Vivarelli Pisa 21 05 07

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Vivarelli Pisa 21 05 07

  1. 1. Comunicare le raccolte bibliografiche. Principi e tecniche di presentazione dell'offerta documentaria nella biblioteca San Giorgio di Pistoia Maurizio Vivarelli - Pisa, 21 maggio 2007
  2. 2. L’ordine dei libri <ul><li>Non è possibile ordine alcuno senza metodo: quindi i metodi di collocazione possono essere tanti quanti sono i criterii con i quali vengono divisi e ordinati i volumi, omettendo di parlare della collocazione data a volumi senza verun ordine, la quale non merita il nome di metodo; e naturalmente i criterii di ordinamento possono essere tanti quanti sono i caratteri da notarsi in un libro. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, Della collocazione dei libri nelle biblioteche pubbliche , Firenze, Sansoni, 1890 </li></ul>
  3. 3. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio sistematico , ossia dell’argomento, secondo il quale i libri vengono ordinati sistematicamente in relazione delle materie da essi trattate (…) E’ perciò il metodo per eccellenza, benché non il più eccellente dei metodi; è però il più diffuso, ed ha per sé la forza della tradizione, ed il consenso universale. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  4. 4. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio cronologico. Questo metodo, che è forse il più naturale, come è il meno usato, può applicarsi in due modi, o secondo l’ordine cronologico della stampa, o secondo le date di compilazione. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  5. 5. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio alfabetico (d’autori). Impiegato assai più di rado. Alcune piccole biblioteche circolanti sono così disposte, per sollecitare la consegna dei libri, anche senza ricorrere ai cataloghi. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  6. 6. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio della lingua. Trovasi pure applicato in alcune biblioteche circolanti. Si può tra queste citare il Gabinetto Vieusseux di Firenze (…) il quale è ricco di circa 120,000 volumi, ed è diviso per lingue, mentre tutte le sue opere sono numerate per ordine progressivo di accessione. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  7. 7. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio tipografico. E’ applicato in parte per la cernita delle edizioni di tipografi celebri, delle quali soglionsi fare separate raccolte. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  8. 8. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio della provenienza. E’ usato soltanto per la separazone di certi speciali depositi (…) e di librerie legate sotto la condizione di essere distinte dal resto delle biblioteche. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  9. 9. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio della lettura. E’ in base a questo criterio che si separano dalla biblioteca comune le opere che non possono darsi in lettura senza speciali cautele (…) L’applicazione più notevole di questo criterio è la formazione delle librerie di consultazione nelle quali si tengono a immediata vicinanza dei lettori le opere delle quali hanno più frequente bisogno . </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  10. 10. Metodi di collocazione <ul><li>Criterio del pregio. E’ usato esclusivamente per la separazione dei libri particolarmente rari (…) </li></ul><ul><li>Criterio della legatura </li></ul><ul><li>Criterio della mole . Soltanto per la separazione degli opuscoli e dei foglietti volanti. </li></ul><ul><li>Criterio dell’altezza . (…) ha per fini speciali l’economia dello spazio e l’esterna apparenza. Esso è l’unico, dopo il sistematico, che possa bene applicarsi a un intiero corpo di biblioteca. </li></ul><ul><li>Giuseppe Fumagalli, 1890 </li></ul>
  11. 11. Conservazione/Servizio <ul><li>(…) Pensiamo piuttosto a quella sorta di primato culturale delle politiche di conservazione su quelle di servizio (…) occorrerebbe, cioè, indagare in che misura la persistenza di questo pregiudizio abbia segnato la cultura organizzativa delle nostre biblioteche , almeno fino agli Settanta del Ventesimo secolo. </li></ul><ul><li>Giovanni Di Domenico, La collocazione controversa: Giuseppe Fumagalli tra divulgazione e polemica , 1999 </li></ul>
  12. 12. Biblioteche vere ed immaginarie <ul><li>Mia carissima, </li></ul><ul><li>Tu hai avuto la melanconica idea di sposare un bibliotecario; e la chiamo melanconica, perché i bibliotecari non hanno voce di essere le più allegre persone del mondo (…) poiché tu nutri un così mediocre interesse per le biblioteche vere , io ti parlerò oggi delle biblioteche immaginarie e dei libri che non esistono, e forse l’argomento potrà piegare ad un sorriso le labbra tue e di coloro che mi leggeranno (…) </li></ul>
