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Forum Pa Web2.0 2008
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Web 2.0 e PA al Forum PA maggio 2008

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  • Web 2.0 , un’etichetta facile che in realtà si riferisce ad un fenomeno complesso connotato da elementi distintivi rispetto al web 1.o , in continua evoluzione. Un fenomeno che come vedremo “rivaluta” l’individuo la sua identità e il suo sistema di relazioni, rispetto al la componete tecnologica che comunque rappresenta un elemento che impatta e influenza il modo di relazionarsi di interagire e quindi non sono neutre rispetto a diversi aspetti ad esse correlate: accessiblità e disponibilità tecnologica, usabilità, semplicità d’uso
  • Transcript

    • 1. <ul><li>Web 2.0 e Reti Sociali </li></ul>FORUM PA 2008
    • 2. Web 1.0   Web 2.0 DoubleClick --> Google AdSense Ofoto --> Flickr Akamai --> BitTorrent mp3.com --> Napster Britannica Online --> Wikipedia Siti personali --> blogging page views --> cost per click pubblicazione --> partecipazione sistemi di gestione dei contenuti --> wikis directories (tassonomia) --> tagging (&quot;folksonomia&quot;) stickiness --> syndication What is Web2.0 : ww.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html
    • 3. What is Web2.0 : ww.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html
    • 4. <ul><li>Web 2.0 </li></ul><ul><li>Accomuna tecnologie Internet di nuova generazione centrati su: </li></ul><ul><li>logica partecipativa e di network </li></ul><ul><li>ruolo attivo degli utenti (superamento dell’asimmetria informativa e modello one way di informazione e comunicazione) </li></ul><ul><li>distribuzione e potere collettivo dei contenuti </li></ul><ul><li>indipendenza e non proprietà dei contenuti </li></ul><ul><li>semplicità d’uso </li></ul>L’utente produttore/consumatore ri disegna il web! i lettori e gli aggregatori decidono la rilevanza dei contenuti archittettura informativa partecipativa e non gerarchica i lettori classificano e aggiungono contenuti attraverso i tag (folksonomy, social tagging e non tassonomie predefinite) le parole e la semantica sono più importanti della grafica e del layout (immediatezza delle Tag cloud)
    • 5. I principi del Web 2.0 <ul><li>Il Web come piattaforma </li></ul><ul><ul><li>Servizi e non software, prodotti </li></ul></ul><ul><ul><li>Utilizzo e non distribuzione del software (licenze e controllo API sono irrilevanti) </li></ul></ul><ul><ul><li>Aggiornamento, dinamicità e gestione dei dati e non applicativi, strumenti…(Data driven) </li></ul></ul><ul><ul><li>Long tail (potere collettivo dei piccoli siti) </li></ul></ul><ul><ul><li>partecipare non pubblicare </li></ul></ul><ul><ul><li>raggiungere l’intero web non specifici target </li></ul></ul><ul><ul><li>customer self-service, e sensibilità al cotesto non invadenza </li></ul></ul><ul><ul><li>decentralizzazione di internet </li></ul></ul>Netscape vs Google Double click vs Adsense Akamai Vs BitTorrent
    • 6. <ul><li>Sfruttare l’intelligenza collettiva </li></ul><ul><ul><li>Collegare (hyperlinking, link) </li></ul></ul><ul><ul><li>Aggregare (web aggregator, Rss Feed, mashup) </li></ul></ul><ul><ul><li>Utilizzare categorie “sociali” (social tagging, folksonomia) </li></ul></ul>Competenze centrali del Web 2.0 <ul><li>Architettura partecipativa </li></ul><ul><ul><li>coinvolgere gli utenti a partecipare nella produzione di dati e contenuti (cooperazione, redazione diffusa) </li></ul></ul><ul><ul><li>sfruttare la syndacation e non la co-ordinazione </li></ul></ul><ul><ul><li>supportare, valorizzare le relazioni (raccomandazioni, segnalazioni, commenti, legami) </li></ul></ul><ul><li>Modelli di programmazione leggeri </li></ul><ul><ul><li>Abbinare sistemi liberamente (il web come insieme di piccoli componenti) </li></ul></ul><ul><ul><li>Hackability, open source (basse barriere al riuso) </li></ul></ul>
