Alberto D’Ottavi aka Hexholden


       Web 2.0
Le meraviglie della nuova Internet
Il presente volume viene rilasciato con Licenza Creative Commons Attribu-
zione – Non Commerciale – Non opere derivate Ita...
Indice




Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ix

Capitolo...
vi                                                                                             Indice

Capitolo 4 – Fotogr...
PersonalTech, collana di strumenti pratici per capire Internet, è già un
caso editoriale: per la prima volta gli autori ve...
Prefazione




Il mondo non smette di stupirci e confonderci. Ci eravamo appe-
na – o forse quasi – abituati ai cambiament...
Capitolo 1

Prima di cominciare:
(un’introduzione al Web 2.0)

Del Web 2.0 si fa un gran parlare, da un paio d’anni a ques...
2                                                             Capitolo 1

A queste due brutte immagini, “confusione” e “vi...
Prima di cominciare (un’introduzione al Web 2.0)                           3

al cuore delle software house. I dati dobbia...
4                                                            Capitolo 1

contenuto generato dagli utenti. L’esempio princi...
Prima di cominciare (un’introduzione al Web 2.0)                       5

In estrema sintesi, Cova parla di come attualmen...
6                                                             Capitolo 1

iniziatore, non è ovviamente da meno, anche se a...
Capitolo 2

Il motore di ricerca sono io



Del.icio.us
Nato nel 2003, questo sito dal buffo indirizzo (http://del.icio.
u...
8                                                                Capitolo 2


                      sembra proprio un moto...
Il motore di ricerca sono io                                             9

In Delicious l’home page cambia ogni 30 minuti...
10                                                              Capitolo 2

sistema a organizzare le informazioni in modo ...
Il motore di ricerca sono io                                            11

Estremamente utile è il fatto che si può usare...
12                                                           Capitolo 2

In attesa di un qualche sistema di rappresentazio...
Il motore di ricerca sono io                                            13

Curiosare su ciò che stanno facendo altre pers...
14                                                            Capitolo 2


Iscriversi a Delicious
Cominciare è facile: bas...
Il motore di ricerca sono io                                      15


dopo aver cliccato su questo link…          …si apr...
16                                                         Capitolo 2

dovrebbe presentarsi così:




Una volta arrivati q...
Il motore di ricerca sono io                                        17

Bene, potete ricominciare a navigare dove preferit...
18                                                            Capitolo 2

E così via. Man mano che navigate, salvate link ...
Il motore di ricerca sono io                                         19


nel titolo vi sono i link                    i l...
20                                                             Capitolo 2


qui inserire il nome del                nella ...
Il motore di ricerca sono io                                        21

Ecco come appare la pagina del network: sulla dest...
22                                                           Capitolo 2

Il prossimo passo è “link for you”: qui troverete...
Il motore di ricerca sono io                                          23


Reddit
Delicious fa parte di un movimento che n...
24                                                           Capitolo 2


Furl
Il nome di Furl (www.furl.net) deriva da “f...
Il motore di ricerca sono io                                       25


               i risultati di una ricerca all’inte...
26                                                            Capitolo 2


Checklist
Abbiamo parlato di…
v    Come curiosa...
Il motore di ricerca sono io                                           27

Pop-up: Le maledette finestrelle che si aprono ...
Capitolo3

Le notizie all’incontrario



Con Del.icio.us abbiamo visto come funziona quel che si chiama
“social bookmarkin...
30                                                        Capitolo 3


questo è il numero delle                 l’homepage...
Le notizie all’incontrario                                           31

Anche Digg ha una “tag cloud”, ma meno efficace d...
32                                                           Capitolo 3


                 i rettangolini bianchi che cado...
Le notizie all’incontrario                                           33


dopo Stack, ecco Swarm!            i cerchietti ...
34                                                            Capitolo 3

stra”. In Digg questo è più evidente, anzi è un ...
Le notizie all’incontrario                                            35


ho già diggato                                 ...
36                                                           Capitolo 3

lare l’altrui attenzione. D’altronde, se l’abbiam...
Le notizie all’incontrario                                            37


 in fondo alla pagina trovate le               ...
38                                                           Capitolo 3




       proprio vero, eccomi online, nella pagi...
Le notizie all’incontrario                                              39

In Digg niente di tutto questo. Si sta sulle p...
40                                                           Capitolo 3


tramite questi bottoni (Edit)              qui u...
Le notizie all’incontrario                                                  41


 Timidezze e privacy
  Può intimidire, o ...
42                                                              Capitolo 3


  Digg & RSS
  Digg non ha una funzione per i...
Le notizie all’incontrario                                           43


Newsvine
Newsvine (www.newsvine.com) fa ancora u...
44                                                          Capitolo 3

nella declinazione specifica del “citizen journali...
Le notizie all’incontrario                                               45

pazione può ribaltare il centro dell’informaz...
46                                                              Capitolo 3

Sì, ci sono i canali, e altri raggruppamenti “...
Le notizie all’incontrario                                           47


così si presenta             le informazioni da ...
48                                                         Capitolo 3


ecco la notizia appena                  qui il lin...
Le notizie all’incontrario                                                    49


Normalmente, infatti, se riceviamo un f...
50                                                         Capitolo 3


in alto a sx sulla barra                     nella...
Le notizie all’incontrario                                            51


dalla barra si accede a questa pagina,         ...
52                                                         Capitolo 3


L’articolo può esser salvato come “Unpublished” ci...
Le notizie all’incontrario                                              53

Sì, è vero, l’assoluta maggioranza delle notiz...
54                                                                Capitolo 3

Nonostante le differenze, dunque, risulta ut...
Le notizie all’incontrario                                              55

Matrix, che porta questo concetto all’estremo,...
Capitolo 4

Fotografia 2.0



Come abbiamo visto, in questo bizzarro Web 2.0 tutto gira attorno
allo “user-generated conte...
58                                                         Capitolo 4


Cosa fanno gli altri?
La prima cosa da fare, per e...
Fotografia 2.0                                                   59

Così si presenta la prima pagina “Explore”:


       ...
60                                                           Capitolo 4


la parte bassa della pagina                altri...
Fotografia 2.0                                                       61

no così, una volta di più, le loro qualità. Flick...
62                                                           Capitolo 4


                  il primo passo è, ovviamente,
...
Fotografia 2.0                                           63


                       potremo aggiungere
                  ...
64                                                          Capitolo 4

Se nella schermata di conferma dell’iscrizione ave...
Fotografia 2.0                                                       65

Dopo aver premuto “Upload” potremo descrivere le ...
66                                                           Capitolo 4

Per ora la pagina si presenta scarna, ma è molto ...
Fotografia 2.0                                                        67


Organizzare le foto
La nostra pagina si popola....
68                                                           Capitolo 4


da questo menu troverai l’opzione        puoi ag...
Fotografia 2.0                                                 69


 Geotagging
  Da poco Flickr ha aggiunto una novità, i...
70                                                 Capitolo 4

Pian piano la nostra pagina sta prendendo forma:


        ...
Fotografia 2.0                                                      71

…e inizia a diventare presentabile:


            ...
72                                                            Capitolo 4


Amici e gruppi
A parte gli scherzi: è ovvio che...
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Un libro che mette in guardia dai pericoli del web 2.0 e spiega come conservare la propria privacy sui social network.

