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CORSI E RICORSI DELL'ACQUA ITC 5 A
 

CORSI E RICORSI DELL'ACQUA ITC 5 A

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Programma Corso CEA destinato alla classe 5^A dell'Istituto Tecnico Commerciale F.Filelfo, Tolentino

Programma Corso CEA destinato alla classe 5^A dell'Istituto Tecnico Commerciale F.Filelfo, Tolentino

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    CORSI E RICORSI DELL'ACQUA ITC 5 A CORSI E RICORSI DELL'ACQUA ITC 5 A Presentation Transcript

    • CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE VALLE DEI GRILLI E DELL'ELCE http:// ilgrillo.wordpress.com /
    • CORSI E RICORSI IDRICI
    • Global warming
      • osserva il mondo che ti circonda e rifletti!
    •  
    • desertificazione
      • Siccità e desertificazione
      • minacciano la sopravvivenza di quasi 2 miliardi di persone
      • le regioni aride e semi-aride del pianeta
      • sono quasi il 40%
      • della superficie emersa della Terra
      • (5,2 miliardi di ettari).
      • http://www.inweh.unu.edu/inweh/MA/MA_report.htm
      ogni goccia conta!
      • L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura ( Food and Agriculture Organization of the United Nations - FAO) rileva che negli ultimi 50 anni le regioni aride o semi-aride dei paesi in via di sviluppo, approssimativamente per un'area pari per estensione alle dimensioni di Cina ed India messe assieme - 1,2 miliardi di ettari - hanno subito un deterioramento delle condizioni del suolo da moderato ad estremo. Prevede inoltre che per tenere il passo con la crescita demografica, la produzione alimentare mondiale, nei prossimi venti anni, dovrà crescere di oltre il 75%.
      Dai dati dell'Unep - United nations environmental programme- risulta che dei circa 5 miliardi di ettari utilizzati in agricoltura in aree semi aride o prospicienti ai deserti , ben il 70% circa di questi è già degradato e gran parte soggetta a desertificazione o è a forte rischio.
    •  
      • Perdite economiche globali dovute alla desertificazione : 42 miliardi di dollari Usa annui, di cui 9 miliardi nella sola Africa. (studio inedito della Banca mondiale )
      • Esclusi costi indiretti: spostamento di persone verso terre meno degradate).
      • Per sollecitare le istituzioni e la società civile a considerare con maggior impegno questo fenomeno che minaccia tutta l'umanità, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite con risoluzione A/Res/58/211 del 23 dicembre 2003, ha proclamato il 2006 "Anno internazionale dei deserti e della desertificazione" in partenariato con UNEP , UNDP , IFAD e altri organismi competenti delle Nazioni Unite.
    • http:// www.unwater.org/water2movie.html
    • ALLARME ACQUA fattori di riduzione della disponibilità d’acqua sul pianeta
      • MUTAMENTO CLIMATICO (effetto serra e desertificazione)
        • diminuzione delle precipitazioni estive pari a circa il 20%, In tutto il Bacino del Mediterraneo nell'ultimo secolo
        • aumento delle temperature di 1,5 gradi C. l'anomalia climatica consiste nel fatto che, all'aumento della temperatura non corrisponde un incremento delle precipitazioni.
          • Paradosso climatico attuale : siccità e inondazioni,
      • CATTIVA GESTIONE DELLE ACQUE DI SCARTO , contaminate con sostanze chimiche e da altre scorie,
      • SOVRASFRUTTAMENTO DELLE FALDE ACQUIFERE oltre la fisiologica e costante CAPACITÀ’ DI AUTO-RIGENERAZIONE .
      • OPERE ARTIFICIALI DI SBARRAMENTO E DEVIAZIONE alterano l'ecosistema fluviale, impedito il deflusso regolare delle acque e dei sedimenti con effetti devastanti sugli equilibri del sistema idrogeologico e del ciclo naturale dell'acqua(costruzione rallentata in Occidente ed incrementata in Asia, in Africa, in Cina, in Medio Oriente) producendo.
    • I numeri dell'acqua nel mondo
      • Il consumo di acqua dolce si è sestuplicato tra il 1900 e il 1995 più del doppio del livello di crescita della popolazione .
      • Circa un terzo della popolazione mondiale già vive in Paesi considerati ad emergenza idrica - questo accade quando il consumo supera del 10% il totale dell'offerta-. Se questo trend dovesse continuare, 2/3 della popolazione della terra vivrà in queste condizioni nel 2025.
      • Kofi Annan, in We the peoples, 2000.
    • Dati stime del totale mondiale di acqua dolce e salata.
      • Il volume totale d'acqua sulla terra è di 1.4 miliardi di Km cubi;
      • Il volume delle risorse d'acqua dolce è di 35 milioni di Km3, o il 2,5% del totale;
      • Di queste risorse d'acqua dolce 24 milioni di Km cubi o il 68,9% è sotto forma di ghiaccio e di neve permanente in regioni di montagna, nelle regioni dell'Antartico e dell'Artico;
      • 8 milioni di Km cubi o il 30% è situato sottoterra. Questo costituisce circa il 97% di tutta l'acqua dolce che potenzialmente può essere utilizzata dagli uomini;
      • L'acqua dolce contenuta nei fiumi e nei laghi è di 105.000 Km cubi o lo 0,3% del totale dell'acqua dolce mondiale;
      • Il totale dell'acqua dolce disponibile per gli ecosistemi e per gli uomini è di 200.000 Km cubi d'acqua, che è l'1% di tutte le risorse d'acqua dolce e solo lo 0,01 % di tutta l'acqua della terra.
    • Acqua sotterranea
      • · Acqua sotterranea è di gran lunga la più abbondante e facilmente disponibile risorsa di acqua dolce, seguita dai laghi, serbatoi artificiali, terre umide (wetlands) e fiumi:
      • 1. l'acqua sotterranea rappresenta più del 90% del totale dell'acqua dolce facilmente utilizzabile. Circa un miliardo e mezzo di persone dipendono da dall'acqua sotterranea per l'acqua potabile; 2. il totale delle acque sotterranee prelevate annualmente è stimato a 600-700 Km cubi, che rappresenta circa il 20% del totale dell'acqua prelevata.
    • I laghi
      • la maggior parte dei laghi d'acqua dolce sono situati ad alte latitudini, con quasi il 50% dei laghi mondiali solo in Canada. Molti laghi, specialmente quelli nelle regioni aride, diventano salati a causa dell'evaporazione.
    • Maggiori bacini fluviali del mondo
      • I fiumi formano un mosaico ideologico, con 263 bacini idrici internazionali che percorrono il 45,3% (231.059.898 km2) del territorio mondiale. Il volume totale dell'acqua dei fiumi è di 2.115 km cubi.
    • "La Carenza d'acqua è una delle minacce ambientali più serie. Stiamo usando più acqua di quanto laTerra può darci." (Jonhatan Lash - WRI)
      • L'acqua è una preoccupazione relativa, almeno per ora, nei Paesi ricchi in cui la
            • Disponibilità media giorno pro-capite
              • 425 litri Stati Uniti
              • 237 litri Italia
              • 150 litri Francia
              • 10 litri Madagascar
            • Le stime medie consumo in litri al giorno per famiglia
              • 350 litri Canada
              • 165 litri Europea
              • 20 litri Africa.
