Dall’ Arte alla Produzione, il caso cittadellarte.it Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro par...
Primo capitolo <ul><li>Opportunità e minacce della globalizzazione  per la piccola media impresa italiana, le nuove sfide....
Focus sul servizio, sulla garanzia, sul significato associato  a quella marca, con quei  colori e quella forma.   Innovazi...
Limiti della piccola impresa italiana: <ul><li>Funziona solo dove le innovazioni e gli investimenti che servono per portar...
temi principali <ul><li>Apertura delle catene del valore del modello di impresa distrettuale a livello globale </li></ul><...
La globalizzazione cambia tutto <ul><li>Oggi la maggior parte dei circuiti cognitivi ha natura globale (non solo locale) <...
Il globale sarà bello e progressivo, ma il territorio è la base della quotidianità su cui si costruisce l’identità. La del...
-  IL MERCATO GLOBALE   (che consente la divisione del lavoro tra aree a diversa dotazione di fattori)  Nuove frontiere de...
Necessità di un percorso che metta insieme la  possibilità di  sfruttare i vantaggi delocalizzativi con  le  dinamiche di ...
Il trend di apertura globale delle imprese è certo anche se non rapido; l’apertura, nella maggioranza dei casi, si è concr...
Linee guida Le singole imprese dovrebbero stare, in parallelo, su due percorsi: quello emergente nella rete sfruttando tut...
Il dominio di competenze in campo manifatturiero ha rappresentato la leva di successo delle piccole e medie imprese (made ...
la necessità di ricostruire una rete di rapporti di fiducia  in ottica manageriale ,  decidere per un solido investimento ...
Elementi per uno Sviluppo vincente La presenza di una  domanda qualificata  che possa stimolare l’offerta La creatività de...
Innovazione(1) <ul><li>Da tipo tradizionale  a processo interattivo </li></ul><ul><li>coinvolge soggetti prima periferici ...
Innovazione(2) Vantaggio  competitivo  specifico sistema flessibile, creativo, veloce nelle intuizioni e nelle risposte es...
Creatività IERI : creatività tecnica VS creatività estetica OGGI :  si va verso la convergenza:i prodotti “tecnici” acquis...
Innovazione creativa Visione del territorio in chiave rinnovata: non più solo luogo di accumulazione di conoscenze special...
Esempio  : IL   DESIGN Enfatizzazione della  dimensione estetica ed artistica del prodotto  che riflette un universo simbo...
“ Vivere bene” = innovare “ Ciò che davvero fa crescere l’economia è l’innovazione, e non semplicemente la presenza di att...
la cultura è alla base della catena del valore e pertanto non è tanto la cultura ad aver bisogno del distretto, ma in un c...
In uno scenario nel quale la capacità competitiva si lega sempre  di più all’orientamento all’innovazione, il ruolo della ...
genera sull’impresa una ricaduta di valori, di garanzia, di responsabilità sociale e di affidabilità  che favoriscono l’av...
la nuova economia non  passa solo dal web e dai bit ma anche e soprattutto  da una nuova  cultura. La co- progettazione no...
SECONDO CAPITOLO La possibilità d’incontro tra il mondo dell’arte e della cultura con quello della produzione, supporti di...
<ul><li>superamento di ogni contingente limite umano e di ogni determinazione materiale, o tensione verso un ideale (Baroc...
necessità di un legame tre “i due mondi” , “completa consapevolezza del mondo” da parte dell’ uomo-manager non più fredda ...
l’arte può suggerire riflessioni e pratiche innovative rispetto alle logiche economiche dominanti si all’importanza del pa...
Contributi autorevoli: Rullani  … <ul><li>capitalismo comunicativo   condivisione e l’interazione comunicativa per creare ...
Contributi autorevoli: Bettiol   <ul><li>la modernità non è affatto finita! ora però si accoglie la cultura e le differenz...
Contributi autorevoli: Micelli,  reti comunicative  e  comunità   <ul><li>Comunità: realtà privilegiate di aggregazione do...
Le comunità epistemiche di pratiche e valori comuni l’interazione di molte persone  che condividono  emozioni  Più capacit...
Condizioni: <ul><li>la comunità locale deve credere in se stessa e al proprio processo evolutivo; </li></ul><ul><li>deve d...
Il luogo ideale di sviluppo: il distretto <ul><li>riconosce nel  territorio  il suo nuovo collante organizzativo, cioè nel...
<ul><li>Bellandi e Sforzi : attitudine all’innovazione data dal confronto tra professionalità diverse nello stesso process...
<ul><li>l’opportunismo è disincentivato, </li></ul><ul><li>i costi di coordinamento tipici della grande impresa eliminati,...
La cultura e i distretti <ul><li>importantissima in un distretto poichè rappresenta il principale mediatore che riproduce ...
Il distretto culturale (1) un sistema, territorialmente delimitato, di relazioni che integra il processo di valorizzazione...
<ul><li>Idiosincratico : bene culturale prodotto dai distretti . </li></ul><ul><li>La creazione, dipende dalla trasmission...
<ul><li>La cultura  serbatoio infinito di simboli, significati, conoscenze tacite e non, che possono rappresentare la chia...
Il distretto culturale (3) <ul><li>Condizioni:   </li></ul><ul><li>imprenditori sensibili ad obiettivi culturali, strategi...
Cultura: agente catalitico Il ruolo strategico della cultura e dell’arte  viene considerato  nella capacità di generare cr...
TERZO CAPITOLO Visione personale sull’argomento, esempio concreto dato dalla Fondazione Pistoletto- Cittadellarte e dalla ...
La mia personale posizione si incentrerebbe di più sul ruolo delle persone piuttosto che delle istituzioni, sul ruolo dell...
concreto sviluppo di un distretto culturale   Nasce nel 1996 come organismo attivo di  Progetto Arte  (del 1994) dell’arti...
&quot;artista sponsor del pensiero” Nuovo ruolo dell'artista: un ruolo di partecipazione diretta e responsabile nelle dina...
Il nome e la forma   una grande fucina, in cui la creatività costituisce il punto di incrocio tra i diversi settori.   ha ...
nucleo primario che si divide in nuclei diversi(Uffizi) con uguale l’impegno di trasformazione sociale responsabile. Ogni ...
Cellula primaria di Cittadellarte è  UNIDEE-Università  delle Idee ,  sistema culturale collegato con le attività di Citta...
