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INDICEtest Learning Accomplishment Profile (LAP) –abilità di prescrittura- SLIDE 51;-livello percettivo (elenco strumenti ...
INDICE-evoluzione della raffigurazione dell’ “omino” nei due sessi SLIDE 117;-scheda di rilevazione dello schema corporeo ...
INDICE test Learning Accomplishment Profile (LAP) – abilità fini-motorie- SLIDE 154;-protocollo per la valutazione delle a...
INDICEdescrizione dell’iter di analisi SLIDE 209;-strategie di soluzione SLIDE 210-211;-ostacoli alla risoluzione dei prob...
INDICE-tabella di rilevazione della scala SVALSI SLIDE 286;-stadi dello sviluppo del gioco con regole SLIDE 287-288;-svilu...
INDICEtest SEDS (Social Emotional Dimension Scale) SLIDE 339;-test di valutazione degli aspetti psicopatologici nell’handi...
INDICE-tabella predittiva per la dislessia SLIDE 398;-sviluppo dell’aritmetica di base nei bambini prescolari:l’approccio ...
INDICE-MS 4-8- Operazioni logiche e conservazione-(OLC) SLIDE 456-457-458-459;AUTISMO-elenco strumenti di riferimento SLID...
INDICEProfilo Psico-Educativo Revisionato (PEP-R) SLIDE 519-520-521-522-523-524-525-526;-Childhood Autism Rating Scale (CA...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI       DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATADEFINIZIONE DEL TERMINE “OSSERVAZIONE”.Dal punto di vist...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI       DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAFASI METODOLOGICHE DELL’OSSERVAZIONEIl processo osservat...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI      DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAFase di focalizzazioneLa scelta della situazione da osser...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI          DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAAnalisiL’analisi delle informazioni raccolte costitui...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI      DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALE FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONEPerché osservare?La risposta...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI        DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALa funzione valutativa :si osserva per valutare, si val...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI         DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAIl grado di partecipazione dell’osservatoreOsservazion...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI         DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAL’OSSERVAZIONE SISTEMATICA E LE SUE CARATTERISTICHEL’o...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI     DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAProgettualità: viene utilizzata all’interno di un preciso ...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI        DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATA• Chi osserva• Chi/cosa osservare: implica la selezione...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI        DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALE QUALITA’ NECESSARIE PER L’OSSERVAZIONE SISTEMATICALa...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI        DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAIN SINTESI LE PECULIARITA’ DEL PROCESSO DI ASSESSMENT S...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI        DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATA    Le osservazioni hanno lo scopo di approfondire aspe...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI       DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALE TECNICHEL’osservazione non partecipata: di tipo ecolo...
CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI        DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAPer conoscere un bambino è necessario guardarlo, ma gua...
RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE            DELL’OSSERVAZIONERIASSUNTO GENERALEChi osservaØ       attivo/passivoØ       per...
RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE            DELL’OSSERVAZIONEAnnotazioneØ       immediata/differitaØ       diretta/mediataS...
GLI STRUMENTIE’ importante considerare :•    la corretta selezione del test o dello strumento;•    l’interpretazione dei r...
GLI STRUMENTI•   COLLOQUIO CLINICO E INTERVISTA AI GENITORI DEL BAMBINO    a) adattamento al ruolo di genitore,    b) la r...
GLI STRUMENTI•    check list e griglie•    La check list è sostanzialmente una lista della spesa: è un elenco di tutto ciò...
GLI STRUMENTI•   La griglia osservativa è il passo successivo. Può riprendere i punti rilevanti della    check list, ampli...
GLI STRUMENTITest di performance Prove nelle quali si chiede alla persona di eseguire un compito, che esige una risposta o...
GLI STRUMENTI     VANTAGGI La standardizzazione del materiale e del punteggio consente analisi comparative    di natura ep...
GLI STRUMENTICiò che si valuta è il progresso fatto dall’alunno rispetto alla sua stessacompetenza iniziale; gli obiettivi...
GLI STRUMENTITIPOLOGIA DEGLI ITEMS-figurati;-verbali;- (vero-falso);-a risposta multipla semplice e complessa;- a risposta...
PICCOLO GLOSSARIOPICCOLO GLOSSARIO1) CAPACITA’ :2) COMPETENZA :3) CONOSCENZE E ABILITA’.                                  ...
PICCOLO GLOSSARIO                    38
PICCOLO GLOSSARIO                39
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GLI ASSI FUNZIONALIELENCO DEGLI ASSI PRESI IN CONSIDERAZIONE - L’OSSERVAZIONECOINVOLGE MOLTEPLICI AMBITI FUZIONALI,NELLO S...
ASSE GRAFICOSUDDIVISO IN TRE LIVELLI : esecutivo,percettivo erappresentativo                                       44
ASSE GRAFICOLIVELLO ESECUTIVO (GLI STRUMENTI DI RIFERMENTE SONO: LA GRIGLIA ANALITICA QUALITATIVA DELMOVIMENTO,DEL GESTO E...
ASSE GRAFICO (TEST)  INDICATORI DELLA GRIGLIA ANALITICA   DEL  MOVIMENTO E DELLA FORMA GRAFICA               VELOCITA’:RAL...
ASSE GRAFICO (TEST)      TIPO DI IMPUGNATURA:NORMALE,ERRATA     PER…………………………………………………………………     …………………·              LAT...
ASSE GRAFICO (TEST)  GRANDEZZA(DIMENSIONE CORRETTA QUELLA   COMPRESA INDICATIVAMENTE TRA GLI 8 E I 18   CM):NORMALE,MACROG...
ASSE GRAFICO (TEST)    MANIERISMI:TRATTO    ORNATO,SEMPLICE,TRASCURATO,CON ECCESSIVO    RIEMPIMENTO DI COLORE,CON    RIPAS...
ASSE GRAFICO (TEST)TEST LEARNING ACCOMPLISHMENT PROFILE                                50
ASSE GRAFICOLIVELLO PERCETTIVO (GLI STRUMENTI DIRIFERIMENTO SONO : LA GRIGLIA QUALITATIVA.LATASSONOMIA DEI RAPPORTI SPAZIA...
ASSE GRAFICO (TEST)GRIGLIA QUALITATIVA    TRACCIATI OMOLATERALI (ESEGUITI CON LA    MANO DESTRA VANNO A COLLOCARSI ALLA   ...
ASSE GRAFICOTASSONOMIA DEI RAPPORTI SPAZIALI(TOPOLOGICI E EUCLIDEI) :ACQUISIZIONEDELLE OPERAZIONI SPAZIO – TEMPORALIIN REL...
ASSE GRAFICO    2)RAPPORTI EUCLIDEI    - RAPPRESENTARE UN SISTEMA DI COORDINATE    (ORIZZONTALE-VERTICALE)    -CAPACITA’ D...
ASSE GRAFICO i rapporti euclidei, rappresentati tra i 4 e i 7 anni e caratterizzatidall’invarianza dei rapporti quando le ...
ASSE GRAFICOEVOLUZIONE DELLA STRUTTURA SPAZIALE Fasi iniziali Il bambino, pur conoscendo giā le forme euclideeattraverso l...
ASSE GRAFICOCronologicamente le intuizioni topologiche si situano verso i treanni: il passaggio all’ordine proiettivo a su...
ASSE GRAFICO Si considerano dunque 4 livelli strutturali nella riproduzionegrafica:1)NON STRUTTURA (la riproduzione è a li...
ASSE GRAFICO (TEST)TEST DI PERCEZIONE VISIVA (TPV) _esito metricoa partire dai 4aa- ITEMS A MOTRICITA’ PRESENTE-COORDINAZI...
ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVCOORDINAZIONE OCCHIO-MANO                             60
ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVCOPIATURA/RIPRODUZIONE                              61
ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVRAPPORTI SPAZIALI                             62
ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVVELOCITA’ VISUO-MOTORIA                               63
ASSE GRAFICOLIVELLO RAPPRESENTATIVO (GLI STRUMENTI DIRILEVAZIONE SONO: LE TIPOLOGIE DELLOSCARABOCCHIO;LE TASSONOMIE DI BUR...
ASSE GRAFICOLIVELLO ELEMENTARE (SCARABOCCHIO)Verso i 16-18 mesi il bambino si rende conto che ci sono degli oggetti   che ...
ASSE GRAFICOIl segno è la conseguenza del gesto che descrive la suatraiettoria su una superficie capace di registrarla. Ne...
ASSE GRAFICOFASI DELLO SVILUPPO DELLO SCARABOCCHIO : Definizione di  SCARABOCCHIO : forma spontanea di piaceremotorio e vi...
ASSE GRAFICO 2 anni: compaiono i primi segni circolari e ad angolo,nonsolleva la matita dal foglio e con molta facilità ne...
ASSE GRAFICOIL SIGNIFICATO DELLO SCARABOCCHIO:Ø Il disegno rappresenta uno STRUMENTO di indagine difondamentale importanza...
ASSE GRAFICOINDICAZIONI EMOTIVE DELLO SCARABOCCHIO: 1.  Tracciato veloce: attività, dinamismo,impulsività.2.  Tracciato le...
ASSE GRAFICO1.   Orientamento da sinistra a destra:  voglia di fare nuove     esperienze.2.   Tutto spostato a sinistra: t...
ASSE GRAFICOLO SCARABOCCHIO MOTORIO I primi segni tracciati sulla carta non denotano particolari forme e non seguono direz...
ASSE GRAFICO TIPOLOGIE DELLO SCARABOCCHIO1)   Scarabocchio imitativo: il bambino cerca di imitare il gesto     grafico oss...
ASSE GRAFICOI “FERRI DEL MESTIERE” Gli strumenti utilizzati per disegnare cambiano nel corso dellosviluppo (Lowenfeld); Qu...
ASSE GRAFICOØ        Carboncino e gessetti: adatti per i preadolescenti che usano   la tecnica a “schizzo”;Ø        Colori...
ASSE GRAFICOLINGUAGGIO GRAFICO-PITTORICO E FUNZIONILA NATURA DELL’ATTIVITÀ GRAFICO PITTORICA È DATADAL RISULTATO DI UN INS...
ASSE GRAFICO  I bambini disegnano perché scaricano un surplus di energiafisica o emotiva, altre volte disegnano per passar...
ASSE GRAFICO IL DISEGNO, L’ABILITÀ COGNITIVA E LAVALUTAZIONE EMOTIVA -AFFETTIVAIl disegno è uno strumento per esprimere em...
ASSE GRAFICO RIASSUMENDO quanto già è stato scritto di fronte a un fogliodi carta e con un pennarello in mano, un bambino ...
ASSE GRAFICOLesperienza visiva: che questo tipo di attività affina, diventa poiil principale responsabile del prodotto gra...
ASSE GRAFICOCirca sei mesi dopo l’inizio dello scarabocchio, avviene un fattoimportantissimo: il bambino, in termini che t...
ASSE GRAFICOTEORIE STADIALI DEL DISEGNOSTADI DI BURTEgli descrive una progressione di 7 stadi:1)SCARABOCCHIO (1-2-3 anni),...
ASSE GRAFICO  Verso i ventidue mesi si affaccia sulla scena l’idea dell’intenzionalità legata all’acquisizione di una magg...
ASSE GRAFICO Lo scarabocchio è uno stadio preliminare a quello del disegnovero e proprio, è un processo di conoscenza; non...
ASSE GRAFICO 3)SIMBOLISMO DESCRITTIVO (5-6 anni), in cui il bambino mette in atto semplici schemi simbolici riferiti ad un...
ASSE GRAFICO STADI DI LUQUET LUQUET: il disegno è quella   rappresentazione grafica che implica intenzionalità. 1 SCARABOC...
ASSE GRAFICONel momento in cui, poi, osserva il segno o lo scarabocchioprodotto, accade che la formad’insieme di quest’ult...
ASSE GRAFICOREALISMO MANCATO (3-5 anni)   In questa fase il bambino decide quale oggetto rappresentarePRIMA di cominciare ...
ASSE GRAFICO Anche in questo caso il sincretismo percettivo può far sentire lasua influenza, nel senso che nel <modello in...
ASSE GRAFICO Ma certamente a rendere <mancata> (o <erronea>) lariproduzione interviene il carattere irreversibile, preoper...
ASSE GRAFICOREALISMO INTELLETTUALE (5-8 anni) Il bambino disegna non solo quello che vede, ma anche ciòche conosce o ritie...
ASSE GRAFICO Può così ricorrere a tecniche particolari e curiose, come quella<della trasparenza> (ad esempio una casa è ra...
ASSE GRAFICO REALISMO VISIVO (8 anni in poi)     Disegno reale, è quello che assomiglia di più ad una“foto”.Intorno agli 8...
ASSE GRAFICOKellogg identifica quattro stadi per lo sviluppo della capacitàgrafica spontanea; questi si articolano dai pri...
ASSE GRAFICO    4)LO STADIO PITTORICO, caratteristico dei 4-5 anni e    identificato dal disegno rappresentativo.Compare i...
ASSE GRAFICOSTADI di LOWENFELDFASE DELLO SCARABOCCHIOTIPOLOGIA (da circa 14 mesi a 3aa)a)informi- senza scopo;-ondulati;- ...
