Corso pei 12_13

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Corso pei 12_13

  1. 1. COSTRUIRE IL P.E.I . Anno scolastico 2012/13
  2. 2. Cos’è il P.E.I. Il PEI è il documento nel quale vengono descritti gli interventi didattico-educativi programmati ai fini della realizzazione del diritto all´educazione e all´istruzione (Legge 104/92 e circolare regionale 11SAP/95). Identifica gli obiettivi di sviluppo, le attività, le metodologie, le facilitazioni, le risorse umane e materiali di supporto, i tempi e gli strumenti di verifica, le modalità del lavoro di rete. Si definisce entro il mese di ottobre/novembre e si verifica con frequenza trimestrale con la presenza ed il coinvolgimento di tutti gli attori del percorso.
  3. 3. Da dove partire       Studio della documentazione (diagnosi funzionale, relazioni osservative, pei…. Colloquio con la famiglia Osservazione diretta del bambino (modello psicodinamico) Osservazione/valutazione delle sue capacità (annotazioni, compilazione di Cecklist…) Avvio dei rapporti di rete: conoscere il bambino attraverso il confronto di professionalità e prospettive osservative diverse Definizione delle linee di indirizzo del pei
  4. 4. I principi di fondo Il Pei si fonda sul principio che ogni persona ha un potenziale di apprendimento che può svilupparsi grazie ad adeguate mediazioni, opportune scelte metodologiche e l’individuazione di fattori ambientali che possono favorire la partecipazione eliminando le barriere alla partecipazione.
  5. 5. Il P.E.I. è un progetto condiviso Il Pei è un progetto costruito sul bambino con il contributo di molti attori: le insegnanti di sostegno e di sezione, i genitori, gli operatori dell’Asl e dei servizi Socio-sanitari, dai terapisti privati, che ci aiutano a:  “vedere” il bambino nei suoi diversi contesti di vita e a implementare il programma delle attività  guardare al suo “progetto” di vita rispettando i suoi bisogni reali e la sua possibilità di partecipare e apprendere  individuare obiettivi comuni,  imparare reciprocamente attraverso il confronto e gli scambi nel lavoro di rete dai diversi saperi (empowerment) 
  6. 6. Il P.E.I. ha un carattere dinamico  deve rivelare una dimensione di sviluppo orizzontale e verticale  è costantemente soggetto a verifiche da parte di tutti i soggetti coinvolti  deve saper individuare “zone di sviluppo prossimali “ aggiornando gli obiettivi 
  7. 7. La struttura del P.E.I. - Aree - Obiettivi Attività Verifica Raccordo con la programmazione della sezione
  8. 8. Il lessico Il lessico nel paradigma educativo e didattico delle Indicazioni Ministeriali: - Capacità - Conoscenze - Abilità - Competenze
  9. 9. NATURA CULTURA EDUCAZIONE OBIETTIVI VITA Trasmissione di CONOSCENZE CAPACITA’ ATTITUDINI COMPETENZE Esercizio di ABILITA’
  10. 10. Le aree - Si riferiscono alle capacità a cui corrispondere gli obiettivi indispensabili alla progettualità didattica che ha la funzione di sollecitarle, differenziarle e trasformarle in competenze. - Rappresentano una tassonomia dei processi cognitivi, socio-affettivi, motori ... che funziona da quadro di riferimento indispensabile alla progettualità educativa e didattica.
  11. 11. La formulazione dell’obiettivo “Per obiettivo si intende la descrizione di una performance che gli studenti devono essere in grado di mostrare per essere considerati competenti; descrive cioè, il risultato che l´istruzione si prefigge”. Robert Mager Elaborare un obiettivo equivale a prospettare un´azione da compiere o una conoscenza da acquisire non in modo approssimativo, ma preciso, concreto, determinato e controllabile. Operazionalizzare gli obiettivi significa tradurre in comportamenti osservabili e misurabili le capacità che si intende sollecitare nelle diverse aree.
