Macerata dsa def

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Macerata dsa def

  1. 1. La diagnosi e le caratteristiche dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) Federica Fini, psicologa – psicoterapeuta U.O di NPI Ospedale di Macerata docente di Psicopatologia dello Sviluppo – Scienze della Formazione – Università di Macerata Macerata, 11 Marzo 2011
  2. 2. Attualmente • non esistono, né in Italia né nel resto del mondo, stime precise circa il numero dei casi • I dati a disposizione riportano percentuali che vanno dall’1%fino al 5% o anche al 10% • Questa variabilità è da attribuirsi soprattutto alla disomogeneità dei criteri di definizione, di diagnosi, di valutazione dei DSA
  3. 3. Difficoltà vs. Disturbo dell’ Apprendimento Difficoltà di Apprendimento: problema significativo nella carriera scolastica del bambino basso rendimento scolastico PERCHE’? • Basso livello socio-culturale • Caratteristiche della famiglia • Fattori emotivi/motivazionali • Difficoltà di socializzazione • Handicap sensoriali e/o motori
  4. 4. Definizione di Disturbo dell’ Apprendimento Scolastico (DAS) Questo termine si ricollega a una categoria diagnostica ben precisa da un punto di vista clinico e scientifico, identificata da criteri oggettivi e valutativi ben distinguibili rispetto alla più generica espressione “difficoltà di apprendimento” nella quale sono incluse tipologie molto diverse di difficoltà in ambito scolastico.
  5. 5. Definizione di Disturbo dell’ Apprendimento Scolastico (DAS) DAS (Learning Disabilities) si riferisce a un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con significative difficoltà nell’acquisizione e uso di abilità di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento, o matematica. Questi disordini sono intrinseci all’individuo, presumibilmente legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e possono essere presenti lungo l’intero arco di vita. Problemi relativi all’autoregolazione del comportamento, alla percezione e interazione sociale possono essere associati al disturbo di apprendimento. (National Joint Committee on Learning Disabilities, 1988)
  6. 6. Il DSA è dunque una condizione di difficoltà scolastica che si manifesta in bambini apparentemente idonei alla lettura, scrittura, all’esecuzione dei calcoli, ecc.. Vi sono evidenze circa la predisposizione innata al rischio di sviluppare disturbi dell’apprendimento
  7. 7. Consensus • Per quanto concerne il contesto italiano dal Gennaio 2007 sono disponibili le “Raccomandazioni per la pratica clinica sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento” (cui d’ora in poi ci riferiremo con la sigla DSA) elaborate con il metodo della Consensus Conference dai rappresentanti delle principali organizzazioni dei professionisti che si occupano di questi disturbi (psicologi, logopedisti, neuropsichiatri infantili, pediatri, ecc.). Nelle Raccomandazioni si ribadisce che la principale caratteristica di definizione di questa “categoria nosografica” è quella della “specificità”, con riferimento al fatto che il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. In questo senso, il principale criterio necessario per stabilire la diagnosi di DSA è quello della “discrepanza” tra abilità nel dominio specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per l’età e/o la classe frequentata) e l’intelligenza generale (adeguata per l’età cronologica).
  8. 8. Direttive Diagnostiche dei DAS • Un grado clinicamente significativo di compromissione (almeno 2 DS inferiori ai livelli attesi o una prestazione inferiore al 5° percentile delle frequenze delle risposte ottenute dal campione normativo di   riferimento) • La compromissione deve essere specifica • La compromissione deve riguardare lo sviluppo della competenza e non la perdita di una abilità precedentemente acquisita • Non devono essere presenti fattori esterni capaci di fornire una sufficiente motivazione per le difficoltà scolastiche (es. problemi di Personalità, carenza di istruzione in bambini appartenenti a gruppi sociali particolarmente svantaggiati) • Il Disturbo non deve essere direttamente dovuto a difetti non corretti della vista e dell'udito • Non vi devono essere anomalie e/o compromissione al Sistema Nervoso Centrale
  9. 9. Concetti chiave per definire i DAS • Deficit specifico • QI nella norma e superiore alla resa scolastica • Criteri di Esclusione: Deficit sensoriali, Disturbi Emotivi, Basso livello socio-culturale • Criterio di Discrepanza: Permette di stimare la differenza tra successo scolastico e abilità intellettive generali (Ritardo Mentale)