ASSE GRAFICO c) circolari- migliora il controllo dei movimenti deputati alla capacitàdi fare le forme più complesse;d) nam...
ASSE GRAFICO A 18 mesi circa :-cambiano gradualmente anche a movimenti circolari, intervallati da   linee;-lateralizzazion...
ASSE GRAFICO -costruzione di un bagaglio di conoscenze con risultati altalenanti;- aumenta la capacità di discretizzare e ...
ASSE GRAFICOFASE PRESCHEMATICA (da 3aa a 6aa )In questa fase si evidenziano due diverse modalità direalismo:1)osservazione...
ASSE GRAFICONon appena i piccoli si avvicinano ai 3 anni, i loro disegnicinestetici mostrano una maggiore tendenza a produ...
ASSE GRAFICOIl bambino continuerà ad usare il cerchio per rappresentareunampia varietà di percezioni: testa, occhi, bocca,...
ASSE GRAFICO  In questa fase lo schema visivo (lidea visiva) è più sviluppato; -i disegni mostrano ciò che il bambino perc...
ASSE GRAFICOFIGURA UMANA-preceduta da forme coerenti la forma diventa un uomo / madre / sorella / fratello;  - la produzio...
ASSE GRAFICO Unaltra tecnica utilizzata è a volte chiamata "piegando"questo è dimostrato quando gli oggetti sono disegnati...
ASSE GRAFICOFIGURA UMANA Il collo e le spalle sono gestiti insieme in unastruttura continua, le braccia aperte nel segment...
ASSE GRAFICO Altre peculiarità di questa fase: - utilizzo di linee di base che indica lo spazio e regolanotutto il resto d...
ASSE GRAFICOLuomo è indicato come bambina, bambino, con una discretasensibilità per i dettagli, la prospettiva caratterizz...
ASSE GRAFICO   IL DISEGNO   (percorso metodologico della richiesta)   1)Libero;  2) Con proposta di uno stimolo( es: un ce...
ASSE GRAFICO  La motivazione ha un’influenza determinante sul disegno:      -  motivazione intrinseca: il bambino disegna ...
ASSE GRAFICOGIOCO E DISEGNOØ  Il disegno per alcuni aspetti può essere considerato un     gioco.Ø   Alcune attività infant...
ASSE GRAFICOØ Il disegno per alcuni aspetti può essere considerato un     gioco.Ø   Alcune attività infantili osservate ne...
ASSE GRAFICOAspetti che differenziano gioco e disegno:  -    nel gioco in genere il procedimento è più importante delrisul...
ASSE GRAFICOI PASSAGGI SALIENTI DELLA TRADUZIONE ICONICADELLO SCHEMA CORPOREO La prima rappresentazione riconoscibile dell...
ASSE GRAFICOVerso i 5 anni il bambino disegna un omino completo, ricco diparticolari anche nellabbigliamento. Con la vesti...
ASSE GRAFICO (TEST)  EVOLUZIONE DELLA RAFFIGURAZIONE DELL’ “OMINO” NEIDUE SESSI      BAMBINA                            BA...
ASSE GRAFICO SCHEDA DI RILEVAZIONE DISEGNO DELLO SCHEMA                                               CORPOREO (TEST)CONTE...
Osservazione psicopedagogica
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  1. 1. L’OSSERVAZIONE NELL’ETA’ PRESCOLARE: I MODELLI TEORICI E GLI STRUMENTI DELL’ASSESSMENTSTRUTTURATO ( LINEE GUIDA PER LA STESURA DELLA NUOVA SCHEDA PSICOPEDAGOGICA) a cura di Iva Martini insegnante presso l’IRCCS “Stella Maris”di Calambrone (PI) 1
  2. 2. INDICE  CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATA-definizione del termine osservazione SLIDE 13 ;-fasi metodologiche dell’osservazione SLIDE 14-15-16;-funzioni dell’osservazione SLIDE 17-18-19;-l’osservazione sistematica e le sue caratteristiche SLIDE 20-21-22;-le qualità necessarie per l’osservazione sistematica SLIDE 23;-sintesi delle peculiarità del processo di assessment SLIDE 24-25;-le tecniche SLIDE 26-27;-riassunto generale SLIDE 28-29;GLI STRUMENTI-gli strumenti che veicolano la valutazione SLIDE 30-31-32-33-34-35-36;-tipologia degli items SLIDE 37;PICCOLO GLOSSARIO-capacità SLIDE 38;-competenze SLIDE 39;-conoscenze/abilità SLIDE 40;-apprendimento SLIDE 41-42;-metodi SLIDE 43;GLI ASSI FUNZIONALI-elenco degli assi presi in considerazione SLIDE 44;ASSE GRAFICO-suddivisione dei tre livelli (esecutivo,percettivo,rappresentativo) SLIDE 45;-livello esecutivo (elenco strumenti di riferimento) SLIDE 46;-indicatori della griglia analitica del movimento e della forma grafica SLIDE 47-48-49-50; 2
  3. 3. INDICEtest Learning Accomplishment Profile (LAP) –abilità di prescrittura- SLIDE 51;-livello percettivo (elenco strumenti di riferimento) SLIDE 52;-griglia qualitativa SLIDE 53;-tassonomia dei rapporti spaziali (topologici e euclidei) SLIDE 54-55-56;-evoluzione della struttura spaziale SLIDE 57-58-59;-test di percezione visiva (TPV) items a motricità presente SLIDE 60;-scheda coordinazione occhio-mano (TPV) SLIDE 61;-scheda copiatura/riproduzione (TPV) SLIDE 62;-scheda rapporti spaziali (TPV) SLIDE 63;-scheda velocità visuo-motoria (TPV) SLIDE 64;-livello rappresentativo (elenco strumenti di riferimento) SLIDE 65;-livello elementare (scarabocchio) SLIDE 66-67-;-fasi dello sviluppo dello scarabocchio SLIDE 68-69 ;-significato dello scarabocchio SLIDE 70;-indicazioni emotive dello scarabocchio SLIDE 71-72;-scarabocchio motorio -scarabocchio coordinato SLIDE 73;-tipologie dello scarabocchio SLIDE 74;-ferri del mestiere SLIDE 75-76;-linguaggio grafico-pittorico e funzioni SLIDE 77-78;-il disegno:l’abilità cognitiva e la valutazione emotivo-affettiva SLIDE 79;-riassunto SLIDE 80-81-82;-teorie studiali del disegno- tassonomia di Burt SLIDE 83-84-85-86:- teorie studiali del disegno- tassonomia di Luquet SLIDE 87-88-89-90-91-92-93-94;- teorie studiali del disegno- tassonomia della Kellogg SLIDE 95-96;- teorie studiali del disegno- tassonomia di Lowenfeld SLIDE 97-98-99-100-101-102-103-104-105-106-107-108-109;-disegno(percorso metodologico della richiesta) SLIDE 110;-la motivazione SLIDE 111;-gioco e disegno (somiglianze e differenze) SLIDE 112-113-114;-passaggi salienti della traduzione iconica dello schema corporeo SLIDE 115-116; 3
  4. 4. INDICE-evoluzione della raffigurazione dell’ “omino” nei due sessi SLIDE 117;-scheda di rilevazione dello schema corporeo SLIDE 118-119;-tracciati-scrittura SLIDE 120-121;-presentazione del libro “Gli adulti di fronte ai disegni dei bambini “ di P.Federigi ed.FRANCOANGELI SLIDE 122;-visualizzazione dell’evoluzione della traccia grafica SLIDE 123;- visualizzazione dell’evoluzione della rappresentazione della figura umana SLIDE 124-125-126;ASSE VISUO-PERCETTIVO-elenco strumenti di riferimento SLIDE 127;-stadi dello sviluppo della funzione visiva SLIDE 128-129;-che cosa è la percezione SLIDE 130-131;-preferenza per forma e colore SLIDE 132-133;-evoluzione visuo-percettiva SLIDE 134-135;-test di percezione visiva (TPV) –a motricità presente(coordinazione occhio-mano copiatura/riproduzione;rapporti spaziali; velocità visuo-motoria-utilizzabili anche per la valutazione grafica) e assente (posizione nello spazio; figura sfondo;completamento di figura;costanza della forma) SLIDE 136-137-138-139;-test dei concetti di relazione (spaziali e temporali) -(TCR)- SLIDE 140;ASSE PRASSICO-COSTRUTTIVO-elenco degli strumenti di riferimento SLIDE 141;-breve suddivisione dei movimenti e dei sistemi che li governano SLIDE 142;-che sono le prassie SLIDE 143;-come si struttura una prassia (differenti livelli di controllo e organizzazione) SLIDE 144;-l’imitazione dei modelli SLIDE 145;-tipologia degli errori prassici SLIDE 146-147 ;-forme di disprassia SLIDE 148-149;-fasi dello sviluppo della prensione SLIDE 150 ;-classificazione delle prassie SLIDE 151-152;-valutazione delle abilità prassiche SLIDE 153;- 4
  5. 5. INDICE test Learning Accomplishment Profile (LAP) – abilità fini-motorie- SLIDE 154;-protocollo per la valutazione delle abilità prassiche e della coordinazione motoria (APCM) SLIDE 155;ASSE RELATIVO ALLO SCHEMA CORPOREO-corpo “vissuto”,”corpo percepito,”corpo rappresentato” SLIDE 156-157-158-159;-metodologia inerente le prove di valutazione SLIDE 160;-items delle prove atte alla stima dell’interiorizzazione dello schema corporeo e della lateralizzazione SLIDE 161- 162-163-164-165;ASSE RELATIVO RELATIVO ALLE FUNZIONI ESECUTIVE DI BASE-definizione funzioni esecutive di base SLIDE 166 ;-motivazione SLIDE 167-168-169-170-171-172-173;-inibizione comportamentale SLIDE 174-175;-autoregolazione delle emozioni SLIDE 176;-internalizzazione del linguaggio SLIDE 177;-influenza del linguaggio sul comportamento SLIDE 178;-regole autodirette SLIDE 179-180;-automonitoraggio (sensibilità all’errore) SLIDE 181;-attenzione SLIDE 182-183-184-185-186-187-188-189-190;-memoria SLIDE 191-192-193-194-195-196-197;ASSE RELATIVO AL PROBLEM SOLVING-elenco strumenti di riferimento SLIDE 198;-dati in input e output SLIDE 199;-contesto dei problemi SLIDE 200;-processi SLIDE 201-202;-individuare le caratteristiche del problema SLIDE 203;-elaborare una strategia risolutiva SLIDE 204;-comunicare la soluzione del problema SLIDE 205;-ragionamento analitico SLIDE 206;-ragionamento analogico SLIDE 207;-fasi SLIDE 208;- 5
  6. 6. INDICEdescrizione dell’iter di analisi SLIDE 209;-strategie di soluzione SLIDE 210-211;-ostacoli alla risoluzione dei problemi SLIDE 212;-difficoltà di autoregolazione SLIDE 213-214;-inferenza proattiva e retroattiva SLIDE 215;-strategie di aiuto SLIDE 216;-griglia qualitativa SLIDE 217;-test Learning Accomplishment Profile (LAP)-( abilità inferenziali) SLIDE 218;-scala Portage relativa al problem solving SLIDE 219-220-221-222-223-224-225-226-227-228;-Behavior Assesment Battery (BAB) SLIDE 229;-scala Huzgiris-Hunt SLIDE 230;-COSTRUTTIVISMO PIAGETTIANO(ANALISI DEGLI STADI SENSOMOTORIO E PREOPERATORIO)-cenni sul costruttivismo piagettiano SLIDE 231-232-233;-analisi della tassonomia piagettiana (limitatamente al periodo sensomotorio e preoperatorio) SLIDE 234-235-236-237-238-239-240-241-242-243-244-245-246-247-248-249-250-251;ASSE LUDICO-elenco strumenti di riferimento SLIDE 252;-bambini piccole e forme di gioco (Piaget) SLIDE 253-254-255-256;- (Piaget)verso il gioco simbolico… SLIDE 257-258-259-260-261-262;-test Learning Accomplishment Profile (LAP)- abilità simboliche SLIDE 263;-tassonomia del gioco Lombardino-Stein SLIDE 264-265-266-267-268-269;-valutazione del gioco di Borstein SLIDE 270-271-272-273-274-275; 6-scala SVALSI ( scala di valutazione delle abilità ludico-simboliche infantili) SLIDE 276-277- 278-279-280-281-282-283-28-285;
  7. 7. INDICE-tabella di rilevazione della scala SVALSI SLIDE 286;-stadi dello sviluppo del gioco con regole SLIDE 287-288;-sviluppo del gioco sociale SLIDE 289;ASSE DELLE AUTONOMIE PERSONALI-elenco strumenti di riferimento SLIDE 290;-test Learning Accomplishment Profile (LAP)- abilità di autonomia personale) SLIDE 291;-evoluzione dell’autonomia nel bambino (scala di Gesell) SLIDE 292-293-294-295-296-297-298-299-300;-scala personale-sociale di Griffiths SLIDE 301-302-303-304-305-306-307;ASSE LINGUISTICO (PRODUZIONE-COMPRENSIONE)-elenco strumenti di riferimento SLIDE 308; ;-sviluppo della produzione linguistica dalla nascita a 10mm SLIDE 309-310-311-312-313-314;;-stadi della produzione SLIDE 315-; ;-test School Readiness (S/R 4-5) SLIDE 316;-test Learning Accomplishment Profile (LAP)- abilità di linguaggio (produzione e comprensione) SLIDE 317; ;-test di valutazione del linguaggio (TVL) SLIDE 318-319; ;-test fono-lessicale (TFL) SLIDE 320-321; ;-tabella sulla comprensione linguistica (semantica , sintattica, comunicazione pragmatica) SLIDE 322-323; ;ASSE COMUNICATIVO-RELAZIONALE-EMOTIVO-elenco strumenti di riferimento; SLIDE 324-modalità comunicative del bambino SLIDE 325-326-327-328-329-330;-intersoggettività (primaria e secondaria) SLIDE 331;-teoria dell’intersoggettività di Trevarthen SLIDE 332;-teoria dell’attaccamento di Bowlby SLIDE 333;-descrizione delle funzioni comunicative nell’infanzia SLIDE 334-335;-test School Readiness ( S/R 4-5) SLIDE 336-337;-test Learning Accomplishment Profile (LAP)- abilità interpersonali e conoscenza di sé SLIDE 338;- 7
