6   Vettori E Matrici
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6   Vettori E Matrici 6 Vettori E Matrici Presentation Transcript

  • INFORMATICA Tipi strutturati
  • Tipi strutturati
    • I tipi considerati finora hanno la caratteristica comune di non essere strutturati: ogni elemento è una singola entità.
    • Se il programma deve trattare collezioni di dati, anche se sono dello stesso tipo, a ognuno deve essere associato un identificatore.
    • Supponendo di dover gestire le paghe in una ditta di 3000 dipendenti sarebbe necessario definire 3000 variabili diverse, del tipo: operaio1 , operaio2 , ...., impiegato1 , impiegato2 , ....., ecc.
  • Tipi strutturati
    • I linguaggi ad alto livello permettono di ovviare a questo inconveniente con i tipi strutturati, caratterizzati sia dal tipo dei loro componenti che dai legami strutturali tra i componenti stessi, cioè dal metodo di strutturazione.
    • Il linguaggio C, anche in questo caso, si presenta ambivalente: permette di creare dati aggregati, senza peraltro che questi costituiscano dei tipi nell'accezione classica.
    • Infatti l'organizzazione strutturale dei dati e le modalità di accesso ai singoli elementi che costituiscono la struttura non vengono nascoste all'utente, che invece può interagire con esse in piena libertà.
  • Vettori
    • Il vettore è una collezione di variabili tutte dello stesso tipo (detto appunto tipo base ) di lunghezza prefissata .
    • Questa collezione di variabili è individuata da un unico nome , il nome appunto del vettore.
    • Ogni elemento del vettore è detto componente ed è individuato dal nome del vettore seguito da un indice posto tra parentesi quadre, così:
    • nome[indice]
    • L' indice può essere solo di tipo intero o enumerato e determina la posizione dell'elemento nel vettore.
  • Vettori
    • L'intervallo dei valori assunti dall' indice determina la dimensione del vettore, che deve essere limitata .
    • Definizione generale di vettore :
    • tipo_componente nome_vettore [numero_componenti];
    • tipo_componente può essere un qualunque tipo semplice,
    • nome_vettore è il nome da attribuire al vettore,
    • numero_componenti , racchiuso tra parentesi quadre , è il numero di elementi che costituiscono il vettore e pertanto deve essere un intero o un'espressione costante di tipo intero.
  • Vettori
    • L' indice del vettore può assumere valori compresi tra 0 e numero_componenti – 1 .
    • L' indice corrisponde pertanto alla posizione nel vettore dell’elemento a cui è associato, rispetto al primo.
    • Gli elementi del vettore sono memorizzati in celle di memoria contigue (successive)!
    Vettore a (di 5 elementi): a[0] a[1] a[2] a[3] a[4]
  • Vettori
    • Esempi di definizioni di vettore:
    • #define NUM_MATERIE 20
    • char s[8];
    • double giornate[167];
    • int voti_ottenuti[NUM_MATERIE];
    • La variabile s è un vettore di 8 elementi: equivale alle 8 variabili di tipo char: s[0] , s[1] , s[2] , s[3] , s[4] , s[5] , s[6] , s[7] .
    • La variabile giornate è un vettore di 167 elementi di tipo double il cui indice può variare tra 0 e 166 .
    • La variabile voti_ottenuti è un vettore di 20 elementi di tipo intero il cui indice può variare tra 0 e 19 .
  • Inizializzazione di un vettore
    • E’ possibile assegnare un valore iniziale ad un vettore al momento della sua definizione.
    • L’operazione consiste nell’indicare i valori degli elementi del vettore separati tra loro da virgola.
    • Sintassi (per un vettore di N elementi):
    • = {<valore_0>, <valore_1>, ..., ,<valore_N-1>};
    • Esempio:
      • int lista[4] = { 2, 0, -1, 5 };
  • Inizializzazione di un vettore
    • NOTA: se vengono specificati meno di N elementi, l’inizializzazione comincia comunque a partire dal primo valore e lascia non assegnati i rimanenti.
    • Esempi:
    • int s[4] = {2, 0, -1}; /* s[0]=2, s[1]=0, s[2]=-1, s[3]=? */
    • char p[5] = {‘a’, ‘b’, ‘c’};
    • /* p[0]=‘a’, p[1]=‘b’, p[2]=‘c’, p[3]=? , p[4]=? */
    • double d[2] = {2.56}; /* d[0]=2.56, d[1]=? */
  • Vettori e indici
    • L’indice, che definisce la posizione di un elemento di un vettore, DEVE essere rigorosamente un intero!
