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  • 1. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Il presupposto generale del lavoro psicodinamico, che si collega alla particolare formazione richiesta dalle scuole analitiche può essere così sintetizzato: Per riuscire a lavorare con un paziente bisogna prima riconoscere dentro di sé la parte psichica messa in gioco da quel paziente. Il lungo addestramento con se stessi intanto per riconoscere l'equazione personale, come affermava Jung, e poi per verificare i processi di identificazione di prova durante le supervisioni, mirano a creare quanto più possibile una situazione favorevole a questo particolare "riconoscimento".
  • 2. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Presupposto generale della formazione psicodinamica junghiana è anche però l'acquisizione della consapevolezza che dietro ogni sintomo, dietro ogni malessere, dietro ogni sofferenza esiste, seppur abbozzato in miniatura, un tentativo profondo di esprimere il meglio di se stessi, la propria spiritualità, la propria capacità di trasformare dolorosamente la consapevolezza di sé e della cultura che ci circonda. Sintomo e simbolo, se ci soffermiamo un attimo a ripensare i due concetti, e tentiamo di ritrovarne i significati più reconditi, hanno una stessa radice συν che rimanda ad un ricongiungimento.
  • 3. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE E' però possibile che questo ricongiungimento decada accidentalmente (tomo deriva da πιπτειν che richiama una caduta accidentale) o si rafforzi insieme nel βαλλειν di simbolo Il sintomo in questa lettura etimologica è una variante occasionale ed accidentale del simbolo, un qualcosa che svia da un percorso lungimirante ma che, nel frattempo, richiama continuamente questo percorso In questo sforzo del tenere insieme con forza ciò che per sua natura tende a cadere, si costruisce la via simbolica e la trasformazione.
  • 4. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE La consapevolezza di questa tendenza alla riunione di ciò che in un certo momento della vita, per svariati motivi, siano essi biologici, psicologici o sociali, è scisso, potrebbe rappresentare l’atteggiamento più idoneo per affrontare le profonde scissioni e gli assurdi comportamenti con cui ci confrontiamo nei confronti degli stati di tossicodipendenza. La tossicodipendenza, ma anche le dipendenze alimentari o tutte le altre forme di dipendenza in cui la concretizzazione e la messa in atto sono prioritarie rispetto alla simbolizzazione, rappresentano una grossa frustrazione per la psichiatria e per l'analisi.
  • 5. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Dipendenza è l'incapacità nel fare a meno dal mettere in atto un comportamento dannoso per sé stessi, limitando al minimo la propria rete sociale ed i propri interessi perché la maggior parte delle risorse di tempo ed economiche sono messe a disposizione della ricerca dell'oggetto desiderato. In questo senso si intende il termine oggetto in senso ampio: un oggetto vero e proprio, una sostanza, una persona, un gruppo, un’emozione, un’azione, un interesse. Lunghe e costose ricerche (Cancrini, Clerici, Carta) hanno tentato di enucleare all'interno della personalità dipendente uno specifico psicopatologico che le rendesse autonomia nosografica e categoriale.
  • 6. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Tutte le ricerche arrivano a concludere che non esiste la dipendenza, ma le dipendenze, in cui il viraggio da sovrastrutture personologiche similnormali a nevrotiche, psicotiche e psicopatiche rappresenta un crescendo di gravità e di complessità. Anche nella ricerca delle possibili cause i vari modelli interpretativi (biologico, psicologico, sociale) si sono incrociati fra di loro, fino ad arrivare alla conclusione attuale che esistono varie forme di dipendenza, a genesi multifattoriale. In linea generale è possibile affermare, attraverso una comparazione antropologica nelle diverse epoche e culture, che le droghe non sono buone o cattive in sé, ma sono vitali quando instaurano connessioni dinamiche tra l’individuo ed il mondo, quando aprono nuove possibilità espressive ed alimentano trasformazioni polivoche nell’individuo, mentre sono distruttive quando riducono le connessioni multiple a forme unilineari di dipendenza, le strutturazioni complesse a realtà isolate
  • 7. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE TOSSICODIPENDENZA DISAGIO SOCIALE O MALATTIA USO - DISUSO – ABUSO FASCINO DELLA CAPACITA' DI MODIFICARE LO STATO DI COSCIENZA FANTASIE DI POTENZA ILLIMITATA RAGGIUNGIMENTO DELLA FELICITA', DELLA SAGGEZZA, DELL'OBLIO ISPIRAZIONE PER MIGLIORARE LA CREATIVITA‘ FASCINO CULTURALIZZATO DELL'ESOTISMO ORIENTALE TOSSICOMANIA, TOSSICODIPENDENZA, DISTURBO DA USO DI SOSTANZE
  • 8. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE COMORBILITA' PSICHIATRICA RAPPORTO ETIOPATOGENETICO CAUSA O FATTORE DI RISCHIO SPECIFICO IN QUALE DIREZIONE DISTURBI PSICHIATRICI ⇒⇒⇒⇒ DISTURBI DA USO DI SOSTANZE La sostanza funziona da farmaco e normalizza il comportamento DISTURBI DA USO DI SOSTANZE ⇒⇒⇒⇒ DISTURBI PSICHIATRICI La sostanza slatentizza o attiva una condizione psichiatrica altrimenti silente
  • 9. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE CO- PRESENZA Alcune ricerche hanno evidenziato la contemporanea presenza di: Disturbi depressivi ed assunzione di oppioidi ed alcool Disturbi schizofrenici a assunzione di amfetamine, cocaina e allucinogeni CO- PRESENZA = PROGNOSI NEGATIVA Comorbidità con disturbi asse I: disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, psicosi schizofreniche comorbidità con disturbi asse II: disturbi di personalità, istrionico, narcisistico, borderline
  • 10. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Stime derivabili dalle proiezioni sui consumatori effettivi che si rivolgono ai servizi per le tossicodipendenze ipotizzano che queste cifre debbano essere moltiplicate per 10 per avere un quadro realistico della diffusione del fenomeno ottenendo così informazioni sulla parte sommersa dell’iceberg. In italia si tratterebbe di circa 500.000- 700.000 soggetti equivalenti al 5% della popolazione giovanile. L’eroina rimane la quarta causa di morte nella popolazione giovanile italiana e l’1% dei diciottenni sottoposti a visita di leva presenta morfinuria positiva. Sono state avanzate ipotesi molteplici per trovare una causa in una prospettiva etiopatogenetica.
  • 11. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE MODELLI ESPLICATIVI APPROCCIO CLINICO- DESCRITTIVO PSICHIATRICO APPROCCIO PSICODINAMICO APPROCCIO SISTEMICO- FAMILIARE APPROCCIO SOCIODINAMICO
  • 12. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE APPROCCIO CLINICO DESCRITTIVO PSICHIATRICO I SOGGETTI CON DISTURBI CORRELATI ALL'USO DI SOSTANZE LAMENTANO DISTURBI DI PERSONALITA' CON FREQUENZE OSCILLANTI TRA IL 50 ED IL 100%
  • 13. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE STUDI CLINICI SULLA COMORBIDITA’ TRA DISTURBI CORRELATI ALL’USO DI SOSTANZE E DISTURBI DI PERSONALITA’ (DP) AUTORI PAZIENTI SOSTANZA DP (%) DP PRED. DP (%) KHANTZ IAN, TREEECE (1985) 133 OD 65 AS 35 WOODY ET AL. (1985) 110 OD 45 AS 55 KOSTEN, ROUNSA VILLE (1986) 384 0D 68 AS, B 32 21
  • 14. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE AUTORI PAZIENTI SOSTANZA DP (%) DP PRED. DP (%) TEMPES TA E AL. (1987) 158 OD 43,1 AS, N 18 CRAIG (1988) 121 V 100 B, D 16,16 WEISS ET AL. (1988) 149 293 CD OD 62,4 61,8 AS AS 16 28 CLERICI ET AL. (1989) 226 OD 61 D, EV. 1914 FORD ET AL. (1989) 75 V 41 AS 16
  • 15. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE AUTORI PAZIENTI SOSTANZA DP (%) DP PRED. DP (%) KLEINMA N E AL. (1990) 76 CD 78 AS 41 CARTA, CLERICI (1991) 606 OD 55,8 P-A B NAS 21 18 18 NACE (1991) 100 V 57 AS D 20 19 ROUNSAV ILLE 1991 298 553 CD OD 7,7 26,5 B B AS 14 30 7 BROONER ET AL. (1992) 237 V - AS 68 BRADY 1993 100 V 62 AS 18
  • 16. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE DISTURBI DI PERSONALITA' SONO SOTTESI DA UNA CONDIZIONE DI DISAGIO, UNA SENSAZIONE SPIACEVOLE, SIMILE ALLA DEPRESSIONE, CON SENTIMENTI DI INADEGUATEZZA, PERCEZIONE NEGATIVA DELLA VITA, BASSI LIVELLI DI AUTOSTIMA, DIMINUIZIONE DELLA LIBIDO, ANEDONIA SINTOMI PSICHIATRICI: ANSIA, FOBIE, OSSESSIONI, COMPULSIONI, SCREZI PARANOICI, DISTURBI DEL SONNO, SOMATIZZAZIONI, ANORESSIA, BULIMIA, EMARGINAZIONNE CONSEGUENTE AGLI EFFETTI SOCIALI DELL'USO DI SOSTANZE
  • 17. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE MODELLO PSICODINAMICO Meccanismi ⇓⇓⇓⇓ Disfunzioni a carico dello sviluppo Personologico e maturativo individuale ∗∗∗∗ Non superamento della esperienza di fusione simbiotica con la madre e mancato riconoscimento della differenziazione del proprio Sé ∗∗∗∗ Debolezza del Super- Io legata ad una figura paterna impotente a trasmettere un codice, ad affermare la vitalità e ad ottenere il rispetto delle norme Risultati ⇓⇓⇓⇓ Ricerca autoterapeutica della sostanza come stampella vicariante rispetto alla vulnerabilità dei meccanismi difensivi incapaci di proteggere il soggetto.