La grafica del logo è viva, pronta ad evolvere nel tempo, così come Cittadellarte è pronta a trasformarsi in relazione agl...
L’area mediterranea è assunta a simbolo, punto focale per indagare le problematiche che nascono dalla convivenza di differ...
Il manifesto Arte Impresa, sviluppi   Dimostrazione di come l’arte può essere stimolo alla produzione e come il contesto s...
dalla collaborazione tra il club dei Distretti Industriali italiani a seguito del  Manifesto Arte e Impresa.  Il progetto ...
Collaborazioni Con  Illy Caffè : Nel 2003   per la 50° Biennale di Venezia, Illycaffè ha presentato Illymind e la Fondazio...
Collaborazioni e Iniziative Seminario “ Zone di contatto ”  iniziativa volta a valorizzare il territorio nella sua partico...
La novità del lavoro consiste nello scambio  fra il mondo dell’arte e quello delle competenze  più tecniche: quello che in...
L'attività di Cittadellarte porta a Venezia, nell'isola di San Servolo il messaggio ideale e pratico del Terzo Paradiso, l...
“ la creatività non è, in assoluto, un’istanza positiva ma che può rivelarsi fonte di distruzione, così come la scienza pu...
CONCLUSIONI Se in precedenza, il mondo artistico ed imprenditoriale venivano considerati universi diametralmente opposti, ...
Esistono valide prospettive di spazi comuni caratterizzati da una forte propensione all’innovazione e allo sviluppo ricorr...
Considerando tutto questo con quanto spiegato dall’artista Pistoletto, e con il concreto sviluppo di un’idea che in incipi...
Presentazione del distretto produttivo biellese a San Servolo
Il calcetto, opera di Pistoletto Il tavolo speccchiato rappresentante il mare Mediterraneo
Questa tesi si può trovare integralmente su tesionline.it Per qualunque chiarmento: ilariapap@virgilio.it
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  1. 1. Dall’ Arte alla Produzione, il caso cittadellarte.it Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno; perché? Perché gli altri non lo hanno vissuto. Johann Wolfgang Göethe Tesi triennale Paparella Ilaria
  2. 2. Primo capitolo <ul><li>Opportunità e minacce della globalizzazione per la piccola media impresa italiana, le nuove sfide. </li></ul>“ una montatura per occhiali appena uscita da una fabbrica del distretto bellunese d’occhiali viene pagata dal distributore, che l’acquista, una cifra – diciamo 7 euro – che è 10 volte inferiore a quella, 70 euro, che , qualche mese dopo, sarà pagata dal consumatore acquistando lo stesso occhiale presso il suo ottico di fiducia. Se poi quella montatura è griffata da un grande nome della moda il suo prezzo al consumo raddoppia ulteriormente.” Rullani, La fabbrica dell’immateriale perché 63 euro di differenza?Come appropriarsene?
  3. 3. Focus sul servizio, sulla garanzia, sul significato associato a quella marca, con quei colori e quella forma. Innovazione del design Creazione di prototipi inconsueti ed innovativi conoscenza della domanda, capire e interpretare i bisogni ancora inespressi Tutto sta nel significato immateriale di un prodotto La “persona” vuole essere stimolata alla riflessione, al gioco, alla sperimentazione, vuole essere stupita, sorpresa, trovare sul mercato quel qualcosa che soddisfa una sua esigenza che aveva ma che non sapeva come soddisfarla
  4. 4. Limiti della piccola impresa italiana: <ul><li>Funziona solo dove le innovazioni e gli investimenti che servono per portare avanti la crescita sono alla portata della singola persona o della singola (piccola) impresa Nessun disegno guida! </li></ul><ul><li>Problemi che riguardano: </li></ul><ul><li>Mobilitazione di mezzi e competenze a larga scala </li></ul><ul><li>Investimenti a lungo termine </li></ul>
  5. 5. temi principali <ul><li>Apertura delle catene del valore del modello di impresa distrettuale a livello globale </li></ul><ul><li>Evoluzione del modello distrettuale nel suo complesso </li></ul><ul><li>Rinnovamento delle politiche a sostegno dell’internazionalizzazione e dell’innovazione </li></ul>Vantaggi (minor costo del lavoro, vantaggi fiscali, agevolazioni burocratiche) Svantaggi (trasferimento della propria conoscenza = conocorrenza) Cambiamenti del sistema produttivo territoriale a seguito della internazionalizzazione delle imprese leader
  6. 6. La globalizzazione cambia tutto <ul><li>Oggi la maggior parte dei circuiti cognitivi ha natura globale (non solo locale) </li></ul><ul><li>circolazione internazionale della scienza, riduzione delle barriere commerciali e lo sviluppo universale dell’ ICT </li></ul><ul><li>Il sistema chiuso di divisione del lavoro rischia di non funzionare più </li></ul>Apertura, delocalizzazione L’impresa deve far valere le sue “ buone idee” in questa ormai illimitata “arena competitiva”. il modo in cui i singoli vivono la modernità e il suo dinamismo (con angoscia e senso di alienazione?). la difesa dell’identità collettiva fattori
  7. 7. Il globale sarà bello e progressivo, ma il territorio è la base della quotidianità su cui si costruisce l’identità. La delocalizzazione diventa un processo di trasferimento di modelli e pratiche produttive che sono in realtà trasferimenti di conoscenze e saperi fondativi dei propri vantaggi competitivi = più competizione Nuova divisione del lavoro internazionale che tenga conto delle specificità locali La Delocalizzazione PRO CONTRO piccole-medie imprese hanno portato attività ad altra intensità di lavoro in paesi contraddistinti da manodopera e costi limitati. Iniziativa di alcune imprese leader, di allargamento fuori dal contesto locale e di focalizzazione su attività specifiche (design, comunicazione, innovazione) per ri-configurare il proprio modello d’impresa restando ancorate al proprio territorio. Es: Luxottica e Diesel
  8. 8. - IL MERCATO GLOBALE (che consente la divisione del lavoro tra aree a diversa dotazione di fattori) Nuove frontiere dell’ innovazione estetico comunicativa e dell’investimento relazionale. (Qui la propagazione è più lenta che nella manifattura) - LE GRANDI MULTINAZIONALI che si stanno organizzando con estese linee di out sourcing (mettono insieme i vantaggi del mercato globale con quelli della concentrazione della finanza e del potere di comando) protagonisti del post fordismo con cui il distretto deve competere Reti pluri territoriali per investire nel core business rilocalizzazione di attività Problema di trasposizione delleconoscenze (es tessile, manifatturiero…)
  9. 9. Necessità di un percorso che metta insieme la possibilità di sfruttare i vantaggi delocalizzativi con le dinamiche di crescita e valorizzazione del patrimonio di competenze e conoscenze dell’impresa distrettuale (Beccatini) Le politiche dell’internazionalizzazione devono saldarsi con quelle per l’innovazione. Oggi però incertezza strategica (Pierluigi Ciocca,2003: problema di crescita dell’economia italiana, alcuni problemi riguardano proprio la tecnologia, R&D, capacità di innovare, apertura all’estero…)
  10. 10. Il trend di apertura globale delle imprese è certo anche se non rapido; l’apertura, nella maggioranza dei casi, si è concretizzata attraverso un ampliamento dei fornitori esteri Osservatorio TeDIS “ Reti e nuove tecnologie per la piccola e media impresa ”, promossa dal Formez Necessità di un’attenta valorizzazione delle specializzazioni dei territori ed un loro sviluppo attraverso nuove politiche di supporto che consentano di preservare, rinnovando, il modello delle piccole- medie imprese L’ indagine auspica un miglioramento dei processi manageriali di coordinamento sia della singola impresa verso l’estero e sia tra imprese in un ottica di valorizzazione e di sostenimento del territorio che possa così essere capace di fornire servizi terziari alle sue aziende e di auto- promuoversi verso l’esterno .
