Your SlideShare is downloading. ×
Calendario 2014 Pro Loco Acquanegra Cremonese
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

Calendario 2014 Pro Loco Acquanegra Cremonese

571
views

Published on


0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
571
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
1
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. El me paées 2014
  • 2. LETTERA APERTA Eccoci di nuovo alle porte di un nuovo anno e come di consueto spetta a me riassumere questo 2013 per noi molto impegnativo, ma anche estremamente edificante. So di non essere una persona molto sintetica, ma vedrò questa volta di fare un’eccezione. Partirei da un fatto istituzionale: il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. Dalla foto allegata potete vedere i volontari che hanno deciso di offrire il loro tempo e a loro va il mio ringraziamento ed apprezzamento per aver avuto ancora fiducia nella Pro Loco. Sul fronte delle attività svolte durante l’anno, credo che una menzione speciale la meritino senza ombra di dubbio rispettivamente il Carnevale, tornato ad essere festeggiato con i carri allegorici per le vie del paese e la serata conclusiva del “Giugno in Piazza”, che con l’Orchestra Magica Musica interamente composta da ragazzi diversamente abili, ha letteralmente incantato la platea di Piazza delle Arti gremita come non mai. Per concludere, mi viene doveroso informarvi che grazie al contributo di alcuni volontari che lo scorso autunno hanno contribuito alla riuscita di una festa privata, la Pro Loco ha potuto acquistare un furgone dotato di cella frigorifera, elemento diventato indispensabile per poter effettuare la “Sagra dei Gnocchi”; a tutti loro va il mio doveroso grazie. Un altro grazie enorme lo devo a tutti coloro che hanno contribuito alla bella riuscita della “Sagra dei Gnocchi” consentendoci così di poter acquistare una pedana in materiale plastico speciale da adibire anche a pista da ballo. Augurandomi di vedervi ancora numerosi alle nostre manifestazioni vi inoltro a nome mio personale e di tutto il Consiglio della Pro Loco, i più fervidi Auguri di Buone Feste e Buon Anno. Valerio TESSERAMENTO Anche quest’anno, chi volesse sottoscrivere il tesseramento per l’anno 2014, può farlo versando la somma base di € 5,00 attraverso i membri del Consiglio dell’Ente Pro Loco (e dal 7 gennaio 2014 anche presso la tabaccheria di Michela Caporali). Vogliamo ricordare che da diversi anni la quota non è stata ritoccata e visto il momento difficile che il nostro paese sta vivendo ci è sembrato il minimo non gravare ulteriormente sui bilanci familiari. Ci preme altresì ricordare che il tesseramento è la principale risorsa dell’Ente Pro Loco, attraverso il quale si rende possibile la realizzazione di tutte le attività sociali, ricreative e culturali in programma. Un sentito grazie di cuore a tutti coloro che in questi anni ci hanno assiduamente sostenuto e che siamo sicuri, continueranno a farlo anche in futuro. Gli amici che rinunciando al proprio compenso hanno reso possibile l’acquisto del nuovo furgone visibile sullo sfondo Da sinistra: Silvia - Valerio - Emanuela - Luciano - Paola Roberto - Patrizio - Rosa - Ermes - Silvio (chinato) Nel riquadrino in alto a sinistra: Romina che purtroppo ci ha lasciato prematuramente PREVISIONE 2014 Il nuovo Consiglio di Amministrazione RINGRAZIAMENTI Impossibilitati a ringraziare singolarmente tutti quelli che in qualsiasi modo ci danno una mano, lo facciamo attraverso questa pagina di calendario nella speranza che nessuno si senta escluso. Consentiteci anche un particolare ringraziamento nei confronti di tutti coloro che con testi e fotografie hanno contribuito alla stesura di questo calendario. Nella speranza di aver fatto cosa gradita porgiamo a tutta la popolazione di Acquanegra e Fengo gli Auguri di un sereno Natale e felice Anno Nuovo. Canti della Merla (con ricco buffet) Carnevale Giugno in piazza (in collaborazione con A.V.I.S.) Sagra dei gnocchi Gara podistica (in collaborazione con A.V.I.S.) Castagnata Serata medica Gita ai mercatini di Natale Santa Lucia (distribuzione di doni ai bambini) Calendario “El me paèes” ….e quanto potremo fare in più…..
  • 3. ( di Teresa Odelli ) Acquanegra, territorio cremonese DOC non poteva mancare di amare il violino e di annoverare fra i suoi abitanti qualche liutaio. E sono ben tre coloro che di liuteria vivono. BRUCE CARLSON Per importanza in campo mondiale, il primo della lista è Bruce Carlson, nato in Michigan nel 1947, approdato in Italia nel ’72 (dopo aver lavorato a Los Angeles e a New York nelle più prestigiose “botteghe” di restauro liuteria degli Stati Uniti). Sposato con la signora Bianca Bianchi, maestra amatissima delle elementari di Acquanegra, risiede nel nostro comune da oltre vent’anni. Una volta in Italia si è affermato come restauratore e manutentore della collezione del Museo Stradivariano e della collezione comunale di strumenti classici cremonesi, ha quindi aperto un suo laboratorio a Cremona, che ora è in via Robolotti ed è in assoluto il più rinomato della categoria in ambito internazionale : il “Carlson - Neumann”. Basti pensare che gli abituali frequentatori di detto laboratorio sono i Maestri Salvatore Accardo, Uto Ughi, Bruno Giuranna, Rocco Filippini ed i maggiori violinisti di tutto il mondo. Dal giugno del 2000 il Maestro Carlson è stato nominato, da l Comune di Genova, liutaio responsabile della conservazione dei violini storici di civica proprietà, fra cui il famoso “Cannone”, il Guarneri del Gesù appartenuto a Niccolò Paganini.
