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IL REALISMO DEL PENSIERO INTUITIVO
Il bambino é sensibile al mondo che lo circonda,
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L’animismo
I bambini inizialmente attribuiscono “vita” sia ad oggetti animati
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Fino all’età di 6-7 anni, ...
L’artificialismo
L’artificialismo infantile è la tendenza a concepire tutti i corpi
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IL PENSIERO LOGICO ASTRATTO
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Il ruolo dell’ambiente
Per Piaget l’ambiente fisico e sociale è
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Il vero fattore determinante dello sviluppo è
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Punti fondamentali della teoria
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CONSEGUENZE PEDAGOGICHE
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RISPETTO DEI RITMI DI SVILUPPO DEL
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VALIDITA’ ATTUALE DELLA TEORIA


SUCCESSIONE CORRETTA DEGLI STADI DI SVILUPPO

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PROBLEMI APERTI DELLA TEORIA


IMPORTANZA DELL’AMBIENTE FISICO, SOCIALE E
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Piaget

  1. 1. Lavora su test mentali nel laboratorio di psicologia sperimentale di Binet e Simon (interesse per risposte errate alle varie prove per capire il funzionamento mentale) Ricerche sullo sviluppo infantile all’Istituto Rousseau di Ginevra dal 1921, in particolare sul linguaggio e sul pensiero del fanciullo Osservazione sistematica dei suoi tre figli, studi sull’intelligenza nel bambino Negli anni ‘40 interesse per problemi di epistemologia genetica. Piaget si occupa di: Psicologia genetica: che studia lo sviluppo della mente infantile e adolescenziale per capire il funzionamento della mente adulta Epistemologia genetica: che studia in modo interdisciplinare le corrispondenze tra lo sviluppo psichico individuale e lo sviluppo storico di determinate forme di pensiero
  2. 2. Le domande chiavi alle quali si cerca di rispondere sono: 1) Quali cambiamenti si verificano nel funzionamento cognitivo? 2) Quali fattori sono responsabili di tali cambiamenti?
  3. 3. Secondo Piaget: alcune abilità sono apprese e innate, ma la principale caratteristica della conoscenza risiede nel fatto che il soggetto costruisce attivamente le proprie conoscenze: l’organismo si modifica attraverso l’integrazione con l’ambiente, spinto dal bisogno di realizzare con esso degli scambi sempre più ricchi ed efficaci.
  4. 4.   rifiuto ipotesi innatista (Gestalt): ipotizza l’improvvisa comparsa di strutture mentali nuove e non tiene conto del fatto che i cambiamenti evolutivi derivano da una lunga storia di interazioni con l’ambiente; rifiuto ipotesi ambientalista (Comportamentismo): le influenze esterne non sono in se stesse cause di sviluppo ma, al contrario, diventano efficaci solo nella misura in cui l’organismo è in grado di incorporarle
  5. 5. Ipotesi innatista Le strutture cognitive hanno un’origine esclusivamente interna Piaget respinge Piaget propone Ipotesi ambientalista Le strutture cognitive hanno un’origine esclusivamente ambientale Teoria organismica L’individuo non è un passivo recettore di influenze ambientali, né un veicolo di idee innate, ma un attivo costruttore delle proprie conoscenze
  6. 6. • Lo sviluppo è comprensibile all’interno della storia evolutiva delle specie (filogenesi), di cui l’organizzazione biologica e psicologica dell’uomo (ontogenesi) costituisce il vertice • L’organismo è attivo e si modifica attraverso gli scambi con l’ambiente • Lo sviluppo consiste nella trasformazione di strutture che non sono innate, ma si costruiscono grazie all’attività dell’individuo (costruttivismo)
  7. 7. METODOLOGIA: OSSERVAZIONE DESCRITTIVA (nei primi anni): osservazione del comportamento del bambino in situazioni di stimolo per studiarne le reazioni INTERVISTA CLINICA SEMISTRUTTURATA (dai 3 anni in poi): conversazioni con bambini per studiarne il pensiero e il linguaggio spontaneo QUASI-ESPERIMENTI (dai 3 anni in poi): esperimenti parzialmente strutturati finalizzati a capire in particolare il modo in cui il bambino risolve problemi
  8. 8. DAI BISOGNI ALL’ADATTAMENTO Lo sviluppo dipende dai bisogni del bambino, cioé da situazioni in cui si crea un momentaneo squilibrio tra due diverse esperienze. Le strutture interne dell’organismo, perciò, si modificano continuamente per assolvere a bisogni nuovi, o anche vecchi, ma in condizioni mutate. i bisogni e gli interessi specifici del bambino variano con l’età (uno stesso oggetto non suscita lo stesso interesse in un bambino di 3 o 9 anni)
  9. 9. L’atto di intelligenza è la forma più alta di adattamento Il suo sviluppo è paragonabile alla crescita biologica, entrambi sono diretti al raggiungimento di un equilibrio L’equilibrio psichico si raggiunge con la mente adulta, che è una forma di equilibrio più dinamica e flessibile di quella biologica Adattamento è l’equilibrio tra due processi in continua interazione: ASSIMILAZIONE ACCOMODAMENTO
  10. 10. È il processo per cui si ha esperienza del mondo esterno per mezzo di schemi già in nostro possesso grazie ad esso il bambino può incorporare i dati con cui entra in contatto.