      • i Paesi del Medio Oriente sono quelli più a rischio.
      • Per alcuni Stati africani il problema non è la poca acqua, ma l'inesistenza di mezzi finanziari per distribuirla alla popolazione.
    • Allarme umano : i numeri
      • 5 litri d'acqua nelle 24 ore Il FABBISOGNO MINIMO BIOLOGICO PRO-CAPITE . In 29 Paesi il 65% della popolazione è al di sotto del fabbisogno idrico vitale.
        • 1,2 miliardi di persone = 1/5 abitanti della terra non hanno acqua potabile a sufficienza e beve acqua "non sicura"
        • 3,4 milioni di persone ogni anno (5 mila bambini al giorno) muoiono a causa di malattie trasmesse dall'acqua.
      • 50 litri d'acqua al giorno CONDIZIONI ACCETTABILI DI VITA per ogni essere umano.
      • 40 litri il DIRITTO MINIMO ALL'ACQUA fissato dalle Nazioni Unite come obiettivo di mobilitazione della Giornata Mondiale del 22 marzo di ogni anno. Per L'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, però, afferma che al di sotto della soglia di 50 litri d'acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua e che il 40% della razza umana vive in condizioni igieniche impossibili soprattutto per carenza di acqua. Un abitante su due della Terra, tre miliardi di persone, abita in case che non hanno sistema fognario.
    • Uso domestico
      • INURBAMENTO  DOMANDA CRESCENTE
        • è più alto il bisogno di acqua per uso alimentare e igienico e la carenza particolarmente nefasta.
        • Ormai la domanda urbana di acqua è concorrenziale alla destinazione agricola e si hanno tensioni fra città e campagna.
      • SOLUZIONE  ACQUEDOTTI PARALLELI : uno con acqua di prima qualità per uso alimentare e un altro con acqua più scadente per le altre destinazioni.
      • Nel Terzo Mondo il punto da affrontare è la COSTRUZIONE DI UN ACQUEDOTTO.
    • L’USO CONSAPEVOLE può produrre un risparmio di 8.000- 11.000 l. all’anno per ogni famiglia
      • RIPARIAMO I RUBINETTI: ricordiamoci che un rubinetto che perde 30 gocce al minuto spreca circa 200 litri d'acqua al mese e 24.000 all'anno; che uno sciacquone che perde acqua nel water, anche in modo impercettibile, scarica oltre 2.000 litri di acqua in un giorno.
    • CURIAMO IL GIARDINO E LE PIANTE SENZA SPRECARE ACQUA:
      • RICICLIAMO l'acqua PER INNAFFIARE LE NOSTRE PIANTE.
      • NON TAGLIAMO L'ERBA TROPPO CORTA , perché quella più alta necessità di meno acqua.
      • Mettiamo UNO STRATO DI FOGLIE SECCHE ALLA BASE DELLE PIANTE da giardino per evitare che la terra si asciughi troppo presto, per mantenere l'umidità del suolo e la freschezza delle radici.
      • SPAZZIAMO VIALETTI E MARCIAPIEDI anziché pulirli con l'acqua dell'annaffiatoio: risparmiamo così fino a 10.000 litri d'acqua in un anno.  
      • USIAMO LA LAVATRICE E LA LAVASTOVIGLIE SOLO A PIENO CARICO.
      • LAVIAMO FRUTTA E VERDURA IN APPOSITI CONTENITORI , senza usare l'acqua corrente;
      • RIUTILIZZIAMO PER LAVARE I PIATTI L'ACQUA CALDA CON CUI SI CUOCE LA PASTA è un'acqua molto sgrassante, evitiamo gli sprechi e riduciamo il detersivo, otteniamo un lavaggio più efficace ed ecologico.
    • LAVIAMO L'AUTOMOBILE SENZA UTILIZZARE ACQUA CORRENTE:
      • Utilizzare un secchio permette di risparmiare 130 litri ogni lavaggio.
      • Possiamo anche rivolgerci ad autolavaggi che riciclano l'acqua.
    • Cerchiamo di RISPARMIARE CON LO SCARICO DEL WATER :
      • SISTEMA A RUBINETTO O A MANOVELLA al posto del solito sciacquone, risparmiando così circa 26.000 litri di acqua all'anno.
      • CASSETTE DEL WC CON LO SCARICO DIFFERENZIATO.
      • RIDURRE IL LIVELLO D'ACQUA nelle cassette REGOLANDO OPPORTUNAMENTE IL GALLEGGIANTE.
      • IL WC NON è UN CESTINO DELLA SPAZZATURA per gettare fazzoletti di carta, cotone per il trucco e simili.
    • LA DOCCIA al posto del BAGNO
      • Ogni volta che è possibile, al posto del bagno scegliamo di FARE LA DOCCIA.
      • Con una sola doccia risparmiamo tra i 20 e i 50 litri.
    • INSTALLIAMO IMPIANTI IDRICI DUALI:
      • quando si costruisce o si ristruttura,
      • cerchiamo di dotare la casa di IMPIANTI IDRICI A DUE TUBI, così da poter distinguere L'ACQUA POTABILE da quella NON POTABILE.
      • Avviene già in molti paesi europei,
      • NON RICHIEDE GROSSE SPESE e
      • permette di TAGLIARE I CONSUMI IDRICI.
      • Inoltre, è opportuno
      • ISOLARE TERMICAMENTE LE CONDUTTURE,
      • così da OTTENERE IN MINOR TEMPO
      • LA TEMPERATURA DESIDERATA DI ACQUA CALDA
      • e ridurre gli sprechi.
    • VERIFICHIAMO PERIODICAMENTE LO STATO DI SALUTE DELL'IMPIANTO IDRICO:
      • se il CONTATORE DEL CONSUMO DI ACQUA
      • continua a girare
      • anche con TUTTI I RUBINETTI SONO CHIUSI,
      • bisogna intervenire
      • per ELIMINARE PERDITE NELLE CONDUTTURE
      • o RIPARARE EVENTUALI GUASTI ALL'IMPIANTO .
      • INSTALLIAMO semplici
      • riduttori/REGOLATORI DI FLUSSO ,
      • ciò permette un risparmio del 50% sul consumo abituale.
    • Per la nostra città
      • CERCHIAMO DI ESSERE CITTADINI/UTENTI ATTIVI : quando vediamo una fontanella sempre aperta, ci accorgiamo di una tubatura che perde, chiediamo all'azienda competente, o direttamente al comune, d'intervenire. Segnaliamo tempestivamente le perdite alla rete idrica e alle tubature e le carenze delle strutture del servizio idrico ogni volta che ci capita di riscontrarle.
      • CHIEDIAMO LA COPIA DELLA CARTA DEI SERVIZI all'azienda che gestisce il servizio idrico, per conoscere e poter verificare il rispetto degli standard di qualità del servizio.
      • FACCIAMO VALERE I NOSTRI DIRITTI DI UTENTI dei servizi idrici: informiamoci ed informiamo gli altri su quali sono e su come possiamo tutelarli.
      • PROMUOVIAMO INIZIATIVE D'INFORMAZIONE E DI SENSIBILIZZAZIONE ALL'USO RAZIONALE E RESPONSABILE DELL'ACQUA. Forniamo le informazioni e i dati in nostro possesso sulla qualità del servizio idrico alle organizzazioni civiche di tutela dei consumatori e degli utenti e, se possiamo, collaboriamo attivamente con esse.