    • Può ovviamente anche essere un’espressione, più o meno complessa, purché con risultato intero.
    • Esempio:
      • double x, a[30]; /* a vettore di double */
      • int i, j, k;
      • .............
      • x = a[2*i+j-k]; /* espressione aritmetica per l’indice */
  • Vettori e cicli
    • I cicli sono particolarmente utili per “scandire” un vettore.
    • Utilizzo tipico: applicazione iterativa di un’operazione sugli elementi di un vettore.
    • Schema:
      • int data[10], ind;
      • .............
      • for (ind=0; ind<10; ind++)
      • {
        • elaborazione dell’elemento data[ind]
      • }
    • Ad ogni ciclo è interessato l’elemento individuato dall’indice ind .
    • Se invece si deve ricercare un particolare elemento di un vettore è il while che si presta più opportunamente alla necessità:
      • #define FALSO 0 /* “creazione” del tipo logico mancante in C */
      • #define VERO 1
      • ………… ..
      • int vett[1000], ind, numero;
      • short int trovato;
      • .............
      • ind = 0; /* devo gestire io l’indice! */
      • trovato = FALSO; /* flag associato al ritrovamento dell’elemento */
      • while ( !trovato && (ind < 1000))
      • /* condizione di fine ciclo: o l’ho trovato o sono giunto a fine vettore */
      • {
        • if (vett[ind] == numero)
        • trovato = VERO;
        • …………… /* trovato l’elemento: elaborazioni del caso */
        • else
        • ind++; /* non è questo elemento: aggiorna l’indice */
      • }
    Vettori e cicli
  • Vettori
    • Non ci sono operatori che agiscono sul vettore nel suo complesso: non è lecito pertanto l'assegnamento di un vettore ad un altro vettore.
    • Se vett_x e vett_y sono vettori, l'istruzione:
    • vett_x = vett_y;
    • è errata anche se vett_x e vett_y sono dello stesso tipo.
    •  
    • Per trasferire un vettore in un altro occorre copiare un elemento per volta.
  • Vettori
    • Esempio: copia il vettore vett_iniz nel vettore vett_fin
    • #include <stdio.h>
    • #define NUMDATI 5
    • int vett_iniz[NUMDATI] = {11, -2, -63, 4, 15};
    • int vett_fin[NUMDATI], indice;
    •  
    • main()
    • {
    • for (indice = 0; indice < NUMDATI; indice++)
    • vett_fin[indice] = vett_iniz[indice];
    • }
  • Vettori
    • Sugli elementi del vettore agiscono gli operatori previsti per il tipo_componente . Pertanto è lecito scrivere:
    • valor_fin = vett_x[m1] + vett_y[m2];
    • purché, naturalmente, valor_fin , il vettore vett_x e il vettore vett_y siano tutti dello stesso tipo.
    • Il tempo necessario per accedere a un elemento di un vettore è indipendente dal valore dell'indice: il vettore è pertanto una
    • struttura ad accesso casuale
  • Esempio
    • Leggere 10 valori da tastiera e memorizzarli in un vettore; quindi calcolarne il minimo ed il massimo.
    • Pseudocodice:
      • Con un indice ind che varia tra 0 e 9:
        • legge un dato e lo salva in vettdati[ind] ;
      • Inizializzo la variabile massimo e la variabile minimo col primo elemento del vettore vettdati[0] ;
      • Con un indice ind che varia tra 1 e 9:
        • se vettdati[ind] è più grande di massimo :
        • massimo vettdati[ind] ;
        • altrimenti se vettdati[ind] è più piccolo di minimo :
      • minimo vettdati[ind] ;
      • Visualizza massimo e minimo
  • Esempio
    • #include <stdio.h>
    • #define NUMDATI 10
    •  
    • main()
    • {
    • int minimo, massimo, ind;
    • int vettdati[NUMDATI];
    • /* lettura dei dati */
    • for (ind = 0; ind < NUMDATI; ind++)
    • {
    • printf (&quot; Introduci vettdati[%d]: &quot;, ind);
    • scanf (&quot;%d&quot;, &vettdati[ind]);
    • }
  • Esempio
    • /* cerca il massimo e il minimo */
    • massimo = vettdati[0];
    • minimo = vettdati[0];
    • for (ind = 1; ind < NUMDATI; ind++)
    • {
    • if (vettdati[ind] > massimo)
    • massimo = vettdati[ind];
    • else
    • {
    • if (vettdati[ind] < minimo)
    • minimo = vettdati[ind];
    • }
    • }
    • printf (“ Il massimo è %d e il minimo è %d &quot;, massimo, minimo);
    • }
  • Esempio
    • Scrivere un programma che legga un numero decimale positivo minore di 1024 e lo converta nella corrispondente codifica binaria.
