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  • la zona intima indica una vicinanza dei soggetti comunicanti non superiore ai 50 cm di distanza. Si tratta i una zona riservata a pochi letti (persone intime: familiari, partner). Un’invasione non autorizzata di questo spazio genera imbarazzo, disagio, paura o reazione aggressiva, nervosa, fastidiosa. Una situazione anomala è quella in metropolitana ove lo spazio viene invaso, da qui accorgimenti che indicano l’involontarietà dell’invasone (lo sgardo abbassato,irrigidamento, le braccia strette lungo l corpo. La zona personale: da 50 cm a 1 m di distanza. A questa area hanno accesso familiari, amici e clleghi di lavoro. Le relazioni sono informali e rilassate, il volume della voce è abbassato, si percepisce lo sguardo, i dettagi del volto, il respiro e i movimenti del proprio interlocutore La zona sociale dai 3 ai 4 metri ed è la distanza mantenuta rispetto agli interlocutori casuali. Viene osservata l’intera figura della persona di fronte e si contrllano i movimenti. Questa è la distanza degli incontri formali o professionali La zona pubblica oltre i 4 metri ed è quella prevista nelle occasioni pubbliche e ffciali come conferenze, comizi o lezioni universitarie Ad esempio l’accesso allo spazio personale di un superore è sempre filtrato da qualcuno: segreteria, guardie del corpo, etc.
  • Ad esempio un discorso pronunciato lentamente con numerosi silenzi è sintomo di autorevolezza e ufficialità basti pensare alla differenza fra un discorso pronunciato dal presidente della repubblica oppure un dj Esistono pause vuote (il silenzio) e pause piene, quando ad esempio si pronunciano suon non verbali come (mmh…beh) che servono per prendere tempo quando si stanno cercando le parole giuste, oppure per confermare l’ascolto e l’attenzione all’interlocutore
  • La persona che occupa un ruolo sociale più elevato parlerà in modo più chiaro, con un volume di voce più elevato,un ritmo regolare, interponendo lunghe pause fra parole e frasi senza essere interrotto
  • L’aptica è importante perché un tocco sbagliato più incidere sulla percezione che gli altri si fanno di noi, tanto da passare per persone fredde oppure invadenti. Ad esempio l superiore gestisce l’aptica stabilendo un contatto con l’interlocutore oppure offrendo la possibilità di essere toccato
  • Transcript

    • 1. LA COMUNICAZIONE La comunicazione è lo strumento principale di relazione che l’uomo ha a disposizione per creare e mantenere l’interazione con i suoi simili Quadrio, Venini, 1997
    • 2. La comunicazione • Il termine comunicazione deriva dalla parola “communis”: “mettere in comune” con altri informazione, idee, emozioni • Ogni cosa comunica e noi comunichiamo in ogni istante, anche se involontariamente e/o inconsciamente
    • 3. La comunicazione • Comunicare è diverso da informare: il processo comunicativo non implica solo il trasferimento d’informazione ma anche un tentativo di persuasione dell’interlocutore al fine di modificarne comportamenti e atteggiamenti (scopo) • Comunicazione = informazione + azioni (convincere, promettere, sedurre, far immaginare e così via)
    • 4. Informazione Comunicazione Messaggio unidirezionale Assenza di partecipazione Assenza di relazione Messaggio bidirezionale Partecipazione emotiva Empatica/distaccata Verbale/Non verbale
    • 5. La comunicazione La comunicazione richiede tre attività: • Informazione: quando si comunica si compie una scelta tra alcuni elementi (selettività) • Atto del comunicare: obiettivi, mezzi, modalità di interazione • Comprensione: verifica del successo della comunicazione rispetto agli obiettivi
    • 6. Quando apri la bocca preoccupati di quello che può venire fuori !!!
    • 7. Le parole feriscono più della spada
    • 8. Gorgia da Lentini (400 a.C.) “In medicina la parola può abolire il dolore, instillare la gioia, esaltare la pietà” Balint (1960) “Il medico stesso è un farmaco per il proprio paziente” Consolare sempre Alleviare il dolore spesso La comunicazione in medicina Guarire …….. qualche volta Il medico può
    • 9. Rapporto medico - paziente Recuperare gli aspetti umani e comunicativi Personalizzare le cure Pazienza Ascolto umiltà
    • 10. LA COMUNICAZIONE COMUNICAZIONE = RENDERE COMUNE TRASMISSIONE DI INFORMAZIONI STABILIRE LA QUALITA’ DELLE RELAZIONE
    • 11. il linguaggio è strettamente intrecciato agli aspetti della comunicazione non verbale non tutto si può esprimere in modo adeguato con le parole LA COMUNICAZIONE La comunicazione si avvale dell’uso simultaneo di differenti canali VERBALE NON VERBALE
    • 12. LA COMUNICAZIONE sono necessari 5 elementi emittente ricevente codice canale messaggio il compito può sembrare semplice ma capita spesso che le comunicazioni falliscano insieme di regole che consentono di decodificare il significato di un messaggiomodalità di trasmissione del messaggio (vocale o non vocale)
    • 13. LA COMUNICAZIONE NON VERBALE E’ il linguaggio del corpo e si manifesta ogni volta che una persona trasmette informazioni ad un’altra attraverso lo sguardo, i gesti, la voce, utilizzando uno o più indicatori non verbali contemporaneamente “La comunicazione non verbale lascia filtrare contenuti profondi e parla come il linguaggio non sa parlare” (G. Gulotta, 1991)
    • 14. ogni comunicazione avviene contemporaneamente su due piani: contenuto e relazione: Mediante le parole trasmettiamo delle informazioni e con i segnali del corpo diamo “informazioni alle informazioni” Paul Watzlawick
