Introduzione allapsicologiacognitiva
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  • L'organizzazione del comportamento e delle principali funzioni psicologiche.
  • Darwin, 1872
  • Questo metodo consiste in una tecnica di auto-osservazione e di descrizione minuziosa di ciò che il soggetto percepisce, e richiede un osservatore addestrato ad isolare le impressioni sensoriali elementari, in modo da rivelare gli elementi irriducibili di ogni esperienza cosciente.
  • L’intero apprendimento, e quindi l’apparato mentale, si sviluppa per progressiva differenziazione di risposte via via apprese e associate a precedenti acquisizioni.
  • Settore di ricerca interdisciplinare.
  • Rispecchia il funzionamento di un normale calcolatore. Ipotesi sul parallelismo del cervello. Riferimento a sistemi come Flow-Chart, schemi, piani e strutture di controllo. Il nostro comportamento è organizzato secondo una logica ben strutturata che non lascia nulla la caso.
  • Uno dei limiti principali del cognitivismo è quello di aver prestato troppa attenzione alla costruzione dei modelli (mentalismo), a scapito dell’osservazione empirica.

Transcript

  • 1. Introduzione alla Psicologia COGNITIVA Eleonora Bilotta
  • 2. Sommario  In questa lezione si affronteranno i seguenti argomenti: Introduzione alla Psicologia Scientifica Gli orientamenti più importanti della Psicologia Scientifica La Psicologia cognitiva
  • 3. Cosa studia la Psicologia cognitiva  La Psicologia cognitiva si occupa delle principali funzioni mentali dell’essere vivente.  Le informazioni che provengono dal mondo esterno, vengono percepite (percezione), filtrate (attenzione) e memorizzate (memoria). Alcune di queste informazione arrivano alla coscienza e altre no.  Alcune vengono rielaborate in memoria e contribuiscono a produrre altra conoscenza (ragionamento, problem solving). Questo sistema di cose ci permette di muoverci all’esterno e interagire (linguaggio e comunicazione) e raggiungere degli scopi (motivazione) che ci possono soddisfare o meno (emozione).
  • 4. Cenni storici  Quando la psicologia diventa scienza autonoma?  Dopo le teorie evoluzionistiche di Darwin e grazie al dualismo Cartesiano  Individuazione dell’oggetto di studio – Mente - (coscienza, comportamento, processo cognitivo)  Utilizzo di un metodo scientifico di indagine – Introspezione - (sperimentale).  VEDI Risorsa GALLERIA DEI PRECCURSORI DELLA PSICOLOGIA SC
  • 5. Wundt, Wilhelm Max  Mannheim 1832 - Lipsia 1920.  Fisiologo e psicologo tedesco e fondatore della psicologia in quanto scienza autonoma.  Fondò a Lipsia (1879) il primo laboratorio di psicologia sperimentale.
  • 6. Wundt, Wilhelm Max  Il suo approccio è definito da alcuni storiografi come PSICOLOGIA DEL CONTENUTO, in quanto privilegiava la semplice osservazione dei contenuti psichici, piuttosto che la loro inferenza.  Oggetto dell’indagine psicologica è l’esperienza immediata.  Il metodo di studio è quello dell’INTROSPEZIONE (o anche auto-osservazione).  La sua ambizione era la creazione di una comunità scientifica. Per questo il suo laboratorio venne “frequentato” da centinaia di allievi e psicologi.
  • 7. Wundt, Wilhelm Max  I campi di indagine Psicofisiologia dei sensi (vista e udito) Helmholtz Attenzione (tempi di reazione) Helmholtz e Donders Psicofisica Associazioni mentali (empirismo inglese)
  • 8. Le radici del comportamentismo L’antecedente più immediato va visto in PAVLOV (1849-1936), che aveva introdotto il concetto di condizionamento classico. Per Pavlov il riflesso condizionato, ossia l’associazione corticale di una risposta appresa a una innata. La mente si sviluppa per progressiva differenziazione di risposte via via apprese e associate a precedenti acquisizioni.