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  1. 1. Alberto D’Ottavi aka Hexholden Web 2.0 Le meraviglie della nuova Internet
  2. 2. Il presente volume viene rilasciato con Licenza Creative Commons Attribu- zione – Non Commerciale – Non opere derivate Italia 2.0 Tu sei libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire o recitare l’opera alle seguenti condizioni: - Attribuzione: devi riconoscere il contributo dell’autore originario; - Non commerciale: non puoi usare quest fopera per scopi commerciali; - Non opere derivate: non puoi alterare, trasformare o sviluppare quest fopera. In occasione di ogni atto di riutilizzazione o distribuzione, devi chiarire agli altri i termini della licenza di quest fopera. Se ottieni il permesso dal titolare del diritto d’autore, è possibile rinunciare ad ognuna di queste condizioni. Le tue utilizzazioni libere e gli altri diritti non sono in nessun modo limitati da quanto sopra. Un riassunto in linguaggio accessibile a tutti del Codice Legale (la licenza integrale) è online all’indirizzo internet www.creativecom- mons.it/node/64. Per informazioni sulle licenze Creative Commons applicate a questa opera: www.rgbmedia.it/creativecommons. Copyright © ottobre 2006 – rgb srl – Milano www.rgbmedia.it ISBN: 88-6084-035-X Finito di stampare nel mese di ottobre 2006 presso Legoprint – Lavis (TN)
  3. 3. Indice Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ix Capitolo 1 – Prima di cominciare: (un’introduzione al Web 2.0). . 1 Il punto di svolta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2 Alberi e nuvole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 Le neotribù . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Oggi e domani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 Capitolo 2 – Il motore di ricerca sono io . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 Del.icio.us. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 I tag . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 Iscriversi a Delicious . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Usare Delicious . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 Reddit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23 Furl . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 Capitolo 3 – Le notizie all’incontrario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Digg.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Newsvine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 OhMyNews. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
  4. 4. vi Indice Capitolo 4 – Fotografia 2.0. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57 Flickr. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57 Snipshot . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 Phixr . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80 Capitolo 5 – Video 2.0. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81 YouTube . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83 Google Video . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92 Video 2.0: alcuni esempi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Capitolo 6 – Musica 2.0 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 L’etichetta impossibile: Pandora . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Last.FM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 108 Yahoo! Musica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127 Capitolo 7 – Sapere 2.0 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129 Wikipedia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 130 Il tuo wiki . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136 Yahoo! Answers . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 140 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 141 Capitolo 8 – Persone 2.0 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143 MySpace . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143 Linkedin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146 Buoni motivi per incontrarsi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 153 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 153 Capitolo 9 – Te lo do io il Web 2.0 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155 Ning . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 157 Checklist. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 160
  5. 5. PersonalTech, collana di strumenti pratici per capire Internet, è già un caso editoriale: per la prima volta gli autori vengono dalla rete, e sono quegli stessi lettori che per anni non hanno trovato risposte negli altri manuali. I mi- gliori blogger italiani raccontano le nuove tecnologie in modo rapido, visuale e immediato. E finalmente con un linguaggio comprensibile! L’Autore Alberto D’Ottavi, giornalista professionista, si occupa di nuove tecnologie sin dal 1989. Nella sua lunga carriera ha collaborato con la quasi totalità delle riviste hi-tech italiane. Nel tempo libero che gli resta, Alberto si tramuta in Hexholden, il coordi- natore del progetto www.infoservi.it, autorevole e aggiornatissimo blogmagazine di notizie sul fenomeno del Web 2.0. Questo libro non invecchierà mai... ...anzi, resterà sempre aggiornato proprio nel luogo che lo ha visto nasce- re: in rete. Hexholden continuerà a raccontare le meraviglie del Web 2.0 all findirizzo www.infoservi.it. Su www.rgbmedia.it troverai aggiornamenti, approfondimenti e tutorial di tutto quanto viene spiegato nel libro.
  6. 6. Prefazione Il mondo non smette di stupirci e confonderci. Ci eravamo appe- na – o forse quasi – abituati ai cambiamenti imposti dalla galassia Internet, con tutte le sue favolose diavolerie tecnologiche e quella capacità spiazzante di curvare spazi e tempi, che è arrivato il Web 2.0 a rimettere tutto in discussione. Allora, rimettiamoci in cammino: Alberto D’Ottavi in questo agile vo- lume ci porta a spasso con mano sicura per questa nuova Rete fatta di partecipazione, ovvero, in ultima analisi, di persone. Se il “primo” web è stato sostanzialmente contenuti e servizi, resi improvvisa- mente accessibili come mai era stato nella storia delle persone, ci renderemo presto conto che il secondo web è il cangiante campo di energia prodotto dagli stessi internauti, che sono a un tempo autori e utenti e, anzi, sfidano proprio nei loro termini fondamentali queste due definizioni. Si tratta, almeno per alcuni, e forse non a torto, di un ritorno alla Rete “autentica”, fatta di scambi tra i suoi attori, e non solo di file resi accessibili su di essa, siano essi pure un album musicale o un telegiornale. Chi scrive, che per lavoro si occupa di un quotidiano on-line, può aggiungere questo: vi sono grandi possibilità sotto il cielo di questa nuova Rete, che nella sua sostanziale reimpaginazione dei ruoli di produttore di contenuti/servizi e di recettore degli stessi mette in campo una mobilità – che saremmo tentati di qualificare “sociale” – di cui si sente un gran bisogno, in un momento della storia che vede fin troppo immobili troppe categorie. Marco Formento Il Secolo XIX
  7. 7. Capitolo 1 Prima di cominciare: (un’introduzione al Web 2.0) Del Web 2.0 si fa un gran parlare, da un paio d’anni a questa parte. E, come sempre capita durante le fasi di innovazione, il fenomeno è circondato più da confusione che da chiarezza. È normale. Innanzi- tutto perché la tecnologia si è sempre mossa a ondate: a lunghi pe- riodi di diffusione silenziosa di nuovi sistemi, sono seguiti momenti in cui questi sembravano diventare di massa all’improvviso. È succes- so negli ultimi anni con la fotografia digitale, e prima con il peer- to-peer, e prima ancora con l’instant messaging. Il Web 2.0 è, per Internet, uno di questi momenti in cui l’onda si fa improvvisamente visibile. Negli Stati Uniti è già successo, in Europa sta succedendo, in Italia sta cominciando. In secondo luogo la “confusione” è dovuta al fatto che la tecnolo- gia è il terreno primario della convergenza. Non è semplicemente un insieme di prodotti, come l’industria degli elettrodomestici, né un servizio (nel senso di “utility”) come quello telefonico, né pro- priamente un media, come giornali e tv. Ma è tutto questo e anche qualcosa di più, perché consente alle persone di interagire non solo con questi prodotti, servizi o informazioni, ma soprattutto tra di loro. E sono quindi le persone, sempre più spesso, a indirizzare l’industria verso sviluppi imprevisti. Questa tendenza si è resa visibile già nell’informatica: da sempre guidata dalla ricerca più avanzata, negli ultimi anni sono stati gli an- damenti di acquisto e uso a influenzare la ricerca stessa verso solu- zioni più compatte, economiche, efficaci. Internet, di questa tenden- za, è la massima espressione. Come tutti i mezzi di comunicazione, a partire dalle strade che quando si incrociano creano i presupposti per fondare una città, ciò che mette in contatto le persone genera idee, invenzioni e fenomeni imprevedibili, con una dinamica che è stata paragonata alla propagazione dei virus.
  8. 8. 2 Capitolo 1 A queste due brutte immagini, “confusione” e “virale”, preferisco piuttosto la ricchezza dell’idea di “diversità” genetica, che è ciò che assicura che il nostro corredo di geni continui a trasformarsi per adattarsi all’ambiente, propagando le specie. Ed è quindi mettendo insieme uno spirito d’indagine da antico na- turalista con un moderno approccio pratico e orientato all’uso, che è nato questo libro. Nelle prossime pagine troverete delle tangibili guide visuali per usare subito le nuove applicazioni “2.0”, contor- nate dal tentativo di chiarire quali ne siano i principi ispiratori. Che si possono sintetizzare in due aspetti: tecnici e sociali. Come ben illustrato dall’inventore del termine, l’editore ed esperto di tecnologie Tim O’Reilly. Il punto di svolta Il documento che ha ufficialmente sancito l’inizio del Web 2.0 risale al 30 settembre del 2005, ed è quindi piuttosto recente. Il termine vuole segnare una demarcazione con la New Economy, retrospet- tivamente definita “1.0”, ritenuta limitata per i suoi eccessi finan- ziari, per una certa debolezza del modello e perché, in sostanza, si trattava di una fase del mercato che si poteva considerare conclusa. Molti erano spariti, molti erano sopravvissuti, ma soprattutto un gran numero di tecnologie continuavano a fiorire. Internet era più viva che mai, e bisogna quindi capire come si era trasformata. Ciò che, nella mia modesta opinione, è stato sottovalutato nelle discussioni che sono seguite alla pubblicazione di quell’articolo, è il suo sottotitolo: “Design patterns and business models for the next generation of software”. Dove la cosa importante, qui, è “software”. O’Reilly identifica quindi una serie di tecnologie che stavano avendo (o avevano già avuto) un enorme sviluppo: il modello peer-to-peer, la programmazione “leggera” consentita dai linguaggi di scripting e di descrizione come XML, il collegamento tra elementi consentito da RSS e, in generale, la trasformazione del software da prodotto a ser- vizio, il cui esempio principale è la ricerca in Google. Tutti questi (e altri) elementi, che vanno quindi annoverati tra le cause del Web 2.0 e non tra gli effetti, tra gli strumenti e non tra le “feature”, portano a due concetti cruciali: il web come piattaforma (o sistema operativo), e la centralità dei dati (o del database). I database sono sempre esistiti, è vero. Ma il software come siamo abituati a conoscerlo è di solito un insieme di funzioni “vuote”, de- scritte dalle API di programmazione che sono segreti ben custoditi