  12. 12. La formulazione dell’obiettivo L´obiettivo deve essere esplicitato e comunicato attraverso un costrutto linguistico di poche e semplici regole sintattiche dove è possibile individuare un processo soggettivo (fisico, mentale ...) applicato ad un oggetto riferibile ai contenuti culturali. Il processo soggettivo è indicato da un verbo, l´oggetto da un sostantivo: Esempio: “saper classificare degli oggetti secondo un criterio dato” Esempio:“eseguire un percorso rispettando i rapporti spaziali dentro-fuori e sopra-sotto”
  13. 13. La formulazione dell’obiettivo -È formulato in modo utile se ci dice dove siamo diretti e ci fa capire quando siamo arrivati. -Esempio: Indicare il bisogno di fare “pipi” e trattenerla fino a quando non si raggiunge il wc -Deve descrivere una performance osservabile, cosa dovremmo veder fare al bambino per poter dire che l ´obiettivo è stato raggiunto. -Esempio: Indicare il più grande e il più piccolo fra due oggetti -Deve essere centrato sul bambino: deve partire dalle sue capacità iniziali e individuare la zona di sviluppo prossimale. -Esempio: Salire le scale alternando i piedi con - l’aiuto di un adulto/compagno
  14. 14. Come esprimere gli obiettivi Usare verbi specifici per ogni azione da compiere evitando quelli troppo generici per rendere meno ambiguo l´obiettivo o abbinare o raccogliere o applicare o scrivere o disegnare o selezionare o nominare o usare o raggruppare o memorizzare
  15. 15. Come esprimere gli obiettivi Verbi che indicano ABILITÀ COGNITIVE o classificare o dimostrare o distinguere o eseguire o misurare o comparare identificare o produrre o scegliere o trovare o seriare o
  16. 16. Come esprimere gli obiettivi ESPRESSIONI DA EVITARE apprezzare o capire o cogliere o interiorizzare o credere o essere consapevole o interessarsi o manifestare o mostrarsi o pensare o perfezionare o percepire o sapere o o sentire
  17. 17. .. centrati sull’insegnante.. DF - 11 – 4 VERIFICA AREA OBIETTIVI ATTIVITÀ 2 B - Aspetti affettivorelazionali con adulti -Offrire un senso di star bene con gli altri. - Creare un ambiente sereno e gioioso preparando i coetanei ad accettare la disabilità formando un gruppo classe predisposto all’inclusione. Abbiamo cercato di creare un ambiente sereno e di sicurezza emotiva per rassicurare e rafforzare la fiducia del bambino. -Dare sicurezza emotiva al bambino. -Nei momenti di crisi che si possono presentare durante la giornata fornire al bambino un contenimento emotivo con maternage, canti e coccole. Non sempre la sua risposta è positiva, dimostra però nei momenti più sereni di essere contento quando arrivano le insegnanti di riferimento o gli operatori sorridendo ed emettendo dei suoni per farsi notare. 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Le insegnanti accolgono valorizzano i bambini e la loro curiosità creando le occasioni per favorire l’organizzazione di ciò che i bimbi vanno scoprendo. Per .................... le attività saranno adeguate alle sue esigenze dando particolare importanza alla relazione affettiva e allo star bene.
  18. 18. …. vaghi e astratti … DF - 11 – 4 VERIFICA AREA 2Autonomi a sociale 2.A -Aspetti affettivorelazional i con coetanei OBIETTIVI ATTIVITÀ 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu Prendere coscienza delle routine quotidiane -Durante l’appello del mattino prestare attenzione e rispondere alla chiamata del proprio nome. -In sala igienica ,con l’aiuto dell’adulto aspettare i compagni per distribuire il dentifricio. Alessandro non è costante nel mantenere il contatto visivo con i suoi compagni, predilige il contatto individuale con l’adulto. Dimostra fastidio alla confusione che a volte si crea durante i cambi delle attività con pianto. Avvertire e gioire della presenza dei compagni -Condivisione con i compagni dei momenti più significativi del gruppo classe(cerchio del mattino,attività e giochi, uscite didattiche) RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Raccordo con il ”se e l’altro” -Percepire ed acquisire sentimenti di appartenenza alla comunità -Star bene con gli altri e con sé stessi. Raccordo con il ”se e Alessandro non è l’altro” costante nel mantenere -Percepire ed acquisire il contatto visivo con i sentimenti di suoi compagni, predilige appartenenza alla il contatto individuale comunità con l’adulto. -Star bene con gli altri e Dimostra fastidio alla con sé stessi. confusione che a volte si crea durante i cambi delle attività con pianto.
  19. 19. Attività, materiali, metodi di lavoro Le attività devono essere contestualizzate, cioè inserite in una cornice di significati che stimoli la motivazione del bambino. La cornice relazionale è fondamentale e da essa dipende la qualità delle relazioni del bambino nei confronti dell’insegnante e dei pari. La cornice affettiva, invece, pone un’attenzione continua alle emozioni, agli stati d’animo e ai sentimenti. Identificare spazi, tempi, risorse materiali, organizzative, strutturali e metodologiche che serviranno per realizzare le attività didattiche, educative e
  20. 20. Attività, materiali, metodi di lavoro Indicare come saranno condotte: individuali, o secondo gli studi più recenti sulle teorie dell’apprendimento, in piccolo gruppo con il coinvolgimento attivo dei pari come avviene nell’apprendimento cooperativo e nel tutoring. Se ci si avvale di modelli specifici, precisare quali sono le dinamiche di comunicazione e mediazione didattica rispetto al raggiungimento di obiettivi. Per esempio, nell’approccio cognitivo – comportamentale si utilizzano: l’analisi del compito, l’uso degli aiuti, delle facilitazioni e dei rinforzi, i modelli competenti, le strategie di generalizzazione e di mantenimento.
