Disturbi psichiatrici primari con manifestazioni cutanee
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Disturbi psichiatrici primari con manifestazioni cutanee Disturbi psichiatrici primari con manifestazioni cutanee Presentation Transcript

  • Clinica Psicologica e Psicopatologia dei compiti vitali CORSO INTEGRATO DI PSICOLOGIA CLINICA Prof. Salvatore Sasso a.a.2005-2006 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI CHIETI Dermatologia e psicologia clinica Interventi psicoterapeutici
  • Disturbo psichiatrico Malattia cutanea Disturbo depressivo  Lesioni autoindotte  Escoriazioni nevrotiche Disturbi psicotici Psicosi ipocondriaca monosintomatica  Delirio di parassitosi  Delirio di bromoidrosi  Delirio dismorfofobico DOC e spettro ossessivo-compulsivo Disturbi del controllo degli impulsi  Tricotillomania  Onicofagia  Acne escoriata (skin picking) Disturbi somatoformi  Disturbo da dismorfismo corporeo o dismorfofobia
  • Disturbi psichiatrici primari con manifestazioni cutanee  Al disturbo psichiatrico principale sono associate o conseguono lesioni cutanee  Le condizioni psicopatologiche più frequenti: disturbi depressivi, disturbi psicotici, disturbo ossessivo- compulsivo
  • Disturbi psichiatrici primari con manifestazioni cutanee  Nei pazienti con manifestazioni di agitazione psicomotoria e irritabilità più frequenti: le escoriazioni nevrotiche Ragazzo di 21 anni
  • Disturbi depressivi  Il quadro clinico: -papule pruriginose localizzate in modo simmetrico alle zone laterali del volto (acne escoriata) Ragazza di 23 anni
  • Disturbi depressivi -lesioni escoriate di diametro inferiore al centimetro, ricoperte da crosticine ematiche, localizzate alle superfici estensorie di braccia e gambe e/o alla superficie posteriore del tronco Acné excoriado. En esta paciente no es el resultado de excoriaciones sino de estrujones en un intento de vaciar comedones y pápulas. Se siente impulsada a hacerlo. Mujer de 34 años. “Siempre ha tenido acné”. Desde hace 6 meses, después de una separación matrimonial hace un año, a iniciativa de ella.
  • Disturbi depressivi  La malattia interessa ragazze adolescenti o donne dell’età media di 40 anni
  • Diagnosi differenziale  Le pazienti dichiarano la propria responsabilità nella causa delle lesioni  Talvolta non mostrano preoccupazione per il danno cutaneo  Talvolta mostrano soddisfazione
  • Le caratteristiche psicologiche dei soggetti depressi  Intensa ansietà  Sentimenti di insicurezza, di inferiorità e inadeguatezza  Forte tendenza all’autopunizione  Sentimenti vissuti di delusione, frustrazione e abbandono  Sfociano in un atteggiamento autoaggressivo per allentare la forte tensione psichica
  • Disturbi psicotici  Fra quelli con manifestazioni cutanee prevale il disturbo delirante  COME SI CARATTERIZZA  Presenza di idee deliranti ben strutturate: - raramente accompagnate da allucinazioni - buona conservazione delle capacità di funzionamento sociale e lavorativo (al di fuori delle are interessate dal delirio)
  • Il disturbo delirante  Bisogna distinguere: - il disturbo delirante con contenuti di tipo somatico (PSICOSI IPOCONDRIACA MONOSINTOMANICA) - i casi in cui il sintomo delirio esprime una sottostante condizione organica o un abuso di sostanze
  • Il delirio di parassitosi (sindrome di Ekbom)  Delirio più comune nella pratica dermatologica  Delirio di avere un’infestazione di insetti sulla/nella pelle; di avere un parassita interno
  • Il delirio di bromoidrosi  Il paziente è convinto di emettere cattivo odore che allontana da sé le persone
  • Il delirio dismorfico  Il paziente è convinto di avere dei difetti fisici che rendono orribile l’aspetto  I difetti influenzano negativamente la sua vita  I difetti non sono riconosciuti dagli altri  Possono essere di scarsa rilevanza oggettiva (pag. 173)
