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Regione Siciliana

Assessorato Territorio e ambiente

R.
S.
A.
Relazione
sullo stato
dell’ambiente

2
0
0
7
R.

Progetto Grafico a cura di:
Carmelo D‟Agostino, TFA MATTM

In copertina, l‟opera di:

Giovanna Musicò
“Il Pescespada”
...
RSA 2007
RSA 2007

Realizzazione a cura di:

Regione Siciliana

Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente
Assessore: On...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

2

ICRAM - Palermo
Istituto Zooprofilattico Spe...
RSA 2007
RSA 2007

1

Sommario

Introduzione

1.

Presentazione - Cenni storici .............................................
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente
4.4
Tendenze.......................................
Presentazione - Cenni storici
Presentazione - Cenni storici
9.2
Normative di riferimento ....................................
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente
14.

Popolazione, ambiente e Salute ...............
Presentazione - Cenni storici
Presentazione - Cenni storici
18.

Atmosfera ..................................................
Presentazione Cenni storici

Guglielmo Loria – ARTA Sicilia

Presentazione - Cenni storici

Ringraziamenti:
Ufficio Specia...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

8
Cap.
1
Cap. 1

1. Presentazione - Cenni stori...
Presentazione - Cenni storici
Presentazione - Cenni storici

più paragrafi, usualmente organizzati in una prima parte intr...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

10
Cap.
1
Cap. 1

stemi a rischio e l‟equilibri...
Presentazione - Cenni storici
Presentazione - Cenni storici

far posto principalmente a colture cerealicole, che ben si ad...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

12
Cap.
1
Cap. 1

costruzione di numerose infra...
Crescita
sostenibile

Maurizio Lisciandra, TFA MATTM
Antonino Genovesi, TFA MATTM

Crescita sostenibile

Assessorato regio...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

14
Cap.
2
Cap. 2

2. Crescita sostenibile
Cresc...
Crescita sostenibile
Crescita sostenibile

soccupazione e di cattiva occupazione, al ritardo nel recupero dei differenzial...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

16
Cap.
2
Cap. 2

componente di servizi e costr...
Crescita sostenibile
Crescita sostenibile

portare gli indicatori economici e sociali riferiti alla singola regione con qu...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

18
Cap.
2
Cap. 2

reno, ma che difficilmente pe...
Agricoltura,
selvicoltura e
zootecnia

Domenico Galvano, TFA MATTM
Giuseppe Messana, TFA MATTM

Agricoltura, selvicoltura ...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

20
Cap.
3
Cap. 3

3. Agricoltura, selvicoltura ...
Agricoltura, selvicoltura e zootecnia
Agricoltura, selvicoltura e zootecnia
tab. 3.1: Presenza delle aree rurali
Descrizio...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

22
Cap.
3
Cap. 3

dimensione in termini di medi...
Agricoltura, selvicoltura e zootecnia
Agricoltura, selvicoltura e zootecnia

ettari 1.137. Si segnala che per tale classe ...
Relazione sullo stato dell’’ambiente
Relazione sullo stato dell a mbiente

3.2.3
24
Cap.
3
Cap. 3

Ambito regionale

D.D.G...
Agricoltura, selvicoltura e zootecnia
Agricoltura, selvicoltura e zootecnia

Il settore agricolo, ed in particolare le azi...
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Roberto Cappelletti, LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40, LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157
SENTENZA 864 2013,BRUNO FRANCESCO,BRUNO PIETRO,MOROSINI,STEFANO GALLINA,ENEA VINCENZO,ISOLA DELLE FEMMINE,SAN LORENZO 1,SAN LORENZO 2,LO BONO VINCENZO,RENAULT 18/TL,8 GIUGNO 1982,TAORMINA GIUSEPPE,ENEA PIETRO,ISOLA DELLE FEMMINE, FIAT 124 BIANCA,D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY,MUTOLO,NAIMO,ONORATO,PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R.,LO PICCOLO,RICCOBONO,MICALIZZI,BRUNO PIETRO,ADDIO PIZZO 5,COPACABANA,BADALAMENTI,VASSALLO GIUSEPPE,TROJA ANTONINO,BRUNO GIUSEPPE, SCALICI SALVATORE,COSTA CORSARA,AIELLO GIUSEPPE BENITO,ALIMENA GIUSEPPA,LO CICERO,POMIERO GIUSEPPE,LUCIDO,CATALDO,CARDINALE,B.B.P.,BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA,D’AGOSTINO VINCENZO,CARDINALE GIUSEPPA,RICCOBONO CATERINA,UVA MARIA,IMPASTATO GIOVANNI,CONIGLIO MARIA CONCETTA