  21. 21. DF - 7 - 13 VERIFICA AREA 8 - Ambito logicomatematico OBIETTIVI ATTIVITÀ 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE -acquisizione e sviluppo del concetto di quantità (pochi-tanti) -appaiamento di figure/forme complementari -seriazione e classificazione di oggetti per forma-coloregrandezza. -sviluppare il concetto di numero Attività individuali e di piccolo gruppo con il supporto di materiale strutturato. Cerchio del mattino (registrazione dei bimbi presenti – assenti). Giochi a tavolino con materiale strutturato. Giochi con oggetti e immagini, blocchi logici. Giochi protomatematici: mettere la quantità di oggetti corrispondenti alle indicazioni, contare compagni, cose. Partecipa positivamente alle attività individuali, nel piccolo gruppo e nel cerchio ma distura i compagni seduti al suo fianco e si distrae. Tuttavia sa contare, riconosce fra due insiemi quello che contiene pochi o tanti. Sa appaiare due figure o forme che si completano a vicenda. Sa seriare per forma, conosce anche il trapezio e il rombo (che chiama aquilone), per colore e grandezza fino a 4 pezzi. Conta fino a 20 a memoria, , riconosce i simboli numerici (gli piace l’11)ma non riesce ad creare corrispondenze fra oggetti e simboli oltre il 9/10. In raccordo con il Campo di Esperienza “La conoscenza del mondo e lo sfondo integratore “Lo zaino del ricercatore” stimoleremo i bambini a: - operare secondo procedure metacognitive; - costruire, trovare, inventare; - formulare un problema elaborare ipotesi; - pianificare una soluzione; - trovare i mezzi per la soluzione; - disponibilità a organizzare l’attività secondo procedure cooperative; - registrare le loro “scoperte”. Le ipotesi, le verifiche e le teorie così costruite saranno documentate da dati registrati su: tabelle, grafici, istogrammi. Altre attività verranno proposte a ................ in piccolo gruppo con materiale proto matematico e specifico.
  22. 22. La verifica È un processo dinamico e collegiale di controllo degli apprendimenti conseguiti in ordine agli obiettivi individuati, attraverso l´azione didattico-educativa. È la descrizione oggettiva degli apprendimenti del bambino nelle singole aree attraverso l´osservazione delle sue prestazioni. Consente ai docenti la constante ridefinizione del percorso formativo e la riflessione sia sui contenuti educativi e didattici che sulle metodologie sperimentate. Permette il monitoraggio dell´efficacia del processo insegnamento-apprendimento attivando un´attenzione critica sulla validità dei metodi e sulle scelte di contenuto.
  23. 23. DF - 7 - 13 VERIFICA AREA 10 - Ambito delle attività espressivemanipolative -costruttive: OBIETTIVI • • Sviluppare le capacità espressivemanipolati ve costruttive favorire il disegno narrativo ATTIVITÀ 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu Offriremo molteplici esperienze espressive per assecondare i desideri di .............. e consentirgli ulteriori canali comunicativi: giochi manipolativi con materiale vario (didò, pasta di sale, farina, sabbia, pasta); giochi di travasi con svariati contenitori come acqua, pasta, farina, sabbia; manipolazione di colore con colori a dita (picchiettare, stendere lasciare impronte, movimenti rotatori); stampi con spugna, timbri, stencil; uso degli attrezzi per dipingere e disegnare: tempere , acrilici, pastelli a cera ed a olio, pennelli e pennellesse, pennarelli, matite, temperino, gomma; collage con svariati materiali. Ottima partecipazione alle attività programmate, dimostra molto interesse e curiosità verso tutte le proposte espressive apprezzando tecniche e materiali nuovi. Porta a termine la consegna ma ha bisogno della mediazione dell’adulto per la condivisione di spazi e strumenti di lavoro. Apprezza molto anche la manipolazione ma se è libero di creare costruisce unicamente recinti e strade, questo succede anche nel disegno o nella pittura spontanea. Racconta volentieri ciò che disegna. RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Raccordo con il Campo di Esperienza “Linguaggi, creatività, espressione” e lo sfondo integratore “Lo zaino del ricercatore”, la MACCHINA FOTOGRAFICA: - noi in un click: giochiamo ai fotografi per ritrarre i compagni e le esperienze vissute; - scopriamo attraverso le diverse tecnologie nuove possibilità di espressione e creatività; - il mondo è bello e colorato: documentiamolo attraverso le immagini delle nostre esperienze scolastiche;
  24. 24. Il raccordo con la programmazione di sezione È l´indicatore del progetto inclusivo della sezione: identifica la progettualità condivisa delle insegnati e la corresponsabilità del successo formativo di tutti i bambini, superando la vecchia logica di emarginazione della coppia “alunno disabile-insegnate di sostegno”. Colloca il PEI nell´ambito delle attività curricolari e delle scelte metodologiche della sezione con l´obiettivo di rispondere alla possibilità di includere, fornendo a ciascuno la possibilità di partecipare e apprendere nella didattica comune, quella per tutti i bambini.
  25. 25. Risponde alle attuali teorie dell´apprendimento come acquisizione sociale nella cornice complessa dei processi di interazione, confronto, scambio, negoziazione fra pari. Attiva contesti di didattica relazionale, crea reti cognitive, emozionali e motivazionali che costruiscono conoscenza in una dimensione sociale significativa e contestualizzata attraverso l´appartenenza e la reciprocità, la cultura della condivisione, la collaborazione e il supporto operativo. Amplia quella zona di sviluppo prossimale che può concretizzarsi solo attraverso interazioni significative che sollecitano il repertorio di potenzialità soggetive.
