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Le componenti della coesione territoriale (R. Camagni 2004) La coesione territoriale
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Una strategia integrata di coesione territoriale: obiettivi e criteri di valutazione (R. Camagni 2004)
Le persone non dovrebbero trovarsi in situazioni di svantaggio ascrivibili al luogo in cui vivono o lavorano nell’Unione, ...
DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE” DICEMBRE 2005 (1) Persiste, sia pure in termini più contenuti rispetto agli anni precedent...
DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE” DICEMBRE 2005 (2) Una elaborazione condotta sui piccoli comuni della Basilicata (quelli ch...
DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE” DICEMBRE 2005 (3) <ul><li>I livelli di criticità nello sviluppo socio economico sono stati...
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Saldo complessivo 1991-2009 =  -  21.296 ab . ANDAMENTO POPOLAZIONE REGIONALE PER IL PERIODO 1991-2009
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Nell'ipotesi bassa  si prefigura uno scenario caratterizzato da scarsa crescita economica e da scarsa attenzione ai proble...
Piano di Assetto Territoriale del 1978  I n sostanza nel decennio 1961-1971 si accentua uno strano processo per cui le are...
L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
Accessibilità potenziale dei comuni lucani ai due capoluoghi di provincia L'obiettivo della coesione territoriale nella st...
L.R. 10/2002 ART. 22 - FONDO DI COESIONE INTERNA   <ul><li>si tratta di   un progetto sperimentale di rivitalizzazione dei...
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La valutazione degli investimenti in aree svantaggiate  Stima dell’impatto delle infrastrutture e degli assetti di reti st...
La valutazione degli impatti  <ul><li>L’analisi costi-efficacia sviluppata  per valutare l’impatto delle politiche interve...
Calcolo dell’indice il  “risultato per unità di costo” Il tempo complessivo di percorrenza di rete da ognuno dei 131 comun...
Gli scenari valutati La valutazione degli impatti  <ul><li>Scenario base, relativo all'attuale assetto di rete; </li></ul>...
La valutazione degli impatti  RISULTATO DELLE SIMULAZIONI
La valutazione degli impatti  Considerazioni conclusive L’analisi condotta  non va assunta come approccio di scelta tra al...
La valutazione degli impatti  Il basso valore dell’indice costo-efficacia connesso alle infrastrutture strategiche di live...
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Un approccio sintetico alla valutazione degli impatti sulle politiche di coesione degli investimenti strategici sulle infrastrutture stradali nella regione Basilicata, di Angelo Santo Luongo, Gabriele Nolè, Valente Mario Pantaleo

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Sesta Conferenza Nazionale in Informatica e Pianificazione Urbana e Territoriale

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Un approccio sintetico alla valutazione degli impatti sulle politiche di coesione degli investimenti strategici sulle infrastrutture stradali nella regione Basilicata, di Angelo Santo Luongo, Gabriele Nolè, Valente Mario Pantaleo

  1. 1. Un approccio sintetico alla valutazione degli impatti sulle politiche di coesione degli investimenti strategici sulle infrastrutture stradali nella regione Basilicata Angelo Santo Luongo(*), Gabriele Nolè(**), Mario Pantaleo Valente (**) (*) Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici – Regione Puglia (**) Università degli Studi della Basilicata
  2. 2. Contenuti dell’intervento <ul><li>La dimensione della “Coesione territoriale” nella UE </li></ul><ul><li>L’obiettivo della “Coesione territoriale” nella strategia regionale </li></ul><ul><li>L’impatto degli investimenti sulle infrastrutture stradali sulle politiche di coesione </li></ul>
  3. 3. La coesione territoriale ‘…………… .. Promuovere un progresso economico e sociale equilibrato e sostenibile, segnatamente mediante la creazione di uno spazio senza frontiere interne, il rafforzamento della coesione economica e sociale e l’instaurazione di un’unione economica e monetaria…’. Obiettivo centrale dell’Unione europea, come stabilito nel Trattato UE (articolo 2),