  • 9. Watson e la scuola comportamentista  Watson, John Broadus (Greenville 1878 - Woodbury 1958)  Docente in varie università degli Stati Uniti, fu presidente dell'American Psychological Association e direttore del laboratorio di psicologia della Johns Hopkins University  Diresse dal 1908 al 1915 la “Psychological Review” e dal 1915 al 1927 il “Journal of Experimental Psychology”
  • 10. Watson e la scuola comportamentista  Dal 1904 si dedicò a ricerche di psicologia animale. Nel 1913 pubblicò La psicologia dal punto di vista del comportamentista, in cui propose un nuovo indirizzo di ricerca, appunto il COMPORTAMENTISMO (o "behaviourismo").  L’evoluzionismo darwiniano aveva chiarito che fra uomo e animali non vi era una differenza radicale, tale per cui l’uomo ha un’anima e l’animale no. Era allora plausibile fare ricerca sugli animali.  Watson fu il propugnatore e il divulgatore di un movimento (e non scuola) fatto di idee che stavano maturando.
  • 11. Watson e la scuola comportamentista  Il comportamentismo quindi venne influenzato da Studiosi diversi.  Profonda influenza ebbero gli studi sul condizionamento di Pavlov (scuola Sovietica) e di Thorndike (apprendimento per “prove ed errori”)  Es. posso insegnare ad un cane ad obbedire ad un mio comando (ricompensandolo con cibo)  Es. posso insegnare ad un topo un certo percorso in un labirinto dandogli dei premi (cibo) o delle punizioni (scosse):  Stimolo = cibo/scosse  Risposta = reazione topo
  • 12. STIMOLI RISPOSTE Modello Stimolo- Risposta BLACK BOX
  • 13. Proprietà del comportamentismo  Il comportamentismo si caratterizza per:  Oggetto di studio: non più la mente o la coscienza, ma il comportamento  Metodo di studio: non più l’introspezione o il colloquio clinico ma il controllo sperimentale, in modo da predire le risposte (comportamento) a partire da determinati stimoli ambientali (S>R)  Per Watson l’introspezione non è scientifica perché:  Osservatore = Osservato  Il resoconto del soggetto non può essere “visto” da nessun altro: è un esperienza privata
  • 14. Proprietà del comportamentismo  Centrale è quindi il tema dell’apprendimento: paura, rabbia, amore sono comportamenti emozionali sulla base di stimoli ambientali (es. piccolo Albert)  Le stesse nevrosi psicologiche ne sono un esempio “datemi una dozzina di bambini e li farò diventare avvocati, attori, ingegneri ecc.” (Watson)  Le idee di Watson ebbero terreno fertile nel campo della selezione militare e in ambito pubblicitario
  • 15. Gli albori della psicologia cognitiva  In Europa vi erano studiosi come Piaget e gli esponenti della scuola gestaltista che si discostarono dalle idee comportamentiste e dal metodo di studio sperimentale  Costoro rappresentarono la base per l’affermarsi della successiva nascita della Psicologia Cognitiva
  • 16.  Piaget, Jean (Neuchâtel 1896 - Ginevr a 1980)  Insegnò all'Istituto Jean- Jacques Rousseau di Ginevra, di cui divenne direttore nel 1932, e all'Università di Losanna.  Direttore del Laboratorio di psicologia dell'Università di Ginevra dal 1940, nel 1955 fondò il Centro internazionale e interdisciplinare di epistemologia genetica di
  • 17. Piaget e la teoria dello sviluppo  Piaget è noto soprattutto per le sue pionieristiche ricerche sullo sviluppo dell'intelligenza nei bambini, che esercitarono un profondo influsso sulla psicologia dell'età evolutiva  Il settore di ricerca, denominato epistemologia genetica, studia lo sviluppo (genesi) delle strutture cognitive.  Secondo Piaget, la conoscenza è un processo e non uno stato, una relazione fra colui che conosce e ciò che è conosciuto. L’individuo costruisce la sua conoscenza, nel senso che partecipa attivamente al processo del conoscere.