    • 15. In questa era di informazione e comunicazione sempre più rapida e tecnologica non si presta abbastanza attenzione alla capacità di esprimersi in modo chiaro e corretto
    • 16. La lingua è uno strumento di comunicazione e di espressione che ci permette di stabilire contatti con gli altri, di manifestare le nostre necessità, le nostre sensazioni, i nostri sentimenti, che ci mette in grado di far domande, di imporre la nostra volontà, di agire. E’ uno strumento che ci dà facoltà di rappresentare verbalmente realtà presenti o no al momento della comunicazione
    • 17. LE FUNZIONI LINGUISTICHE di Jakobson Mittente Funzione Emotiva Contesto Funzione Referenziale Messaggio Funzione Poetica Contatto Funzione Fàtica Codice Funzione Metalinguistica Destinatario Funzione Conativa
    • 18. Non c’è nulla di più nobile che riuscire a catturare l’attenzione delle persone con la parola, indirizzare le loro opinioni, distoglierle da ciò che riteniamo sbagliato e condurle verso ciò che apprezziamo Marcus Tullius Cicero 3 gennaio 106 AC- 7 dicembre 43 AC Tratte da “De Oratore”, “De Inventione”, “Orator”, “Brutus” Parlare e comunicare: Linguaggio e comportamento
    • 19. Requisiti per la comunicazione: -Conoscenza di quanto si parla -Selezione dei termini da usare -Conoscenza e comprensione di colui, coloro, a cui si parla -Gradevolezza e acume -Buona formazione culturale -Prontezza e capacità di sintesi nel rispondere
    • 20. Requisiti per la comunicazione: CAPACITA’ COMUNICATIVA: -Movimenti del corpo -Gesti -Espressione del volto -Controllo e modulazione della voce
    • 21. Fattori della comunicazione: -Pronuncia, respirazione e tono della voce -Uso della voce -Gestualità -Espressione del volto (in particolare lo sguardo)
    • 22. Accede alla memoria visiva: ricorda Crea immagini visive, può voler dire che mente Crea immagini sonore: può voler dire che mente Accede alla memoria uditiva: ricorda Pensa a sensazioni cenestiche (relative al tatto) Ha un dialogo interiore MEDIANA: I MOVIMENTI OCULARI La direzione degli occhi ci può trasmettere le seguenti attività interiori ALTO D X   BASSO SX
    • 23. Comunicare e cercare di capire con chi comunichiamo in base a: -Cosa viene detto -Come viene detto -Linguaggio del corpo Le persone non sempre dicono quello che pensano o sentono
    • 24. Linguaggio del corpo • Utlizzato in modo inconscio • Più importante del linguaggio verbale • 93% della comunicazione?
    • 25. - -Cicerone (106 AC- 43 AC) - Charles Darwin (1809-1882): 1872 The expression of the emotions in man and animals - Albert Mehrabian (1939) - Ray L. Birdwhistell (1918 – 1994) (Cinesica) - Edward T. Hall (1914)(Prossemica: disciplina che studia lo spazio e le distanze all'interno di una comunicazione, sia verbale che non verbale). - Paul Watzlawick (1921-2007) studioso della pragmatica della comunicazione umana - Silvan Tomkins (1911-1991) - Paul Ekman (1934) www.paulekman.com
    • 26. TESI PRINCIPALI di Darwin -Universalità dell’espressione, facciale e vocale, come prodotto dell’evoluzione della specie umana (i gesti sono per lo più convenzionali e culturalmente appresi) -Continuità della specie umana con quelle animali
    • 27. -dimostra l'esistenza di ESPRESSIONI FACCIALI UNIVERSALI, presenti anche nei ciechi dalla nascita e simili a quelle degli animali. -formula TRE PRINCIPI generali dell’ evoluzione dei segnali non verbali: C. Darwin : L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali 1) il principio dell' ASSOCIAZIONE UTILITARIA DI ABITUDINI o RITUALIZZAZIONE (un comportamento acquisisce funzione comunicativa perché i conspecifici lo usano come indizio predittivo e questo ha valore di sopravvivenza); 2) il principio dell'ANTITESI (comportamenti opposti a quello che dà un certo messaggio comunicano il messaggio opposto) 3) il principio delle RISPOSTE VEGETATIVE DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (tremare di paura o arrossire di vergogna sono espressioni di emozioni che vengono riconosciute come tali).
    • 28. Come comunichiamo??
    • 29. •Aspetto verbale (parole e frasi): 7% •Aspetto vocale (timbro, tono, ritmo): 38%. •Movimenti del corpo (espressioni del viso in particolare, ma non solamente): 55% APPARE FONDAMENTALE “COME LO DICI” E NON “COSA DICI” Albert Mehrabian
    • 30. 55% 38% 7%
    • 31. Discrepanza tra aspetto verbale, aspetto vocale e linguaggio del corpo
    • 32. L'apprendimento varia al variare delle tecnicheL'apprendimento varia al variare delle tecniche comunicative e dunque dei diversi canali dicomunicative e dunque dei diversi canali di percezione.percezione. 90%Udito+vista+discussione+ uso Mista+ sperimentazione 70%Udito+vista+discussioneMista 50%Udito+vistaMista 30%Solo vistaGrafica-gestuale- iconica 20%Solo uditoVerbale % di apprend. Canale di percezioneTecniche di comunicazione
    • 33. LA COMUNICAZIONE NON VERBALE NON SEMPRE È FACILE RICONOSCERNE IL SIGNIFICATO E AVERNE LA CONSAPEVOLEZZA SONO MOLTO FREQUENTI CONNATURATI NEL COMPORTAMENTO COMUNICATIVO I SEGNALI NON VERBALI
    • 34. FUNZIONI DI PRODUZIONE, ELABORAZIONE E COMPRENSIONE DEL MESSAGGIO RIPETERE QUANTO DETTO VERBALMENTE SOSTITUIRE PARTI DEL MESSAGGIO VERBALE COMPLETARE E CHIARIRE IL MESSAGGIO VERBALE CONTRADDIRE IL MESSAGGIO VERBALE RINFORZARE IL CONTENUTO VERBALE DI UN MESSAGGIO
    • 35. - Prossemica - Cinesica - Paralinguistica - Digitale - Aptica - Ecc.