    • 7. Lezioni del Web 2.0 <ul><li>far leva sul customer-self service, sulla partecipazione e intelligenza collettiva, sulla distribuzione e l’aggregazione dei contenuti, sui legami e le reti esistenti, per raggiungere l’intero web, le periferie non solo il centro, la “lunga coda” non solo il centro </li></ul><ul><li>gli effetti del network derivanti dai contributi degli utenti sono la chiave del predominio del mercato nell’era del web 2.0 </li></ul><ul><li>gli utilizzatori aggiungono valore in termini di contenuto (aumento della qualità e quantità di contenuti) e di servizio (decentralizzazione di internet) </li></ul>
    • 8. Aspetti contenutistici <ul><li>Riuso dei contenuti e aggregazione </li></ul><ul><ul><li>Open content e free software (Creative content e FLOSS, interoperabilità semantica, tecnologica e organizzativa) </li></ul></ul><ul><ul><li>Siti di mashup e aggregatori d’informazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Social tagging </li></ul></ul><ul><ul><li>Redazioni distribuite </li></ul></ul>
    • 9. <ul><li>Mashup </li></ul><ul><li>Il termine mash-up o mashup (da mash it up) deriva dal creolo giamaicano e significa distruggere o poltiglia. </li></ul><ul><ul><li>Impiegato originariamente in ambito musicale per indicare un evento o una performance di alto livello, è stato allargato a tutti gli ambiti musicali, nonché a quello dei videoclip e a quello informatico, seppure con una diversa accezione. </li></ul></ul><ul><li>Un sito o un'applicazione web di tipo ibrido, cioè tale da includere dinamicamente informazioni o contenuti provenienti da più fonti. </li></ul><ul><li>www.wikipedia.org </li></ul>
    • 10. <ul><ul><li>Tag </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>I contenuti sono ricercabili, correlabili e utilizzabili in base a parametri semantici qualitativi e non solo quantitativi </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il tagging produce Folksonomy il cui obiettivo è contrariamente alla Tassonomia, il “miglior disordine possibile” cioè quello che soddisfa le ricerche e sa adattarsi all’evoluzione dei contenuti e dei significati comuni e condivisi modificando il sistema classificatorio in base al modello mentale emergente degli utenti </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Redazioni distribuite </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>La produzione è remota e pluri - fonte non più assoggettata a un coordinamento centralizzato ma autogestita attraverso servizi on line > Wikipedia </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Rischi: conformismo o devianza </li></ul></ul></ul>
    • 11. <ul><li>http://www. soundplanning . eu / </li></ul><ul><li>Basato su strumenti partecipativi web 2.0 </li></ul><ul><li>(web2.0 technology generation, mashup site) </li></ul><ul><li>Orientato all’ Open source e all’ Open content </li></ul><ul><li>(interoperabilità, granularità e riuso dei contenuti) </li></ul><ul><li>Centrato sui Blog </li></ul><ul><li>(ma sono previsti anche Forum e strumenti di comunicazione sincrona) </li></ul><ul><li>Classificazione dei contenuti basata su tassonomie (standard metadata) ma anche su Folksonomy (Tag Clouds, informal/social tagging) social bookmarking (del.icio.us) </li></ul><ul><li>Aggiornamenti via RSS </li></ul>Sound Planning and Management A Community of Practice on PCM Un esempio di sito web 2.0 Formez
    • 12. Photo flickr Presenza online Calendario link delicious Video youtube weblog feed RSS TAG Cloud Barra di navigazione del sito Drupal Open Source Content Management System http://www. soundplanning . eu /
    • 13. Web 2.0 e l’uso sociale del software Con l’aggettivo sociale s’intende un software che offre agli utenti uno strumento di relazione attraverso la condivisione di contenuti I contenuti sono prodotti dai singoli utenti, raccolti e resi disponibili on line ( applicazione collettiva ) I contenuti sono prodotti dai singoli utenti, raccolti e resi disponibili on line e agli utenti è concesso di stabilire relazioni legate ai contenuti stessi ( applicazione puramente sociale ) Le tecnologie abilitano le funzioni sociali del software Partecipazione = Condivisione di valore e cooperazione