    • Analisi
      • Per convertire in binario puro un numero decimale occorre eseguire una sequenza di divisioni per 2 prendendo i resti (0 oppure 1): occorre dunque un vettore per memorizzare questi resti.
      • Poiché i numeri devono essere compresi tra 0 e 1023 sono sufficienti 10 bit: il nostro vettore sarà pertanto lungo 10 elementi e in ogni elemento memorizzeremo una cifra.
  • Esempio
      • Analisi (continua):
      • I resti ottenuti dalle divisioni per 2 vanno però letti al contrario, conviene pertanto riempire il vettore a partire dall’ultimo elemento.
      • Per eseguire le divisioni per due è intuitivo che conviene servirsi di un ciclo il quale, ad ogni iterazione, calcola un nuovo bit (resto della divisione per 2).
      • for o while ? È pressochè indifferente usare un ciclo for o un ciclo while : occorre però che le inizializzazioni delle variabili siano adattate al ciclo prescelto.
      • Se usiamo il for avremo come “dato-guida” del ciclo l’indice del vettore;
      • Se usiamo il while il “dato-guida” sarà il resto delle divisioni per 2.
  • Esempio (con while)
    • #include <stdio.h>
    • main()
    • {
    • int ind, numero, num;
    • int binario[10];
    •   /* inizializza il vettore risultato con tutti zeri */
    • for (ind = 0; ind < 10; binario[ind++]=0);
    • /* equivale a : for (ind=0; ind<10; ind++)
    • binario[ind] = 0; */
    • printf (“ Introduci un numero intero positivo minore di 1024: &quot;);
    • scanf (&quot;%d&quot;, &numero);
  • Esempio (con while)
    • if ((numero >= 0) && (numero < 1024))
    • {
    • num = numero; /* num è il “dato-guida” del ciclo */
    • ind = 9;
    • while (num != 0) /* finché num è diverso da 0! */
    • {
    • binario[ind] = num % 2; /* calcola un nuovo bit */
    • num /= 2; /* aggiorna num per il prossimo ciclo */
    • ind--; /* aggiorna l’indice del vettore */
    • }
    • printf (&quot; Conversione del numero %d: &quot;, numero);
    • for (ind=0; ind<10; ind++) /* Visualizza il vettore: */
    • printf (&quot;%1d&quot;,binario[ind]); /* un bit per volta */
    • }
    • else
    • printf (“ Numero non lecito!”);
    • }
  • Esempio (con for)
    • #include <stdio.h>
    • main()
    • {
    • int ind, numero, num;
    • int binario[10];
    • /* non è necessario inizializzare il vettore in quanto il ciclo for deve */
    • /* scrivere comunque tutti gli elementi del vettore */
    • printf (“ Introduci un numero intero positivo minore di 1024: &quot;);
    • scanf (&quot;%d&quot;, &numero);
  • Esempio (con for)
    • if ((numero >= 0) && (numero < 1024))
    • {
    • num = numero;
    • for (ind = 9; ind >= 0; ind--) /* con un indice che va da 9 a 0 */
    • {
    • binario[ind] = num % 2; /* calcola un nuovo bit */
    • num /= 2; /* aggiorna num per il prossimo ciclo */
    • }
    • printf (&quot; Conversione del numero %d: &quot;, numero);
    • for (ind = 0; ind < 10; ind++) /* Visualizza il vettore: */
    • printf (&quot;%1d&quot;,binario[ind]); /* un bit per volta! */
    • }
    • else
    • printf (“ Numero non lecito!”);
    • }
  • Vettori
    • Quando si definisce un vettore il compilatore riserva un’area di memoria sufficiente per contenerlo e associa l'indirizzo iniziale di quell'area al nome simbolico (identificatore) da noi scelto per il vettore.
