INPUT 2010<br />LE VERIFICHE ARCHEOLOGICHE NELLE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE AMBIENTALE<br />Eduardo CALIANO, Rodolfo M. A....
Sommario<br /><ul><li>Introduzione
Modellizzazione
Applicazioni (Capaccio Paestum)
Obiettivi e Sviluppi futuri</li></li></ul><li>Quadro Normativo<br />T.U. Lavori Pubblici – dlgs 163/2006<br />Art. 95 Veri...
Rischio & Archeologia<br />Lo studio del “Rischio” Archeologico fa parte di un meccanismo fortemente legato al contesto te...
Introduzione<br />Vs<br />Archeologia  preventiva<br />Archeologia  contestuale<br />Piano; Programma; Progetto<br />(P.P....
Introduzione<br />Alcune definizioni: <br />Uno strumento che per le sue caratteristiche si propone di compiere un salto d...
Introduzione<br />Carta Archeologica = Carta delle emergenze = mappatura discreta<br />Carta del Potenziale archeologico =...
Introduzione<br />Indicatori diretti<br />Quadro Ambientale<br />Potenziale Archeologico<br />Sviluppo indicatori<br />Omo...
Introduzione<br />Il contesto normativo Europeo e Italiano, indirizza una definizione del Pericolo rispetto alle verifiche...
“Rischio” & Archeologia<br />R = Pe x Pt x Lst<br />Dove:<br /><ul><li> Pe rappresenta la pericolosità;
 Pt   rappresenta la potenzialità archeologica;
 Lst rappresenta il livello strategico dell’area in termini di importanza localizzativa, economica e sociale.</li></li></u...
 ritardo
 variante.</li></ul>In altri termini Lstrappresenta una omogenizzazione territoriale che consente la Valutazione su scala ...
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 di natura “ambientale” (geomorfologica, pedologica, etc.).</li></ul>La determinazione del Potenziale Archeologico:<br />L...
“Rischio” & Archeologia<br />Classificazione (empirica) del Potenziale Archeologico definita su quattro livelli differenzi...
“Rischio” & Archeologia<br />“Rischio” specifico: è ottenuto come combinazione  (concomitante) tra “azione” sollecitante e...
Indicatori<br />Classificazione degli Indicatori di Potenziale archeologico:<br /><ul><li> tipo diretto:
 storico/archeologici;
 tipo indiretto:
 geomorfologici
(geo)pedologici
spaziali e di paesaggio; </li></ul>ecologici<br />E’ opportuno sottolineare come per gli indicatori di tipo diretto la ric...
Indicatori<br />Classificazione degli Indicatori di Potenziale archeologico:<br /><ul><li> tipo diretto:
 storico/archeologici;
 tipo indiretto:
 geomorfologici
(geo)pedologicigg
 economico – sociali; </li></ul>ecologici<br />Tecniche quali quantitave, classazione degli indicatori e Peso degli indica...