  4. 4. Nel documento dal titolo &quot;Stato e prospettive del territorio dell'Unione Europea&quot;, consegnato dalla Commissione ai Ministri territoriali dei 25 paesi nel maggio 2005, si precisa che: &quot; Benché non esplicitamente menzionato nella strategia, gli obiettivi di Lisbona incorporano implicitamente una dimensione territoriale in quanto rafforzano il capitale territoriale delle città e delle regioni europee nel modo seguente: sfruttando il potenziale endogeno delle singole aree; includendo i valori naturali e culturali; promuovendo l'integrazione e la connettività delle diverse aree con le altre aree rilevanti per il loro sviluppo; promuovendo una coerenza orizzontale e verticale fra le politiche e sviluppando una nuova governance territoriale&quot;. La coesione territoriale
  5. 5. Nuova Costituzione per l'Europa – Giugno 2004 L'articolo I-3 del trattato costituzionale, che comprende gli obiettivi interni ed esterni dell'Unione, fonde le disposizioni del trattato UE con quelle del trattato CE. Tra gli obiettivi generali riportati in quest'ultimi si aggiunge “ la promozione della coesione economica, sociale e territoriale e della solidarietà tra gli Stati membri” La coesione territoriale
  6. 6. Il concetto di coesione territoriale va oltre la nozione di coesione economica e sociale, in quanto ne integra e ne potenzia il significato. La coesione territoriale - sviluppo più equilibrato - riduzione disparità esistenti - prevenire gli squilibri territoriali e rendere più coerenti le politiche settoriali, che hanno un impatto territoriale, e la politica regionale. Obiettivi:
  7. 7. Le componenti della coesione territoriale (R. Camagni 2004) La coesione territoriale
  8. 8. La coesione territoriale Dimensione infrastrutturale Dimensione culturale Dimensione economica Dimensione sociale Dimensione paesistica DIMENSIONE TERRITORIALE Dimensione ambientale
  9. 9. Una strategia integrata di coesione territoriale: obiettivi e criteri di valutazione (R. Camagni 2004)
  10. 10. Le persone non dovrebbero trovarsi in situazioni di svantaggio ascrivibili al luogo in cui vivono o lavorano nell’Unione, ma dovrebbero avere La coesione territoriale ai servizi essenziali Accesso all’infrastruttura di base alla conoscenza Terzo Rapporto sulla Coesione della Commissione (febbraio 2004)
  11. 11. DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE” DICEMBRE 2005 (1) Persiste, sia pure in termini più contenuti rispetto agli anni precedenti, un problema di coesione interna regionale dovuto alla debolezza delle aree interne rispetto a quelle più forti poste nelle zone di confine, testimoniato ampiamente dalle dinamiche demografiche in atto. Il declino della popolazione è concentrato soprattutto nelle aree interne della regione L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  12. 12. DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE” DICEMBRE 2005 (2) Una elaborazione condotta sui piccoli comuni della Basilicata (quelli che, per dimensioni, sono i più marginali nei processi di sviluppo economico che, come è noto, tendono ad irraggiarsi a partire dalle aree urbane più grandi e attrezzate) mostra come quelli più deprivati, in termini di sviluppo socio-economico complessivo, sono quelli delle aree interne e montane della regione L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  13. 13. DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE” DICEMBRE 2005 (3) <ul><li>I livelli di criticità nello sviluppo socio economico sono stati definiti in base alla combinazione di parametri relativi: </li></ul><ul><li>al reddito medio pro capite, </li></ul><ul><li>alla dotazione di servizi alla persona di tipo primario, </li></ul><ul><li>ad una stima dei livelli occupazionali </li></ul>Livelli di criticità nello sviluppo socio economico dei piccoli comuni della Basilicata L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  14. 14. DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE” DICEMBRE 2005 (3) <ul><li>IL CONTESTO </li></ul><ul><li>DISPERSIONE DELL’INSEDIAMENTO </li></ul><ul><li>SCARSA ACCESSIBILITA’ INTERNA </li></ul><ul><li>TENDENZA ALLO SPOPOLAMENTO </li></ul>L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  15. 15. Saldo complessivo 1991-2009 = - 21.296 ab . ANDAMENTO POPOLAZIONE REGIONALE PER IL PERIODO 1991-2009
  16. 16. 66 comuni hanno subito una riduzione di popolazione oltre il 15 % 44 comuni hanno subito una riduzione di popolazione compresa tra 0 e 15 % 21 comuni hanno subito un incremento di popolazione, di cui 5 oltre il 10 % SALDO POPOLAZIONE NEI COMUNI LUCANI NEL IL PERIODO 1991-2009 - San Mauro Forte – 64,13 % - Oliveto Lucano – 42,16 % - San Paolo Albanese – 54,68% - Carbone – 54,28% <ul><li>- Pignola + 25,35 </li></ul><ul><li>- Marsicovetere + 21,72 % </li></ul><ul><li>- Tito + 17,63 % </li></ul><ul><li>Scanzano Ionico + 11,91 % </li></ul><ul><li>Nova Siri + 10,91 % </li></ul>-Matera + 8,73 % - Potenza 3,38 % marcato fenomeno ridistributivo della popolazione sul territorio regionale -il 55% dei comuni non supera i 3000 abitanti - il 36 % dei comuni varia da 3000 a 10000 abitanti