  • 4. ( di Teresa Odelli ) MICHELE BUCCELLE’ Michele Buccellè è dalla nascita (1981) residente in Acquanegra località “Villette”, dove attualmente lavora nel laboratorio di sua proprietà. Diplomatosi nel 2000 presso la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, ha poi lavorato per un decennio presso il Maestro Maurizio Tadiol i perfezionando il proprio stile e specializzandosi nella costruzione d i strumenti nuovi ma ispirati all’antica tradizione classica cremonese. Nel 2009 ha ricevuto il premio “Sabino Preti” come miglior giovane liutaio cremonese, nel XII Concorso Triennale Internazionale degli strumenti ad arco “A.Stradivari”. Michele ha una particolare abilità nel riprodurre gli strumenti antichi, ricorrendo a tecniche raffinate per “anticare” i suoi pezzi, dando ad ognuno l’aspetto che solitamente conferisce solo l’usura del tempo. Questi violini sono particolarmente ricercati dagli estimatori di strumenti antichi, ma anche da chi cerca l’originalità e si vuol distinguere all’interno di un’orchestra, sfoggiando uno strumento molto simile ad uno Stradivari o ad un Guarneri del Gesù. ALESSIO FERRARI Alessio Ferrari, classe 1960, si è diplomato alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona nel 1977 dove, due anni dopo, ha iniziato a prestare opera e lavora a tutt’oggi come assistente di liuteria. I suoi strumenti sono ispirati ai modelli classici cremonesi e sono apprezzati soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti. Alessio potrebbe essere definito “cittadino del mondo” per i suoi contatti con gente d’ogni nazionalità e per i suoi spostamenti internazionali, ma abita ad Acquanegra, dove è molto stimato, oltre che per le sue doti professionali, per l’opera da lui costantemente prestata nel campo del volontariato.
  • 5. Fondazione Guida Dr. Venceslao... Le origini (con la collaborazione di Alessandra Domaneschi) “Nel Palazzo di Fengo si dovrà istituire un ricovero che abbia ad accogliere uomini e donne dai 65 anni compiuti, i vecchi poveri e cronici del paese di Fengo e delle sue frazioni Catastali: Fienile del Pesce e Cascina Fossa...”. Con questa semplice frase, il 24 dicembre 1934, ha inizio la meravigliosa avventura della nostra Casa di Riposo. Un po’ di storia: Le origini della casa di riposo di Fengo di Acquanegra risalgono al 1938, anno della morte del dottor Venceslao Guida, che ne aveva generosamente concepito il disegno riservando ad essa i mezzi sufficienti per poter sorgere e funzionare. Il Dott. Guida, vecchia figura di ricco ed illuminato possidente, soleva spesso recarsi nella sua villa di Fengo, ove trascorreva lunghi periodi interessandosi attivamente alla conduzione delle proprie aziende agricole ed amando sovente incontrare la gente del luogo per apprenderne dalla viva voce ansie e problemi. L’attaccamento del guida per il piccolo centro, la sensibilità per le tristi condizioni di buona parte della sua gente, la sua solidarietà verso coloro che maggiormente erano tormentati dall’indigenza, ebbero larga testimonianza quando, alla di lui morte avvenuta nel 1938, volle riservare buona Una veduta parziale dell’Opera Pia Guida di Fengo fine anni ‘60 parte delle proprie ricchezze all’istituzione di una casa di riposo dove potessero trovare alloggio gratuito e un degno conforto alle necessità della vecchiaia gli abitanti di Fengo. Venivano così tolti agli eredi diretti e legittimi un podere di 75 ettari di terreno con annesso cascinale e l’elegante residenza padronale che per anni aveva ospitato i membri della famiglia Guida. Si tratta di una costruzione dalle sobrie strutture architettoniche con un vasto corpo centrale e due ali che abbracciano per l’intera larghezza un bellissimo parco antistante la villa. L’interno, originariamente monumentale per la grandiosità delle sue sale, per l’imponenza dei suoi atri, per la superba geometria delle sue volte ricoperte di affreschi, è stato frazionato in modo da ricavarne posti letto per i ricoverati. Un decreto del Presidente della Repubblica del 1957 riconosceva ufficialmente la “Opera Pia dott. Venceslao Guida”. Nello stesso anno avevano inizio i lavori di adattamento, e nel 1960, dopo la morte della Sig.ra Virginia Anselmi (moglie del Sig. Venceslao) avvenuta nel 1956 il lascito diventava operativo e la casa di riposo apriva i battenti per accogliere i suoi primi ospiti. Ma tuttavia le intenzioni del Guida non erano state del tutto rispettate. Egli aveva inteso offrire i mezzi per creare un asilo sicuro ed accogliente per i vecchi di Fengo per il cui sostentamento sarebbe bastato il reddito derivante La battaglia di Magenta (Fondazione Guida - Fengo) dal podere. Ma fin dall’apertura vennero accolti anche anziani provenienti da altre località e da altri comuni. Nella pace di Fengo, rotta solo di tanto in tanto dal rumoroso strombettare delle autocorriere di linea o dallo strombettare dei trattori, il soggiorno potrebbe essere ideale. (tratto da “La Provincia” di Mercoledì 26 agosto 1964) Le date miliari di questa storia: 1988: Chiusura per ristrutturazione igienico sanitaria 1990: Riapertura come casa albergo 1997: Riconversione in casa di riposo per non autosufficienti parziali 1999: Adeguamento a standard strutturali secondo il piano della Regione Lombardia e ottenimento dell’autorizzazione definitiva al funzionamento dell’istituto 2004: Nasce la Fondazione Guida Onlus 2010: Accreditati altri due posti letto per un totale di 41 posti letto 2012: Recupero parziale ala dismessa con la realizzazione di 2 mini alloggi protetti per 3 utenti 2013: Recupero totale ala dismessa con la realizzazione di 5 mini alloggi protetti per un totale di 8/9 utenti Come si può vedere il lavoro fatto in questi anni è stato tanto anzi, tantissimo. Garibaldi alla difesa di Varese(?) (Fondazione Guida - Fengo) Pro Loco - Acquanegra Cremonese