    • Acqua e agricoltura 70-80% acqua dolce (% > Paesi poveri) destinata all’IRRIGAZIONE
      • INCREMENTO DELLA PRODUZIONE AGRICOLA
        • INCREMENTO IRRIGAZIONE
        • RIVOLUZIONE VERDE
      • RIVOLUZIONE VERDE insieme di interventi tecnici (sementi selezionate ibride ad alto rendimento, elevata applicazione di additivi chimici e biocidi) e sociali (misure finanziarie e riorganizzazione nella distribuzione della proprietà) applicati soprattutto a partire dal 1960 specialmente nei Paesi densamente popolati dell'Asia, quali l'Indonesia e l'India, che hanno consentito un incremento significativo delle rese agricole, ma non hanno risolto il problema sociale delle campagne, anzi in alcuni casi lo hanno aggravato.
      • INTENSIFICAZIONE e AMPLIAMENTO attività agricole su zone già coltivate o in aree ambientalmente meno adatte.
      • Conseguenze:
        • breve periodo : rendimenti migliori
        • medio-lungo : fenomeni di SALINIZZAZIONE , DESERTIFICAZIONE , EROSIONE  estesa perdita dei terreni e dei relativi investimenti.
      • (Sahel, Iraq, Cina o nella regione del lago di Aral).
    •  
    • INTERVENTI SULL’AGRICOLTURA
      • INTERVENTI:
      • Ricerca di VARIETÀ BOTANICHE meno esigenti dal punto di vista idrico e PIÙ RESISTENTI ALLA SICCITÀ;
      • Ripristino FORME DI AGRICOLTURE PIÙ TRADIZIONALI e meno intensive a bassa tecnologia e quindi più accessibili;
      • MIGLIORAMENTO DISTRIBUZIONE IRRIGUA.
        • Pompa a pedale
        • Irrigazione a goccia a bassa tecnologia
    • MIGLIORAMENTO DISTRIBUZIONE IRRIGUA.
      • EVITARE DISPERSIONE PER INFILTRAZIONE
      • (oggi 60% delle risorse captate)
      • EVITARE DISPERSIONE PER EVAPORAZIONE
        • L'IRRIGAZIONE A GOCCIA , che conduce direttamente l'acqua alla radice delle piante, consente di risparmiare moltissima "materia prima" ed evitare gli sprechi, anche se si tratta di un procedimento non semplice e costoso.
        •  In molti paesi l’esperienza dimostra che gli agricoltori passati dall’irrigazione con impianti automatici a pioggia, ai sistemi a goccia hanno tagliato il loro consumo d’acqua dal 30 al 60 per cento.
    • MIGLIORAMENTO DISTRIBUZIONE IRRIGUA.
      • EVITARE
      • FENOMENI
      • DI
      • RUSCELLAMENTO e DILAVAMENTO attraverso la manutenzione
    • INTERVENTI SULL’AGRICOLTURA
        • RICICLO E TRATTAMENTO ACQUE REFLUE
        • le acque reflue trattate sono ricchi di nutrienti quasi quanto la stessa acqua e possono fornire tutto l’azoto e molto del fosforo e del potassio normalmente necessari per la produzione agricola alimentare.
      • RECUPERO E STOCCAGGIO ACQUA PIOVANA
        • attraverso dei MICROIMPIANTI ad elevata accessibilità
        • Per far fronte alle irregolarità delle precipitazioni riprendendo l’ingegneria tradizionale dei ricchi regni arabi del medioevo
    • USO INDUSTRIALE
      • l'industria è la terza principale utente dell'acqua,
        • per utilizzarla nel CICLO PRODUTTIVO  grave impatto inquinante con sostanze e materiali non biodegradabili.
        • per produrre ENERGIA ELETTRICA,  modifica molto la morfologia fluviale
    • DIGHE Creazione di grandi invasi necessari a potenziare IRRIGAZIONE e PRODUZIONE ENERGIA IDROELETTRICA perché
      • Le dighe producono il 19% dell'energia di cui disponiamo
      • Il 16% della produzione alimentare globale dipende da queste costruzioni fluviali
      • barriera di difesa contro le alluvioni.
    • PERCHE' NO
      • CONSEGUENZE AMBIENTALI NEGATIVE
      • INVASO A MONTE DELLO SBARRAMENTO
      • RICAMBIO IDRICO PIÙ LUNGO
        • ambiente di acque correnti (acque lotiche) si trasforma in un ambiente di acque ferme (acque lentiche),.
      • STRAVOLGIMENTO L'HABITAT NATURALE DELLA FAUNA A MONTE
      • CAMBIAMENTI MICROCLIMATICI DI UN ECOSISTEMA MILLENARIO .
      • A VALLE DELLO SBARRAMENTO
      • SECCHE DEL CORSO D’ACQUA se non viene garantito il "DEFLUSSO MINIMO VITALE".
      • ALTERAZIONE DELLA QUALITÀ DELLE ACQUE modificando drasticamente L'AMBIENTE ITTICO.
      • GRAVI DISSESTI IDROGEOLOGICI (Vajon 1963).
      • ANNULLAMENTO DELLE PIENE STAGIONALEI da cui dipendono ecosistemi e sistemi agricoli
    • RISULTATI ECONOMICI E TECNICI NON ASSICURATI
      • RIDUZIONE DURATA DI VITA DEL BACINO, per l'affluire di sedimenti solidi,
      • MINORE PRODUZIONE DI ENERGIA causata da riduzione delle portate per imprevisti climatici
      • MINORE ALIMENTAZIONE DEI CANALI IRRIGUI;
      • SALINIZZAZIONE TERRE messe faticosamente a coltura intensiva
    • EFFETTI SOCIALI SULLE POPOLAZIONI LOCALI.
      • RILOCAZIONE FORZATA DELLA POPOLAZIONE che vive nelle aree destinate ad essere inondate  Nella maggior parte dei casi, SENZA ALCUN TIPO DI INDENNIZZO.
      • NEGAZIONE DELL’ACCESSO ALL’ACQUA
      • ALLA POPOLAZIONE RIVIERASCA
      • che dovrà rivolgersi ai
      • GESTORI PRIVATI
      • con PROGRESSIVO AUMENTO DELLE TARIFFE
      • di utilizzo dell'acqua.
    • CONSEGUENZE ECONOMICO POLITICHE
      • MANIFESTAZIONE DI POTENZA POLITICO-ECONOMICA anziché reale necessità
      • INDEBITAMENTO ESTERO DEI PAESE COINVOLTI per reperire gli enormi finanziamenti necessari
      • Anche quando i finanziamenti arrivino dalla
      • BANCA MONDIALE e dal FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
      • nel quadro dei
      • programmi delle Nazioni Unite di aiuto ai paesi sottosviluppati ,
      • i lavori affidati alle imprese multinazionali che traggono profitti dalla costruzione, dalla gestione e dalla consulenza,
      • con il risultato che le popolazioni locali spesso risultano più indebitate di prima. (Santino, L'acqua rubata: dalla mafia alle multinazionali ).
