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Analisi Del Rischio
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Analisi Del Rischio

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EDUCATIONING ABOUT EXPLOSION PREVENTION

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    Analisi Del Rischio Analisi Del Rischio Presentation Transcript

    • ANALISI DEL RISCHIO INCENDIO ED ESPLOSIONE Simone Barisone Fabio Bressan Davide Picchio Daniele Ricci Fabrizio Valle
    • Introduzione
      • La valutazione dei rischi legati agli impianti ed alle apparecchiature elettriche ai sensi del D. Lgs. 626/94 prevede :
      • migliorare ulteriormente l’affidabilità al
      • fine di ridurre sempre di più il “rischio
      • accettabile”;
      • effettuare manutenzione e gestione nei
      • confronti degli elementi che
      • determinano una riduzione del livello
      • di sicurezza.
    • Introduzione
      • Con il “nuovo approccio” il costruttore ha l’obbligo di effettuare un’analisi dei rischi volta ad individuare tutti i rischi del prodotto e conseguentemente, già nella fase di progettazione, adottare tutte le misure idonee a soddisfare i requisiti essenziali previsti da una o più direttive europee.
    • Introduzione
      • L’accertamento del rischio consta in generale di tre fasi principali:
      • identificazione dei pericoli;
      • stima del rischio;
      • valutazione del rischio.
    • Incendio ed esplosione
      • L’incendio è definito dalla norma CEI EN 60695-4 come una combustione rapida e non controllata che si sviluppa senza controllo nel tempo e nello spazio tale da presentare difficoltà di estinzione.
      • Per il verificarsi di una combustione devono coesistere tre elementi:
        • combustibile;
        • comburente;
        • innesco.
    • Incendio ed esplosione Triangolo del fuoco INNESCO COMBURENTE COMBUSTIBILE
    • Incendio ed esplosione
      • Il combustibile è una sostanza solida, liquida o gassosa che ha la spiccata tendenza a combinarsi con l’ossigeno (che è il comburente per eccellenza) sviluppando calore. La stessa sostanza si definisce infiammabile se brucia molto facilmente.
      Il comburente è una sostanza o un miscuglio di sostanze normalmente gassose in grado di fornire l’ossigeno al comburente necessario alla sua combustione.
    • Incendio ed esplosione
      • L’innesco è l’elemento che avvia la reazione di combustione, e può essere costituito da:
        • fiamme;
        • scintille;
        • materiali che si trovano a temperatura
        • elevata.
    • Incendio ed esplosione
      • Se la combustione avviene in modo molto violento o istantaneamente si ha un’ esplosione (espansione brusca di un gas che può risultare da una reazione rapida di ossidazione o decomposizione con o senza elevazione di temperatura) e la sostanza che ha alimentato la reazione si definisce pertanto esplosiva .
    • Incendio ed esplosione Lo scoppio è la conseguenza di un’esplosione e si manifesta con la rottura violenta di un oggetto a seguito di un eccesso di pressione all’interno o all’esterno di esso.
      • L’esplosione dipende dai seguenti fattori:
        • rapidità del rilascio del gas;
        • pressione al momento del rilascio;
        • quantità rilasciata;
        • direzione verso cui avviene il rilascio.
    • Incendio ed esplosione
      • Agli effetti prodotti dalla dissipazione di energia, si aggiungono anche:
        • quelli dovuti a schegge lanciate nel rilascio;
        • quelli derivanti dall’eventuale alta temperatura dei gas rilasciati.
    • Incendio ed esplosione
      • Le esplosioni si classificano in:
        • esplosioni di origine fisica;
        • esplosioni di origine chimica.
      Le esplosioni fisiche sono quelle in cui non cambia la composizione chimica, le esplosioni chimiche quelle in cui tale composizione cambia.
    • Incendio ed esplosione
      • Le esplosioni chimiche si possono suddividere in:
        • esplosioni di polveri sospese e nebbie.
        • esplosioni di miscele combustibili gassose;
        • esplosioni termiche dovute a reazioni esotermiche fuori controllo;
        • esplosioni di sostanze esplosive;
    • Incendio ed esplosione Secondo la rapidità con la quale la reazione di decomposizione si propaga nella massa di esplosivo si possono avere deflagrazioni o detonazioni . La caratteristica principale degli esplosivi non sta tanto nello sviluppo di gas o nell’aumento di pressione, quanto nel fatto che questo aumento di pressione si manifesta in un tempo brevissimo .
    • Incendio ed esplosione
      • La deflagrazione è un’onda di combustione, accompagnata da una esplosione, che si propaga con una velocità di qualche centinaio di m/sec.
      La detonazione è un fenomeno esplosivo che si propaga con una velocità fino a 7-8000 m/sec e caratterizzato da un’onda d’urto.
    • Incendio ed esplosione
      • La norma CEI 64/2 classificava le sostanze pericolose in:
      • polveri infiammabili : comprendenti le
      • polveri di sostanza che possono creare
      • atmosfere esplosive.
      • sostanze esplosive : comprendenti le
      • materie esplosive;
    • Incendio ed esplosione
      • Sono stati definiti due limiti:
      • limite inferiore di esplosività (LEL): concentrazione in aria di gas o vapore infiammabile, al di sotto della quale l’atmosfera non è esplosiva;
      • limite superiore di esplosività (UEL): concentrazione in aria di gas o vapore infiammabile, al di sopra della quale l’atmosfera non è esplosiva.