  • 18. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE MODELLO SOCIOFAMILIARE Meccanismi ⇓⇓⇓⇓ Disfunzioni a carico della famiglia ∗∗∗∗ Assenza od allontanamento delle figure significative del Nucleo familiare ∗∗∗∗ Rilevanza di determinati modelli di acculturazione intrafamiliare rispetto a problematiche- tipo ∗∗∗∗ Disfunzionalità delle dinamiche relazionali intrafamiliari ∗∗∗∗ Replicazione di patterns di comportamento transgenerazionali (problem. di dipend., atti autolesivi) Risultati ⇓⇓⇓⇓ Ricerca autoterapeutica della sostanza come stampella vicariante rispetto alla vulnerabilità dei meccanismi difensivi incapaci di proteggere il soggetto.
  • 19. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE MODELLO SOCIOLOGICO PROIBIZIONISMO SELETTIVO INTERESSE ECONOMICO SUBCULTURA GIOVANILE ⇓⇓⇓⇓ DEVIANZA STRUTTURATA
  • 20. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE MODELLO CLINICO SOTTOLINEA IL POLIMORFISMO DELLE STRUTTURE DI PERSONALITA’ INTERESSATE DALL’USO DI SOSTANZE ENFATIZZANDO DI VOLTA IN VOLTA LA RILEVANZA DELLA STRUTTURA NEVROTICA: TOSSICODIPENDENZA COME TENTATIVO DI TROVARE UNA SOLUZIONE AD UN ELEVATO LIVELLO DI DISAGIO PSICOLOGICO (ANSIA, SOMATIZZAZIONI, FOBIE, DISTURBI OSSESSIVI, ECC.) STRUTTURA DEPRESSIVA: È IL GRUPPO PIÙ NUMEROSO E MENO TIPIZZATO NEL QUALE CONFLUISCONO DISTURBI FRANCAMENTE DEPRESSIVI (BIPOLARI OD UNIPOLARI) O PERSONALITÀ DI TIPO DEPRESSIVO STRUTTURA PSICOTICA: TOSSICODIPENDENZA COME TENTATIVO AUTOTERAPICO DI CONTROLLARE I RISCHI DI STRARIPAMENTO NELL’IMMAGINARIO SCHIZOFRENIA: TOSSICODIPENDENZA COME TENTATIVO DI ACQUISIZIONE DI UNA IDENTITÀ PERSONALE E SOCIALE MAGGIORMENTE INTEGRATA.
  • 21. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE PRINCIPALI FATTORI DI MANTENIMENTO DELLA DCE, DIPENDENZA CRONICA DA EROINA NEUROBIOLOGICI • EFFETTO GRATIFICANTE DELL’EROINA • SINDROME ASTINENZIALE • CRAVING SANITARI • MALATTIE CRONICHE (HIV, EPATITI, TBC)
  • 22. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE PSICOLOGICI • STATI ANSIOSI E DEPRESSIVI, • SCARSI MECCANISMI DI ADATTAMENTO • SCARSA CAPACITÀ DI ELABORAZIONE DELLE FRUSTRAZIONI • BASSO GRADO DI CONSAPEVOLEZZA DEL PROBLEMA TD • BASSA PERCEZIONE DEL RISCHIO • SCARSA CAPACITÀ DI MANTENERE NEL TEMPO COMPORTAMENTI POSITIVI
  • 23. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE SOCIALI- AMBIENTALI • INSERIMENTO NELLA RETE CRIMINALE DI SPACCIO • PROSTITUZIONE • DISOCCUPAZIONE • GRUPPO SOCIALE DI RIFERIMENTO TD • CONTATTO CON TD ATTIVI • CARCERAZIONI • CONTESTI FAMILIARI NEGATIVI
  • 24. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE STADI DEL CAMBIAMENTOSTADI DEL CAMBIAMENTO STADIO CARATTERISTICHE COMPORTAMENTI INTERVENTI I° STADIO REFRETT..TOT . NON PERC. NECESSITA’ DEL CAMBIAMENTO RICERCA COMPULSIVA DELLA SOSTANZA RID. RISCHI E DAN PAT. CONNESSE II° STADIO PRE- CONT. REFRATT.PAR PERCEZIONE NECESSITA’ ED OPPORTUNITA’ CAMBIAMENTO CONVINZIONI PERSONALI O PRESSIONI SOCIALI INC. CONT. CON STR. OFF. T.S. III° STADIO CONTEMPLAZI ONE SVILUPPO DI UNA BASE MOTIVAZIONALE TENTATIVI DI AUTOREGOLAM. RICHIESTA DI AIUTO OFF. T. N. S. O INSERIMENTO IN COMUNITA’ IV° STADIO PREPARAZION E DISPONIBILITA’ A METTERE IN ATTO STRATEGIE TENDENTI SOLUZIONE PROBLEMA PROCESSI COGNITIVI ESPERENZIALI DECISION MARKING SUPPORTO PSICOSOCIALE V° STADIO AZIONE < 6 MESI IMPEGNO A MODIFICARE REALMENTE IL COMPORTAMENTO PARTECIPAZIONE ATTIVA AI PROGRAMMI TERAPEUTICI PREVENZ. DELLE RECIDIVE VI° STADIO MANT > 6 M. RINFORZO POSITIVO PROCESSI COMP TENDENTI AL RINFORZO POS. AUMTO DELLA SELF- EFFICACY PREVENZ. DELLE RECIDIVE VII° STADIO RECIDIVA RINFORZO NEGATIVO CAUSE INTERNE O CAUSE ESTERNE SUPPORTO PS SPECIFICO PER RECIDIVE
  • 25. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE IPOTESI PSICODINAMICA TOSSICODIPENDENZA GIOVANILE E DISTURBO ALIMENTARE PSICOGENO, COME MOLTE SINDROMI PSICHIATRICHE, POSSONO ESSERE VISTE COME TENTATIVI DI AUTOCURA, FORMAZIONI DI COMPROMESSO RISPETTO AL CONFLITTO DIPENDENZA- AUTONOMIA DA UN LATO APPAGANO GLI INTENSI BISOGNI ORALI REGRESSIVI, DIRETTAMENTE ATTRAVERSO LA DROGA E/O LE CRISI BULIMICHE, INDIRETTAMENTE ATTRAVERSO LE PREOCCUPAZIONI SUSCITATE NELLA FAMIGLIA, L’ATTENZIONE POLARIZZATA SUL CIBO O SULLA DROGA, LA PERSISTENZA DI UN ASPETTO FISICO POCO SESSUATO, LA DIPENDENZA ECONOMICA
  • 26. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE DALL’ALTRO, DANNO L’ILLUSIONE DELL’AUTO- SUFFICIENZA E DELLA SEPARAZIONE- INDIVIDUAZIONE RISPETTO AL MONDO FAMILIARE E SOCIALE, AL COLLETTIVO, ATTRAVERSO LA SCELTA DI UN COMPORTAMENTO TRASGRESSIVO, RIBELLE, DEVIANTE LA DROGA, COME L’ANORESSIA, PER EFFETTI BIOLOGICI E IMPLICAZIONI SIMBOLICHE, CREA UNO SPAZIO PSICHICO CHE L’ESTERNO NON PUÒ INVADERE, IN CUI TUTTO SEMBRA POSSIBILE, IL BENE PARE DEFINITIVAMENTE SEPARATO DAL MALE, E NEL QUALE È CONSENTITO SOPRAVVALUTARSI NARCISISTICAMENTE. (M. CUZZOLARO)
  • 27. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Ad un livello psicodinamico è possibile, pertanto, identificare un conflitto autonomia- dipendenza. Il conflitto nell'ottica della psicologia analitica può essere ricondotto alla gestione del complesso Il complesso quando negato si sgancia dai meccanismi di controllo dell'Io ed agisce con autonomia psichica, invadendo la coscienza, impossessandosi dell'individuo, alla stregua di una seconda personalità che, piuttosto che seguire i meccanismi della simbolizzazione e della trasformazione insegue l'attualizzazione e la concretizzazione. Qui si utilizza il termine complesso nell’accezione della psicologia analitica, dove il termine complesso a tonalità affettiva è inteso come una particolare e personalizzata organizzazione emotivo- affettiva attorno ad un tema centrale dell’esistenza, nel caso specifico il tema dell’evoluzione psicologica individuale verso la responsabilità adulta e l’autonomia
  • 28. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE L'indipendenza, dice Guggenbuhl- Craig, in suo recente scritto, è la terza figlia del diavolo, le altre sono la creatività e la spontaneità. Lo psicologismo imperante nella nostra società predica che è necessario diventare indipendenti dalla madre, dal padre, dai figli, dalle donne, dagli uomini, dal collettivo, dalla società e così via e Gggenbuhl si chiede e ci chiede se non è forse possibile ipotizzare che questo sistema idealizzato di indipendenza non abbia una grossa somiglianza con un sistema di follia paranoide. L'Io stesso è dipendente dall'inconscio, l'inconscio stesso è dipendente dagli archetipi e gli archetipi sono tra di loro interdipendenti. Attraverso il nostro inconscio collettivo noi siamo sempre in relazione con tutti gli uomini, viviamo in una complessa rete, interna ed esterna a noi, di dipendenze sarebbe pertanto necessario riflettere su di esse, piuttosto che combatterle, cercando di trovare e sviluppare l'anima all'interno di tali dipendenze.