Indicatori indiretti<br />
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Il Potenziale archeologico nell’ambito della Valutazione Ambientale, di Eduardo Caliano, Roberto Gerundo, Rodolfo M. A. Napoli

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Il Potenziale archeologico nell’ambito della Valutazione Ambientale, di Eduardo Caliano, Roberto Gerundo, Rodolfo M. A. Napoli

  1. 1. INPUT 2010<br />LE VERIFICHE ARCHEOLOGICHE NELLE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE AMBIENTALE<br />Eduardo CALIANO, Rodolfo M. A. NAPOLI, Roberto GERUNDO<br />Potenza, 15 settembre<br />
  2. 2. Sommario<br /><ul><li>Introduzione
  3. 3. Modellizzazione
  4. 4. Applicazioni (Capaccio Paestum)
  5. 5. Obiettivi e Sviluppi futuri</li></li></ul><li>Quadro Normativo<br />T.U. Lavori Pubblici – dlgs 163/2006<br />Art. 95 Verifica preventiva dell'interesse archeologico in sede di progetto preliminare<br />1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 28, comma 4, del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Misure cautelari e preventive, ndr), per le opere sottoposte all'applicazione delle disposizioni del presente codice in materia di appalti di lavori pubblici, le stazioni appaltanti trasmettono al soprintendente territorialmente competente, prima dell'approvazione, copia del progetto preliminare dell'intervento o di uno stralcio di esso sufficiente ai fini archeologici, ivi compresi gli esiti delle indagini geologiche e archeologiche preliminari secondo quanto disposto dal regolamento, con particolare attenzione ai dati di archivio e bibliografici reperibili, all'esito delle ricognizioni volte all'osservazione dei terreni, alla lettura della geomorfologia del territorio, nonché, per le opere a rete, alle fotointerpretazioni[…].<br />Art. 96 Procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico<br />1. La procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico si articola in due fasi costituenti livelli progressivi di approfondimento dell'indagine archeologica. L'esecuzione della fase successiva dell'indagine è subordinata all'emersione di elementi archeologicamente significativi all'esito della fase precedente. La procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico consiste nel compimento delle indagini e nella redazione dei documenti integrativi del progetto di cui alle seguenti lettere:<br />a) prima fase, integrativa della progettazione preliminare: <br />1) esecuzione di carotaggi; 2) prospezioni geofisiche e geochimiche; 3) saggi archeologici tali da assicurare una sufficiente campionatura dell'area interessata dai lavori; <br />b) seconda fase, integrativa della progettazione definitiva ed esecutiva: esecuzione di sondaggi e di scavi, anche in estensione.<br />
  6. 6. Rischio & Archeologia<br />Lo studio del “Rischio” Archeologico fa parte di un meccanismo fortemente legato al contesto territoriale. Comprende: <br />
  7. 7. Introduzione<br />Vs<br />Archeologia preventiva<br />Archeologia contestuale<br />Piano; Programma; Progetto<br />(P.P.P.)<br />Scelta di P.P.P.<br />
  8. 8. Introduzione<br />Alcune definizioni: <br />Uno strumento che per le sue caratteristiche si propone di compiere un salto di qualità nel passaggio da un approccio di tutela passiva del bene, pure indispensabile, ad uno preventivo, basato su una cartografia che tenga conto delle potenzialità diversificate dei bacini archeologici e su questa costruisca una gradualità del rischio.<br />(Andreucci 1999) <br />La Carta delle Potenzialità archeologiche per essere un effettivo strumento di tutela (attiva previsionale, ndr) , utilizzabile da chi opera sul territorio, deve segnalare con maggiore precisione possibile la consistenza del patrimonio archeologico conservato (e quindi la potenza della stratificazione archeologica e la superficie che occupa) individuando al tempo stesso le aree “archeologicamente vuote” utilizzabili quindi per lo sviluppo urbano (Guarnieri, 2001). <br />