  • Dismorfofobia. Relieve de los bulbos pilosos en la piel del cuerpo del pene. Varón de 23 años. Quejoso del trato recibido por dos dermatólogos consultados previamente. Interrogatorio psicológico sistematizado: no se halla ansiedad ni trastorno depresivo, pero sí una tendencia a conductas obsesivas
  • Disturbo ossessivo- compulsivo Alcuni sintomi hanno gravi implicazioni sul piano dermatologico Alcuni esempi: - lavarsi ripetutamente le mani - mordicchiare la pelle - staccare le croste da acne - strappare i propri capelli
  • Lo spettro ossessivo- compulsivo  Raggruppamento di disturbi che presentano una base genetica comune  I fattori genetici si esprimono in maniera tipica e completa nel fenotipo rappresentato dal disturbo nucleare dello spettro (in questo caso il Disturbo Ossessivo Compulsivo)  Gli stessi fattori sono presenti in parte, o si esprimono in modo incompleto o atipici negli altri disturbi dello spettro
  • Alcune considerazioni  I fattori genetici all’origine dei disturbi mentali sono solo ipotetici  Il criterio più rigoroso per stabilite l’appartenenza di un disturbo allo spettro è quello che si bassa sulla comorbidità familiare  Con il supporto di dati empirici si può far appartenere allo spettro ossessivo- compulsivo solo la sindrome di Gilles de la Tourette
  • Lo spettro Ossessivo-compulsivo secondo gli studi di Hollander (1996)  Tre cluster  Primo cluster: i disturbi caratterizzati dalle preoccupazioni per l’aspetto corporeo (disturbo da dismorfismo corporeo), la depersonalizzazione, l’ipocondria, l’anoressia nervosa, il binge-eating disorder
  • Lo spettro Ossessivo-compulsivo secondo gli studi di Hollander (1996)  Secondo cluster: disturbi del controllo degli impulsi come il gioco d’azzardo patologico, il compulsive buying, le compulsioni sessuali, la cleptomania, la tricotillomania, i comportamenti automutilanti)
  • Lo spettro Ossessivo-compulsivo secondo gli studi di Hollander (1996)  Terzo cluster: disturbi neurologici con caratteristiche compulsive (autismo, sindrome di Gilles de la Tourette –il disturbo tipo tic si estende a tutto il corpo in una gesticolazione intensa ed incoercibile, accompagnata da coprolalia, da sudori profusi e da un’alterazione dello stato generale dovuto all’intensità del consumo muscolare. La prognosi è cattiva. C’è una profonda compromissione psicosomatica- la corea di Sydenham, il parkinsonismo, alcuni tipi di epilessia)
  • Lo spettro Ossessivo-compulsivo secondo gli studi di Hollander (1996)  I dati su cui si basa l’inclusione sono di consistenza variabile a seconda del disturbo  Ciascun disturbo viene accomunato al disturbo nucleare in base ad analogie di carattere psicopatologico e clinico che si riferiscono a certi fattori eziopatogenetici
  • Disturbi appartenenti allo spettro oss.-comp.  Disturbi del controllo degli impulsi (tricotillomania, onicofagia, acne escoriata (skin picking)  Disturbo somatoforme (disturbo da dismorfismo corporeo o dismorfobia)
  • Tricotillomania  Impulso irresistibile a staccarsi i capelli, sopracciglia e ciglia  Più raramente altre pendici pilifere (regioni ascellari, pubica, perianale)  Fra i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo è quello che ha più punti di contatto con con il DOC
  • DSM IV  Lo strappamento può avvenire in brevi episodi sparsi durante la giornata o in periodi più rari ma più prolungati che possono durare ore  Lo strappamento può essere concomitante con momenti di rilassamento (leggendo un libro o guardando la TV)  Prima dello strappamento è presente un senso di crescente tensione  La tensione può anche essere associata con i tentativi di resistere all’impulso
