Decreto liberalizzazioni
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  • 1. Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinarieta ed urgenza di emanare disposizioni perfavorire la crescita economica e la competitivita del Paese, al finedi allinearla a quella dei maggiori partners europei edinternazionali, anche attraverso lintroduzione di misure volte allamodernizzazione ed allo sviluppo delle infrastrutture nazionali,allimplementazione della concorrenza dei mercati, nonche allafacilitazione dellaccesso dei giovani nel mondo dellimpresa; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 20 gennaio 2012; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, delMinistro dello sviluppo economico e del Ministro delle infrastrutturee dei trasporti, di concerto con il Ministro delleconomia e dellefinanze; Emana il seguente decreto-legge: Art. 1 Liberalizzazione delle attivita economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese 1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 3 del decreto-legge13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n.148, in attuazione del principio di liberta di iniziativa economicasancito dallarticolo 41 della Costituzione e del principio diconcorrenza sancito dal Trattato dellUnione europea, sono abrogate,dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 3 delpresente articolo e secondo le previsioni del presente articolo: a) le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni,licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dellamministrazionecomunque denominati per lavvio di unattivita economica nongiustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante ecompatibile con lordinamento comunitario nel rispetto del principiodi proporzionalita; b) le norme che pongono divieti e restrizioni alle attivitaeconomiche non adeguati o non proporzionati alle finalita pubblicheperseguite, nonche le disposizioni di pianificazione eprogrammazione territoriale o temporale autoritativa con prevalentefinalita economica o prevalente contenuto economico, che pongono
  • 2. limiti, programmi e controlli non ragionevoli, ovvero non adeguatiovvero non proporzionati rispetto alle finalita pubbliche dichiaratee che in particolare impediscono, condizionano o ritardano lavvio dinuove attivita economiche o lingresso di nuovi operatori ec onomiciponendo un trattamento differenziato rispetto agli operatori giapresenti sul mercato, operanti in contesti e condizioni analoghi,ovvero impediscono, limitano o condizionano lofferta di prodotti eservizi al consumatore, nel tempo nello spazio o nelle modalita,ovvero alterano le condizioni di piena concorrenza fra gli operatorieconomici oppure limitano o condizionano le tutele dei consumatorinei loro confronti. 2. Le disposizioni recanti divieti, restrizioni, oneri o condizioniallaccesso ed allesercizio delle attivita economiche sono in ognicaso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo eragionevolmente proporzionato alle perseguite finalita di interessepubblico generale, alla stregua dei principi costituzionali per iquali liniziativa economica privata e libera secondo condizioni dipiena concorrenza e pari opportunita tra tutti i soggetti, presentie futuri, ed ammette solo i limiti, i prog rammi e i controllinecessari ad evitare possibili danni alla salute, allambiente, alpaesaggio, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, allaliberta, alla dignita umana e possibili contrasti con lutilitasociale, con lordine pubblico, con il sistema tributario e con gliobblighi comunitari ed internazionali della Repubblica. 3. Nel rispetto delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 e secondo icriteri ed i principi direttivi di cui allarticolo 34 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22dicembre 2011, n. 214, il Governo, previa approvazione da parte delleCamere di una sua relazione che specifichi, periodi ed ambiti diintervento degli atti regolamentari, e autorizzato ad ado ttare entroil 31 dicembre 2012 uno o piu regolamenti, ai sensi dellarticolo17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per individuare leattivita per le quali permane latto preventivo di assensodellamministrazione, e disciplinare i requisiti per leserciziodelle attivita economiche, nonche i termini e le modalita perlesercizio dei poteri di controllo dellamministrazione,individuando le disposizioni di legge e regolamentari dello Statoche, ai sensi del comma 1, vengono abrogate a decorrere dalla data dientrata in vigore dei regolamenti stessi. LAutorita garante dellaconcorrenza e del mercato rende parere obbligatorio, nel termine ditrenta giorni decorrenti dalla ricezione degli schemi di regolamento,anche in merito al rispetto del principio di proporzionalita. Inmancanza del parere nel termine, lo stesso si intende rilasciatopositivamente. 4. Le Regioni, le Provincie ed i Comuni si adeguano ai principi ealle regole di cui ai commi 1, 2 e 3 entro il 31 dicembre 2012, fermirestando i poteri sostituitivi dello Stato ai sensi dellarticolo 120della Costituzione. A decorrere dallanno 2013, il predettoadeguamento costituisce elemento di valutazione de lla virtuositadegli stessi enti ai sensi dellarticolo 20, comma 3, deldecreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio2011, n. 111. A tal fine la Presidenza del Consiglio dei Ministri,nellambito dei compiti di cui allarticolo 4, comunica, entro iltermine perentorio del 31 gennaio di ciascun anno, al Ministerodelleconomia e delle finanze gli enti che hanno provvedutoallapplicazione delle procedure previste dal presente articolo. Incaso di mancata comunicazione entro il termine di cui al periodoprecedente, si prescinde dal predetto elemento di valutazione dellavirtuosita. Le Regioni a statuto speciale e le Provincie autonome diTrento e Bolzano procedono alladeguamento secondo le previsioni deirispettivi statuti. 5. Sono esclusi dallambito di applicazione del presente articolo iservizi di trasporto di persone e cose su autoveicoli non di linea, i
  • 3. servizi finanziari come definiti dallarticolo 4 del decretolegislativo 26 marzo 2010, n. 59 e i servizi di comunicazione comedefiniti dallarticolo 5 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59, di attuazione della direttiva 2006/ 123/CE relativa ai servizinel mercato interno, e le attivita specif icamente sottoposte aregolazione e vigilanza di apposita autorita indipendente. Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni Art. 2 Tribunale delle imprese 1. Al decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168 sono apportate leseguenti modificazioni: a) agli articoli 1 e 2 le parole: «sezioni specializzate inmateria di proprieta industriale ed intellettuale» sono sostituite,ovunque compaiano, dalle seguenti: «sezioni specializzate in materiadi impresa»; b) allarticolo 2, le parole: «in materia di proprietaindustriale ed intellettuale» sono sostituite dalle seguenti: «inmateria di impresa»; c) larticolo 3 e sostituito dal seguente: «Art. 3 (Competenza per materia delle sezioni specializzate). 1. Le sezioni specializzate sono competenti in materia di: a) controversie di cui allarticolo 134 del decreto legislativo10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni; b) controversie in materia di diritto dautore; c) azioni di classe di cui allarticolo 140 -bis del decretolegislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni. 2. Le sezioni specializzate sono altresi competenti, relativamentealle societa di cui al Libro V, Titolo V, Capi V e VI del codicecivile ovvero alle societa da queste controllate o che lecontrollano, per le cause: a) tra soci delle societa, inclusi coloro la cui qualita disocio e oggetto di controversia; b) relative al trasferimento delle partecipazioni sociali o adogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o idiritti inerenti; c) di impugnazione di deliberazioni e decisioni di organisociali; d) tra soci e societa; e) in materia di patti parasociali; f) contro i componenti degli organi amministrativi o dicontrollo, il liquidatore, il direttore generale ovvero il dirigentepreposto alla redazione dei documenti contabili societari; g) aventi ad oggetto azioni di responsabilita promosse dai
  • 4. creditori delle societa controllate contro le societa che lecontrollano; h) relative a rapporti di cui allarticolo 2359, primo comma, n.3, allarticolo 2497-septies e allarticolo 2545-septies codicecivile; i) relative a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi oforniture di rilevanza comunitaria in cui sia parte una societa dicui al Libro V, Titolo V, Capi V e VI del codice civile, quandosussiste la giurisdizione del giudice ordinario». 2. Dopo il comma 1-bis dellarticolo 13 del testo unico delledisposizioni legislative e regolamentari in materia di spese digiustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio2002, n. 115, e successive modificazioni, e inserito il seguente:«1-ter. Per i processi di competenza delle sezioni specializzate dicui al decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168, e successivemodificazioni, il contributo unificato di cui al comma 1 equadruplicato. Si applica il comma 1-bis». 3. Il maggior gettito derivante dallapplicazione delledisposizioni di cui al comma 2 e versato allentrata del bilanciodello Stato per essere riassegnato al fondo istituito ai sensidellarticolo 37, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 4. Il comma 4 dellarticolo 140-bis del decreto legislativo 6settembre 2005, n. 206 e sostituito dal seguente: «4. La domanda e proposta al tribunale presso cui e istituita lasezione specializzata di cui allarticolo 1 del decret o legislativo26 giugno 2003, n. 168, e successive modificazioni». 5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano aigiudizi instaurati dopo il novantesimo giorno dallentrata in vigoredel presente decreto. 6. Lamministrazione provvede allo svolgimento delle attivitarelative alle competenze previste dal presente articolo senza nuovi omaggiori oneri e con le risorse umane, strumentali e finanziariedisponibili a legislazione vigente". Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni Art. 3 Accesso dei giovani alla costituzione di societa a responsabilita limitata 1. Dopo larticolo 2463 del codice civile, e inserito il seguentearticolo: " Articolo 2463-bis (Societa semplificata a responsabilitalimitata) La societa semplificata a responsabilita limitata puo essere
  • 5. costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche chenon abbiano compiuto i trentacinque anni di eta alla data dellacostituzione. Latto costitutivo deve essere redatto per scrittura privata e deveindicare: 1) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, ildomicilio, la cittadinanza di ciascun socio; 2) la denominazione sociale contenente lindicazione di societasemplificata a responsabilita limitata e il comune ove sono poste lasede della societa e le eventuali sedi secondarie; 3) lammontare del capitale sociale non inferiore ad un eurosottoscritto e interamente versato alla data della costituzione. Ilconferimento deve farsi in denaro; 4) i requisiti previsti dai numeri 3), 6), 7), 8) del secondocomma dellarticolo 2463; 5) luogo e data di sottoscrizione. Latto costitutivo deve essere depositato a cura degliamministratori entro quindici giorni presso lufficio del registrodelle imprese nella cui circoscrizione e stabilita la sede sociale,allegando i documenti comprovanti la sussistenza delle condizionipreviste dallarticolo 2329. Liscrizione e effettuata con unicacomunicazione esente da diritti di bollo e di segreteria nella qualesi dichiara il possesso dei requisiti di cui al presente articolo. Lufficiale del registro deve accertare la sussistenza deirequisiti richiesti e procedere alliscrizione entro il termineperentorio di quindici giorni. Si applica larticolo 2189. D ecorsoinutilmente il termine indicato per liscrizione, il giudice delregistro, su richiesta degli amministratori, verificata lasussistenza dei presupposti, ordina liscrizione con decreto. Il verbale recante modificazioni dellatto costitutivo deliberatedallassemblea dei soci e redatto per scrittura privata e siapplicano i commi terzo e quarto. Latto di trasferimento dellepartecipazioni e redatto per scrittura privata ed e depositatoentro quindici giorni a cura degli amministratori presso lufficiodel registro delle imprese nella cui circoscrizione e stabilita lasede sociale. Quando il singolo socio perde il requisito deta di cui al primocomma, se lassemblea convocata senza indugio dagli amministratorinon delibera la trasformazione della societa, e escluso di dirittoe si applica in quanto compatibile larticolo 2473 -bis. Se viene menoil requisito di eta in capo a tutti i soci gli amministratoridevono, senza indugio, convocare lassemblea per deliberare latrasformazione della societa, in mancanza si applica larticolo2484. La denominazione di societa semplificata a responsabilitalimitata, lammontare del capitale sottoscritto e versato, la sed edella societa e lufficio del registro delle imprese presso cuiquesta e iscritta devono essere indicati negli atti, nellacorrispondenza della societa e nello spazio elettronico destinatoalla comunicazione collegato con la rete telematica ad accessopubblico. Salvo quanto previsto dal presente articolo, si applicano allasocieta semplificata a responsabilita limitata, le disposizioni diquesto capo in quanto compatibili.". Dopo il primo comma dellart. 2484 del codice civile, e inseritoil seguente: "La societa semplificata a responsabilita limitata siscioglie, oltre che i motivi indicati nel primo comma, per il venirmeno del requisito di eta di cui allarticolo 2463 -bis, in capo atutti i soci.". 2. Con decreto ministeriale emanato dal Ministro della Giustizia diconcerto con il Ministro dellEconomia e delle Finanze e con ilMinistro dello Sviluppo Economico, entro sessanta giorni dallentratain vigore della legge di conversione del pr esente decreto, viene
  • 6. tipizzato lo statuto standard della societa e sono individuati icriteri di accertamento delle qualita soggettive dei soci. Titolo I CONCORRENZA Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni Art. 4 Norme a tutela e promozione della concorrenza nelle Regioni e negli enti locali 1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in attuazionedellarticolo 120, comma 2, della Costituzione, assicura il rispettodella normativa dellUnione europea e la tutela dellunita giuridicae dellunita economica dellordinamento, svolgendo le seguentifunzioni: a) monitora la normativa regionale e locale e individua, anche susegnalazione dellAutorita Garante della Concorrenza e del Mercato,le disposizioni contrastanti con la tutela o la promozione dellaconcorrenza; b) assegna allente interessato un congruo termine per rimuoverei limiti alla concorrenza; c) decorso inutilmente il termine di cui alla lettera b), proponeal Consiglio dei Ministri lesercizio dei poteri sostitutivi di cuiallarticolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131; 2. Nellesercizio delle funzioni di cui al comma precedente, laPresidenza del Consiglio puo formulare richieste di informazioni aprivati e enti pubblici. 3. Le attivita di cui al presente articolo sono svolte con lerisorse umane, strumentali e finanziarie gia disponibili alegislazione vigente. Capo II Tutela dei consumatori Art. 5 Tutela amministrativa
  • 7. contro le clausole vessatorie 1. Al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 dopo larticolo37 e aggiunto il seguente: "Art. 37-bis (Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie) 1. LAutorita Garante della Concorrenza e del Mercato, previoaccordo con le associazioni di categoria, dufficio o su denuncia deiconsumatori interessati, ai soli fini di cui ai commi successivi,dichiara la vessatorieta delle clausole inserite nei contratti traprofessionisti e consumatori che si concludono mediante adesione acondizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli,modelli o formulari. 2. Il provvedimento che accerta la vessatorieta della clausola ediffuso mediante pubblicazione su apposita sezione del sito internetistituzionale dellAutorita, sul sito delloperatore che adotta laclausola ritenuta vessatoria e mediante ogni altro mezzo ritenutoopportuno in relazione allesigenza di informare compiutamente iconsumatori. 3. Le imprese interessate hanno facolta di interpellarepreventivamente lAutorita in merito alle vessatorieta delleclausole che intendono utilizzare nei rapporti commerciali con iconsumatori. Le clausole non ritenute vessatorie a seguito diinterpello, non possono essere successivamente valutatedallAutorita per gli effetti di cui al comma 2. Resta in ogni casoferma la responsabilita dei professionisti nei confronti deiconsumatori. 4. In materia di tutela giurisdizionale, contro gli attidellAutorita, adottati in applicazione del presente articolo, ecompetente il giudice amministrativo. E fatta salva la giurisdizionedel giudice ordinario sulla validita delle clausole vessatorie e sulrisarcimento del danno.". 5. Le attivita di cui al presente articolo sono svolte con lerisorse umane, strumentali e finanziarie gia disponibili alegislazione vigente." Capo II Tutela dei consumatori Art. 6 Norme per rendere efficace lazione di classe 1. Allarticolo 140-bis del codice del consumo di cui al decretolegislativo 6 settembre 2005, n. 206, sono apportate le seguentimodificazioni: a) al comma 2: - alla lettera a), la parola "identica" e sostituita dalleseguenti "del tutto omogenea"; - la lettera b), la parola "identici" e sostituita dalleseguenti: "del tutto omogenei"; - alla lettera c) la parola "identici" e sostituita dalleseguenti "del tutto omogenei".
  • 8. b) al comma 6: - al secondo periodo, la parola "identita" e sostituita dalleseguenti: "levidente omogeneita". Capo II Tutela dei consumatori Art. 7 Tutela delle microimprese da pratiche commerciali ingannevoli e aggressive 1. Allarticolo 18, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre2005, n. 206, dopo la lettera d) inserire la seguente: "d -bis)«microimprese»: entita, societa di persone o associazioni, che, aprescindere dalla forma giuridica esercitano unattivita economicaartigianale e altre attivita a titolo individuale o familiare."; 2. Allarticolo 19, comma 1, dopo le parole: "relativa a unprodotto" sono aggiunte, infine, le seguenti : ", nonche allepratiche commerciali scorrette tra professionisti e microimprese. Perle microimprese la tutela in materia di pubblicita ingannevole e dipubblicita comparativa illecita e assicurata in via esclusiva daldecreto legislativo 2 agosto 2007, n.145.". Capo II Tutela dei consumatori Art. 8 Contenuto delle carte di servizio 1. Le carte di servizio, nel definire gli obblighi cui sono tenutii gestori dei servizi pubblici, anche locali, o di uninfrastrutturanecessaria per lesercizio di attivita di impresa o per leserciziodi un diritto della persona costituzionalmente garantito, indicano inmodo specifico i diritti, anche di natura risarcitoria, che gliutenti possono esigere nei confronti dei gestori del servizio edellinfrastruttura. 2. Le Autorita indipendenti di regolazione e ogni altro entepubblico, anche territoriale, dotato di competenze di regolazione suiservizi pubblici, anche locali, definiscono gli specifici diritti dicui al comma 1. Sono fatte salve ulteriori garanzie che le impreseche gestiscono il servizio o linfrastruttura definiscono
  • 9. autonomamente. Capo V Servizi pubblici locali Art. 25 Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali 1. Al decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito nella legge14 settembre 2011, n.148 sono apportate le seguenti modificazioni: A) dopo larticolo 3 e inserito il seguente: "Art. 3-bis. (Ambiti territoriali e criteri di organizzazione dellosvolgimento dei servizi pubblici locali) 1. A tutela della concorrenza e dellambiente, le Regioni e leProvince autonome di Trento e Bolzano organizzano lo svolgimento deiservizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimali eomogenei individuati in riferimento a dimensioni comunque noninferiori alla dimensione del territorio provinciale e tali daconsentire economie di scala e di differenziazione idonee amassimizzare lefficienza del servizio, entro il termine del 30giugno 2012. Decorso inutilmente il termine indicato, il Consigliodei Ministri, a tutela dellunita giuridica ed economica, esercita ipoteri sostitutivi di cui allart. 8 della legge 5 giugno 2003, n.131, per organizzare lo svolgimento dei servizi pubblici locali inambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei, in riferimento adimensioni comunque non inferiori alla dimensione del territorioprovinciale e tali da consentire economie di scala e didifferenziazione idonee a massimizzare lefficienza del servizio. 2. A decorrere dal 2013, lapplicazione di procedure di affidamentodei servizi a evidenza pubblica da parte di Regioni, Province eComuni o degli enti di governo locali dellam bito o del bacinocostituisce elemento di valutazione della virtuosita degli stessi aisensi dellarticolo 20, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2011, n.98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. A tal fine, laPresidenza del Consiglio dei Ministri, nellambito dei compiti ditutela e promozione della concorrenza nelle Regioni e negli entilocali comunica, entro il termine perentorio del 31 gennaio diciascun anno, al Ministero delleconomia e delle finanze gli enti chehanno provveduto allapplicazione delle procedure previste dalpresente articolo. In caso di mancata comunicazione entro il terminedi cui al periodo precedente, si prescinde dal predetto elemento divalutazione della virtuosita. 3. Fatti salvi i finanziamenti ai progetti relativi ai servizipubblici locali di rilevanza economica cofinanziati con fondieuropei, i finanziamenti a qualsiasi titolo concessi a valere surisorse pubbliche statali ai sensi dellarticolo 119, quinto comma,della Costituzione sono prioritariamente attribuiti agli enti digoverno degli ambiti o dei bacini territoriali ottimali ovvero airelativi gestori del servizio selezionati tramite procedura adevidenza pubblica o di cui comunque lAutorita di regolazionecompetente abbia verificato lefficienza gestionale e la qualita delservizio reso sulla base dei parametri stabiliti dallAutorita
  • 10. stessa. 4. Le societa affidatarie in house sono assoggettate al patto distabilita interno secondo le modalita definite dal decretoministeriale previsto dallarticolo 18, comma 2 -bis del decreto legge25 luglio 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133, esuccessive modificazioni. Lente locale o lente di governo localedellambito o del bacino vigila sullosservanza da parte dellesocieta di cui al periodo precedente dei vincoli derivanti dal pattodi stabilita interno. 5. Le societa affidatarie in house sono tenute allacquisto dibeni e servizi secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni. Le medesimesocieta adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalita peril reclutamento del personale e per il conferime nto degli incarichinel rispetto dei principi di cui al comma 3 dellarticolo 35 deldecreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonche delle disposizioniche stabiliscono a carico degli enti locali divieti o limitazionialle assunzioni di personale, contenimento degli oneri contrattuali edelle altre voci di natura retributiva o indennitarie e per leconsulenze anche degli amministratori.". 2. Allarticolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 5 e inserito il seguente: "5-bis. A decorrere dallanno 2013, le aziende speciali e leistituzioni sono assoggettate al patto di stabilita interno secondole modalita definite, con decreto del Ministro delleconomia e dellefinanze, di concerto con i Ministri dellinterno e degli affariregionali, sentita la Conferenza Stato- Citta ed autonomie locali,da emanare entro il 30 ottobre 2012. A tal fine, le aziende specialie le istituzioni si iscrivono e depositano i propri bilanci alregistro delle imprese o nel repertorio delle notizieeconomico-amministrative della Camera di commercio del proprioterritorio entro il 31 maggio di ciascun anno. LUnioncameretrasmette al Ministero delleconomia e delle finanze, entro il 30giugno, lelenco delle predette aziende speciali e istituzioni ed irelativi dati di bilancio. Alle aziende speciali ed alle istituzionisi applicano le disposizioni del decreto legislativo 12 aprile 2006,n.163, nonche le disposizioni che stabiliscono, a carico degli entilocali: divieti o limitazioni alle assunzioni di personale;contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natur aretributiva o indennitaria e per consulenze anche degliamministratori; obblighi e limiti alla partecipazione societariadegli enti locali. Gli enti locali vigilano sullosservanza delpresente comma da parte dei soggetti indicati ai periodiprecedenti."; b) al comma 8 dopo le parole "seguenti atti" sono inserite leseguenti: "da sottoporre allapprovazione del Consiglio Comunale.". B) Allart. 4, sono apportate le seguenti modificazioni: 1. Al comma 1 dopo le parole "libera prestazione dei servizi," eprima delle parole "verificano la realizzabilita" inserire leparole: "dopo aver individuato i contenuti specifici degli obblighidi servizio pubblico e universale". 2. Il comma 3 e sostituito dal seguente: "3. Per gli enti territoriali con popolazione superiore a 10.000abitanti, la delibera di cui al comma precedente e adottata previoparere obbligatorio dellAutorita garante della concorrenza e delmercato, che si pronuncia entro sessanta giorni, sulla basedellistruttoria svolta dall ente di governo locale dellambito odel bacino o in sua assenza dallente locale, in merito allesistenzadi ragioni idonee e sufficienti allattribuzione di diritti diesclusiva e alla correttezza della scelta eventuale di procedereallaffidamento simultaneo con gara di una pluralita di servizipubblici locali. La delibera e il parere sono resi pubblici sul sito
  • 11. internet, ove presente, e con ulteriori modalita idonee". 3. Il comma 4 e sostituito dal seguente: "4. Linvio allAutorita garante della concorrenza e del mercato,per il parere obbligatorio, della verifica di cui al comma 1 e delrelativo schema di delibera quadro di cui al comma 2, e effettuatoentro dodici mesi dallentrata in vigore del presente decreto e poiperiodicamente secondo i rispettivi ordinamenti degli enti locali. Ladelibera quadro di cui al comma 2 e comunque adottat a prima diprocedere al conferimento e al rinnovo della gestione dei servizi,entro trenta giorni dal parere dellAutorita garante dellaconcorrenza e del mercato. In assenza della delibera, lente localenon puo procedere allattribuzione di diritti di esclusiva ai sensidel presente articolo.". 4. Al comma 11, dopo la lettera b), e inserita la seguente:"b-bis) prevede limpegno del soggetto gestore a conseguire economiedi gestione con riferimento allintera durata programmatadellaffidamento, e prevede altresi, tra gli elementi di valutazionedellofferta, la misura delle anzidette economie e la lorodestinazione alla riduzione delle tariffe da praticarsi agli utentied al finanziamento di strumenti di sostegno connessi a processi diefficientamento relativi al personale;". 5. Al comma 13 le parole: "somma complessiva di 900.000 euro annui"sono sostituite dalle seguenti: "somma complessiva di 200.000 euroannui". 6. Al comma 32 sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a) in fine le parole "alla data del 31 marzo2012" sono sostituite dalle seguenti: "alla data del 31 dicembre2012. In deroga, laffidamento per la gestione «in house» puoavvenire a favore di azienda risultante dalla integrazione operativa,perfezionata entro il termine del 31 dicembre 2012, di preesistentigestioni dirette o in house tale da configurare un unico gestore delservizio a livello di ambito o di bacino ter ritoriale ottimale aisensi dellarticolo 3-bis.". In tal caso il contratto di serviziodovra prevedere indicazioni puntuali riguardanti il livello diqualita del servizio reso, il prezzo medio per utente, il livello diinvestimenti programmati ed effettuati e obiettivi di performance(redditivita, qualita, efficienza). La valutazione dellefficacia edellefficienza della gestione e il rispetto delle condizionipreviste nel contratto di servizio sono sottoposti a verifica annualeda parte dellAutorita di regolazione di settore. La duratadellaffidamento in house allazienda risultante dallintegrazionenon puo essere in ogni caso superiore a tre anni"; b) alla lettera b) in fine le parole "alla data del 30 giugno2012" sono sostituite con le seguenti: "alla data del 31 marzo 2013". 7. Dopo il comma 32-bis e inserito il seguente: "32-ter. Fermorestando quanto previsto dal comma 32 ed al fine di non pregiudicarela necessaria continuita nellerogazione dei servizi pubblici localidi rilevanza economica, i soggetti pubblici e privati esercenti aqualsiasi titolo attivita di gestione dei servizi pubblici localiassicurano lintegrale e regolare prosecuzione delle attivitamedesime anche oltre le scadenze ivi previste, ed in particolare ilrispetto degli obblighi di servizio pubblico e degli standard minimidel servizio pubblico locale di cui allarticolo 2, comma 3, lett.e), del presente decreto, alle condizioni di cui ai rispettivicontratti di servizio e dagli altri atti che regolano il rapporto,fino al subentro del nuovo gestore e comunque, in caso diliberalizzazione del settore, fino allapertura del mercato allaconcorrenza. Nessun indennizzo o compenso aggiuntivo puo essere adalcun titolo preteso in relazione a quanto previsto nel presentearticolo.". 8. Al comma 33-ter, le parole "Ministro per i rapporti con leregioni e la coesione territoriale, adottato, entro il 31 gennaio2012" sono sostituite dalle seguenti: "Ministro per gli Affari
  • 12. Regionali, il Turismo e lo Sport, adottato entro il 31 marzo 2012". 9. Al comma 34 sono apportate le seguenti modificazioni: a) sono soppresse le parole: "il servizio di trasportoferroviario regionale, di cui al decreto legislativo 19 novembre1997, n. 422"; b) in fine e inserito il seguente periodo: "Con riguardo altrasporto pubblico regionale ferroviario sono fatt salvi, fino alla iscadenza naturale dei primi sei anni di validita, gli affidamenti ei contratti di servizio gia deliberati o sottoscritti in conformitaallarticolo 5 del regolamento CE n. 1370/2007 del Parlamento Europeoe del Consiglio, del 23 ottobre 2007 ed in conformita allarticolo61 della legge 23 luglio 2009, n. 99.". 2. Allart. 201, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 sonoapportate le seguenti modificazioni: a) al comma 4, lettera a) sono soppresse le parole "larealizzazione", sono sostituite le parole "dellintero" con laseguente: "del" e dopo le parole "servizio," sono inserite leseguenti: "che puo essere"; b) al comma 4, lettera b) le parole "e smaltimento" sonosostituite con le seguenti: "avvio a smaltimento e recupero, nonche,ricorrendo le ipotesi di cui alla precedente lettera a),smaltimento"; c) dopo il comma 4, e inserito il seguente: "4-bis. Nel caso in cui gli impianti siano di titolarita disoggetti diversi dagli enti locali di riferimento, allaffidatariodel servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani devono esseregarantiti laccesso agli impianti a tariffe regolate e predeterminatee la disponibilita delle potenzialita e capacita necessarie asoddisfare le esigenze di conferimento indicate nel Piano dAmbito.". 3. Al comma 1 dellarticolo 14 del decreto legge 6 dicembre 2011,n. 201, convertito, con modificazioni in legge 22 dicembre 2011, n.214, le parole "svolto in regime di privativa dai comuni" sonosostituite dalle seguenti: "svolto mediante lattribuzione di dirittidi esclusiva nelle ipotesi di cui al comma 1 dellarticolo 4 deldecreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 convertito, c on modificazioni,in legge 14 settembre 2011, n. 148". 4. I concessionari e gli affidatari di servizi pubblici locali, aseguito di specifica richiesta, sono tenuti a fornire agli entilocali che decidono di bandire la gara per laffidamento de relativo lservizio i dati concernenti le caratteristiche tecniche degliimpianti e delle infrastrutture, il loro valore contabile di inizioesercizio, secondo parametri di mercato, le rivalutazioni e gliammortamenti e ogni altra informazione necessaria per definire ibandi. 5. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 3 della legge 10ottobre 1990, n. 287, il ritardo nella comunicazione oltre il terminedi sessanta giorni dallapposita richiesta e la comunicazione diinformazioni false integrano illecito per il quale il prefetto, surichiesta dellente locale, irroga una sanzione amministrativapecuniaria, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, da unminimo di euro 5.000 ad un massimo di euro 500.000. Capo V Servizi pubblici locali