  9. 9. Introduzione<br />Carta Archeologica = Carta delle emergenze = mappatura discreta<br />Carta del Potenziale archeologico = Utilizzazione consapevole del territorio<br />Da: Piano Strutturale Comunale di Faenza<br />
  10. 10. Introduzione<br />Indicatori diretti<br />Quadro Ambientale<br />Potenziale Archeologico<br />Sviluppo indicatori<br />Omogenizzazione indicatori<br />VAS<br />Indicatori indiretti<br />Overlay<br />Carta del Potenziale Archeologico<br />
  11. 11. Introduzione<br />Il contesto normativo Europeo e Italiano, indirizza una definizione del Pericolo rispetto alle verifiche archeologiche.<br />La definizione del Pericolo:<br />Il pericolo che piani, programmi o progetti possano subire rallentamenti, blocchi, revisioni (o finanche annullamenti) a causa della mancata o erronea percezione del rischio di impatto con le testimonianze archeologiche. Di contro il pericolo che l’erronea stesura di piani/programmi/progetti comporti un danno alla preesistenza archeologica.<br />
  12. 12. “Rischio” & Archeologia<br />R = Pe x Pt x Lst<br />Dove:<br /><ul><li> Pe rappresenta la pericolosità;
  13. 13. Pt rappresenta la potenzialità archeologica;
  14. 14. Lst rappresenta il livello strategico dell’area in termini di importanza localizzativa, economica e sociale.</li></li></ul><li>“Rischio” & Archeologia<br />R = Pe x Pt x Lst<br />Livello strategico dell’area <br />Indica l’importanza dell’area in termini di accessibilità, distanza dai poli di attrazione, vincoli territoriali, dunque della sua importanza economica nello sviluppo del territorio. Misura, in relazione al ruolo strategico dell’area, una percezione del danno che la mancata (o erronea) considerazione del fattore archeologico comporta sia sotto il profilo sociale ed economico, cioè dei costi per<br /><ul><li> mancata esecuzione
  15. 15. ritardo
  16. 16. variante.</li></ul>In altri termini Lstrappresenta una omogenizzazione territoriale che consente la Valutazione su scala ambientale dell’opzione urbanistica. <br />
  17. 17. “Rischio” & Archeologia<br />R = Pe x Pt x Lst<br />Pericolosità <br />Esprime la probabilità che il Piano (di seguito denominata anche “azione”) si sovrapponga, in una certa area e con una certa “intensità”, alla preesistenza archeologica. In altri termini la pericolosità esprime il grado di impatto dell’azione (antropica) di Piano sul Paesaggio (archeologico).<br />
  18. 18. “Rischio” & Archeologia<br />R = Pe x Pt x Lst<br />Potenziale archeologico<br />Esprime la probabilità che una determinata area restituisca testimonianze archeologiche. Il Potenziale archeologico è descrivibile attraveso tutta una serie di caratteristiche intrinseche del sito (inteso come porzione di territorio) oggetto d’esame. Tali condizioni riguardano caratteristiche:<br /><ul><li> di natura archeologica e storico-culturali;
  19. 19. di natura “ambientale” (geomorfologica, pedologica, etc.).</li></ul>La determinazione del Potenziale Archeologico:<br />Le caratteristiche del Paesaggio (inteso come parte omogenea di territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni – dlgs 42/2004) rappresentano delle spie. Indagandole con le tecniche tipiche delle scienze naturali è possibile estrarre opportuni indicatori di potenziale archeologico, i quali concorrono, incrociati con la Pericolosità di Piano/Programma/Progetto, a stabilire diversi livelli di rischio.<br />
  20. 20. “Rischio” & Archeologia<br />Classificazione (empirica) del Potenziale Archeologico definita su quattro livelli differenziati:<br />
  21. 21. “Rischio” & Archeologia<br />“Rischio” specifico: è ottenuto come combinazione (concomitante) tra “azione” sollecitante e caratteristica intrinseca del “paesaggio” in esame.<br />R0 = Pe x Pt<br />Tabella a pesi “equilibrati”.<br />
  22. 22. Indicatori<br />Classificazione degli Indicatori di Potenziale archeologico:<br /><ul><li> tipo diretto:
  23. 23. storico/archeologici;
  24. 24. tipo indiretto:
  25. 25. geomorfologici
  26. 26. (geo)pedologici
  27. 27. spaziali e di paesaggio; </li></ul>ecologici<br />E’ opportuno sottolineare come per gli indicatori di tipo diretto la ricerca proposta si basa su database “editi”. In altre parole è effettuata su rinvenimenti sporadici mappati, survey archeologici (ricognizioni di superficie), interpretazione di ortofoto ed elaborazione di immagini telerilevate. <br />
  28. 28. Indicatori<br />Classificazione degli Indicatori di Potenziale archeologico:<br /><ul><li> tipo diretto:
  29. 29. storico/archeologici;
  30. 30. tipo indiretto:
  31. 31. geomorfologici
  32. 32. (geo)pedologicigg
  33. 33. economico – sociali; </li></ul>ecologici<br />Tecniche quali quantitave, classazione degli indicatori e Peso degli indicatori<br />
  34. 34. Indicatori indiretti<br />
  35. 35. Indicatori indiretti<br />Modello digitale del Terreno (DTM)<br />Creazione DTM: <br /><ul><li>depurazione dagli elementi di disturbo antropico (ad es. viabilità primaria e ferroviaria);
  36. 36. creazione di classi altimetriche pertinenti.</li></li></ul><li>Indicatori (geo)pedologici<br />Analisi delle pendenze<br />
  37. 37. Indicatori (geo)pedologici<br />Analisi delle esposizioni<br />
  38. 38. Indicatori spaziali e di paesaggio<br />Analisi di visibilità (Viewshed)<br />
  39. 39. Indicatori geomorfologici<br />Definizione: Potenziale archeologico in funzione delle caratteristiche geomorfologiche<br />identifica le aree a potenziale rinvenimento di tracce (archeologiche), in situ o extra situ, in funzione delle unità di paesaggio (geomorfologico): <br /><ul><li> differenzia le aree soggette a prevalenti fenomeni erosivi da quelle a prevalenti fenomeni di deposizione;
  40. 40. attribuisce una potenzialità alle forme del paesaggio “adatte” alla scelta insediativa;
  41. 41. fornisce informazioni stratigrafiche sugli ipotetici livelli di frequentazione antropica.</li></li></ul><li>Indicatori geomorfologici<br />Paleosuolo sepolto: corpi pedogenetici inclusi in successioni stratigrafiche, cioè coperti da coltri sedimentarie sufficientemente spesse da isolarli dai processi di superficie (Cremaschi M./Ruellan 2007);<br />Cropmark: si manifestano a causa della crescita differenziata delle piante sul suolo. condizione del terreno. Per esempio, un muro di pietra sepolto influenzerà la crescita delle colture al di sopra di esso, poiché la sua presenza incanala l'acqua per portarla via dalla sua area.<br />
  42. 42. Indicatori geomorfologici<br />Attribuzione di Pt a Modello geomorfologico di unità di versante in roccia tenera associato a unità di piana costiera<br />Summit: superficie sommitale a morfologia dolce;<br />Shoulder: tratto di versante sommitale di raccordo;<br />Backslope: tratto rettilineo a maggiore pendenza;<br />Footslope: tratto basale concavo del versante (area deposizionale);<br />Shelf: ripiano (piattaforma).<br />
  43. 43. Indicatori geomorfologici<br />Attribuzione di Pt a Modello geomorfologico di unità di versante in roccia carbonatica associato a unità di piana alluvionale<br />Summit: superficie sommitale a morfologia dolce;<br />Shoulder: tratto di versante sommitale di raccordo;<br />Backslope: tratto rettilineo a maggiore pendenza;<br />Footslope: tratto basale concavo del versante (area deposizionale);<br />Alluvional fan: conoide alluvionale;<br />Plain: piana alluvionale.<br />
  44. 44. Indicatori geomorfologici<br />Attribuzione di Pt a Modello geomorfologico di unità di versante in roccia tenera con frana associato ad una valle fluviale<br />Summit: superficie sommitale a morfologia dolce;<br />Shoulder: tratto di versante sommitale di raccordo;<br />Backslope: tratto rettilineo a maggiore pendenza;<br />Footslope: tratto basale concavo del versante (area deposizionale);<br />Plain: valle fluviale.<br />
