Gli alunni della classe IB dell'Istituto "M.G. Cutuli" presentano la loro città
<ul><li>Crotone Città portuale, capoluogo di provincia della Calabria; situata su un promontorio della costa del mar Ionio...
Il Comune 9 ottobre   Giorno festivo: San Dionigi   Santo patrono: crotonesi  Nome abitanti : 88900 CAP : Cutro ,  Isola d...
Crotone <ul><li>La città di Crotone sorge su un  promontorio  della costa ionica </li></ul>
La terra di Crotone I  Il crotonese è una terra di grandi passioni dove i fuochi agricoli del periodo estivo mescolano il ...
<ul><li>Il Castello (1541), voluto dal viceré di Napoli per la difesa contro i turchi,  dei secoli XVI-XVIII.  </li></ul><...
La colonizzazione Greca Reggio, Sibari, Crotone e Locri furono i principali centri di irradiamento della civiltà magnogrec...
Fondata da coloni achei verso il 710 a.C., l'antica Króton estese il suo territorio lungo la costa calabra, conquistò Siba...
E ancora Crotone: Ieri&Oggi <ul><li>La città, il cui centro storico di impianto medievale è ancora in parte cinto da mura ...
<ul><li>Durante il Medioevo fu nuovamente un centro importante, grazie alla sua posizione strategica: divenne una piazzafo...
Busto di Pitagora. Attorno al filosofo greco Pitagora (qui raffigurato in un busto marmoreo conservato presso il Museo Cap...
Pitagora <ul><li>Pitagora (Samo 575 ca. - Metaponto 490 ca. a.C.), filosofo e matematico greco. Ereditò i temi dell'antica...
Le Scoperte <ul><li>In geometria la grande scoperta dei pitagorici fu il teorema di Pitagora, il quale asserisce che nei t...
Il Teorema di Pitagora È qui rappresentata la dimostrazione geometrica del teorema di Pitagora secondo cui, dato un triang...
<ul><li>La colonna dorica superstite è un residuo del famoso tempio di Hera  Lacinia.Costituiva il santuario nazionale di ...
 
Diadema Aureo di Hera Lacinia <ul><li>Il Diadema Aureo venne ritrovato durante gli scavi sul Promontorio Lacinio (ora Capo...
<ul><li>La storia </li></ul><ul><li>La storia di Capo Colonna è legata alla storia di Crotone fin dalla sua fondazione avv...
<ul><li>Sul promontorio Lacinio sorge il santuario dedicato alla Madonna di Capo Colonna. </li></ul><ul><li>Le prime notiz...
<ul><li>Tradizioni </li></ul><ul><li>La  Festa della Madonna di Capocolonna  è una  festa  cattolica  patronale  in onore ...
Festa della Madonna di Capocolonna  <ul><li>La festa in suo onore si svolge a maggio: il 30 aprile il quadro viene deposto...
Artigianato <ul><li>Fra Ceramica e Pizzi Nella provincia crotonese vi sono produzioni artigianali appartenenti alla tradiz...
L'Oreficeria magno-greca <ul><li>L'arte orafa costituisce il settore più importante dell'artigianato crotonese. Gli abili ...
Gerardo Sacco <ul><li>Nato a Crotone, Gerardo Sacco intraprende fin da giovanissimo l'antico mestiere d'orafo, percorrendo...
<ul><li>Per anni Gerardo Sacco si è fatto conoscere ed apprezzare come creatore di gioielli unici ed esclusivi; oggi la pr...
Contarino Orafo <ul><li>È un giovane artista crotonese, formatosi alle più illustri e accreditate scuole artigiane di oref...
Preziosi monili degli orafi Corrado e Mongiardo
<ul><li>Crotone e il suo territorio hanno una cucina povera, ma di sapore robusto, con l’uso frequente di peperoncino picc...
PARMIGIANA DI MELENZANE E PATATE <ul><li>INGREDIENTI: </li></ul><ul><li>- 3 grandi melanzane - mezzo  Kg. di patate - form...
 
ALICI A PURPETTE (polpette di alici) PIPI E PATATE (peperoni e patate) <ul><li>INGREDIENTI </li></ul><ul><li>  </li></ul><...
<ul><li>INGREDIENTI: </li></ul><ul><li>4 uova intere </li></ul><ul><li>2 tuorli </li></ul><ul><li>200 gr. di olio di oliva...
Il pecorino crotonese <ul><li>Il Pecorino Crotonese è un formaggio stagionato a pasta semicotta e dura a media o lunga mat...
POMODORI SECCHI SOTT'OLIO <ul><li>    Ingredienti: Pomodori - origano - peperoncino piccante - aglio - sale - olio extrave...
Bucatini con la mollica   <ul><li>Tempo di cottura:  15 minuti </li></ul><ul><li>Ingredienti, dosi per 4 persone:   </li><...
Il vino <ul><li>I vitigni che concorrono in misura diversa per la produzione del Cirò nelle sue diverse tipologie, sono il...
La montagna e i laghi
Il sistema  montuoso <ul><li>A nord di Crotone c’è l’altopino della Sila con i suoi laghi  </li></ul><ul><li>Una natura fo...
<ul><li>La Sila viene divisa in Sila Grande e Sila Piccola culminate nel Monte Goriglione.A 1200m di quota prevalgono i ca...
<ul><li>L’ ambiente tipico è quello della fitta foresta; predominano il laricio, i faggi e  gli abeti. La fauna è molto in...
Isola Capo Rizzuto <ul><li>I n provincia di Crotone vi è   Isola di Capo Rizzuto, cittadina probabilmente di origine bizan...
