Strumenti innovativi per losviluppo delle Creative Industries: esperienze e lezioni dal Regno Unito

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  • + realguada realguada 2 years ago
    Wow! l’ho trovata per caso..avrei voluto assistere all’esposizione ufficiale. Se ti capita di usarla in una docenza milanese fammelo sapere, sono fissa qui a Milano dall’ 8 Gennaio. Ciao! Rossella
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Strumenti innovativi per losviluppo delle Creative Industries: esperienze e lezioni dal Regno Unito - Presentation Transcript

  1. Strumenti innovativi per lo sviluppo delle creative industries: esperienze e lezioni dal Regno Unito Alberto Cottica, Rossella Falcone, Andrew Missingham http://www.scribd.com/doc/13623/Strumenti-innovativi-per-lo-sviluppo-delle-industrie-creative-esperienze-e-lezioni-dallUK-2006
  2. Obiettivi di ricerca
    • attingere al patrimonio europeo di esperienze di successo di politiche di sostegno alle creative industries
    • privilegiare il terreno del fare per realizzare iniziative sul territorio
    • filtrare il rumore di fondo dovuto alle specificità nazionali
    • il Regno Unito è il più avanzato dei grandi paesi europei, con un settore creativo molto tonico: 113.000 imprese che producono il 6% del PIL nazionale
  3. Di cosa parleremo
    • Il contesto nel Regno Unito
    • Tre esperienze di successo
    • Le politiche di sostegno alle creative industries: istruzioni per il montaggio
  4. Di cosa parleremo
    • Il contesto nel Regno Unito
    • Tre esperienze di successo
    • Le politiche di sostegno alle creative industries: istruzioni per il montaggio
  5. Il contesto nel Regno Unito
    • La domanda sbagliata: chi sono e cosa fanno gli enti preposti alle politiche per le creative industries?
    • Le singole policies sono immerse in “stili di intervento” tanto consolidati da risultare quasi invisibili
    • Lo stile di intervento nel Regno Unito:
      • mecenatismo di stato
      • centralizzazione rispetto alla dimensione stato-enti locali e frammentazione delle competenze per issues
      • le creative industries sono associate al dibattito su innovazione e competitività
  6. Lo stato mecenate
    • Tradizione molto radicata in Europa
    • Peacock 1993: non c'è una vera argomentazione teorica a favore dei sussidi alla musica (Baumol e Owen 1966 è “scaduto”)
    • In UK questa tradizione fu impostata da Keynes nell'immediato dopoguerra: l'Arts Council
  7. L'Arts Council secondo Keynes
    • infrastrutture (“capitalizzazione del settore”)
    • educazione all'arte/divulgazione (“propaganda culturale”)
    • le istituzioni dell'arte devono cercare la sostenibilità economica (“avviare la pompa della spesa privata”)
  8. L'Arts Council in realtà
    • finanziatore perpetuo delle istituzioni dell'arte. L'autonomia economica è considerata irraggiungibile.
    • rapporto molto stretto soprattutto con le istituzioni maggiori (grandi teatri, grandi orchestre)
    • ruolo di lobbista a favore delle arti
    • difficoltà nel perseguire i propri obiettivi di policy (cfr. Peacock e i suoi vouchers)
    • conflitto di interesse?
    • teoria “romantica” dell'arte: solo gli artisti capiscono ciò che stanno facendo. Il sostegno dello stato è essenziale (Schoenberg).
  9. Governo centrale e quangos
    • UK: molto centralizzato, tradizione debole di governo locale (partecipazione alle elezioni locali: 20-40%)
    • negli anni 70 e 80 vengono smantellate le esperienze di governo locale dei 60 (GLC). Molti servizi vengono privatizzati
    • le competenze, prima generali, vengono distribuite a una galassia di organizzazioni che operano a livello locale
    • la frammentazione è vista come garanzia di concorrenza
    • QUANGOS: quasi-non governmental organizations
    • non resta molto spazio alle autorità locali
  10. 1997: regionalizzazione
    • obiettivo strategico del New Labour
    • nove regioni inglesi, Scozia e Galles
    • Regional Government Office: rappresenta dieci dipartimenti governativi. Struttura organizzativa libera
    • Assemblee regionali non elettive. Circa 70% autorità locali; per il resto stakeholders locali. Composizione, numero, frequenza di riunione variabili
    • Regional Development Authorities: correggono gli squilibri regionali
    • Il livello centrale resta preponderante per risorse e prestigio
  11. Arte=>creatività=>innovazione?
    • la strategia di Lisbona viene presa molto sul serio
    • il nesso creatività/innovazione (Florida ecc.) anche
  12. L'attivismo del governo centrale
    • creata la figura del ministro per le industrie creative (afferisce al DCMS)
    • trasferite al DCMS le competenze su moda e pubblicità
    • lanciata l'iniziativa per le industrie creative (fine 2005)
    • lanciata Cultural&Creative Skills per la formazione professionale (2005)
    • dibattito vissuto in chiave di competitività nazionale
    • tutti i policy makers sono coinvolti
    • protagonismo delle RDAs, che spesso scavalcano i locali Arts Council
    • una teoria post-romantica dell'arte?