  45. 45. Indicatori geomorfologici<br />Attribuzione di Pt a Modello geomorfologico di unità di versante in roccia tenera associato ad una valle alluvionale con movimenti lenti del suolo<br />Summit: superficie sommitale a morfologia dolce;<br />Shoulder: tratto di versante sommitale di raccordo;<br />Backslope: tratto rettilineo a maggiore pendenza;<br />Footslope: tratto basale concavo del versante (area deposizionale);<br />Shelf: ripiano (piattaforma);<br />Soilcreep: forma mista di erosione e deposizione che comporta movimenti lenti del suolo.<br />
  46. 46. Indicatori geomorfologici<br />Attribuzione di Pt a Modello geomorfologico di unità di versante in roccia carbonaticaassociato a unità di piana costiera<br />Summit: superficie sommitale a morfologia dolce in roccia carbonatica;<br />Shoulder: tratto di versante sommitale di raccordo;<br />Backslope: tratto rettilineo a maggiore pendenza;<br />Footslope: tratto basale concavo del versante (area deposizionale);<br />Shelf: ripiano (piattaforma);<br />Plain: piana costiera;<br />Costaldeposits: depositi costieri.<br />(Rielaborazione del modello geomorfologico di Brancaccio et al. 1987)<br />
  47. 47. Indicatori spaziali e di paesaggio<br />Analisi di visibilità (Viewshed)<br />E’ l’analisi del campo visivo dell’osservatore; consente di simulare le relazioni complesse tra morfologia del paesaggio e i sistemi insediativi. E’ utile per capire le relazioni di intervisibilità tra i diversi siti. <br />Da un punto di vista tecnico l’analisi è condotta attraverso la creazione di un DEM e sfruttando algoritmi GIS per calcolare la porzione di territorio visibile all’osservatore.<br />Criticità: per l’uomo antico il rapporto con il paesaggio ed i suoi elementi simbolici, naturali e sociali era fondamentale. È importante, a tal riguardo depurare il DEM dagli elementi di disturbo moderni (di origine antropica) non presenti nel paesaggio antico.<br />
  48. 48. Indicatori ecologici<br />Cost Surface Analyses<br />Analisi dei costi di percorrenza: permette di modellizzare i costi di percorrenza in termini di energia spesa, nell’unità di tempo, da un individuo per muoversi nello spazio antropico (WHEATLEY GILLINGS 2002, FORTE 2002). Il modello tiene conto degli ostacoli naturali (acclività dei terreni, corsi d’acqua, paludi, boschi) o artificiali (fossati, terrapieni, centri rituali) che rappresentano delle soglie o marcature del territorio. <br />Obiettivo: simulare le aree di influenza.<br />C = ∑ xp<br />dove:<br />x indice relativo al parametro<br />p peso di ciascuna variabile inclusa nella sommatoria<br />
  49. 49. Indicatori ecologici<br />Cost Surface Analyses<br />C = ∑ xp<br />Innovazione proposta: Calcolo dell’Indicatore su DEM di caratteristiche geomorfologiche e pedologiche ordinati per periodi storici. <br />
  50. 50. Indicatori indiretti<br />Potenzialità agricola<br />Pa = ∑ xp<br />
  51. 51. Indicatori diretti<br />
  52. 52. Indicatori diretti<br />Le evidenze immobili<br />le Necropoli<br />
  53. 53. Indicatori diretti<br />Le evidenze immobili<br />Rinvenimenti<br />
  54. 54. Indicatori diretti<br />Andamento mura parallelo ai calcari travertinosi<br />
  55. 55. Indicatori storico/archeologici<br />Classificazione degli indicatori storico – archeologici (cd indicatori diretti)<br />
  56. 56. Indicatori diretti<br />Le evidenze immobili: classificazione intraclasse della Densità<br />Gerarchia intraclasse<br />Densità elevata<br />2.1<br />Densità media<br />2.2<br />Densità bassa<br />2.3<br />Densità trascurabile<br />2.4<br />Densità quantitativa: individua il “peso specifico” delle evidenze<br />ceramiche<br />Densità quali-quantitativa: rappresenta<br />tegole<br />
  57. 57. Indicatori diretti<br />Le evidenze immobili<br />Indicatore: densità<br />Nella foto: Survey archeologico (ricognizione di campo)<br />nev = numero dei frammenti affioranti da ricognizioni (survey)<br />Sup = superficie dell’unità topografica (UT) indagata con ricognizione <br />k = coefficiente di correzione, funzione del grado di visibilità.<br />Varia in funzione della visibilità al suolo (condizione della vegetazione e meteo)<br />da 1 (visibilità max) a 4 (visibilità min).<br />