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  1. 1. Regione Siciliana Assessorato Territorio e ambiente R. S. A. Relazione sullo stato dell’ambiente 2 0 0 7
  2. 2. R. Progetto Grafico a cura di: Carmelo D‟Agostino, TFA MATTM In copertina, l‟opera di: Giovanna Musicò “Il Pescespada” (Olio su tela 40x50) per gentile concessione della pittrice 2 0 0 7
  3. 3. RSA 2007 RSA 2007 Realizzazione a cura di: Regione Siciliana Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente Assessore: On.le Rossana Interlandi Dipartimento Territorio ed Ambiente Dirigente Generale: Arch. Pietro Tolomeo. Servizio 2 VAS- VIA Dirigente responsabile: Ing. Vincenzo Sansone Unità Operativa S. 2.2: Sviluppo sostenibile – Monitoraggio e Relazione sullo stato dell’ambiente Dirigente responsabile: Dott. Guglielmo Loria Assistenza tecnica del Progetto Operativo Ambiente – PON ATAS del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: dott.ssa Antonella Barbara, dott.ssa Anna Maria Beltrano, arch. Carla Colletta, dott. Carmelo D’Agostino, dott. Domenico Galvano, dott. Antonino Genovesi, dott. Francesco Geremia, dott. Maurizio Lisciandra, dott. Giuseppe Messana, dott.ssa Elena Nasta, Avv. Ornella Navarra Tramontana, Avv. Federico Nucita, Arch. Mario Pantaleo, dott. Emilio Scilipoti. Coordinamento: Guglielmo Loria Autori: Guglielmo Loria, Antonino Genovesi, Maurizio Lisciandra, Domenico Galvano, Giuseppe Messana, Anna Maria Beltrano, Antonella Barbara, Alfonso Modica, Andrea Santulli, Dominique Scilipoti, Federico Nucita, Emilio Scilipoti, Carmelo D’Agostino, Fabrizio Cimino, Francesca Maini, Mario Pantaleo, Antonino Tumminello, Francesco Geremia, Ornella Navarra Tramontana, Danilo Colomela, Angelo Bonanno, Salvatore Mazzola, Gualtiero Basilone, Angela Cuttitta, Bernardo Patti, Giuseppa Buscaino, Salvatore Aronica, Ignazio Fontana, Giovanni Giacalone, Giorgio Tranchida, Francesco Placenti, Luca Caruana, Simona Genovese, Vincenzo Di Stefano, Marco Zora, Francesca Bulfamante, Antonio Bonanno, Carlo Patti, Iacopo Sorrentino, Franco Andaloro, Luca Castriota, Francesco Maria Passarelli. Consulenze scientifiche: Prof. Ing. Salvatore Amoroso - Università degli studi di Palermo – Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti Ing. Pietro Zito - Università degli studi di Palermo – Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti Dott. Franco Andaloro – Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare (ICRAM) Ringraziamenti: ARPA Sicilia ARRA Sicilia ARTA - D.R.T.A., Servizio 1 – Interventi Infrastrutturali a Tutela delle Acque ARTA - D.R.T.A., Servizio 3 - Tutela dall’inquinamento Atmosferico ARTA - D.R.T.A., Servizio 4 - Assetto del territorio e difesa del suolo ARTA - D.R.T.A., Servizio 5 – Rifiuti ARTA - D.R.T.A., Servizio 6 - Protezione patrimonio naturale ARTA - D.R.T.A., Servizio 7 – Qualità dei corpi idrici ARTA - D.R.T.A., Servizio 8 - Tutela dall’inquinamento acustico - elettromagnetico ed industrie a rischio ARTA - D.R.T.A., Servizio 9 - Demanio marittimo ARTA - D.R.U., Servizio 1 – Pianificazione Territoriale Regionale ARTA - D.R.U., Servizio 2 - Servizio cartografico ed informativo ARTA - D.R.U, Servizio 6 - Vigilanza urbanistica ARTA - Ufficio Speciale della Montagna ARTA - Ufficio Speciale Aree ad elevato rischio di crisi ambientale Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste – Dipartimento Foreste - Servizi Tecnici U.O.B. 2 CNR - Mazara del Vallo (TP) C.R.A.M.B.R.A., Centro di Ricerca per l’Analisi, il Monitoraggio e le Metodologie di Minimizzazione del Rischio Ambientale - Università degli studi di Catania Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente
  4. 4. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 2 ICRAM - Palermo Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia - Palermo Provincia Regionale di Messina, 1° Ufficio Dirigenziale: Tutela Aria Suolo, VIII Dipartimento Ambiente Riserva Naturale Orientata ―Lago Preola – Gorghi tondi‖ Mazara del Vallo (TP), Dott.ssa Stefania D’angelo Università degli Studi di Palermo – Dipartimento SE.N. FI. MI. ZO, Prof. Bruno Massa Wilderness Studi ambientali Snc, Bruno Zava. Regione Siciliana Regione Siciliana
  5. 5. RSA 2007 RSA 2007 1 Sommario Introduzione 1. Presentazione - Cenni storici ................................................................................................... 8 2. Crescita sostenibile ................................................................................................................ 14 2.1 Economia, attività produttive e servizi .......................................................................................................................... 15 2.2 Aspetti socioeconomici..................................................................................................................................................... 16 2.3 Tendenze ............................................................................................................................................................................. 17 Bibliografia essenziale di riferimento ........................................................................................................................................... 18 Glossario............................................................................................................................................................................................ 18 Sezione I - Fattori determinanti 3. Agricoltura, selvicoltura e zootecnia...................................................................................... 20 3.1 Caratteristiche strutturali .................................................................................................................................................. 20 3.2 Normative di riferimento ................................................................................................................................................. 23 3.2.1 Ambito internazionale e comunitario 23 3.2.2 Ambito nazionale 23 3.2.3 Ambito regionale 24 3.3 Interazioni con l’ambiente................................................................................................................................................ 24 3.3.1 Aria, cambiamenti climatici ed energia 24 3.3.2 Natura, biodiversità e paesaggio 25 3.3.3 Suolo 26 3.3.4 Risorse idriche 33 3.4 Tendenze ............................................................................................................................................................................. 34 3.4.1 Vendita e distribuzione di fertilizzanti 34 3.4.2 Surplus di azoto di origine agricola 34 3.4.3 Vendita e distribuzione di fitofarmaci 34 3.4.4 Allevamenti ed effluenti zootecnici 35 3.4.5 Agricoltura a basso impatto ambientale 35 3.5 Impatto sulla salute della popolazione ........................................................................................................................... 36 3.5.1 Rapporto Nazionale Residui di prodotti fitosanitari nelle acque 36 3.6 Proposte e politiche di mitigazione ................................................................................................................................ 38 3.6.1 Programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola 38 3.6.2 Misure agroambientali 39 3.6.3 Piano regionale per il controllo e la valutazione degli effetti derivanti dall’utilizzazione dei prodotti fitosanitari sui comparti ambientali vulnerabili. 39 3.6.4 Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013 40 3.6.5 Produzione ed utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura 40 Bibliografia essenziale di riferimento ........................................................................................................................................... 41 Glossario............................................................................................................................................................................................ 41 4. Pesca...................................................................................................................................... 44 4.1 Caratteristiche strutturali .................................................................................................................................................. 44 4.1.1 La situazione nazionale 44 4.1.2 La situazione regionale 47 4.1.3 Il quadro socio-economico 52 4.2 Normative di riferimento ................................................................................................................................................. 53 4.2.1 Quadro comunitario e nazionale 53 4.2.2 Normativa regionale 57 4.3 Interazioni con l’ambiente................................................................................................................................................ 58 Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente
  6. 6. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 4.4 Tendenze.............................................................................................................................................................................. 59 4.5 Impatto sulla salute della popolazione ........................................................................................................................... 59 4.6 Proposte e politiche di mitigazione ................................................................................................................................ 60 Bibliografia essenziale di riferimento ........................................................................................................................................... 62 Glossario ............................................................................................................................................................................................ 63 2 5. Acquacoltura ......................................................................................................................... 66 5.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................... 66 5.2 Normative di riferimento.................................................................................................................................................. 70 5.3 Interazioni con l’ambiente ................................................................................................................................................ 71 5.3.1 Impatto sulla colonna d’acqua e sui sedimenti 72 5.3.2 Impatto sulle Comunità Meiobentoniche 74 5.3.3 Impatto sulle Comunità Macrobentoniche 74 5.3.4 Interventi di mitigazione Ambientale 75 5.3.5 Effetto F.A.D. 76 5.3.6 Impatto dell’allevamento di Tonno rosso (Thunnus thynnus) in Sicilia 78 5.4 Tendenze.............................................................................................................................................................................. 79 5.5 Impatto sulla salute della popolazione ........................................................................................................................... 80 5.6 Proposte e politiche di mitigazione ................................................................................................................................ 83 Bibliografia essenziale di riferimento ........................................................................................................................................... 84 Glossario ............................................................................................................................................................................................ 85 6. Attività Industriali ed energia................................................................................................ 88 6.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................... 88 6.1.1 Attività estrattive 89 6.2 Normative di riferimento.................................................................................................................................................. 90 6.3 Interazioni con l’ambiente ................................................................................................................................................ 93 6.3.1 Attività industriali 93 6.3.2 Attività estrattive 96 6.4 Tendenze.............................................................................................................................................................................. 98 6.4.1 Attività estrattive 99 6.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 101 6.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 101 6.6.1 Attività estrattive 101 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 102 7. Edilizia ed urbanizzazione ................................................................................................... 104 7.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................. 104 7.1.1 Dinamica dell’attività edilizia post-censuaria ed ipotesi per una stima dell’incidenza sul consumo di suolo 104 7.1.2 Analisi delle violazioni e delle sanatorie edilizie 107 7.2 Normative di riferimento................................................................................................................................................ 