    • 36. PROSSEMICA: gestione dello spazio come forma di comunicazione e di creazione di tensione. Massimo Taramasco- Istituto di Psicologia Emotiva Emotivia
    • 37. CINESICA: gestione della gestualità e della mimica. Vi sono degli atteggiamenti posturali, degli atteggiamenti mimici che possono rilassare o indisporre, possono lasciarci indifferenti oppure possono generarci tensioni ed emozioni. Ognuno di noi, nella vita quotidiana assume certe posture, certi atteggiamenti che possono generare tensione, rilassamento o indifferenza all'inconscio del nostro interlocutore . E' quindi di vitale importanza per essere abili comunicatori saper gestire la cinesica in modo da produrre emozioni. Massimo Taramasco- Istituto di Psicologia Emotiva Emotivia
    • 38. PARALINGUISTICA: insieme di tutti i valori tonali, i suoni, la cadenza, la velocità, il parlare con un tono concitato, incalzante in certi casi ad esempio eleva la probabilità che la suggestione venga accettata. Massimo Taramasco- Istituto di Psicologia Emotiva Emotivia
    • 39. DIGITALE: contatto fisico, l'annullamento della prossemica, toccare delle persone in un certo modo genera emozione, l'inconscio di alcune persone gradisce un contatto morbido, materno, carezzevole, quello di altre un contatto stringente a tenaglia e quello di altre ancora un contatto solo con la punta delle dita, penetrante Massimo Taramasco- Istituto di Psicologia Emotiva Emotivia
    • 40. MODALITÀ COMUNICATIVEMODALITÀ COMUNICATIVE • Comunicazione verbale: utilizza le parole • Comunicazione non verbale: espressione del volto, gesti, tono della voce, etc. E' meno facilmente sottoponibile a "censura", e quindi tradisce gli effettivi sentimenti, stati d'animo, opinioni. • Comunicazione simbolica il nostro modo di vestire, gli oggetti di cui ci circondiamo, etc, costituiscono una parte molto significativa della nostra comunicazione
    • 41. Nonverbal communication • Messages sent by clothing, jewelry, tattoos, piercings, and body modifications.
    • 42. I CODICI NON VERBALI: COMUNICA IMPORTANTI INFORMAZIONI RISPETTO AGLI INDIVIDUI E INFLUENZA LE IMPRESSIONI CHE GLI ALTRI POSSONO RIPORTARE sono diversi gli elementi non verbali che compongono l’aspetto esteriore: la conformazione fisica (altezza,peso,colore della pelle…), i tratti fisici del volto (occhi,naso,bocca…. ), gli abiti e il trucco e l’acconciatura ASPETTO ESTERIORE 2. ABBIGLIAMENTO 1. ASPETTO FISICO
    • 43. Ray Birdwhistell (1918 –1994), antropologo statunitense. Pioniere nel campo della comunicazione non verbale, si è occupato in modo specifico del movimento e ha creato la cinesica, una metodologia che si occupa degli aspetti comunicativi appresi ed eseguiti attraverso i movimenti del corpo. Birdwhistell, rifacendosi alla linguistica descrittiva, sosteneva che tutti i movimenti del corpo hanno un senso (non essendo casuali), e che la grammatica di questo paralinguaggio si può analizzare analogamente al linguaggio verbale. Fonte: Wikipedia
    • 44. Ha stimato che l’uomo è in grado di fare e di riconoscere circa 250.000 espressioni facciali. Analogamente ad Albert Mehrabian, Birdwhistell ha rilevato che la componente verbale della comunicazione tra due interlocutori è inferiore al 35% e che più del 65% è invece di natura non verbale.
    • 45. Indipendentemente dalla cultura, parole e movimenti sono correlati in modo tanto prevedibile che, secondo Birdwhistell, un individuo esperto riesce in genere a descrivere i movimenti che una persona fa solo ascoltandone la voce. Sapeva persino individuare la lingua usata da un soggetto osservandone i gesti.
    • 46. Insieme di movimenti utilizzati per completare un discorso e aggiungere un significato maggiore all’argomento trattato. LA CINESICA SI SUDDIVIDE IN: Gesti Espressioni facciali Sguardi
    • 47. Movimenti di qualsiasi parte del corpo,che possiedono un significante e trasmettono un significato I GESTI SI SUDDIVIDONO IN: EMBLEMI Gesti dotati di un significato preciso e socialmente condiviso GESTI ILLUSTRATORI Gesti che hanno il compito di illustrare ciò che si sta dicendo INDICATORI EMOZIONALI Gesti legati a stati emotivi GESTI REGOLATORI Gesti che regolano un discorso e indicano un cambiamento nelle strategie di un discorso PUNTI Segni della punteggiatura e segni che indicano l’alternarsi delle persone che parlano POSIZIONE PRESENTAZION E Atteggiamento e attenzione di una persona durante un discorso Grado di coinvolgimento di una persona durante un discorso GESTI ADATTATO Movimenti che manifestano con il corpo uno stato emotivo e riequilibrano uno stato di tensione
    • 48. STRETTA DI MANO PER INDICARE “CONGRATULAZIONE!”