  • 13. Art. 26Misure in favore della concorrenza nella gestione degli imballaggi edei rifiuti da imballaggio e per lincremento della raccolta e recupero degli imballaggi 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) allarticolo 221, 1) al comma 3, la lettera a) e sostituita dalla seguente: ‹‹a)organizzare autonomamente, anche in forma collettiva, la gestione deipropri rifiuti di imballaggio››; 2) al comma 5, 2.1) al sesto periodo , le parole ‹‹ sulla base dei››, sonosostituite dalle seguenti ‹‹acquisiti i›› 2.2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ‹‹ Alledomande disciplinate dal presente comma si applicano, in quantocompatibili, le disposizioni relative alle attivita privatesottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7agosto 1990, n. 241. A condizione che siano rispettate le condizioni,le norme tecniche e le prescrizioni specifiche adottate ai sensi delpresente articolo, le attivita di cui al comm 3 lettere a) e c) apossono essere intraprese decorsi novanta giorni dallo scadere deltermine per lesercizio dei poteri sostitutivi da parte del Ministrodellambiente e della tutela del territorio e del mare come indicatonella presente norma. ›› 3) al comma 9, nel secondo periodo dopo le parole ‹‹ comma 3,lettera h) ››, sono inserite le seguenti: ‹‹ in proporzione allaquota percentuale di imballaggi non recuperati o avviati a riciclo,quota che non puo essere inferiore ai 3 punti percentuali rispettoagli obiettivi di cui allart. 220›› b) allarticolo 265, il comma 5 e soppresso c) allarticolo 261 le parole «pari a sei volte le somme dovuteal CONAI» sono sostituite dalle seguenti: «da 10.000 a 60.000 euro» Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 27Promozione della concorrenza in materia di conto corrente o di conto di pagamento di base 1. Allarticolo 12 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 7 e soppresso; b) il comma 9 e sostituito dal seguente: "LAssociazionebancaria italiana, le associazioni dei prestatori di servizi dipagamento, la societa Poste italiane S.p.a., il Consorzio Bancomat,le imprese che gestiscono circuiti di pagamento e le associazi oni
  • 14. delle imprese maggiormente significative a livello nazionaledefiniscono, entro il 1° giugno 2012, e applicano entro i tre mesisuccessivi, le regole generali per assicurare una riduzione dellecommissioni interbancarie a carico degli esercenti in relazione alletransazioni effettuate mediante carte di pagamento, tenuto contodella necessita di assicurare trasparenza e chiarezza dei costi,nonche di promuovere lefficienza economica nel rispetto delleregole di concorrenza"; c) il comma 10 e sostituito dal seguente: "Entro i sei mesisuccessivi allapplicazione delle misure di cui al comma 9, ilMinistero delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministerodello sviluppo economico, sentite la Banca dItalia e lAutoritagarante della concorrenza e del mercato, valuta lefficacia dellemisure definite ai sensi del comma 9. In caso di mancata definizionee applicazione delle misure di cui al comma 9, le stesse sono fissatecon decreto del Ministero delleconomia e delle finanze, di concertocon il Ministero dello sviluppo economico, sentita la Banca dItaliae lAutorita garante della concorrenza e del mercato"; d) e inserito il comma 10 bis: "Fino allesito della valutazionedi efficacia di cui al comma 10, lapplicazione del comma 7dellarticolo 34 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e sospesa. Incaso di valutazione positiva, il comma 7 dellarticolo 34 della legge12 novembre 2011, n. 183 e abrogato. Nel caso d i valutazione nonpositiva, la disciplina delle ipotesi di cui al comma 7 dellarticolo34 della legge 12 novembre 2011, n. 183 e dettata dal decreto delMinistero delleconomia e delle finanze di cui al comma 10". 2. I contratti di apertura di credito e di conto corrente in corsosono adeguati entro novanta giorni alle disposizioni di cuiallarticolo 117-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n.385, introdotto dalla legge di conversione del decreto legge 6dicembre 2011, n. 201. 3. I commi 1 e 3 dellarticolo 2-bis del decreto legge 29 novembre2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sonoabrogati. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 28 Assicurazioni connesse allerogazione di mutui immobiliari 1.Le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziarise condizionano lerogazione del mutuo alla stipula di un contrattodi assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al clientealmeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi. Capo VI
  • 15. Servizi bancari e assicurativi Art. 29Efficienza produttiva del risarcimento diretto e risarcimento in forma specifica 1. Nellambito del sistema di risarcimento diretto disciplinatodallart. 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.209, ivalori dei costi e delle eventuali franchigie sulla base dei qualivengono definite le compensazioni tra compagnie sono calcolatiannualmente secondo un criterio che incentivi lefficienza produttivadelle compagnie ed in particolare il controllo dei costi dei rimborsie lindividuazione delle frodi. 2. In alternativa ai risarcimenti per equivalente, e facoltadelle compagnie offrire, nel caso di danni a cose, il risarcimento informa specifica. In questo caso, se il risarcimento e accompagnatoda idonea garanzia sulle riparazioni, di validita non inferiore aidue anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria, ilrisarcimento per equivalente e ridotto del 30 per cento. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 30 Repressione delle frodi 1. Ciascuna impresa di assicurazione autorizzata ad esercitare ilramo responsabilita civile autoveicoli terrestri di cui allarticolo2, comma 3, numero 10, del codice delle assicurazioni private, di cuial decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e tenuta atrasmettere allISVAP, con cadenza annuale, una relazione,predisposta secondo un modello stabilito dallISVAP stesso conprovvedimento da emanare entro tre mesi dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto. La re lazionecontiene informazioni dettagliate circa il numero dei sinistri per iquali si e ritenuto di svolgere approfondimenti in relazione alrischio di frodi, il numero delle querele o denunce presentateallautorita giudiziaria, lesito dei conseguenti procedimentipenali, nonche in ordine alle misure organizzative interne adottateo promosse per contrastare le frodi. Anche sulla base dei predettielementi informativi, lISVAP esercita i poteri di vigilanza di cuial titolo XIV, capo I, del codice delle assicurazioni private, di cuial citato decreto legislativo n. 209 del 2005, e successivemodificazioni, al fine di assicurare ladeguatezzadellorganizzazione aziendale e dei sistemi di liquidaz ione deisinistri rispetto allobiettivo di contrastare le frodi nel settore.
  • 16. 2. Le imprese di assicurazione autorizzate ad esercitare il ramoresponsabilita civile autoveicoli terrestri di cui allarticolo 2,comma 3, numero 10), del codice delle assicurazioni private, di cuial citato decreto legislativo n. 209 del 2005, sono tenute a indicarenella relazione o nella nota integrativa allegata al bilancio annualee a pubblicare sui propri siti internet o con altra idonea forma didiffusione, una stima circa la riduzione degli oneri per i sinistriderivante dallaccertamento delle frodi, conseguente allattivita dicontrollo e repressione delle frodi autonomamente svolta. Capo III Servizi professionali Art. 9 Disposizioni sulle professioni regolamentate 1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nelsistema ordinistico. 2. Ferma restando labrogazione di cui al comma 1, nel caso diliquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso delprofessionista e determinato con riferimento a parametri stabiliticon decreto del ministro vigilante. Con decreto del Ministro dellaGiustizia di concerto con il Ministro dellEconomia e delle Finanzesono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casseprofessionale e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe.Lutilizzazione dei parametri nei contratti individuali traprofessionisti e consumatori o microimprese da luogo alla nullitadella clausola relativa alla determinazione del compenso ai sensidellarticolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 3. Il compenso per le prestazioni professionali e pattuito almomento del conferimento dellincarico professionale. Ilprofessionista deve rendere noto al cliente il grado di complessitadellincarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneriipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusionedellincarico e deve altresi indicare i dati della polizzaassicurativa per i danni provocati nellesercizio dellattivitaprofessionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resanota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deveessere adeguata allimportanza dellopera e va pattuita indicando perle singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese,oneri e contributi. Linottemperanza di quanto disposto nel presentecomma costituisce illecito disciplinare del professionista. 4. Sono abrogate le disposizioni vigenti che per la determinazionedel compenso del professionista, rinviano alle tariff e di cui alcomma 1. 5. La durata del tirocinio previsto per laccesso alle professioniregolamentate non potra essere superiore a diciotto mesi e per iprimi sei mesi, potra essere svolto, in presenza di unappositaconvenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini eil ministro dellistruzione, universita e ricerca, in concomitanzacol corso di studio per il conseguimento della laurea di primolivello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe
  • 17. convenzioni possono essere stipulate tra i Consigli nazionali degliordini e il Ministro per la pubblica amministrazione e linnovazionetecnologica per lo svolgimento del tirocinio presso pubblicheamministrazioni, allesito del corso di laurea. Le disposizioni delpresente comma non si applicano alle professioni sanitarie per lequali resta confermata la normativa vigente. 6. Allarticolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.148, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera c), il secondo, terzo e quarto periodo sonosoppressi; b) la lettera d) e soppressa. 7. Dallattuazione del presente articolo non devono derivare nuovio maggiori oneri per la finanza pubblica. Capo III Servizi professionali Art. 10 Estensione ai liberi professionisti della possibilita di partecipare al patrimonio dei confidi 1. Allarticolo 39, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo le parole:"le piccole e medie imprese socie" inserire le parole: "e i liberiprofessionisti soci". Capo III Servizi professionali Art. 11Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarita delle farmacie e modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci 1. Al fine di favorire laccesso alla titolarita delle farmacie daparte di un piu ampio numero di aspiranti, aventi i requisiti dilegge, garantendo al contempo una piu capillare presenza sulterritorio del servizio farmaceutico, il secondo e il terzo commadellarticolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successivemodificazioni sono sostituiti dai seguenti: "Il numero delle autorizzazioni e stabilito in modo che vi sia una
  • 18. farmacia ogni 3000 abitanti. La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al secondocomma, consente lapertura di una ulteriore farmacia, qualora siasuperiore a 500 abitanti; nei comuni fino a 9.000 abitanti,lulteriore farmacia puo essere autorizzata soltanto qualora lapopolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore a 1500abitanti". 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bol zanoprovvedono ad assicurare, entro 120 giorni dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto,lapprovazione straordinaria delle piante organiche delle farmacie,in attuazione della previsione di cui al comma 1. In deroga a quantoprevisto dallarticolo 9 della legge 2 aprile 1968, n. 475, sullesedi farmaceutiche istituite in attuazione del comma 1 o comunquevacanti, non puo essere esercitato il diritto di prelazione da partedel comune. Entro i successivi 30 giorni le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano bandiscono un concorso straordinarioper titoli ed esami per la copertura delle sedi farmaceutiche dinuova istituzione o vacanti, fatte salve quelle per le quali siastata gia espletata la procedura concorsuale, riservando lapartecipazione allo stesso ai farmacisti non titolari di farmacia eai titolari di farmacia rurale sussidiata. Ladozione deiprovvedimenti previsti dai precedenti periodi del presente commacostituisce adempimento soggetto alla verifica annuale da parte delcomitato e del tavolo di cui agli articoli 9 e 12 dellintesa sancitain sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo2005, ai fini dellaccesso al finanziamento integrativo del Serviziosanitario nazionale. Al concorso straordinario si applicano ledisposizioni vigenti sui concorsi per la copertura delle sedifarmaceutiche di nuova istituzione o vacanti, nonche le disposizionipreviste dal presente articolo e le eventuali ulteriori disposizioniregionali dirette ad accelerare la definizione delle procedureconcorsuali. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,sentiti lunita sanitaria locale e lordine provinciale deifarmacisti competenti per territorio, possono istituire una farmacia: a) nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili a tra fficointernazionale, nelle stazioni marittime e nelle aree di servizioautostradali ad alta intensita di traffico, servite da servizialberghieri o di ristorazione, purche non sia gia aperta unafarmacia a una distanza inferiore a 200 metri; b) nei centri commerciali e nelle grandi strutture di vendita consuperficie superiore a 10.000 metri quadrati, purche non sia giaaperta una farmacia a una distanza inferiore a 1.500 metri. 4. Fino al 2022, tutte le farmacie istituite ai sensi del comma 3sono offerte in prelazione ai comuni in cui le stesse hanno sede. 5. Ai concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche gliinteressati in possesso dei requisiti di legge poss ono concorrere perla gestione associata, sommando i titoli posseduti. In tale caso latitolarita della sede farmaceutica assegnata e condizionata almantenimento della gestione associata da parte degli stessivincitori, su base paritaria, fatta salva la premorienza osopravvenuta incapacita. Ai fini della valutazione dellesercizioprofessionale nei concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche,per lattivita svolta dal farmacista ai sensi dellarticolo 5, comma1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, conmodificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono assegnatipunti 0,35 per anno per i primi 10 anni e punti 0,10 per anno per isecondi 10 anni. 6. I turni e gli orari di farmacia stabiliti dalle autoritacompetenti in base alle vigente normativa non impediscono laperturadella farmacia in orari diversi da quelli obbligatori. Le farmacie
  • 19. possono praticare sconti sui prezzi di tutti i tipi di farmaci eprodotti venduti pagati direttamente dai clienti, dandone adeguatainformazione alla clientela. 7. Decorsi inutilmente i termini per gli adempimenti previsti dalcomma 2, il Consiglio dei Ministri esercita i poteri sostitutivi dicui allarticolo 120 della Costituzione, con la nomina di un appositocommissario che approva le piante organiche delle farmacie ed espletale procedure concorsuali di cui al presente articolo. 8. Al comma 9 dellarticolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 esuccessive modificazioni, le parole "due anni" sono sostituite dalleparole "sei mesi". 9. Il medico, nel prescrivere un farmaco, e tenuto, sulla basedella sua specifica competenza professionale, ad informare ilpaziente delleventuale presenza in commercio di medicinali aventiuguale composizione in principi attivi, nonche forma farmaceutica,via di somministrazione, modalita di rilascio e dosaggio unitariouguali. Il medico aggiunge ad ogni prescr izione di farmaco leseguenti parole: "sostituibile con equivalente generico", ovvero,"non sostituibile", nei casi in cui sussistano specifiche motivazionicliniche contrarie. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risultiapposta dal medico lindicazione della non sostituibilita delfarmaco prescritto, e tenuto a fornire il medicinale equivalentegenerico avente il prezzo piu basso, salvo diversa richiesta delcliente. Ai fini del confronto il prezzo e calcolato per unita posologica o quantita unitaria di principio attivo. Allarticolo 11,comma 9, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, conmodificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel secondoperiodo, dopo le parole " e possibile", son inserite le seguenti: o"solo su espressa richiesta dellassistito e". 10. Linaccessibilita ai farmaci da parte del pubblico e delpersonale non addetto prevista dal comma 2 dellarticolo 32 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, deve intendersi riferitaunicamente ai medicinali di cui allarticolo 8, comma 10, lettera c)della legge 24 dicembre 1993, n. 537, che potranno essere vendutisenza ricetta negli esercizi commerciali di cui allarticolo 8, comma1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, conmodificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, a conclusione dellaprocedura amministrativa prevista dallo stesso articolo 32. 11. E istituito, presso lEnte nazionale di previdenza eassistenza dei farmacisti (ENPAF), un fondo di solidarieta nazionaleper lassistenza farmaceutica nei comuni con meno di mille abitanti.Il fondo e finanziato dalle farmacie urbane, attraverso ilversamento, a favore dellENPAF, di una quota percentuale delfatturato dalla farmacia, determinata dallente in misura sufficientead assicurare ai farmacisti titolari di farmacia nei centri abitaticon meno di mille abitanti il conseguimento di un reddito netto noninferiore al centocinquanta per cento del reddito netto conseguibile,in base al contratto collettivo nazionale, da un farmacistacollaboratore di primo livello con due anni di servizio. LEN PAFprovvede a corrispondere allavente diritto lindennita che consenteil raggiungimento del reddito netto previsto dal precedente periodo.Le modalita di attuazione delle disposizioni di cui al presentecomma sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e dellefinanze. 12. Con decreto del Ministro della salute, previa intesa con laConferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Federazionedegli ordini dei farmacisti italiani, sono fissati i livelli difatturato delle farmacie aperte al pubblico il cui superamentocomporta, per i titolari delle farmacie stesse, lobbligo diavvalersi, ai fini del mantenimento della convenzione con il Servizio
  • 20. sanitario nazionale, di uno o piu farmacisti collaboratori. Capo III Servizi professionali Art. 12 Incremento del numero dei notai e concorrenza nei distretti 1. La tabella notarile che determina il numero e la residenza deinotai, di cui allarticolo 4, comma 2, della legge 16 febbraio 1913,n. 89, come revisionata da ultimo con i decreti del Ministro dellagiustizia in data 23 dicembre 2009, pubblicato sulla GazzettaUfficiale del 28 dicembre 2009, n. 300, e in data 10 novembre 2011,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 dicembre 2011, n. 292, eaumentata di cinquecento posti. 2. Con successivo decreto del Ministro della giustizia, da adottareentro 120 giorni dallentrata in vigore della legge di conversionedel presente decreto-legge, i posti di cui al comma 1 sonodistribuiti nei distretti e nei singoli comuni in essi compresi,secondo i parametri di cui allarticolo 4, comma 1, della legge 6febbraio 1913, n. 89. 3. Entro il 31 dicembre 2012 sono espletate le pr ocedure delconcorso per la nomina a 200 posti di notaio bandito con decretodirettoriale del 28 dicembre 2009, nonche dei concorsi per la nominaa 200 e 150 posti di notaio banditi, rispettivamente, con decreti del27 dicembre 2010 e del 27 dicembre 2011, per complessivi 550 nuoviposti da notaio. Entro il 31 dicembre 2013 e bandito un ulterioreconcorso pubblico per la nomina fino a 500 posti di notaio. Entro il31 dicembre 2014 e bandito un ulteriore concorso pubblico per lanomina fino a 500 posti di notaio. Allesito della copertura deiposti di cui al presente articolo, la tabella notarile che determinail numero e la residenza dei notai, udite le Corti dappello e iConsigli notarili, viene rivista ogni tre anni. Per gli annisuccessivi, e comunque bandito un concorso per la copertura di tuttii posti che si rendono disponibili. 4. I commi 1 e 2 dellarticolo 26 della legge 16 febbraio 1913, n.89, sono sostituiti dai seguenti: "Per assicurare il funzionamento regolare e continuo dellufficio,il notaro deve tenere nel Comune o nella frazione di Comuneassegnatagli studio aperto con il deposito degli atti, registri erepertori notarili, e deve assistere personalmente allo studio stessoalmeno tre giorni a settimana e almeno uno ogni quindici giorni perciascun Comune o frazione di Comune aggregati. Il notaro puo recarsi, per ragione delle sue funzioni, in tutto ilterritorio del distretto della Corte dAppello in cui trovasi la suasede notarile, ed aprire un ufficio secondario nel territorio deldistretto notarile in cui trovasi la sede stessa". 5. Il comma 2 dellarticolo 27 della legge 16 febbraio 1913, n. 89,e sostituito dal seguente: "Egli non puo esercitarlo fuori del territorio della CortedAppello nel cui distretto e ubicata la sua sede.".
  • 21. 6. Allarticolo 82 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, dopo leparole "stesso distretto" aggiungere: "di Corte dAppello". 7. Le lettere a) e b) del comma 1 dellarticolo 153 della legge 16febbraio 1913, n. 89, come modificato dallarticolo 39 del decretolegislativo 1° agosto 2006, n. 249, sono sostituite dalle seguenti: "a) al procuratore della Repubblica presso il Tribunale nel cuicircondario ha sede il notaio ovvero nel cui circondario il fatto peril quale si procede e stato commesso; b) al presidente del Consiglio notarile del distretto nel cuiruolo e iscritto il notaio ovvero del distretto nel quale il fattoper il quale si procede e stato commesso. Se linfrazione eaddebitata allo stesso presidente, al consigliere che ne fa le veci,previa delibera dello stesso consiglio. La stessa delibera enecessaria in caso di intervento ai sensi dellar ticolo 156 bis,comma 5.". 8. Al comma 1 dellarticolo 155 della legge 16 febbraio 1913, n.89, come modificato dallarticolo 41 del decreto legislativo 1°agosto 2006, n. 249, le parole "di cui allarticolo 153, comma 1,lettera b)" sono sostituite dalle seguenti: "in cui il notaio hasede". 9. Dallattuazione del presente articolo non devono derivare nuovio maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 13 Misure per la riduzione del prezzo del gas naturale per i clienti vulnerabili 1. A decorrere dal primo trimestre successivo allentrata in vigoredel presente decreto, lAutorita per lenergia elettrica e il gas,al fine di adeguare i prezzi di riferimento del gas naturale per iclienti vulnerabili di cui allarticolo 7 del decreto legislativo 1°giugno 2011, n. 93, ai valori europei, nella determinazione deicorrispettivi variabili a copertura dei costi di approvvigionamentodi gas naturale, introduce progressivamente tra i parametri in baseai quali e disposto laggiornamento anche il riferimento per unaquota gradualmente crescente ai prezzi del gas rilevati sul mercato.In attesa dellavvio del mercato del gas naturale di cui allarticolo30, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, i mercati diriferimento da considerare sono i mercati europei individuati aisensi dellarticolo 9, comma 6, del decreto legislativo 13 agosto2010, n.130. Capo IV Disposizioni in materia di energia
  • 22. Art. 14 Misure per ridurre i costi di approvvigionamento di gas naturale per le imprese 1. Le capacita di stoccaggio di gas naturale che si rendonodisponibili a seguito delle rideterminazioni del volume di stoccaggiostrategico di cui allarticolo 12, comma 11 - ter, del decretolegislativo 23 maggio 2000, n.164, nonche delle nuove modalita dicalcolo degli obblighi di modulazione stabilit in base ai criteri edeterminati dal Ministero dello sviluppo economico ai sensidellarticolo 18, comma 2, del decreto legislativo 23 maggio 2000,n.164, come modificato dal decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93,sono assegnate, per uno spazio stabilito e aggiornato con decreto delMinistero dello sviluppo economico, per lofferta alle imprese diservizi integrati di trasporto a mezzo gasdotti esteri e dirigassificazione, comprensivi dello stoccaggio di gas naturale ,finalizzati a consentire il loro approvvigionamento diretto di gasnaturale dallestero, secondo criteri di sicurezza degliapprovvigionamenti stabiliti nello stesso decreto. 2. I servizi di cui al comma 1 sono offerti da parte delle impresedi rigassificazione e di trasporto in regime regolato in base amodalita definite dallAutorita per lenergia elettrica e il gas. 3. Le eventuali ulteriori capacita di stoccaggio di gas naturaledisponibili non assegnate ai sensi del comma 1, sono assegnatesecondo le modalita di cui allarticolo 12, comma 7, lettera a),ultimo periodo, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.164, comemodificato dal decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93. 4. Il volume di gas naturale attualmente contenuto nel volume distoccaggio strategico che si rende disponibile a seguito dellerideterminazioni di cui al comma 1, e ceduto dalle imprese distoccaggio, anche per lavvio transitorio dei se rvizi di cui al comma1, secondo criteri stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppoeconomico. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 15 Disposizioni in materia di separazione proprietaria 1. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cuiallarticolo 1, comma 905, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,relativamente alla partecipazione azionaria attualmente detenuta inSnam S.p.A., e emanato entro sei mesi dalla data di entrata in
  • 23. vigore del presente decreto-legge. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 16 Sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche 1. Al fine di favorire nuovi investimenti di ricerca e sviluppodelle risorse energetiche nazionali strategiche di idrocarburi,garantendo maggiori entrate erariali per lo Stato, con decreto delMinistro delleconomia e delle finanze di concerto con il Ministrodello sviluppo economico, previa intesa sancita in sede di ConferenzaUnificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto1997, n. 281, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata invigore del presente decreto, sono stabilite le modalita perindividuare le maggiori entrate effettivamente realizzate e lemodalita di destinazione di una quota di tali maggiori entrate perlo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescitadei territori di insediamento degli impianti produttivi e deiterritori limitrofi nonche ogni altra disposizione attuativaoccorrente allattuazione del presente articolo. 2. Le attivita di cui allarticolo 53 del decreto del Presidentedella Repubblica 24 maggio 1979, n. 886, sono svolte secondo le normevigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 17 Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti 1. I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti chesiano anche titolari della relativa autorizzazione petroliferapossono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditorenel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea. Adecorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali cheprevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusivanellapprovvigionamento cessano di avere effetto per la parte
  • 24. eccedente il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita ecomunque per la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nelprecedente anno dal singolo punto vendita. Nei casi previsti dalpresente comma le parti possono rinegoziare le condizioni economichee luso del marchio. Nel rispetto delle normative nazionali ecomunitarie, le aggregazioni di gestori di impianti di distribuzionedi carburante al fine di sviluppare la capacita di acquistoallingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasportodei medesimi sono consentite anche in deroga ad eventuali clausolenegoziali che ne vietino la realizzazione. 2. Al fine di incrementare la concorrenzialita e lefficienza del mercato anche attraverso una diversificazione nelle relazionicontrattuali tra i titolari di autorizzazioni o concessioni e gestoridegli impianti di distribuzione carburanti, i commi da 12 a 14dellarticolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito,con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sonosostituiti dai seguenti: "12. Fermo restando quanto disposto con il decreto legislativo 11febbraio 1998, n. 32, e successive modificaz ioni, in aggiunta agliattuali contratti di comodato e fornitura ovvero somministrazionepossono essere adottate, alla scadenza dei contratti esistenti,differenti tipologie contrattuali per laffidamento elapprovvigionamento degli impianti di distribuzione carburanti, nelrispetto delle normative nazionali e comunitarie, e previadefinizione negoziale di ciascuna tipologia mediante accordisottoscritti tra organizzazioni di rappresentanza dei titolari diautorizzazione o concessione e dei gestori, depositati presso ilMinistero dello sviluppo economico. 13. In ogni momento i titolari degli impianti e i gestori deglistessi, da soli o in societa o cooperative, possono accordarsi perleffettuazione del riscatto degli impianti da parte del gestorestesso, stabilendo un indennizzo che tenga conto degli investimentifatti, degli ammortamenti in relazione agli eventuali canoni giapagati, dellavviamento e degli andamenti del fatturato, secondocriteri stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo economico. 14. I nuovi contratti di cui al comma 12 devono assicurare algestore condizioni contrattuali eque e non discriminatorie percompetere nel mercato di riferimento." 3. I comportamenti posti in essere dai titolari degli impianti alloscopo di ostacolare, impedire o limitare, in via di fatto o tramiteprevisioni contrattuali, le facolta attribuite dal presente articoloal gestore integrano abuso di dipendenza economica, ai sensi e pergli effetti dellarticolo 9 della legge 18 giugno 1998, n.192. 4. Allarticolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.111,sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 8 e sostituito dal seguente: "8. Al fine di incrementare la concorrenzialita, lefficienza delmercato e la qualita dei servizi nel settore degli impianti didistribuzione dei carburanti, e sempre consentito in tali impianti: a) lesercizio dellattivita di somministrazione di alimenti ebevande di cui allarticolo 5, comma 1, lettera b), della legge 25agosto 1991, n. 287, fermo restando il rispetto delle prescrizioni dicui allarticolo 64, commi 5 e 6, e il possesso dei requisiti dionorabilita e professionali di cui allarticolo 71 del decretolegislativo 26 marzo 2010, n. 59; b) lesercizio dellattivita di un punto di vendita nonesclusivo di quotidiani e periodici senza limiti di ampiezza dellasuperficie dellimpianto e lesercizio della rivendita di tabacchipresso gli impianti di distribuzione carburanti con una superficieminima di 1.500 mq; c) la vendita di ogni bene e servizio, nel risp etto della vigentenormativa relativa al bene e al servizio posto in vendita.".