  9. 9. Prima di cominciare (un’introduzione al Web 2.0) 3 al cuore delle software house. I dati dobbiamo metterceli noi. Qui è il contrario: le applicazioni esistono in virtù dei loro dati (esempio Google: l’indice dei siti), e vengono messe a disposizione in forma di servizio, da sito a utente o da sito a sito. E per questo motivo le API devono essere “aperte”, visibili, accessibili a chiunque. Perché più vengono utilizzate più dati si generano. Primo ribaltamento del mondo. Così il web diventa una piattaforma, essenziale per collegare una funzione all’altra – per esempio un database di ristoranti con uno di mappe stradali. Ed è in questo modo che comincia un altro feno- meno del Web 2.0. Intanto le applicazioni, anziché monolitiche, diventano dei “mash-up”, cioè fatte con componenti prese da fonti diverse e che vengono “mischiate”. Forse un po’ azzardato, ma non improbabile, è pensare a un word processor specializzato, per esempio, per gli avvocati, senza il vocabolario giapponese né l’editor di equazioni matematiche, ma con l’accesso in tempo reale all’ultima versione del Codice Civile o della Gazzetta Ufficiale, e ad altre com- ponenti che ognuno può comporre come preferisce. E il tutto porta a un altro paradigma del Web 2.0: portare on-line l’esperienza di cui oggi usufruiamo sul desktop dei nostri computer. Bum, secondo ribaltamento del mondo. Il tutto porta a creare applicazioni aperte, collegate le une alle altre in modalità “leggere”, ben diverse dai modelli tradizionali, per esempio i web services, che richiedono metodi di programmazione rigidi e chiusi. E, se sono così, le chiavi della porta principale vengono con- segnate all’elemento più importante della Rete: le persone. Alberi e nuvole Questo titolo non deve fuorviare, non è per niente fantasioso. Uno dei grandi problemi del web 1.0 era l’organizzazione delle informa- zioni all’interno dei siti. Con una metafora semplicistica, si parlava di “alberi”: un tronco (l’home page) che si divide in rami (i canali), e così via fino alle foglie, ovvero le pagine da leggere. Un problema irre- solubile, finché non si è deciso – e sono stati Delicious e Flickr, due “campioni” del 2.0, a farlo – di rigirare il problema agli utenti. Ciascu- no poteva quindi etichettare le informazioni come preferiva (bum, di nuovo), con dei “tag”, che vengono visualizzati a nuvola. Nasce la folksonomy, perché in americano un modo amichevole per dire “le persone” è appunto “folks”. Questo è anche l’aspetto più evidente dell’altra parte essenziale del Web 2.0: l’emergenza del
  10. 10. 4 Capitolo 1 contenuto generato dagli utenti. L’esempio principe dello user-ge- nerated content è quello dei blog, che ormai hanno circa un lustro di vita. Ma gli stessi blog, tutto sommato, si può dire siano sempli- cemente qualcosa che è sempre esistito e che era in cerca di una piattaforma per esprimersi. Internet, ovviamente, è stata la risposta, e in particolare il meccanismo dei link incrociati, tra un blog e un al- tro, tra un post di un blog e un altro. Questi “permalink”, contrazione di “permanent link”, hanno trasformato il web da una piattaforma per pubblicare a una per comunicare. La relazione così non è più “verti- cale”, tra la persona e il sito, ma orizzontale, tra persona e persona, mediata da quanto uno scrive sui blog. Si è creata così una forma di comunicazione innovativa: la comunicazione di gruppo. Gruppi che si incontrano, si riconoscono e interagiscono sulla base di interessi e curiosità comuni, in Internet, ne sono sempre esistiti. Newsgroup, forum e quant’altro hanno sempre rappresentato punti d’incontro di community “specializzate”, per così dire. Ma sono sempre stati visti come nicchie, un po’ maniacali e soprattutto come generatori di “pagine viste”, più che di vero e proprio contenuto. Niente di più sbagliato. Intanto la maggior facilità d’uso degli stru- menti ha fatto sì che i contenuti che tutti produciamo, e vogliamo condividere, non siano più limitati ai messaggi di testo, ma siano completamente polimediali (per inaugurare un termine che sostitui- sca l’obsoleto “multimediali”). Facciamo foto e generiamo playlist di musica digitale, cioè le nostre compilation private, come fossimo DJ. Con i podcast possiamo addirittura produrre programmi di tipo ra- diofonico, e da sempre facciamo video di gatti o cani, dei figli, delle feste, eccetera. Ma soprattutto esprimiamo preferenze, indichiamo gusti, segnaliamo ciò che ci piace e cosa no. In sintesi, produciamo contenuto e vogliamo condividerlo. Partecipiamo. Sono quindi proprio i gruppi di nicchia, oggi, a segnare la direzione, a dirci come ci stiamo comportando ed evolvendo. Le neotribù Nel suo libro “Il marketing tribale”, Bernard Cova, professore di sociologia del consumo alla Scuola di Management di Marsiglia e visiting professor all’Università Bocconi, delinea alcuni criteri di in- terpretazione dei nuovi comportamenti sociali che, pur nati qualche anno fa come teoria di marketing, si rivelano oggi estremamente attuali ed efficaci per comprendere gli aspetti “social” del Web 2.0: partecipazione e condivisione.
  11. 11. Prima di cominciare (un’introduzione al Web 2.0) 5 In estrema sintesi, Cova parla di come attualmente sia in atto un mo- vimento, inverso rispetto ai decenni passati, di tentato ritorno verso le radici, l’autenticità, il locale. Nell’ambito di una società che defi- nisce postmoderna, segnala «un’inversione di polarità: “tradizionali” oggi sono la modernità e il progresso, mentre “moderni” sono invece la tradizione e il regresso», quest’ultimo inteso ovviamente non come “tornare indietro” ma come una riscoperta di concetti arcaici come l’appartenenza a una comunità, o, appunto, a una “tribù”. Una tribù che non è più organizzata solo in base a principi familiari, territoriali, di provenienza etnica o religiosa, né tanto meno secondo criteri di classificazione demografica classici come età, titolo di stu- dio, eccetera. Ma rappresenta invece un microgruppo sociale dove gli individui interagiscono e intrattengono tra loro legami emozionali, condividono passioni ed esperienze similari. Neotribù dalle quali si può entrare e uscire facilmente, anche più di una volta al giorno o in più di una. Una delle conclusioni di Cova, quindi, è che le aziende devono aiutare i propri “consumatori” (nel nostro caso “utenti”) a «prende- re il controllo». Che è esattamente ciò che le applicazioni Web 2.0 consentono di fare. Prendono così nuova luce le dinamiche di Rete, il “network effect”, la diffusione “virale” delle informazioni, i principi di auto-accresci- mento e auto-aiuto propri delle community (on-line ma non solo). E giungiamo a un’altra semplice considerazione: che usando le applicazioni Web 2.0, e generando contenuto, otteniamo sempre di più di quello che diamo. Pubblicando un link, una notizia, una foto o un video con un determinato tag, per esempio, potremo facilmente vedere quello che tutti gli altri utenti hanno classificato nel nostro stesso modo. Trasformandoci da spettatori ad autori, troviamo stru- menti e fonti prima impensabili per realizzare ogni nostro interesse. Oggi e domani “Del doman non v’è certezza”, se non che comincia oggi. Anzi, nel caso del Web 2.0, è già cominciato. Con le parole di Massimo Marti- ni, general manager di Yahoo! Italia: «Il fenomeno del blogging, o del social networking, nelle sue dimensioni attuali era impensabile fino a 12 mesi fa. Oggi tutti gli operatori del mercato si devono adattare». E Yahoo!, principe del web 1.0, è l’azienda che più di ogni altra ha in- vestito in questo settore, acquisendo molti dei servizi che trovate nel libro, e continua a comprare. Google, che del Web 2.0 è riconosciuto
  12. 12. 6 Capitolo 1 iniziatore, non è ovviamente da meno, anche se attualmente sembra più impegnato a fatturare con i link pubblicitari. Come dargli torto, d’altronde. Ed è proprio con gli introiti pubblicitari che si sorreggono, per ora, molte imprese 2.0, anche se sono ormai comparsi diversi modelli remunerativi. Per riprendere la metafora genetica, ci sarà sicuramente un po’ di selezione naturale, ma è certo che il Web 2.0 è qui per restare. Il primo esempio è, di nuovo, Yahoo! che, sempre secondo Martini, «ha una roadmap completamente incentrata sul 2.0», che riguarderà senz’altro anche l’Italia, dove il servizio Answers ha già raccolto un buon successo. Italia che, in termini di Web 2.0, appare ancora frammentata, con alcune iniziative interessanti, citate nel corso del libro, ma principal- mente di tipo spontaneo. Un movimento invece forte in termini di opinione, soprattutto tra i blogger, dove il tema è invece “caldissi- mo”. Ed è proprio su un blog, Infoservi.it, che troverete la continua- zione di questo libro.
  13. 13. Capitolo 2 Il motore di ricerca sono io Del.icio.us Nato nel 2003, questo sito dal buffo indirizzo (http://del.icio. us) è la prima e più nota applicazione “Web 2.0”. Il termine “ap- plicazione” non è scelto a caso: a tutta prima può sembrare un normale sito web, o piuttosto un motore di ricerca. In realtà offre un gran numero di funzionalità. Più che qualcosa da “leggere”, o in generale da cliccare, è infatti uno strumento da “usare”. L’aspetto un po’ spartano non deve ingannare, fa parte di un certo stile modaiolo proprio del Web 2.0. Nomi strani, home page quasi vuote, caratteri grandi… sono tutte caratteristiche che identificano un nuovo approccio nel modo di sviluppare siti. Molto “cool”. Ma non si tratta solo di una posa. Questo stile nasce dall’intenzione di sottolineare un nuovo elemento centrale della seconda (o terza, a seconda di come la vogliamo considerare) Internet: te. Proprio te che leggi. O, più in generale, gli utenti. Sembra una battuta, ma non lo è. I siti web 2.0 sono davvero conce- piti in modo rovesciato rispetto a quelli tradizionali. Proprio perché sono applicazioni: non si limitano a “dare informazioni”. Ma, al contrario, forniscono una piattaforma – un’applicazione, un softwa- re – che consente agli utenti di “far delle cose”. La prospettiva più ampia del Web 2.0 è portare on-line, dentro il browser, un’esperienza equiparabile a quella che abbiamo giornalmente sul desktop del nostro computer. E tutto ciò è più vicino di quanto possa sembrare. Lo scopo di Delicious è semplice: permette di salvare link verso qualsiasi altro sito. In altri termini, si tratta di uno strumento che facilita la gestione dei Preferiti, come si chiamano in Internet Explo- rer. Ecco come si presenta l’homepage, recentemente rinnovata, la prima volta che ci colleghiamo all’indirizzo http://del.icio.us:
  14. 14. 8 Capitolo 2 sembra proprio un motore di ricerca in effetti, qua c’è qui parla di tag: una lista di link cosa sono? Archiviare i link è la funzione principale di questo servizio, ma ne rappresenta solo il punto di partenza. Si sono visti, e sono facilmen- te reperibili in Rete, tantissimi software che offrono questa capacità. Solo sul nostro desktop, però. Delicious è diverso perché consente di condividerli con altre persone, inviandoli ai nostri conoscenti e curiosando anche tra quelli salvati da sconosciuti. È il cosiddetto aspetto “social”, altro ingrediente fondamentale del Web 2.0 Oltre a consentire la condivisione delle informazioni, però, questo rappresenta un’altra novità intrigante: è estremamente facile e ra- pido scoprire cose di cui non si sapeva nulla fino a un attimo prima – mentre in un motore di ricerca, tipicamente, si cerca qualcosa che si conosce già.
  15. 15. Il motore di ricerca sono io 9 In Delicious l’home page cambia ogni 30 minuti: la hot list riporta ciò che sta con Popular si accede avvenendo sul sito: alla lista completa dei è l’elenco dei link segnalati link più… popolari – lo negli ultimi 1.800 secondi dice la parola stessa :) qui viene indicato quante persone hanno salvato un certo link I tag Delicious, consente di classificare gli indirizzi web in modo perso- nale. Dimenticate le strutture classiche – e noiose – come “news”, “business”, “tempo libero”, eccetera. Ogni link che salvate può essere classificato liberamente, con una o più parole chiave quali “divertimento giochi online”, “esperienzedivita”, o qualsiasi cosa vi passi in mente. Siccome però gli utenti vengono da ogni parte del mondo, conviene usare l’inglese – meglio quindi “photography” che “fotografia”. Queste parole chiave – etichette – si chiamano “tag” e rappresen- tano la realizzazione pratica della famosa “folksonomy”: non è il
