati si evince inoltre, come la stazione n° 9 è interessata dalla contaminazione di metalli pesanti tipici delle emissioni industriali. Boro, cromo, rame, nichel, piombo, vanadio e zinco, sono gli elementi chimici direttamente legati ai processi industriali e che si ripetono nella stazione n°9. A
    • BIOMONITORAGGIO DELL’AREA A RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE DEL COMPRENSORIO DEL MELA 115 conferma della dipendenza esistente tra il comparto industriale e la concentrazione degli inquinati sul territorio, anche la stazione n°11 molto prossima alla stazione n°9 risulta fortemente inter essata elementi chimici similari. Altre stazioni sono interessate da differenti elementi chimici che per natura non sono direttamente legati alle emissioni industriali ma ad altre attività, fonti di emissioni puntiformi e fonti di emissione diffuse. Il mercurio si concentra nelle stazioni distribuite lungo l’area costiera, probabilmente a causa della volatilità dell’elemento chimico, che risulta essere il primo a passare in atmosfera mediante evaporazione o aerosol marini. Tutti gli elementi di natura terrigena, considerati per il confronto e la parametrazione dei risultati, hanno restituito una distribuzione uniforme sul territorio tipica di questi elementi. Alla luce dei risultati ottenuti nel doppio ciclo di campionamento, uno condotto in un periodo secco (giugno, agosto) e uno condotto in periodo umido dopo un ciclo abbondanti piogge. Dell’intero ventaglio di elementi chimici monitorati solo tre, cromo, cadmio e berillio, hanno fatto registrare una concentrazione media maggiore sul territorio, con aumenti rispettivamente del 9%, 35% e 23%. Tra gli elementi chimici che hanno fatto registrare una concentrazione media minore, eccezion fatta per il mercurio, la diminuzione media si è attestata tra il 60% e l’80%. Alla luce dei risultati ottenuti da questo semplice confronto si può affermare che l’effetto dilavante delle piogge meteoriche si è fatto sentire pesantemente sulla maggior parte degli elementi monitorati (Cfr. § 5.9). Il calcolo dei valori di naturalità alterazione riportato nel paragrafo 5.8, ha messo in evidenza dei fenomeni di alterazione in diverse aree del territorio, che risultano fortemente dipendenti dalla complessità orografica e geomorfologica del territorio. Lo studio della relazione esistente tra la concentrazione degli elementi chimici e la distanza lineare dal comparto produttivo ha messo in evidenza una certa dipendenza dell’inquinamento da alcune sostanze e la presenza del comparto produttivo/industriale.
    • BIOMONITORAGGIO DELL’AREA A RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE DEL COMPRENSORIO DEL MELA 116 In conclusione si può dire che la rete di biomonitoraggio progettata per il presente studio si è dimostrata idonea, restituendo informazioni approfondite circa il disturbo presente sul territorio indagato. Le 58 stazioni di rilevamento progettate a maglia variabile hanno permesso una copertura completa del territorio. I risultati oggi ottenuti rappresentano unicamente una informazione preliminare circa l’alterazione del territorio in esame, che può essere completa solo dopo avere ripetuto lo studio con altri cicli di indagine con la stessa metodica, e, dopo avere integrato la metodica del bioaccumulo con altre metodiche, per avere una visone più ampia e completa dell’intero disturbo ambientale.