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LA MEMORIA DI LAVORO
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ABILITA’ DEFICITARIE DI PROBLEM SOLVING
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Caratteristiche b/o difficoltà di apprendimento
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Area della Geometria
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Area della Comprensione del
Testo
1.Costruire una scena (organizzazione di una storia a
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Area della Geografia e dello
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1.Le relazioni spaziali (Tema del decentramento e
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Area della Competenza Sociale
1. Percezione sociale non verbale, lettura
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Area delle Scienze
1. Potenziare le capacità di osservazione
(strategie di approccio per la comprensione dei passaggi
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Area del Computer
1. Avvio alla conoscenza dello strumento
2. Analisi di una videata –la struttura a
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..se invece è un problema di
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visivo
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Il TNPEE si occupa anche
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Una postura più adeguata
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La visione non è soltanto un sistema organizzato che
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La visione
• Funzione primaria e dominante che l’essere
umano possiede per interagire
efficacemente con l’ambiente esterno...
• Funzione primaria e dominante
che l’essere umano possiede
per interagire efficacemente
con l’ambiente esterno
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Essere in possesso di
adeguate abilità visive
significa molto più che
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AcquisizioneAcquisizione
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L’ assemblaggio fonologico non implica solo
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Ci si concentra nelle aree:
a. Prassie
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c. Lateralità...
Il bambino dai 3 ai 6 anni
PRASSIE
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Il bambino dai 3 ai 6 anni
SCHEMA CORPOREO
• Localizzare e denominare parti del corpo
• Imitare gesti e posture, anche asi...
LATERALITA’
E’ la manifestazione della dominanza, dipende
dalla specializzazione cerebrale anche se
talvolta può non coinc...
LATERALITA’
Attenzione ad un’eventuale imponente
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cambia continuamente man...
Il bambino dai 3 ai 6 anni
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• Monitoraggio visivo delle sequenze motorie
• Riconoscimento di immagini
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Il bambino dai 3 ai 6 anni
SPAZIALITA’
Nozioni topologiche riferite agli oggetti e al proprio
corpo. Dai 5 anni rappresent...
GRAFOMOTRICITA’
Analisi della struttura del disegno
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GRAFOMOTRICITA’
Disegno della figura umana (evoluzione approssimativa)
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Il bambino dai 3 ai 6 anni
GRAFOMOTRICITA’
• Impugnatura dello strumento graficoImpugnatura dello strumento grafico (dista...
PROPEDEUTICITA’ ALLA
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• Riconoscere oggetti/forme/dimensioni ad
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• Riconoscere e denominare par...
PROPEDEUTICITA’ ALLA
LETTOSCRITTURA
• Usare adeguatamente il proprio corpo nello
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PROPEDEUTICITA’ ALLA
LETTOSCRITTURA
• Comprendere le relazioni spaziali, eseguire un
disegno e riprodurre segni rispettand...
PROPOSTE PER TUTTI• Organizzare attività di giocomotricitàgiocomotricità a investimento
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Le proposte di giocomotricità possono
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PROPOSTE per la Scuola dell’infanzia
Favorire un corretto approccio al
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PROPOSTE
• Barrage (ad es. solo lo stimolo “p”, senza dargli
significato simbolico)
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PROPOSTE
• Valorizzare ogni piccola conquista
• Creare spazi di lavoro di gruppo in cui le abilità
del bambino siano fonda...
PROPOSTE
Se possibile evitare di assegnare un premio
alla prima squadra (ad es. nelle staffette) ma
piuttosto creare picco...
PROPOSTE
• Osservare le abilità all’interno di contesti
funzionali e finalizzati (ad es. prassie aprire/chiudere e
avvitar...
COSA NONNON FARE?
• Non deridere o evidenziare le prestazioni
scadenti, o le caratteristiche negative del
bambino (“Sei un...
COSA NONNON FARE?
• Non utilizzare frasi come “Fammi vedere
come sei bravo a …”, “Vediamo se sei capace
a …”, “Fai attenzi...