  13. 13. Biblioteche vere ed immaginarie <ul><li>Giuseppe Fumagalli, Delle biblioteche immaginarie e dei libri che non esistono , Milano, Tipografia Lombardi, 1892. </li></ul><ul><li>Opuscolo scritto da Fumagalli in occasione delle sue nozze con Lina Sajni. Tiratura di 60 esemplari. </li></ul>
  14. 14. Pensare / classificare <ul><li>… ogni cosa al posto giusto e il posto giusto per ogni cosa …tra queste due tensioni, l’una che privilegia il lasciar andare, la bonomia anarchica, e l’altra che esalta le virtù della tabula rasa , delle freddezza efficiente della grande sistemazione, si finisce sempre per cercare di mettere ordine tra i propri libri: è un’operazione defatigante, deprimente, eppure suscettibile di riservare piacevoli sorprese … </li></ul><ul><li>Georges Perec, Pensare/classificare , Milano, Rizzoli, 1989 </li></ul>
  15. 15. Pensare / classificare <ul><li>Le classificazioni sono, in generale, raggruppamenti ordinati di oggetti; nel nostro caso, più particolarmente, raggruppamenti ordinati di oggetti del pensiero , ossia di concetti e di idee registrati su supporti fisici </li></ul><ul><li>Alfredo Serrai, Le classificazioni , Firenze, Olschki, 1977 </li></ul>
  16. 16. Pensare / classificare <ul><li>I principi di organizzazione di uno schema di classificazione possono venire attinti nelle affinità e nei rapporti che si riscontrano tra gli oggetti, tra i concetti, tra le parole, tra le discipline, tra le facoltà conoscitive, tra i livelli gerarchici delle strutture composte. </li></ul><ul><li>Alfredo Serrai, Le classificazioni , Firenze, Olschki, 1977 </li></ul>
  17. 17. La sfocatezza <ul><li>Le parole in una lingua naturale di solito non possono essere categorizzate con giudizi decisi come sì o no; esistono certamente oggetti per i quali la descrizione “albero” è senz’altro vera ed altri per i quali tale descrizione è senz’altro falsa, ma ci sono anche moltissimi casi di confine , o, peggio ancora, in cui la linea di confine fra i casi chiari ed i casi di confine è essa stessa sfocata . </li></ul><ul><li>Hilary Putnam, The Meaning of “Meaning” , in Language, Mind and Knowledge , a cura di K. Gunderson, Minneapolis, University of Minnesota Press, 1975 </li></ul>
  18. 18. I fuzzy set <ul><li>Un insieme l’appartenenza al quale non è definita mediante categorie ma in termini di grado o di probabilità . Per esempio si potrebbe pensare ad un uccello tipico come un pettirosso come ad un uccello al 100%, ma ad un pinguino come ad un uccello forse solo al 71% e ad un pipistrello come ad un uccello al 45%. </li></ul><ul><li>Ray Jackendoff, Semantica e cognizione , Bologna, il Mulino, 1989 </li></ul>
  19. 19. Folksonomie <ul><li>Un sistema di attribuzione collaborativa di significato attraverso parole chiave o etichette ( tag ) a determinati gruppi di documenti, effettuato direttamente dagli utenti finali ( social tagging ) </li></ul>
  20. 20. La biblioteca del pubblico <ul><li>La gestione della biblioteca è affidata al pubblico (…) la gestione è sociale e fatta dal pubblico organizzato, sotto il controllo dell’ente locale. Le decisioni vengono prese attraverso l’organizzarsi del pubblico e la manifestazione dei bisogni di lettura. </li></ul><ul><li>Filippo M. De Sanctis – Paolo Federighi, Pubblico e biblioteca , Roma, Bulzoni, 1981 </li></ul>
  21. 21. Chi sbaglia? <ul><li>Vaso </li></ul><ul><li>Tazza </li></ul><ul><li>Ciotola </li></ul>
  22. 22. Chi sbaglia? <ul><li>La verità dei giudizi di categorizzazione in questi casi intermedi non è affatto in discussione (…) </li></ul><ul><li>E’ impensabile parlare della verità dei giudizi nei casi di confine . </li></ul><ul><li>Ray Jackendoff, Semantica e cognizione , Bologna, il Mulino, 1989 </li></ul>
  23. 23. Chi sbaglia? <ul><li>A differenza della Informazione shannoniana, non è </li></ul><ul><li>soltanto il grado di novità a costituire (…) il carattere </li></ul><ul><li>specifico ed essenziale dell’Informazione (…) Da qui l’ </li></ul><ul><li>enorme complessità (…) dell’ indefinibile sfera che </li></ul><ul><li>abbraccia i tentativi, gli approcci, le incertezze, </li></ul><ul><li>le imperizie, le goffaggini, le inesperienze, gli ardori, e </li></ul><ul><li>le sorprese contenute nell’immenso ventaglio dei </li></ul><ul><li>bisogni e delle richieste di Informazione. In quella </li></ul><ul><li>sfera crescono e maturano le esigenze conoscitive ed </li></ul><ul><li>intellettuali degli uomini (…) </li></ul><ul><li>Alfredo Serrai, 2003 </li></ul>