    • Incendio ed esplosione MISCELA TROPPO RICCA CAMPO DI INFIAMMABILITA’ MISCELA TROPPO POVERA 100 % COMBUSTIBILE 0 % ARIA UEL LEL 0 % COMBUSTIBILE 100 % ARIA
    • Incendio ed esplosione
      • Un’altra grandezza tipica è la temperatura di infiammabilità , cioè la minima temperatura alla quale una sostanza emette vapori o gas in grado di formare con l’aria miscele con concentrazione compresa nei limiti LEL e UEL , quindi miscele capaci di accendersi con una fiamma ma non di continuare la combustione. Per far ciò occorre raggiungere la temperatura di accensione .
    • Incendio ed esplosione
      • La temperatura di accensione è la temperatura alla quale bisogna portare il combustibile perché si possa iniziare una combustione capace di mantenersi senza ulteriore apporto di calore.
      Quanto più bassa è la temperatura di infiammabilità tanto maggiore è la pericolosità della sostanza.
    • Incendio ed esplosione
      • Un parametro per conoscere la quantità di calore che può svilupparsi in un incendio è il carico di incendio.
      Carico di incendio : potenziale termico della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, ivi compresi i rivestimenti dei muri, delle pareti provvisorie, dei pavimenti e dei soffitti.
    • Incendio ed esplosione In cui : q è il carico di incendio dell’ambiente (kg/m^2); g i è la massa kg presente nell’ambiente del materiale; H i è il potere calorifico superiore MJ/kg (kcal/kg) fra n materiali contenuti nell’ambiente; K è il potere calorifico superiore del legno (18,422 MJ/kg equivalente a 4400 kcal/kg); A è la superficie dell’ambiente (m^2). Fare clic per continuare
    • Incendio ed esplosione
      • Nel caso di strutture o costruzioni in legno occorre calcolare il carico di incendio computando anche il contributo dato dagli elementi strutturali.
      Prodotti di carattere fisico possono essere la fiamma, il calore e lo scoppio, mentre prodotti di carattere chimico sono i gas di combustione e fumo. I prodotti o gli effetti della combustione si possono dividere in fisico e chimico .
    • Incendio ed esplosione
      • Alcune definizioni utili per le prove da fuoco sui componenti elettrici sono:
      fiamma : zona di combustione in fase gassosa con emissione di luce; ceneri : residuo minerale prodotto da una combustione; calore di combustione : quantità di calore liberata nella combustione completa dell’unità di massa del materiale, quando l’acqua prodotta è allo stato di vapore (detto anche potere calorifico inferiore);
    • Incendio ed esplosione
      • fuliggine : particelle carboniose prodotte e depositate durante la combustione incompleta di materiali organici;
      gocce di fusione : gocce, infiammate o non, che cadono da un materiale in fusione; fumo : insieme visibile di particelle solide e/o liquide in sospensione nel gas che risulta da una combustione o da una pirolisi (decomposizione chimica irreversibile di un materiale sotto la sola azione del calore);
    • Incendio ed esplosione
      • superficie bruciata : superficie di un materiale distrutto da una combustione o da pirolisi, nelle condizioni di prova specificate, con l’esclusione di ogni altra zona danneggiata soltanto per deformazione;
      scoppio : rottura violenta di un oggetto a seguito di sovrappressione e/o sollecitazione al suo interno o sulla sua superficie.
    • Incendio ed esplosione
      • Dal punto di vista del comportamento al fuoco dei materiali, si definiscono la reazione al fuoco e la resistenza al fuoco.
      • Reazione al fuoco :
      • il grado di partecipazione alla
      • combustione di un materiale esposto
      • al fuoco.
    • Incendio ed esplosione
      • Resistenza al fuoco :
      • capacità di un elemento da costruzione di mantenere per un determinato periodo di tempo le sue caratteristiche nei confronti di un incendio e si classifica con:
        • R-il mantenimento della stabilità;
        • RE-il mantenimento della stabilità e della tenuta;
        • REI-il mantenimento della stabilità, della tenuta e dell’isolamento termico.
    • Statistiche e dati
      • Le statistiche e i dati storici sono fondamentali per poter intervenire sugli effetti non voluti degli incendi o delle esplosioni, fondamentalmente servono per fare prevenzione, cioè evitare gli effetti indesiderati.
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni
      • L’impianto elettrico può concorrere all’insorgere e allo sviluppo dell’incendio in tre modi:
      e può favorire un’esplosione fornendo l’innesco.
      • fornendo l’innesco;
      • contribuendo alla sua propagazione;
      • sviluppando fumo e gas tossici;
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni -innesco-
      • L’innesco può avvenire per:
      • effetto joule;
      • arco elettrico;
      • elettricità statica;
      • utilizzo apparecchi.
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni -innesco-
      • L’effetto Joule può essere causato da:
      • sovraccarico;
      • corto circuito;
      • guasto non franco;
      • guasto a terra;
      • cattivo contatto.
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni -innesco-
      • L’arco elettrico può essere causato da:
      • sovratensioni;
      • cedimento isolamento;
      • guasti;
      • arco funzionale.
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni -innesco-
      • L’elettricità statica può essere causata da:
      • strofinio;
      • induzione;
      • contatto;
      • effetto termoelettrico;
      • effetto fotoelettrico;
      • effetto piezoelettrico.