  17. 17. Nell'ipotesi bassa si prefigura uno scenario caratterizzato da scarsa crescita economica e da scarsa attenzione ai problemi sociali. Nell'ipotesi alta si parte da uno scenario opposto, in cui una vivace crescita economica offra l'opportunità di rafforzare gli investimenti anche nel campo sociale e sanitario. Nell'ipotesi media , relativa allo scenario più probabile, si parte dalle recenti tendenze demografiche si suppone un ulteriore miglioramento dei livelli di sopravvivenza rispetto a quanto già rilevato negli ultimi anni. [1] Istat, Settore Popolazione, “ Previsioni della popolazione residente per sesso, età e regione dal 1.1.2001 al 1.1.2051 ”, Roma 2002 PROIEZIONE POPOLAZIONE REGIONALE PER IL PERIODO 2001-2051
  18. 18. Piano di Assetto Territoriale del 1978 I n sostanza nel decennio 1961-1971 si accentua uno strano processo per cui le aree più popolate (ovviamente in senso assai relativo dati i bassi valori assoluti di densità) sono quelle poste lungo i confini regionali, mentre si accentua lo svuotamento del nucleo centrale della Basilicata compreso all'incirca tra l'alto Basento, l'alta e media Valle dell'Agri e il Metapontino, con la sola importante eccezione di Potenza. Da una prima analisi puramente quantitativa dell'andamento dei movimenti demografici, sembrano appunto essere stati i comuni che appartengono a quest'area quelli che hanno maggiormente contribuito sia allo sviluppo delle due maggiori città regionali che del Metapontino L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  19. 19. L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  20. 20. Accessibilità potenziale dei comuni lucani ai due capoluoghi di provincia L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  21. 21. L.R. 10/2002 ART. 22 - FONDO DI COESIONE INTERNA <ul><li>si tratta di un progetto sperimentale di rivitalizzazione dei piccoli comuni delle aree interne della Regione caratterizzati da particolari condizioni di declino socio economico e demografico </li></ul><ul><li>I comuni che accedono al fondo sono selezionati in base alle condizioni di svantaggio demografico e socio economico ed al fatto di appartenere alle aree interne </li></ul><ul><li>Il contributo, di fonte regionale, viene erogato ai comuni selezionati come beneficiari sotto forma di contributo a fondo perduto </li></ul>L'obiettivo della coesione territoriale nella strategia della Regione Basilicata
  22. 22. La valutazione degli investimenti in aree svantaggiate altitudine pendenza Andamento popolazione In Basilicata oltre il 90% del territorio amministrativo risulta “svantaggiato”
  23. 23. pur nella necessità acclarata di innalzare l’accessibilità intra-regionale, la presenza di elevati benefici unitari nella gran parte dei casi non giustifica alcun investimento in Basilicata . La valutazione degli investimenti in aree svantaggiate Lo strumento di valutazione degli investimenti consolidato e richiesto per il finanziamento di infrastrutture sia a scala europea che nazionale attiene all’analisi costi/benefici Ma la situazione lucana: -domanda sostanzialmente debole a fronte di costi di realizzazione consistenti - geomorfologia “svantaggiosa”
  24. 24. La valutazione degli investimenti in aree svantaggiate Stima dell’impatto delle infrastrutture e degli assetti di reti stradali strategiche individuate nella pianificazione e programmazione di settore della Regione Basilicata sui livelli di accessibilità diffusa mediante lo sviluppo di un’analisi costi-efficacia Tale approccio metodologico risulta, peraltro, coerente con quanto previsto dal documento UE “ Politica di coesione a sostegno della crescita e dell’occupazione: linee guida della strategia comunitaria per il periodo 2007-2013 ” del 2005, laddove si evidenzia come nelle regioni dell’obiettivo “Convergenza” e, in misura minore, nelle regioni “ a soppressione progressiva degli aiuti ”, le cui reti stradali sono inadeguate, si dovrebbero finanziare anche la costruzione dei collegamenti stradali indispensabili dal punto di vista economico
