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Giochiamo con gli automi rel 99.00

  1. 1. Pagina 1 Giovanni Lariccia MATEMATICAMENTE Relazione finale sul corso L’ obiettivo finale del corso era quello di verificare empiricamente la validità dell’ assioma dovuto a Seymour Papert secondo il quale i bambini sono tutti virtualmente dei piccoli matematici che aspettano soltanto una situazione appropriata per manifestare la loro curiosità e sete di sapere e di scoprire. Durante il corso Pon che abbiamo realizzato nella scuola di San Giorgio del Sannio abbiamo avuto modo di sperimentare diverse capacità matematiche dei bambini:  la capacità di interiorizzare e memorizzare un “linguaggio segreto”di tipo matematico (Iperlogo)  la capacità di costruire con le mani, la carta, riga e compasso, forbici e colla oggetti matematici piuttosto complessi e molto belli, in particolare di costruire figure di tipo frattale che hanno la proprietà di essere “autosimilari”, ovvero uguali a sé stessi a diversi livelli di dettaglio (profondità).  la capacità di riprodurre gli stessi oggetti sul computer affidandone la costruzione a degli “automi”. Il termine automa è stato da noi utilizzato per parlare dei programmi, in modo più specifico per parlare dei programmi costruiti dagli stessi bambini usando il linguaggio pedagogico Iperlogo che ha le sue origini negli studi del grande psicologo svizzero Jean Piaget ripresi da Seymour Papert al Mit di Boston. Piaget ha studiato a fondo lo sviluppo dell’ intelligenza dei bambini, in particolare dell’ intelligenza matematica. Dopo di lui altre persone, proseguendo nella sua scia, hanno stabilito che se ai bambini viene data la possibilità di costruire i concetti matematici, possono diventare dei “matematici in erba”. In altre parole possono fare le loro scoperte e stabilire i loro teoremi. I concetti matematici non sono più cose astratte e astruse, ma diventano parte dei loro “mondi giocattolo” o, come noi li definiamo, diventano dei “micromondi”. Un micromondo, del resto, è qualcosa di molto vicino ad un videogioco. Se avete provato ad osservare i bambini che giocano con dei videogiochi avrete notato
  2. 2. Pagina 2 che di fronte a questo tipo di situazione anche i bambini più problematici dimostrano una grande motivazione, molta curiosità e un desiderio fortissimo i portare a termine i loro prodotti. Noi abbiamo constatato che i quaranta bambini dei due corsi Pon di San Giorgio del Sannio hanno esplorato alcuni micromondi costruendo, dentro questi micromondi, delle costruzioni del tutto originali usando la logica e la fantasia. Abbiamo cercato di fare in modo che questa esperienza diventasse per loro memorabile: per fare questo abbiamo cercato di rendere possibile il racconto delle loro scoperte, in modo che essi potessero rivivere le loro emozioni e comunicarle all’ esterno nella forma di una sorta di spettacolo conclusivo in cui i bambini si sono confrontati con sé stessi e con gli automi che essi stessi, con il nostro aiuto, hanno creato. Riteniamo che questo modello di corso sia ripetibile con altri bambini della stessa età e dunque ci auguriamo che venga ripetuto in altre scuole. Per questo abbiamo documentato l’ esperienza con delle foto e dei brevi filmati video in cui riprendiamo il lavoro sapiente delle loro mani ed il loro percorso di scoperta, in concreto e sul computer, delle strutture che hanno compreso ed interiorizzato. ARGOMENTI TRATTATI NEL CORSO Gli argomenti trattati, sia in modo virtuale (sul computer) che reale (con carta, forbici, colla, riga e compasso) sono:  Bersagli colorati  Rosoni  Facce facciose (costruzione di smiles)  Orologi colorati (figure di rotazione di un segmento che si conclude con un cerchio o un poligono  Il mondo dei triangoli colorati  Il mondo degli esagoni colorati e degli “alveari”  Il mondo dei quadrati, degli ottagoni e delle stelle ottagonali  Riproduzione libera (con il computer e con il cartoncino) della figura che si trova su un mosaico di Monreale  Il mondo dei frattali: le spugne di Sierpinski Nello spettacolo di fine corso i bambini hanno dimostrato una grandissima autonomia e capacità di replicare ed approfondire gli obiettivi che avevamo raggiunto durante l’ anno. Giovanni Lariccia, Docente di Didattica della Matematica Università Cattolica di Milano Docente di Didattica dell’ Informatica Università Lumsa di Roma

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