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni -innesco-
      • L’innesco per l’utilizzo apparecchi può essere causato da:
      • installazione non corretta;
      • uso improprio;
      • guasto nell’apparecchiatura.
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni -propagazione-
      • La propagazione dipende da:
      • caratteristiche della sorgente;
      • caratteristiche del materiale combustibile;
      • caratteristiche dell’installazione;
      • fattori ambientali.
    • Cause e contributi elettrici negli incendi e nelle esplosioni -fumi e gas tossici-
      • I fumi e i gas tossici dipendono dai seguenti fattori:
      • natura del materiale coinvolto;
      • comportamento al fuoco del
      • materiale coinvolto.
      • METODOLOGIE PER L’ACCERTAMENTO DI UN INCENDIO CON CAUSE ELETTRICHE
      Fare clic per continuare È stata individuata la zona di inizio dell’incendio? Incendio di presunta origine elettrica SI L’indagine prosegue su tutta la zona interessata all’incendio NO Nella zona di inizio dell’incendio c’era un impianto elettrico? SI Nella zona di inizio dell’incendio l’impianto elettrico era in tensione? SI Nella zona di inizio dell’incendio l’impianto elettrico è stato interessato dall’incendio anche in minima parte? SI Vi sono chiare testimonianze dell’origine elettrica dell’incendio? SI L’indagine prosegue sul componente e sull’apparecchio dell’impianto interessati SI L’incendio non è di origine elettrica NO NO NO L’indagine prosegue nella zona di inizio dell’incendio NO
    • Pericolo e rischio
      • Si definiscono:
      • pericolo : proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (sostanza, attrezzo, metodo) avente il potenziale di causare danni;
      • rischio : probabilità che sia raggiunto il
      • livello potenziale di danno nelle
      • condizioni di impiego e/o di esplosione,
      • nonché dimensioni possibili del danno
      • stesso.
    • Pericolo e rischio
      • Il pericolo è una caratteristica intrinseca dell’entità e non è legata alla relazione che l’uomo può stabilire con l’entità: il pericolo si può annullare solo con l’eliminazione dell’entità.
      Il rischio è la probabilità di avere un danno per l’azione di eventi non voluti cioè pericolosi, quindi il rischio ha origine nel pericolo il quale a sua volta può determinare un danno.
    • Pericolo e rischio
      • Il rischio è composto da tre fattori:
      • il pericolo;
      • valutazione economica del danno;
      • la possibilità che in alcune condizioni di
      • pericolo si verifichi un danno.
    • Pericolo e rischio
      • R=P*C*D
      • Dove:
      • R è il rischio;
      D è il fattore di danno, rappresenta l’entità (dimensioni , magnitudo) del danno. C è il fattore di contatto, cioè la probabilità che il pericolo P sia causa di danno; P è il fattore di pericolo (probabilità di esistenza del pericolo);
    • Accertamento del rischio
      • Con “valutazione dei rischi” si intende il procedimento di valutazione della sicurezza e sanità dei lavoratori, nell’espletamento delle loro mansioni, derivante dalle circostanze del verificarsi di un pericolo su un luogo di lavoro.
    • Accertamento del rischio
      • L’accertamento dei rischi è costituito dalle seguenti fasi:
      • identificazione dei pericoli : quindi le
      • sorgenti del rischio ragionevolmente
      • prevedibili;
      • definizione del sistema : cioè la
      • definizione delle caratteristiche e dei
      • requisiti del sistema o dell’ambiente in
      • esame;
    • Accertamento del rischio
      • stima del rischio : cioè la determinazione del rischio attraverso la probabilità che si verifichi e la sua gravità;
      • eliminazione o riduzione dei rischi :
      • uso di barriere che possono agire su
      • uno o su tutti e tre i fattori di rischio;
      • valutazione del rischio : confrontare
      • se il rischio stimato è compreso nei
      • limiti tollerabili o accettabili;
    • Accertamento del rischio
      • L’ accertamento del rischio è un metodo che mediante l’analisi del rischio ci consente di giungere alla sua valutazione per poter individuare i provvedimenti più appropriati per abbatterlo al livello accettato.
      • DIAGRAMMA DELLA METODOLOGIA PER L’ACCERTAMENTO DEL RISCHIO
      Fare clic per continuare Riduzione rischio Definizione del sistema o dell’area Identificazione dei pericoli ANALISI DEL RISCHIO Stima del rischio ACCERTAMENTO DEL RISCHIO Valutazione del rischio Azioni per la riduzione del rischio (uso di barriere) SI NO Sicurezza rischio accettabile
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • Per la norma CEI 64-8 sono ambienti a maggior rischio in caso di incendio gli ambienti che presentano un rischio maggiore di quello presentato dagli ambienti ordinari.
      Gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio sono quelli nei quali il rischio relativo all’incendio è elevato, mentre gli ambienti a maggior rischio di incendio sono quelli la cui probabilità di incendio è elevata.
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • Parametri per la definizione dei luoghi :
      • densità di affollamento;
      • massimo affollamento ipotizzabile;
      • capacità di deflusso o di sfollamento;
      • entità del danno per animali e/o cose;
      • presenza di materiali combustibili;
      • tipo di utilizzazione dell’ambiente;
      • protezione antincendio;
      • comportamento al fuoco delle strutture dell’edificio.