  24. 24. Chi sbaglia? <ul><li>Far coincidere , come sognavano i bibliografi del Rinascimento, la particolarità del luogo – quello in cui si trova il lettore – e l’ universalità del sapere di cui può impadronirsi passa inevitabilmente attraverso una definizione nuova del concetto di testo . La digressione…porta così a un problema essenziale…quello della rivoluzione delle forme che ne permettono la diffusione e l’appropriazione. </li></ul><ul><li>Roger Chartier, Biblioteche senza muri , in Biblioteca. Metafora e progetti a cura di Giusi Baldissone, Milano, Franco Angeli, 1994 </li></ul>
  25. 25. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>Funzioni del catalogo </li></ul><ul><li>Principi e tecniche di presentazione dell’offerta documentaria </li></ul><ul><ul><li>Raggruppamento per centri d’interesse </li></ul></ul><ul><ul><li>Declassificazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Collocazione in modalità: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Scaffale </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Vetrina </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Rassegna </li></ul></ul></ul>
  26. 26. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>L’articolazione degli spazi/1 </li></ul><ul><ul><li>Area di ingresso </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Spazio-cerniera biblioteca – città: informazioni di comunità </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Galleria centrale </li></ul></ul><ul><ul><li>San Giorgio ragazzi </li></ul></ul>
  27. 27. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>L’articolazione degli spazi/2 </li></ul><ul><ul><li>Sala Letture diverse </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Eventi della vita </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Saperi nel tempo, saperi nomadi </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Passeggiate narrative </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Novità (6/700 marcate con un adesivo) </li></ul></ul></ul></ul>
  28. 28. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>Gaetano Megale – Flavio Miglioli – Sergio Sorgi, </li></ul><ul><li>Come pianificare la propria pensione: guida pratica alle </li></ul><ul><li>scelte di previdenza integrativa . </li></ul><ul><li>Milano: Il sole 24 ore libri, 2004. </li></ul><ul><li>EV </li></ul><ul><li>2.4 </li></ul><ul><li>MEGAg </li></ul><ul><li>C </li></ul>
  29. 29. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>L’articolazione degli spazi/3 </li></ul><ul><ul><li>Dipartimenti </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Lingue e letteratura </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Scienze umane </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Scienze sociali </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Scienza e tecnologia </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Arte </li></ul></ul></ul>
  30. 30. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>Successione degli elementi bibliografici </li></ul><ul><ul><li>Periodici </li></ul></ul><ul><ul><li>Reference di area </li></ul></ul><ul><ul><li>Altre opere </li></ul></ul>
  31. 31. Tecnica notazionale <ul><li>AREA SCIENZE SOCIALI </li></ul><ul><ul><li>Sezioni S-Y </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>S Reference di area </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>T Sociologia e antropologia [300-307; 398-399] </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>U Politica, economia e management [320-328; 330-339; 380-389; 650-659] </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>V Diritto e amministrazione pubblica [340-347; 349-359] </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>W Servizi sociali ed istruzione [360-379] </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>X Scienze dell’informazione e organizzazione della cultura [020-027; 060-069] </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Y Costumi, casa e vita familiare [390-395; 640-649] </li></ul></ul></ul>
  32. 32. Tecnica notazionale <ul><li>Notazione </li></ul><ul><li>Mario Telo, La socialdemocrazia europea nella crisi degli anni Trenta . Milano: Franco Angeli, 1985. </li></ul><ul><li>U </li></ul><ul><li>335 </li></ul><ul><li>TELOm </li></ul><ul><li>S </li></ul>
  33. 33. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>L’articolazione degli spazi/4 </li></ul><ul><ul><li>Sala Ippolito Desideri </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Opere di consultazione generale </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Documentazione locale </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Relazioni con la Biblioteca Forteguerriana </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Sala Piero ed Elena Bigongiari </li></ul></ul><ul><ul><li>Biblioteca del Centro di documentazione </li></ul></ul>
