la-massoneria

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  • ( L’Illuminismo dei Rosa-Croce , trad. it., Einaudi, Torino 1976, p. 247).
  • Pomarancio, Salomone
  • (Robert Kirk,  Il Regno Segreto , trad. it., Adelphi, Milano 1993 3 , p. 63).
  • (così M. Moramarco,  Piazza del Gesù [1944-1968]. Documenti rari e inediti della tradizione massonica italiana , Centro Studi Albert Schweitzer, Reggio Emilia 1992, p. 15)
  • ( Freemasonry and American Culture 1880-1930 , Princeton University Press, Princeton 1984, p. 70).
  • ( The Builders. A Story and Study of Freemasonry , 2 a  ed. accresciuta, Macoy Publishing and Masonic Supply Co., Richmond [Virginia] 1951, p. 263).

Transcript

  • 1. La massoneriaSpunti di approfondimento
  • 2. Le origini della massoneriaMassonerie filosofia e religione
  • 3.  Le massonerie da un latonon sono “religioni”, innessun senso del termine,dall’altra hanno una storia checontinuamente si intreccia, siincontra, si scontra con quelladelle religioni.
  • 4. La società pluralista moderna nasce dopo la Riforma e le guerre di religione, ilcui esito è la presenza in Europa di gruppi religiosi diversi portatori di ideefra loro inconciliabili. Questa situazione di pluralismo non farà che accrescersidal Cinquecento in poi: se all’inizio coesistono cattolici e protestanti, benpresto i protestanti si frammentano in decine di denominazioni rivali (mentre lescoperte geografiche rendono evidente a tutto il pubblico colto l’esistenza nelmondo di centinaia di religioni diverse); più tardi – con l’Illuminismo –diventano socialmente significativi anche il razionalismo e il libero pensiero, ea partire dall’Ottocento acquista spazio sempre maggiore anche la presenza inOccidente di religioni non cristiane o “nuove”.
  • 5. Di fronte al pluralismo dottrinale nasce – tanto più nei paesi dove questoè importato tardivamente e quasi improvvisamente – un disagio socialediffuso, che si manifesta tuttavia in due modi diversi. Da una parte c’è chitenta la fuga dal pluralismo, che gli appare intellettualmenteincomprensibile, riaffermando un’identità “forte” confessionale ocomunque religiosa. Dall’altra parte, vi è anche chi – anziché fuggire dalpluralismo – ne cerca una chiave di lettura che lo renda ragionevole e chepermetta psicologicamente di adattarvisi.
  • 6. Nascono così gruppi caratterizzati dalsincretismo e dal relativismo, percui tutti i messaggi contraddittori incircolazione nella società pluralistasono contemporaneamente (anchese solo relativamente) veri, ed èpossibile vivere fra le pieghe delleloro contraddizioni purché si trovi unachiave che permetta di disporre eordinare le diverse visioni del mondoin una costruzione in qualche modologica. Benché i relativismi e isincretismi siano molteplici, molticomportano un elemento esoterico:si afferma, cioè, che a livellosuperficiale (exoterico) le diversereligioni, visioni del mondo, filosofiesono contraddittorie, ma checiascuna comporta anche una partepiù profonda e segreta (esoterica,appunto), e che i nuclei segreti dellediverse religioni e filosofie non solonon si contraddicono ma anzicoincidono fra loro.
  • 7. “Le origini della massoneria –secondo la storica inglese FrancesYates (1899-1981) – sono uno deiproblemi più discussi e discutibili intutto il campo della ricerca storica”.Tuttavia, se si vuole comprendereesattamente che cos’è lamassoneria, la questione delleorigini non può non essereaffrontata. La risposta “esoterica” albisogno di risolvere le contraddizionidella società pluralista nascente sirivela nel modo più caratteristiconella nascita della leggenda deiRosacroce, secondo cui il “nucleosegreto” che sta dietro alle diversereligioni – e le unifica – sarebbestato noto fin dal Medioevo a unaconfraternita di iniziati.
  • 8. Tra i numerosi luoghi dove molti che siappassionano alla leggenda nel Seicentocercano i Rosacroce ci sono anche – specie inInghilterra e in Scozia – le antichecorporazioni di arti e mestieri, che stannoperdendo la loro importanza economica maconservano un ricco corpus di simboli e dileggende.La corporazione dei liberi muratori– freemasons in inglese; franc maçons infrancese; da cui poi gliitaliani frammassoni e massoni –, checomprende i lavoratori della costruzione daimuratori agli architetti, ha un leggendariorigoglioso ispirato a costruzioni famosedell’antichità, dall’arca di Noè al tempio diSalomone. Non potrebbero trovarsi in questacorporazione – si chiede qualcuno – i segretidei Rosacroce? 
  • 9. Nobili e borghesi appassionati diesoterismo e di misteri rosacrociani sifanno così ricevere, pagando il dovuto,nelle “logge” (ma questa espressione ètardiva) della corporazione dei “liberimuratori”, pur non essendo né architettiné muratori.Il fenomeno – che secondo studi recentidi David Stevenson sarebbe iniziato inScozia negli ultimi anni del Cinquecento –alla fine del Seicento è così diffuso cheormai in Gran Bretagna non è piùsufficiente parlare di freemasons omasons: occorre specificare se si tratta dimassoni “operativi” (cioè lavoratori dellavecchia corporazione) oppure “accettati”(cioè esoteristi che sono entrati nellelogge alla ricerca di segreti rosacrociani,ovvero curiosi che si fanno “accettare” perragioni sociali o passione antiquaria per letradizioni corporative).
  • 10. L’espressione “speculativi” si affermerànei primi decenni del Settecento perindicare i non “operativi” che hannoaderito alle logge per ragioni esoterichee filosofiche culturalmente impegnative edistinguerli dagli “accettati” che sonomossi da semplici motivi di curiosità osociali. Che cosa trovano nelle loggedella corporazione muratoria gli“accettati” e gli “speculativi”? Forsemeno di quello che si aspettano. InInghilterra le organizzazioni locali“operative” erano chiamate nelMedioevo misteres, parola che più tardi –trascritta in mystery, “mistero” –comprensibilmente emozionerà gliesoteristi. Ma in realtà la parola inglesearcaica mistere era una semplicecorruzione dell’italiano “mestiere” (ènota l’importanza dell’Italia per l’attivitàdei costruttori), e dunque non facevaallusione a nessun “mistero” occulto.
  • 11. Gli elementi decisivi per laformazione del successivorituale “speculativo” che sitrovavano nella massoneria“operativa” britannica eranosostanzialmente due. Da unaparte vi era un corpus dileggende contenuto nellecosiddette “Costituzionimanoscritte della massoneria”, icui testi principali sono duemanoscritti, Halliwell (piùconosciuto come Regius)e Cooke, che risalgono aglianni 1390-1410. Questimanoscritti contengono duediverse leggende sulle originidella muratoria: una più antica– che è stata chiamata la“storia antica breve” – e una piùrecente, la “storia nuova lunga”.
  • 12. La “storia antica breve” parte da unmitico viaggio in Egitto di Euclide(c. 300 a.C.), che ivi avrebbe fondatouna scuola dell’arte della geometriae della costruzione, trasmessa poi anumerosi popoli e in particolare agliinglesi all’epoca del re Athelstan(†939), che avrebbe dato ai liberimuratori i loro regolamenti ecostituzioni. La “storia nuova lunga”parte invece da prima del Diluvio emenziona vari personaggi biblici –fra cui Jabal, che sarebbe stato unmaestro costruttore impiegato daCaino, ed Enoch – che avrebberotrasmesso i segreti dell’artemuratoria in lamine d’oro o colonnenascoste (più tardi confuse con lecolonne Jachin e Boaz del tempio diSalomone, con cui all’origine non siidentificavano).