  11. 11. Linee guida Le singole imprese dovrebbero stare, in parallelo, su due percorsi: quello emergente nella rete sfruttando tutte le potenzialità delle nuove tecnologie, e quello generato dalle scelte del vertice. Non dovrebbe essere eterodiretto da impulsi provenienti dalla rete ma essere in grado di controllare propria complessità interna equilibri dati dalle più svariate interazioni della supply chain La potenzialità comunicativa ed interattiva delle nuove tecnologie sancisce la fine dell’isolamento comunicativo del consumatore (Micelli 1998) Per recuperare senso MENO DELEGA ALLE TECNOSTRUTTURE E PIU’ CONDIVISIONE, MENO SISTEMI ESPERTI E PIU’ CONOSCENZA DIFFUSA
  12. 12. Il dominio di competenze in campo manifatturiero ha rappresentato la leva di successo delle piccole e medie imprese (made in Italy) focalizzazione sul prodotto difficile separare “testa” e “braccia” dell’impresa fabbrica non più solo luogo di produzione ma laboratorio permanente di sperimentazione e apprendimento Rullani detta due prospettive di rinnovamento dei sistemi locali: - trasformare le sue reti locali in reti trans locali; - saper utilizzare, in tutti i segmenti della catena del valore, i vantaggi e i servizi del mercato globale e delle imprese multinazionali, stabilendo con loro uno scambio che porti a dividersi il lavoro in base alle rispettive capacità.
  13. 13. la necessità di ricostruire una rete di rapporti di fiducia in ottica manageriale , decidere per un solido investimento in coordinamento e in competenze relazionali. I sistemi locali devono aprirsi nello sviluppo di una rete di relazione tra più territori per specializzarsi nel core business ricorrendo per il resto all’out sourcing abbassando i costi in certe parti del circuito e riallocando le attività nelle aree a basso costo del lavoro. Ogni azienda tende a difendere gelosamente la propria autonomia ed a diffidare delle altre grande difficoltà nello scambio d’informazioni e nella condivisione di conoscenze e di tecnologie che possono generare un valido processo di innovazione. E’ necessario in ottica strategica , decidere modi e forme di divisione del lavoro capendo le aree e le risorse locali da salvaguardare e sviluppare
  14. 14. Elementi per uno Sviluppo vincente La presenza di una domanda qualificata che possa stimolare l’offerta La creatività del territorio , cioè la capacità di creare idee che consentano all’impresa di essere competitiva L’innovazione, come processo multilocale e multi personale La qualità della vita La presenza di un’attività terziaria radicata in un territorio
  15. 15. Innovazione(1) <ul><li>Da tipo tradizionale a processo interattivo </li></ul><ul><li>coinvolge soggetti prima periferici </li></ul><ul><li>si enfatizza il contesto d’uso </li></ul><ul><li>è distribuita tra imprese e utilizzatori </li></ul><ul><li>Settori: desig, moda, prodotti per la casa </li></ul>SI “ASCOLTA” LA DOMANDA!!! occorre una gran disponibilità di immaginazione creativa, è per questo che un'azienda “deve puntare alla ricerca di talenti, in modo particolare giovani, liberi da scherni obsoleti e soprattutto dagli aborriti modelli basati sul progresso incrementale. Più che norme da applicare, ci sono opportunità da cogliere” ( Renzo Rosso , fondatore di Diesel). E innovare soprattutto nella concezione del business , nell'individuare qualche modo nuovo di soddisfare un bisogno del cliente.
  16. 16. Innovazione(2) Vantaggio competitivo specifico sistema flessibile, creativo, veloce nelle intuizioni e nelle risposte esplorare nuove possibilità di conoscenza, esperienza, comunicazione ancora lontane dall’essere inglobate della scienza e della tecnologia e per questo replicabili da altri sono necessarie esperienze esplorative finalizzate ad innovare e non solo a riprodurre un codice imposto. velocizzazione del ciclo diviene un mezzo per partecipare a processi di apprendimento collettivo, catturando le “esternalità” cognitive che provengono da altre aziende. bisogna interagire con la domanda con i centri di crazione estetica e con le catene commerciali globali
  17. 17. Creatività IERI : creatività tecnica VS creatività estetica OGGI : si va verso la convergenza:i prodotti “tecnici” acquistano più sensibilità estetica e i prodotti estetici si fanno più funzionali> DESIGN la capacità continua di produrre idee, non solo di tipo tecnico: creativo è chi scopre nuovi modi di pensare e di agire.(competenza interna trasferibile che riguarda anche le aziende) fluidità flessibilità originalità manager: animatore dei suoi collaboratori . Nei distretti industriali la creatività è riconducibile all’interazione tra pratiche produttive, buon gusto, competenze e capacità professionali specifiche accessibili solo a livello locale.