  • DSM IV  Vi è gratificazione, piacere o una sensazione di sollievo quando si verifica lo strappamento  Alcuni provano una sensazione di prurito che passa strappandosi i capelli  I soggetto comunemente negano di strapparsi i capelli e occultano o camuffano l’alopecia che ne risulta  Alcuni provano l’impulso di strappare i capelli agli altri  Possono strappare peli ad animali, a bambole
  • DSM IV  Alla tricotillomania può essere associato onicofagia, graffi, morsi, escoriazioni
  • Decorso  Periodi transitori di strappamento dei capelli nella prima fanciullezza possono essere considerati un’abitudine benigna, con un decorso autolimitato  I soggetti che giungono all’osservazione in età adulta riferiscono l’esordio nella prima adolescenza  Per alcuni i sintomi continuano per decenni  Per altri il disturbo può andare e venire per settimane, mesi, anni  Le zone possono variare nel tempo
  • Criteri secondo ICD 10 e DSM-IV A. Ricorrente strappamento dei propri capelli che causa una notevole perdita di capelli B. Un senso crescente di tensione immediatamente prima di strapparsi i capelli o quando si tenta di resistere al comportamento C. Piacere, gratificazione, o sollievo durante lo strappamento dei capelli D. L’anomalia non è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale E. L’anomalia causa disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre are importnti del funzionamento
  • Differenze  I pazienti tricotillomanici, a differenza dei pazienti DOC non si strappano i capelli come risposta a pensieri ossessivi, ma come risultato di un impulso irresistibile.  I pazienti DOC hanno compulsioni considerate egodistoniche, mentre per i pazienti con tricotillomania strapparsi i capelli è fonte di piacere
  • Tricotillomania  Provoca un tipo di alopecia che può divenire deturpante  Il 43% la considera come indipendente dai propri comportamenti DONNA DI 48 ANNI
  • Differenze tra età evolutiva e adulti  In età evolutiva (maschi e femmine sono equamente rappresentati) è stata interpretata come un segnale di disagio e di conflitto nella relazione con le figure genitoriali (approccio psicodinamico).  I vissuti di privazione e di perdita generano comportamenti compulsivi associati a sentimenti aggressivi che non potendo essere rivolti verso altri, sono rivolti verso se stessi
  • Differenze tra età evolutiva e adulti  Nel paziente adulto (Christenson e al., 1991) è definita come un disturbo eterogeneo caratterizzato da un’ampia varietà di condizioni psicopatologiche concomitanti:  Disturbi dell’adattamento in relazione a life-events stressanti;  Disturbi dell’umore (65%)  Disturbi psicotici (2%)  Disturbi d’ansia (57%)  Distubi del comportamento alimentare (20%)  Disturbo da abuso di sostanze (22%)  La comorbilità influenza l’espressione clinica, le caratteristiche del decorso e le modalità di trattamento
  • Onicofagia  Il disturbo non è incluso fra le categorie diagnostiche del DSM IV TR  Può essere inserito nella categoria del disturbo del controllo degli impulsi non altrimenti specificato
  • Onicofagia  Si tratta di un impulso irresistibile di compiere un atto dannoso per il soggetto  L’atto è seguito spesso da disagio e recriminazione  Le condotte hanno un carattere ripetitivo e sono spinte da un senso di costrizione  Quanto riferito dal soggetto fa collocare il disturbo nello spettro ossessivo- compulsivo
  • Onicofagia  Le complicazioni non si riferiscono solo alla disapprovazione sociale  Sono presenti anche infezioni subungueali e paronichia (infiammazione dei tessuti delle unghie-patereccio che si sviluppa su uno dei lati o alla base d un’unghia )  Complicazioni in sede orale e dentale  Lo stress, la tensione e l’ansia possono provocare episodi di onicofagia  Secondo autori psicoanalitici, l’onicofagia dipende da conflitti risalenti alla fase edipica.