  • 25. b) il comma 10 e sostituito dal seguente: "10. Le attivita di cui al comma 8, lettere a), b) e c), di nuovarealizzazione, anche se installate su impianti esistenti, sonoesercitate dai soggetti titolari della licenza di eserciziodellimpianto di distribuzione di carburanti rilasciata dallufficiotecnico di finanza, salvo rinuncia del titolare della licenzadellesercizio medesimo, che puo consentire a terzi lo svolgimentodelle predette attivita. In ogni caso sono fatti salvi i vincoliconnessi con procedure competitive in aree autostradali inconcessione espletate al 30 giugno 2012"; c) Alla fine del comma 4 sono inserite le parole: "I Comuni nonrilasciano ulteriori autorizzazioni o proroghe di autorizzazionirelativamente agli impianti incompatibili." d) il comma 6 e sostituito dal seguente: "6. Ladeguamento dicui al comma 5 e consentito a condizione che limpianto siacompatibile sulla base dei criteri di cui al comma 3. Per gliimpianti esistenti, ladeguamento ha luogo entro il 31 dicembre 2012.Il mancato adeguamento entro tale termine comporta una sanzioneamministrativa pecuniaria da determinare in rapporto allerogatodellanno precedente, da un minimo di mille euro a un massimo dicinquemila euro per ogni mese di ritardo nelladeguamento e, per gliimpianti incompatibili, costituisce causa di decadenzadellautorizzazione amministrativa di cui allarticolo 1 del decretolegislativo 11 febbraio 1998, n.32, dichiarata dal Comunecompetente.". 5. Allarticolo 83-bis, comma 17, del decreto-legge 25 giugno 2008,n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n.133, sono aggiunte infondo le seguenti parole: "o che prevedano obbligatoriamente lapresenza contestuale di piu tipologie di carburanti, ivi incluso ilmetano per autotrazione, se tale ultimo obbligo comporta ostacolitecnici o oneri economici eccessivi e non proporzionali allefinalita dellobbligo" . 6. LAutorita per lenergia elettrica ed il gas, coerentemente congli indirizzi del Ministro dello sviluppo economico stabiliti per ladiffusione del metano per autotrazione, entro 90 giorni dalla data dientrata in vigore del presente decreto adotta misure affinche neiCodici di rete e di distribuzione di cui al decreto legislativo 23maggio 2000, n. 164, siano previste modalita per accele rare i tempidi allacciamento dei nuovi impianti di distribuzione di metano peruso autotrazione alla rete di trasporto o di distribuzione di gas,per ridurre gli stessi oneri di allacciamento, in particolare per learee dove tali impianti siano presenti in misura limitata, noncheper la riduzione delle penali per i superi di capacita impegnatapreviste per gli stessi impianti. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 18Liberalizzazione degli impianti completamente automatizzati fuori dei centri abitati
  • 26. 1. Al comma 7 dellarticolo 28 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.111, dopo la parola "dipendenti" sono aggiunte le parole "ocollaboratori" e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "Nel rispetto delle norme di circolazione stradal e, presso gliimpianti stradali di distribuzione carburanti posti al di fuori deicentri abitati, quali definiti ai sensi del codice della strada odegli strumenti urbanistici comunali, non possono essere postivincoli o limitazioni allutilizzo continuativo, anche senzaassistenza, delle apparecchiature per la modalita di rifornimentosenza servizio con pagamento anticipato.". Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 19Miglioramento delle informazioni al consumatore sui prezzi dei carburanti 1. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, da adottareentro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto, e definita la nuova metodologia dicalcolo del prezzo medio del lunedi da comunicare al Ministero dellosviluppo economico per il relativo invio alla Commissione Europea aisensi della Decisione del Consiglio 1999/280/CE del 22 aprile 1999 edella successiva Decisione della Commissione 1999/566/CE del 26luglio 1999, basata sul prezzo offerto al pubblico con la modalitadi rifornimento senza servizio per ciascuna tipologia di carburanteper autotrazione. 2. Entro sei mesi dalla stessa data, con uno o piu decreti delMinistero dello sviluppo economico sono definite le modalitaattuative della disposizione di cui al secondo periodo dellarticolo15, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, inordine alla cartellonistica di pubblicizzazione dei prezzi pressoogni punto vendita di carburanti, in modo da assicurare che leindicazioni per ciascun prodotto rechino i prezzi in modalita nonservito, ove presente, senza indicazioni sotto forma di sconti,secondo il seguente ordine dallalto verso il basso: gasolio,benzina, GPL, metano. In tale decreto si prevede che i prezzi dellealtre tipologie di carburanti speciali e il prezzo della modalita dirifornimento con servizio debbano essere riportati su cartelloniseparati, indicando questultimo prezzo come differenza in aumentorispetto al prezzo senza servizio, ove esso sia presente. 3. Con il decreto di cui al comma 2 si prevedono, altresi, lemodalita di evidenziazione, nella cartellonistica dipubblicizzazione dei prezzi presso ogni punto vendita di carburanti,delle prime due cifre decimali rispetto alla terza, dopo il numerointero del prezzo in euro praticato nel punto vendita. 4. Modifiche a quanto disposto dai decreti di cui ai commi 2 e 3sono adottate con decreto del Ministro dello sviluppo economico,sentiti il Garante per la sorveglianza dei prezzi istituito ai sensidellarticolo 2, commi 198 e 199 della legge 24 dicembre 2007, n.
  • 27. 244, nel rispetto dei medesimi obiettivi di trasparenza. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 20Fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti 1. Al primo comma dellarticolo 28 del decreto-legge n. 98 del 6luglio 2011, n. 98 le parole "in misura non eccedente il venticinqueper cento dellammontare complessivo del fondo annualmenteconsolidato" sono abrogate, le parole "due esercizi annuali" sonosostituite dalle parole "tre esercizi annuali" e il comma 2 esostituito dal seguente: "2. Con decreto del Ministro dello sviluppoeconomico, da emanare entro il 30 giugno 2012, e determinatalentita sia dei contributi di cui al comma 1, sia della nuovacontribuzione al fondo di cui allo stesso comma 1, per un periodo nonsuperiore a tre anni, articolandola in una componente fissa perciascuna tipologia di impianto e in una variabile in funzione deilitri erogati, tenendo altresi conto della densita territorialedegli impianti allinterno del medesimo bacino di utenza." Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 21Disposizioni per accrescere la sicurezza, lefficienza e la concorrenza nel mercato dellenergia elettrica 1. In relazione al processo di integrazione del mercato europeo edai cambiamenti in corso nel sistema elettrico, con partic olareriferimento alla crescente produzione da fonte rinnovabile, ilMinistro dello sviluppo economico, entro 120 giorni dalla data dientrata in vigore del presente decreto, sentita lAutorita perlenergia elettrica ed il gas, emana indirizzi e modifica ladisciplina attuativa delle disposizioni di cui allarticolo 3, comma10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, allo scopo dicontenere i costi e garantire sicurezza e qualita delle forniture dienergia elettrica, nel rispetto dei criteri e dei principi di
  • 28. mercato. 2. Allinizio del comma 2 dellarticolo 19 del decreto legislativo3 marzo 2011, n. 28, sono anteposte le seguenti parole: "Per la primavolta entro il 28 febbraio 2012 e successivamente" e nel medesimocomma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole : "In esito allapredetta analisi, lAutorita per lenergia elettrica ed il gasadotta con propria delibera, entro i successivi 60 giorni, le misuresui sistemi di protezione e di difesa delle reti elettrichenecessarie per garantire la sicurezza del sistema, nonche definiscele modalita per la rapida installazione di ulteriori dispositivi disicurezza sugli impianti di produzione, almeno nelle aree ad elevataconcentrazione di potenza non programmabile." 3. Con i decreti di definizione dei nuovi regimi di incentivazioneper la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di cuiallarticolo 24, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28, allo scopo di conferire maggiore flessibilita e sicurezza alsistema elettrico, puo essere rideterminata la data per laprestazione di specifici servizi di rete da parte delle attrezzatureutilizzate in impianti fotovoltaici, in attuazione del decretolegislativo 3 marzo 2011, n. 28. 4. A far data dallentrata in vigore del presente provvedimento,sono abrogate le disposizioni di cui alla legge 8 marzo 1949, n. 105,recante "Normalizzazione delle reti di distribuzione di energiaelettrica a corrente alternata, in derivazione, a tensione compresafra 100 e 1000 volt". 5. Dalla medesima data di cui al comma 4, si intende qualenormativa tecnica di riferimento per i livelli nominali di tensionedei sistemi elettrici di distribuzione in bassa tensione la norma CEI8-6, emanata dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) in forzadella legge 1° marzo 1968, n. 186. 6. Al fine di facilitare ed accelerare la realizzazione delleinfrastrutture di rete di interesse nazionale, lAutorita perlenergia elettrica e il gas, entro 90 giorni dalla richiesta deiConcessionari, definisce la remunerazione relativa a specifici assetregolati esistenti alla data della richiesta, senza alcun aumentodella remunerazione complessiva del capitale e della tariffa rispettoalla regolazione in corso. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 22Disposizioni per accrescere la trasparenza sui mercati dellenergia elettrica e del gas 1. Al fine di promuovere la concorrenza nei m ercati dellenergiaelettrica e del gas, il Sistema informatico Integrato, istituitopresso lAcquirente Unico ai sensi dellarticolo 1-bis deldecreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito dalla legge 13 agosto2010, n. 129, e finalizzato anche alla gestione delle informazionirelative ai consumi di energia elettrica e di gas dei clienti finalie la banca dati di cui al comma 1 del medesimo articolo 1 -bis
  • 29. raccoglie, oltre alle informazioni sui punti d prelievo ed ai dati iidentificativi dei clienti finali, anche i dati sulle relative misuredei consumi di energia elettrica e di gas. LAutorita per lenergiaelettrica ed il gas adegua i propri provvedimenti in materia entrodue mesi dallentrata in vigore della presente disposizione, in mododa favorire la trasparenza informativa e laccesso delle societa divendita ai dati gestiti dal Sistema informatico integrato. 2. Il mancato o incompleto rispetto degli obblighi di comunicazionedi cui al comma 1 da parte degli operatori e sanzionato da partedellAutorita per lenergia elettrica ed il Gas secondo ledisposizioni di cui allarticolo 45 del decreto legislativo 1° giugno2011, n. 93. 3. Dallattuazione del presente articolo non devono derivare nuovio maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 31Contrasto della contraffazione dei contrassegni relativi ai contrattidi assicurazione per la responsabilita civile verso i terzi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada 1. Al fine di contrastare la contraffa zione dei contrassegnirelativi ai contratti di assicurazione per la responsabilita civileverso i terzi per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli amotore su strada, il Ministro dello sviluppo economico, di concertocon il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentitolISVAP, con regolamento da emanare entro sei mesi dalla data dientrata in vigore della legge di conversione del presente decretolegge, definisce le modalita per la progressiva dematerializzazio nedei contrassegni, prevedendo la loro sostituzione o integrazione consistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banchedati, e prevedendo lutilizzo, ai fini dei relativi controlli, deidispositivi o mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanzadelle violazioni delle norme del codice della strada, di cui aldecreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il regolamento di cui alprimo periodo definisce le caratteristiche e i requisiti di talisistemi e fissa il termine, non superiore a due anni dalla data dellasua entrata in vigore, per la conclusione del relativo processo didematerializzazione. 2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avvalendosidei dati forniti gratuitamente dalle com pagnie di assicurazione,forma periodicamente un elenco dei veicoli a motore che non risultanocoperti dallassicurazione per la responsabilita civile verso iterzi prevista dallarticolo 122 del codice delle assicurazioniprivate, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. IlMinistero delle infrastrutture e dei trasporti comunica ai rispettiviproprietari linserimento dei veicoli nellelenco di cui al primoperiodo, informandoli circa le conseguenze previste a loro carico nelcaso in cui i veicoli stessi siano posti in circolazione su strade diuso pubblico o su aree a queste equiparate. Il predetto elenco e
  • 30. messo a disposizione delle forze di polizia e delle prefetturecompetenti in ragione del luogo di residenza del proprietario delveicolo. Agli adempimenti di cui al comma 1 e di cui al primo periododel presente comma si provvede con le risorse umane, strumentali efinanziarie disponibili a legislazione vigente. 3. La violazione dellobbligo di assicurazione dellaresponsabilita civile derivante dalla circolazione dei veicoli puoessere rilevata, dandone informazione agli automobilisti interessati,anche attraverso i dispositivi, le apparecchiature e i mezzi tec niciper il controllo del traffico e per il rilevamento a distanza delleviolazioni delle norme di circolazione, approvati o omologati aisensi dellarticolo 45, comma 6, del codice della strada, di cui aldecreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successivemodificazioni, attraverso i dispositivi e le apparecchiature per ilcontrollo a distanza dellaccesso nelle zone a traffico limitato,nonche attraverso altri sistemi per la registrazione del transitodei veicoli sulle autostrade o sulle strade sottoposte a pedaggio. Laviolazione deve essere documentata con sistemi fotografici, diripresa video o analoghi che, nel rispetto delle esigenze correlatealla tutela della riservatezza personale, consentano di acce rtare,anche in momenti successivi, lo svolgimento dei fatti costituentiillecito amministrativo, nonche i dati di immatricolazione delveicolo ovvero il responsabile della circolazione. Qualora sianoutilizzati i dispositivi, le apparecchiature o i mezzi tecnici di cuial presente comma, non vi e lobbligo di contestazione immediata.Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, daemanare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentitilISVAP e, per i profili di tutela della riservatezza, il Garante perla protezione dei dati personali, sono definite le caratteristichedei predetti sistemi di rilevamento a distanza, nellambito di quellidi cui al primo periodo, e sono stabilite le modalita di attuazionedel presente comma, prevedendo a tal fine anche protocolli dintesacon i comuni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 32Ispezione del veicolo, scatola nera, attestato di rischio, liquidazione dei danni 1. Al comma 1 dellarticolo 132 del codice delle assicurazioniprivate, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sonoaggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Le imprese possono richiedereai soggetti che presentano proposte per lassicurazione obbligatoriadi sottoporre volontariamente il veicolo ad ispezione, prima dellastipula del contratto. Qualora si proceda ad ispezione ai sensi delperiodo precedente, le imprese praticano una riduzione rispetto alletariffe stabilite ai sensi del primo periodo. Nel caso i n cuilassicurato acconsenta allistallazione di meccanismi elettroniciche registrano lattivita del veicolo, denominati scatola nera o
  • 31. equivalenti, i costi sono a carico delle compagnie che praticanoinoltre una riduzione rispetto alle tariffe stabilite ai sensi delprimo periodo.". 2. Allarticolo 134 del codice delle assicurazioni private, di cuial decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al com ma1 e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le indicazionicontenute nellattestazione sullo stato del rischio devonocomprendere la specificazione della tipologia del danno liquidato»;b) dopo il comma 1-bis e inserito il seguente: «1-ter. La consegnadellattestazione sullo stato del rischio, ai sensi dei commi 1 e 1 -bis, nonche ai sensi del regolamento dellISVAP di cui al comma 1,e effettuata anche per via telematica, attraverso lutilizzo dellebanche dati elettroniche di cui al comma 2 del presente articolo o dicui allarticolo 135»; c) al comma 2, le parole: «puo prevedere »sono sostituite dalla seguente: «prevede »; d) il comma 4 esostituito dal seguente: «4. Lattestazione sullo stato del risc hio,allatto della stipulazione di un contratto per il medesimo veicoloal quale si riferisce lattestato, e acquisita direttamentedallimpresa assicuratrice in via telematica attraverso le banchedati di cui al comma 2 del presente articolo e di cui allarticolo135». 3. Allarticolo 148 del codice delle assicurazioni private, di cuial decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e sostituito dal seguente: «1. Per i sinistri consoli danni a cose, la richiesta di risarcimento, presentata secondole modalita indicate nellarticolo 145, deve essere corredata delladenuncia secondo il modulo di cui allarticolo 143 e recarelindicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimentoe del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sonodisponibili per lispezione diretta ad accertare lentita del danno.Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione,limpresa di assicurazione formula al danneggiato congrua e motivataofferta per il risarcimento, ovvero comunica specificatamente imotivi per i quali non ritiene di fare offer ta. Il termine disessanta giorni e ridotto a trenta quando il modulo di denuncia siastato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro. Al fine diconsentire lispezione diretta ad accertare lentita del danno, lecose danneggiate devono essere messe a disposizione perlaccertamento per cinque giorni consecutivi non festivi, a far tempodal giorno di ricevimento della richiesta di risarcimento da partedellassicuratore. Il danneggiato puo procedere alla riparazionedelle cose danneggiate solo dopo lo spirare del termine indicato alperiodo precedente, entro il quale devono essere comunque completatele operazioni di accertamento del danno da parte dellassicuratore,ovvero dopo il completamento delle medesime ope razioni, nel caso incui esse si siano concluse prima della scadenza del predetto termine.Qualora le cose danneggiate non siano state messe a disposizione perlispezione nei termini previsti dal presente articolo, ovvero sianostate riparate prima dellispezione stessa, limpresa, ai finidellofferta risarcitoria, effettuera le proprie valutazionisullentita` del danno solo previa presentazione di fattura cheattesti gli interventi riparativi effettuati. Resta comunque fermo ildiritto dellassicurato al risarcimento anche qualora ritenga di nonprocedere alla riparazione»; b) dopo il comma 2 e` inserito il seguente: «2-bis. A fini di prevenzione e contrasto dei fenomenifraudolenti, qualora limpresa di assicurazione abbia provveduto allaconsultazione della banca dati sinistri di cui allarticolo 135 e dalrisultato della consultazione, avuto riguardo al codice fiscale deisoggetti coinvolti ovvero ai veicoli danneggiati, emergano almeno dueparametri di significativita, come definiti dallarticolo 4 del
  • 32. provvedimento dellISVAP n. 2827 del 25 agosto 2010, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2010, limpresa puodecidere, entro i termini di cui ai commi 1 e 2 de l presentearticolo, di non fare offerta di risarcimento, motivando taledecisione con la necessita di condurre ulteriori approfondimenti inrelazione al sinistro. La relativa comunicazione e` trasmessadallimpresa al danneggiato e allISVAP, al quale e` anche trasmessala documentazione relativa alle analisi condotte sul sinistro. Entrotrenta giorni dalla comunicazione della predetta decisione, limpresadeve comunicare al danneggiato le sue determinazioni conclusive inmerito alla richiesta di risarcimento. Allesito degliapprofondimenti condotti ai sensi del primo periodo, limpresa puonon formulare offerta di risarcimento, qualora, entro il termine dicui al terzo periodo, presenti querela, nelle ipotesi in cui e`prevista, informandone contestualmente lassicurato nellacomunicazione concernente le determinazioni conclusive in merito allarichiesta di risarcimento di cui al medesimo terzo periodo; in talcaso i termini di cui ai commi 1 e 2 sono sospesi e il termine per lapresentazione della querela, di cui allarticolo 124, primo comma,del codice penale, decorre dallo spirare del termine di trenta giornientro il quale limpresa comunica al danneggiato le suedeterminazioni conclusive. Restano salvi i diritti del danneggiato in merito allaproponibilita dellazione di risarcimento nei termini previstidallarticolo 145, nonche il diritto del danneggiato di ott enerelaccesso agli atti nei termini previsti dallarticolo 146, salvo ilcaso di presentazione di querela o denuncia»; c) il comma 3 e sostituito dal seguente: «3. Il danneggiato, inpendenza dei termini di cui ai commi 1 e 2 e fatto salvo quantostabilito dal comma 5, non puo rifiutare gli accertamentistrettamente necessari alla valutazione del danno alle cose, neitermini di cui al comma 1, o del danno alla persona, da partedellimpresa. Qualora cio accada, i termini per loffertarisarcitoria o per la comunicazione dei motivi per i quali limpresanon ritiene di fare offerta sono sospesi». Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 33Sanzioni per frodi nellattestazione delle invalidita derivanti da incidenti 1. Allarticolo 10-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1: 1) la parola: «micro-invalidita» e` sostituita dalla seguente:«invalidita»; 2) le parole: «di cui al comma 1» sono sostituite dall eseguenti: «di cui ai commi 1 e 3»; b) dopo il comma 2 e` inserito il seguente:
  • 33. «2-bis. Ai periti assicurativi che accertano e stimano falsamentedanni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi ilrisarcimento a carico della societa assicuratrice si applica ladisciplina di cui al comma 1, in quanto applicabile»; c) nella rubrica, le parole: «micro-invalidita» sono sostituitedalla seguente: «invalidita». Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 34 Obbligo di confronto delle tariffe r.c. auto 1. Gli intermediari che distribuiscono servizi e prodottiassicurativi del ramo assicurativo di danni derivanti dallacircolazione di veicoli e natanti sono tenuti, prima dellasottoscrizione del contratto, a informare il cliente, in modocorretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altrecondizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnieassicurative non appartenenti a medesimi gruppi, anche avvalendosidelle informazioni obbligatoriamente pubblicate dalle imprese diassicurazione sui propri siti internet. 2. Il contratto stipulato senza la dichiarazione del cliente diaver ricevuto le informazioni di cui al comma 1 e affetto danullita rilevabile solo a favore dellassicurato. 3. Il mancato adempimento dellobbligo di cui al comma 1 comportalirrogazione da parte dellISVAP a carico della compagnia che haconferito il mandato allagente, che risponde in solido con questo,in una misura non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro100.000. Capo VI Servizi bancari e assicurativi Art. 35Misure per la tempestivita dei pagamenti, per lestinzione deidebiti pregressi delle amministrazioni statali, nonche disposizioni in materia di tesoreria unica 1. Al fine di accelerare il pagamento dei crediti commercialiesistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto
  • 34. connessi a transazioni commerciali per lacquisizione di serv izi eforniture, certi, liquidi ed esigibili, corrispondente a residuipassivi del bilancio dello Stato, sono adottate le seguenti misure: a) i fondi speciali per la reiscrizione dei residui passivi perentidi parte corrente e di conto capitale, di cui allarticolo 27 dellalegge 31 dicembre 2009, n. 196, sono integrati rispettivamente degliimporti di euro 2.000 milioni e 700 milioni per lanno 2012, medianteriassegnazione, previo versamento allentrata del bilancio delloStato per il medesimo anno, di una corrispondente quota delle risorsecomplessivamente disponibili relative a rimborsi e compensazioni dicrediti di imposta, esistenti presso la contabilita speciale 1778"Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio". Le assegnazioni dispostecon utilizzo delle somme di cui al periodo precedente non devonocomportare, secondo i criteri di contabilita nazionale,peggioramento dellindebitamento netto delle pubblicheamministrazioni; b) i crediti di cui al presente comma maturati alla data del 31dicembre 2011, su richiesta dei soggetti creditori, possono essereestinti, in luogo del pagamento disposto con le risorse finanziariedi cui alla lettera a), anche mediante assegna zione di titoli diStato nel limite massimo di 2.000 milioni di euro. Limporto di cuialla presente lettera puo essere incrementato con corrispondenteriduzione degli importi di cui alla lettera a). Con decreto delMinistro delleconomia e delle finanze sono definite le modalita perlattuazione delle disposizioni di cui al periodo precedente e sonostabilite le caratteristiche dei titoli e le relative modalita diassegnazione nonche le modalita di versamento al titolo IVdellentrata del bilancio dello Stato, a fronte del controvalore deititoli di Stato assegnati, con utilizzo della medesima contabilitadi cui alla lettera a). Le assegnazioni dei titoli di cui allapresente lettera non sono computate nei limiti delle emissioni nettedei titoli di Stato indicate nella Legge di bilancio. 2. Per provvedere allestinzione dei crediti per spese relative aconsumi intermedi, maturati nei confronti dei Ministeri alla data del31 dicembre 2011, il cui pagamento rientri, secondo i criteri dicontabilita nazionale, tra le regolazioni debitorie pregresse e ilcui ammontare e accertato con decreto del Ministro delleconomia edelle finanze, secondo le medesime modalita di cui alla circolare n.38 del 15 dicembre 2010, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 5dell8 gennaio 2011, il fondo di cui allarticolo 1, comma 50, dellalegge 23 dicembre 2005, n. 266, e incrementato, per lanno 2012, diun importo di euro 1.000 milioni mediante riassegnazione previoversamento allentrata del bilancio dello Stato di euro 740 milionidelle risorse complessivamente disponibili relative a rimborsi ecompensazioni di crediti di imposta, esistenti presso la contabilitaspeciale 1778 "Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio", e di euro260 milioni mediante utilizzo del risparmio degli interessi derivantedal comma 9 del presente articolo. La lettera b) del comma 17dellart. 10 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, conmodificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e soppressa. 3. Allonere per interessi derivante dal comma 1, pari a 235milioni di euro annui a decorrere dal 2012, si provvede con ladisposizione di cui al comma 4. 4. In relazione alle maggiori entrate rivenienti nei territoridelle autonomie speciali dagli incrementi delle aliquote dellaccisasullenergia elettrica disposti dai decreti del MinistrodellEconomia e delle Finanze 30 dicembre 2011, concernenti l aumentodellaccisa sullenergia elettrica a seguito della cessazionedellapplicazione delladdizionale comunale e provinciale allaccisasullenergia elettrica, il concorso alla finanza pubblica delleRegioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento eBolzano previsto dallarticolo 28, comma 3, primo periodo deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con legge 22