Strumento proposto valutativo:Strumento proposto valutativo:
Questionario osservativo
VS
per le insegnanti
Martina Cambiano
Terapista della neuro-psicomotricità
marc.cambiano@tiscali.it
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  1. 1. Abilità visuo-spaziali, visuo-Abilità visuo-spaziali, visuo- percettive e l’apprendimentopercettive e l’apprendimento Martina CambianoMartina Cambiano Terapista neuro-psicomotricitàTerapista neuro-psicomotricità
  2. 2. La formazione del TNPEE Il terapista della neuro-psicomotricità dell’età evolutivaterapista della neuro-psicomotricità dell’età evolutiva: • Laurea breve presso facoltà di Medicina e Chirurgia • Approccio interattivo – cognitivista (basi cognitiviste e neuropsicologiche inserite nel contesto spazio/relazione) (Ajuriaguerra, Naville, Bucher, Picq, Vayer, Le Bouchl) • Inserito nel piano SSN come figura professionale appartenente alla Classe Riabilitativa specifica dell’età evolutiva • Utilizza l’esame psicomotorio e l’osservazione del comportamento spontaneo Lo psicomotricistapsicomotricista invece: • Scuola privata non riconosciuta dal SSN • Approccio relazionale (riferimenti psicodinamici) (Aucouturier, Lapierre)
  3. 3. Profilo Professionale TNPEE • Adatta gli interventi terapeutici alle peculiari caratteristiche dei pazienti in età evolutiva con quadri clinici multiformi che si modificano nel tempo in relazione alle funzioni emergenti. • Attua interventi terapeutici e riabilitativi nei disturbi percettivo – motori, neurocognitivi e nei disturbi di simbolizzazione e di interazione del bambino fin dalla nascita. • Svolge attività terapeutica per le disabilità neuropsicomotorie, psicomotorie e neuropsicologiche in età evolutiva utilizzando tecniche specifiche per fasce d’età e per singoli stadi di
  4. 4. …profilo professionale TNPEE • Attua procedure di valutazione dell’interrelazione tra funzioni affettive, funzioni cognitive e funzioni motorie per ogni singolo disturbo neurologico, neuropsicologico e psicopatologico dell’E.E • Elabora e realizza il programma terapeutico che utilizza schemi e progetti neuromotori come atti mentali e come strumenti cognitivi e meta cognitivi; utilizza altresì la dinamica corporea come integrazione delle funzioni mentali e delle relazioni interpersonali.
  5. 5. Il TNPEE si occupa di…. ADHD-Disturbi della condotta e del comportamento Disturbi Pervasivi dello Sviluppo -DGS- Disabilità neuro- motorie –PCI- Ritardo mentale Disturbi specifici dello sviluppo Disturbi neuropsicologici – DSA/SNVDSA/SNV
  6. 6. Disturbi neuropsicologici: DSA Valutazione e trattamento degli aspetti della: - Abilità visuospazialiAbilità visuospaziali - Abilità visuopercettiveAbilità visuopercettive ossia come vede il bambino Funzioni oculomotorie di base (fissazione, inseguimento, arrampicamento) Ab. visuopercettive (ad es: ricerca / riconoscimento di elementi in immagini più complesse, appaiamento di immagini, …) - Disgrafia- Disgrafia
  7. 7. Deficit visuospaziali: cause Entrambi sono spesso associate ai DSA e spesso eziologia dei Disturbi Aspecifici Deficit specifico visivo Sindrome non verbale
  8. 8. Deficit visuospaziali Sindrome non verbale
  9. 9. Deficit visuospaziali I deficit visuospaziali si possono definire come disordini che determinano un'erronea stima degli aspetti spaziali fra diversi oggetti che riguardano il rapporto tra la persona e l'oggetto, le relazioni stesse fra diversi oggetti e l'orientamento degli stimoli, associata ad una corrispondente caduta nelle capacità di memoria e di pensiero spaziale (Benton, 1985).