    • CONSEGUENZE GEOPOLITICHE
      • LA GUERRA PER L’ORO BLU
      • Le guerra per il controllo di territori ricchi di petrolio
      • rappresenta ormai il passato,
      • negli anni a venire L'ACQUA sarà la RISORSA STRATEGICA
      • Che ACCENDERÀ CONFLITTI POLITICI ben più DRAMMATICI .
      • Quasi il 40% della popolazione mondiale dipende da sistemi fluviali comuni a due o più paesi.
      • La COSTRUZIONE DI DIGHE
      • accentua le
      • TENSIONI
      • dovute alla
      • TRANSNAZIONALITÀ .
      • costituisce, infatti,
      • uno degli strumenti maggiormente utilizzati dai Paesi a monte, come vere e proprie armi di ricatto
    • SCARSITÀ D’ACQUA INSTABILITÀ POLITICA
      • La scarsità di acqua potrebbe diventare quello che la crisi dei prezzi del petrolio è stata negli anni Settanta: una fonte importante di instabilità economica e politica.
      • La sua rarità e il suo valore crescente porteranno sempre più a delle politiche dell'acqua e a conflitti internazionali per conquistarne i diritti .
    • Nel continente africano molti paesi dipendono da corsi d'acqua transnazionali.
      • la Mauritania e il Gambia , il Congo , l'Egitto e il Sudan , e il Botswana ricevono tutti più del 75 per cento dei loro approvvigionamenti idrici da corsi d'acqua che nascono dai loro vicini a monte.
      • Improbabile collaborazione tra l'Etiopia, l'Egitto e il Sudan. L'Etiopia è indisponibile a condividere con i suoi vicini persino dati idrologici di base. La sua collaborazione è condizionata alla rinegoziazione dell'accordo sulla divisione dell'acqua raggiunto da Egitto e Sudan nel 1959. L'Etiopia considera il trattato iniquo e impraticabile perché destina una grande quantità di acqua del Nilo a questi due paesi, che contribuiscono molto poco al flusso del fiume.
    • L’IDROPOLITICA sul Nilo
      • L'85% del Nilo è generato dalla piovosità in Etiopia e scorre come Nilo azzurro nel Sudan prima di entrare in Egitto.
      • La parte restante dipende dal sistema del Nilo bianco, che ha le sue sorgenti in Tanzania, al lago Vittoria, e si congiunge al Nilo azzurro nei pressi di Khartoum.
      • COSTRUZIONE DIGA ASSUAN 1960-1970 intercetta il medio corso del Nilo in Egitto in un invaso della capacità di 162 km3,  LAGO Nasser 480 km;
      • Messo a coltura molte terre approvvigionamento agricolo alla espansione demografica
      • assicurato energia indispensabile per usi civili e industriali .
    • Il bacino del Nilo "la sicurezza nazionale dell'Egitto è nelle mani di almeno altri otto paesi africani". ( Boutros-Ghali 1989)
      • I Paesi a monte della diga, in particolare il Sudan e la Tanzania, rivendicano l'accesso a una maggiore quantità di acqua e fanno progetti per opere che modificherebbero significativamente il rapporto fra il fiume e la grande diga.
      • Le trattative per trovare una strada che soddisfi le parti non sono semplici e i rischi di contrapposizioni sono reali.
      • RIDUZIONE CAPACITà DEL BACINO per il deposito delle alluvioni, che non svolgono più la fondamentale funzione di fertilizzare i suoli agricoli con il loro limo come era avvenuto per millenni.
      • INCREMENTO USO DI ADDITIVI CHIMICI costosi, inquinanti e malsani.
    • TURCHIA: Progetti dighe in KURDISTAN
      • GAP:PROGETTO DI SVILUPPO REGIONALE DELL'ANATOLIA SUD-ORIENTALE 32 MILIARDI $
      • BLOCCATO NEL 2002 ripreso autorizzato e finanziato da banche Austriache e Italiane (Intesa) nel 2006-2007
      • IMPIANTO ILISU
      • 22 DIGHE 19 IMPIANTI IDROELETTRICI
      • la Turchia sarà in condizione di controllare il deflusso dei due fiumi mesopotamici in Siria e Irak, ponendo questi due Paesi in una situazione di dipendenza.
      • Contestazioni
    • “ Il whisky è per bere, l’acqua per combattersi”. (Mark Twain)
      • La Turchia e la Siria hanno firmato nel 1987 un protocollo che garantisce alla Siria un getto minimo di 500 metri cubi al secondo, circa la metà del volume del fiume Eufrate al confine.
      • La Siria vuole aumentare questa quota, una richiesta che la Turchia ha sinora rifiutato. Si dice che recentemente un altissimo esponente del governo turco, riferendosi alla richiesta siriana, abbia osservato: "Noi non diciamo che dovremmo condividere il loro petrolio. Loro non possono dire che dovrebbero condividere la nostra acqua".
      • La Turchia ha bisogno di un accordo sull'acqua con i suoi vicini più a valle per assicurarsi il finanziamento della Banca Mondiale e di altre agenzie internazionali di prestito necessario a portare a termine il suo Southeast Anatolia Project, il cui costo è stato valutato intorno ai 29 miliardi di dollari.
      • Calcoli relativi ai futuri sviluppi demografici della regione (il tasso di crescita medio annuo è pari al 2,2-3,7%) ed alla sua evoluzione climatica ed idrologica, sembrano promettere insolubili scompensi nel rapporto tra domanda e offerta delle risorse idriche degli anni a venire.
      • Alle controversie internazionali, che non interessano il solo versante arabo-israeliano, ma si estendono alla stessa dimensione dei rapporti inter-arabi, si sommano preoccupazioni legate ai bisogni interni delle popolazioni.
      • Basti pensare che nel Medio Oriente più del 70% delle risorse idriche è destinato alle colture irrigue, benché il contributo dato dal settore agricolo alla produzione ed alla occupazione nei diversi paesi sia declinante.
    • Conflitto arabo-palestinese
      • ACQUA come ARMA E RISORSA STRATEGICA
      • Parte delle opzioni militari in questo Paese sono state determinate da OBIETTIVI IDRAULICI : le alture del Golan e la Cisgiordania, infatti, consentono di dominare il Giordano.
      • L'AVVICINAMENTO DELLA TURCHIA A ISRAELE potrebbe portare anche ad aiuti idrici della prima al secondo;
      • Nello stesso momento LA TURCHIA POTREBBE LASCIARE SIRIA E IRAK A SECCO , come già è accaduto alla vigilia della guerra dell'inizio del 1991 contro l'Irak.
    • SITUAZIONE TERRITORI PALESTINESI
      • Il territorio dello Stato d'Israele, più piccolo della Lombardia, è montuoso ed arido
        • 7 milioni e mezzo d'abitanti,
        • un'agricoltura intensiva ed aggressiva,
        • forte sviluppo industriale
        • elevato inquinamento
      RISORSE IDRICHE fornite da CORSI D'ACQUA SOTTERRANEI CONDIVISI, come quello costiero a Gaza e come quello della Cisgiordania occidentale, soggetti a progressiva SALINIZZAZIONE Sviluppo di uno dei più grandi sistemi al mondo di RIUTILIZZO DELLE ACQUE RESIDUE.
        • ACQUA POTABILE
        • RISORSA CRITICA DA SEMPRE
        • UNA DELLE RADICI DEL CONFLITTO.