  16. 16. 10 Capitolo 2 sistema a organizzare le informazioni in modo statico (denominato “taxonomy” o, in altri scenari, “onthology”), ma, anche in questo caso, sono gli utenti stessi (“Ehi, folks!”) a classificare i siti. Per avere un’idea, o meglio un colpo d’occhio, di quali siano i tag più usati su Delicious basta seguire il link “more…” che si trova nella parte destra dell’home page, nella sezione “tags to watch”. Si visualizza quella che viene chiamata “tag cloud” (la nuvola dei tag), dove la scritta più grande indica una maggiore popolarità. i tag più utilizzati sono evidenziati per grandezza. Ogni parola è un link che porta ai siti classificati con quel determinato tag tramite la voce “by size” si ordinano le voci per popolarità A sottolineare l’aspetto sociale e di condivisione, dopo essersi iscritti al sito la stessa schermata si presenta con alcuni tag scritti in rosso: sono quelli che condividiamo con qualsiasi altro utente. Anche la funzione di ricerca, a differenza di quanto accade con i soliti motori, non restituisce ciò che il sistema ha trovato in Rete, o che i gestori del sito hanno deciso di registrare, ma proprio ciò che le diverse persone hanno salvato con un determinato tag.
  17. 17. Il motore di ricerca sono io 11 Estremamente utile è il fatto che si può usare un numero a piacere di etichette. Quindi un sito si può classificare, per esempio, per tipo (gossip, news, recensioni), per contenuto (sport, cinema, computer), per qualità (divertente, bello, approfondito), o per qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Tecnicamente, questo rappresenta un passo avanti significativo rispetto al metodo più usato per registrare le informazioni: il file system del vostro disco fisso. Che si tratti di un pc o di un Mac, so- stanzialmente entrambi i sistemi organizzano i file con una struttura cosiddetta “ad albero”. Categoria, sotto-categoria, sotto-sotto-cate- goria, eccetera. Qualcosa di simile a ciò che accade in una libre- ria: sullo scaffale “cucina” troverò i libri di cucina, divisi in “primi”, “secondi”, eccetera. Ma cosa succede se cerco un libro di cucina etnica? O meglio, se ho voglia di leggere dei racconti sulle cucine di paesi lontani? Questi libri non potrebbero forse stare nello scaffale “viaggi”? Questo è il famoso problema dell’ornitorinco. Un animale con becco d’anatra, coda da castoro e che depone uova, pur allattando i suoi piccoli. A occhio non sapresti se classificarlo tra i mammiferi, i rettili, gli uccelli, o cosa. Fuor di metafora, i sistemi di classificazione tradi- zionali sono mono-dimensionali: se nel disco fisso organizzi i tuoi file per data, non li puoi cercare per argomento – e viceversa. Ora, per fortuna, i computer sono più intelligenti di uno scaffale, e sarebbe l’ora che un po’ di questa intelligenza fosse messa anche a nostra disposizione. Metodi di organizzazione multi-dimensionale delle informazioni esistono da tempo, ma sono stati finora accessibili solo per la gestione dei dati delle grandi aziende. Si è visto qualcosa con le estensioni OLAP di Excel, giusto per capire di cosa stiamo parlando. Ma chi le ha usate le sa apprezzare. Il sistema dei tag ribalta il problema. Anziché interrogarsi su come realizzare la miglior classificazione possibile al mondo, un sito come Delicious dice agli utenti: “ok raga fatevelo voi, classificate un po’ come vi pare”. Così facendo si scopre che – ovviamente – la mag- gior parte delle persone ragiona allo stesso modo, e che la maggior parte dei tag vengono ripetuti, anche se è sempre possibile per cia- scuno usare tag esclusivi (il che è bene). E infine, all’atto pratico, si realizza un sistema di organizzazione delle informazioni multi-dimen- sionale, che non puoi più disegnare come un albero ma, appunto, viene più efficacemente rappresentato come una nuvola.
  18. 18. 12 Capitolo 2 In attesa di un qualche sistema di rappresentazione tridimensionale della nostra nuvola di tag (anche questo più vicino di quanto si pos- sa pensare, vedi il capitolo su Digg), che ne metta in evidenza anche le relazioni, non stupisce che Microsoft abbia rimandato il rilascio di WinFS, il nuovo file system eliminato dalla beta di Windows Vista, al contrario di quanto aveva dichiarato. A me basterebbe che il com- puter mi permettesse di taggare i miei file come pare a me: non ho assolutamente bisogno che qualcuno mi dica come devo etichettare i miei file, o in quale directory devo metterli – avete presente “My Music”? Tornando a noi: siccome ogni tag è associato ad altre parole simili, la ricerca può procedere anche per affinità, fino a portarci a risultati inaspettati. Ecco come si presenta il risultato di una ricerca per “calcio”. qui si vedono tag correlati (related la scritta con i tags): ognuno è cliccabile e porta caratteri più grandi ad altri risultati simili è il link al sito La lista è ordinata per numero di segnalazioni, e qui si vede quante persone hanno salvato l’indirizzo: cliccando sulla scritta evidenziata si ottiene la lista degli utenti
  19. 19. Il motore di ricerca sono io 13 Curiosare su ciò che stanno facendo altre persone con interessi simili ai nostri è forse l’opportunità più appassionante di queste ap- plicazioni Web 2.0, o comunque del loro aspetto “social”. Ogni sito ha un indice di popolarità dato proprio dal numero di utenti che ne hanno salvato l’indirizzo. Anche questo è un link, e ci porta alla lista degli username, gli identificativi, dei vari utenti interessati alla stessa tipologia di siti che stiamo cercando noi. Ogni username è a sua volta un link, collegato alla pagina personale dell’utente. Ma non pensate che si tratti qualcosa di sconveniente, come “fare i guardoni”: tutti quelli che partecipano sono lì, appun- to, per… partecipare, cioè per condividere cosa hanno scoperto in giro per la Rete. Le pagine personali, quindi, sono utili strumenti per trovare siti che non conosciamo e che sono stati scoperti da utenti con interessi simili ai nostri. ecco la lista degli utenti questa è la lista dei tag che hanno salvato l’indirizzo che in qualche modo della Gazzetta dello Sport. si riferiscono a quello Si possono incontrare persone che abbiamo cercato da ogni parte del mondo ogni nickname è il link alla pagina personale dell’utente
  20. 20. 14 Capitolo 2 Iscriversi a Delicious Cominciare è facile: basta iscriversi. Una volta creato un nostro identificativo, si installeranno nel browser due ”bottoni” con i quali salvare i link dei siti durante la navigazione. Questi verranno registrati nella nostra pagina personale, che potremo consultare con comodo ogni volta che vogliamo. Allo stesso modo, potremo catturare i link che troviamo direttamente in Delicious. Per far questo è sufficiente ricominciare dall’home page. Nell’area destra, in bella evidenza (e anche questa è una caratteristica ap- prezzabile dei siti “2.0”) si trova l’area “sign up now”, dopodiché è sufficiente seguire queste istruzioni: v Nell’home page inserire lo username che si preferisce, quindi una password (due volte) e un indirizzo di posta elettronica v Nella pagina successiva, riportare nel campo le lettere presenti nell’immagine: serve ad accertarsi che siate essere umani (o, almeno, viventi) e non programmi spammer v La schermata numero 2 ci dirà che il nostro “account” è stato creato. Procedere con il link “Install Buttons Now” v Segui le istruzioni sullo schermo, o verificale con quelle nella prossima pagina. v Ricordati di controllare la mail e, come al solito, cliccare sul link indicato per confermare che sei un essere umano e non… ecce- tera. Bottoni & link su Delicious I bottoni di Delicious si possono installare direttamente in Internet Explorer, Firefox, Safari, Opera. E si possono creare bottoni speciali anche per le toolbar di Google e Yahoo!. Infine, se i bottoni non ci piacciono, si possono salvare nei bookmark del browser direttamen- te i due link principali. Le istruzioni si trovano all’indirizzo http:// del.icio.us/help/buttons Il link “Install Buttons Now” di Delicious attiva il download di un
  21. 21. Il motore di ricerca sono io 15 dopo aver cliccato su questo link… …si apre questa finestra piccolo “installer”. La prima schermata ci chiede “Salva” o “Esegui”. Scegliamo “Esegui”: il programma sarà scaricato tra i file temporanei di Internet Explorer e si cancellerà automaticamente quando faremo “pulizia”. Dopo il download Windows, che è un insicuro, ci chiede di nuovo se vogliamo eseguirlo. Ovviamente sì. A questo punto si attiva una normale procedura di Windows che
  22. 22. 16 Capitolo 2 dovrebbe presentarsi così: Una volta arrivati qua, procedete con il tasto Next, quindi accettate l’accordo di licenza e… insomma, ditegli sempre di sì. Alla fine si apre questa pagina: il bottone ecco i famosi bottoni principale ci porta direttamente alla nostra pagina. Cliccando su freccina accedi alle varie funzioni di Delicious
  23. 23. Il motore di ricerca sono io 17 Bene, potete ricominciare a navigare dove preferite. Quando incon- trate un sito che vi interessa, premete sul pulsante Tag. Facciamo un esempio con Zeusnews, sito italiano di notizie tecnologiche: dopo aver premuto il bottone, si apre una semplice finestra dove inserire alcune semplici informazioni. i campi URL e Description sono già compilati, di solito. Nel caso mancasse la descrizione è utile mettere anche il nome del sito. Nella lista della tua pagina personale, infatti, vedrai solo la descrizione, non l’indirizzo, quindi conviene scrivere una cosa veloce ma comprensibile il campo Notes non è qui puoi inserire i tag obbligatorio. Se nella di vostra fantasia, pagina hai selezionato semplicemente scrivendoli, del testo, sarebbe stato oppure iniziare con i pre-compilato anche suggerimenti sotto. Basta questo cliccarci sopra e verranno copiati nel posto giusto. Oppure puoi fare un mix delle due cose. In ogni caso, inizierai a compilare la tua lista personale di tag
  24. 24. 18 Capitolo 2 E così via. Man mano che navigate, salvate link e aggiungete tag, la vostra pagina personale su Delicious si popolerà, e così accadrà anche ai vostri tag. Inizierete così a estendere anche una vostra rete personale di contatti informali: tutti quelli che hanno salvato gli stessi vostri indirizzi. Sarà poi possibile trasformarli in un vero e proprio “network” di vostri amici. Usare Delicious Dopo un po’, quindi, la vostra pagina iniziale su Delicious diventerà affollata come quella in fondo a questa pagina. Quasi ogni scritta che trovate è un link, assolutamente facile e autoevidente da capire. I vostri favoriti, nella parte centrale, sono organizzati al contrario: prima gli ultimi. Dovrete cliccare sulla voce “earlier” (precedenti) per visualizzare quelli salvati in passato. Nel web 2.0 è tutto al contrario, è il suo bello. Nella parte destra vedete la vostra tag cloud, che potete anche visualizzare come lista, e con diversi ordinamenti. Nel titolo, in ca- ratteri grandi, vedete il link all’homepage e a questa stessa pagina personale: l’indirizzo http://del.icio.us/vostrouser è già attivo, e pote- te comunicarlo a chi vi pare. Subito sotto, un piccolo percorso, che comincia da “your favorites”, la pagina in cui ci troviamo. Tramite il link “arrange tags” potete creare dei raggruppamenti di tag, efficaci per associare argomenti simili. I vostri tag rimarranno comunque sempre accessibili anche singolarmente.
  25. 25. Il motore di ricerca sono io 19 nel titolo vi sono i link i link sono in ordine principali: rappresenta contrario di registrazione: già l’indirizzo alla vostra dall’ultimo al primo. Il pagina personale colore più o meno scuro indica la popolarità di ogni indirizzo qui le opzioni per cambiare il modo in cui sono visualizzati e per gestirli