  10. 10. Un deficit di tipo visuospaziale può produrre difficoltà di apprendimento • Analogia tra QI verbale (abilità linguistiche) e QI di performance (abilità spaziali-meccaniche- pratiche:riguardano la destrezza nel manipolare le immagini, sintesi visuopercettiva e coordinazione visuomotoria) abilità di un soggetto nella modalità visiva (Padovani, 1993)
  11. 11. LA MEMORIA DI LAVORO ESECUTIVO CENTRALE CICLO FONOLOGICO TACCUINO VISUO- SPAZIALE
  12. 12. DIFFICOLTA’ VISUO-SPAZIALI Disturbo non verbale= disturbo caratterizzato da abilità non verbali deficitarie (es. calcolo, orientamento spaziale) CARATTERISTICHE DISCREPANZA tra QI verbale e QI di performance a. Capacità della MLVS deficitaria b. Erronea stima delle relazioni spaziali tra gli oggetti in relazione al proprio corpo c. Disturbo prassico e di coordinazione visuo-motoria d. Difficoltà nel cogliere gli aspetti paralinguistici della comunicazione
  13. 13. Bassa autostima Difficoltà nelle relazioni interpersonali EVOLUZIONE DEI DEFICIT VISUO-SPAZIALI (Rourke) 1) PERCEZIONE VISIVA E SPAZIALE 2) ATTENZIONE E MEMORIA 3) APPRENDIMENTI (es. calcolo, geometria, scienze) Disprassia costruttiva (es. disegno) * LETTURA, COMPRENSIONE ADEGUATE
  14. 14. SINDROME NON VERBALE (Rourke, 1989) 1) deficit tattile-percettivi bilaterali o nell’emisoma sinistro 2) coordinazione visuo-motoria deficitaria 3) abilità visuo-spaziali carenti (memoria e attenzione) 4) problemi in compiti cognitivi e sociali non verbali 5) buona memoria verbale meccanica (es. ripetizione) 6) difficoltà ad adattarsi a nuove situazioni 7) difficoltà in matematica 8) deficit nella percezione e nei giudizi sociali 9) ritardo nell’acquisizione del linguaggio 10) disturbi della sfera emotiva (?)
  15. 15. ABILITA’ DEFICITARIE DI PROBLEM SOLVING DIFFICOLTA’ AD INTEGRARE LE INFORMAZIONI UTILIZZO INADATTO DEL FEEDBACK DIFFICOLTA’ A VALUTARE SITUAZIONI NUOVE TENTATIVO DI UTILIZZARE STRATEGIE DI TIPO VERBALE COINVOLGIMENTO DELL’EMISFERO DESTRO (es. disegno casa)
  16. 16. Caratteristiche b/o difficoltà di apprendimento non verbalenon verbale • Blocco di fronte a consegne difficili (MVP limitata) • Approccio al compito di tipo top-down (set di risposte – perseveranza) • Difficoltà nel progettare, costruire e manipolare l’immagine mentale • Difficoltà di pianificazione e progettazione • Impaccio di fronte alle novità • Difficoltà nella memoria di lavoro visuospaziale
  17. 17. Aree di intervento Per ogni area sono perseguiti obiettivi di tipo processualeprocessuale o di acquisizione minimaacquisizione minima secondo una metodologia metacognitiva. 1. Abilità visuospaziali 2. Disegno 3. Matematica 4. Prassie 5. Geometria 6. Comprensione del testo 7. Geografia e orientamento 8. Competenza sociale 9. Scienze 10. Computer
  18. 18. Area visuospaziale Difficoltà nell’elaborazione di input visivi complessiDifficoltà nell’elaborazione di input visivi complessi L’intervento è diretto: 1. Analisi configurazione visuospaziale e memoria (ricordo di posizioni, oggetti, sequenze e figure) 2. Orientamento in una configurazione visiva (strategie di analisi di un input) 3. Costruzione di un’immagine visiva (completamento figure) 4. Organizzazione spaziale di input visivi (categorizzazione spaziale)
  19. 19. Area del Disegno 1.Organizzazione del foglio (org.spaziale di situazioni-tipo, ideazione di un disegno, utilizzo di strumenti da disegno) 2.Copia di modelli grafici (“grammatica di base” con le figure geometriche, riproduzione di figure con strategie per la copia) 3.Disegno libero (valorizzazione dell’osservazione della realtà; regole per raffigurare oggetti e personaggi)