  18. 18. Innovazione creativa Visione del territorio in chiave rinnovata: non più solo luogo di accumulazione di conoscenze specializzate e di relazioni sociali qualificare, ma propulsore creativo, sede per elaborazione di nuove forme o idee!!! COLLABORAZIONE, CONDIVISIONE <ul><li>Elementi che contribuiscono ad incrementare l’attività creativa: </li></ul><ul><li>Sviluppo di nuovi spazi della creatività </li></ul><ul><li>Valorizzazione di figure professionali emergenti </li></ul><ul><li>Definizione di nuove tecnologie produttive </li></ul><ul><li>Investimento in innovazione tecnologica (Geox) </li></ul><ul><li>Attrazione di persone creative </li></ul>Florida(2002).saggio sulla classe creativa marketing “ creativo”
  19. 19. Esempio : IL DESIGN Enfatizzazione della dimensione estetica ed artistica del prodotto che riflette un universo simbolico -In entrambe le sue dimensioni ( semantica e tecnologica ) è importante per la sua capacità di di differenziare i codici espressivi e gli universi semantici disponibili. -Medium di tendenze, mode e nuovi modelli di consumo elaborati da segmenti della domanda Nato come fenomeno di nicchia, il binomio estetica-design rappresenta una originalità del made in Italy Gli oggetti di design riescono a comunicare tutta la loro carica progettuale, il loro essere espressione di un’attività volta allo studio delle funzioni senza trascurare l’aspetto estetico, aggiungendo pathos, emozione, polisensualismo al mondo delle merci.
  20. 20. “ Vivere bene” = innovare “ Ciò che davvero fa crescere l’economia è l’innovazione, e non semplicemente la presenza di attività economiche. Ma l’innovazione dipende dalla creatività individuale, e gli individui creativi hanno bisogno di una scena culturale vivace per il loro sviluppo intellettuale e per il loro stesso stile di vita” Denise Montgomery, direttore esecutivo del Colorado Business Committee for the Arts “ La competizione oggi ha a che fare con la capacità di attrarre gli innovatori, e con la capacità di stimolare il potenziale creativo del proprio sistema locale. Per ottenere questo scopo, gli investimenti in arte e cultura,intesi in senso ampio, sono estremamente importanti”. Richard Florida, professore di sviluppo economico a Carnegie Mellon Esempi concreti: cittadina austriaca di Linz, città si St Luis, di Liverpool e molti altri in uno stadio embrionale.
  21. 21. la cultura è alla base della catena del valore e pertanto non è tanto la cultura ad aver bisogno del distretto, ma in un certo senso è il distretto ad aver bisogno della cultura COMPONENTI ESSENZIALI: - differenziazione del proprio prodotto (in termini di qualità, ma soprattutto di significati e appagamento); - riconoscibilità di questa particolarità in un bacino molto vasto di potenziali clienti . Sacco: I significati ricercati esigono che le radici culturali di base siano identificabili e valorizzabili ma in una forma nuova: in modo che sia possibile ibridarle creativamente con altri idee nuove, magari anche lontane o apparentemente ostili all’origine.
  22. 22. In uno scenario nel quale la capacità competitiva si lega sempre di più all’orientamento all’innovazione, il ruolo della cultura è sempre più quello di operare come agente sinergico che fornisce agli altri settori del sistema produttivo contenuti, strumenti, pratiche creative, valore aggiunto in termini di valore simbolico ed identitario. territorio: non più solo luogo di accumulazione di conoscenze tecniche specializzate ma anche come propulsore creativo, luogo di fioritura di nuove idee e di nuovi valori .
  23. 23. genera sull’impresa una ricaduta di valori, di garanzia, di responsabilità sociale e di affidabilità che favoriscono l’avvicinamento con il consumatore e la costruzione di valore in termini d’immagine per vincere le nuove sfide poste dal crescente orientamento all’innovazione. Necessità di sviluppare dei ‘moduli distrettuali culturali” per continuare a governare la propria capacità di coesione sociale interna per sviluppare pratiche produttive e creative per difendere la propria identità di prodotto e il valore dagli attacchi delle nuove economie emergenti orientali non è tanto la cultura ad aver bisogno di un sistema di imprese, ma è il sistema di imprese ad aver bisogno della cultura Investire in cultura
  24. 24. la nuova economia non passa solo dal web e dai bit ma anche e soprattutto da una nuova cultura. La co- progettazione non va interpretata secondo una logica di mkg one to one , ma come collaborazione che sta alla base della sua esistenza Cruciale sviluppare una intelligenza terziaria radicata sul territorio che alimenti la crescita di nuove professioni e imprese culturali facendo da interfaccia tra manifattura locale e funzioni commerciali globali (linee guida di Bettiol e Rullani)
  25. 25. SECONDO CAPITOLO La possibilità d’incontro tra il mondo dell’arte e della cultura con quello della produzione, supporti di autori qualificati. Distretti culturali come luogo d’incontro
  26. 26. <ul><li>superamento di ogni contingente limite umano e di ogni determinazione materiale, o tensione verso un ideale (Barocco, Titanismo, Romanticismo) </li></ul><ul><li>opera d’arte oggetto separato dalla realtà, non interviene nei legami tra le persone </li></ul><ul><li>L’artista persona estranea a canoni logici e razionali, - essere “vicino agli Dei”( mondo classico); - uomo da rispettare e da ammirare (Michelangelo, Donatello e Leonardo) - genio ribelle </li></ul><ul><li>solitudine del loro mondo creativo e profondità del loro mondo interiore. </li></ul><ul><li>logiche razionali e matematiche di profitto evitando commistioni con estetica, etica, “emozione”, impegno civile. </li></ul><ul><li>Produttore, manager abile nella specificità esclusiva del proprio lavoro; visione di freddo calcolatore concentrato solo nella performance aziendale. </li></ul><ul><li>L’ approccio taylorista (netta separazione tra progettazione ed esecuzione dei compiti, separazione tra coloro che organizzano l'attività produttiva e coloro che la svolgono). </li></ul>ARTE PRODUZIONE Da sempre i mondi dell’arte e delle produzione sono stati fortemente divisi e quasi sempre fermamente contrapposti, ciascuno con una propria visione del mondo e una propria razionalità.