  13. Di cosa parleremo
    • Il contesto nel Regno Unito
    • Tre esperienze di successo
    • Le politiche di sostegno alle creative industries: istruzioni per il montaggio
  14. Promoter Platform nelle East Midlands Il rapporto tra creatività e mercato
    • progetto di formazione professionale a sostegno delle arti di Arts Council East Midlands e The Hub UK
    • Circa 4 milioni di persone e 3 città: Derby, Leicester, Nottingham
    • forte immigrazione, perlopiù di origine asiatica, che alimenta la diversità della scena locale (“urban Asian”)
  15. PP: la strategia
    • asse tra James Burkmar (AC – Head of music) e Julia Payne (The Hub UK - direttrice)
    • la fonte di ispirazione sono i touring circuits sviluppatisi spontaneamente
    • il ruolo degli “shape shifters”: accettare la nozione di successo degli artisti e mediare tra essi e il mercato (esempio: Baby Face)
    • costruire un rapporto tra l'AC e questi soggetti, che riescono a parlare con gli artisti come l'AC non può fare, per attirare la scena urban music nel circuito AC
    • Burkmar convince l'AC a finanziare PP sotto l'etichetta audience development
  16. PP: l'esperienza
    • inizio 2005: lancio e infomeeting con 20 giovani selezionati che gestiscono piccole attività musicali a livello semiprofessionale
    • training programme (marzo-luglio) con quattro sessioni (modelli di business per l'industria musicale, fundraising, marketing, finanza)
    • bursary scheme per connettere alcuni soggetti con cui l'AC ha già rapporti (RFOs) con la parte giovane e emergente della scena: Derby Dance, Y Theatre, Raw Talent
  17. PP: gli impatti
    • Aumento delle competenze (probabilmente sì)
    • Creazione di impresa o di occupazione (?)
    • Networking (decisamente sì)
    • Innalzamento delle aspettative (sì)
      • Al mercato non si fornisce passivamente ciò che il mercato vuole, ma gli si fa la propria proposta.
  18. PP: valutazione
    • esperienza innovativa rispetto alla prassi AC
      • strategia: “andare sul mercato”
      • estetica: urban music
      • interlocutori: shape shifters, non artisti
      • comunicazione: virale
    • contiene un elemento di conflitto tra Burkmar-Payne e l'AC (non nei fini, ma nei mezzi e negli interlocutori)
    • relazione (generativa?) Burkmar – Payne (entrambi di estrazione AC)
    • l'importanza dei rapporti umani: community non web
  19. The Junction a Cambridge Spazi fisici e sviluppo di competenze
    • Cambridge, East Anglia: 130.000 abitanti (di cui 22.000 studenti) tra città e area urbana
    • 1 abitante su 4 ha 16-25 anni
  20. TJ: storia
    • 1985: i giovani rivendicano uno spazio in cui sentire musica. Nasce il Cambridge Venue Group
    • 1986: proposta di costituire un centro culturale. Spese di struttura a carico del comune, finitura e attività sul CVG
    • 1990: inaugurazione. Partners: City Council, ACE East, District Council e birrificio Charles Wells
    • 1993: prima produzione
    • 1994: ingresso in Trans European Halles
    • 1997: fusione con il Cambridge Drama Center
    • 1999-2002: 15 M£ per sviluppo e programmazione
  21. TJ oggi
    • 4 spazi principali:
      • The Stripe, 1000 posti (musica live, discoteca)
      • The Shed, 220 posti (danza, teatro)
      • Junction 4 (sala prove per teatro)
      • Junction 5 (laboratorio per le arti e le nuove tecnologie
  22. TJ: attività 2003/2004
    • aperto 364 giorni l'anno: 950 eventi
      • 123.000 biglietti venduti
      • 56 concerti, 120 serate discoteca, 58 spettacoli teatrali o di danza, 50 eventi comunitari e 520 tra lezioni e laboratori
    • 3 M£ fatturate all'anno
      • 1 M£ vendita biglietti
      • 0,9 M£ bar
      • 0,4M£ TJ export
      • 0,4 M£ contributi pubblic i
    • 35 dipendenti, 100 collaboratori
  23. TJ Export
    • Consulenza artistica
    • Project planning e project management
    • Apprendimento e sviluppo attraverso le arti
    • Production management
    • Fornitura dei servizi di bar e catering
    • Organizzazione di eventi outdoor e indoor
    • Escalator programme
    • partecipazione a eventi marketplace
  24. TJ: un polo creativo “riluttante”
    • TJ è un receiving venue, un polo di attrazione
    • gestire lo spazio ha permesso di sviluppare competenze “fine-tuned” di produzione, comunicazione, direzione artistica
    • Escalator investe in modo personalizzato nei giovani artisti orientandoli al mercato
    • l'obiettivo principale è produrre spettacoli per TJ
  25. The Club@ICA a Londra Rete e socialità
    • Iniziativa dell'ICA – Philip Dodd (1997-2004)
    • “ Cool Britannia” (Dodd, 1997): il rebranding di un paese
    • Londra rilanciata come world city (The London Study, GLA, elezione diretta del sindaco...)