  • Onicofagia  Come tanti altri piccoli disturbi (tic, stereotipie di movimenti, ecc.), nasce nell'infanzia e si afferma quanto più dall'esterno sono giunti al soggetto divieti e punizioni.  Spesso nasce in situazioni familiari pesanti, caratterizzate da esplosioni e litigi sistematici tra i genitori,  nasce avanti ad aspettative parentali troppo alte (di tipo scolastico, agonistico, ecc.),
  •  nasce quando il soggetto non sente a sufficienza l'amore dei genitori, nasce per gelosia verso i fratelli, ecc.  Insomma nasce in situazioni in cui l'affettività, il mondo dei sentimenti, si esprime - dentro al soggetto e o attorno a lui fuori - come aggressività.  Può accadere allora che il soggetto-bambino cerchi di risolvere l'ansia che quelle situazioni gli provocano proponendosi inconsciamente come oggetto sacrificale. Onicofagia
  • Onicofagia  egli offre la propria totale remissività, passività ed impotenza, in cambio della liberazione della sua famiglia, di se stesso, ecc., da ogni esperienza di aggressività.  l'onicofagìa, come molti altri analoghi rituali di tipo ossessivo, sembra prodursi grazie alla concomitanza di tre fattori.
  • Primo fattore  Il primo fattore è rappresentato dalla tendenza, in mancanza di procedure dirette e mirate, ad utilizzare espedienti di tipo metaforico. Nel nostro caso osserviamo:  a) che il gesto del portare qualcosa alla bocca, suggere, richiama metaforicamente l'esperienza del seno materno e della madre buona e che, quindi, viene utilizzato per ottenere lo stesso effetto tranquillizzante.
  • Primo fattore  Espedienti analoghi sono: portare alla bocca pipe, sigarette, matite, merendine, ecc;  b) invece il gesto di rosicchiare richiama metaforicamente quello di digrignare (pronti all'aggressione) i denti usualmente associato alle situazioni di tensione.  Espedienti analoghi sono: rosicchiare lo stecchino, la matita, le lenzuola, masticare chewing gum ecc.
  • Secondo fattore  Il secondo fattore è rappresentato da una sorta di soddisfazione autolesionista (quello che in sostanza Freud definiva istinto di morte) unita alla capacità di produrre presenza attraverso la percezione del dolore.  Anche in questo caso si mostra l'ambivalenza inconscia tra tendenza alla quiete mortifera e necessità di restituirsi alla vita attraverso la percezione del dolore fisico.  Per esempio: alcuni si mordono le labbra, la lingua, l'interno delle gote.
  • Terzo fattore  Il terzo fattore infine è rappresentato dal loop ossessivo prodotto dalla inadeguatezza dell'espediente utilizzato, unito alla rimozione di tale inadeguatezza.  Ciò produce la necessità di ripetere il gesto compensatore (coazione a ripetere), magari con maggiore determinazione ed intensità, nella speranza che risulti finalmente adeguato all'appagamento del bisogno.
  • Terzo fattore  Alcuni, per esempio, iniziano a grattarsi le gambe per rimediare ad un prurito magari lieve e per ragioni analoghe rieseguono il gesto ripetutamente con intensità progressivamente crescente fino a prodursi escoriazioni dolorose e sanguinanti.
  • Onicofagia  L'aggressività di cui il bambino vuole liberare sé ed i suoi cari, è vissuta dal bambino come poteva viverla il nostro antenato delle caverne:  un sentimento di annientamento radicale che intende ferire o uccidere l'altro, oggetto di tale sentimento. Dunque: sentimento inaccettabile.
  • Onicofagia  Dunque necessità di esorcizzare la vita personale e la vita dei cari da questo pericolo.  Inconsciamente il bambino promette che sarà bravo per sempre se...  Sono promesse che spesso da bambini facciamo.  Ed egli comincia subito ad essere bravo, ossia innocuo: il gesto del portare qualcosa in bocca da un lato veicola il desiderio del bambino di regredire nella magica ed edonistica situazione garantita dal seno materno;  ma dall'altro lato dobbiamo considerare gli elementi del gesto: unghie mangiate dai denti.
  • Onicofagia  Entrambi simboli e sopravvivenze di arcaiche armi che il corpo animale conserva: artigli e zanne.  Viene simbolicamente eliminato quanto servirebbe ad aggredire il mondo.  L'aggressività, forma di energia che è sostanza di ogni essere vivente, uomo compreso, viene così deviata dal mondo e ritorta contro se stessi in quanto letta e sperimentata in un suo solo lato, quello negativista, seppure a due livelli: 
  • Onicofagia  quello concretistico e primordiale della violenza fisica a livello filogenetico (memoria e imprinting di specie) e  quello della disconferma anche psicologica a livello ontogenetico (memoria ed imprinting di storia personale).