113 7.3 Interazioni con l’ambiente .............................................................................................................................................. 114 7.4 Tendenze............................................................................................................................................................................ 114 7.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 114 7.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 114 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 115 Glossario .......................................................................................................................................................................................... 115 8. Trasporti ............................................................................................................................... 118 8.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................. 118 8.1.1 La rete stradale 118 8.1.2 La rete ferroviaria 119 8.1.3 La rete portuale 120 8.1.4 La rete aeroportuale 120 8.2 Normative di riferimento................................................................................................................................................ 121 8.3 Interazioni con l’ambiente .............................................................................................................................................. 122 8.3.1 Inquinamento Atmosferico 122 8.4 Tendenze............................................................................................................................................................................ 123 8.4.1 I consumi energetici ed emissioni 124 8.4.2 1.1.2 La domanda di mobilità passeggeri e merci 127 8.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 129 8.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 129 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 130 9. Turismo ................................................................................................................................ 134 9.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................. 134 Regione Siciliana Regione Siciliana
  7. 7. Presentazione - Cenni storici Presentazione - Cenni storici 9.2 Normative di riferimento ............................................................................................................................................... 136 9.3 Interazioni con l’ambiente.............................................................................................................................................. 138 9.4 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 139 9.4.1 Pesca turismo e ittiturismo 140 9.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 140 9.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 140 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 142 Glossario.......................................................................................................................................................................................... 142 10. Fenomeni di dissesto territoriale - Rischi naturali .............................................................. 144 10.1 Caratteristiche strutturali ................................................................................................................................................ 144 10.1.1 Rischio idrogeologico (o geologico-idraulico) 145 10.1.2 Rischio sismico-tettonico 150 10.1.3 Rischio vulcanico 152 10.1.4 Rischio costiero 153 10.1.5 Rischio desertificazione 154 10.2 Normative di riferimento ............................................................................................................................................... 156 10.2.1 Normativa comunitaria 156 10.2.2 Normativa nazionale 156 10.2.3 Normativa regionale 157 10.3 Interazioni con l’ambiente.............................................................................................................................................. 157 10.4 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 157 10.4.1 Impatto sulla salute della popolazione 158 10.5 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 158 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 160 Glossario.......................................................................................................................................................................................... 160 Sezione II - Elementi d’interrelazione 11. Rifiuti................................................................................................................................... 164 11.1 Caratteristiche strutturali ................................................................................................................................................ 164 11.2 Normative di riferimento ............................................................................................................................................... 165 11.3 Interazioni con l’ambiente.............................................................................................................................................. 166 11.4 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 166 11.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 169 11.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 170 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 171 12. Siti contaminati ................................................................................................................... 174 12.1 Caratteristiche strutturali ................................................................................................................................................ 174 12.2 Normative di riferimento ............................................................................................................................................... 178 12.2.1 Normativa comunitaria 178 12.2.2 Normativa nazionale 178 12.2.3 Normativa Regionale 180 12.3 Interazioni con l’ambiente.............................................................................................................................................. 181 12.4 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 181 12.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 182 12.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 182 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 183 Glossario.......................................................................................................................................................................................... 184 13. Agenti Fisici - Radiazioni .................................................................................................... 186 13.1 Caratteristiche strutturali ................................................................................................................................................ 186 13.2 Normative di riferimento ............................................................................................................................................... 190 13.2.1 Normative Comunitarie 190 13.2.2 Normative Nazionali 191 13.2.3 Normative Regionali 191 13.3 Interazioni con l’ambiente.............................................................................................................................................. 192 13.4 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 192 13.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 193 13.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 194 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 195 Glossario.......................................................................................................................................................................................... 196 Assessorato Regionale Territorio e Ambiente Assessorato Regionale Territorio e Ambiente 3 Cap. 1
  8. 8. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 14. Popolazione, ambiente e Salute ........................................................................................... 198 14.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................. 198 14.1.1 Popolazione 198 14.1.2 Salute 200 14.2 Interazioni con l’ambiente .............................................................................................................................................. 200 14.2.1 Inquinamento atmosferico 201 14.2.2 Inquinamento acustico 203 14.2.3 Radiazioni 204 14.2.4 Inquinamento della catena alimentare - Sostanze chimiche 204 14.2.5 Rifiuti 205 14.2.6 Risorse Idriche 205 14.3 Tendenze............................................................................................................................................................................ 206 14.3.1 Popolazione 206 14.3.2 Salute 206 14.4 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 207 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 208 Glossario .......................................................................................................................................................................................... 208 4 Sezione III - Matrici ambientali 15. Natura e diversità ambientale .............................................................................................. 212 15.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................. 213 15.1.1 Fauna 213 15.1.2 Flora 214 15.1.3 Patrimonio Forestale 214 15.1.4 Geodiversità 218 15.1.5 Aree protette e Siti Natura 2000 220 15.2 Strategie di tutela ed integrazione del quadro normativo......................................................................................... 221 15.3 Principali fattori di pressione e tendenze .................................................................................................................... 222 15.4 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 226 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 228 Glossario .......................................................................................................................................................................................... 229 16. Ambiente marino e costiero ................................................................................................ 232 16.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................. 232 16.1.1 Caratteristiche Oceanografiche 234 16.1.2 Le specie non indigene 243 16.2 Normative di riferimento................................................................................................................................................ 246 16.3 Interazioni con l’ambiente .............................................................................................................................................. 247 16.4 Tendenze............................................................................................................................................................................ 248 16.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 249 16.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 251 16.6.1 Monitoraggio 251 16.6.2 Monitoraggio aspetti oceanografici 252 16.6.3 Piani e Programmi 252 16.6.4 Le azioni di tutela dell’ambiente marino costiero 252 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 254 Glossario .......................................................................................................................................................................................... 256 17. Acque interne ...................................................................................................................... 258 17.1 Caratteristiche strutturali................................................................................................................................................. 258 17.2 Normativa di riferimento................................................................................................................................................ 259 17.2.1 Comunitaria 259 17.2.2 Nazionale 260 17.3 Interazioni con l’ambiente .............................................................................................................................................. 260 17.3.1 Acqua e cambiamenti climatici 260 17.3.2 Acqua e inquinamento 260 17.4 Tendenze............................................................................................................................................................................ 261 17.5 Gestione delle risorse idriche ......................................................................................................................................... 265 17.6 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 266 17.7 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 267 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 268 Glossario .......................................................................................................................................................................................... 268 Regione Siciliana Regione Siciliana
