Feraboli 2

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  • + guesta38ac guesta38ac 11 months ago
    falso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • + guesta38ac guesta38ac 11 months ago
    mmmmhhhhhhhhhhh?????????????????
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Feraboli 2 - Presentation Transcript

  1. Divisione di Ortopedia e Traumatologia Azienda Ospedaliera di Cremona
  2. A B C Distal femoral fractures type C Choosing the right strategy and the right implant
  3. The GOTFRIED plate
  4. La placca a compressione percutanea (PC.C.P.) di Gotfried è un mezzo di sintesi studiato per assicurare un “impattamento controllato” delle fratture pertrocanteriche grazie alle due viti telescopiche prossimali che garantiscono una ottima stabilità rotazionale
  5.  
  6. Tradizionalmente si ritiene importante per la stabilità delle fratture pertrocanteriche l’integrità della parte mediale della metafisi prossimale del femore
  7.  
  8. In realtà la zona più importante per la ricostruzione di questo tipo di fratture è il muro laterale contro il quale si impatta il frammento metaepifisario mediale
  9.  
  10.  
  11. Se il muro laterale è rotto o viene lesionato durante la sintesi , come spesso accade in fase di applicazione della vite cefalica dei chiodi endomidollari o della vite-placca, andremo incontro al collasso della frattura e ad un conseguente lungo periodo di impotenza funzionale
  12.  
  13.  
  14. Con la placca di Gotfried non si è mai riscontrato un danno iatrogeno del muro laterale e nessun collasso della frattura.Ciò è dovuto al fatto che i fori per l’applicazione delle due viti prossimali sono di piccolo diametro (9 mm) rispetto ai 16-32 mm necessari per introdurre la vite cefalica di un chiodo endomidollare o di una vite-placca a compressione.
  15.  
  16. La placca PC.C.P. viene inoltre applicata per via percutanea attraverso due piccole incisioni ottenendo in tal modo un minimo trauma chirurgico ed una perdita di sangue estremamente ridotta in pazienti che per l’età sono già in condizioni critiche
  17.  
  18.  
  19.  
  20.  
  21.  
  22.  
  23.  
  24.  
  25.  
  26.  
  27.  
  28.  
  29.  
  30.  
  31. Dal Gennaio 2005 ad Agosto 2006 110 placche di Gotfried Età media : 78 anni (range 29-94) Tempo chirurgico: 30 minuti (range 12-45) IMMEDIATA CONCESSIONE DEL CARICO
  32. F. 76a
  33.  
  34. M. 73a
  35.  
  36. F. 86a
  37.  
  38. F. 91a
  39.  
  40. M. 87a
  41.  
  42. F. 75a
  43.  
  44. F. 68a
  45.  
  46. M. 29a
  47.  
  48. M. 34a
  49.  
  50.  
  51. 3 INSUCCESSI
  52. F. 72a
  53.  
  54.  
  55. F. 77a
  56.  
  57.  
  58. F. 84a
  59.  
  60.  
  61.  
  62. CONCLUSIONI Perché non mettere un chiodo? Senz’altro se il muro laterale è fratturato così come il punto di introduzione della vite cefalica,perché la tecnica è più semplice
  63. … ma se il muro laterale è integro , la sintesi con la placca di Gotfried è migliore e se applicata con la necessaria perizia tecnica garantisce ottimi risultati.
  64.  
  65.  
    • Trauma center
  66.  
  67.  
  68.  
  69.  
  70. POLITRAUMA
    • “ Sindrome che si instaura a seguito di lesioni multiple e si manifesta nella forma di massicce reazioni sistemiche , che possono portare al mal funzionamento e perfino alla compromissione totale di altri organi e sistemi vitali non direttamente coinvolti nel trauma.”
    • Le fratture , da intendersi come lesioni sia dell’osso che delle parti molli in grado di provocare dolore ed emorragia, sono una componente molto frequente nel politrauma , soggette a loro volta a diverse complicanze .
  71.  
  72.  
  73.  
  74.  