<ul><li>A sud della baia di Crotone si estende la più grande riserva marina italiana: quella di Isola Capo Rizzuto. Il gio...
AMBIENTE Già da alcuni anni l'attività di rilevamento per stabilire il grado d'inquinamento del mare della Riserva ha dato...
Segue … Ai visitatori si offrono alcuni servizi particolarmente invitanti: corse sui battelli a fondo trasparente, per off...
Le bellezze del Mediterraneo La bellezza della flora e della fauna dell’area Marina protetta può essere ammirata nell’Acqu...
L’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”è affascinante e suggestiva perchè accoglie e mescola sapientemente storia e natura: ...
Segue … Al suo interno sono state individuate tre zone di Riserve Integrale,classificate come A e corrispondenti ai tratti...
<ul><li>Capo Rizzuto è un centro turistico di rilievo,situato sulla costa jonica della Calabria. </li></ul><ul><li>Sul ter...
<ul><li>Nel punto in cui sorge Capo Rizzuto, la costa calabra è molto rocciosa;le sue spiagge sono composte da sabbie fini...
<ul><li>Le Castella </li></ul><ul><li>Le fonti storiche attestano che le origini del borgo di Le Castella risalgono al per...
Le Castella un tempo....
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    1. 1. Gli alunni della classe IB dell'Istituto &quot;M.G. Cutuli&quot; presentano la loro città
    2. 2. <ul><li>Crotone Città portuale, capoluogo di provincia della Calabria; situata su un promontorio della costa del mar Ionio, nella vasta regione collinare del Marchesato. </li></ul><ul><li>Crotone ha un porto la cui importanza, nel recente passato, fu rilevante per via del centro industriale che possedeva notevoli impianti elettrochimici (produzione di fertilizzanti azotati, acido solforico, ammoniaca, zinco, cadmio). Esistono oggi </li></ul><ul><li>stabilimenti alimentari, del legno e della ceramica. La provincia, che comprende 27 comuni, è prevalentemente dedita all’agricoltura </li></ul><ul><li>(cereali, ulivo, vite). </li></ul>Crotone
    3. 3. Il Comune 9 ottobre   Giorno festivo: San Dionigi   Santo patrono: crotonesi  Nome abitanti : 88900 CAP : Cutro , Isola di Capo Rizzuto , Rocca di Neto , Scandale , Strongoli Comuni contigui : Papanice, Apriglianello, Carpentieri, Cipolla, Farina, Gabella Grande, Iannello, Maiorano, Margherita  Frazioni : 333,7 ab./ km² Densità : 60.517 Abitanti : 179,8 km² Superficie : 8 m s.l.m. Altitudine : Latitudine: 39° 5′ 0′′ N Longitudine: 17° 7′ 0′′ E Coordinate : Crotone Provincia : Calabria Regione : Italia Stato :
    4. 4. Crotone <ul><li>La città di Crotone sorge su un promontorio della costa ionica </li></ul>
    5. 5. La terra di Crotone I Il crotonese è una terra di grandi passioni dove i fuochi agricoli del periodo estivo mescolano il rosso con il nero, la zolla scura con la promessa del seme di grano. Qui la luce,poi, ha una sua profondità, una propria limpidezza. Illumina i luoghi ma anche i volti. Struttura le ombre pomeridiane, prepara il fondale delle notti afose, talvolta brezzeggiate dai refoli che entrano dall’immensa finestra mediterranea. Il paesaggio della provincia è solcato da fiumi e da fiumare di cui il principale è il Neto
    6. 6. <ul><li>Il Castello (1541), voluto dal viceré di Napoli per la difesa contro i turchi, dei secoli XVI-XVIII. </li></ul><ul><li>Il Duomo </li></ul>
    7. 7. La colonizzazione Greca Reggio, Sibari, Crotone e Locri furono i principali centri di irradiamento della civiltà magnogreca in Calabria, insediatasi nei secoli VIII e VII. Se in un primo tempo fu Sibari la città più ricca e potente, in seguito crebbe la fortuna di Crotone, anche grazie alla presenza del filosofo Pitagora. Il declino, dovuto a conflitti interni e alle pressioni esterne dei popoli italici, cominci ò nel IV secolo.. Le prime migrazioni dalla Grecia verso la Calabria si ebbero nella seconda metà del secolo VIII ad opera di popolazioni doriche, ma la prima colonia fu Reggio, fondata dagli Ionii che popolavano la prossima costa siciliana (744 a.C.); dopo probabili, se pure sporadici ed effimeri insediamenti, verso il 710 una prima corrente achea fondò Síbari, una seconda Crotone verso il 708.