  11. 11. È il processo per cui gli schemi in possesso del bambino si modificano in base a nuove esperienze grazie ad esso gli schemi mentali possono adattarsi sempre meglio ai nuovi dati
  12. 12. ASSIMILAZIONE ACCOMODAMENTO Incorpora nei propri schemi i dati dell’esperienza Modifica i propri schemi per adattarli ai nuovi dati Conservazione Novità ADATTAMENTO DELL’ORGANISMO ALL’AMBIENTE EQUILIBRIO
  13. 13. Continuità Funzioni: Adattamento Equilibrio Discontinuità Stadi di sviluppo PROCESSO DI SVILUPPO
  14. 14. • Ciascuno stadio prevede una particolare forma organizzazione psicologica di • Il passaggio da uno stadio al successivo può essere graduale e l’età può variare da un bambino all’altro • Ogni stadio è qualitativamente diverso dal precedente, presenta forma e regole proprie • Le acquisizioni di uno stadio non si perdono con il passaggio allo stadio successivo, ma vengono integrate in strutture più evolute
  15. 15. Stadio Età Descrizione 0-2 anni A 2 anni “comprende” il mondo in base a ciò che può fare con gli oggetti e con le informazioni sensoriali Preoperatorio 2-6 anni Si rappresenta mentalmente gli oggetti e comincia a comprendere la loro classificazione in gruppi Operatorio concreto 6-12 anni La capacità logica progredisce grazie allo sviluppo di nuove operazioni mentali (addizione, sottrazione, ecc.) Operatorio formale Dai 12 anni È capace di organizzare le informazioni in modo sistematico e pensa in termini ipotetico-deduttivi Sensomotorio
  16. 16. SCHEMI DI AZIONE si formano a partire dai riflessi innati, sono i primi strumenti con cui il bambino fa esperienze, si basano esclusivamente su abilità motorie e percettive REAZIONE CIRCOLARE consiste nella ripetizione di schemi, sia innati sia appresi , che può produrre un effetto interessante per il bambino, cioè tale da modificare la loro struttura oppure consolidarla SCHEMI MENTALI si formano solo grazie alle operazioni mentali, richiedono reversibilità e si basano sulle capacità di rappresentazione, prima concreta, poi astratta, del bambino
  17. 17. STADIO SENSO-MOTORIO (nascita-2 anni) Per fare esperienza il bambino si basa sulla percezione e sul movimento (non vi sono operazioni mentali) inizialmente il bambino riporta tutto al proprio corpo che non distingue dagli altri e dalla realtà esterna, al termine distingue il proprio corpo dagli oggetti e lo colloca in un mondo fisico, sentito come esterno a sé comprende 6 sottostadi
  18. 18. SOTTOSTADI    ESERCIZIO DEI RIFLESSI (0-1m) Il lattante usa i propri meccanismi ereditari in modo attivo come schemi di assimilazione (es. suzione, istinti alimentari), perfezionandoli. Non vi è alcuna forma di imitazione e nozione di oggetto. Il bambino non distingue il proprio corpo né dagli altri né dagli oggetti esterni REAZIONI CIRCOLARI PRIMARIE (0-4m) il bambino acquisisce le prime abitudini motorie e compaiono le prime percezioni organizzate. Per mezzo delle reazioni circolari inizia il processo di accomodamento (esperienze sul proprio corpo) e si formano i primi schemi di azione. Compie imitazioni sporadiche REAZIONI CIRCOLARI SECONDARIE (4-8m) il bambino perfeziona i propri schemi d’azione e distingue il proprio corpo dalla realtà esterna iniziando ad agire su di essa grazie a nuove abilità ( es. prensione); compie imitazioni sistematiche ed acquisisce una prima nozione di permanenza degli oggetti
