LEGGENDA INVENTATAINTORNO ALLA FIGURADEL BEATO INNOCENZODA BERZOLEGEND INVENTEDAROUND BLESSEDBEATO INNOCENZODA BERZO
IL POVERO E IL CANE     THE POOR MAN AND THE DOGIn quel di Berzo abitava un uomo chiamatoGiovanni Scalvinoni, soprannomina...
1. Giovanny prays our Lady
Un giorno Giovanni, mentre passeggiava per le viedel paese, incontrò un uomo molto povero senzafamiglia e senza casa, l’un...
2. Giovanny meets a poor man who cries for his ill dog
Giovanni, rattristato, disse all’ uomo di pregaremolto la Madonna, gli regalò un rosario, accarezzòil cane e se ne andò.Il...
3.Giovanny gives a rosary to thepoor man
La mattina del quarto giorno il cane svegliòl’uomo abbaiando e scodinzolando; ilpovero fu sorpreso e incredulo ma feliceal...
4. The dog has recovered and wakes up his master
Alzò gli occhi al cielo, ringraziòGiovannino e da quel giorno ognisera recitò il rosario.He looked up towards the sky,than...
5. The poor man is praying
BEATO INNOCENZO DA BERZO           Giovanni    Scalvinoni nasce   a    Niardo    in           Valcamonica (Brescia) il 19 ...
La sua sete dinteriorità lo portava a desiderare di vivere insolitudine, tra preghiere e penitenze, e a guardare dallaltra...
Quattro anni più tardi, il 2maggio      1878, emise       laprofessione solenne e vennenominato vicemaestro deinovizi. Lin...
Il suo punto dattrazione è ilTabernacolo, davanti al qualetrascorre le notti in orante silenzio, eil Crocifisso, che lo so...
Fu beatificato il 12 novembre 1961       da papa Giovanni XXIII  Un sentiero cheporta al convento della Annunziata, da lui...
BLESSED INNOCENT OF BERZOInnocent was born of poor but devout parents. As asmall child he had great mercy for the poor, gi...
He was considered an angel of peace.Several times each day he would say the Stations of theCross. His fervour in meditatio...
Bancarelle e giostre: 3 marzo
Filastrocche cantate                                  ( tratte dal volume “Tè cünte ‘na bòta”    realizzato dalla scuola p...
L‘ombelico Del Mondo" - Jovanotti   Riffe|---------------------------------------|B|--------------------------------------...
Altri raccontiFin da bambino Giovanni andava tutti i giorni in chiesa a pregare, tanto che era deriso e lasciato in dispar...
FIORI A MARIAGiovannino Scalvinoni, d’estate, passava lunghi periodi a Niardo, in casa di zio Francesco (zio Checo) che lo...
Ma sul rozzo gradino della santella i ciclamini sono sparsi alla rinfusa, ormai appassiti, e il “coder” di zio Checo è spa...
IL CACCIATORE E LA VOLPEGiovannino era molto devoto alla Madonna e quando litigava con i suoicompagni, non continuava a co...
Arrivata ora di pranzo il cacciatore si mise in cammino verso la sua casapensando a cosa poteva dare da mangiare quel gior...
Il nome di MariaGiovanni veniva chiamato Giovannino perché era piccolo, gracile epiuttosto timido, ma si rivelò sin da bam...
Giovannino come sempre rispettò lincarico che gli venne affidato,anche se gli sembrava una cosa da pazzi baciare la ciabat...
Volete sapere perché scelse di chiamarsi “da Berzo” ?Una sera come tutte le altre il nostro Beato si infila velocemente ne...
Al convento dell’Annunciata tanti anni fa c’erano molti frati tra i qualiun fratino minuto nel corpo, ma dal cuore grande ...
Elaborato dalla classe I C di Berzo Inferiore – Brescia ItaliaBressanelli Francesca, Cajo Yasmine,Celpica Artur, Cere Dieg...
