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Roma 8 aprile 2011
 

Roma 8 aprile 2011

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  • In questo senso, vi sono università che si prefiggono come missione l’eccellenza della ricerca e dell’insegnamento ed altre che punteranno sulla ricerca applicata sulla capacità di fare impresa; altre solo teaching, alcuni atenei (necessariamente pochi) potranno competere a livello internazionale, mentre altri costituiscono fattore di sviluppo per il territorio in cui si trova.
  • Si tratta di una riforma ad ampio raggio che tocca aspetti fondamentali della vita delle università: dalla governance al diritto allo studio, dallo stato giuridico al reclutamento dei docenti, dall’accreditamento alla valutazione degli atenei. Una riforma che è stata ispirata, voluta e realizzata con la collaborazione fattiva di più parti: il Governo e la maggioranza parlamentare, parte dell’opposizione, alcuni docenti universitari in veste di consiglieri ministeriali, la Conferenza dei Rettori delle università italiane, la Confindustria.
  • È sintomo di una grave mancanza di realismo pensare che il ministero possa assolvere in maniera efficiente ai compiti che la legge gli attribuisce. Già oggi vediamo che l’apparato burocratico ministeriale fatica a svolgere con puntualità le proprie funzioni figuriamoci cosa potrà succedere dopo questa legge. Anche qui gli esempi sono sotto gli occhi di tutti (decreto FFO, decreto indirizzi strategici, PRIN, ecc.). Ora questa incapacità del ministero nello svolgimento dei propri compiti è dovuta ad un difetto di organizzazione dell’amministrazione che non è dotata di un apparato tecnico professionale in grado di supportare, attraverso studi e valutazioni tecnico-discrezionali, le decisioni del ministro. È singolare che in una riforma a tutto campo che ha l’ambizione di rilanciare il sistema universitario proprio la governance centrale rimanga immutata. Con il rischio di tornare al solito circolo vizioso: il ministro che si appoggia ai professori universitari (CUN, CNVSU, CIVR) per prendere le sue decisioni.

Roma 8 aprile 2011 Roma 8 aprile 2011 Presentation Transcript

  • L’UNIVERSITÀ POSSIBILE: ESPERIENZE IN ATTO Roma, 8 aprile 2011 di Giorgio Vittadini Università Milano-Bicocca Fondazione per la Sussidiarietà
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 A. GLI OBIETTIVI DELL’ULTIMO DECENNIO E IL 3+2
    • Contesto
    • 1.1. Processo Bologna (1999)
    L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • Meno di un quarto dei lavoratori UE ha un’istruzione terziaria
    • Il controllo statale rende scarsamente diversificate università che
    • perdono competitività con globalizzazione
    • Molti drop out e scarsi risultati
    • Pochi flussi di studenti stranieri
    • Obiettivi stabiliti per il 2010:
    • Trasparenza e leggibilità dei percorsi formativi e dei titoli di studio
    • Offerta di conoscenze di alta qualità
    • Possibilità per studenti e laureati di proseguire gli studi o trovare un’occupazione in un altro Paese europeo
    • Maggiore capacità di attrazione nei confronti di cittadini stranieri
  • 1.2. Lisbona 2000: l’agenda dimenticata su CU L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • Aumento qualità ed efficacia dei sistemi di educazione e formazione dell’Unione europea
    • Facilitare l’accesso di tutti nel sistema di educazione e formazione
    • Aprire il sistema di educazione e formazione europeo al mondo
  • 1.3 Ritardo verso altri Paesi L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
  • 2. Esiti positivi 3+2 L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Nell’intervallo 2004 – 2009: la quota di laureati (di età 30-34 anni) è cresciuta di 3,3 punti percentuali, partendo da un valore inferiore al 16%. La riforma 3+2 ha aumentato i laureati, anche per effetto della duplicazione dei titoli (Fonte: Alma Laurea) Per l’89% dei responsabili delle risorse umane i laureati possiedono le competenze richieste per svolgere i lavori previsti (Fonte: Alma Laurea) Disallineamento delle competenze dei laureati italiani come negli altri Paesi europei (Indagine Eurobarometro) Nel 2009, 73 laureati su 100 provengono da famiglie dove i genitori sono privi di titolo di studio universitario
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 2. Esiti positivi 3+2 Occupabilità e retribuzione Tasso occupazione dei laureati: oltre 11 punti percentuali > rispetto ai diplomati (Fonti ISTAT e OECD) Retribuzione più elevata del 55% rispetto ai diplomati di scuola secondaria superiore (Fonti ISTAT e OECD) Più formati, ma soprattutto formati ad apprendere Flessibilità in ingresso non è il problema primario : Nei primi 3 anni dopo la laurea il 75% ha un lavoro. Dopo 3 anni: il 62% ha contratto permanente I laureati specialistici biennali italiani che lavorano all’estero a un anno dal titolo: nel 2010: 4,5%, nel 2009: 3%; con un lavoro stabile a un anno dalla laurea: 48%, + 14% rispetto al complesso degli specialistici italiani occupati in patria Specialistici trasferitisi all’estero guadagnano, ad un anno, 1.568 euro contro 1.054 dei colleghi rimasti in Italia
  • 3. Problemi aperti L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • Ancora pochi laureati (in calo dal 2008 e ancor oggi in contrazione). Un livello molto lontano da quello, pari al 40%, che la Commissione Europea ha individuato come obiettivo strategico da raggiungere entro il 2020.