  58. 58. Indicatori diretti<br />Densità “quantitative”<br />
  59. 59. Indicatori diretti<br />Andamento della funzione di densità di campionamento<br />(grafico a dispersione)<br />Superficie [mq]<br />k nev<br />
  60. 60. Indicatori diretti<br />Superficie<br />k nev<br />
  61. 61. Indicatori diretti<br />Andamento della funzione di densità di campionamento in scala logaritmica<br />(grafico a dispersione) <br />Superficie [mq]<br />log (k nev)<br />
  62. 62. Indicatori diretti (Sviluppi futuri)<br />Rielaborazione dei Poligoni di Thiessen <br />
  63. 63. Sviluppi futuri<br />Elaborazione pancromatica<br />
  64. 64. Sviluppi futuri<br />Quadro Ambientale<br />Potenziale Archeologico<br />Sviluppo indicatori<br />VAS<br />Indicatori indiretti<br />Indicatori diretti<br />Omogenizzazione indicatori<br />Overlay<br />Carta del Potenziale Archeologico<br />
  65. 65. Bibliografia<br />Cremaschi M. (2008). Manuale di geoarcheologia. Roma – Bari: Laterza. ISBN 978-88-420-6025-3.<br />Francovich R., Manacorda D. (2007). Dizionario di Archeologia. Roma – Bari: Laterza. ISBN 978-88-420-5909-7.<br />Murgante B. (a cura di) (2008). L’informazione geografica a supporto della pianificazione territoriale. Milano: Franco Angeli. ISBN 8856803631<br />Fry G.L.A., Skar B., Jerpåsen G., Bakkestuen V., Erikstad L. (2004). Locating archaeological sites in the landscape: a hierarchical approach based on landscape indicators. Landscape and Urban Planning, 67: 97–107.<br />Rua H. (2008). Geographic information systems in archaeological analysis: a predictive model in the detection of rural Roman villae. Journal of Archaeological Science, 12: 224-236.<br />Djindjian F. (2003). Information system and computerised methods for rescue archaeology. CAA 2003 Vienna 4: 13-16.<br />Fell, R. (1994). Landslide risk assessment and acceptable risk. Canadian Geotechnical Journal, 31: 261-272.<br />Masini N., Lasaponara R. (2007). Investigating the spectral capability of QuickBird data to detect archaeological remains buried under vegetated and not vegetated areas. Journal of Cultural Heritage, 8: 53–60.<br />Azzena G. (2000). Rischio Archeologico: se lo conosci lo eviti. Archeologia e Calcolatori, 7: 375-381.<br />Quarto R., Schiavone D., Diaferia I. (2007). Ground penetrating radar survey of a prehistoric site in southern Italy. Journal of Archaeological Science, 34: 2071-2080.<br />Soupios P. M., Loupasakis C., Vallianatos F. (2008). Reconstructing former urban environments by combining geophysical electrical methods and geotechnical investigations; an example from Chania (Greece). Journal of geophysics and engineering, 5: 186–194.<br />Shahack-Gross R., Albert R., Gilboa A., Nagar-Hilman O., Sharon I., Weiner S. (2005). <br />Geoarchaeology in an urban context: the uses of space in a Phoenician monumental building at Tel Dor (Israel). Journal of Archaeological Science, 32: 1417-1431.<br />Campana S. (2005). Tecnologie GPS e Personal data assistant applicati all’archeologia dei paesaggi. Archeologia e Calcolatori, 16: 177-197.<br />Campeol G., Pizzinato C., (2007). Metodologia per la valutazione dell’impatto archeologico. Archeologia e Calcolatori, 18: 273-292.<br />Piccarreta F., Ceraudo G. (2002). Manuale di aerofotogrammetria archeologica: metodologia, tecniche e applicazioni. Bari: Edipuglia. ISBN 88-7228-268-3<br />Pileri P. (2007). Compensazione ecologica preventiva. Roma: Carocci. ISBN 978-88-430-4247-0<br />
  66. 66. Grazie!<br />Eduardo CALIANO<br />CorsodiDottoratodiRicerca in<br />IngegneriaCivile per l’AmbienteedilTerritorio<br />DipartimentodiIngegneriaCivile<br />UniversitàdegliStudidi Salerno<br />www.unisa.it – ecaliano@unisa.it<br />

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