Beato innocenzo da berzo bs  italy
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Beato innocenzo da berzo bs italy

  1. 1. LEGGENDA INVENTATAINTORNO ALLA FIGURADEL BEATO INNOCENZODA BERZOLEGEND INVENTEDAROUND BLESSEDBEATO INNOCENZODA BERZO
  2. 2. IL POVERO E IL CANE THE POOR MAN AND THE DOGIn quel di Berzo abitava un uomo chiamatoGiovanni Scalvinoni, soprannominato Giovanninoper la sua costituzione gracile e delicata egli era unuomo molto devoto alla Madonna.In that time in Berzo lived a man named Giovanni(John) Scalvinoni who was called Giovannino (LittleJohn) for his fragile and delicate build. He was apious man devoted to our Lady.
  3. 3. 1. Giovanny prays our Lady
  4. 4. Un giorno Giovanni, mentre passeggiava per le viedel paese, incontrò un uomo molto povero senzafamiglia e senza casa, l’unico amico che aveva era ilsuo cane. L’uomo era molto affranto perché il suocane era malato gravemente, da giorni noncamminava e non abbaiava più e lui non aveva ildenaro per pagare le cure del medico.One day Giovanni was walking along the roads ofthe village when he met a very poor homeless manwithout family, who had only one friend, his dog.The man was very sad because his dog wasseriously ill. It didn’t. walk and bark any longer andhe didn’t have the money for a doctor.
  5. 5. 2. Giovanny meets a poor man who cries for his ill dog
  6. 6. Giovanni, rattristato, disse all’ uomo di pregaremolto la Madonna, gli regalò un rosario, accarezzòil cane e se ne andò.Il povero fece come gli fu chiesto per tre giorni,tenendo sempre tra le mani il rosario.Giovanni was touched and told the man to pray andgave him a rosary, he caressed the dog and wentaway.The poor man did as he had been told for threedays always keeping the rosary in his hands.
  7. 7. 3.Giovanny gives a rosary to thepoor man
  8. 8. La mattina del quarto giorno il cane svegliòl’uomo abbaiando e scodinzolando; ilpovero fu sorpreso e incredulo ma feliceallo stesso tempo.In the morning of the third day the dogwoke him up barking and wagging its tail.The man was so surprised and happy thathe couldn’t believe his eyes,
  9. 9. 4. The dog has recovered and wakes up his master
  10. 10. Alzò gli occhi al cielo, ringraziòGiovannino e da quel giorno ognisera recitò il rosario.He looked up towards the sky,thanked Giovannino, and from thatday on he always recited therosary.
  11. 11. 5. The poor man is praying
  12. 12. BEATO INNOCENZO DA BERZO Giovanni Scalvinoni nasce a Niardo in Valcamonica (Brescia) il 19 marzo 1844. Pochi mesi dopo il padre morì. Giovannino trascorse la fanciullezza semplicemente, facendo propria la fede forte della gente di montagna. Studiò, fino al 1861, con ottimi risultati, nel collegio municipale di Lovere (Bergamo), dopodiché passò al seminario di Brescia. Fu ordinato sacerdote il 2 giugno 1867 a Brescia. Dopo due anni fu nominato vicerettore del seminario diocesano, ma venne rimosso dallufficio quasi subito perché assolutamente privo di autorità. Allora va a Berzo come vice-parroco.
  13. 13. La sua sete dinteriorità lo portava a desiderare di vivere insolitudine, tra preghiere e penitenze, e a guardare dallaltraparte della valle, dove svettava il campanile e la sagoma delromitorio cappuccino dellAnnunziata. Il 16 aprile 1874 donGiovanni, con il consenso del suo vescovo, bussa al conventodellAnnunziata di Borno (ora Piancogno in Valcamonica) einizia lanno di noviziato tra i Cappuccini con il nome di fraInnocenzo da Berzo. convento dellAnnunziata
  14. 14. Quattro anni più tardi, il 2maggio 1878, emise laprofessione solenne e vennenominato vicemaestro deinovizi. Lincarico durò pocotempo perché la casa dinoviziato nel novembre del1879 fu trasferita a Lovere,mentre fra Innocenzo rimaseallAnnunziata. Tra il 1880 e il1881 fu a Milano, dove feceparte della redazione dellarivista "Annali Francescani".Anche questo incarico, però,durò poco tempo e già agiugno del 1881 ritroviamofra Innocenzo nella solitudinedellAnnunziata.