  25. 25. La valutazione degli impatti <ul><li>L’analisi costi-efficacia sviluppata per valutare l’impatto delle politiche intervento si è concretizzata: </li></ul><ul><ul><ul><li>nell’individuare quale effetto rilevante per la valutazione il tempo risparmiato complessivamente sulla rete per ogni scenario alternativo rispetto all’attuale assetto infrastrutturale; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>nel calcolare l'ammontare in termini fisici di tali effetti ricollegabile a ciascuna alternativa; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>nel misurare, per ciascun intervento, i relativi costi espressi in termini monetari; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>nel calcolare quale indice il “risultato per unità di costo” , dato dal rapporto tra il tempo risparmiato per ogni assetto di rete alternativo rispetto a quello base ed il costo ad esso associato (risparmio temporale prodotto rispetto all’attuale assetto della rete stradale per ogni milione di euro) </li></ul></ul></ul>
  26. 26. Calcolo dell’indice il “risultato per unità di costo” Il tempo complessivo di percorrenza di rete da ognuno dei 131 comuni della regione verso i restanti 130 per ogni scenario alternativo analizzato e per l’assetto attuale di rete è stato valutato attraverso sommatoria dei tempi per riga della matrice Origine /Destinazione (131 x 131) ricavata mediante l’utilizzo di un modello di assegnazione a reti non congestionate e di equilibrio deterministico . La valutazione degli impatti
  27. 27. Gli scenari valutati La valutazione degli impatti <ul><li>Scenario base, relativo all'attuale assetto di rete; </li></ul><ul><li>Scenario 1, relativo all'attuale assetto di rete implementato con il collegamento Nord-Sud “Tirreno-Adriatico”ed un costo di 4493 Meuro </li></ul><ul><li>Scenario 2, relativo all'attuale assetto di rete implementato con il collegamento mediano Murgia-Pollino ed un costo di 300 Meuro. </li></ul><ul><li>Scenario 3, relativo all'attuale assetto di rete implementato con il collegamento Salerno-Potenza-Bari ed un costo di 236 Meuro. </li></ul><ul><li>Scenario 4, relativo all'attuale assetto di rete implementato con i tre suddetti collegamenti ed un costo di 5690 Meuro. </li></ul><ul><li>Scenario 5, comprensivo delle opere prioritarie del PRV e del stralcio prioritario tratto Corleto P.-Laurenzana (“Saurina”) del Collegamento Nord- Sud, di cui allo scenario 1, dell’estensione di circa 16 Km. ed un costo stimato di 380,0 Meuro per un totale di 602 Meuro. </li></ul><ul><li>Scenario 6, comprensivo unicamente delle opere prioritarie del PRV ed un costo di 222 Meuro. </li></ul>Piano Regionale della Viabilità Infrastrutture Legge Obiettivo
  28. 28. La valutazione degli impatti RISULTATO DELLE SIMULAZIONI
  29. 29. La valutazione degli impatti Considerazioni conclusive L’analisi condotta non va assunta come approccio di scelta tra alternative, rispetto ad assetti di rete non completamente raffrontabili, bensì come una valutazione sintetica di efficienza degli investimenti programmati in uno scenario di scarsità di risorse finanziarie <ul><li>Elevato impatto dell’assetto di rete comprensivo del potenziamento degli itinerari trasversali prioritari del Piano Regionale della Viabilità rispetto alla realizzazione di infrastrutture stradali di livello e standard maggiori: </li></ul><ul><li>impatto diffuso sulla rete agendo non tanto sul grado di interconnessione fisico, quanto su quello funzionale poiché innalza le velocità di percorrenza di itinerari in gran parte esistenti; </li></ul><ul><li>di minor impatto ambientale in un contesto regionale caratterizzato da ampie aree destinate a parco o classificate Sic (Siti di importanza comunitaria) e Zps (Zona protezione speciale), rispetto alla realizzazione di infrastrutture stradali di livello e standard maggiori </li></ul>
  30. 30. La valutazione degli impatti Il basso valore dell’indice costo-efficacia connesso alle infrastrutture strategiche di livello superiore è sostanzialmente legato allo standard progettuale di riferimento che implica soluzioni plano-altimetriche e velocità di progetto che, in una realtà orografica e geologica quale la Basilicata fa sostanzialmente incrementare i costi di realizzazione Necessità di territorializzare gli investimenti al fine di ottenere elevati benefici economici e sociali a fronte di scarsi fruitori e, conseguentemente, giustificare priorità d’intervento ed di investimenti strategici sul territorio regionale. Qualsiasi investimento in ordine all'accessibilità non può prescindere da un coordinamento tra “politiche di trasporto” e “politiche insediative/territoriali/economiche” Considerazioni conclusive
  31. 31. Grazie per l’attenzione

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