    • Problema: poche opportunità nell'accesso al mercato
    • Tasso di disoccupazione: 15-24 anni: 29,4% (dato ISTAT)
    • Rendite per la popolazione + anziana a discapito dei giovani
    • Sistema delle imprese incapace di creare occupazione per i giovani; mondo dell'istruzione sganciato dal mercato
    • Ipotesi di soluzione:
    • Ridurre gli oneri contributivi; Favorire l'utilizzo dei contratti di apprendistato; Integrare l'acquisizione di competenze formali con esperienza; Avviare percorsi di collaborazione tra il mondo delle imprese e l’università
  • 3. Problemi aperti L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Famiglia di provenienza condiziona la scelta dei percorsi e le aspirazioni lavorative A 5 anni dalla laurea: i più ricchi hanno maggiori contratti stabili, maggiori contratti autonomi e maggiore reddito L'istruzione, compresa quella universitaria, non aiuta la progressione sociale degli strati più deboli della popolazione Ridotta presenza di studenti esteri nel nostro sistema universitario. Non preoccupa che i nostri più bravi vadano all'estero ma che il nostro sistema educativo e professionale non sia attrattivo per talent internazionali. L’efficienza tecnica (iscritti/laureati) è diminuita (Agasisti, 2005). Alcune università attraggono studenti ma non hanno mezzi per gestirli e quindi non aumentano proporzionalmente i laureati
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 4. Sintesi L’universitario italiano che esce dal 3+2 è un universitario competitivo -> la nostra università di base offre una buona preparazione. Il livello medio americano è inferiore al nostro. Non basta aver allargato il numero di studenti e laureati (negli USA 40%), impegno da mantenere e incrementare. Il problema è un altro ….
  • B. SPESA E QUALITA’ L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
  • 1. Problemi L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • Quali cause?
    • Problema dei finanziamenti
    • Ma non basta
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 2. Teoria del capitale umano (CU) Crescita esogena. Solow (57) Una crescita continua del PIL può essere ottenuta soltanto con la crescita della popolazione o con un miglioramento del tasso di miglioramento tecnico-organizzativo (CTO) esogeno. Crescita endogena. Romer (90) L’interazione tra input produce rendimenti di scala non decrescenti. La crescita di CU aumenta la produttività di K che cresce. La crescita di K aumenta la produttività di CU che cresce. La produttività è determinata endogenamente dalla crescita del CU, da attività di ReS, da varie modalità di apprendimento .
  • 2. Teoria del capitale umano 2.1. Impatto CU su produttività L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Diffusione ICT Aumento di creatività, di capacità di lavoro innovazione Impatto territoriale dei distretti HC Educazione Impatto sulla produttività Ricerca scientifica Progresso tecnologico Aumento di creatività, di capacità di lavoro innovazione Impatto territoriale dei distretti Educazione
  • 2. Teoria del capitale umano 2.2 Salario a tre anni dalla laurea L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Modello teorico dell’interazione tra i tre tipi di CC (da Heijke et al. 2002) CC specialistiche all’uscita Salario a 3 anni dalla laurea CC manageriali Lavoro coerente con la specializzazione CC accademiche all’uscita CC specialistiche all’uscita
  • 2. Teoria del capitale umano 2.3 CU e progresso tecnologico L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Costi/opportunità di strategie formative:  (spec)   (base)   (appr) Source: Maggioni (1997) M.A. Maggioni, AEEE, 05/10/2004
  • 2. Teoria del capitale umano 2.4 Istruzione superiore e disuguaglianze L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Linee di età-guadagni ipotetiche in occupazioni che differiscono nell’ammontare di conoscenze richieste: Investimento come politica di redistribuzione
  • 3. CU: Il ruolo dell’istruzione superiore 3.1 Qualità investimento CU. UE vs USA L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
  • 3. CU: Il ruolo dell’istruzione superiore 3.2 Qualità investimento CU USA L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Un aumento di un anno di istruzione media nei Paesi OCSE provoca nel luogo periodo un incremento stabile del 3-6% del PIL (Rapporto OCSE 2005), ma è determinante la qualità .