  • 6. (di Luciano Visigalli) Parlare di don Pietro non è semplice proprio perché don Pietro era semplice e umile. Le persone della mia età (i settantenni) che sono rimaste in paese, lo ricordano come “ter pater patriae” cioè tre volte “salvatore” di Fengo, la parrocchia dei suoi anni migliori. In essa profuse tutto se stesso fino alla sofferenza fisica. Alcune idee, cui ha dato corpo e anima, hanno segnato la sua attività pastorale, donando al paese la possibilità di rimanere vivo come entità sociale e come comunità cristiana. Figlio di contadini, perseguitati da una certa sfortuna economica, conobbe bene la civiltà della terra che negli anni ’60 stava morendo, e si convinse che per evitare l’esodo fosse necessaria una forte e rischiosa attività sociale, capace di contenere il fenomeno che stava svuotando il paese: legare, cioè, il contadino alla proprietà della casa riqualificandone il tenore di vita e nello stesso tempo aiutare i giovani a trovare lavoro nell’ambito industriale, emergente in quegli anni. Sarebbero così rimasti in loco o tornati in seguito. Sicchè spese le energie migliori nel realizzare questo progetto: così a chi usciva da cascine fatiscenti offriva, mediante aiuto diretto o con cooperative, una opportunità che da molti fu accettata: sorsero così in tempi diversi tre gruppi di case. Le sue corse a Cremona per le pratiche e per i contatti con le autorità sono legate all’immagine di questo prete in bicicletta, umile, pronto al saluto, al sorriso e alla fatica che affrontava sempre con spirito da competizione. Ho voluto iniziare il ricordo di Don Pietro con questo aspetto della sua attività pastorale che lo inserisce a pieno titolo in quella schiera di preti che hanno saputo tradurre il loro amore per Cristo nell’azione di promozione e di crescita umana e cristiana del proprio gregge, purtroppo non sempre capita, data la novità dell’agire fuori da certi schemi, cui storicamente era legata la figura del sacerdote. Ma dare di Don Pietro solo l’immagine di prete del sociale e del politico, sarebbe riduttivo; ben altre caratteristiche hanno contribuito alla crescita cristiana del suo gregge: la sua preparazione culturale e la sua testimonianza religiosa. Don Pietro nasce a Vigatto il 28-06-1921 (vigilia di San Pietro), prov. di Parma; presto la famiglia, che divenne numerosa (4 maschi e 2 femmine) si trasferì sul cremonese in cerca di miglior fortuna. Sente fin da piccolo una forte propensione alla vita sacerdotale, ma quando esprime il desiderio di farsi prete, trova in famiglia il diniego dato prevalentemente per motivi economici. Così il bambino si isola e si nasconde attuando una forma di protesta passiva, non rara in casi del genere. Cosicché “il padrone” della cascina, non vedendolo, venuto a conoscenza della situazione, si offrì all’insaputa della sua stessa famiglia, di provvedere alla retta del seminario. Così Pierino (come veniva chiamato dai familiari) cominciò il lungo cammino degli studi e coronerà (nonostante la morte improvvisa del suo benefattore), il suo sogno il 25 marzo del ’44. Dopo brevi esperienze come vicario a Martignana Po, a Vicobellignano, a Scandolara Ripa d’Oglio, a Rivarolo Mantovano, eccolo a Fengo: correva l’anno 1953. Dopo la messa d’ingresso sentii le maestre criticare la figura del nuovo parroco (troppo nuovo!) giudicandolo troppo “alla buona” per quel suo porsi poco ieratico e gesticolante e per il suo discorso programmatico; la predica, tenuta con parole forti e coinvolgenti capite da tutti, “datemi i vostri bambini, i giovani, i vostri vecchi…..” pronunciate con ispirazione e con tale convinzione ch e muovendosi nel presbiterio, quasi volesse scendere tra la gente, lasciò i “benpensanti” sbalorditi. Certo non dimenticherà nessuna delle categorie cui offriva il suo Cristo. La vita d’oratorio, povera, divenne ricca di iniziative educative e ludiche (maestro sì, ma anche animatore di giochi: impareggiabile a ping-pong, non si riusciva a batterlo nelle partite a carte; a dama poi chi poteva superarlo? Il campetto del “beneficio parrocchiale” fu sottratto alla cura di suo padre, gli vendette di nascosto anche i prodotti, pur di raggranellare le necessarie forze economiche per trasformarlo in campo da gioco, in cui senza togliersi la tonaca, spesso polverosa, teneva testa e guidava l’ardore dei campioncini di pallone. Tempi eroici, ma felici anche se dovette affrontare periodi di magra. Oggi si fa il GREST con organizzazione e programma, con educatori e mezzi, ma lui con un po’ di sussidi (tra cui il mitico giornalino IL VITTORIOSO) ci portava nel boschetto lungo il Riglio nelle afose estati senza villeggiatura e ci incantava tra ombra e zanzare con la storia sacra; poi tutti, o quasi, a bagnarsi, nel Riglio (ancora si poteva), mentre lui da lontano sorvegliava paziente e comprensivo. Volle un gruppo di chierichetti preparati liturgicamente, ottenendo la memorizzazione dei riti e del latino per le risposte al dialogo sacro: chi può dimenticare quell’ “introibo ad altare Dei, ad Deum qui laetificat juventutem meam”…. Ci faceva sorridere, ma poi diventò una cosa seria perché ti indicava una scelta. Cantava malissimo, ma amava la musica sacra (e non solo: aveva una preziosa raccolta anche di musica sinfonica e operistica che si è perduta, purtroppo) per cui volle la liturgia seguita da canti splendidi, grazie alla collaborazione dei musicisti della famiglia Franzosi.