  • 13. Successivamente questi segretisarebbero stati rivelati ad Abramo, dicui sarebbe stato allievo Euclide (è raroche le leggende si preoccupino dei daticronologici) il quale avrebbe insegnatol’arte agli egizi.Dagli egizi l’arte sarebbe stataritrasmessa agli ebrei, e avrebbetrovato il suo culmine con Salomone eil suo Tempio.Dopo la distruzione del Tempio l’artesarebbe passata ai cristiani – fra cuiquattro martiri europei, costruttori diprofessione, i santi Quattro Coronati –,sarebbe stata protetta in Inghilterra dasant’Albano (il cui martirio ètradizionalmente fissato al 303 d.C.) ecodificata da Athelstan.
  • 14. Il materiale dei manoscritti Regius e Cooke – che risale a prima della Riforma, ed èquindi il corpus di leggende di unacorporazione cattolica – sarà poirielaborato in decine di altri manoscritti,che aggiungeranno il tema dell’arca di Noèe si diffonderanno sul Tempio diSalomone e sul suo architetto HiramAbiff.La leggenda di Hiram Abiff così come imassoni di oggi la conoscono – checomprende la sua uccisione da parte di tretraditori ai quali non voleva rivelare la“parola del Maestro” – appare per laprima volta in manoscritti settecenteschi,anche se rielabora temi più antichi riferitiall’arca di Noè.È pertanto possibile che in gran parte laleggenda di Hiram non sia stata trovata,ma portata dagli “accettati” e dagli“speculativi” all’interno della massoneria“operativa”.
  • 15. Il secondo elemento rilevante per i successivisviluppi “speculativi” che gli “accettati” trovanonelle logge della muratoria è la “parolamassonica”, una parola o segno diriconoscimento segreto su cui si leggonospesso imprecisioni notevoli.Lo scopo della “parola massonica” – nata inScozia nel Cinquecento, ignota nel Medioevoe ignota fra gli “operativi” in Inghilterra – era dicarattere pratico, e si ricollegava allapresenza in Scozia di lavoratori dell’industriadella costruzione – chiamati cowan – cheerano tecnicamente capaci di svolgere il lorolavoro (e di superare una prova) ma nonerano passati attraverso il regolareapprendistato corporativo ovvero lavoravanoal di fuori della corporazione, qualche voltaaccettando salari minori di quelli corporativi.
  • 16. La “parola massonica” permetteva ai capimastri e agli imprenditori legati allacorporazione di riconoscere i lavoratori che a loro volta appartenevanoall’organizzazione massonica, e di proteggere il sistema corporativo – che ormaiscricchiolava in tutta Europa – cercando di assumere soltanto “liberi muratori” enon cowan abusivi.
  • 17. Tuttavia la “parola massonica”è una innovazionecinquecentesca, e alla fine delCinquecento iniziano adaffacciarsi nelle logge gli“accettati” e gli esoteristi.Intorno alla “parola massonica”cominciano così – quasi findalle sue origini – a nasceredelle leggende, come quellasecondo cui si sarebbe trattatodi una parola magica capace direndere invisibili.Per la diffusione di questeleggende gioca un ruolodecisivo il reverendo RobertKirk (1644-1692).
  • 18. Questo pastore presbiteriano scozzese èsoprattutto conosciuto per la sua opera didivulgazione della credenza nelle fate:anche se il suo Regno Segreto saràpubblicato solo nell’Ottocento, era già unafigura molto nota durante la sua vita, equando morì circolò la leggenda che nonfosse veramente morto, ma fosse statorapito dalle fate nel loro regno. Robert Kirk si interessava a tutti i misteridella Scozia, fra cui elencava “la parolamassonica”, di cui affermava che “è comeuna tradizione rabbinica a guisa dicommento su Jachin e Boaz, le duecolonne erette nel Tempio di Salomone (1 Re 7, 21), con l’aggiunta di qualche segnotrasmesso da mano a mano, per mezzo delquale conoscono e diventano famigliaril’uno con l’altro”.
  • 19. l riferimento di Kirk a “qualchesegno” potrebbe indicare già i fivepoints of fellowship (“cinque puntidi fratellanza”: piede con piede,ginocchio con ginocchio, cuore concuore, mano con mano, orecchiocon orecchio), descritti senzariferimento alle loro origini in unmanoscritto del 1696 e spiegati inmanoscritti successivi con tentativipiuttosto macabri di rimettereinsieme, togliendoli dalla tomba, icorpi di Noè o di Hiram Abiff perestrarre da questi corpi i lorosegreti (a queste leggende sicollegherebbe l’espressione “c’èancora del midollo in quest’osso”– here is yet mar[r]ow in this bone –formula promessa a una carriera neirituali “speculativi”).
  • 20. Comunque sia, i segreti propriamenteesoterici non sono certamente numerosiquando i primi “accettati” si fanno riceverenelle logge “operative” alla fine delCinquecento.Dopo un secolo, alla fine del Seicento, uncerto numero di segreti esoterici nellelogge massoniche britanniche invece cisono davvero: non, però, perché ci fosserogià prima (c’erano, come si è visto, soloalcuni elementi), ma perché li hanno portatinelle logge gli “accettati” di tendenze piùesoteriche che in gran numero si sono fattiricevere nella corporazione.Questa lenta trasformazione dellamassoneria da “operativa” in“speculativa” prepara dunque il terrenoper la nascita della massoneria moderna,quale la conosciamo oggi.
  • 21. Il 24 giugno 1717 – nella festività di sanGiovanni Battista, cui i massoni tributano unculto speciale assieme all’omonimoevangelista, in quanto annunciatori della Lucespirituale – quattro logge di Londra siriuniscono sotto la presidenza dell’architettocapo della chiesa di Saint-Paul, ChristopherWren (1632-1723) – gran maestro deiliberi muratori di Londra dal 1688 al 1695, epoi ancora dal 1698 al 1702 –, e costituisconoun’organizzazione unificata – la Gran Loggia diLondra – alla cui gran maestranza è nominatoAntony Sayer (1672-1752). La data del 24giugno 1717, comunemente assunta comedata di fondazione della massoneria moderna,costituisce la presa d’atto (in origine limitataalla città di Londra) di una nuova situazione,in cui le logge dei liberi muratori sono ormaicomposte quasi esclusivamente di “accettati”,in maggioranza ormai veri e propri“speculativi”.
  • 22. La massoneria “speculativa” moderna nasce così a Londra, anche se iprimi “accettati” erano stati ammessi nella corporazione in Scozia,perché in Scozia ancora ai primi del Settecento “operativi” e “accettati”convivono nelle stesse logge, mentre in Inghilterra vi sono ormai loggeseparate composte esclusivamente di non “operativi” (e può perfinocapitare che un costruttore appassionato di esoterismo appartenga adue logge: una “operativa”, dove discute i problemi della suaprofessione, e una “accettata”, dove coltiva interessi filosofico-esoterici).
  • 23. Gli ultimi “operativi” puri – ormai quasi degli estranei – sono apoco a poco relegati alla periferia delle logge londinesi, e questedecidono di darsi nuove costituzioni, necessarie perché la realtàdelle logge è mutata: da corporazioni di arti e mestieri a circolifilosofico-esoterici ormai completamente privi di qualunquefunzione corporativa.
  • 24. Le logge londinesi riunitesi nel 1717 nellaGran Loggia di Londra affidano al pastorepresbiteriano James Anderson (1680 o1684-1739) – massone “speculativo”, maanche scrittore di professione disposto apreparare libri d’occasione a pagamento – laredazione delle loro nuove Costituzioni. Iltesto, pronto nel 1721, è rivisto da uncomitato di massoni, di cui è magna pars ilpastore anglicano Jean-Théophile Desaguliers(1683-1744), figlio di un profugo ugonottofrancese e terzo Gran Maestro della GranLoggia di Londra dopo Antony Sayer eGeorge Payne (1675-1757), e pubblicato nel1723.