  20. 20. Area della Matematica Difficoltà riscontrabiliDifficoltà riscontrabili: 1.Organizzazione spaziale: allineamento in colonna e lettura direzionale dell’operaz. 2.Dettagli visivi: errata lettura indici matem. 3.Errori procedurali 4.Difficoltà a cambiare il set di risposta 5.Disturbi di grafia 6.Cattivo uso della memoria 7.Errori di giudizio e di ragionamento
  21. 21. ..area della Matematica 1. Allineamento dei numeri (utilizzo di ausili esterni:tabelle o strategie interne:riconoscimento dell’errore) 2. Lettura direzionale (capacità di ordinamento seriale, definizione rapporto di grandezza e direzionalità) 3. Attenzione ai dettagli visivi (modalità figurative di rappresentazione delle 4 operazioni) 4. Miglioramento nella grafia dei numeri (compiti di tipo meccanico, riflessione sull’errore)
  22. 22. Area delle prassie 1.Autoconsapevolezza delle caratteristiche del proprio movimento (questionario di autoanalisi) 2.Uso degli strumenti (squadra, riga, compasso e forbici) 3.Pianificazione dell’azione (lavoro sul diario, sullo spazio di lavoro) 4.Ordine nelle proprie cose (chiarezza e consapevolezza nel compito da eseguire) 5.Ordine nella propria scrittura (rapporto spazio- grandezza del carattere)
  23. 23. Area della Geometria 1.Comprendere e ricordare a partire da indizi percettivi “forti” (strategie per comprendere le nozioni geometriche semplici:rettangolo-triangolo, etc…) 2.Cambiare set di risposta e flessibilità nell’uso delle regole (scomposizione delle superfici, utilizzo di cartoncini-guida) 3.Individuare la procedura corretta e seguirla
  24. 24. Area della Comprensione del Testo 1.Costruire una scena (organizzazione di una storia a partire dalle immagini) 2.Immaginare il movimento 3.Esaminare il rapporto testo-immagine (utilità delle informazioni visive soprattutto quando si lavora con testi di tipo regolativo)
  25. 25. Area della Geografia e dello Orientamento 1.Le relazioni spaziali (Tema del decentramento e dello spazio prospettico) 2.Le riproduzioni dei percorsi (Le 4 fasi: del “verbalizzare”, del “memorizzare”, del “disegnare” e del “controllare e valutare”. 3.L’orientamento e la comprensione di simboli e rappresentazioni schematiche (rappresentazione grafica dello spazio e reperimento di una posizione)
  26. 26. Area della Competenza Sociale 1. Percezione sociale non verbale, lettura degli indici di comportamento non linguistici. 2. Giudizio sociale (comportamento che meglio si adatta ad un comportamento) 3. Comprensione dei simboli-pittogrammi legati alla vita sociale (verbalizzazione, memorizzazione elementi chiave, rappresentazione e drammatizzazione)
  27. 27. Area delle Scienze 1. Potenziare le capacità di osservazione (strategie di approccio per la comprensione dei passaggi considerati “difficili”) 2. Costruire un esperimento 3. Comprendere un problema (definire gli oggetti rappresentati e metterli in relazione 4. Utilizzare tabelle o grafici
  28. 28. Area del Computer 1. Avvio alla conoscenza dello strumento 2. Analisi di una videata –la struttura a finestre 3. Modalità di rappresentazione dei comandi: icone e parole Il lavoro si può eseguire direttamente sul pc ma anche attraverso il materiale proposto. La videata del pc è un collage di dettagli visivi e visuospaziali.
  29. 29. ..se invece è un problema di ordine visivo… Disturbo Specifico visivo
  30. 30. …l’indizio posturale Il TNPEE si occupa anche di prevenzione visiva, valuta la relazione tra la postura e la visione, individua eventuali problemi visivi che possono interferire nelle performance scolastiche sulla base delle informazioni posturaliinformazioni posturali
  31. 31. Una postura più adeguata garantisce maggiori possibilità di cogliere gli indizi visivi e visuospaziali.