    •  
    • Pertanto il nome vett_dati non è una vera e propria variabile, ma piuttosto un puntatore : in pratica vett_dati è l' indirizzo di memoria del primo elemento del vettore cioè l'indirizzo di vett_dati[0] .
    •  
    • Ecco perché è errata l'istruzione:
    • voti_ottenuti = voti_semestre;
  • Vettori multidimensionali
    • Il concetto di vettore come collezione di elementi consecutivi, può essere esteso immaginando che gli elementi siano a loro volta dei vettori: si ottiene così un vettore multidimensionale o matrice (cioè un “vettore di vettori” ).
    • La definizione di matrice ricalca pienamente quella del vettore:
    • tipo_comp nome [dim1] [dim2].........;
    • tipo_comp può essere un qualunque tipo semplice,
    • dim1 , dim2 , ecc.; racchiusi tra parentesi quadre, definiscono il numero di elementi di ogni dimensione.
  • Vettori multidimensionali a int a[3][5]; a[0] a[1] a[2]
    • Esempio:
      • matrice bidimensionale di numeri interi formata da tre righe e 5 colonne:
    a[0][0] a[1][0] a[2][0] a[3][0] a[4][0] a[0][1] a[1][1] a[2][1] a[3][1] a[4][1] a[0][2] a[1][2] a[2][2] a[3][2] a[4][2]
  • Vettori multidimensionali
    • Accesso ad un elemento:
      • <nome vettore> [ <posizione1> ] [ <posizione2> ].............
    • Per esempio
    • matrix [10][20][15]
    • individua l'elemento di coordinate rispettivamente 10 , 20 e 15 nella matrice a 3 dimensioni matrix .
    • Inizializzazione di un vettore multidimensionale:
      • deve essere effettuata per righe!
        • int vett[3][2] = { {8,1}, /* vett[0] */
        • {1,9}, /* vett[1] */
        • {0,3} /* vett[2] */
        • };
  • Vettori multidimensionali e cicli
    • Per un vettore a più dimensioni, la scansione va applicata a tutte le dimensioni: in questo caso si devono in genere utilizzare “ cicli annidati ”.
    • Esempio: elaborazione degli elementi di un vettore bidimensionale.
      • int vett [3][5];
      • for (i = 0; i < 3; i++) { /* per ogni riga */
      • for (j = 0; j < 5; j++) { /* per ogni colonna */
      • ... elaborazione su vett[i][j]
      • }
      • }
  • Stringhe
  • Vettori di caratteri: le stringhe
    • Le variabili di tipo char possono contenere un solo carattere: per trattare sequenze di caratteri come nomi o, più in generale, testi il C prevede le stringhe .
    • Differentemente dagli altri tipi di dato (intero, reale, ecc.) per le stringhe non è sempre possibile fissare a priori le dimensioni: spesso si tratta di parole e la loro caratteristica peculiare è proprio la lunghezza variabile.
    • Per gestire dati di questo tipo occorrerebbe l'allocazione dinamica della memoria, in modo da riservare tutta e solo la memoria che serve.
  • Vettori di caratteri: le stringhe
    • Il C prevede per le stringhe un vettore di caratteri, il quale deve quindi avere una lunghezza massima prefissata .
    • All'interno di questo vettore, la lunghezza reale della stringa è determinata dalla presenza di un carattere delimitatore particolare, ' ', detto anche NULL .
    • Come per i tipi base, anche per le stringhe è prevista una notazione particolare per indicarne i valori: la sequenza di caratteri deve essere delimitata da una coppia di doppi apici (&quot;).
  • Stringhe
    • Esempio:
    • const char s[6] = “Ciao!”;
    • Il messaggio è lungo solo 5 caratteri, ma deve essere riservato un carattere in più per il terminatore di stringa, che deve essere sempre presente e viene forzato automaticamente dal linguaggio C.
    •  
    • Il vettore può essere definito più lungo, con gli ultimi elementi indefiniti, ma non più corto.
    s[0] s[1] s[2] s[3] s[4] s[5] ‘ C’ ‘ i’ ‘ a’ ‘ o’ ‘ !’ ‘ ’
  • Stringhe
    • Per la definizione di una stringa si può anche utilizzare la direttiva define :
    • #define MESSAGGIO “Ciao!”;
    •  
    • Attenzione infine a non confondere variabili di tipo carattere con stringhe: per esempio,
    • 'C' rappresenta un unico carattere che è memorizzato in un'unica cella.