  • 25. Le Costituzioni di Anderson comportano quattro parti: una storialeggendaria dell’ordine e dell’“arte” massonica (che rimonterebbe adAdamo, Noè, Salomone e all’architetto del Tempio di quest’ultimo,Hiram); i “doveri” o charges; un regolamento per le logge; una serie dicanti per i tre gradi di apprendista, compagno e maestro.
  • 26. La parte più importante è quella dei“doveri”, ancora considerata vincolanteda diverse massoneriecontemporanee e fonte di numerosiscismi nella storia, relativi soprattuttoal primo e al secondo “dovere”.Il primo prevede che un massone “secomprende correttamente l’Artenon sarà mai un ateo stupido né unlibertino irreligioso”; non si trattaperaltro di seguire le stesse“denominazioni o credenze religiose”ma solo “quella religione su cui tutti gliuomini sono d’accordo”.
  • 27. Il secondo dovere chiede almassone la lealtà neiconfronti dei poteri politicicostituiti e vieta alle loggequalunque attività politicadiretta. Qualchecontroversia hannocausato anche il terzo“dovere” (che esclude, fral’altro, dalla massoneria ledonne) e il sesto, dove –pur senza usare la parola“segreto” – si raccomandadi essere “prudenti” perchéneppure “l’estraneo piùacuto sia capace discoprire o di trovare quelche non conviene neppuresuggerire”.
  • 28. Nelle Costituzioni il riferimentoall’esoterismo e al segreto coesiste conil deismo illuminista della “religione sucui tutti gli uomini sono d’accordo”.Questo non significa che l’esoterismocristianeggiante (seicentesco) el’illuminismo razionalista(settecentesco) riescano a convivereperfettamente nelle logge massoniche.Al contrario una reazione controle Costituzioni di Anderson,considerate troppo inclini alrazionalismo e all’illuminismo,determina lo scismadegli Antients (“Antichi”), con centronella città di York (e con un quartogrado, quello dell’Arco Reale, diintonazione cabbalistica, più tardiaccolto da tutta la massoneria), cheterminerà con la riunione coni Moderns di Londra solo nel 1813.
  • 29. Un elemento che ha dato origine anotevoli controversie è peraltropresente anche nell’Arco Reale,dove è rivelato (accanto al nomeJehovah) anche un altro nome diDio, Jahbulon o Jah-Bel-On, sintesidei nomi semitico (Jah o Jahveh),caldeo (Baal) e egiziano (On) dellaDivinità.Per quanto riguarda “On” sembrache i primi ritualisti dell’Arco Realesiano caduti in errore a propositodel biblico Putifarre “sacerdote diOn” (Genesi 41, 45), interpretandoOn come se fosse una divinità(forse Osiride), mentre invece sitratta di una città.È peraltro vero che le trecomponenti Jah-Bel-On sono inseguito state interpretate in mododiverso.
  • 30. L’origine degli “alti gradi” dellamassoneria (che inizialmente contasolo i due gradi di apprendista ecompagno, e solo successivamente,a partire dal 1724, adotta un terzogrado, quello di maestro) è inrelazione alla sua introduzione ediffusione in Francia, in cui gioca unruolo prominente il cavalierescozzese André Michel de Ramsay(1686-1743), discepolo e poisegretario dell’arcivescovo diCambrai François de Salignac de laMothe (“Fénélon”, 1651-1715), di cuialla scomparsa diverrà l’eredespirituale e biografo, e inseguito legato alla spiritualitàquietista di Madame Jeanne-MarieGuyon (1648-1717), di cui a suavolta diventerà il segretario.
  • 31. Il suo Discours (pronunciato nel 1736 e che avrebbe dovuto essereripetuto a una grande riunione delle logge di Francia prevista per il 24marzo 1737, poi vietata dalle autorità) mira a propagandare lamassoneria fra i nobili francesi, dissipando l’impressione che si tratti diuna realtà nata fra semplici artigiani e muratori e sostituendo all’originestorica muratoria un’origine leggendaria cavalleresca.
  • 32. Secondo Ramsay, cavalieri della più alta nobiltà europea si sarebberoinfiltrati nella corporazione massonica fin dai tempi delle Crociate perperseguirvi al riparo da occhi indiscreti i loro interessi esoterici.Da molti secoli la massoneria sarebbe dunque, più che una realtàcorporativa, una realtà cavalleresca. Sulla base di questa leggenda –creata consapevolmente a tavolino da Ramsay, senza basi storiche –sono elaborati interi sistemi di “alti gradi” a simbologia cavalleresca, che siaggiungono ai primi tre detti della massoneria “azzurra”, i quali ultimirimangono comunque alla base del sistema.
  • 33. In Germania il Discours diRamsay è letto con grandeinteresse e collegato allespeculazioni che fervevanonel Settecento su unaprosecuzione segreta deitemplari.I “cavalieri” di cui Ramsaynon aveva precisato l’identitàsono così identificati con itemplari, arricchendoulteriormente la leggenda edando origine a un grannumero di sistemi di “altigradi” in concorrenza fra loro.
  • 34. Parallelamente all’azione innovatricedi Ramsay, il mito portante chericollega le origini della massoneriaall’Ordine del Tempio è nel frattempointegralmente fatto proprio, nel 1756,dal barone Karl Gotthelf von Hundund Grotkau (1722-1776) –, unnobile di Altenburg, nei pressi diLipsia, che è all’origine di un sistemamassonico in otto gradi (apprendista,compagno, maestro, maestroscozzese di sant’Andrea, novizio,templare, equesprofesso e grandeprofesso) conosciuto con il nome diStretta Osservanza.
  • 35. Non tutti i massoni europei si appassionano però alle nuoveleggende cavalleresche e templari: in particolare i più legatiall’illuminismo e al razionalismo temono che gli “alti gradi” sianoveicolo per la prevalenza degli elementi più inclini all’esoterismo eall’occultismo.
  • 36. I sostenitori degli “alti gradi”sconfiggono i razionalisti su scalafrancese al Convegno delleGallie, tenuto a Lione nel 1778 –dove gioca un ruolo importanteJean-Baptiste Willermoz(1730-1824) – e su scalaeuropea al convento diWilhelmsbad nel 1782.Willermoz è coinvolto anche nellacreazione dell’Ordine deiCavalieri Beneficienti della CittàSanta, meglio conosciuto comeRito Scozzese Rettificato, chediventa il centro della massoneria“spiritualista” europea e della sualotta contro il filone “freddo” orazionalista del mondomassonico.
  • 37. Pochi anni dopo, la “corrente fredda” razionalista si prende tuttaviauna rivincita con la Rivoluzione francese (tra i cui protagonistifigurano importanti massoni della stessa “corrente fredda”, e nelcorso della quale i massoni della “corrente calda” più esotericasono invece perseguitati).
  • 38. Sul piano massonico internazionale, la massoneria arriva intantonegli Stati Uniti – paese che in seguito avrebbe acquistato unagrande importanza massonica – corredata degli “alti gradi”, eappunto negli Stati Uniti – a Charleston, nel 1801 – è fondata laversione oggi più nota del sistema in 33 gradi detto Rito ScozzeseAntico e Accettato, più tardi diffusa in tutto il mondo grazie all’operadi una figura controversa ma influente, Albert Pike (1809-1891).
  • 39. Per evitare di confondersi nell’arcipelago di nomi e di sigle che costituisce oggi lamassoneria occorre anzitutto distinguere fra obbedienze e riti,due realtà che sonosovente confuse. Le obbedienze sono federazioni amministrative di logge o digruppi nazionali di logge, che accettano la priorità di una loggia originaria o almenoaccettano di sottoporsi a un certo coordinamento.Grande Oriente d’Italia Gran Loggia d’Italia degli Antichi (Palazzo Giustiniani) Liberi Accettati MuratoriVilla Il Vascello (Palazzo Vitelleschi) Via S. Nicola de’ Cesarini, 3Via San Pancrazio, 8 00186 Roma00152 Roma Gran Loggia Regolare d’Italia Lungotevere dei Mellini, 17 00193 Roma
  • 40. "Oltre la crisi, la bussola deivalori per ritrovare lUomo".E questo il titolo della GranLoggia 2012 del Grande OrientedItalia, che dal 30 marzo al 1aprile al Palacongressi di Riminivedrà i Liberi Muratori di PalazzoGiustiniani proseguire ilconfronto aperto con la società,lanciando un messaggio di unitànazionale e di nuovo impegnocivile.