  • 18. Piaget e la teoria dello sviluppo  I suoi studi furono rivolti al pensiero, alle capacità logiche e al linguaggio, ma soprattutto all’intelligenza e alla capacità di problem solving nei bambini  Secondo Piaget erano inadeguati:  L’Introspezione perché presupponeva soggetti addestrati,  Il Metodo sperimentale comportamentista perché non sufficiente per capire i processi sottostanti alla soluzione di un problema (ragionamento),  Il Colloquio psicoanalitico perché libero.
  • 19. Piaget e la teoria dello sviluppo  Inventò un nuovo metodo, il COLLOQUIO CLINICO, un insieme fra osservazione e colloquio  Consisteva nel ricostruire le credenze o nel sottoporre domande mirate mentre un bambino risolve un compito  Alcune volte il colloquio si accompagnava alla manipolazione di oggetti da parte dello sperimentatore o del bambino (passare acqua da un recipiente ad un altro di forma diversa ma uguale capienza)  Piaget traeva conclusioni interpretando i colloqui e i comportamenti e derivandone le strutture sottostanti al pensiero
  • 20. La Psicologia della Forma o GESTALT  Si sviluppa in Germania a partire dai lavori di Wertheimer, Koheler, Koffka e Lewin.  La psicologia della Gestalt cerca di comprendere il funzionamento della mente studiando come le parti si unificano nel tutto per formare l’esperienza cosciente.
  • 21. La Psicologia della Forma o GESTALT  Il motto della Gestalt è che il tutto è diverso dalla somma delle parti.  Infatti, se prendiamo le note che compongono una melodia e le mettiamo assieme in ordine casuale, il risultato finale, seppur composto dalle stesse note, sarà alquanto diverso.  Se, invece, le relazioni tra le note vengono mantenute, come nel caso in cui la stessa melodia venga suonata in una chiave diversa, pur essendo composta da note diverse, la melodia sarà riconosciuta come identica.
  • 22. Il tutto è diverso dalla somma delle parti
  • 23. La Psicologia della Forma o Gestalt  Questa scuola è conosciuta prevalentemente per gli studi sulla percezione, ma anche si è occupata anche di:  psicologia sociale e dei gruppi  psicologia del pensiero  psicologia animale e comparata  La psicologia della Gestalt è ancora oggi presente in molteplici ambiti nei metodi e nell’impostazione fenomenologica.
  • 24. La psicologia della Gestalt  Wertheimer nel 1904 si dedicò allo studio della percezione visiva. La sua dissertazione sul fenomeno del "movimento apparente", pubblicata nel 1912, diede origine alla scuola della psicologia della GESTALT (forma)  I Gestaltisti si caratterizzarono per la rivalutazione dei fattori innati e dell’esperienza diretta, contrapposta a quella passata  Il metodo di studio dei fenomeni percettivi e di pensiero era quello fenomenologico: analisi dettagliata delle caratteristiche degli oggetti così come questi si presentano alla nostra osservazione ingenua
  • 25. Che cos’è la psicologia cognitiva?  La psicologia cognitiva è lo studio della percezione, della memoria, del linguaggio e del pensiero negli umani e come noi conosciamo e interpretiamo i contenuti del mondo.  Lo studio scientifico della mente umana e di come processiamo le informazioni che provengono, sotto forma di stimoli, dal mondo esterno.  Si collega ad altri campi come la linguistica, la computer science, la filosofia, la psicologia, ecc.