  9. 9. Presentazione - Cenni storici Presentazione - Cenni storici 18. Atmosfera ............................................................................................................................ 272 18.1 Caratteristiche strutturali ................................................................................................................................................ 272 18.2 Normative di riferimento ............................................................................................................................................... 273 18.3 Interazioni con l’ambiente.............................................................................................................................................. 276 18.4 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 276 18.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 281 18.6 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 281 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 282 19. Paesaggio e patrimonio culturale ........................................................................................ 286 19.1 Caratteristiche strutturali ................................................................................................................................................ 286 19.1.1 Normative di riferimento 291 19.2 Interazioni con l’ambiente (matrici interessate) ......................................................................................................... 292 19.3 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 293 19.4 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 294 19.5 Proposte e politiche di mitigazione .............................................................................................................................. 294 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 295 Glossario.......................................................................................................................................................................................... 296 20. Sistemi urbani e pianificazione ........................................................................................... 298 20.1 Caratteristiche strutturali ................................................................................................................................................ 298 20.1.1 Il sistema regionale e metropolitano 298 20.1.2 Il sistema provinciale 302 20.1.3 Il sistema comunale 303 20.2 Normative di riferimento ............................................................................................................................................... 307 20.2.1 Normativa comunitaria 307 20.2.2 Normativa nazionale 308 20.2.3 Normativa regionale 308 20.3 Interazioni con l’ambiente.............................................................................................................................................. 308 20.4 Tendenze ........................................................................................................................................................................... 309 20.5 Impatto sulla salute della popolazione ......................................................................................................................... 309 Bibliografia essenziale di riferimento ......................................................................................................................................... 309 Glossario.......................................................................................................................................................................................... 309 Conclusioni 21. Quadro di riepilogo – Considerazioni conclusive................................................................ 312 Appendice Acronimi ......................................................................................................................................... 315 Assessorato Regionale Territorio e Ambiente Assessorato Regionale Territorio e Ambiente 5 Cap. 1
  10. 10. Presentazione Cenni storici Guglielmo Loria – ARTA Sicilia Presentazione - Cenni storici Ringraziamenti: Ufficio Speciale della Montagna, ARTA Assessorato regionale territorio e ambiente Assessorato regionale territorio e ambiente
  11. 11. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 8 Cap. 1 Cap. 1 1. Presentazione - Cenni storici Presentazione - Cenni storici Le precedenti edizioni della Relazione sullo Stato dell‟Ambiente (R.S.A.), prodotte dalla Regione Siciliana, hanno fornito certamente un contributo sostanziale alla conoscenza ed all‟interpretazione della situazione ambientale dell‟Isola ed altresì un valido supporto e riferimento ai fini dell‟orientamento e delle scelte della programmazione e della pianificazione su scala vasta in ambito regionale. La presente nuova versione della R.S.A., predisposta nell‟anno 2007, offre un assetto per certi versi differente e trae spunti e benefici dalle analisi di contesto eseguite nell‟ambito della Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) del “Programma Operativo Regionale FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007-2013”, del “PSR (Programma di Sviluppo Rurale) Sicilia 20072013” e del “Programma Operativo FEP (Fondo Europeo Pesca) 2007-2013”. Pur nel pieno apprezzamento del lavoro svolto nelle R.S.A. del passato, alcuni obiettivi essenziali da perseguire nella presente relazione, fra loro almeno in parte correlati, consistono, da un lato, nell‟acquisizione di ancora migliori capacità di sintesi e d‟interpretazione dei fenomeni osservati nei diversi settori d‟indagine e dall‟altro, nel raggiungimento di una più articolata ed esplicita formulazione delle conclusioni finali, dalle cui evidenze è opportuno possano anche scaturire dei suggerimenti mirati ad indirizzare gli interventi futuri. Tenuto conto della ragguardevole consistenza del testo e degli allegati delle precedenti R.S.A., si è cercato di rendere la nuova edizione più snella e concisa, ai fini di una più agevole consultazione. Per quanto concerne i grafici e le tabelle, la relazione sarà corredata unicamente da alcuni schemi fondamentali, per non appesantire eccessivamente l‟esposizione. Il suo contenuto integrale sarà disponibile sia su supporto cartaceo che informatico (sul sito dell‟Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente). Uno sforzo ulteriore è stato compiuto poi verso una maggiore semplificazione e chiarezza nel linguaggio adoperato nel testo, evitando tecnicismi eccessivi ed approntando appositi glossari, nei quali gli autori spiegano il significato della terminologia adoperata. È stata apprestata, inoltre, in chiusura, una legenda riguardante gli acronimi più ricorrenti nella trattazione. Tutto ciò dovrebbe comportare una lettura più facile e una migliore comprensione del documento, oltretutto, per i non addetti ai lavori ed i non specialisti. Entrando nel merito dei contenuti effettivi della relazione, rispetto alle R.S.A. antecedenti, si è giudicato conveniente concertare una ripartizione in parte differente delle materie affrontate, separando fra loro taluni argomenti ed aggregandone invece altri. Inoltre, si sono poste in risalto alcune problematiche significative meno sviluppate nelle versioni pregresse od ivi non individuate come temi indipendenti e quindi esaminate in maniera trasversale e non unitaria nell‟ambito dei vari paragrafi. Passando a considerare adesso più dettagliatamente le tematiche investigate, una prima impostazione seguita, ove possibile, ricalca sommariamente il criterio già adottato nelle precedenti R.S.A., discendente dalla metodologia D.P.S.I.R. (Determinanti – Pressioni – Stato – Impatti Risposte), largamente utilizzata nella V.A.S. ed in genere nelle analisi ambientali. La presente relazione, a parte i capitoli introduttivi “Presentazione - Cenni storici” e “Crescita sostenibile”, è costituita però non da due, ma da tre sezioni principali, dedicate rispettivamente ai fattori determinanti, agli elementi di interrelazione ed allo stato delle matrici ambientali coinvolte (anziché i determinanti e le matrici soltanto), più un capitolo conclusivo, dove viene sintetizzata la situazione attuale e vengono estrapolate le tendenze basilari. I capitoli sono distinti a loro volta in uno o Regione Siciliana Regione Siciliana
  12. 12. Presentazione - Cenni storici Presentazione - Cenni storici più paragrafi, usualmente organizzati in una prima parte introduttiva, nella quale sono richiamate le caratteristiche intrinseche della tematica in esame e la normativa in materia, una seconda parte centrale, dove sono descritte le interazioni con l‟ambiente e riportate le matrici interessate, lo stato attuale e le tendenze ed una parte conclusiva, in cui sono segnalati gli impatti sulla salute della popolazione (salvo che nel capitolo “ Natura e diversità ambientale”), le necessità e le proposte per la mitigazione degli impatti negativi. In appendice sono poi inseriti i glossari e la bibliografia essenziale di riferimento. I fattori determinanti sono raggruppati in otto categorie fondamentali, successivamente menzionate: 1) “Agricoltura, selvicoltura e zootecnia”; 2) “Pesca”; 3) “Acquacoltura”; 4) “Attività industriali ed energia”; 5) “Edilizia ed urbanizzazione”; 6) “Trasporti”; 7) “Turismo”; 8) “Fenomeni di dissesto territoriale e rischi naturali”. Si è dato pertanto più ampio spazio, ex novo, nel quadro della prima sezione, alle problematiche dell‟edilizia civile, dell‟abusivismo edilizio ed dell‟urbanizzazione, le quali si è del parere meritino uno svolgimento indipendente, viste le condizioni di compromissione ambientale, ad esse dovute, esistenti in molte zone della Sicilia, soprattutto in relazione alla sottrazione di aree naturali e/o seminaturali, all‟occupazione di suolo ed all‟impermeabilizzazione di vaste superfici. L‟acquacoltura, stante la sua crescente importanza in Sicilia, è stata considerata in un capitolo a parte, distaccato dalla pesca. Anche le tematiche legate al turismo sono state oggetto di particolare studio e parimenti vengono svolte autonomamente, tenuto conto della rilevanza di tale settore nell‟economia dell‟Isola e delle sue prospettive di sviluppo. Con un approccio, si ritiene, abbastanza innovativo, i fenomeni di degrado territoriale ed i rischi naturali vengono riuniti nell‟unico capitolo “Fenomeni di dissesto territoriale e rischi naturali”, ove trovano posto esclusivamente, quindi, le tematiche inerenti gli elementi di minaccia per il territorio, che si manifestano sia sotto forma di processi di deterioramento a lenta evoluzione, spontanei o causati dall‟antropizzazione, quali desertificazione, dissesto idrogeologico progressivo e perdita di suolo, erosione ed arretramento delle coste, sia sotto forma di pericoli naturali incombenti generati da eventi calamitosi improvvisi, cioè associati al rischio sismico, vulcanico ed idrogeologico (frane, esondazioni). Altra novità, la disamina dell‟uso del suolo non viene condotta nello stesso contesto, poiché la questione viene inquadrata volta per volta nei capitoli che passano in rassegna i diversi ambiti territoriali (zone agricole, centri urbani, aree industriali); così pure è stato scorporato da questa sede l‟argomento delle attività estrattive, illustrato invece nel capitolo “Attività industriali ed energia”. I rischi di gravi incidenti di origine antropica, che per l‟ambiente si riconducono essenzialmente ai rischi industriali, sono inglobati, similmente, nel capitolo appena richiamato. Nella sezione concernente gli elementi di interrelazione, vengono presi in esame alcuni fenomeni risultanti dalla stretta correlazione fra le attività umane e l‟ambiente di ricezione. La stessa verte quindi sulle categorie di base appresso indicate: 1) Rifiuti; 2) Siti contaminati; 3) Agenti fisici e radiazioni; 4) Popolazione, ambiente e salute. Il capitolo, di cui al punto 3), si occupa delle radiazioni (ionizzanti e non) emesse da fonti artificiali (impianti e dispositivi di vario genere) nell‟atmosfera, delle radiazioni provenienti da fonti naturali (solari e cosmiche) ed anche di quelle presenti sostanzialmente nel suolo e nel sottosuolo (principalmente ionizzanti e derivanti dal radon, un gas nobile radioattivo). Per ciò che attiene i temi della salute umana e dei disturbi ai quali può andare soggetta la popolazione, essi sono in primo luogo vagliati tra gli effetti indesiderati nel testo di tutti i capitoli delle tre sezioni (tranne che nel capitolo “Natura e diversità ambientale”) ed inoltre la corrispondente analisi è riassunta altresì, onde poter disporre di un quadro riepilogativo, all‟interno del capitolo “Popolazione ambiente e salute”, che è stato integrato nella seconda sezione sugli elementi di interrelazione, in quanto la pressione demografica costituisce, inversamente, un importante fattore di impatto sull‟ambiente. La terza sezione è rivolta, infine, alla verifica della situazione esistente nei vari comparti in cui può essere scomposto il sistema ambientale in senso lato ed è formata dai seguenti sei capitoli: 1) Natura e diversità ambientale; 2) Ambiente marino e costiero; 3) Acque interne; 4) Atmosfera; 5) Paesaggio e patrimonio culturale; 6) Sistemi urbani e pianificazione. Si è giudicato necessario, in un‟ottica di aumentata sensibilità ed attenzione per il mondo naturale, mettere a fuoco maggiormente i problemi afferenti la flora e la fauna selvatica, le aree forestali, la biodiversità, gli ecosi2007 2007 9 Cap. 1