  26. 26. DF - 7 - 13 VERIFICA AREA OBIETTIVI ATTIVITÀ 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu 7 - Area cognitiva: attenzione, memoria concentrazione, canale preferenziale di apprendimento - Apprendimento spaziale: soprasotto, dentro-fuori, davanti-dietro - Riconoscimento degli opposti: grande-piccolo lungo-corto alto-basso - Riconoscere i vari momenti della giornata - Interiorizzazione cronologica del tempo: adessoprima- dopo, oggiieri-domani, i giorni della settimana, i mesi dell’anno, le stagioni Attività psicomotoria e attrezzature ludiche in palestra. A tavolino giochi con oggetti come frutta in plastica e animaletti della fattoria per gli spostamenti spaziali. Schede operative di logica precedute da giochi con cui sperimentare gli opposti percettivi. Presentazione di un piano giornaliero con relative attività in programma per aiutarlo a orientarsi nella giornata scolastica. XX è competente e partecipativo, tende però ad accentrare l’attenzione su di sé escludendo gli altri. Preferisce le esperienze in cui può agire e sperimentare piuttosto che compilare una scheda operativa, che comporta attenzione, concentrazione e abilità di auto controllo che ancora non possiede. Attività da riproporre, La scansione ordinata delle attività e il piano giornaliero, oltre a dare sicurezza a XX, gli offre la possibilità di orientarsi nel tempo scolastico. E’ in grado di mettere in ordine le sequenze della giornata, conosce anche le attività giornaliere extrascolastiche e chi lo accompagnerà (es. vado a logopedia con papà). RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Raccordo con il Campo di Esperienza “La conoscenza del mondo e lo sfondo integratore “Lo zaino del ricercatore” utilizzeremo metodologie trasversali in ogni esperienza: - il gruppo cooperativo; - l’approccio metacognitivo; - la ricerca azione. Spinti dalla curiosità osserveremo,esploreremo, scopriremo. Stimoleremo i bambini a porre domande, discutere, confrontare, trovare soluzioni, compiere azioni. Le “scoperte” dei bambini, le loro ipotesi, le verifiche e le teorie così costruite saranno documentate da dati registrati su: tabelle, grafici, istogrammi.
  27. 27. DF 1 ha capacità attentive, attenzione e intenzione congiunta, capacità di imitazione su richiesta e saltuariamente spontanea AREA Autonomia personale e cura di sé OBIETTIVI Lavare e asciugare le mani Analisi del compito -Posizionarsi davanti al lavabo e tirarsi su le maniche -Aprire il rubinetto -Prendere il sapone e dosarlo -Insaponare e strofinare le mani ripetutamente -Sciacquare le mani -Chiudere il rubinetto ATTIVITÀ * video 1/2 L’attività si svolgerà in sala igienica nei momenti di routine: prima dei pasti, dopo un’attività con materiali che sporcano (pittura, manipolazioni di diversi materiali, preparazione alimenti..) Si procederà inizialmente con l’aiuto dell’insegnante (prompt fisico) e in un secondo momento attraverso l’imitazione il gruppo dei pari (modello). L’obiettivo sarà raggiunto quando L.. Sarà in grado di eseguire la sequenza delle operazioni con il solo aiuto del modello. V. RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Connessione trasversale fra i campi di esperienza “Il sè e l’altro” e “Il corpo in movimento” per favorire l’autonomia personale, le prassie motorie e la coordinazione, l’educazione alla salute.. Attività di routine che precedono il pranzo o seguono attività di manipolazione. Attività di riordino e manutenzione dei materiali, per es. Lavare i pennelli, .... Canzoncine mimate: intorno alla vasca........ Fare il bagno alle bambole
  28. 28. DF 1 ha capacità attentive, attenzione e intenzione congiunta, capacità di imitazione su richiesta e saltuariamente spontanea AREA OBIETTIVI Autonomi a sociale Prestare attenzione all’attività degli altri cercando di imitarli Aspetti affettivo relazionali con i compagni ATTIVITÀ Creare contesti di piccolo gruppo in cui il bambino possa imitare “modelli esperti”. Su invito: -“fai come lui” facilitazione - spontaneamente •Allestimento di un percorso psicomotorio che preveda semplici passaggi: camminare su una fila di mattoncini, dentro i cerchi, strisciare sotto un ponte... •Gioco del far finta: imitare le azioni del gioco della casa, del mercato, del dottore...... •Gioco dello specchio: imitare gesti e mimica facciale. •Gioco “scatolino chiuso” imitare le andature degli animali. •Imitare le azioni in una sequenza di attività di vita pratica: apparecchiare la tavola, preparare le brandine, riordinare i materiali V. RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Campo di esperienze il sè e l’altro Confronto e scambio con i pari in situazioni di gioco simbolico nelle attività espressive e di rappresentazione . Offrire modelli di comportamento evoluto da imitare. •Attività psicomotorie in palestra •giochi motori all’aperto •Gioco teatrale • mimo •Drammatizzazioni •Giochi competitivi a squadre: percorsi, staffette.... •Gioco simbolico negli spazi strutturati: casetta, supermercato, angolo delle bambole •Attività di routine •Assunzione di ruoli/incarichi all’interno della classe
  29. 29. PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO anno scolastico 2012-13 DATI RELATIVI AL BAMBINO COGNOME NOME NATO A _______________________________________________ ___________________________________________________ __________________________ RESIDENTE A IN VIA TEL ___________________________________________________ __________________________ _________________________________________________