    • 49. TOCCARSI I CAPELLI MENTRE SI STA PENSANDO O SI E’ IN UN MOMENTO DI TENSIONE
    • 50. Insiemi di espressioni del volto, la parte del nostro corpo più espressiva LA MIMICA FACCIALE SI SUDDIVIDE IN TRE FUNZIONI: ESPRESSIONE DI EMOZIONI INVIO DI SEGNALI MANIFESTAZIONE FANNO PARTE DELLA MIMICA FACCIALE ANCHE GLI SGUARDI
    • 51. RABBIA FELICITA’ Tristezza SEDUZIO NE
    • 52. L’ATTEGGIAMENTO Termometro dell’apertura/chiusura: in medio stat virtus Una chiusura eccessiva, ci fa sembrare delle persone intabarrate e timebondi alla FANTOZZI Un’aperture eccessiva ci possono far sembrare un energumeno in mutandoni che si batte il petto urlando, alla TARZAN Nel mezzo si pone la posizione ideale, quello che dovrebbe apparire in un’interazione, come un colloquio di lavoro o un esame
    • 53. Atteggiamenti che esprimono chiusura (esempi): - braccia conserte - mani (o oggetti tenuti in mano) portati a protezione delle parti vitali (gola, addome, pube) - spalle incassate - ripiegamento su se stessi
    • 54. Atteggiamenti che esprimono apertura (esempi): - mostrare la gola, l’addome, il palmo della mano - non ostacolare lo sguardo altrui - se in piedi, tenere il busto eretto - se seduti, tenere le gambe aperte e il busto riverso all’indietro, sullo schienale N.B.: atteggiamenti di eccessiva apertura possono essere interpretati come segno di eccessiva sicurezza, di superbia o, addirittura, di sfida
    • 55. In ogni caso, molti sono i gesti che si possono tenere sotto controllo: - toccarsi i capelli - toccarsi/lisciarsi baffi/barba/pizzo - mettersi le mani davanti alla bocca (come a voler trattenere le parole, o a voler non far sentire la propria voce) - tormentare tra le mani un oggetto, generalmente una penna (attenzione a non imbrattarsi le dita di inchiostro: la cosa è più frequente di quanto possiate pensare…) - tic di vario tipo (le tipologie sono infinite) - tamburellare con le dita - agitare le gambe - … 1
    • 56. La prossemica • La prossemica è la disciplina che studia lo spazio e le distanze all’interno di una comunicazione, sia verbale che non verbale • Il termine è stato introdotto e coniato dall’antropologo Edward Hall nel 1963 per indicare lo studio delle relazioni di vicinanza nella comunicazione
    • 57. La prossemica • Edward T. Hall ha studiato le distanze fisiche dal punto di vista della comunicazione e in particolare gli effetti simbolici dell’organizzazione spaziale • Hall parte dalla constatazione che gli animali possiedono un loro territorio e che anche gli uomini hanno la nozione dello spazio intesa in maniera individuale (si pensi al medico trincerato dietro la sua scrivania=elemento difensivo)
    • 58. La prossemica Tutti noi percepiamo intorno a noi una specie di ‘bolla invisibile’, che ci circonda per un diametro di circa un metro e che può essere sovrapposta alla ‘bolla’ di un altro individuo solo se questi ci sia familiare o accetto In molti casi la società ha esteso la ‘bolla’ ai concetti di proprietà privata, difesa con recinzioni e sistemi di controllo e la cui violazione viene considerata un vero e proprio reato nei paesi occidentali
    • 59. Prossemica Lo spazio può essere suddiviso in 4 zone principali: – La zona intima – La zona personale – La zona sociale – La zona pubblica
    • 60. •La distanza intima (0-45 cm). •La distanza personale (45-120 cm) per l'interazione tra amici. •La distanza sociale (1,2-3,5 metri) per la comunicazione tra conoscenti o il rapporto insegnante-allievo. •La distanza pubblica (oltre i 3,5 metri) per le pubbliche relazioni.
    • 61. La prossemica Distanza intima: la presenza dell’altro è evidente e distinguibile a causa dell’intensificarsi degli apporti sensoriali (la vista deformata, l’olfatto, il calore del corpo, il rumore del respiro) 1. La fase di vicinanza è il contatto: è la distanza dell’amplesso o della lotta, del conforto e della protezione 2. La fase di lontananza (da cm 15 a cm 45): il capo, le cosce non si toccano, ma le mani possono raggiungersi facilmente. È una distanza sconveniente in pubblico nella nostra cultura
    • 62. Zona aperta a chi ci è vicino da un punto di vista emozionale: genitori, figli, innamorati, amici intimi, animali domestici. L’intrusione di sconosciuti causa alterazioni nel nostro organismo: tachicardia, sudorazione, agitazione, reazioni di fuga o di aggressività
    • 63. La prossemica Distanza personale: • fase di vicinanza (da cm 45 a cm 75): a questa distanza è possibile afferrare o trattenere l’altro. La posizione assunta dai soggetti è indice dei loro rapporti sociali e dei loro sentimenti reciproci • fase di lontananza (da cm 75 a cm 120): la distanza personale va dalla possibilità di toccare l’altro fino alla possibilità di toccarsi le dita solo allungando le braccia. A questa distanza si discutono argomenti di interesse e carattere personale
    • 64. La prossemica Distanza sociale: • Fase di vicinanza (da m1.20 a m 2.10): è la distanza degli affari impersonali e degli incontri e convenevoli occasionali • Fase di lontananza (da m 2.10 a m 3.60): è la distanza dei rapporti formali.
    • 65. La prossemica Distanza pubblica: • Fase di vicinanza (da m 3.60 a m 7.50): a questa distanza è possibile fuggire dall’altro soggetto. Non si vedono più i particolari della pelle e degli occhi • Fase di lontananza (da m 7, 5 in su): è la distanza che si stabilisce intorno ai personaggi politici, ma può capitare a chiunque in occasioni pubbliche. Per comunicare non solo la voce, ma tutto il resto deve essere esagerato (il tempo della voce si rallenta e si cadenza e le parole sono pronunciate in modo più distinto)
    • 66. La prossemica La mutevolezza della dimensione prossemica è legata non tanto a fattori biologici, quanto variabili culturali e comunicative (americani vs italiani), socio-emozionali e dalla struttura fisica dell’ambiente (Hall infatti si riferisce alla cultura americana. In altre culture le convenzioni sul significato dell’occupazione dello spazio possono essere molto diverse. Questa variabilità sottolinea il carattere comunicativo e non puramente biologico delle reazioni umane alle distanze e allo spazio)
    • 67. Fattori che influenzano le zone spaziali: -Cultura e razza: Europa meridionale e Giappone zona intima 25 cm. Australia e Europa del Nord superiore -Aree rurali e metropolitane: zona spaziale aumentata nelle zone rurali - Sesso (donne vicino a donne)
    • 68. Anche la comunicazione non verbale si apprende: differenze culturali Alcuni esempi: • Espressioni del viso: i giapponesi le controllano, ad esempio usano la risata per nascondere rabbia o dolore I popoli mediterranei manifestano più liberamente le emozioni. • Distanza: i popoli nordici parlano a distanza maggiore rispetto agli altri. • Sguardo: due arabi che conversano si guardano di più rispetto a due inglesi o due americani. • Contatto: gli arabi ( e in parte gli italiani e altri popoli mediterranei) si toccano mentre discutono.