  8. 8. INDICEtest SEDS (Social Emotional Dimension Scale) SLIDE 339;-test di valutazione degli aspetti psicopatologici nell’handicap (VAP-H) SLIDE 340;- scala di disattenzione e iperattività (SDAI) SLIDE 341-342;ASSE DELLE COMPETENZE PROSSIMALI AGLI APPRENDIMENTI STRUMENTALI-          -elenco degli strumenti SLIDE 343;-processi che sottendono l’acquisizione delle letto scrittura SLIDE 344;-sviluppo della letto-scrittura(consapevolezza fonologica globale e analitica) SLIDE 345-346- 347-348;-modello di apprendimento della lettura e della scrittura (U.Frith) SLIDE 349-350-351;- fasi dello sviluppo modello Ferreiro-Teberosky SLIDE 352-353-354 ;-esempi di scrittura spontanea SLIDE 355-356-357;-riassunto SLIDE 358;-competenze globali relative alla concettualizzazione (prove scrittura- prove lettura) SLIDE 359-360-361;- -invarianza del testo (prove) SLIDE 362;-teoria piagettiana sulla letto-scrittura SLIDE 363-364-365-366-367;-modello lettura U.Frith SLIDE 368-369-370-371-372-373-374-375-376-377-378 ;-strumenti (S/R 4-5) SLIDE 379;-test di valutazione delle competenze metafonologiche (CMF) SLIDE 380;-la lettura prima( guida allanalisi e al trattamento dei pre-requisiti della lettura- SAP-) SLIDE 381;-competenze narrative: tappe di sviluppo SLIDE 382-383-384;-laboratorio della lettura e scrittura (prove) SLIDE 385-386-387-388-389-;-sviluppo della competenza narrativa nel racconto per immagini SLIDE 390-391-392-393-394- 395; 8-prova descrizione di una scena IPDA (Identificazione Precoce dei Disturbi di Apprendimento) SLIDE 396-397;
  9. 9. INDICE-tabella predittiva per la dislessia SLIDE 398;-sviluppo dell’aritmetica di base nei bambini prescolari:l’approccio al numero naturale SLIDE 399- 400-401-402-403-04-405-406-407-408;-notazione numerica (Lucangeli) SLIDE 409;-esempi di notazione numerica SLIDE 410-411-412-413;-studi di Piaget SLIDE 414-415-416-417-418;-competenze richieste per contare SLIDE 419-420;-interessante ricerca dell’Università di Stanford SLIDE 421-422-423-424;-attività di verifica dell’apprendimento del concetto di numero SLIDE 425-426-427-;-protocollo per lo studio dello sviluppo del sistema numerico in bambini da 5aa a 7aa (dal giudizio di numerosità alla comparsa del calcolo mentale)- (A. Martini) SLIDE 428-429; -batteria per l’intelligenza numerica (BIN 4-6) SLIDE 430-431-432-433-434-435-436-437-438- 439-440-441-442;-protocollo Lucangeli SLIDE 443-444-445-446-447-448;-test Preschool Screening System (PSS) SLIDE 449;-batteria di valutazione neuropsicologica (BVN 5-11) SLIDE 450-451;-IPDA (Identificazione Precoce dei Disturbi di Apprendimento)questionario SLIDE 452;-IPDA (Identificazione Precoce dei Disturbi di Apprendimento) test SLIDE 453;-test dIntelligenza Potenziale (TIP) SLIDE 454-455;   9
  10. 10. INDICE-MS 4-8- Operazioni logiche e conservazione-(OLC) SLIDE 456-457-458-459;AUTISMO-elenco strumenti di riferimento SLIDE 460;-gioco e autismo SLIDE 461-462-463-464-465-466-467-468-469-470-471-472-473-474- 475-476-477-478-79-480-481-482-483-484-485;- i criteri diagnostici per il Disturbo autistico, secondo il DSM IV SLIDE 486-487-488- 489;-teoria della mente SLIDE 490-491-492-493-494-495-496-497-498-499;-Sally –Ann Task SLIDE 500;-sviluppo emotivo-comunicativo SLIDE 501-502-503-504-505-506-507-508-509-510-511;-questionari per i genitori SLIDE 512-513-514-515-516-517-518; 10
  11. 11. INDICEProfilo Psico-Educativo Revisionato (PEP-R) SLIDE 519-520-521-522-523-524-525-526;-Childhood Autism Rating Scale (CARS) SLIDE 527-528-529-530-531-532;-Checklist for Autism in Toddlers (CHAT) SLIDE 533-534-535-536-537-538;-Scala di valutazione dei Tratti Autistici nelle persone con Disabilità Intellettiva(STA-DI) SLIDE 539;-Valutazione della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (VCAA ) SLIDE 540-541;INDICAZIONI PER LA NUOVA SCHEDA PSICOPEDAGOGICA SLIDE 542-543-544- 545-546-547-548-549-550-551-552-553-554-555-556;FORMAT DELLA SCHEDA SLIDE 557;BLIBLIOGRAFIA CORRELATA DALL’ ETA’ DI RIFERIMENTO DEGLI STRUMENTI DIDATTICI SLIDE 558-559-560;SITOGRAFIA SLIDE 561-562-563-564-565-566-567-568-569.  11
  12. 12. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATADEFINIZIONE DEL TERMINE “OSSERVAZIONE”.Dal punto di vista etimologico, “osservare”deriva dal latinoobservare,composto di “ob” (verso) e “serbare”(tenere gli occhiaddosso) e significa in generale “guardare, esaminare con cura”,“rilevare”.De Ketele evidenzia come, da un lato, osservare vogliadire “mettersi davanti a un oggetto come schiavo o servo peressergli fedele”.Dall’altro lato, osservare fa riferimento al mettersidavanti a un oggetto “come maestro per possederlo econservarlo”. Dunque, l’osservazione di un fenomeno ocomportamento esteriore non consiste nel semplice vederlo ocomunque in senso più lato, nel percepirlo,ma nel “guardarlo” edescriverlo in modo “fedele”, allo scopo di comprenderlo.L’osservazione è un processo la cui funzione principale èraccogliere informazioni sull’oggetto preso in considerazione.E’un’operazione di prelievo e strutturazione dei dati in modo da faremergere una rete di significati. 12
  13. 13. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAFASI METODOLOGICHE DELL’OSSERVAZIONEIl processo osservativo, di norma,può articolarsi in tre fasi fondamentali, dinamicamente collegate tra loro,anche se operativamente distinte (Amplatz,1999) :1) focalizzazione;2) raccolta dei dati;3) analisi. 13
  14. 14. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAFase di focalizzazioneLa scelta della situazione da osservare si riferisce a quella preliminare opera di chiarificazione di ciò su cui si intendefar luce. precisare i fenomeni o comportamentiche si ritengono rilevanti e significativi in relazione alladimensione che interessa indagare e agli obiettivi prefissati e di procedere ad una loro definizione in termini nonambigui.Raccolta dei datiPrima di procedere fattualmente all’azione osservativa, è importante definire le operazioni da compiere perpoter raccogliere i dati, valutando le risorse disponibili e predisponendo gli strumenti necessari.Una delle fasi nodali del processo, infatti, è proprio la raccolta dei dati, dalla cui correttezza- sistematicità dipende la fondatezza dell’analisi e l’attendibilità dei risultati. 14
  15. 15. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAAnalisiL’analisi delle informazioni raccolte costituisce la conclusiva fasecritica che porta l’osservazione a partorire i suoi esiti conoscitivi.Può poggiare su procedure di quantificazione o su un processoqualitativo.L’analisi di tipo quantitativo, mira ad una conoscenza “computabile” dei fenomeni e che si basa pertanto sulla loro riconduzione ad indici misurabili.Essa è basata sul linguaggio matematico ed è pertanto più oggettiva,meno incline, cioè, ad essere influenzata dai filtri soggettivi dell’osservatore. Inoltre è rigorosamente e supinamente aderente ai dati.L’analisi di tipo qualitativo è più attenta al “significato” che assume il fenomeno nella sua consistenza “intensionale”, collegata al senso che essa riveste per chi lo osserva e/o lo vive. Essa è tendenzialmente più rischiosa e meno attendibile. 15
  16. 16. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALE FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONEPerché osservare?La risposta a questo interrogativo permette di individuare cinque funzioniche possono presiedere alla creazione o all’utilizzazione di uno strumentod’osservazione:descrittiva,formativa,valutativa,euristica o invocata,provocata.La funzione descrittiva :si osserva per descrivere i fenomeni o una situazione. ( Descrive una situazione o un fatto/fenomeno, raccoglie dati);La funzione formativa:si osserva per agire sulla base della situazione osservata e per formare. (Agisce sulla base di quanto osservato, per imparare, per formarsi); 16
  17. 17. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALa funzione valutativa :si osserva per valutare, si valuta per decidere, si decide per agire. L’azione sarà a sua volta sottoposta alla valutazione, e dunque all’osservazione, per una nuova decisione. (Descrive una situazione o un fatto/fenomeno, raccoglie dati);La funzione euristica :quando l’attività è orientata verso l’emergere di ipotesi pertinenti, che saranno ulteriormente sottoposte ad attività di controllo. (Fa emergere delle ipotesi da sottoporre a verifica);La funzione di verifica :si osserva una situazione “provocata” o manipolata per poter verificare un’ipotesi, e dunque utilizzando l’osservazione come strumento di misurazione delle variabili dell’ipotesi stessa. (Convalidare o meno un’ipotesi).(Postic- De Ketele,1993,25-26) (Amplatz,1999,33).Un’ ulteriore classificazione dell’osservazione viene fatta anche in base a:-il grado di partecipazione dell’osservatore;-l’ambiente in cui viene svolta;-il grado di strutturazione. 17
  18. 18. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAIl grado di partecipazione dell’osservatoreOsservazione documentaria(indiretta): ricerche storiche ed etnografiche. Documenti utilizzati sono: notizie di archivio, registrazioni audio, video, diari…Indipendentemente quando l’osservatore raccoglie in prima persona i dati,mantenendo il distacco dal gruppo osservato (telecamere).Osservazione partecipante(diretta): l’osservatore entra nel contesto e nel sistema delle relazioni, coinvolgendosi nelle situazioni che analizza.L’ambiente in cui viene svoltaNaturalistica: rilevazione continuata dei comportamenti di uno o più soggetti nel loro ambiente naturale (nel suo habitat).In condizione controllate: quando l’osservatore cerca di controllare lasituazione.In ambiente artificiale: in laboratorio, un settino molto strutturato. Osservazione dei giocattoli utilizzati da bambini e bambine.Il grado di strutturazioneSistematica.Narrativa ( diari, registrazioni anneddotiche). 18
  19. 19. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAL’OSSERVAZIONE SISTEMATICA E LE SUE CARATTERISTICHEL’osservazione tende ad essere sistematica quando soddisfa le seguenticondizioni:1. impiego di procedure coerenti e ripetibili;2. determinazione delle condizioni dell’osservazione;3. impiego di tecniche rigorose di osservazione, di annotazione e di codifica.L’osservazione, quindi, è sistematica quando è “organizzata, metodica, ha uno scopo ben determinato e mezzi adeguati per conseguirlo”Essa presenta le seguenti caratteristiche:intenzionalità : è sempre guidata da un obiettivo esplicito, che è “allo stesso tempo finale ed organizzatore del processo stesso di osservazione; 19
  20. 20. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAProgettualità: viene utilizzata all’interno di un preciso progetto.Delimitazione-definizione del campo osservativo: idealmente circoscrive il setting, puntando l’attenzione su eventi o comportamenti che devono essere preliminarmente definiti secondo criteri chiari e rigorosi, e discriminati in funzione dello scopo e del punto di vista adottato.nel progetto.Tendenza all’obiettività: rilevare fatti e non sensazioni, né impressioni otanto meno di anticipare giudizi.Utilizzo di precisi strumenti di riferimento: si tratta di tecniche estrumenti che in forma diversa, tendono a facilitare la raccolta e l’analisi delle informazioni.Pianificazione dell’osservazione sistematica: fare un piano d’osservazione significa prospettarsi le difficoltà e trovare le maniere concrete per affrontarle. 20
  21. 21. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATA• Chi osserva• Chi/cosa osservare: implica la selezione, tra i possibili innumerevoli oggetti di osservazione, di quegli eventi e comportamenti che risultano più rilevanti per la dimensione che interessa indagare.Dove condurre l’osservazione: non si tratta solo di scegliere un ambiente ma anche di confrontarsi con la concreta natura del luogo (aperto o chiuso, pubblico o privato, e, più nello specifico, aula, palestra, mensa, cortile, ecc.)Quando osservare: è una decisione che dipende in modo più diretto dalle circostanze specifiche in cui il comportamento deve essere osservato. Scegliere in merito al tempo, significa anche riferirsi alla durata e frequenza delle osservazioni.Come, in che modo osservare: scegliere tra i diversi tipi, modi, tecniche di osservazione, quelli più adatti e funzionali rispetto agli obiettivi e all’oggetto dell’indagine; di precisare il ruolo che l’osservatore dovrà assumere; di prevedere tutti gli accorgimenti necessari per garantire la normalità di comportamenti da parte dei soggetti osservati; e, in sintesi, di prefigurare le modalità più opportune secondo cui procedere nelle21 fasi operative varie dell’osservazione.