  30. 30. DATI RELATIVI ALLA SEZIONE Nome della sezione ................. COGNOME NOME Insegnanti di sezione Insegnante di sostegno Educatori servizio sensoriali ORARIO DI INTERVENTO …………….. …………….. 26 h settimanali su due turni .................... 26 h settimanali su turno unico .................... Lunedì 8.30 – 13.00 Venerdì 8.30 – 12.30 .................... .................... Quotidiano su 4 turni settimanali Supporto educativo differenziato (specificare qualifica EducatoriAssistenti) Assistenti educativi
  31. 31. DATI RELATIVI AI PRECEDENTI PERCORSI EDUCATIVI FREQUENZA ANNO SCOLASTICO NIDO/SCUOLA DELL'INFANZIA (regolare/irregolare) 2010-2011 ASILO NIDO ................................. regolare 2011-2012 ASILO NIDO .................................. regolare FREQUENZA DEL BAMBINO PRESENZA DELL'INSEGNANTE DI SOSTEGNO o del SUPPORTO EDUCATIVO DIFFERENZIATO Giorni Bambino* Insegnante Lunedì 10 - 16 10 - 14 Martedì 8.15 - 16 8.30 - 14.30 Mercoledì 8.15 - 16 8.30 - 14.30 Giovedì 8.15 - 16 8.30 - 14.30 Venerdì 8.15 - 16 10 - 14 37 26 Totale ore
  32. 32. L'insegnante di sostegno segue altri casi?:    NO SÌ NELLA STESSA SEZIONE SÌ IN ALTRE SEZIONI Nella sezione sono presenti altre insegnanti di sostegno?   NO SÌ INTERVENTI SOCIO-SANITARI Personale socio-sanitario di riferimento ( pubblico e privato ) •Neuropsichiatria Infantile ASL. Neuropsichiatra dott.sa ................ Asl .........…………………..………………….. Logopedista ........................ cell. ........................ servizio privato Studio Medico……………………………………………… Foniatra Osp. ................. dott.sa .................................. Asl ............…………………………………….. Terapista riabilitazione .............................. cell. ............................. servizio privato Centro Psicomotricità .................................……………………………………………………………………. •Responsabile Servizio Minori con Disabilità Sensoriali ............................................………. •Agenzia Educativa ........................................... referente ........................................…………..… Educatore ...........................................…………………………………………………………………
  33. 33. Interventi riabilitativi in orario extra-scolastico Tipo di intervento: logopedico Operatore di riferimento: .................................. Giorno, ore, da quando a quando: 45 minuti , due volte la settimana il lunedì (8.30-9.15) e il mercoledì (16.15- 17) Modalità: individuale con il genitore o con l’educatore Metodologia di raccordo: riabilitativo Interventi riabilitativi in orario extra-scolastico Tipo di intervento: Psicomotorio Operatore di riferimento: ..........................(servizio privato), Centro .............................. Giorno, ore, da quando a quando: 1 ora alla settimana, il giovedì ore 16.00 Modalità: individuale e, a partire da febbraio, in piccolo gruppo Metodologia di raccordo: modello integrato
  34. 34. Interventi educativi territoriali Tipo di intervento: educativo Operatori di riferimento: .......................................... Giorno, ore, da quando a quando: mercoledì pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00 Modalità: domiciliare Metodologia di raccordo: educativa Intervento educativo scuola-famiglia Famigliari di riferimento: genitori Frequenza degli incontri: tre volte l’anno in Rete e, su richiesta, in caso di problemi urgenti
  35. 35. GRUPPO CLASSE Descrizione della sezione: Fornire elementi relativi alla composizione, alle caratteristiche dei bambini e alla organizzazione metodologica (orari docenti, compresenze, altre attività) N. BAMBINI ______ 25 ___________ N. BAMBINI CERTIFICATI ___ 1 ____ Sezione eterogenea per età, composta da 25 bambini di cui 11 femmine e 14 maschi, e nello specifico da 7 bambini di 3 anni, 10 di 4 anni e 8 di 5 anni. Sono presenti 7 bambini stranieri provenienti da diversi paesi : Marocco, Romania, Messico. Di questi, due sono di religione musulmana. I bambini di 5 anni assumono a turno il ruolo di “saggio”, ovvero svolgono una funzione di tutoraggio nei confronti dei più piccoli (accadimento, consigli, esemplificazioni…). La classe presenta un clima vivace e cooperativo nonostante le notevoli differenze che compongono il gruppo. L’accoglienza e l’inclusione verso i bambini in entrata o con difficoltà sono prerogative del nostro stile educativo, come valore aggiunto e ricchezza.
  36. 36. Le risorse attivate all’interno della classe sono: Risorse metodologiche (programmazione della sezione, pianificazione P.E.I., metodologia del lavoro in piccolo gruppo e dell’apprendimento cooperativo). Condivisione degli obiettivi educativi tra le varie figure che operano all’interno della scuola (insegnanti curriculari, educatrice, assistente educativo,) e conseguente collaborazione. Risorse strumentali (materiale didattico, ausili tecnologici: macchina fotografica, videocamera…). Risorse organizzative: orario dei docenti curricolari e di sostegno strutturato in modo da consentire il massimo della compresenza nella fascia oraria 9.30 – 12.00. In particolare l’ambiente di apprendimento è così organizzato: regolarità e prevedibilità del contesto all’interno del quale si vanno ad attivare le esperienze del bambino.