  • Onicofagia  Il persistere di questo piccolo grande rituale segnala allora che anche da grandi persiste nell'inconscio del soggetto un conflitto irrisolto rispetto alla gestione dell'aggressività.  Ed essa resta inaccettabile perché ancorata e coincidente con l'esperienza di scontro mortale.  La relazione che il soggetto ha interiorizzato e sui cui binari conduce la qualità di ogni sua relazione reale è nevrotica perché basata sui ruoli unilaterali forte-debole, governante-governato, ecc.
  • Onicofagia  E a chi non riconosce legittima la propria aggressività resta sempre e solo il copione del bisognoso.  Però siccome nessun essere umano può accettare un solo lato, essendo egli portatore dell'unione di opposti, è proprio il più debole che svilupperà aggressività sempre più forte quanto meno accettabile dallo stesso soggetto che la esprime.
  • Onicofagia  E chi si mangia le unghie ha da tempo deciso che l'aggressività è cattiva.  Non stupiamoci dunque se proprio tra questi piccoli divoratori, troviamo esempi notevoli di aggressività manifesta.  In realtà l'aggressività è un lato dell'amore.  Non c'è amore vero senza aggressività così come non c'è vita vera se non si accetta anche quotidianamente di morire, simbolicamente s'intende.
  • Onicofagia  Il superamento del sintomo è subordinato solo alla presa in carico coscienziale da parte del soggetto di ciò che esso sintomo svela mentre cela e viceversa.  l'accettazione della conflittualità quale fondamento ontologico dell'esistente:  per restare nell'ambito della dimensione affettiva, di cui stiamo trattando, un esempio è l'amore che si fa esperienza matura e piena solo quando il soggetto può reggere in sé la convivenza di due opposti sentimenti per la stessa persona: attrazione e rifiuto.
  • Onicofagia  Amore per ciò che in lei è amabile, rifiuto per ciò che in lei non è avvertito come amabile.  Poiché ogni essere umano porta in sé entrambi i lati, un amore davvero maturo saprà trovare posto e parola per entrambi gli aspetti.  Insomma occorre giungere a riconoscere in noi stessi ciò che la vita continuamente ci mostra:  la duplicità di ogni aspetto.
  • Onicofagia  Tale riconoscimento sancirebbe l'uscita dal pensiero infantile che divide facilmente il bene dal male, il giusto dall'errore, la pace dalla guerra ecc. e permetterebbe al soggetto l'avvio di un lavoro di rielaborazione del destino e della storia dell'aggressività così come egli l'ha fin qui conosciuta e sperimentata.
  • Acne escoriata  L'acne escoriata è caratterizzata da escoriazioni prodotte da azione traumatica sulla pelle, di norma di natura nevrotica.  Il disturbo si presenta soprattutto nelle ragazze ed insorge su acne volgare.  La principale localizzazione è il volto.  Talvolta può anche interessare la parte superiore del torace e le braccia.