  • 41. Il Sovrano Gran Commendatore GranMaestro Luigi PrunetiIl 4 dicembre 2010 la Gran Loggia d’Italiadegli Antichi Liberi Accettati MuratoriObbedienza di Piazza del Gesù PalazzoVitelleschi ha riconfernato per il secondomandato il Fratello Luigi Pruneti. come suoSovrano GranCommendatore Gran Maestro.Saggista, scrittore e docente di disciplineumanistiche, assertore del principio che,attraverso l’approfondimento di ogni brancadello scibile, la massoneria può proporsi allaprofanità come una significativa interfacciaculturale e una grande matrice di idee, hainiziato il suo mandato esprimendo conchiarezza nel “Manifesto Massonico”il programma di lavoro condiviso con la GranMaestranza.
  • 42. I riti sono sistemi digradi massonici, di cuiprescrivono non solo lecerimonie ma anche lecaratteristiche.All’interno di una stessaobbedienza possonoessere praticati diversiriti, senza che questocomporti uno scisma. Perconverso lo stesso ritopuò ritrovarsi in diverseobbedienze, anche se peri gradi superiori il rito èpiù di una semplicevariante cerimoniale: èuna via iniziatica, concaratteristiche einsegnamenti specifici chesono trasmessi neidiversi gradi.
  • 43. Tutto questo è chiaro in teoria: ma in pratica questioni di rito hannospesso determinato scismi anche quanto alle obbedienze, soprattuttoperché i riti hanno i loro dirigenti (distinti da quelli delle obbedienze) ed èspesso accaduto che fra i due gruppi dirigenti (che pure dovrebbero inteoria esercitare la loro giurisdizione su ambiti diversi) siano sorte rivalitàe conflitti.
  • 44. Sul piano delle obbedienze rivali possiamo distinguere: a. L’obbedienza dellaGran Loggia Unita d’Inghilterra, riconosciuta dalla maggioranza dei massonimondiali (circa sei milioni, benché manchi una statistica ufficiale comprensiva ditutte le obbedienze e altre fonti stimino il totale tra i tre e i cinque milioni) comeGran Loggia Madre per tutto il mondo. Due principali testi – Basic Principles for Grand Lodge Recognition (“Principi per il riconoscimento da parte della GranLoggia”), del 1929, eAims and Relationships of the Craft (“Scopi e relazionidell’Arte”), del 1938 (rivisto nel 1949) – fissano i criteri per il riconoscimento della“regolarità” massonica da parte della Gran Loggia Unita.
  • 45. Secondo questi documenti la “regolarità” deve essere triplice:di origine (è necessaria la fondazione da parte di una Gran Loggia giàriconosciuta come regolare o di tre logge regolari),di territorio (una sola Gran Loggia può essere riconosciuta come regolare inogni paese) edi dottrina (sono necessarie la credenza in Dio come Grande Architettodell’Universo, l’uso di un “libro della legge sacra” – normalmente la Bibbia,ma è ammesso un altro libro sacro tradizionale per le logge che operano inpaesi diversi dall’Occidente cristiano –, l’esclusione delle donne e il divieto didiscussioni politiche nelle logge).
  • 46. È su questa base – che si afferma dedotta dalle Costituzioni diAnderson, anche se non mancano discussioni sulla loro interpretazione –che le massonerie maggioritarie dei più importanti paesi latini (Francia,Spagna, America Latina) hanno perso a partire dal XIX secolo ilriconoscimento della loro “regolarità”, accusate di ammettere nelle loro filaatei, non utilizzare la Bibbia e occuparsi di temi politici.
  • 47. In questa situazione si trovava fino al 1972 anche la massoneria del Grande Oriente d’Italia, istituzione fondata nel 1805 e largamente maggioritaria nelnostro paese (circa settecentocinquanta logge e oltre diciottomila affiliati), che appuntonel 1972 era stata riammessa nella comunione con la Gran Loggia Unita d’Inghilterra. Datale comunione è stata di nuovo esclusa nel 1993, in seguito alle polemiche seguite aindagini giudiziarie sulle attività politiche e affaristiche di alcune logge, e alla crisi internache ne è derivata.
  • 48. Dal 1972 chi non crede in Dio avrebbedovuto essere escluso dalle logge del GrandeOriente d’Italia. Il Gran Maestro, Giuliano DiBernardo, aveva tuttavia proposto unanozione di Dio come “principio regolatore”che, benché non formalmente condannata daLondra, era al limite di quanto può essereaccettabile dalle massonerie “regolari” e avevasuscitato più di una obiezione. È stato tuttavialo stesso Giuliano Di Bernardo a fondare,nella crisi massonica del 1993, una Gran Loggia Regolare d’Italia concorrente delGrande Oriente (nettamente minoritaria:circa 3.000 affiliati distribuiti in un centinaio dilogge), riconosciuta dalla Gran LoggiaUnita dInghilterra in occasione dellacomunicazione trimestrale dell8 dicembre1993: alla gran maestranza di Giuliano DiBernardo ha fatto seguito, dal 15 dicembre2001, la nomina del nuovo e attuale GranMaestro della Gran Loggia Regolare dItalia,Fabio Venzi.
  • 49. Giuliano Di Bernardo ha in seguitolasciato la Gran Loggia Regolared’Italia fondando nel 2002 a Romal’Accademia Internazionale degliIlluminati, con il dichiarato propositodi andare “oltre la massoneria”ricollegandosi almeno idealmente agliIlluminati di Baviera, attivi in Europafra il 1776 e il 1790 e oggetto poid’innumerevoli “continuazioni” o“risvegli”, tutti però senza una veradiscendenza genealogicadall’originario gruppo settecentesco.
  • 50.  Dal 1961 le massonerie liberali – tra cui i Grandi Orienti di Francia, Belgio eGermania (ma in quest’ultimo paese è presente anche una Gran Loggia“regolare” di obbedienza inglese) e laGran Loggia d’Italia degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori (A.L.A.M.) - Palazzo, la seconda denominazione del nostro paese (intorno ai 7.500 iniziatiraccolti in circa 400 logge) dopo il Grande Oriente (detto a sua volta diPalazzo Giustiniani da una sua storica sede) – erano riunite nel CLIPSAS (Centre de Liaison et d’Information des Puissances maçonniquessignataires de l’Appel de Strasbourg. “Centro di Collegamento ed’Informazione delle Potenze Massoniche firmatarie dell’Appello diStrasburgo”).
  • 51. Dal CLIPSAS nel 1996 si sono però separate acausa di diverse controversie lo stesso GrandeOriente di Francia e altre obbedienze percostituire l’AMIL (Associazione MassonicaIntercontinentale Liberale), una realtà a suavolta turbata da dissensi. I dissensi nell’AMILhanno spinto il Grande Oriente francese afavorire la nascita del SIMPA (SegretariatoInternazionale delle Potenze MassonicheAdogmatiche), cui hanno aderito anche la citataGran Loggia d’Italia e la maggior parte delleobbedienze europee di impronta liberale (cosìche l’AMIL è rimasta una realtàprevalentemente africana, mentre nel CLIPSASsono oggi numerose le obbedienze femminili elegate ai riti “egiziani”), quindi a cercare unanuova riunificazione di tutte le massonerieliberali internazionali, che appare allo statoproblematica.
