Teologia Morale Fondamentale

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PRINCIPI DI MORALE CRISTIANA

PRINCIPI DI MORALE CRISTIANA

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  • 1. Teologia morale fondamentale Dizionario teologico interdisciplinare Marietti, 1977
  • 2. Il nuovo essere in Cristo
    • È il centro di tutta la vita cristiana
    • verso il quale
    • si riconduce la soluzione particolare
  • 3. Padri della Chiesa La Didachè (50): simbolo delle 2 vie Il Pastore di Erma (140) : 12 precetti in cui racchiudere l’insegnamento morale cristiano Clemente Alessandrino, Il pedagogo (190) (la guida del credente nella vita onesta) Origene,(† 204) De Principiis (tradotto in latino da Rufino di Concordia († 410) Agostino, De catechizandis rudibus (403) e De fide et operibus (413)[riflessione teoretica o esortazione pratica].
  • 4. Padri della Chiesa
    • Ugo da San Vittore († 1141) Didascalion : fabrica spiritualis si innalza sul fondamentro della lettera e della narratio historiae; il saper vivere: scienza teorica, pratica (= etica), meccanica e logica.
    • Pier Lombardo († 1160) Sententiarum libri quattuor
    • Alano di Lilla († 1202) Regulae de sacra theologia: ogni scienza ha i suoi principi ed assiomi o regulae dalle quali è possibile dedurre tutte le conclusioni di quella scienza stessa.
    • Determinazione del concetto di bene mediante l’idea di fine
    • Concetto collegato di merito
    • Determinazione del concetto di peccato
    • Tema della libertà e della grazia
    • Concetto di virtù e vizi
    • Virtù teologali
  • 5. Padri della Chiesa
    • Tommaso d’Aquino, Summa theologica (1265-1274) : il discorso etico ha per oggetto la vita cristiana come tale, la teologia morale particolare ha si occupa di espressioni singole e manifestazioni situate.
    • Il suo progetto si articola su tre centri di riflessione:
    • discorso (fondamento di tutto l’edificio)
    • discorso sull’agire umano in sul fine ultimo dell’uomo quanto umano attraverso cui la persona è incamminata verso il suo fine ultimo
    • discorso sui principi della prassi umana che sono intrinseci (potenze ed abiti) ed estrinseci (legge che istruisce, grazia che aiuta)
    • I capitoli sono: il fine ultimo dell’uomo, gli atti umani, le virtù in generale e i vizi, la legge e la grazia.
    • Assente il trattato sulla coscienza.
  • 6. Teologia morale oggi In un primo momento è riflessione sulle condizioni ultime che la rendono possibile come tale (teologia morale fondamentale), in un secondo momento è esposizione delle strutture fondamentali della vita cristiana (teologia morale generale).
  • 7. Teologia morale fondamentale
    • Nella sua nozione comune l’etica è intesa come intelligenza dell’agire umano in quanto umano ( agire libero ) ed in quanto soggetto ad una obbligazione ( agire dovuto).
    • La teologia morale in quanto riflessione teologica sull’agire umano è possibile a due condizioni:
    • la Rivelazione di Dio in Cristo (oggetto materiale della teologia) abbia una rilevanza pratica
    • questa rilevanza possa essere espressa in un discorso razionale
  • 8. La Rivelazione di Dio in Cristo ha rilevanza pratica: è essenzialmente appello rivolto alla libertà dell’uomo in quanto soggetto di azione, è essenzialmente comandamento di Dio
  • 9. I problemi nascono quando si cerca di comprendere la natura di questo appello che l’Evento rivolge alla libertà dell’uomo in quanto produttore di prassi. Secondo i luterani l’uomo deve regolare la convivenza civile, ma è incapace di compiere la volontà di Dio con le sue forze. Secondo i calvinisti la volontà di Dio è rivelata nel decalogo.
  • 10. Il comandamento di Dio diventa capace di produrre una teologia morale solo se esso presuppone un indicativo di grazia che abiliti l’uomo ad un agire nuovo Dal tu devi …. al tu sei La nuova creazione iniziata con e in Cristo ed a cui l’uomo prende parte mediante la fede-sacramenti (1 Cor 5,7-8; Rm 6)
  • 11. L’uomo ha bisogno di essere rinnovato come soggetto pensante ed agente nella sua mente, nella sua coscienza e nel suo cuore (Rm 1,21.28; 2,5; 12,5; Ef 4,17-24; Tt 1,15-16) per conoscere e compiere la volontà di Dio rivelata nel Cristo morto e risuscitato
  • 12. PRINCIPIO DELLA CREAZIONE IN CRISTO Rivelazione del comandamento di Dio in Cristo Ragione pratica dell’uomo INESAURIBILE IN RICERCA DEL BENE ULTIMO CORREGGE In quanto in conseguenza del peccato l’elaborazione della ragione non può non andare soggetta ad errori anche gravi. COMPLETA In quanto sia per lo stesso motivo sia per il fine soprannaturale cui l’uomo è chiamato in Cristo, l’elaborazione della ragione non può coprire tutte le possibilità esistenziali dell’uomo. COMPIE In quanto stante la creazione in Cristo, la vocazione dell’uomo trova in Lui il suo definitivo compimento.
  • 13. Perciò la teologia morale si costruisce come la comprensione-traduzione-tran-significazione del comandamento in categorie etiche razionali. Questa comprensione-traduzione-tran-significazione non esaurisce mai la Rivelazione del comandamento di Dio che non è mai perfettamente mediabile dalla ragione pratica dell’uomo in quanto Esso costituisce il compimento perfettamente gratuito e non dovuto dell’uomo. Non tutte le comprensioni razionali dell’eticità umana sono luogo adatto… Solo quando comprenda l’eticità umana in chiave di primato del Valore (dell’Essere) sulla coscienza.
  • 14. Sono infatti possibili due e solo due interpretazioni dell’eticità umana: si comprende la libertà umana o come facoltà di costituire i valori etici o come facoltà di riconoscere i valori
  • 15. La scelta esclusiva di una delle suddette due interpretazioni dell’eticità umana avviene dentro alla fede ( credo ut intelligam ) oppure è un presupposto o un preambolo della fede stessa ( intelligo ut credam )?
  • 16. Un’etica teologica è possibile in quanto l’evento Cristo, accolto nella fede-sacramenti, dà origine a una nuova creatura che esige di manifestarsi e di tradursi nella prassi ed in quanto questa esigenza può essere compresa e tradotta in termini di “sapere ragionevole” per la continuità tra eticità umana e comandamento di Dio posta in essere dalla creazione in Cristo.