    • 14. Un caso Formez ForumPA di social networking La Rete degli Innovatori della PA http:// innovatoripa . it / Apertura all’individuo e alle sue interazioni GRUPPI E COMUNITA’ ESPERIENZE Profilo Utente Relazioni pertinenti Identità LA RETE Rete di identità TAG CLOUD
    • 15. 6 gradi di separazione <ul><li>Questa teoria prende anche il nome di teoria del mondo piccolo (small world theory) e definisce che in media, fra tutte le persone esistenti sul pianeta terra, esistono sei gradi di separazione </li></ul><ul><li>rappresentando ogni persona con un nodo e ogni amicizia con un arco fra due nodi, avremmo che per raggiungere un qualunque punto del grafo dovremmo passare in media attraverso altri sei nodi, prima di giungere a destinazione.. </li></ul><ul><li>per poter sfruttare i sei gradi di separazione inserendo il fattore umano, è necessario rendere il compito in egual misura molto semplice e molto attraente. </li></ul>
    • 16. 150 relazioni sociali <ul><li>Il numero di Dunbar è un valore, approssimato intorno a 150, che definisce il numero massimo di persone con cui un singolo è in grado di mantenere una attiva relazione sociale </li></ul><ul><li>Dunbar ha stimato che una grossa parte del tempo dovesse essere dedicata alle relazioni sociali (42% circa) </li></ul><ul><li>nell'ambito web 2.0 il concetto di 'relazione sociale attiva' è cambiato diventando più elastico, abbassando la soglia necessaria a considerare vicino qualcuno </li></ul>
    • 17. 1 – 9 - 90 <ul><li>Autori attivi : sono i maggiori produttori dei contenuti del sito web, partecipano con una frequenza elevata talvolta investendo anche molto tempo </li></ul><ul><li>Autori occasionali : sono persone che oltre a usufruire dei contenuti, hanno talvolta contribuito per integrare o aggiungere qualche informazione o commento. </li></ul><ul><li>Lettori (Lurkers): sono i fruitori passivi, ovvero coloro che utilizzano i contributi del sito senza apportare alcun contributo. Non per forza si tratta di lettori occasionali, potrebbero essere anche frequentatori abituali. </li></ul>1% degli utenti sono autori attivi,  9% degli utenti sono autori occasionali,  90% degli utenti sono lettori
    • 18. La rete sociale è passiva <ul><li>YouTube : solo lo 0,16% dei visitatori partecipa alla creazione di contenuti </li></ul><ul><li>Wikipedia : il 4,6% degli utenti contribuisce all’enciclopedia collettiva </li></ul><ul><li>Flickr : 0,2% dei visitatori pubblica le proprie foto </li></ul><ul><li>Però il 12% del traffico US è generato da siti WEB2.0 </li></ul>Bill Tancer, Hitwise, WEB2.0 EXPO, http://www.techcentral.ie/corporate_it/Users_failing_Web_2_sites/view Tutti ne parlano, molti lo guardano, pochi lo praticano!
    • 19. La partecipazione non è il fine di una rete sociale, di una comunità o di un gruppo! <ul><li>La partecipazione è il mezzo attraverso cui scoprire, estendere, supportare la rete e le relazioni già esistenti </li></ul><ul><li>Le tecnologie web 2.0 supportano la partecipazione sociale </li></ul>AGIRE SULLE LEVE DELLA PARTECIPAZIONE FACILITARE I LEGAMI FACILITARE L’USO DELLE TECNOLOGIE
    • 20. Barriere alla partecipazione <ul><li>Timore di esporsi on line </li></ul><ul><ul><li>timore di scrivere e apparire </li></ul></ul><ul><ul><li>Scarsa fiducia e credibilità </li></ul></ul><ul><ul><li>scarsa motivazione a condividere la propria conoscenza </li></ul></ul><ul><li>Gli strumenti web 2.0 richiedono utenti evoluti </li></ul><ul><ul><li>rischio di aumento del digital divide </li></ul></ul><ul><li>Scarsi contenuti utili a creare interesse e a dare risposta a problemi concreti </li></ul><ul><ul><li>chi crea la massa critica iniziale? </li></ul></ul>
    • 21. Credibilità: vince il tradizionale http://www.edelman.co.uk/trustbarometer/files/trust-barometer-2008.pdf
    • 22. Credibilità: mi fido delle persone come me http://www.edelman.co.uk/trustbarometer/files/trust-barometer-2008.pdf