    • &quot;C&quot; rappresenta invece una stringa che è memorizzata in due celle consecutive che contengono i caratteri ' C ' e ' '.
  • Stringhe
    • Un vettore di nomi si realizza mediante una matrice di tipo carattere dove ogni riga (vettore) contiene un nome. Ad esempio, per memorizzare i nomi dei giorni della settimana, si può procedere così:
    • const char giorni[7][10] = {&quot;lunedì&quot;, &quot;martedì&quot;,
    • &quot;mercoledì&quot;, &quot;giovedì&quot;, &quot;venerdì&quot;, &quot;sabato&quot;, &quot;domenica&quot;};
    • dove la dimensione dei singoli vettori (tutti i vettori!), cioè 10, è determinata sommando 1 alla lunghezza del nome più lungo ( mercoledì ).
    • Pertanto un vettore di stringhe è in realtà una matrice di caratteri!
  • Stringhe m a r t e d ì … ? … ? l u n e d ì … ? … ? … ? m e r c o l e d ì g i o v e d ì … ? … ? v e n e r d ì … ? … ? s a b a t o … ? … ? … ? d o m e n i c a … ? giorni[0] giorni[1] giorni[2] giorni[3] giorni[4] giorni[6] giorni[5]
  • I/O di stringhe
    • Le stringhe possono comparire come argomento di printf e scanf : per esse si utilizza lo specificatore di formato %s .
    • In particolare la printf , quando trova nel format lo specificatore %s , interpreta i valori contenuti nella variabile corrispondente (che dev’essere un vettore di caratteri!) come caratteri e li visualizza finché non trova un carattere ' '.
    • Se non è presente il carattere terminatore la printf continua l’output oltre i confini del vettore fino a che non incontra un ' ‘ (ovvero una cella di memoria che contiene 0!).
    • Come per gli altri specificatori, anche in %s si può specificare la lunghezza del campo e gli altri attributi di allineamento.
  • Esempio
    • Programma per visualizzare i giorni della settimana, uno per riga, allineati a sinistra (flag - ) in un campo di 15 caratteri.
    • #include <stdio.h>
    • const char giorni[7][10] = { &quot;lunedì&quot;, &quot;martedì&quot;, &quot;mercoledì&quot;,
    • &quot;giovedì&quot;, &quot;venerdì&quot;, &quot;sabato&quot;, &quot;domenica&quot;};
    •  
    • main()
    • {
    • int indice;
    • printf (&quot; I giorni della settimana sono: &quot;);
    • for (indice = 0; indice < 7; indice++)
    • printf (&quot;%-15s &quot;, giorni[indice]);
    • }
  • Lettura di stringhe
    • La scanf , quando trova nel format lo specificatore %s , attua un meccanismo di lettura simile a quello usato per i numeri: scarta tutti gli “ spazi neutri ” iniziali ( spazio , <TAB> , <CR> , ecc.), “legge” i caratteri successivi scrivendoli in locazioni consecutive del vettore indicato e si ferma non appena incontra un altro carattere appartenente alla categoria degli “ spazi neutri ”, chiudendo la stringa appena generata nel vettore con il carattere NULL .
    • E’ importante quindi che nella stringa non siano presenti spazi e che il vettore destinazione sia dimensionato opportunamente poiché, come sempre in C, non ci sono controlli sugli indici.
  • Lettura di stringhe
    • Il fatto che non ci siano controlli sul numero di caratteri introdotti, ad esempio da tastiera, può provocare danni collaterali non trascurabili: infatti la lettura prosegue fino al primo “ spazio neutro ” in ogni caso e i caratteri letti vengono memorizzati consecutivamente come se la stringa fosse stata dimensionata in modo corretto anche quando è più corta di quanto sarebbe necessario.
    • I caratteri “in eccesso” e il NULL vengono comunque memorizzati e possono pertanto andare a ricoprire aree di memoria riservate ad altri dati sporcandoli irrimediabilmente.
    • Poiché il nome della stringa è proprio l’idirizzo del vettore di caratteri associato nella scanf non si deve usare il carattere & prima del nome.
  • Esempio
    • Esempio: programma per leggere i nomi (lunghi al massimo 20 caratteri) e le altezze (in cm) di 10 persone e successivamente visualizzarli incolonnati.