      • Israele CONTROLLA quasi TUTTE LE SORGENTI con CONSUMO PRO-CAPITE 280-350 l/g.
      • Disponibilità PALESTINESI 35-50 l/g. al giorno
      • nel caso di costituzione di uno Stato palestinese
      • tutti i bacini idrici
      • ricadrebbero sotto il suo controllo,
      • Israele dipenderebbe completamente dagli arabi .
    • Sperequazione sfruttamento e prezzi
      • Israele ne controlla lo sfruttamento imponendo un sistema di assoluta ineguaglianza rispetto all'accesso.
      • I coloni possono andare a cercare le loro acque fino a 800 metri di profondità, i Palestinesi possono perforare solo fino a 20 metri, ottenendo un gettito più basso e una concentrazione maggiore di sali che non aiuta lo sviluppo delle terre destinate all'agricoltura.
      • Sistema delle tariffe per il consumo di acqua, fonti israeliane sostengono che gli arabi pagherebbero l'acqua un prezzo doppio rispetto agli abitanti di Israele, mentre secondo le fonti palestinesi si arriverebbe addirittura a prezzi moltiplicati per cinque.
      • Nella fascia costiera di Gaza la situazione è oltremodo drammatica per i Palestinesi. Il mancato adeguamento della distribuzione rimasta ai livelli dell’occupazione del 1967 si associa ad un prezzo 20 volte >.
      • L'amministrazione militare israeliana è, inoltre, ritenuta responsabile di un'insufficiente allocazione delle risorse idriche presso le popolazioni palestinesi, con grave pregiudizio dello sviluppo urbano ed industriale e delle esigenze di valorizzazione del territorio occupato. Gli sforzi per raggiungere un accordo sulla divisione dell'acqua nel bacino del Giordano risalgono agli inizi degli anni Cinquanta. Nel 1953 una industria statunitense abbozzò un piano idrico per il sistema del Giordano, che fu mandato in Medio oriente tramite un inviato speciale del presidente Eisenhower. Dopo due anni e quattro tornate di difficili e nervosi negoziati, finalmente tutte le parti in causa si accordarono sui dettagli tecnici del progetto. I negoziati cessarono nel 1955. Da allora si sono avuti diversi tentativi di mediazione in merito a questioni specifiche, ad esempio la diga sullo Yarmuk, ma non si è arrivati a una soluzione delle dispute idriche nel bacino del Giordano.
      • Naturalmente da entrambe le parti piovono accuse reciproche sulla scarsità d'acqua che per la verità affligge, anche se in maniera minore, anche la popolazione ebraica. La commissione israeliana per l'acqua, attraverso un suo portavoce afferma che il problema idrico affligge entrambe le popolazioni e che anche se i numeri denotano una disparità evidente, le ragioni di tale disparità non sono chiare.
      • Di tutt'altro parere il gruppo israeliano per i diritti umani B'Tselem. In un recente rapporto, il gruppo, dichiara che oltre 215,000 palestinesi in più di 150 villaggi non sono connessi ad alcuna rete idrica e che lo stato d'Israele alloca le risorse idriche in maniera discriminatoria.
      • L'esistenza di una doppia rete idrica nei territori occupati, una efficiente per gli insediamenti dei coloni, ed una priva della necessaria manutenzione, da oltre 40 anni e con una perdita di circa l'11 per cento dell'acqua, sembrerebbe confermare l'ipotesi del gruppo israeliano.
      • Altri incrementi della crisi idrica della regione provengono dalla sovrappopolazione dei palestinesi, dall'alto standard di vita dei coloni degli insediamenti e dall'utilizzo illegale dell'acqua potabile per gli usi agricoli.
    • Le mediazioni politiche
      • Gli accordi di Oslo del 1993, infatti, anche se davano il controllo dell'acqua al governo israeliano permettevano all'autorità palestinese di utilizzare riserve separate da quelle condivise con gli insediamenti ebraici, ma sono di difficile applicazione a causa della mancanza di fondi per la creazione di queste strutture.
      • l gruppo multilaterale per le risorse idriche creato nel 1992 come parte dei negoziati di pace, ha da tempo fallito nell'obiettivo di trovare un accordo sulla condivisione delle risorse idriche comuni.
      • Ora che in tutta la zona la parola è passata ai cannoni dei carri armati israeliani e alle bombe dei kamikaze palestinesi, il problema dell'acqua sembra essere scomparso, ma la bomba idrica, se non disinnescata da entrambe le parti, minerà la base di qualsiasi accordo di pace futuro.
    • Cina: Diga delle Tre Gole Sul fiume Changjiang (Yangzee) la nuova grande muraglia 1994-2006 H 185 m, l. 2 km, invaso 64.000 km2 L. 600 km capacità di solo 22 km3.
      • FORNITURA ENERGIA ELETTRICA 18,2 GW
      •  preferibile più centrali di piccole dimensioni
      • AGEVOLARE LA NAVIGAZIONE E MODERARE LE PIENE,
        •  riattivare i bacini di straripamento lungo il fiume e i grandi affluenti dello Yangze ( www.irn.org ).
      • CONSEGUENZE
        • MODIFICAZIONI CLIMATICHE
        • RISCHIO ECATOMBE IN CASO DI CROLLO
        • TRASFERIMENTO COATTIVO di 2 MILIONI PERSONE (1,2 MILIONI UFFICIALI)
        • VELOCISSIMO ACCUMULO DEI SEDIMENTI TRASPORTATI
        • SOMMERSIONE
          • diverse città (alcune di oltre un milione di abitanti)
          • 1300 siti archeologici,
          • terre di buona coltivazione
    • Lesotho Water Project La diga sul fiume Arancione
      • 5 dighe e di oltre 200 km di tunnel e rete stradale. Sostenuto dalla Banca Mondiale, vede la partecipazione dell’italiana Impregilo accusata nel 2004 di corruzione.
      • Inondazione di 3.000 ettari di terra coltivabile e 1.000 di pascolo
      • Le popolazioni locali non hanno ricevuto i risarcimenti promessi e il progetto ha peggiorato il loro già precario livello di vita.
    • Impatti della 2^ diga ò grande del mondo
      • ASSENZA DI CONSULTAZIONE DELLE POPOLAZIONI LOCALI né in sede di stipula, né durante lo sviluppo successivo del progetto.
      • ESPROPRIAZIONE ARBITRARIA E SFOLLAMENTO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE  perdita dei mezzi tradizionali di sussistenza e delle abitazioni, dispersione sociale delle comunità;
      • ASSENZA DI RISARCIMENTI
      • interventi insufficienti PER TUTELA dell’ecosistema;
      • SFRUTTAMENTO DELLA MANODOPERA LOCALE
      • EROSIONE causata dalla costruzione delle strade e delle dighe.
      • TERREMOTI causati dal dalla pressionedell’ acqua in seguito al riempimento del bacino di Katse
      • FRATTURA DEL SUOLO CIRCOSTANTE.
      • LESIONI strutturali alle ABITAZIONI CIRCOSTANTI causate dall’attività esplosiva nelle cave;
      • DIFFICOLTÀ DI APPROVVIGIONAMENTI PER L’ACQUA POTABILE PER LE POPOLAZIONI LOCALI: molte fonti sono state chiuse e diverse aree recintate;
    • World Commission on Dams (http://www.dams.org)
      • Commissione indipendente nata nel 1997 a Curitiba in Brasile
      • ESPERIENZA DI DEMOCRAZIA partecipazione di
        • rappresentanti di governi,
        • imprese,
        • organizzazioni non governative
        • movimenti di base che si oppongono alle dighe.