  22. 22. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALE QUALITA’ NECESSARIE PER L’OSSERVAZIONE SISTEMATICALa pertinenzaEssa si riferisce a ciò che il ricercatore vuole e all’obiettivo della sua ricerca: ciò che voglio osservare è pertinente al raggiungimentodell’obiettivo della mia ricerca?La validitàC’è un accordo sufficiente tra ciò che io osservo realmente e ciò che voglio osservare?L’affidabilitàDue o più osservatori diversi, osservando ognuno per conto suo la stessa cosa nello stesso momento la classificheranno allo stesso modo.La trasferibilitàI risultati ottenuti dalla procedura d’osservazione sonotrasferibili alla popolazione di riferimento . 22
  23. 23. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAIN SINTESI LE PECULIARITA’ DEL PROCESSO DI ASSESSMENT SONO LE SEGUENTI:1)STABILIRE A PRIORI L’OBIETTIVO DA ANALIZZARE,2)AGIRE INTENZIONALMENTE GUIDATA DA UN OBIETTIVO;3)ESSERE UTILIZZATA ALL’INTERNO DI UN PRECISO PROGETTO;4) CERCARE DI ESSERE QUANTO PIU’ OBIETTIVA;5)RILIEVARE I FATTI SENZA ANTICIPARE I GIUDIZI;6)REGISTRARE FEDELMENTE I COMPORTAMENTI;7) BASARSI SU MODELLI TEORICI CONVALIDATI DALLA RICERCA;8) CONNOTARE LO STILE EDUCATIVO DI OGNI SINGOLO OPERATORE SU BASI OGGETTIVE E NON APPROSSIMATIVE;9) VEICOLARE L’ IMPOSTAZIONE E IL MONITORAGGIO NEL TEMPO DEI PROGRAMMI E DELLE METODOLOGIE PERSONALIZZATE;10) COMPIERE UN FEEDBACK CONTINUO NELL’OPERATO EDUCATIVO;11) DIVENIRE UN VALIDO STRUMENTO DI FORMAZIONE;12) RENDERE FACILMENTE PUBBLICIZZABILI I RISULTATI SECONDO “CHIAVI DI LETTURA” COMUNI E OBIETTIVE. 23
  24. 24. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATA Le osservazioni hanno lo scopo di approfondire aspetti significativi e sono guidate da ipotesi di lavoro, hanno un carattere eminentemente descrittivo, i commenti e le ipotesi sono fondamentali ma  vanno chiaramente distinti nel protocollo. Per condurre tali osservazioni è necessario:• descrivere gli eventi e i comportamenti senza incasellarli in categorie predefinite;• usare un linguaggio descrittivo e non valutativo;• non usare termini generici;• prestare attenzione ai dettagli;• distinguere la descrizione degli avvenimenti dai commenti e dagli eventuali giudizi che ne conseguono;• prestare attenzione al contesto, inteso come ambiente immediato in cui si manifesta il comportamento e che ne influenza la qualità sociale ed emotiva. 24
  25. 25. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATALE TECNICHEL’osservazione non partecipata: di tipo ecologico, libera, l’insegnante noninterviene in alcun modo.L’osservazione partecipante è una strategia nella quale l’insegnante siinserisce in maniera diretta nelle attività del bambino (ponendo blandevariabili sia in modo diretto che con tecniche a “sfondo integratore)presonel suo ambiente naturale, istaurando un rapporto di interazionepersonale allo scopo di descriverne le azioni e di comprenderne, medianteun processo di immedesimazione, le motivazioni. 25
  26. 26. CRITERI QUALITATIVI E FUNZIONI DELL’OSSERVAZIONE STRUTTURATAPer conoscere un bambino è necessario guardarlo, ma guardare un bambino non è facile,i nostri occhi spesso guardano solo ciò che sanno vedere. L’osservazione deve essereguidata da schemi interpretativi (non si può osservare se non si sa che cosa osservare). L’osservazione vuole dare un significato a ciò che si osserva, fornire una interpretazione.Gli strumenti e i metodi da adottare variano in dipendenza dell’oggetto del’osservazione  26
  27. 27. RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DELL’OSSERVAZIONERIASSUNTO GENERALEChi osservaØ       attivo/passivoØ       percepito/non percepitoOggetto dell’osservazioneØ       fatti(osservazione diretta)/rappresentazioni(dossier)Strumenti dell’osservazioneØ       griglie qualitativeØ       diari, annotazioniØ       registrazioni(video, audio, audio video)Ø       interviste questionariØ  tassonomieØ  test settoriali o globali a esito metricoGrado di inferenza dell’osservazione sull’oggetto osservatoØ      deboleØ       forte 27
  28. 28. RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DELL’OSSERVAZIONEAnnotazioneØ       immediata/differitaØ       diretta/mediataSituazione dell’osservazioneØ       creata/naturaleØ      manipolata/non manipolataGrado di libertà dell’osservatoreØ       sistematica/non sistematica 28
  29. 29. GLI STRUMENTIE’ importante considerare :• la corretta selezione del test o dello strumento;• l’interpretazione dei risultati;• l’etica dell’applicazione della misura docimologica.STRUMENTI CHE VEICOLANO LA VALUTAZIONE• diario di “bordo”;• check list e griglie;• colloqui clinici e interviste ai genitori del bambino;• test di performance ( prove riferite a una norma e prove criteriali -settoriali o globali-).  29
  30. 30. GLI STRUMENTI• COLLOQUIO CLINICO E INTERVISTA AI GENITORI DEL BAMBINO a) adattamento al ruolo di genitore, b) la relazione con i figli, c) influenze della famiglia, d) l’interazione con il mondo esterno, e) le potenzialità di cambiamento• DIARIO DI BORDO La compilazione di un diario è utile soprattutto per osservare lo sviluppo di un bambino con handicap. E’ necessario che le notazioni si riferiscano e descrivano il comportamento quotidiano, abituale di quel bambino. Gli ambiti essenziali di sviluppo che è utile avere presenti nel diario sono:• l’evoluzione del suo stato affettivo• la relazione con l’insegnante di riferimento e gli altri adulti;• il comportamento durante le operazioni quotidiane;• lo sviluppo degli apprendimenti (compreso l’evolvere dell’interesse per le attività);• la relazione con i pari;• i comportamenti e le abitudini.  30
  31. 31. GLI STRUMENTI• check list e griglie• La check list è sostanzialmente una lista della spesa: è un elenco di tutto ciò che si pensa sia utile osservare o annotare, a scopo principalmente di promemoria. In realtà non è unicamente un promemoria, perché nel redigere lelenco, si tiene conto dellimportanza dei vari passi, in relazione agli obiettivi che ci si prefigge. È utile soprattutto in fase di avvio di unattività, perché aiuta, oltre che a non dimenticare le cose importante, a focalizzare gli obiettivi che si vogliono raggiungere. La check list viene sicuramente già usata, anche se in forma non così esplicita, nel programmare le attività, perché è uno strumento utile per non dimenticare le cose. Si tratta soltanto di usarlo sistematicamente e possibilmente con gli stessi punti in modo da avere un minimo di monitoraggio uniforme dellattività svolta. Criteri per la costruzione di una check list 1) individuare con precisione il settore o l’area che si intende approfondire attraverso l’osservazione; 2) identificare ogni azione considerata interessante e significativa nella performance; 3) aggiungere all’elenco le azioni che rappresentano errori comuni o difetti considerati rilevanti; 4) sistemare le azioni in un ordine adeguato; 5) fornire un procedimento per controllare e annotare semplicemente ogni azione. 31
  32. 32. GLI STRUMENTI• La griglia osservativa è il passo successivo. Può riprendere i punti rilevanti della check list, ampliarli e strutturarli, se necessario, in sottopunti e associare a ciascuno di loro un commento o un giudizio. La griglia può essere arricchita e ampliata in misura diversa a seconda dellinteresse. Se usata sistematicamente permette di monitorare, a distanza di tempo, levoluzione o l’involuzione funzionale. Come per la check list, anche la griglia osservativa viene già usata spesso, in particolare per valutare il comportamento e la performance generale dellallievo. Spesso tuttavia, proprio per essere generali, diventano generiche e rischiano di appiattire tutta losservazione codificandola in modo standard e quindi di essere poco informative. 32
  33. 33. GLI STRUMENTITest di performance Prove nelle quali si chiede alla persona di eseguire un compito, che esige una risposta orale, scritta o prassica.Si dividono in:• TEST NORMATIVI• TEST CRITERIALITEST NORMATIVI ATTENDIBILITÀ : il test deve fornire risultati costanti e coerenti nel tempo  VALIDITÀ : il test deve misurare effettivamente le abilità per le quali è stato costruito  TEST NORMATIVI “FORNISCONO PROVE RIGOROSAMENTE SELEZIONATE E VALUTATE PER QUANTO RIGUARDA IL LORO GRADO DI ATTENDIBILITA’, VALIDITA’E NORMATIVITA’”Meazzini, 1997 NORMATIVITA’ Il punteggio che il soggetto ottiene al test viene confrontato ad una norma.Le norme vengono individuate dopo che il test è stato somministrato ad un campione che si ritiene rappresentativo della popolazione alla quale esso dovrà essere somministrato.Le norme si esprimono prevalentemente mediante punteggi standardizzati (media e deviazione standard) da cui è possibile calcolare il grado di scostamento del singolo dalla media. 33
  34. 34. GLI STRUMENTI VANTAGGI La standardizzazione del materiale e del punteggio consente analisi comparative di natura epidemiologica. Es. Il confronto tra i punteggi medi ottenuti in test normativi di lettura tra popolazioni di allievi residenti in regioni diverse…• Consente di individuare la posizione occupata dal singolo all’interno di un gruppo. TEST CRITERIALI  Il parametro utilizzato dai test criteriali non è la norma (media e deviazione standard) ma il criterio dato da uno o più livelli di prestazione del soggetto. Punteggi superiori a tale livello indicano che vi è una padronanza totale o accettabile per quanto riguarda l’abilità esaminata. Punteggi inferiori indicano il contrario.  Il criterio viene stabilito dall’operatore a seconda degli obiettivi educativi che intende raggiungere. I test criteriali dunque sono test che valutano il raggiungimento di una certa competenza reputata necessaria per acquisire ulteriori e più complesse conoscenze. Il test serve a valutare ciò che una persona ha appreso e non si pone il problema di paragonare la competenza raggiunta dall’alunno con quella dei compagni o, più in genere, con un gruppo di alunni di pari età ; la valutazione viene effettuata solo in rapporto ai contenuti, agli argomenti e agli obiettivi oggetto di verifica. Questi test vengono anche definiti test di rendimento o di profitto (achievement test). non viene confrontato con un gruppo ma solo con sé stesso, prima e dopo un intervento educativo. 34
  35. 35. GLI STRUMENTICiò che si valuta è il progresso fatto dall’alunno rispetto alla sua stessacompetenza iniziale; gli obiettivi formativi, quindi, diventano il criterio daraggiungere e l’eventuale giudizio valutativo non viene basato sul confronto conla prestazione di un gruppo di riferimento. La prestazione a cui fare riferimentoè, solitamente, la percentuale di risposte corrette ad un dato compito; in questocaso è bene definire in anticipo i criteri rispetto ai quali una prestazione vienedefinita positiva o negativa; in un dato compito si può assumere, per esempio,che il 75% di risposte corrette sia il criterio per giudicare una prestazionepositiva o negativa.VANTAGGI Consente di discriminare tra abilità e sotto-abilità. E’ unostrumento flessibile con il quale si può valutare qualsiasi performance. Il criterioviene scelto dall’operatore e cambiato di volta in volta a seconda delle esigenze.Il test può essere costruito dall’operatore, è semplice da applicare e non richiedela standardizzazione.Il soggetto 35
  36. 36. GLI STRUMENTITIPOLOGIA DEGLI ITEMS-figurati;-verbali;- (vero-falso);-a risposta multipla semplice e complessa;- a risposta aperta univoca-limitata- a risposta aperta. 36
  37. 37. PICCOLO GLOSSARIOPICCOLO GLOSSARIO1) CAPACITA’ :2) COMPETENZA :3) CONOSCENZE E ABILITA’. 37
  38. 38. PICCOLO GLOSSARIO 38
  39. 39. PICCOLO GLOSSARIO 39