  • 35. dicembre 2011, n. 214, e incrementato di 235 milioni di euro annui adecorrere dallanno 2012. La quota di maggior gettito pari a 6,4milioni annui a decorrere dal 2012 derivante allErario dai decretidi cui al presente comma resta acquisita al bilancio dello Stato. 5. Con decreti del Ministro delleconomia e delle finan ze siprovvede alle occorrenti variazioni di bilancio. 6. Al fine di assicurare alle agenzie fiscali edallAmministrazione autonoma dei Monopoli di Stato la massimaflessibilita organizzativa, le stesse possono derogare a quantoprevisto dallarticolo 9, comma 2, ultimo periodo, del decreto -legge31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30luglio 2010, n. 122, a condizione che sia comunque assicurata laneutralita finanziaria, prevedendo, ove necessario, la relativacompensazione, anche a carico del fondo per la retribuzione diposizione e di risultato o di altri fondi analoghi; resta comunqueferma la riduzione prevista dallarticolo 9, comma 2, primo periodo,del citato decreto-legge n. 78 del 2010. Per assicurare laflessibilita organizzativa e la continuita delle funzioni dellepubbliche amministrazioni, nel caso di vacanza dellorgano di verticedi cui allarticolo 16, comma 5, del decreto legislativ o 30 marzo2001 n. 165 e successive modifiche, nonche per le ipotesi di assenzao impedimento del predetto organo, le funzioni vicarie possono essereattribuite con decreto dellorgano di vertice politico, tenuto contodei criteri previsti dai rispettivi ordinamenti, per un periododeterminato, al titolare di uno degli uffici di livello dirigenzialegenerale compresi nelle strutture. Resta fermo quanto dispostodallarticolo 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 7. Il comma 1 dellarticolo 10 del decreto legislativo 6 maggio2011, n. 68, e soppresso. 8. Ai fini della tutela dellunita economica della Repubblica edel coordinamento della finanza pubblica, a decorrere dalla data dientrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2014, ilregime di tesoreria unica previsto dallarticolo 7 del decretolegislativo 7 agosto 1997, n. 279 e sospeso. Nello stesso periodoagli enti e organismi pubblici soggetti al regime di tesoreria unicaai sensi del citato articolo 7 si applicano le disposizioni di cuiallarticolo 1 della legge 29 ottobre 1984, n. 720 e le relativenorme amministrative di attuazione. Restano escluse dallapplicazionedella presente disposizione le disponibilita dei predetti enti eorganismi pubblici rivenienti da operazioni di mutuo, prestito e ognialtra forma di indebitamento non sorrette da alcun contributo inconto capitale o in conto interessi da par te dello Stato, delleregioni e delle altre pubbliche amministrazioni. 9. Entro il 29 febbraio 2012 i tesorieri o cassieri degli enti edorganismi pubblici di cui al comma 8 provvedono a versare il 50 percento delle disponibilita liquide esigibili depositate presso glistessi alla data di entrata in vigore del presente decreto sullerispettive contabilita speciali, sottoconto fruttifero, apertepresso la tesoreria statale. Il versamento della quota rimanente deveessere effettuato entro il 16 aprile 2012. Gli eventuali investimentifinanziari individuati con decreto del Ministro dellEconomia e dellefinanze - Dipartimento del Tesoro da emanare entro il 30 aprile 2012,sono smobilizzati, ad eccezione di quelli in titoli di Statoitaliani, entro il 30 giugno 2012 e le relative risorse versate sullecontabilita speciali aperte presso la tesoreria statale. Gli entiprovvedono al riversamento presso i tesorieri e cassieri delle sommedepositate presso soggetti diversi dagli stessi tesorieri o cassierientro il 15 marzo 2012. 10. Fino al completo riversamento delle risorse sulle contabilitaspeciali di cui al comma 9, per far fronte ai pagamenti dispostidagli enti ed organismi pubblici di cui al comma 8, i tes orieri ocassieri degli stessi utilizzano prioritariamente le risorse
  • 36. esigibili depositate presso gli stessi trasferendo gli eventualivincoli di destinazione sulle somme depositate presso la tesoreriastatale. 11. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presentedecreto e abrogato larticolo 29, comma 10, della legge 23 dicembre1998, n. 448 e fino alladozione del bilancio unico dAteneo aidipartimenti e ai centri di responsabilita dotati di autonomiagestionale e amministrativa si applicano le disposizioni di cui aicommi 8, 9 e 10 del presente articolo. 12. A decorrere dalladozione del bilancio unico dAteneo, lerisorse liquide delle universita, comprese quelle dei dipartimenti edegli altri centri dotati di autonomia gestionale e amministrativa,sono gestite in maniera accentrata. 13. Fermi restando gli ordinari rimedi previsti dal codice civile,per effetto delle disposizioni di cui ai precedenti commi, icontratti di tesoreria e di cassa degli enti ed organismi di cui alcomma 8 in essere alla data di entrata in vigore del presente decretopossono essere rinegoziati in via diretta tra le parti originarie,ferma restando la durata inizialmente prevista dei contratti stessi.Se le parti non raggiungono laccordo, gli enti ed organismi hannodiritto di recedere dal contratto. Capo VII Trasporti Art. 36 Regolazione indipendente in materia di trasporti 1. In attesa dellistituzione di una specifica autoritaindipendente di regolazione dei trasporti, per la quale il Governopresenta entro tre mesi dalla data di conversione del pr esentedecreto un apposito disegno di legge, allarticolo 37 del decretolegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: "1. Oltre alle funzioni trasferite ai sensi dellart. 21, comma 19,a decorrere dal 30 giugno 2012 allAutorita per lenergia elettricaed il gas, di cui allart. 2, comma 1 della legge 14 novembre 1995,n. 481, sono attribuite, sino allistituzion e della Autorita diregolazione dei trasporti, competente anche in materia di regolazioneeconomica dei diritti e delle tariffe aeroportuali, le funzionipreviste dal presente articolo, ferme restando le competenze previstedalla vigente normativa. 2. LAutorita e competente nel settore dei trasporti edellaccesso alle relative infrastrutture ed in particolare provvede: 1) a garantire, secondo metodologie che incentivino laconcorrenza, lefficienza produttiva delle gestioni e il contenimentodei costi per gli utenti, le imprese e consumatori, condizioni diaccesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie,portuali, alle reti autostradali, fatte salve le competenzedellAgenzia per le infrastrutture stradali e autostradali di cuiallart. 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla
  • 37. legge 15 luglio 2011, n. 111, e alla mobilita urbana collegata astazioni, aeroporti e porti; 2) a definire, se ritenuto necessario in relazione allecondizioni di concorrenza effettivamente esistenti nei singolimercati dei servizi dei trasporti nazionali e locali, i criteri perla fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe, deicanoni, dei pedaggi e, dopo aver individuato la specifica estensionedegli obblighi di servizio pubblico, delle modalita di finanziamentodei relativi oneri, tenendo conto dellesigenza di assicurarelequilibrio economico delle imprese regolate, lefficienzaproduttiva delle gestioni e il contenimento dei costi per gli utenti,le imprese e i consumatori, anche alla luce delle eventualisovvenzioni pubbliche concesse; 3) a stabilire le condizioni minime di qualita dei ser vizi ditrasporto nazionali e locali connotati da oneri di servizio pubblicoo sovvenzionati; 4) a definire, in relazione ai diversi tipi di servizio e allediverse infrastrutture, il contenuto minimo degli specifici diritti,anche di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere neiconfronti dei gestori dei servizi e delle infrastrutture ditrasporto; sono fatte salve le ulteriori garanzie che accrescano laprotezione degli utenti che i gestori dei servizi e d elleinfrastrutture possono inserire nelle proprie carte dei servizi; 5) a definire gli schemi dei bandi delle gare per lassegnazionedei servizi di trasporto in esclusiva e delle convenzioni da inserirenei capitolati delle medesime gare; con ri ferimento al trasportoferroviario regionale, lAutorita verifica che nei relativi bandi digara la disponibilita del materiale rotabile gia al momento dellagara non costituisce un requisito per la partecipazione ovvero unfattore di discriminazione tra le imprese partecipanti. In questicasi, allimpresa aggiudicataria e concesso un tempo massimo didiciotto mesi, decorrenti dallaggiudicazione definitiva, perlacquisizione del materiale rotabile indispensabile per losvolgimento del servizio; 6) con particolare riferimento al settore autostradale, astabilire per le nuove concessioni sistemi tariffari dei pedaggibasati sul metodo del price cap, con determinazione dellindica toredi produttivita X a cadenza quinquennale per ciascuna concessione; adefinire gli schemi di concessione da inserire nei bandi di gararelativi alla gestione o costruzione; a definire gli schemi dei bandirelativi alle gare cui sono tenuti i concessionari autostradali; adefinire gli ambiti ottimali di gestione delle tratte autostradali,allo scopo di promuovere una gestione plurale sulle diverse tratte estimolare la concorrenza per confronto; 7) con particolare riferimento allaccesso allinfrastrutturaferroviaria, definire i criteri per la determinazione dei pedaggi daparte del gestore dellinfrastruttura e i criteri di assegnazionedelle tracce e della capacita; vigilare sulla loro correttaapplicazione da parte del gestore dellinfrastruttura; svolgere lefunzioni di cui al successivo articolo 39; 8) con particolare riferimento al servizio taxi, ad adeguare ilivelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualitadelle prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani, secondoi criteri di ragionevolezza e proporzionalita, allo scopo digarantire il diritto di mobilita degli utenti nel rispetto deiseguenti principi: a) lincremento del numero delle licenz e, ove ritenutonecessario anche in base a unanalisi per confronto nellambito direalta comunitarie comparabili, a seguito di istruttoria suicosti-benefici anche ambientali e sentiti i sindaci, e accompagnatoda adeguate compensazioni da corrispondere una tantum a favore dicoloro che gia sono titolari di licenza o utilizzando gli introitiderivanti dalla messa allasta delle nuove licenze, oppure
  • 38. attribuendole a chi gia le detiene, con f acolta di vendita oaffitto, in un termine congruo oppure attraverso altre adeguatemodalita; b) consentire ai titolari di licenza la possibilita di esseresostituiti alla guida da chiunque abbia i requisiti diprofessionalita e moralita richiesti dalla normativa vigente; c) prevedere la possibilita di rilasciare licenze part time e -di consentire ai titolari di licenza una maggiore flessibilita nelladeterminazione degli orari di lavoro, salvo lobbligo di gara nzia diun servizio minimo per ciascuna ora del giorno; d) consentire ai possessori di licenza di esercitare la propriaattivita anche al di fuori dellarea per la quale sono stateoriginariamente rilasciate previo assenso dei sindaci inte ressati e aseguito dellistruttoria di cui alla lettera a); e) consentire una maggiore liberta nellorganizzazione delservizio cosi da poter sviluppare nuovi servizi integrativi come, aesempio, il taxi a uso collettivo o altre forme; f) consentire una maggiore liberta nella fissazione delletariffe, la possibilita di una loro corretta e trasparentepubblicizzazione, fermo restando la determinazione autoritativa diquelle massime a tutela dei consumatori"; b) al comma 3, dopo la virgola, sono soppresse le parole"individuata ai sensi del medesimo comma"; c) al comma 5, sono soppresse le parole "individuata ai sensi delcomma 2"; d) al comma 6, lettera a), sono soppresse le parole "individuatadal comma 2"; e) dopo il comma 6 e aggiunto il seguente : "6-bis) LAutorita puo avvalersi di un contingente aggiuntivo dipersonale, complessivamente non superiore alle ottanta unitacomandate da altre pubbliche amministrazioni, con oneri a caricodelle amministrazioni di provenienza. ". 2. Allarticolo 36, comma 2, lettera e) del decreto-legge 6 luglio2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio2011, n.111, sono aggiunte le seguenti parole: "secondo i criteri ele metodologie stabiliti dalla competente Autorita di regolazione,alla quale e demandata la loro successiva approvazione". Capo VII Trasporti Art. 37 Misure per il trasporto ferroviario 1. LAutorita di cui all articolo 37 nel settore del trasportoferroviario definisce, sentiti il Ministero delle Infrastrutture edei Trasporti, le Regioni e gli enti locali interessati, gli ambitidel servizio pubblico sulle tratte e le modalita di finanziamento.LAutorita dopo un congruo periodo di osservazione delle dinamichedei processi di liberalizzazione, analizza lefficienza dei diversigradi di separazione tra limpresa che gestisce linfrastruttura elimpresa ferroviaria, anche in relazione alle esperienze degli altri
  • 39. Stati membri dellUnione Europea. In esito allanalisi, lAutoritapredispone una relazione al Governo e al Parlamento. 2. Allart. 36, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n.188, come modificato dallarticolo 8 del decreto -legge 13 agosto2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sonoapportate le seguenti modifiche: a) le parole "ed i contratti collettivi nazionali di settore" sonosoppresse; b) la lettera b-bis) e soppressa. Capo VIII Altre liberalizzazioni Art. 38 Liberalizzazione delle pertinenze delle strade 1. Allarticolo 24 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,e successive modificazioni, al comma 5-bis, dopo le parole "sonopreviste" inserire le parole ", secondo le modalita fissatedallAutorita di regolazione dei trasporti". Capo VIII Altre liberalizzazioni Art. 39Liberalizzazione del sistema di vendita della stampa quotidiana eperiodica e disposizioni in materia di diritti connessi al diritto dautore 1. Allarticolo 5, comma 1, dopo la lett. d) decreto legislativo 24aprile 2001, n. 170 sono aggiunte le seguenti: e) gli edicolanti possono rifiutare le forniture di prodotticomplementari forniti dagli editori e dai distributori e possonoaltresi vendere presso la propria sede qualunque altro prodottosecondo la vigente normativa; f) gli edicolanti possono praticare sconti sulla merce venduta edefalcare il valore del materiale fornito in conto vendita erestituito a compensazione delle successive anticipazioni aldistributore; g) fermi restando gli obblighi previsti per gli edicolanti agaranzia del pluralismo informativo, la ingiustificata mancata
  • 40. fornitura, ovvero la fornitura ingiustificata per eccesso o difetto,rispetto alla domanda da parte del distributore costituiscono casi dipratica commerciale sleale ai fini dellapplicazione delle vigentidisposizioni in materia. f) le clausole contrattuali fra distributori ed edicolanti,contrarie alle disposizioni del presente articolo, sono nulle percontrasto con norma imperativa di legge e non viziano il contrattocui accedono. 2. Al fine di favorire la creazione di nuove imprese nel settoredella tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori,mediante lo sviluppo del pluralismo competitivo e consentendomaggiori economicita di gestione nonche leffettiva partecipazionee controllo da parte dei titolari dei diritti, lattivita diamministrazione e intermediazione dei diritti connessi al dirittodautore di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633, in qualunque formaattuata, e libera; 3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri daemanarsi entro tre mesi dallentrata in vigore della presente legge eprevio parere dellAutorita Garante della Concorrenza e del Mercato,sono individuati, nellinteresse dei titolari aventi diritto, irequisiti minimi necessari ad un razionale e corretto sviluppo delmercato degli intermediari di tali diritti connessi; 4. Restano fatte salve le funzioni assegnate in materia allaSocieta Italiana Autori ed Editori (SIAE). Tutte le disposizioniincompatibili con il presente articolo sono abrogate. Capo VIII Altre liberalizzazioni Art. 40Disposizioni in materia di carta di identita e in materia dianagrafe della popolazione residente allestero e lattribuzione del codice fiscale ai cittadini iscritti 1. Allarticolo 10, comma 2, primo periodo, del decreto -legge 13maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12luglio 2011, n. 106, sono aggiunte, in fine, le seguenti: ", edefinito un piano per il graduale rilascio, a partire dai comuniidentificati con il medesimo decreto, della carta didentitaelettronica sul territorio nazionale". 2. Allarticolo 3 del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come daultimo modificato dallarticolo 10, comma 5, del decreto-legge 13maggio 2011, n. 70, convertito in legge del 12 luglio 2011, n. 106sono apportate le seguenti modifiche: a) Al comma 2, terzo periodo, le parole: "rilasciate a partire dal 1° gennaio 2011 devono essere munitedella fotografia e" sono sostituite dalle seguenti:"di cuiallarticolo 7-vicies ter del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7,convertito con modificazioni dalla legge 31 marzo 2005, n. 4 esuccessive modifiche ed integrazioni, devono essere munite anche" b) Il comma 5 e sostituito dal seguente: "La carta di identita valida per lespatrio rilasciata ai minori
  • 41. di eta inferiore agli anni quattordici puo riportare, a richiesta,il nome dei genitori o di chi ne fa le veci. Luso della cartadidentita ai fini dellespatrio dei minori di anni quattordici esubordinato alla condizione che essi viaggino in compagnia di uno deigenitori o di chi ne fa le veci, o che venga menzionato, in unadichiarazione rilasciata da chi puo dare lassenso olautorizzazione, il nome della persona, dellente o della compagniadi trasporto a cui i minori medesimi sono affidati. Taledichiarazione e convalidata dalla questura o dalle autoritaconsolari in caso di rilascio allestero." 3.Allarticolo 1 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, comemodificato dallarticolo 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, il comma 6 esostituito dal seguente: "6. LIndice nazionale delle anagrafi (INA) promuove lacircolarita delle informazioni anagrafiche essenziali al fine diconsentire alle amministrazioni pubbliche centrali e locali collegatela disponibilita, in tempo reale, dei dati relativi allegeneralita, alla cittadinanza, alla famiglia anagrafica,allindirizzo anagrafico delle persone residenti in Italia e deicittadini italiani residenti allestero iscritti nellAnagrafe dellapopolazione italiana residente allestero (AIRE), certificati daicomuni e, limitatamente al codice fiscale, dallAgenzia delleEntrate." 4. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto sono apportate le necessarie modifiche finalizzate adarmonizzare il decreto del Ministro dellinterno, di concerto con ilMinistro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, del 13ottobre 2005, n. 240, recante il "Regolamento di gestione dellIndiceNazionale delle Anagrafi (INA)", pubblicato nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica 16 maggio 2005, n. 112, S.O., con la disposizione dicui allarticolo 1, comma 6, della legge 24 dicembre 1954, n. 1228. 5. Fatto salvo quanto previsto dallarticolo 50 de l decretolegislativo 7 marzo 2005, n. 82, al fine di soddisfare eventualiprestazioni di elaborazioni aggiuntive riguardanti i dati contenutinellIndice nazionale delle anagrafi (INA), di cui allart. 1 dellalegge 24 dicembre 1954, n. 1228, ovvero nei casi in cui vengarichiesta per pubbliche finalita ed ove possibile la certificazionedei dati contenuti nellINA,il Dipartimento per gli Affari Interni eTerritoriali puo stipulare convenzioni con enti, istituzioni edaltri soggetti che svolgono pubbliche funzioni 6. Ai fini dellindividuazione di un codice unico identificativo dautilizzare nellambito dei processi di interoperabilita e dicooperazione applicativa che definiscono il sistema pubblico diconnettivita, ai sensi dellarticolo 72 del decreto legislativo 7marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, lamministrazionefinanziaria attribuisce dufficio il codice fiscale ai cittadiniiscritti nellAnagrafe degli italiani residenti allest ero (AIRE) aiquali non risulta attribuito, previo allineamento dei dati anagraficiin possesso degli uffici consolari e delle AIRE comunali. 7. Allatto delliscrizione nellAIRE e ai fini dellattribuzionedel codice fiscale, i comuni competenti trasmettono allanagrafetributaria, per il tramite del Ministero dellinterno, i dati di cuiallarticolo 4, comma 1, lettera a) del D.P.R. 29 settembre 1973, n.605, con laggiunta della residenza allestero e con leccezione deldomicilio fiscale, in luogo del quale e indicato il comune diiscrizione nellAIRE. Con le stesse modalita i comuni trasmettonoallanagrafe tributaria ogni variazione che si verifica nelle proprieanagrafi riguardanti i cittadini iscritti nellAIRE. 8. La rappresentanza diplomatico-consolare competente perterritorio comunica ai cittadini residenti allestero lavvenutaattribuzione dufficio del codice fiscale. 9. Alle attivita previste dal presente articolo le amministrazioni
  • 42. interessate provvedono nellambito delle risorse gia disponibili alegislazione vigente. Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 41Emissioni di obbligazioni da parte delle societa di progetto - project bond 1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, larticolo 157 esostituito dal seguente: "Art. 157 (Emissione di obbligazioni da parte delle societa diprogetto) (art. 37-sexies, legge n. 109/1994) - 1. Le societacostituite al fine di realizzare e gestire una singola infrastrutturao un nuovo servizio di pubblica utilita posso no emettere, previaautorizzazione degli organi di vigilanza, obbligazioni, anche inderoga ai limiti di cui allarticolo 2412 del codice civile, purchedestinate alla sottoscrizione da parte degli investitori qualificaticome definiti ai sensi del regolamento di attuazione del decretolegislativo 24 febbraio 1998, n. 58; dette obbligazioni sononominative e non possono essere trasferite a soggetti che non sianoinvestitori qualificati come sopra definiti. 2. I titoli e la relativa documentazione di offerta devonoriportare chiaramente ed evidenziare distintamente un avvertimentocirca lelevato profilo di rischio associato alloperazione. 3. Le obbligazioni, sino allavvio della gestionedellinfrastruttura da parte del concessionario, possono esseregarantite dal sistema finanziario, da fondazioni e da fondi privati,secondo le modalita definite con decreto del Ministro delleconomiae delle finanze di concerto con il Ministro delle in frastrutture edei trasporti". Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale
  • 43. Art. 42Alleggerimento e integrazione della disciplina del promotore per le infrastrutture strategiche 1. Allarticolo 175, il comma 14, del decreto legislativo 12 aprile2006, n. 163 e successive modificazioni, e sostituito dal seguen te: "14. I soggetti di cui allarticolo 153, comma 20, possonopresentare al soggetto aggiudicatore proposte relative allarealizzazione di infrastrutture inserite nel programma di cuiallarticolo 161, non presenti nella lista di cui al comma 1 delpresente articolo. Il soggetto aggiudicatore puo riservarsi di nonaccogliere la proposta ovvero di interrompere il procedimento, senzaoneri a proprio carico, prima che siano avviate le procedure di cuial settimo periodo del presente comma. La proposta contiene ilprogetto preliminare redatto ai sensi del comma 5, lettera a), lostudio di impatto ambientale, la bozza di convenzione, il pianoeconomico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cuiallarticolo 153, comma 9, primo periodo, nonche lindicazione delcontributo pubblico eventualmente necessario alla realizzazione delprogetto e la specificazione delle caratteristiche del servizio edella gestione. Il piano economico-finanziario comprende limporto dicui allarticolo 153, comma 9, secondo periodo; tale importo non puosuperare il 2,5 per cento del valore dellinvestimento. La propostae corredata delle autodichiarazioni relative al possesso deirequisiti di cui allarticolo 153, comma 20, della cauzione di cuiallarticolo 75, e dellimpegno a prestare una cauzione nella misuradellimporto di cui allarticolo 153, comma 9, terzo periodo, nelcaso di indizione di gara. Il soggetto aggiud icatore promuove, ovenecessaria, la procedura di impatto ambientale e quella dilocalizzazione urbanistica, ai sensi dellarticolo 165, comma 3,invitando eventualmente il proponente ad integrare la proposta con ladocumentazione necessaria alle predette procedure. La proposta vienerimessa dal soggetto aggiudicatore al Ministero, che ne curalistruttoria ai sensi dellarticolo 165, comma 4. Il progettopreliminare e approvato dal CIPE ai sensi dellarticolo 169 -bis,unitamente allo schema di convenzione e al pianoeconomico-finanziario. Il soggetto aggiudicatore ha facolta dirichiedere al proponente di apportare alla proposta le modificheeventualmente intervenute in fase di approva zione da parte del CIPE.Se il proponente apporta le modifiche richieste assume ladenominazione di promotore e la proposta e inserita nella lista dicui al comma 1 ed e posta a base di gara per laffidamento di unaconcessione ai sensi dellarticolo 177, cui partecipa il promotorecon diritto di prelazione, di cui e data evidenza nel bando di gara.Se il promotore non partecipa alla gara, il soggetto aggiudicatoreincamera la cauzione di cui allarticolo 75. I concorrenti dev onoessere in possesso dei requisiti di cui allarticolo 153, comma 8. Siapplica larticolo 153, commi 4 e 19, tredicesimo, quattordicesimo equindicesimo periodo. Il soggetto aggiudicatario e tenuto agliadempimenti previsti dallarticolo 153, comma 13, secondo e terzoperiodo.". Titolo II
  • 44. INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 43 Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie 1. Al fine di realizzare gli interventi necessari a fronteggiare lagrave situazione di emergenza conseguente alleccessivo affollamentodelle carceri, si ricorre in via prioritaria e fermo restando quantoprevisto in materia di permuta, previa analisi di convenienzaeconomica e verifica di assenza di effetti negativi sulla finanzapubblica con riferimento alla copertura finanziaria del corrispettivodi cui al comma 2, alle procedure in materia di finanza di progetto,previste dallarticolo 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163 e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dellagiustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e d eitrasporti e delleconomia e delle finanze, sono disciplinaticondizioni, modalita e limiti di attuazione di quanto previsto dalperiodo precedente, in coerenza con le specificita, ancheordinamentali, del settore carcerario. 2. Al fine di assicurare il perseguimento dellequilibrio economico- finanziario dellinvestimento al concessionario e riconosciuta, atitolo di prezzo, una tariffa per la gestione dellinfrastruttura edei servizi connessi, a esclusione della custodi a, le cui modalitasono definite al momento dellapprovazione del progetto e dacorrispondersi successivamente alla messa in eserciziodellinfrastruttura realizzata ai sensi del comma 1. E a esclusivorischio del concessionario lalea economico-finanziaria dellacostruzione e della gestione dellopera. La concessione ha durata nonsuperiore a venti anni. 3. Se il concessionario non e una societa integralmentepartecipata dal Ministero dellEconomia, il concessionario prevedeche le fondazioni di origine bancaria ovvero altri enti pubblici ocon fini non lucrativa contribuiscono alla realizzazione delleinfrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno ilventi per cento del costo di investimento. Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale
  • 45. Art. 44 Contratto di disponibilita 1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 3, dopo il comma 15-bis, e inserito il seguente: "15-bis.1. Il "contratto di disponibilita" e il contrattomediante il quale sono affidate, a rischio e a spesadellaffidatario, la costruzione e la messa a disposizione a favoredellamministrazione aggiudicatrice di unopera di proprieta privatadestinata allesercizio di un pubblico servizio, a fronte di uncorrispettivo. Si intende per messa a disposizione lonere assunto aproprio rischio dallaffidatario di assicurare allamministrazioneaggiudicatrice la costante fruibilita delloper a, nel rispetto deiparametri di funzionalita previsti dal contratto, garantendo alloscopo la perfetta manutenzione e la risoluzione di tutti glieventuali vizi, anche sopravvenuti."; b) allarticolo 3, comma 15-ter, secondo periodo, dopo le parole:"la locazione finanziaria," sono inserite le seguenti: "il contrattodi disponibilita,"; c) alla rubrica del capo III, della parte II, del titolo III,dopo le parole: "della locazione finanziaria per i lavori" sonoaggiunte le seguenti: "e del contratto di disponibilita"; d) dopo larticolo 160-bis, e inserito il seguente: "Art. 160-ter (Contratto di disponibilita). 1. Laffidatario delcontratto di disponibilita e retribuito con i seguenticorrispettivi, soggetti ad adeguamento monetario secondo leprevisioni del contratto: a) un canone di disponibilita, da versare soltanto incorrispondenza alla effettiva disponibilita dellopera; il canone eproporzionalmente ridotto o annullato nei periodi di ridotta o nulladisponibilita della stessa per manutenzione, vizi o qualsiasi motivonon rientrante tra i rischi a carico dellamministrazioneaggiudicatrice ai sensi del comma 3; b) leventuale riconoscimento di un contributo in corso dopera,comunque non superiore al cinquanta per cento del costo dicostruzione dellopera, in caso di trasferimento della proprietadellopera allamministrazione aggiudicatrice; c) un eventuale prezzo di trasferimento, parametrato, inrelazione ai canoni gia versati e alleventuale contributo in corsodopera di cui alla precedente lettera b), al valore di mercatoresiduo dellopera, da corrispondere, al termine de l contratto, incaso di trasferimento della proprieta dellopera allamministrazioneaggiudicatrice. 2. Laffidatario assume il rischio della costruzione e dellagestione tecnica dellopera per il periodo di messa a disposizionedellamministrazione aggiudicatrice. 3. Il bando di gara e pubblicato con le modalita di cuiallarticolo 66 ovvero di cui allarticolo 122, secondo limporto delcontratto, ponendo a base di gara un capitolato prestazionale,predisposto dallamministrazione aggiudicatrice, che indica, indettaglio, le caratteristiche tecniche e funzionali che deveassicurare lopera costruita e le modalita per determinare lariduzione del canone di disponibilita, nei limiti di cui al comm 6. aLe offerte devono contenere un progetto preliminare rispondente allecaratteristiche indicate nel capitolato prestazionale e sonocorredate dalla garanzia di cui allarticolo 75; il soggettoaggiudicatario e tenuto a prestare la cauzione definitiva di cuiallarticolo 113. Dalla data di inizio della messa a disposizione daparte dellaffidatario e dovuta una cauzione a garanzia delle penali
