Formazione manageriale Italia

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Innovazione nella formazione manageriale, intervento Salvatore Garbellano

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  • Formazione manageriale Italia

    1. 1. Intervento del dott. Salvatore Garbellano Milano,18 Aprile 2007 La formazione manageriale: modelli a confronto Reti interregionali per l’innovazione della formazione manageriale continua
    2. 2. I NUOVI SCENARI DELLA FORMAZIONE MANAGERIALE
    3. 3. LE DUE SFIDE DELLA FORMAZIONE MANAGERIALE NELLE ORGANIZZAZIONI ECCELLENTI INNOVAZIONE TALENTI “ LEADERSHIP PIPELINE” R I S U L T A T I
    4. 4. E’ POSSIBILE ESTENDERE LE ESPERIENZE DI SUCCESSO DELLE CORPORATE UNIVERSITY AI DISTRETTI ITALIANI? <ul><li>DAL DISTRETTO AL METADISTRETTO : verso sistemi di competenze e conoscenze di cui fanno parte le imprese appartenenti ad una medesima filiera, non necessariamente contigue dal punto di vista geografico </li></ul><ul><li>L’OPEN INNOVATION (il modello “Connetti e Sviluppa) : l’esperienza della Procter&Gamble fa riferimento a un’innovazione nata e sviluppata in una piccola azienda bolognese nell’ambito del distretto del food fondata da un professore universitario </li></ul><ul><li>“ Si sta passando dallo sviluppo per accumulazione  (tipico della grande impresa fordista, che accumula conoscenze proprietarie al suo interno) allo sviluppo per propagazione (basato sul trasferimento, diffusione e moltiplicazione della conoscenza per linee esterne = filiere, territori, comunità epistemiche)” </li></ul>
    5. 5. LE FONTI DELL’INNOVAZIONE Fonte: IBM, CEO Study 2006 Esterne Interne Business partners ( fornitori, alleati) Clienti Consulenti Competitori Associazioni, gruppi, ecc Università Internet, blogs, bollettini, ecc. Centri studi Altri R&S (interna) Vendite e customer service Dipendenti 5% 15% 25% 35% 45% 45% 35% 25% 15% 5%
    6. 6. Fonte: EUROSTAT, Fourth Community Innovation Survey (febbraio 2007) % di imprese che cooperano con partner per l’innovazione
    7. 7. Dalle Corporate University alle District University <ul><li>Occorre operare in una logica di sistema che coinvolga i principali attori impegnati nella produzione, condivisione, diffusione e utilizzo di conoscenze e saperi (cosi’ come avviene in Francia, Scozia) </li></ul><ul><li>La filiera della conoscenza </li></ul>Alta for-mazione Innova-zione Ricerca tecnologia
    8. 8. Le Distric University e le Business School <ul><li>Per le business school, operare in una logica di filiera della conoscenza per l’innovazione e il cambiamento nell’ambito dei distretti: </li></ul><ul><li>Favorisce un piu’ elevato posizionamemento competitivo delle business school: oggi la domanda e l’offerta di formazione sono cosi’ altamente frammentate, da far prevalere logiche di standardizzazione, semplici riduzione costi, dinamiche che tendono ad abbassare gli standard qualitativi </li></ul><ul><li>Promuove l’implementazione di metodologie innovative (ad esempio, coaching, action learning, ecc..) </li></ul><ul><li>Consolida l’identita’ e le specificita’ delle business school in termini di ruolo, offerta formativa, processi di apprendimento </li></ul>
    9. 9. La filiera della conoscenza: esempi di alcune aziende leader innovative <ul><li>Geox School : opera in una logica di network non soltanto operativo, ma anche formativo/apprendimento. I clienti e i fornitori non vengono coinvolti solo per ridurre i tempi del time to market , ma anche per sviluppare e aggiornare le competenze . Forti relazioni con l’Universita’ per sviluppare la ricerca e l’innovazione </li></ul><ul><li>Illy Corporate University : gli attori dell’intera catena del valore (dai produttori del caffe’, ai baristi, ai clienti) partecipano a percorsi di formazione e apprendimento sulla cultura Illy coinvolgendo esperti, universita’ in un’ottica di filiera della conoscenza integrata e globale (Italia, India, Olanda, Brasile, Cina, Corea) </li></ul><ul><li>Condizioni : costruzione di reti di relazioni e di partnership che durano nel tempo, feed back continui, e per quanto riguarda Illy anche aspetti di corporate social responsibility </li></ul><ul><li>E’ interessante rilevare che questa innovazione nelle strategie di apprendimento e’ guidata dalle medie aziende! </li></ul>
    10. 10. LE CONDIZIONI DI SUCCESSO <ul><li>Gli ostacoli sono numerosi. </li></ul><ul><li>Individualismo, timore di perdere vantaggi competitivi, mancanza di </li></ul><ul><li>una forte cultura manageriale possono essere superati soltanto con: </li></ul><ul><li>ELEVATO COMMITTMENT : da parte degli stakeholders e DEGLI attori chiave del sistema (opinion leader, aziende, associazioni, consorzi, PA, universita’, centri di ricerca, business school,…) </li></ul><ul><li>FOCALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI : processi/temi e priorita’ trasversali, il filo rosso e’ il cambiamento, l’innovazione, l’aggiornamento di competenze chiave </li></ul><ul><li>FARE SQUADRA ! </li></ul>
    11. 11. LE REAZIONI: TRA SCETTICISMO E I PRIMI SEGNALI DI INTERESSE <ul><li>Nell’area del Nord Est, e’ vivo l’interesse: </li></ul><ul><li>per le attivita’ verso il sistema dei fornitori (c’e’ un nuovo interesse per i temi di operation: stanno terminando i processi di delocalizzazione?) </li></ul><ul><li>altre aziende individuano nei temi trasversali (ad es., la gestione della multiculturalita’) uno dei possibili temi di sviluppo </li></ul><ul><li>rifiuto verso i cataloghi / tradizionali corsi di aula, ma operare in una una logica di cambiamento, miglioramento dei processi </li></ul><ul><li>Nel Mezzogiorno , nel distretto dell’imbottito, ci sono proposte per avviare le prime attivita’ </li></ul>

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