Intelligenza

490 views

Published on

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
490
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2
Actions
Shares
0
Downloads
5
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Intelligenza

  1. 1. Intelligenza Insieme di capacità specializzate nella soluzione di problemi, per esempio memoria spaziale, ragionamento logico, comprensione verbale ecc. 1
  2. 2. Intelligenza come insieme di specializzazioni adattative Il test di rotazione mentale nei colombi e negli esseri umani • Un colombo deve scegliere tra i due stimoli laterali quello uguale allo stimolo centrale (stimolo campione) 2
  3. 3. Intelligenza come insieme di specializzazioni adattative I colombi sono più veloci e non risentono dell’effetto di disparità angolare (= il tempo necessario a fornire la risposta aumenta linearmente con il grado di disparità angolare) • Se ne deve concludere che i colombi sono più intelligenti degli uomini? 3
  4. 4. Capacità di memoria spaziale negli uccelli La nocciolaia di Clark mostra sorprendenti capacità di memoria spaziale • Ogni anno, alla fine dell’estate, questi uccelli nascondono nei boschi migliaia di provviste che poi recuperano a distanza di mesi 4
  5. 5. Negli uccelli che fanno incetta di cibo come la nocciolaia l’ippocampo (cruciale per la formazione di mappe cognitiva dell’ambiente) è più sviluppato di quello di specie geneticamente affini ma che non fanno incetta di cibo Tassisti londinesi (espansione formazione posteriore dell’ippocampo) 5
  6. 6. • L’intelligenza non è una capacità unitaria ma un insieme di abilità specializzate che si sono evolute in risposta a problemi specifici A volte un colombo può essere più bravo di uno studente universitario (altre volte viceversa) e una nocciolaia è capace di prestazioni di memoria spaziale stupefacenti 6
  7. 7. Intelligenza Sternberg (1985). Ha richiesto di elencare comportamenti rappresentativi di intelligenza Idee implicite di intelligenza. 3 tipi generali di capacità: • capacità di risolvere problemi (ragionamento logico) • capacità verbale • la competenza sociale 7
  8. 8. Intelligenza Spearman (1923): teoria monofattoriale (analisi fattoriale). Dimostrò che una serie di variabili (test intellettivi, valutazioni scolastiche, stime basate su impressioni) rimandava ad una intelligenza unitaria Considerava anche gli apprendimenti scolastici le valutazioni date dagli adulti che li conoscevano. fattore g generale (fattore che si trova in tutti i compiti intellettivi, test) fattori s secondari o specifici (fattori presenti in un solo test: abilità spaziale, linguistica, aritmetica). Teoria unitaria 8
  9. 9. Intelligenza Le teorie unitarie dell’intelligenza hanno dato peso alle operazioni di pensiero, come ragionamento problemsolving. Piaget: Teoria unitaria basata sullo sviluppo. Capacità della mente di ragionare su entità astratte Es. quantità di liquidi; Es. In un sacchetto ci sono cinque biglie versi e tre rosse. Ci sono più biglie o più biglie verdi? Per rispondere correttamente non deve riferirsi alla comunicazione e percezione, ma vedere le bigie in generale e in maniera più astratta. 9
  10. 10. Intelligenza  Mario è il primo della classe  Francesca è brava in italiano, ma non in matematica  Carlo disegna benissimo 10
  11. 11. Teoria delle 7 abilità mentali primarie di Thurstone (1938):       Comprensione verbale (capire un proverbio) Fluidità verbale (produrre il maggior numero di parole che cominciano con una certa lettera) Capacità numerica (compiere calcoli complessi: qual è il 30% di 60) Velocità percettiva (stimare se due figure sono identiche) Ragionamento (scoprire una regola dati gli esemplari: 0, 11, 222, 3333… Visualizzazione spaziale (identità di due figure ruotate) 11