  19. 19.    COORDINAMENTO REAZIONI SECONDARIE (8-12m) Il bambino è in grado di usare in modo organizzato due o più schemi senso-motori (uno come mezzo e l’altro come fine) per agire intenzionalmente sull’ambiente esterno; ha la nozione di permanenza degli oggetti, ma non tiene conto dei loro spostamenti REAZIONI CIRCOLARI TERZIARIE (12-18m) sperimentazione attiva dell’ambiente e apprendimento per prove ed errori. INTELLIGENZA SENSOMOTORIA/COMBINAZIONI MENTALI (18-24m) il bambino realizza il pieno adattamento pratico al suo ambiente e lo amplia tramite l’immaginazione, rendendo possibile un riferimento anche ad esperienze non direttamente percepite, ma solo rappresentate
  20. 20. RIFLESSI INNATI LEGATI A ISTINTI ALIMENTARI COORDINAMENTO REAZIONI CIRCOLARI SCHEMI SENSO-MOTORI nozioni pratiche di oggetto spazio tempo causa Intelligenza senso-motoria SPERIMENTAZIONE ATTIVA
  21. 21. PRIME EMOZIONI legate alle tendenze istintive EGOCENTRISMO AFFETTIVO legato ai risultati delle azioni del soggetto SENTIMENTI DIFFERENZIATI •PRIMI SENTIMENTI ORGANIZZATI •PRIME FISSAZIONI ESTERNE DELLA AFFETTIVITA’ gradualmente con la conquista della nozione degli oggetti
  22. 22. STADIO PRE-OPERATORIO (2-6 ANNI)   1. 2.  Per fare esperienza il bambino si basa sulla propria capacità rappresentativa (non logica perché non c’è reversibilità) Il bambino impiega: l’immaginazione, che gli consente di rappresentare esperienze passate e di anticipare esperienze future (pensiero intuitivo) Il linguaggio verbale, che gli consente di comunicare e di sviluppare i primi sentimenti interindividuali Carattere egocentrico del pensiero e dell’azione del bambino
  23. 23. La conquista della rappresentazione comporta: Imitazione differita Principali manifestazioni Gioco simbolico Linguaggio si riferiscono a una realtà non percepita in quel momento e la evocano
  24. 24. Caratteristiche del pensiero intuitivo  Animismo  Artificialismo/Finalismo
  25. 25. IL REALISMO DEL PENSIERO INTUITIVO Il bambino é sensibile al mondo che lo circonda, ma essendo inconsapevole dei suoi processi mentali, finisce per considerare i suoi pensieri e i suoi sentimenti, oggettivi. Le sue rappresentazioni e i suoi strumenti del pensiero sono da lui percepiti come assoluti, egli si pone al centro dell’universo, ignorando “l’esistenza della propria soggettività”. Il pensiero non è nè logico nè reversibile. Un’azione mentale è “reversibile” se nel momento in cui viene formulata, può ripercorrere la stessa via per tornare al punto di partenza Il pensiero pre-operatorio è dunque un pensiero irreversibile, lento, contraddittorio
  26. 26. L’animismo I bambini inizialmente attribuiscono “vita” sia ad oggetti animati che inanimati.  Fino all’età di 6-7 anni, tutti i corpi per il bambino sono coscienti e vivi, anche quelli immobili  Tra i 6-7 anni e gli 8-9 anni, coscienza e vita sono attribuite dal bambino solamente a tutto ciò che si muove  Tra gli 8-9 anni e gli 11-12 anni egli attribuisce coscienza e vita solamente ai corpi dotati di moto proprio
  27. 27. L’artificialismo L’artificialismo infantile è la tendenza a concepire tutti i corpi come “fatti per..” l’uomo. Egli concepisce gli oggetti come “fatti per...”, il sole fatto per scaldare, la notte per dormire, risposte implicitamente “fatte per” l’uomo. L’artificialismo e l’animismo sono, almeno all’inizio, fenomeni complementari. Il bambino concepisce gli esseri come vivi e fabbricati allo stesso tempo, in altre parole ogni cosa nasce, cresce, vive grazie all’uomo che le ha costruite. Artificialismo, finalismo ed animismo si uniscono a formare il pensiero infantile.