  10. 10. Disturbo Specifico della lettura Disturbo dell’Espressione scritta Disturbo Specifico del Calcolo Lettura decifrativa Comprensione del testo Scrittura Espressione scritta Numeri e calcolo Problem solving matematico
  11. 11. Il Percorso Diagnostico La segnalazione  La raccolta anamnestica  La valutazione clinica  L’interpretazione dei risultati  Altri esami  Formulazione della diagnosi  Indicazioni di intervento
  12. 12. La segnalazione • Quando arriva ? (range molto ampio – effetti diversi) • Chi la effettua ? (scuola – famiglia – pediatra?) • Cosa viene segnalato: - difficoltà nello svolgimento quotidiano dei compiti (lentezza, svogliatezza, mancanza di concentrazione) - disturbi della sfera emotivo/motivazionale (apatia, disturbi psicosomatici e comportamentali) - incongruenza tra capacità percepite (nella norma) e rendimento scolastico (scarso)
  13. 13. La valutazione clinica Osservazioni informali - osservazione generale del comportamento (autonomia,capacità relazionali e adattive) - osservazione degli elaborati scolastici Colloqui - sulla percezione del problema e i relativi vissuti Valutazione psicometrica e neuropsicologica - somministrazione di test
  14. 14. La raccolta anamnestica Presenza di familiarità per il disturbo - disturbi analoghi nei genitori, fratelli, altri parenti - livello scolastico di genitori e fratelli Principali tappe dello sviluppo linguistico Storia scolastica del bambino Percezione ( e descrizione) del problema attuale
  15. 15. Diagnosi • Esame neurologico: negativo • Livello intelligenza: Q.I.P.> Q.I.V. • Esame della lettura • Esame della scrittura • Tests specifici: batteria per la valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva (Sartori, Job, Tressoldi); prove MT di lettura (Cornoldi-gruppo MT); batteria di valutazione neuropsicologica per l’età evolutiva- BVN 5-11 (Bisiacchi, Cendron, Gugliotta, Tressoldi, Vio) • EEG: normale • Esame audiometrico • Visita oculistica
  16. 16. Diagnosi differenziale • Ipodotazione intellettiva • Disfasie • Ipoacusia • Cattiva iniziazione alla lettura • Ambliopia o altri disturbi visivi
  17. 17. Formulazione della diagnosi Considerata l’elevata eterogeneità dei profili di sviluppo individuali, una diagnosi vera e propria non dovrebbe essere effettuata prima della 2^ elementare. Tuttavia è possibile formulare una ragionevole ipotesi funzionale, già durante le prime fasi del processo di apprendimento quando, oltre al ritardo negli apprendimenti è presente un deficit severo delle Abilità “meta-fonologiche” in un pregresso ritardo del linguaggio e una familiarità per il disturbo
  18. 18. In un DSA possono essere compromessi: • La rapidità/fluidità della lettura/scrittura/calcolo: – Lettura/scrittura sillabica, pause, riletture, autocorrezioni; – Non automatizzazione fatti numerici e algoritmi • La correttezza della lettura/scrittura/calcolo – Sostituzioni, elisioni-inversioni-aggiunte, errori ortografici; – Errori di scrittura, incolonnamento, calcolo • L’uso cognitivo della lettura/scrittura/calcolo
  19. 19. Le caratteristiche evolutive deI DSA 1. • Inizialmente le difficoltà sono rappresentate soprattutto dagli errori e dalla lentezza nella lettura e nella scrittura; • Più avanti gli errori tendono a diminuire, mentre rimane la lentezza esecutiva e possono comparire difficoltà di comprensione e di stesura di un testo; • Le reazioni emotive al disturbo, se non riconosciuto, tendono a crescere nel tempo;
  20. 20. La Dislessia è un DSA relativo alla lettura strumentale, cioè a quelle abilità che consentono di riconoscere le parole contenute in un testo si manifesta come una difficoltà a carico dell’automatizzazione (velocità) e della correttezza nella lettura
  21. 21. In alcuni casi la dislessia si presenta con un’alta specificità, cioè senza altre difficoltà associate; In altri casi, è associata ad altri quadri problematici che possono riguardare l’aspetto ortografico della scrittura (disortografia) o il calcolo (discalculia) o altri disturbi evolutivi come l’ADHD o disturbi del comportamento (DOP) o dell’umore
  22. 22. Molte teorie sulla Dislessia sottolineano il concorso nella lettura di processi visivi e fonologici. Una prevede che il processo di lettura possa avvenire tramite due distinti percorsi di elaborazione dell’informazione: • la via fonologica che funziona mediante la trasformazione di ogni segno grafico nel suono ad esso corrispondente • la via diretta che porta al riconoscimento immediato della parola scritta sulla base del suo aspetto visivo