  26. 26. 20 Capitolo 2 qui inserire il nome del nella finestra principale inserisci bundle che volete creare i tag che vuoi siano raggruppati sotto quel bundle: basta cliccare sui tag presenti nella vostra lista ricordarsi di salvare :) Rivediamo un attimo nel dettaglio la parte del titolo e del percorso della pagina. Il secondo link è “your network”, e ovviamente all’inizio sarà vuoto, perché non avete ancora “fatto amicizia” con nessuno. È facile: basterà cliccare sul nome di un utente, visualizzando così la sua pagina personale, perché nella fascia grigia diventino visibili le istruzioni per inserire quella persona nel nostro network. All’inizio converrà, magari, farsi mandare da un amico l’indirizzo della sua pa- gina personale, anziché collegarsi con uno sconosciuto. Ma ognuno ha i suoi gusti. da qui si aggiunge l’utente qui invece si visualizzano Aramk al nostro network i suoi amici
  27. 27. Il motore di ricerca sono io 21 Ecco come appare la pagina del network: sulla destra la lista dei nostri “Amici di Delicious”: così si presenta la pagina dopo qui puoi aggiungere aver cliccato su Your Network direttamente altri amici, se conosci il loro username da questo link puoi rendere il tuo network privato, cioè impedire che altri possano curiosare tra i tuoi contatti Nella vostra “inbox”, invece, troverete segnalazioni relative a tag ai quali vi siete “abbonati”. Per cui vi verranno proposti link che altre persone hanno “taggato” con quella parola. Ecco come si presenta la prima parte della mia. tramite il link “edit inbox” puoi inserire i tag che ti interessano
  28. 28. 22 Capitolo 2 Il prossimo passo è “link for you”: qui troverete gli indirizzi che i vo- stri amici vi segnalano, pensando che potete trovarli interessanti. Per fare questo si usa un tag speciale, “for:”, come in questo esempio: quando salvi un indirizzo aggiungi il tag “for:” seguito dal nome utente, senza spazio Così sto mandando l’indirizzo di questo sito, una piattaforma per creare wiki di tipo commerciale, al mio amico e socio di blog Luca Galli, il cui nick è “alter”. Un’ultima cosa: nello spazio bianco dopo il vostro nome, nella zona del titolo, potete inserire un tag per vedere immediatamente la lista dei vostri link con quell’etichetta. Niente di che, cliccare su un tag nella tag cloud ottiene lo stesso effetto, ma utile per capire che in qualsiasi momento si può scrivere, nel browser, http://del.icio. us/tag/iltagchevoglioio per vedere cosa c’è di nuovo su quel- l’argomento. Bene, il tour della nostra prima applicazione Web 2.0 è praticamente finito. In realtà non abbiamo detto proprio tutto: quasi. Qualcosa è sempre meglio lasciare che si scopra man mano, altrimenti che gusto c’è? Ah, e quando lo scoprite non mancate di segnalarmelo. That’s all, folks!
  29. 29. Il motore di ricerca sono io 23 Reddit Delicious fa parte di un movimento che nell’ultimo anno si è fatto molto popolato. Un altro esponente di questa schiera è Reddit (www. reddit.com). Molto simile, anzi ancora più spartano, è stato fatto da un gruppo di quattro studenti. sei su reddit.com: in quest’area si trovano tramite le frecce al link le funzioni di servizio, viene associato un voto tra cui il link per l’iscrizione Non ha il meccanismo dei tag. Però ha alcuni “sub-reddit”, ovvero pagine tematiche. Quella sul web 2.0 offre una lista piuttosto nutrita di applicazioni. Reddit è una via di mezzo verso ciò che vedremo nel prossimo capitolo, perché oltre a salvare i link permette di “votarli”, e così facendo genera delle classifiche. Similmente fa con gli utenti: ai più attivi viene assegnato un “karma” più forte. Insomma: si tratta di una cosa un po’ “hard core”, proprio da campus americano. Però merita una navigata, capita che offra link a notizie un po’ diverse dal solito. Il che, tutto sommato, è una qualità non così frequente, in Rete.
  30. 30. 24 Capitolo 2 Furl Il nome di Furl (www.furl.net) deriva da “file URL”, ovvero link a un file. Al meccanismo descritto in Delicious aggiunge un ingrediente simile a quei software che consentono di salvare i siti web in “loca- le”, cioè sul proprio computer. È esattamente quello che fa: oltre al bookmark, salva anche una copia della pagina segnalata, sui loro server. In più offre una funzione di ricerca interna al testo della pagi- na salvata. Una specie di mini-Google solo sulle pagine che interes- sano a me. Forte. dopo l’iscrizione ti conviene i tab consentono installare la toolbar: Con “Furl It” l’accesso alle funzioni la pagina viene salvata relative al tuo account nel tuo spazio personale su Furl un elenco delle pagine che stanno salvando gli altri utenti
  31. 31. Il motore di ricerca sono io 25 i risultati di una ricerca all’interno delle mie pagine su Furl: indica subito in quale delle pagine che ho salvato è presente il nome “Masayoshi Son”, che stavo cercando nella parte bassa Furl ci segnala altri risultati compatibili, recuperati all’interno del sito stesso o in giro per la Rete Furl permette quindi di personalizzare la ricerca Internet in un modo ancora più accurato di quanto abbiamo visto finora: all’interno di pagine che abbiamo salvato noi. Diventa così un nostro piccolo “In- ternet Archive” personale. Ma cosa sia l’Internet Archive lo scoprire- te in un prossimo capitolo.
  32. 32. 26 Capitolo 2 Checklist Abbiamo parlato di… v Come curiosare in Delicious alla ricerca di link strani, nuovi e divertenti. Alla scoperta di ciò che i motori di ricerca non dicono v Vedere quel che stanno salvando sul sito gli altri utenti proprio mentre lo visitate (be’, diciamo in un intervallo di 1.800 secondi) v Come funzionano i tag, cos’è una tag cloud e perché è uno stru- mento efficace per organizzare le informazioni v Iscriversi a Del.icio.us e installare i “bottoni” v Salvare i Preferiti e organizzarli con i tag v Creare un proprio network di amici e scambiare i link Glossario “for:”: È il tag usato in Delicious per segnalare indirizzi interessanti ad altri utenti Folksonomy: L’organizzazione basata su tag definiti dagli utenti (“folks”). A differenza di “taxonomy” e “onthology”, non è rigida e permette di usare un qualsiasi metodo di categorizzazione Link: Noti anche come URL, per Uniform Resource Locator, ovve- ro “[indirizzo] univoco per identificare una risorsa”. Insomma, sono gli indirizzi delle pagine web. Internet Explorer li chiama “Preferiti”. Netscape, ai tempi, li chiamava invece “bookmark”, segnalibri, ed è forse questo il termine più diffuso OLAP: On-Line Analytical (transaction) Processing, ovvero analisi ed elaborazione on-line delle transazioni. Un modo complicato per defi- nire una tecnologia di analisi e visualizzazione multidimensionale dei dati. Si applica quando si vogliono analizzare i fenomeni da diversi punti di vista. L’esempio classico è l’analisi delle vendite per regione, negozio, e periodo di tempo. Queste sono tre dimensioni, che defi- niscono un “cubo” di dati. Questi, però, possono facilmente avere più di tre dimensioni, che definiscono quelli che vengono chiamati “iper-cubi”. Roba un po’ matematica, da immaginare. Come hanno fatto più di vent’anni fa Gibson e Sterling, gli scrittori di fantascienza che hanno inventato il termine “ciberspazio”: è questa roba qua.
  33. 33. Il motore di ricerca sono io 27 Pop-up: Le maledette finestrelle che si aprono (“pop!”) davanti al browser. Quelle appena appena più furbe che si aprono dietro si chiamano “pop-under” Social: La caratteristica di condivisione delle informazioni proprio delle applicazioni Web 2.0 Tag cloud: La “nuvola” dei tag, dove la grandezza del carattere indi- ca la popolarità del termine Tag: Serve a etichettare le informazioni nel modo che si preferisce Username: Detto anche “nickname”, è il nomignolo che ci identifica in un qualsiasi sito
  34. 34. Capitolo3 Le notizie all’incontrario Con Del.icio.us abbiamo visto come funziona quel che si chiama “social bookmarking”, ovvero la condivisione degli indirizzi Internet, detti appunto anche “bookmark” (segnalibri). È uno strumento utile ed efficace, ma generico. Se Delicious è nato nel 2003, già poco tempo dopo nascevano i primi servizi 2.0 che ne applicavano i prin- cipi in diversi scenari. Digg.com Digg (www.digg.com) è un modo per condividere informazioni, trovate in giro per la Rete, che si ritengono interessanti. Opera con un meccanismo di segnalazione dei link vagamente simile a quello di Delicious, a cui aggiunge un’altra funzione peculiare: il fatto di attribuire un punteggio alla singola notizia segnalata.
  35. 35. 30 Capitolo 3 questo è il numero delle l’homepage presenta le storie segnalazioni che la notizia più popolari al momento, ma ha ricevuto: ogni utente può vi sono molte altre modalità lasciare un solo “digg” di visualizzazione presenta anche un modo classico di organizzazione delle notizie in “canali” cliccando su questi link Upcoming Stories sono si vedono le notizie più le storie appena segnalate, “diggate” in diversi in attesa dei loro digg intervalli di tempo
  36. 36. Le notizie all’incontrario 31 Anche Digg ha una “tag cloud”, ma meno efficace di quella di Deli- cious: con questi tasti link si facendo “pagina giù” compare passa dalla visualizzazione anche l’ora in cui sono state tradizionale a quella a “fotografate” le varie nuvole nuvola e viceversa Se trovi una notizia interessante, puoi dargli un punto – il tuo “digg”. Le notizie che hanno più punti, cioè che sono piaciute a un più alto numero di utenti, avranno maggiore visibilità. Cliccando sul link, si va alla notizia originale, oppure si può “sostare” su Digg per commen- tarla. Come al solito, però, la prima pagina del sito presenta ciò che sta accadendo – o meglio, ciò che gli utenti stanno facendo più o meno nel momento in cui ci si collega, o comunque in un lasso di tempo piuttosto breve. Digg, con la versione 3 rilasciata quest’estate, ha anche sviluppato degli interessanti strumenti di visualizzazione avan- zata per vedere ciò che accade veramente in tempo reale, come il nuovo Digg Stack (http://labs.digg.com/stack).
  37. 37. 32 Capitolo 3 i rettangolini bianchi che cadono sono i “diggers”, cioè gli utenti che segnalano o diggano una storia le storie segnalate si questi orologi indicano l’intervallo “impilano” qua sotto. Il di tempo verificato. Ho un amico in colore indica il numero banca che impazzirebbe per controllare di digg la situazione in modo simile L’abbiamo detto nel capitolo precedente: più di vent’anni dopo l’invenzione del termine, signore e signori, ecco a voi il ciberspazio: solo che non si tratta di un ambiente creato ad hoc, come in certe fantasie cinematografiche della realtà virtuale. È generato in tempo reale dall’attività degli utenti. L’altro tool simile, Swarm, oltre alle storie mostra anche come si muovono gli utenti, quali storie stanno leggendo e in quanti, come le storie sono collegate, eccetera.
  38. 38. Le notizie all’incontrario 33 dopo Stack, ecco Swarm! i cerchietti rappresentano gli utenti un utente può leggere più storie contemporaneamente – o il contrario, ovviamente Ma questi sono strumenti ancora un po’ futuribili, anche se rappre- sentano solo una delle molte applicazioni delle ricerche avanzate in corso nel mondo del web. Un giorno è probabile che ne vedremo una diffusione più ampia. Nel frattempo, meglio non farsi ipnotizzare. Insomma, come dicono loro, «Digg is all about user powered con- tent», tutto ruota intorno al contenuto “potenziato” dagli utenti. Tor- neremo su questo punto, intanto vediamo come cominciare: per par- tecipare in prima persona, oltre a punteggi e commenti è ovviamente possibile aggiungere link alle notizie che si ritengono interessanti. Ed è proprio qui che viene fuori un’altra importante differenza tra i servi- zi 2.0 e i classici portali web vecchio stile. Siamo infatti noi a creare contenuto sul sito, cioè ad aggiungere informazioni destinate ad altri. In parte questo è già vero con Delicious, dove, con la descrizione e l’eventuale annotazione al link che registriamo, iniziamo a “dire la no-
