Marketing culturale e nuovi strumenti di comunicazione
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Marketing culturale e nuovi strumenti di comunicazione

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Slides dedicate alla comunicazione e al marketing della cultura su social media, web 2.0 e altri mezzi di comunicazione attuali.

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  • Le riflessioni citate nel commento precedente potrebero essere un buon punto di partenza per PREPARARSI su fatti concreti come:
    1)
    http://www.algheroeco.com/economia/eurostat-litalia-spende-poco-per-cultura-e-istruzione.html
    2)
    http://www.algheroeco.com/io-speriamo-che-me-la-cavo/ingress-o-come-vivere-immersi-nella-realta-virtuale.html
    O no?? [.... e chi risponderà mai!?]
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  • Il commento precedente riassume considerazioni maturabili riflettendo su un'intervista all'inventore del Web https://plus.google.com/101438010163979157405/posts/5HkZL8E4hTi
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  • Se il Marketing non vuole morire, arrivando a -proporsi- IMPORSI come gestore di una cultura di consumo, ... il consumatore non imparerà mai a diventare utente [di un DIALOGO OPERATIVO utile alla gestione delle relazioni necessarie all'evoluzione di un proprio PROCESSO COGNITIVO http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_cognitivo] :-((
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Marketing culturale e nuovi strumenti di comunicazione Marketing culturale e nuovi strumenti di comunicazione Presentation Transcript

  • Marketing culturale e nuovistrumenti di comunicazione L’evoluzione del marketing, l’adozione di nuovi strumenti e nuove logiche Claudio Simbula Blogger e giornalista pubblicista Dottore in Editoria, Comunicazione multimediale e giornalismo Interaction designer junior Slides ispirate alla mia tesi di laurea e a tesi di laurea e lavoro di Alessio Carciofi
  • Passaggio d’epoca, transizione d’era, sono queste lekeywords che fanno da introduzione.Un’epoca sta volgendo al termine, lasciamo alle spalle l’epoca delle Album fotocertezze e delle ideologie e ci inoltriamo nella stagione del frammento,della pluralità, della volatilità, della molteplicità dei punti di vista.Secondo i fautori della sociologia postmoderna, si starebbe vivendo un di Claudiocambiamento epocale, profondo quanto quello che portò dal Medioevoal Rinascimento: il passaggio al nuovo millennio avrebbe segnato la finedell’Era Moderna e l’inizio di quella Postmoderna.
  • Ciò a cui assistiamo infatti, in un lasso di tempo estremamente ridotto, èil mutamento dei modi di produzione, l’irrompere di nuove tecnologierivoluzionarie e tecnologiche, condizioni determinanti e qualificanti aifini di un passaggio d’epoca.Il cambiamento investe l’intera società, tutti gli utenti. Album fotoViene a nascere un nuovo modello di utente e consumatore, con il qualebisogna imparare ad avere a che fare. di ClaudioAll’interno di questo corso si cercherà di “raffigurare” il consumatore neisuoi tratti più eloquenti della postmodernità.Il consumatore è un termine improprio e ideologicamente connotato,ma per semplicità continuiamo a chiamarlo con tale accezione.
  • “A revolution doesnt happen when a society adoptsnew tools.It happens when society adopts new behaviours...” Album foto“Una rivoluzione non accade quando la società adotta nuovistrumenti.Accade quando la società adotta nuovi comportamenti..” di Claudio Clay Shirky
  • Il consumo è un fenomeno sociale e, quindi, non può essere compreso selo si colloca in maniera asettica allinterno di vecchie categorie e dellalogica, ormai superata, dei comparti stagni del meccanicismo di naturaeconomica.Se cardine della modernità era la produzione, al centro dellapostmodernità cè proprio il consumo, sempre meno di merci e semprepiù di simboli e di segni. di ClaudioLa performance del prodotto è superata dai significati semiotici deglioggetti; gli oggetti stessi non sono più gli status symbol di una volta, madei mezzi liberamente scelti e combinati per comunicare la propriaidentità.
  • Al marketing tradizionale che lega il consumo al concetto di utilità sicontrappone ora lidea del consumo come esperienza, che implicalinerzia, la fantasia, lo spreco del tempo, il ludico, ma anche lamore, illegame affettivo. di Claudio L’utente vuole ESPERIENZE!Esperienze da ricordare, di cui parlare, da portare con sé. Un elemento da considerare con attenzione quando si parla di marketing culturale.