  • 7. GENNAIO (di Luciano Visigalli) Con la scusa della sua carenza vocale, la comunità imparò a cantare inni e melodie nuove, talmente toccanti da segnare l’animo di tanti fino alla commozione, che lui viveva e provava nelle messe cantate dimostrando la sua pietà religiosa. Al suono dell’organo, che volle ripristinato, si immedesimava nel rito; a fatica portava i paramenti sacri perché quasi come una croce gli pesavano, tanto che al termine della Messa tornava in sacrestia letteralmente bagnato di sudore; non solo l’amitto e il camice; persino le pianete, che su di lui non ebbero vita facile, si consumarono in un martirio simbolico. Avevo l’impressione che veramente soffrisse! Ad un certo punto della sua vita si ammalò seriamente per la tensione subita, per le amarezze, per le incomprensioni e per gli insuccessi, che non mancarono, il suo corpo si piagò; tranne il volto e le mani che, indenni, gli permisero di celebrare e di amministrare l’Eucarestia senza problema di accettazione da parte nostra. Guarì, ma qualcosa era avvenuto. I tempi erano cambiati: il conquistato benessere ci allontanava dal bisogno di Dio e il vento del ’68 faceva tremare le consolidate sicurezze del nostro piccolo gregge e i posti vuoti in chiesa cominciarono a notarsi. Era innamorato del latino che conosceva molto bene e non solo teoricamente. Io ne approfittavo per farmi aiutare nelle traduzioni di brani di Cicerone, Quintiliano, Seneca, Sallustio e i miei compiti erano indenni da svarioni e sempre si accertava che avessi capito; quanti studenti passarono da lui! Era il nuovo modo di aiutarli a crescere e di stare vicino alle nuove generazioni che affrontavano obbligatoriamente il nuovo percorso scolastico della media obbligatoria. Ma la messa in latino pian piano spariva, accusata di non essere capita dai fedeli. E lui che aveva introdotto già da tempo la lettura in lingua italiana del Vangelo da parte di un laico, soffrì moltissimo per lo stravolgimento dei riti e per la soppressione di simbologie millenarie che lo avevano formato e marchiato tra coloro che portano il sigillo sulla fronte. Nella lotta tra il vecchio e il nuovo trovò la forza di accettare il cambiamento. Venne il momento di una nuova esperienza pastorale: nel 1976 parte per Formigara. Ma è solo un arrivederci, tornerà per il riposo nella sua Fengo, i l paese che porterà a lungo la sua impronta di sacerdote umile, di pastore sollecito, di uomo che ha saputo portare con noi e per noi la Croce di Cristo. Fengo, 16 Giugno 2013 I funerali di Don Pietro «Un prete semplice e buono, vissuto sempre in silenzio» L'omelia del Vescovo Dante Chi scùlta e tàas el mmanteen la pàas
  • 8. FEBBRAIO J’asen de muntàgna quant j’è luntàn i sé ciama, quant j’è visìin i sé sgagna
  • 9. Chèi de’l dialèt…e della Poesia MARZO Di recente si è ricostituito ad Acquanegra un gruppo di teatro dialettale. Cinque donne due uomini, da qui la denominazione “Cìinch e dùu sèt, chèi de’l dialèt”. Nessuno di loro però è nuovo alla recitazione, ma pochi sanno che alcuni componenti della compagnia sono anche poeti. Hanno partecipato a concorsi ed hanno anche vinto, perciò vi proponiamo qualche loro composizione, in dialetto e non. Guèra e pàas (di Anna Sartori) Guèra”. El sìi, gèent de’l mùunt, cùuza lè la guèra? ‘L è ‘n disàaster ünic: el pegiùur de la tèra. Persùni che se màsa tra de lùur, pütéi che rèesta de per lùur… òorfen anientàat da’l dulùur. Citàa diströti e ràazi al sóol, e fàase a vicèenda töt el màal che se póol. Chèesta l’è la béestia de la guèra, el pegiùur de töti i màai de la tèra. “Pàas”. El sìi, gèent de’l mùunt, cùuza l’è la pàas? L’è na paròola dùulsa che cunfòorta e che piàas. La pàas ‘l è ‘l püsèe bèl de töti i bèen: òm e dùni che se vool bèen, pütéi aléegher e granèer pièen. Aria legéera e citàa rinàadi, giòia de vìiver lùunghi giurnàadi. Chèesta l’è la fòorsa de la pàas, paròola dùulsa che cunfòorta e che piàas. La gèent de’l mùunt la gh’arès de capìi Che gh’è na vìta sola che podum cumpìi, na vìta sola de pasàa sö la tèra e l’è mèj vivìila in pace e mìia in guèra. Solidarietà (di Elena Garoli) Solidarietà l’è na paròola gràanda che pudarès sunàala anca la bàanda Solidarietà l’è ütàa la zèent sèensa pretèender in càambi nièent Solidarietà l’è riès a dàa suliéef a chi gh’àa en dulùur sèensa gnàanca vìighe ‘l tìtul de dutùur Solidarietà se póol pensàala diversamèent de lùur ma per necesitàa se mèt de bàanda ogni rancùur Solidarietà a dìila la sùna bèen a fàala se fa del bèen l’è na paròola, ‘nsùma, che se gh’arès de ‘mparàa a duperàa püsèe… u mèj amò a praticàa. Quanto silenzio c’è in questa casa (di Emanuele Tacchinardi) Una rosa che sfiorisce, all’ultimo sole del meriggio, lascia cadere come lacrime, i suoi petali. Non vuole perderli; sa che sono figli suoi, li ha protetti con i suoi sepali fin dalla loro nascita. Vuole aggrapparsi alla vita ha ancora fragranze da emanare ma non c’è più tempo la sera incombe. Ma per chi ha potuto coglierla, apprezzarne le essenze, nel silenzio di questa casa il suo profumo resterà indelebile. Pro Loco - Acquanegra Cremonese Vender la pel de l’urs prima de’ vil ciapàat