    • USA vs UE
    • I redditi di lungo periodo sono spiegati per il 50% dal risultato al gmat (che decide della scelta della qualità dell’ateneo): forte selezione meritocratica.
    • Presenza massiccia di Phd di alto livello che attraggono i migliori del mondo.
    • Massiccia presenza di master per formazione permanente di classe dirigente.
  • 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 Finland Denmark Sweden Great Britain Norway New Zealand United States Switzerland Netherlands Austrailia Canada Slovenia Czech Republic Italy Ireland Hungary Chile Poland Portugal high skilled medium low skilled M.A. Maggioni, AEEE, 05/10/2004 Source: Ok-Tergeist (2002) L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 3. CU: Il ruolo dell’istruzione superiore 3.3 Occupazione per Livello di Istruzione
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 3. CU: Il ruolo dell’istruzione superiore 3.4 Qualificazione laureati
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 3. CU: Il ruolo dell’istruzione superiore 3.5 Formazione permanente di tipo terziario Source: Ok-Tergeist (2002)
  • 3. CU: Il ruolo dell’istruzione superiore 3.6 Spendiamo poco e male L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
  • 3. Il cuore del problema L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Pochi investimenti non nell’eccellenza
    • Finanziamenti: scarsi, non selettivi tra università di eccellenza e non , basse tasse e basse borse di studio nessun prestito, pochi fondi privati, poche risorse da vendita servizi
    • 2 grandi temi:
    • non investimento in eccellenza
    • si spende poco e male
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 C. QUALE MODELLO E QUALE ECCELLENZA
    • I modelli
    • 1.1. 2 modelli
    L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • 1. sistema universitario monolitico, indifferenziato, omogeneo nel quale le differenze tra atenei (pur esistenti) sono scarsamente significative, salvo alcune poche università che sono scelte per l’eccellenza.
    • 2. sistema in cui le differenze siano evidenziate ed esplicitate, non rappresentando per questo una condizione di minorità di alcuni atenei rispetto ad altri, quanto piuttosto una possibilità di ricchezza per tutti. (tipico, ad esempio, dei contesti anglosassoni)
  • 1. I modelli 1.2 La Francia: statalismo illuminato L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Il sistema francese strettamente statalista prevede il privilegio a poche selettive università, tendenzialmente parigine a cui vengono destinati la gran parte dei finanziamenti e a cui accede l’eccellenza degli studenti e dei professori. L’attenzione massima è a questi atenei; il resto integra.
  • 1.I modelli 1.2 Il sistema anglosassone: diversificazione e competizione L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • Non tutte le università si attestano a livelli di eccellenza nella ricerca e nell’insegnamento, nella formazione professionale, nella formazione permanente, nella produzione di brevetti e tecnologie, ecc.
    • Al contrario, ciascuna istituzione è libera di perseguire gli obiettivi specifici che ritiene più consoni alla propria missione e alla propria situazione (risorse disponibili, tradizione, vantaggi comparati, ecc.).
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 1.I modelli 1.2 Il sistema anglosassone: diversificazione e competizione
    • Chiunque è libero di istituire università ed attivare corsi di studio, reclutando i docenti con modalità sostanzialmente stabilite in autonomia. I titoli rilasciati non costituiscono un elemento formale per l’accesso alla pubblica amministrazione e per gli avanzamenti di carriera al suo interno (nel nostro Paese, questo coinciderebbe con l’abolizione del valore legale del titolo di studio).