  23. 23. La via fonologia consente la lettura di parole regolari, nuove, rare o insesistenti La via diretta presiede alla lettura di parole note, irregolari, con ambiguità nell’accento (ancòra, àncora), la comprensione del significato e la scrittura di quelle parole che hanno lo stesso suono ma si scrivono in modo diverso (omofone ma non omografe: l’ago – lago) ! In alcuni disturbi di lettura sarebbe compromesso il corretto funzionamento della via fonologia ( dislessia fonologica) in altri quello della via diretta (dislessia superficiale)
  24. 24. Classificazioni degli errori A livello di lettura 1. Confusioni – per somiglianza fonetica (d per t, v per f, b per p, c per g, r per l, m per n) – per somiglianza morfologica (a per o, m per n, b per p, n per u, d per q, l per b) 1. Omissioni – nei raddoppiamenti consonantici (caro per carro) – nei digrammi (folia per foglia) – in parole varie (celo per cielo) – in posizione consonantica di l, m, n, r, s (piagere per piangere) – nei dittonghi e nei gruppi vocalici (foco per fuoco) – varie: di lettere, sillabe, parole
  25. 25. 3. Aggiunte – Raddoppiamento consonantico generico (libbro per libro) – dopo vocale iniziale (alla per ala) – in parole cha hanno già un raddoppiamento (proffessore per professore) – ripetizione sillabica (favovola per favola) 3. Sostituzioni varie – di vocali (pingui per pingue) – di consonanti (cardo per caldo) – di parole
  26. 26. A livello della parola e della frase 1. Inversioni cinetiche o orizzontali (tartore per trattore). Le inversioni orizzontali sono quelle che si presentano senza che la lettera cambi posizione nel corpo della parola per un errore di orientamento spaziale. 2. Sostituzioni, omissioni, aggiunte, di sillabe e di parole.
  27. 27. Disortografia • Il bambino disortografico presenta un numero di errori nella scrittura di parole, frasi, periodi maggiore a quanto previsto in base all’età, al profilo intellettivo e al livello di istruzione, non imputabili alla mancanza di esperienza o a problemi motori e sensoriali
  28. 28. Disortografia /2 . Il bambino presenta difficoltà • nell’analizzare e distinguere i suoni di cui si compone una parola o • nell’utilizzare il codice di simboli che lega i suoni agli elementi grafici corrispondeti
  29. 29. GLI ERRORI DI SCRITTURA • Errori di sostituzione: per somiglianza fonologica (d-t; v-f; c-g; r-l) o per somiglianza morfologica (a-o; n-u) o per entrambe (b-d; m- n); • Errori di omissione: si possono osservare in qualunque posizione nella parola, ma sono più frequenti nei digrammi (foglia-folia), in posizione preconsonantica (piangere-piagere) o nei dittonghi e nei gruppi vocalici (fuoco-foco); • Errori di inversione: “il” per “li” o “spicologia “ per “psicologia” • assenza di doppie e accenti
  30. 30. GLI ERRORI DI SCRITTURA/2 i bambini disortografici possono commettere errori • con parole che prevedono eccezioni nel rapporto tra suono e ortografia • con parole che non celano nessun “tranello” • la precaria rappresentazione ortografica si manifesta anche nel fatto che la stessa parola può essere scritta, a distanza di poche righe, in molti modi diversi.
  31. 31. Disturbo della Comprensione del Testo Consiste nella difficoltà di cogliere e comprendere in modo adeguato il significato di un brano scritto; questa difficoltà non si costituisce come semplice conseguenza di una lettura stentata ma piuttosto riguarda processi di alto livello come la capacità di fare inferenze o la conoscenza delle strutture testuali L’esistenza di una categoria diagnostica specifica per questo disturbo è ancora oggetto di dibattito scientifico. Tuttavia è frequente rilevare difficoltà di questo tipo; è stato stimato che la percentuale degli studenti che presentano incertezze significative nella comprensione di un testo si attesta intorno al 5 – 10 % della popolazione scolastica.
  32. 32. Le difficoltà di espressione scritta …per scrivere un testo efficace, comprensibile e ben strutturato, occorre padroneggiare le varie fasi dell’elaborazione e della stesura del testo… Il possesso degli aspetti cognitivi della scrittura deve essere affiancato dallo sviluppo di un’adeguata conoscenza metacognitiva che porti a riflettere e a controllare la propria attività prima, durante e dopo la stesura di un testo.
