Cap. 7

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    1. 1. PSICOLOGIA GENERALE Introduzione alla Psicologia: Storia modelli e metodi Prof.ssa Carla Tinti Linguaggio e comunicazione V. Cap.7 Manuale di Psicologia Generale
    2. 2. LA COMUNICAZIONE LA COMUNICAZIONE • la comunicazione non è un elemento opzionale dell’uomo ma ne costituisce l’essenza, come il suo essere sociale o pensante…... • l’uomo non sceglie se essere comunicante ma se comunicare e in che modo comunicare • la comunicazione è un elemento in evoluzione (sia nell’individuo che nella specie)
    3. 3. Uomo comunicante cognitiva 2 dimensioni principali relazionale
    4. 4. La comunicazione umana può essere distinta in: Comunicazione VERBALE Comunicazione NON VERBALE
    5. 5. LA COMUNICAZIONE NON VERBALE LA COMUNICAZIONE NON VERBALE Prossemica: disposizione dei corpi nello spazio SEMIOTICA Cinesica: Mimica e gestualità Paralinguistica: aspetti non verbali del parlato
    6. 6. Comportamento spaziale Comportamento spaziale •distanza interpersonale   •orientamento •contatti fisici  
    7. 7. Distanza interpersonale Distanza interpersonale  4 distanze fondamentali (Hall, 1959)   Distanza intima (45 cm) Distanza personale (45 cm a 120cm) Distanza sociale (ca. 2-3 metri) Distanza pubblica (più di 3,5 m)
    8. 8.   Orientamento Orientamento  Angolo secondo cui le persone si dispongono l’una rispetto all’altra (Ricci-Bitti e Cortesi, 1977) Amicizia Collaborazione Rapporto gerarchico
    9. 9.   Contatti fisici Contatti fisici   Stretta di mano Abbraccio, bacio Dipendono molto dall’intensità del legame tra due persone e dalla cultura. 4 ambiti in cui si usa molto il contatto fisico   1. 2. 3. 4. (Argyle, 1975): Relazioni intime Relazioni parentali Relazioni amichevoli Interazioni aggressive
    10. 10. Postura Postura     Esprime il vissuto emotivo Indica rapporti sociali
    11. 11. Gestualità Gestualità   Gesti rituali: connessi a specifici riti religiosi o civili Emblemi: gesti con chiaro significato convenzionale e traducibile a parole Gesti illustratori: volti a chiarire ciò che si dice Gesti espressivi: esprimono stati emotivi Gesti regolatori: permettono il sincronismo conversazionale Gesti adattivi
    12. 12. Sguardo Sguardo   L’accoglienza fredda e impacciata di don Abbondio, quel suo parlare stentato e insieme impaziente, que’ due occhi grigi che, mentre parlava, eran sempre andati scappando qua e là come se avesser avuto paura d’incontrarsi con le parole che gli uscivan di bocca... (Manzoni, I Promessi Sposi)
    13. 13.  Funzioni:  Comunicare atteggiamenti interpersonali (simpatie, relazioni gerarchiche, Thayer, 1965)   Esprimere il vissuto emotivo (sguardo sfuggente, sguardo abbassato)   Regolare l’interazione DOMINANZA 12 10 8 6 4 2 0 basso medio Livello gerarchico alto
    14. 14. Aspetti non verbali del parlato Aspetti non verbali del parlato Verbali           Segnali vocali Legati al parlare Non verbali Indipendenti dal parlare Prosodici   Sincronici   Di disturbo Emotivi   Paralinguistici   Personali
    15. 15. ANALISI DEI FENOMENI COMUNICATIVI ANALISI DEI FENOMENI COMUNICATIVI •sintassi organizzazione interna, relazione tra le parole nella frase e regole che determinano queste relazioni •semantica si occupa del rapporto tra comunicazione e i suoi oggetti, si rivolge ai significati delle parole •pragmatica rapporto tra comunicazione, interlocutore e ambiente in cui avviene, influenze della comunicazione sul comportamento
    16. 16. Sintassi Sintassi Si occupa delle regole con cui le singole parole sono ordinatamente montate per generare frasi immediatamente riconoscibili come ben formate Un uomo che camminava in un campo si imbatté in una tigre Bevevano ginocchio treno per affettuosamente Toro Seduto volere viso pallido dare cibo Indiani mangiare Silvana tradisce allegramente il marito (Bara, 2000)
    17. 17. Semantica Semantica Si occupa del significato che la frase veicola, sia per mezzo dei significati delle singole parole sia attraverso dei significati singoli nell’espressione globale trasmessa dalla frase Federica guardò il motoscafo che si allontanava con gran tristezza Federica guardò il motoscafo che si allontanava con gran rumore Alla fine fu proprio la pecorella che il lupo divorò (Bara, 2000)