    • Gli studenti, decidono cosa vogliono:
    • Conseguire un titolo
    • Ricerca qualità dei corsi
    • Obiettivi intermedi
    • Il tutto è assicurato dal sistema di finanziamento composito:
    • Alte tasse e alte borse (il pubblico finanzia la domanda più che l’offerta)
    • Donazioni esentasse
    • Risorse con presenza su mercato istruzione con qualità ricerca anche per industria e alta formazione
  • 1. I modelli 1.3 Noi: un po’ qui un po’ là L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Non abbiamo mai scelto Autonomia formale ( spesso male usata vedi n corsi laurea e politica concorsi locali) Ma Proliferazione di università: troppe sedi senza economia di scala o senza qualità (oggi università telematiche!), fondi dati senza criteri qualitativi; unico sistema finanziamento trasferimento fondi; Scarsa attenzione a master formazione permanente, dottorati; non apertura di università a servizi sul territori; paradossalmente mentre proliferavano corsi di laurea senza sosta criteri burocratici per attivarli Università né in competizione né statalismo illuminato
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 D. LA RIFORMA
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Riforma ad ampio raggio che tocca aspetti fondamentali quali: governance diritto allo studio stato giuridico reclutamento docenti accreditamento valutazione atenei. Realizzata con la collaborazione di più parti: il Governo e la maggioranza parlamentare, parte dell’opposizione, alcuni docenti universitari in veste di consiglieri ministeriali, la Conferenza dei Rettori delle università italiane, la Confindustria.
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 La legge è articolata in tre titoli: il primo relativo all’organizzazione del sistema universitario ( governance ); il secondo contenente norme e deleghe legislative in materia di qualità ed efficienza del sistema universitario; il terzo concernente il personale accademico e il riordino della disciplina del reclutamento di docenti e ricercatori. A sua volta il Titolo I è suddiviso nella 1.1.1. ridefinizione degli organi di governo 1.1.2. ridefinizione dell’articolazione interna (dipartimenti e strutture di coordinamento) 1.1.3. previsione della possibilità di federazione e fusione tra atenei; 1.2. Il Titolo II è rubricato norme e delega legislativa in materia di qualità ed efficienza del sistema universitario ; tra cui: - fondo per il merito (art. 4); - stato giuridico dei professori e dei ricercatori di ruolo (art. 6); - misure per la qualità del sistema universitario (art. 13); Vi sono poi 47 deleghe da perfezionare perché la legge divenga operativa
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • Meriti della riforma:
    • reclutamento personale
    • non assicurazione posto indeterminato subito
    • accorpamento atenei
    • semplificazione governance
    • valorizzazione qualità ed efficienza attraverso l’Anvur
    • La legge è un punto di partenza che dovrà coinvolgere tutti gli attori del sistema: il legislatore delegato (chiamato a disciplinare una parte molto importante della riforma complessiva), il ministero (che dovrà svolgere una quantità enorme di compiti e funzioni), le università (che da subito saranno chiamate a modificare i propri statuti).
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 E. I PROBLEMI DA AFFRONTARE
  • 1. Un soggetto vivente futuro dell’università L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011
    • Obiettivi principali di chi vive l’università:
    • costruzione del soggetto per la realizzazione del bene comune dell’università;
    • costruzione di spazi di cultura attraverso il nostro personale lavoro
  • 2. Finanziamenti da offerta a domanda L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Cambiare mentalità: l’università non è spesa sociale Mentre spendiamo tanto e male per la scuola, spendiamo poco per l’università Smettere di finanziare a pioggia Spostare finanziamenti da offerta a domanda: Miur e regioni finanzino gli studenti che scelgono dove andare Tasse + alte proporzionate ai redditi e borse di studio + alte per permettere un effettivo diritto allo studio
  • 3. Diversificazione e competizione università L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Scegliere un modello che valorizzi una competizione virtuosa fra università una libertà di iniziativa responsabile,positiva, costruttiva, all’interno Flessibilità di didattica e di ricerca vincolati al raggiungimento di obiettivi di qualità e quantità Ruoli diversi per diverse università tenendo conto di economie di scala, risorse attivabili, diversi obiettivi effettivamente perseguibili
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 4. Master e dottorati Ciò che è fondamentale nell’università italiana e non è stato riformato organicamente: l’eccellenza (dottorati, master…) Dottorati di livello internazionale Formazione permanente classe dirigente attraverso master universitari Estension e fondazioni per le università a questo scopo
  • 5. Internazionalizzazione L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Strumenti per far formare gli studenti all’estero e possibilmente farli rientrare Strumenti per attirare studenti dall’estero e per mantenere i contatti
  • 6. Esternalizzazione L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Libertà di stipulare contratti con imprese, consulenti… (esternalizzazione) Libertà di vendere servizi educativi e ricerche Capacità di ricerca, ma anche capacità organizzative e di reperimento fondi Semplificazione norme reclutamento personale per attività di vendita servizi ricerca e consulenza Detassazione donazioni, ecc
  • L’Università possibile: esperienze in atto Roma, 8 aprile 2011 Valutazione per peer review Valutazione come capacità di un sistema di prendere coscienza di se stesso e di procedere per obiettivi. 7. Anvur