  • 46. relative al mancato o inesatto adempimento di tutti gli obblighicontrattuali relativi alla messa a disposizione dellopera, daprestarsi nella misura del dieci per cento del costo annuo operativodi esercizio e con le modalita di cui allarticolo 113; la mancatapresentazione di tale cauzione costituisce grave inadempimentocontrattuale. Lamministrazione aggiudicatrice valuta le offertepresentate con il criterio dellofferta economicamente piuvantaggiosa di cui allarticolo 83. Il bando indica i criteri,secondo lordine di importanza loro attribuita, in base ai quali siprocede alla valutazione comparativa tra le diverse offerte. Glioneri connessi agli eventuali espropri sono considerati nel quadroeconomico degli investimenti e finanziati nellambito del contrattodi disponibilita. 4. Al contratto di disponibilita si applicano le disposizionipreviste dal presente codice in materia di requisiti generali dipartecipazione alle procedure di affidamento e di qualificazionedegli operatori economici. 5. Il progetto definitivo, il progetto esecutivo e le eventualivarianti in corso dopera sono redatti a cura dellaffidatario;laffidatario ha la facolta di introdurre le eventuali variantifinalizzate ad una maggiore economicita di costruzione o gestione,nel rispetto del capitolato prestazionale e delle norme eprovvedimenti di pubbliche autorita vigenti e sopravvenuti; ilprogetto definitivo, il progetto esecutivo e le varianti in corsodopera sono ad ogni effetto approvati dallaffidatario, previacomunicazione allamministrazione aggiudicatrice e, ove prescritto,alle terze autorita competenti. Il rischio della mancata o ritardataapprovazione da parte di terze autorita competenti dellaprogettazione e delle eventuali varianti e a caricodellaffidatario. 6. Lattivita di collaudo, posta in capo alla stazione appaltante,verifica la realizzazione dellopera al fine di accertare il puntualerispetto del capitolato prestazionale e delle norme e disposizionicogenti e puo prescrivere, a questi soli fini, modificazioni,varianti e rifacimento di lavori eseguiti ovvero, sempreche sianoassicurate le caratteristiche funzionali essenziali, la riduzione delcanone di disponibilita. Il contratto individua, anche asalvaguardia degli enti finanziatori, il limite di riduzione delcanone di disponibilita superato il quale il contratto e risolto.Ladempimento degli impegni dellamministrazione aggiudicatrice restain ogni caso condizionato al positivo controllo della realizzazionedellopera ed alla messa a disposizione della stessa secondo lemodalita previste dal contratto di disponibilita. 7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alleinfrastrutture di cui alla parte II, titolo III, capo IV. In tal casolapprovazione dei progetti avviene secondo le procedure previsteagli articoli 165 e seguenti". Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale
  • 47. Art. 45Documentazione a corredo del PEF per le opere di interesse strategico 1. Al fine di consentire di pervenire con la massima celeritaallassegnazione, da parte del CIPE, delle risorse finanziarie per iprogetti delle infrastrutture di interesse strategico di cuiallarticolo 4, comma 134, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, ilpiano economico e finanziario che accompagna la richiesta diassegnazione delle risorse, fermo restando quanto previstodallarticolo 4, comma 140, della citata legge 24 dicembre 2003, n.350, e integrato dai seguenti elementi: a) per la parte generale, oltre al bacino di utenza, sono indicatele stime di domanda servite dalla realizzazione delle infrastrutturarealizzate con il finanziamento autorizzato; b) il costo complessivo dellinvestimento deve comprendere non soloil contributo pubblico a fondo perduto richiesto al CIPE, ma anche,ove esista, la quota parte di finanziamento diverso dal pubblico; c) lerogazione prevista deve dare conto del consumo di tutti ifinanziamenti assegnati al progetto in maniera coerente con ilcronoprogramma di attivita; le erogazioni annuali devono daredistinta indicazione delle quote di finanziamento pubbliche e privateindividuate nel cronoprogramma; d) le indicazioni relative ai ricavi, sono integrate con leindicazioni dei costi, articolati in costi di costruzione, costidovuti ad adeguamenti normativi riferiti alla sicurezza, costi dovutiad adempimenti o adeguamenti riferibili alla legislazione ambientale,costi relativi alla manutenzione ordinaria dellinfrastr utturaarticolati per il periodo utile dellinfrastruttura, costifideiussori; in ogni caso, il calcolo delladeguamento monetario, siintende con lapplicazione delle variazioni del tasso di inflazioneal solo anno di inizio delle attivita e non puo essere cumulato; e) per i soggetti aggiudicatori dei finanziamenti che sianoorganizzati in forma di societa per azioni, e indicato anchelimpatto sui bilanci aziendali dellincreme nto di patrimonioderivante dalla realizzazione dellinfrastruttura e, per leinfrastrutture a rete, limpatto delle esternalita positive, come lacattura del valore immobiliare, su altri investimenti; tale impattoe rendicontato annualmente nelle relazioni che la societa vigilatacomunica allente vigilante. 2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, sonointrodotte eventuali modifiche ed integrazioni allelencazione di cuial comma 1. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 23
  • 48. Semplificazione delle procedure per lapprovazione del piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale 1. Fermi restando lobbligo di predisposizione annuale di un Pianodi sviluppo della rete di trasmissione nazionale e le procedure divalutazione, consultazione pubblica ed approvazione previstedallarticolo 36, comma 12, del decreto legislativo 1° giugno 2011,n. 93, il medesimo Piano e sottoposto annualmente alla verifica diassoggettabilita a procedura VAS di cui allarticolo 12 del decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed e comunque sottoposto aprocedura VAS ogni tre anni. 2. Ai fini della verifica di assoggettabilita a procedura VAS dicui al comma precedente, il piano di sviluppo della rete e ilcollegato rapporto ambientale evidenziano, con sufficiente livello didettaglio, limpatto ambientale complessivo delle nuove opere. Capo IV Disposizioni in materia di energia Art. 24Accelerazione delle attivita di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari 1. I pareri riguardanti i progetti di disattivazione di impiantinucleari, per i quali sia stata richiesta lautorizzazione di cuiallarticolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, daalmeno dodici mesi, sono rilasciati dalle Amministrazioni competentientro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto. Su motivata richiesta dellAmministrazione interessata, iltermine di cui al periodo precedente puo essere prorogatodallAmministrazione procedente di ulteriori sessanta giorni. 2. Qualora le Amministrazioni competenti non rilascino i parerientro il termine previsto al comma 1, il Ministero dello sviluppoeconomico convoca una conferenza di servizi, che si svolge secondo lemodalita di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine diconcludere la procedura di valutazione entro i successivi novantagiorni. 3. Al fine di ridurre i tempi e i costi nella realizzazione delleoperazioni di smantellamento degli impianti nucleari e di garantirenel modo piu efficace la radioprotezione nei siti interessati, fermorestando le specifiche procedure previste per la realizzazione delDeposito Nazionale e del Parco Tecnologico di cui al decretolegislativo 15 febbraio 2010, n. 31 e successive modifiche edintegrazioni, la Sogin S.p.A. segnala entro sessanta giorni dalladata di entrata in vigore del presente decreto al Ministero dellosviluppo economico e alle Autorita competenti, nellambito delleattivita richieste ai sensi dellarticolo 6 della legge 31 dicembre1962, n. 1860 e dellarticolo 148, comma 1 -bis, del decretolegislativo 17 marzo 1995, n. 230, le operazioni e gli interventi peri quali risulta prioritaria lacquisizione delle relativeautorizzazioni, in attesa dellottenimento dellautorizzazione alladisattivazione. Il Ministero dello sviluppo economico convoca la
  • 49. conferenza di servizi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, alfine di concludere la procedura di valutazione entro i successivinovanta giorni. 4. Fatte salve le specifiche procedure previste per larealizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologicorichiamate al comma 3, lautorizzazione alla realizzazione deiprogetti di disattivazione rilasciata ai sensi dellarticolo 55 deldecreto legislativo 17 marzo 1995, n.230, nonche le autorizzazionidi cui allarticolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860, eallarticolo 148, comma 1-bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995,n. 230, rilasciate a partire dalla data di entrata in vigore delpresente decreto, valgono anche quale dichiarazione di pubblicautilita, indifferibilita e urgenza, costituiscono varianti aglistrumenti urbanistici e sostituiscono ogni provvedimentoamministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta,atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previstidalle norme vigenti costituendo titolo alla esecuzione delle opere.Per il rilascio dellautorizzazione e fatto obbligo di richiedere ilparere motivato del comune e della Regione nel cui territorioricadono le opere di cui al presente comma, fatta salva lesecuzionedella Valutazione dimpatto ambientale ove prevista. La regionecompetente puo promuovere accordi tra il proponente e gli entilocali interessati dagli interventi di cui al presente comma, perindividuare misure di compensazione e riequilibrio ambientale senzanuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 5. La componente tariffaria di cui allarticolo 25, comma 3, deldecreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, e successive modifiche eintegrazioni, e quella di cui allarticolo 1, comma 1, lettera a),del decreto legge 18 febbraio 2003, n. 25, convertito, conmodificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 83. Le disponibilitacorrelate a detta componente tariffaria, sono impiegate, per ilfinanziamento della realizzazione e gestione del Deposito Nazionale edelle strutture tecnologiche di supporto e correlate limitatamentealle attivita funzionali allo smantellamento delle centralielettronucleari e degli impianti nucleari dismessi, alla chiusura delciclo del combustibile nucleare ed alle attivita connesse econseguenti e alle altre attivita previste a legislazione vigenteche devono essere individuate con apposito decreto del Ministerodello sviluppo economico entro 60 giorni dallentrata in vigore delpresente decreto. Le entrate derivanti dal corrispettivo perlutilizzo delle strutture del Parco Tecnologico e del DepositoNazionale, secondo modalita stabilite dal Ministro dello sviluppoeconomico, su proposta dellAutorita per lenergia elettrica e ilgas, sono destinate a riduzione della tariffa elettrica a caricodegli utenti. 6. Il comma 104 della legge 23 agosto 2004, n. 239 e sostituitodal seguente comma: "104. I soggetti produttori e detentori di rifiuti radioattiviconferiscono, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria,anche in relazione agli sviluppi della tecnica e alle indicazionidellUnione europea, tali rifiuti per la messa in sicurezza e lostoccaggio al Deposito Nazionale di cui allarticolo 2, comma 1,lettera e) del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31. I tempi ele modalita tecniche del conferimento sono definiti con decreto delMinistero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministerodellambiente e della tutela del territorio e del mare, ancheavvalendosi dellAgenzia per la sicurezza nucleare.".
  • 50. Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 59Extragettito IVA per le societa di progetto per le opere portuali 1. Allarticolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, lettera b), dopo le parole: "Unione Europea," sonoinserite le seguenti parole: "nonche, limitatamente alle grandiinfrastrutture portuali, per un periodo non superiore ai 15 anni, il25% dellincremento del gettito di imposta sul valore aggiuntorelativa alle operazioni di importazione riconducibiliallinfrastruttura oggetto dellintervento"; b) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti: " 2-bis. Lincremento del gettito IVA, di cui al comma 1, letterab) su cui calcolare la quota del 25 per cento, e determinato perciascun anno di esercizio dellinfrastruttura: a) in relazione a progetti di nuove infrastrutture, in misurapari allammontare delle riscossioni dellIVA registrato nel medesimoanno; b) in relazione a progetti di ampliamento ovvero potenziamento diinfrastrutture esistenti, in misura pari alla differenza tralammontare delle riscossioni dellIVA registrato nel medesimo anno ela media delle riscossioni conseguite nel triennio immediatamenteprecedente lentrata in esercizio dellinfrastruttura oggettodellintervento. 2-ter. Gli incrementi di gettito di cui al comma 1, lettera b),registrati nei vari porti, per poter essere accertati devono esserestati realizzati, nel loro importo complessivo, anche con riferimentoallintero sistema portuale. 2-quater. Con uno o piu decreti del Ministro delleconomia e dellefinanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e deitrasporti, sono stabilite le modalita di accertamento, calcolo edeterminazione dellincremento di gettito di cui ai commi 2 -bis e2-ter, di corresponsione della quota di incremento del predettogettito alla societa di progetto, nonche ogni altra disposizioneattuativa della disposizione di cui ai predetti commi 2 -bis e2-ter.". Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 60 Regime doganale delle unita da diporto
  • 51. 1. Allarticolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 23gennaio 1973, n. 43, il quarto comma e sostituito dal seguente: "Lenavi, ad esclusione di quelle da diporto, e gli aeromobili costruitiallestero o provenienti da bandiera estera si intendono destinati alconsumo nel territorio doganale quando ve ngono iscritti nellematricole o nei registri di cui rispettivamente agli articoli 146 e753 del codice della navigazione; le navi, ad esclusione di quelle dadiporto, e gli aeromobili nazionali e nazionalizzati, iscritti nellematricole o nei registri predetti, si intendono destinati al consumofuori del territorio doganale quando vengono cancellati dallematricole o dai registri stessi per uno dei motivi indicati nel primocomma, lettere c) e d), rispettivamente degli articoli 163 e 762 de lcodice medesimo." 2. Allarticolo 2, comma 3, del decreto legislativo 18 luglio 2005,n. 171, dopo le parole: "Unione europea" sono inserite le seguenti:"o extraeuropei". Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 61 Anticipo recupero accise per autotrasportatori 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 9 giugno 2000, n.277, sono apportate le seguenti modifiche: a) allarticolo 3: 1) al comma 1, le parole "entro il 30 giugno successivo allascadenza di ciascun anno solare" sono sostituite dalle seguenti: "apena di decadenza, entro il mese successivo alla scadenza di ciascuntrimestre solare"; 2) al comma 6, le parole "dellanno" sono sostituite dalleseguenti: "del periodo"; b) allarticolo 4, comma 3, le parole "entro lanno solare in cuie sorto" sono sostituite dalle seguenti: "en tro il 31 dicembredellanno solare successivo a quello in cui e sorto". 2 . A partire dallanno 2012 al credito di imposta riconosciuto conle modalita e con gli effetti di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 9 giugno 2000, n. 277 non si applica il limite previstodallarticolo 1, comma 53 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 3 . Per la copertura degli oneri finanziari derivanti dal comma 1lautorizzazione di spesa di cui allarticolo 33, comma 10 dellalegge 12 novembre 2011, n. 183 (Legge di stabilita 2012) e ridottadi 26,4 milioni di euro. 4. In tutti i casi nei quali disposizioni di legge determinanoaumenti dellaliquota di accisa sul gasolio usato come carburante ilmaggior onere conseguente allaumento dellaliquota di accisa sulgasolio usato come carburante e sempre rimborsato, con le modalitapreviste dallarticolo 6, comma 2, primo e secondo periodo, deldecreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26, nei confronti deisoggetti di cui allarticolo 5, comma 1, limitatamente agli esercentile attivita di trasporto merci con veicoli di massa massima
  • 52. complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, e comma 2, deldecreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito, conmodificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16. Coerentemente,allarticolo 33 della legge 12 novembre 2011, n. 183, recante"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennaledello Stato (Legge di stabilita 2012)" sono apportate le seguentimodificazioni: a) nel comma 30 le parole "sulla benzina senza piombo" sonosostituite dalle seguenti: "sulla benzina con piombo" b) dopo il comma 30 sono inseriti i seguenti commi: "30-bis) Allaumento di accisa sulle benzine disposto con ilprovvedimento di cui al comma precedente, non si applica larticolo1, comma 154, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; 30-ter) Il maggior onere conseguente allaumento, disposto con ilprovvedimento di cui al comma 30, dellaliquota di accisa sul gasoliousato come carburante e rimborsato, con le modalita previstedallarticolo 6, comma 2, primo e secondo periodo, del decretolegislativo 2 febbraio 2007, n. 26, nei confronti dei soggetti di cuiallarticolo 5, comma 1, limitatamente agli esercenti le attivita ditrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari osuperiore a 7,5 tonnellate, e comma 2, del decreto legge 28 dicembre2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio2002, n. 16." Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 62Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari 1. I contratti che hanno ad oggetto la cessione dei prodottiagricoli e alimentari, ad eccezione di quell i conclusi con ilconsumatore finale, sono stipulati obbligatoriamente in forma scrittae indicano a pena di nullita la durata, le quantita e lecaratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalita diconsegna e di pagamento. I contratti devono essere informati aprincipi di trasparenza, correttezza, proporzionalita e reciprocacorrispettivita delle prestazioni, con riferimento ai beni forniti.La nullita del contratto puo anche essere rilevata dufficio dalgiudice. 2. Nelle relazioni commerciali tra operatori economici, ivicompresi i contratti che hanno ad oggetto la cessione dei beni di cuial comma 1, e vietato: a) imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto,di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamentegravose, nonche condizioni extracontrattuali e retroattive; b) applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioniequivalenti; c) subordinare la conclusione, lesecuzione dei contratti e lacontinuita e regolarita delle medesime relazioni commerciali allaesecuzione di prestazioni da parte dei contraenti che, per loro
  • 53. natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessionecon loggetto degli uni e delle altre; d) conseguire indebite prestazioni unilaterali, non giustificatedalla natura o dal contenuto delle relazioni commerciali; e) adottare ogni ulteriore condotta commerciale sleale cherisulti tale anche tenendo conto del com plesso delle relazionicommerciali che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento. 3. Per i contratti di cui al comma 1, il pagamento delcorrispettivo deve essere effettuato per le merci deteriorabili entroil termine legale di trenta giorni dalla consegna o dal ritiro deiprodotti medesimi o delle relative fatture ed entro il termine disessanta giorni per tutte le altre merci. Gli interessi decorronoautomaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine. I nquesti casi il saggio degli interessi e maggiorato di ulteriori duepunti percentuali ed e inderogabile. 4. Per «prodotti alimentari deteriorabili» si intendono i prodottiche rientrano in una delle seguenti categorie: a) prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati cheriportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazionenon superiore a sessanta giorni; b) prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi, comprese erbe epiante aromatiche, anche se posti in involucro protettivo orefrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare ladurabilita degli stessi per un periodo superiore a sessanta giorni; c) prodotti a base di carne che presentino le seguenticaratteristiche fisico-chimiche: aW superiore a 0,95 e pH superiore a 5,2 oppure aW superiore a 0,91 oppure pH uguale o superiore a 4,5; d) tutti i tipi di latte. 5. Salvo che il fatto costituisca reato, il contraente, adeccezione del consumatore finale, che contravviene agli obblighi dicui al comma 1 e sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniariada euro 516,00 a euro 20.000,00. Lentita della sanzione edeterminata facendo riferimento al valore d ei beni oggetto dicessione. 6. Salvo che il fatto costituisca reato, il contraente, adeccezione del consumatore finale, che contravviene agli obblighi dicui al comma 2 e punito con la sanzione amministrativa pecuniaria daeuro 516,00 a euro 3.000,00. La misura della sanzione e determinatafacendo riferimento al beneficio ricevuto dal soggetto che non harispettato i divieti di cui al comma 2. 7. Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto, daparte del debitore, dei termini di pagamento stabiliti al comma 3 epunito con sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a euro500.000. Lentita della sanzione viene determinata in ragione delfatturato dellazienda, della ricorrenza e della misura dei ritardi. 8. LAutorita Garante per la Concorrenza ed il Mercato eincaricata della vigilanza sullapplicazione delle presentidisposizioni e allirrogazione delle sanzioni ivi previste, ai sensidella legge 24 novembre 1981, n. 689. A tal fine, lAutorita puoavvalersi del supporto operativo della Guardia di Finanza, fermorestando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degliufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dallarticolo 13della predetta legge 24 novembre 1981, n. 689. Allaccertamento delleviolazioni delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 del presentearticolo lAutorita provvede dufficio o su segnalazione d iqualunque soggetto interessato. Le attivita di cui al presente commasono svolte con le risorse umane, finanziarie e strumentali giadisponibili a legislazione vigente. 9. Gli introiti derivanti dallirrogazione delle sanzioni di cui ai
  • 54. commi 5, 6 e 7 sono versate allentrata del bilancio dello Stato peressere riassegnati e ripartiti con decreto del Ministro delleconomiae delle finanze e iscritti nello stato di previsione del Ministerodello sviluppo economico, al Fondo derivante dalle sanzioniamministrative irrogate dallAutorita Garante Concorrenza e Mercatoda destinare a vantaggio dei consumatori per finanziare iniziative diinformazione in materia alimentare a vantaggio dei consumatori e perfinanziare attivita di ricerca, studio e analisi in materiaalimentare nellambito dellOsservatorio unico delle Attivitaproduttive, nonche nello stato di previsione del Ministero per lePolitiche agricole, alimentari e forestali per il finanziamento diiniziative in materia agroalimentare. 10. Sono fatte salve le azioni in giudizio per il risarcimento deldanno derivante dalle violazioni della presente disposizione, ancheove promosse dalle associazioni dei consumatori aderenti al CNCU edelle categorie imprenditoriali presenti nel Consiglio NazionaledellEconomia e del Lavoro. Le stesse associazioni sono altresilegittimate ad agire, a tutela degli interessi collettivi,richiedendo linibitoria ai comportamenti in violazione dellapresente disposizione ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti delcodice di procedura civile. 11. Sono abrogati i commi 3 e 4 dellart 4 del decreto legislativo9 ottobre 2002, n. 231 e il decreto del Ministro delle att ivitaproduttive del 13 maggio 2003. Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 63 Attivazione nuovi "contratti di filiera" 1. I rientri di capitale e interessi dei mutui erogati per contodel Ministero delle politiche agricole alimentari e forestalidallIstituto Sviluppo Agroalimentare (ISA) S.p.A. per ilfinanziamento dei contratti di filiera di cui allarticolo 66 dellalegge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, sonoutilizzati per finanziamenti agevolati dei contratti di filiera e didistretto di cui allarticolo 1 della legge 3 febbraio 2011, n. 4,secondo le modalita stabilite dal decreto interministeriale 22novembre 2007. 2. ISA S.p.A., su indicazione del Ministero delle politicheagricole alimentari e forestali, e autorizzata a mettere adisposizione per finanziamenti agevolati le risorse finanziarie perla realizzazione dei contratti di filiera e di distretto di cui alcomma 1, per un importo non superiore a 5 milioni di euro annui perun triennio e comunque nel limite delle risorse rivenienti dairientri di capitale di cui al comma 1, secondo le modalita cheverranno stabilite con decreto del Ministero delle politiche agricolealimentari e forestali. 3. Restano fermi i versamenti allentrata di ISA, ai fini delraggiungimento degli obiettivi di risparmio del Ministero fissati daldecreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
  • 55. dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 64 Attuazione della Decisione della Commissione Europea C(2011) 2929 1. Allarticolo 17, comma 4 del decreto legislativo 29 marzo 2004,n. 102, dopo la parola regionale sono aggiunte le seguenti:"nonche mediante finanziamenti erogati, nel rispetto della normativaeuropea in materia di aiuti di stato, a valere sul fondo credito dicui alla decisione della Commissione Europea C(2011) 2929 del 13maggio 2011 e successive modificazioni ed integrazioni". 2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari eforestali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze,di natura non regolamentare, da adottarsi entro trenta giorn i dalladata di entrata in vigore del presente decreto-legge, sono stabilitii criteri e le modalita di erogazione dei finanziamenti a valere sulfondo credito di cui allarticolo 17 del decreto legislativo 29 marzo2004, n. 102. 3. Allarticolo 17, comma 5-ter, del decreto legislativo 29 marzo2004, n. 102 dopo le parole la propria attivita, sono aggiunte leseguenti: di assunzione di rischio per garanzie. Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 65 Impianti fotovoltaici in ambito agricolo 1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per gliimpianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in areeagricole, non e consentito laccesso agli incentivi statali di cuial decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. 2. Il comma 1 non si applica agli impianti solari fotovoltaici conmoduli collocati a terra in aree agricole che hanno conseguito iltitolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del presentedecreto o per i quali sia stata presentata richiesta per ilconseguimento del titolo entro la medesima data a condizione in ogni ,caso che limpianto entri in esercizio entro un anno dalla data di
  • 56. entrata in vigore del presente decreto. Detti impianti debbonocomunque rispettare le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dellarticolo10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. 3. Agli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi diserre cosi come definite dallarticolo 20, comma 5 del decretoministeriale 6 agosto 2010, si applica la tariffa prevista per gliimpianti fotovoltaici realizzati su edifici. Al fine di garantire lacoltivazione sottostante, le serre - a seguito dellintervento -devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo dellasuperficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e lasuperficie totale della copertura della serra stessa non superiore al50%. 4. I commi 4, 5 e 6 dellarticolo 10 del decreto legislativo 3marzo 2011, n. 28 sono abrogati, fatto salvo quanto dispostodallultimo periodo del comma 2. Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 66 Dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola 1. Entro il 30 giugno di ogni anno, il Ministro delle politicheagricole alimentari e forestali, con decreto di natura nonregolamentare da adottare dintesa con il Ministero delleconomia edelle finanze, anche sulla base dei dati forniti dallAgenzia deldemanio nonche su segnalazione dei soggetti interessati, individua iterreni agricoli e a vocazione agricola, non utilizzabili per altrefinalita istituzionali, di proprieta dello Stato non ricompresinegli elenchi predisposti ai sensi del decreto legislativo 28 maggio2010, n. 85, nonche di proprieta degli enti pubblici nazionali, daalienare a cura dellAgenzia del demanio mediante procedura negoziatasenza pubblicazione del bando per gli immobili di valore inferiore a100.000 euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari osuperiore a 100.000 euro. Lindividuazione del bene ne determina iltrasferimento al patrimonio disponibile dello Stato. Ai citatidecreti di individuazione si applicano le disposizioni di cuiallarticolo 1, commi 3, 4 e 5, del decreto-legge 25 settembre 2001,n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,n. 410. Il prezzo dei terreni da porre a base delle procedure divendita di cui al presente comma e determinato sulla base di valoriagricoli medi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8giugno 2001, n. 327. Con il decreto di cui al primo periodo sonoaltresi stabilite le modalita di attuazione del presente articolo. 2. I beni di cui al comma 1 possono formare oggetto delleoperazioni di riordino fondiario di cui allarticolo 4 della legge 15dicembre 1998, n. 441. 3. Nelle procedure di alienazione dei terreni di cui al comma 1, alfine di favorire lo sviluppo dellimprenditorialita agricolagiovanile e riconosciuto il diritto di prelazione ai giovaniimprenditori agricoli, cosi come definiti ai sensi del decretolegislativo 21 aprile 2000, n. 185.