  • 10. APRILE Domodossola 1977: Giorgio Fantoni al poligono di tiro Brunico 1970: Pietro Colombi con il cane Wolf 1968: Mario Bolzoni Giovanni Pacenza 1964: Mario Resemini Quante’l sùl el tùrna indreèe, la matina l’ha ga l’acqua ai pee
  • 11. La pagina dei ricordi… come eravamo MAGGIO 1956: Maria Bianchetti 1953: Pietro Colombi Albino Locatelli con la moglie Giovannina Viani nel 50° di matrimonio 1946: Vannia Pizzera nel giorno della Cresima con Annetta Bonali 1959: Cesare Aimè - Fausto Lauritti Romano Meazzi 1939: Elsa Azzini - Enoe Giovannini Ada Grandi - Anna Grandi “Per ricordare il primo anniversario della scomparsa del caro amico Romano…” (Cesare Aimè) Pro Loco - Acquanegra Cremonese Chi pòol mia bater el cavàl el bat la sèla
  • 12. GIUGNO Giugno in piazza 2013 “Gli Sposi Promessi” con la compagnia “El Turass” Sfilata di moda: Alessandro Broglio La classe 4D del Liceo G. Aselli in “Una questione privata” Serata dialettale con i: “Cìinch e dùu sèt" Magica Musica Orchestra di ragazzi SPECIALI Pro Loco - Acquanegra Cremonese Oof de n’ura, pàan de’en de, vin de n’ànn, salute e vita i te dànn
  • 13. LUGLIO Dante Pizzera - Vannia Pizzera Annetta Bonali e Maria Luisa Bruschi Fausto Lauritti - Vannia Pizzera Maria Luisa Bruschi e Ezio Aimè 1965: Romano Meazzi e Bruna De Finis 1953: Alessandro Caporali e Enoe Giovannini Dùu fa òon e òon fa nisòon
  • 14. AGOSTO Questo vuole essere un omaggio a Don Giovanni Romanini che da cinquant’anni arricchisce la nostra comunità con la sua presenza. Tanti Auguri dalla Pro Loco. 13-10-1963 - 13-10-2013 13-10-1963 i festeggiamenti 13-10-1963 La prima messa ad Acquanegra 6-6-2000 Il 50° anniversario della prima messa In queste ultime 3 immagini la S. Messa celebrata il 13-10-2013 El càan de dù padròon el mòor de fàm
  • 15. SETTEMBRE 1975: Classe quinta elementare Pierina Brambati con le amiche Adina Meazzi - Michela Caporali - Adele Rossi Alba Cornelli - Enoe Giovannini Alessandro Caporali Tullio Lanzi - Rino Ripari e Graziano Tagliati Enrico e Silvia Grandi Frà nòora e madùuna o che‘l tempesta o che‘l trùuna
  • 16. OTTOBRE ( di Damiano Meazzi e Teresa Odelli ) “Romano? Semplicemente un piccolo grande uomo.” Così sintetizza Damiano, in una frase, tutto l’amore per un padre davvero eccezionale. Romano è nato ad Acquanegra e solo lì ha vissuto tutto l’arco di oltre settant’anni, arco di tempo fra gli anni trenta del secolo scorso ed oggi, che ha visto il compiersi di un velocissimo progresso, che ha visto il passaggio dall’antico al moderno quale mai era stato nel passato. “Per lui esisteva solo questo paese, farlo muovere significava metterlo in difficoltà. Le sue priorità erano la famiglia, il lavoro,e poi venivano la passione per l’orto e gli amici coi quali passare qualche ora al bar”. Gli amici di gioventù, aggiungiamo, con i quali ha condiviso gli anni migliori, che non ha mai dimenticato, neanche quando la vita con le sue innumerevoli tessere li ha portati lontano. “Ha cominciato a lavorare presto, all’età di dodici anni, appena finita la scuola elementare. Si è subito capito che aveva una predisposizione nella lavorazione del ferro che, con il passare degli anni è diventata vera passione.” Al tempo era in uso, per chi voleva imparare un mestiere, andare “a bottega”. Oggi che la scuola dell’obbligo porta i giovani ad accostarsi al mondo del lavoro quando si è appreso tutto sui banchi dei politecnici, sembra un modo arcaico di esprimersi, ma il vero artigianato, quello di cui il nostro Paese può andare fiero, aveva origine in questi laboratori d’apprendimento. “Mio padre era un vero artista del ferro,lui riusciva ad eseguire qualsiasi tipo di lavoro su ringhiere, inferriate, cancelli e scale in modo impeccabile. Inoltre riparava con grande capacità e passione ogni mezzo agricolo che coltivatori ed allevatori gli portavano da ogni parte. E’ per la sua grande inventiva in questo campo che inevitabilmente si è ritrovato a lavorare in proprio, dal 1960,con creazioni sue per il mondo della zootecnia con attrezzature per il settore suino e bovino. Nel prosequio degli anni, dopo notevoli sforzi e sacrifici, riuscì a far conoscere la propria attività in tutta Italia.” Romano Meazzi con l’amico Lino Dioli Romano al lavoro Mèi n‘asen vif che en prufesùur mort
  • 17. NOVEMBRE ( di Damiano Meazzi e Teresa Odelli ) La figura del fabbro poi è da sempre la più rappresentata in letteratura, dal medio evo ai giorni nostri, come esempio non solo dell’artigianato in genere, ma come immagine stessa del lavoro. Non a caso è stato impresso sulle nostre vecchie care monete da cinquanta lire, simbolizzato dal dio Vulcano. In passato poi il fabbro ha rappresentato spesso la figura del factotum per la vita di villaggio ed Acquanegra non ha certo fatto eccezione, quale “villaggio” dei tempi in cui “la nostra gente” (non è retorica, è il modo giusto per definire quelli che hanno vissuto gli anni più lontani della memoria d’uomo) era stretta da un vincolo paesano fraterno. “Il suo carattere un po’ introverso a volte nascondeva la sua immensa bontà; la famiglia e la comunità tutta lo possono testimoniare. La sua officina era sempre aperta a tutti per qualsiasi tipo di lavoro (scherzosamente si diceva che il furgone di Romano era della Pro loco)”. Su questa affermazione la Pro loco stessa non può che confermare, esprimendo la propria infinita gratitudine. Di certo non avrebbe potuto svolgere tante attività senza l’aiuto incessante dell’officina Meazzi, sempre pronta, presente, efficiente, solidale. (Grazie, Romano). “Ha lasciato un vuoto immenso” conclude Damiano, “penseremo a lui cercando di prendere forza per proseguire il cammino della nostra vita nel suo esempio.” Romano Meazzi con il figlio Damiano, la moglie Bruna e la nipote Claudia Romano Meazzi premiato per il suo amato lavoro Romano Meazzi con gli amici Romano Meazzi e la moglie Bruna con Don Giovanni Romanini La superbia la và a caval e la tùrna indree a pee