    • 69. Differenti significati dei gesti: •Ok per un occidentale •Soldi per un giapponese •Zero per un francese •Insulto per turchi e brasiliani
    • 70. Differenti significati dei gesti: -Richiesta di un passaggio -Ok -Insulto -Va a quel paese
    • 71. -Due (USA) -Vittoria (Germania) -Pace (Francia) -Va a quel paese (GB, Australia, Nuova Zelanda, Malta)
    • 72. Sistema paralinguistico • Sistema vocale non verbale: indica l’insieme dei suoni emessi durante una conversazione a prescindere dal loro significato (tono della voce, pause, sospiri, colpi di tosse, intensità, volume e ritmo della voce) • Le vocalizzazioni introdotte nel discorso consentono anche di regolare l’avvicendarsi dei turni di parola (un colpo di tosse in una pausa fa capire che chi parla ancora non cede la parola)
    • 73. Sistema paralinguistico sul sistema paralinguistico incidono: • fattori fisiologici ad es. il tono dell’uomo è più grave di quello della donna • fattori sociali ad es. ad uno status sociale più elevato si associa un tono di voce più grave
    • 74. Sistema paralinguistico In assenza di segnali non verbali di altra natura (ad esempio al telefono), i segnali paraverbali forniscono informazioni per costruire una prima forma di interazione (deduciamo informazioni su età, sesso, generica appartenenza regionale, stato d’animo)
    • 75. Aptica Si riferisce alle diverse forme di contatto (anche se si tratta di un campo ancora poco esplorato): – Contatto formale (es. stretta di mano, bacio accademico, - Contatto informale (un abbraccio, una pacca sulla spalla)
    • 76. IL PARAVERBALE, CIOE’ I SEGNALI DELLA VOCE (VOCE ACUTA, PARLARE VELOCEMENTE, ECC.) LA MIMICA, CIOE’ I SEGNALI DEL VISO (SORRISO, SOPRACCIGLIE AGGROTTATE, ECC.) I SEGNALI AUTOMATICI, COME L’ ARROSSIRE, IL SOSPIRARE, IL SUDARE, LA DILATAZIONE DELLA PUPILLA LA POSTURA, CIOE’ I SEGNALI DEL BUSTO, DELLE GAMBE E DEI PIEDI (ACCAVALLARE LE GAMBE, BUSTO PROTESO IN AVANTI, ECC.) LA GESTUALITA’, CIOE’ I SEGNALI DELLE BRACCIA E DELLE MANI (GRATTARSI, STARE A BRACCIA CONSERTE, ECC.) IL CONTATTO FISICO: LA PELLE CALDA, FREDDA, SUDATA I SEGNALI SOCIALI, COME L’ ABBIGLIAMENTO, LA COSMESI I SEGNALI DEL CORPO PIU’ NE RACCOGLIAMO (COLLEGANDOLI) NELLA RELAZIONE,PIU’ NE RACCOGLIAMO (COLLEGANDOLI) NELLA RELAZIONE, PIU’ AFFIDABILITA’ INTERPRETATIVA AVREMOPIU’ AFFIDABILITA’ INTERPRETATIVA AVREMO LA PROSSEMICA: LA DISTANZA, VICINANZA CON L’ INTERLOCUTORE
    • 77. OCCORRE, PERO’, MOLTA PRUDENZA: NESSUN CRITERIO E’ ASSOLUTO, ANCHE QUELLO CHE CI SEMBRA IL PIU’ ACCETTABILE. ANCHE LA SINCERITA’ A TUTTI I COSTI POTREBBE RISULTARE INOPPORTUNA E/O OFFENSIVA, INACCETTABILE. NESSUN SEGNALE DA SOLO HA UN SIGNIFICATO UNIVOCO. IL LINGUAGGIO VERBALE E QUELLO NON VERBALE SONO INTERDIPENDENTI E, QUINDI, NELL’ INTERPRETAZIONE, DOBBIAMO TENER CONTO NECESSARIAMENTE DI ENTRAMBI.
    • 78. In ogni caso occorre fare molta attenzioneIn ogni caso occorre fare molta attenzione perché non tutto quello che vieneperché non tutto quello che viene comunicato arriva al ricevente.comunicato arriva al ricevente. Anzi, di solito: il soggetto vuole dire 100 in realtà dice 80 il ricevente sente 50 (a causa dei disturbi dell'ambiente) capisce 30 ricorda 20
    • 79. PIANO DEL CONTENUTO Se si vuole essere convincenti i due piani devono essere congruenti PIANO DELLE RELAZIONI Informare di una situazione pericolosa ridendo Dire “Mi dispiace” con il sorriso sulle labbra” Dire “Mi sto divertendo” in tono grave
    • 80. L’INSICUREZZA PORTA ALL’INCONGRUENZA L’INCONGRUENZA PORTA A NON ESSERE CREDUTI Queste considerazioni ci portano al principio della forma In ogni messaggio l’importanza della forma è la seguente Il segno è composto da un significante (la forma) che veicola o meglio rimanda a un significato (il contenuto). Per cui ne deriva un simile rapporto tra significante e significato.
    • 81. Non-aderenza: le dimensioni del problema Pazienti con una patologia cronica sintomatica Pazienti che necessitano di una trattamento per un problema acuto Pazienti con una patologia cronica asintomatica 20% 50% 70%
    • 82. Quanto incide una comunicazione non adeguata nei casi di non aderenza ?