  • L’esperienza acquista valore nel momento in cui chi la vive se la “portacon se” e se la ricorderà per sempre, in questo caso tale valore diventa“economico” per cui le persone sono disposte a pagare.Sono soprattutto le esperienze a dare senso agli acquisti, dato che èoramai acquisita la fase storica della soddisfazione non solo dei bisognima anche dei desideri. Album fotoProtagoniste sono cioè la ricerca e l’aspettativa di vivere, partecipare aesperienze che trovano un riscontro nel consumatore ma che non siesauriscono nelle modalità tradizionali di fruizione.
  • È l’area del desiderio e non quella del bisogno che bisogna considerareper dialogare con il consumatore postmoderno.Le marche, infatti, per competere efficacemente sul mercato, devonoessere in grado di suscitare esperienze altamente emotive perchélimmagine, la fiducia, lautorevolezza sono condizioni necessarie ma non Album fotosufficienti per promuovere unimmagine di marca seduttiva eculturalmente attuale.Tutti elementi che chi lavora nel settore della cultura può utilizzare.
  • Come conseguenza, anche il marketing si evolve su questo solco.Il marketing offensivo, che ha caratterizzato un’epoca, cede cosìgradatamente il passo ad un marketing difensivo: conquistare un nuovocliente costa assai di più (dalle quattro alle sette volte, a seconda deisettori) che conservarne uno già acquisito. Albumsifotoai suggerimenti, allaDalle sollecitazioni continue e pressanti passacollaborazione. di ClaudioI mercati diventano conversazioni.Vince chi sa parlare meglio con l’utente e acquisirne la fiducia, sullabase dei fatti.
  • A day in the life of… SOCIAL MEDIA!http://www.youtube.com/watch?v=iReY3W9ZkLU&feature=related Album foto di Claudio
  • Il consumatore (utente) è sempre più informato e attivo, resistente allevecchie logiche del marketing.“La resistenza al marketing da parte dei consumatori non è mai stataforte quanto oggi, tale resistenza non equivale ad un desiderio di frenarei consumi ma è semplicemente un segnale: i consumatori dimostrano di Album fotovoler scoprire un modo migliore per interagire con le imprese.Meglio informati e più forte e più forti tecnologicamente, chiedono piùrispetto e attenzione. di ClaudioFinché le imprese non si dimostreranno capaci di coinvolgeremaggiormente tali consumatori, questi continueranno a resistere rispettoa ciò che si inventa per loro”. Yankevolich Partner, Studio Americano (www.yankevolich.com)
  • “Il nuovo consumatore” – scrive Lipovetscky - non è un individuo chepuò essere manipolato o ipnotizzato da chi produce, ma è indipendentee mobile. Album fotoNomade, in senso metaforico, nel continuo slalom tra prodotti, stili diconsumo, marche che va divenendo il modus vivendi del consumatorepostmoderno.” di Claudio G. Lipovetsky, La societè de L’iperconsommation, Le debat, 124, 2003
  • Il consumatore è diventato più:- Autonomo: più critico, avverso ed indipendente nei confronti dellaproduzione: chiede a chi produce la possibilità di instaurare un dialogo,uneffettiva relazione/sintonia; Album foto- Competente: ha acquisito molte più informazioni sulle sue scelte diconsumo, sulla composizione dei prodotti, sulla provenienza dellematerie prime, sul rapporto qualità/prezzo. di Claudio- Esigente: richiede sempre di più da chi vende e produce, in termini diqualità e di attenzione alle sue esigenze.
  • Il consumatore è diventato più:- Selettivo e orientato in senso olistico perché ai fini della scelta coinvolgesia dimensioni tangibili, come i valori duso, che quelle intangibili, come ivalori simbolici e i significati sociali delle sue scelte. Album foto- Pragmatico: il consumatore è, di fatto, sempre più disincantato erealistico nei confronti del mercato. di Claudio
  • C’è un trend nei consumi che sta imprevedibilmente sviluppandosi :la richiesta di autenticità.La globalizzazione dell’economia e dunque della società, che rendefragili e precari sia gli individui sia le loro identità, puòdiventare un acceleratore del movimento inverso, indirizzato alla Album fotoricerca di radici e stabilità.E nell’insieme di cose originali che si desidera possedere di Claudionella loro integrità e autenticità, vi sono in primo luogo, oggetti edesperienze.La cultura diventa un desiderio, viene richiesta.