  40. 40. PICCOLO GLOSSARIO 40
  41. 41. PICCOLO GLOSSARIO 41
  42. 42. PICCOLO GLOSSARIO 42
  43. 43. GLI ASSI FUNZIONALIELENCO DEGLI ASSI PRESI IN CONSIDERAZIONE - L’OSSERVAZIONECOINVOLGE MOLTEPLICI AMBITI FUZIONALI,NELLO SPECIFICO CIRIFERIAMO AI SEGUENTI:-ASSE GRAFICO;-ASSE VISUO-PERCETTIVO;-ASSE PRASSICO-COSTRUTTIVO;-ASSE RELATIVO ALLO SCHEMA CORPOREO;-ASSE RELATIVO AL PROBLEM SOLVING;-ASSE RELATIVO ALLE FUNZIONI ESECUTIVE DI BASE;-ASSE LUDICO;-ASSE DELLE AUTONOMIE PERSONALI;-ASSE LINGUISTICO (PRODUZIONE-COMPRENSIONE);-ASSE COMUNICATIVO-RELAZIONALE-EMOTIVO;-ASSE DELLE COMPETENZE PROSSIMALI AGLI APPRENDIMENTISTRUMENTALI.-Un un’ulteriore analisi è dedicata poi alla patologia AUTISTICA. 43
  44. 44. ASSE GRAFICOSUDDIVISO IN TRE LIVELLI : esecutivo,percettivo erappresentativo 44
  45. 45. ASSE GRAFICOLIVELLO ESECUTIVO (GLI STRUMENTI DI RIFERMENTE SONO: LA GRIGLIA ANALITICA QUALITATIVA DELMOVIMENTO,DEL GESTO E DELLA FORMA GRAFICA EIL TEST LEARNING ACCOMPLISHMENT PROFILE –LAP-) 45
  46. 46. ASSE GRAFICO (TEST) INDICATORI DELLA GRIGLIA ANALITICA DEL MOVIMENTO E DELLA FORMA GRAFICA VELOCITA’:RALLENTATA-ACCELERATA- FREQUENTEMENTE VARIABILE,ALTRO……………………………………………… ……………………·          RITMO:UGUALE,DISCONTINUO,DISARMONICO,ALTRO ………………….·          CONTINUITA’ DEL GESTO:INTERROTTO,CONTINUO,ESITANTE,ALTRO… ……………………………………………………………………. 46
  47. 47. ASSE GRAFICO (TEST)      TIPO DI IMPUGNATURA:NORMALE,ERRATA PER………………………………………………………………… …………………·          LATERALIZZAZIONE:DESTRA,SINISTRA,AMBIVALENTE CON PREFERENZA A…………………………………………………………….·     TRATTO PREVALENTE:BREVILINEO,LONGILINEO,CURVO,ANGO LATO,FRAMMENTATO,CON PRESENZA DI CHIARO – SCURI,ALTRO……………………………………………………  47
  48. 48. ASSE GRAFICO (TEST)  GRANDEZZA(DIMENSIONE CORRETTA QUELLA COMPRESA INDICATIVAMENTE TRA GLI 8 E I 18 CM):NORMALE,MACROGRAFICA,MICROGRAFICA,MISTA,A LTRO………·  PRESSIONE:REGOLARE,LEGGERA,FORTE,VARIABILE, ALTRO…………………………………………………………….·          UNIFORMITA’ DI GRANDEZZA E DI FORMA: PRESENTE/NON PRESENTEANCORAGGIO DEL FOGLIO CON LEFFETTORE NON DOMINANTE·          Caratteristiche di produzione:·          INCLINAZIONE PENNARELLO:·          INCLINAZIONE FOGLIO:      48
  49. 49. ASSE GRAFICO (TEST) MANIERISMI:TRATTO ORNATO,SEMPLICE,TRASCURATO,CON ECCESSIVO RIEMPIMENTO DI COLORE,CON RIPASSI,ALTRO………………………………………………… ……………………·  IMITAZIONE SIMULTANEA DI: ………………………………………………·   COPIA DI…………………………………… 49
  50. 50. ASSE GRAFICO (TEST)TEST LEARNING ACCOMPLISHMENT PROFILE 50
  51. 51. ASSE GRAFICOLIVELLO PERCETTIVO (GLI STRUMENTI DIRIFERIMENTO SONO : LA GRIGLIA QUALITATIVA.LATASSONOMIA DEI RAPPORTI SPAZIALI , IL TEST DIPERCEZIONE VISIVA(TPV) NELLA PARTE RELATIVA ALLAMOTRICITA’ PRESENTE) 51
  52. 52. ASSE GRAFICO (TEST)GRIGLIA QUALITATIVA  TRACCIATI OMOLATERALI (ESEGUITI CON LA MANO DESTRA VANNO A COLLOCARSI ALLA DESTRA DEL FOGLIO IDEM PER SINISTRA)·     TRACCIATI CENTRALI·     TRACCIATI CENTRIFUGHI(PARTONO DAL PUNTO PIU’ VICINO AL SOGGETTO CHE DISEGNA E SI ALLONTANANO SIA A DESTRA CHE A SINISTRA)·     DIREZIONE DELLE LINEE POSITIVA (SENSO ANTIORARIO)·     DIREZIONE DELLE LINEE NEGATIVA (SENSO ORARIO). 52
  53. 53. ASSE GRAFICOTASSONOMIA DEI RAPPORTI SPAZIALI(TOPOLOGICI E EUCLIDEI) :ACQUISIZIONEDELLE OPERAZIONI SPAZIO – TEMPORALIIN RELAZIONE ALL’ATTO GRAFICO1) RAPPORTI TOPOLOGICI- CAPACITA’ DI APERTURA - CHIUSURA- INCLUSIONE - ESCLUSIONE-VICINANZA – SEPARAZIONE- ORDINE - SUCCESSIONE 53
  54. 54. ASSE GRAFICO 2)RAPPORTI EUCLIDEI - RAPPRESENTARE UN SISTEMA DI COORDINATE (ORIZZONTALE-VERTICALE) -CAPACITA’ DI PARTIZIONE -DAVANTI-DIETRO - PROSPETTIVA (emergono le linee di riferimento di terra e di cielo). Piaget analizza la rappresentazione dei rapporti spaziali nei disegni infantili distinguendone tre classi:- i rapporti topologici, tipici del periodo che va dai 2 anni e mezzo ai 4 anni e caratterizzati dall’invarianza dei rapporti spaziali quali vicinanza, separazione,inclusione, chiusura e ordine; i bambini riescono ad utilizzare solo alcuni rapporti topologici, senza però riuscire a coordinarli nel caso di rappresentazioni complesse; 54
  55. 55. ASSE GRAFICO i rapporti euclidei, rappresentati tra i 4 e i 7 anni e caratterizzatidall’invarianza dei rapporti quando le trasformazioni dell’oggettosono rotazioni o spostamenti;i rapporti proiettivi, conquistati tra i 7 e i 9 anni e caratterizzatidai rapporti prospettici e dalla comprensione della posizione delpunto di vista richiesto; si riesce ,in questo caso , a coordinare ledimensioni e le distanze tra gli oggetti. 55
  56. 56. ASSE GRAFICOEVOLUZIONE DELLA STRUTTURA SPAZIALE Fasi iniziali Il bambino, pur conoscendo giā le forme euclideeattraverso la percezione visuale, nei suoi disegnidimostra di cogliere solo i caratteri topologici(specialmente quelli di vicinanza e separazione). Per il piccolo gli oggetti possono essere in alto-inbasso, a destra- a sinistra,vicini-lontani ma il punto diriferimento resta incentrato sul proprio io percepentepoiché non vi è ancora l’intuizione del collegamento traelementi (si ragiona in termini assoluti e non relativi). Le prime espressioni prospettiche, rovesciamenti esvolgimenti, sono significative della struttura proiettivadello spazio: solo a partire da qui il bambino giungeràad una strutturazione euclidea dello spazio stesso. 56
  57. 57. ASSE GRAFICOCronologicamente le intuizioni topologiche si situano verso i treanni: il passaggio all’ordine proiettivo a sua volta non può esserconsiderato completo prima dei sette anni: la costruzioneeuclidea infine si realizza dai sette ai nove anni. Un bambinoanche molto piccolo è in grado di apprezzare differenze fra laforma di un cerchio e quella di un quadrato, ma, anche se non visono particolari difficoltà grafiche, non è in grado di riprodurrequeste differenze; la spiegazione di ciò sta appunto nelladistinzione tra spazio percettivo e spazio rappresentativo. 57
  58. 58. ASSE GRAFICO Si considerano dunque 4 livelli strutturali nella riproduzionegrafica:1)NON STRUTTURA (la riproduzione è a livello di grafismospontaneo dello sgorbio, dello scarabocchio)- (prima dei treanni);2)STRUTTURA DISARTICOLATA (la riproduzione è solosimile al modello nel senso che si riconosce sommariamente ilmodello stesso ma non l’articolazione della struttura)-(3-4aa);3)STRUTTURA AGGREGATA ( la riproduzione è composta daelementi strutturati ma disgiunti uno dall’altro,accostati,giustapposti a volte capovolti)- (4-7aa);4)STRUTTURA ARTICOLATA (la copia è molto simile almodello e ne rappresenta gli elementi euclidei nelle angolature,nelle proporzioni delle parti, nelle dimensioni enell’orientamento)- (dai 7aa in poi). 58
  59. 59. ASSE GRAFICO (TEST)TEST DI PERCEZIONE VISIVA (TPV) _esito metricoa partire dai 4aa- ITEMS A MOTRICITA’ PRESENTE-COORDINAZIONE OCCHIO-MANO;-COPIATURA/RIPRODUZIONE;-RAPPORTI SPAZIALI;-VELOCITA’ VISUO-MOTORIA 59
  60. 60. ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVCOORDINAZIONE OCCHIO-MANO 60
  61. 61. ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVCOPIATURA/RIPRODUZIONE 61
  62. 62. ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVRAPPORTI SPAZIALI 62
  63. 63. ASSE GRAFICO (TEST)SCHEDA TRATTA DAL TEST TPVVELOCITA’ VISUO-MOTORIA 63
  64. 64. ASSE GRAFICOLIVELLO RAPPRESENTATIVO (GLI STRUMENTI DIRILEVAZIONE SONO: LE TIPOLOGIE DELLOSCARABOCCHIO;LE TASSONOMIE DI BURT, LUQUET,KELOG E LOWENFELD SI FA INOLTRE RIFERIMENTOALLE CHECKLISTS PRESENTI NEL TESTO “GLI ADULTI DIFRONTE AI DISEGNI DEI BAMBINI “di P.FEDERICIed.FRANCO ANGELI) 64
  65. 65. ASSE GRAFICOLIVELLO ELEMENTARE (SCARABOCCHIO)Verso i 16-18 mesi il bambino si rende conto che ci sono degli oggetti che lasciano una traccia (matite, gessi,ecc.).Inizia così a differenziare l’utilizzo della traccia sonora da quella grafica.TRACCIA GRAFICA: è più duratura, resta al di fuori della persona che la ha provocata, si conserva nel tempo, ma è poco efficace a livello immediato.TRACCIA SONORA: svanisce in fretta, ha un carattere imperativo e di utilità immediata.Infatti gli adulti non rispondono agli scarabocchi con la stessa immediatezza con cui rispondono ai vocalizzi.L’attività grafica nei primi mesi della vita del bambino diventa un gioco personale con sé stesso, il cui significato sociale è rimandato nel tempo.I primi segni sul foglio sono il prodotto di colpi che alle volte sono così forti che bucano il foglio ( tanta energia, poco controllo motorio). 65
  66. 66. ASSE GRAFICOIl segno è la conseguenza del gesto che descrive la suatraiettoria su una superficie capace di registrarla. Nei primi mesi il bambino disegna (spesso macchie) con tuttoil corpo, compie movimenti più larghi possibili. Sei mesi dopo che ha iniziato a scarabocchiare (2aa circa), sirende conto che c’è un rapporto tra i suoi movimenti e i segniottenuti. Prima dei 2 o 3 anni è sbagliato indurre il bambino arappresentare oggetti reali, in quanto lo scarabocchiarerappresenta una forma di gioco, un piacere puro fine a séstesso. Prima di vedere le fasi dello sviluppo dello scarabocchio,cerchiamo di capire brevemente quali sono i meccanismi cheportano il bambino ad utilizzare i propri prodotti grafici perrappresentare la realtà . 66
  67. 67. ASSE GRAFICOFASI DELLO SVILUPPO DELLO SCARABOCCHIO : Definizione di  SCARABOCCHIO : forma spontanea di piaceremotorio e visivo senza che sia presente alcunaINTENZIONALITÀ RAPPRESENTANTIVA (il bambino nonvuole disegnare una “cosa” e tutto il corpo partecipa a questaattività grafica). Questa attività inizia verso i 18 mesi e in generevengono eseguiti “tondeggianti guardandosi in giro”. 1 anno: il bambino prende in mano per la prima volta una matita,tenta di colpire il foglio, ancora non riesce a lasciare traccia; 18-20 mesi: inizia a lasciare traccia sul foglio da disegno, disegnasegni verticali, orizzontali e radiali; 67
  68. 68. ASSE GRAFICO 2 anni: compaiono i primi segni circolari e ad angolo,nonsolleva la matita dal foglio e con molta facilità ne supera i bordi, inizia il controllo visivo, il bambino guarda quello che stafacendo con la penna e allora si vede che cerca di riempire unaparte particolare del foglio. 2 anni e mezzo: aumenta il controllo motorio, non supera più ibordi, fa scivolare la matita con guida con lo sguardo,cominciano i primi “riccioli” e successivamente vengonodisegnate le spirali e i cerchi multipli; 3 anni: non scarabocchia solo per il piacere del movimento o persentire l’attrito della matita sul foglio, bensì per rappresentaresensazioni interne vissute intensamente ( compaiono croci,spazi chiusi, quadrati, solo verso la fine dei tre anni inizia adabbozzare una persona, una casa o un sole); 4 anni: gli scarabocchi acquistano significato anche per l’adulto,arrivano le prime schematiche figure umane. 68
  69. 69. ASSE GRAFICOIL SIGNIFICATO DELLO SCARABOCCHIO:Ø Il disegno rappresenta uno STRUMENTO di indagine difondamentale importanza: l’attività grafo-espressivacostituisce un mezzo di espressione immediato ecompatibile al bambino che, attraverso di esso, ELABORAE RAPPRESENTA, come nel gioco, le proprie esigenzeaffettive e le modalità di rapporto con il mondo circostante. Ø   Dopo di 5 anni l’attività grafica assume una esplicitafinalità NARRATIVA e RAPPRESENTATIVA in quanto lamotivazione cosciente che spinge il bambino a disegnare, èdata dal desiderio di raccontare e comunicare le esperienzevissute. Il momento della comparsa dell’attività grafica varia dabambino a bambino: per alcuni coincide con gli ultimi mesidel secondo anno; per altri emerge durante l’arco del terzoanno. 69
  70. 70. ASSE GRAFICOINDICAZIONI EMOTIVE DELLO SCARABOCCHIO: 1. Tracciato veloce: attività, dinamismo,impulsività.2. Tracciato lento: calma tendenza alla pigrizia, riflessione.3. Tratto marcato: energia fisica,vitalità, volontà.4. Tratto sottile: delicatezza, sensibilità. 70