  27. 27. necessità di un legame tre “i due mondi” , “completa consapevolezza del mondo” da parte dell’ uomo-manager non più fredda conoscenza parcellizzata, ma globale mondo sempre più interrelato, complicato e confuso Bisogna saper cogliere idee e stimoli nuovi anche se logicamente distanti dal proprio lavoro. E’ il sapere, degli scienziati e degli esecutivi, formale e informale, trasferibile e di contesto, il requisito di successo decisivo per le organizzazioni La persona nella sua integrità diventa il perno fondamentale delle organizzazioni nella nuova economia della conoscenza
  28. 28. l’arte può suggerire riflessioni e pratiche innovative rispetto alle logiche economiche dominanti si all’importanza del patrimonio artistico e culturale come fonte di attrazione per turisti ed operatori economici. cultura come agente catalitico per la produzione Ma anche e soprattutto
  29. 29. Contributi autorevoli: Rullani … <ul><li>capitalismo comunicativo condivisione e l’interazione comunicativa per creare valore economico. </li></ul><ul><li>recupero aspetti pre-moderni: capitalismo familiare, comunità locali, artigianato, produzione flessibile e valori tradizionali. </li></ul><ul><li>nuova modernità: ragione divenuta dialogica, non più solo astrattiva </li></ul><ul><li>dalla quantità alla qualità, dalla massa alle singole persone, dallo standard alla differenza. Necessità di fornire singolarità e differenza a costi decrescenti. </li></ul><ul><li>cultura riserva di esperienze, significati, metodi, valori che la produzione economica non può non considerare </li></ul><ul><li>modernità comunicativa ed estetica che tenta di recuperare l’intensità del mondo; vincente soltanto se costruisce linguaggi e comunità capaci di espandersi oltre il luogo di origine organizzandosi secondo la nuova economia delle reti. </li></ul>
  30. 30. Contributi autorevoli: Bettiol <ul><li>la modernità non è affatto finita! ora però si accoglie la cultura e le differenze culturali all’interno di una ragione divenuta processuale. </li></ul><ul><li>Il cliente paga per il significato che collega all’oggetto acquistato e per l’esperienza che esso rende realizzabile. I simboli rimandano, attraverso un codice identificativo, ad oggetti, situazioni, persone cui sono convenzionalmente associati. </li></ul><ul><li>L’oggetto non vale più per le sue prestazioni tecniche ma per il suo significato simbolico e comunicativo. </li></ul><ul><li>L’esperienza, sia di produzione, sia di consumo diviene un modo per esplorare il mondo e se stessi </li></ul>Cultura punto principale di partenza. E’ la cultura, in quanto identità generata e riprodotta collettivamente, a dare senso al lavoro e ad attribuire significato al consumo.
  31. 31. Contributi autorevoli: Micelli, reti comunicative e comunità <ul><li>Comunità: realtà privilegiate di aggregazione dove l’esperienza del virtuale si salda a quella della corporeità, mettono in relazione le persone e offrono un senso condiviso dell’agire economico e sociale </li></ul><ul><li>distinguono rispetto alla massa, e permettono ai consumatori che ne fanno parte di esprimere idee, valori ed emozioni a partire dalle loro esperienze all’interno di specifici contesti culturali e sociali. </li></ul>sviluppo di una sensibilità estetico- culturale che sostiene la propagazione di costumi, tendenze , correnti artistiche, oltre la semplice e meccanica riproduzione culturale e che generano novità, differenziazione, innovazione. la cultura (radici identitarie e arte/creatività) può inserirsi nell’ambito della produzione di un particolare luogo.
  32. 32. Le comunità epistemiche di pratiche e valori comuni l’interazione di molte persone che condividono emozioni Più capacità e meno rischio ad innovare Possibilità di accogliere piccole serie di natura transitoria Spill overs e Esternalità cognitive Processi di apprendimento collettivo Velocizzazione dei cicli produttivi Appartenenza di varie imprese alla stessa comunità
  33. 33. Condizioni: <ul><li>la comunità locale deve credere in se stessa e al proprio processo evolutivo; </li></ul><ul><li>deve difendere la propria identità collettiva </li></ul><ul><li>deve essere aperta, dinamica e ricettiva a tutti gli stimoli provenienti dall’esterno </li></ul><ul><li>Ma soprattutto bisogna puntare sui significati e sui simboli </li></ul>I simboli rimandano, attraverso un codice identificativo, ad oggetti, situazioni, persone cui sono convenzionalmente associati. Il valore non sta più nelle prestazioni, che ormai qualsiasi prodotto riesce a garantire, ma si disloca nei significati .
  34. 34. Il luogo ideale di sviluppo: il distretto <ul><li>riconosce nel territorio il suo nuovo collante organizzativo, cioè nel ricco capitale sociale e nella conoscenza tacita. </li></ul><ul><li>l’organizzazione industriale passa dalla gerarchia alla rete che fa interagire tante energie decentrate riducendo l’integrazione verticale. </li></ul><ul><li>presenza dell’ interdipendenza tra gli attori, dell’ industrial atmosphere, di una distribuzione delle specializzazioni di filiera , di un continuum di transazioni che favoriscono la trasmissione delle informazioni. </li></ul><ul><li>Riesce a generare un apprendimento condiviso che porta alla produzione di nuova conoscenza. </li></ul>piccole imprese indipendenti, geograficamente localizzate, che cooperano tra loro e possono organizzare la produzione in modo efficiente, grazie ai flussi di economie esterne che derivano dall’insieme di conoscenze, valori, persone e istituzioni caratterizzanti la società e il territorio all’interno della quale il distretto si colloca. ( Marshall, Becattini )
  35. 35. <ul><li>Bellandi e Sforzi : attitudine all’innovazione data dal confronto tra professionalità diverse nello stesso processo produttivo. </li></ul><ul><li>Rullani: creazione di conoscenza e sua circolazione </li></ul><ul><li>Porter :vantaggio competitivo localizzato(lo sviluppo di un paese passa attraverso la nascita e lo sviluppo di forme distrettuali, cluster) . </li></ul><ul><li>Visione marshalliana : processo di crescita endogena, adattamento alle variabili condizioni di mercato, orientamento all’innovazione tecnologica e alla condivisione delle informazioni. </li></ul>Tutto questo risente della creatività e delle idee manifestate in diversi settori ma soprattutto della loro fertilizzazione incrociata . APPORTI:
  36. 36. <ul><li>l’opportunismo è disincentivato, </li></ul><ul><li>i costi di coordinamento tipici della grande impresa eliminati, </li></ul><ul><li>la contrattazione assume una modalità relazionale </li></ul><ul><li>si sviluppa una sorta di fertilizzazione incrociata </li></ul><ul><li>C’è una diffusa coscienza del fatto che la guerra non si può vincere da soli: è il distretto stesso, non la singola impresa, che va considerata (Coopetition) </li></ul>creazione di una ‘cultura di distretto’ che agisce da elemento unificante e stimolatore del circolo virtuoso di sviluppo e ne allarga i benefici all’intera comunità del posto che cresce in simbiosi con il distretto di cui fa parte, traducendosi nelle conoscenze e nei comportamenti condivisi, assorbiti e ripetuti che caratterizzano l’ homo Distrectualis . (Sacco)
  37. 37. La cultura e i distretti <ul><li>importantissima in un distretto poichè rappresenta il principale mediatore che riproduce il sapere e il saper fare legando la base materiale alle forme virtuali che esprimono il patrimonio immateriale del luogo </li></ul>È comunque una scelta o contingenza da salvaguardare e sviluppare . la sfida non considera solo le grandi città d’arte, ma riguarda potenzialmente tutti i sistemi locali il distretto stesso può rappresentare il luogo ideale di produzione e distribuzione della cultura nel senso di attività finalizzata ad una espressione artistica e alla produzione di sensi e significati autonomi.