    8. 8. Fondata da coloni achei verso il 710 a.C., l'antica Króton estese il suo territorio lungo la costa calabra, conquistò Sibari e fondò le colonie di Scillezio e Caulonia. Nella seconda metà del VI secolo a.C. ospitò il filosofo e matematico greco Pitagora, la cui attività culturale contribuì a rendere la città il più importante e potente centro della Magna Grecia. Nel 277 a.C. fu quindi conquistata dai romani che, nel 194 a.C., vi stabilirono una colonia, con la quale iniziò la sua decadenza. La storia
    9. 9. E ancora Crotone: Ieri&Oggi <ul><li>La città, il cui centro storico di impianto medievale è ancora in parte cinto da mura di varie epoche, conserva nel Museo archeologico statale notevoli reperti greci provenienti dal santuario di Era Lacinia, un complesso di edifici che sorgeva sul promontorio Lacinio, oggi detto capo Colonna perché del tempio dorico (VI o V secolo a.C.) dedicato alla dea resta solo una colonna con il basamento. Altri notevoli monumenti sono, fra l'altro, il Castello (1541), voluto dal viceré di Napoli per la difesa contro i turchi, e il Duomo, dei secoli XVI-XVIII. </li></ul>
    10. 10. <ul><li>Durante il Medioevo fu nuovamente un centro importante, grazie alla sua posizione strategica: divenne una piazzaforte bizantina e si sviluppò successivamente sotto i normanni , che ne ricostruirono le mura e ne migliorarono il porto; ma in seguito ebbe solo ruoli di rilievo storico locale. Passata sotto gli angioini, nel 1284 divenne feudo dei Ruffo, conti di Catanzaro, che ne svilupparono l'attività di porto e di centro commerciale, frequentato anche da mercanti veneziani. Incorporata nel XV secolo nel Demanio regio, decadde ancora fra il XVII e il XVIII secolo a causa di lotte interne e della malaria che infestava la zona. Passata sotto i Borbone, seguì da allora le sorti politiche della regione. </li></ul>
    11. 11. Busto di Pitagora. Attorno al filosofo greco Pitagora (qui raffigurato in un busto marmoreo conservato presso il Museo Capitolino di Roma) si radunò a Crotone, nella Magna Grecia, una numerosa comunità di seguaci, dediti a studi di filosofia, matematica, religione e astronomia. Dopo la sua morte, la sua dottrina conobbe ancora fecondi sviluppi a Taranto, presso la scuola di Archita (IV secolo a.C.). La scuola pitagorica ebbe una vasta influenza e le sue dottrine si diffusero, dal V secolo a.C., in altre città della Magna Grecia PITAGORA
    12. 12. Pitagora <ul><li>Pitagora (Samo 575 ca. - Metaponto 490 ca. a.C.), filosofo e matematico greco. Ereditò i temi dell'antica tradizione ionica di Talete, Anassimandro e Anassimene, e venne in contatto con la religione babilonese e con i culti misterici. </li></ul><ul><li>Pitagora attorno al 530 a.C. lasciò Samo per stabilirsi a Crotone, dove fondò una setta religiosa e politica di orientamento aristocratico e una scuola filosofica la cui attività contribuì a rendere la città il più importante centro della Magna Grecia. Pitagora quasi certamente non scrisse nulla: il suo pensiero e le sue dottrine, noti tradizionalmente con il nome di pitagorismo, ci sono giunti attraverso le opere dei discepoli. È pertanto difficile distinguere il loro contributo teorico dal nucleo originario, direttamente riconducibile al maestro. </li></ul>
    13. 13. Le Scoperte <ul><li>In geometria la grande scoperta dei pitagorici fu il teorema di Pitagora, il quale asserisce che nei triangoli rettangoli il quadrato costruito sull'ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati costruiti sugli altri due lati, o cateti. </li></ul><ul><li>Nell'ambito delle ricerche matematiche, i loro studi sui numeri pari e dispari, sui numeri primi e la scoperta dei numeri irrazionali furono fondamentali per la teoria dei numeri. Grazie a questi studi i pitagorici fondarono scientificamente la matematica. </li></ul>
    14. 14. Il Teorema di Pitagora È qui rappresentata la dimostrazione geometrica del teorema di Pitagora secondo cui, dato un triangolo rettangolo di cateti A e B e di ipotenusa C, vale la relazione A2 + B2 = C2. Le due figure sono quadrati di uguale area, ambedue contenenti quattro triangoli uguali. Rimuovendo i quattro triangoli da entrambe le figure, rimangono due superfici necessariamente uguali. L’espressione algebrica di tale uguaglianza è la tesi del teorema.
    15. 15. <ul><li>La colonna dorica superstite è un residuo del famoso tempio di Hera Lacinia.Costituiva il santuario nazionale di tutti i templi di Kroton. Il tempio era formato da 48 colonne; era coperto da tegole marmoree e protetto da un robusto recinto.Immensi erano i suoi tesori. </li></ul><ul><li>Unica superstite del maestoso tempio, di cui si narra fosse in oro, composta di 8 rocchi a venti scanalature piatte </li></ul><ul><li>Fino al terremoto del 1638 le colonne erano due; buona parte del basamento venne adoperato la costruzione del porto di Crotone </li></ul>La colonna
    16. 17. Diadema Aureo di Hera Lacinia <ul><li>Il Diadema Aureo venne ritrovato durante gli scavi sul Promontorio Lacinio (ora Capocolonna) insieme ad altri preziosi oggetti votivi che i pellegrini ed i credenti lasciavano al Tempio dedicato alla Dea Hera Lacinia. L'oggetto prezioso completamente in oro è lungo 37 cm ed alto 5 cm per un peso totale di 122,5 grammi, composto da una lamina in oro decorata a treccia lamine d'oro di foglie e bacche di mirto nella parte superiore e acero nella parte inferiore. Attualmente il gioiello è esposto presso Il Museo Archeologico Nazionale di Crotone . </li></ul>