  39. 39. 34 Capitolo 3 stra”. In Digg questo è più evidente, anzi è un elemento fondamen- tale: ogni volta che aggiungiamo un link il sistema ci chiede infatti una descrizione anche abbastanza lunga (350 caratteri) dell’articolo che vogliamo segnalare. Sarà la nostra breve recensione, e non un testo creato da chi ha pubblicato originariamente la notizia, a essere visibile agli altri utenti del sito. Quindi: “Join Digg”. Una volta registrati ed effettuato il login, Digg cambia e ci consente di interagire: come al solito, tutto comincia è semplice: solo ricorda con una procedura di registrazione di controllare la mail qui i collegamenti all’area cliccando sul titolo personale e alla funzione di si va direttamente aggiunta di una nuova storia all’originale “Digg it”, se la notizia ti è piaciuta
  40. 40. Le notizie all’incontrario 35 ho già diggato però posso una notizia, commentarla non posso o “spedirla” farlo due volte direttamente nel mio blog o via mail La cosa più divertente però è proporre una nuova storia. Cliccando sul link “Submit a New Story” si apre una pagina semplicissima che ci chiede la URL della pagina a cui vogliamo puntare. Ci segnala anche qualche norma di comportamento e ci ricorda – buon senso – che è opportuno cercare se qualche altro utente non avesse già sottoposto la storia prima di noi. occhio alle indicazioni: stai inserisci l’indirizzo della storia proponendo una storia sensata? che vuoi segnalare, con Stai linkando direttamente alla un semplice copia & incolla pagina giusta Altra indicazione utile che ci viene data è di “essere descrittivi”, per- ché noi siamo gli “story editor”. Forse esagerato, però è vero che la nostra micro-recensione di tre o quattro righe è tutto ciò che legge- ranno gli altri utenti, per cui bisogna essere efficaci se si vuole stimo-
  41. 41. 36 Capitolo 3 lare l’altrui attenzione. D’altronde, se l’abbiamo sottoposta vuol dire che la storia ci piace, no? Io in effetti qui sono stato un po’ laconico, ma non c’era molto che potessi dire: ho segnalato la recensione di un sistema di alimentazione a celle solari e batterie per lampioni stradali, dotati per di più di antenne Wi-Fi (o Wi-Max). Ci pensate? Niente più strade buie a costo quasi zero, e per di più con Internet veloce. In Camerun l’hanno fatto. Perché questa digressione? Perché non è sempre facile trovare una storia per Digg: migliaia di altri utenti stanno “scavando” la Rete e segnalando cose interessanti, per cui è possibile che il link di vostro interesse sia già stato inserito. Questo stimola a trovare curiosità particolari, e così a creare news “dal basso”. inserisci un titolo breve ma questo è lo spazio efficace: deve attrarre l’attenzione! per la tua recensione scegli la categoria a cui appartiene la notizia che stai segnalando
  42. 42. Le notizie all’incontrario 37 in fondo alla pagina trovate le anteprima del solite istruzioni per verificare che risultato e, se è tutto tu non sia... un software maligno ok, “Submit Story” evviva! Ha funzionato tutto posso anche commentarmi da solo, ma direi poco senso :). Piuttosto, posso mandare via e-mail il link a un amico
  43. 43. 38 Capitolo 3 proprio vero, eccomi online, nella pagina “Upcoming stories” di Digg: ma è bastato un secondo di ritardo nel cliccare che qualcuno ha già inserito una nuova notizia. 20 minuti dopo sarò già a pagina 4, ma avrò “conquistato” diversi digg da sconosciuti Stare un po’ di tempo su Digg, le prime volte, può far girare la testa. C’è una quantità tale di notizie che vanno e vengono, salgono e scendono che si può rimanere sconcertati. Dopo poco, però, ci si abitua a un nuovo metodo di lettura: non più quello strutturato a per- corsi cosiddetti “ad albero” di un normale newsmagazine, bensì una consultazione che definirei “orizzontale”, se non proprio tridimen- sionale come potrebbe essere lo spostarsi all’interno di una nuvola. In un giornale web vecchio stile, infatti, si clicca su degli argomenti, definiti solitamente “canali”, si trovano delle liste a volte organizzate in sottocanali, si seleziona una storia e spesso si è persa la cognizio- ne di dove ci si trova, o non si è riusciti a leggere un altro argomento interessante qualche livello più su.
  44. 44. Le notizie all’incontrario 39 In Digg niente di tutto questo. Si sta sulle pagine principali, quelle per frequenza o per argomento, e le news si muovono praticamente da sole. Quando si clicca su un titolo, l’impostazione di default fa sì che si apra una nuova finestra del browser. Si legge e si chiude (o si fa Alt+Tab) per tornare a Digg e vedere cosa c’è di nuovo. Lasciare un digg su una storia, inoltre, serve anche come una sorta di bookmark. Le storie che abbiamo diggato, infatti, finiscono nella nostra pagina personale. cliccando sul tasto qui troviamo elencate le storie “Profile” si accede alla che abbiamo diggato, commentato nostra pagina personale o aggiunto noi. Come al solito, si può cambiare visualizzazione I meccanismi di base dei siti 2.0 sono piuttosto simili. Una volta presa confidenza con la logica di base, ci si troverà subito a proprio agio anche con altri servizi, per quanto diversi possano sembra- re. Possiamo usare la nostra pagina personale come archivio per le notizie: registra tutto ciò che abbiamo diggato, commentato o segnalato. Inoltre, in quest’area è possibile gestire il nostro profilo, le impostazioni del sito e i nostri “amici”, con un meccanismo simile a quanto abbiamo visto per Delicious.
  45. 45. 40 Capitolo 3 tramite questi bottoni (Edit) qui un rapido riepilogo si possono modificare della nostra attività sul sito le informazioni da qua si gestiscono gli amici e si curiosa su quel che han fatto recentemente Così come in Delicious, anche qua si può curiosare nelle pagine personali di altri utenti. Io, per non saper né leggere né scrivere, ho scelto Kevin Rose, il fondatore di Digg: mi incuriosiva vedere che storie digga lui. cliccando sul nome di un utente si visualizza la sua pagina personale. Così lo si inserisce nella nostra lista degli amici. Hi, Kevin!
  46. 46. Le notizie all’incontrario 41 Timidezze e privacy Può intimidire, o sembrare indiscreto, curiosare nelle pagine per- sonali di altri utenti, o pensare che altri possano curiosare nella no- stra. In realtà, tutti questi servizi hanno un sistema che consente di proteggere la privacy, se lo vogliamo, o di rendere inaccessibile la nostra pagina personale. La domanda è: perché? Questi nuovi siti son fatti apposta per condividere, cosa abbiamo da guadagnarci a restare nascosti? È il bello dell’economia della Rete, di cui parlo più avanti. E se invece abbiamo paura dello spam, è compito del sito averne cura. Per parte nostra basta aprire la posta elettronica per trovarne di ogni tipo. E che questi siti possano spesso sosti- tuire efficacemente l’e-mail, limitando lo spam, è un’idea che si sta facendo avanti. Il sistema è semplicissimo: dalla pagina di conferma poi si possono anche aggiungere amici “veri”, che non sono in Digg ma che vogliamo invitare nel nostro “network”
  47. 47. 42 Capitolo 3 Digg & RSS Digg non ha una funzione per inviare e ricevere storie direttamente, come fa Delicious con il tag “for:”. Però, se si vuole restare aggior- nati su cosa hanno letto i nostri amici, ci si può iscrivere al loro feed RSS. Praticamente tutte le pagine di Digg, infatti, ne hanno uno. Utile per leggere con calma qualcosa che sappiamo già che può interessarci. Se, infine, troviamo Digg troppo caotico, tramite il link “Manage Topics” presente nella nostra pagina di configurazione del “profilo” possiamo “spegnere” determinati argomenti. Siccome a me piace farmi del male, ho tolto tutte le robe divertenti (ma era giusto una prova ;). la casella principale deselezionando queste caselle eviti deseleziona tutte le altre la visualizzazione di argomenti che non ti interessano A questo punto osservate la barra dei canali (topics): è cambiata. E se cliccate “View All” vedrete che l’homepage è cambiata ancora. Un sito ritagliato sulle vostre richieste. Non male no?
  48. 48. Le notizie all’incontrario 43 Newsvine Newsvine (www.newsvine.com) fa ancora un passo in più. Ha un taglio più orientato all’informazione, e offre – non solo, ma anche – notizie provenienti da fonti “ufficiali” come Associated Press, una delle principali agenzie di stampa al mondo. Newsvine all’apparenza è più simile a un quotidiano on-line, l’organizzazione degli argomenti è molto “internazionale”: Simile a un quotidiano on-line, quindi, ma a differenza di questi Newsvine consente di commentare gli articoli. Come Digg, inoltre, accetta le segnalazioni di link a testi che abbiamo trovato interes- santi in giro per la Rete, che chiama “seed” (semi). Ma, soprattutto, ci consente di scrivere interi articoli, in prima persona. E forse di guadagnare: se diventerete collaboratori ufficiali, infatti, Newsvine vi riconoscerà il 90% del ricavato pubblicitario. qua però vediamo subito che i “canali” sono anche “tag”. In questo campo puoi saltare direttamente a un argomento di cui conosciamo già l’etichetta, effettuare ricerche classiche nel testo, oppure ancora cercare gli utenti per il loro nominativo Una prospettiva forse un po’ remota, ma che schiude le porte su un altro importante scenario del Web 2.0: lo “user-generated content”,
  49. 49. 44 Capitolo 3 nella declinazione specifica del “citizen journalism”. L’esempio classico sono i blog, fenomeno che negli ultimi anni ha raggiunto di- mensioni impressionanti. Al momento in cui scrivo, Technorati.com, il principale motore di ricerca di questo tipo di siti, tiene traccia di circa 52 milioni di blog. E sicuramente sono solo una parte di quelli presenti nel mondo. L’abitudine, che un po’ tutti abbiamo preso negli ultimi anni, di dire la nostra, o semplicemente esprimere i nostri umori tramite un diario personale, si è evoluta in qualcosa di più. In sintesi, il ciclo “commento (o scrivo) – segnalo – guardo la pagina di un utente che mi interessa – lo registro nella lista degli amici” è un circolo virtuoso che ci consente di stare in contatto con il nostro gruppo, il nostro network. Non tramite comunicazioni uno-a-uno, ma tramite una dinamica, appunto, di gruppo. Si tratta di un modo di comunicare che né il telefonino né le e-mail sono in grado di supportare altrettanto efficacemente. Per far questo, si condividono le informazioni, si partecipa a discussioni pubbliche, e così via. Si plasma una Rete personalizzata sulle nostre esperienze, anziché semplicemente visitare ciò che qualcun altro ha pensato potesse interessarci. Con una visione più allargata, questo tipo di parteci- come in altri casi, è presente qui indica il numero un’organizzazione simile a quelle di blog che tiene sotto classiche, a cui siamo abituati. controllo: al momento Ma anche qui la maggior parte del sono più di 51 milioni contenuto è generato dagli utenti, cioè dai blog
  50. 50. Le notizie all’incontrario 45 pazione può ribaltare il centro dell’informazione: non più il giornale, bensì il lettore. D’altronde abbiamo già detto che il bello del 2.0 è che è tutto all’incontrario, no? Digg e Newsvine stanno scardinando un elemento cruciale di ogni giornale (anzi, di ogni media, come vedremo): il palinsesto, cioè l’ordine e la gerarchia degli argomenti e delle notizie. Torniamo su Newsvine: Storie nel cassetto Quante storie hai nel cassetto? Quante foto, o video? Dai, confes- sa: non venirmi a dire che non hai mai scritto una pagina di raccon- to, o una poesia, che non hai un album fotografico, o quantomeno che non ti è mai capitato di essere così orgoglioso per un lavoro che hai fatto, da non avere la voglia di farlo vedere ad altri. La scin- tilla dello user-generated content è tutta qui. Ma sta appiccando il fuoco all’intera Rete. il canale – o tag – è organizzato in sottocanali, come nei giornali normali ma qua è possibile registrare la nostra preferenza per questo argomento. Diventa pian piano un giornale personalizzato