  71. 71. ASSE GRAFICO1. Orientamento da sinistra a destra:  voglia di fare nuove esperienze.2. Tutto spostato a sinistra: timore, timidezza, insicurezza, bisogno della figura materna.3. Tutto spostato a destra: voglia di fare, desiderio di crescere, importanza della figura paterna.4. A linee curve: capacità di adattamento.5. A linee angolose: resistenza, energia,carica aggressiva.6. Senza sollevare la matita: socievolezza.7. Fatto con più tratti: bisogno di staccare per ritrovare energie.8. Che occupa tutto il foglio: desiderio di attenzione, di manifestarsi.9. Piccolo: introversione, desiderio di uno spazio tutto per sé. 71
  72. 72. ASSE GRAFICOLO SCARABOCCHIO MOTORIO I primi segni tracciati sulla carta non denotano particolari forme e non seguono direzioni preordinate;I primi grafismi sono il risultato di una attività puramente motoria e non hanno, al suo origine, alcuna funzione figurativa; Il bambino non tarda a accorgersi dei segni che traccia ma trascorrerà abbastanza tempo prima che si curi di dargli un nome.LO SCARABOCCHIO COORDINATO Verso i tre anni e mezzo le linee assumono la forma di ricciolo ed emerge una varietà cromatica. Le tracce grafiche dipendono dalla dinamica del polso e della mano. Il tipo di impugnatura non è naturale ed il bambino di stanca tornando ad eseguire segni grafici della fase precedente. Si assiste poi ad una finalizzazione dei movimenti grafici. L’occhio non osserva solo ciò che traccia ma la mano va verso nuovi spazi sul foglio. 72
  73. 73. ASSE GRAFICO TIPOLOGIE DELLO SCARABOCCHIO1) Scarabocchio imitativo: il bambino cerca di imitare il gesto grafico osservato nelladulto nel tentativo di fare, quindi di essere, come laltro.2) Scarabocchio espressivo: il bambino scopre la possibilità di manipolare la linea, che diventa un veicolo attraverso il quale manifestare il proprio stato emotivo.3) Scarabocchio simbolico: il bambino rappresenta il modo in cui egli vive il rapporto con loggetto. Gli scarabocchi non sono più buoni o cattivi, ma scarabocchi di cose buone o di cose cattive.4) Scarabocchio onomatopeico: traduce graficamente la visione dinamica che il bambino ha delle cose. Terminata la scoperta del tratto come linea, il bambino inizia a sperimentare il contorno, avviandosi ad una rielaborazione più matura del rapporto tra il disegno e loggetto.73
  74. 74. ASSE GRAFICOI “FERRI DEL MESTIERE” Gli strumenti utilizzati per disegnare cambiano nel corso dellosviluppo (Lowenfeld); Quanto più il bambino è piccolo, tanto più la sua possibilità discelta tra strumenti diversi dovrebbe essere limitata per nonspostare l’attenzione dal disegno all’esplorazione del materiale. È consigliabile EVITARE il “riciclo” di fogli prestampati; rivistepatinate; superfici ruvide che possono ostacolare la tracciapittorica.CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI PIÙ COMUNI:Penne a sfera: rappresenta il primo oggetto usato dai più piccoli;Ø        Acquarelli: consentono di sperimentare la gamma dei colorima sono sconsigliati all’esordio dell’attività pittorica; 74
  75. 75. ASSE GRAFICOØ        Carboncino e gessetti: adatti per i preadolescenti che usano la tecnica a “schizzo”;Ø        Colori a tempera: la pittura con le dita in bambini molto piccoli può costituire un interesse tattile e perché consentono di riprodurre diverse sfumature;Ø        Matite (colorate e non): sconsigliate ai più piccoli perché la pressione fa spezzare le punte; adatte a partire dai 7-8 anni;Ø        Pennarelli a punta grossa: sono adatti per i più piccoli in quanto permettono di tracciare linee marcate;Ø        Pennarelli a punta fine: delicati da usare, la punta può rientrare o spezzarsi;Ø        Pastelli a cera: delicati da maneggiare; si spezzano; tracciano linee piuttosto grosse. 75
  76. 76. ASSE GRAFICOLINGUAGGIO GRAFICO-PITTORICO E FUNZIONILA NATURA DELL’ATTIVITÀ GRAFICO PITTORICA È DATADAL RISULTATO DI UN INSIEME DI FUNZIONI PSICO-FISICHE:-capacità percettiva: in relazione a quanto percepito e scopertonel proprio ambiente;-campo emotivo: sotto la spinta del bisogno di espressione;-un messaggio: la persona elabora una comunicazione; -capacità cognitive di tipo convergente: assumendo lemodalità di codificazione apprese nell’ambiente; -creatività, funzione cognitiva divergente: operaremodificazioni personali; -funzioni motorie-percettive: estrinseca queste funzioniusando ironicamente delle tracce grafiche. 76
  77. 77. ASSE GRAFICO I bambini disegnano perché scaricano un surplus di energiafisica o emotiva, altre volte disegnano per passare il tempo,alcuni sembrano voler sperimentare e perfezionare abilitànecessarie per diventare adulti. I piccoli disegnano anche per controllare sempre meglio leforme realizzate e le modalità per produrle. La soddisfazione di comunicare sembra un’altra motivazioneper la produzione pittorica, per altri “disegnatori” sembrainvece prevalere il piacere visivo che nasce dall’osservazione diquanto disegnato. 77
  78. 78. ASSE GRAFICO IL DISEGNO, L’ABILITÀ COGNITIVA E LAVALUTAZIONE EMOTIVA -AFFETTIVAIl disegno è uno strumento per esprimere emozioni, motivazioni,affetti e sentimenti. È possibile individuare alcuni elementi nelprocesso pittorico:-calma e serenità interiore( il bambino esegue il disegno rimanendoseduto, senza compiere movimenti eccessivi, in silenzio, senzainterruzioni di rilievo, la mimica facciale è distesa, laconcentrazione è buona, l’esecuzione del disegno è fluida, il tempoè adeguato);- ansia ( durante l’attività il bambino parla in modo eccessivo, ponedomande, rinvia l’esecuzione del disegno. In alcuni casi il bambinoè rigido, scarsa concentrazione, valorizzazione del disegnorealizzato);- aggressività ( può essere manifestata o nascosta, diretta verso disé ma anche verso l’ambiente esterno). 78
  79. 79. ASSE GRAFICO RIASSUMENDO quanto già è stato scritto di fronte a un fogliodi carta e con un pennarello in mano, un bambino di due anniinizia a scoprire la possibilità di lasciare una traccia visibile permezzo di un segno grafico: egli scopre che i movimenti diflessione ed estensione del suo avambraccio producono deitangibili effetti, dei quali allinizio rimane stupito. Il bambinoallinizio è quindi interessato non alle immagini, ma alle linee,attraverso le quali scarica spontaneamente una sovrabbondanzadi energia neuro-muscolare, la stessa che motiva la continuazionedellattività.Alla produzione dei segni non discretizzabili (scarabocchiodisordinato) si aggiungerà quella di movimenti circolari(scarabocchio controllato), che richiedono un maggior controllodel polso, della spalla, ma anche delle dita. Il bambinosperimenta la possibilità di vivere il gesto non più come sempliceattività motoria, ma come esperienza visiva: che diventa scopertae piacere. 79
  80. 80. ASSE GRAFICOLesperienza visiva: che questo tipo di attività affina, diventa poiil principale responsabile del prodotto grafico: verso i tre anni einfatti locchio che inizia a guidare la mano, invece delcontrario. Il bambino inizia allora a produrre figure chiuse espirali continue.La prima fase dello sviluppo del disegno e stata anche definitadel realismo fortuito, dal momento che, inizialmente, il bambinonon ha la consapevolezza di poter usare lespressione grafica perrappresentare elementi della realtà. Ciò avverrà quando, in modocasuale, egli osserverà una vaga somiglianza tra le lineeraffigurate e un qualche oggetto reale. 80
  81. 81. ASSE GRAFICOCirca sei mesi dopo l’inizio dello scarabocchio, avviene un fattoimportantissimo: il bambino, in termini che tecnicamentedefiniremmo di feed-back, collega la propria sensazione cinesteticaal segno prodotto. Così inizia a controllare i propri movimenti in rapporto al segnografico che vuole lasciare con sempre maggiore intenzionalità. Da questo punto in poi si svilupperanno: -il disegno espressivo ; -l’imitazione della scrittura (intenzionalità sociale imitativa) ; Ciò che lo affascina della scrittura è la ritmicità del tratto(melodiacinetica)che diviene un gioco, piacere puro, motorio, visivo,globale del corpo inteso come unità biopsichica. La variabilità individuale, quella che poi definirà lo stile personale,è evidente fin dall’inizio (il tratto più leggero e limitato nellospazio, o più marcato e centrale od espansivo indicano già trattitemperamentali, emerge la modalità globale di atteggiarsi neiconfronti della realtà). 81
  82. 82. ASSE GRAFICOTEORIE STADIALI DEL DISEGNOSTADI DI BURTEgli descrive una progressione di 7 stadi:1)SCARABOCCHIO (1-2-3 anni), in cui l’attività grafica è soltanto un’espressione motoria eseguita per giocoPrimi grafismi tendenzialmente basati sul movimento a volterappresentativi dell’attività mentale. Il bambino già da 1ANNO divita scopre che può produrre dei segni in modo assai divertente e,utilizzando un qualsiasi strumento che lasci una traccia, siabbandona a descrivere linee che vanno in tutte le direzioni, per ilsolo gusto di farlo. Le linee tracciate siano esse su carta che suimuri di casa sono una testimonianza dell’espansione dei suoimovimenti; i punti, che a volte sono eseguiti con tanta intensità dabucare il foglio, evidenziano il gusto di incidere sulla realtà e ilpiacere di riuscirci. Siamo nella fase dello “SCARABOCCHIOINVOLONTARIO”, definito anche “GHIRIGORO”. 82
  83. 83. ASSE GRAFICO Verso i ventidue mesi si affaccia sulla scena l’idea dell’intenzionalità legata all’acquisizione di una maggior padronanza delle capacità visive e motorie: non più occasionale casualità ma impegno programmato e finalizzato in nome di una produzione mirata. Compariranno così tratti verticali, orizzontali e circolari. Nella prima fase dello scarabocchio non c’è ancora intenzionalità di rappresentazione.Il fare del bambino in questi anni è assolutamente istintivo e casuale poi, lentamente inizia ad essere orientato verso degli scopi.Intorno ai 2aa lattività istintiva del bambino si sfuma per lasciare emergere una timida intenzionalità, nel senso che il piccolo è in grado di coordinare meglio le sue capacità visive con quelle motorie, e quindi saprà orientare con più scaltrezza il suo movimento per produrre determinati segni. In questi mesi il bambino sarà interessato a produrre linee orizzontali, verticali e circolari : Lowenfeld definisce questa fase dello "SCARABOCCHIO CONTROLLATO". Alcuni studiosi fanno precedere alla fase dello scarabocchio, dal francese “ecarbot” (scarafaggio), la fase delle “MACCHIE”: durante questo periodo, il bambino si diverte a realizzare delle macchie il cui inizio è quasi casuale e successivamente diventa intenzionale. 83
  84. 84. ASSE GRAFICO Lo scarabocchio è uno stadio preliminare a quello del disegnovero e proprio, è un processo di conoscenza; non è il pensiero chedirige l’espressione grafica, al contrario, da questa nasce laspiegazione, l’associazione, l’idea.2) LINEA (3-4 anni), dove si riscontrano inizialmente singolimovimenti della matita che costituiscono gli scarabocchi,successivamente, avvicinandosi ai tre anni e mezzo compaionoi primi tentativi di rappresentazione della figura umana chea forma tonda con occhietti, bocca, gambe e braccia saràprogressivamente rivisitata fino al suo definirsi in unastruttura più vicina all’aspetto reale della persona.A cinque-sei anni l’attività grafica si arricchirà di nuoviparticolari interessandosi anche alla raffigurazione dellarealtà esterna: case, fiori, alberi e paesaggi; 84
