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Discorso tesi
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Discorso tesi

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Questo documento è da integrare con la presentazione sul ruolo della donna nella pubblicità.

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  • 1. DISCORSO- DIAPOSITIVA1-- DIAPOSITIVA 2-Il tema che ho voluto affrontare è quello della discriminazione femminile nei media, in particolarenella pubblicità e nella televisione.La decisione di analizzare la figura femminile, soprattutto lutilizzo del suo corpo nei media, èscaturita dalla grave condizione generale della donna italiana e dalle scomode situazione a cui essaè sottoposta quotidianamente.A mio avviso ,infatti, è arrivata al limite della tolleranza la modalità in cui viene presentata limmagine del ruolo femminile nella TV e nella pubblicità, in quanto lede nel profondo la donnacome persona.- DIAPOSITIVA 3-Ho cercato di comprendere le cause e origini di questa grave situazione, indagando nello stessotempo relativamente alle motivazioni per cui tutto questo sia oggi considerato “normalità”, inoltre,ho cercato di capire il motivo per cui si è giunti a questo disagio e come fare per combatterlo.Una delle prime domande che mi sono posta è stata: Cè stata unevoluzione o uninvoluzione delruolo della donna, e , in particolare, nella pubblicità?- DIAPOSITIVA 4-La mia analisi inizia dai primi anni Cinquanta, in cui il ruolo della donna era socialmente eculturalmente definito come quello della casalinga, e, quindi, così espresso anche nelle pubblicità.Questultime utilizzavano ancora un linguaggio pudico, ad esempio al Carosello non erano concessitermini che al giorno doggi risulterebbero banalissimi. Tra i valori intaccabili vi erano quelli delmatrimonio e della famiglia, i quali erano anche gli argomenti principali della pubblicità.I valori rappresentati sottolineavano i diversi ruoli tradizionali della donna-moglie-casalinga edelluomo forte e lavoratore. In questepoca, in cui sfociava a pieno il consumismo, era il generefemminile il principale destinatario dei messaggi pubblicitari.Si trattava di inserzioni che riguardavano loggetto del progresso, soprattutto nel campodellindustria, delloggettistica, del materiale per la pulizia della casa, nel campo deglielettrodomestici, insomma in tutti campi che si pensava fossero unicamente riservati alla donna.- DIAPOSITIVA 5-Il primo cambiamento, del ruolo della donna nelle pubblicità, lo notiamo negli anni Settanta,periodo di grandi mutamenti dal punto di vista sociale.Le pubblicità in cui presenziano le donne non sono più ristrette alla cerchia della vendita deiprodotti casalinghi, ma le vediamo protagoniste in altri tipi di annunci, che prima erano riservati adun pubblico solamente maschile, come ad esempio nella vendita di automobili, di prodotti bancari odi alcolici.Le donne assumo nuovi ruoli emancipatori, ma allo stesso tempo rimangono ancora costanti levisioni tradizionaliste della donna come casalinga e devota alla famiglia.- DIAPOSITIVA 6-Nel periodo successivo, gli anni Ottanta, in cui proseguono i grandi cambiamenti politici e sociali,cambiano le leggi e la visione collettiva della donna, e ciò permette al genere femminile diassumere maggiore potere nel campo lavorativo e maggiore libertà individuale. Gli spotrispecchiano fedelmente lo stile di vita di questo periodo. Sono questi, infatti, gli anni in cui perpromuovere qualcosa bisogna proporre scorci di vita da cui trapeli benessere e piacere di vivere. Ledonne si vestono da uomo (alla “Anna Oxa”) oppure mostrano scaldamuscoli e calze a retestrappate stile “Madonna”. Questi stili erano così importanti a quei tempi che fossero presenti nellepubblicità, perché inducevano la donna ad immedesimarsi nella ragazza presente sui manifesti.Alla fine del secolo la donna sembra apparire come la protagonista della pubblicità, ma in realtà eraun oggetto passivo della visione maschile.In questi ultimi anni del XX secolo progredisce la crescita degli spot e pubblicità con allusioni