  51. 51. 46 Capitolo 3 Sì, ci sono i canali, e altri raggruppamenti “classici”, ma di base l’ordine di lettura è definito dagli utenti stessi, tramite i digg o i seed, i commenti, eccetera. Per cui possono essere in prima evidenza fatti che solitamente finiscono per essere scartati dai giornali “normali”, per esigenze di spazio o per scelta editoriale. Vengono “a galla” curiosità, nuovi prodotti mai recensiti prima, video storici, e mille altri fatti poco noti ma che evidentemente risultano in- teressanti a molti lettori. Anche per questo abbiamo intitolato questo capitolo “Le news all’incontrario”. una volta effettuati registrazione e login, sulla sinistra compare la barra delle funzioni di interazione con il sito: il link “Watchlist” mi porta alla lista degli argomenti che ho deciso di tenere d’occhio (in altri termini, al mio palinsesto personalizzato) il bottone “Seed Newsvine” è in realtà un link: basta salvarlo nei Preferiti del browser con un clic destro del mouse. Poi si potrà salvare una pagina web direttamente mentre la si sta visitando, come si fa con i bottoni di Delicious The Greenhouse.. cos’è?
  52. 52. Le notizie all’incontrario 47 così si presenta le informazioni da inserire sono quelle il pannello per standard. L’istruzione <blockquote> “seminare” (seed) serve a evidenziare il testo come citazione, una nuova storia se stai facendo copia e incolla. Se invece in Newsvine scrivi di tua fantasia, toglilo i tag possono corrispondere con quelli che avete già visto nel sito o altri, come preferite Inizialmente, le news sono lo strumento per fare conoscenza. Poi il processo si ribalta: quando capiamo che un certo utente segue ar- gomenti interessanti, è lui a diventare il mezzo per scoprire le notizie:
  53. 53. 48 Capitolo 3 ecco la notizia appena qui il link d’accesso alla mia seminata su Newsvine pagina Newsvine personale E quindi visitiamo direttamente la sua pagina per vedere se ha sco- vato qualcosa di nuovo: image 28 freccia su GRETA’S FRIENDS, IN BASSO A DX: la pagina di una certa Greta: oltre alle sue notizie, vediamo la lista dei suoi amici. Magari scrivono cose interessanti anche loro. Scorrendo la pagina in giù troverai anche la sua Watchlist, gli autori che tiene d’occhio
  54. 54. Le notizie all’incontrario 49 Normalmente, infatti, se riceviamo un favore, ci fa piacere ricambia- re. Qui è lo stesso, con in più il meccanismo virtuoso che più noi si partecipa, più si riceve. Ci costa poco sforzo, perché alla nostra par- tecipazione corrispondono i contributi di un gran numero di utenti. Quindi tutti ci guadagnano. The Greenhouse Può capitare di sentir dire che un marchingegno del genere non può funzionare, perché verrà riempito da cose inutili e insulse, se non proprio “sporcato” da maleducati. Fossi in voi, non farei ami- cizia con chi dice cose così: chi le pensa spesso le fa. Ma a parte questo, affermazioni di questo tipo tradiscono scarsa familiarità con la Rete. Lamer, lurker e troll sono pochi in quantità sorprenden- te, rispetto agli utenti che invece capiscono il tipo di ingaggio che un qualsiasi sito propone, e decidono di stare al gioco lealmente. Spiego cosa siano questi strani animali nel glossario in fondo al capitolo. Comunque Newsvine è molto attento a questo aspetto, e fa fare un po’ di pratica ai nuovi utenti. All’inizio, infatti, gli aspiranti collaboratori compaiono solo nella pagina “Greenhouse”. In italiano potremmo chiamarla “cucina”, se non proprio “gavetta”. È comun- que un modo per “pulire” le notizie. Rispetto a Digg, quindi, Newsvine fa un passo avanti. Qui ogni aspirante scrittore / giornalista / commentatore può cimentarsi con l’ardua impresa di scrivere e dire la sua in prima persona, con l’aspirazione di raccogliere e interessare un suo proprio pubblico tra- mite quella che si chiama “Column”, termine tipico del giornalismo anglosassone per indicare la rubrica personale di un determinato giornalista. Ecco la mia “column”. Di base è una pagina personale, con aspetto più professionale e molte più funzioni, indicate nella barra nera:
  55. 55. 50 Capitolo 3 in alto a sx sulla barra nella parte destra della nera: in questa prima parte barra le opzioni di della barra sono presenti le configurazione, la lista funzioni per personalizzare degli amici e... la pagina, scrivere un il riepilogo di quanto articolo, aggiungere un seed abbiamo guadagnato e altro con la pubblicità. Magari! la nostra pagina personale è più complessa del solito. Possiamo aggiungere consigli di lettura, e molto altro. È più simile a una pagina web personale, può raccogliere un gran numero di contenuti A leggere la nostra colonna, o rubrica, all’inizio saranno amici e co- noscenti, ma l’esposizione al traffico che questi siti generano, grazie all’aspetto social che abbiamo imparato a conoscere in queste pagi- ne, potrà metterci in contatto con altri lettori, come accade nei blog. E si diventa quindi editori di se stessi, senza spendere un centesimo se non tempo e buona volontà.
  56. 56. Le notizie all’incontrario 51 dalla barra si accede a questa pagina, si può agire sui tasti dove possiamo modificare l’aspetto della posizionati in ogni nostra “column” box o sui tab in alto Clicca su “Write an article” sulla barra nera in alto: si apre una pagi- na piuttosto semplice da interpretare: scrivi titolo, testo, classificazione e via. Puoi anche controllare l’ortografia, che in inglese non si sa mai.
  57. 57. 52 Capitolo 3 L’articolo può esser salvato come “Unpublished” cioè come bozza, e quindi non reso evidente sul sito: questo mi permette di ragionarci e lavorarci ancora su: il mio articolo è salvato, ma il sistema mi avverte che è ancora in bozza: se sono soddisfatto devo selezionare “Published” e salvarlo di nuovo. Comunque potrò sempre modificarlo in futuro – ma in tal caso è buona creanza segnalare cosa è stato aggiornato dopo un po’ l’articolo comparirà nella Greenhouse. Ah, sempre gavetta…
  58. 58. Le notizie all’incontrario 53 Sì, è vero, l’assoluta maggioranza delle notizie che si trovano su Digg e Newsvine è in inglese. Di simile a Digg e in italiano, per ora, mi risulta solo OKnotizie (http://oknotizie.alice.it), che sem- bra però ancora piuttosto acerbo. Newsvine, inoltre, ha l’aspetto e la “durezza” di un vero giornale. Non banale. Ma c’è chi va ancora oltre, e sono i coreani. Da qualche anno acca- de che, nella tecnologia, importanti stimoli di innovazione vengano dall’Asia, India e Cina soprattutto. È successo anche nei media: è stato Oh Yeon Ho, dopo una lunga esperienza come giornalista e reporter, a creare ciò che è diventato l’esperimento di citizen journa- lism più significativo al mondo: OhMyNews. OhMyNews Quello che oggi è un giornale on-line, che compete a pieno titolo con le testate più “blasonate”, è nato in Corea del Sud nel 2000. La pagina in coreano è per noi difficile da apprezzare, però incuriosisce per la sua vivacità, segno di una cultura diversa dalla nostra. Il sito in inglese (http://english.ohmynews.com) ha invece l’aspetto di un canonico newspaper internazionale. Image 33 In questo caso diventare collaboratori accreditati è ancora più diffi- cile. OhMyNews, infatti, paga per gli articoli pubblicati, ed è quindi presente un filtro redazionale ancora più stretto di quello di New- svine. Come quest’ultimo, inoltre, presenta anche lanci e notizie di agenzia, per cui ai citizen journalist viene richiesto uno sforzo in più della semplice segnalazione di un evento, o del commento a un’al- tra notizia. Gli articoli sono principalmente analisi, anche lunghe e complesse, il che se da una parte allontana un po’ dall’approccio di lettura come semplice aggiornamento sui fatti, rappresenta dall’altra un elemento di elevata qualità. La cultura, gli scenari politici e dell’informazione, le abitudini e i desi- deri dei giovani, in Corea del Sud, sono molto diversi che da noi. Si tratta inoltre del Paese con il maggior tasso di connessioni in banda larga al mondo. Non è quindi possibile fare un paragone diretto tra la loro esperienza e la nostra. Però OhMyNews si rivolge a un pubblico internazionale, e sta funzionando. Tanto che ha recentemente creato una versione giapponese con una redazione dedicata, grazie al finanziamento di 10 milioni di dollari.
  59. 59. 54 Capitolo 3 Nonostante le differenze, dunque, risulta utile – e comunque diver- tente - impratichirsi con questi campioni internazionali. Digg è già un fenomeno, avendo conquistato anche la copertina di Business Week, oltre che la bella cifra di 60 milioni d i dollari in finanziamenti. È anche diventato un modello per molti altri servizi, come Delicious nel suo campo, tra cui proprio Netscape (www.netscape.com) – guarda un po’ chi si rifà vivo. L’azienda che ha sviluppato il primo browser commerciale ha recentemente ristrutturato il suo sito pro- prio inserendo un meccanismo di votazione delle notizie. Newsvine è un esperimento più di nicchia. Come giornale on-line riporta spesso notizie che non capita di trovare altrove, e risulta, a volte, efficace. Come strumento forse non è adatto a tutti, ma certo si tratta di una bella palestra per chi si vuole cimentare nel giornalismo. Come Da- vid Seymour, per esempio, un “novellino” con alle spalle 30 anni di BBC, che potete trovare su Newsvine tra gli autori della Greenhouse – a meno che non sia stato “promosso” nel frattempo. Checklist Abbiamo parlato di… v Dal “social bookmarking” alle “social news”: la condivisione delle notizie v Con i tool di visualizzazione in tempo reale di Digg abbiamo fatto un piccolo passo nel futuro. Piccolo per noi, ma chissà per l’umanità v Votare le notizie tramite i digg serve anche a creare una pagina personale v Sottomettere nuovi link richiede la stesura di una breve descri- zione, primo piccolo esperimento di “user-generated content” v Newsvine ci fa fare un passo avanti: oltre a tutto ciò, permette anche la stesura di veri e propri articoli: inizia il “citizen journali- sm” Glossario Ciberspazio: Definizione coniata dagli scrittori di fantascienza William Gibson e Bruce Sterling a metà degli anni ’80, per definire la rappresentazione spaziale dei dati contenuti nel computer, i loro col- legamenti e il loro movimento attraverso la Rete. Molti anni prima di
  60. 60. Le notizie all’incontrario 55 Matrix, che porta questo concetto all’estremo, il primo film a rappre- sentare questa idea è stato Johnny Mnemonic, del 1995, non a caso con Keanu Reeves Citizen journalism: Detto anche “giornalismo partecipativo”, è il giornalismo fatto dai cittadini, che diventano creatori di notizie e altri contenuti. L’esempio storico è rappresentato dalle foto scattate dai passanti in occasione degli attentati di Londra Column: noi diremmo “rubrica”, è lo spazio che un giornale dedica a un singolo giornalista, anziché a una categoria di notizie Digg – dugg: Dai un voto alla notizia – Hai già dato il tuo voto Feed RSS: Un sistema per vedere subito, tramite gli RSS aggrega- tor, se ci sono nuovi articoli su un sito o un blog Greenhouse: La sezione di Newsvine dove i nuovi collaboratori vengono parcheggiati a fare pratica Lamer, lurker e troll: Lamer e troll sono simili, si tratta di persone che provano il curioso piacere a scatenare litigi nei gruppi di discus- sione in Rete. I lamer di solito cercano di far arrabbiare gli altri utenti fino alle parolacce, i troll più spesso si militano a ingarbugliare i di- scorsi con argomenti che non c’entrano. I lurker, invece, sono quelli che leggono sempre ma non scrivono mai: questo termine sì che ha un po’ il senso di “guardone” Network: In questo contesto, la nostra rete personale di conoscen- ze. Si usa anche dire “fare networking”, ma questo soprattutto a Milano o in altri posti dove qualsiasi parola nuova diventa subito un modo per farsi notare Palinsesto: L’elenco degli argomenti, e/o la struttura del giornale o della trasmissione Postare: Aggiungere un post, ovvero un articolo (tipicamente su un blog) Seed: L’aggiunta di un link a una notizia, in Newsvine Social bookmarking: La condivisione dei link, o meglio dei bookmark To dig: Letteralmente “scavare” User-generated content: Il contenuto generato dagli utenti (cioè me, te, tutti). Di più nei prossimi capitoli