  34. 34. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>L’articolazione degli spazi/5 </li></ul><ul><ul><li>Sala Gianna Manzini </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Narrativa generale </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Amos Oz, Una storia di amore e di tenebra . Milano: </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Feltrinelli, 2002. Tit. orig.: A tale of love and </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>darkness. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>PN </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>1 </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>OZa </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>T </li></ul></ul></ul>
  35. 35. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>L’articolazione degli spazi/6 </li></ul><ul><ul><li>Mediateca </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Integrazione libri, CD, DVD </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>“ Figura prevalente” </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Per la collocazione a scaffale dei singoli documenti sarebbe opportuno fissare un criterio di equipollenza tra le diverse manifestazioni della responsabilità intellettuale e artistica , individuando una figura prevalente. Esempi: </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>film: regista, talvolta l’attore </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>cd musicali: valutare caso per caso (compositore, esecutore, cantante/gruppo, direttore d’orchestra, ecc.) </li></ul></ul></ul></ul></ul>
  36. 36. L’organizzazione bibliografica della biblioteca San Giorgio <ul><li>Notazione </li></ul><ul><li>Gianni Rondolino, Dizionario del cinema italiano 1945-1969 . Torino: Einaudi, 1969. </li></ul><ul><li>MT </li></ul><ul><li>3.1 </li></ul><ul><li>RONDg </li></ul><ul><li>D </li></ul><ul><li>Giuseppe Verdi, La forza del destino , direttore d’orchestra John Matheson. Opera rara, </li></ul><ul><li>2005, 3 cd. </li></ul><ul><li>MT </li></ul><ul><li>2.3.5 </li></ul><ul><li>VERDg-MA </li></ul><ul><li>F </li></ul><ul><li>1-3 </li></ul><ul><li>[cd] </li></ul>
  37. 37. Criteri generali di progettazione <ul><li>Identità della biblioteca </li></ul><ul><ul><li>“ istanza di libertà”: spazi aperti, permeabili, trasparenti </li></ul></ul><ul><li>Identità degli spazi e dei servizi </li></ul><ul><li>Autonomia rispetto al catalogo delle tecniche di presentazione dell’offerta documentaria </li></ul><ul><li>Orientamento all’uso </li></ul><ul><li>Centralità delle raccolte bibliografiche </li></ul>
  38. 38. Criticità <ul><li>Comprensione del modello bibliografico e notazionale da parte degli operatori </li></ul><ul><li>Incompletezza della comunicazione interna </li></ul><ul><li>Osservazione dei comportamenti e degli “stili” cognitivi degli utenti </li></ul><ul><ul><li>L’uso delle raccolte bibliografiche </li></ul></ul><ul><li>Indagine (dopo 6 mesi di attività) sulle modalità d’uso, quantitativa e qualitativa </li></ul>
  39. 39. Un po’ di numeri <ul><li>Il patrimonio </li></ul><ul><ul><li>Scaffale aperto: 80.000 UB a regime </li></ul></ul><ul><ul><li>Magazzino: 150.000 UB </li></ul></ul><ul><ul><li>Quotidiani: 15 </li></ul></ul><ul><ul><li>Emeroteca prima informazione: 30 UB </li></ul></ul><ul><ul><li>Altri periodici correnti: 220 UB </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>800 UB Centro di Documentazione </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>CD-ROM: 2.500 </li></ul></ul><ul><ul><li>DVD: 2.500 </li></ul></ul>
  40. 40. Un po’ di numeri <ul><li>Spazi e e servizi </li></ul><ul><ul><li>Superficie: 6.000 mq. </li></ul></ul><ul><ul><li>Posti a sedere: 330 </li></ul></ul><ul><ul><li>PC: 60 a regime </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>OPAC </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Internet </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Postazione Habilio </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>PC “arricchiti” </li></ul></ul></ul>
  41. 41. Un po’ di numeri <ul><li>Presenze 23.04/09/05: </li></ul><ul><ul><li>Circa 18.000 </li></ul></ul><ul><ul><li>Stima su base annua: circa 300.000 </li></ul></ul><ul><li>Prestiti 23.04/09/05: </li></ul><ul><ul><li>Circa 4.000 </li></ul></ul><ul><ul><li>Stima su base annua: circa 100.000 </li></ul></ul>

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