  38. 38. Il distretto culturale (1) un sistema, territorialmente delimitato, di relazioni che integra il processo di valorizzazione delle dotazioni culturali, sia materiali che immateriali, con le infrastrutture e con gli altri settori produttivi che a quel processo sono connesse. cluster di attività obiettivo progettuale, risultato di una specifica azione di policy . <ul><li>Santagata : sottolinea il ruolo delle istituzioni che guidano l’avvio e lo sviluppo della formula distrettuale </li></ul><ul><li>Valentino : afferma “..deve assumere forma istituzionale dando un corrispettivo organizzativo al modello di sviluppo che intende attuare”. </li></ul><ul><li>Marshall componente essenziale del distretto: ambiente sociale. </li></ul>
  39. 39. <ul><li>Idiosincratico : bene culturale prodotto dai distretti . </li></ul><ul><li>La creazione, dipende dalla trasmissione di conoscenze e dall’esperienza individuale in un sistema di informazioni che è allo stesso tempo libero di circolare ma circoscritto all’interno di una comunità </li></ul><ul><li>Affinché si abbia una forma efficace e sostenibile di organizzazione distrettuale culture-based, è indispensabile integrare le quattro forme di distretto culturale da lui individuate: </li></ul><ul><li>- Il distretto culturale industriale </li></ul><ul><li>- Il distretto culturale istituzionale </li></ul><ul><li>- Il distretto culturale museale </li></ul><ul><li>- Il distretto culturale metropolitano </li></ul>La lezione di Santagata : idiosincrasia e distretti culturali Sacco ha quindi poi dichiarato l’indispensabile necessità di integrare profondamente le quattro forme di distretto culturale studiate,
  40. 40. <ul><li>La cultura serbatoio infinito di simboli, significati, conoscenze tacite e non, che possono rappresentare la chiave di volta per una vittoriosa nascita e rinascita dei contesti locali. </li></ul>Il distretto culturale (2) La produzione culturale, è in grado di comunicare valori!!! Nei distretti culturali i prodotti sono frutto di un’alta specializzazione e legati ad un luogo, ad una comunità e alle sue tradizioni. Ciò viene a far parte del cosiddetto capitale culturale “un vantaggio che prende corpo, ruota attorno e produce valori culturali in aggiunta ai contenuti economici che possiede” (Throsby, 2000).
  41. 41. Il distretto culturale (3) <ul><li>Condizioni: </li></ul><ul><li>imprenditori sensibili ad obiettivi culturali, strategia volta all’innovazione, </li></ul><ul><li>presa di coscienza delle reali potenzialità del proprio patrimonio culturale, </li></ul><ul><li>capacità di agire in rete con nuove e vecchie istanze culturali, approccio aperto nei confronti dell’esterno, </li></ul><ul><li>presenza di istituzioni che possano facilitare e incentivare sviluppi innovativi su base culturale </li></ul><ul><li>la possibilità di impiego di spazi per implementare la produzione e la manifestazione artistica, </li></ul><ul><li>la presenza di istituzioni educative che formino personale di eccellenza nelle nuove professionalità culturali tecnologiche. </li></ul>Quando si hanno tutte queste condizioni, le attività culturali acquistano un naturale valore sociale e produttivo, e le attività produttive ad alto valore culturale concorrono in modo decisivo alla definizione dell’identità collettiva e del capitale simbolico del sistema locale stesso.
  42. 42. Cultura: agente catalitico Il ruolo strategico della cultura e dell’arte viene considerato nella capacità di generare creatività, vivacità, immaginazione e intuizione, come fattore per migliorare la qualità della vita, e soprattutto, economicamente parlando, come vantaggio cruciale per lo sviluppo di opportunità esclusive e incomparabili il processo produttivo di un bene artistico porta a sempre ulteriore conoscenza, ricerca ed innovazione sia sotto l’aspetto intangibile della creazione propria, sia sotto l’aspetto prettamente tangibile sperimentazione di nuove tecnologie, materiali, forme di comunicazione, che possono essere utilizzati nei più disparati settori e all’interno dei più svariati processi di produzione.
  43. 43. TERZO CAPITOLO Visione personale sull’argomento, esempio concreto dato dalla Fondazione Pistoletto- Cittadellarte e dalla 51°esposizione d’arte della Fondazione alla Biennale di Venezia- Isola di San Servolo
  44. 44. La mia personale posizione si incentrerebbe di più sul ruolo delle persone piuttosto che delle istituzioni, sul ruolo della passione piuttosto che delle regole e del ruolo della creatività degli individui. Pur riconoscendo la sostanzialità di interventi programmatici e istituzionali, credo che il vero motore di interventi così innovativi è il cuore delle persone, il sapersi ritrovare intorno ad un tavolo (magari il tavolo di Michelangelo Pistoletto, come sarà spiegato in seguito) con la stessa voglia di cambiare il mondo, sapendo dispiegare il massimo delle loro energie.