  • 2. sessuali, incentrate sempre più sul corpo della donna, usato come mero oggetto erotico.- DIAPOSITIVA 7-Nella società di oggi si tende a svalutare le capacità femminili, relegando la donna ad oggettosessuale e utilizzando il corpo della stessa a scopo pubblicitario per renderne il prodotto piùappetibile agli occhi dello spettatore, secondo logiche di marketing ancora sotto monopoliomaschile.- DIAPOSITIVA 8-Sin da piccole, noi donne, siamo abituate ad osservare uno stereotipo mediatico di femmina a tutticomune, spesso anche tramite i giocattoli (es. Barbie).Questo stereotipo è ormai così assunto nel quotidiano, al punto che le giovani ragazze di oggi,reputano “normale” intraprendere una “carriera” come veline, vallette, ecc.(se inserisci sul motore di ricerca internet, google, la parola letterine, appaiono le ragazze e non lelettere).- DIAPOSITIVA 9-Tali attività vengono intraprese dalle giovani, soprattutto, per la loro funzionalità nellassicurareallindividuo, in questo caso alla donna, un immediato e garantito successo televisivo e quindi, poi,sociale ed economico.Questo atteggiamento superficiale trova motivazione dal fatto che rappresenta lunicaidentificazione per una donna e lunico ruolo femminile trasmesso dai media, in particolare dallatelevisione e dalla pubblicità.Il successo femminile non è correlato al talento della persona, bensì all estetica e in particolare allabellezza, che rappresenta, perciò ,la caratteristica basilare.I modelli femminili rappresentati nelle televisioni e nei media subiscono tutti linfluenza di un unicofilo conduttore: la donna deve essere bella per piacere alluomo e non a se stessa, quindi deve esseredisponibile e seducente, ed è in questi suoi aspetti che deve essere apprezzata.- DIAPOSITIVA 10-Nella pubblicità i ruoli della donna sono molteplici, ma definiti dallo stesso e unico canone dibellezza e seduzione. La donna seduce, con sguardi, atteggiamenti, ma soprattutto con il corpo, ed èquestultimo ad essere sempre in primo piano, ed è sempre questultimo che è oggetto di slogan a dirpoco agghiaccianti.- DIAPOSITIVA 11&12-(Come possiamo notare questi due cartelloni pubblicitari riportano due esempi di slogan davverodiscriminatori e soprattutto offensivi: “montami a costo zero”, “fidati te la do gratis” , “scopriti”, “Vesuvio ed Etna, mai stai così vicini”, “che ne dici delle scarpe?”, “lunico bianco che preferisco”).Lutilizzo del corpo femminile per rendere il prodotto più appetibile è ormai usato in ogni campodella pubblicità. Se possiamo giustificarne lutilizzo del corpo nudo per vendere dellintimo, nonpossiamo assolutamente rimanere indifferenti alla denigrazione del corpo delle donna quando vieneassociato ad un macchina, moto, birra, superalcolico, orologio, gioiello, insomma a qualsiasioggetto che non ha nessuna inerenza con una giustificata visione del corpo nudo o seminudo.Il problema principale di questo aspetto è che ormai tutto è seduzione, cè come unimposizionesociale alla donna che deve sedurre e piacere al maschio.Sono due le conseguenze sociali gravi.La prima è la retrocessione di quelli che erano i diritti e valori conquistati dalle donne negli anniSettanta (backlash), e che, queste gravi mancanze di rispetto nei confronti delle donne, sono piùevidenti in Italia. Anche negli altri paesi europei, esiste la valletta e il culto della bellezza, ma maicome in Italia, dove è questa praticamente lunica immagine femminile che trasborda dagli schermie dai cartelloni pubblicitari.La seconda grave conseguenza sociale, della discriminazione del ruolo femminile, si riversa sulladonna stessa che è ossessionata dal nuovo culto della bellezza perfetta, impossibile, e per questomotivo ricorre a qualsiasi mezzo per sentirsi bella ed accettata, persino alla chirurgia estetica.Il ruolo dei media, in Italia, è stato e continua ad essere, decisivo nella politica, cruciale nellaformazione del senso comune e nella produzione della cultura popolare. La libertà sessuale si
  • 3. rovescia in una rappresentazione della donna nella televisione italiana come oggetto sessuale, che èlì per il piacere maschile, subordinata all’uomo.Oggi, dunque, oltre ai tradizionali ruoli associati alla figura femminile, quali casalinga e madre difamiglia, è presente un altro ruolo discriminatorio, basato solo sullaspetto esteriore, che relega ladonna ad oggetto sessuale.Questo dimostra che cè stata uninvoluzione del ruolo della donna, si è passati da una libertàsessuale a pura speculazione del corpo femminile.- DIAPOSITIVA 13-I provvedimenti sociali presi per questa grave situazione sono stati davvero limitati. Ricordiamouno dei pochi casi giudicato dal Giurì offensivo, quello della birra Tinima che apportava questoslogan: “Fatti la cubana”, e al di sotto appariva una donna di colore in bikini.Sono tanti, invece, i movimenti sociali che stanno nascendo contro questa speculazione, un esempioottimale per il mio lavoro è stato il documentario e poi libro “Il corpo delle donne” di LorellaZanardo.Essi ci suggeriscono di avere un ruolo attivo e combattere quotidianamente questo fenomeno,cercando di osservare con occhi critici le immagini che ci vengono proposte, continuando a scriveredi questo argomento, partecipando agli incontri su questi temi.- D I A P O S I T I VA 1 4 -