  32. 32. La visione non è soltanto un sistema organizzato che riceve e trasduce stimoli luminosi, ma è parte di un complesso sistema percettivo che raccoglie informazioni visive e le elabora mediante modalità soggettive, influenzate dall’esperienza, dalla cultura, dalle motivazioni e delle aspettative della persona.
  33. 33. La visione • Funzione primaria e dominante che l’essere umano possiede per interagire efficacemente con l’ambiente esterno • Il 70-80% delle informazioni sensoriali che raggiungono il cervello provengono dal sistema visivo
  34. 34. • Funzione primaria e dominante che l’essere umano possiede per interagire efficacemente con l’ambiente esterno • Il 70-80% delle informazioni sensoriali che raggiungono il cervello provengono dal sistema visivo La visione
  35. 35. Essere in possesso di adeguate abilità visive significa molto più che vedere 10/10. Il controllo delle abilità visive richiede una professionalità qualificata e prende in particolare considerazione gli aspetti visuopercettivi e visuomotori connessi alla lettura.
  36. 36. Cosa valutare delle Abilità visive AcquisizioneAcquisizione l'informazione:l'informazione: • Acuità VisivaAcuità Visiva • Controllo delControllo del movimento ocularemovimento oculare • Abilità diAbilità di FocalizzazioneFocalizzazione • CoordinazioneCoordinazione binocularebinoculare • Visione perifericaVisione periferica • Percezione cromaticaPercezione cromatica ElaborazioneElaborazione l'informazione:l'informazione: • Concetti direzionali eConcetti direzionali e visuo-spazialivisuo-spaziali • Percezione dellaPercezione della formaforma • Integrazione visuo-Integrazione visuo- motoriamotoria • Memoria visiva eMemoria visiva e VisualizzazioneVisualizzazione
  37. 37. Le abilità visive concorrono al raggiungimento di un pieno apprendimento
  38. 38. ..un lavoro d’équipe Gli interventi dell’ottico- optometrista sono finalizzati al miglioramento delle abilità visuopercettive oculomotorie e si avvalgono di occhiali, lenti a contatto, filtri colorati, ausili ottici e indicazioni posturali che possono ridurre o eliminare determinati segni e sintomi che sono associati a deficit visivi.
  39. 39. L’ assemblaggio fonologico non implica solo abilità fonologiche ma anche precise e rapide abilità di orientamento e focalizzazione visiva; in questo senso le difficoltà di lettura potrebbero essere quindi provocate non soltanto da un deficit linguistico-fonologico ma anche da un disturbo su base visuo-attentiva. Ciò rafforza l’importanza di sottoporre i bambini a un accurato esame optometrico che prenda in particolare considerazione gli aspetti visivifunzionali connessi alle abilità di lettura.
  40. 40. L’ottico-optometristaL’ottico-optometrista Nella predisposizione della relazione che descrive la situazione visiva del bambino esaminato agli altri professionisti che si occupano di problemi di lettoscrittura,utilizza la suddivisione: 1.area dell’integrità visiva 2.area dell’efficienza visiva 3.area del processamento dell’informazione visiva e della protesizzazione
  41. 41. …strategie d’intervento nella Scuola dell’Infanzia Ci si concentra nelle aree: a. Prassie b. Schema corporeo c. Lateralità d. Visuopercezione e. Spazialità f. Grafomotricità g. Propedeuticità alla letto-scrittura
  42. 42. Il bambino dai 3 ai 6 anni PRASSIE Il bambino deve saper riprodurre i modelli presentati • Copia oggettooggetto • Riproduzione grafica modello grafico astratto
  43. 43. Il bambino dai 3 ai 6 anni SCHEMA CORPOREO • Localizzare e denominare parti del corpo • Imitare gesti e posture, anche asimmetrici (gioco dello specchio) • Lateralità occhio-mano-piede: osservando il bambino si può comprendere con relativa approssimazione la dominanza dei vari distretti, anche se non vi è ancora stabilizzazione.
  44. 44. LATERALITA’ E’ la manifestazione della dominanza, dipende dalla specializzazione cerebrale anche se talvolta può non coincidere con l’uso effettivo (un destrimane può in realtà avere un’organizzazione cerebrale da mancino ma essere stato costretto ad utilizzare la destra) In età prescolare non è ancora stabilizzata quindi non correggere eccessivamente il bambino.