    • #include <stdio.h>
    • #define NUM_NOMI 10
    • #define L_STRING 21
    • main()
    • {
    • /* Definizioni */
    • char nome[NUM_NOMI][L_STRING];
    • int altezza[NUM_NOMI];
    • int ind;
  • Esempio
    • printf (“ Introduci il nome e l'altezza di 10 persone: &quot;);
    • for (ind = 0; ind < NUM_NOMI; ind++)
    • {
    • printf (“ Persona N. %2d: &quot;, (ind + 1)); /* indice a partire da 1 */
    • scanf (&quot;%s%d&quot;, nome[ind], &altezza[ind]);
    • }
    • printf (&quot; Nome Altezza&quot;);
    • for (ind = 0; ind < NUM_NOMI; ind++)
    • {
    • printf (“ Persona N. %4d: %-20s %3d&quot;, (ind + 1), nome[ind],
    • altezza[ind]);
    • }
    • }
  • Confronto tra stringhe
    • Poiché le stringhe sono vettori, non è lecito assegnare una stringa ad un'altra. Pertanto il frammento di programma che segue è errato:
    • char messag[16];
    • .....................
    • messag = &quot;Errore nei dati&quot;;
    • .....................
    •  
    • Anche il confronto tra stringhe non può essere effettuato mediante un'unica istruzione, come invece avviene per i singoli caratteri, ma occorre confrontare col criterio opportuno i singoli elementi delle due stringhe.
  • Confronto tra stringhe: esempio
    • Programma che legge da tastiera due parole (lunghe al più 20 caratteri) e verifica se sono uguali o diverse.
    • #include <stdio.h>
    • #define VERO 1
    • #define FALSO 0
    • main()
    • {
    • char parola1[21], parola2[21];
    • int ind;
    • short int uguali;
    • printf (“ Introduci la prima parola: “);
    • scanf (“%s”, parola1);
    • printf (“ Introduci la seconda parola: “);
    • scanf (“%s”, parola2);
  • Confronto tra stringhe: esempio
    • /* verifica se sono uguali */
    • uguali = VERO; /* ipotizza che siano uguali */
    • ind = 0;
    • while (uguali && (ind < 20))
    • {
    • if (parola1[ind] != parola2[ind])
    • uguali = FALSO;
    • ind++;
    • }
    • if (uguali)
    • printf (“ Le parole introdotte sono uguali”);
    • else
    • printf (“ Le parole introdotte sono diverse”);
    • }
  • Confronto tra stringhe
    • Essendo i caratteri interpretati come numeri interi, è lecito confrontarli tra loro per stabilire la precedenza alfabetica mediante una espressione relazionale.
    • 0 < 1 < 2 <.... < A < B < C <.....< Z ..... < a < b < c <....< z
    • Poiché le stringhe sono vettori di caratteri, e quindi composte da elementi di tipo char, è lecito stabilire l’ordine alfabetico di due stringhe confrontandole fra loro carattere per carattere.
    • Esempio: programma che legge da tastiera due parole e stabilisce l’ordine alfabetico.
  • Confronto tra stringhe: esempio
    • #include <stdio.h>
    • #define VERO 1
    • #define FALSO 0
    • main()
    • {
    • char parola1[21], parola2[21];
    • int ind;
    • short int finito, prima1;
    • printf (&quot; Introduci la prima parola: &quot;);
    • scanf (&quot;%s&quot;, parola1);
    • printf (&quot; Introduci la seconda parola: &quot;);
    • scanf (&quot;%s&quot;, parola2);
    • finito = FALSO; /* segnala fine dei confronti! */
    • ind = 0;
  • Confronto tra stringhe: esempio
    • while (!finito && (ind < 20))
    • {
    • if (parola1[ind] == parola2[ind]) /* caratteri uguali: nessuna decisione */
    • ind++;
    • else
    • {
    • if(parola1[ind] < parola2[ind])
    • prima1 = VERO; /* parola1 precede parola2 */
    • else
    • prima1 = FALSO; /* parola2 precede parola1 */
    • finito = VERO; /* caratteri diversi: fine dei confronti */
    • }
    • }
    • if (prima1)
    • printf (&quot; %s precede %s&quot;, parola1, parola2);
    • else
    • printf (&quot; %s precede %s&quot;, parola2, parola1);
    • }