  • 52. La Gran Loggia d’Italia è la più grande fra lenumerose obbedienze concorrenti che derivanodalla scisma massonico del 1908 del pastoremetodista Saverio Fera (1850-1915). Nella storiadelle obbedienze che risalgono a Fera e al suosuccessore Raoul V. Palermi (1864-1948), dettespesso “di Piazza del Gesù”, dal nome dellapiazza romana dove la principale ha avuto sede permolti anni, gli scismi sono frequentissimi (basteràricordare, per il rilievo anche culturale di alcunesue iniziative, quello promosso nel 2003 dall’exGran Maestro Renzo Canova, che ha dato vita al Supremo Consiglio d’Italia e San Marino del 33° ed Ultim, che pubblica la rivista Acadèmia, ha a Bologna unaloggia di studi e di ricerche “Sancti QuattuorCoronati”, che s’ispira all’antica e omonimainiziativa inglese, e – nonostante il nome – è unavera e propria obbedienza e non si limita allagestione di un rito) e costituiscono un elementodecisivo per spiegare la compresenza in Italia dinumerose obbedienze massoniche minori.
  • 53. Rispetto al Grande Oriente, vi è stata unamaggiore presenza di un elemento“cristiano” e talora anche “filo-cattolico”,che tuttavia “si diluì non poco” a partiredalla seconda metà degli anni 1950. Leobbedienze liberali denunciano “ildogmatismo e il conservatorismo socialedella massoneria anglosassone”,ammettono gli atei e gli agnostici (per ilGrande Oriente di Francia, dal 1877, datain cui è soppresso l’obbligo del riferimentoal Grande Architetto dell’Universo, conconseguente separazione dalla GranLoggia di Londra), e talora anche le donne(come fa la Gran Loggia di PalazzoVitelleschi e dal 2010 il Grande Oriente diFrancia), e non rinunciano a un’azionepolitica in favore “dei diritti dell’uomo edella democrazia” (così recitava l’“Appellodi Strasburgo”). Benché variamenteschierate quanto alle alleanzeinternazionali, le massonerie di linguaspagnola sono in genere su posizioni simili.
  • 54. c. La letteratura della Gran Loggia Unita d’Inghilterra denomina“massoneria di frangia” (fringe masonry) l’insieme delle obbedienze i cuiinteressi si situano soprattutto sul versante dell’occultismo e della magia.A partire dal XIX secolo questi interessi sono scoraggiati nella massoneria“regolare” e hanno quindi preso la strada di organizzazioni “di frangia”.Alcune di queste organizzazioni non sono semplicemente “irregolari” (inquanto affermano di interessarsi solo dei gradi superiori al terzo,riconoscendo alla Gran Loggia Unita la giurisdizione universale sui primitre gradi, di cui soltanto essa dichiara di occuparsi). Tuttavia la loro“ideologia” si allontana notevolmente dallo spirito e dalla mentalità dellamassoneria “regolare” per cui spesso finiscono per dotarsi anche di gradiazzurri propri, diventando così, oltre che “di frangia”, anche “irregolari”.
  • 55. Le obbedienze “di frangia” più diffuseadottano una simbologia ispirataall’antico Egitto e costituiscono lafamiglia (divisa in numerose obbedienzerivali) delle massonerie “egiziane”, il cuiantecedente storico è rappresentatodall’Alta massoneria egiziana creata daCagliostro (1743 o 1749-1795), e che siintrecciano spesso con ordinirosacrociani, martinisti e Chiesegnostiche, non di rado avendo gli stessidirigenti. Un caso particolare, in questofilone, è rappresentato dallAntico ePrimevo Rito Osiriaco degli Illuminati diMemphis e Mitzraïm, creato nel 1999 daRoberto Negrini, e che a partire dalquarto grado richiede la contemporaneaappartenenza alla filiazione dellO.T.O. diretta dallo stesso esoteristabolognese.
  • 56. d. Certamente “irregolari” (nel senso di considerate non regolari dalla Gran Loggia Unitad’Inghilterra, fedele alle Costituzioni di Anderson che come abbiamo visto escludono ledonne) – oltre che “di frangia” – sono le obbedienze femminili e miste nate con lo scopoprecipuo di riconoscere alle donne a pieno titolo l’appartenenza massonica: la principale èl’ordine misto Le Droit Humain, fondato nel 1893 in Francia dalla femminista MariaDeraismes (1828-1894) e dal senatore Georges Martin (1844-1916). Dalle obbedienzefemminili e miste vanno distinte le logge “di adozione”, semplici ausiliari della massoneria cheorganizzano le spose e le figlie dei massoni senza che queste ultime rivendichino in alcunmodo una effettiva appartenenza all’ordine (di questo tipo è la Stella d’Oriente, che ha nelmondo circa tre milioni di adepte – e oggi anche adepti, dal momento che si presenta comeun ordine misto, accogliendo pure simpatizzanti di sesso maschile della massoneria –  e cheesiste anche in Italia sotto il controllo del Grande Oriente d’Italia).
  • 57. In Italia – oltre alla presenza del Droit Humain, che ha oggi dai duecento aitrecento membri fra uomini e donne –opera dal 1946 al 1958 una Gran LoggiaNazionale Femminile d’Italia, la cuiesistenza è favorita dal gruppomassonico (maschile) detto di PalazzoBrancaccio; riassorbito questo dal GrandeOriente nel 1958, questa primamassoneria femminile cessa le attività.Pochi anni dopo, nel 1961, le donne chedesiderano diventare massone a pienotitolo si vedono comunque aprire lapossibilità di essere iniziate nella GranLoggia d’Italia A.L.A.M. Alcune donne nonsono però soddisfatte né dell’esperienzain questa obbedienza (accusata diriservare loro un ruolo comunque limitato,e dove peraltro a tutt’oggi si trovano lamaggioranza delle donne massoneitaliane), né della possibilità offerta dalGrande Oriente – a partire dal 1965 – dipartecipare alle attività paramassonichedella Stella d’Oriente.
  • 58. Così, da una prima loggia nata nel 1972 a Reggello (Firenze), sorge un movimentoper una massoneria femminile indipendente che porta alla costituzione nel 1975 dellaGran Loggia Femminile d’Italia, riconosciuta da quellaGran Loggia Femminile di Francia che emerge negli anni 1970 come “Gran LoggiaMadre” della massoneria femminile internazionale. Dissensi interni portano nel 1979,dopo la scissione di diverse logge, alla costituzione di una separata Gran LoggiaTradizionale Femminile d’Italia, chiamata poi dal 1990Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia (che dal 1996 opera nell’ambito di unOrdine Massonico Femminile d’Italia). Questa seconda realtà ha strappato alla GranLoggia Femminile d’Italia l’agognato riconoscimento francese, e la rappresentanzadell’Italia nell’organismo internazionale C.L.I.M.A.F. (Comité de liaison internationale de la franc-maçonnerie féminine, “Comitato di collegamento internazionale dellamassoneria femminile”), costituito nel 1992 dalla Gran Loggia Femminile di Francia,dalla Gran Loggia Femminile del Belgio e dalla stessa Gran Loggia TradizionaleFemminile d’Italia, cui hanno poi via via aderito organizzazioni di altri paesi. La citataammissione a pieno titolo delle donne, nel 2010, nel Grande Oriente di Francia nonha tolto vigore alle massonerie femminili, che mantengono la loro autonomia anchenei paesi di lingua francese.
  • 59. È opportuno precisare – per non dare luogo a equivoci – che questo schemaha un semplice valore di mappa, non di giudizio: non è possibile risolvere tuttii problemi sulla base della semplice dicotomia “regolare”/“irregolare” o deiriconoscimenti internazionali (talora indubbiamente concessi tenendo contoanche di ragioni di opportunità politica); piuttosto, ogni obbedienza deveessere esaminata nelle sue caratteristiche e nella sua storia.