  • 18. DICEMBRE Cartoline rinvenute nell’archivio storico del Comune di Torre de Picenardi e fatte pervenire al sig. sindaco Luciano dr. Lanfredi che gentilmente ce le ha concesse per la pubblicazione. Tropa bundànsa la fa vegnèr el mal de pànsa
  • 19. AMMINISTRAZIONE COMUNALE A.N.C.R “COSTRUTTORI DI PACE” Grazie all'invito dell'allora Presidente della Pro Loco, geom. Rigonelli, a scrivere un breve articolo sul locale bollettino, avevamo aperto questo ciclo di riflessioni di fine anno, circa una decina di anni fa, ragionando sugli eventi che di seguito, nel tempo, hanno animato la grande e piccola storia del nostro Paese. Ci siamo poi lasciati sull'ultimo numero l'anno passato, con l'auspicio che i punti fermi fondanti la nostra cultura occidentale come la condivisione delle scelte, la solidarietà, l'attenzione alla persona, la valorizzazione del lavoro e dell'occupazione, lo sviluppo del territorio e di chi lo abita, rimangano tuttora l'elemento catalizzatore di un'armonia sociale che stimoli l'azione politica verso un traguardo che abbiamo sempre considerato possibile, concreto e reale, ovvero il conseguimento del bene comune. La politica deve essere lo strumento che organizza le relazioni tra le persone e il suo principio di azione è il bene maggiore della città, della comunità; la classe politica ha per fine non di asservire l'uomo, ma di aiutarlo a raggiungere la soddisfazione del vivere insieme, permettendo alla società di realizzarsi come comunità di persone orientate verso il bene di tutti, il bene comune, il bene condiviso. In seno alla società il principio attivo deve essere non lo scontro fra interessi particolari, di singole fazioni, ma l'equilibrata relazione fra i cittadini, in funzione del loro ruolo e a vantaggio di tutti. Certo, il concetto di bene comune non è facilmente riducibile in espressioni semplici, il percorso culturale dal concetto di "individuo" a quello di "persona" è complesso, non è di immediata comprensione, ma la dinamica politica, ovvero la dialettica che vive all'interno di una comunità, deve rivelarsi come il principio operatore del superamento degli egoismi personali e corporativi. In un clima di conflittualità permanente, di deprecabile degrado, non solo lessicale, ma pure di contenuti programmatici, da parte di vari contendenti nell'arena politica si prospettano all'attenzione dei cittadini ricette di ogni sorta per il "buon governo", mentre poche appaiono le soluzioni concrete a difesa delle situazioni più drammatiche. E' doveroso da parte nostra, ancora una volta, ricordare le parole dell'indimenticato Don Primo Mazzolari, che di quanto accade, benchè non voluto, "tutti abbiamo una nostra responsabilità". Nel formulare gli auguri di Buon Natale e sereno Anno Nuovo a tutte le Associazioni, agli ospiti della Casa di Riposo, a coloro che soffrono disagi e difficoltà, vogliamo ringraziare tutti i cittadini di Acquanegra e Fengo che ci hanno accompagnato con la loro attenzione e con collaborazione lungo tutti questi anni. Ringraziamo la Pro loco per lo spazio concesso e l’opportunità di esporre l’operato svolto dalla nostra associazione in questo 2013. Iniziando dalla manifestazione del 72°anniversario della Liberazione che si è svolta in due fasi: sabato 20 Aprile nella sala civica dove, collaborando con il centro di scrittura “Mara Soldi Maretti” si sono lette testimonianze di vita quotidiana e al fronte, della nostra gente in tempo di guerra. Anche i nostri ragazzi delle scuole medie hanno letto brani, intervallati dai canti del Coro CAI di Cremona; vista la buona riuscita della manifestazione ci impegneremo a ripeterla il prossimo anno. La ricorrenza del 25 Aprile si è svolta con il corteo per le vie di Acquanegra al monumento accompagnati dalla banda musicale di Pizzighettone e da figuranti in divisa da Garibaldini i quali, hanno reso onore ai caduti con colpi a salve di fucili d’epoca. Nel mese di settembre abbiamo reso onore ai Caduti del mare, visitando l’arsenale e il museo navale di La Spezia e chiudendo la giornata con il pranzo a Portovenere. Il 95° anniversario del IV Novembre è stato celebrato davanti al monumento e successivamente il corteo ha sfilato, con le note della banda musicale di Busseto, nelle vie di Fengo porgendo, dopo la Santa Messa, un saluto agli ospiti della Fondazione Guida, dove siamo ritornati questo mese per porgere gli auguri natalizi. Vogliamo ricordare con affetto il nostro amico e consigliere Primo Zuccalli che ci ha lasciati quest’anno, un ex combattente che si è sempre prodigato con capacità al servizio della nostra