  33. 33. PROCESSI IMPLICATI NELLA PRODUZIONI DEL TESTO SCRITTO STESURA REVISIO NE DELLE DECISI ONI REVISIONE LINGUISTICA ORTOGRAFICA MORFO - SINTATTICA ADEGUATEZZA COMUNICATIVA MEMORIA DI LAVORO, METACOGNIZIONE E MONITORAGGIO ON LINE CONTESTO, RICHIESTE DEL COMPITO, OBIETTIVI DEL SOGGETTO ABILITA’ LINGUISTICHE MEMORIA A LUNGO TERMINE CONOSCEN ZE GENERAZI ONE DI IDEE PIANIFIC AZIONE ABBOZZA TA
  34. 34. Disgrafia Difficoltà specifica a carico dell’aspetto grafico e motorio della scrittura, che pertanto risulta disordinata, illeggibile o caratterizzata da troppa lentezza La disgrafia riguarda il GRAFISMO e non le regole ortografiche e sintattiche, che pure possono essere coinvolte come effetto della frequente impossibilità di rilettura e di autocorrezione da parte di chi scrive. La mano dei bambini disgrafici scorre con fatica, l’impugnatura della penna è scorretta, la pressione della mano sul foglio è o troppo forte o troppo debole; la capacità di utilizzare lo spazio del foglio è ridotta: il bambino non rispetta i margini del foglio, non segue la linea di scrittura; le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la loro forma è irregolare ed i legami tra le lettere sono scorretti
  35. 35. LA DISCALCULIA EVOLUTIVA La discalculia evolutiva è un disturbo delle abilità numeriche ed aritmetiche che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. Essa può presentarsi associata a dislessia, ma è possibile che ne sia dissociata.
  36. 36. Discalculia • Difficile diagnosi differenziale • Difficoltà a contare (ci si aiuta con le dita) • Difficile l’acquisizione del concetto di numero • Quasi impossibili le 4 operazioni
  37. 37. LA DISCALCULIA • Difficoltà relative ai numeri, quali la loro lettura, scrittura e ripetizione; • Difficoltà relative alla loro manipolazione, come nel caso delle tabelline, del calcolo a mente e scritto; • Errori nella risoluzione di problemi aritmetici, determinati in questo caso da errori nell’esecuzione dei calcoli.
  38. 38. JARLD (International Academy for Research in Learning Disabilities)  2,5 % della popolazione scolastica presenta difficoltà in matematica in comorbidità con altri disturbi  Discalculia: 2 bambini su 1000 19,9 % DELLA POPOLAZIONE SCOLASTICA = FALSI POSITIVI
  39. 39. BASI BIOLOGICHE 2,5% COMORBIDITÀ SPECIFICITA’ - DISLESSIA 2 SU 1000 - DIFFICOLTÀ NELLA SOLUZIONE DI PROBLEMI L’INTERVENTO RIABILITATIVO NORMALIZZA(?) DISTURBO DI CALCOLO DIFFICOLTA’ DI CALCOLO IL PROFILO APPARE SIMILE AL DISTURBO L’INTERVENTO RIABILITATIVO OTTIENE BUONI RISULTATI IN BREVE TEMPO
  40. 40. 1. PROBLEM SOLVING • COMPRENSIONE (quanti sono, meno di, più di) • RAPPRESENTAZIONE • CATEGORIZZAZIONE • MEMORIA • PIANIFICAZIONE • SVOLGIMENTO • MONITORAGGIO ED AUTOVALUTAZIONE
  41. 41. 2. PROBLEM SOLVING • NON E’ INNATO • NON SI AUTOMATIZZA • NON ESISTE IL DISTURBO SPECIFICO DI PROBLEM SOLVING
  42. 42. L’insegnante che si avvicina ai DSA • Essere in empatia con il bambino in difficoltà • Reperire le fonti appropriate (http://www.aiditalia.org/- www.airipa.it) • Abbandonare stereotipi e preconcetti (“quelli come lui non possono fare altro che così”, “l’ha fatto apposta per farmi dispetto”,”è inutile, le bambine non sono portate per la matematica”) • Osservare • Credere nella modificabilità della mente • Mantenere un atteggiamento sensibile e equilibrato • Capire quando è opportuno rivolgersi all’esperto e come individuarlo e poi mantenere un contatto • Mantenere rapporti con la famiglia in modo appropriato • Saper vedere le potenzialità dell’allievo • Conoscere la NORMATIVA
  43. 43. Grazie per l’attenzione!

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