Lo stress e le condizioni di disagio. L’attività di vigilanza SPISAL di Mario Gobbi

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Lo stress e le condizioni di disagio. L’attività di vigilanza SPISAL di Mario Gobbi

  1. 1. Verona, 1 dicembre 2010 Lo stress e le condizioni di disagio L’attività di vigilanza SPISAL http://prevenzione.ulss20.verona.itMario Gobbimedico del lavoro Spisal Ulss 20 Verona
  2. 2. Linee di attività SPISAL ATTIVITA’ ISPETTIVA ISTITUZIONALE VIGILANZA PROGRAMMATA INCHIESTE INFORTUNI/MP LAVORATORE CON DISAGIO DENUNCIA DI MALATTIA PROFESSIONALE DM 14.01.2008
  3. 3. Attività di vigilanza programmata• Nell’ambito della verifica del sistema di gestione della sicurezza (SGS) aziendale si verificherà che il rischio da stress lavoro-correlato e le conseguenti misure di prevenzione siano parte integrante del DVR (come per qualsiasi altro rischio)• Si verificherà inoltre il coinvolgimento del RLS e del medico competente ove previsto Tenendo conto delle caratteristiche aziendali
  4. 4. Lavoratore con disagio• Screening• Invio a struttura specialistica multidisciplinare• Sospetta malattia professionale• Sopralluogo in azienda• Certificazione malattia professionale• Denuncia all’INAIL ex art. 139/1124• Referto (art. 334 CPP)/Rapporto all’A.G.
  5. 5. Denuncia/referto di malattia professionale• Indagine MP – Criteri: cronologico, rilevanza del danno, nesso di causa – Ispezione aziendale, SIT – Valutazione del rischio e misure di tutela adottate
  6. 6. DM 27.4.2004 e DM 14.01.2008 “Elenco delle malattie per le quali eobbligatoria la denuncia, ai sensi e per gli effetti dellart. 139 deltesto unico, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30giugno 1965, n. 1124 LISTA II - MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E DI LIMITATA PROBABILITA
  7. 7. ADEMPIMENTI MEDICO LEGALI (la denuncia sanitaria)D.P.R. 1124/65art. 139: è obbligatoria per ogni medico che ne riconoscal’esistenza la denuncia delle malattie professionali chesaranno indicate in un elenco da approvarsi con decreto delMinistro ………. (DM 14 gennaio 2008)D.Lgs. 38/2000art. 10: …… La trasmissione della copia della denuncia dicui all’art. 139, comma 2 del testo unico è effettuata,oltre che all’azienda sanitaria locale, anche alla sededell’istituto assicuratore competente per territorio.
  8. 8. ADEMPIMENTI MEDICO LEGALI (il referto)Codice di Procedura Penale-art. 334: 1. Chi ha l’obbligo del referto deve farlopervenire entro 48 ore o, se vi è pericolo nel ritardo,immediatamente al pubblico ministero o a qualsiasi ufficialedi polizia giudiziaria del luogo in cui ha prestato la propriaopera o assistenza ovvero, in loro mancanza, all’ufficiale dipolizia giudiziaria più vicino.2. Il referto indica la persona alla quale è stata prestataassistenza e ….. quanto altro valga a identificarla nonché illuogo, il tempo e le altre circostanze dell’intervento; dàinoltre le notizie che servono a stabilire le circostanze delfatto, i mezzi con i quali è stato commesso e gli effetti cheha causato o può causare.3. Se più persone hanno prestato la loro assistenza …. sonotutte obbligate al referto …… (art. 365 CP – omissione di referto)
  9. 9. Il referto è latto col quale lesercente una professione sanitaria riferisce allautorità giudiziaria di avere prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto perseguibile dufficio:1) Delitti contro la vita: lomicidio volontario, colposo,preterintenzionale (art. 575, 584, 589 c.p.), lomicidio delconsenziente (art. 579 c.p.), la morte conseguente ad altro delitto(art. 586 c.p.), la istigazione o laiuto al suicidio (art. 580 c.p.) elinfanticidio (art. 578 c.p.).2) La lesione personale colposa grave o gravissima solo quandoavvenga in violazione delle norme per la prevenzione degli infortunisul lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale.Nel caso di lesioni gravi o gravissime riportate dal lavoratore subordinato nel corsodella prestazione lavorativa, la possibilità di violazione di norme antinfortunistiche èin re ipsa e comporta, di conseguenza, l’obbligo di referto di cui all’art. 365 c.p. peril sanitario che intervenga a prestare la propria assistenza od opera, senza che lostesso debba accertare se e quale violazione si sia in concreto realizzata. Cassazione penale, sezione VI, sentenza 13 marzo 1998, n. 3231
  10. 10. MISURE DI PREVENZIONE PER LA GESTIONE DELLO STRESS DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, N° 81 e s.m.i.INTERVENTO PRIMARIOControllo dei rischi agendo sull’organizzazione dell’azienda, sulla gestione eprogettazione del lavoro e l’ergonomia. Codice di condotta / Accordo diclimaINTERVENTO SECONDARIOFormazione dei dirigenti e dei lavoratori per migliorare la loroconsapevolezza e la loro comprensione nei confronti dello stress, delle suepossibili cause e del modo in cui affrontarlo e/o per adattarsi alcambiamentoInformazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti,in conformità alle legislazioni europea e nazionale, ai contratti collettivi dilavoro e alle prassi.INTERVENTO TERZIARIOAssistenza dei lavoratori vittime delle conseguenze negative dello stress.Assistenza COLLETTIVA e INDIVIDUALE.Medico Competente, Consigliere di fiducia
  11. 11. 2 gennaio 2011

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