    17. 18. <ul><li>La storia </li></ul><ul><li>La storia di Capo Colonna è legata alla storia di Crotone fin dalla sua fondazione avvenuta,ad opera degli Achei, attratti dal sito incantevole tra il 740 A.C. e il 718 A.C. </li></ul><ul><li>Sul promontorio Lacinio, luogo sacro, fu eretto il celeberrimo tempio di Hera Lacinia, dea greca Protettrice delle donne, dei pascoli e della fertilità, databile intorno al VI secolo A.C. che, oltre ad essere santuario, viene ricordato nelle fonti anche come centro di ristoro e riposo per i naviganti </li></ul>
    18. 19. <ul><li>Sul promontorio Lacinio sorge il santuario dedicato alla Madonna di Capo Colonna. </li></ul><ul><li>Le prime notizie sul santuario risalgono ai primi del 500. </li></ul>
    19. 20. <ul><li>Tradizioni </li></ul><ul><li>La Festa della Madonna di Capocolonna è una festa cattolica patronale in onore del quadro bizantino in cui è raffigurata la Vergine Maria con in braccio il bambin Gesù , ritrovato presso il promontorio di Capocolonna , dopo che venne gettato in mare dai Turchi nel corso di una delle loro scorrerie, non essendo riusciti a dargli fuoco, ma avendo con questo atto annerito l'immagine. Dal luogo di ritrovamento la Vergine è venerata con l'appellativo di Madonna di Capocolonna </li></ul>
    20. 21. Festa della Madonna di Capocolonna <ul><li>La festa in suo onore si svolge a maggio: il 30 aprile il quadro viene deposto dall'altare particolare della cattedrale di Crotone e posto a fianco dell'altare presso la navata centrale, il secondo giovedì del mese i fedeli si ritrovano per il rito del &quot;Bacio&quot;, in cui, successivamente alla messa , l'immagine viene baciata; il secondo sabato del mese viene portato in processione nelle vie della città fino a raggiungere l'Ospedale Civile, dove l' arcivescovo di Crotone o il parroco della cappella dell'ospedale tengono una breve preghiera di ringraziamento, e successivamente riaccompagnato in Cattedrale, che per l'occasione resta aperta fino a tarda ora. Il terzo mercoledì del mese viene aperta la fiera che si snoda lungo Viale Regina Margherita, presso il castello di Carlo V , costeggiando il porto commerciale, e presso lo stadio comunale Scida . Il terzo sabato del mese avviene il grande pellegrinaggio a Capo Colonna, promontorio distante circa 15 km dalla città, che si svolge durante tutta la notte, dopo che il quadro esce dalla basilica verso l'una di notte, salutato dai fedeli. Il dipinto arriva, in processione , prima presso il cimitero , durante la quale viene recitata un'omelia dal Vescovo della diocesi , successivamente riprende il cammino ed arriva a Capo Colonna alle prime luci dell'alba, e ivi risiede per tutta la giornata di domenica. Sul far della sera questo viene imbarcato e portato via mare al porto turistico di Crotone, salutato al suo rientro da fuochi artificiali. </li></ul>
    21. 22. Artigianato <ul><li>Fra Ceramica e Pizzi Nella provincia crotonese vi sono produzioni artigianali appartenenti alla tradizione locale. In passato ve ne erano di più, alcune si sono mantenute nel tempo anche se sono esempi isolati che tuttavia sono indice di desiderio di conservazione delle proprie origini. In passato vi era la lavorazione della ceramica, molto frequente: la ceramica rappresentava uno di quegli oggetti di valore che appartenevano alla cultura del territorio. Oggi si mantiene ma sono esempi di cultura domestica poiché oggiè la produzione seriale dell'industria italiana a prevalere. Rimane ancorata una forte tradizione artigianale che si è quasi persa nelle zone cittadine ma che produce ottimi risultati nei comuni della provincia e nei paesi, ed è la lavorazione dei pizzi e dei merletti. Assolutamente da visitare è Zikaron, presente nella città di Crotone, un laboratorio sito in Corso Mazzini, che unisce la produzione artigianale di pizzi e merletti e altri oggetti di tradizione come album,addobbi e bauli, alla vendita di strumenti di religiosità cristiana come leggii, ceri e Bibbie, tutto per i momenti di lettura e di devozione cristiano-cattolica. </li></ul>
    22. 23. L'Oreficeria magno-greca <ul><li>L'arte orafa costituisce il settore più importante dell'artigianato crotonese. Gli abili maestri locali utilizzano tecniche millenarie per realizzare gioielli di straordinaria bellezza, ispirati agli usi e ai costumi della gente bruzia, alla civilta' magno-greca, all'arte bizantina e alla cultura albanese. Vengono cosi' prodotti pezzi unici, molto curati nei dettagli e nelle rifiniture: splendidi anelli, spille con pietre dure, bracciali in oro inciso e battuto, gioielli in corallo scolpito, orecchini con smeraldi e perline, incantevoli </li></ul><ul><li>collane, ma anche pettini e occhiali in tartaruga, oro e perle. Di grande interesse inoltre la lavorazione dell'argento, con il quale si ottengono bellissimi utensili che si richiamano alla cultura popolare, e la realizzazione di oggetti sacri. L'interesse per l'oreficeria crotonese rimane tuttora invariato perché è una tradizione che viene da lontano, una tradizione conservata e inalterata, rimasta nella mentalità e nella credenza popolare. </li></ul>
    23. 24. Gerardo Sacco <ul><li>Nato a Crotone, Gerardo Sacco intraprende fin da giovanissimo l'antico mestiere d'orafo, percorrendo, a partire dal 1966, tutte le tappe più significative dell'affermazione e del successo sia a livello nazionale che internazionale. Svolge la sua attività a Crotone dove ha sede quella che egli stesso ama definire la sua &quot;bottega&quot;, per rilevare il carattere artigianale e permanentemente creativo della lavorazione dell'oro, dell'argento e delle pietre preziose. In realtà, la &quot;bottega&quot; di Gerardo Sacco rappresenta </li></ul><ul><li>oggi una moderna azienda dal marchio conosciuto in tutto il mondo, dotata di una qualificata struttura produttiva e di un'efficiente organizzazione commerciale. Le produzioni firmate Gerardo Sacco costituiscono una realtà assolutamente originale ed atipica, difficilmente etichettabile dalla critica e dagli esperti