  • 60. Le enciclopedie massoniche riportano diversecentinaia di riti diversi, che sarebbecertamente troppo lungo esaminare in questasede. Al cuore della storia massonica si situail rito Emulation – da Emulation Lodge ofImprovement (“Loggia emulazione delmiglioramento”), il nome della loggiadegli Antients in cui è unificato il rito dopo lanascita della Gran Loggia Unita d’Inghilterra,nel 1815 –, il più diffuso per i primi tre gradidi apprendista, compagno e maestro nellelogge inglesi. Largamente praticati – e retti dagerarchie proprie – sono i cosiddetti gradicomplementari: il grado dell’Arco Reale,complementare a quello di maestro, e ilgrado di Mark Master, complementare aquello di compagno. Molto diffusi in ambienteanglosassone sono pure i gradi di KnightsTemplar (“cavalieri templari”), cherappresentano – come già si è accennato –quanto sopravvive della leggenda templarenella massoneria maggioritaria.
  • 61. Negli Stati Uniti è largamente diffuso il Ritodi York che fonde insieme Arco Reale,massoneria del Marchio (gradi dal quarto alsettimo), gradi “criptici” (ottavo e nono, piùdecimo in alcune giurisdizioni) e quattroulteriori gradi “templari”. Con il Rito di Yorkrivaleggia per diffusione il Rito ScozzeseAntico e Accettato (il più diffuso in Italia) in33 gradi (da cui l’abitudine a considerare imassoni più elevati in grado comenecessariamente dotati della qualifica di“33°”, il che è vero per questo Rito ma nonper altri).Nel Grande Oriente di Francia si segue unRito francese, assai più scarno e semplificato.Nelle massonerie “egiziane” dominano il ritodi Memphis (92 gradi) e quello di Misraïm (90gradi) – creati fra il 1813 e il 1838 –, nonchévarie loro combinazioni. In alcuni paesivarianti del Memphis e/o del Misraïm sonoriconosciute come riti anche da obbedienzemaggioritarie (così, in Italia, dal GrandeOriente).
  • 62. Nella letteratura specializzata si incontra spesso il riferimento a organismi “para-massonici”, “simil-massonici” e “pseudo-massonici”. In genere gli specialistiriservano l’appellativo “para-massonico” o agli ordini e alle società che non fannotecnicamente parte della massoneria ma che ammettono nel loro senoesclusivamente massoni, ovvero a organizzazioni “ausiliarie” giovanili o femminili. Lapiù importante organizzazione del primo tipo è la Shrine (il cui nome completo èAncient Arabic Order Nobles of the Mystic Shrine, “Antico Ordine Arabico dei Nobilidel Santuario Mistico”), fondata nel 1871 negli Stati Uniti dal medico Walter MillardFleming (1838-1913) e dall’attore William Jermyn Florence (1831-1891).
  • 63. La Shrine adotta una simbologia “islamica” eorientale (talora grandiosa: alcuni suoi“templi” sembrano grandi moschee,possiedono autentici cammelli arabi e cosìvia), non senza un’intenzione ludica dimessa in scena e di scherzo; riunisce peròuna élite della massoneria americana egode di prestigio anche per le sue imponentiattività benefiche nel settore degli ospedaliinfantili. A metà strada fra ordini simil-massonici (in quanto composti inmaggioranza da massoni) e massonerie “difrangia” troviamo le varie incarnazioni dell’Ordine degli Illuminati: oltre alla già citataAccademia Internazionale degli Illuminati,vanno citati gli Illuminati fondati nel 1901 daLeopold Engel (1858-1931) e tuttoraesistenti, ancorché ridotti a minuscoledimensioni. Ma del tema si sono impadronitein modo così massiccio la leggenda e laletteratura da rendere ormai difficile farprevalere in tema di Illuminati la realtàstorica, separandolo dalle sempre piùnumerose fantasie.
  • 64. “Para-massonici”, nel secondo senso del termine, sono anche gli ordini ausiliari allamassoneria, come l’International DeMolay Order (il cui nome ancora una volta evoca laleggendaria connessione templare) per ragazzi dai dodici ai ventuno anni, e l’International Order of the Rainbow for Girls, per ragazze dagli undici ai vent’anni,entrambi presenti in Italia sotto la sorveglianza del Grande Oriente d’Italia. Possiamochiamare “simil-massonici” i numerosi organismi e fraternità sorti, soprattutto negliStati Uniti (ma anche altrove), a imitazione e in concorrenza con la massoneria, spesso(ma non sempre) rivolgendosi a classi sociali più basse rispetto a quelle da cui lamassoneria traeva i suoi membri: gli Odd Fellows, i Knights of Pythias, l’Improved Order of Red Men, e così via. Questi ordini – oggi in marcato declino, ma inparte tuttora esistenti, e che non sono mai stati popolari in Italia – non sono massonici,e mostrano che la massoneria è la species di un genus – la “fraternità” moderna – che siesprime anche in forme diverse, le quali talora si rivolgono, in ambienti diversi, allostesso tipo di bisogni e di aspettative sociologiche.
  • 65. La letteratura massonica ama, infine, chiamare “pseudo-massonici” gli organismi cheutilizzano nel loro nome la parola “massoneria” ma sono considerati al di fuori delmondo massonico dalla maggioranza degli organismi “regolari” o ufficiali. In questoambito rientrano le iniziative messe in atto di tanto in tanto da meri avventurieri chevendono gradi “massonici” a puro fine di lucro (attività repressa negli Stati Uniti – manon sempre altrove e certamente non in Italia – dai tribunali, che oltre Oceanoriconoscono alla massoneria “regolare” un monopolio sulla parola “massoneria”) e ancheda gruppi che inventano “massonerie” senza alcuna derivazione da obbedienze note percoprire semplici attività illecite o criminali (se ne sono avuti diversi esempi nell’ItaliaMeridionale negli ultimi anni).
  • 66. Alcuni chiamano “pseudo-massoneria” anche la cosiddetta Prince Hall Freemasonry,nata fra gli afro-americani che per lunghi anni sono stati esclusi dalle logge degli Stati Uniti(e ancora oggi, in vari Stati, sono discretamente scoraggiati dall’aderire). Alcuni afro-americani costituiscono così una massoneria “nera” chiamata Prince Hall dal nome del suomitico fondatore settecentesco; più tardi le organizzazioni massoniche e para-massonichebianche acquisiscono il loro corrispettivo afro-americano (alla Shrine viene acorrispondere una Black Shrine, e così via). Le relazioni fra massoneria e Prince HallFreemasonry – che fa capo a un buon numero di Gran Logge regionali indipendenti – sonoperò migliorate negli ultimi anni; varie logge americane hanno sviluppato relazioni cordiali,non utilizzano più l’espressione “pseudo-massoneria” e dirottano discretamente verso lelogge Prince Hall gli afro-americani che si presentano per aderire alla massoneria “bianca”,che pure ufficialmente non sarebbe più segregata.
  • 67. Da questo quadro, si ricavano già sufficientielementi per inquadrare l’intreccio complesso frareligione e massoneria, realtà distinte ma nonsempre distanti. È difficile ricavaredalle Costituzioni di Anderson una vera e propriadottrina. Gli unici riferimenti precisi sono quelli allalegge morale (naturale) e alla “religione su cui tuttigli uomini sono d’accordo”. Nelle Costituzioni dellaGran Loggia Unita, del 1815, il deismo diAnderson si orienta verso un teismo personale: siparla di un Dio capace di “vedere i cuori” degliuomini e del dovere di credere in un “gloriosoarchitetto del Cielo e della Terra”, “qualunque siala religione di un uomo e il suo modo di adorare”.