  37. 37. Tale regolarità non si riferisce ad una rigida strutturazione degli spazi e delle attività in accordo a criteri predefiniti, ma prevede l’organizzazione di un ambiente necessariamente flessibile, in accordo con indicazioni che ci fornisce il bambino stesso. Coerenza, stabilità e continuità degli atteggiamenti delle figure che si rapportano con il bambino. Si tratta, in altri termini, di un’altra forma di regolarità e prevedibilità, in questo caso estesa alla qualità dei rapporti interpersonali. L’uso di approcci educativi di tipo strutturato (cognitivocomportamentali), comunque inseriti nell’ambito di una dimensione relazionale che aiuti il bambino a cogliere il piacere dell’interazione e le sfumature che caratterizzano i rapporti interpersonali.
  38. 38. BARRIERE/RISORSE: Articolazione degli spazi, barriere architettoniche, presenza di ausili o strumenti tecnologici … Ogni sezione è composta da spazio classe, anticlasse (utilizzata anche nel momento del pranzo), lo spogliatoio e, in comune con la 1ª sezione, la sala igienica e il salone per le attività motorie. La sezione è suddivisa in spazi organizzati per il lavoro e il gioco libero: l’angolo creativo e delle scoperte, la zona per la discussione, l’area per il gioco costruttivo, quella per la lettura e l’angolo del gioco simbolico e la zona delle coccole. Utilizzeremo sovente per ........ gli spazi organizzati del secondo piano, compresa la palestra e la sala di musica, per attività specifiche, individualizzate e in piccolo gruppo, inserite in questo Piano Educativo.
  39. 39. All’interno della scuola non sono presenti barriere architettoniche che ostacolino la mobilità e la sicurezza dei bambini nei diversi luoghi: scivoli, ascensore e scale rispondono alle recenti norme sulla sicurezza. Recentemente è stata costruita una nuova rampa a scivolo, proprio in corrispondenza dell’uscita verso il giardino della nostra classe, allo scopo di facilitare l’uscita verso l’esterno e migliorare l’evacuazione in casi di emergenza. Per quanto riguarda la presenza di ausili o strumenti tecnologici, le risorse attuali possono essere identificate in : strumentali (materiale didattico, computer, sussidi didattici ); ausili per disabili motori (carrozzine, piani di statica; seggiolini); organizzative (lavoro di Rete con la famiglia, i servizi socio-sanitari e le altre agenzie educative).
  40. 40. PROFILO DEL BAMBINO • PUNTI DEBOLI • • • PUNTI DI FORZA • • • • OBIETTIVI DI INTERVENTO • • • • Bambino sordo impiantato con linguaggio in evoluzione, permangono difficoltà fonetiche e funzionali. Difficoltà ad interagire con i pari, gioco solitario parallelo. Si rapporta principalmente con l’adulto e cerca la sua mediazione nella relazione con i compagni. Scarsa regolazione emotiva e comportamento oppositivo. Sa stabilire rapporti affettivi e ha fiducia nell’insegnante. Curioso e interessato, accetta con entusiasmo le proposte educative che gli vengono offerte. Mostra impegno e costanza, riesce a portare a termine le attività. Capacità cognitive adeguate all’età. Migliorare l’autonomia personale e nelle attività scolastiche. Facilitare la relazione attraverso un lavoro con i pari, organizzando un piccolo gruppo che aiuti la comunicazione, lo scambio e la cooperazione. Superamento dei rituali e delle stereotipie comportamentali che ancora si presentano quotidianamente (oppositività). Integrazione con tutti i compagni, sentirsi appartenere ad un gruppo classe ben identificato (i Rossi).
  41. 41. STRUMENTI USATI PER VALUTAZIONE Data Somministrazione L.A.P. B.A.B. PORTAGE X • 3/10/12 X • 3/11/12 SR 4-5- School Readiness QUADERNI I.P.D.A. TEST I.P.D.A. T.P.V. T.C.R. B.I.N. 4-6 T.V.L. FROSTIG
  42. 42. STRUMENTI USATI PER DESCRIVERE IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO Data Somministrazione I.C.F. X Scheda osservativa X • Novembre 2012 a cura dell’educatrice .................... Ottobre 2012
  43. 43. La rete La rete che si crea intorno al bambino e alla famiglia in un´ottica di costruzione condivisa del progetto educativo-abilitativo consente di: - Conoscere il bambino attraverso il confronto delle osservazioni e valutazioni di professionalità diverse e della famiglia. - Individuare gli obiettivi abilitativi-educativi-formativi su cui lavorare e le strategie operative. - Implementare il programma nei diversi contesti (casa, scuola…) in coerenza con gli obiettivi del progetto. - Verificare il lavoro in itinere attraverso il confronto delle osservazioni per aggiornare gli obbiettivi rapporto ai cambiamenti. - Offrire sostegno e training alle famiglie.