all'interno di una sola categoria. Gerardo Sacco spazia continuamente, con rigore quasi scientifico, alla </li></ul><ul><li>ricerca e alla riscoperta delle affascinanti tracce del passato, traendo continua ispirazione dall'arte &quot;Magno - Greca&quot; e &quot;Bizantina&quot;, &quot;Rinascimentale&quot;, &quot;Barocca&quot; e &quot;Decò&quot;. Le sue opere, nel tempo, lo hanno reso un vero e proprio archeologo che riporta alla luce e recupera a piena vita lavorazioni, tecniche, forme e materiali propri di quel crocevia di culture che la Magna Grecia ha rappresentato nella storia delle antiche civiltà del Mediterraneo. Le creazioni orafe di Gerardo Sacco per il cinema e per il teatro sono oggetti preziosi per realizzazione artistica, bellezza di pietre, ricerca ed elaborazione storica e, quindi rappresentano un unicum, in quanto frutto d'arte autentica, raffinata e rara. </li></ul>
    24. 25. <ul><li>Per anni Gerardo Sacco si è fatto conoscere ed apprezzare come creatore di gioielli unici ed esclusivi; oggi la produzione è articolata in una più ampia gamma di prodotti e fascia di prezzi e si propone al pubblico con una maggiore varietà di scelta, sintetizzata in due linee: i gioielli e gli argenti. I gioielli sono realizzati in oro 750% e gemme naturali, con monete o maschere che si ispirano ad antiche culture e sono il frutto di ricerche stilistiche, ricche di fascino e contenuti storici, il cui valore artistico ha anche valenze simboliche e religiose. Gli argenti traggono ispirazione e fonte inesauribile dalla cultura contadina: le giare, i bracieri, le fiscelle, le lumere e le brocche, in paglia o terracotta secondo la tradizione, sono ridisegnati e foggiati in argento, conservando intatta la loro peculiarità artigianale. Infine, dedicata alle giovani acquirenti, è stata realizzata in argento 925% un'accattivante linea di monili, i cui decori evocano antichi simboli o misteriosi amuleti, propiziatori di fortuna secondo la tradizione esoterica e le credenze popolari. </li></ul>
    25. 26. Contarino Orafo <ul><li>È un giovane artista crotonese, formatosi alle più illustri e accreditate scuole artigiane di oreficeria della città di Pitagora. Il solido bagaglio di cultura classica e l'esperienza acquisita nel corso degli anni, gli hanno consentito, con un lavoro minuzioso ed estremamente accurato, di raggiungere forme espressive sempre più raffinate edeleganti, capaci di suscitare l'ammirazione di una clientela esigente e di classe. Il fascino e il valore delle sue creazioni, alle quali ha saputo infondere la sapienza di una tradizione antica, sono il risultato dell'abilita' e della duttilità estrema con cui l'artista plasma l'oro e le pietre preziose, fino a trasformarle in qualcosa d'eterno. Di superba bellezza la produzione di pendenti e collane realizzati con oro, perle, smeraldi e rubini. Raffinato il taglio, e di grande effetto la lavorazione ritorta e graffita delle maglie auree. </li></ul>
    26. 27. Preziosi monili degli orafi Corrado e Mongiardo
    27. 28. <ul><li>Crotone e il suo territorio hanno una cucina povera, ma di sapore robusto, con l’uso frequente di peperoncino piccante e di prodotti spontanei come: asparagi, cicoria, cipolline selvatiche, finocchio aromatico ecc.. Sua peculiarità è la “provvista” cioè l’uso delle massaie di preparare in casa particolari conserve da usare poi sia come antipasti sia per arricchire piatti locali, che evitano di riportare, perché concessi a quasi tutta la Calabria. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Conserve: </li></ul><ul><li>Sarza : passata di pomodoro aromatizzata con basilico conservata in vetro sterilizzata per bollitura. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Conserva : passata di pomodori e peperoncini piccanti rossi, bolliti assieme e conservati come sopra. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Pomodori sicchi : pomodori tagliati a metà, salati ed asciugati al sole, conservati in vasetti con olio, basilico, aglio, peperoncino, capperi e acciughe. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Pipi salati : peperoni tondi verdi, tagliati a metà e conservati sotto sale e sotto pepe assieme a qualche fetta di melanzane e pomodori verdi. </li></ul>Le ricette della Calabria Le ricette della Calabria
    28. 29. PARMIGIANA DI MELENZANE E PATATE <ul><li>INGREDIENTI: </li></ul><ul><li>- 3 grandi melanzane - mezzo  Kg. di patate - formaggio parmigiano - provola - pane grattugiato fatto in casa - sugo semplice </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Tagliare le melanzane a fette un po' grosse , salarle e mettere sotto peso per una notte friggerli , sbucciare le patate in modo un po' grosse  e friggerli un po' nel frattempo fare il sugo semplice. Prendere una teglia mettervi un po' di sugo , fare il primo strato di melanzane riempirla con provola , pane grattugiato, formaggio e il sugo , il secondo strato con le patate a fette e fare lo stesso procedimento con provola , pane grattugiato , formaggio, e sugo ,di nuovo un altro strato di melanzane , con provola ,pane grattugiato , formaggio , sugo , un altro di patate, riempire ,e in  fine fare l'ultimo di melanzane coprire con il sugo e formaggio parmigiano e mettere in forno  a (180)° gradi, per circa mezzora. </li></ul>