    18. 18. Pragmatica Pragmatica Si occupa dell’uso effettivo che gli esseri umani fanno del linguaggio, per le loro finalità interattive, studiando i differenti contesti in cui le frasi vengono emesse, e come i significati trasmessi siano influenzati dai contesti stessi. Es. Sono le cinque (Bara, 2000)
    19. 19. Sintassi Sintassi
    20. 20. GRAMMATICA UNIVERSALE GRAMMATICA UNIVERSALE ((Chomsky) Chomsky) Insieme finito di regole per la generazione di frasi ben formate Verdi idee incolori dormono furiosamente Giovani studentesse bionde ballano graziosamente
    21. 21. Punti chiave della grammatica Punti chiave della grammatica universale: universale: • Esiste una grammatica universale, innata; • Ogni parlante di una lingua ha una conoscenza inconscia della grammatica particolare di quella lingua; • Da un punto di vista epistemologico le regole grammaticali devono essere totalmente esplicite, per permettere la costruzione di modelli formali
    22. 22. Grammatica a struttura sintagmatica Si fonda su tre elementi 1)vocabolario finito 2)insieme finito di simboli 3)insieme finito di regole Spiegare la capacità tipicamente umana di parlare significa: specificare l’insieme (finito) di regole che costituiscono la grammatica e che sono in grado di generare l’insieme (infinito) di frasi ben formate
    23. 23. Regole della grammatica: Regole della grammatica: • Regole della struttura sintagmatica • Regole di trasformazione
    24. 24. STRUTTURA SUPERFICIALE corrisponde alla frase letta o pronunciata parola per parola STRUTTURA PROFONDA corrisponde alle singole parole raggruppate per sintagmi
    25. 25. REGOLE DI RISCRITTURA: F F S.N. S.N. ART. ART. N. N. S.V. S.V. V. V. S.N. S.N. ART. ART. IL BAMBINO MANGIA LA N. N. MELA
    26. 26. Es. La vecchia legge la regola F F S.N. S.N. ART. ART. N. N. S.V. S.V. V. V. S.N. S.N. ART. ART. LA VECCHIA LEGGE N. N. LA REGOLA
    27. 27. F F S.N. S.N. ART. ART. AGG. AGG. S.V. S.V. N. N. PRON. PRON. LA VECCHIA LEGGE V. V. LA REGOLA
    28. 28. REGOLE DI TRASFORMAZIONE: Le regole di trasformazione specificano il tipo di organizzazione da assegnare passando dalla struttura profonda alla struttura superficiale. COMPRENSIONE: Permettono di passare dalla struttura superficiale alla struttura profonda GENERAZIONE: Permettono di passare dalla struttura profonda alla struttura superficiale
    29. 29. A livello della struttura profonda viene considerata più primitiva la forma attiva A livello della struttura superficiale le frasi possono essere attive, passive, interrogative o negative, prodotte secondo precise regole di trasformazione dalla forma attiva Es. il contadino mangiò la fragola La fragola fu mangiata dal contadino il contadino non mangiò la fragola
    30. 30. Semantica Semantica
    31. 31. LA QUESTIONE DEL SIGNIFICATO: ALCUNE PRECISAZIONI a) Il significato di una parola deve essere distinto dal riferimento – omofonia – polisemia – onomatopeismo – espressioni sinonimia – autonomia – iponimia – ipernomia – omonimia deittiche Es. la professoressa di matematica la mamma di Giulia
    32. 32. b) Le parole hanno un doppio profilo di significato: Denotativo: nocciolo concettuale sinonimia – autonomia – iponimia – ipernomia – omonimia – omofonia – polisemia – onomatopeismo – espressioni deittiche Connotativo: valenze aggiuntive Es. Esame
    33. 33. c) ci possono essere particolari relazioni di significato tra unità lessicali: sinonimia: gridare-urlare antonimia: vero-falso iponimia – iperonimia: abete-albero; automobile-utilitaria omonimia – omofonia: rombo polisemia: capo
    34. 34. d) I suoni di certe parole (significanti) si collegano ai concetti (significati) solo per convenzioni accettate (inconsapevolmente e passivamente) sinonimia – autonomia – iponimia – ipernomia – omonimia – omofonia – polisemia – onomatopeismo – espressioni deittiche
    35. 35. Secondo alcuni studi le parole delineano un profilo sonoro che può essere assimilato a dei contorni figurativi, anche quando non possiamo far valere la traccia di alcun Significato per esse. sinonimia – autonomia – iponimia – ipernomia – omonimia – omofonia – polisemia – onomatopeismo – espressioni deittiche