    • 83. sorridere guardare negli occhi dire qualcosa di non correlato alla malattia Costruire una relazione terapeutica con il paziente Come?
    • 84. Atteggiamento mentale Ascoltare, prima di dire o fare Non convincerci troppo presto di aver capito tutto Non dare nulla per scontato Non contrapporsi Non dare giudizi di valore Essere disposti a credere che quello che il pz. ci dice abbia un senso
    • 85. Quali sono le situazioni potenzialmente più difficili? Pazienti che non accettano, non si fidano Pazienti che reagiscono in modo emotivo Famigliari aggressivi, polemici Pazienti che non capiscono Familiari ansiosi
    • 86. Che cosa si può fare a livello relazionale? Minacce Colpevolizzazione Demoralizzazione Evitamento Incapacità e incontrollabilità Diminuzione dell’autostima Aumento dell’ansia
    • 87. Che cosa non fare a livello relazionale Essere freddi, distaccati Essere o sembrare molto impegnati Setting caotico Usare un gergo medico Domande chiuse Interrompere il paziente
    • 88. Che cosa non fare a livello relazionale Ignorare le domande del paziente Non permettere al pz di raccontare il suo problema Non considerare aspettative e preoccupazioni Attenzione alla malattia e non al paziente Feedback Atteggiamento ostile, sospettoso
    • 89. Che cosa non fare a livello relazionale Atteggiamento a bassa empatia e ad alto potere Fornire poco supporto
    • 90. Inoltre….. Saper ascoltare
    • 91. L’ascolto La capacità di ascolto è indispensabile perché la comunicazione sia tale: si manifesta  nella reattività di posture, gesti, atteggiamenti  nell’evitare di interrompere  nel riassumere ogni tanto con altre parole ciò che l’interlocutore sta dicendo.
    • 92. I livelli di ascolto • Ignorare • Fingere di ascoltare • Ascoltare a tratti • Sentire le parole • Porre attenzione • Ascoltare empaticamente
    • 93. Anche l’ascolto è attivo (M.Sclavi, 2002) Il ricevente compie un lavoro, la cui qualità rende più o meno “buono” l’ascolto. Alcune regole: - quel che percepisci dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista. - Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose dalla sua prospettiva. - Le emozioni sono strumenti conoscitivi fondamentali. Informano non su ciò che si vede, ma su come si guarda. - Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. - Un buon ascoltatore è capace di autoironia.
    • 94. STUDIO KAISER: efficacia del counseling (Kaiser Permanente Medical care e University of Southern California School of Pharmacy: studio di 2 anni che ha coinvolto 40.000 persone)
    • 95. Potenzialità della farmacia
    • 96. Cosa si richiede al farmacista?
    • 97. MOTIVI DI DELUSIONE IN FARMACIA
    • 98. RICORDARSI SEMPRE CHE SI STA PARLANCO CONCON UNA PERSONA E NON AA UNA PERSONA
    • 99. La possibilità di dare una buona prima impressione NON SI PRESENTA UNA SECONDA VOLTA
    • 100. emotiva,: esprime il proprio stato d’animo es. il film non mi è piaciuto, c’erano delle scene che mi hanno spaventato
    • 101. Conativa: Si cerca di influenzare l’interlocutore, spingendolo a modificare il suo pensiero o a compiere un’azione es. prendi un foglio di carta e piegalo in quattro
    • 102. Referenziale: fornisce informazioni su situazioni, avvenimenti, esperienze es. oggi fa molto caldo: ci sono 30 gradi
    • 103. Poetica: focalizza la comunicazione sulle modalità con cui è costruito il testo stesso es. “bella è la neve per l’uomo di neve che ha vita allegra anche se breve e in cortile fa il bravaccio vestito solo di un cappellaccio”(RODARI)
    • 104. fatica, quando la lingua è usata per mantenere il contatto con l’interlocutore es.ehi, dico a te
    • 105. metalinguistica, quando si parla della lingua, focalizzando la comunicazione sugli elementi costitutivi di un codice e sul loro funzionamento es. chiameremo punto l’intersezione di due rette tracciate sulla stessa superficie piana
    • 106. LE FUNZIONI DEL LINGUAGGIO Ogni atto comunicativo implica molto di più che il semplice flusso di informazioni da emittente a destinatario Ovvero quando comunichiamo, svolgiamo le seguenti funzioni:  a)     Referenziale (o rappresentazionale)  descriviamo il reale o uno stato di cose veicoliamo informazioni che si riferiscono all’oggetto che descriviamo b)     Interpersonale (o espressiva) comunichiamo ciò che noi siamo in relazione al mondo e all’interlocutore, ciò che l’interlocutore è per il resto del mondo e per noi, includendo in questo l’identità personale, lo stato emotivo temporale e atteggiamenti abituali e le relazioni sociali. c)     Di auto ed etero regolazione usiamo il linguaggio per regolare le nostre azioni e quelle degli interlocutori, attraverso richieste, ordini, comandi, persuasioni. d)     Di coordinazione delle sequenze interattive gestiamo attraverso segnali l’alternanza tra emittente e destinatario, comunichiamo la (sulla) comunicazione. e) Di metacomunicazione comunichiamo la (sulla) comunicazione.
    • 107. La complessità e la molteplicità delle funzioni che svolgiamo attraverso i segnali che emettiamo è tale che è impossibile che il nostro destinatario non supponga di ricevere dei messaggi e vada a praticare una qualche interpretazione, per questo si ritiene che È IMPOSSIBILE NON COMUNICARE Ma come facciamo a svolgere simultaneamente tutte queste funzioni quando ci scambiamo semplici informazioni? Una parte delle informazioni relative alle funzioni •Interpersonale (o espressiva) •Di coordinazione delle sequenze interattive •Di metacomunicazione vengono fornite anche attraverso altri canali ad alto flusso di segnali analogici
    • 108. I SEGNALI DIGITALI conducono ad un significato per una convenzione arbitraria Sono discreti in quanto per aumentare di grandezza, di numero o di qualità lo possono solo per salti stabiliti con altri segnali digitali: casa, grande casa, casa/e, proprio come i numeri reali naturali 1, 2, 3 Si possono definire segnali sul piano del contenuto e veicolano informazioni. I SEGNALI ANALOGICI conducono ad un significato per un’analogia che presentano con l’oggetto, l’idea dell’oggetto o una sua parte. Sono continui in quanto l’ampiezza delle mani per indicare una grandezza può variare in maniera infinitesimale, così come un tono di voce per indicare rabbia o un sorriso. Si possono definire segnali sul piano delle relazioni e veicolano informazioni sulle informazioni.