    29. 31. ALICI A PURPETTE (polpette di alici) PIPI E PATATE (peperoni e patate) <ul><li>INGREDIENTI </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>- alici - formaggio pecorino grattugiato - uova - sale - prezzemolo </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Diliscare le alici e privarle delle teste; rosolarle leggermente in padella; tritarle con la forchetta ed aggiungere gli altri ingredienti. Quando tutto sarà amalgamato fare delle polpette, passarle nella farina e friggerle in olio bollente </li></ul><ul><li>INGREDIENTI: </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>- ½ Kg di peperoni tondi verdi piccanti - 1 Kg di patate - 1 pomodoro - sale - olio d'oliva </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Tagliare i peperoni a quattro e soffriggerli con olio e sale in una padella coperti a fuoco lento per 5 minuti. Aggiungere le patate tagliate a fette poco spesse e lasciare cuocere, rimestando spesso e sempre ricoprendo. A fine cottura aggiungere un pomodoro tagliato a pezzi e consumare a fuoco vivo rimestando </li></ul>
    30. 32. <ul><li>INGREDIENTI: </li></ul><ul><li>4 uova intere </li></ul><ul><li>2 tuorli </li></ul><ul><li>200 gr. di olio di oliva </li></ul><ul><li>1 kg di farina </li></ul><ul><li>300 gr. di zucchero </li></ul><ul><li>2 bustine di lievito </li></ul><ul><li>buccia grattuggiata di 2 limoni </li></ul><ul><li>latte quanto basta </li></ul><ul><li>4 uova da inserire sul dolce &quot;incastonate&quot; </li></ul><ul><li>confettini colorati per decorare </li></ul><ul><li>È un dolce tipico della tradizione pasquale calabrese, antichissimo, la sua origine si perde nella notte dei tempi. è considerato ben augurante e molto festoso. </li></ul>PREPARAZIONE Miscelate gli ingredienti per ottenere un impasto sodo ed elastico, usando del latte per ottenere questo scopo. Quando l'impasto è pronto formate una ciambella e incastonateci sopra le uova (lavate il guscio molto accuratamente)intere, senza romperle. Il dolce va cotto in forno a 180°C per 45 minuti circa. Volendo invece di fare un solo dolce grande ne potete fare 4 più piccoli. Una volta che il dolce o i dolci sono cotti va fatta la cosiddetta &quot;annaspratura&quot;, montate a neve 2 albumi, aggiungete poco zucchero e qualche goccia di limone e spennellate il dolce, prima che l'annaspro si asciughi metteteci sopra i confettini colorati. ricetta
    31. 33. Il pecorino crotonese <ul><li>Il Pecorino Crotonese è un formaggio stagionato a pasta semicotta e dura a media o lunga maturazione. Ha una forma cilindrica, impressa dal canestro in cui viene posta la cagliata, con piatto che si unisce allo scalzo gradualmente. L’altezza dello scalzo è compresa tra i 7 e gli 11 cm, il diametro del piatto tra i 16 e i 20 cm. Nella pezzatura tradizionale il peso è di 2.5 kg. Il colore della crosta varia dal giallo ocra al marrone, mentre il colore della pasta varia dal bianco al giallo paglierino intenso e presenta una minima occhiatura da cui escono lacrime di grasso, se stagionato. Il sapore è inconfondibile. Estremamente saporito, a tratti quasi piccante nelle forme stagionate, più gentile al palato nelle forme meno stagionate. La stagionatura può andare da un minimo di 4 mesi fino a raggiungere i 2 anni. </li></ul><ul><li>Olfattivamente si avverte un lieve sentore di latte di pecora legato armonicamente ad altri odori, quali fieno, erbe mature, nocciola tostata e a volte sentore di fumo </li></ul><ul><li>Una delle più antiche fonti storiche che documentano l’arte di prepararlo risale al 1759. Curiosi sono anche i libri contabili di un latifondista del 1800, che testimoniano l’entità della produzione di questo formaggio immancabile nel pasto dei contadini: nel 1839, leggiamo, ne vennero prodotte oltre centodiecimila forme . </li></ul>
    32. 34. POMODORI SECCHI SOTT'OLIO <ul><li>   Ingredienti: Pomodori - origano - peperoncino piccante - aglio - sale - olio extravergine d'oliva. Preparazione: Come prima cosa bisogna tagliare a metà i pomodori (verticalmente) e si mettono ad asciugare al sole lasciandoli fino a quando non sono completamente secchi. Terminata questa prima procedura non resta che mettere tra le due parti di ciascun pomodoro secco un pezzettino d'aglio e disporli a strati con origano e peperoncino piccante in vaso di creta o di vetro. Pressateli fortemente con l'aiuto di un cucchiaio, copriteli d'olio d'oliva e lasciateli riposare almeno per 1 mese. </li></ul>
    33. 35. Bucatini con la mollica <ul><li>Tempo di cottura: 15 minuti </li></ul><ul><li>Ingredienti, dosi per 4 persone: </li></ul><ul><li>sale: </li></ul><ul><li>pepe: </li></ul><ul><li>acciughe sotto sale: 5 </li></ul><ul><li>olio d'oliva: </li></ul><ul><li>bucatini: 400 g </li></ul><ul><li>pane secco scuro grattugiato: 100 g </li></ul><ul><li>Preparazione: Dissalare e diliscare le acciughe e farle disfare in poco olio; devono sciogliersi a fuoco bassissimo. Lessare la pasta in abbondante acqua non molto salata. Poco prima di scolarla versare in un tegamino un poco di olio, farlo scaldare e poi tostarvi il pane. Scolare i bucatini e condirli prima con il pane, mescolando bene, e poi con il condimento di acciughe e una macinata di pepe nero. Servire senza formaggio. </li></ul><ul><li>  </li></ul>
    34. 36. Il vino <ul><li>I vitigni che concorrono in misura diversa per la produzione del Cirò nelle sue diverse tipologie, sono il gaglioppo, il greco bianco e trebbiano toscano. Vediamo in dettaglio le caratteristiche di ognuno di questi vitigni. Gaglioppo Conosciuto anche come magliocco o mantonico nero, se ne nota la presenza anche in altre regioni italiane quali l'Abruzzo, la Campania, l'Umbria e le Marche. In Calabria è pesantemente utilizzato anche per la produzione di vini diversi dal Cirò e sparsi in tutta la regione. La particolarità del terreno calabrese, siccitoso e aspro, fornisce il microclima che più è idoneo per questo vitigno, fra l'altro molto resistente e caratterizzato da una maturazione abbastanza precoce. E' un vitigno a bacca rossa e il vino che se ne ricava presenta una forte gradazione alcolica (supera spesso i 14 gradi) con un notevole corpo. Il colore del vino ottenuto è rosso rubino intenso con profumi vinosi, quando il vino è giovane, che col tempo si evolvono in un