  75. First priority :
    • Sopravvivenza del paziente insieme al mantenimento di normali funzioni cognitive
    • RIANIMAZIONE
    • per assicurare una adeguata perfusione ed ossigenazione degli organi vitali
  76. Rianimazione
  77. Trattamento rianimatorio
    • RISPOSTA NEGATIVA
    • INTERVENTO CHIRURGICO SALVAVITA
    • 1- DECOMPRESSIONE delle cavità
  78. Tamponamento cardiaco
  79. Pneumotorace
  80. Ematoma subdurale
    • 2- CONTROLLO della
    • EMORRAGIA
  81. Emoperitoneo
  82. Gravi traumi della pelvi
  83. Amputazione di arti
  84. DAMAGE CONTROL
    • Controllo dell’emorragia e delle lesioni contaminate mediante abbondanti lavaggi, packing pelvici , suture provvisorie delle ferite e delle cavità addominali e successivo intervento chirurgico dopo 6 – 12 ore.
  85.  
  86.  
  87.  
  88.  
  89.  
  90.  
  91.  
  92. Trattamento rianimatorio
    • RISPOSTA POSITIVA
    • Trattamento chirurgico
    • primario differito
  93. APPARATO LOCOMOTORE
    • Hanno priorità assoluta :
    • Fratture esposte
    • Fratture con lesioni vascolari e nervose
    • Fasciotomie
    • Fratture multiple delle ossa lunghe
    • Fratture della colonna vertebrale
  94.  
  95.  
  96.  
  97.  
  98. Fratture multiple delle ossa lunghe
  99. Fratture della colonna vetebrale
  100.  
  101. Tc pre op
  102. Tc pre op
  103.  
  104.  
  105.  
  106.  
  107.  
  108.  
  109.  
  110.  
  111.  
  112. Tc pre op
  113.  
  114. frattura
  115. TC RMN
  116. Rx post
  117.  
  118.  
  119. Timing chirurgico
    • 1° GIORNO :- intervento salvavita
    • - “Damage control”
    • - trattamento chirurgico
    • primario differito
    • 2°-3° GIORNO : soltanto un “second
    • look”
    • 5°-10° GIORNO : “window of
    • opportunity” per un intervento
    • definitivo
    • 10°- 20° GIORNO : NESSUN TRATTAMENTO CHIRURGICO
    • Dal 21° GIORNO : intervento chirurgico secondario - ricostruttivo
  120. Precoce stabilizzazione delle fratture
    • DRASTICO CALO DEL TASSO DI
    • MORTALITA’
  121. Le fratture hanno un impatto fondamentale sulla severità delle reazioni sistemiche post traumatiche
  122. Emorragia
  123. Contaminazione della frattura esposta
  124. Stress e dolore
  125. Interferenza con le cure intensive
  126. STABILIZZAZIONE DELLE FRATTURE
  127.  
  128. Inchiodamento endomidollare
  129. Osteosintesi con placca
  130.  
  131.  
  132.  
  133.  
  134. Fissazione esterna
  135.  
  136.  
  137. Evitare rigidi protocolli relativi al timing ed alle scelte del mezzo di sintesi, accordando la preferenza alla personalizzazione del trattamento in base al tipo di trauma , alle condizioni del paziente ed all’ esperienza del chirurgo.
  138.  
    • La lesione dell’apparato muscolo scheletrico che richiede in ogni caso un trattamento chirurgico con priorità assoluta è la rottura dell’anello pelvico , che comporta una emorragia severa nel retro peritoneo e nella cavità peritoneale.
  139. Immediata riduzione e fissazione del bacino
    • Se la risposta emodinamica a questo trattamento è buona il paziente verrà monitorato e potrà essere programmato un successivo intervento di osteosintesi definitiva
  140.  
  141.  
  142.  
  143.  
  144.  
  145.  
  146.  
  147.  
  148.  
  149. Angiografia e/o packing pelvico
    • Se il paziente rimane instabile
    • Un’altra situazione di emergenza ortopedica è rappresentata dalle fratture delle ossa lunghe in pazienti con gravi traumi cranici e toracici
  150.  
  151. A.Luzzati Reward:up to $ 50 million
  152.  
  153. Il trattamento delle fratture distali di femore con la placca NCB a stabilità angolare poliassiale A.Luzzati , F.Feraboli ( Divisione di Ortopedia – Azienda Ospitaliera di Cremona Responsabile : Dott. Alessandro Luzzati )
  154.  