  • 29. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Lo sviluppo psichico avrebbe un maggiore aiuto, se ci fosse ben chiaro che la vita spirituale si svolge all'interno di dipendenze e se cercassimo quindi di dar loro una forma. La ricerca di una via spirituale, all’interno della dipendenza, può esser maggiormente compresa e condivisa dall’operatore nella misura in cui sia possibile riconoscere le modalità di gestione del complesso personale autonomia- dipendenza. All’interno di questo complesso ogni individuo può riconoscere lo stadio di evoluzione sintomatica o simbolica e confrontarsi con il diverso avendo coscienza del proprio modello evolutivo del complesso e della personale tensione verso la simbolizzazione.
  • 30. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE E’ possibile parlare di un complesso dipendenza autonomia o di un complesso droga? E’ possibile riconoscere in un tema universale, quale quello della dipendenza, le caratteristiche di un complesso? Il complesso è una struttura psichica minimale dotata di una forte carica affettiva che lega tra loro rappresentazioni, pensieri, ricordi. Non i sogni, ma i complessi, scrive Jung nel 1934 in considerazioni generali sulla teoria dei complessi, offrono la via regia verso l’inconscio. Secondo la definizione di Jung ogni complesso è costituito da: Un “nucleo centrale”, un veicolo di significato, il quale, sottraendosi alla volontà cosciente, rimane inconscio ed incontrollabile; e secondariamente da Una serie di associazioni ad esso collegate che provengono parte dalla disposizione innata della persona e parte dalle esperienze individuali condizionate dall’ambiente.
  • 31. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE In questo senso possiamo individuare nella dipendenza per eccellenza del neonato per la madre il nucleo centrale del complesso dipendenza e nel senso di ripienezza gastrica del lattante dopo l’allattamento il primo nucleo centrale del complesso droga. Nel cercare rassicurazioni nel contatto con la madre o nella insaziabilità possaimo riscontrare il nucleo centrale del complesso e nelle associazioni che amplificano il nucleo centrale che possono rappresentare una disposizione innata e nelle esperienze individuali ed ambientali (una madre eccessivamente gratificante, una risposta immediata dell’ambiente alle richieste di gratificazione) il rendere vivo questo nucleo centrale, rinforzandolo ripetutamente.
  • 32. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Sezioni del complesso Nucleo centrale Associazioni disposizioni innate Associazioni Influssi ambientali Dipendenza Istinto di sopravvivenza dell’individuo Fame Riflesso suzione Dedizione materna Droga Sostanza capace di alterare lo stato di coscienza fornendo gratificazioni Fame riflesso di suzione sistema frustrazione Gratificazione Rinforzi ambientali gratificanti
  • 33. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Un complesso è tale in quanto risulta da una specifica scomposizione analitica e la sua non ulteriore scomponibilità dipende dal fatto che in un determinato campo non sono ancora disponibili strumenti analitici di portata adeguata. In questo senso sia nella dipendenza che nella droga, intesa come sostanza esterna che altera lo stato di coscienza, possiamo trovare una non scomponibilità del nucleo centrale che sprofonda nelle radici stesse dell’esistenza. Visione statica ed una dinamica del complesso in quanto fa riferimento ad un composto e ad un processo. Possiamo individuare nella dipendenza Un nucleo centrale statico originario riconoscibile nella dipendenza primitiva dalla madre E Una tendenza dinamica del complesso che aiuta a sviluppare la propria autonomia e che entra in rapporto dinamico con gli altri complessi e, soprattutto con il complesso dell’Io.
  • 34. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Così come possiamo ipotizzare un complesso droga caratterizzato da Un nucleo centrale statico che ha a che vedere con i meccanismi di gratificazione E Da possibilità dinamiche di confronto di questi meccanismi di gratificazione che servono a rendere più sopportabile la difficoltà dell’esistenza, con gli altri complessi.
  • 35. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Il complesso ha primariamente il carattere di alterità che apre alla nozione di autonomia del complesso rispetto alla coscienza e quindi al suo aspetto comunicativo ed espressivo. Autonomia del complesso è una qualità che inerisce a qualsiasi insieme di fenomeni che si manifestano indipendentemente da ciascun altro insieme, e in particolare si vuole indicare l'esistenza del complesso indipendentemente dalla volontà e dalle cosiddette ragioni ed intenzioni dell'Io. Sul piano fenomenico l'autonomia del complesso si manifesta come rottura della continuità del comportamento del soggetto, accompagnato da un sentimento di estraneità vissuto dallo stesso soggetto. Il complesso è cioè caratterizzato da impulsività ed immediatezza, e dalla mancanza di riflessività.
  • 36. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE In tutto ciò sia la dipendenza che la droga si comportano come alterità intrusiva che sconvolgono i piani dell’io, che richiedono un’immediatezza di risposte, che mettono in crisi la volontà. Il complesso è inoltre in grado di rispondere a differenti livelli: la risposta complessuale si può trovare espressa a livello somatico o a livello psichicizzato, esprimendo gradi differenti di organizzazione a secondo dei livelli di carica energetica con cui sono animate le risposte complessuali. Entra qui in gioco la possibilità di elaborazione delle richieste somatiche, proprio in relazione alle associazioni e alle esperienza ambientali che si sono fatte è possibile che il nucleo irriducibile, centrale del complesso, provochi delle risposte più o meno psichicizzate e più o meno sane.
  • 37. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE E’ possibile distinguere nel complesso un livello fisiologico, un tono affettivo, un significato pragmatico, un significato semantico, un significato simbolico. Il livello fisiologico: il complesso è paragonato agli automatismi corporei e, nella sua naturalità, è colto dall'io con la stessa oggettività degli oggetti fisici, il complesso si comporta in questo senso come un bisogno. Il bisogno di dipendenza e di sostanze che alterino lo stato di coscienza è un automatismo corporeo. Il carattere affettivo del nucleo complessuale pone il complesso all'interno dello schema corporeo e nello stesso tempo ne indica le radici istintuali archetipiche. Anche qui il bisogno esprime bene il carattere affettivo del nucleo complessuale ed anche in questo senso dipendenza e droga trovano le loro radici istintuali archetipiche nell’istinto di sopravvivenza dell’individuo e nell’istinto del piacere, e in una radice biologica rappresentata dal sistema endorfinico. Il significato pragmatico ha a che vedere con l'intenzione significante del complesso e col finalismo compensatorio di ogni elemento psichico.
  • 38. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE La dipendenza ha come fine la crescita e lo sviluppo dell'individuo, la sostanza gratificante ha come scopo la soddisfazione al fine di rendere più sopportabile le difficoltà dell’esistere. A livello di significato semantico ogni complesso è relativo a un ordine semanticamente coerente e perfettamente concordante sul piano ideativo ed affettivo, per cui ogni singola unità complessuale nel suo attivarsi aggrega attraverso un procedimento assimilativo materiali ad essa analoghi costruendo aggregazioni sempre più estese. Da dipendenza in dipendenza è possibile allontanarsi dal nucleo centrale arricchendo quest’ultimo di ulteriori possibilità e potenzialità, da sostanza in sostanza è possibile allontanarsi dal primitivo latte materno arricchendo il nucleo centrale di ulteriori possibilità. Si apre qui una doppia possibilità di teorizzare il complesso: una teoria interpetrativa ed una teoria genetica
  • 39. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE E’ possibile l’analisi dei tratti comportamentali e cognitivi che riconducono a strutture psichiche profonde elementi che vengono in vario modo in evidenza ed è così possibile vedere in che modo il nucleo centrale della dipendenza e della sostanza gratificante si sono evoluti e confrontarsi con le loro possibilità dinamiche. Nel piano simbolico del complesso è insita una finalità espressiva del complesso stesso, veicolando contenuti estranei e variamente incompatibili con il complesso dell'Io. Le crisi psicologiche sono crisi che accadono nell'urto tra le parti differenti del medesimo soggetto. I cambiamenti psichici sono trasformazioni o rifigurazioni di motivi interni alla psiche. L'obiettivo della psicologia analitica si sposta dal sistematizzare una sequenza evolutiva allo scoprire un intreccio complesso di variabili di differente natura (biologiche, culturali, relazionali e situazionali) Anche questo piano permette di guardare alla dipendenza e alla sostanza gratificante come ad un qualcosa che esige risposte.
  • 40. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE In questo piano del complesso è possibile abbinare il sintomo al simbolo nell’ottica di una ricerca di trasformazione. Secondo la teoria dei complessi la psiche non è un'unità, bensì una contraddittoria molteplicità di complessi (1928) ovvero è un complicato insieme di elementi legati tra loro in modo blando. La mente viene ad essere intesa come un insieme dinamico prodotto da e rinviante a una pluralità indefinita di complessi che coesistono in stati differenti e che stanno tra di loro in differenti relazioni. Ogni complesso costantemente rinvia ed è costituito da un processo trasformativo, che lo trascende e nello stesso tempo lo impiglia e lo dispiega, attraverso le distinzioni che accadono sia nell'osservazione quotidiana che in quella scientifica.