  44. 44. Incontri congiunti di verifica e programmazione Incontri scuola-famiglia e/o incontri con operatori sociosanitari Data e nomi partecipanti Note salienti Decisioni assunte 28/09/2011 -Genitori ...........................- ........................ -Zia .......................... -Affidataria ................................... -Consulente A.B.A. Dott.ssa ................... Descrizione situazione attuale: La Dott.ssa .................... fornisce Inserimento a scuola indicazioni atte a stimolare: le (insegnanti.), osservazioni sulla abilità motorie, attentive, -Neuropsichiatra Dott.ssa ..................... mattinata (consulente A.B.A.), -Logopedista ASL Dott.ssa .................... sedute di terapia (logopedista e (linguaggio espressivo) nei -Logopedista privata psicomotricista), diversi contesti di vita del situazione in ambito familiare bambino (scuola, famiglia, (genitori, zia, affidataria) casa, ambulatori) Dott.ssa ..................... -Psimotricista privata Dott.ssa ...................... -R.N.P. Dott.ssa ........................ Insegnanti ......................., ...................., ........... ... relazionali, linguistiche
  45. 45. Incontri congiunti di verifica e programmazione Incontri scuola-famiglia e/o incontri con operatori sociosanitari Data e nomi partecipanti Note salienti 4 ottobre 2012 Presenti: - NPI .................. - genitori - Insegnanti - RP - Logopedista - Terapista neuropsicomotricità - educatrice sensoriale...... - Medico di riferimento audiologia - ......................... ......................... - ......................... Riunione di Rete. Presentazione del caso. La dott.sa ................. riepiloga, per i nuovi ingressi nella Rete ................. e ................. , i progressi di ................. da quando è stato preso in carico dalla NPI ad oggi. Aggiornamento dall’ultima riunione attraverso il resoconto di ogni operatore. Considerazioni sull’ingresso alla scuola dell’infanzia e verifica del progetto ambientamento. Insieme alla famiglia si concordano i prossimi obiettivi Decisioni assunte Obiettivi futuri: favorire la relazione attraverso il piccolo gruppo (scuola infanzia), progressivo sviluppo dei programmi individuali (logopedia e psicomotricità), istituzione di piccolo gruppo di bimbi impiantati per rinforzo reciproco(ORL ................. ) contributo educativo, a sostegno della famiglia, da parte dell’educatore. Prossima riunione: 24 gennaio 2013
  46. 46. Impegni e accordi LA SCUOLA SI IMPEGNA A: Perseguire gli obiettivi del Piano Educativo Individualizzo nel benessere di XY. e della sua famiglia, facilitando l’inclusione e la sua crescita personale. L'ASL/NPI SI IMPEGNA A: Sostenere la scuola nel suo compito, collaborare con gli altri operatori sanitari e assistenziali, aiutare la famiglia nell’educazione di XY. e realizzare un lavoro di Rete necessario al raggiungimento degli obiettivi programmati. LA FAMIGLIA SI IMPEGNA A: Partecipare agli incontri organizzati, collaborare con la scuola, le altre agenzie formative e i servizi sanitari. Di assumere altresì un ruolo attivo e in partenariato con tutti gli attori della Rete. AGENZIA EDUCATIVA “ISTITUTO DEI SORDI DI TORINO”: Attraverso la Referente XX e l’Educatrice YY , si impegna a sostenere la famiglia nel compito educativo e a perseguire gli obiettivi decisi in Rete.
  47. 47.                                       ICF: Cosa cambia? Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della salute (OMS, 2002) ..                      © 2007 Dario Ianes – www.darioianes.it 2007 Dario
  48. 48. ICF - Il paradigma di riferimento      Introduce una mediazione fra il modello medico e il modello sociale sul concetto di salute, funzionamento, disabilità. Propone la lettura della disabilità attraveso il modello bio-psico-sociale. l’oggetto della valutazione è il funzionamento non la malattia. La disabilità è determinata dal rapporto tra le condizioni di salute del soggetto e le condizioni ambientali e sociali in cui si svolgono le sue attività. L’attenzione è rivolta all’ecosistema in cui l’individuo cresce e si sviluppa e alla presenza di fattori che possono rappresentare una barriera o una facilitazione alla sua attività e partecipazione.
  49. 49. Individuo – Ambiente Sistema complesso Se il concetto di salute, funzionamento, disabilità scaturisce dal rapporto complesso individuo- ambiente (che comprende la cultura, le relazioni sociali, i ruoli…), la diagnosi funzionale non può essere affidata esclusivamente alle professioni sanitarie, ma è il risultato sinergico di più punti di vista, compresi quello familiare, scolastico, extrascolastico e della persona stessa. Il disabile non è più identificato con il malato ….