  12. 12. Intelligenza Gardner (1983) Intelligenze multiple • Linguistica (significato e abilità nelle funzioni del linguaggio) • Musicale (significato di una serie di suoni organizzati ritmicamente) • Logico-matematica (operare su simboli e parole stabilendo rapporti e regole) • Spaziale (percepire forme in diversi contesti) • Corporeo-cinestetica (usare il corpo per fini espressivi e pratici) • Intrapersonale (capire se stessi e i propri sentimenti) • Interpersonale (comprendere le intenzioni altrui e influire su di essi) 12
  13. 13. Intelligenza Gardner (1983) Intelligenze multiple • Intrapersonale (capire se stessi e i propri sentimenti) • Interpersonale (comprendere le intenzioni altrui e influire su di essi) 13
  14. 14. E l’intelligenza emotiva? Se ne parla molto, ha avuto molto successo. Il testo di Goleman (1995): Intelligenza emotiva Esistono persone di grande intelligenza logica, ma incapaci di gestire emozioni proprie o altrui. Al contrario persone emotivamente molto sensibili ed empatiche, ma in difficoltà col pensiero astratto. 14
  15. 15. E l’intelligenza emotiva? Salovey e Mayer (1990). 4 caratteristiche principali: Percepire le emozioni: capacità di identificare le emozioni in volti, immagini, situazioni. Utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero. Le emozioni influiscono su ciò che pensiamo. Uso funzionale dell’ansia per la preparazione di un esame. Stato d’animo positivo indotto e faicilitazione di risoluzione di problemi Comprendere le emozioni Capacità di comprendere informazioni emozionali sui rapporti, cambiamenti da un’emozione ad un’altra, produzione linguistica sulle emozioni Gestire le emozioioni Capacità di gestire le emozioni e le relazioni emozionali per la crescita personale e interpersonacontrollare le emozioni in modo che siano appropriate. Controllare l’ansia, l’irritabilità, etc. Condivisione sociale delle emozioni 15
  16. 16. Gardner (1983) Intelligenze multiple Le abilità non sembrano essere di uguale importanza Si può sopravvivere anche senza intelligenza musicale o corporea 16
  17. 17. Prospettiva gerarchica Intelligenza fluida e cristallizzata • Distinzione tra Intelligenza fluida ( Gf) cristallizzata (Gc) • Intelligenza fluida: capacità della mente di operare su determinati contenuti (classificandoli, mettendoli in serie, trovando analogie) senza ricorrere a conoscenze acquisite. • In genere si tratta di materiale non verbale di tipo visivo. 17
  18. 18. Prospettiva gerarchica Intelligenza fluida e cristallizzata • Intelligenza cristallizzata: attività della mente in situazioni in cui la cultura e la familiarità col materiale esposto sono importanti per la risoluzione dei quesiti. • Abilità numerica, vocabolario, meccanica. • L’intelligenza fluida consentirebbe di acquisire quella cristallizzata attraverso la mediazione culturale 18
  19. 19. Prospettiva gerarchica Intelligenza fluida e cristallizzata Lurija (1902-1977): Contadini russi analfabeti; giovani diploma elementare • Cotone cresce al caldo • Inghilterra fredda • Può crescere in Inghilterra? • Al Nord c’è neve e orsi bianchi • Novaya Zemlya si trova a Nord • Di che colore sono gli orsi 19
  20. 20. La misurazione dell’intelligenza Ogni persona reagisce in modo diverso a determinate situazioni. Questa modalità, abbastanza ovvia, costituisce una prima definizione e delimitazione della psicologia differenziale. Esistono differenze semplici da studiare, come il peso o l’altezza; altre differenze appaiono difficili: il livello culturale, la capacità di espressione, la capacità di risoluzione di problemi, etc. 20
  21. 21.    I dati relativi alle differenze individuali, in genere, si raccolgono mediante tecniche di osservazione standardizzate: i test. Galton (1822-1911) metodi di osservazione oggettiva e quantificata. Lo studio delle differenze individuali è rivolto agli organi sensoriali perché sono i sensi che forniscono all’intelligenza i dati su cui può lavorare. 21