  • 68. La massoneria come emerge dallesue carte di fondazione anglosassoninon è una dottrina, ma un metodo chepropone la libera discussione deiproblemi e la loro soluzione secondoquanto sembra vero e giusto allamaggioranza dei fratelli. Ladiscussione ha un limite positivo: nonè permesso mettere in discussionel’esistenza di Dio; ma Dio può essereconcepito in una grande varietà dimodi, anche lontani da quantopropongono le religioni tradizionali. Glistessi tentativi di restringere lanozione di Dio ammessa inmassoneria al solo “monoteismo”sono sempre stati respinti anche dallamassoneria anglo-americana“regolare”. E, in realtà, la discussioneha anche un limite negativo: tutto puòessere messo in questione, tranne ilmetodo stesso.
  • 69. Questa problematica, naturalmente,deve essere considerata in relazionealle esigenze sociologiche da cui nascestoricamente e psicologicamente lamassoneria, che risolve il dramma delpluralismo ideologico moderno offrendocome sua chiave di comprensione ilrelativismo. Spesso autori massonicinon accettano l’espressione“relativismo”, considerandola ingiusta eriferita a una sorta di disinteresse per laverità che non sembra loro diprofessare. Essi osservano che, alcontrario, vi sono stati nella storianumerosi massoni così convinti di unaloro idea – nazionale, politica o sociale– da dare per questa idea la vita.
  • 70. Naturalmente questo è vero, ma viè qui una confusione fra duecategorie storico-filosofichediverse: lo scetticismo e ilrelativismo. Mentre lo scetticoteorico pensa che non esista laverità, e lo scettico pratico chenon sia importante, il relativistatalora è sinceramente affezionato auna verità relativa ma, nonostantequesto, considera la verità comequalche cosa di dipendente da unavariabile indipendente che, cometale, la determina. Questa variabileindipendente può essere la ragioneumana, per cui il razionalismo el’avversione per i dogmi nonriducibili ai limiti della sola ragionenon escludono il relativismo.
  • 71. Affermare – come fanno numerosiosservatori esterni – che il metodomassonico si situa nell’orizzonte delrelativismo non significa accusare imassoni nel loro insieme – o singolimassoni – di negare la conoscibilitàfilosofica o la rilevanza esistenzialedella verità. Significa solo constatareche si tratta di un metodo chepromuove una visione della veritàcome relativa e condizionata davariabili indipendenti che ladeterminano: e questa,precisamente, è la definizione piùcorrente del relativismo. È in questosenso, appunto, che il metodomassonico è collegato all’originesociologica della massoneria e delsuo successo.
  • 72. In una delle più serie indagini sul significato storico-sociologico della massoneria negliStati Uniti, Lynn Dumenil ha scritto che “per gli uomini disturbati dalle grandicontroversie sulla Bibbia e sulla validità del cristianesimo la massoneria offrivaun’esperienza religiosa che era confortevole e che non arrecava disturbo. [UnaConvenzione massonica dichiarava che] ‘l’anima perplessa per le divergenze fra lereligioni può rifugiarsi nella sala della loggia e lì trovare riposo’… [Una rivistamassonica scriveva che] ‘mentre la guerra promossa dalla scienza costringe il rigidodogmatismo dei credi ecclesiastici ad arretrare, questa guerra non ha potere sullareligione soggettiva del cuore, sulla quale sola gli uomini possono essere condotti aconvenire, e che è quindi la religione della massoneria’. La massoneria esercitava unaspeciale forza di attrazione sugli uomini che continuavano a credere, ma che eranoincerti su che cosa realmente credevano”.
  • 73. Naturalmente – come le osservazioni di Lynn Dumenil si riferisconosolo alla massoneria negli Stati Uniti in una certa epoca storica – cosìnon tutte le massonerie si attengono alle Costituzioni di Anderson. Apartire dal XIX secolo (ma con prodromi già nel Settecento)soprattutto le massonerie latine hanno talora ripudiato l’obbligo dinon prendere posizione in materia religiosa, sociale e politica ehanno elaborato una serie di posizioni dottrinali più precisepromuovendo l’anticlericalismo e il laicismo in tutti i settori. Battagliecome quella per la laicità della scuola, per il divorzio e più tardi inalcuni paesi anche per l’aborto sono state promosse apertamente daalcune obbedienze massoniche latine, il cui anticlericalismo haassunto in varie epoche storiche toni accesi, cui ha fattoda pendant un non meno acceso antimassonismo cattolico (le vicendeottocentesche del famoso mistificatore Léo Taxil (1854-1907) sonoda questo punto di vista esemplari). La massoneria “regolare”,naturalmente, tiene a precisare che si tratta di posizioni tipiche diobbedienze separate da Londra, che hanno violato il divieto diprendere posizioni religiose o politiche.
  • 74. Il metodo massonico, del resto, nonè una semplice tecnologia. La suapratica implica un orizzonte etico-filosofico che deve essere condivisoda chi partecipa ai lavori di loggia;diversamente, il metodorischierebbe da una parte di nonessere compreso, dall’altra diportare non a risultati variabiliall’interno dei limiti che abbiamoesaminato, ma a un’assenza dirisultati che impedirebbe il suostesso funzionamento. Il volume piùinfluente sulla mentalità dei massoniamericani nel nostro secolo èprobabilmente The Builders delreverendo Joseph Fort Newton(1876-1950), un pastore che è alservizio di diverse Chieseprotestanti e che pubblica per laprima volta negli Stati Unitiquest’opera fondamentale nel 1914.
  • 75. Newton ammette la centralità delmetodo, ma lo fonda su quella chedefinisce “la filosofia massonica”(masonic philosophy) il cui principiocentrale sarebbe il seguente: “Poichél’anima umana è affine a Dio, ed èdotata di poteri cui nessuno puòfissare un limite, è in fatto, e deveessere in diritto, libera. Pertanto,secondo la logica della sua filosofianon meno che secondo l’ispirazionedella sua fede, la massoneria è stataspinta a presentare le sue storichedomande per la libertà di coscienza,per la libertà dell’intelletto e per il dirittodi tutti gli uomini di ergersi senzatimore e senza paura, uguali tutti difronte a Dio e alla legge, ognunopronto a rispettare i diritti dei suoisimili”.
  • 76. Il riferimento a Dio e alla fede certamente non si ritroverà negli stessi termini nellemassonerie che si ispirano al Grande Oriente di Francia: ma neppure in questeultime mancherà il riferimento a un orizzonte etico e filosofico che fonda e regge ilmetodo. Dal punto di vista etico il metodo si fonda sul primato della tolleranza edella libertà di coscienza (che si espande in una prospettiva più generale –variamente intesa da diversi autori massonici – sulla libertà e la solidarietà). Dalpunto di vista filosofico l’orizzonte del metodo massonico – senza il quale ilmetodo stesso diventerebbe inintelligibile o impraticabile – comprende:
  • 77. a. un principio epistemologico di tipo realista, secondo cui il mondo e l’uomohanno un’esistenza indipendente su cui è possibile enunciare affermazioniche, se non sono definitive e “dogmatiche”, sono però ragionevoli; benchéesponenti importanti dell’idealismo filosofico siano stati massoni, tutti itentativi più autorevoli di costruire una masonic philosophy – e gli stessidocumenti di fondazione – sembrano dare per scontato un orizzonteepistemologico di tipo realista;
  • 78. b. un principio antropologico di tipo antropocentrista, secondo cui l’uomo èlibero ed è al centro del suo mondo: se così non fosse, vi sarebberoelementi per mettere in dubbio la validità di qualunque risultato del metodomassonico;
  • 79. c. un principio filosofico di tipo spiritualista, secondo cui nel mondo e nell’uomo vi èqualcosa di più di quanto cade sotto il dominio dei sensi e delle scienze, sia questo“di più” immanente o trascendente; una prospettiva puramente materialista – cheescluderebbe dagli argomenti cui può essere applicato il metodo massonico quelliche attengono al “di più” dichiarandoli semplicemente privi di senso – sarebbe incontrasto con i documenti di fondazione della massoneria ed è stata coltivata solo inambienti del Grande Oriente di Francia (con paralleli in alcuni paesi di linguaspagnola) in un periodo storico specifico, a proposito del quale si è parlato di uninflusso “patologico” e onnipervadente dell’anticlericalismo che ha indotto a una(temporanea) limitazione dell’ambito di applicazione del metodo sostanzialmenteestranea all’essenza della massoneria.