  • Acne escoriata  La presenza di condotte ripetitive, ritualistiche sono vissute come egodistoniche  Sono precedute da aumento di tensione e seguite da sollievo  Queste caratteristiche fanno supporre una similitudine fra l’acne escoriata e il disturbo ossessivo-compulsivo
  • Acne escoriata  Le condizioni psichiatriche più comuni:  Disturbi d’ansia, disturbi depressivi, i tratti di personalità ossessivo- compulsivi, le reazioni di conversione  E ancora…ipocondria e schizofrenia paranoide
  • Ipocondria ICD-10  L’ICD-10 fornisce un singolo set di criteri che fanno riferimento sia all’Ipocondria che al Disturbo di Dismorfismo Corporeo (sotto la voce “Sindrome Ipocondriaca”).  I criteri diagnostici per la ricerca dell’ICD- 10 per l’Ipocondria specificano che vi deve essere la condizione della “presenza di non più di due gravi malattie somatiche” e richiedono che almeno una sia denominata specificamente dal soggetto affetto dal disturbo
  • Ipocondria ICD-10: Criteri diagnostici A. La preoccupazione legata alla paura di avere, oppure ala convinzione di avere, una malattia grave, basate sulla erronea interpretazione di sintomi somatici da parte del soggetto B. La preoccupazione persiste nonostante la valutazione e la rassicurazione medica appropriate C. La convinzione di cui al Criterio A non risulta di intensità delirante (come nel Disturbo Delirante, Tipo somatico) e non è limitata a una preoccupazione circoscritta all’aspetto fisico (come nel Disturbo di Dismorfismo Corporeo). D. La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo, oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti
  • Ipocondria ICD-10: Criteri diagnostici E. La durata dell’alterazione è di almeno 6 mesi F. La preoccupazione non è meglio attribuibile a Disturbo d’Ansia Generalizzato, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo di Panico, Episodio Depressivo Maggiore, Ansia di Separazione, o un altro Disturbo Somatoforme  Specificare se con Scarso Insight: durante l’episodio la persona non è in grado di riconoscere che la preoccupazione di avere una malattia grave è eccessiva o irragionevole
  • Disturbo di conversione ICD-10  L’ICD-10 considera la conversione come un Disturbo Dissociativo e include set di criteri distinti per le Sindromi Dissociative Motorie; le Convulsioni Dissociative e l’Anestesia e Perdita sensoriale in una sezione che include anche l’Amnesia Dissociativa e la Fuga Dissociativa
  • Disturbo di conversione ICD-10: Criteri diagnostici A. Uno o più sintomi o deficit riguardanti funzioni motorie volontarie o sensitive che suggeriscono una condizione neurologica o medica generale B. Si valuta che qualche fattore psicologico sia associato col sintomo o col deficit in quanto l’esordio o l’esacerbazione del sintomo o del deficit è preceduto da qualche conflitto o altro tipo di fattore stressante C. Il sintomo o deficit non è intenzionalmente prodotto o simulato (come nei Disturbi Fittizi o nella Simulazione) D. Il sintomo o deficit non può, dopo appropriate indagini, essere pienamente spiegato con una condizione medica generale o con gli effetti diretti di una sostanza o con un’esperienza o comportamento
  • Disturbo di conversione ICD-10: Criteri diagnostici F. Il sintomo o deficit causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti oppure richiede attenzione medica G. Il sintomo o deficit non è limitato a dolore o disfunzioni sessuali, non si manifesta esclusivamente in corso di Disturbo di Somatizzazione e non è meglio spiegabile con qualche altro disturbo mentale Codificare tipo di sintomo o deficit:  Con sintomi o Deficit Motori  Con attacchi Epilettiformi o Convulsioni  Con sintomi o deficit Sensitivi  Con sintomatologia Mista
  • Acne escoriata  Può essere talvolta associata con:  Altri comportamenti automutilanti come  Tricotillomania, onocofagia, comportamento di bruciare o tagliare la pelle  L’associazione più frequente e con il disturbo da dismorfismo corporeo
  • Acne escoriata  Ansia e depressione possono essere:  causa di comportamenti di picking  risultato dell’imbarazzo o del disagio sociale derivanti dalle lesioni dela pelle  L’angoscia può sfociare nel suicidio  Gli stress psicosociali sono importanti fattori precipitanti del disturbo
  • Disturbo da dismorfismo corporeo o dismorfofobia  Caratteristica fondamentale:  Disturbo dell’immagine corporea  Le preoccupazioni si concentrano soprattutto sulle caratteristiche del proprio viso (bocca, acne, cicatrici, manifestazioni vascolari, pallore o rossore, sudorazione, asimmetrie e sproporzioni del viso, eccessiva peluria, mascella, capelli più o meno folti)  Le altre parti destano meno preoccupazione (piedi, mani, seni, schiena, zone erogene)
  • Cosa genera l’attenzione nei confronti del corpo  Disagio clinicamente significativo con la compromissione del funzionamento sociale e lavorativo  Passano molte ore al giorno a pensare al “difetto”, al punto che i pensieri dominano la vita  L’entità del disagio può comportare tentativi anticonservativi o il suicidio
  • Decorso  Frequente controllo giornaliero del difetto o direttamente o in una superficie riflettente (specchi, vetrine dei negozi, paraurti delle macchine, vetri degli orologi)  Esagerati comportamenti di pulizia (eliminazione di peli, applicazione di cosmetici, manipolazione della pelle)  Sebbene il fine del controllo e della pulizia sia di diminuire l’ansia, questi comportamenti finiscono con l’aumentare la preoccupazione e l’ansia connessa.