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • Sono state indicate tre tipologie di ambienti:
      • ambiente A : locali di spettacolo, alberghi, pensioni, motel, dormitori, scuole, ambienti adibiti ad esposizione o vendita, stazioni sotterranee (ferrovie, metropolitane), ospedali, ospizi, carceri, civili abitazioni con altezza superiore ai 24 metri, edifici pregevoli per arte o storia o destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni e oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello stato;
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • ambienti di tipo C : ambienti nei quali avviene la lavorazione, il convogliamento, la manipolazione o il deposito dei materiali infiammabili o combustibili.
      • ambiente B : edifici con strutture portanti
      • in legno;
      • INSIEME DEI LUOGHI PERICOLOSI
      Fare clic per continuare Luoghi a maggior rischio in caso di incendio non soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco Luoghi soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco in cui l’impianto può essere ordinario Luoghi a maggior rischio in caso di incendio soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco Luoghi con pericolo di esplosione non soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco Luoghi con pericolo di esplosione soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco Ambienti a maggior rischio in caso di incendio (CEI 64-8/7) Luoghi con pericolo di esplosione (CEI 64-2, 31-30, 31-33) Luoghi soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco (D.M. 16.01.81)
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • Definizione di volume del materiale combustibile :
      • volume occupato dal materiale combustibile presente e da quello la cui presenza è prevista, tenendo conto della utilizzazione dell’ambiente, delle reali delimitazioni di deposito e di quelle di spandimento sia allo stato liquido sia allo stato solido non compatto provocato dalle lavorazioni, dal convogliamento e dalle manipolazioni o anche dai guasti e rotture del sistema di contenimento dovute ad eventi non catastrofici.
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • La norma CEI 64-2 faceva differenza tra ambiente, luogo o zona pericolosa.
      • Ambiente pericoloso : parte di un luogo nella quale esistono condizioni (di ventilazione o ambientali) univocamente definite dalla norma stessa, capaci di condizionare la dispersione o l’accumulo delle sostanze pericolose, o eventuali condizioni speciali, definite dalle norme per gli impianti utilizzatori;
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • Luogo pericoloso : lo spazio di estensione non determinata circostante o prossimo a centri di pericolo di impianti di lavorazione o di deposito di sostanze pericolose per il quale devono essere determinate le zone pericolose o zone AD in conformità alla norma stessa;
      • Zona pericolosa : spazio di estensione
      • determinata, in luogo pericoloso, entro il
      • quale gli impianti elettrici devono essere
      • eseguiti a sicurezza secondo le
      • prescrizioni della stessa norma.
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • La norma CEI 31-30 definisce:
      • zona pericolosa : in relazione alla frequenza di formazione ed alla permanenza di un’atmosfera esplosiva per la presenza di gas in luoghi pericolosi sono classificati in zona 0,1,2;
      • luogo pericoloso : luogo in cui è o può
      • essere presente un’atmosfera esplosiva
      • per la presenza di gas, in quantità tale da
      • richiedere provvedimenti particolari per
      • la realizzazione, l’installazione e l’impiego
      • delle costruzioni;
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • luogo non pericoloso : luogo in cui non si prevede la presenza di atmosfera esplosiva per la presenza di gas, in quantità tale da richiedere provvedimenti particolari per la realizzazione, l’installazione e l’impiego delle costruzioni (apparecchi).
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • La differenza tra la norma CEI 64-2 e la 31-30 è che la prima divideva i luoghi pericolosi per sostanze infiammabili in classe 1 e 3 in base ai quantitativi di sostanze infiammabili presenti in lavorazione o deposito, mentre la CEI 31-30 non contempla più le due classi ma fonde insieme i due luoghi e prevede che ovunque siano presenti sostanze infiammabili in quantità significativa ai fini della formazione di un’atmosfera esplosiva per la presenza di gas e vi sia almeno una sorgente di emissione, il luogo venga considerato pericoloso.
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • La norma CEI 81-1 classifica le strutture in:
      • struttura con rischio di incendio elevato :
      • edifici con struttura combustibile, edifici con carico specifico di incendio maggiore di 45 kg/m^2;
      • struttura con rischio di incendio ordinario :
      • strutture che hanno carico specifico di
      • incendio compreso tra 20 e 45 kg/m^2;
    • Accertamento del rischio -definizione del sistema o area-
      • strutture con rischio di esplosione : strutture contenenti zone di pericolo del tipo Z0,1,2 ubicate all’interno, e possono essere:
      • luoghi dove esistono pericolo di esplosione e incendio dati dalla presenza o sviluppo di gas o miscele esplosive o infiammabili e della fabbricazione, manipolazione o deposito di materie esplosive, o luoghi dove le lavorazioni provocano polveri comportanti rischio di esplosione o incendio.
    • Accertamento del rischio -identificazione dei pericoli-
      • presenza di sostanze;
      • presenza di sorgenti di emissione;
      • carenze del layout;
      • carenze organizzative.
      I pericoli possono essere suddivisi in base alle seguenti cause e carenze: Gli addetti all’accertamento del rischio devono conoscere oltre alle sostanze il luogo, i processi e le apparecchiature con l’aiuto di altri tecnici.
    • Accertamento del rischio -identificazione dei pericoli-
      • Presenza di sostanze :
      • materiali per i quali in pratica non si considera una temperatura di infiammabilità (legno, carta, manufatti facilmente combustibili, lana, paglia, trucioli, grassi, lubrificanti);
      • materiali aventi temperatura di
      • infiammabilità superiore a 40°C o alla
      • massima temperatura ambiente e non
      • soggetti alla lavorazione, manipolazione
      • e deposito.