  • 41. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Modello dinamico- pluralistico e modello specifico etiologico Secondo il primo modello ogni psiche umana è una struttura pluralistica ed indeterminata costituita da numerosi complessi interagenti tra di loro in modo complesso. La relazione, più o meno forte e duratura che i complessi stabiliscono con il complesso dell'io, è responsabile sul piano fisiologico del loro diverso grado di inconscietà e su quello psicopatologico dei vari stati nevrotici reversibili o di quelli psicotici a reversibilità fortemente ridotta. La patologia è la conseguenza di una contraddizione inconsapevole tra un complesso ed un complesso dell'Io. La salute psichica passa attraverso il riconoscimento dell'autonomia e dell'eteronomia del complesso dell'Io. La terapia consiste nell'individuazione di parti psichiche distinte, momento scompositivo ed analitico, e nell'approntamento di un lavoro psicoterapeutico attraverso il quale le differenti parti della psiche possono essere collegate tra di loro, momento compositivo.
  • 42. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Ritornando al nucleo centrale del complesso è possibile supporre che nell’inconscio di ogni individuo ci sia un’immagine di dipendenza totale e di fusione simbiotica con la madre: ci è lecito parlare di complesso di dipendenza in costui solo se l’urto tra la realtà e la natura (disposizione) sensibile dell’individuo sotto quest’aspetto, quindi l’urto fra la particolare situazione interna e quella esterna, fa passare quel nucleo centrale mediante una accresciuta carica emotiva, dalla sua qualità di disturbo prima solo potenziale a una qualità di disturbo attuale.
  • 43. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Una volta costellati e per ciò stesso attualizzati, i complessi possono poi opporre un’aperta resistenza alle intenzioni della coscienza dell’io, romperne l’unità, dissociarsi da essa e comportarsi come un corpo estraneo animato nella sfera della coscienza. L’immagine archetipica profondamente radicata nell’inconscio di una dipendenza assoluta dall’adulto è, senza dubbio, un’immagine primordiale che riposa nell’inconscio e che ha uno schema corporeo, un sostrato neurofisiologico, con una radice affettiva forte, più forte di quella ideativa. In tal senso la metafora della posizione contigua- autistica di Odgen ben si presta a mio avviso a visualizzare questa radice affettiva forte. La possibilità dell’attualizzazione di questo complesso e della forte emozione collegata con fatti esperenziali collegati all’uso della sostanza, riattivano, cortocircuitandolo, quel ricordo pieno di carica emotiva, rappresentato dal substrato biologico del complesso, permettendogli di spadroneggiare sull'io, rendendolo schiavo del bisogno ripetitivo di rivivere quell’esperienza emotiva biologica, ancora priva di rappresentazioni ideative e di possibilità simboliche.
  • 44. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Il concetto di posizione in Odgen si riferisce soprattutto alle modalità di fare esperienza della realtà. La posizione contiguo- autistica è un’organizzazione psicologica primitiva operante dalla nascita che genera le forme più elementari di esperienza umana. E’ una modalità a dominante sensoriale in cui un primo, incipiente sentimento di sé si costituisce sul ritmo della sensazione (Tustin, 1984), in particolare delle sensazioni epidermiche. Si tratta di un rapporto tra forma e sensazione di contenimento, tra battuta musicale e sentimento del ritmo, tra percezione del duro e sentimento del limite sequenze, simmetrie, periodicità, adattamento pelle a pelle, sono altrettanti esempi di contiguità e costituiscono gli ingredienti di una iniziale ed ancora rudimentale esperienza di sé…… Le prime esperienze di contiguità sensoriale definiscono una superficie su cui l’esperienza si genera e si organizza (prodromi di ciò che diventerà un senso dello spazio).
  • 45. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE L’esperienza del nirvana tossicomanico ricorda molto da vicino quel tipo di esperienza che la Tustin definisce forme autistiche, esemplificabili in tutte quelle attività- quali il gioco con la saliva, in cui il lattante sembra beatamente perdersi-, così come l’ovattamento, lo scudo morbido che protegge sensorialmente il tossicomane che si è iniettato la droga, è simile all’incapsulamento autistico che esclude la psiche- non sempre anche l’intelletto- e lascia in balia di sensazioni autoeroticamente piacevoli. Non c’è molto di interno a questi livelli di regressione, anzi, azzarderei che la sostanza funziona solo nella misura in cui toglie il senso e la percezione del dentro. Rimane allora solo un’esperienza di superficie, un’esperienza di contiguità.
  • 46. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE L’esperienza compiuta a livello epidermico è di fondamentale importanza nell’infanzia in quanto costituisce il terreno del presimbolico delle impressioni sensoriali del bambino e il mondo interpersonale fatto di oggetti che hanno un’esistenza separata dal bambino e sono fuori del suo controllo onnipotente. E’ in questo stadio che il bambino o elaborerà un certo modo di essere nel mondo in rapporto alla madre e al resto del mondo oggettuale, o elaborerà modi di essere (o piuttosto di non essere), a dominante sensoriale, intesi ad isolare un sé potenziale (destinato a non divenire mai reale) da tutto ciò che si estende fuori dal mondo a dominante sensoriale. Questo mondo chiuso del corpo è un mondo privo di uno spazio in cui possa crearsi la distinzione tra simbolo e cosa simboleggiata.
  • 47. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Ciò ricorda il mondo della virtualità, spazio di immaginazione e non di simbolo, all’interno del quale l’azione concreta, così tipica della tossicomania, non può essere mentalizzata ma solo rappresentata. A sostegno di tale ipotesi è possibile evidenziare che nel sistema droga il desiderio parrebbe investire direttamente il sistema percezione, ed, in particolare le percezioni spazio- temporali. Tutte le droghe concernono in primo luogo le velocità, le modificazioni della velocità, le soglie di percezione, le forme e i movimenti, le micro- percezioni, la percezione che diventa molecolare, i tempi sovra- umani o sotto- umani.
  • 48. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Riportando tutto ciò alla psicologia analitica è affascianante l'ipotesi che un possibile deficit della funzione sensoriale, la cosiddetta funzione inferiore, nell’ottica della tipologia junghiana, attivi un processo riparatorio che, invece, di svolgere la sua essenziale funzione iniziatica, si svincola da tale funzione per diventare stile di vita. Ma è possibile anche ipotizzare che la percezione, sottoposta nel contesto sociale attuale a processi massificanti di iperstimolazione ambientale, abbia creato dei vuoti nel processo di elaborazione psichica degli stimoli sensoriali che conducono le persone ad aggrapparsi, costi quel che costi, a certi oggetti, a certi rituali, a certi comportamenti sostituitivi, siano essi i più ridicoli o i più catastrofici. Da questo punto di vista si possono collocare in quest’ambito tanto la passione di un giovane per la sua moto o per un ritmo rock, quanto la passione di una bambina per le bambole, quella di una banda di quartiere per i suoi emblemi, l’investimento libidinale di beni di consumo da parte di una casalinga, di funzione gerarchiche e le aspettative della promozione all’interno di un’organizzazione, ecc.
  • 49. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Seguendo la finalità espressiva possiamo ipotizzare nella strutturazione attuale del complesso dipendenza e sostanza gratificante un tentativo di ricostruire tornando indietro una percezione sensoriale individuativa, lontano dai rumori assordanti degli stimoli sensoriali massificanti. La necessità di rivivere il mondo delle esperienze sensoriali primordiali, della posizione contiguo- autistica rispettano un bisogno di ricostruzione individuativa e creativa della realtà che, nello sganciarsi dalla sua finalità primitiva, diventa un rituale privo di significato. Ma ancor di più l’esperienza affettiva forte ed il nucleo centrale del complesso richiamano l’uroboros di Neumann.
  • 50. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE UROBOROS STADIO IN CUI L’IO È CONTENUTO NELL’INCONSCIO E SI SVILUPPA VERSO UNA SITUAZIONE IN CUI L’IO NON È SOLO DIVENTATO COSCIENTE DELLA SUA POSIZIONE E LA SOSTIENE EROICAMENTE, MA È ANCHE CAPACE- CON LA TRASFORMAZIONE DETERMINATA DALLA PROPRIA ATTIVITÀ- DI ESTENDERE LA PROPRIA ESPERIENZA E DI RELATIVIZZARLA All’inizio c’è la perfezione, la totalità. Uno degli aspetti simbolici della perfezione degli inizi è il cerchio. Quale cerchio, palla e rotondo esso è il chiuso in se stesso, senza principio e senza fine. Nella sua perfezione premondana è anteriore a qualsiasi decorso, eterno, poiché la sua rotondità non conosce alcun prima e alcun dopo, cioè alcun tempo, né alcun sopra e sotto, cioè alcuno spazio. Questo perfetto, che contiene gli opposti, è appunto perfetto per il fatto che è in sé autarchico.
  • 51. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Questo rotondo e l’esistenza nel rotondo, l’esistenza nell’uroboros, sono l’autorappresentazione simbolica di uno stato primitivo esprimente la condizione infantile sia dell’umanità che del bambino. La validità e la realtà di questo simbolo sono fondate nel collettivo. Esso corrisponde a un grado di sviluppo dell’umanità che può essere ricordato nella struttura psichica di ogni essere umano. Agisce come fattore transpersonale presente come grado psichico dell’essere già anteriormente alla formazione dell’Io. Inoltre è anche una realtà rivissuta in maniera individuale in ogni prima infanzia, e, come stadio anteriore dell’io, anche un’esperienza personale che ripercorre l’antico sentiero dell’umanità.
  • 52. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Non fare niente, esistere pigramente nell’inconscio, nell’inesuaribile mondo della penombra, in cui la grande nutrice gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno senza fatica e liberamente, questa è la condizione beata del tempo primitivo. Qui l’uroboros del mondo materno è vita e psiche in uno, nutre e procura piacere, protegge e riscalda, consola e perdona. Esso è il rifugio di tutto ciò che soffre, l’oggetto di ogni desiderio. Infatti questa madre è sempre quella che esaudisce, che dona e che aiuta. Quest’immagine viva della grande madre buona è stata il rifugio dell’umanità in tutti i momenti di bisogno e tale rimarrà sempre, perché la sensazione di essere contenuto nella totalità, senza responsabilità e senza fatica, senza il dubbio e senza la dissociazione dal mondo è appunto paradisiaca e all'interno della vita adulta non sarà mai più nuovamente realizzata nella sua intensità e felicità originarie.