  • Oggi è necessario che il produttore stesso sia autentico nelle sueintenzioni e nel suo comportamento.Egli deve agire più per vocazione che per opportunismo commerciale;ATTENZIONE: i consumatori/utenti sanno riconoscere la differenza.È necessario caricare il proprio prodotto (anche culturale) di senso, Album fotolegandolo al passato e al luogo, già nella fase di progettazione e poi lungotutto il suo percorso di interazione con l’attore; in altre parole devepraticare un’azione costruttiva di significati. di Claudio
  • Bernard Cova parla di retromarketing, il quale richiede alle imprese unposizionamento strategico basato su un ri-radicamento del marchio, delprodotto, de servizio. Album fotoPer fare questo è necessario porre attenzione all’attualità culturale, alvissuto quotidiano del consumatore, essere in linea con lo spirito deltempo e perseguire la maggiore coerenza possibile tra questi aspetti ed ilposizionamento aziendale. di ClaudioPuntare su fascino, storie, cose interessanti da proporre e da dire.
  • Marketing tradizionale addio?! Il marketing è morto in quanto sono esaurite le due condizioni che lo nutrivano: primo, che le persone non potessero parlare facilmente e direttamente tra loro; secondo, che il canale di trasmissione fosse concentrato, semplice e direttamente controllabile. (Gianluca Diegoli)
  • SOCIAL MEDIA!http://www.youtube.com/watch?v=cgP8WuCXIOQ Album foto di Claudio
  • Marketing tradizionale vs Web marketinghttp://www.youtube.com/watch?v=d4aijRJFOq4&feature=related
  • Il marketing non è una classica disciplina scientifica e accademica,esso nasce e si sviluppa soprattutto comedisciplina aziendale, trovando la sua ragion d’essere nell’utilità, nelprofitto che reca all’impresa.Il marketing ricopre il compito di soddisfare i bisogni delconsumatore mediante un’adeguata offerta di beni, facendo da“raccordo” tra domanda e offerta.In un mondo dove sempre più ciò che si vende e si scambia nonsono le merci, ma un articolato sistema disegni e di simboli, anche il marketing è destinato a cambiare.O scomparire.
  • Occorre che ci diventi familiare “l’idea che il marketing non debbaoccuparsi tanto dei bisogni del consumatore, ma della strutturesemantiche, sintattiche e pragmatiche della comunicazione operatatramite il consumo.” G.P. Fabris, Societing. Il marketing nella società postmoderna.Anche perché, accanto al consumatore, anche le imprese sono cambiate.Il particolare, bisogna considerare il nuovo ruolo dell’impresa nellasocietà.L’impresa culturale non fa eccezione, anzi.
  • Il marketing deve prendere rapidamente consapevolezza che la suavecchia epoca dell’oro si è oramai conclusa.Prenderne atto significa reinventare il marketing, adottare nuove regole,affinare la capacità di ascolto del nuovo che emerge, ripensare quelle cheparevano prassi consolidate ecollaudate, altrimenti si corre il rischio di combattere la battaglia con learmi del conflitto precedente.
  • Badot, Bucci e Cova propongono il termine Societing, come più adatto adescrivere il nuovo statuto del marketing: “un neologismo usato comeponte tra il marketing e la sociologia“.Un termine che esprime un passaggio dalla transazione alla relazione, dalprodotto al servizio, dal prodotto/servizio all’esperienza, dalla creazionealla co-creazione, dall’individuo alla “tribù”, dal mercato al network, dalconsumatore al network.“Societing – osserva Visconti - promuove l’idea di impresa non solo comeattore economico, ma anche cittadino di comunità.In tale prospettiva i prodotti non sono esclusivamente posti sul mercatoma, prima ancora, collocati all’interno di un sistema sociale chel’impresa contribuisce a costruire e, possibilmente, ad arricchire”. Visconti L.M., Identità e mediterraneità, Marketing Mediterraneo
  • Le tribù“ Tutto ha inizio con e nella comunità per poi tornare indietro, dopo unlungo periodo storico, ancora alla comunità, sia pure rivisitata da esseredifficilmente distinguibile.”Le tribù costituiscono gruppi di utenti non necessariamenteomogenei tra loro ( in termini di caratteristiche sociali oggettive) mainterrelati mediante un’identica soggettività, affettività o etica, e capaci disvolgere azioni micro sociali vissute intensamente benché effimere.Entrare in contatto e sviluppare le relazioni con le tribù può portareottimi risultati per la propria attività.Si possono tessere accordi e attivare contatti cordiali e innovativi, capacidi dare vita a conseguenze positive per la tribù e per l’impresa culturale.