      • PROBABILITÀ E DURATA COMPLESSIVA DI ATMOSFERA ESPLOSIVA PER DEFINIRE I LUOGHI PERICOLOSI
      Fare clic per continuare
    • Accertamento del rischio -identificazione dei pericoli-
      • Presenza di sorgenti di emissione
      • Si definisce sorgente di emissione un punto o una parte di impianto da cui può essere emesso nell’atmosfera un gas, un vapore o un liquido infiammabili con modalità tale da originare un’atmosfera esplosiva.
      Ogni parte dell’impianto contenente sostanze pericolose deve essere considerata come una potenziale sorgente di emissione.
      • DETERMINAZIONE DEL TIPO DI LUOGO IN BASE ALLA PRESENZA E TIPOLOGIA DI SOSTANZA PERICOLOSA
      Fare clic per continuare MATERIALI COMBUSTIBILI MATERIALI INFIAMMABILI GAS T i  40°C SI NO T i  T aria NO Il materiale può trovarsi in aria a T  T i SI SI Quantità significativa ai fini dell’esplosione Classe compartimento antincendio  30 LUOGO A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO LUOGO ORDINARIO LUOGO CON PERICOLO DI ESPLOSIONE SI NO NO SI NO
    • Accertamento del rischio -identificazione dei pericoli-
      • Carenze del layout :
      • densità di affollamento;
      • massimo affollamento ipotizzabile;
      • capacità di deflusso e sfollamento;
      • entità del danno per animali o cose;
      • tipo di utilizzazione dell’ambiente;
      • entità del carico d’incendio;
      • conformità degli impianti;
      • comportamento al fuoco delle strutture dell’edificio e dei materiali.
    • Accertamento del rischio -identificazione dei pericoli-
      • Carenze organizzative :
      • mancanza di formazione del personale;
      • mancanza di manutenzione impiantistica;
      • mancanza di procedure;
      • mancanza di precauzioni.
    • Accertamento del rischio -stima del rischio-
      • La stima del rischio avviene analizzando :
      • probabilità di esistenza del pericolo;
      • probabilità che il pericolo sia causa di danno;
      • gravità del danno.
    • Accertamento del rischio -stima del rischio-
      • R = P*C*D
      • Dove:
      • R è il rischio;
      • P è il fattore di pericolo, il quale rappresenta l’esistenza del pericolo;
      • C è il fattore di contemporaneità, cioè la probabilità che il pericolo P sia causa di un danno;
      • D è il fattore di danno, rappresenta l’entità (dimensione, magnitudo) del danno.
    • Accertamento del rischio -stima del rischio-
      • Valori arbitrari dei singoli fattori di rischio:
      • 0 = mai ;
      • 1 = raramente o quasi mai ;
      • 2 = talvolta, ogni tanto ;
      • 3 = sempre o frequentemente .
    • Accertamento del rischio -stima del rischio-
      • Fattore di pericolo P :
      • P3 : il pericolo è presente sempre o frequentemente;
      • P2 : il pericolo è presente talvolta, ogni tanto;
      • P1 : il pericolo è presente raramente o quasi mai;
      • P0 : il pericolo non c’è mai.
    • Accertamento del rischio -stima del rischio-
      • Fattore di contatto C :
      • C3 : un singolo individuo, un gruppo di individui, un determinato bene materiale o comparto ambientale è presente permanentemente o frequentemente nella zona considerata;
      • C2 : un singolo individuo, un gruppo di
      • individui, un determinato bene materiale
      • o comparto ambientale è presente ogni
      • tanto nella zona considerata;
    • Accertamento del rischio -stima del rischio-
      • C1 : un singolo individuo, un gruppo di individui, un determinato bene materiale o comparto ambientale è presente quasi mai nella zona considerata;
      • C0 : un singolo individuo, un gruppo di
      • individui, un determinato bene materiale
      • o comparto ambientale non è mai
      • presente nella zona considerata.
    • Accertamento del rischio -stima del rischio-
      • Fattore di danno D :
      • D3 : entità del danno gravissima;
      • D2 : entità del danno media o grave;
      • D1 : entità del danno lieve;
      • D0 : entità del danno trascurabile o nulla.
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • La valutazione dei rischi consiste nel confrontare il rischio stimato R con il rischio accettabile Ra .
      • La messa in atto di apprestamenti di protezione è obbligatoria nel seguente caso:
      • R>Ra
      • R = rischio stimato;
      • Ra = rischio accettabile.
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • DESCRIZIONE DEL RISCHIO IN BASE AL SUO VALORE
      Fare clic per continuare Rischio accettabile R=0 Rischio basso 1=<R=<9 Rischio medio 9<R=<18 Rischio alto 18<R=< 27 LIVELLO DESCRITTIVO VALORE DEL RISCHIO
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • VALORI TIPICI DEL RISCHIO ACCETTABILE RA PER DIVERSI TIPI DI DANNO NEL CASO DI PROTEZIONE DA SCARICA ATMOSFERICA
      Fare clic per continuare 10^-3 Perdita di patrimonio culturale insostituibile 10^-3 Perdita inaccettabile di servizi pubblici essenziali 10^-5 Perdite di vite umane RISCHIO ACCETTABILE TIPO DI DANNO
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • FREQUENZA DI FULMINAZIONE TOLLERABILE Na PER STRUTTURE ORDINARIE
      Fare clic per continuare 5 x 10^-2 5 x 10^-1 5 D 10^-2 10^-1 1 C 5 x 10^-3 5 x 10^-2 5 x 10^-1 B 5 x 10^-4 5 x 10^-3 5 x 10^-2 A Elevato Ordinario Ridotto Rischio di incendio Frequenza di fulminazione tollerabile Na (fulmini/anno) Tipo di struttura
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • L’incendio e l’esplosione di origine elettrica possono provocare danni a seconda delle caratteristiche della struttura e del suo contenuto:
      • tipo di costruzione;
      • contenuto e destinazione;
      • servizi entranti nella struttura;
      • misure per eliminare il rischio.