  13. 13. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 10 Cap. 1 Cap. 1 stemi a rischio e l‟equilibrio biologico, nonché la cosiddetta “geodiversità”, termine coniato di recente (Sharples, 1993), che, parallelamente alla biodiversità per gli esseri viventi, attesta la variabilità degli elementi abiotici (denominati più appropriatamente “geositi”, ulteriore neologismo, il quale ha sostituito il vocabolo “geotopi”, caduto ormai in disuso), in un determinato contesto territoriale. I geositi sono stati considerati parte integrante del patrimonio naturale dall‟UNESCO, concezione ripresa anche in Italia dall‟Agenzia per la Protezione dell‟Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT) e, pertanto, si è dell‟avviso assumano pienamente il significato di autentici beni ambientali, significato che trascende il mero interesse accademico. Si è ritenuto opportuno, perciò, inserire la relativa trattazione nel capitolo sulla natura e la diversità ambientale. In altre parole, in armonia con il principio succitato, si è giudicata prioritaria l‟esposizione degli argomenti strettamente concernenti la branca delle scienze ecologiche, sia dando prevalente rilevanza, in linea di massima, ai problemi correlati a questi campi, sia ampliando ed approfondendo, segnatamente, i capitoli tipicamente “naturalistici”, quali “Natura e diversità ambientale”, “Ambiente marino e costiero”, ed altri di diversa impronta, quali “Pesca” ed “Acquacoltura” della prima sezione, per le innegabili implicazioni ambientali connesse, ferma restando, chiaramente, l‟importanza primaria della tutela della sanità umana e della prevenzione degli effetti negativi sulla popolazione. Ad esempio, il problema degli incendi è stato affrontato integralmente nel capitolo “Natura e diversità ambientale” e non è stato trattato invece in altre sedi, poiché esso riveste un ruolo essenziale tra i fattori d‟impatto sugli ecosistemi naturali. Per la prima volta, poi, è stata avviata, nel paragrafo sui fattori di pressione del capitolo nominato, un‟analisi della situazione dei corsi d‟acqua sotto il profilo della perdita di “naturalità”, concepita come stima dell‟incidenza delle modifiche e del grado di cementificazione, indotti dalle opere e dai lavori realizzati lungo l‟alveo e le sponde, sugli ecosistemi originari. L‟esercizio della caccia e le varie attività e pratiche legali ed illegali correlate, tematiche finora abbastanza trascurate a paragone di altre, sono state oggetto di maggiore attenzione nella nuova R.S.A., specialmente nel campo delle proposte, giacché si è dell‟avviso arrechino ripercussioni non secondarie sulla consistenza delle popolazioni animali stanziali e migratorie, in un contesto biologico regionale che mostra segni di notevole depauperamento rispetto alle epoche passate. In linea con un simile criterio di tipo “ecologico puro”, le formazioni forestali esistenti nel territorio siciliano, con l‟unica eccezione degli impianti di arboricoltura da legno, sono valutate in primo luogo quali ecosistemi naturali o seminaturali, piuttosto che come risorse da sfruttare per finalità produttive ed economiche: ragion per cui sono analizzate all‟interno del capitolo sulla natura e la diversità ambientale e non in quello inerente agricoltura, selvicoltura e zootecnia, criterio peraltro già osservato anche in passato. In modo analogo, nel capitolo “Ambiente marino e costiero” sono illustrati i parametri chimici, fisici e biologici delle acque marine che circondano la Sicilia, le caratteristiche oceanografiche generali ed i problemi inerenti la flora e la fauna marine, mentre non sono sviluppati gli aspetti pertinenti la sedimentologia e la fisiografia costiera, per i quali si rimanda per l‟appunto al capitolo sui fenomeni di dissesto territoriale e sui rischi naturali. Dopo aver sommariamente esposto gli scopi ed i contenuti della R.S.A. 2007, prima di concludere la presente introduzione, si è dell‟avviso sia indispensabile evidenziare in questa sede come la Sicilia rappresenti, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, i suoi connotati biogeografici di crocevia tra Europa, Asia ed Africa e la sua peculiare insularità non assoluta, data la vicinanza della costa calabrese e le vicende del passato geologico, una terra sicuramente unica nell‟ambito del cosiddetto “Mondo Antico”. Altrettanto indispensabile appare, ciò nondimeno, prendere atto pienamente della circostanza che la nostra regione ha subito, in realtà, a partire dalle età più remote e per molti secoli fino ad oggi, una pressione antropica assai notevole ed uno sfruttamento delle risorse intenso e continuativo, risultando adesso, perciò, probabilmente un‟area profondamente modificata dall‟uomo, come del resto gran parte del continente europeo. Basta pensare che già nel periodo dell‟antichità classica, dopo la conquista dell‟Isola da parte delle legioni romane durante le Guerre Puniche, fu attuato un drastico disboscamento delle foreste naturali e degli ecosistemi a macchia mediterranea allora esistenti in buona parte del territorio siciliano, per Regione Siciliana Regione Siciliana
  14. 14. Presentazione - Cenni storici Presentazione - Cenni storici far posto principalmente a colture cerealicole, che ben si adattavano alle condizioni pedoclimatiche dei luoghi: la Sicilia sarebbe diventata così il primo celebre “granaio” di Roma. Da quei tempi lontani la trasformazione territoriale è andata avanti incessantemente su scala globale, coinvolgendo pressoché tutti gli ecosistemi primitivi esistenti, con l‟eliminazione di gran parte della vegetazione originaria, sostituita spesso su ampi spazi da monocolture, la conseguente erosione accelerata dei suoli e dei versanti, il graduale inaridimento del clima e l‟estendersi dei processi di desertificazione, la nascita e l‟espansione di numerosi centri abitati, l‟urbanizzazione di borghi e campagne, la costruzione di strade ed infrastrutture, la strage della fauna selvatica, per terminare questo elenco incompleto con le moderne problematiche della diffusione capillare dell‟abusivismo edilizio e del massiccio ricorso all‟imbrigliamento ed alla cementificazione dei corsi d‟acqua. Un‟indagine condotta in epoca borbonica (1847) rendeva noto che circa la metà della copertura forestale dell‟Isola era stata cancellata nella prima parte del secolo, con innegabili ripercussioni sul clima, che portarono ad un evidente aumento della siccità. Nel 1925, all‟inizio del “Ventennio”, con la “battaglia del grano” propugnata dal fascismo, nel tentativo di rendere l‟Italia indipendente dalle importazioni di cereali dall‟estero, fu potenziata ancora forzatamente la produzione di frumento in Sicilia, talvolta a danno di differenti colture specializzate. Al medesimo periodo (1928 - 1940) risalgono le leggi sulle bonifiche, operanti a livello nazionale (grazie alle quali fu compiuta la famosa bonifica delle paludi pontine) e quella specifica sulla colonizzazione del latifondo siciliano. In base a tale impianto normativo, nella regione fu avviata da parte del governo una nuova fase di interventi di risanamento igienico, sistemazione idraulica, realizzazione di strade, infrastrutture, edifici e villaggi nelle campagne (tra cui i caratteristici Borghi Rurali), che avrebbe inciso in maniera non marginale sullo stato naturale dei luoghi. È forse illuminante ricordare, a questo punto, uno degli eventi coevi tristemente più emblematici del progressivo impoverimento biologico della regione ed inoltre della noncuranza, se non dell‟ostilità, sovente dimostrate in passato dalla nostra specie verso il patrimonio naturale e gli altri esseri viventi, ossia l‟episodio dell‟ultimo abbattimento, di cui si ha notizia (1937), di un esemplare di lupo appenninico (Canis lupus italicus) allo stato selvaggio esistente in Sicilia; furono così definitivamente annientate le popolazioni di uno dei pochissimi mammiferi autoctoni di taglia cospicua sopravvissuti nell‟Isola dopo le grandi estinzioni della fine del Pleistocene (Quaternario): una perdita irrimediabile, segno di una frattura profonda ed insensata tra il genere umano e l‟ambiente che lo ospita. Di sicuro, non consola il fatto che il medesimo atteggiamento all‟epoca era riscontrabile anche in molte nazioni europee fra le più progredite, come la Germania, dove, tanto per rimanere nel tema, l‟ultimo lupo in libertà fu ucciso appena undici anni più tardi, nel 1948. È certamente plausibile che nell‟Isola, per le ragioni che si sono succintamente riferite, non sussista più oggigiorno alcuna area, tranne forse qualche luogo di difficile accesso, effettivamente “vergine” (nell‟accezione comunemente usata per le grandi foreste primarie della biosfera), vale a dire intatta, allo stato naturale originario, che non sia, cioè, mai stata soggetta ad una qualche interferenza da parte dell‟uomo. È attendibile comunque che altri paesi d‟Europa abbiano seguito un destino molto simile, specialmente quelli dove in modo più marcato si sono palesati i fenomeni connessi alla diffusione dell‟agricoltura, degli insediamenti stabili e della civilizzazione. Ancorché il territorio siciliano nel suo insieme sia rimasto esente da consistenti processi di industrializzazione, nella nostra regione, però, in misura maggiore che in gran parte dell‟Europa continentale, la situazione dell‟ambiente si è ulteriormente aggravata negli anni susseguenti al secondo conflitto mondiale, per lo sviluppo smodato ed incontrollato di tanti centri abitati, l‟abusivismo edilizio, la 2007 2007 11 Cap. 1
  15. 15. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 12 Cap. 1 Cap. 1 costruzione di numerose infrastrutture in aree vulnerabili, l‟agricoltura intensiva, la canalizzazione dei corsi d‟acqua, l‟eccessivo uso di autoveicoli inquinanti, l‟installazione in alcuni comprensori di stabilimenti petrolchimici ed energetici ad elevato impatto ambientale. Nello scenario indubbiamente non esaltante del dopoguerra, uno dei pochi fenomeni in controtendenza è stato il deciso cambio di rotta degli indirizzi politici verso una generalizzata azione di rimboschimento in tutte le province, congiuntura che ha consentito un considerevole accrescimento della superficie boscata totale dell‟Isola nella seconda metà del ventesimo secolo, passata da 100.000 ettari nell‟anno 1950 a più di 300.000 ettari nel 2000 1; non sempre, comunque, sono state messe a dimora essenze autoctone, essendo stati sovente introdotti alberi estranei o non adatti ai luoghi d‟impianto, come eucalipti e pini domestici. Tutto ciò premesso, è anche vero, tuttavia, che svariate zone della regione sono state risparmiate da alterazioni profonde ed irreversibili di matrice antropica e si presentano, in atto, in buono od in discreto stato di conservazione, mantenendo quindi concretamente condizioni di naturalità e di biodiversità soddisfacenti. Parecchi di questi siti rientrano ormai nel complesso sistema istituito di parchi regionali, riserve naturali, S.I.C., Z.P.S., I.B.A. e Zone Ramsar che la Sicilia vanta al suo attivo, per una percentuale totale di territorio protetto e/o vincolato, senza contare le aree marine, pari ad oltre 500.000 ettari, ossia a circa il 20% della superficie regionale, con fondate probabilità suscettibile di successivi incrementi. Tenuto conto di questi dati confortanti, dell‟articolato apparato normativo oggi vigente in campo ambientale a livello comunitario, nazionale e regionale e dell‟opinione pubblica, a paragone dei tempi passati, decisamente cambiata a favore del mondo naturale e di un ambiente più sano, possiamo ancora sperare in un futuro migliore non solo per la nostra Isola, ma anche per l‟intero Pianeta. Si auspica, pertanto, che la presente relazione, oltre a conseguire gli scopi intrinseci assegnati, assuma finalità più ampiamente divulgative e sia in grado di contribuire alla promozione dei valori ambientali nel contesto della società siciliana. 1 Dati gentilmente forniti dall‟Ufficio Speciale della Montagna dell‟A.R.T.A. Regione Siciliana Regione Siciliana
  16. 16. Crescita sostenibile Maurizio Lisciandra, TFA MATTM Antonino Genovesi, TFA MATTM Crescita sostenibile Assessorato regionale territorio e ambiente Assessorato regionale territorio e ambiente