ricco bouquet. Con queste caratteristiche possiamo dire che il vino ottenuto da uve gaglioppo si presta bene all'invecchiamento anche di sei-otto anni. Greco bianco Furono probabilmente i Pelagi ad importare questo vitigno dalla Tessaglia, in Grecia, e lo diffusero nelle zone del sud d'Italia di loro influenza. Sono numerosi i vini che sono generati da questo vitigno e sono tutti vini che hanno una notevole storia alle spalle. Fra tutti ricordiamo il Greco di Tufo, nell'avellinese, l'Erbaluce, prodotto in provincia di Novara e il Lacryma Christi prodotto alle pendici del Vesuvio. Leggenda vuole che il &quot;Greco di Bianco&quot; noto anche come &quot;Greco di Gerace&quot;, il più prestigioso e famoso vino attualmente ricavato da uve greco, abbia fornito il vigore necessario ai soldati locresi per sconfiggere l'esercito di Crotone, 10 volte superiore, nella battaglia sul fiume Sagra combattuta nel 560 a.C. Sicuramente questo è il vino di cui si ha più antica testimonianza. Il vino ottenuto da uve greco ha colore giallo paglierino più o meno intenso con tendenza al dorato e riflessi ambrati, di profumo caratteristico di frutta secca, sapore morbido e armonico, da bere giovane e comunque possibilmente entro i due anni. Trebbiano toscano Il trebbiano toscano partecipa in misura molto ridotta alla produzione di Cirò. E' un vitigno, comunque, fra i più diffusi in Italia, presente nella composizione di moltissimo vini doc, sia bianchi che rossi. La sua adattabilità alle diverse tipologie di terreno e condizioni climatiche; la sua notevole produttività e le caratteristiche del vino che se ne deriva, cioè sufficientemente neutro da poter essere utilizzato in unione con altri vini di più forte personalità, sono i fattori pricipali che determinano la sua vasta diffusione. </li></ul>
    35. 37. La montagna e i laghi
    36. 38. Il sistema montuoso <ul><li>A nord di Crotone c’è l’altopino della Sila con i suoi laghi </li></ul><ul><li>Una natura forte e rigogliosa, a tratti ancora selvaggia e incontaminata, è ciò che caratterizza la montagna calabrese. Il territorio montuoso di questa regione è molto esteso. Al centro si può ammirare l'altopiano della Sila: popolato da imponenti boschi di faggi e di pini larici, alti anche sino a quaranta metri, che danno vita a vere e proprie foreste come quella di Fallistro, che ne racchiude gli esemplari più maestosi, intervallate da innumerevoli laghi quali: Ampollino, Passante, Arvo, e da limpidi e trasparenti torrenti. Nonostante le sue vette non siano altissime d' inverno, è possibile praticare lo sci di fondo sulle piste attrezzate. Le Serre, poste tra la Sila e l' Aspromonte, si articolano in due opposte e poco elevate catene montuose, che si contraddistinguono per la prevalenza di folti boschi di abete bianco. Il sistema montuoso calabrese si conclude con l' Aspromonte, posto all' estremità della penisola italiana esso appare come una colossale piramide, circondata dal mare, che si innalza fino a duemila metri. </li></ul>
    37. 39. <ul><li>La Sila viene divisa in Sila Grande e Sila Piccola culminate nel Monte Goriglione.A 1200m di quota prevalgono i castagni, con faggi e antoni;. Il clima è caratterizzato da estati fresche e inverni rigidi. </li></ul>La Sila
    38. 40. <ul><li>L’ ambiente tipico è quello della fitta foresta; predominano il laricio, i faggi e gli abeti. La fauna è molto interessante: </li></ul><ul><li>include lupi e caprioli.Tra gli uccelli vi sono alcune specie assai rare come il picchio nero, l’aquila del Bonelli, l’astore, il falco pellegrino e il gufo reale. </li></ul>parco nazionale
    39. 41. Isola Capo Rizzuto <ul><li>I n provincia di Crotone vi è Isola di Capo Rizzuto, cittadina probabilmente di origine bizantina, nel 1517 fu distrutta dai turchi e poi subito ricostruita. Negli ultimi decenni ha registrato un forte sviluppo turistico. Abitanti: 12.768 (1998). </li></ul>
    40. 42. <ul><li>A sud della baia di Crotone si estende la più grande riserva marina italiana: quella di Isola Capo Rizzuto. Il gioiello ittico della Riserva è il pesce pappagallo,con il suo cromatismo unico, assolutamente particolare nei fondali calabresi. Sorprende l’estensione delle praterie di Posidonia oceanica, la cui escursione va da 1 a 35 metri di profondità. Per i sommozzatori questo specchio d’acqua è un documentario che abbonda di sensazioni e di incanto. La provincia è marcata da uno stretto rapporto tra costa e montagna. Naturalmente Crotone è una delle poche geografie turistiche a godere di questo speciale “park to park” . Dal parco marino si risale al parco nazionale della Calabria, dall’ambiente mediterraneo si giunge in un clima euro-alpino. </li></ul>
    41. 43. AMBIENTE Già da alcuni anni l'attività di rilevamento per stabilire il grado d'inquinamento del mare della Riserva ha dato risultati confortanti: tutte le specie vivono indisturbate e libere di riprodursi in habitat.. La Riserva Naturale Marina, oltre al prioritario aspetto della preservazione ambientale, manifesta l'esigenza di salvaguardare anche le vocazioni di sviluppo economico del territorio che si affaccia sullo specchio del mare protetto, uno sviluppo evidentemente compatibile con la necessaria tutela dell'ambiente. Continua …
    42. 44. Segue … Ai visitatori si offrono alcuni servizi particolarmente invitanti: corse sui battelli a fondo trasparente, per offrire la possibilità anche a chi non si immerge di osservare gli splendidi fondali; l'acquario, dove sono esposti gli esemplari delle specie marine ed i centri di accoglienza di Crotone e Le Castella dove si offre al visitatore la possibilità di visionare mostre di fotografie e ricevere pubblicazioni specializzate. Si possono inoltre effettuare escursioni in barca a vela e attività di pesca-turismo.