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • I danni causati da incendi od esplosioni di origine elettrica possono essere:
      • perdita di vite umane;
      • perdita inaccettabile di servizi
      • pubblici essenziali;
      • perdita di un patrimonio culturale
      • insostituibile;
      • perdite economiche.
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • Se il rischio è solo quello di perdita economica le misure di protezione possono essere prese dal progettista sulla base della convenienza economica.
      In caso di uno dei tre tipi di danno la decisione di misure di protezione non è solo soggettiva ma va presa confrontando per ogni tipo di danno il rischio dovuto all’incendio e all’esplosione di origine elettrica con il rischio accettabile.
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio-
      • Il rischio accettabile è quello stabilito dalle norme tecniche vigenti: esso si evidenzia tramite le prescrizioni delle stesse norme e rappresenta il limite al di sotto del quale non è legalmente concesso scendere.
      In base a un decreto il tecnico incaricato di effettuare la valutazione del rischio di incendio deve stabilire se il luogo di lavoro presenta un rischio alto, medio o basso.
    • Accertamento del rischio -valutazione del rischio- Fare clic per continuare Rischio di incendio elevato Luoghi con pericolo di esplosione Rischio di incendio medio o elevato Luoghi a maggior rischio in caso di incendio Rischio di incendio basso Luoghi ordinari DEFINIZIONI D.M. 10/3/98 DEFINIZIONI ELETTRICHE
    • Accertamento del rischio -riduzione del rischio-
      • Per ridurre il rischio si può procedere in questa maniera:
      Il contenimento del rischio avviene con l’uso delle barriere. A barriere installate occorre verificare se il rischio residuo è accettabile.
      • stima e valutazione del rischio;
      • individuazione e dimensionamento del
      • tipo di barriera da utilizzare;
      • calcolo del rischio residuo
      • susseguente all’applicazione della barriera.
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • La barriera è un elemento fisico o immateriale che riduce il rischio e possono essere applicate nei confronti di uno dei qualunque fattori di rischio P , C , D e possono essere barriere:
      • di contenimento o riduzione del pericolo;
      • di contenimento o riduzione del danno;
      • di inaccessibilità;
      • comportamentali;
      • di allarme o segnalazione;
      • composite;
      • di sostituzione.
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • E’ possibile associare un grado di sicurezza alle barriere:
      • grado 3 : resiste alle sollecitazioni normali
      • e a due anormali; è considerata infallibile.
      • grado 2 : resiste alle sollecitazioni normali
      • e ad una anormale del sistema per volta;
      • grado 1 : resiste solo alle sollecitazione
      • normali del sistema;
      • grado 0 : non resiste ad alcuna
      • sollecitazione;
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • di contenimento o riduzione del pericolo;
      • di sostituzione che riducono il pericolo;
      • composite contenenti almeno una
      • barriera di contenimento o riduzione del
      • pericolo.
      Le barriere che agiscono sul fattore di pericolo sono quelle:
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • di inaccessibilità;
      • comportamentali;
      • di allarme o segnalazione;
      • composite contenenti almeno una barriera
      • di inaccessibilità o comportamentale.
      • di sostituzione che riducono il fattore di
      • contatto;
      Le barriere che agiscono sul fattore di contatto sono quelle:
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • di contenimento o riduzione del danno;
      • di sostituzione che riducono il danno;
      • composite contenenti almeno una
      • barriera di contenimento o riduzione del
      • danno.
      Le barriere che agiscono sul fattore di danno sono quelle:
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • Se si vuole conseguire un grado di sicurezza n si devono disporre in serie n barriere normali indipendenti da cause comuni di inefficienza in modo che solo la loro casuale contemporanea inefficienza consenta il manifestarsi di un evento non voluto.
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • se è una barriera aumentata utilizzata normalmente nell’ambito dei parametri normali di progetto e raramente soggetta a sollecitazioni anormali, purchè queste siano ragionevolmente prevedibili in sede di progetto.
      Una barriera si considera avere l’efficienza attesa :
      • se è una barriera normale utilizzata
      • nell’ambito dei parametri normali di progetto;
    • Accertamento del rischio -barriere-
      • La sicurezza impone un’opportuna ridondanza di barriere, perché ogni barriera può divenire inefficiente; quindi, per tutto il tempo necessario al suo ripristino, deve esserci almeno un’altra barriera che la sostituisce.
      Il grado di sicurezza equivalente 3 si richiama anche al numero di concause contemporanee necessarie al manifestarsi di un’esplosione: materiale infiammabile, comburente, innesco.
    • Accertamento del rischio -rischio accettabile-
      • Il rischio accettabile è quello che permane dopo aver effettuato la valutazione, la riduzione ed il controllo del rischio.