  50. 50. La Diagnosi Funzionale Da strumento focalizzato solo sulla diagnosi nosografica e sul deficit che etichetta la persona a strumento finalizzato a descrivere le aree funzionali del soggetto rilevandone competenze, risorse e abilità in funzione di un progetto rivolto al futuro
  51. 51. CONDIZIONI FISICHE (disturbo o malattia) FUNZIONI CORPOREE STRUTTURE CORPOREE ATTIVITA’ PERSONALI PARTECIPAZIONE SOCIALE FATTORI CONTESTUALI FATTORI AMBIENTALI FATTORI PERSONALI © 2007 Dario Ianes – www.darioianes.it
  52. 52. ATTIVITÀ PERSONALI È L’ESECUZIONE DI UN COMPITO O DI UN’ AZIONE DA PARTE DI UN INDIVIDUO. ESSA RAPPRESENTA LA PROSPETTIVA INDIVIDUALE DEL FUNZIONAMENTO. CAPITOLO 1 CAPITOLO 2 CAPITOLO 3 CAPITOLO 4 CAPITOLO 5 CAPITOLO 6 CAPITOLO 7 CAPITOLO 8 CAPITOLO 9 APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE COMPITI E RICHIESTE GENERALI COMUNICAZIONE MOBILITÀ CURA DELLA PROPRIA PERSONA VITA DOMESTICA annullato dal PEI INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI AREE DI VITA PRINCIPALI VITA SOCIALE, CIVILE E DI COMUNITÀ © 2007 Dario Ianes – www.darioianes.it
  53. 53. FATTORI AMBIENTALI SI RIFERISCONO A TUTTI GLI ASPETTI DEL MONDO ESTERNO ED ESTRINSECO CHE FORMANO IL CONTESTO DELLA VITA DI UN INDIVIDUO E, COME TALI, HANNO UN IMPATTO SUL FUNZIONAMENTO DELLA PERSONA. I FATTORI AMBIENTALI INCLUDONO L’AMBIENTE FISICO E LE SUE CARATTERISTICHE, IL MONDO FISICO CREATO DALL’UOMO, ALTRE PERSONE IN DIVERSE RELAZIONI E RUOLI, ATTEGGIAMENTI E VALORI, SISTEMI SOCIALI E SERVIZI, E POLITICHE, REGOLE E LEGGI. CAPITOLO 1 PRODOTTI E TECNOLOGIA CAPITOLO 2 AMBIENTE NATURALE E CAMBIAMENTI AMBIENTALI EFFETTUATI DALL’UOMO CAPITOLO 3 RELAZIONI E SOSTEGNO SOCIALE CAPITOLO 4 ATTEGGIAMENTI CAPITOLO 5 SERVIZI, SISTEMI E POLITICHE © 2007 Dario Ianes – www.darioianes.it
  54. 54. Fattori contestuali (ambientali e/o personali) Capacità Facilitatori Capacità Capacità articolatorie verbali non presenti Linguaggio espressivo assente Capacità nulla Facilitatore Tavola di comunicazione con simboli Persona in grado di decodificare i simboli Capacità Capacità verbali buone Linguaggio espressivo adeguato Buone capacità Barriere Barriere Fattore contestuale personale negativo: forte ansia sociale in presenza di estranei © 2007 Dario Ianes – www.darioianes.it Performance Performance Performance comunicativa espressiva adeguata sui bisogni base Performance Performance comunicativa espressiva deficitaria sul versante della partecipazione sociale con estranei o persone poco familiari
  55. 55. COME CAMBIA IL P.E.I. • Riconosce in modo specifico il ruolo dei fattori ambientali nel modulare e influenzare la salute e la disabilità. • Si impegna nella ricerca di facilitatori che possono migliorare la performance del bambino e la sua inclusione a scuola e nei diversi contesti di vita. • Persegue l’obiettivo primario, coerente alla cultura dei diritti: progettare interventi educativi nell’ottica della partecipazione, individuando ed eliminando ogni barriera all’apprendimento.
  56. 56. Il P.E.I. Progetto multidisciplinare Il percorso scolastico previsto dalla normativa regionale (D.G.R. 1 febbraio 2010, n° 34-13176) richiede alla scuola e ai servizi sanitari e sociali coinvolti nel progetto educativo di:  concordare i tempi e i modi del proprio intervento per garantire la frequenza e la continuità del processo educativo e formativo  programmare gli incontri previsti per la formulazione e l’aggiornamento del PDF e del PEI  la famiglia partecipa alla definizione del profilo e del pei
  57. 57. Il P.E.I. Come si costruisce A partire dalle indicazioni contenute nel PDF (profilo descrittivo di funzionamento) in particolare quanto concordato nella sezione Progetto Multidisciplinare, si dovranno indicare:  gli obiettivi nelle 8 aree dell’ICF che descrivono l’attività e la partecipazione  le attività previste e i fattori ambientali che faciliteranno il percorso  gli obiettivi dovranno essere declinati in termini operativi e non generali per facilitare la valutazione del loro raggiungimento
  58. 58. Indicazioni on-line Erickson www.erickson.it/Pagine/Link-utili.aspx 1. Osservatorio Disabilità Regione Piemonte http://www.alihandicap.org 2. Alterweb-Portale sulla disabilità http://www.alterweb.it/ 3. FLI (Federazione Logopedisti Italiani) http://www.fli.it/ 4. AIPD (Associazione Italiana Persone Down) http://www.aipd.it/ 5. Informahandicap http://www.informahandicap.it/
  59. 59. Indicazioni on-line 6. Garamond Insegnare con il computer http://www.garamond.it 7. Ausili informatici e software educativi per l´handicap http://www.multimediascuola.com/ 8. HANDImatica-Tecnologie avanzate, informatica e telematica per favorire l´integrazione delle persona disabili http://www.handimatica.it/ 9. Dario Janes www.darioianes.it
  60. 60. a cura di Marina Rudà e Mariella Valente novembre 2012

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