    36. 36. A rendere più complicata la questione del significato vi è la relazione tra ciò che è il significato dell’enunciato e le intenzioni di chi lo enuncia: sinonimia – autonomia – iponimia – ipernomia – omonimia – omofonia – polisemia – onomatopeismo – espressioni deittiche Es. sta per piovere
    37. 37. Pragmatica Pragmatica
    38. 38. Funzioni della comunicazione Funzioni della comunicazione constatativa si parla di realtà, si descrive qualcosa Es. Parigi è la capitale della Francia; 2+2=4 performativa costituisce un’azione del parlante Es. arriverò in ritardo, vi dichiaro marito e moglie= l’enunciato equivale ad una azione
    39. 39. ATTI LINGUISTICI ATTI LINGUISTICI ((Austin,1962)) Austin, 1962 In situazioni ben determinate alcuni enunciati espressi in forma dichiarativa modificano il mondo allo stesso modo delle azioni (atti performativi) Es. L’imputato è condannato a una multa di 300 sterline o trenta giorni di carcere Io ti battezzo Francesca
    40. 40. Condizioni di buona riuscita Condizioni di buona riuscita A1) deve esistere una procedura convenzionale accettata che abbia un certo effetto convenzionale, procedura che deve includere l’atto di pronunciare determinate parole da parte di determinate persone in determinate circostanze. A2) La procedura specifica le circostanze e prescrive quale debba essere il comportamento delle persone B1) La procedura deve essere seguita da tutti i partecipanti sia correttamente che B2) Completamente Fallimento = azzera l ’atto Es. giudice fuori dal tribunale
    41. 41. C1)Se, come spesso avviene, la procedura è destinata all’impiego da parte di persone aventi determinati pensieri o sentimenti, o all’attivazione di un determinato comportamento consequenziale da parte dei partecipanti, allora una persona che partecipa alla procedura deve avere i pensieri o i sentimenti richiesti, e i partecipanti devono avere intenzione di comportarsi nel modo prescritto; inoltre C2)Devono comportarsi effettivamente in quel modo. Fallimento = mantiene l ’azione compiuta ma la rende vacua Es. fare una promessa pur non avendo intenzione di mantenerla
    42. 42. Ogni forma comunicativa modifica il mondo esterno e non solo gli atti performativi Ogni forma comunicativa è dunque un atto linguistico
    43. 43. Scomposizione dell’enunciato Scomposizione dell’enunciato Atto locutorio = specifica emissione linguistica, con uno specifico significato e riferimento; Atto illocutorio = intenzioni comunicative che il parlante emette nel linguaggio Atto perlocutorio = effetti che il parlante si propone di raggiungere sulla mente del suo interlocutore, attraverso l’enunciazione della parte specifica. Es. atto locutorio = non ho rotto io il vaso atto illocutorio = dichiarare la propria estraneità al fatto atto perlocutorio = convincere l’interlocutore della propria innocenza
    44. 44. Tassonomia degli atti linguistici Tassonomia degli atti linguistici (Searle) (Searle) Assertivi: impegnano il parlante alla verità della proposizione espressa Es. affermare che p, insistere che p Direttivi: tentativo di indurre il parlante a fare qualcosa Es. pregare, implorare, chiedere Commissivi: impegnare il parlante ad assumere una certa condotta futura Es. promettere, impegnarsi, farò Espressivi: esprimere mo stato psicologico specificato nel contenuto proposizionale Es. ringrazio, chiedo scusa
    45. 45. Dichiarazioni: corrispondono ai perfomativi = lo stato di cose si realizza grazie all’enunciazione fatta Es. la dichiaro dottore in Psicologia Battezzo questa nave “titanic”
    46. 46. Ogni dialogo è frutto di un lavoro in collaborazione tra due persone che si sono date uno scopo comune
    47. 47. MASSIME DI COOPERAZIONE MASSIME DI COOPERAZIONE Implicatura conversazionale: Ponte tra linguaggio e comunicazione: per questo tipo di inferenza si deve far riferimento non al linguaggio ma alle norme che regolano le interazioni sociali e conversazionali. Es. A: com’è il nuovo fidanzato di Graziella? B: suo padre deve essere molto ricco
    48. 48. PRINCIPIO DI COOPERAZIONE PRINCIPIO DI COOPERAZIONE (Grice, 1975) (Grice, 1975) “dai il tuo contributo alla conversazione così come è richiesto, al momento opportuno, dagli scopi o dall’orientamento comune del discorso in cui sei impegnato” Questo principio viene specificato attraverso quattro massime: quantità, qualità, relazione, modo