  • Video su Social Media Marketinghttp://www.youtube.com/watch?v=cgP8WuCXIOQ
  • I DIECI COMANDAMENTI DEL MARKETING NON CONVENZIONALE Il marketing è sempre stato in evoluzione sin dalla sua nascita. Oggi il cambiamento appare rivoluzionario perché rivoluzionari sono i nuovi mezzi di comunicazione, la creatività a essi associata e le esigenze delle persone, che per la prima volta vogliono un ruolo attivo nei processi di comunicazione. Negli ultimi anni è stata introdotta una nuova terminologia che parla di guerrilla, viral, ambient, word of mouth, buzz. Si tratta sempre di marketing, ma con un taglio nuovo, in genere più creativo, meno costoso rispetto al passato e più incisivo nei confronti dei suoi destinatari.
  • La definizione di marketing non convenzionale appare per la prima voltanella rete nel novembre del 2004, diffondendosi nel giro di pochi mesi.I principi che caratterizzano il marketing non convenzionale in Italia sonoripresi dal primo blog/osservatorio di marketing non convenzionale,NinjaMarketing.it.Nel giro di poco tempo il sito e il team di NinjaMarketing sono divenutileader d’opinione e riferimento riconosciuto su marketing ecomunicazione in tutta Italia, e non solo.
  • I 10 punti che si andranno a evidenziare non racchiudono altro che ipassaggi epocali che consentiranno meglio di avere una visione più“ferrata”sul marketing non convenzionale rispetto a quello tradizionale.1. Dal brand – DNA al viral DNA2. Dai target alle persone3. Dagli stili di vita ai momenti di vita4. Dalla brand-awareness alla brand-affinity5. Dalla brand- image alla brand- reputation6. Dall’advertising all’ advertainment7. Dal media planning al media huting8. Dal broadcasting al narrowcasting9. Dal fare comunicazione all’essere comunicazione10.Dal market position al sense providing
  • 1. Dal brand – DNA al viral DNASi passa da una società basata sui mezzi di comunicazione unidirezionali auna società in cui lo scambio di informazioni fra utenti diviene praticadominante grazie alla diffusione di Internet.Da qui il passaggio dal BRAND DNA al VIRAL DNACome rendere la propria attività/offerta virale?Bisogna lavorare a monte su quelle caratteristiche “genetiche” delprodotto/brand che lo rendano per natura virale, cool, culturalmenteattuale, rilevante per il sistema culturale in cui viene inserito.
  • Il marketing virale è finalizzato alla realizzazione di prodotti, servizi, ecomunicazioni commerciali che abbiano in sé la propensione adiffondersi spontaneamente tra le persone come virus.L’aspetto relazionale e la condivisione di emozioni sono infatti ilprincipale incentivo ai comportamenti virali.AGGIORNARSI COSTANTEMENTE: oggi è necessario entrare in contattocon la società, viverci dentro, comprenderne il divenire per poternecogliere le tendenze.
  • IMPORTANTE: non si può realizzare un prodotto o uno spot e poirenderlo “virale”; bisogna operare a monte e non a valle pensando allacomunicazione già nella fase di progettazione del prodotto.La moneta oggi sono le idee e la creatività, e se prima era “il mezzo adeterminare l’idea”, oggi sono le idee a trovare i medium attraverso cuiesprimersi, la comunicazione pubblicitaria esce dalla cornice delloschermo e s’intrufola in spazi nuovi, dove l’affollamento dei messaggi èbasso e dove “il target” non se lo aspetta.È necessario dunque avere menti brillanti che forniscano sempre ideefresche, nuovi linguaggi e spunti culturali attraverso cui attivare leconversazioni intorno al prodotti o al brand.