  45. 45. LATERALITA’ Attenzione ad un’eventuale imponente instabilità (ad es. nelle attività di coloritura cambia continuamente mano a seconda dello spazio foglio da occupare) Attenzione alla riproduzione ripetuta di gran parte dei grafemi in modo speculare (meno allarmante per i mancini – gioco di forze)
  46. 46. Il bambino dai 3 ai 6 anni VISUOPERCEZIONE • Monitoraggio visivo delle sequenze motorie • Riconoscimento di immagini • Appaiamento immagini • Ripetizione di percorsi (3-4 posizioni) • Ricerca di elementi (dai 4 anni)
  47. 47. Il bambino dai 3 ai 6 anni SPAZIALITA’ Nozioni topologiche riferite agli oggetti e al proprio corpo. Dai 5 anni rappresentate graficamente. • Confronto dimensioni/distanze • Riconoscimento/denominazione forme semplici sino a 4 anni quadrato-palla-tetto, dai 4 anche rappresentazione grafica, dai 5 anche • Dai 4 anni: seriazione 3-4 elementi, posizionarsi come da consegna, puzzle semplici, ricomposizione di immagini.
  48. 48. GRAFOMOTRICITA’ Analisi della struttura del disegno NON interpretazione
  49. 49. GRAFOMOTRICITA’ Disegno della figura umana (evoluzione approssimativa) • uomo-girino dei 3 anni • 4 anni:4 anni: testa, occhi, tronco, braccia, gambe • 5 anni:5 anni:come sopra più bocca, naso, braccia e gambe attaccate al corpo*,tronco lungo* piede, abito colorato • 7 anni, bambina7 anni, bambina: testa con occhi, naso, bocca, capelli*; tronco lungo*, braccia a 2 tratti* attaccate al corpo, gambe a 2 tratti* attaccate al corpo, pantaloni o gonna*, abito colorato, scarpe* • 7 anni, bambino7 anni, bambino: testa con occhi, naso, bocca*, tronco lungo, braccia e gambe attaccate al corpo e a 2 tratti*, piedi, abito colorato, colori realistici del volto*, contorni matita*, pantaloni*.
  50. 50. Il bambino dai 3 ai 6 anni GRAFOMOTRICITA’ • Impugnatura dello strumento graficoImpugnatura dello strumento grafico (distanza dalla punta, tipo di pinza tripode, …) • Il passaggio dello strumento da una mano all’altra deve ridursi drasticamente entro i 5 anni circa • Occupazione dello spazio-foglioOccupazione dello spazio-foglio, soprattutto per la scrittura deve avvenire dall’alto/sinistra • Dai 5 anni: grafemi (correttamente impostati) e trascrizione di icone
  51. 51. PROPEDEUTICITA’ ALLA LETTOSCRITTURA • Riconoscere oggetti/forme/dimensioni ad occhi bendati • Riconoscere e denominare parti del corpo, discriminare destra e sinistra • Imitare e verbalizzare posizioni • Rappresentare graficamente la figura umana in modo adeguato per l’età
  52. 52. PROPEDEUTICITA’ ALLA LETTOSCRITTURA • Usare adeguatamente il proprio corpo nello spazio • Possedere un buon equilibrio statico/dinamico • Eseguire sequenze motorie anche inverse • Eseguire percorsi
  53. 53. PROPEDEUTICITA’ ALLA LETTOSCRITTURA • Comprendere le relazioni spaziali, eseguire un disegno e riprodurre segni rispettando le stesse • Eseguire consegne verbali con indicazioni topologiche • Eseguire percorsi grafici e ripassi di linee • Rispettare le direzionalità alto/basso, sinistra/destra
  54. 54. PROPOSTE PER TUTTI• Organizzare attività di giocomotricitàgiocomotricità a investimento corporeo globale (percorsi a tappe e staffette, piccoli gruppi, attenzione ai bambini che paiono in difficoltà) • Fornire facilitazioni pratichefacilitazioni pratiche (soprattutto col bambino piccolo) O verbali, esortazioni e gratificazioni • Lasciare il materiale a disposizione anche per i momenti di gioco libero, favorendone l’utilizzo in autonomia
  55. 55. Le proposte di giocomotricità possono essere dapprima presentate a tavolino (magari al mattino) e riprodotte successivamente nel grande spazio (durante il pomeriggio), magari invitando i bambini a riproporre le stesse condizioni.