  • 53. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE In contrapposizione esiste però una volontà di diventare cosciente che agisce come forza antagonista. La tendenza naturale a ritornare nello stato di inconscietà, collegabile, forse, ad un automatismo complessuale, se riconosciamo il complesso uroborico come uno dei complessi strutturanti la psiche, attiva l’incesto uroborico che presenta il piacere e l’amore non come qualcosa di attivo, bensì come tentativo di dissolversi e di lasciarsi assorbire. È un passivo lasciarsi portar via, uno sprofondare nel pleroma, un disperdersi nel mare del piacere. Il senso di molte forme di desiderio e di nostalgia, dall’unio mystica del santo fino alla volontà di diventare inconscio del bevitore (ed aggiungerei di molte altre forme di dipendenza) e al teutonico romanticismo della morte, è proprio questo ritorno all’incesto uroborico e all’autodissolvimento. Un tornare indietro, rinunciando a se stessi.
  • 54. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE La coscienza dell’umanità si sa giustamente figlia di questo profondo primordiale. Essa infatti è un prodotto di questo grembo materno dell’inconscio, e non solo della storia dell’umanità. Anche in ogni singola vita la coscienza sperimenta la propria nascita dall’inconscio durante la crescita dell’infanzia, e ogni notte, nel sonno, morendo col sole essa sprofonda di nuovo nelle profondità dell’inconscio, per poi rinascere al mattino e ricominciare il corso della giornata. L’autarchia dell’uroboros non va ridotta ai concetti di autoerotismo e di narcisismo neppure quando compare come archetipo (complesso) dominante. Questi due concetti sono pertinenti solo quando, per un difetto di sviluppo, lo stadio evolutivo dominato dall’uroboros si protre in modo innaturale. Ma anche in tal caso bisogna rispettarne l’aspetto positivo. L’autarchia è una finalità della vita e dello sviluppo necessaria quanto quella dell’adattamento
  • 55. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Accanto alle tendenze estrovertite che hanno come finalità lo sviluppo dell’individuo esistono, infatti, anche tendenze centrovertite che hanno più a che vedere con l’esigenza tipicamente umana di individuarsi nel senso della totalità, di rendersi indipendenti dal mondo, di elevarsi al di sopra di sé e di diventare autonomi. In tal senso il carattere autarchico dell’uroboros ed i complessi ad esso collegati appaiono come forieri di simboli positivi, al fine di riconfigurare lo sviluppo. Ma tutto ciò che viene negato diventa sintomo…… in altre parole l’uroboros presiede sia al processo della nascita che a quello della rinascita. Quando il simbolismo ad esso connesso viene negato, l’archetipo (complesso) si fa dominante sul complesso dell’io diventando foriero di sintomi piuttosto che di simboli individuativi.
  • 56. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE In tutto ciò dobbiamo fare i conti con un ambiente, una società che incoraggia sempre di più la dipendenza, rendendo difficile l’autonomia, deificandola da un lato come primato genitale da raggiungere e frustrandone la conquista con l’allungamento sempre più accentuato della dipendenza genitoriale, con la richiesta di iter scolastici sempre più complicati, con la richiesta di competenze sempre più spiccate per accedere al mercato del lavoro. Tornando al complesso ed esempilificando, possiamo affermare che noi conosciamo psichicamente la realtà interna ed esterna attraverso i nostri complessi, grazie a loro ed in modo da essi imprenscindibile. Essi non sono, quindi, solo il disturbo da curare ed eliminare, ma rappresentano un aspetto con il quale ogni essere umano, sano o malato, deve confrontarsi.
  • 57. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Se il complesso è il ponte che collega e mette in rapporto parti psichiche fra di loro, sarà proprio in funzione del come queste relazioni vengono attivate che diverrà possibile esprimere un giudizio di sanità o di malattia. In altre parole ciò che interessa non è tanto che ci siano dei complessi in noi, realtà fin troppo ovvia, ma cosa l’inconscio di un essere umano compie con e attraverso i suoi complessi e soprattutto a quale scopo. Feticci, totem, formule e parole magiche rappresentano luoghi psichici e simbolici, depositari di quel quantum energetico non assimilabile dall’io e che viene percio' trasformato e reso in qualche modo vivibile sotto altra forma anche le credenze negli spiriti e le personificazioni esprimono lo stesso tentativo di dare forma a qualcosa che si sente agire ancora oscuramente. La dipendenza dalla sostanza ha lo stesso significato magico, rappresenta la personificazione del complesso.
  • 58. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Ciò, da un punto di vista psicologico, ci ricorda Jung, (la personificazione) significa sempre una relativa indipendenza (autonomia) del contenuto personificato, cioè un certo distacco dalla gerarchia psichica. Un contenuto siffatto non obbedisce alla riproduzione volontaria, ma si riproduce da sé spontaneamente, ovvero si sottrae spontaneamente anche alla coscienza. Una tale scissione si sviluppa ad esempio quando sussiste una certa incompatibilità tra l’io e un determinato complesso. Più il complesso delle dipendenza, nell’inseguire una fantomatica ed illusoria autonomia, viene, pertanto, negato, più la psiche ha necessità di operare un’operazione di scissione e reificare, personificare la dipendenza da feticci, totem e così via. Impossessati dal complesso non è possibile discernere il significato evolutivo e la potenza trasformativa insiti nel complesso.
  • 59. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Accettare la dipendenza come fattore di crescita dovrebbe, pertanto, rappresentare la base su cui costruire il rafforzamento dell’io che, nella sua natura segnica, sappia gettare il ponte per permettere alla natura simbolica dei complessi di esprimersi. E’ possibile individuare tre strade differenti di risoluzione del conflitto psichico, tipicamente umano, derivante dalla tensione del complesso: • il naufragio nella malattia; • il conformarsi ai canoni culturali e alle soluzioni prefabbricate; • la sopportazione dolorosa della conflittualità che porta alla sintesi creativa
  • 60. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE La prima possibilità, il naufragio nella malattia del complesso autonomia- dipendenza, ha a che vedere con la negazione, la proiezione, la scissione del complesso. Farei rientrare nell'area della negazione l'illusione paranoide di una libertà che rende impossibile una vera vita sociale e relazionale, che fa fuggire da tutte le possibili dipendenze, relazionali, affettive e sociali, ma anche dalla dialettica delle dipendenze tra conscio ed inconscio, tra aspetti differenti dell'inconscio e così via. La proiezione del complesso dipendenza è quello che struttura, come ci ricorda mara sidoli, il sentimento di vergogna nel bambino e che gli fa costruire l'ombra, che fa sempre riconoscere nell'individuo meno autonomo e meno abile le proprie difficoltà all'autonomia e al distacco da figure di riferimento. La scissione del complesso dipendenza è quella possibilità psicopatologica che permette all'individuo di separarsi, emanciparsi ed autonomizzarsi, sviluppando un sintomo di dipendenza.
  • 61. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Il conformarsi ai canoni culturali e alle soluzioni prefabbricate: la seconda modalità di soluzione del conflitto creato dal complesso va da modalità inclusive di comportamenti psicopatologici lievi, in cui possono talvolta rientrare le prime fasi della tossicodipendenza (ci si droga per appartenere ad un gruppo) a modalità falsamente illusorie di una libertà e di autonomia, perché condivise da molti, ma che sono talvolta più vincolanti delle dipendenze originarie. Vedo ad esempio in tal senso qualsiasi appartenenza acritica a gruppi fideistici, ad ismi totalizzanti, a gruppi massonici, in cui l'ingresso stesso è perfezionato con modalità iniziatorie di rinuncia ad altre dipendenze. Resta infine la sopportazione dolorosa della conflittualità che porta alla sintesi creativa.
  • 62. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE La spinta massificante all’autonomia, ci ricorda ancora Guggenbuhl- Craig, ha a che vedere con il complesso di dio l’anelito verso dio, l’unico essere che possiamo concepire come autonomo, ha spinto l’individuo, con l’evoluzione tecnologica onnipotente, a considerarsi simile a lui, a voler essere come lui, autonomo, creativo, spontaneo. E’ in questa illusione che il soggetto dipendente acquista la dignità umana. Nella sua sofferenza ci ricorda che tutti siamo dipendenti da qualcuno o da qualcosa. Solo una psicoterapia non presuntuosa, ma modesta e umile, (riduzione del danno?) ci può permettere di suggerire al dipendente che è necessario sopportare silenziosamente le dipendenze, permettendogli di trovare le finalità in esse racchiuse.
  • 63. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE La terapia non presentuosa, ci ricorda ancora Guggenbuhl- Craig, rende liberi, felici e lieti di non essere autonomi. Ci dà la gioia di apprezzare quel che la maggior parte di noi è, cioè dipendenti, ci rende grati del fatto di poter apprezzare i frutti del lavoro di persone veramente libere, nel pensiero, nelle azioni, nei comportamenti, senza la maledizione di dover patire il peso della libertà o di risultarne annientati. La terapia non presuntuosa significa capire che siamo soltanto una piccola ruota di un gigantesco ingranaggio, che tutto dipende da tutto, che ciascuno dipende da ciascuno, padre, madre, figli, marito, moglie, amici, comunità, cultura, vicinato e così via; e questa dipendenza può essere vissuta felicemente.