  • 57. 4. Ai contratti di alienazione del presente articolo si applicanole agevolazioni previste dallarticolo 5-bis, commi 2 e 3, deldecreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. 5. I giovani imprenditori agricoli che acquistano la proprieta deiterreni alienati ai sensi del presente articolo possono accedere aibenefici di cui al capo III del titolo I del decreto legislativo 21aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni. 6. Per i terreni ricadenti allinterno di aree protette di cui allalegge 6 dicembre 1991, n. 394, lAgenzia del demanio acquisiscepreventivamente lassenso alla vendita da parte degli enti gestoridelle medesime aree. 7. Le regioni, le province, i comuni, anche su richiesta deisoggetti interessati possono vendere, per le finalita e con lemodalita di cui al comma 1, i beni di loro proprieta agricoli e avocazione agricola e compresi quelli attribuiti ai sensi del decretolegislativo 28 maggio 2010, n. 85; a tal fine possono conferireallAgenzia del demanio mandato irrevocabile a vendere. LAgenziaprovvede al versamento agli enti territoriali gia proprietari deiproventi derivanti dalla vendita al netto dei costi sostenuti edocumentati. 8. Ai terreni alienati ai sensi del presente artico lo non puoessere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quellaagricola prima del decorso di venti anni dalla trascrizione deirelativi contratti nei pubblici registri immobiliari. 9. Le risorse derivanti dalle operazioni di dismissione di cui aicommi precedenti al netto dei costi sostenuti dallAgenzia deldemanio per le attivita svolte, sono destinate alla riduzione deldebito pubblico. Gli enti territoriali destinano le predette risorsealla riduzione del proprio debito e, in assenza del debito o per laparte eventualmente eccedente al Fondo per lammortamento dei titolidi Stato. 10. Larticolo 7 della legge 12 novembre 2011, n. 183 e successivemodificazioni e abrogato. Capo III Misure per la portualita e lautotrasporto e lagricoltura Art. 67 Convenzioni per lo sviluppo della filiera pesca 1. Larticolo 5 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226 esostituito dal seguente: "Art. 5 1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestalipuo stipulare con le Associazioni nazionali di categoria ovvero conConsorzi dalle stesse istituiti, convenzioni per lo svolgimento diuna o piu delle seguenti attivita: a) promozione delle attivita produttive nellambito degliecosistemi acquatici attraverso lutilizzo di tecnologieecosostenibili; b) promozione di azioni finalizzate alla tutela dellambientemarino e costiero;
  • 58. c) tutela e valorizzazione delle tradizioni alimentari locali,dei prodotti tipici, biologici e di qualita, anche attraversolistituzione di consorzi volontari per la tutela del pesce diqualita, anche in forma di Organizzazioni di produttori; d) attuazione dei sistemi di controllo e di tracciabilita dellefiliere agroalimentare ittiche; e) agevolazioni per laccesso al credito per l e imprese dellapesca e dellacquacoltura; f) riduzione dei tempi procedurali e delle attivita documentalinel quadro della semplificazione amministrativa e del miglioramentodei rapporti fra gli operatori del settore e la pubblicaamministrazione, in conformita ai principi della legislazionevigente in materia; g) assistenza tecnica alle imprese di pesca nel quadro delleazioni previste dalla politica comune della pesca (PCP) e degliaffari marittimi. 2. Le Convenzioni di cui al comma 1 sono finanziate a valere e neilimiti delle risorse della gestione stralcio, gia Fondo centrale peril credito peschereccio, istituita ai sensi dellarticolo 93, comma8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, con decreto del Presidentedel Consiglio dei ministri 4 giugno 2003." Titolo III EUROPA Capo I Armonizzazione dellordinamento interno Art. 68 Repertorio nazionale dei dispositivi medici 1. Allarticolo 1, comma 409, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) alla lettera d), le parole: «contributo pari al 5 per cento»sono sostituite dalle seguenti: «contributo pari al 5,5 per cento»; b) alla lettera e), le parole da: «Per linserimento delleinformazioni» fino a: «manutenzione del repertorio generale di cuialla lettera a)» sono soppresse. Titolo III EUROPA Capo I
  • 59. Armonizzazione dellordinamento interno Art. 69Dichiarazione preventiva in caso di spostamento del prestatore di servizi 1. Allarticolo 10, comma 1, del decreto legislativo 9 novembre2007, n. 206 le parole: «30 giorni prima, salvo i casi di urgenza»,sono sostituite dalle seguenti: «in anticipo». Titolo III EUROPA Capo I Armonizzazione dellordinamento interno Art. 70Aiuti de minimis a favore di piccole e medie imprese in particolari aree 1. La dotazione del Fondo istituito dallarticolo 10, comma 1 -bis,del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, puo anche esseredestinata al finanziamento degli aiuti de minimis a favore dellepiccole e medie imprese, come individuate dalla raccomandazione2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003, localizzate nellearee individuate ai sensi del medesimo articolo 10, comma 1 -bis, edegli aiuti a finalita regionale, nel rispetto del regolamento1998/2006/CE e del regolamento 800/2008/CE. Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale
  • 60. Art. 46 Disposizioni attuative del dialogo competitivo 1. Allarticolo 58 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,e successive modificazioni, dopo il comma 18 e aggiunto il seguente: "18-bis. Il regolamento definisce le ulteriori modalita attuativedella disciplina prevista dal presente articolo". Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 47Riduzione importo "opere darte" per i grandi edifici - modifiche alla legge n. 717/1949 1. Allarticolo 1, della legge 29 luglio 1949, n.717, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo comma e sostituito dal seguente: "Le Amministrazioni dello Stato, anche con ordinamento autonomo,nonche le Regioni, le Province, i Comuni e tutti gli altri Entipubblici, che provvedano allesecuzione di nuove costruzioni diedifici pubblici devono destinare allabbellimento di essi, medianteopere darte, una quota della spesa totale prevista nel progetto noninferiore alle seguenti percentuali: - due per cento per gli importi pari o superiori ad un milione dieuro ed inferiore a cinque milioni di euro; - un per cento per gli importi pari o superiori ad cinque milionidi euro ed inferiore a venti milioni; - 0,5 per cento per gli importi pari o superiori a venti milioni dieuro." b) il secondo comma e sostituito dal seguente: "Sono escluse da tale obbligo le costruzioni e ricostruzioni diedifici destinati ad uso industriale o di edilizia residenzialepubblica, sia di uso civile che militare, nonche gli edifici aqualsiasi uso destinati, che importino una spesa non superiore a unmilione di euro." 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano agli edificipubblici per i quali, alla data di entrata in vigore del presentedecreto, non sia stato pubblicato il bando per la realizzazionedellopera darte relativa alledificio.
  • 61. Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 48 Norme in materia di dragaggi 1. Dopo larticolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, esuccessive modificazioni, e inserito il seguente: "Articolo 5-bis (Disposizioni in materia di dragaggio) 1. Nei siti oggetto di interventi di bonifica di interessenazionale, ai sensi dellarticolo 252 del decreto legislativo 3aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, le operazioni didragaggio possono essere svolte anche contestualmente allapredisposizione del progetto relativo alle attivita di bonifica. Alfine di evitare che tali operazioni possano pregiudicare la futurabonifica del sito, il progetto di dragaggio, basato su tecnicheidonee ad evitare dispersione del materiale, ivi compreso leventualeprogetto relativo alle casse di colmata, vasche di raccolta ostrutture di contenimento di cui al comma 3, e presentatodallautorita portuale o, laddove non istituita, dallentecompetente ovvero dal concessionario dellarea demaniale al Ministerodelle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dellambiente edella tutela del territorio e del mare. Il Ministero delleinfrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, approva ilprogetto entro trenta giorni sotto il profilo tecnico -economico etrasmette il relativo provvedimento al Ministero dellambiente edella tutela del territorio e del mare per lapprovazione definitiva.Il decreto di approvazione del Ministero dellambiente e della tuteladel territorio e del mare deve intervenire, previo parere dellaCommissione di cui allart. 8 del decreto legislativo 3 aprile 2006n. 152 sullassoggettabilita o meno del progetto alla valutazione diimpatto ambientale, entro trenta giorni dalla suddetta trasmissione.Il decreto di autorizzazione produce gli effetti previsti dai commi 6e 7 del citato articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152 e, allo stesso, deve essere garantita idonea forma dipubblicita. 2. I materiali derivanti dalle attivita di dragaggio possonoessere immessi o refluiti in mare nel rispetto dellarticolo 109 deldecreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Restano salve le eventualicompetenze della regione territorialmente interessata. I materiali didragaggio possono essere utilizzati anche per il ripascimento degliarenili e per formare terreni costieri su autorizzazione dellaregione territorialmente competente. I materiali derivanti dalleattivita di dragaggio di cui al comma 1, o da attivita di dragaggioda realizzare nellambito di procedimenti di bonifica di cuiallarticolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 esuccessive modificazioni ed integrazioni, che presentino allorigineo a seguito di trattamenti livelli di inquinamento non superiori a
  • 62. quelli stabiliti, in funzione della destinazione duso, nella ColonnaA e B della Tabella 1, dellAllegato 5 degli allegat della Parte IV, idel decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successivemodificazioni ed integrazioni e risultino conformi al test dicessione da compiersi con il metodo ed in base ai parametri di cuiallarticolo 9 del decreto del Ministro dellambiente e della tuteladel territorio e del mare del 5 febbraio 1998, pubblicato nelsupplemento ordinario n.72 alla Gazzetta Ufficiale della RepubblicaItaliana del 16 aprile 1998, n.88, e successive modificazioni,possono essere impiegati a terra, secondo le modalita previste daldecreto interministeriale di cui al successivo comma 6. Consideratala natura dei materiali di dragaggio, derivanti da ambiente marino,ai fini del test di cessione di cui allarticolo 9 del citato decretoministeriale del 5 febbraio 1998, non sono considerati i parametricloruri e solfati a condizione che le relative operazioni sianoautorizzate dalle ARPA territorialmente competenti. La destinazione arecupero dei materiali anzidetti dovra essere indicata nel progettodi dragaggio di cui al comma 1 o in quello di bonifica di cuiallarticolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 esuccessive modificazioni ed integrazioni. Il decreto di approvazion edei progetti autorizza la realizzazione degli impianti di trattamentoe fissa le condizioni di impiego, i quantitativi e le percentuali disostituzione in luogo dei corrispondenti materiali naturali ecostituisce autorizzazione al recupero. 3. I materiali derivanti dalle attivita di dragaggio di cui alcomma 1, o da attivita di dragaggio da realizzare nellambito diprocedimenti di bonifica di cui allarticolo 252 del decretolegislativo n. 152 del 2006, ovvero ogni lor o singola frazioneottenuta a seguito di separazione granulometrica o ad altritrattamenti finalizzati a minimizzare i quantitativi da smaltireinclusa lottimizzazione dello stadio di disidratazione, se nonpericolosi allorigine o a seguito di trattamenti finalizzatiesclusivamente alla rimozione degli inquinanti, ad esclusione quindidei processi finalizzati allimmobilizzazione degli inquinantistessi, come quelli di solidificazione o stabilizzazione, possonoessere refluiti, su autorizzazione della regione territorialmentecompetente, ovvero con le modalita di cui allarticolo 2, comma 3,del decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorioe del mare del 7 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana del 4 dicembre 2008, n. 284 e fatte salvele disposizioni in materia tutela di immobili ed aree di notevoleinteresse pubblico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, allinterno di casse di colmata, di vasche di raccolta, ocomunque di strutture di contenimento poste in ambito costiero, ilcui progetto e approvato ai sensi del comma 1 del presente articolo.Le stesse strutture devono presentare un sistema diimpermeabilizzazione naturale o completato artificialmente alperimetro e sul fondo, in grado di assicurare requisiti dipermeabilita almeno equivalenti quelli di uno strato di material enaturale dello spessore di cento centimetri con coefficiente dipermeabilita pari a 1,0 x 10-9 m/s. Nel caso di opere il cuiprogetto abbia concluso liter approvativi alla data di entrata invigore della presente legge, tali requisiti sono certificati dalleamministrazioni titolari delle opere medesime. Nel caso in cui altermine delle attivita di refluimento, i materiali di cui soprapresentino livelli di inquinamento superiori ai valori limite di cuialla Tabella I, dellAllegato 5 degli allegati della parte quarta,del decreto legislativo n. 152 del 2006 deve essere attivata laprocedura di bonifica dellara derivante dallattivita di colmata inrelazione alla destinazione duso. E fatta salva lapplicazi onedelle norme vigenti in materia di autorizzazione paesaggistica. Nelcaso di permanenza in sito di concentrazioni residue degli inquinantieccedenti i predetti valori limite, devono essere adottate misure di
  • 63. sicurezza che garantiscono comunque la tutela della salute edellambiente. Laccettabilita delle concentrazioni residue degliinquinanti eccedenti i valori limite deve essere accertata attraversouna metodologia di analisi di rischio con procedura direttariconosciuta a livello internazionale, che assicuri per la parte diinteresse il soddisfacimento dei "Criteri metodologici perlapplicazione dellanalisi di rischio sanitaria ai siti contaminati"elaborati dallAgenzia per la protezione d ellambiente e per iservizi tecnici, dallIstituto superiore di sanita e dalle Agenzieregionali per la protezione dellambiente. I principali criteri diriferimento per la conduzione dellanalisi di rischio sono riportatinellallegato B del decreto ministeriale 7 novembre 2008. Per laverifica della presenza di valori di concentrazione superiori ailimiti fissati dalla vigente normativa e per la valutazionedellaccettabilita delle concentrazioni residue degli inquinanti s itiene conto del contenuto dellautorizzazione rilasciata ai sensi delcomma 1. 4. I materiali di cui al comma 3 destinati ad essere refluitiallinterno di strutture di contenimento nellambito di portinazionali diversi da quello di provenienza devono essere accompagnatida un documento contenente le indicazioni di cui allarticolo 193,comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successivemodificazioni ed integrazioni. Le caratteristiche di idoneita dellenavi e dei galleggianti alluopo impiegati sono quelle previste dallenorme nazionali e internazionali in materia di trasporto marittimo egarantiscono lidoneita dellimpresa. Le Autorita Marittimecompetenti per provenienza e destinazione dei materiali concordano unsistema di controllo idoneo a garantire una costante vigilanzadurante il trasporto dei materiali, nellambito delle attivita dicompetenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 5. Lidoneita del materiale dragato ad essere gestito secondoquanto previsto ai commi 2 e 3 viene verificata mediante appositeanalisi da effettuare nel sito prima del dragaggio sulla base dimetodologie e criteri stabiliti dal citato decreto del MinistrodellAmbiente e della tutela del territorio e del mare del 7 novembre2008. Le modifiche al decreto di cui al periodo precedente sonoapportate con decreto del Ministro dellAmbiente e della tutela delterritorio e del mare. In caso di reali zzazione, nellambitodellintervento di dragaggio, di strutture adibite a depositotemporaneo di materiali derivanti dalle attivita di dragaggiononche dalle operazioni di bonifica, prima della loro messa a dimoradefinitiva, il termine massimo di deposito e fissato in trenta mesisenza limitazione di quantitativi, assicurando il non trasferimentodegli inquinanti agli ambienti circostanti. Sono fatte salve ledisposizioni adottate per la salvaguardia della laguna di Venezia. S iapplicano le previsioni della vigente normativa ambientalenelleventualita di una diversa destinazione e gestione a terra deimateriali derivanti dallattivita di dragaggio. 6. Il Ministro dellambiente e della tutela del territorio e delmare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e deitrasporti, adotta, con proprio decreto, le norme tecniche applicabilialle operazioni di dragaggio e di recupero dei relativi materiali. 7. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 3 aprile2006, n. 152 e successive modifiche, per i porti di categoria II,classe III, la regione disciplina il procedimento di adozione delPiano Regolatore Portuale, garantendo la partecipazione delleprovince e dei comuni interessati. 8. Nel caso in cui non trovino applicazione i commi da 1 a 3 e sianecessaria la preventiva bonifica dei fondali, al procedimento di cuial comma 7, partecipa un rappresentante del Ministero dellambiente,della tutela del territorio e del mare, senza oneri aggiuntivi per lafinanza pubblica. 9. I progetti di scavo dei fondali delle aree portuali sono
  • 64. approvati con le modalita di cui al comma 7. 10. I materiali provenienti dal dragaggio dei fo ndali dei porti noncompresi in siti di interesse nazionale, ai sensi dellarticolo 252del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successivemodificazioni, possono essere immersi in mare con autorizzazione delMinistero dellambiente e della tutela del territorio e del mare nelrispetto di quanto previsto dallarticolo 109, comma 2, del decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152. I suddetti materiali possonoessere diversamente utilizzati a fini di ripascimento, anche consversamento nel tratto di spiaggia sommersa attiva, o per larealizzazione di casse di colmata o altre strutture di contenimentonei porti in attuazione del Piano Regolatore Portuale ovvero lungo illitorale per la ricostruzione della fascia costiera, conautorizzazione della regione territorialmente competente ai sensidellarticolo 21 della legge 31 luglio 2002, n. 179.". 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, sono abrogati i commi da 11-bis a 11-sexies, dellarticolo5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84. Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 49 Utilizzo terre e rocce da scavo 1. Lutilizzo delle terre e rocce da scavo e regolamentato condecreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio edel mare di concerto con il Ministro delle in frastrutture e deitrasporti da adottarsi entro sessanta giorni dallentrata in vigoredel presente decreto. Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale
  • 65. Art. 50Disposizioni in materia di concessioni di costruzione e gestione di opere pubbliche 1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sono apportate leseguenti modificazioni: a) allarticolo 144, dopo il comma 3 e inserito il seguente:"3-bis. I bandi e i relativi allegati, ivi compresi, a seconda deicasi, lo schema di contratto e il piano economico finanziario, sonodefiniti in modo da assicurare adeguati livelli di bancabilitadellopera."; b) allarticolo 159, comma 1, lettera a), le parole: "equivalenti aquelle possedute dal concessionario allepoca dellaffidamento dellaconcessione" sono sostituite dalle seguenti: "corrispondenti a quellepreviste nel bando di gara o negli atti in forza dei quali laconcessione e stata affidata, avendo comunque riguardo allasituazione concreta del progetto ed allo stato di avanzamento dellostesso alla data del subentro". Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 51 Disposizioni in materia di affidamento a terzi nelle concessioni 1. Allarticolo 253, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile2006, n. 163, le parole: "quaranta per cento" sono sostituite dalleseguenti: "cinquanta per cento". 2. La disposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere dal 1°gennaio 2015. Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale
  • 66. Art. 52Semplificazione nella redazione e accelerazion dellapprovazione dei e progetti 1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 93, comma 2, e aggiunto, in fine, il s eguenteperiodo: "E consentita altresi lomissione di uno dei primi duelivelli di progettazione purche il livello successivo contenga tuttigli elementi previsti per il livello omesso e siano garantiti irequisiti di cui al comma 1, lettere a), b) e c)"; b) allarticolo 97, dopo il comma 1, e aggiunto il seguente: "1-bis. Le stazioni appaltanti hanno facolta di sottoporre alprocedimento di approvazione dei progetti un livello progettuale dimaggior dettaglio rispetto a quanto previsto dalla normativa di cuial comma 1, al fine di ottenere anche le approvazioni proprie delleprecedenti fasi progettuali eventualmente omesse. La dichiarazione dipubblica utilita di cui agli articoli 12 e seguenti del decreto delPresidente della Repubblica 8 giugno 2001 n. 327, e successivemodificazioni, puo essere disposta anche quando lautoritaespropriante approva a tal fine il progetto esecutivo delloperapubblica o di pubblica utilita"; c) allarticolo 128, comma 6, dopo le parole: "inferiore a unmilione di euro, previa approvazione" e inserita la seguente:"almeno", e, dopo le parole: "superiore a un milione di euro, previaapprovazione" sono inserite le seguenti: "almeno della". 2. Allarticolo 15, comma 2, del decreto del Presidente dellaRepubblica 5 ottobre 2010, n. 207, dopo le parole: "Il progetto eredatto," sono inserite le seguenti: "salvo quanto previstodallarticolo 93, comma 2, ultimo periodo, del codice e". Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 53Allineamento alle norme europee della regolazione progettuale delleinfrastrutture ferroviarie e stradali e disposizioni in materia di gallerie stradali 1. La progettazione delle nuove infrastrutture ferroviarie ad alta
  • 67. velocita avviene secondo le relative specifiche tecniche; lespecifiche tecniche previste per lalta capacita sono utilizzateesclusivamente laddove cio risulti necessario sulla base delle stimedelle caratteristiche della domanda. 2. Non possono essere applicati alla progettazione e costruzionedelle nuove infrastrutture ferroviarie nazionali nonche agliadeguamenti di quelle esistenti, parametri e standard tecnici efunzionali piu stringenti rispetto a quelli previsti dagli accordi edalle norme dellUnione Europea. 3. Allarticolo 12 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162,dopo il comma 4, e aggiunto il seguente: "4-bis. Le modifiche di cui al comma 4 devono essere accompagnateda una stima dei sovraccosti necessari per garantire i livelli disicurezza superiori a quelli minimi definiti dai CST e da una analisidi sostenibilita economica e finanziaria per il gestore dellainfrastruttura e le imprese ferroviarie, corredata da stimeragionevoli anche in termini di relativi tempi di attuazione. La loroefficacia e subordinata allindividuazione delle risorse pubblichenecessarie per coprire tali sovraccosti.". 4. Non possono essere applicati alla progettazione e costruzionedelle nuove gallerie stradali e autostradali nonche agli adeguamentidi quelle esistenti, parametri e standard tecnici e funzionali piustringenti rispetto a quelli previsti dagli accordi e dalle normedellUnione Europea. 5. Al decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264, sono apportate leseguenti modificazioni: a) allarticolo 4, comma 5, le parole: "ed i collaudi" sonosostituite dalle seguenti: "e le verifiche funzionali"; b) allarticolo 11, comma 1, le parole: "dei collaudi" sonosostituite dalle seguenti: "delle verifiche funzionali". Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 54Emissione di obbligazioni di scopo da parte degli enti localigarantite da beni immobili patrimoniali ai fini della realizzazione di opere pubbliche 1. Allarticolo 35, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, dopo ilcomma 1, e inserito il seguente: "1.bis. I comuni, le province, le citta metropolitane e, previaautorizzazione di ciascun partecipante, le unioni di comuni, lecomunita montane e i consorzi tra enti locali, pe il finanziamento rdi singole opere pubbliche, possono attivare prestiti obbligazionaridi scopo legati alla realizzazione delle opere stesse e garantiti daun apposito patrimonio destinato. Tale patrimonio e formato da beni
  • 68. immobili disponibili di proprieta degli enti locali di cui al primoperiodo, per un valore almeno pari allemissione obbligazionaria, ede destinato esclusivamente alla soddisfazione degli obbligazionisti.Su tale patrimonio non sono ammesse azioni d a parte di qualsiasicreditore diverso dai portatori dei titoli emessi dallente locale.Con apposito regolamento, da emanare, ai sensi dellarticolo 17,comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 entro sei mesi dalla datadi entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delleconomiae delle finanze, di concerto con i Ministri dellinterno e delleinfrastrutture e dei trasporti, determina le modalita dicostituzione e di gestione del predetto patrimonio destinato agarantire le obbligazioni per il finanziamento delle operepubbliche.". Titolo II INFRASTRUTTURE Capo I Misure per lo sviluppo infrastrutturale Art. 55Affidamento concessioni relative a infrastrutture strategiche sulla base anche del progetto definitivo 1. Allarticolo 177, comma 2, primo periodo, del decretolegislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo le parole: "Perlaffidamento delle concessioni si pone a base di gara il progettopreliminare" sono inserite le seguenti "ovvero il progettodefinitivo". Capo II Misure per ledilizia Art. 56 Norma nel settore edilizio 1. Allarticolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. , 214,dopo il comma 9 e aggiunto il seguente:
  • 69. "9-bis. I comuni possono ridurre laliquota di base fino allo 0,38per cento per i fabbricati costruiti e destinati dallimpresacostruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione enon siano in ogni caso locati, e comunque per un periodo nonsuperiore a tre anni dallultimazione dei lavori. Capo II Misure per ledilizia Art. 57 Ripristino IVA per housing sociale 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 10, comma 1, il numero 8 e sostituito d alseguente: "8) le locazioni e gli affitti, relative cessioni, risoluzioni eproroghe, di terreni e aziende agricole, di aree diverse da quelledestinate a parcheggio di veicoli, per le quali gli strumentiurbanistici non prevedono la destinazione edificatoria, e difabbricati, comprese le pertinenze, le scorte e in genere i benimobili destinati durevolmente al servizio degli immobili locati eaffittati, escluse le locazioni, per le quali nel relativo atto illocatore abbia espressamente manifestato lopzione per limposizione,di fabbricati abitativi, di durata non inferiore a quattro anni,effettuate in attuazione di piani di edilizia abitativaconvenzionata, di fabbricati di civile abitazione destinati adalloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delleinfrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietasociale, il Ministro delle politiche per la famiglia ed il Ministroper le politiche giovanili e le attivita sportive del 22 aprile 2008ed escluse le locazioni di fabbricati strumentali che per le lorocaratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senzaradicali trasformazioni effettuate nei confronti dei soggettiindicati alle lettere b) e c) del numero 8-ter) ovvero per le qualinel relativo atto il locatore abbia espressamente manifestatolopzione per limposizione;" b) allarticolo 10, comma 1, il numero 8-bis e sostituito dalseguente: "8-bis) le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricatodiversi da quelli di cui al numero 8-ter), escluse quelle effettuatedalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hannoeseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cuiallarticolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5agosto 1978, n. 457, entro cinque anni dalla data di ultimazionedella costruzione o dellintervento, e cessioni, per le quali nelrelativo atto il cedente abbia espressamente manifestato lopzioneper limposizione, di fabbricati di civile abitazione locati per unperiodo non inferiore a quattro anni in attuazione dei piani diedilizia residenziale convenzionata ovvero destinati ad alloggisociali come definite dal decreto del Ministro delle infrastrutture,di concerto con il Ministro della solidarieta sociale, il Ministro
  • 70. delle politiche per la famiglia ed il Ministro per le politichegiovanili e le attivita sportive del 22 aprile 2008;" allarticolo 36, al terzo comma sesto periodo, dopo le parole "cheeffettuano sia locazioni," sono inserite le seguenti: "o cessioni," edopo le parole "dellarticolo 19-bis, sia locazioni" sono inserite leseguenti: "o cessioni"; c) alla tabella A, parte terza, il n. 127-duodevicies esostituito dal seguente: "127-duodevicies) locazioni di immobili di civile abitazioneeffettuate in esecuzione di programmi di edilizia abitativaconvenzionata e locazioni di fabbricati di civile abitazionedestinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministrodelle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietasociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministroper le politiche giovanili e le attivita sportive, del 22 aprile2008" Capo II Misure per ledilizia Art. 58 Semplificazione procedure Piano nazionale di edilizia abitativa 1. Allarticolo 11, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Tale intesa va resa nella seduta del Cipe nella quale sonoapprovati gli accordi di programma. Eventuali rimodulazioni degliinterventi contenuti negli accordi di programma sono approvate condecreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Eventualiatti aggiuntivi agli accordi di programma, da sottoscrivere perlutilizzo di economie ovvero di nuove risorse finanziarie che sirendessero disponibili, sono approvati con decreto del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti di concerto con il Minist rodelleconomia e delle finanze.". 2. Allarticolo 4, comma 2, del Piano nazionale di ediliziaabitativa di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri16 luglio 2009, sono aggiunti i seguenti periodi: "Tale intesa va resa nella seduta del Cipe nella quale sonoapprovati gli accordi di programma. Eventuali rimodulazioni degliinterventi contenuti negli accordi di programma sono approvate condecreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Eventualiatti aggiuntivi agli accordi di programma, da sottoscrivere perlutilizzo di economie ovvero di nuove risorse finanziarie che sirendessero disponibili, sono approvati con decreto del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministrodelleconomia e delle finanze.". 3. Agli accordi di programma di cui allarticolo 4, comma 2, delPiano nazionale di edilizia abitativa di cui al decreto delPresidente del Consiglio dei Ministri 16 luglio 2009 si applic ano ledisposizioni di cui allarticolo 41, commi 4 e 5, del decreto-legge 6dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
  • 71. dicembre 2011, n. 214. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 71 Oggetto e ambito di applicazione 1. Il presente Capo stabilisce i principi comuni per ladeterminazione e la riscossione dei diritti aeroportuali negliaeroporti nazionali aperti al traffico commerciale. 2. Fatte salve le funzioni di vigilanza che il Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti continua ad esercitare ai sensidellarticolo 11, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1997, n.250, e istituita lAutorita nazionale di vigilanza, di cuiallarticolo 73, che svolge compiti di regolazione economica nonchedi vigilanza, di cui allarticolo 80, con lapprovazione dei sistemidi tariffazione e dellammontare dei diritti, inclusi metodi ditariffazione pluriennale, anche accorpata per servizi personalizzati,che garantiscono annualmente gli adeguamenti inflattivi. 3. I modelli di tariffazione, approvati dallAutorita previoparere del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e delMinistro dellEconomia e delle Finanze, sono orientati ai costi delleinfrastrutture e dei servizi, a obiettivi di efficienza nonche,nellambito di una crescita bilanciata della capacita aeroportuale,allincentivazione degli investimenti correlat anche allinnovazione itecnologica, alla sicurezza dello scalo ed alla qualita dei servizi. 4. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, previaistruttoria dellAutorita di vigilanza di cui allarticolo 73,trasmette annualmente alla Commissione europea una relazione sullostato di attuazione delle disposizioni di cui al presente Capo edella normativa comunitaria. 5. Le disposizioni di cui al presente Capo non si applicano aidiritti riscossi per la remunerazione di servizi di navigazione aereadi rotta e di terminale, di cui al regolamento (CE) n. 1794/2006della Commissione, del 6 dicembre 2006, ne ai diritti riscossi acompenso dei servizi di assistenza a terra di cui allallegato aldecreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 18, di attuazione delladirettiva 96/67/CE del Consiglio, del 15 ottobre 2006, relativa allibero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negliaeroporti della Comunita, ne ai diritti riscossi per finanziarelassistenza fornita alle persone con disabilita e alle persone amobilita ridotta di cui al regolamento (CE) n. 1107/2006 delParlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006.
  • 72. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 72 Definizioni 1. Ai fini dei presente Capo si intende per: a) aeroporto: qualsiasi terreno appositamente predisposto perlatterraggio, il decollo e le manovre di aeromobili, inclusi gliimpianti annessi che esso puo comportare per le e sigenze deltraffico e per il servizio degli aeromobili nonche gli impiantinecessari per fornire assistenza ai servizi aerei commerciali; b) gestore aeroportuale: il soggetto al quale le disposizionilegislative, regolamentari o contrattuali affidano, insieme con altreattivita o in via esclusiva, il compito di amministrare e di gestirele infrastrutture aeroportuali o della rete aeroportuale e dicoordinare e di controllare le attivita dei vari operatori presentinegli aeroporti e nella rete aeroportuale di interesse; c) utente dellaeroporto: qualsiasi persona fisica o giuridica chetrasporti per via aerea passeggeri, posta e merci, da e perlaeroporto di base; d) diritti aeroportuali: i prelievi riscossi a favore del gestoreaeroportuale e pagati dagli utenti dellaeroporto per lutilizzodelle infrastrutture e dei servizi che sono forniti esclusivamentedal gestore aeroportuale e che sono connessi allatterraggio, aldecollo, allilluminazione e al parcheggio degli aeromobili e alleoperazioni relative ai passeggeri e alle merci, nonche aicorrispettivi per luso delle infrastrutture centralizzate dei benidi uso comune e dei beni di uso esclusivo; e) rete aeroportuale: un gruppo di aeroporti, debitamente designatocome tale da uno Stato membro, gestiti dallo stesso gestoreaeroportuale. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 73 Autorita nazionale di vigilanza 1. Nelle more dellistituzione dellautorita indipendente diregolazione dei trasporti di cui allarticolo 36, comma 1, del
  • 73. presente decreto le funzioni dellAutorita di vigilanza sono svoltedallEnte nazionale per laviazione civile (ENAC). 2. Al fine dello svolgimento delle funzioni, di cui allarticolo71, comma 3, attribuite allAutorita di vigilanza, nellambitodellENAC e istituita la «Direzione diritti aeroportuali», appositastruttura nei limiti della dotazione organica, finanziaria estrumentale disponibile allentrata in vigore del presente decreto,che opera con indipendenza di valutazione e di giudizio. 3. Al fine di garantire lautonomia, limparzialita elindipendenza dellAutorita di vigilanza, lattivita dellaDirezione, di cui al comma 2, e separata dalle altre attivitasvolte dallENAC mediante apposite regole amministrative e contabilie, in ogni caso, da efficaci barriere allo scambio di informazionisensibili che potrebbero avere significativi effetti tra iresponsabili del trattamento di dati privilegiati. 4. La Direzione diritti aeroportuali e costituita da un dirigentee da un massimo di dodici esperti in materia giuridico -economicanonche da cinque unita di personale tecnico amministrativoinquadrati rispettivamente nel ruolo dirigenziale, professionale etecnico amministrativo del vigente contratto di lavoro ENAC. IlDirettore generale dellENAC provvede allindividuazione delpersonale, che mantiene il trattamento giuridico ed economico vigenteallentrata in vigore del presente decreto, prioritariamentenellambito della Direzione centrale sviluppo economico. 5. Al fine di garantire le risorse necessarie alla costituzi one edal funzionamento dellAutorita di vigilanza, con decreto delMinistro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con ilMinistro delleconomia e delle finanze, previa istruttoria dellENAC,e fissata la misura dei diritti a carico degli utenti degliaeroporti e dei gestori aeroportuali, di cui allarticolo 71, dautilizzarsi a copertura dei costi della struttura. 6. Il decreto, di cui al comma 5, dispone in ordine allacorresponsione degli importi allENAC, da effettuarsi alle scadenze econ le modalita previste per il versamento del canone di concessioneaeroportuale nonche alleventuale adeguamento della misura. Con lostesso decreto e ridotto il contributo dello Stato al funzionamentodellENAC, per un importo corrispondente alle spese non piusostenute dallEnte, correlate al funzionamento della Direzionetrasformata in Autorita ai sensi del presente Capo. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 74 Reti aeroportuali 1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, previoparere della Conferenza Unificata, sono designate le retiaeroportuali sul territorio italiano.
  • 74. 2. LAutorita di vigilanza puo autorizzare il gestoreaeroportuale di una rete aeroportuale ad introdurre un sistema ditariffazione aeroportuale comune e trasparente da applicareallintera rete, fermi restando i principi di cu i al successivoarticolo 80, comma 1. 3. LAutorita di vigilanza, nel rispetto della normativa europea,informandone la Commissione europea, il Ministero delleinfrastrutture e dei trasporti e il Ministero delleconomia e dellefinanze, puo consentire al gestore aeroportuale di applicare unsistema di tariffazione comune e trasparente presso gli aeroporti cheservono la stessa citta o agglomerato urbano, purche ciascunaeroporto rispetti gli obblighi in materia d i trasparenza di cuiallarticolo 77. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 75 Non discriminazione 1. I diritti aeroportuali sono applicati in modo da non determinarediscriminazioni tra gli utenti dellaeroporto. LAutorita divigilanza puo, comunque, operare una modulazione degli stessidiritti aeroportuali per motivi di interesse pubblico e generale,compresi i motivi ambientali, con impatto economico neutro per ilgestore. A tal fine i criteri utilizzati sono improntati ai principidi pertinenza, obiettivita e trasparenza. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 76 Determinazione diritti aeroportuali. Consultazione 1. Al fine dellapplicazione del sistema dei diritti aeroportuali,lAutorita di vigilanza, nel rispetto dei principi e dei criteri dicui allarticolo 11-nonies del decreto-legge 30 settembre 2005, n.
  • 75. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.248, predispone specifici modelli tariffari, calibrati sulla base deltraffico annuo di movimenti passeggeri registrato, al fine diassicurare che i diritti applicati agli utenti degli aeroportirispondano ai principi di cui allarticolo 80, comma 1. 2. Il gestore, individuato il modello tariffario tra quell ipredisposti dallAutorita ai sensi del comma 1, previa consultazionedegli utenti degli aeroporti, lo sottopone allAutorita di vigilanzache verifica la corretta applicazione del modello tariffario incoerenza anche agli obblighi di concessione. 3. E istituita una procedura obbligatoria di consultazione tra ilgestore aeroportuale e gli utenti dellaeroporto, che possono essererappresentati da referenti con delega o dalle associazioni diriferimento. Sulla base della stessa procedura, il gestore garantiscelo svolgimento di una consultazione periodica, almeno una voltaallanno, dellutenza aeroportuale. 4. LAutorita di vigilanza puo motivatamente richiedere losvolgimento di consultazioni tra le parti interessate e, inparticolare, dispone che il gestore aeroportuale consulti gli utentidellaeroporto prima che siano finalizzati piani relativi a nuoviprogetti di infrastrutture aeroportuali approvati dallENAC -Direzione centrale infrastrutture aeroporti - che incidono sulladeterminazione della misura tariffaria. 5. LAutorita di vigilanza pubblica una relazione annualesullattivita svolta fornendo, su richiesta dei Ministe ri delleinfrastrutture e dei trasporti e delleconomia e delle finanze, tuttele informazioni, in particolare, sulle procedure di determinazionedei diritti aeroportuali. 6. Per gli aeroporti aventi una soglia di traffico pari o inferioreal milione di movimento passeggeri annuo, lAutorita individua entrosessanta giorni dallinizio della sua attivita, modelli semplificatidi aggiornamento, anche annuale, dei diritti ancorati al criteriodelleffettivo valore dei beni fruiti dallutenza. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 77 Trasparenza 1. LAutorita di vigilanza dispone, ogni qual volta si procedealle consultazioni di cui allarticolo 76, che i gestori aeroportualiforniscano ad ogni utente dellaeroporto o ai referenti con delega oalle associazioni di riferimento, adeguate informazioni suglielementi utilizzati per la determinazione del sistema odellammontare di tutti i diritti riscossi in ciascun aeroporto. 2. Le informazioni, di cui al comma 1, fatte salve le integrazionirichieste dallAutorita di vigilanza, comprendono: a) lelenco dei servizi e delle infrastrutture forniti acorrispettivo dei diritti aeroportuali riscossi;
  • 76. b) la metodologia utilizzata per il calcol o dei dirittiaeroportuali che include metodi di tariffazione pluriennale, ancheaccorpata per servizi personalizzati, che garantiscono annualmentegli incrementi inflattivi; c) i sistemi di tariffazione che devono essere orientati ai costidelle infrastrutture e dei servizi, a obiettivi di efficienzanonche, nellambito di una crescita bilanciata della capacitaaeroportuale, allincentivazione degli investimenti correlatiallinnovazione tecnologica e sicurezza dello scalo ed alla qualitadei servizi; d) la struttura dei costi relativamente alle infrastrutture e aiservizi ai quali i diritti aeroportuali sono connessi; e) gli introiti dei diritti e il costo dei servizi forniti incambio; f) qualsiasi finanziamento erogato da autorita pubbliche per leinfrastrutture e per i servizi ai quali i diritti aeroportuali siriferiscono; g) le previsioni riguardanti la situazione dellaeroporto perquanto attiene ai diritti, allevoluzione del traffico, nonche agliinvestimenti previsti; h) lutilizzazione effettiva delle infrastrutture e delleinstallazioni aeroportuali nel corso di un periodo determinato; i) i risultati attesi dai grandi investimenti propost i conriguardo ai loro effetti sulla capacita dellaeroporto. 3. LAutorita di vigilanza dispone che gli utenti dellaeroportocomunichino al gestore aeroportuale, prima di ogni consultazione,informazioni, in particolare, riguardanti: a) le previsioni del traffico; b) le previsioni relative alla composizione e allutilizzoprevisto della flotta aerea dellutente dellaeroporto; c) le esigenze dellutente dellaeroporto; d) i progetti di sviluppo nellaeroporto. 4. Le informazioni comunicate ai sensi del presente articolo sono,a norma della legislazione di riferimento, da trattare comeinformazioni riservate ed economicamente sensibili e, nel caso digestori aeroportuali quotati in borsa, sono applica ti gli specificiregolamenti di riferimento. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 78 Norme di qualita 1. Ai fini del funzionamento degli aeroporti, lAutorita divigilanza adotta le misure necessarie per consentire al gestoreaeroportuale e agli utenti dellaeroporto interessati, che possonoessere rappresentati da referenti con delega o dalle associazioni diriferimento, di procedere a negoziati allo scopo di concludere unaccordo sul livello di servizio, con specifico riguardo alla qualita
  • 77. dei servizi prestati, nel rispetto degli impegni assunti dal gestorecon la stipula della convenzione di concessione. 2. Laccordo, di cui al comma 1, stabilisce il livello del servizioche deve essere fornito dal gestore aeroportual a fronte dei diritti eaeroportuali riscossi. 3. I negoziati di cui al comma 1, possono essere organizzati nelquadro delle consultazioni di cui allarticolo 76. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 79 Differenziazione dei servizi 1. LAutorita di vigilanza autorizza il gestore aeroportuale avariare la qualita e lestensione di particolari servizi, terminalio parti dei terminali degli aeroporti, allo scopo di fornire servizipersonalizzati ovvero un terminale o una parte di terminalespecializzato. 2. Lammontare dei diritti aeroportuali puo essere differenziatoin funzione della qualita e dellestensione dei servizi, di cui alcomma 1, e dei relativi costi o di qualsiasi altra mo tivazioneoggettiva, trasparente e non discriminatoria. 3. Qualora il numero degli utenti dellaeroporto che desideranoaccedere ai servizi personalizzati, di cui al comma 1, o a unterminale o una parte di terminale specializzato ecceda il numero diutenti che e possibile accogliere a causa di vincoli di capacitadellaeroporto, laccesso e stabilito in base a criteri pertinenti,obiettivi, trasparenti e non discriminatori, proposti dal gestore edapprovati dallAutorita di vigilanza. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 80Vigilanza sulla determinazione dei diritti aeroportuali perlutilizzo delle infrastrutture e dei servizi in regime di esclusiva
  • 78. 1. LAutorita di vigilanza controlla che nella determinazionedella misura dei diritti aeroportuali, richiesti agli utentiaeroportuali per lutilizzo delle infrastrutture e dei serviziforniti dal gestore in regime di esclusiva negli aeroporti, sianoapplicati i seguenti principi di: a) correlazione ai costi, trasparenza, pertinenza, ragionevolezza; b) consultazione degli utenti aeroportuali; c) non discriminazione; d) orientamento, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a),alla media europea dei diritti aeroportuali praticati in scali conanaloghe caratteristiche infrastrutturali, di traffico e standard diservizio reso. 2. LAutorita di vigilanza, in caso di violazione dei principi dicui al comma 1 e di inosservanza delle linee di politica economica etariffaria di settore, adotta provvedimenti di sospensione del regimetariffario istituito. 3. Per il periodo di sospensione, di cui al comma 2, lAutorita divigilanza dispone lapplicazione dei livelli tariffari preesistential nuovo regime. 4. LAutorita di vigilanza con comunicazione scritta informa ilgestore aeroportuale delle violazioni, di cui al comma 2, che glicontesta, assegnandogli il termine di trenta giorni per adottare iprovvedimenti dovuti. 5. Il gestore aeroportuale puo, entro sette giorni dal ricevimentodella comunicazione, di cui al comma 4, presentare controdeduzioniscritte allAutorita di vigilanza, che, qualora valuti siano venutemeno le cause di sospensione di cui al comma 2, comunica per scrittoal gestore la conclusione della procedura di sospensione. 6. LAutorita di vigilanza, decorso inutilmente il termine, di cuial comma 4, adotta i provvedimenti ritenuti necessari ai fini delladeterminazione dei diritti aeroportuali. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 81 Aeroporti militari aperti al traffico civile 1. Nella determinazione dei diritti aeroportuali da applicarsinegli aeroporti militari aperti al traffico civile, si tiene contoanche delle infrastrutture e dei servizi forniti dallA eronauticamilitare, che stipula apposita convenzione con il gestoreaeroportuale, per la definizione degli stessi e lindividuazionedelle modalita per il ristoro dei costi sostenuti.
  • 79. Capo II Disposizioni per lattuazione della direttiva 2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell11 marzo 2009 concernente i diritti aeroportuali Art. 82 Clausola di invarianza finanziaria 1. Dallattuazione delle disposizioni del presente Capo non devonoderivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Le amministrazioni interessate provvedono alladempimento deicompiti derivanti dal presente Capo con le risorse umane, strumentalie finanziarie disponibili a legislazione vigente. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 83 Modifiche al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. Allarticolo 68 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30,il comma 1-bis e soppresso. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 84Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2009, n. 107 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2009, n.107, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 1, comma 2, le parole "provenienti o diretteallestero" sono sostituite dalle seguenti: "in provenienza o a
  • 80. destinazione di porti situati al di fuori dellUnione europea". b) allarticolo 2, dopo il comma 3, e aggiunto il seguente: "3 bis). I trasporti fra porti nazionali ed i trasporti fra portinazionali e porti di altri Stati membri dellUnione europea sonoassoggettati al medesimo trattamento per quanto concernelapplicazione della tassa di ancoraggio e della tassa portuale dicui, rispettivamente, agli articoli 1 e 2 del presente regolamento."; c) allAllegato, nellintestazione della terza colonna, le parole"Aliquota per traffico di cabotaggio" sono sostituite dalle seguenti:"Aliquota per traffico di cabotaggio ed intracomunitario". Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 85 Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211 1. Allarticolo 7, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211,sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, primo periodo, dopo le parole "comitato etico" einserita la seguente: "coordinatore"; b) al comma 2, secondo periodo, dopo le parole "comitato etico" einserita la seguente: "coordinatore"; c) al comma 3, le parole "Il parere favorevole puo essere soloaccettato ovvero rifiutato nel suo complesso da comitati etici degli ialtri centri italiani partecipanti alla sperimentazione stessa" sonosostituite dalle seguenti: "I comitati etici degli altri centriitaliani partecipanti alla sperimentazione sono competenti a valutarela fattibilita locale della sperimentazione e si limitano adaccettare o a rifiutare nel suo complesso il parere favorevole delcomitato etico di coordinamento"; d) al comma 3, le parole da "I comitati etici dei centripartecipanti" a "protocollo" sono soppresse; e) al comma 3, ultimo periodo, dopo le parole "comitato etico" einserita la seguente: "coordinatore"; f) al comma 4, dopo le parole "comitato etico" e inserita laseguente: "coordinatore". Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 86
  • 81. Servizio di gestione automatizzata dei pagamenti e dei corrispettivi dovuti per le pratiche di motorizzazione 1. Allarticolo 4, comma 171, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,il secondo periodo e soppresso. 2. La convenzione per la gestione automatizzata dei pagamenti deicorrispettivi dovuti dallutenza per le pratiche automobilistiche edei servizi connessi, stipulata tra il Ministero delle infrastrutturee dei trasporti - Dipartimento dei trasporti terrestri e per isistemi informativi e statistici e Poste Italiane S.p.A. il 22 marzo2004 e approvata con decreto del Ministro delle infrastrutture e deitrasporti di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanzedel 4 maggio 2004, termina con il decorso del periodo di nove anniprevisto dallarticolo 8, primo comma, della convenzione medesima. 3. Alla scadenza del contratto di cui al com ma 2, il Ministerodelle infrastrutture e dei trasporti affida lespletamento delservizio previsto dallarticolo 4, comma 171, della legge 24 dicembre2003, n. 350 nel rispetto della normativa dellUnione europea. Nelcaso in cui ritenga di non poter far ricorso ad una procedura di garapubblica, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti daadeguata pubblicita alla scelta, motivandola anche in base adunanalisi del mercato e contestualmente trasmette una relazionecontenente gli esiti della predetta verifica allAutorita garantedella concorrenza e del mercato per lespressione di un parerepreventivo, da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione dellapredetta relazione. Decorso il termine, il parere, se non reso, siintende espresso in senso favorevole. 4. Ai fini previsti dal comma 3 il Ministero delle infrastrutturedei trasporti effettua, entro il 30 settembre 2012, unindagine dimercato volta a verificare linteresse degli oper atori economiciallesecuzione del servizio, tenuto conto delle esigenze tecniche eorganizzative richieste per lespletamento dello stesso. 5. Le attivita di cui al comma 4 sono svolte dal Ministero delleinfrastrutture e dei trasporti senza nuovi oneri per la finanzapubblica, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibilia legislazione vigente. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 87Prestazione transfrontaliera di servizi in Italia dei consulenti in materia di brevetti 1. Allarticolo 201, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.30, dopo il comma 4, e aggiunto il seguente: "4-bis. I cittadinidellUnione europea abilitati allesercizio della medesimaprofessione in un altro Stato membro possono essere iscritti allalbosecondo le procedure di cui al decreto legislativo 6 novembre 2007,n. 206.". 2. Allarticolo 203, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.