  45. 45. concreto sviluppo di un distretto culturale Nasce nel 1996 come organismo attivo di Progetto Arte (del 1994) dell’artista Michelangelo Pistoletto , ha sede nella città di Biella in un opificio dismesso , il Lanificio Trombetta. Secondo l’idea che l'arte è l'espressione più sensibile ed integrale del pensiero e l'artista deve prendere su di sé la responsabilità di mettere in comunicazione tutte le istanze del tessuto sociale. Cittadellarte - Fondazione Pistoletto L'arte così smette la sua eterna veste platonica per assumere una identità fattiva e a contatto con le cose. La creatività quindi non diventa più unicamente appannaggio degli artisti, e non si riferisce più soltanto all’opera d’arte ma si sviluppa nell’ambito di una partecipazione attiva tra tutti soggetti del tessuto collettivo.
  46. 46. &quot;artista sponsor del pensiero” Nuovo ruolo dell'artista: un ruolo di partecipazione diretta e responsabile nelle dinamiche sociali. L’artista deve dialogare con il sistema globale economico (responsabile di creare e mantenere squilibri mondiali) La responsabilità dell’arte :“ di fondare i nuovi principi di un’armonia che coinvolge l’estetica e l’etica comune; un’armonia in grado di ricondurre a una proporzione “classica” tutti gli elementi che compongono la struttura sociale”. Arte come “ progetto di avvicinamento e congiunzione di tutto ciò che è reciso e spinto verso distanze contrapposte”
  47. 47. Il nome e la forma una grande fucina, in cui la creatività costituisce il punto di incrocio tra i diversi settori. ha l’intento di portare la creatività, quindi l’arte, ad interagire direttamente e a integrarsi con ogni ambito del tessuto sociale.. cittadella città dell’arte Spazio circoscritto in cui si realizzano progetti artistici con uno stretto legame con il territorio Apertura dinamica e complessa verso la realtà esterna di un luogo che si pone come punto di incontro di artisti e creativi L’attività intersettoriale della Fondazione si configura come modello culturale esemplare a dimensione internazionale Cittadellarte +
  48. 48. nucleo primario che si divide in nuclei diversi(Uffizi) con uguale l’impegno di trasformazione sociale responsabile. Ogni nucleo costituisce un ufficio autonomo, ma interconnesso con tutti gli altri. Politica – amare le differenze Arte – al centro di una trasformazione sociale responsabile Economia – traduzione dei valori, da monetari a umani Filosofia – un pensiero basato sull’incontro e la coesistenza degli opposti Lavoro – motivazione Produzione – ogni prodotto assume responsabilità sociale educazione comunicazione religione progetti di creazione per uffici sulla scienza, la filosofia, l’ecologia, il nutrimento, il diritto e lo sport
  49. 49. Cellula primaria di Cittadellarte è UNIDEE-Università delle Idee , sistema culturale collegato con le attività di Cittadellarte . Richiama il termine Università, essendo luogo virtuale di comunicazione e scambio tra i saperi e problematiche dalle differenti discipline. Luogo di ripensamento, di confronto, di studio e di ricerca che si incentra sulle capacità creative di ogni persona a tutti i livelli della collettività. MANYDEE : piattaforma di lavoro on line dedicata alla collaborazione ideativa e alla realizzazione di nuovi progetti proposti da Cittadellarte; prototipo di attività relazionale nel progetto di rete della trasformazione che unisce membri UNIDEE. ha l’intento di produrre civiltà
  50. 50. La grafica del logo è viva, pronta ad evolvere nel tempo, così come Cittadellarte è pronta a trasformarsi in relazione agli sviluppi e agli orientamenti dei propri Uffizi. Perché gli artisti devono superare il limite di ciò che chiamiamo il “prodotto artistico”, per essere attivi in tutte le situazioni e in tutti i luoghi del mondo. Perché la responsabilità dell’arte è di mettere in evidenza il contrasto tra il progresso tecnologico e i sistemi dogmatici tradizionali, offrendo alla coscienza un nuovo modo di vedere Il logo questo logo vuole produrre energia civile!!! Si tratta di un’ opera produttiva continua che va fatta insieme dalle più disparate figure professionali, opera a cui l’artista dà il nome di civiltà.
  51. 51. L’area mediterranea è assunta a simbolo, punto focale per indagare le problematiche che nascono dalla convivenza di differenti sistemi socio-culturali, estese poi ben oltre i limiti del bacino del Mediterraneo. Love Difference è un movimento artistico aperto e partecipativo nato dall’ufficio politica che sviluppa progetti e piattaforme di dialogo sulla multiculturalità attraverso una rete di pater multinazionali. L'arte acquisisce valenza politica nel momento in cui attiva una componente partecipativa tra le persone e stimola una riflessione critica e autocritica sulla società contemporanea Il “simbolo” di quest’Ufficio è un tavolo specchiato creato dall’artista Pistoletto con la forma del Mare Mediterraneo e circondato da sedie tipiche dei Paesi che il mare tocca.
  52. 52. Il manifesto Arte Impresa, sviluppi Dimostrazione di come l’arte può essere stimolo alla produzione e come il contesto specifico locale e tradizionale, possa divenire agente catalitico per il mondo produttivo. progetto con I Distretti Industriali Il Club dei Distretti Industriali è nato per raccogliere, divulgare e dare unità all’eredità culturale dei Distretti e collabora con Cittadellarte per la definizione culturale del prodotto italiano ” Il prodotto italiano mette la persona al centro della società” di Michelangelo Pistoletto sottolinea l’importanza culturale dei Distretti ai quali viene attribuita una missione: rendere il prodotto italiano eccellente anche la per qualità di vita che offre. Il manifesto è scaturito da considerazioni sull’opportunità di aprire un’iniziativa che congiunga le energie produttive dei Distretti all’attività creativa di Cittadellarte.
  53. 53. dalla collaborazione tra il club dei Distretti Industriali italiani a seguito del Manifesto Arte e Impresa. Il progetto Italia in persona viene ad essere una grande mostra itinerante che tocca sia l’ Italia che l’estero <ul><li>Offre a livello locale e globale il senso di nuovi valori umani, </li></ul><ul><li>coinvolge l’intero tessuto distrettuale in iniziative per sviluppare una forte qualificazione culturale del tipico prodotto italiano. </li></ul>qualità ben più necessarie per lo scambio interculturale e per l’avvicinamento tra popolazioni che non il criterio uniformante dell’economia globale Chiusura del Manifesto : l’impresa italiana è una missione culturale. Progetto Italia in persona valori dei distretti: pluralità, singolarità e differenza, i soli che possono far vincente un’impresa nella omologazione globale.