  • 64. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Quanto prezioso sviluppo psichico viene impedito dal nostro continuo spingerci verso un’indipendenza simile a quella divina? (si chiede e ci chiede ancora Guggenbuhl- Craig) Nel momento in cui i pazienti, i terapeuti si accontentano di vivere insieme alla propria natura umana, non sconfinando nel complesso di dio o nel complesso del sé, nel momento in cui riconosciamo la nostra limitatezza umana, noi, paradossalmente, ci avviciniamo di più al sé e alla scintilla divina che è in noi. Vi siamo molto più vicini di quando cadiamo preda del complesso di dio. La sopportazione dolorosa del complesso autonomia- dipendenza diventa in tal modo il presupposto della sintesi, della simbolizzazione e della trasformazione individuativa, che, forse, poi, in ultima analisi è l’anelito verso dio.
  • 65. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE MODALITA' DI RISOLUZIONE DEL COMPLESSO NEGAZIONE PROIEZIONE SCISSIONE NAUFRAGIO NELLA MALATTIA ILLUSORIA AUTONOMIA GLI ALTRI SONO DIPENDENTI MICRO DIPENDENZA CONFORMARSI AI CANONI CULTURALI E ALLE SOLUZIONI PREFABBRICATE APPARTENENZA ACRITICA A GRUPPI, FEDI RELIGIOSE, TEORIE IL GRUPPO A CUI APPARTENGO E' MIGLIORE DI ALTRI NORMALITA' DI GRUPPI TRASGRESSIVI TRA PARI SINTESI CREATIVA COMPLESSO DI DIO SOLO DIO E' CREATIVO CREATIVITA' A DISPETTO DELLA NORMALITA’
  • 66. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Interventi informativi ed educativi Capo I - Disposizioni relative al settore scolastico Articolo 104 Promozione e coordinamento, a livello nazionale, delle attività di educazione ed informazione 1. Il Ministero della pubblica istruzione promuove e coordina le attività di educazione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall'alcoolismo, dal tabagismo, dall'uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché dalle patologie correlate. 2. Le attività di cui al comma 1 si inquadrano nello svolgimento ordinario dell'attività educativa e didattica, attraverso l'approfondimento di specifiche tematiche nell'ambito delle discipline curricolari.
  • 67. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 3. Il Ministro della pubblica istruzione approva programmi annuali differenziati per tipologie di iniziative e relative metodologie di applicazione, per la promozione di attività da realizzarsi nelle scuole, sulla base delle proposte formulate da un apposito comitato tecnico-scientifico da lui costituito con decreto, composto da venticinque membri, di cui diciotto esperti nel campo della prevenzione, compreso almeno un esperto di mezzi di comunicazione sociale, e rappresentanti delle amministrazioni statali che si occupano, di prevenzione, repressione e recupero nelle materie di cui al comma 1 e sette esponenti di associazioni giovanili e dei genitori.
  • 68. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 4. Il comitato, che funziona sia unitariamente che attraverso gruppi di lavoro individuati nel decreto istitutivo, deve approfondire, nella formulazione dei programmi, le tematiche: a) della pedagogia preventiva; b) dell'impiego degli strumenti didattici, con particolare riferimento ai libri di testo, ai sussidi audiovisivi, ai mezzi di comunicazione di massa; c) dell'incentivazione di attività culturali, ricreative e sportive, da svolgersi eventualmente anche all'esterno della scuola; d) del coordinamento con le iniziative promosse o attuate da altre amministrazioni pubbliche con particolare riguardo alla prevenzione primaria.
  • 69. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 5. Alle riunioni del comitato, quando vengono trattati argomenti di loro interesse, possono essere invitati rappresentanti delle regioni, delle province autonome e dei comuni. 6. In sede di formazione di piani di aggiornamento e formazione del personale della scuola sarà data priorità alle iniziative in materia di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenze.
  • 70. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 105 Promozione e coordinamento, a livello provinciale, delle iniziative di educazione e di prevenzione. Corsi di studio per insegnanti e corsi sperimentali di scuola media 1. Il provveditore agli studi promuove e coordina, nell'ambito provinciale, la realizzazione delle iniziative previste nei programmi annuali e di quelle che possono essere deliberate dalle istituzioni scolastiche nell'esercizio della loro autonomia. 2. Nell'esercizio di tali compiti il provveditore si avvale di un comitato tecnico provinciale o, in relazione alle esigenze emergenti nell'ambito distrettuale o interdistrettuale, di comitati distrettuali o interdistrettuali, costituiti con suo decreto, i cui membri sono scelti tra esperti nei campi dell'educazione alla salute e della prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze nonché tra rappresentanti di associazioni familiari. Detti comitati sono composti da sette membri.
  • 71. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 3. Alle riunioni dei comitati possono essere invitati a partecipare rappresentanti delle autorità di pubblica sicurezza, degli enti locali territoriali e delle unità sanitarie locali, nonché esponenti di associazioni giovanili. 4. All'attuazione delle iniziative concorrono gli organi collegiali della scuola, nel rispetto dell'autonomia ad essi riconosciuta dalle disposizioni in vigore. Le istituzioni scolastiche interessate possono avvalersi anche dell'assistenza del servizio ispettivo tecnico. 5. Il provveditore agli studi, d'intesa con il consiglio provinciale scolastico e sentito il comitato tecnico provinciale, organizza corsi di studio per gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sulla educazione sanitaria e sui danni derivanti ai giovani dall'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché sul fenomeno criminoso nel suo insieme, con il supporto di mezzi audiovisivi ed opuscoli. A tal fine può stipulare, con i fondi a sua disposizione, apposite convenzioni con enti locali, università, istituti di ricerca ed enti, cooperative di solidarietà sociale e associazioni iscritti all'albo regionale o provinciale da istituirsi a norma dell'art. 116.
  • 72. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 6. I corsi statali sperimentali di scuola media per lavoratori possono essere istituiti anche presso gli enti, le cooperative di solidarietà sociale e le associazioni iscritti nell'albo di cui all'art. 116 entro i limiti numerici e con le modalità di svolgimento di cui alle vigenti disposizioni. I corsi saranno finalizzati anche all'inserimento o al reinserimento dell'attività lavorativa. 7. Le utilizzazioni del personale docente di ruolo di cui all'art. 14, decimo comma, della legge 20 maggio 1982, n. 270, possono essere disposte, nel limite massimo di cento unità, ai fini del recupero scolastico e dell'acquisizione di esperienze educative, anche presso gli enti e le associazioni iscritti nell'albo di cui all'art. 116, a condizione che tale personale abbia documentatamente frequentato i corsi di cui al comma 5.
  • 73. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 8. Il Ministro della pubblica istruzione assegna annualmente ai provveditorati agli studi, in proporzione alla popolazione scolastica di ciascuno, fondi per le attività di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenze da ripartire tra le singole scuole sulla base dei criteri elaborati dai comitati provinciali, con particolare riguardo alle iniziative di cui all'art. 106. 9. L'onere derivante dal funzionamento del comitato tecnico-scientifico di cui all'art. 104 e dei comitati di cui al presente articolo è valutato in complessive lire 4 miliardi in ragione d'anno a decorrere dall'anno 1990. Il Ministro della pubblica istruzione con proprio decreto disciplina l'istituzione e il funzionamento del comitato tecnico-scientifico e dei comitati provinciali, distrettuali e interdistrettuali e l'attribuzione dei compensi ai componenti dei comitati stessi.
  • 74. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 106 Centri di informazione e consulenza nelle scuole Iniziative di studenti animatori 1. I provveditori agli studi, di intesa con i consigli di istituto e con i servizi pubblici per l'assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, istituiscono centri di informazione e consulenza rivolti agli studenti all'interno delle scuole secondarie superiori. 2. I centri possono realizzare progetti di attività informativa e di consulenza concordati dagli organi collegiali della scuola con i servizi pubblici e con gli enti ausiliari presenti sul territorio. Le informazioni e le consulenze sono erogate nell'assoluto rispetto dell'anonimato di chi si rivolge al servizio.
  • 75. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 3. Gruppi di almeno venti studenti anche di classi e di corsi diversi, allo scopo di far fronte alle esigenze di formazione, approfondimento ed orientamento sulle tematiche relative all'educazione alla salute ed alla prevenzione delle tossicodipendenze, possono proporre iniziative da realizzare nell'ambito dell'istituto con la collaborazione del personale docente, che abbia dichiarato la propria disponibilità. Nel formulare le proposte i gruppi possono esprimere loro preferenze in ordine ai docenti chiamati a collaborare alle iniziative. 4. Le iniziative di cui al comma 3 rientrano tra quelle previste dall'art. 6, secondo comma, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416 (19/a), e sono deliberate dal consiglio di istituto, sentito, per gli aspetti didattici, il collegio dei docenti. 5. La partecipazione degli studenti alle iniziative, che si svolgono in orario aggiuntivo a quello delle materie curricolari, è volontaria.
  • 76. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze Articolo 113 Prevenzione ed interventi da parte delle regioni e delle province autonome 1. Le funzioni di prevenzione e di intervento contro l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope sono esercitate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, secondo i principi del presente testo unico.