  56. 56. PROPOSTE per la Scuola dell’infanzia Favorire un corretto approccio al pregrafismo e al grafismo insistendo sui concetti spaziali (“Iniziate dall’alto e andate verso destra”, o meglio fornire riferimenti visivi ”Partite dall’angolo blu e andate verso il rosso”, …)
  57. 57. Creare piccoli gruppi per insegnare la corretta sequenza del gesto nel tratto grafico, utilizzando il rinforzo verbalerinforzo verbale (una sorta di cantilena che i bambini tendono a interiorizzare), e magari segnali visivisegnali visivi per indicare il punto di partenza
  58. 58. 1A2  su – giù - in là! 3 1B 2 3  giù – pancino – pancino C  giù
  59. 59. • giochi con la palla (bowling, bowling con richiesta di mira – solo birillo blu – bersaglio al muro o a terra, calciare in porta, …) • Mira a tavolino1 (ad es. bicchieri di plastica rovesciati / animali: colpire la pallina ping-pong con una racchetta per abbatterli) • Mira a tavolino2 – esercizi ballistici(orologio, arco e frecce, …)
  60. 60. • “Caccia al tesoro” su immagini più o meno complesse, in bianco e nero, … (stimolo presente o assente) • Il semaforo degli occhi (richiedendo di mantenere il capo fermo)
  61. 61. PROPOSTE • Barrage (ad es. solo lo stimolo “p”, senza dargli significato simbolico) q p p q p p p q p q p q q p q p
  62. 62. PROPOSTE • Valorizzare ogni piccola conquista • Creare spazi di lavoro di gruppo in cui le abilità del bambino siano fondamentali per la soluzione del compito assegnato (ad es. il bambino goffo può essere estremamente bravo a ricordare l’ordine dei mesi, quindi all’interno del percorso motorio inserire tappe “statiche” con richiesta di abilità “cognitive”)
  63. 63. PROPOSTE Se possibile evitare di assegnare un premio alla prima squadra (ad es. nelle staffette) ma piuttosto creare piccoli premi per tutti o “mettere in palio” compiti diversi (4 squadre: la 1° riordina il salone; la 2° aiuta in refettorio; la 3° sistema i libri; la 4° aiuta i piccoli)
  64. 64. PROPOSTE • Osservare le abilità all’interno di contesti funzionali e finalizzati (ad es. prassie aprire/chiudere e avvitare/svitare si possono vedere nell’utilizzo della colla stick) • Attenzione alla modalità di consegna (fai la torre coi cubetti ≠ metti uno sopra l’altro; infila ≠ fai la collana)
  65. 65. COSA NONNON FARE? • Non deridere o evidenziare le prestazioni scadenti, o le caratteristiche negative del bambino (“Sei un pasticcione!” “Ma come puoi rompere sempre tutto?” “Ma dai è facile!”). • Non complimentarsi se il risultato è stato pessimo, piuttosto dire “Bene, hai capito la consegna, ora riprova”
  66. 66. COSA NONNON FARE? • Non utilizzare frasi come “Fammi vedere come sei bravo a …”, “Vediamo se sei capace a …”, “Fai attenzione”, “Guarda meglio”, … • Non insistere affinchè il bambino esegua un compito che gli è chiaramente ostile (saltare da un piano rialzato, …) [Va bene spronarlo ma non obbligarlo!]
  67. 67. Strumento proposto valutativo:Strumento proposto valutativo: Questionario osservativo VS per le insegnanti
  68. 68. Martina Cambiano Terapista della neuro-psicomotricità marc.cambiano@tiscali.it Pomeriggio Giovani www.pomeriggiogiovani.it info@pomeriggiogiovani.it
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