    49. 49. Massima di quantità Massima di quantità • Dà un contributo informativo quanto richiesto in relazione agli scopi del discorso • Non dare un contributo più informativo di quanto richiesto Massima di qualità Massima di qualità • Cerca di dare un contributo vero Massima di relazione Massima di relazione • Sii pertinente Massima di modo Massima di modo • Sii chiaro
    50. 50. ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE (Watzlawick, Beavin, Jakson 1967) (Watzlawick, Beavin, Jakson “Assiomi della comunicazione” 1967) Proprietà semplici della comunicazione che hanno fondamentali implicazioni interpersonali nati come sfondo teorico per il lavoro psicoterapico e allargati alla comunicazione interpersonale Psicopatologia = deficit di comunicazione
    51. 51. PRIMO ASSIOMA: Non si può non comunicare PRIMO ASSIOMA: Non si può non comunicare Il comportamento non ha un suo opposto in una situazione di interazione IL COMPORTAMENTO ha valore di messaggio il comportamento è comunicazione = non si può non comunicare COMPORTAMENTO = MESSAGGIO
    52. 52. INTERAZIONE A B SCAMBIO DI MESSAGGI QUALI UNITA’ DI COMUNICAZIONE A STESSO CONTESTO B COMUNICANO *
    53. 53. Non sempre la comunicazione è: • • • • intenzionale conscia efficace si ha la comprensione reciproca
    54. 54. Silenzio Silenzio nella relazione ha valore di messaggio dell’interlocutore: • premessa all’ascolto e alla comprensione • chiusura: intolleranza • protesta: estremo rifiuto interno alla parola: • pausa per articolare i suoni • pre-espressivo: partenza del discorso ( pensiero, attenzione a cio’ che si vuole dire) *
    55. 55. SECONDO ASSIOMA: contenuto e relazione SECONDO ASSIOMA: contenuto e relazione Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione EVENTO COMUNICATIVO CONTENUTO RELAZIONE NON è MAI SOLO NOTIZIA! *
    56. 56. TERZO ASSIOMA: gli scambi comunicativi possono TERZO ASSIOMA: gli scambi comunicativi possono essere digitali/numerici e analogici essere digitali/numerici e analogici La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze degli scambi comunicativi i partecipanti CHI COMINCIA? 2X 4X 1X 3X Poi…allora…si ma tu allora che.. e tu quando allora …………ecc ecc *
    57. 57. Es. “marito si chiude in se stesso perche la moglie brontola, la moglie brontola perché il marito si chiude in se stesso” ront ola ront ola ntola Lei b ro Lei b e in s chiud s so e st e s so e st e 6x 9x i Lui s e in s chiud sso s so e st e e st e 4x i Lui s e in s chiud e in s chiud 2x i Lui s i Lui s Moglie 7x 5x Lei b 3x Lei b 1x ront ola Marito 8x Non vi è in linea di principio una punteggiatura oggettivamente giusta 10x
    58. 58. “FAI ATTENZIONE NOTIZIA ordine RELAZIONE preghiera raccomandazione minaccia intercalare *
    59. 59. QUARTO ASSIOMA: gli scambi comunicativi possono QUARTO ASSIOMA: gli scambi comunicativi possono essere digitali/numerici e analogici essere digitali/numerici e analogici Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico: Il linguaggio numerico ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di un semantica adeguata al settore della relazione VERBALE mentre il linguaggio analogico ha una semantica ma non ha nessuna sintassi per definire in modo che non sia ambiguo la natura delle relazioni NON VERBALE *
    60. 60. QUINTO ASSIOMA: gli scambi comunicativi possono QUINTO ASSIOMA: gli scambi comunicativi possono essere simmetrici o complementari essere simmetrici o complementari A seconda che siano basati su relazioni di uguaglianza o differenza es. 2 colleghi, alunno-insegnante, maritomoglie SIMMETRIA COMPLEMENTARIETA’ *
    61. 61. pragmatica • Un individuo non comunica (trasmette) ma partecipa ad una comunicazione • assioma 1: rende comunicazione tutte le situazioni interpersonali • assioma 2: l’aspetto della relazione specifica il contenuto • assioma 3: punteggiatura lo scambio comunicativo e l’analisi arbitraria dell’inizio chi agisce e chi reagisce? Causa - effetto, responsabilità…….. • assioma4: verbale e non verbale traduzione da un modulo all’altro • assioma 5:“funzione” della comunicazione i valori della relazione non sono assoluti ma espressi nella comunicazione (simmetria e complementarietà)

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