    • “ Dams and Development. 2000” http://www.dams.org/report
      • Secondo il rapporto della Commissione
      • Dighe di oltre 30m di h:
      • Nel 1950 n. 5.268 dighe h> 30 m.;
      • Nel 1971 n. 12.707;
      • Nel 1988 n. 18.200;
      • Nel 2000 oltre 19.000;
      • Dighe e sbarramenti > 15 metri h
      • 45.000
      • Complessivamente immagazzinano il 15% risorse idriche rinnovabili
    • Principi per la pianificazione e la valutazione delle grandi dighe
      • Rivolte dal rapporto ai
      • FINANZIATORI , alle IMPRESE ed ai MOVIMENTI INDIPENDENTI .
      • 1) “ FREE, PRIOR INFORM CONSENT”  potere di veto sulla realizzazione dei progetti attribuito alle popolazioni nel processo decisionale.
      • 2) gli ASPETTI SOCIALI ED AMBIENTALI devono avere in futuro pari importanza di quelli economici e finanziari .
      • a) controllo su ogni forma di VIOLENZA ED INTIMIDAZIONE contro le persone e le organizzazioni CONTRARIE; b) DIRITTO A RISARCIMENTI che prevedano terre, case ed infrastrutture sociali; c) RIPRISTINO DEGLI AMBIENTI NATURALI DANNEGGIATI dalle dighe - anche quando questo comporti la rimozione delle dighe stesse; d) PIENO RISPETTO DEI DIRITTI territoriali delle popolazioni indigene, tribali, semi tribali e tradizionali interessate dalle dighe, assegnando territori che permettano loro di recuperare le condizioni culturali ed economiche precedenti  PER EVITARE CHE IL PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE IMPOSTO AUMENTI l'esclusione e l'ingiustizia sociale, economica e politica.
    • PERCHE' SI AL PICCOLO IDROELETTRICO
      • Gli impianti idroelettrici si suddividono in grandi impianti idroelettrici (o più semplicemente idroelettrici) ed in impianti idroelettrici minori (o piccolo-idroelettrici); la suddivisione avviene in base alla potenza installata nell'impianto e si può assumere come valore di soglia la potenza di 10 MW (in realtà in Italia si parla di idroelettrico minore fino al limite di 3 MW). Questa suddivisione solitamente si riscontra anche nella diversa tipologia degli impianti: mentre i grandi impianti idroelettrici richiedono solitamente la sommersione di estese superfici, con notevole impatto ambientale e sociale, un piccolo impianto idroelettrico si integra quasi perfettamente nell'ecosistema locale (si sfrutta direttamente la corrente del fiume).
      • A differenza dei grandi impianti, gli impianti mini-idroelettrici in molti casi portano notevoli benefici al corso d'acqua, in particolare la regolazione e regimazione delle piene sui corpi idrici a regime torrentizio, specie in aree montane ove esista degrado e dissesto del suolo e, quindi, possono contribuire efficacemente alla difesa e salvaguardia del territorio
    • Acqua Diritto privato alienabile o diritto umano inalienabile?
      • DIRITTI IDRICI=
      • (diritti di proprietà) giuridicamente garantiti
      • titoli che legittimano rivendicazioni sull’acqua, socialmente accettate.
      • Definiscono i termini in base ai quali è consentita la rimozione di acqua dal suo ambiente naturale, l’utilizzo dell’acqua di una fonte naturale e la gestione dei flussi idrici.
    • Acqua carattere speciale?
      • Diritto romano: III sec.
      • acqua profluens (acqua corrente) era un bene comune , né pubblico né privato, una formulazione che metteva l’accento sull’equità e sul fatto che l’acqua era proprietà della società nel suo insieme
      • DISCIPLINA GIURIDICA DEI DIRITTI IDRICI OGGI (variano da Stato a Stato):
        • DIRITTI IDRICI PUBBLICI detenuti dallo Stato,
        • DIRITTI IDRICI COMUNI o CONSUETUDINARI legittimati da norme e tradizioni
        • DIRITTI DI PROPRIETÀ PRIVATA per l’uso e l’estrazione dell’acqua
        • Sovrapposizione giuridica di titoli problematica
        • in caso di intensa competizione
      • Considerato gli
      • ELEVATI INVESTIMENTI DI CAPITALE E LAVORO
      • necessari per la sua
      • ESTRAZIONE, PURIFICAZIONE, DISTRIBUZIONE E RECUPERO
      • L’acqua dovrebbe essere considerata un
      • PRODOTTO INDUSTRIALE
      … E PER OVVIARE ALLA CONFUSIONE DEI DIRITTI IDRICI …
      • Negli anni ’80 si è pensato di rendere i
      • DIRITTI IDRICI NEGOZIABILI
      • per risolvere i problemi di competizione attraverso
      • LE REGOLE DEL MERCATO
      • (sistema dei prezzi, domanda e offerta)
        • Es. EFFICIENZA ECONOMICA SFRUTTAMENTO DIRITTI IDRICI:
        • USA occidentali;
        • CILE
    • Le privatizzazioni dell'oro blu
      • Precedenti :
      • UK: privatizzazione acqua governo M. Tatcher
      • Francia: Gestione delegata = conferimento dei servizi idrici ai privati
      • Canada: apertura ad investimenti infrastrutturali privati
      • Motivazioni fondamentale :
      • Maggiore efficienza di gestione
      • Mancanza di risorse pubbliche per far fronte agli investimenti necessario
        • … ma l’esperienza decennale ne ha mostrato
        • l’elevata
        • RISCHIOSITÀ
      • Lo SVILUPPO delle ISTITUZIONI,
      • delle REGOLE
      • e delle NORME
      • per la DISCIPLINA dei MERCATI dell’acqua nell’INTERESSE PUBBLICO
      • (a DIFESA dei DIRITTI PRIVATI e delle COMUNITÀ LOCALI)
      • RICHIEDE UN DECORSO
      • LUNGO E COMPLESSO
      • Definire l’acqua
      • in termini di
      • PROPRIETÀ PRIVATA
      • significa creare la possibilità di
      • NEGARE ad altri soggetti L’ACCESSO ad una risorsa vitale.
      • Nessuna specie si rivolge al mercato per chiedere il permesso di accedere alla sua parte di acqua.