      Nessuna norma, per quanto accuratamente studiata, può garantire in modo assoluto l’immunità delle persone e delle cose dai pericoli dell’energia elettrica, in presenza di sostanze che possono dare luogo ad esplosioni.
    • Accertamento del rischio -rischio accettabile-
      • Il rischio accettabile dipende dal fattore di contemporaneità:
      • K = P*C
      Dove: K è il fattore di contemporaneità; P è il fattore di pericolo; C è il fattore di contatto.
    • Accertamento del rischio -rischio accettabile-
      • La formula del rischio può essere così riscritta:
      • R = K*D
      • Il fattore di contemporaneità fornisce la probabilità che la presenza del pericolo sia contemporanea alla presenza dell’uomo o dell’elemento catalizzatore del danno.
      • Più il valore di K è basso più il rischio è accettabile.
    • Principi di sicurezza
      • combustibile ;
      • comburente ;
      • innesco .
      L’intervento preventivo si attua dopo l’identificazione del pericolo e le misure si possono suddividere in: eliminazione, sostituzione, riduzione, separazione. Per ridurre il pericolo di incendio o di esplosione bisogna eliminare almeno uno dei tre fattori:
    • Principi di sicurezza
      • gli impianti di processo dove vengono lavorate o depositate sostanze infiammabili devono essere progettati, eserciti e mantenuti in modo da ridurre al minimo le loro emissioni e le conseguenti estensioni dei luoghi pericolosi, sia nel funzionamento normale, sia in quello anormale, con riferimento alla frequenza, durata e quantità delle emissioni;
      La norma CEI EN 60079-10 prescrive questi principi:
    • Principi di sicurezza
      • gli interventi di manutenzione non ordinaria (diversi da quelli eseguiti in esercizio ordinario) che possono produrre variazioni nelle estensioni dei luoghi pericolosi, vanno trattati con una procedura di permesso di lavoro;
    • Principi di sicurezza
      • in situazioni di emergenza deve essere prevista in generale la possibilità di:
          • interrompere l’alimentazione dell’impianto elettrico non idoneo;
          • arrestare l’impianto di processo;
          • intercettare le apparecchiature di processo;
          • contenere le fuoriuscite;
          • azionare, se possibile, un sistema di ventilazione addizionale di emergenza.
    • Principi di sicurezza
      • nel caso in cui vi sia la possibilità di un’atmosfera esplosiva, devono essere effettuati i seguenti interventi:
          • escludere la possibilità che l’atmosfera esplosiva si trovi in prossimità di una sorgente di innesco;
          • eliminare la sorgente di innesco.
      Quando non è più possibile intervenire a livello preventivo, devono essere utilizzate misure protettive. Le misure protettive per gli impianti elettrici nei luoghi pericolosi sono le barriere.
    • Principi di sicurezza
      • escludere l’assenza di barriere per colpa o dolo o per manutenzione trascurata;
      • conoscere le cause che debbono coesistere perché in un dato luogo si manifesti l’evento non voluto;
      Dal punto di vista normativo, per proteggersi dagli eventi non voluti (incendi ed esplosioni da cause elettriche), facendo riferimento ed uso di barriere occorre:
    • Principi di sicurezza
      • ricorrere ove necessario ad un’analisi operazionale per stabilire l’esistenza di un numero sufficiente di barriere, ciascuna almeno normalmente affidabile e tutte ragionevolmente indipendenti da cause comuni di inefficienza salvo l’eccezione operazionale ammessa per le barriere aumentate in cui due barriere sono inefficienti contemporaneamente;
      • conoscere quali barriere sono possibili
      • ed efficaci contro le singole cause di
      • eventi non voluti;
    • Principi di sicurezza
      • considerare che talora, per cause di forza maggiore, una barriera può essere inefficiente durante il tempo necessario per il suo ripristino;
      • stabilire il numero di barriere indipendenti
      • da cause comuni di inefficienza tenendo
      • presente che questo deve essere
      • aumentato al crescere del rischio, ossia
      • con la gravità del danno derivabile
      • dall’evento non voluto;
    • Principi di sicurezza
      • stabilire e constatare l’esistenza di regole di comportamento nel collaudo, nell’esercizio e nella manutenzione, che assicurino comunque la costante efficienza del numero minimo di barriere necessario per ottenere, con le suddette regole, il grado di sicurezza 3;
      • nel caso di incertezza nella conoscenza
      • di fattori che interessino la sicurezza,
      • stabilire margini tali da compensare
      • convenzionalmente l’incertezza;
    • Prevenzione e protezione
      • La prevenzione va ad agire sul fattore di pericolo P e sul fattore di contatto C diminuendo la frequenza di accadimento dell’evento negativo;
      • R = P * C *D
      • La prevenzione è lo strumento fondamentale per la gestione del rischio e segue immediatamente l’identificazione dei pericoli.
    • Prevenzione e protezione
      • La protezione , nella rappresentazione analitica del rischio, agisce sul fattore del danno D:
      • R = P*C* D
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • Le azioni protettive sono:
      • segregazione delle parti elettriche in tensione mediante componenti aventi determinati gradi di protezione;
      • uso di dispositivi con protezione dagli effetti termici;
      • rispetto delle compartimentazioni con provvedimenti sulle condutture;
      • esecuzione di manutenzione preventiva.
      • Le azioni preventive riguardano:
      • dimensionamento e scelta dei componenti
      • elettrici;
      • ubicazione ed installazione delle apparecchiature
      • elettriche.