sezione. Non dimentichiamo i nostri caduti e sosteniamo l’associazione per continuare il ricordo. Ringraziando la Pro Loco , anche per la collaborazione alle nostre manifestazioni, porgo a nome del Consiglio Direttivo a tutti i cittadini e ai nostri soci simpatizzanti cordiali Auguri di Buone Feste. Amministrazione Comunale SEZIONE A.V.I.S. ACQUANEGRA Eccoci come di consueto nello spazio che la Pro Loco, ormai da anni, concede alle associazioni per portare a tutti voi un saluto in vista delle festività natalizie. Vorremmo approfittare di questo spazio per sensibilizzare le persone, in particolare i giovani, sull’importanza del dono del sangue. Il sangue è un elemento indispensabile alla vita normale di tutti i giorni, inoltre è fondamentale nei servizi di pronto soccorso, nella chirurgia e nella cura di molte malattie. Purtroppo il sangue non è riproducibile in laboratorio: in caso di bisogno può essere solo donato. Qui entriamo in gioco noi donatori, poichè con un piccolo gesto contribuiamo a costruire un patrimonio collettivo, fondamentale per la salute di tutti. Tante persone alla domanda “perché non diventi donatore?” rispondono con “ho paura dell’ago”, “non ho tempo”, “sono troppo impegnato con il lavoro”, ecc… La realtà è che c’è troppo poca informazione sulla donazione di sangue, ed uno dei nostri obiettivi principali è porre rimedio a questo, promuovendo incontri medici e iniziative specifiche, auspicandoci che la comunità risponda in maniera positiva. Il dono del sangue è un dono universale, e tutte le volte che una vita viene salvata grazie ad una trasfusione di sangue, tutti noi donatori abbiamo contribuito a salvare quella vita. E’ un messaggio importante, e speriamo di cuore che il nuovo anno porti nelle vostre famiglie amore, gioia e serenità, e magari… un donatore in più! A tutti voi i nostri più cari auguri per un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo. Il presidente Maddalena Garoli Il Presidente Giorgio Fantoni SOCIETA’ SPORTIVA ACQUANEGRA La Societa' Sportiva Acquanegra augura a tutta la cittadinanza un Sereno Natale e Felice Anno Nuovo. Il Presidente Gianfranco Brambati CENTRO DI SCRITTURA Il 2 dicembre 2012 è stato inaugurato ad Acquanegra Cremonese, il Centro di Scrittura Cremonese dedicato alla poetessa Mara Soldi Maretti e all’archeologo Giuliano Cremonesi. Tale centro che rappresenta la seconda sede operativa del Comitato Mara Soldi, dopo il CPC di Grumello dove ha sede l’archivio dei poeti del territorio, ha lo scopo di valorizzare la scrittura autobiografica attraverso: - Il recupero della memoria storico-archeologica con reperti, diari, documenti, fotografie, mostre, serate a tema, scritti autobiografici, ricerche d’archivio… -Laboratori di scrittura in collaborazione con altri centri e soprattutto con la Libera Università dell’autobiografia di Anghiari (Arezzo) fondata dal Prof. Duccio Demetrio -Presentazione di libri. Tra le iniziative in atto, è allo studio un semestrale dal titolo “Scritture” con una redazione tutta al femminile, composta da: Lucia Zanotti, Simona Soldi, Marina Grazioli, Giulia Granelli, Rosa Carotti, Teresa Odelli, Greta Rigonelli, Marta Gravante, Elisabetta Piccolo e Germana Grazioli. Il numero 0 è visibile online sul blog: marasoldiscritture.blogspot.it. A dicembre uscirà il numero 1 in edizione cartacea che sarà distribuito nelle librerie. Il Centro di Scrittura Cremonese (C.S.C) è coordinato da Marina Grazioli, Teresa Odelli e Greta Rigonelli, collabora con la biblioteca ed ha il patrocinio del Comune di Acquanegra che ha messo a disposizione del Centro gli ex locali della biblioteca. Ringraziando la Pro Loco per la collaborazione il C.S.C. augura a tutti Liete Feste ed un sereno 2014. .C.S.C. Mara Soldi Maretti
  • 20. Gli Auguri delle Associazioni GLI AUGURI DEL PARROCO A.S.D. ACQUANENGO 2 febbraio 2013. Le commissioni dei Vescovi italiani per la cultura e le comunicazioni sociali e per la famiglia e la vita, pubblicano la Nota pastorale “Il laboratorio dei talenti”, ben articolata, profonda e interessante... Si, riguarda principalmente “il valore e la missione degli Oratori nel contesto dell’educazione alla vita buona del Vangelo”, ma è possibile estenderla ai vari ambiti nei quali si è chiamati a far fruttificare i talenti ricevuti per il bene di tutti. Le nostre comunità hanno al loro interno molte potenzialità, diversi talenti, specifiche competenze: risorse che vanno integrate, condivise, apprezzate per la crescita di tutti. Può essere talvolta faticoso, alcune volte rischiano di diventare oggetto di divisione, di giudizi taglienti, di dispersione di energie; ma tutti siamo chiamati, con responsabilità, a favorire la logica dell’incontro, della collaborazione, della stima reciproca e della paziente condivisione. All’inizio del nuovo anno dalle pagine di questo calendario, predisposto con saggezza dalla Pro Loco, che ringrazio per la gentile opportunità, desidero augurare che cresca sempre di più la consapevolezza e la necessità di mettere in gioco i talenti personali per la buona crescita di tutti; se ne avvantaggerà anche la vita comunitaria e la serenità del servizio, del mettersi a disposizione per tenere alto il “prestigio” dei nostri