  17. 17. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 14 Cap. 2 Cap. 2 2. Crescita sostenibile Crescita sostenibile "La crescita configura un aumento del prodotto senza modificazioni strutturali o di tipo qualitativo, mentre lo sviluppo presuppone un’espansione accompagnata da cambiamenti sostanziali nell’assetto socio-istituzionale e culturale”.1 Lo sviluppo è definito sostenibile quando soddisfa i bisogni presenti senza compromettere l‟abilità delle future generazioni di soddisfare i propri. La sostenibilità di un sistema economico indica la capacità di contenere le pressioni sull‟ambiente e sulle risorse naturali entro limiti che non danneggino il primo, privando l‟umanità di quelli che oggi si chiamano servizi ambientali, indispensabili per la vita. Sostenibilità significa anche ristabilire le condizioni di uso corretto delle risorse territoriali, idriche, energetiche e biologiche, al di sotto dei ratei di ricostituzione degli stock rinnovabili e al pareggio tra il consumo delle risorse non rinnovabili ed i ratei delle sostituzioni tecnologiche con risorse nuove. Crescita e sviluppo costituiscono un bisogno primario da soddisfare, a patto di essere sostenibili2: l‟affermazione è fonte di una serie di contraddizioni; infatti, se per crescita economica sostenibile si intende un aumento del livello del PIL reale e stabile nel tempo, senza il rischio di effetti di ritorno dovuti all‟eccessivo sfruttamento delle risorse e se per sviluppo sostenibile si intende la realizzazione di una crescita sostenibile di un insieme di variabili, allora l‟aumento di una di esse potrebbe, anche, ostacolare le altre. Ad esempio, l‟aumento di una produzione industriale inquinante determinerà da un lato l‟incremento del valore del PIL e allo stesso tempo l‟abbassamento della qualità dell‟aria, diminuendo, così, i valori di un altro indicatore che concorre alla determinazione dello sviluppo sostenibile. In definitiva, il problema è la realizzazione un processo di sviluppo sostenibile senza sacrificare quello di crescita. La sostenibilità necessita di un approccio multidimensionale di immediata lettura, che possa essere di supporto per l‟orientamento politico, allo scopo di facilitare le azioni di indirizzo del governo. Questa visione viene fatta propria dalla Relazione sullo Stato dell‟Ambiente che, tra i propri obiettivi primari, annovera la fornitura di un quadro diagnostico semplice, sintetico ed efficace della struttura del sistema territoriale, delle sue risorse, dei vincoli e dei punti sensibili e di debolezza, dei processi di gestione, controllo, degli attori, delle cause e dell‟intensità dei processi di trasformazione e delle interferenze con l‟ambiente. Le peculiarità regionali sono note e sono legate alla rilevanza della Sicilia nell‟area mediterranea, allo straordinario patrimonio naturale, artistico e di cultura, alla ricchezza delle città storiche, alla biodiversità, alla tipicità delle culture e delle colture regionali, alla fragilità del territorio, all‟esposizione al rischio di eventi naturali, in aggravamento per effetto dei cambiamenti climatici, alla lunghezza del profilo costiero, ai problemi dell‟immigrazione, ai livelli perduranti di di- 1 2 Totola Vaccari M.G. (1988), “Rivedere la gerarchia dei valori-guida: la qualità”, rivista Verdevivo n.15. Per approfondimenti sul concetto di sostenibilità si veda: http://www.undp.org/. Regione Siciliana Regione Siciliana
  18. 18. Crescita sostenibile Crescita sostenibile soccupazione e di cattiva occupazione, al ritardo nel recupero dei differenziali sociali, in particolare di genere, ai problemi di coesione interna, allo squilibrio dei flussi turistici, all‟abusivismo edilizio, alla concentrazione di sistemi industriali in talune aree territoriali. In estrema sintesi, l‟uomo ha assoggettato il territorio alle sue esigenze, lo sviluppo è visto come bisogno primario, tutti gli aspetti economici e sociali indicano la necessità di crescita (quindi di impiego di risorse), mentre gli aspetti legati all‟ambiente, al territorio e alla popolazione indicano l‟esigenza di assoggettare lo sviluppo a regole di sostenibilità. In questo contesto, l‟ambiente è visto come recettore delle conseguenze necessarie dello sviluppo economico e sociale della popolazione siciliana, anche se a livelli micro-territorali l‟ambiente stesso può rappresentare una fonte di reddito. In una visione più ampia, è sostenibile un utilizzo “consapevole” delle risorse, distinguendo tra fattori inquinanti “necessari” e fattori inquinanti “non necessari”; i primi si identificano con scarti di produzione “necessari” allo sviluppo ed alla crescita del paese, i “non necessari” sono la risultante della differenza tra ciò che si produce (sempre in termini di inquinamento) e ciò che sarebbe prodotto con una corretta gestione (dal punto di vista normativo o tecnico) degli inquinanti. I modelli di sviluppo e politica economica di una nazione indicano come necessario il sacrificio di alcune porzioni di territorio per la crescita dell‟intero sistema paese, perciò gli effetti sull‟ambiente devono essere valutati e costantemente monitorati. In questo capitolo si presenta un‟analisi sintetica degli aspetti legati alla necessità di sviluppo, che non necessariamente devono avere influenze sull‟ambiente, o per i quali il “prezzo” ambientale è ritenuto necessario. 2.1 Economia, attività produttive e servizi Nel concetto di sostenibilità è insita la consapevolezza che il livello di ricchezza e di benessere raggiunto da una società dovrebbero essere equamente distribuiti tra i suoi cittadini: la sostenibilità può essere considerata un problema esclusivamente politico su attività chiave, indispensabili al benessere sociale e alla competitività economica. Conseguentemente, nel rispetto dell‟ambiente, occorre ampliare il concetto di benessere oltre l‟aspetto reddituale3. Secondo questa lettura, la centralità del problema si sposta dal “welfare” al “well-being”, ossia la capacità degli individui di realizzarsi liberamente e quindi di conseguenza concretizzare non solo il proprio benessere ma anche la propria felicità. Gli indicatori di performance economica sono spesso impiegati per identificare lo sviluppo; le conseguenze ambientali dello sviluppo “necessario” sono invece utili a definire lo sviluppo sostenibile. Da qui, l‟inadeguatezza del PIL come indicatore atto a misurare il benessere e lo sviluppo è evidente, quando si considerano le molte attività che accrescono il PIL diminuendo il benessere4 e viceversa5. Tuttavia, un‟analisi della sua composizione fornisce indicazioni fondamentali per il decisore politico. La composizione del PIL regionale si caratterizza per un forte peso dei consumi, della spesa pubblica e delle importazioni nette extra-regionali, che determina un disavanzo commerciale della regione anche più ampio rispetto a quello che si registra complessivamente nel Mezzogiorno. La composizione settoriale del V.A. (Valore Aggiunto) evidenzia rispetto al resto del Paese un minore contributo del settore industriale ed una maggiore 3 P. Dasgupta, “Valuation and evaluation: Measuring the quality of life and evaluating policy” Londra, 1999, The Suntory Centre, London School of Economics and Political Sciences. 4 L‟incremento del consumo di benzina legato all‟aumento del traffico produce un incremento di PIL, come pure le attività di disinquinamento a seguito di incidenti ambientali, ed altresì la spesa sanitaria come unità di ricchezza prodotta. 5 Attività ricreative, sociali e di volontariato. 2007 2007 15 Cap. 2
  19. 19. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 16 Cap. 2 Cap. 2 componente di servizi e costruzioni. Il dato sull‟agricoltura, pari al 4,9%, è circa doppio rispetto a quello nazionale ed indica la vocazione territoriale verso questo settore. In termini di modello di specializzazione, si evidenzia il forte peso dei prodotti combustibili, chimici e farmaceutici, che sono pari a circa il 26% del totale valore aggiunto manifatturiero. Segue il comparto dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (18,2%), mentre il comparto dei beni strumentali e mezzi di trasporto ha un ruolo minore (posizionandosi al terzo posto con un peso del 15,5%, contro il 23,8% del Mezzogiorno). Il maggior peso sull‟export complessivo della regione (+56,1%) è da attribuirsi al settore dei prodotti petroliferi raffinati, le cui esportazioni sono aumentate del 15%. Simile anche la crescita delle esportazioni dei prodotti farmaceutici e chimici (+16,3%) e dei prodotti dell‟agricoltura, dell‟orticoltura e floricoltura (+9,4%). Lieve, invece, l‟aumento che ha interessato i prodotti chimici di base (+1,5%). In diminuzione (-12,1%), inoltre, le esportazioni di valvole e componenti elettronici. Il rapporto tra consumi di energia elettrica e produzione di energia elettrica forniscono un indice pari a 0,74, ciò sta a significare che la Sicilia esporta energia.6 La densità di imprese sul territorio è piuttosto bassa, con 72,1 imprese per 1000 abitanti, confrontato con il dato nazionale, pari a 87 e quello del Mezzogiorno, pari a 76 imprese (dati 2006). L‟economia dipende fortemente dalla dotazione di infrastrutture; da questo punto di vista la Sicilia, tra le regioni italiane, è una delle meno dotate. Il principale nodo è costituito senz‟altro dalle strozzature dei trasporti; il sistema produttivo locale risente della carenza di un sistema di trasporti su rotaia esteso ed efficiente. Esemplare e rappresentativa è la situazione della provincia di Caltanissetta, che costituisce il baricentro territoriale della regione, la quale (come nelle limitrofe realtà ennese ed agrigentina) risulta sotto dotata per quanto riguarda il sistema di trasporti su binario e gommato, avendo un sistema portuale (Gela), che è prettamente specializzato nel trasporto di prodotti petroliferi. Tutt‟altra è la situazione infrastrutturale della provincia di Catania, che presenta un indice generale di infrastrutture superiore al dato medio nazionale, anche se si conferma la carente condizione viaria e ferroviaria, mentre i porti, aeroporti e relative infrastrutture sono superiori al dato nazionale. La banca dati indicatori regionali per le politiche di sviluppo DPS-ISTAT fornisce le seguenti indicazioni: Le famiglie che denunciano irregolarità nell‟erogazione dell‟acqua sono il 31,90%, contro il 13,8% del dato nazionale (2005). Le persone che hanno utilizzato il treno almeno una volta nell‟anno sul totale della popolazione di 14 anni e oltre sono circa l‟11,67% (29,26% Italia - 2005). I passeggeri sbarcati e imbarcati per via aerea sono 190,45 per 100 abitanti, mentre il dato nazionale si attesta a 183,12, e quello del mezzogiorno è pari a 112,89. Il 14,90% del personale delle imprese (con più di 10 addetti) dei settori industriali e dei servizi utilizzano computer connessi a Internet, contro il 25,84% del dato nazionale (2006). 2.2 Aspetti socioeconomici Risulta ancora molto difficoltoso esprimere in termini quantitativi una misura sintetica dello sviluppo. Crescita e sviluppo sono concetti dinamici nel tempo, pertanto appare più idoneo rap- 6 Dato 2005. Regione Siciliana Regione Siciliana
  20. 20. Crescita sostenibile Crescita sostenibile portare gli indicatori economici e sociali riferiti alla singola regione con quelli relativi al contesto nazionale: la distanza rappresenta l‟obiettivo di crescita minimo rispetto al resto del paese; pur tuttavia, bisogna sottolineare che l‟Italia ha allo stesso tempo la necessità di crescere in rapporto agli altri paesi europei. In Sicilia, alla fine del II trimestre 2006, il numero di occupati è risultato pari a 1.511.000 unità, con un tasso di crescita su base annua pari al 3,4%. Il numero delle persone in cerca di occupazione è diminuito, invece, da 288.000 a 236.000 unità, facendo registrare una flessione del 17,9% su base annua (contro una flessione del Mezzogiorno del 14,6%). Il tasso di attività riferito al periodo gennaio-settembre 2006 è pari al 52%, contro il 53,2% del Mezzogiorno e il 62,7% italiano. Il tasso per genere, calcolato sulla popolazione di 15-64 anni, evidenzia la disparità nell‟accesso al mercato del lavoro, con 68,6% per gli uomini e 35,9% per le donne, mentre il dato nazionale per genere si posiziona a 74,7% per gli uomini e 50,7% per le donne. I dati relativi al tasso di disoccupazione riportano un valore pari al 13,6% (10,9% maschile e 18,4% femminile), mentre il dato nazionale si attesta al 6,7% (5,4% maschile e 8,8% femminile). Il reddito e i consumi della popolazione evidenziano un tenore di vita relativamente modesto. Il reddito pro-capite (€ 16.555,85) cresce con incrementi trascurabili, lasciando invariato il ritardo in termini di ricchezza disponibile tra la Sicilia e il resto d‟Italia (€ 24.152,13). I consumi procapite (€ 10.831,14) risultano nel 2004 notevolmente più bassi, rispetto al dato nazionale, che è di oltre 14 mila euro, nonostante una crescita media annua dell‟1% dal 2000 al 2004, contro lo 0,3% nazionale. Il dato relativo alla popolazione che vive in famiglie al di sotto della soglia di povertà è, per il 2005, il 34,55%, contro il 26,54% del Mezzogiorno ed il 13,05% nazionale. Tuttavia, bisogna tener presente che reddito e consumi sono solo due componenti del più generale concetto di “qualità della vita”. Gli indicatori che seguono offrono una prospettiva più ampia del concetto di sostenibilità sociale e quindi di qualità della vita di quanto possano offrirla il livello di reddito o il tasso di disoccupazione. Il 24,95% delle famiglie dichiara di avvertire molto o abbastanza il disagio legato al rischio di criminalità nella zona in cui vive, dato meno preoccupante che nel resto del Paese, dove lo stesso si attesta intorno al 31,32%. 7 La dispersione scolastica, attraverso l‟indicatore “abbandoni su iscritti al primo anno del totale delle scuole secondarie superiori” (ISTAT 2005), è pari al 14,76%, contro il 10,87% del resto del paese. La popolazione di 3 anni e più che esercita pratica sportiva in modo continuativo o saltuario, sul totale della popolazione di 3 anni e più (ISTAT 2005), è pari al 21,53%, contro il 24,20% del Mezzogiorno e il 31,26% nazionale. Anche rispetto al numero di biglietti venduti per attività teatrali e musicali, si registra un dato molto basso e pari a 37,81 per 100 abitanti, contro 52,71 per 100 abitanti su scala nazionale. 2.3 Tendenze Gli aspetti puramente economici indicano una situazione di distanza tra la regione e il resto del Paese e, d‟altra, parte la Sicilia figura ancora tra quelle regioni a obiettivo convergenza. Nonostante lo sviluppo della dotazione infrastrutturale in termini assoluti, non è stata colmata la “distanza” con il resto del Paese, che, seppure con curve di sviluppo differenti, ha continuato la sua crescita. Quindi, la Sicilia cresce lentamente a una velocità che consente di non perdere altro ter- 7 DPS-ISTAT, Banca dati indicatori regionali per le politiche di sviluppo (2006). 2007 2007 17 Cap. 2