  • 77. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 2. Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze in ordine ai servizi pubblici per l'assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, prevedono che ad essi spettano, tra l'altro, le seguenti funzioni: a) analisi delle condizioni cliniche, socio-sanitarie e psicologiche del tossicodipendente anche nei rapporti con la famiglia; b) controlli clinici e di laboratorio necessari per accertare lo stato di tossicodipendenza; c) individuazione del programma farmacologico o delle terapie di disintossicazione e diagnosi delle patologie in atto, con particolare riguardo alla individuazione precoce di quelle correlate allo stato di tossicodipendenza;
  • 78. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE d) elaborazione, attuazione e verifica di un programma terapeutico e socio-riabilitativo da svolgersi anche a mezzo di altre strutture individuate dalla regione; e) progettazione ed esecuzione in forma diretta o indiretta di interventi di informazione e prevenzione; f) predisposizione di elenchi delle strutture pubbliche e private che operano nel settore delle tossicodipendenze e raccordo tra queste, i servizi e, ove costituiti, i consorzi, i centri e le associazioni di cui all'art. 114; g) rilevazione dei dati statistici relativi a interventi dei servizi. 3. Detti servizi, istituiti presso le unità sanitarie locali singole o associate, rivestono carattere interdisciplinare e si avvalgono di personale qualificato per la diagnosi, la cura e la riabilitazione dei tossicodipendenti.
  • 79. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 114 Compiti di assistenza degli enti locali 1. Nell'ambito delle funzioni socio-assistenziali di propria competenza i comuni e le comunità montane, avvalendosi ove possibile delle associazioni di cui all'art. 115, perseguono, anche mediante loro consorzi, ovvero mediante appositi centri gestiti in economia o a mezzo di loro associazioni, senza fini di lucro, riconosciute o riconoscibili, i seguenti obiettivi in tema di prevenzione e recupero dei tossicodipendenti; a) prevenzione della emarginazione e del disadattamento sociale mediante la progettazione e realizzazione, in forma diretta o indiretta, di interventi programmati; b) rilevazione ed analisi, anche in collaborazione con le autorità scolastiche, delle cause locali di disagio familiare e sociale che favoriscono il disadattamento dei giovani e la dispersione scolastica; c) reinserimento scolastico, lavorativo e sociale del tossicodipendente. 2. Il perseguimento degli obiettivi previsti dal comma 1 può essere affidato dai comuni e dalle comunità montane o dalle loro associazioni alle competenti unità sanitarie locali.
  • 80. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 115 Enti ausiliari 1. I comuni, le comunità montane, i loro consorzi ed associazioni, i servizi pubblici per le tossicodipendenze costituiti dalle unità sanitarie locali, singole o associate, ed i centri previsti dall'art. 114 possono avvalersi della collaborazione di gruppi di volontariato o degli enti ausiliari di cui all'art. 116 che svolgono senza fine di lucro la loro attività con finalità di prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento dei tossicodipendente ovvero di associazioni, di enti di loro emanazione con finalità di educazione dei giovani, di sviluppo socio- culturale della personalità, di formazione professionale e di orientamento al lavoro. 2. I responsabili dei servizi e dei centri di cui agli articoli 113 e 114 possono autorizzare perone idonee a frequentare i servizi ed i centri medesimi allo scopo di partecipare all'opera di prevenzione, recupero e reinserimento sociale degli assistiti.
  • 81. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 116 Albi regionali e provinciali 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'esercizio delle proprie funzioni in materia socio-assistenziale, istituiscono un albo degli enti di cui all'art. 115 che gestiscono strutture per la riabilitazione ed il reinserimento sociale dei tossicodipendenti. 2. L'iscrizione all'albo è condizione necessaria per lo svolgimento delle attività indicate nell'art. 115 ed è subordinata al possesso dei seguenti requisiti minimi: a) personalità giuridica di diritto pubblico o privato o natura di associazione riconosciuta o riconoscibile ai sensi degli articoli 12 e seguenti del codice civile; b) disponibilità di locali e attrezzature adeguate al tipo di attività prescelta; c) personale sufficiente ed esperto in materia di tossicodipendenti.
  • 82. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 3. Il diniego di iscrizione agli albi deve essere motivato con espresso riferimento al possesso dei requisiti minimi di cui al comma 2, e al possesso degli eventuali requisiti specifici richiesti dalla legislazione regionale ai sensi del comma 4. 4. Le regioni e le province autonome, tenuto conto delle caratteristiche di autorizzazione di ciascuno degli enti di cui all'art. 115, stabiliscono gli eventuali requisiti specifici, le modalità di accertamento e certificazione dei requisiti indicati alle lettere b) e c) del comma 2 e le cause che danno luogo alla cancellazione dagli albi. 5. Gli enti ed associazioni iscritti in un albo che hanno più sedi operative, in Italia o all'estero, devono iscriverle separatamente ciascuna sull'albo territorialmente competente; dette sedi debbono possedere i requisiti indicati alle lettere b) e c) del comma 2. Per le sedi operative situate all'estero è territorialmente competente l'albo presso il quale è stata iscritta la sede centrale o, in subordine, l'albo presso il quale è stata effettuata la prima iscrizione.
  • 83. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 6. L'iscrizione all'albo è condizione necessaria oltre che per la stipula delle convenzioni di cui all'art. 117, per: a) l'impiego degli enti per le finalità di cui all'art. 94; b) l'utilizzazione delle sedi quali luoghi di abitazione o di privata dimora ai sensi dell'art. 281 del codice di procedura penale, nonché dell'art. 47-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, aggiunto dall'art. 13 della legge 10 ottobre 1986, n. 663; c) l'accesso ai contributi di cui agli articoli 131 e 132; d) l'istituzione di corsi statali sperimentali di cui all'art. 105, comma 6, e le utilizzazioni di personale docente di cui al medesimo art. 105, comma 7. 7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono altresì speciali albi degli enti e delle persone che gestiscono con fini di strutture per la riabilitazione e il reinserimento sociale dei tossicodipendenti.
  • 84. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 8. Per le finalità indicate nel comma 1 dell'art. 65 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le regioni e le province autonome di cui al comma 7 sono abilitate a ricevere erogazioni liberali fatte ai sensi del comma 2, lettera a), del suddetto articolo. Le regioni e le province autonome ripartiscono le somme percepite tra gli enti di cui all'art. 115, secondo i programmi da questi presentati ed i criteri predeterminati dalle rispettive assemblee. 9. Nel caso le regioni e le province autonome non provvedano ad istituire gli albi di cui al presente articolo gli enti di cui all'art. 115 sono temporaneamente registrati dalle regioni e dalle province autonome, ai fini dei benefici previsti dalla citata legge, sulla base di certificazione notarile attestante il possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettera a), e di autocertificazione dei requisiti di cui al comma 2, lettere b) e c). I predetti enti, in caso siano successivamente ammessi all'iscrizione agli albi, conservano come anzianità di iscrizione la data della suddetta registrazione.
  • 85. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 117 Convenzioni 1. L'esercizio delle funzioni di prevenzione, di riabilitazione e reinserimento indicate negli articoli 113 e 114, nonché la realizzazione di ogni altra opportuna iniziativa della regione o degli enti locali potranno essere attuati mediante apposite convenzioni da stipularsi tra le unità sanitarie locali, gli enti ed i centri di cui all'art. 114 e gli enti, le cooperative di solidarietà sociale o le associazioni iscritti nell'albo regionale o provinciale.
  • 86. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 2. Le convenzioni con gli enti, le cooperative di solidarietà sociale e le associazioni aventi sedi operative in territorio estero devono coprire per tali sedi anche gli oneri per le prestazioni di assistenza sanitaria. Le convenzioni devono prevedere l'obbligo di comunicare all'ente concedente il numero degli assistiti ed i risultati conseguiti nella attività di prevenzione e recupero. 3. Le convenzioni dovranno essere conformi allo schema-tipo predisposto dal Ministro della sanità ed a quello predisposto dal Ministro di grazia e giustizia ai fini di cui all'art. 94. 4. L'attività di enti, cooperative di solidarietà sociale e associazioni in esecuzione delle convenzioni è svolta in collegamento con il servizio pubblico che ha indirizzato il tossicodipendente ed è sottoposta al controllo e agli indirizzi di programmazione della regione in materia.
  • 87. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 118 Organizzazione dei servizi per le tossicodipendenze presso le unità sanitarie locali 1. In attesa di un riordino della normativa riguardante i servizi sociali, il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per gli affari sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, determina con proprio decreto l'organico e le caratteristiche organizzative e funzionali dei servizi per le tossicodipendenze da istituire presso ogni unità sanitaria locale.
  • 88. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 2. Il decreto dovrà uniformarsi ai seguenti criteri direttivi: a) l'organico dei servizi deve prevedere le figure professionali del medico, dello psicologo, dell'assistente sociale, dell'infermiere, dell'educatore professionale e di comunità in numero necessario a svolgere attività di prevenzione, di cura e di riabilitazione, anche domiciliari e ambulatoriali; b) il servizio deve svolgere un'attività nell'arco completo delle ventiquattro ore e deve coordinare gli interventi relativi al trattamento della sieropositività nei tossicodipendenti, anche in relazione alle problematiche della sessualità, della procreazione e della gravidanza, operando anche in collegamento con i consultori familiari, con particolare riguardo alla trasmissione madre-figlio della infezione da HIV. 3. Entro sessanta giorni dall'emanazione del decreto di cui al comma 1, in ogni unità sanitaria locale è istituito almeno un servizio per le tossicodipendenze in conformità alle disposizioni del citato decreto.