    43. 45. Le bellezze del Mediterraneo La bellezza della flora e della fauna dell’area Marina protetta può essere ammirata nell’Acquarium di Capo Rizzuto.Vieni a visitare le venti vasche che ospitano pesci e organismi marini del nostro mare ed attraverso visite guidate puoi osservare i colori,le abitudini e scoprire alcune curiosità sulla preziosa vita del nostro mare. Occhiate, salpe, anemoni di mare, saraghi, cernie sono i graditi ospiti del nostro Acquarium, dotato di una sala multimediale,dove puoi approfondire,con l’ausilio di proiezioni e filmati, percorsi didattici e studi specifici. L’acquarium è anche Centro di Educazione all’Ambiente Marino,dove vengono sviluppate iniziative di educazione ambientale al fine di diffondere tra i giovani una rinnovata coscienza ambientalista
    44. 46. L’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”è affascinante e suggestiva perchè accoglie e mescola sapientemente storia e natura: è infatti uno scorcio di mare nel Mediterraneo caratterizzato dalla varietà degli ambienti naturalistici e dalla particolare geomorfologia della costa. L’istituzione dell’area protetta consegue un duplice obbiettivo:la preservazione di un tratto di costa unico dal punto di vista ambientale,contradistinto per oltre 40 km da una lunga teoria di piccole insenature. L’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto” è affascinante e suggestiva perchè accoglie e mescola sapientemente storia e natura: è infatti uno scorcio di mare nel Mediterraneo caratterizzato dalla varietà degli ambienti naturalistici e dalla particolare geomorfologia della costa. L’istituzione dell’area protetta consegue un duplice obbiettivo:la preservazione di un tratto di costa unico dal punto di vista ambientale,contradistinto per oltre 40 km da una lunga teoria di piccole insenature. Continua … La Riserva Marina di Capo Rizzuto
    45. 47. Segue … Al suo interno sono state individuate tre zone di Riserve Integrale,classificate come A e corrispondenti ai tratti di mare circostanti CAPO COLONNA e CAPO CIMITI, al tratto di mare antistante CAPO BIANCO, nelle quali è previsto un regime di tutela più rigido. In zona A, di Riserva Integrale, sono vietate, la balneazione, le immersioni subacque con e senza autorespiratore,la navigazione e l’accesso con navi,imbarcazioni e natanti di qualsiasi genere o tipo, l’ancoraggio, l’ormeggio, la pesca professionale.
    46. 48. <ul><li>Capo Rizzuto è un centro turistico di rilievo,situato sulla costa jonica della Calabria. </li></ul><ul><li>Sul territorio sono state rinvenute tracce di insediamenti umani ,che risalgono a circa 5 milioni di anni A.C. </li></ul><ul><li>Isola è favorita a causa del suo clima e dal suo ambiente in particolare </li></ul>
    47. 49. <ul><li>Nel punto in cui sorge Capo Rizzuto, la costa calabra è molto rocciosa;le sue spiagge sono composte da sabbie fini di un suggestivo colore rosso-arancione </li></ul>
    48. 50. <ul><li>Le Castella </li></ul><ul><li>Le fonti storiche attestano che le origini del borgo di Le Castella risalgono al periodo del soggiorno forzato(204 A.C.)del celeberrimo condottiero cartaginese Annibale. </li></ul><ul><li>Il nome tramandato al plurale”Le Castella”, </li></ul><ul><li>è dovuto all’esistenza di alcuni castelli sparsi sulla costa; tale tesi è convalidata dalla presenza di resti delle antiche mura. </li></ul><ul><li>Le particolarità del castello Aragonese è la sua posizione, </li></ul><ul><li>situato su un isolotto collegato alla spiaggia da un lembo di terra si erge maestoso agli occhi di chi lo ammira </li></ul><ul><li>La fortezza appare in modo di pianta irregolare, probabilmente costruita intorno ad una preesistente fortificazione. </li></ul><ul><li>L’origine di Le Castella si perde nel tempo, attestata fino al 1500 di tre isolotti non lontani dalla terra ferma che avrebbe trattenuto per lungo tempo l’eroe Ulisse </li></ul>
    49. 51. Le Castella un tempo....
    50. 52. ...e adesso!!! fine

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