    • 109. DIGITALE ANALOGICO •Le parole •Il quadrante dell’orologio in cifre (si passa da un secondo all’altro) •La codifica dei computer o è “0” o è “1”, 8 bit formano un byte che codifica un carattere) •L’uso delle mani per indicare quantità o intensità •“ho visto miao miao” (un gatto) (onomatopee) •Il tono e la velocità dell’eloquio basta!!!! (tratti paralinguistici) •Il gesticolare, le espressioni del volto, la distanza corporea (linguaggio del corpo) •La poesia •l quadrante con le lancette (viene indicato il passare parziale del tempo) •La vecchia linea telefonica (il messaggio viene modulato in impulsi elettrici che riproducono analogicamente il suono) il modem (modulatore demodulatore) fa da tramite tra il computer (digitale) e la linea telefonica (analogica)
    • 110. I SEGNALI DIGITALI POSSONO ANDARE A COMPORRE SEGNALI ANALOGICI L’alfabeto è un sistema di segni digitali A B C Il codice binario è un sistema di segni digitali Bit: 0 o 1 Le parole sono segnali digitali C A S A Il linguaggio dei calcolatori si basa su una sequenza binaria Byte 8 bit 00010001 Una frase però costruire molte analogie mail e lettere con analogie Posso supportare immagini Posso supportare suoni i sogni: tutti i sogni: tutti i sogni sogneremo. (P. Neruda) … giiii tumb ZZZANG- TUMB-TUMB (280 colpi di partenza) srrrrrr GRANG- GRANG (colpi in arrivo) coooc-craaac grida degli ufficciali sbattacchiare come piatti d’ottone… (F. T. Marinetti) Tu sei come una giovane, Una bianca pollastra. (U. Saba) Cavalcata walchirie nella ripetizione di “tutti i sogni” legato a “sogneremo” crea un’analogia con l’atmosfera soffusa ed indefinita del sogno per rievocare la battaglia, crea una forte analogia, con l’ausilio delle lettere (digitali) utilizza delle onomatopee (segnali analogici) con il campo di scontro in un contesto di esplosioni di armi da fuoco. analogia tra la giovane descritta nel testo e una gallina. L’immagine è un’analogia della realtà, non la realtà:può avere alcuni suoi colori, alcune sue linee o forme, ma è finita, chiusa e di dimensione diverse, senza profondità rispetto alla realtà Posso evocare una battaglia per analogie con il ritmo e l’intensità della musica
    • 111. VERIFICA Quale dei due codici è digitale e quale analogico? a) b)
    • 112. a) b) RISPOSTA: a) È un segnale analogico Viene riprodotta una qualità dell’oggetto a cui ci si riferisce (il rumore della macchina) b) È una segnale digitale Una convenzione va corrispondere alla parola “casa” l’oggetto designato
    • 113. CON I SEGNALI DIGITALI EMETTIAMO SOPRATTUTTO INFORMAZIONI PIANO DEL CONTENU TO CON I SEGNALI ANALOGICI EMETTIAMO SOPRATTUTTO INFORMAZIONI SULLE INFORMAZIONI PIANO DELLE RELAZIONI
    • 114. VERIFICA Lucia vede Luigi per strada e non potendolo evitare, lo saluta “Ciao”. Il tono della voce appare il più indifferente possibile, gli occhi guardano in una direzione ben precisa oltre a Luigi e aumenta la velocità del passo. Prova a classificare i seguenti segnali: Segnale Analogico digitale “Ciao” ? ? Tono della voce ? ? Occhi ? ? velocità del passo ? ?
    • 115. Segnale Analogico digitale “Ciao” F V Tono della voce V F Occhi V F velocità del passo V F RISPOSTA Lucia vede Luigi per strada e non potendolo evitare, lo saluta “Ciao”. Il tono della voce appare il più indifferente possibile, gli occhi guardano in una direzione ben precisa oltre a Luigi e aumenta la velocità del passo. V=risposta giusta F= risposta sbagliata
    • 116. PIANO DEL CONTENUTO Se si vuole essere convincenti i due piani devono essere congruenti PIANO DELLE RELAZIONI Informare di una situazione pericolosa ridendo Dire “Mi dispiace” con il sorriso sulle labbra” Dire “Mi sto divertendo” in tono grave
    • 117. L’INSICUREZZA PORTA ALL’INCONGRUENZA L’INCONGRUENZA PORTA A NON ESSERE CREDUTI SIGNIFICANTE SIGNIFICATO SEGNO Queste considerazioni ci portano al principio della forma In ogni massaggio l’importanza della forma è la seguente Il segno è composto da un significante (la forma) che veicola o meglio rimanda a un significato (il contenuto). Per cui ne deriva un simile rapporto tra significante e significato.