    • “ Commerce and art have always been natural lovers” - “We were ruined by the romantics”
    • hardware culturale:
      • luoghi e mezzi della cultura e della comunicazione
      • offerta formativa per portare la cultura in un quadro esplicitamente commerciale
  26. TC: struttura
    • un unico dipendente, la direttrice
    • un proprio Council, in cui siedono gli sponsor:
      • University of the Arts
      • ACE
      • 3Mobile
      • Channel 4
      • Creative London – LDA
  27. TC: le risorse
    • un venue strepitoso: l'ICA sul Mall
    • un partenariato con prestigiosi soggetti privati coinvolto in modo non formale
    • un partner esterno global corporate, Cap Gemini
    • la televisione! (La gente è vanitosa)
  28. TC: cosa fa
    • organizza incontri a tema tra imprese e singoli professionisti delle creative industries
    • circa 1500 utenti (20 senior members):
      • 20% digital media
      • 10% design e grafica
      • 15% architettura
      • 15% musica
      • 10% teatro, cinema
    • “ il modello è l'agenzia matrimoniale”
    • molto lavoro sui formati per microgestire il contesto sociale (presentazioni a sorpresa, Pecha Kucha, alcool)
  29. Di cosa parleremo
    • Il contesto nel Regno Unito
    • Tre esperienze di successo
    • Le politiche di sostegno alle creative industries: istruzioni per il montaggio
  30. Le politiche di sostegno alle creative industries: istruzioni per il montaggio
    • un problema specifico: costruire un intervento localizzato di sostegno alla creatività musicale
    • reti:
      • con PP l'AC tenta di costruire una rete
      • TJ partecipa a reti
      • TC “è” una rete
    • Reti diverse da quelle “classiche” per la diffusione dell'innovazione:
      • eterogenee
      • orientate al fare
      • progettano se stesse
  31. Un possibile quadro teorico (Lane e Maxfield, 1997)
    • L'innovazione è la ridefinizione dei significati degli artefatti (che possono essere materiali, come i prodotti, o immateriali, come le strutture organizzative) e delle identità degli agenti
    • La ridefinizione innovativa dei significati avviene nel contesto di relazioni tra gli agenti
    • La strategia per produrre innovazione è essenzialmente un investimento in relazioni
  32. Linee guida per assemblare i pezzi -1
    • Le esigenze della creatività non sono necessariamente contrapposte a quelle del mercato (TC, PP)
    • I creativi lavorano meglio in comunità (PP, TC. TJ)
    • L'interazione faccia a faccia è molto importante (TC, PP)
    • La disponibilità di spazi fisici è molto importante (TJ, TC, PP)
    • Gli ambienti di interazione devono essere curati nei minimi dettagli (TC, PP, TJ)
  33. Linee guida per assemblare i pezzi - 2
    • internet non è molto importante (PP, TC)
    • I nodi della rete (cioè i membri della comunità) sono persone, non organizzazioni (PP, TC)
    • Un grado di eterogeneità più alto che “in natura” è desiderabile (TC, PP)
    • Il management e il monitoraggio degli interventi innovativi sullo sviluppo delle creative industries sono assolutamente esiziali per la loro buona riuscita (PP)
    • Il contesto istituzionale tradizionale va interpretato, e forse forzato leggermente, se si vogliono risultati (PP, TC, TJ)
  34. Individuare i pezzi che mancano
    • Il governo centrale è fortemente impegnato a favore delle industrie creative
    • La forte centralizzazione amministrativa rende il sistema reattivo nei confronti di decisioni del governo centrale
    • Esiste una tradizione di finanziamento pubblico alle arti che può essere usata per sollecitare la produzione di contenuti innovativi e “contigui al mercato“
    • Le industrie creative del paese sono molto toniche (Art Schools, Enterprise Allowance Scheme)
    • Londra è una delle pochissime world cities del pianeta
  35. Strumenti innovativi per lo sviluppo delle creative industries: esperienze e lezioni dal Regno Unito Alberto Cottica, Rossella Falcone, Andrew Missingham http://www.scribd.com/doc/13623/Strumenti-innovativi-per-lo-sviluppo-delle-industrie-creative-esperienze-e-lezioni-dallUK-2006

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