      • IL DIRITTO D’ACCESSO DERIVA
      • DALL’ESSER MEMBRI DI UN ECOSISTEMA
      • (Vandana Shiva, Il bene comune della Terra, p. 52-53)
    • MERCATO E EQUITÀ DIBATTITO ACCESO IN TUTTI I PVS
      • Frequenza dei FALLIMENTI realizzati dalle GESTIONI PRIVATE
      • DISEGUAGLIANZA NELL’ACCESSO ALL’INFORMAZIONE
      • DISPARITÀ nella CAPACITÀ DI RICORRERE ALLE VIE LEGALI
      • FAMIGLIE COSTRETTE A RINUNCIARE AI LORO DIRITTI SENZA EQUO TORNACONTO
      • AUMENTO DELLE TARIFFE
      • SPECULAZIONI
      • MONOPOLI
      • IPERSFRUTTAMENTO DELLE FALDE ACQUIFERE
      • CORRUZIONE nel SISTEMA DI RIPARTIZIONE dei diritti idrici per influenzare tempi e volumi di erogazione inficiando l’efficienza e l’equità della distribuzione
        • GRANDI PRODUTTORI E L’INDUSTRIA ESTRATTIVA privano i PICCOLI AGRICOLTORI e le COMUNITà LOCALI
        • dell’approvvigionamento CIVILE e AGRICOLO
    • Ridefinire l’equità anche in sede di finanziamento dei progetti
      • Necessità INVESTIMENTI ELEVATI x manutenzione e sviluppo sistemi di irrigazione e approvvigionamento
      • Gli INVESTIMENTI FINANZIATI DALLE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI (BEI, BM, FMI)
      • incentivano la GESTIONE PRIVATA , anziché la gestione pubblica,
      • (grosse multinazionali occidentali con cui difficilm. possono competere i locali).
      DECENTRAMENTO E DEVOLUZIONE DELL’AUTORITÀ A LIVELLO LOCALE incrementano la RESPONSABILIZZAZIONE DELLA GESTIONE Caratteristiche pregiudiziali per l’accesso ai finanziamenti Della BM della BEI o del FM possibilità di esercitare UN CONTROLLO SULL’ATTUAZIONE del progetto a cui SUBORDINARE L’EROGAZIONE DEI FONDI
    • Guerra dell’acqua di Cochabamba
      • 1998 BM erogazione 25-milioni di $ per il miglioramento dei servizi idrici a Cochabamba (III città boliviana) condizionata alla privatizzazione del sistema idrico pubblico.
      • Assegnazione del servizio all’unica partecipante alla gara la Bechtel-Edison (AEM Milano) già costruttrice della Diga delle Tre Gole in Cina.
      • 1999, RADDOPPIO DELLE TARIFFE DELL'ACQUA.  l'acqua più cara del cibo; 1/2 bilancio mensile dei campesinos.
      • BM avalla
        • il MONOPOLIO PER I CONCESSIONARI PRIVATI DELL'ACQUA,
        • VALUTAZIONE DELL'ACQUA A PIENO COSTO,
        • agganciava il costo dell'acqua al $ USA
        • MON PREVISTI ATTRIBUZIONE SERVIZI IDRICI AI MENO ABBIENTI
        • ACCESSO ALLE RISORSE IDRICHE E RACCOLTA DELL’ACQUA PIOVANA SUBORDINATA A PERMESSO DI ACCESSO A PAGAMENTO.
      • 1999 nasce il COORDINAMENTO PER L'ACQUA E PER LA VITA.
      • Il 10 aprile 2000, massiccia protesta anti-governativa che, nonostante una sanguinosa repressione armata del governo, ottiene
      •  REVOCA DEL MONOPOLIO ASSOLUTO su tutte le fasi della gestione
      •  REVOCA DELLA GESTIONE PRIVATIZZATA,
      •  PARTECIPAZIONE DEL CORDINAMENTO ALLA COGESTIONE DELL’Azienda dell'acqua pubblica.
    • Distorsioni della privatizzazione
      • Organismi quali il FMI, la BM e il WTO subordinano la concessione di prestiti a paesi poveri per la ristrutturazione del sistema idrico all’assegnazione privata della loro gestione in virtù del principio “trades not aids” (commerci non aiuti).
      • L’attuazione pratica del principio però fa si che le multinzionali (RWE , Suez-Lyonnais des Eaux, Vivendi, Nestlè, Danone, Coca Cola, ACEA), i grossi coltivatori, gli operatori turistici siano privilegiati rispetto alle popolazioni locali.
    • IDROMAFIA : controllo mafioso delle risorse idriche (Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato")
      • Origini storiche
      • Vuoto normativo e istituzionale rispetto alla gestione delle risorse idriche in epoca unitaria. Non c'è stata una politica di gestione pubblica delle acque e in Sicilia, in particolare nell'agro palermitano, si è affermata la pratica del controllo privato esercitato dai guardiani , i cosiddetti " fontanieri ", stipendiati dagli utenti. I fontanieri erano in maggioranza legati alla mafia , e così pure i " giardinieri ", cioè gli affittuari e gli intermediari.
      • Gli studi compiuti da numerosi storici ricostruiscono a partire dagli omicidi di questi soggetti le lotte per il controllo della distribuzione delle risorse idriche intercorse tra le varie famiglie a partire dagli anni ’70 dell’800.
      • Monopolio mafioso dell’acqua che si scontra contro le lotte dei contadini coordinate dalle camere del lavoro, anche durante il periodo fascista come dimostrano altri omicidi eccellenti.
      • I mafiosi esercitano un forte condizionamento sui consorzi di irrigazione. L'esempio più noto è quello del consorzio dell'Alto e Medio Belice, istituito nel 1933, in pieno periodo fascista e rimasto inattivo fino al 1944.
    • Idromafia e la costruzione di dighe
      • L'opera pubblica è una grande occasione di accaparramento dei fondi e attorno ad essa si forma un grappolo di interessi che coinvolge imprenditori, amministratori, politici, mafiosi che controllano la spartizione degli appalti, praticano i pizzi sulle imprese, forniscono loro materiali e servizi, o sono impegnati direttamente nell'attività imprenditoriale (Santino 2002, p. 136).
      • Ci sono 50 dighe costruite con finanziamenti pubblici, delle quali 4 collaudate, nessuna totalmente efficiente, alcune che possono contenere solo una parte della capienza. Si invoca la pioggia, ma se piove troppo le dighe debbono essere svuotate.
      Diga Garcia sul fiume Belice La mafia ha acquistato i terreni, con finanziamenti pubblici per rivenderli ad un prezzo superiore a quello d'acquisto agli stessi enti pubblici interessati alla costruzione della diga.
    • La sete di Palermo
      • Nella seconda metà degli anni '70 la "sete di Palermo" stimolò l'apertura di un'inchiesta sulle fonti di approvvigionamento idrico.
      • Vennero rispolverate vecchie carte, tra cui la Carta delle irrigazioni siciliane del 1940 , che individuava 114 sorgenti e 600 pozzi che prelevavano l'acqua dalla falda freatica. Un documento più recente, del 1973, redatto dall'Esa (Ente sviluppo agricolo), rilevava l'esistenza addirittura di 1.649 pozzi che attingevano alla falda freatica della fascia costiera.
      • Queste acque sotterranee, rimaste in mano ai privati (in particolare alla mafia) avrebbero dovuto essere inserite nell'elenco delle acque pubbliche , invece nel piano regolatore generale degli acquedotti, redatto dal Ministero dei Lavori pubblici e approvato nel 1968, figuravano solo 13 pozzi, di cui due salini e quattro in via di esaurimento, mentre non c'era traccia dei pozzi gestiti dalla mafia.
      • In conseguenza di ciò l'Amap (Azienda municipale acquedotto di Palermo) prendeva in affitto i pozzi dei privati e negli anni '70 il Comune pagava la sua acqua circa 800 milioni l'anno.
      • La pretura inviò gli atti alla Procura della Repubblica ma l'inchiesta non ebbe seguito. Un'altra inchiesta del 1988 si concluse con il rinvio a giudizio di vari mafiosi, di proprietari di pozzi e di alcuni tecnici, ma il processo si concluse con una serie di assoluzioni.