  22. 22. Secondo Binet (1857-1911) lo studio differenziale dei processi superiori si deve sostituire a quello dei processi elementari condotto da Galton e Cattell. Studio sperimentale dell’intelligenza (1903). Binet era interessato a trovare dei criteri per individuare bambini che avrebbero dovuto frequentare le classi speciali in Francia e a cui si doveva impartire una forma di insegnamento speciale. 22
  23. 23. La misurazione dell’intelligenza Binet e Simon (1905): scala di intelligenza basata sulla concezione di età mentale. Caratteristica di un certo livelo di età: una prova che viene superata dal 50 al 75% di ragazzi dell’età in questione; Scala dell’intellienza: Età cronologica ed età mentale Prove in cui i risultati mostrino un notevole progresso con l’età e una piccola variabilità individuale. Discriminazione tra gruppi di età cronologicamente adiacenti piuttosto che tra soggetti di una stessa età. Buona correlazione con i risultati scolastici 23
  24. 24. Il quoziente di intelligenza Roberto 8 anni, ha delle competenze che corrispondono ad un bambino di 10 anni. Il calcolo del suo quoziente è determinato dal rapporto tra “età mentale” ed “età cronologica” moltiplicato per 100. Quoziente di intelligenza (QI) = = Età mentale / Età cronologca x 100 QI: 10/8 x 100 = 125 24
  25. 25. Il quoziente di intelligenza Disegni da copiare A 4 anni, un bambino sa copiare i 6 disegni più semplici. QI= età mentale/età crono x 100. Es. 2 bambini dimostrano un’età mentale di 8 anni (perché questo compito si risolve a 8 anni). Se il primo bambino ha un età cron. EC = 6 anni il suo QI sarà: QI= 8/6 x 100 = 133 Se il secondo EC = 12 anni QI = 8/12 x 100 = 67 Valori superiori al 100 indicano essere brillanti e vivaci, sotto il 100 meno. 25
  26. 26. Il quoziente di intelligenza Calcolo attuale Definizione del risultato medio di persone dello stesso gruppo di età; a tale risultato è assegnato un QI pari 100. Con tecniche statistiche che calcolano le differenze tra ciascun risultato personale e quello medio vengono assegnati i risultati QI. 26
  27. 27. Numero medio di punteggi •50% delle persone hanno un QI tra 90 e 110 •2.5% sono superiori in intelligenza (sopra 130) •2.5% hanno ritardi mentali (sotto 70) •0.5% sono geniali (sopra 140) 27
  28. 28. Stern (1871-1938) introdusse il famoso concetto di quoziente di intelligenza (QI) nel 1912.  Attendibilità (risultati riproducibili e coerenti; correlazione test-retest)  Validità: (valido se chi ha ottenuto elevati punteggi sia bravo realmente; correlazione tra punteggi in un test e voto finale)   Sensibilità (discriminare le differenze) Coefficiente di correlazione 28
  29. 29. Intelligenza tra eredità e ambiente Aspetti ereditari e ambientali Fattori genetici (differenze individuali) vs. fattori ambientali (aspetti sociali e culturali). Studi sui gemelli monozigoti (uguale patrimonio ereditario) allevati in ambienti separati: correlazione 0,77 Risultati non definitivi: coeff. corr. elevato/ambienti simili 29
  30. 30. Intelligenza tra eredità e ambiente Correl. tra gemelli monozigoti è di 0,86 circa tra gemelli eterozigoti è di 0,62 circa Risultati a favore dell’ipotesi ereditaria. Però i gemelli omozigoti vivono in ambienti più simili dei gemelli eterozigoti. La corr. tra gemelli omozigoti con uguale trattamento educativo era più elevata rispetto a gemelli omozigoti con trattamento differenziato. 30
  31. 31. Intelligenza tra eredità e ambiente Relazione Somiglianza genetica Allevamento Correlazione Gemelli monozigoti 100% Insieme .86 Gemelli dizigoti 50% Insieme .62 Fratelli 50% Insieme .41 Fratelli 50% A parte .24 Genitore 50% Insieme .35 Genitore 50% A parte .31 Genitore adottivo 0% Insieme .16 Figlio non imparentato 0% Insieme .25 Consorti 0% A parte .29 31

×