  • 26. STIMOLI RISPOSTE S-mente-R LA BLACK BOX DIVENTA IL COMPUTER
  • 27. Idee alla base dello Human Information Processing (HIP)  La conoscenza si manifesta attraverso elaborazioni di tipo sequenziale (serial processors).  Ma sia il cervello che alcuni computer più recenti sono paralleli (parallel processors) cioè sono in grado di svolgere, contemporaneamente, molte operazioni alla volta.  Ogni stadio esegue un unico processo sulle informazioni che riceve dall’ambiente (rappresentazioni interne) o su altri stadi e, le risposte sono la conseguenza di questi processi.
  • 28. L’emergere del paradigma dell’Information Processing
  • 29. L’emergere del paradigma dell’Information Processing  Presupposto centrale è la simulazione del modo di trattare i dati messo in atto dal cervello umano: Acquisizione Processing Immagazzinamento Recupero
  • 30. Approccio dello Human Information Processing  L’informazione che arriva dall’ambiente è brevemente immagazzinata, alcune informazioni sono selezionate per elaborazioni successive, altre informazioni sono selezionate per affrontare dei compiti ben precisi.  Il risultato di tutto questo è il comportamento del soggetto all’interno del mondo.
  • 31. L’approccio ecologico  Per l’approccio ecologico, di cui Gibson (1904-1979) è il massimo esponente, la funzione del sistema percettivo è semplicemente quella di selezionare la porzione dello schema ambientale esterno che deve essere elaborata.  Secondo Gibson, le informazioni sono già presenti nella stimolazione come si presenta direttamente all’osservatore, e da questi possono essere direttamente colte (teoria della percezione diretta), senza dover ricorrere a sistemi computazionali, flussi informazionali, strutture rappresentazionali.  Hanno senso per l’organismo che le coglie direttamente dalla stimolazione in quanto affordances, presentate dall’ambiente in relazione al valore evolutivo che hanno per l’organismo.
  • 32. La scienza cognitiva  Si è costituita ufficialmente attorno al 1956, quando specialisti nelle scienze della comunicazione e nelle scienze umane cercarono di trovare un punto di unione tra discipline come l’epistemologia, la psicologia scientifica, la linguistica, la teoria dell’elaborazione delle informazioni e la simulazione al computer dei processi cognitivi.  Pur non negando l’utilità dei diversi livelli di analisi, lo scienziato cognitivo fonda la sua ricerca sull’assunto che l’attività cognitiva umana debba essere descritta nei termini di simboli, di schemi, di immagini, di idee e di altre forme di rappresentazione mentale.
  • 33. La scienza cognitiva  Al contrario, il connessionismo, che si contrapponeva ai modelli di simulazione simbolica, sosteneva che l’elaborazione avviene contemporaneamente in parallelo su tutti gli input (segnali in ingresso) e produce un output (segnale in uscita) che è funzione sia dell’interazione tra tutti gli input sia del peso che ha ciascuno di essi.  Questo tipo di elaborazione a parallelismo distribuito comporta non più una rappresentazione simbolica, ma sub-simbolica.
  • 34. STIMOLI RISPOSTE S-mente-R
  • 35. Il connessionismo: mente e cervello  Mente = cervello  Per studiare la mente occorre studiare il sistema nervoso.  Emergentismo: mente non ridotta semplicemente al cervello come sistema fisico, ma a qualcosa di più astratto. Emerge a partire da un certo grado di complessità cerebrale.  Cervello sistema complesso. 100 miliardi di neuroni, con connessioni eccitatorie e inibitorie. Funzionamento lento (tempo di scarica dei neuroni in msec), ma efficiente date le miriadi di interconnessioni.
  • 36. Prospettive contemporanee in psicologia  In psicologia, in quanto disciplina scientifica, non esiste un approccio unitario o universalmente accettato.  Esistono invece sia diversi livelli di analisi sia diverse metodologie di studio e diverse logiche d’interpretazione dei fenomeni.
  • 37. Domande da studiare  Che cos’è la psicologia scientifica  Che cos’è il Comportamentismo  Cognitivismo e lo Human Information Processing (HIP)