  21. 21. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 18 Cap. 2 Cap. 2 reno, ma che difficilmente permetterà di raggiungere il livello di sviluppo degli altri territori italiani. I dati di PIL pro-capite e di consumo pro-capite vedono la popolazione siciliana svantaggiata e se utilizzati come variabili proxy della qualità della vita, la famiglia siciliana ha meno reddito a disposizione per soddisfare i propri bisogni. Per ciò che concerne gli aspetti ambientali, una ridotta capacità di produzione del sistema economico siciliano e la paritetica situazione nei consumi non sono correlati ad un minore sfruttamento delle risorse naturali, in quanto industrie chimiche, raffinerie e il settore delle costruzioni contribuiscono in maniera rilevante alla formazione del Pil. Crescono le città e le periferie in un modello di città territorio, con elevato consumo di terreno e scarsezza di servizi come aree a verde, parchi attrezzati, marciapiedi, ecc. Quindi, la Sicilia ha la necessità di crescere, e considerato che le risorse naturali a disposizione non sono facilmente incrementabili, si rende necessario un loro utilizzo più efficiente. Tra le tendenze positive, è aumentato il numero di norme che regolano la fruizione delle risorse naturali, e, di conseguenza, il controllo del territorio attraverso il monitoraggio delle zone con maggiori criticità, perseguendo il rispetto ambientale nella localizzazione dei nuovi insediamenti produttivi. Si può prevedere come risultato generale l‟appiattimento della curva di crescita della produzione non necessaria di inquinante. Bibliografia essenziale di riferimento DPEF Regione Siciliana, 2007. “Annuario statistico”, Regione Siciliana, 2007. ISTAT, ―ATLANTE STATISTICO DEI COMUNI‖, 2006. ―La sostenibilità ambientale del territorio‖ - Teorie e metodi. UTET, (F. Ferlaino), Cap. 1 – Valutazione della sostenibilità ambientale di un territorio e M. Monastero, A. Genovesi, B. Ricca, Cap.10 ―Sviluppo economico, ambiente e benessere: un indicatore multi-criteriale”. M. Monastero, 2002, ―Una misura alternativa al PIL: il cruscotto della sostenibilità‖, XXXIX Riunione Scientifica SIEDS, Siena. P. Dasgupta, ―Valuation and evaluation: Measuring the quality of life and evaluating policy‖, Londra, 1999, The Suntory Centre, London School of Economics and Political Sciences. Glossario Prodotto Interno Lordo (PIL): è il risultato finale dell’attività di produzione delle unità produttrici residenti, ai prezzi di mercato. Corrisponde alla produzione totale di beni e servizi dell’economia, diminuita dei consumi intermedi ed aumentata dell’I.V.A. gravante e delle imposte indirette sulle importazioni. Consumi finali: rappresentano il valore dei beni e servizi impiegati per soddisfare direttamente i bisogni umani, siano essi individuali o collettivi. Sono utilizzati due concetti: la spesa per consumi finali e i consumi finali effettivi. La differenza fra i due sta nel trattamento riservato ad alcuni beni e servizi che sono finanziati dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, ma che sono forniti alle famiglie come trasferimenti sociali in natura; questi beni sono compresi nel consumo effettivo delle famiglie, mentre sono esclusi dalla loro spesa finale. Valore aggiunto ai prezzi base: è il saldo tra la produzione e i consumi intermedi, in cui la produzione è valutata ai prezzi base, cioè al netto delle imposte sui prodotti e al lordo dei contributi ai prodotti. È calcolato al lordo dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM). Unità di lavoro: rappresenta la quantità di lavoro prestato nell’anno da un occupato a tempo pieno, oppure la quantità di lavoro equivalente prestata da lavoratori a tempo parziale o da lavoratori che svolgono un doppio lavoro. In tal modo, si quantifica in modo omogeneo il volume di lavoro svolto da coloro che partecipano al processo di produzione realizzato sul territorio economico di un Paese a prescindere dalla loro residenza. Variabile Proxy: Indicatore statistico che descrive il comportamento di un determinato fenomeno non osservabile direttamente. Sezione I - Fattori determinanti Regione Siciliana Regione Siciliana
  22. 22. Agricoltura, selvicoltura e zootecnia Domenico Galvano, TFA MATTM Giuseppe Messana, TFA MATTM Agricoltura, selvicoltura e zootecnia Ringraziamenti: Dott. Angelo Di Lorenzo – D.R.T.A., SERVIZIO 5 – RIFIUTI Assessorato regionale territorio e ambiente Assessorato regionale territorio e ambiente
  23. 23. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 20 Cap. 3 Cap. 3 3. Agricoltura, selvicoltura e zootecnia Agricoltura, selvicoltura e zootecnia 3.1 Caratteristiche strutturali Il territorio regionale può essere classificato sulla base del grado di ruralità (metodologia PSN su Indicazioni OCSE) in funzione della densità abitativa e di altri parametri (zona altimetrica, incidenza demografica, peso dell‟agricoltura). In Sicilia, si perviene, in tal modo, alla territorializzazione di cui in fig. 3.1 dividendo il territorio regionale in 4 zone: a) Aree rurali intensamente urbanizzate (corrispondenti ai poli urbani del PSN) b) Aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata c) Aree rurali intermedie d) Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo fig. 3.1: Classificazione delle aree rurali in Sicilia Fonte: PSR Sicilia 2007/2013 v 2.02 del 29 giugno 2007 Le Aree rurali intensamente urbanizzate comprendono 13 comuni con una notevole densità media (951,6 abitanti per kmq); in questi comuni ricadono quasi tutti i capoluoghi di provincia (ad eccezione di Enna e Caltanissetta), e alcuni comuni vicini a quelli metropolitani (tab. 3.1). Regione Siciliana Regione Siciliana
  24. 24. Agricoltura, selvicoltura e zootecnia Agricoltura, selvicoltura e zootecnia tab. 3.1: Presenza delle aree rurali Descrizione numero di comuni anno di riferimento 2000 u.m. n. superficie totale 2000 popolazione residente densità demografica 2005 2005 % ettari % n. % Ab/kmq tasso di occupazione 2001 a- aree rurali intensamente urbanizzate 13 b- aree rurali ad agricoltura intensiva 22 222 133 390 3,3 174.392 6,8 1.642.592 32,7 941,9 5,6 258.532 10,1 619.674 12,4 239,7 56,90 1.142.750 44,50 2.001.467 39,90 175,14 34,2 994.628 38,7 753.479 15 75,8 100 2.570.302 100 5.017.212 100 195,2 33,00 31,30 30,80 30,50 31,50 % c- aree rurali intermedie d- aree rurali con problemi complessivi di sviluppo Sicilia 21 Fonte: PSR SICILIA - elaborazioni su dati Istat Le Aree rurali ad agricoltura intensiva comprendono aree di pianura specificatamente rurali. Riguardano 22 comuni che occupano il 10,1% della superficie territoriale siciliana: trattasi di aree densamente popolate (231,6 abitanti per kmq) e con un tasso di occupazione vicino al valore medio regionale. Le Aree rurali intermedie comprendono esclusivamente territori di collina specificatamente rurali con una certa differenziazione delle attività economiche. Vi ricadono 222 comuni estesi su quasi la metà della superficie territoriale regionale con una densità media pari a 170 abitanti per kmq ed un tasso di occupazione, di poco inferiore rispetto al dato medio siciliano. Le Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo comprendono 133 comuni di cui 96 di montagna rurale e 37 di collina rurale. Vi fanno parte le aree con minore densità regionale e contraddistinte, nell‟ultimo decennio da calo demografico. Tali zone rappresentano circa il 39% della superficie territoriale e presentano il minor tasso di occupazione tra le macroaree individuate. Il sistema agroalimentare ha contribuito alla formazione del PIL regionale per il 6,3% nel 2004 con una composizione che, in Sicilia, è più centrata verso la fase agricola piuttosto che verso l‟industria alimentare e delle bevande. Nello stesso anno, la produzione agricola siciliana è stata caratterizzata da una forte incidenza degli ortaggi e patate (24,1% della produzione agricola totale), degli agrumi (17,4%) e della vite (11,6%), seguono le produzioni di carni (7,9%), cereali (7,5%), olivo (5,7%), frutta (5,1%) e fiori e piante ornamentali (4,1%). In Sicilia, il settore agricolo concorre in maniera più marcata alla produzione della ricchezza regionale nei confronti del dato nazionale, anche se il peso del valore aggiunto agricolo sul totale prodotto dall‟economia siciliana è diminuito nel corso del tempo (dal 5,2% del 1995-1999 al 4,2% del 2000-2003, ma è risalito nel 2004 al 4,9%). Considerando, poi, il parametro della “redditività della terra” (valore aggiunto per ogni ettaro di terra), nel 2004 in Sicilia è pari a 2.403 euro per ettaro, dato molto vicino alla media nazionale ed in aumento rispetto al 2000. Mentre la “produttività della terra” (rapporto fra la produzione agricola e la SAU), con il valore di 3.600 euro ad ettaro nel 2004 è lievemente inferiore rispetto alla media nazionale ma, pur sempre, in crescita nel tempo. Per quanto attiene il numero di aziende agricole in Sicilia al 2005 lo stesso è pari a 249.030, (ossia il 14,4% delle aziende agricole italiane ed il 9,8% della SAU totale nazionale). La superficie media per azienda, in termini di SAU, nel 2005 è pari a 5 ettari (4,3 ettari nel 2000). Il 31% delle aziende agricole (76.649 aziende) presenta una superficie minore ad un ettaro di SAU ma interessa tuttavia solamente il 3,2% della SAU regionale; il 48% una SAU compresa tra 1 e 5 ettari, e occupa il 22% della superficie agricola siciliana; il 20% delle aziende è compreso nella classe tra 5 e 20 ettari, e solamente l‟1,3%, ossia 3.122 aziende, presenta un‟estensione maggiore a 50 ettari, interessando, tuttavia il 25% della SAU regionale. Per quanto concerne le UDE (unità di dimensione economica) in Sicilia è presente una prevalenza di aziende di piccola dimensione; il 54,4% ha meno di quattro UDE (quindi 4.800 euro). La 2007 2007 Cap. 3
  25. 25. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 22 Cap. 3 Cap. 3 dimensione in termini di media economica aziendale in UDE è pari ad 8,1 nel 2005 (5 UDE nel 2000). Con riferimento alla zootecnia, la Sicilia presenta 17.073 (nel 2005) allevamenti (8° tra le regioni italiane per numero di aziende, il 5,6 % del totale nazionale). Gli allevamenti bovini e bufalini sono rappresentati, nel complesso, da circa 330 mila capi, quelli ovini da 545 mila capi e gli allevamenti avicoli da 2,3 milioni di capi. La conduzione delle aziende agricole riferita al 2003 è prevalentemente diretta dal coltivatore e all‟interno di questa forma prevalenti sono le aziende con sola manodopera familiare che, comunque, si riducono per numero rispetto al 1999. Dal confronto fra i dati degli ultimi due Censimenti emerge che le imprese dell‟industria alimentare che hanno fatto registrare il maggior incremento numerico sono quelle impegnate nella lavorazione e conservazione di frutta ed ortaggi. Nel settore produttivo lattiero-caseario diminuisce il numero di imprese ma aumentano gli addetti. La gran parte delle industrie è dedita alla prima trasformazione dei prodotti e sono prevalentemente a carattere artigianale e di piccole dimensioni (con meno di 9 addetti). Così come evidenziato nel “PSR Sicilia 2007-2013”, la debolezza strutturale del settore agro-industriale regionale è determinata dalla presenza di un contesto aziendale di piccole-medie dimensioni e da una scarsa concentrazione dell‟offerta. Grazie alle favorevoli caratteristiche pedoclimatiche ed alla specifica vocazione del territorio siciliano si riscontrano: una spiccata diversificazione dell‟offerta, lo sviluppo di metodi di produzione rispettosi dell‟ambiente e della salute dei consumatori, oltreché produzioni destagionalizzate come le orticole (in pien‟aria ed in serra) ed alcune produzioni frutticole di eccellenza come l‟uva da tavola, la pesca extratardiva, ecc. Di particolare rilievo risultano essere le produzioni di alta qualità a forte immagine e vocazione all‟export, con una importante presenza di prodotti a marchio DOP, IGP, DOC, IGT e tab. 3.2: Estensione degli impianti di arboricoltura da legno approvati e finanziati con i fondi del numerose produzioni tradizionali. P.S.R. 2000 / 2006 in Sicilia Il comparto dell‟agricoltura biologica si eProvincia Azione h1/ ha stende per 179.752 ettari di superficie1 e posi684,98 Agrigento ziona la regione Sicilia ai primi posti sia in 207,61 Caltanissetta Italia che in Europa. I produttori agricoli che 223,54 Catania si riconducono al sistema di produzione biolo270,25 Enna gico ammontano in Sicilia a più di 8.500, 74,18 Messina comprendendo in tal numero anche le imprese 1.032,83 Palermo di trasformazione. 142,31 Ragusa 275,96 Siracusa Per quanto riguarda il patrimonio forestale 267,15 Trapani regionale sottoposto a tecniche colturali di TOTALE 3.178,81 tipo agronomico, l‟esame della situazione Fonte: Regione Siciliana, Assessorato Agricoltura e attuale fa riferimento all‟Inventario Nazionale Foreste - Dipartimento Regionale delle Foreste delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio (INFC 2005), confrontata con i dati forniti dal Dipartimento Regionale Foreste. La superficie del bosco in Sicilia, secondo i dati riportati nell‟INFC 2005, si compone di impianti di arboricoltura da legno per una superficie pari ad 1 Fonte elaborazioni ARPA Sicilia Annuario 2005 Regione Siciliana Regione Siciliana