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • Suddividendo i principi di prevenzione e protezione a cui bisogna attenersi, in base al luogo pericoloso, agli impianti di processo ed agli impianti elettrici avremo:
      • riferiti al luogo pericoloso;
      • riferiti agli impianti di processo;
      • riferiti all’impianto elettrico.
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • divieto di installare apparecchi elettrici contenenti fluidi infiammabili lungo le vie d’uscita, nel caso di condutture elettriche che attraversano le vie d’uscita esse non devono costituire ostacolo al deflusso delle persone;
      • Riferiti al luogo pericoloso :
      • limitazione dei componenti elettrici installati a
      • quelli necessari per l’uso del luogo;
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • mantenere una distanza sufficiente tra componenti elettrici ed elementi dell’edificio sui quali archi o scintille potrebbero avere effetti termici dannosi;
      • impiego di cavi a bassa emissione di fumi e gas
      • tossici dove è prevista la presenza di persone e
      • molti cavi.
      • mantenere un’adeguata distanza tra
      • apparecchi elettrici che sviluppano calore ed
      • oggetti combustibili;
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • installazione, modalità di funzionamento e dislocazione delle parti addette alle lavorazioni, al trasporto e all’immagazzinamento, in modo tale da ridurre al minimo la presenza e l’estensione delle zone pericolose;
      • prevedere dispositivi per il contenimento di
      • fuoriuscite di sostanze pericolose in situazioni di
      • emergenza.
      • Riferiti agli impianti di processo :
      • impiego di sostanze occorrenti nel processo
      • industriale non infiammabili, al posto di quelle
      • infiammabili;
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • Riferiti all’impianto elettrico :
      • realizzazione dell’impianto elettrico in modo che non ci sia, in servizio ordinario, pericolo di innesco dei materiali infiammabili a causa di temperature elevate o archi elettrici;
      • installazione di protezione contro le sovracorrenti
      • per evitare l’effetto joule o limitarne gli effetti in
      • quanto può essere sempre causa di incendio in
      • un impianto;
      • uso di componenti elettrici tali da non infiammare,
      • durante il servizio ordinario, i materiali
      • infiammabili, né provocare ustioni a persone in
      • assenza di guasti;
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • realizzare impianti con: sezioni e pose dei conduttori idonee, superfici di giunzioni adatte e contatto sicuro, in modo tale che il bilancio termico tra calore prodotto e quello ceduto all’ambiente risulti regolare;
      • segregare i componenti elettrici che nel
      • funzionamento ordinario possono produrre archi,
      • scintille o temperature pericolose in elementi di
      • materiale in grado di resistere ed isolare
      • termicamente;
    • Prevenzione e protezione -rischio incendio-
      • installare idonei dispositivi sulle condutture in modo da rispettare la compartimentazione degli ambienti;
      • prevedere un comando di emergenza per
      • interrompere l’alimentazione dell’impianto
      • elettrico non a sicurezza.
    • Prevenzione e protezione -rischio esplosione-
      • impedire il contatto tra le sostanze pericolose e le parti elettriche in tensione, segregando a queste ultime entro custodie a tenuta o altri sistemi;
      • contenimento di un’esplosione, eventualmente verificatasi all’interno di una custodia contenente parti elettriche, senza che questa possa innescare l’atmosfera pericolosa presente nell’ambiente circondante la custodia stessa;
      • aumentare l’affidabilità dei componenti elettrici e limitare il contenuto energetico di eventuali fenomeni elettrotermici al di sotto del minimo necessario per l’innesco dell’esplosione.
      Le misure di protezione dall’innesco elettrico si fondono su uno dei tre seguenti principi:
    • Prevenzione e protezione -rischio esplosione-
      • al luogo pericoloso;
      • agli impianti di processo;
      • all’impianto elettrico.
      I provvedimenti che si devono adottare sono riferiti:
    • Prevenzione e protezione -rischio esplosione-
      • Riferiti al luogo pericoloso :
      • evitare, per quanto possibile, l’installazione di impianti elettrici dove è prevedibile la presenza di sostanze esplosive o di atmosfere pericolose.
    • Prevenzione e protezione -rischio esplosione-
      • installazione, modalità di funzionamento e dislocazione delle parti addette alla lavorazione, al trasporto e all’immagazzinamento, in modo tale da ridurre al minimo la presenza e l’estensione delle zone pericolose;
      • Riferiti agli impianti di processo :
      • impiego di sostanze occorrenti nel
      • processo industriale non infiammabile,
      • al posto di quelle infiammabili;
    • Prevenzione e protezione -rischio esplosione-
      • adozione di componenti o parti di processo tali da non rappresentare una sorgente di emissione e comunque se lo sono, che abbiano un grado elevato;
      • uso di componenti, tecnologia e
      • processi tali da ridurre gli interventi di
      • manutenzione in esercizio.
      • installazione, nelle zone pericolose, di
      • automatismi e di comandi pneumatici o
      • oleodinamici al posto di quelli elettrici;
    • Prevenzione e protezione -rischio esplosione-
      • Riferiti all’impianto elettrico :
      • ubicazione di stazioni, cabine elettriche, sale di controllo e quadri elettrici al di fuori delle zone pericolose;
      • realizzazione di impianti elettrici del tipo
      • a sicurezza con uso di apparecchiature
      • elettriche aventi determinati modi di
      • protezione.