  • 2. Dai target alle personeBisogna abbandonare l’idea militare del target e passare dalla guerra allacollaborazione.Prestate attenzione al Cluetrain Manifesto, “95 comandamenti” lanciatiin rete nel 1999 da degli esperti di comunicazione.I mercati sono conversazioni: è la prima delle 95 tesi del documento ,cheridefinisce la natura ed i processi tipici dei mercati nellera del web intermini di comunicazioni tra persone, comunicazioni libere, aperte,dirette, vere, autentiche, in una sola parola: umane.
  • Lo strumento più “utile” in questi tempi, che permette di “ascoltare”,rendere partecipi e relazionare è: Internet, o meglio quello cheultimamente prende il nome di Web 2.0: la nuova piattaformaconversazionale.Il web 2.0 è la definitiva trasformazione, o forse più propriamente“metamorfosi”, dello spazio nella rete, da virtuale a reale.In questo senso il Web 2.0, può essere inteso come una piattaformaconversazionale, di cui i blog rappresentano uno dei principali nodi diamplificazione.Web 2.0 = utente 2.0
  • 3. Dagli stili di vita ai momenti di vitaIl passaggio dagli stili ai momenti di vita apre le porte a quello che vienedefinito ambient marketing che consiste nel trasformare lambiente, in unmedia di comunicazione che veicoli il brand e utilizzi arredi urbani,iniziative comunali, eventi, mezzi di comunicazione pubblici e privati,dressing degli spazi urbani, etc.La comunicazione raggiunge il target al di fuori dei comuni canali divendita, cogliendolo appunto quando è più ricettivo al messaggiopubblicitario: nei luoghi in cui si reca spontaneamente durante la giornatae nel momento in cui si trova in condizione di apertura “mentale”, perchérilassato e quindi disponibile all’ascolto
  • Questa tecnica è di grandissima efficacia se applicata nel momento di vitain cui nasce il bisogno di un prodotto o servizio.Es: Ambient Marketing all’aeroporto di VeneziaLe operazioni più riuscite e creative vengono generalmente chiamateanche Guerrilla Marketing, una tecnica che può applicarsi alla strada maanche ad altri spazi di comunicazione, sia online che offline.
  • 4. Dalla Brand awareness alla brand affinityL’obiettivo di aziende e attività culturali non deve essere semplicementequello di lavorare sulla notorietà del proprio prodotto o servizio.Secondo Gerd Gerken. l’obiettivo delle aziende dovrebbe essere quello dientrare direttamente nell’ambito degli scenari, partecipando attivamentealla costruzione delle culture di consumo:“Non vi è più un consumatore al quale mirare, vi è un flusso di culture diconsumo e di orientamenti contraddittori con i quali si dovrebbeconfluire o dai quali essere trasportati come l’onda trascina con sé ilsurfer“.
  • Il “nuovo” marketing deve rivolgersi ai gruppi sociali, reali, vivendo inmezzo a quei gruppi, mettendo in atto una sorta di “fusione”, come ladefinisce Gerken, ossia rinunciare ad azioni unilaterali per passare adautentiche interazioni.Con il brand affinity, si intende, quindi, la capacita del brand di risuonarecon il sistema simbolico-culturale delle proprie tribù e con i propriscenari di riferimento, potendo contare sull’entusiasmo dei verisostenitori e sui meccanismi di contagio sociale che permettono adalcuni fenomeni di costume di diffondersi.
  • 5. Dalla Brand image alla Brand reputation“non costruirti un’immagine, ma conquistati una buona reputazione”.Fai in modo che le persone parlino bene di te.Chi prova/acquista i tuoi servizi e prodotti, deve esserne entusiasta eavere qualcosa da raccontare, divenire tuo alleato e portavoce.Il concetto di brand reputation riconosce il crescente potere di accessoalle informazioni delle persone che catapulta le aziende in una situazionedi “maggior trasparenza”.Non ci sono più segreti, il mercato on-line conosce i prodotti meglio delleaziende che li producono, e se una determinata cosa è buona o cattiva,tutti, prima o poi verranno a saperlo.