  • 82. 30, il comma 3 e sostituito dal seguente: "3. I soggetti di cuiallarticolo 201, comma 4-bis, che intendono esercitare lattivitadi rappresentanza in Italia a titolo occasionale e te mporaneo siconsiderano automaticamente iscritti allalbo dei consulenti inproprieta industriale, previa trasmissione da parte dellautoritacompetente della dichiarazione preventiva di cui allarticolo 10, deldecreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206. Liscrizione rileva aisoli fini dellapplicazione delle norme professionali, di carattereprofessionale, legale o amministrativo, direttamente connesse allaqualifica professionale.". Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 88Applicazione del regime ordinario di deducibilita degli interessi passivi per le societa, a prevalente capitale pubblico, fornitrici di acqua, energia e teleriscaldamento, nonche servizi di smaltimento e depurazione 1. Al comma 5, ultimo periodo, dellarticolo 96 del testo unicodelle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole da ", nonche allesocieta il cui capitale sociale" fino alla fine del periodo sonosoppresse. 2. In deroga allarticolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, ladisposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere dal p eriododimposta in corso alla data di entrata in vigore del presentedecreto. 3. In relazione alle maggiori entrate derivanti dallattuazione delpresente articolo, pari a milioni 4,4 per il 2013 e milioni 2,5 adecorrere dal 2014, e corrispondentemente incrementato lostanziamento relativo al Fondo ammortamento dei titoli di Statoiscritto nello stato di previsione del Ministero delleconomia edelle finanze. 4. Il Ministro delleconomia e delle finanze e autor izzato adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 89
  • 83. Esecuzione della sentenza della Corte di Giustizia dellUnione europea del 17 novembre 2011, causa C-496/09 1. Entro il giorno successivo a quello di entrata in vigore delpresente decreto lINPS provvede ad effettuare il pagamentodellimporto di 30 milioni di euro a favore della Commissione UE sulconto «Risorse proprie dellUnione europea», in esecuzione dellasentenza n. C-496/09 del 17 novembre 2011, della Corte Europea diGiustizia. 2. Il predetto pagamento di 30 milioni di euro e le eventuali altrepenalita inflitte dalle Istituzioni comunitarie per il mancatorecupero degli sgravi contributivi illegittimi, di cui alla citatasentenza della Corte di giustizia n. C-496/09, fanno carico sullerisorse recuperate dallINPS a fronte dei medesimi sgravicontributivi in esecuzione delle decisioni comunitarie. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 90Interventi per favorire lafflusso di capitale di rischio verso le nuove imprese 1. Allarticolo 31 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n.111, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, le parole "armonizzati UE" sono soppresse; b) al comma 3: 1) la lettera b) e sostituita dalla seguente "b) avere sedeoperativa in Italia;"; 2) la lettera c) e sostituita dalla seguente "c) le relative quoteod azioni devono essere direttamente detenute, in via prevalente, dapersone fisiche;"; c) al comma 5: 1) dopo la parola "modalita" sono inserite le seguenti "attuativee"; 2) e aggiunto, in fine, il seguente periodo "Le quote diinvestimento oggetto delle misure di cui al presente articolo devonoessere inferiori a 2,5 milioni di euro per piccola e media impresadestinataria su un periodo di dodici mesi.". Capo III Altre misure di armonizzazione
  • 84. Art. 91Modifiche alla disciplina del trasferimento allestero della residenza fiscale dei soggetti che esercitano imprese commerciali . Procedura dinfrazione n. 2010/4141 1. Allarticolo 166 del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, dopo il comma 2-ter, sono aggiunti i seguenti: "2-quater. Isoggetti che trasferiscono la residenza, ai fini delle imposte suiredditi, in Stati appartenenti allUnione europea ovvero in Statiaderenti allAccordo sullo Spazio economico europeo inclusi nellalista di cui al decreto emanato ai sensi dellarticolo 168-bis, con iquali lItalia abbia stipulato un accordo sulla reciproca assistenzain materia di riscossione dei crediti tributari comparabile a quellaassicurata dalla direttiva 2010/24/UE del Consiglio, del 16 marzo2010, in alternativa a quanto stabilito al comma 1, possonorichiedere la sospensione degli effetti del realizzo ivi previsto inconformita ai principi sanciti dalla sentenza 29 novembre 2011,causa C-371-10, National Grid Indus BV. 2-quinquies. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanzedi natura non regolamentare sono adottate le disposizioni diattuazione del comma 2-quater, al fine di individuare, tra laltro,le fattispecie che determinano la decadenza della sospensione, icriteri di determinazione dellimposta dovuta e le modalita diversamento.". 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai trasferimentieffettuati successivamente alla data di entrata in vigore delpresente decreto. 3. Il decreto da adottare ai sensi del comma 2-quinquiesdellarticolo 166 del citato testo unico delle imposte sui redditi,come modificato dal comma 1 del presente articolo, e emanato entro60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 92Tutela procedimentale delloperatore in caso di controlli eseguiti successivamente alleffettuazione delloperazione doganale 1. Allarticolo 11 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374,dopo il comma 4, e aggiunto il seguente: "4-bis. Nel rispetto delprincipio di cooperazione stabilito dallarticolo 12 della legge 27luglio 2000, n. 212, dopo la notifica alloperatore interessato,qualora si tratti di revisione eseguita in ufficio, o nel caso diaccessi - ispezioni - verifiche, dopo il rilascio al medesimo dellacopia del verbale delle operazioni compiute, nel quale devono essereindicati i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche posti a basedelle irregolarita, delle inesattezze, o degli errori relativi aglielementi dellaccertamento riscontrati nel corso del controllo,
  • 85. loperatore interessato puo comunicare osservazioni e richieste, neltermine di 30 giorni decorrenti dalla data di consegna o di avvenutaricezione del verbale, che sono valutate dallUfficio doganale primadella notifica dellavviso di cui al successivo comma 5.". 2. Allarticolo 12 della legge 27 luglio 2000, n. 212, comma 7, eaggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per gli accertamenti e leverifiche aventi ad oggetto i diritti doganali di cui allarticolo 34del testo Unico delle disposizioni legislative in ma teria doganaleapprovato con del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio1973, n. 43, si applicano le disposizioni dellarticolo 11 deldecreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374.". 3. Dallattuazione dei commi 1 e 2 non devono d erivare nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioniinteressate e, in particolare, gli uffici incaricati degliaccertamenti doganali e della revisione dei medesimi, provvederannoagli adempimenti derivanti dallattuazione delle predettedisposizioni con le risorse umane, strumentali e finanziariedisponibili a legislazione vigente. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 93Preclusione allesercizio della rivalsa al cessionario o committente dellimposta pagata in conseguenza di accertamento o rettifica 1. Allarticolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 633, il settimo comma e sostituito dal seguente:"Il contribuente ha diritto di rivalersi dellimposta o dellamaggiore imposta relativa ad avvisi di accertamento o rettifica neiconfronti dei cessionari dei beni o dei co mmittenti dei servizisoltanto a seguito del pagamento dellimposta o della maggioreimposta, delle sanzioni e degli interessi. In tal caso, ilcessionario o il committente puo esercitare il diritto alladetrazione, al piu tardi, con la dichiarazione relativa al secondoanno successivo a quello in cui ha corrisposto limposta o lamaggiore imposta addebitata in via di rivalsa ed alle condizioniesistenti al momento di effettuazione della originaria operazione.". Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 94
  • 86. Domanda di sgravio dei diritti doganali 1. Avverso i provvedimenti di diniego di rimborso, di sgravio o dinon contabilizzazione a posteriori dei dazi doganali adottatidallautorita doganale nelle ipotesi di cui agli articoli 871 e 905del Regolamento (CEE) della Commissione del 2 luglio 1993, n. 2454resta sempre ammesso ricorso giurisdizionale alla CommissioneTributaria competente. Dallattuazione del presente articolo nondevono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 95Modifiche alla unificazione dellaliquota sulle rendite finanziarie 1. Allarticolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 7, le parole: ", ovvero sui redditi di capitale e suiredditi diversi di natura finanziaria" sono soppresse; b) al comma 8, dopo le parole: "di cui allarticolo 27," inserirele seguenti: "comma 3, terzo periodo e"; c) al comma 13, alla lettera a), numero 3), dopo le parole "operanosui predetti proventi una ritenuta con aliquota del 20 per cento"sono inserite le seguenti: "ovvero con la minore aliquota previstaper i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 7 dellarticolo 2del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, conmodificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148."; d) dopo il comma 18 e aggiunto il seguente: "18 -bis. Neldecreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, convertito, con modificazioni,dalla legge 8 agosto 1996, n. 425, il comma 9 dellarticolo 7 eabrogato. 2. Alle minori entrate derivanti dal comma 1, valutate in 5,5milioni annui a decorrere dallanno 2012, si provvede con quota partedel maggior gettito di spettanza erariale derivante dal comma 4dellarticolo 35 del presente decreto. Capo III Altre misure di armonizzazione
  • 87. Art. 96 Residenza OICR 1. Larticolo 73 del testo unico delle imposte sui redditiapprovato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre1986, n. 917, e cosi modificato: a) al comma 1 la lettera c) e cosi sostituita. " c) gli entipubblici e privati diversi dalle societa, i trust che non hanno peroggetto esclusivo o principale lesercizio di attivita commercialenonche gli organismi di investimento collettivo del risparmio,residenti nel territorio dello Stato"; b) al comma 3, nel secondo periodo, dopo le parole "Si consideranoaltresi residenti nel territorio dello S tato" sono aggiunte leseguenti parole "gli organismi di investimento collettivo delrisparmio istituiti in Italia e"; c) il comma 5-quinquies e cosi sostituito: "5-quinquies. Iredditi degli organismi di investimento collettivo del risparmioistituiti in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e quelli con sedein Lussemburgo, gia autorizzati al collocamento nel territorio delloStato, di cui allarticolo 11-bis del decreto-legge 30 settembre1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre1983, n. 649, e successive modificazioni, sono esenti dalle impostesui redditi purche il fondo o il soggetto incaricato della gestionesia sottoposto a forme di vigilanza prudenziale. Le ritenute operatesui redditi di capitale sono a titolo definitivo. Non si applicano leritenute previste dai commi 2 e 3 dellarticolo 26 del d.P.R. 29settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni, sugli interessi edaltri proventi dei conti correnti e depositi bancari, e le ritenutepreviste dai commi 3-bis e 5 del medesimo articolo 26 e dallarticolo26-quinquies del predetto decreto nonche dallarticolo 10-ter dellalegge 23 marzo 1983, n. 77, e successive modificazioni. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 97Modifiche al decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, nonche al decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 1. Al fine di dare attuazione al Regolamento (CE) n. 44/2009 delConsiglio del 18 Dicembre 2008, recante modifica al Regolamento (CE)n. 1338/2001 del Consiglio del 28 giugno 2001 che definisce talunemisure necessarie alla protezione delleuro contro la falsificazione,alla Decisione 2010/14 della Banca centrale europea del 16 settembre2010 relativa ai controlli di autenticita ed idoneita dellebanconote denominate in euro ed al loro ricircolo, nonche alRegolamento (UE) n. 1210/2010 del Parlamento europeo e del Consigliodel 15 dicembre 2010, relativo alla autenticazione delle monetemetalliche in euro e al trattamento delle monete non adatte alla
  • 88. circolazione ed al fine di adeguare lordinamento nazionale a quellodellUnione europea, al decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409,sono apportate le seguenti modificazioni: a) larticolo 8 e sostituito dal seguente: "Art. 8 - (Gestione e distribuzione al pubblico di banconote emonete metalliche in euro). 1. I gestori del contante si assicurano de llautenticita edellidoneita a circolare delle banconote e delle monete metallichein euro che intendono rimettere in circolazione e provvedonoaffinche siano individuate quelle false e quelle inidonee allacircolazione. 2. Agli effetti della presente sezione, per gestori del contante siintendono le banche e, nei limiti della loro attivita di pagamento,le Poste Italiane S.p.A., gli altri intermediari finanziari eprestatori di servizi di pagamento nonche gli operatori economiciche partecipano alla gestione e alla distribuzione al pubblico dibanconote e monete metalliche, compresi: a) i soggetti la cui attivita consiste nel cambiare banconote omonete metalliche di altre valute; b) i soggetti che svolgono attivita di custodia e/o trasporto didenaro contante di cui allart. 14, comma 1, lettera b), del Decretolegislativo 21 novembre 2007, n. 231, limitatamente alleserciziodellattivita di trattamento del denaro contante; c) gli operatori economici, quali i commercianti e i casino, chepartecipano a titolo accessorio alla gestione e distribuzione alpubblico di banconote mediante distributori automatici di banconotenei limiti di dette attivita accessorie. 3. Le verifiche sulle banconote in euro, previste al comma 1, sonosvolte conformemente alla Decisione della Banca Centrale Europea(ECB/2010/14) del 16 settembre 2010 e successive modificazionirelativa ai controlli di autenticita ed idoneita delle banconotedenominate in euro ed al loro ricircolo. Le verifiche sulle monetemetalliche in euro, previste al comma 1, sono svolte conformementealla normativa europea e, in particolare, al Regolamento (CE) n.1338/2001, come modificato dal Regolamento (CE) n. 44/2009 e dalRegolamento (UE) n. 1210/2010. 4. I gestori del contante ritirano dalla circolazione le banconotee le monete metalliche in euro da essi ricevute riguardo alle qualihanno la certezza o sufficiente motivo di credere che siano false ele trasmettono senza indugio, rispettivamente, alla Banca dItalia eallIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato. 5. I gestori del contante, nei limiti delle attivita indicate alcomma 2, ritirano dalla circolazione le banconote e le monetemetalliche in euro da essi ricevute che risultano inidonee allacircolazione ma che non risultano sospette di falsita e necorrispondono il controvalore al portatore. Le banconote e le monetemetalliche sono trasmesse, rispettivamente, alla Banca dItalia e alCentro nazionale di analisi delle monete - CNAC, presso lIstitutoPoligrafico e Zecca dello Stato. La corresponsione del controvalore delle banconote che risultanoinidonee alla circolazione in quanto danneggiate o mutilate esubordinata al rispetto dei requisiti previsti dalla Decisione dellaBanca Centrale Europea 2003/4 del 20 marzo 2003. La corresponsione del controvalore delle monete metalliche cherisultano inidonee alla circolazione in quanto danneggiate esubordinata al rispetto dei requisiti previsti dalla normativaeuropea e, in particolare, al Regolamento (UE), n. 1210/2010. Inrelazione a quanto previsto dellarticolo 8, paragrafo 2, delRegolamento (UE) n. 1210/2010, le monete metalliche in euro nonadatte alla circolazione che siano state deliberatamente alterate osottoposte a procedimenti aventi il prevedibile effetto di alterarlenon possono essere rimborsate.
  • 89. 6. Al "Centro nazionale di analisi delle monete - CNAC" pressolIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato, di cui allelencopubblicato dalla Banca Centrale Europea nella GUCE del 19 luglio 2002C 173/02, sono attribuiti i compiti e le funzioni di cui alRegolamento (UE) n. 1210/2010 e specificatamente: - ricezione delle monete metalliche in euro sospette di esserecontraffatte e di quelle non adatte alla circolazione; - effettuazione dei test di cui allarticolo 5 del Regolamento (UE)n. 1210/2010, sulle apparecchiature per il trattamento delle monetemetalliche in euro; - effettuazione dei controlli annuali di cui allarticolo 6,paragrafi 2 e 6 del Regolamento (UE) n. 1210/2010; - formazione del personale in conformita alle modalita definitedagli Stati membri. 7. La Banca dItalia puo effettuare ispezioni presso i gestori delcontante al fine di verificare il rispetto degli obblighi previstidalla Decisione della Banca Centrale Europea (ECB/2010/14) del 16settembre 2010 e successive modificazioni, dal presente articolo edalle disposizioni attuative del medesimo, con riferimento allebanconote in euro. Per lespletamento dei controlli nei confronti deigestori del contante sottoposti a vigilanza ispettiva del Corpo dellaGuardia di Finanza ai sensi dellart. 53, comma 2, del decretolegislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni, laBanca dItalia puo avvalersi, anche sulla base di appositiprotocolli dintesa alluopo stipulati, della collaborazione delpredetto Corpo, che esegue gli accertamenti richiesti con i poteri adesso attribuiti per laccertamento dellimposta sul valore aggiunto edelle imposte sui redditi, nellambito delle risorse um ane,finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente. Gliispettori possono chiedere lesibizione di documenti e gli atti cheritengono necessari, nonche prelevare esemplari di banconoteprocessate al fine di sottoporle a verifica presso la Banca dItalia;in tal caso il soggetto ispezionato ha diritto di far presenziare unproprio rappresentante alla verifica. 8. Il Ministero delleconomia e delle finanze, la Banca dItalia,il "Centro nazionale di analisi delle monete - CNAC" e le altreautorita nazionali competenti, di cui al decreto 26 settembre 2002,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, Seriegenerale, n. 271 del 19 novembre 2002, stipuleranno appositiprotocolli dintesa al fine di coordinare le attivita di cui agliarticoli 8 ed 8-bis del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.409,come modificati e integrati dal presente articolo. 9. La Banca dItalia e il Ministero delleconomia e delle finanze,nellambito delle rispettive competenze sulle banconote e monetemetalliche in euro, emanano disposizioni attuative del presentearticolo, anche con riguardo alle procedure, allorganizzazioneoccorrente per il trattamento del contante, ai dati e alleinformazioni che i gestori del contante sono tenuti a trasmettere,nonche, relativamente alle monete metalliche in euro, alle misurenecessarie a garantire la corretta attuazione del Regolamento (UE) n.1210/2010. Le disposizioni emanate ai sensi del presente comma sonopubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 10. In caso di violazione delle disposizioni di cui alla Decisionedella Banca Centrale Europea (ECB/2010/14) del 16 settembre 2010 esuccessive modificazioni, al Regolamento (CE) n. 44/2009 delConsiglio del 18 dicembre 2008, recante modifiche al Regolamento (CE)n. 1338/2001 del Consiglio del 28 giugno 2001, al Regolamento (UE) n.1210/2010 del Parlamento e del Consiglio del 15 dicembre 2010, alpresente articolo, nonche delle disposizione attuative di cui alcomma 9, la Banca dItalia e il Ministero delleconomia e dellefinanze, nellambito delle rispettive competenze sulle banconote emonete metalliche in euro, applicano, nei confronti dei gestori del
  • 90. contante, una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 adeuro 50.000. Per le sanzioni erogate dalla Banca dItalia si applica,in quanto compatibile, larticolo 145 del Decreto legislativo 1°settembre 1993, n. 385, cosi come modificato dal Decreto legislativo2 luglio 2010, n. 104. 11. Qualora, nel corso di unispezione, la Banca dItalia individuicasi di inosservanza delle disposizioni di cui alla Decisione dellaBanca Centrale Europea (ECB/2010/14) del 16 settembre 2010 esuccessive modificazioni, al presente articolo, nonche delledisposizioni attuative di cui al comma 9, richiede al gestore delcontante di adottare misure correttive entro un arco di tempospecificato. Finche non sia stato posto rimedio allinosservanzacontestata, la Banca dItalia puo vietare al soggetto in questionedi rimettere in circolazione il taglio o i tagli di banconoteinteressati. In ogni caso, il comportamento non collaborativo delgestore del contante nei confronti della Banca dItalia in relazionea unispezione costituisce di per se inosservanza ai sensi delpresente articolo e delle relative disposizioni attuative. Nel casoin cui la violazione sia dovuta a un difetto del tipo diapparecchiatura per il trattamento delle banconote, cio puocomportare la sua cancellazione dallelenco delle apparecchiatureconformi alla normativa pubblicato sul sito della Banca CentraleEuropea. 12. Le violazioni delle disposizioni di cui alla Decisione dellaBanca Centrale Europea (ECB/2010/14) del 16 settembre 2010 esuccessive modificazioni, al presente articolo, nonche delledisposizione attuative di cui al comma 9, da parte di banche o dialtri intermediari finanziari e prestatori di servizi di pagamentosono valutate dalla Banca dItalia per i profili di rilievo che essepossono avere per lattivita di vigilanza. 13. In caso di violazioni delle disposizioni di cui alla Decisionedella Banca Centrale Europea (ECB/2010/14) del 16 settembre 2010 esuccessive modificazioni, al presente articolo, nonche delledisposizioni attuative di cui al comma 9a , da parte di gestori delcontante diversi da quelli previsti al comma 12, la Banca dItalia eil Ministero dellEconomia e delle finanze, nellambito dellerispettive competenze sulle banconote e monete metalliche in euro,informano lautorita di controllo competente perche valutiladozione delle misure e delle sanzioni previste dalla normativavigente. 14. Fermo restando quanto previsto ai precedenti commi, la BancadItalia pubblica sul proprio sito internet i provvedimenti di rigoreadottati nei confronti dei gestori del contante per linosservanzadel presente articolo o delle disposizioni attuative del medesimo." b) dopo larticolo 8 sono aggiunti i seguenti: "Art. 8-bis. - (Disposizioni concernenti la custodia dellebanconote e delle monete metalliche in euro sospette di falsita). 1. La Banca dItalia mantiene in custodia le banconote in eurosospette di falsita ritirate dalla circolazione ovvero oggetto disequestro ai sensi delle norme di procedura penale fino alla lorotrasmissione allAutorita competente. 2. In deroga a quanto previsto al comma 1, la Banca dItaliatrasmette, nei casi previsti dal Regolamento (CE) n. 1338/2001 comemodificato dal Regolamento (CE) n. 44/2009, le banconote di cui alcomma 1 alle altre Banche Centrali Nazionali, alla Banca CentraleEuropea e ad altre istituzioni ed organi competenti dellUnioneeuropea. 3. La Banca dItalia informa preventivamente lAutoritaGiudiziaria della trasmissione delle banconote ai sensi del comma 2quando la trasmissione concerne tutte le banconote in euro incustodia nonche quando le verifiche cui la trasmissi one efinalizzata possono determinare la distruzione di tutte le banconotecustodite che presentano le medesime caratteristiche di
  • 91. falsificazione. 4. Dal momento della trasmissione eseguita in conformita ai commi2 e 3, con riferimento alle banconote trasmesse, non si applicanoalla Banca dItalia le disposizioni nazionali che obbligano ilcustode a conservare presso di se le cose e a presentarle a ognirichiesta dellautorita giudiziaria. Se e disposta la restituzi oneagli aventi diritto di banconote gia trasmesse ai sensi dei commi 2e 3, delle quali non e stata riconosciuta la falsita in giudizio,la Banca dItalia mette a disposizione degli aventi diritto limportoequivalente. 5. Alla Banca dItalia non e dovuto alcun compenso per la custodiadelle banconote in euro sospette di falsita e la medesima non etenuta a versare cauzione per la custodia di banconote oggetto disequestro penale. 6. Le competenze e le funzioni svolte dalla Banca dItalia inrelazione alle banconote sospette di falsita, di cui ai commi da 1 a5 del presente articolo, sono esercitate dall Istituto Poligrafico eZecca dello Stato quando si tratta di monete metalliche, fermo quantogia previsto dallarticolo 1 della legge 20 aprile 1978 n.154 edallarticolo 8 della presente legge. 7. Con decreto del Ministro della Giustizia possono essere emanatedisposizioni per lapplicazione dei commi precedenti e per il lorocoordinamento con le vigenti norme in materia penale e processualepenale, sentita la Banca dItalia e il Ministero dellEconomia edelle finanze con riguardo, rispettivamente, alle banconote e allemonete metalliche in euro. Il decreto e pubblicato nell a GazzettaUfficiale della Repubblica Italiana. Art. 8-ter. - (Segreto dufficio). 1. Le notizie, le informazioni e i dati in possesso delle autoritapubbliche in ragione dellesercizio dei poteri previsti nellapresente sezione sono coperti dal segreto dufficio anche neiconfronti della pubblica amministrazione e possono essere utilizzatidalle predette autorita soltanto per le finalita istituzionali adesse assegnate dalla legge. Il segreto non puo essere oppostoallautorita giudiziaria quando le informazioni richieste sianonecessarie per le indagini o per i procedimenti relativi a violazionisanzionate penalmente.". 2. Allarticolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, comemodificato dalla legge di conversione 24 novembre 2006, n. 286, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) il comma 152 e sostituito dal seguente: "152. I gestori del contante trasmettono, per via telematica, alMinistero dellEconomia e delle finanze i dati e le informazionirelativi al ritiro dalla circolazione di banconote e di monetemetalliche in euro sospette di falsita, secondo le disposizioniapplicative stabilite dal Ministero delleconomia e delle finanze conprovvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della RepubblicaItaliana.". b) il comma 153 e sostituito dal seguente: "153. In caso di violazione del comma 152 del presente articolo odelle disposizioni applicative del medesimo comma, al ge store delcontante responsabile e applicabile la sanzione amministrativapecuniaria fino ad euro 5.000. La competenza ad applicare la sanzionespetta al Ministero delleconomia e delle finanze - Dipartimento delTesoro.". c) dopo il comma 153 aggiungere il seguente: "153-bis. Fino allentrata in vigore delle disposizioni applicativedi cui al comma 152, continuano ad applicarsi le vigenti disposizioniin materia di inoltro al Ministero delleconomia e delle finanze didati e informazioni.". 3. Allattuazione del presente articolo si provvede senza nuovi omaggiori oneri a carico del bilancio dello Stato e le amministrazionicompetenti provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie
  • 92. disponibili a legislazione vigente. Capo III Altre misure di armonizzazione Art. 98 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso d ella suapubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana esara presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti diosservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi 24 gennaio 2012 NAPOLITANO Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delleconomia e delle finanze Passera, Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasportiVisto, il Guardasigilli: Severino