  15. 15. Il suo punto dattrazione è ilTabernacolo, davanti al qualetrascorre le notti in orante silenzio, eil Crocifisso, che lo sospinge allameditazione continua della Via Crucis.I superiori nellautunno del 1889 gliaffidarono la predicazione degliesercizi spirituali nei principaliconventi della Provincia: a Milano, adAlbino, a Bergamo, a Brescia. Losforzo gli compromette una salute giàmalferma e il 3 marzo 1890, a soliquarantasei anni, morirànellinfermeria del convento diBergamo. Pochi mesi dopo le suespoglie mortali furono trasferitesolennemente a Berzo, circondate giàda una vasta fama di santità.
  16. 16. Fu beatificato il 12 novembre 1961 da papa Giovanni XXIII Un sentiero cheporta al convento della Annunziata, da lui molte volte percorso per raggiungere varielocalità della Valle Camonica, per confessare,predicare o fare la questua per ipoveri, è oggi a lui intitolato.
  17. 17. BLESSED INNOCENT OF BERZOInnocent was born of poor but devout parents. As asmall child he had great mercy for the poor, givinggenerously to those who asked, even though his familywas in need.He went to the secular seminary and was ordained tothe secular priesthood and was pastor in Berzo. We aretold that he preached with zeal and fervour and that hisconfessional was a haven of many souls. The youngpriest felt called to the Capuchin order and after greatstruggles made his profession at the age of thirty.He showed marked preference for humiliation andsolitude. He was cheerful and kind, he was the servantof all and inspired the boys to devotion to Mary. Hepreached at the church that was nearby on Sundays andalso heard confessions. Soon his name spread and manypeople flocked to hear him.
  18. 18. He was considered an angel of peace.Several times each day he would say the Stations of theCross. His fervour in meditation on the Passion was sogreat that he touched even the most hardened sinners.This priest was a man of prayer. For him it was his lifeand joy, comfort and strength. To prayer he addedheroic penance. His fasts were almost perpetual and hissilence all encompassing. His recollection showed all thathe was in constant contact with God. By penance inobedience he strove to please and appease Christ for thesins of the world. By his penance the priest broughtmany sinners to the grace of conversion.He died when he was only forty five, but his exampleand works live on. He died in 1890 and was beatified byPope John XXIII in 1961.There are two miraclesattributed to Innocenzo. The first is a cure of a boy of theage of four from leukemia and the second the cure of aboy of the age of five from peritonitis.
  19. 19. Bancarelle e giostre: 3 marzo
  20. 20. Filastrocche cantate ( tratte dal volume “Tè cünte ‘na bòta” realizzato dalla scuola primaria di 2° grado di Berzo Inferiore anno scolastico 2011- 2012)
  21. 21. L‘ombelico Del Mondo" - Jovanotti   Riffe|---------------------------------------|B|---------------------------------------|G|---------------------------------------|D|-----2-----------------2-----0--4--0---|A|--0-----0-----2-----3-----3------------|E|-----------3-----3---------------------| 
  22. 22. Altri raccontiFin da bambino Giovanni andava tutti i giorni in chiesa a pregare, tanto che era deriso e lasciato in disparte dai suoi amici che gli facevano degli scherzi come ad esempio quando gli misero dell’acqua nel contenitore per fare il burro  “l’ornel”, ma Giovannino riuscì ugualmente ad ottenere un bel panetto di burro.Diventato adulto Giovanni divenne frate Cappuccino e continuò ad aiutare i poveri.Morì il 3 marzo del 1980 nell’ infermeria del convento dei Cappuccini di Bergamo e cominciò a compiere alcuni miracoli.Un giorno in piazza  a Berzo arrivarono alcune persone paralizzate, furono portate al cimitero davanti alla tomba del Beato Innocenzo e in poco tempo avvenne il prodigio.Tutte le persone iniziarono a camminare, ci fu molto stupore e ancora oggi parecchie persone hanno fede e credono ai miracoli del Beato Innocenzo.