  • STRUMENTI E AZIONI PER FAR PARLARE BENE DI SE(o COME AVVIARE IL PASSAPAROLA)Da uno studio della London School of Economics1 Refferral programs: mettere a punto un programma sconti chefunzioni come una ricompensa per coloro che passano parola ai nuoviclienti. Ricompensare sia il segnalatore sia il segnalato ha sortito uneffetto psicologico molto forte.2 Tryvertising: termine di marketing dato dalla combinazione ditry o trial e advertising.Il presupposto è che, invece di distribuire gratuitamente campioni prova achiunque, il tryvertising distribuisce campioni in maniera selettiva agliutilizzatori leader, con l’obiettivo di rimuovere le barriere di prezzo allaprova e di utilizzare le “armi” dell’esclusività per trasformare i privilegiatipartecipanti al programma in promotori.
  • 3 Empowered involvement : l’attribuzione di potere ai clientiperché assumano controllo su packaging, advertising, o addirittura nuoviprodotti e servizi, è uno strumento di incentivazione del passaparola.Una sorta di partecipazione “attiva”, che li rende partecipi allarealizzazione di un determinato prodotto/servizio in cui possano dire:“l’ho fatto io”.4 Brand ambassador programs: Questo strumento si basasull’idea di invitare i consumatori migliori e più soddisfatti a diventareambasciatori del brand., attribuendo particolari privilegi sia per se stessi,sia da condividere con gli amici, quali inviti speciali, anteprime suprodotti, anticipazioni, ecc.
  • 5 Causal campaigns: Si tratta di abbracciare una buona causacome posizionamento, non solo in ottica di aumento vendite, ma fornisceanche ai consumatori un’ulteriore motivazione per passare parola.6 Influencer outreach : Invece di rivolgersi direttamente allamassa, il focus si sposta sugli influencer, che vengono influenzati perchépossano a loro volta influenzare la massa attraverso il passaparola.Gli “influenzatori” (opinion leader) rappresentano il 10% di qualsiasitarget.Il programma di influencer outreach consiste nell’individuare gliinfluenzatori all’inerno di un target e poi coinvolgerli utilizzandostrumenti per stimolare l’advocacy per trasformarli in promotori.
  • 7 Advocacy tracking: Monitorando i livelli di WOM (Word ofmouth/mouse) positivo, le aziende possono capire cosa stanno facendodi giusto e di sbagliato e dove andare ad agire per migliorare le cose.Qui è d’obbligo riportare l’esempio di Apple, che monitorando il buzznegativo relativo alla batteria dell’iPod, ritenuta troppo costosa e difficileda riparare, sono intervenuti immediatamente, riuscendo ad evitare undisastro di immagine senza confini per la casa americana.8 Innovation: La chiave del successo, e quindi la scintilla che“avvia” il passaparola è dato dall’innovazione. Questo significa che lachiave della crescita attraverso il WOM positivo è realizzare qualcosa diinnovativo.
  • Come affermato da Nichiren, un monaco buddista vissuto nelXIII secolo in Giappone, “Una cattiva reputazione si diffonderà ovunque, ma una buona reputazione andrà ancora più lontano”.
  • 6. Dall’advertising all’advertainmentLa comunicazione pubblicitaria è spesso stata associata all’arte dellapersuasione.Il marketing non convenzionale non punta a “persuadere”, bensì ad“intrattenere”.Più che persuadere, oggi, si deve tentare di far divertire le persone perstimolare la conversazione.Advertainment è un neologismo, composto dalle parole advertising(pubblicità) ed entertainment (intrattenimento), indicando la capacità di“tenere dentro”: ovvero catturare l’attenzione e mantenerla all’interno diun ambiente o di un’esperienza, proponendola significativa dal punto divista emozionale.
  • Con l’advertainment si possono indicare una serie di promozioniinterattive veicolate sul web sotto forma di intrattenimento, comevideogiochi, cartoni animati, filmati e siti multimediali.Una delle applicazioni più utilizzate è l’advergame, che unisceinformazione pubblicitaria, aspetto ludico e interattività. Si tratta di giochiinterattivi progettati e distribuiti dalle aziende per intrattenere gli utentimentre sono esposti alla pubblicità di brand, prodotti o servizi.Tra i vantaggi dell’advergame c’è anche la qualità di informazioni che leaziende riescono ad acquisire sul consumatore, tramite il gioco, peraccedere al quale è solito registrarsi.