  85. 85. ASSE GRAFICO 3)SIMBOLISMO DESCRITTIVO (5-6 anni), in cui il bambino mette in atto semplici schemi simbolici riferiti ad un tipo generico e non ad un particolare oggetto; 4) REALISMO DESCRITTIVO (7-9/10 anni), dove si riscontrano ancora disegni simbolici nei quali la corrispondenza visiva dello schema alla realtà è rafforzata da alcuni dettagli o tratti particolari; 5) REALISMO VISIVO (10-11 anni o più), in cui la tecnica migliora ed il bambino ricerca una corretta rappresentazione visiva della realtà; 6) REPRESSIONE (11-14 anni), in cui i disegni mostrano una regressione dovuta probabilmente a conflitti emotivi; 7) REVIVAL ARTISTICO (prima adolescenza), in cui i disegni si avvicinano, nella realizzazione alla realtà. 85
  86. 86. ASSE GRAFICO STADI DI LUQUET LUQUET: il disegno è quella  rappresentazione grafica che implica intenzionalità. 1 SCARABOCCHIO 2  REALISMO FORTUITO (2-3 anni) La rassomiglianza del disegno con la realtà è raggiunta per caso. Il bambino inizia ad osservare le proprie produzioni grafiche cercandovi le analogie con qualche cosa effettivamente esistente. La rappresentazione non è prodotta intenzionalmente, ma scoperta solo a posteriori; una volta fatta la scoperta però il bambino comincia a fare delle aggiunte,questa volta consapevolmente. Il bambino, nel tentativo di imitare l’adulto che scrive o disegna (e talvolta però anche di propria iniziativa, in qualche gioco con dei materiali che lasciano una traccia) produce dei segni, o uno scarabocchio, non avendo ancora, o avendola già, l’intenzione di raffigurare qualcosa di preciso. 86
  87. 87. ASSE GRAFICONel momento in cui, poi, osserva il segno o lo scarabocchioprodotto, accade che la formad’insieme di quest’ultimo, o qualche suo particolare vistoso glisuggerisca una qualche interpretazione (che può essere anchediversa da quella che era la sua intenzione, qualora ne avesseavuta una). Se, Ad esempio, lo scarabocchio suggerisce l’idea diun gatto, l’interpretazione<gatto> si impone , e il bambino puòallora aggiungere qualche altro segno per indicare la coda, o gliocchi, elaborando così un sommario <modello interno> di gattoche potrà poi utilizzare nel tentativo di disegnareintenzionalmente questo animale. La qualificazione di<fortuito>, con cui Luquet indica questa prima fase di realismo,è dovuta al fatto che il bambino giunge a raffigurare un certoelemento della realtà quasi per caso, e talvolta anzi in contrastocon le sue intenzioni 87
  88. 88. ASSE GRAFICOREALISMO MANCATO (3-5 anni) In questa fase il bambino decide quale oggetto rappresentarePRIMA di cominciare il disegno (intenzionalitàrappresentativa). Il bambino riformula le proprie intenzioni manmano che il disegno procede (es.: “volevo fare una barca e mi èvenuto..”).Il termine <mancato> è qui forse inappropriato perchésta ad indicare una valutazione del prodotto grafico che l’adultocompie usando come criterio l’assenza o l’errata raffigurazione, neldisegno, di certi elementi o rapporti che caratterizzano l’oggettoreale (anche se il disegno è invece vissuto dal bambino come deltutto adeguato alle se intenzioni figurative). 88
  89. 89. ASSE GRAFICO Anche in questo caso il sincretismo percettivo può far sentire lasua influenza, nel senso che nel <modello interno> vengonoconservati solo quegli elementi di un oggetto che, per il loroaspetto o per la loro funzione, hanno per il bambino unaparticolare vistosità. Per esempio, disegnando la figuraumana,un bambino può collegare direttamene alla testa legambe e le braccia, con esclusione del tronco (la cui funzionenon è ancora ben nota), nei cosiddetti <pupazzi testone>. 89
  90. 90. ASSE GRAFICO Ma certamente a rendere <mancata> (o <erronea>) lariproduzione interviene il carattere irreversibile, preoperatorio, delpensiero. Così, ad esempio, volendo disegnare un viale con leaiuole, un bambino può disegnare sia il bordo del viale, sia accantoad esso il bordo delle aiuole,senza rendersi conto che un’unicalinea può avere qui una doppia funzione (essere margine delleaiuole e, nello stesso tempo, dl viale). Sempre per la stessa ragioneun bambino incontra difficoltà a rendere bene i rapporti spaziali ole proporzioni fra le parti di una scena. Per esempio volendodisegnare una persona con un cappello in testa, può disegnareinteramente la testa, e poi interamente il cappello, ma sospeso amezz’aria sopra la testa; o avendo disegnato una casa, e volendodisegnare dei fiori nel prato accanto ad essa, può fare dellemargherite alte quanto la casa (come se, pensando a ciò che stadisegnando in quel momento non riesca più a fare attenzioneanche a ciò che ha disegnato prima, come sarebbe invecenecessario per rispettare le proporzioni). 90
  91. 91. ASSE GRAFICOREALISMO INTELLETTUALE (5-8 anni) Il bambino disegna non solo quello che vede, ma anche ciòche conosce o ritiene importante.Intorno ai 6/7 anni, con il pensiero reversibile, il bisogno disintesi si viene manifestando anche nel disegno. Un bambino,disegnando una scena, cerca di mettervi tutte le cose che lariguardano (e di mettervele rappresentandole con la strutturagrafica che solitamente utilizza e che le rende riconoscibili),anche se per farlo deve contravvenire a certe regoleprospettiche, come quella per cui un oggetto non può esserevisto se sta completamente dietro o dentro un altro, o quellaper cui gli elementi di un paesaggio vanno rappresentati tuttisecondo un unico punto di vista. 91
  92. 92. ASSE GRAFICO Può così ricorrere a tecniche particolari e curiose, come quella<della trasparenza> (ad esempio una casa è rappresentata conle sue parti esterne ma anche con il suo contenuto, come se lepareti fossero di vetro), o quella del <miscuglio di piani> (adesempio una tavola vista dall’alto, con i commensali <ribaltati>, rappresentati cioècome se fossero invece visti di fronte).  TRASPARENZA: il bambino vuole mostraresimultaneamente quello che è esteriore e visibile a quello cheè invece inferiore e nascosto. Es.: la casa con i mobili dentro; ipantaloni ma si vedono le gambe… EFFETTO RIBALTAMENTO: es. il viale con gli alberi tuttidistesi… 92
  93. 93. ASSE GRAFICO REALISMO VISIVO (8 anni in poi) Disegno reale, è quello che assomiglia di più ad una“foto”.Intorno agli 8/9 anni che ha inizio il realismo visivo,con graduale abbandono delle tecniche adottate nella faseprecedente e progressivo rispetto delle leggi prospettiche.Dopo i 7 anniIl disegno perde la spontaneità che lo aveva caratterizzatofino a questo momento e si trasforma in un tentativo di copiapiuttosto fredda e impersonale dalla realtà. La scuola è inparte responsabile di questa trasformazione che da un lato fadel bambino un esecutore preciso e attento affinando quellache è la sua tecnica pittorica, dallaltro, però, lo svuota della"passione" con cui aveva realizzato le precedenti opere. 93
  94. 94. ASSE GRAFICOKellogg identifica quattro stadi per lo sviluppo della capacitàgrafica spontanea; questi si articolano dai primi segni deibambini di età inferiore ai 2 anni alle rappresentazioni deibambini di 5 anni, età in cui il bambino comincia a copiare larealtà che lo circonda. 1)LO STADIO DEI MODELLI: tipico dei 2 anni ecaratterizzato da scarabocchi elementari, quali linee senzacontrollo visivo e da modelli di organizzazione che indicanocome vengono collocate le linee sul foglio;  2) LO STADIO DELLE FORME: tipico della fascia d’età 2-3anni e caratterizzato da diagrammi emergenti, quali formedisegnate senza il riferimento del bordo del foglio, e dadiagrammi riferiti a singole linee utilizzate per croci, triangoli,ovali, che tengono conto del bordo del foglio; 3)LO STADIO DEL DISEGNO: tipico dei 3-4 anni ecaratterizzato dallunificazione dei diagrammi per formarecombinazioni e aggregati; inoltre vengono identificate alcuneforme lineari molto importanti quali i radiali, i soli, e i mandala; 94
  95. 95. ASSE GRAFICO 4)LO STADIO PITTORICO, caratteristico dei 4-5 anni e identificato dal disegno rappresentativo.Compare il disegno in trasparenza e la dinamica dello schema-particolare ovvero lo schema tende a ripetersi i particolari si innestano sullo schema modificandolo.. 95
  96. 96. ASSE GRAFICOSTADI di LOWENFELDFASE DELLO SCARABOCCHIOTIPOLOGIA (da circa 14 mesi a 3aa)a)informi- senza scopo;-ondulati;- coordinazione oculo-manuale limitata;- ampi movimenti del braccio, del gomito e della spalla;-disordinati - a questa età il bambino ha poco o nessun controllosull’attività motoria; b) longitudinali -ripetizioni controllata di proposte; -permane la la consapevolezza e il godimento dei movimenti insenso cinestetico; 96
  97. 97. ASSE GRAFICO c) circolari- migliora il controllo dei movimenti deputati alla capacitàdi fare le forme più complesse;d) naming-il bambino racconta storie sullo scarabocchio;-vi è un cambiamento da un pensiero cinestesico in terminidi movimento di pensiero immaginativo in termini diimmagini. 97
  98. 98. ASSE GRAFICO A 18 mesi circa :-cambiano gradualmente anche a movimenti circolari, intervallati da linee;-lateralizzazione incerta;-migliore il controllo dei muscoli in mano, del polso e del braccio;-la collaborazione della mente e del corpo è maggiore; circa 2 anni-più nette linee, angoli, lo zigzag ;-su imitazione traccia linee verticali,orizzontali e a V;-luso del braccio, del polso e delle dita muscoli più controllato;-maggiore padronanza della percezione, della memoria e della coordinazione della mano e dellocchio nel movimento; 98
  99. 99. ASSE GRAFICO -costruzione di un bagaglio di conoscenze con risultati altalenanti;- aumenta la capacità di discretizzare e formalizzare i segni che sfocerà nella produzione di immagini riconoscibili;-lo spazio è più limitato - non si diffonde in tutta la pagina, le linee sono isolate isolate;-i tracciati sono prima omologhi, poi centrifughi e infine centrali; -a volte viene dato il nome - "un fiore“. 99
  100. 100. ASSE GRAFICOFASE PRESCHEMATICA (da 3aa a 6aa )In questa fase si evidenziano due diverse modalità direalismo:1)osservazione - guardare gli altri –ripetere i movimentiper copia ;2)sperimentazione - disordinata – viene riconosciuta lasomiglianza - la ripetizione di successo. Spesso le figure sono umane, ma emergono ancheanimali e piante.FIGURA UMANA PRIMITIVA E PROVVISORIA(3anni)-testa e corpo solo (disegno girino);- full face. 100
  101. 101. ASSE GRAFICONon appena i piccoli si avvicinano ai 3 anni, i loro disegnicinestetici mostrano una maggiore tendenza a produrre segniparticolari.   Fra i 3 e i 4 anni il bambino scopre di poterrappresentare la figura umana. È costituita da una forma più omeno circolare che contiene elementi del volto mentre al suoesterno troviamo attaccati gli arti. Alcuni bambini superanoquesta fase nell’arco di pochi giorni, altri la conservano e laesercitano per molti mesi. I bambini ricordano e rappresentanocorrettamente il primo elemento “la testa” e l’ultimo “le gambe”dimenticandosi della parte intermedia. Se vengono fornite loro delle sagome o se gli si ricorda qualisono gli elementi da disegnare (su guida verbale,gestuale oiconica) si favoriscono l’emergere delle conoscenze infantili sulloschema corporeo. Dapprima le produzioni erano linee continue eingarbugliate, ma ora assumono la forma di cerchi in cui ilbambino può accorgersi di aver voluto forse rappresentare unatesta. 101
  102. 102. ASSE GRAFICOIl bambino continuerà ad usare il cerchio per rappresentareunampia varietà di percezioni: testa, occhi, bocca, tronco, orecchiee perfino capelli tratti interni: che indicano gli occhi, il naso, labocca tratti esterni: che indicano gli arti inferiori.Compaiono poi tratti accurati per gli occhi, per il naso, per labocca che danno un aspetto di volto alla forma iniziale; un"tronco" completa questo volto, generalmente è ovale, piùraramente lineare.In seguito vengono disegnati i piedi, le mani, alcuni indici didifferenziazione sessuale: capelli, tratti del tronco specifici,raramente organi sessuali.Le figure sono statiche, poste anteriormente come se guardasserouna platea. 102