  61. 61. Capitolo 4 Fotografia 2.0 Come abbiamo visto, in questo bizzarro Web 2.0 tutto gira attorno allo “user-generated content”. E se questo è vero per le notizie, figu- riamoci per le foto. Da quando nel 1888 il signor Eastman ha presen- tato al pubblico la prima macchina fotografica personale, chiamata Kodak, riprendere immagini è diventato un passatempo comune per ogni famiglia. Lo slogan ai tempi era “you press the button, we do the rest”. Comprando la macchina si acquistava anche l’equivalente di allora della pellicola e del servizio di sviluppo e stampa. Una volta finito di scattare si imbustava la macchina, la si mandava ai labo- ratori e si ricevevano le stampe, che si potevano volentieri sfogliare assieme, in famiglia. Flickr Dall’acquisizione alla stampa, nell’ultimo secolo, è cambiato tutto. Internet ha cambiato anche l’ultimo passaggio: guardare le foto. Flickr (www.flickr.com) è stato il primo sito a offrire un servizio on- line di condivisione delle immagini, partendo dal presupposto che non è più la carta il supporto preferito, ma il computer stesso. Potete creare dei fotoalbum, o anche dei DVD da guardare in televisione. Ma la cosa più semplice da fare, per far vedere le foto ad amici e parenti vicini e lontani, è mettere tutto on-line. Il “photo sharing”, appunto. Anche in questo caso il sito offre tutti i meccanismi “social” che ab- biamo già visto. E, nonostante sia nato pochi mesi dopo Delicious, è stato proprio Flickr a inaugurare l’idea della “tag cloud”. Più di altri siti, però, Flickr offre funzioni applicative, come l’organizzazione delle foto e alcune minime possibilità di fotoritocco.
  62. 62. 58 Capitolo 4 Cosa fanno gli altri? La prima cosa da fare, per esser seri, è registrarsi, ovviamente. Ma suggerirei anche di esplorare in giro. In questo caso la curiosità può fare solo bene. da questo link si accede tramite un account Yahoo!, oppure ci si iscrive prima, però, diamo un’occhiata in giro tramite le pagine “Explore”
  63. 63. Fotografia 2.0 59 Così si presenta la prima pagina “Explore”: qui Flickr presenta alcuni criteri secondo i quali seleziona le foto più interessanti qui si accede ai dettagli Last Seven Days, dell’autore della foto le foto dell’ultima settimana
  64. 64. 60 Capitolo 4 la parte bassa della pagina altri due metodi che useremo Explore mostra la tag cloud spesso: i “Set”, insiemi a cui siamo ormai abituati di foto, e i “Group”, gruppi di discussione tra utenti Nata in Canada nel febbraio del 2004, questa impresa è stata acqui- sita da Yahoo! già nel marzo del 2005. Oggi è una risorsa privilegiata anche per fotografi appassionati, esperti e addirittura semi-profes- sionisti. O, meglio, per una nuova tipologia di utenti che si definisco- no “amateur professional”, “professionisti amatoriali”. Basta sfoglia- re le pagine delle foto evidenziate come interessanti per scoprire che vi sono scatti di qualità eccellente. Curiosare tra le foto degli altri, oltre che discuterne, porta a scoprire e imparare molto, in campo fotografico. Le dinamiche “social” rivela-
  65. 65. Fotografia 2.0 61 no così, una volta di più, le loro qualità. Flickr è quindi diventato an- che uno strumento di promozione per chi vuole occuparsi di fotogra- fia in modo “serio”. Per questo è anche disponibile un abbonamento “Pro”, a pagamento. L’abbonamento gratuito, cioè quello che si attiva automaticamente all’iscrizione, è limitato per “banda occupa- ta”: non si può effettuare l’upload di più di 20 megabyte al mese – un limite non molto restrittivo, in verità. Inoltre, non si possono creare più di tre set, e verrà mostrato solo un massimo di 200 foto nella nostra lista. Le immagini in più non vengono cancellate: non vengo- no mostrate nella nostra lista su Flickr. Se però avete pubblicato da qualche parte un link diretto, questo resterà valido. Photos Forse anche per fornire un’alternativa più alla portata di tutti, Yahoo! sta approntando una nuova versione del suo servizio Photos (http://it.photos.yahoo.com). Ancora non pub- blico al momento in cui scrivo, presenta della pubblicità, che su Flickr è invece quasi assente, e una più evidente possibi- lità di stampa e creazione di diversi altri oggetti con le nostre immagini: per esempio borse, o altro. Iniziare con Flickr Le funzioni di base di Flickr, però, sono semplici da usare e molto comode. In pochi passi si potranno salvare le foto on-line, raggrup- parle in set equivalenti a dei foto-album, e visualizzarle come pre- sentazione, o mandarne il link agli amici perché se le guardino con comodo. Come al solito, tutto inizia con una procedura di registra- zione, necessaria però solo se non si possiede un account Yahoo!. Se così è, si può accedere direttamente. Altrimenti bisognerà seguire i link “Sign up” per creare una nuova Yahoo! ID, con un procedimen- to simile a quanto abbiamo già visto. Al termine, ci verrà presentata una schermata come quella che segue.
  66. 66. 62 Capitolo 4 il primo passo è, ovviamente, effettuare l’upload di alcune foto.. ...ma noi clicchiamo prima sulle “Community Guidelines” Il link “Community Guidelines” ci porterà in realtà alla composizione del nostro profilo. Come al solito, possiamo indicare ciò che ci va, pensando sempre che più informazioni diamo, più facilmente può capitare di rendersi interessanti ad altri utenti. Quella che segue è la prima versione grezza di una pagina personale.
  67. 67. Fotografia 2.0 63 potremo aggiungere una nostra foto, o icona, modificare le nostre informazioni e, come al solito, invitare conoscenti Flickr è dotato di una funzione di “posta interna”: una semplice web-mail ci permette di comunicare con gli altri utenti. Quello presente è il solito messaggio automatico di benvenuto
  68. 68. 64 Capitolo 4 Se nella schermata di conferma dell’iscrizione avessimo cliccato su “Upload your first photo”, saremmo arrivati a un’altra pagina. ecco l’indicazione, sempre aggiornata, sfoglia e cerca i file del nostro limite di upload mensile; ma sul nostro disco attenzione, questo sistema non ti aiuta a capire quanto è grande l’immagine che stai spedendo on-line, e quindi quanta percentuale di upload stai per usare. qui si può definire un’immagine privata, oppure accessibile solo amici, familiari o entrambi, oppure la si può lasciare pubblica. La potranno vedere tutti
  69. 69. Fotografia 2.0 65 Dopo aver premuto “Upload” potremo descrivere le nostre foto in diversi modi: la prima immagine che ho caricato nel campo “Descrizione” può è un mio autoritratto: nel titolo posso ospitare una… descrizione :) descriverlo meglio riecco i famosi tag. Alla fine verremo portati alla pagina “Your photo”. cliccando sulla freccia di fianco a “You” si apre un menu. Tra le varie voci trovi anche “Upload Photos” appoggiando il mouse sulla nostra “faccia” si evidenzia un altro menu con diverse opzioni che ci saranno utili in futuro da qua si possono modificare subito alcune caratteristiche della foto
  70. 70. 66 Capitolo 4 Per ora la pagina si presenta scarna, ma è molto importante perché rappresenterà il punto d’ingresso ai nostri lavori. Aggiungiamo delle foto, ripetendo la procedura di upload tramite l’apposito link, un po’ nascosto. Una delle foto che ho salvato on-line deve essere ruotata. Dalla gal- leria fotografica basta un clic per visualizzarne lo zoom, che presen- ta anche alcune possibilità di intervento. in quest’area le funzioni di intervento sulla foto. La più semplice è “Rotate”, per ruotarla, la più divertente è “Add note”. per aggiungere brevi note in aree della foto, a piacere, che compaiono solo se si appoggia il mouse sull’immagine. Prova! le miniature (“thumbnails”) delle altre nostre foto: cliccando sulle frecce sinistra e destra si scorre il nostro “photostream”, che tradurrei liberamente come “nastro” di fotografie
  71. 71. Fotografia 2.0 67 Organizzare le foto La nostra pagina si popola. È ora di iniziare a conoscere il Flickr Organizer. cliccando su “Organize” si passa all’applicazione che consente di organizzare le foto in quest’area sono presenti notifiche, news e informazioni, come quella relativa alla possibilità di creare un indirizzo web semplificato da comunicare ai nostri amici
  72. 72. 68 Capitolo 4 da questo menu troverai l’opzione puoi aggiungere le foto a un per modificare titolo, descrizione set esistente oppure di crearne e tag del gruppo di foto uno nuovo(“New set”) dal nastro si selezionano le foto, che vanno trascinate nell’area principale. Tenendo premuto il tasto della maiuscola (“shift”) puoi selezionarne più d’una. Possiamo considerare un set un po’ come un album. Peccato che con l’account “free” se ne possano fare solo tre. In compenso quello “pro” costa solo 25 dollari l’anno. qua indica titolo e descrizione di questo set. Quando hai finito, ricordati di salvare, e tornare alla tua pagina Flickr
  73. 73. Fotografia 2.0 69 Geotagging Da poco Flickr ha aggiunto una novità, il “geotagging”. Que- sta parola complicata vuol semplicemente dire etichettare le foto anche con informazioni geografiche. Farlo è ancora più semplice che dirlo: basta trascinare le foto, all’interno del- l’Organizr di Flickr, sulle mappe che Yahoo! (http://maps. yahoo.com) ci mette a disposizione. la nuova scheda “Map”: associa informazioni geografiche alle tue foto da qui si selezionano le foto per poi trascinarle sul luogo dove sono state scattate. Tenendo premuto “shift” se ne seleziona più d’una
  74. 74. 70 Capitolo 4 Pian piano la nostra pagina sta prendendo forma: questo collegamento ci porta alla presentazione di tutte le nostre foto l’icona del nostro primo set. Basta un clic..
  75. 75. Fotografia 2.0 71 …e inizia a diventare presentabile: eccoci nello slideshow del mio servizio fotografico da Venezia. Si può cambiare la velocità con cui cambiano le immagini sulla parte inferiore invece si visualizzano le thumbnail Ecco fatto. Abbiamo spostato on-line un’altra funzione che tipica- mente si svolge sul computer. Ok, qualcuno potrà dire che non è un’operazione molto intelligente: Windows ha una funzione di siste- ma per fare lo slideshow delle foto presenti in una cartella! Pregherei costui di riporre il libro e fare ammenda, prima di ricominciare :).
  76. 76. 72 Capitolo 4 Amici e gruppi A parte gli scherzi: è ovvio che poter mostrare le nostre foto da qualsiasi computer, e non solo dal nostro, ad amici o parenti che possono stare anche lontani da noi è un’indubbia comodità. Oltre a questo, però, vi sono le dinamiche di condivisione che abbiamo imparato a conoscere. Lasciando un commento a una foto che ci è piaciuta, questo farà parte della lista delle nostre attività, e probabil- mente attirerà quell’utente a visitare le nostre immagini. Salvando un utente di cui apprezziamo le foto nella nostra lista di contatti, i suoi nuovi scatti appariranno nell’apposito “nastro”, nella nostra pagina personale. E così via. avendo cliccato sul nominativo di un utente, si apre la sua pagina personale appoggiando il mouse sulla sua “buddy icon” si evidenzia un menu, che una volta aperto presenta accesso veloce a diverse funzioni, tra cui la possibilità di salvare il suo nominativo nella nostra lista di contatti

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