  155.  
  156.  
  157.  
  158.  
  159. MIPPO
  160.  
    • Dal Gennaio 2000 al Febbraio 2006 abbiamo trattato 167 fratture chiuse con placca percutanea in 164 pazienti :
    • 27 lesioni diafisarie di gamba, 12 piloni tibiali ,
    • 11 fratture prossimali di tibia, 36 fratture sovracondiloidee di femore, 17 fratture diafisarie di femore, 43 fratture metaepifisarie prossimali di omero, 21 diafisarie d’omero.
    • 156 guarigioni
    • 8 fallimenti
    • Dal Giugno 2002 al Dicembre 2004 abbiamo trattato 5 fratture esposte: 3 di tibia e 2 di ulna
    • 5 guarigioni
  161.  
  162.  
  163.  
  164.  
  165.  
  166.  
  167.  
  168.  
  169.  
  170.  
  171.  
  172.  
  173.  
  174.  
  175.  
  176.  
  177.  
  178.  
  179.  
  180.  
  181.  
  182.  
  183.  
  184.  
  185.  
  186.  
  187.  
  188.  
  189.  
  190.  
  191.  
  192.  
  193.  
  194.  
  195.  
  196.  
  197.  
  198.  
  199.  
  200.  
  201.  
  202.  
  203.  
  204.  
  205.  
  206.  
  207.  
    • I buoni risultati ottenuti dipendono da 5 punti fondamentali:
    • una accurata riduzione percutanea della frattura
    • precise vie di accesso
    • l’utilizzo della placca che consenta il più lungo braccio di leva possibile
    • il pretensionamento della placca
    • una sintesi con un ridotto numero di viti
  208. Accurata riduzione percutanea della frattura
  209.  
  210. Goetze (1933)
  211.  
  212.  
  213.  
  214.  
  215.  
  216. Precise vie di accesso
  217.  
  218. Placche lunghe e pretensionate
  219. Placche lunghe e pretensionate Sintesi con un ridotto numero di viti
  220. 2 Insuccessi
  221.  
  222.  
  223.  
  224.  
  225.  
  226.  
  227.  
  228.  
  229.  
  230. Fratture esposte
  231.  
  232.  
  233.  
  234.  
  235.  
  236.  
  237.  
  238.  
  239.  
  240.  
  241.  
  242.  
  243.  
  244.  
  245.  
  246.  
  247.  
  248.  
  249.  
  250.  
  251.  
  252.  
  253.  
  254.  
  255.  
  256.  
  257.  
  258.  
  259.  
  260.  
  261.  
  262. Dal Gennaio 2000 al Dicembre 2005 27 placche LISS di femore
  263. Stabilità tramite attrito placca  osso
  264. Osso porotico Stabilità con viti autobloccate
  265. INDICAZIONI
    • COMUNI
    • Fratture sovracondiloidee
    • Fratture intercondiliodee
    • Fratture diafisarie distali
    • PARTICOLARI
    • Fratture con grave osteoporosi
    • Fratture periprotesiche
  266. VANTAGGI
    • CHIRURGIA MININVASIVA
    • Mini Open
    • Inserimento della placca sottocutaneo per scivolamento
    • Viti percutanee
    • Preservazione dei tessuti molli
    • Ridotto danno vascolare
    • Rapida ripresa funzionale
  267.  
  268.  
  269.  
  270.  
  271.  
  272.  
  273.  
  274.  
  275.  
  276.  
  277.  
  278.  
  279.  
  280.  
  281.  
  282.  
  283. F, 68 y
  284.  
  285.  
  286. LISS NCB
  287.  
  288.  
  289.  
  290.  
    • NCB
  291.  
  292.  
  293.  
  294.  
  295.  
  296.  
  297.  
  298.  
  299.  
  300.  
  301.  
  302.  
  303.  
  304.  
  305.  
  306.  
  307.  
  308.  
  309.  
  310.  
  311.  
  312.  
  313.  
  314.  
  315.  
  316.  
  317.  
  318.  
  319.  
  320.  
  321.  
  322.  
  323. Conclusioni
    • Riduzione anatomica
    • Minimo trauma chirurgico
    • Corretto equilibrio fra elasticità e stabilità
    • Precoce mobilizzazione
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