  23. 23. FIORI A MARIAGiovannino Scalvinoni, d’estate, passava lunghi periodi a Niardo, in casa di zio Francesco (zio Checo) che lo amava come un padre. Il ragazzo accompagnava volentieri lo zio quando usciva nei campi o nei pascoli.Un giorno, avrà avuto sì e no dieci anni,  Giovannino raccolse un mazzetto di fiorellini alpestri, i profumatissimi ciclamini del sottobosco: «Zio,questi li porto alla madonna del “Santèl” quando ritorniamo a casa». Ma poi ripensandoci: « Si appassiranno presto perché non ho niente da metterci l’acqua per tenerli freschi ». Lo zio lo incoraggiò: « Ti presterò il mio “codèr” » (il cosciale che contiene la cote). Era quello che ci voleva. Scavato nel legno dolce a forma conica allungata,poteva contenere un po’ d’acqua, come un vasetto. Giovannino s’illuminò di gioia. Andò al torrente, attinse un po’ di acqua e corse a mettere i fiori con il loro recipiente dinanzi alla madonna del “Santèl”. Qualche Ave Maria recitata con lo zio che s’era tolto il cappello e si tergeva il sudore dalla fronte e poi via, a casa per una parca cena e il meritato riposo. All’indomani, di buon ora, Giovannino con lo zio è già sulla strada sassosa che porta ai campi, tra i castagneti in fiore: «Ave Maria, benedeta stèla dela dè! ... Ave Maria stella benedetta del mattino … ».
  24. 24. Ma sul rozzo gradino della santella i ciclamini sono sparsi alla rinfusa, ormai appassiti, e il “coder” di zio Checo è sparito.Giovannino ha gli occhi pieni di lacrime.: «Beh, pazienza!» Dice zio Checo, « Ne costruirò un altro col mio falcetto affilato … e di fiori ce ne sono tanti nel bosco». Ma Giovannino continua a camminare con la testa bassa. Non gli importava che qualcuno avesse rubato il “codèr”e disperso i suoi fiorellini, gli rincresceva molto che ci fosse qualcuno al mondo che non volesse bene a Maria, la madre del Signore
  25. 25. IL CACCIATORE E LA VOLPEGiovannino era molto devoto alla Madonna e quando litigava con i suoicompagni, non continuava a contestare, ma si recava in chiesa a farsiperdonare dalla Madonna. Giovannino non giocava quasi mai con i suoiamici perché lui andava sempre in chiesa ad adorare la Madonna, è perquesto che molti momenti della sua vita erano occupati dalla preghiera.Su Giovannino si racconta che abbia fatto molti miracoli, uno è quello diun “regalo” di una volpe ad un cacciatore povero. Un giorno un cacciatoremolto conosciuto in paese andò in montagna a cacciare, come avveniva lamaggior parte delle mattine, per procurare cibo per se e per la suafamiglia. Il cacciatore passò tutta la mattina sul colle di quella montagnasenza trovare prede.
  26. 26. Arrivata ora di pranzo il cacciatore si mise in cammino verso la sua casapensando a cosa poteva dare da mangiare quel giorno ai suoi figli quandoincontrò Giovannino con suo padre; il cacciatore si mise a parlare con i duedella brutta mattinata che aveva passato. Allora Giovannino fece comparireuna bella e grossa volpe e lo fece notare al cacciatore che caricò il fucile esparò contro la volpe; quest’ultima morì e il cacciatore tutto contento corsea casa facendo vedere alla sua famiglia la volpe che aveva ucciso.
  27. 27. Il nome di MariaGiovanni veniva chiamato Giovannino perché era piccolo, gracile epiuttosto timido, ma si rivelò sin da bambino educato saggio eintelligente, tanto che a scuola era invidiato dai compagni che a voltelo prendevano in giro per fargli fare brutta figura con gli educatori.Giovannino compiva azioni a volte un po strane pur di non offendere ilnome di Maria e di mantenere un atteggiamento esemplare . Mentre Giovanni era in collegio a Lovere , durante il mese di Maggio(mese dedicato alla Madonna ),era abitudine che tutti gli alunni ognisettimana dovessero fare un fioretto assegnatogli dagli istitutori.Quella settimana bisognava baciare il nome di Maria ovunque esso sitrovasse i suoi compagni di collegio ,che conoscevano il suo impegno,la sua dedizione e la sua buona volontà nel rispettare le regole, glifecero uno scherzo , scrivendo il nome di Maria sulla sua ciabatta.