  • 7. Dal media planning al media huntingIl media hunter è il cercatore dei media, un cool hunter dellacomunicazione in cui risuona lo spirito della contemporaneità, adifferenza dei “tradizionali media planning” che si dedicanoprincipalmente a elaborare dati basati su ricerche standard, come delresto i media che utilizzano, senza sapere cosa succede nella società.Il media hunter dovrebbe aiutare le aziende a sintonizzarsi sugli scenarifuturi prevedendo quali mezzi, eventi e luoghi andare a sponsorizzare.Per questo è necessario passare da una logica statistico-matematica diplanning a una socio-culturale rappresentata dal media hunting.
  • 8. Dal broadcasting al narrowcastingI media sono estremamente frammentati, esistono centinaia di mezzidiversi attraverso cui comunicare.La nostra economia e la nostra cultura si stanno muovendo dai mercati dimassa, ai milioni di mercati di nicchia che le tecnologie hanno reso piùfacile per i consumatori trovare e comprare prodotti di nicchia.In un’era priva delle costrizioni derivanti dallo spazio fisicodell’esposizione e della distribuzione, beni e servizi di nicchia possonoessere economicamente attraenti allo stesso modo di quelli di massa.Anche chi fa qualcosa di piccolo e originale, al dettaglio, può ambire alpubblico di un grande mercato.
  • Un esempio di quanto detto è la previsione secondo cui la domanda deiprodotti non reperibili nei tradizionali negozi è potenzialmente uguale aquella dei prodotti che lo sono.La tradizionale economia di vendita al dettaglio impone che i negoziabbiano solo i prodotti di massa, poiché lo spazio di esposizione ècostoso.Ma i venditori online, (da Amazon ad iTunes) possono virtualmenteimmagazzinare di tutto, e il numero dei prodotti di nicchia reperibilisupera quello dei prodotti di massa.
  • Questo concettopuò essere applicato anche con i media!A volte produce performance maggiori investiresu piccoli media di nicchia che sui grandi media,perché sui più grandi c’è più affollamentopubblicitario e quindi maggiore resistenza allapubblicità.
  • La grande forza della rete e della possibilità di accesso ad essa sta nelfatto di riuscire ad aggregare milioni di persone sparse nel mondoattorno a interessi, gusti, informazioni comuni.Ognuno di noi è in grado di creare in rete un proprio diario, un propriospazio e condividerlo come desidera e con chi desidera: ognuno ha e puòavere un suo pubblico, più o meno allargato.Questa, è, in sostanza, la morale della Coda Lunga.Distinzione fondamentale tra il broadcasting e il narrowcasting:il primo parla ad un pubblica di massa indifferenziato, mentre il secondoconversa con una massa di nicchie specializzate.
  • 9. Dal fare comunicazione all’essere la comunicazioneSi deve passare “dalla conoscenza sul consumatore” alla”conoscenza del consumatore”.È necessario che le imprese inizino a lasciare che i consumatoriprendano controllo delle variabili di marketing tradizionalmentepredefinite: dalla distribuzione (leggi CONDIVISIONE)all’informazione sul prodotto, dall’erogazione del servizio allacomunicazione della marca.
  • Si “deve” abbandonare il fondamentalismo del marketing tradizionale epassare alla dimensione dell’ascolto, del pensare comune e dellasponsorizzazione degli scenari.Parola d’ordine: COLLABORAZIONE.Co-creare valore con i clienti, loro sono nostri “dipendenti/amici”!Ricordando che lo fanno per amore, per autenticità, per bisogno diriconoscersi, e non per soldi.È necessario anticipare la domanda, mettersi al passo con le tendenze edei desideri per poter interagire con la formazione della mentalità delconsumatore per mezzo di una cooperazione.Così facendo si sui desideri, al punto che produttori e consumatorisviluppano insieme quelle richieste che possono poi venir soddisfattedall’azienda e dai suoi prodotti.
  • 10. Dal market position al sense providingDare un senso alla propria marca.Un senso positivo, slegato dalla negatività che spesso aleggia attorno allaparola marketing.Oggi la marca è un “progetto di senso” che assume un ruolo sociale epolitico. I consumatori diventano parte del progetto esprimendo un votocon l’acquisto dei suoi prodotti.Una buona marca, che vuole riuscire e farsi apprezzare, deve:- Portare avanti buoni propositi- Fornire spunti utili al bene comune- Soddisfare le aspettative civiche degli utenti
  • Claudio Simbulasimbula.claudio@gmail.comin/simbulaclaudio@claudiosimbulaSkype: claudio.simbula0039 3403432000