  • Decorso  Possibile eliminazione di specchi o loro copertura, o altre modalità per camuffare il difetto  Alcuni soggetti possono essere esageratamente preoccupati che la parte “brutta” del loro corpo funzioni male o sia estremamente fragile e in costante pericolo di venire danneggiata  La consapevolezza del difetto è scarsa e alcuni soggetti sono deliranti
  • Decorso  Sono convinti che la loro visione del difetto è certa e non distorta e non possono essere convinti altrimenti  Anche le idee e i deliri di riferimento correlati al difetto immaginato sono comuni  I soggetti pensano che altri possano fare o stiano facendo attenzione al loro supposto difetto, magari parlandone o deridendola
  • Decorso  L’evitamento delle attività usuali può portare ad un isolamento sociale estremo  La persona può uscire solo di notte, quando non può essere vista o rimanere chiusa in casa per anni  Possono abbandonare la scuola, evitare i colloqui di lavoro  Possono avere pochi amici, evitare incontri sentimentali, avere difficoltà coniugali o divorziare a causa dei loro sintomi
  • Decorso  Il disagio può portare a ricoveri ripetuti  Come già detto, a idee suicidarie, tentativi di suicidio, e suicidio  Oltre a cercare di risolvere le “disfunzioni” con trattamenti medici, occasionalmente possono ricorrere a misure estreme (autochirurgia)
  • Dismorfismo  Presenza di scarso insight [durante l’episodio la persona non è in grado di riconoscere che la preoccupazione di avere una malattia grave è eccessiva o irragionevole]nel disturbo, in cui è stata messa in evidenza l’esistenza di una variante delirante(Philips e Taub, 1995)  Questa variante è presente nella classificazione del DSM-IV  Una diagnosi addizionale di disturbo delirante (di tipo somatico) è possibile se il supposto difetto fisico si presenta con intensità e caratteristiche di tipo delirante
  • Pazienti descritti nella letteratura  Manifestazioni psicopatologiche associate quali:  Sintomi depressivi, marcata labilità emotiva, ritiro sociale, perdita di piaceri e di interessi  La dismorfofobia può insorgere anche durante una depressione maggiore (sin dall’esordio del disturbo dell’umore presenti sintomi psicotici).  Il tono dell’umore: brusche oscillazioni in senso disforico, con atteggiamenti aggressivi e crisi di tipo pantoclastico.
  • Decorso  Insorge generalmente durante l’adolescenza ma può iniziare durante la fanciullezza  Ha spesso un decorso continuativo con pochi intervalli liberi da sintomi  La parte del corpo al centro della preoccupazione può rimanere la stessa oppure cambiare
  • Diagnosi differenziale  La diagnosi di DDC non può essere fatta se la preoccupazione è attribuibile ad un altro disturbo mentale  Altrettanto se il disturbo si limita alla grossezza come nella Anoressia Nervosa  Se il disagio o il senso di estraneità si riferisce ai propri caratteri sessuali primari e secondari, come nel Disturbo della Identità di Genere  Oppure se l’umore rispetto all’aspetto fisico si manifesta durante un Episodio Depressivo Maggiore
  •  I soggetti col DDC possono ricevere una diagnosi aggiuntiva di Disturbo Delirante, Tipo Somatico, se la loro preoccupazione per il supposto difetto nell’aspetto fisico di presenta con intensità delirante  Il Koro è una sindrome psichiatrica legata ad una specifica cultura che si manifesta principalmente nel Sud Est Asiatico e che si può collegare al DDC.  È caratterizzato dalla preoccupazione che il pene (o le piccole labbra, i capezzoli o le mammelle nelle donne) si rattrappisca e scompaia nell’addome.
  •  La preoccupazione si accompagna a credere che morirà  Il Koro si distingue dal DDC per via della durata breve, per le manifestazioni associate (ansia acuta e paura di morire), per la risposta positiva alle rassicurazioni e per l’occasionale diffusione epidemica