  54. 54. Collaborazioni Con Illy Caffè : Nel 2003 per la 50° Biennale di Venezia, Illycaffè ha presentato Illymind e la Fondazione ha presentato il progetto Love Difference, Illy presenta Illy caffè nel mondo e la tazzina firmata da Michelangelo Pistoletto con la forma specchiata del bacino del Mediterraneo (“continente liquido che unisce tra loro tanti paesi”). I deabiella ha invitato Cittadellarte a progettare l’allestimento della 51° fiera di tessuti per abbigliamento maschile a Cernobbio ; presentato il progetto “ Ce n’est qu’une impression” di Laurent Barnavon, creativo di Manydee che ha voluto collegare la creatività contemporanea col saper fare e con le conoscenze dei vecchi artigiani. Rapporti di collaborazione con le aziende Novacoop e CoopLombardia : aziende che si avvicinano ai principi della Fondazione in un approccio al mercato che rispetta il consumatore, la qualità dei prodotti e che incentiva l'educazione al consumo.
  55. 55. Collaborazioni e Iniziative Seminario “ Zone di contatto ” iniziativa volta a valorizzare il territorio nella sua particolarità nell’ambito delle attività dell’Ecomuseo biellese , punta al recupero dei luoghi e delle relazioni interpersonali locali; ha portato alla creazione di una mappa di comunità condivisa. Collaborazione con la ditta Ermenegildo Zegna che offre una borsa di studio ogni anno. Per il 2005 andrà ad un artista cinese nell’ambito dell’evento “ international meeting between authonomuos cultural centres”. La Filatura di Grignasco della Grignasco Group , una delle principali aziende manifatturiere italiane per la produzione di filati. In essa Cittadellarte elabora corsi di formazione sulla creatività (progetto “Creatività sul posto di lavoro”) L’idea di un’ Università Nomade dove l’arte stimola la nascita di un innovativo Managment e di una sensibilità culturale comune; l’università permette agli studenti, di accrescere la propria formazione, superando i rischi di chiusura connessi alle specializzazioni.
  56. 56. La novità del lavoro consiste nello scambio fra il mondo dell’arte e quello delle competenze più tecniche: quello che interessa, non è tanto la realizzazione di un’utopia quanto piuttosto la costruzione di nuove possibilità grazie alla tensione immaginativa propria dell’arte. L’intuizione, l’immaginazione, la creatività dell’arte possono toccare e forse dischiudere dimensioni in genere irraggiungibili.
  57. 57. L'attività di Cittadellarte porta a Venezia, nell'isola di San Servolo il messaggio ideale e pratico del Terzo Paradiso, l’isola accoglie la missione di &quot;ispirare un cambiamento responsabile nella società attraverso idee e progetti creativi&quot; portata avanti da Michelangelo Pistoletto “ l'isola non è soltanto una realtà geografica ma anche simbolica: nell'immaginario collettivo viene a sintetizzare temi e miti che l'arte ha sempre rappresentato ”; San Servolo diventa “ l'isola interiore che custodisce i tesori dell'essere, dell'avere, del volere e del sapere ”. Achille Bonito Oliva L’isola interiore: l’arte della sopravvivenza, IL TERZO PARADISO
  58. 58. “ la creatività non è, in assoluto, un’istanza positiva ma che può rivelarsi fonte di distruzione, così come la scienza può essere di grande aiuto ma può anche creare notevoli danni” “ l'accoppiamento fertile tra il primo e il secondo paradiso. Il primo è il Paradiso Terrestre, regolato dall’ intelligenza naturale; il secondo è il Paradiso creato dall’uomo grazie agli sviluppi dalla scienza(…) ciò ha portato ad un mondo artificiale che continua a crescere deteriorando sempre di più il pianeta naturale; la necessità di sopravvivenza umana richiede quindi di dare una decisa virate alle prospettive di progresso finora seguite ” Il Terzo Paradiso L’artista vuole pensare ad un progetto globale che scongiuri il pericolo di una collisione fra queste sfere: ciò si può fare solo quando l'intelligenza umana trova i modi per convivere con l'intelligenza della natura
  59. 59. CONCLUSIONI Se in precedenza, il mondo artistico ed imprenditoriale venivano considerati universi diametralmente opposti, oggi una vasta gamma di collaborazioni sembra privilegiare le possibilità di interazione tra le due parti, fino a raggiungere sovrapposizioni ibridanti il mercato dell’arte sviluppa obiettivi concreti all’interno del sistema economico. L’opera d’arte non è più considerata solo nel suo aspetto estetico ma anche e soprattutto come interessante forma di comunicazione ed investimento immateriale, agente catalitico per la creazione di energie innovative
  60. 60. Esistono valide prospettive di spazi comuni caratterizzati da una forte propensione all’innovazione e allo sviluppo ricorrendo alla fertilizzazione incrociata L’impresa può diversificarsi e avvicinarsi ai propri interlocutori in una nuova veste: come soggetto attento ai mutamenti sociali e alle nuove esigenze culturali. L’obiettivo è di trovare una sintesi tra emozione e regola definendo una forma di interrelazione significativa e soprattutto non strumentale tra il mondo dell’arte e quello della produzione.
  61. 61. Considerando tutto questo con quanto spiegato dall’artista Pistoletto, e con il concreto sviluppo di un’idea che in incipit poteva apparire utopistica (l’unione del mondo dell’arte con quello della produzione in Cittadellarte), il cerchio si chiude e ci porta ad affermare che probabilmente è proprio questa la via da seguire per uno sviluppo, sicuramente proficuo da un punto di vista economico, ma soprattutto vincente da un punto di vista umano, cioè in grado di creare legami tra le persone, concretezza e passione per la vita.
  62. 62. Presentazione del distretto produttivo biellese a San Servolo
  63. 63. Il calcetto, opera di Pistoletto Il tavolo speccchiato rappresentante il mare Mediterraneo
  64. 64. Questa tesi si può trovare integralmente su tesionline.it Per qualunque chiarmento: ilariapap@virgilio.it

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