  26. 26. Agricoltura, selvicoltura e zootecnia Agricoltura, selvicoltura e zootecnia ettari 1.137. Si segnala che per tale classe inventariale si sono riscontrate le maggiori difficoltà di riconoscimento da fotointerpretazione; pertanto il dato è sottostimato. Difatti analizzando tale dato e confrontandolo con le superfici recentemente impiantate con i fondi PSR 2000 – 2006 risulta che le superfici interessate dall‟Azione H1 “Imboschimenti per arboricoltura da legno” dal 2000 al 2006 sono pari ad oltre 3.178 ettari (tab. 3.2); tali superfici comprendono le seguenti categorie di intervento: impianti di latifoglie a rapido accrescimento (pioppicoltura), impianti di resinose (pini, cipressi cedri ecc.) ed impianti di latifoglie o piantagioni miste contenenti almeno il 75% di latifoglie (arboricoltura da legno). Da tale analisi emerge che nell‟ultima fase della programmazione PSR, fino al 2006 si sono approvati e finanziati progetti che interessano l‟arboricoltura da legno o l‟impianto di specie forestali transitorie su un‟estensione pari ad oltre 3.178 ettari, maggiormente concentrati nelle province di Palermo (ha 1.032,82) ed Agrigento (ha 684,98). Sulla superficie rimboschita, prima dell‟impianto era attuata principalmente la coltura dei seminativi. 3.2 Normative di riferimento 3.2.1 Ambito internazionale e comunitario Comunicazione Commissione (COM/2005/658) ―sul riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile: Una piattaforma d’azione” Comunicazione della Commissione (COM/2005/628) ―Piano d’azione per le biomasse‖ Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento (COM/2006/302) sul ―Piano d’azione dell’UE per le foreste” Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento (COM/2005/85) sull’attuazione della strategia forestale dell’Unione europea Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento (COM/2005/670) sulla strategia tematica per l’uso sostenibile delle risorse naturali Comunicazione della Commissione (COM/2006/231) “Strategia tematica per la protezione del suolo” Comunicazione della Commissione Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (COM/2006/372) che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi Direttiva 2006/11/CE concernente l’inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell’ambiente idrico della Comunità Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento Europeo e del Consiglio concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio 3.2.2 Ambito nazionale Decreto legislativo n. 152 del 3 Aprile 2006 “Norme in materia ambientale” Legge n. 96 del 20 febbraio 2006 ―Disciplina dell’agriturismo” Decreto Ministeriale del 16 giugno 2005 (MATT). ―Linee guida di programmazione forestale‖. Decreto Ministeriale del 25 marzo 2005: “Elenco dei proposti siti di importanza comunitaria per la regione bio-geografica mediterranea in Italia ai sensi della direttiva 34/92/CEE”. Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali 6 ottobre 2005 “Individuazione delle diverse tipologie di architettura rurale presenti sul territorio nazionale e definizione dei criteri tecnico-scientifici per la realizzazione degli interventi, ai sensi della legge 24 dicembre 2003, n. 378, recante disposizioni per la tutela e la valorizzazione della architettura rurale”. Decreto Ministeriale del 7 aprile 2006 (MIPAF) ―Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all’art. 38 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152‖. Legge 9 gennaio 2006, n. 14 “Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000”. Decreto Ministeriale del 6 luglio 2005 (MIPAF) ―Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e degli scarichi dei frantoi oleari, di cui all’art. 38 del d.lgs. del 11 maggio 1999, n. 152‖. Decreto Legislativo n. 217/2006 “Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti” Decreto Ministeriale n. 12541 del 21 dicembre 2006 (MIPAF) per la condizionalità anno 2007 (Anno 2006) Decreto Ministeriale n. 4432 del 15 dicembre 2005 (MIPAF) per la condizionalità anno 2006 (Anno 2005) 2007 2007 23 Cap. 3
  27. 27. Relazione sullo stato dell’’ambiente Relazione sullo stato dell a mbiente 3.2.3 24 Cap. 3 Cap. 3 Ambito regionale D.D.G. Dipartimento Interventi Strutturali Assessorato Reg.le Agricoltura e Foreste n. 138 del 23 febbraio 2006 D.D.G. Dipartimento Interventi Strutturali Assessorato Reg.le Agricoltura e Foreste n. 191 del 27 febbraio 2007 Piano Regionale per la difesa della vegetazione dagli incendi (Decreto del Presidente della Regione Siciliana, n. 5 del 12 gennaio 2005) D.D.G. Assessorato Reg.le dell’Agricoltura e delle Foreste n. 193 del 25 Febbraio 2005 che definisce le norme di “ecocondizionalità” che gli agricoltori a livello regionale devono rispettare, specificate negli allegati al decreto n. 1 “Elenco dei criteri di gestione obbligatori” e n. 2 “Elenco delle norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali” D.D.G. interassessoriale (Assessorato Reg.le del Territorio e dell’Ambiente ed Assessorato Reg.le dell’Agricoltura e delle Foreste) n. 121 del 24 Febbraio 2005 che approva la nuova Carta regionale delle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola, corredata dalle relative note esplicative e dall’elenco dei fogli di mappa entro cui ricadono le zone vulnerabili, il nuovo Programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola e revoca il D.D.G. n. 193 del 17 febbraio 2003 D.D.G. Dipartimento Interventi Strutturali Assessorato regionale Agricoltura e Foreste n. 191 del 27 febbraio 2007 (Decreto regionale della Condizionalità della PAC per l’anno 2007) D.D.G. Dipartimento Interventi Strutturali Assessorato regionale Agricoltura e Foreste n. 138 del 23 febbraio 2006 (Decreto regionale della Condizionalità della PAC per l’anno 2006) Piano regionale per il controllo e la valutazione degli effetti derivanti dall’utilizzazione dei prodotti fitosanitari sui comparti ambientali vulnerabili.(G.U.R..S. parte I del 1.06.2007 n. 25) Programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola: TESTO COORDINATO del programma d’azione di cui al Decreto interassessoriale 53/2007, in attuazione della Direttiva 91/676/CEE e successivi decreti nazionali d’attuazione, e delle disposizioni contenute nell’ALLEGATO 2 del DDG 61 del 17/1/2007, che recepisce il Decreto 7 aprile 2006 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali relativo a ―Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento‖. 3.3 Interazioni con l’ambiente Attraverso le indicazioni ambientali delle fonti citate in bibliografia è stato possibile identificare appositi indicatori ambientali in maniera tale da potere meglio analizzare le interazioni fra il settore oggetto del presente capitolo e l‟ambiente. Tenendo conto dell‟analisi di cui sopra le interazioni hanno riguardato le seguenti matrici ambientali: aria, cambiamenti climatici ed energia; natura, biodiversità e paesaggio; suolo; risorse idriche. 3.3.1 Aria, cambiamenti climatici ed energia Nell‟Unione Europea l‟agricoltura è responsabile di circa il 10% delle emissioni di gas a effetto serra, causate dall‟attività zootecnica, dalla fertilizzazione e dalla gestione dei reflui zootecnici. Tuttavia si può, parallelamente, concorrere a contrastare efficacemente il cambiamento climatico attraverso una gestione sostenibile dell‟agricoltura (con pratiche quali la riconversione dei seminativi a prati e pascoli e l‟incremento di sostanza organica nel suolo) e della silvicoltura (produzione di bio-massa come fonte energetica rinnovabile e quindi nuovi impianti arborei, nonché utilizzo di legname meno pregiato). Regione Siciliana Regione Siciliana
  28. 28. Agricoltura, selvicoltura e zootecnia Agricoltura, selvicoltura e zootecnia Il settore agricolo, ed in particolare le aziende zootecniche e quelle di trasformazione e conservazione di prodotti lattiero-caseari, carne e ortofrutticoli, è responsabile della produzione di due tra i principali gas ad effetto serra: il metano (CH4) ed il protossido di azoto (N2O), mentre presenta emissioni poco significative di anidride carbonica (CO2). Con riferimento al tema energetico nel settore agricolo, i consumi del settore Agricoltura sono complessivamente pari a 407,01GWh (a tal proposito si veda la tab. 6.9 di pag. 95), mentre si manifesta come problematica la presenza di alcune zone agricole male o per nulla collegate con la rete elettrica regionale. Sarebbe, pertanto, auspicabile promuovere l‟autoproduzione energetica attraverso pannelli fotovoltaici, mini eolico ed impianti di valorizzazione della biomassa.2 Nel corso degli ultimi anni l‟interesse per l‟utilizzo di biomasse forestali ad uso energetico è cresciuto grazie alla messa in atto di azioni volte al contenimento delle emissioni di gas climaalteranti nell‟atmosfera (soprattutto CO2). Alcune disposizioni normative (come il D.M. dell‟Industria n. 79/1999) hanno incoraggiato l‟utilizzo delle biomasse quale risorsa energetica. In Sicilia è tuttora in corso di elaborazione il Piano Energetico Regionale (PER). In tale strumento viene indicato un programma di risparmio energetico per il settore agricolo con l‟utilizzo di biomasse agricole e forestali per la produzione di energia rinnovabile e la massimizzazione dei “sink” di carbonio con nuovi impianti forestali. Premesso questo, si riporta come, a tal proposito, alcuni strumenti di pianificazione come le “Linee guida del Piano Forestale Regionale (2004)” abbiano concentrato la loro attenzione verso popolamenti forestali già presenti in Sicilia, quali gli eucalitteti, da considerare come fonte di biomassa forestale con possibile destinazione energetica, per l‟alimentazione di una o più piccole centrali termoelettriche con potenza compresa fra 12 e 24 Mw. 3.3.2 Natura, biodiversità e paesaggio Una corretta e moderna prospettiva di pianificazione e gestione ecologica del territorio tende in principal modo al mantenimento della biodiversità. La biodiversità delle specie coltivate rappresenta in Sicilia un patrimonio di grande valore e comprende diverse specie e cultivar spesso collegate a tecniche di produzione oggi in disuso. Il mantenimento di tali tecniche e l‟approntamento di arboreti e campi per la conservazione del germoplasma sono alcune delle strategie per la salvaguardia di questo patrimonio, unitamente al mantenimento delle aree in cui le specie sono diffusamente coltivate. Quest‟ultima azione riveste anche il ruolo di tutela dei valori storici e paesistici. La tutela della biodiversità naturale e del paesaggio forestale si può attuare attraverso la pianificazione territoriale articolata sui seguenti elementi principali: la prevenzione dell‟invasione di specie esotiche, la mitigazione degli effetti dell‟inquinamento, degli incendi e dei cambiamenti climatici, la prevenzione dell‟eccessiva frammentazione, la rinaturalizzazione e il riordino strutturale e compositivo, la messa in atto di un‟adeguata rete di aree protette forestali, la prevenzione di pratiche di utilizzazione dei prodotti legnosi e non legnosi ad alto impatto, la crescita della consapevolezza pubblica della sostenibilità, il completamento degli strumenti d‟informazione sull‟intera filiera forestale a cominciare da carte e inventari per la pianificazione della gestione forestale sostenibile (GFS). 2 Attualmente, in Sicilia, non ci sono dati aggiornati inerenti gli impianti di produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole e forestali; lo stesso per la quantità di superficie agricola utilizzata (SAU) adibita alla produzione di energia rinnovabile. 2007 2007 25 Cap. 3

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