    • 118. IL LINGUAGGIO CORPOREO NON VALE COME LEGGE MATEMATICA NON È’ SICURO CHE AD UN SEGNALE CORRISPONDA UN DETERMINATO STATO INTERIORE MA ESISTE UNA POSSIBILITÀ ED È MOLTO PROBABILE CHE SI VENGA INTERPRETATI IN BASE AI LINGUAGGI DEL CORPO LA DISTANZALA VOCE LA MIMICA LA GESTUALITA’ L’ATTEGGIAMENT O
    • 119. L’ATTEGGIAMENTO Termometro dell’apertura/chiusura: in medio stat virtus Una chiusura eccessiva, ci fa sembrare delle persone intabarrate e timebondi alla FANTOZZI Un’aperture eccessiva ci possono far sembrare un energumeno in mutandoni che si batte il petto urlando, alla TARZAN Nel mezzo si pone la posizione ideale, quello che dovrebbe apparire in un’interazione, come un colloquio di lavoro o un esame
    • 120. LA MIMICA Segnali dal volto FRONTAL E MEDIANA BOCCA PARTI DEL VOLTO
    • 121. FRONTAL E LE PIEGHE ORIZZONTALI DENOTANO L’ATTENZIONE VERSO QUALCOSA LE PIEGHE VERTICALI DENOTANO LA CONCENTRAZIONE SU QUALCOSA
    • 122. Accede alla memoria visiva: ricorda Crea immagini visive, può voler dire che mente Crea immagini sonore: può voler dire che mente Accede alla memoria uditiva: ricorda Pensa a sensazioni cenestiche (relative al tatto) Ha un dialogo interiore MEDIANA: I MOVIMENTI OCULARI La direzione degli occhi ci può trasmettere le seguenti attività interiori   ALTO DX BASSO SX
    • 123. CANALE % TIPOLOGIA DESCRIZIONE Vista 50 % Visivi Mentre parlano vogliono essere ascoltati/ comunicano maggiormente attraverso segnali visivi Udito 25 % Uditivi Mentre parlano cercano una risposta di conferma dai suoni dell’interlocutore, danno molta importanza ai segnali uditivi Tatto 25 % Cenestetici Prediligono il contatto fisico Olfatto Olfattivi Fanno molto alle impressione legate agli odori Non sempre una persona che non ci guarda non ci sta seguendo ma è probabile che ci dia quest’idea perché durante la comunicazione in presenza prediligiamo i seguenti canali che ci classificano in base alla preferenza del canale nelle seguenti tipologie soggettive LO SGUARDO
    • 124. I segnali della bocca, in base alle pieghe, agli angoli, alle chiusure delle labbra, non solo sono molto intuitivi e generalmente riconoscibili (anche simulabili), ma in diretta connessioni con zone cerebrali, per cui se assaggio qualcosa di amaro, meccanicamente le mie labbra assumeranno l’aspetto definito “amaro”   Perfino se sorridiamo forzatamente per qualche decina di secondi lo stato d’animo risulterà relativamente migliore e poi il sorriso più naturale   LA BOCCA
    • 125. •ESERCIZIO che vi aiuterà a capire meglio e in maniera più immediata questo tipo di segnale corporeo Provate a descrivere cosa trasmettono i seguenti sorrisi, questo esercizi Un aiuto: Simpatia Neutralità Freddezza Odio Rancore Curiosità Gioia Tristezza Rabbia Dolore Amarezza Serenità Indifferenza Amore
    • 126. Più nella comunicazione sono coinvolti emozioni e sentimenti (gioia, rabbia, dispiacere, insicurezza), più intensi e frequenti saranno i gesti LA GESTUALITÀ
    • 127. La DISTANZA fisica tra noi e gli altri comunica la distanza sociale e relazionale Jodorowsky
    • 128. ZONA INTIMA  È la zona più privata, nella quale facciamo entrare solo chi nutre la nostra intima fiducia e non sempre   L’invasione di questa area produce senso di lotta o di fuga, che se non espresso, può dare origine a stress   Maggiore è l’autorità della persona più grande è lo spazio di zona intima che le viene riconosciuto   Qualora si è costretti ad una momentanea invasione reciproca della sfera intima (es. in bus, ascensore), si tratta l’altro come non persone (non lo si guarda, non li si parla), se prolungato ci si può sentire più a proprio agio trasmettendo messaggi che nulla hanno a che fare con il loro contenuto ma con il loro tono rassicurante   ZONA PERSONALE Nella sfera personale hanno accesso quelle persone che non sono dei semplici conoscenti, ma neppure in tale confidenza da avere accesso alla zona più prossima   ZONA SOCIALE È la zona deputata allo scambio formale e a contatti superficiali con conoscenti o colleghi di lavoro.   ZONA PUBBLICA Tutta la zona visibile oltre alla zona sociale   Grazie ai nuovi media è possibile che la zona pubblica di una persona entri in quella personale di altre, per cui le seconde si sentono di diritto rientrare nella zona personale dei primi (es. i divi televisivi)
    • 129. Dio crea Adamo La vicinanza più prossima, quasi intima con la schiera angelica che lo circonda Ma si avvicina, attraverso il contatto ad Adamo che appare nel dipinto meno vicino a Dio degli Angeli
    • 130. ESERCIZIO Provate a descrivere i diversi gruppi nel dipinto in base alla vicinanza ed eventualmente possibili interazioni in base alla direzione degli sguardi e della postura
    • 131. •IL TONO La congruenza fra tono e contenuto è determinante per l’efficacia del messaggio Spesso è più importante il tono e non il contenuto per mettere a proprio agio l’interlocutore, per sedurre o convincere •IL RITMO Il ritmo con cui si parla non ha pressoché alcun valore informativo, ma viene notato subito (spiacevolmente) quando non corrisponde alle aspettative •LA MELODIA la melodia dell’eloquio contiene numerose unità informative sia sul piano del contenuto sia su quello della relazione.   Nella comprensione è un fattore importantissimo •LA VELOCITÀ dell’eloquio. Una notizia a noi nota e da noi già ripetuta la pronunciamo relativamente più veloce Una notizia ignota per essere appresa bisogna che sia pronunciata relativamente più lentamente LA VOCE
    • 132.   La situazione comunicativa si contratta dalla definizione di entrambe le parti attraverso la proiezione di quella che si ritiene essere la reale situazione comunicativa.   Esemplificazione: se io credo che il mio interlocutore sia falso, probabilmente diventerò anch’io meno sincero, lui avvertirà la mia simulazione e lo sarà a sua volta e io così avrò ulteriori segnali di conferma della mia aspettativa iniziale. L’EFFETTO PIGMALIONE

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