  • 89. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Qualora le unità sanitarie locali non provvedano entro il termine indicato, il presidente della giunta regionale nomina un commissario ad acta il quale istituisce il servizio reperendo il personale necessario anche in deroga alle normative vigenti sulle assunzioni, sui trasferimenti e sugli inquadramenti. Qualora entro i successivi trenta giorni dal termine di cui al primo periodo il presidente della giunta regionale non abbia ancora nominato il commissario ad acta, quest'ultimo è nominato con decreto del Ministro della sanità. 4. Per il finanziamento del potenziamento dei servizi pubblici per le tossicodipendenze, valutato per la fase di avvio in lire 30 miliardi per l'anno 1990 e in lire 240 miliardi e 600 milioni per ciascuno degli anni 1991 e 1992, si provvede: a) per l'anno 1990, mediante l'utilizzo del corrispondente importo a valere sul Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui all'art. 127; b) per ciascuno degli anni 1991 e 1992, mediante corrispondenti quote del Fondo sanitario nazionale vincolate allo scopo ai sensi dell'art. 17 della legge 22 dicembre 1984, n. 887.
  • 90. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Interventi preventivi, curativi e riabilitativi Articolo 120 Terapia volontaria e anonimato 1. Chiunque fa uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope può chiedere al servizio pubblico per le tossicodipendenze di essere sottoposto ad accertamenti diagnostici e di definire un programma terapeutico e socio-riabilitativo. 2. Qualora si tratti di persona minore di età o incapace di intendere e di volere la richiesta di intervento può essere fatta, oltre che personalmente dall'interessato, da coloro che esercitano su di lui la potestà parentale o la tutela.
  • 91. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 3. Gli interessati, a loro richiesta, possono beneficiare dell'anonimato nei rapporti con i servizi, i presidi e le strutture dell'unità sanitarie locali, nonché con i medici, gli assistenti sociali e tutto il personale addetto o dipendente. 4. Gli esercenti la professione medica che assistono persone dedite all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope possono, in ogni tempo, avvalersi dell'ausilio del servizio pubblico per le tossicodipendenze. 5. In ogni caso, salvo quanto previsto al comma 6, e dopo aver informato l'interessato del proprio diritto all'anonimato secondo quanto previsto dai commi 3 e 6, essi debbono inoltrare al predetto servizio una scheda sanitaria contenente le generalità dell'interessato, la professione, il grado di istruzione, i dati anamnestici e diagnostici e i risultati degli accertamenti e delle terapie praticate].
  • 92. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 6. Coloro che hanno chiesto l'anonimato hanno diritto a che la loro scheda sanitaria non contenga le generalità né altri dati che valgano alla loro identificazione. 7. I dipendenti del servizio pubblico per le tossicodipendenze non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione della propria professione, né davanti all'autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. Agli stessi si applicano le disposizioni dell'articolo 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell'art. 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili. La presente norma si applica anche a coloro che operano presso gli enti, centri, associazioni o gruppi che hanno stipulato le convenzioni di cui all'art. 117.
  • 93. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 8. Ogni regione o provincia autonoma provvederà ad elaborare un modello unico regionale di scheda sanitaria da distribuire, tramite l'ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di ogni provincia, ai singoli presidi sanitari ospedalieri ed ambulatoriali. Le regioni e le province autonome provvedono agli adempimenti di cui al presente comma. 9. Il modello di scheda sanitaria dovrà prevedere un sistema di codifica atto a tutelare il diritto all'anonimato del paziente e ad evitare duplicazioni di carteggio.
  • 94. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 121 Segnalazioni al servizio pubblico per le tossicodipendenze 1. L'esercente la professione medica che visita o assiste persona che fa uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope deve farne segnalazione al servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio. La segnalazione avviene fermo restando l'obbligo dell'anonimato. 2. L'autorità giudiziaria o il prefetto nel corso del procedimento, quando venga a conoscenza di persone che facciano uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, deve farne segnalazione al servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio. 3. Il servizio pubblico per le tossicodipendenze, nell'ipotesi di cui al comma 2, ha l'obbligo di chiamare la persona segnalata per la definizione di un programma terapeutico e socio-riabilitativo.
  • 95. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 122 Definizione del programma terapeutico e socio-riabilitativo 1. Il servizio pubblico per le tossicodipendenze, compiuti i necessari accertamenti e sentito l'interessato, che può farsi assistere da un medico di fiducia autorizzato a presenziare anche agli accertamenti necessari, definisce un programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato che può prevedere, ove le condizioni psicofisiche del tossicodipendente lo consentano, in collaborazione con i centri di cui all'art. 114 e avvalendosi delle cooperative di solidarietà sociale e delle associazioni di cui all'art. 115, iniziative volte ad un pieno inserimento sociale attraverso l'orientamento e la formazione professionale, attività di pubblica utilità o di solidarietà sociale. Nell'ambito del programma, in casi di riconosciute necessità ed urgenza, il servizio per le tossicodipendenze può disporre l'effettuazione di terapie di disintossicazione, nonché trattamenti psico- sociali e farmacologici adeguati.
  • 96. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Il servizio per le tossicodipendenze controlla l'attuazione del programma da parte del tossicodipendente. 2. Il programma deve essere formulato nel rispetto della dignità della persona, tenendo conto in ogni caso delle esigenze di lavoro e di studio delle condizioni di vita familiare e sociale dell'assuntore. 3. Il programma è attuato presso strutture del servizio pubblico o presso strutture riabilitative iscritte in un albo regionale o provinciale o, in alternativa, con l'assistenza del medico di fiducia. 4. Quando l'interessato ritenga di attuare il programma presso strutture riabilitative iscritte in un albo regionale o provinciale, la scelta può cadere su qualsiasi struttura situata nel territorio nazionale, ovvero iscritta negli albi ai sensi dell'art. 116, comma 5, secondo periodo, che dichiari di essere in condizioni di accoglierlo.
  • 97. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 5. Il servizio pubblico per le tossicodipendenze, destinatario delle segnalazioni previste nell'art. 121 ovvero del provvedimento i cui all'art. 75, comma 9, definisce, entro dieci giorni decorrenti dalla data di ricezione della segnalazione o del provvedimento suindicato, il programma terapeutico e socio-riabilitativo.
  • 98. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 123 Verifica del trattamento in regime di sospensione del procedimento o di esecuzione della pena 1. Per tutti i soggetti il cui trattamento sia stato disposto in regime di sospensione del procedimento o di sospensione dell'esecuzione della pena ai sensi del presente testo unico, viene trasmessa dalla unità sanitaria locale competente per territorio, su richiesta dell'autorità che ha disposto la sospensione, una relazione secondo modalità definite con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, relativamente all'andamento del programma, al comportamento del soggetto e ai risultati conseguiti a seguito della ultimazione del programma stesso, in termini di cessazione di assunzione delle sostanze di cui alle tabelle I, II, III, IV dell'art. 14.
  • 99. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 124 Lavoratori tossicodipendenti 1. I lavoratori di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza, i quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre strutture terapeutico- riabilitative e socio-assistenziali, se assunti a tempo indeterminato hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta all'esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni.
  • 100. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 2. I contratti collettivi di lavoro e gli accordi di lavoro per il pubblico impiego possono determinare specifiche modalità per l'esercizio della facoltà di cui al comma 1. Salvo più favorevole disciplina contrattuale, l'assenza di lungo periodo per il trattamento terapeutico-riabilitativo è considerata, ai fini normativi, economici e previdenziali, come l'aspettativa senza assegni degli impiegati civili dello Stato e situazioni equiparate. I lavoratori, familiari di un tossicodipendente, possono a loro volta essere posti, a domanda, in aspettativa senza assegni per concorrere al programma terapeutico e socio-riabilitativo del tossicodipendente qualora il servizio per le tossicodipendenze ne attesti la necessità. 3. Per la sostituzione dei lavoratori di cui al comma 1 è consentito il ricorso all'assunzione a tempo determinato, ai sensi dell'art. 1, secondo comma lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230. Nell'ambito del pubblico impiego i contratti a tempo determinato non possono avere una durata superiore ad un anno.
  • 101. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 4. Sono fatte salve le disposizioni vigenti che richiedono il possesso di particolari requisiti psico-fisici e attitudinali per l'accesso all'impiego, nonché quelle che, per il personale delle Forze armate e di polizia, per quello che riveste la qualità di agente di pubblica sicurezza e per quello cui si applicano i limiti previsti dall'art. 2 della legge 13 dicembre 1986, n. 874, disciplinano la sospensione e la destituzione dal servizio. Articolo 125 Accertamenti di assenza di tossicodipendenza 1. Gli appartenenti alle categorie di lavoratori destinati a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, sono sottoposti, a cura di strutture pubbliche nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e a spese del datore di lavoro, ad accertamento di assenza di tossicodipendenza prima dell'assunzione in servizio e, successivamente, ad accertamenti periodici.
  • 102. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE 2. Il decreto di cui al comma 1 determina anche la periodicità degli accertamenti e le relative modalità. 3. In caso di accertamento dello stato di tossicodipendenza nel corso del rapporto di lavoro il datore di lavoro è tenuto a far cessare il lavoratore dall'espletamento della mansione che comporta rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi. 4. In caso di inosservanza delle prescrizioni di cui ai commi 1 e 3, il datore di lavoro è punito con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire dieci milioni a lire cinquanta milioni (1). (1) Così modificato dall'art. 27, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758.
  • 103. DIPENDENZE PATOLOGICHEDIPENDENZE PATOLOGICHE Articolo 126 Accompagnamento del tossicodipendente in affidamento 1. Durante il periodo di affidamento di cui all'art. 94 e all'art. 4-sexies del decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, il responsabile della comunità può accompagnare o far accompagnare da persona di sua fiducia il tossicodipendente fuori della comunità in casi di necessità o di urgenza dipendenti da ragioni di assistenza sanitaria o da gravi motivi familiari dandone immediata comunicazione all'autorità giudiziaria.

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