paesi. AUGURI! Il Parroco Sac. Giovanni Nava Ci ritroviamo sulle pagine del notiziario Pro Loco per fare il punto della situazione della nostra società sportiva, che quest’anno compie 13 anni di vita, che sono stati un continuo crescere, sia sotto l’aspetto sportivo, sia sotto “e a noi sembra il principale” l’aspetto educativo ed aggregativo: lo dimostra il fatto che la provenienza dei nostri atleti non è solamente limitata al nostro comune, ma ne comprende anche di quelli provenienti da paesi limitrofi quali, Sesto, Spinadesco, Grumello, Casalbuttano, Casanova, Sospiro, Crotta e Cremona; altro aspetto fondamentale alla crescita della nostra società sportiva, è costituito dai genitori stessi, i quali con spirito di sacrificio e di aggregazione hanno capito che, anche se minimo, il supporto di tutti porta a migliorare i rapporti fra i componenti della società e a fare da collante fra gruppo dirigente e atleti. Tutta questa sinergia, ci porta ad affrontare il corrente anno sportivo, con ben 6 squadre di pallavolo, una squadra di giochi motori e una squadra di Calcio; si, calcio, perchè se qualcuno ancora non lo sapesse, da tre anni a questa parte, l’Aquanengo annovera fra le sue squadre anche una di Calcio amatoriale, la quale sta seguendo un percorso sportivo di ottimo livello, con un continuo rinnovarsi al fine d i migliorarsi sempre di più, sotto l’aspetto sportivo ed educativo. Ringraziando la Pro Loco per l’ospitalità sul notiziario, porgiamo a tutta la popolazione i migliori auguri di un FELICE E SERENO NATALE A.S.D. Acquanengo GRUPPO VOLONTARI DI ACQUANEGRA E FENGO Ogni anno porta qualche novità e il 2013 è l’anno in cui l’associazione ha potuto finalmente avere una sua sede grazie all’Amministrazione Comunale, che ha messo a disposizione un locale contiguo alla sala d’attesa dell’ambulatorio del medico ad Acquanegra. Il Gruppo Volontari ha arredato l’ambiente e lo ha dotato degli strumenti informatici necessari per agevolare tutte le attività e specialmente di quelle a supporto della salute. Oltre a rappresentare un luogo di incontro per le persone, sopratutto anziane, la sede fornisce anche l’opportunità di trovare presente un volontario negli stessi orari di apertura dell’ambulatorio. In questo modo si possono effettuare immediatamente le prenotazioni degli accompagnamenti in auto ed avanzare eventualmente altre richieste di tipo assistenziale. Anche quest’anno è stato caldo e affettuoso il riconoscimento che la popolazione del paese ha riservato ai volontari. La gente, con manifestazioni d’affetto, è di stimolo e incoraggiamento per continuare in ciò che gratuitamente viene fatto da alcuni per il bene di tutti. Nel ringraziare quindi tutti coloro che si sono adoperati o hanno in qualunque modo contribuito nel sostenere i volontari, porgo, a nome di tutti i soci dell’Associazione, i più fervidi auguri di Buon Natale e di un sereno Anno Nuovo. Il Presidente Gianfranco Brambati FONDAZIONE “GUIDA DR. VENCESLAO” ONLUS Nel 1964 sul quotidiano “La Provincia” parlando della Casa di Riposo, veniva scritto “Non si devono ospitare poveri vecchi, ma anziani bisognosi di cure, di affetto, di serenità e calore umano”. Questo è il nostro “Decreto del fare”... Tutti i giorni, 365 giorni all’anno perché gli anziani che ci vengono affidati possano godere al meglio dei servizi che la Fondazione eroga al massimo delle sue possibilità, perché non manchi mai loro quell’assistenza e quelle cure di cui hanno bisogno. Gli ultimi due anni sono stati molto intensi... Abbiamo recuperato tutta l’area dismessa della vecchia Casa Albergo, realizzando sette mini alloggi protetti per anziani. Un progetto che parte da lontano che ci da finalmente la possibilità di variare la tipologia di offerta che la Fondazione ha nel suo Statuto. Con il nuovo anno quindi daremo la possibilità ad altri 8/9 anziani di trovare presso la nostra struttura una nuova casa adatta alle loro necessità. Ringraziando la Pro Loco per la disponibilità, gli ospiti, i dipendenti e gli amministratori porgono a tutti i più sentiti Auguri di Buon Natale e di un felice e sereno Anno Nuovo Gli ospiti della Fondaz. “Guida dr. Venceslao” BIBLIOTECA Ben trovati anche quest’anno nella pagina degli auguri. Con il volgere al termine dell’anno in corso si avvicina anche il termine operativo del’attuale Commissione Biblioteca, poiché il prossimo anno, con il rinnovo dell’Amministrazione comunale, verrà nominata una nuova commissione. Ecco quindi che il bilancio stavolta è più corposo, poiché riunisce più di nove anni di attività. Tranquilli, non abbiamo intenzione di annoiarvi snocciolando numeri e statistiche; tutto quello che è stato fatto in questi anni è ben presente ad ognuno di voi, poiché nel promuovere le nostre iniziative abbiamo cercato di spaziare il più possibile, riuscendo così a coinvolgere un po’ tutti. Abbiamo la fortuna di appartenere ad una comunità viva, e la presenza di così tante associazioni in questo spazio ne è la prova; possiamo solo sperare che si possa continuare a collaborare come fatto finora. Cogliamo l’occasione per porgere a tutti voi e alle vostre famiglie i più calorosi auguri di Buone Feste. La responsabile Maddalena Garoli Pro Loco - Acquanegra Cremonese

×