  28. 28. Giovannino come sempre rispettò lincarico che gli venne affidato,anche se gli sembrava una cosa da pazzi baciare la ciabatta, mapoiché cera scritto il nome di Maria lincarico venne portato atermine baciandola .Nonostante tutto lui non provava rancore nei confronti deicompagni che si prendevano gioco di lui, anzi era sempre dispostoad aiutarli quando gli chiedevano un consiglio o un aiuto nel fare icompiti …Perciò ricordiamo con ammirazione e stima il Beato Innocenzo,che non era né egoista né orgoglioso, ma generoso e altruista epreferì vivere nella povertà perché il suo unico esempio di vita eraGesù Cristo.
  29. 29. Volete sapere perché scelse di chiamarsi “da Berzo” ?Una sera come tutte le altre il nostro Beato si infila velocemente nel letto ed inizia apregare finché si addormenta. Quella notte fece un sogno molto strano: gli comparveuna chiesetta del lontano Brasile sul cui portone vi era scritto: “Beato Innocenzo daBerzo “. Quando si svegliò pensò che quello fosse un messaggio inviato da Dio stesso edecise quindi di chiamarsi “da Berzo. Morì il 3 marzo del 1980 nell’Fin da bambino Giovanni andava infermeria del convento deitutti i giorni in chiesa a pregare, Cappuccini di Bergamo e cominciò atanto che era deriso e lasciato in compiere alcuni miracoli.disparte dai suoi amici che gli Un giorno in piazza a Berzofacevano degli scherzi come ad arrivarono alcune personeesempio quando gli misero paralizzate, furono portate al cimiterodell’acqua nel contenitore per fare il davanti alla tomba del Beatoburro “l’ornel”, ma Giovannino Innocenzo e in poco tempo avvenne ilriuscì ugualmente ad ottenere un prodigio.bel panetto di burro. Tutte le persone iniziarono aDiventato adulto Giovanni divenne camminare, ci fu molto stupore efrate Cappuccino e continuò ad ancora oggi parecchie persone hannoaiutare i poveri. fede e credono ai miracoli del Beato Innocenzo.
  30. 30. Al convento dell’Annunciata tanti anni fa c’erano molti frati tra i qualiun fratino minuto nel corpo, ma dal cuore grande e senza limiti, tantoda voler essere solo per Dio e per gli altri.Un piccolo frate di nome Innocenzo consumatosi e dileguatosi nelvortice dell’amore divino.Il frate che ha vissuto dedicandosi a tanta preghiera e penitenza, tutti igiorni scendeva dal convento dell’Annunciata fino a Cogno a piedinudi, fino a che gli sanguinavano.Girava tutta la Valle aiutando tutti i poveri e dando tante benedizioni.Un giorno mentre passava davanti ad un campo vide un bimbo di circatre anni che piangeva dentro a un cesto di vimini che si usava pertrasportare le patate.Il bimbo era solo, il frate si guardò in giro scorgendo la mamma infondo al campo, zappando, raccoglieva le patate.Il frate diede la manina al bimbo e lo condusse pian piano dallamamma la quale rimase stupita e meravigliata perché il bimbo eraparalizzato dalla nascita.Ora davanti ai suoi occhi il figlio camminava.Al giorno d’oggi la sua testimonianza ora è più viva che mai e la gentelo prega chiedendo grazie, aiuti e miracoli.
  31. 31. Elaborato dalla classe I C di Berzo Inferiore – Brescia ItaliaBressanelli Francesca, Cajo Yasmine,Celpica Artur, Cere Diego,Cominini Anna, Contessi Luca,Dellanoce Denis, Entrade Michela,Fabiani Greta, Levi Davide,Menolfi Laura, Minute Alessandro,Moscardi Sabrina, Panteghini Mirco,Rebaioli Nicolò, Romagnoli Chiara,Rossi Livio, Savoldelli Antonio,Scalvinoni Elena, Scalvinoni Elisa,Simonetti Giada, Testa Denis,Vaccinoni Fabio.Proff.: Bonafini Caterina, Minolfi DanielaMusica : “The Mission” di Ennio Morricone
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