    • 23. Perché dedicare tempo e energie <ul><li>Autorevolezza , come il consenso su di un proprio contenuto prodotto e immesso nel network che la comunità ha apprezzato. </li></ul><ul><li>Visibilità , la partecipazione a un network aumenta la possibilità che persone con interessi e competenze comuni finiscano sulla tua pagina o su un tuo contenuto. </li></ul><ul><li>Incontri , la possibilità di fare nuove conoscenze. </li></ul><ul><li>Condivisione di conoscenza, rendere pubbliche le proprie conoscenze (open culture). </li></ul><ul><li>Produzione di conoscenza , il seguire la rete di legami tra persone e informazioni facilita la possibilità di trovare nuove conoscenze e idee utili. </li></ul><ul><li>Raggiungibilità , facilità di essere individuati con l'incrocio dei dati, delle informazioni e attraverso l'esplicitazione dei sei gradi di separazione </li></ul>
    • 24. Autorevolezza,Visibilità,Incontri, Condivisione, Raggiungibilità Contenuti Contesto Identità Pratiche
    • 25. Bisogni funzionali <ul><li>Le necessità esplicite e pratiche che le persone devono e possono compiere, inserite nel flusso di attività giornaliero. Ciascuno deve scegliere cosa è più importante fare fra varie alternative (il tempo è limitato, mentre le attività no) </li></ul><ul><ul><li>Motivazione : l'attività X è più importante di ogni altra attività in quel momento e quindi viene fatta. </li></ul></ul><ul><ul><li>Leggerezza : l'attività X è talmente facile a farsi che basta un piccolo interesse spingerli a farla </li></ul></ul><ul><ul><li>Località : l'attività X è più facile da farsi dopo avere fatto X'', perché spazialmente o mentalmente inerente </li></ul></ul><ul><ul><li>Efficacia : l'attività X è più utile a raggiungere lo scopo rispetto ad altre attività (X', X'', X''') </li></ul></ul>
    • 26. Pulsioni aggreganti <ul><li>I network funzionano grazie alla capacità di cogliere le motivazioni che portano il singolo ad aggregarsi agli altri e di indurre e gratificare pulsioni aggreganti penetrando al meglio nel flusso giornaliero degli utenti. </li></ul><ul><ul><li>Competizione : bisogno di imporre se stessi e/o le proprie convinzioni, gusto per la sfida, accumulo di aggressività. </li></ul></ul><ul><ul><li>Curiosità : bisogno di conoscenza e controllo, istinto esplorativo. </li></ul></ul><ul><ul><li>Appartenenza : bisogno di condivisione e di far parte di una collettività che rafforzi il proprio agire e pensare individuale, che funga anche da rifugio in cui proteggersi. </li></ul></ul><ul><ul><li>Narcisismo : bisogno di conferma della propria capacità ed eccellenza, bisogno di approvazione </li></ul></ul>… .MA ANCHE Frustrazione
    • 27. I contenuti, la produzione di conoscenza passano attraverso La rete delle identità sociali Web 2.0 siamo NOI The machine is USing US http://www.youtube.com/watch?v=NLlGopyXT_g
    • 28. Rete degli Innovatori CONOSCENZA INFORMAZIONE INDIVIDUO RETE Multimedia Linkedin ePractice FaiNotizia Ning
    • 29. <ul><li>Grazie </li></ul><ul><li>FORUM PA - 13 maggio 2008 </li></ul><ul><li>Ore 15.00 - Seminario s22 </li></ul><ul><li>http:// innovatoripa . it / </li></ul><ul><li>www.slideshare.net/icitarelli </li></ul><ul><li>icitarelli @ formez . it </li></ul>Apprendimento blog cambiamento organizzativo comunicazione Content Management comunità Documentazione eLearning formazione interoperabilità intranet Learning Object Knowledge Management Project Cycle Management progettazione Pubblica Amministrazione Web
    • 30. Principali Riferimenti What is Web 2.0 http://www. oreillynet . com /pub/a/ oreilly / tim /news/2005/09/30/ what - is -web-20. html Elementi Teorici per la progettazione dei social network http://ibridazioni. com /2007/09/25/elementi-teorici-per-la-progettazione-dei-social-network/ Dal web 2.0 ai media sociali http://www. csp . it / it /chi-siamo/pubblicazione_web_2.0_101007/ Edelman Trust Barometer 2008 http://www. edelman . com /trust/2008/TrustBarometer08_FINAL. pdf

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