  103. 103. ASSE GRAFICO In questa fase lo schema visivo (lidea visiva) è più sviluppato; -i disegni mostrano ciò che il bambino percepisce come più importante in senso rappresentativo (pur con i limiti del sincretismo) e non più solo il piacere motorio; -vi è una scarsa comprensione dello spazio - gli oggetti sono disposti in maniera casuale ; -luso del colore è più emotivo che logico.- vengono aggiunte via via parti anatomiche poiché si sviluppa e aumenta la percezione ( piedi, naso, occhi, bocca, braccia, il corpo e testa );-l’ esperienza scolastica determina un allargamento delle relazioni sociali;- la ripetizione dello schema diviene sistematica ;- il cerchio è utilizzato per la testa e le cime degli alberi;-(differenze tra maschio / femmina) vedi tabella successiva;-comprensione concettuale piuttosto che osservazione visiva;-grande attenzione ai dettagli – talora alcuni particolari sono distorti e/o esagerati;-capacità di riprodurre semplici forme geometriche; 103
  104. 104. ASSE GRAFICOFIGURA UMANA-preceduta da forme coerenti la forma diventa un uomo / madre / sorella / fratello; - la produzione individuale, può variare notevolmente; - il processo di socializzazione porta a disegnare maggiormente le persone. FASE SCHEMATICA - circa 6 a 9 anni forme facilmente riconoscibili per la consapevolezzadimostrata del concetto di spazio; -gli oggetti del disegno hanno un rapporto a ciò che è alto e ciòche è basso; -basi definite ( la linea cielo e terra sono evidenti). gli elementidel disegno sono tutti legati spazialmente; - i colori riflettono realisticamente quelli che appaiono innatura. - esagerazione tra gli elementi (luomo più alto di una casa, ifiori più grandi di esseri umani); 104
  105. 105. ASSE GRAFICO Unaltra tecnica utilizzata è a volte chiamata "piegando"questo è dimostrato quando gli oggetti sono disegnatiinclinati rispetto alla linea di base.Altre volte gli oggetti sembrano essere a testa in giù,un altro fenomeno è chiamato “x-ray"come in unaradiografia il soggetto è dipinto come per essere visto siaallinterno così come allesterno. 105
  106. 106. ASSE GRAFICOFIGURA UMANA Il collo e le spalle sono gestiti insieme in unastruttura continua, le braccia aperte nel segmento del corpo, l’abbigliamento prende il posto del corpo .Le braccia e il tronco sono eseguiti insieme dal 7° anno , inoltreaumentano e si integrano tutti i segmenti corporei.Alcune forme geometriche ovali, triangoli, quadrati, cerchi,rettangoli e irregolari sono utilizzate come schema corporeo(gambe, pancia …) e vestiti.Quando sono separate le une dallealtre, queste forme sono prive di significato.Le braccia e il tronco sono spesso molto lunghi, le maniallargate. I cambiamenti di forma sono accompagnati daparticolari aggiunti ad esempio mangiare = bocca più grande.Gli interessi sono in espansione e la consapevolezza corporea èmaggiore.La copia si riduce, concetto di formazione autonoma delleproduzioni cresce. 106
  107. 107. ASSE GRAFICO Altre peculiarità di questa fase: - utilizzo di linee di base che indica lo spazio e regolanotutto il resto della pagina ; - linea comune per le cose che stanno insieme; - caratteristiche del paesaggio di superficie fiori, alberi,edifici, macchinari, gli animali e persone; - uso di punti di riferimento spaziali sempre più complessi;-fenomeno della trasparenza per gli edifici visti allinterno:casa, scuola, camere… L’ esperienze sociali maggiormente esperite determinano una riduzione di disegni di singole figure e una implementazione di più gruppi di oggetti(bambini e adulti, edifici, paesaggi, gli alberie gli animali)che dà origine alla composizione. 107
  108. 108. ASSE GRAFICOLuomo è indicato come bambina, bambino, con una discretasensibilità per i dettagli, la prospettiva caratterizza questafase( la consapevolezza e gestione dello spazio tra la linea diterra e la linea di cielo)emergono sovrapposizioni di oggetti,gli elementi non sono più in piedi su una linea di base, e siosserva anche la produzione di oggetti/persone/animali diprofilo. 108
  109. 109. ASSE GRAFICO IL DISEGNO   (percorso metodologico della richiesta) 1)Libero; 2) Con proposta di uno stimolo( es: un cerchio) se, che il bambino completa liberamente.  2)Guidato parzialmente, dopo lo stimolo iniziale si guida il bambino almeno in  un’altra  fase (verbalmente o gestualmente) e poi si da spazio alla libera  interpretazione ed  alla  creatività del singolo; 3)Guidato ,per tutte le fasi in sequenza al fine di guidare il bambino verso il disegno di un soggetto lasciando libero, se possibile,solo l’arricchimento finale del particolare  o del colore.  Le su indicate tipologie saranno proiettate in diversi ambiti o tematiche : -naturale “campagna”; -artificiale “città”; -familiare “casa”. 109
  110. 110. ASSE GRAFICO  La motivazione ha un’influenza determinante sul disegno: -  motivazione intrinseca: il bambino disegna per il proprio piacere, per realizzarsi, per curiosità, per esprimersi, per comunicare qualcosa di sé agli altri; -   motivazione estrinseca: tutto quello che lo spinge ad affrontare un compito per ottenere qualcosa che prescinde dallo svolgimento del compito stesso. 110
  111. 111. ASSE GRAFICOGIOCO E DISEGNOØ  Il disegno per alcuni aspetti può essere considerato un gioco.Ø   Alcune attività infantili osservate nei primi tre anni di vita rappresentano proprio un legame tra gioco e disegno.  Disegno e gioco sono accomunati da alcune caratteristiche mentre si differenziano da altre.Principali somiglianze:-          sono entrambi attività piacevoli;-          consentono di esercitare le funzioni simboliche;- offrono la possibilità di controllare la realtà esterna adeguandola agli schemi mentali e al mondo interno del bambino. 111
  112. 112. ASSE GRAFICOØ Il disegno per alcuni aspetti può essere considerato un gioco.Ø   Alcune attività infantili osservate nei primi tre anni di vita rappresentano proprio un legame tra gioco e disegno. ∀ Disegno e gioco sono accomunati da alcune caratteristiche mentre si differenziano da altre.Principali somiglianze:-          sono entrambi attività piacevoli;-          consentono di esercitare le funzioni simboliche;-         offrono la possibilità di controllare la realtà esterna adeguandola agli schemi mentali e al mondo interno del bambino. 112
  113. 113. ASSE GRAFICOAspetti che differenziano gioco e disegno: -    nel gioco in genere il procedimento è più importante delrisultato; il gioco consente ai partecipanti di creare regolesempre nuove e di modificarle strada facendo, senza porrevincoli particolari; -  mentre il gioco è un’attività “non letterale”, il disegno deverispettare delle regole di corrispondenza con la realtà molto piùstrette, che lo rendono un’attività “letterale”; 113
  114. 114. ASSE GRAFICOI PASSAGGI SALIENTI DELLA TRADUZIONE ICONICADELLO SCHEMA CORPOREO La prima rappresentazione riconoscibile dellessere umano è ilcosiddetto "uomo-girino", che consiste in un cerchio isolato cheindica la testa e che spesso contiene altri cerchi, da cui escono unao più linee rette che indicano o linsieme del corpo o gli arti..Luomo-girino compare verso i 3 anni ed evolve nel senso di unarappresentazione sempre più precisa del tronco. Inizialmente essoconsiste di un secondo cerchio al di sotto di quello che indica latesta oppure nel prolungamento delle due linee che indicano legambe. Fra i 3 e i 4 anni il bambino si sforza di non dimenticarenessun dettaglio; ma non cè ancora il tentativo di comporre idiversi dettagli isolati in un unico insieme; essi sonosemplicemente giustapposti. 114
  115. 115. ASSE GRAFICOVerso i 5 anni il bambino disegna un omino completo, ricco diparticolari anche nellabbigliamento. Con la vestizionedellomino, che è quasi sempre di tipo geometrico untriangolo per rappresentare la gonna,due rettangoli perrappresentare i pantaloni, un cerchio per il tronco femminile,un rettangolo per quello maschile .Compare spesso unfenomeno caratteristico del disegno infantile: la trasparenza .Questo fenomeno si manifesta quando il bambino disegnadegli oggetti non visibili come se gli elementi che linascondono fossero trasparenti. Il collo e le spalle sono gliultimi dettagli a comparire nella rappresentazione della figuraumana, che nelletà prescolare compare quasi sempre difaccia. La rappresentazione del movimento, fra i 5 e i 6 anni,ha la sua origine nell’orientamento di un segmento del corpoverso loggetto ed è preparatoria alla rappresentazionedelluomo di profilo.Più dettagli sono presenti nel disegno maggiore è la rilevanza che ilpersonaggio ha nella vita del bambino. A 6 anni lo schema che ilbambino ha del proprio corpo è completo, compare il collo, le mani el’altezza è quattro volte superiore alla larghezza. 115
  116. 116. ASSE GRAFICO (TEST) EVOLUZIONE DELLA RAFFIGURAZIONE DELL’ “OMINO” NEIDUE SESSI  BAMBINA BAMBINO UOMO GIRINO 3aa UOMO GIRINO TESTA/OCCHI 4aa TESTA/OCCHI/DISEGNO /TRONCO/BRACCIA/GAM ORIENTATO BE BOCCA/NASO/BRACCIA 5aa NASO/TRONCO ATTACCATE AL LUNGO/BRACCIA CORPO/PIEDI/ABITO ATTACCATE AL COLORATO CORPO/GAMBE ATTACCATE AL CORPO/PIEDI/ABITO COLORATO CAPELLI/TRONCO 6aa COLORI REALISTICI DEL LUNGO/BRACCIA A DUE VOLTO/BOCCA/CONTOR TRATTI/GAMBE A DUE NI A MATITA/ BRACCIA TRATTI/PANTALONI O A DUE TRATTI/GAMBE A GONNA/ SCARPE 116 DUE TRATTI/PANTALONI
  117. 117. ASSE GRAFICO SCHEDA DI RILEVAZIONE DISEGNO DELLO SCHEMA CORPOREO (TEST)CONTENUTI STRUTTURA DELLO SCHEMA CORPOREOAbbigliamento Elementi essenziali Elementi particolari Elementi Coerenza Pressione del Spazialità del foglio eEspressione del volto (testa,,troco,arti) (mani,piedi,elementi intersegmentali tratto colorazioneProporzioni della testa) (es:collo)Il personaggio è ben caratterezzato:sono rispettate Sono presenti Sono presenti Sono presenti Corrispondenza tra le Il tratto della La rappresentazionela statura,la corporatura,l’espressione del volto e dimensioni delle matita è grafica è centrata nell’abbigliamento singole usato in foglio e occupa i due parti.organizzate in modo sicuro terzi dello spazio una struttura grafico,la colorazione è d’insieme uniforme e nel rispetto corrispondente alla degli spazi,l’utilizzo del realtà colore è funzionaleIl personaggio è ben caratterizzato: sono rispettate Sono presenti Sono presenti E’ assente Corrispondenza tra le Il tratto della La rappresentazionela statura, la corporatura e l’abbigliamento, ma dimensioni delle matita è grafica è centrata nell’espressione del volto è poco definita singole usato in foglio e occupa i due parti.organizzate in modo sicuro terzi dello spazio una struttura grafico,la colorazione è d’insieme uniforme e nel rispetto corrispondente alla degli spazi,l’utilizzo del realtà colore è funzionaleIl personaggio è abbastanza caratterizzato nella Sono presenti Sono presenti E’ assente Discreta Il tratto La rappresentazionestatura e nella corporatura, poco definiti sono corrispondenza fra della grafica  èl’espressione del volto e l’abbigliamento le dimensioni delle matita è abbastanza centrata singole parti, usato in nel foglio e l’utilizzo organizzate in una modo dello spazio è struttura d’insieme, abbastanza accettabile,la sufficientemente sicuro colorazione corrispondente abbastanza uniforme alla realtà . e non sempre nel rispetto degli spazi Utilizzo funzionale del colore 117
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