  28. 28. ORIGINE DEI SENTIMENTI INTERINDIVIDUALI con la nozione di OGGETTO si sviluppano VALORI che danno luogo a INTERESSI rispetto ad essi il bambino sviluppa SIMPATIE/ANTIPATIE e AUTOVALORIZZAZIONI (es. sentimento di inferiorità) MORALE E’ ETERONOMA In conseguenza della subordinazione alla figura adulta VALORI MORALI INTUITIVI
  29. 29. STADIO OPERATORIO CONCRETO (7-11 ANNI)  Il bambino compie le prime operazioni logiche (classificazione e seriazione) e sviluppa i primi sentimenti morali autonomi  riesce a rappresentare e manipolare la realtà tramite il ragionamento di tipo reversibile
  30. 30. IL PENSIERO LOGICO CONCRETO  Le rappresentazioni interiorizzate diventano reversibili e vengono inserite in totalità globali raggruppandole (classificazione) e disponendole in una sequenza ordinata (seriazione)  C’è sempre bisogno che gli oggetti delle rappresentazioni siano oggetti di esperienza concreta da parte del bambino ( non possono essere astratte)
  31. 31. ORIGINE DEI SENTIMENTI MORALI AUTONOMI RICONOSCIMENTO DI VALORI NELL’ALTRO RISPETTO RECIPROCO VOLONTA’ COME CONTROLLO E CAPACITA’ DI OSSERVARE DELLE REGOLE MORALE E’ AUTONOMA In conseguenza di regole liberamente scelte e condivise AUTORITA’ COME REGOLA CONDIVISA SOCIALMENTE
  32. 32. STADIO OPERATORIO FORMALE (dai 12 ANNI)  L’adolescente fa uso di un ragionamento astratto che procede per ipotesi e deduzioni logiche  Si sviluppa la personalità individuale e una riflessione consapevole sui propri valori morali
  33. 33. IL PENSIERO LOGICO ASTRATTO  RISOLUZIONE DI PROBLEMI SUL PIANO PURAMENTE VERBALE  CAPACITA’ DI COMPIERE INFERENZE  COMPRENSIONE DI FENOMENI COMPLESSI
  34. 34. LA FORMAZIONE DELLA PERSONALITA’   La coordinazione sociale delle azioni e la contemporanea valorizzazione dell’io permettono: Lo sviluppo di una personalità diversa da quella degli altri L’inserimento nella società adulta c’è una autonoma e consapevole sottomissione degli istinti e un continuo confronto con la realtà sociale
  35. 35. Il ruolo dell’ambiente Per Piaget l’ambiente fisico e sociale è semplicemente lo scenario che consente al bambino di esercitare le proprie azioni e fornisce quindi solo il materiale per lo sviluppo delle strutture mentali
  36. 36. Evoluzione biologica e sviluppo cognitivo Il vero fattore determinante dello sviluppo è la capacità intrinseca della vita organica di adattarsi al proprio ambiente + Ma come spiegare il formarsi della capacità di generalizzare?
  37. 37. Punti fondamentali della teoria      Costruttivismo Nuovi metodi di studio dello sviluppo infantile Bisogni e interessi come molla dello sviluppo mentale e affettivo Finalita’ evolutiva dello sviluppo mentale Individuazione dei diversi stadi di sviluppo
  38. 38. CONSEGUENZE PEDAGOGICHE  RISPETTO DEI RITMI DI SVILUPPO DEL BAMBINO  NECESSITA’ DI FAR COMPIERE ESPERIENZE DIRETTE AL BAMBINO  CENTRALITA’ DEL BAMBINO NEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO
  39. 39. VALIDITA’ ATTUALE DELLA TEORIA  SUCCESSIONE CORRETTA DEGLI STADI DI SVILUPPO  CONOSCENZA DELLE SPECIFICHE CARATTERISTICHE DELLA MENTE INFANTILE  COSTRUTTIVISMO
  40. 40. PROBLEMI APERTI DELLA TEORIA  IMPORTANZA DELL’AMBIENTE FISICO, SOCIALE E CULTURALE NELLO SVILUPPO  ACCELERAZIONE NEI RITMI DI APPRENDIMENTO  CORRISPONDENZA TRA ONTOGENESI (sviluppo individuale) E FILOGENESI (sviluppo sociale)
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