  • 80. In questa chiave molto generale – che fariferimento a un orizzonte piuttosto che auna dottrina – è legittimo parlare non solo,al plurale, di diverse filosofie massoniche(proposte da singole obbedienze o singoliautori a sostegno della loro prospettivaparticolare) ma anche di quella che Newton(preceduto e seguito da numerosi autorimassonici) chiama “la filosofia massonica”,dal momento che proporre un metodosignifica già proporre – in modo esplicito oimplicito – l’orizzonte filosofico su cui ilmetodo si fonda e in assenza del qualenon esisterebbero argomenti per suggerireche un metodo è preferibile a un altro.Nello stesso senso si ritrova l’espressione“filosofia massonica” in critiche cheprovengono dalla Chiesa cattolica e da unaparte del mondo protestante conservatore.
  • 81. Tuttavia, come è più opportunoparlare di massonerie, al plurale,così esistono diversi tipi diantimassonismo. È almeno opportunodistinguere fra un antimassonismo“politico”, che spesso reclama leggiantimassoniche e interdizioni civili per imassoni, e un antimassonismo di tipo“religioso” che critica la massoneria sulpiano filosofico accusandola di unrelativismo che mette in pericolo lafede. L’antimassonismo “politico” trae isuoi argomenti da specifici risultati delmetodo massonico in questo o quelpaese, in questa o quell’epoca storica,sostenendo che essi sono nocivi opericolosi per la società.
  • 82. L’antimassonismo “religioso”concentra invece la sua critica,ultimāmente,sul metodo massonico comecostante nella storia dellemassonerie, a prescindere daglispecifici risultati che dal metodosono di volta in voltaderivati. Naturalmente,l’antimassonismo “politico” el’antimassonismo “religioso” sono,per usare un termine weberiano,“idealtipi” o “tipi ideali”, chel’interprete può ricostruire ma cheraramente si incontrano allo statopuro. Spesso ci si trova di fronte aforme ibride di antimassonismo,che presentano elementi dell’unoe dell’altro tipo ideale.
  • 83. Tuttavia è importante sottolineare –proprio in relazione ai rapporti framassonerie e religioni – due aspettiimportanti della storia degliantimassonismi. Anzitutto,l’antimassonismo “politico” nonpresuppone necessariamentel’antimassonismo “religioso”. Peresempio, forze di ispirazione marxistapotranno reclamare provvedimenti controla massoneria ritenendo che sia, in unadeterminata situazione storica,globalmente nociva e nello stesso tempoesprimere apprezzamento per il metodomassonico e per il ruolo “progressista”che, in altre epoche, ha avuto. Perconverso, l’antimassonismo “religioso”non ha come conseguenza necessarial’antimassonismo “politico”.
  • 84. Così, per esempio, nel mondo cattolico il magistero esclude la “doppia appartenenza”dei fedeli insieme alla Chiesa cattolica e alla massoneria sulla base, in particolare, di unacritica dottrinale del metodo massonico. La posizione attuale della Chiesa cattolica èespressa dalla Dichiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina dellaFede, del 1983, controfirmata dal Pontefice beato Giovanni Paolo II, secondo cui“rimane […] immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazionimassoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con ladottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli cheappartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possonoaccedere alla Santa Comunione” (cfr. L’Osservatore Romano, 27-11-1983). Ma questaferma posizione dottrinale non impedisce anche a voci autorevoli del mondo cattolico diesprimere perplessità e riserve quando parlamenti e governi emanano leggi e misureamministrative antimassoniche che sembrano mettere in pericolo i principi generali dellalibertà di associazione e di pensiero.
  • 85. Si calcola che la bibliografia internazionale sulla massoneria non sia moltolontana dai centomila titoli. Per unintroduzione generale si potrà partire daM. Introvigne, La Massoneria, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1997; Idem, Ilsimbolo ritrovato. Massoneria e società segrete: la verità oltre i miti, Piemme,Milano 2010. Per un approccio storiografico – con riferimenti preferenzialialle vicende italiane – rimangono indispensabili i volumi di CarloFrancovich, Storia della Massoneria in Italia dalle origini alla Rivoluzionefrancese, La Nuova Italia, Firenze 1974; e di Aldo Alessandro Mola, Storiadella Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, Milano 1992,cui si potrà aggiungere il testo di Fulvio Conti, Storia della massoneriaitaliana: dal Risorgimento al fascismo, il Mulino, Bologna 2003;  nonchélenciclopedia di Michele Moramarco, Nuova Enciclopedia Massonica, 3 voll.,Centro Studi Albert Schweitzer, Reggio Emilia 1989 e 1995. Diquestultimo autore cfr. – sugli scismi nella massoneria italiana –: Piazza delGesù (1944-1968).
  • 86. Documenti rari e inediti della tradizione massonica italiana, Centro Studi AlbertSchweitzer, Reggio Emilia 1992, cui va aggiunto Luigi Pruneti, Annali Gran LoggiadItalia degli A.L.A.M., 1908-2010, a cura di A.A. Mola, Laterza, Bari-Roma 2010.Su aspetti specifici si potranno leggere anche F. Conti, Massoneria e religioni civili.Cultura laica e liturgie politiche fra XVIII e XX secolo, il Mulino, Bologna 2008 e gliarticoli raccolti in Gian Mario Cazzaniga (a cura di), Storia dItalia. Annali. 21: LaMassoneria, Einaudi, Torino 2006. Sulle obbedienze femminili indipendenti, cfr. iltesto – peraltro contestato da ambienti della Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi– di Francesca Vigni - Pier Domenico Vigni, Donne e massoneria in Italia dalleorigini ad oggi, Bastogi, Foggia 1997. Una trattazione breve, ma completa, dellastoria e delle dottrine massoniche è quella offerta da Paul Naudon, La Franc-Maçonnerie, Presses Universitaires de France, Parigi 1963 (più volte rivista eaggiornata e oggi alla 15a ed.). Per una discussione sulle origini della massoneria"operativa" e "speculativa" è ancora fondamentale lopera di Douglas Knoop -G. P. Jones, The Genesis of Freemasonry. An account of the rise and development ofFreemasonry in its operative, accepted and early speculative phases, ManchesterUniversity Press, Manchester 1947. 
  • 87.  I più importanti "testi fondatori" della massoneria – malgrado le interpretazioninon sempre condivisibili del curatore – sono raccolti in Patrick Négrier (a curadi), Textes fondateurs de la Tradition maçonnique. 1390-1760. Introduction à lapensée de la franc-maçonnerie primitive, Grasset & Fasquelle, Parigi 1995. Loperapiù completa sugli "alti gradi" della massoneria rimane quella di René LeForestier, La Franc-Maçonnerie Templière et Occultiste aux XVIIIe et XIXe siècles,2a ed. a cura di Antoine Faivre, 2 voll., La Table dÉmeraude, Parigi 1977). Sullemassonerie "di frangia" si veda ancora Ellic Howe, "Fringe Masonry in England,1870-85", Ars Quatuor Coronatorum, vol. 85 (1972), pp. 242-295, nonché M.Introvigne, Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo,SugarCo, Milano 1990. Sulla questione delle donne nelle massonerie europee cfr.Jean-Pierre Bacot, Les Femmes et la Franc-Maçonnerie en Europe. Histoire etgéographie dune inégalité, Véga, Parigi 2009. Infine, si veda il volumeinterdisciplinare del CESNUR - Centro Studi sulle Nuove Religioni, Massoneria eReligioni, a cura di M. Introvigne, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1994.