    • Gestione commissaria
      • Negli anni più recenti, con la nomina di un commissario straordinario , nelle cinque provincie siciliane che soffrono la sete (Palermo, Caltanissetta, Enna, Trapani, Agrigento) sono stati censiti più di 20 mila pozzi privati, con una risorsa potenziale di circa 1.000.000.000 m3.
      • « negli invasi c’è una disponibilità in grado di assicurare 250 litri d’acqua giornalieri ad ogni abitante dei comuni capoluoghi di provincia e 210 in tutti gli altri comuni, assai più, ad esempio, della provincia di Reggio Emilia, dove la disponibilità d’acqua è di 133 litri al giorno per abitante e l’acqua viene erogata ogni giorno per 24 ore » .
      • DRAMMATICO STATO DELLE CONDOTTE colabrodo, con perdite anche del 50 per cento, i furti d'acqua, gli allacciamenti abusivi, le condutture parallele, gli invasi privati riforniti con l'acqua delle aziende municipalizzate, i corsi di fiumi deviati per creare vasche di approvvigionamento.
      • Dopo quel documento Jucci è stato mandato a casa e la carica di commissario per le acque sia stata affidata al presidente della Regione Cuffaro.
      • Nel 2002 le proteste dei cittadini, con manifestazioni e blocchi stradali, hanno attivato le forze dell'ordine che hanno fatto arresti, denunciato qualche centinaio di persone, sequestrato pozzi. Per le strade di Palermo assieme a 25 autobotti pubbliche circolavano 23 autobotti private, che si approvvigionavano da pozzi abusivi, con acqua non potabile (Legambiente 2003, pp. 235-243).
      • Emergenza permanente, che in alcune zone è drammatica, con l'acqua che manca per settimane, è il frutto di una politica delle acque insieme dissennata e interessata, della grande frammentazione della gestione (si dovrebbero occupare di acqua 3 enti regionali, 3 aziende municipalizzate, 2 società miste, 19 società private, 11 consorzi di bonifica, 284 gestioni comunali, 400 consorzi fra utenti) e non di una carenza naturale.
      • Anche se sono in atto in alcune aree dell'isola processi di desertificazione, ogni anno in media in Sicilia piovono 7 miliardi di metri cubi di acqua, quasi il triplo del fabbisogno calcolato in 2 miliardi e 482 milioni di metri cubi:1 miliardo e 325 milioni per l'irrigazione dei campi, 727 milioni per i centri abitati, 430 milioni per il fabbisogno industriale (Santino 2002, p. 136).
    • Rischi dell’imbottigliamento
      • PROSCIUGAMENTO DELLE FALDE locali di acqua potabile e acqua dolce in generale
      • Deposito dei MATERIALI DI SCARTO nei pressi dell’impianto che durante la stagione delle piogge si sono DISPERSI NEI CAMPI, NEI CANALI E NEI POZZI;
      • Utilizzo 260 pozzi esauriti come deposito delle acque di scarto della lavorazione.
      • ACQUA RESIDUA RESA NON POTABILE dalla presenza di CADMIO, CROMO E PIOMBO riscontrato anche nella PRODUZIONE AGRICOLA
      • CHIUSURA STABILIMENTI e indagini per corruzione
      • http://www.cdca.it/ (centro documentazione per i conflitti mondiali )
      ( Kerala vs/Coca Cola)
    • Consumo d’acqua imbottigliata
      • Il consumo di acqua imbottigliata cresce del 7% ogni anno, con un picco del 15% nelle regioni dell'Asia che danno sull'Oceano Pacifico.
      • IMBALLAGGIO produce un ACCUMULO DI RIFIUTI mastodontico.
      • L'Italia è uno dei più importanti "consumatori" al mondo di acqua potabile e ogni persona, mediamente, utilizza 179 litri l'anno di acqua in bottiglia (Mineracqua, 2005).
      • La pubblicità ha fortemente condizionato i nostri comportamenti tanto che molta gente pensa che l'acqua in bottiglia sia meglio di quella dell'acquedotto. Ma questo non è vero.
    • perciò
    • … e se non ve la vogliono dare...
      • OGNI ESERCIZIO COMMERCIALE IN CUI SI SOMMINISTRANO ALIMENTI DEVE DISPORRE DI ACQUA POTABILE (altrimenti non potrebbe lavorare). Ciò è anche attestato dalla Autorizzazione igienico sanitaria (il riferimento normativo è la legge numero 283 del 1962 e il regolamento comunitario numero 852/2004) senza la quale non si può aprire un bar o un ristorante.
      • NON ESISTE ALCUN OBBLIGO DI LEGGE A VENDERE ACQUA MINERALE IN BOTTIGLIA. La confusione era nata nel 2005 a seguito del decreto del ministro Marzano che aveva introdotto le monodosi. La confusione fu chiarita subito con una circolare dello stesso ministro in cui si diceva che nulla cambiava riguardo alla somministrazione di acqua sfusa
      • NESSUN ESERCIZIO PUÒ RIFIUTARE L’ACQUA DEL RUBINETTO; si può eventualmente discutere se tale servizio deve essere pagato oppure no (potrebbe comunque essere incluso nel “coperto”, com'è sempre stato)  
      Vademecum per assetato d'acqua pubblica
    • Acque minerali quanti chilometri in un sorso
    • DICHIARAZIONE DEL DIRITTO INALIENABILE ALL’ACQUA
      • Il dibattito sui meriti relativi dell’approvvigionamento pubblico e di quello privato ha stornato l’attenzione
      • da una preoccupazione
      • più fondamentale:
      • le prestazioni inadeguate dei fornitori idrici
      • Questa politica aggressiva delle società private
      • ha reso necessario la
      • DICHIARAZIONE DI UN DIRITTO INALIENABILE ALL’ACQUA
      • L’Uruguay, nel 2004, ha costituzionalizzato il diritto all’acqua e la gestione pubblica dei servizi idrici.
    • Contenuti del diritto all’acqua
      • ogni persona
      • ha diritto
      • ad un minimo
      • di circa 20 litri d’acqua al giorno ,
      • indipendentemente
      • dalla ricchezza,
      • dalla collocazione geografica,
      • dal genere o
      • dal gruppo razziale o etnico
      • o altro
    • MOBILITAZIONI PUBBLICHE TRANSNAZIONALI
      • CONTRATTO MONDIALE SULL’ACQUA
      • Il MANIFESTO DELL’ACQUA (di LISBONA)
      • a cura Comitato internazionale
      • per il Contratto Mondiale sull’Acqua
    • Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo
      • «[…] E’ compito della società, nel suo complesso e ai diversi livelli di organizzazione sociale,
      • garantire il diritto di accesso,
      • secondo il doppio principio di
      • corresponsabilità e sussidiarietà,
      • senza discriminazioni di razza, sesso, religione, reddito o classe sociale » .
      • «[…] L’acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni » .
      • « Crediamo che la responsabilità finanziaria per l’acqua debba essere collettiva e individuale secondo i principi di responsabilità e di utilità » .
    • Iniziative istituzionali a vari livelli
      • http://www.unicef.org/voy/wes/
                                    
    • BUONA VISIONE! http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E11839,00.html
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